Un cortese saluto a tutta l'Aula e, prima di iniziare la presentazione di questo argomento che è molto importante, volevo fare una doverosa premessa per sgombrare qualunque secondo pensiero: perché questo è il primo atto dell'Assessore Saccardin, importante davanti al Consiglio Comunale?
La risposta è questa, già dal 2006, quando stavo finendo la mia prima esperienza, mi è capitato spesso e volentieri di sentire le persone che venivano in Assessorato e mi dicevano poi alla fine, più o meno malinconicamente: “Date tutto agli stranieri”. 2005, 2006! Da cittadino poi, confrontandomi negli anni in cui sono stato un semplice cittadino, queste cose le ho sentite diverse volte.
Ho fatto l'Assessore per due anni a Lendinara, anche con i referati della casa, e mi sono sentito dire, da persone di tutti gli schieramenti: di centro, di centro sinistra e di centro destra: “Date le case tutte agli stranieri”. Allora io che ero a Lendinara mi sono risposto: che cosa posso rispondere, io che sono qui in una città che non conosco? Voglio fare uno studio dettagliato di quello che succede a Lendinara negli ultimi sette anni.
L'ho fatto, l’ho restituito alle Commissioni, l’ho restituito in Consiglio Comunale, ho fatto le mie precisazioni e proposte, in riferimento a quei dati, e se sapete, sapete com'è andata a finire! Sono arrivato qui a luglio, praticamente, del 2011 e mi sono trovato che da circa un centinaio di persone che avevo accolto e ascoltato, cinque anni prima come Assessore, nei primi tre mesi ne ho ricevuto 300 persone, di cui per motivazione casa almeno 70.
Vi posso assicurare che più della metà di quelle persone lì, mi hanno detto: “Date tutte le case agli stranieri”. Ultimo, siamo andati in visita con le frazioni, prima Frazione Boara, seconda Frazione Fenil del Turco, si è parlato di tutto: di buche, di ambiente, di asfalti.
All'Assessore Saccardin è stato sia a Boara che a Fenil del Turco, un solo intervento: “Perché date le case tutte agli stranieri?” Io ho risposto sia a Boara e sia a Fenil del Turco: “Signori, mi impegnerò a fare uno studio il più dettagliato possibile sulla situazione intanto delle case Ater, a seguire poi quello delle casa parcheggio”.
Ho fatto uno studio di 9 anni, dal bando 2000 al bando 2008, che corrisponde agli anni di espressione della graduatoria, che va dal 2003 al 2011, perché il primo inghippo è che fin dall'inizio, almeno io sono risalito nel ’99, dal momento in cui fa il bando e il momento in cui viene fuori la graduatoria, passano tre anni. Sono troppi! Perché in tre anni cambiano tante condizioni, ma questa è la situazione!
Quindi, quando sentirete parlare di bando 2008, ci stiamo riferendo al bando che è venuto fuori, come graduatoria nel 2011. Chiaramente, ho detto a quelli delle Frazioni: “Quando torneremo la prossima volta, restituirò a voi questi dati”. Che cosa ho fatto?
Io questi dati li ho presentati nella mia Giunta, ma sono andato anche in Commissione preliminarmente e ho presentato, in una sessione della Commissione, i dati, dicendo: “Non facciamo nessuna discussione, vi restituisco i dati, mi fate delle domande di chiarimento e poi lasciamo sedimentare tutto, ci rivediamo tra una settimana”.
Cosa che è stata e ci siamo visti una Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 27 Ottobre 2011 24 seconda volta; da quella seconda volta tra le mie idee, le idee dei Commissari, sono emerse alcune scelte interiori che abbiamo portato in Giunta, dopo di che siamo ritornati ancora in Commissione. Chiaramente un lavoro di nove anni non si restituisce in mezz'ora.
Però non è neanche giusto che dica la Commissione in qualche modo ha le sue posizioni, voglio a voi riassumerlo ma non troppo, in modo che si abbia una, diciamo, visione d’insieme. Di certo con questa premessa ho spiegato che questo è un problema importante; telefonando pochi giorni fa al Dottor Bellinello, il massimo Dirigente della casa della Regione Veneto, mi diceva: “Assessore, fino a poco tempo fa era emergenza casa, adesso è emergenza critica”.
Quindi, il mio essere qui, con questa proposta, sarebbe stata la stessa se io, per ventura, fossimo una coalizione diversa da questa, perché lo spirito che mi ha guidato è questo, di massima libertà, perché dal mio osservatorio, che non sono l'ultimo arrivato per aver fatto già 7 anni di Assessore, vi posso assicurare che il problema casa è diventato il problema dei problemi!
E sta creando anche alcune situazioni culturali, per cui certa gente si muove pensando solo alla casa, qualcuno nel bisogno, qualcuno anche tatticamente.
E allora, prima della presentazione, diventa anche un appello: siccome a questo seguirà poi un ragionamento sulla mobilità, sugli alloggi parcheggio, in modo da avere una visione complessiva del problema casa, in prospettiva di quello che succederà, mi auguro che, come io mi sono mosso per evitare qualunque scelta di tipo ideologico, questo Consiglio Comunale alla fine possa fare una scelta, la migliore possibile per i cittadini, sgombrando quelle che possono essere posizioni ideologiche.
Pensate, nell'anno 2000 le persone ammesse al bando erano 292, vi leggo gli ultimi tre anni: 425- 425-368 nel 2008 ma a fronte di 460 domande. Quindi, nell'arco di nove anni c'è un 33% in più di domanda casa. Nel 2000 le porzioni, proprio per rispondere intellettualmente a chi mi ha interpellato come cittadino, come Assessore e anche nelle Frazioni, gli italiani erano l’83,9%, gli stranieri il 16,1; nell'ultimo bando il 56,25% italiani, il 43,75 gli stranieri, con un incremento del 271%.
Questo non dice niente, sono solo dati restituiti senza nessuna inflessione. La popolazione, nel frattempo, di Rovigo, passa dal 2000 a 50.776, al 2008 a 51.872; aumenta di 1.296 persone, a fronte di un aumento però di 3.160 stranieri. Vi do il dato al 31/12/2010, siamo una popolazione di 52.785 e siamo 4.935 stranieri, tirassimo via tutti gli stranieri, saremmo 47.940, perdendo anche tutto quello che viene dato ad un Comune che abbia più di 50.000 abitanti.
A Cesare quel che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio! Dico di più: se mettessimo dentro i comunitari, comunque non arriveremmo ai 48.500. Quindi c'è una bontà anche nell’accoglienza.
Dirò di più, vi do due dati che non c'entrano con la casa, ma che danno la prospettiva: i nati stranieri, i nati totali in Rovigo nel 2010 sono stati 418; 91 gli stranieri per quasi un 22%, a fronte di una popolazione che è il 9%, due volte e mezza di più.
Se pensate che nel 2010 i morti sono stati 103 più dei nati, capite che anche l'incremento che porta la nascita di bambini emigrati, ci dà anche un respiro rispetto all'indice di natalità, altrimenti il Polesine è condannato a diventare un paese di vecchi, parafrasando un film, anche perché, nonostante tutto, con le difficoltà economiche, siamo passati da un indice di natività in Rovigo del 0,88 del 2009, al 0,79, cominciamo a calare, come succede a livello nazionale, nonostante questo che è stato l'impegno e la presenza di stranieri, che da 721 che erano nel 2000, sono ad oggi 4.935.
Quindi, i discorsi fatti dalla gente, non è che l'Assessore corra indietro, ma la prospettiva sarà: sempre più stranieri verranno, sempre meno case ci saranno!
Allora facciamo dei regolamenti non per correre dietro alle persone, ma per trovare, se è possibile, una possibilità di essere più vicini alla verità o alla giustizia, o comunque dentro alle condizioni, in modo da essere trasparenti con la popolazione, e quando ti fanno la domanda o ti dicono: “Date tutto agli stranieri”, la possibilità di dire: “Amico, questi sono i dati, te li restituisco e questo…” perché ci sono anche delle altre novità che sentirete.
Studiando questi nove anni, sono andato a vedere come funziona la graduatoria fino al 2005, quindi per sei anni, la graduatoria era fatta unica. Questa graduatoria è fatta su 16 punteggi, che Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 27 Ottobre 2011 25 sono solamente e squisitamente regionali, vedi legge 10/1996, e c’erano 3 elementi comunali.
Non tutti i Comuni hanno fatto così, ma di 15 Comuni che sono andato a vedere per filo e per segno in provincia sopra i 4000 abitanti, 11 di quelli hanno inserito le loro condizioni comunali. Che cosa succede ad un certo punto nel 2006? Che ad agosto del 2006, con la legge 18, la Regione dice: “Da oggi non sarà più una graduatoria, anche se è esposta una graduatoria, in realtà sono due.
Introduciamo la fascia A) e la fascia B)”. Cosa sono queste fasce, la A) e questa fascia B)? Allora in fascia A) ci vanno tutte le persone che hanno fatto domanda e che hanno un reddito imponibile inferiore a 2 pensioni minime Inps.
Se facessimo i conti oggi, un minimo Inps è di quattro 467,43, moltiplicato per due per 13 mensilità verrebbe fuori 12.153,58 euro. Vuol dire tutte le persone che hanno un reddito imponibile uguale o sotto a questo sono nella fascia A), gli altri sono nella fascia B), e questo è andato avanti. Ma ricordo una cosa che sarà importante poi nella vostra decisione: il punteggio ad oggi di quella graduatoria unica fino al 2006 e doppia, diciamo, poi 2006/2007/2008 è fatta di 19 voci, 16 regionali e tre comunali.
Voglio che conosciate le tre comunali, chi non le conosce chiedo un attimo di pazienza. La prima condizione comunale fa riferimento all'incidenza dell'affitto sul reddito pro capite di una persona, ho cinque figli, prendo 20.000, siamo in sette in famiglia, 20 diviso sette viene fuori un reddito pro capite, guardo quant'è lo stipendio che prendo in un anno, se l'affitto mi incide oltre il 40% mi viene riconosciuto dal Comune un punteggio che, fino al 2006, era di tre punti.
Poi questa la leggo bene, perché ci sarà una proposta in merito: richiedente, assegnatario di alloggio comunale, che vuol dire parcheggio, quelli che sono chiamati alloggi parcheggio, a seguito di provvedimento esecutivo di sfratto (non per morosità o di ordinanza di sgombero o senza casa o per gravi situazioni di anti-igienicità) il Comune, fino al 2005, riconosceva quattro punti, una piccola parentesi, quel: non per morosità.
Mi dicono gli Uffici che oramai è prassi che, una persona che è in alloggio parcheggio, abbia comunque un punteggio che, fino al 2005, era quattro, adesso è di otto punti. Poi ve lo spiegherò.
Leggo la terza condizione, l’abbrevio senza leggerla: se ci sono persone, non so… che hanno avuto vicissitudini (psichiatrici, tossicodipendenti, alcolisti, eccetera) dove si vede che la presenza di una casa potrebbe essere veramente una possibilità di ripresa, in qualche modo, di un cammino, lì si riconosceva, questa è una situazione la più debole delle deboli, e fino al 2005 si davano quattro punti.
Fino al 2005, anzi fino a giugno del 2006, la Regione diceva: sappi però che se metti delle condizioni comunali, qualunque tu metta, puoi cumulare i punti fino ad un massimo di quattro. Cosa vuol dire? Che fino a giugno 2006 le persone che avessero avuto le tre condizioni, tre punti per la prima comunale, quattro per la seconda, quattro per la terza, comunque più di quattro non potevano avere.
Mi spiego? Perché erano cumulabili fino al 2006. A giugno la Regione dice: guarda che se vuoi, puoi cumulare i punti fino a otto.
A me è parsa un’azione, direi, che si avvicinava alla giustizia, perché con otto punti, chi ne avesse avuto solo 4, una condizione, aveva 4; chi aveva due condizioni ne aveva otto. Cioè, chi aveva più condizioni di difficoltà, aveva qualcosa di più, di chi aveva una sola condizione. Che cosa è successo in quello stesso anno?
Che il Comune, con la sua Amministrazione, ha fatto una scelta, non solo quella obbligata di cumulare fino a otto punti, perché la Regione ti dava questa possibilità, ma ha raddoppiato il punteggio, che prima era 3 - 4 - 4 e l'ha portato a 6 - 8 - 8. Di fatti il primo pensiero che ho fatto, ripeto, guardando questi dati, ma memore anche dello studio di Lendinara, mi sono detto: qui ritorniamo al punto che chi ha una condizione e chi ne ha due sono solo sullo stesso piano.
Mi è sembrata una cosa non la migliore possibile, pur capendo quale poteva essere la motivazione che aveva mosso le persone. Poi mi son detto: un momento però, fino a giugno uno aveva quattro punti, sulla stessa condizione, nonostante la Regione abbia dato la possibilità di cumulare 8, adesso la stessa persona un mese dopo se ne trova 8 per 1 condizione, che vuol dire il doppio del 4. Il primo pensiero è andato a questo, 4 punti sono equivalenti a 8 anni di anzianità, in chi fa domanda di casa Ater, per tutti.
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 27 Ottobre 2011 26 Ogni volta che io faccio domanda di casa Ater ho diritto a un 0,5 punti; se la faccio anche l'anno dopo diventano uno, e avanti. 4 punti sono equivalenti a 8 anni. E allora due pensieri mi sono venuti liberi: mettendo 8 e invece di lasciare 3 - 4 - 4 noi abbiamo messo nelle stesse condizioni chi ha un problema e chi ne ha due di problemi.
E mi è sembrato eccessivo questo raddoppio! Però, siccome per natura sono prudente, dico: voglio vedere cos’è successo negli altri Comuni, non tutti i 50 Comuni, ho scelto tutti i Comuni che avessero più di 4.000 abitanti, tutti quelli della provincia, perché quando hai un Comune di 800 - 900 abitanti, sì e no che avrai cinque case e quindi non c'è.
Questi 15 Comuni, in pratica, sono oltre a Rovigo: Adria, Porto Viro, Lendinara, Occhiobello, Badia, Porto Tolle, Taglio di Po, Rosolina, Villadose, Ariano, Castelmassa, Fiesso, Polesella e San Martino. Sono andato a vedermeli tutti i regolamenti, bene! Un solo Comune di questi 15 ha messo un punto 8 ed è Ariano Polesine; tutti gli altri avevano i punteggi vecchi del Comune di Rovigo, 4 - 4 - 3, ma addirittura 1 - 1 - 1 , 0.5 - 1 , 4 - 4 senza la terza condizione, 2 - 1 - 1.
Mi sono confermato che era un aumento, secondo me troppo evidente, che toglieva anche quello spazio di differenza che ci sarebbe stato tra chi avesse avuto una condizione e chi ne avesse due. Chiaro che può sempre essere opinabile, ma un Assessore che si mette lì, ragiona su quei dati. Mi sono detto: secondo me la cosa buona è ritornare a 3 - 4 - 4, per ripristinare una condizione con differenza dalle due, e per non avere… visto che la Regione ci ha dato la possibilità di cumulare fino a 8.
Sono andato avanti con lo studio e sono andato a vedere anche le graduatorie. Le graduatorie dal 1° al 15°, fino al 2006, hanno sempre avuto la stragrande maggioranza degli italiani. Fate conto che sui primi 25 posti trovavate o 23 italiani e 2 stranieri o 24 italiani 1 straniero.
Dopo quel cambiamento lì c'è una tendenza, ma io non ne sono certo che sarà così, quindi il mio compito sarà questo, qualunque sarà la vostra decisione: aspettare tre o quattro anni e andare a rifare lo studio, senza essere incatenati sulle scelte, per rispondere alle sfide che ormai stanno cambiando. C'è questa tendenza, nel 2008 vuol dire l'ultimo bando, da quello… la fascia A) che prima era su 15 per esempio, su 25, 24 italiani e 1 straniero, nel 2008 diventa 17 italiani e 8 stranieri, c'è un aumento notevole.
E pure nella fascia B) che era 22.3 e diventa 25, mi sono chiesto se questa non fosse stata una tendenza di chi è, in qualche modo, negli alloggi parcheggio che aveva diritto a otto punti e ha saputo che questi otto punti vengono dati comunque anche se le persone sono in morosità. E chi è stato in Commissione Alloggi in questi ultimi anni, sa che quasi tutte le domande che sono andate qui negli ultimi due anni, erano tutte persone per sfratto di morosità.
Allora una delle scelte che vi anticipo è: tiriamo via quella frase “non per morosità”, perché? Per due ordini di motivi, primo: perché fino adesso non è stato così; secondo: perché il filtro deve essere fatto sugli alloggi parcheggio. Perché se una persona è veramente morosa, perché ha perso tutto, non dargli quel punteggio che è lì, è ucciderla ancora di più.
Se invece la persona ha giocato su questo, e vi posso dire l'evidenza: 7 sfratti negli ultimi 15 giorni, 2 - 3 proprio raccolti e capiti che erano in qualche modo ragionati, perché nella cultura della gente sta passando quest'idea: hai dei bambini? Fatti buttare fuori! Dal Comune vedrai che una soluzione la trova.
E come è qui, è anche a Padova! Allora, qual è il nostro compito? Fare un filtro importante nell'assegnazione degli alloggi parcheggio.
Chi ci va è perché ha un bisogno, chiunque esso sia; nel momento in cui c'è, gli riconosciamo i punti come Consiglio Comunale. Ma non possiamo scrivere “non per morosità” e poi fare il contrario. Quindi, tirando via quella “non per morosità”, facendo un filtro importante con la Commissione alloggi, ci siamo già trovati e abbiamo ragionato su questo, e ci saranno già delle proposte nel prossimo incontro… 20 minuti ho?
Allora vado veloce. Con sintesi magari risponderò dopo nelle domande. Sono andato a vedere la differenza che esiste tra il primo e il quindicesimo di ogni graduatoria di ogni anno, la media è di 4 punti, 6 punti.
Perché ho detto 4 - 6? Perché da quando, da tre anni, ci sono le fasce A) e le fasce B), la differenza di punteggio tra il 1° e il 15° è di 4 punti nelle fasce A) e di quasi 6 punti nella fascia B). Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 27 Ottobre 2011 27 Ultima, penultima cosa, anzi tre, quanto ho?
Sono andato a vedere le condizioni comunali, ne ha usufruito in questi anni, questi nove anni, 63,9% di media; vuol dire che ci sono almeno un 37 - 38% di persone che non hanno mai usufruito della condizione comunale. Qualcuno potrebbe dire che non i ghà bisogno! Guardate che basta che l'incidenza del 40% sull'affitto sia il 39,5, sei già fuori!
Anche questo mi ha impressionato e mi ha fatto fare dei pensieri! Sono andato oltre e sono andato a vedere chi ne ha goduto di queste condizioni comunali: 81,7% italiani, 18,3 stranieri nel 2000, 48,5% italiani, 51,9% stranieri nel 2008, che è l'ultimo bando di questo 2011. Penultima cosa, sono andato a vedermi le rinunce.
Voi sapete che le rinunce possono essere per giustificati motivi o non per giustificati motivi. Faccio un esempio di giustificati motivi: io sono una donna rimasta sola, ho un figlio di vent'anni, mi danno una camera da letto, insomma per quanto madre sia, una madre con un ragazzo di 22 - 23 anni certo non è il migliore… Allora, anche se avrei potuto dire di sì, le condizioni mi dicono: no, signori, guardate io questa condizione non l'accetto. Quello è un giustificato motivo.
Un altro esempio di giustificato motivo? La legge regionale dice: tu, se hai 60 metri quadrati, puoi chiamare ed offrirla a due persone. Chiaro che puoi anche derogare da questo.
Allora, se io ho una cucina e una camera da letto di 59 m² ed ho una coppia, chiedo anche a loro; se mi dicono che non la vogliono, siccome per legge sarebbe 60 m², quello è un giustificato motivo. Ma se succede, come è successo anche diversi giorni fa, che la signora viene e dice: “Mi hanno dato una casa a Buso, ma io ho i miei che stanno a Rovigo”.
Dico: “Signora, da Buso a Rovigo sono due chilometri, in bicicletta ci si arriva!” “Ma io non voglio andarci là!” “Guardi che se non va, chi dice di no per non giustificati motivi, scompare dalla graduatoria”. Quanti sono stati questi non giustificati motivi? Risposta: in nove anni 123, di cui 43 per giustificati motivi, 78, anzi 80 per non giustificati motivi, sono 78 più 2, perché 2 sono incerti.
Qual è la cosa evidente che è successa anche a Lendinara? Che quelle, praticamente, 80 rinunce, 74 sono degli italiani. Quindi vuol dire che ci sono case che sono andate agli stranieri perché gli italiani hanno rinunciato, e anche questo è un dato che è importante restituire alla gente, perché se uno non vuole andare di qua, non vuole andare di là, di: lo vuoi tu?
No! E allora scalo, scalo, scalo e poi arriva lo straniero e questo accetta. Lo straniero ha fatto bene ad accettare.
Sei tu che dovevi accontentarti.
Ma c'è un dato che sia Lendinara… e qua mi ha un poco turbato, ed è questo, e sarà il dato più importante, perché ho già visto che ci sono prese di posizione e allora ascoltatemi bene quello che dico: a Lendinara avevo scoperto che… e qui a Rovigo è successo altrettanto, che persone… Voi sapete che quando si viene e si ha la residenza il giorno prima, se il giorno dopo c'è il bando, io il giorno dopo faccio la domanda di bando; sei famiglie avevano ricevuto la casa, alcune arrivate da 10 giorni la residenza prima del bando.
Su quel bando lì hanno preso la casa e, io mi sono detto, anche in barba a chi aspetta da 10 o 15 anni, magari per mezzo punto. Dico: no, qui la gente veramente dopo… C'è sempre qualcuno che ha un po' più bisogno di te, ma anche tutti aspetti hai un bisogno! E’ possibile contemperare questi bisogni?
A Rovigo è successo per sette famiglie, una addirittura arrivata ad agosto e poi a settembre ha fatto la domanda e su quella domanda ha avuto la casa. Mi sono detto: signori, dentro ai 16 punteggi regionali e ai 3 comunali, ce ne può stare uno che è il ventesimo, che sui giornali -se avete notato, non è polemica, non sono abituato- ci sono stati cinque articoli con imprecisioni, addirittura facendo confusione tra alloggi parcheggio, ecc.!
Io non ho risposto a nessuno di quegli articoli, vengo in Consiglio Comunale, mi espongo, risponderò ecc. ecc. Bene! Quando ho visto che questo dato si ripete, e quindi statisticamente si può ripetere anche negli altri Comuni, dico: se ci sono già 19 punteggi, inserire un punteggio che può essere… riconoscere la residenza come uno dei 20, non come nei giornali il!
E magari compensati in modo tale che questo punteggio non sia il punteggio, ma un punteggio, secondo me ci avviciniamo, ed è qui lo sforzo che bisogna fare: di libertà interiore.
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 27 Ottobre 2011 28 Io mi sono sforzato e posso sbagliare, ma libertà interiore, perché su ‘sto problema qui io ero dal Prefetto ieri, sono stato 2 ore e 20 a parlare di questi problemi; ho fatto le mie proposte, ci vedremo subito la prossima settimana per partire, perché qui c'è un'emergenza casa che diventa un'emergenza critica. Allora mi sono detto: io inserirei volentieri… inserirei volentieri anche la residenza. Ho concluso.
Però, per prudenza, sono andato a vedere se quei 15 Comuni, dai 4000 in su, se anche loro avevano fatto il pensiero che l'Assessore Saccardin stava facendo davanti ai dati, dei 15 Comuni ci sono quattro Comuni che non hanno mai messo nessuna condizione comunale, ve li leggo: Castelmassa, Fiesso, Porto Tolle e San Martino, la loro graduatoria è solo di punteggi della Regione, punto!
Degli altri 11 Comuni hanno messo e riconosciuto la residenza con spessore diverso: Adria, Porto Viro, Lendinara, Occhiobello, Badia, Taglio di Po, Rosolina, Villadose, Polesella.
Mi sono confermato che, indipendentemente dai colori e dai ragionamenti, in questo momento con lo scenario che viene avanti di sempre meno case, sempre più stranieri, sempre più lotta dei poveri -perché io la vedo a vari livelli- ci avviciniamo, secondo me, dentro ad un percorso più importante, lo dico così perché scomodare la parola verità e giustizia è troppo grande!
Se noi riconosciamo, dentro ai 19 punti, anche la residenza, la quale, essendo una condizione comunale, se è insieme ad altre condizioni, rischia di sparire, perché la persona che ha i 4 e i 4 e avesse anche i 3,5 non serve. Ma questa diventerebbe anche un'occasione per cui il 39% che è fuori dalle condizioni comunali, magari per mezzo euro, e che avrebbe la possibilità.
Quindi, la mia ultima proposta era anche -e termino- e sono i termini della cosa, di portare i punteggi 3 - 4 - 5, perché in Commissione c'è stato proposto che agli ultimi degli ultimi, psichiatrici, eccetera, si possa riconoscere un punto. Non ci ho pensato due volte a dire di sì!
Che si tiri via quel “non per morosità”, per tutte le cose che vi ho detto, che si possa inserire -e lo ripeto per l'ultima volta ed ho concluso- “l’anzianità di residenza” come uno dei 20 punti di un punteggio, che diventa una condizione, non la condizione.