Persona · attività documentata

Vincenzo Restaino

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
2
Sedute con interventi
1
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

ARPAVOsservato il 16 novembre 20181 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

16 novembre 2018

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 74
Pagine 30–33
Punto 2

AUTOCONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE AI SENSI E PER GLI EFFETTI DELL’ARTICOLO 39, 2° COMMA DEL TUEL - RICHIESTA DI CONSIGLIO MONOTEMATICO IN MERITO ALLA EMERGENZA IDRICA E ALL’INTERRUZIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE DELL’EROGAZIONE DI ACQUA POTABILE - 30 OTTOBRE 2018 E GIORNI SUCCESSIVI”......................................................................................................................28 (NON E' STATA PRODOTTA NESSUNA DELIBERA) 2 di 64

ARPAV

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Ringrazio anche il consigliere Vernelli, che ha fatto la domanda, per l’ARPAV, sostanzialmente, “Cosa è successo?”. Parliamo prima di scarichi.

Per quanto riguarda la provincia di Rovigo, io credo, non vorrei sbagliarmi, ma credo che nel fiume Adige, parlo della provincia di Rovigo, ci sia uno scarico soltanto, perché la maggior parte degli scarichi che si trovano nella provincia di Rovigo vengono 30 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 convogliati nei canali interni, sostanzialmente; quindi, sono quelli interessati principalmente dalle autorizzazioni allo scarico e dagli scarichi degli stessi.

Questo lo dico per tranquillizzarla. Ovviamente parlo della provincia di Rovigo. Ma, in parallelo, vorrei tranquillizzarlo anche per un’altra cosa.

Se si ricorda, qualche settimana prima dell’emergenza che si è avuta sull’Adige, c’è stato un altro problema che ha riguardo il Po, dall’altra parte, e quel problema, chiaramente, è stato segnalato dalla provincia di Mantova, dall’Agenzia Regionale Lombarda all’ARPAV, e su questo ci siamo subito attivati, con un monitoraggio che ha riguardato il corso del Po per almeno due giorni.

Probabilmente la notizia sui giornali è transitata poco, ma il nostro lavoro l’abbiamo fatto, seguendo quello che era lo sviluppo di questa traccia di contaminante sul corso d’acqua, convocando una riunione all’Agenzia Regionale per l’Ambiente, perché eravamo in grado di gestirla come una situazione di emergenza non critica.

Alla riunione erano presenti, ovviamente - non abbiamo interessato neanche il Prefetto su questa questione, perché l’abbiamo gestita noi tranquillamente - Acquevenete, era presente l’ULSS, ci ha supportato, ovviamente, la Protezione Civile Regionale, ed abbiamo deciso di mettere in piedi un piano di monitoraggio e di controllo della situazione sul corso d’acqua, sapendo che poi, qualora si fosse alzato il livello di emergenza, avremmo attivato situazioni di tipo diverso, più ampio. Quindi, due cose.

La prima: in provincia di Rovigo non ci sono grossi scarichi sull’Adige, e questo ci dovrebbe un attimino tranquillizzare, almeno per quanto riguarda la provincia di Rovigo. Quando ci sono delle situazioni di emergenza cerchiamo di intervenire. Veniamo adesso un pochettino a qualche informazione che Lei ha avuto dal Consigliere Regionale, a cui sono stati trasmessi questi dati.

Allora, molte volte siamo abituati a leggere i numeri, in base alla dimensione, 87, 37.000, 47.000, spesso bisogna cercare di dare importanza a questi numeri e, per farlo, vorrei prima cercare di inquadrare in termini generali quello che è successo nella fase critica dell’emergenza. ARPAV ha allertato da Protezione Civile che si sarebbero stati dei problemi dal punto di vista meteorologico prima e anche idrogeologico e, ovviamente, anche di notevoli precipitazioni.

Questa situazione, ovviamente, ha interessato il Veneto - sapete benissimo quello che è successo in provincia di Belluno - ma non che non abbia interessato il Trentino e l’Alto Adige. Fino a che punto il Trentino Alto Adige è stato interessato da questa situazione? Allora, in Veneto avete tutti quanti percepito in maniera molto chiara che le precipitazioni sono state molto più elevate, rispetto a quelle del 1966; questo credo che sia un dato, oramai, che è cronaca sui giornali, è transitata tranquillamente.

Ma non so se alcune cose sono state ben definite. Cosa è successo in Trentino Alto Adige? In Trentino Alto Adige, c’era una galleria sull’Adige; non so se qualcuno è andato a vedere un video di quella galleria quando scaricava nel Garda.

Se qualcuno l’ha visto, vedeva il colore dell’acqua. In quei casi noi le analisi le abbiamo fatte, ma in quel caso basta guardare il colore dell’acqua, non ci vuole molto. Perché è stata attivata quella galleria?

Qua cerchiamo di elevare, di alzare, di capire il livello della criticità, che va al di là dei numeri, proprio rispetto a quelli che sono gli interventi di sicurezza che vengono messi in campo in questi casi, probabilmente, senza nemmeno dare tanta informazione, perché le decisioni devono essere prese in tempi molto veloci. Quando è stata aperta quella galleria l’ultima volta? Questo sì che è stato detto sui giornali.

Nel 2002. Quindi, figuratevi, io credo che nel 2010 qualche problema c’è stato, sono vicentino e so quello che è successo in provincia di Vicenza, ma nel 2010 qualche problema c’è stato. Quella galleria è stata aperta nel 2002.

L’altra domanda è: perché è stata aperta? Nel punto di controllo della portata a monte di quella galleria viaggiavano 1.900 metri cubi al secondo - questo, sì, è un numero - nell’Adige, di portata. Cosa significa questo numero, che sembra un numero casuale?

Dopo vi dirò perché ho detto questo numero. Non è casuale, perché faremo riferimento ad altre situazioni poi nella provincia di Rovigo. Allora, questo numero, sostanzialmente, dice che, se non si apre la galleria, prima Verona e l’hinterland.

Ma solo Verona? Andiamo avanti con il ragionamento. Qual è stata la portata massima che c’è stata a Boara Polesine?

Ve lo dico io: 1.250 metri cubi al secondo. Ovviamente, questo non c’è nelle analisi che sono state consegnate alla Consigliera; ma perché? Perché stiamo 31 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 predisponendo una relazione complessiva, per fare il quadro della situazione e dare delle informazioni complete.

Spero, comunque, che queste anticipazioni in questo momento servano e possano essere utili in ogni caso. 1.250 metri cubi - metro cubo più, metro cubo meno, siamo a livelli di metri cubi al secondo, tenete presente - cosa significa questo? Che, se quella galleria a monte non veniva aperta, probabilmente il problema non ce l’aveva soltanto Verona.

Qualche Modello ha definito anche che qualche criticità ci poteva essere in provincia di Rovigo. Perché ho dato queste indicazioni, al di là delle analisi e dei numeri che poi, dopo, cercheremo di spiegare meglio?

Perché è chiaro che quello che noi abbiamo avuto è: uno, una situazione metereologica di criticità alta; due, un dilavamento notevole nelle zone di montagna, tali da trasformare i corsi d’acqua, che erano rivoli, in torrenti veri e propri, e i danni si sono visti; tre, il trascinamento di questi torrenti, che hanno portato tantissimo fango nell’Adige, fango che potete vedere tranquillamente, confrontandolo con il colore del Garda, chi ha voglia basta che vada a cliccare quella cosa qua; quattro, il livello di criticità era talmente alto, ma talmente alto che, addirittura, c’erano delle aree, quelle veronesi e quelle di Rovigo, che correvano qualche rischio, tanto da rendere necessaria l’apertura di quella galleria.

Quindi, la situazione era notevolmente critica.

A questo punto, nonostante tutto, perché per noi era tutto chiaro, già questo ci dava una chiarezza della situazione, basterebbe moltiplicare quei numeri che Lei ha per la portata che c’è nel corso d’acqua per il tempo che ha interessato tutta la piena, Lei capisce le tonnellate di ferro e di alluminio che sono andate via, e non è pensabile che queste siano correlabili con uno scarico di una qualsiasi azienda, perché sono talmente tante che solo di origine possono essere; capisce?

Ma siamo andati un pochettino anche avanti, anche perché ce l’hanno chiesto. Abbiamo lavorato insieme con i Carabinieri su questa cosa, e i Carabinieri hanno voluto un pochettino approfondire la faccenda, i Carabinieri e N.O.E. Si sta definendo anche tutto l’aspetto delle valutazioni insieme con loro, per cui vi darò solo delle indicazioni di massima e i numeri verranno fuori quando verranno richiesti, ovviamente, nel dettaglio.

Cosa è venuto fuori? Noi abbiamo fatto due cose: nel giorno più critico, che credo sia stato il 31 quello della massima portata - adesso non vorrei sbagliarmi, perché i giorni non me li ricordo - ecco, proprio il 31, abbiamo fatto tre campionamenti, uno in mattinata e gli altri nel primo pomeriggio. Il primo l’abbiamo fatto nella centrale di Boara Polesine, e gli altri due li abbiamo fatti uno al ponte di Lusia e il terzo a Badia Polesine, dove c’è l’altra centrale.

Perché abbiamo fatto questi tre campionamenti? Per avere le analisi dei metalli, perché è il tracciante migliore in questi casi, non è che ci mettiamo a fare altro, è il tracciante migliore, per vedere se le misure che avevamo più o meno combaciavano.

Per chi ha disposizione dei dati avrà notato... prendiamo come riferimento i due metalli che, in qualche modo, hanno creato la criticità, l’alluminio e il ferro, anche se l’alluminio e il ferro non vengono neanche citati nelle norme di conformità dell’utilizzo di acqua ad uso potabile, ma lasciamo perdere questo particolare, prendiamolo perché sono quelli che si vedono di più come misure.

Le misure fatte nei tre punti, più o meno nell’arco della stessa giornata, a poche ore di distanza una dall’altra, ci dicono che la presenza di questi metalli è rilevata nello stesso ordine di grandezza nei tre punti. Sostanzialmente, ordine di grandezza, che vuol dire, dal punto di vista chimico, se ho 80.000 e ho 20.000 siamo là, non è che c’è una grossa differenza.

Vi do un piccolo particolare in più: è probabile che la differenza che c’è tra i tre punti sia legata al fatto che il tipo di campionamento è diverso.

Riguarda, da un lato, un controllo - sto entrando un po’ nel tecnico, ma mi fermo subito e poi riprendo ad andare sugli altri ragionamenti che abbiamo fatto - che è stato fatto sull’acqua grezza, alla centrale di Boara praticamente, e quindi a 3-4 metri di profondità, probabilmente, in quel caso, il sedimentato è ancora presente in maggiore quantità; i metalli si trovano nel sedimentato, sostanzialmente e, quindi, quando si fa l’analisi e viene fatto precipitare il sedimentato per verificare la quantità dei metalli che ci si trova dentro, se uno fa un campionamento dove l’ha presa a 4 metri ha un certo valore, se, invece, la facciamo con dei secchi sull’argine o al centro del corso d’acqua, il valore è diverso.

Quindi, quella leggera diversità è legata, secondo noi, a quel tipo di effetto; ma siamo nell’ambito dello stesso ordine di grandezza.

32 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Altro elemento che abbiamo preso in considerazione è che abbiamo voluto ripetere, sostanzialmente, le analisi in più giorni diversi alla centrale di Boara Polesine - in totale ne avremmo fatte sei o sette, l’ultima è in corso di effettuazione, recentemente - per vedere il trend di discesa dei metalli nei vari giorni che la piena andava a diminuire.

Abbiamo trovato una stretta correlazione tra quella che era la portata del corso d’acqua, o l’altezza specifica della piena, e quella che era la concentrazione di metalli, o, se volete, anche dei solidi sospesi, che è la stessa cosa. Quindi, quando la piena era più alta, più alti erano i metalli; mano a mano che la piena diminuiva e tutto sedimentava, i metalli si abbassavano. Adesso siamo rientrati in situazioni direi di normalità.

Ecco, io credo che queste cose ci hanno convinto in maniera... lo eravamo anche prima, guardate, noi non avremo neanche minimamente... Ma perché non avremmo neanche minimamente immaginato di fare questo? Perché avremmo dovuto immaginare una quantità così grossa di metalli che nessuno può pensare di riversare in un corso d’acqua.

Però, parallelamente, aggiungiamo una cosa: oggettivamente questi valori non sono bassi. Sono tanto alti, e sono dovuti, ovviamente, ad effetti naturali che si sono verificati; perché? Perché la quantità di pioggia a livello localizzata è stata tanta.

Io, per ora, mi fermerei qua, Presidente. Poi, se ci sono domande, ovviamente sono a disposizione.

Intervento n. 114
Pagine 53–54
Punto 2

AUTOCONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE AI SENSI E PER GLI EFFETTI DELL’ARTICOLO 39, 2° COMMA DEL TUEL - RICHIESTA DI CONSIGLIO MONOTEMATICO IN MERITO ALLA EMERGENZA IDRICA E ALL’INTERRUZIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE DELL’EROGAZIONE DI ACQUA POTABILE - 30 OTTOBRE 2018 E GIORNI SUCCESSIVI”......................................................................................................................28 (NON E' STATA PRODOTTA NESSUNA DELIBERA) 2 di 64

ARPAV

Leggi intervento

Velocemente, do alcune risposte a dei quesiti che sono stati posti. Il Consigliere chiedeva se facciamo le sanzioni. Credo che la risposta sia ovvia, noi le sanzioni le facciamo.

Ovviamente le sanzioni, quando identifichiamo il responsabile, le facciamo. Piuttosto, mi faceva piacere fare comprendere come le iniziative che vengono prese in alcuni casi vanno finanche al di là di quelle che sono le competenze territoriali.

Le faccio un esempio: quando c’è stata la situazione sul Po qualche settimana prima, abbiamo collaborato con i Vigili del Fuoco direttamente, perché un elicottero dei Vigili del Fuoco andasse nella zona del Mantovano per identificare se questa macchia che si vedeva aveva un’origine, in quanto i colleghi del Mantovano non erano riusciti ad identificare il problema da dove proveniva, e gli abbiamo dato anche qualche indicazione.

Questo per dire che il nostro ambito territoriale è Rovigo, il Veneto nella maniera più ampia, ma ci muoviamo in maniera da poter collaborare attivamente, anche con i colleghi di altre Regioni, con i quali ci sono degli scambi continui, essendo al confine. Per quanto riguarda la questione degli inquinanti, l’atrazina credo che derivi da situazioni un attimo diverse, agricoltura direi. Per quanto riguarda la situazione del 1986, credo che si trattasse di idrocarburi che venivano dalla zona di Rovereto.

Mi hanno segnalato, abbiate pazienza, non ho gli anni di esperienza per ricordare queste cose. Allora, è chiaro che gli idrocarburi si vedono in acqua. In un’acqua che avevamo nella situazioni di crisi gli idrocarburi non si vedono.

È chiaro che, quando succedono emergenze di questo tipo, ci si attiva a livello interregionale. Nel caso, invece, di specie - io invito il Consigliere a passare in ufficio da me, volentieri, appena avremo la possibilità di valutare insieme i dati, li guardiamo insieme e ci ragioniamo su - non ho molti dubbi che non si tratti di un inquinamento... cioè, che si tratti di un inquinamento di tipo naturale, sostanzialmente, di un qualcosa che proveniva dal dilavamento dei suoli.

Per un semplice motivo: perché, se lui ha in mano le analisi, vedrà che noi abbiamo fatto due tipologie di analisi, quella sul tal quale, dove i numeri sono belli alti alti, e quella sul disciolto. Il disciolto che cosa vuol dire? Sostanzialmente, va ad identificare solo il metallo che viene filtrato, quindi viene depurato di tutta quella parte che un impianto di potabilizzazione depura normalmente, ed è quello che abbiamo rinvenuto.

L’acqua, se noi l’abbiamo a vedere sul disciolto, è conforme, non ha problemi di non conformità. Cosa vuol dire “conforme”?

Un elemento tecnico, la valutazione della conformità di un corso d’acqua, dal punto di vista della potabilità, dell’utilizzo delle acque grezze ad uso potabile, viene fatta con una serie di analisi periodiche sulla base di campionamenti approvati dalla Regione Veneto, quindi c’è un piano di campionamento che esegue l’ARPAV, e sulla base del quale si verifica che le condizioni - non solamente sui metalli, ma su un range molto più ampio, facciamo delle relazioni periodiche su questo - fa in modo che il corso rientri o meno in quelli che sono i parametri di conformità stessa dei corsi d’acqua.

Il ferro e l’alluminio, se non ricordo male, non sono parametri che vengono considerati nella conformità dell’utilizzo di acqua potabile. Quindi, Lei capisce che, se non vengono considerati, è perché non sono, tra virgolette, un problema.

Mettiamo pure che, per ipotesi assurda - e dopo le dico perché non è possibile - qualche impianto di depurazione a monte, nella zona di Rovereto, abbia perso un po’ di ferro o di alluminio in più, questa non è una causa di un problema; gli altri inquinanti possono esserlo, ma non quello. Perché, secondo noi, quello che è venuto giù è naturale? Ho fatto qua due conti, proprio a spanne, con la penna, su quei valori massimi.

Nella situazione di massima vengono fuori 80 chili al secondo di ferro. Capisce? 80 chili di ferro non li butta nessuno fuori.

Parliamo, ovviamente, di portata massima, parliamo di massime concentrazioni. Quindi, siamo sul tal quale, con quantità grosse di queste robe qui. Io non so, credo di non avere nient’altro da raggiungere.

Ripeto, la invito, perché vedo che Lei è molto interessato a questo argomento, anche i colleghi ovviamente, a passare da me in ufficio non appena abbiamo completato il quadro complessivo dei dati e, in qualche modo, non so se l’ha capito, le indagini si svolgono in collaborazione con i N.O.E. e con i Carabinieri proprio perché, nel 53 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 caso in cui c’era la possibilità di doversi muovere al di fuori della provincia di Rovigo, potevamo attivare situazioni che si muovevano in tempi più veloci fuori dalla provincia di Rovigo, non appena che con loro avremo il quadro completo della situazione, la vediamo insieme.

Certamente si può migliorare, si cerca di migliorare quello che si può migliorare. Le analisi, comunque, non sono poche, perché nella fase di crisi - questo glielo dico - nella fase di crisi di un corso d’acqua, cioè, quando c’è un’allusione, c’è il massimo della diluizione, tra virgolette, degli inquinanti più pericolosi; quelli che noi troviamo sono gli inquinanti meno pericolosi, mentre c’è il massimo della diluzione dei contaminanti più pericolosi, quindi si trovano ancora di meno, tanto per essere chiari.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.