Grazie Presidente e buonasera a tutti. Ringrazio gli illustri ospiti di aver accettato il nostro invito.
Faccio una piccola premessa prima del mio intervento, giudicando comunque inqualificabile il comportamento delle liste civiche, che non solo è una mancanza di rispetto nei confronti della città perché, ripeto, non siamo qui a parlare di un senso unico, ma siamo qui a parlare di un'infrastruttura determinante, che cambierà il volto della città almeno per i prossimi trent’anni; oltre che nei confronti della città, anche nei confronti dei nostri ospiti, una mancanza di rispetto enorme.
Oltretutto però c'è da dire che è l'ennesimo fatto che riprova la compattezza granitica della maggioranza di governo, quindi abbiamo anche visto questo.
Detto questo io non voglio sottrarre tanto tempo ed essere prolisso su tematiche che sono anche già state affrontate dagli interventi dei miei colleghi in precedenza, ma vorrei fare un'analisi strettamente politica, perché è giusto parlare di tecnica, di professionisti del settore, ma non dimentichiamoci che questa è la casa della politica, quindi cercherò di fare un ragionamento politico.
Allora su tutto lo story telling che ha fatto il Vice Sindaco Professor Tovo, si evince una cosa, che praticamente a Rovigo comandano tutti tranne che l’Amministrazione Comunale, perché comanda il Demanio, comanda il Ministero, comandano tutti e noi sembra, almeno dalla ricostruzione, che siamo investiti di decisioni che arrivano chissà da dove senza potersi opporre o senza poter mettere in atto un potere di imperio che comunque ci è riconosciuto, perché siamo noi gli amministratori del nostro territorio.
Mi rifaccio anche all’ultima affermazione dell’Avvocato Pavanello, perché proprio il grande assente anche in questa questione, ma soprattutto in questa questione, la grande assente è la politica. Dove la politica? Ma io come faccio a permettere che il Demanio mi metta in centro città, all’ex Caserma Silvestri, degli archivi, cioè delle scatole piene di fascicoli improduttive?
Ma io come faccio a permetterlo, che potrebbero stare benissimo da qualche altra parte? Dove è la politica? E poi vengo anche a sapere, finalmente in modo formale, che il Sindaco nel corso dell'anno scorso si è incontrato, ha avuto cinque incontri ufficiali per la questione Tribunale.
Peccato però che noi non sapessimo mai quando si incontrava il Sindaco se non da fonti giornalistiche. Ma io mi chiedo: ma che mandato, che forza politica potrà mai avere avuto il nostro Sindaco, se andava a Roma a parlare del Tribunale senza un mandato popolare forte del Consiglio Comunale? Quali erano i suoi obiettivi?
Con che soluzioni andava là, se comunque queste soluzioni non le mediava con il Consiglio Comunale? Chi rappresentava il Sindaco a Roma? Chi?
Il Consiglio Comunale di certo no perché non lo sapeva, tant’è vero che poi anche nel suo intervento l’Assessore Tovo ha sottolineato due volte che l'ipotesi Tribunale-Maddalena è stata tolta dal tavolo per forza perché, quando il Consiglio Comunale si è reso conto il 18 febbraio che Gaffeo in completa autonomia aveva proposto un’aberrazione urbanistica come quella, ha dovuto chiedere umilmente scusa il Sindaco in Consiglio Comunale. Tutto questo per dire cosa?
Per dire che il grande assente è la politica, la tenacia di voler tenere al proprio territorio, di portare avanti i propri interessi. Fare politica non è essere dei grandi professori e dei grandi tecnici, perché i tecnici devono essere a servizio della politica, non la politica a servizio dei tecnici. Io devo guardare l’interesse del mio territorio, non mi interessa se è del Demanio, del Ministero o di qualche altro pubblico e ufficio.
Io devo far di tutto per portare l’interesse nella mia città, e non piegarmi perché il Demanio mi ha mandato una mail. Io batto i pugni: io non voglio quella roba lì in quel posto lì, se dobbiamo essere sinceri. Almeno io la intendo così la politica, combattimento, e strappare con i denti gli interessi per i nostri cittadini, soprattutto in quegli uffici romani.
Ma come lo fai questo? Lo fai, a) se condividi con i rappresentanti del popolo che ti hanno eletto, e questo non è stato fatto; b) se condividi delle soluzioni con i rappresentanti del popolo eletti, e anche questo non è stato fatto.
Quindi ci troviamo al 3 marzo che fra una settimana questo Ingegner Mattei, su delega del Dottor Orlando, dovrà dare una relazione tecnica su dalle soluzioni che sono state decise a tavolino, senza interpellare la cittadinanza, senza interpellare le parti sociali, senza interpellare il Consiglio Comunale, senza interpellare i portatori di interessi cittadini, e ci troviamo con queste soluzioni. Ma è possibile? Ma è possibile?
Su un'infrastruttura che cambierà il volto della città per i prossimi trent’anni. E concludo solo dicendo che ormai ci troviamo a questo punto, tanto è sempre colpa di quello che c’è prima. E adesso io faccio un altro appello alla parte che è rimasta del Consiglio Comunale.
Ecco perché sono dispiaciuto che le liste civiche che sostengono il Sindaco non ci sono, perché volevo farlo soprattutto a loro questo discorso che ho fatto adesso. Ma avete idea, visto che per scegliere un posto dove bisognava solo dire, lì ci abbiamo messo due anni praticamente, e non è ancora sicuro, ma avete idea di cosa fare in quell'enorme vuoto urbano che si creerà al posto dell'attuale Palazzo di Giustizia?
Perché se le tempistiche e i modus operandi sono questi, campa cavallo, avremo un altro vuoto urbano, un'altra zona di degrado, attività che chiuderanno, e buonanotte ai suonatori. Scusate l’irruenza. Ho concluso l’intervento.