Grazie. La ringrazio Presidente. E ringrazio anche il Sindaco, davvero, i Capigruppo stessi per avere creato questa opportunità oggi di confronto.
Ecco, io credo che siamo ad una svolta dopo molto tempo, diceva giustamente anche il Dott. Marcolongo, direi molto tempo di mancata programmazione sul territorio, su uno dei temi che è importante, si parlava della salute. E’ un’occasione questa che cade nel momento in cui è stato licenziato il Piano socio-sanitario, e credo, spero e mi auguro che poi in Aula Consiliare non subisca grossi e significativi cambiamenti.
Si parlava che manca da 17 anni un Piano, quindi concordo anch’io sul fatto che è cambiato parecchio, sono cambiati i tempi. Si parlava di popolazione più anziana, ma direi anche che è cambiata anche la stessa tecnologia, per cui c’è uno scenario che si presenta direi completamente nuovo. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 12 Un attimo fa il collega Contiero parlava del riconoscimento alla nostra Asl.
Proprio oggi sulla stampa si legge che siamo stati premiati tra 59 strutture in merito d’incremento nell'informatizzazione dei processi clinico assistenziali dati ai cittadini. Questo fa onore perché chiaramente, sì insomma bisogna vedere anche qualche volta la parte del bicchiere mezzo pieno e ragionarci poi attorno alle cose. Quindi siamo propositivi, fanno bene queste cose.
Ritornando alla questione, la cosa, diciamo così, che spicca dal Piano, sono cose importanti, non ripeto le tante cose che ha già illustrato il Direttore, però cose importanti che troviamo è che i soldi… si parla che al Polesine sarà riconosciuto e quindi in Polesine arriveranno, come si diceva un attimo fa, a Belluno e a Venezia, nella realtà lagunare, arriveranno dei soldi, che serviranno poi anche per… in fase di attuazione delle schede, poi per disegnare, appunto, mettere in concreto l'intervento sul territorio.
Credo che poi un'altra questione importante sia legata all'organizzazione, e qua rimane un grosso punto interrogativo, parlo degli “AB Spaak”, cioè del centro e dei raggi dei nuovi ospedali, delle nuove zone da 1 milione di abitanti, gli ospedali di serie A, e cosa rimarrà poi degli altri ospedali. Questa è una battaglia che ha fatto, che ha portato avanti anche il Partito Democratico, quindi io credo anche qua non è ben definita ‘sta cosa qua, ed è importante in termini di organizzazione.
Nella nostra realtà un bacino… tengo anche a ribadire poi che rispetto al lavoro che è stato fatto in Commissione, partito un anno fa, poi è subentrata anche la questione della… che riguarda le province, ci saranno o non ci saranno; io credo che poi sia rimasto… voglio sperare che sia rimasto un po'… questo aspetto sia rimasto così per questo.
Un'idea potrebbe anche essere quella di identificare il nostro Polesine con l'area che copre il servizio del Suem, un'idea che… Cioè Adria, Rovigo e alcuni pezzi della Bassa padovana, non so se il Cavarzerano, eccetera. Anche qui credo che bisognerà insomma intervenire ed essere chiari, anche per capire poi.
Io non do molto adito anche a certe boutade giornalistiche che spesso appaiono anche sulla stampa, in questi giorni si discute di accorpamenti, eccetera; non credo che il tema centrale poi sia questo, non credo cambi molto la questione del futuro dell’Asl di Adria, di Rovigo, se saranno assieme o meno. Il problema è quello che abbiamo appena messo a fuoco ed evidenziato, cioè il territorio e i soldi che andranno poi a coprire le azioni che si vorranno prendere per il territorio.
Ecco, io sollecito anche, invito la politica cittadina, ma direi a 360°, un po’ ad uscire da logiche che troppo spesso campanilistiche, che troppo spesso sono deleterie insomma, tergiversare e non concludere e poi ognuno rimane nel proprio piccolo.
Con questo Piano qua che è noto, il Partito Democratico ha dato un voto di astensione in Commissione, perché riteniamo… la base sia buona, riteniamo siano state anche accolte delle proposte significative che noi facevamo a livello regionale, quindi bisogna anche ragionare in una logica diversa, non più di contrapposizione. Ecco, io ci credo su questa cosa qua. Un attimo fa diceva il Dottor Marcolongo che dobbiamo fare i conti con 3,5 posti letto per 1000 abitanti.
E questo ha anche esplicitato che quanti saranno in meno, si parla di 110 posti letti in meno, e qua bisognerà… cioè è un passaggio delicato questo; si parlava poi di intervento sul territorio pari all'1,2 per mille abitanti, è un passaggio insomma che bisognerà un po’ mettere a fuoco, leggeremo bene, come diceva il dottor Marcolongo, le schede poi. L'aspetto, diciamo, così dolente è questo, dicevo.
Ricordo che a titolo anche informativo, poi per i colleghi, che la nostra dotazione ospedaliera è di 1.100, si diceva, 1150-1160 posti letto, tra pubblico e privato, pari ad un 4,63, da quello che risulta a me, per 1000 abitanti. In Veneto siamo al 4,18, in Italia al 4,30. L'aspetto positivo l'abbiamo detto, sono l'1,2 dei posti letto intermedi, che andremo a vedere poi come si distribuirà la cosa nel territorio, il finanziamento.
Io credo poi che le schede di dotazione territoriale di cui si discute dovranno essere, dovranno programmare con criteri omogenei la presenza degli ospedali di comunità dei gruppi di medicina integrata, dei centri poli-specialistici e Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 13 dei servizi domiciliari, che dovranno rispondere all'esponenziale incremento di patologie croniche, legate, poi, come abbiamo detto, all'invecchiamento.
Si pensi che solo nel 2009, nella nostra provincia, si registrava un indice di vecchiaia, cioè il rapporto tra persone in età superiore ai 65, confronto tra gli 0-14, pari a 199. Il Veneto 139, in Italia 143.
Quindi, ecco, io… la domanda alla salute è composta da un'utenza, nel nostro territorio, prevalentemente con indici di vecchiaia più elevato rispetto alla media regionale; tassi standardizzati di mortalità più elevati nel Veneto al riguardo di malattie del sistema circolatorio che riguarda la popolazione femminile; cardiopatie ischemiche e tumori maligni ai bronchi e dei polmoni nei maschi; incidenti stradali, eccetera.
Abbiamo un'azienda con spese per abitanti superiori alla media nazionale, una ridotta operatività del presidio di Trecenta, risorsa pubblica attualmente poco utilizzata, scusate, con tasso di occupazione dei posti letto molto basso, a fronte di costi fissi rilevanti. Abbiamo limitato il grado di coordinamento e di integrazione tra aziende sanitarie ed enti locali. Ecco, io ritengo fondamentale, anche in questo punto, che andrebbe incentivata la cooperazione tra aziende sanitarie ed Enti locali.
Vi è dopo un altro dato significativo che riguarda la migrazione verso le altre Asl, che non mi sembra sia stato toccato nella relazione del Dottor Marcolongo. È significativa una fuga, tra virgolette, del 12,8 di pazienti fuori regione. Si pensi che Adria, forse per collocazione territoriale, è al 6,3, le altre Asl del Veneto sono al 6,7.
Sono anche consapevole comunque che questo dato va integrato con altri indicatori, tra cui… cioè, va contrastato da altri indicatori, tra cui anche l’indice di attrazione che abbiamo rispetto agli altri territori. Sulla questione delle risorse umane io non mi soffermo, però sarà una questione importante anche questa, perché andiamo a rivoluzionare il sistema.
Quindi anche qua mi auguro che vadano sì concentrate, ottimizzate, sarà uno sforzo qua per vedere anche… Insomma, calano i posti letto, Cala… presumo che cali anche il personale. Lo sforzo significativo credo sia quello di puntare a dare struttura ad un piano finora che è stato articolato e di cornice.
Ecco, sulla questione dei Direttori, io mi ero segnato anche alcune cose, ho capito che… Non ho letto naturalmente tutta la bozza del Piano nuovo, quindi noi avevamo anche indicato, può andare bene in parte anche una soluzione di questo genere, noi avevamo anche indicato a livello di partito, a livello regionale, che fosse preminente il giudizio della Conferenza dei Sindaci sulla scelta del Direttore, pur con tutti i limiti che ha la Conferenza dei Sindaci che si occupano del Sociale, eccetera.
Però, insomma, sarebbe stato anche un bel segnale. Un'altra questione -e chiudo- che riguarda la scelta, è importante questa, la scelta dei… poi dei primari, come viene fatta la scelta dei primari. Io credo, ecco, che per rilanciare la Sanità una delle questioni fondamentali siano le eccellenze.
Cioè, se riusciamo, ma non tanto per… Non lo dico tanto per contrastare il privato, siano le eccellenze, perché se noi a Trecenta, e faccio l'esempio che ho citato prima, è un ospedale chi ha i problemi che ha, riconosciuti, mettiamo delle eccellenze, non dico niente di nuovo, sono convinto, però se puntiamo sulle eccellenze, credo che in qualche maniera si possa anche invertire quel dato che vede solo il 30% della popolazione dell'Alto Polesine usufruire delle strutture di Trecenta, il resto se ne va verso Legnago, se ne va verso altri lidi.
Ecco, io volevo in ultima segnalare anche -non è stata toccata, ma non mi dilungo- il problema che riguarda i servizi a domicilio, a cui, scusate, nel territorio che riguardano anche gli anziani. È un tema che noi come Partito abbiamo toccato sabato scorso, abbiamo fatto una conferenza pubblica. Ringrazio anche il dottor Saccardin che è venuto a rappresentare l'Amministrazione; segno, presumo, anche credo, sono certo di una sensibilità; credo che anche su questo terreno dovremo lavorare insomma.
Grazie.