Persona · attività documentata

Claudio Zennaro

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
7
Sedute con interventi
7
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

ConsigliereDal 28 settembre 2006 al 8 marzo 20117 osservazioni documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

8 marzo 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 97
Pagina 37
Punto 6

Relazione del Garante dei diritti delle persone private della libertà…

Consigliere Partito Democratico

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Grazie, Presidente. Allora saluto Livio Ferrari, che da tanti anni collaboriamo e abbiamo collaborato in carcere. Allora ultimamente si parla sempre del recupero, cioè della certezza della pena.

Se anziché certezza della pena di passasse alla certezza del recupero, allora anche le politiche sarebbero un po' diverse. Diceva Salvan, no, per il carcere, la costruzione del nuovo carcere. Se c'è da cercare la certezza del recupero, nuove carceri probabilmente non servono.

Diversi Magistrati di Sorveglianza hanno dichiarato che in carcere persone pericolose dovevano essere al massimo 15.000, e adesso sono 70.000, mi sembra, da 65.000 a 70.000. Allora io preferisco che la persona possa essere recuperata, e in effetti l'ha detto prima Ferrari, che se uno commette un reato deve avere delle alternative, per poi non delinquere più.

Noi sappiamo, e lo diciamo sempre, che la maggioranza delle persone in carcere sono della povera gente, veramente… Nell'attività che ho fatto di volontariato in carcere sono venuti diversi ragazzi, e anche altre persone in carcere, ed è stato interessante vedere come si sono rapportati con i detenuti, e hanno scoperto una realtà che non conoscevano.

È una di quelle cose che noi tutti dovremmo… prima ci ha invitato Ferrari ad essere più attenti a queste situazioni; in effetti, tante volte prima abbiamo parlato dell'accorpamento dell’ASM della nostra società, ci preoccupiamo molto di queste cose, importantissime, per carità, ma spesso della povera gente ci occupiamo un po' meno. E allora forse, se stessimo un po' più attenti a queste situazioni, allora ci sarebbe una società ancora più sicura. Grazie.

17 dicembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 25
Pagina 19

Consiglio Comunale del 2009-12-17

Consigliere Partito Democratico

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Mi viene da riflettere su una cosa che forse in politica non si è mai fatta e che è difficile anche per i cristiani, una cosa che anche Giovanni Paolo II ha detto: “Non c'è pace senza giustizia, ma non c'è giustizia senza perdono”. E allora, probabilmente, il perdono è una di quelle cose che è difficile anche per i cristiani, ma che in politica è molto più difficile.

Allora, io ho fatto diversi anni il volontario in carcere e a volte, in convegni che facevo a Roma, ho avuto l'opportunità di conoscere la Ronconi, Segio, eccetera, e ho visto proprio la loro sofferenza in quegli anni, no… Però vedo sempre nella società, sempre questo attaccare sempre le persone che hanno avuto, nei momenti terribili e che hanno fatto patire tanta gente, ma che… Ma allora neanche San Paolo, a quel punto, avrebbe avuto il diritto poi di fare e di dire quello che ha detto!

E allora, secondo me, se noi iniziassimo proprio a perdonare, non soltanto a livello personale ma anche a livello sociale, allora potremmo anche contribuire a costruire quel nuovo modo politico di fare, che può essere anche la società e la civiltà dell'amore, che potrebbe unire anche culture diverse, perché noi dovremmo iniziare anche a volare un po' più alti e a vedere ciò che ci unisce, anziché quello che ci divide. Grazie.

17 luglio 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 51
Pagina 28
Punto 6

Mozione moratoria per l'aborto

Consigliere Partito Democratico

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(Vuoto di registrazione, probabilmente il microfono è spento).

19 giugno 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 115
Pagine 78–80
Punto 2

Analisi problematiche correlate alle politiche

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Allora, l'ha detto prima il Consigliere Carricato, e rispondendo anche a Bedendo, qua partiamo dall'ingiustizia sostanziale che noi viviamo nella nostra umanità, e cioè che l'80% delle risorse mondiali è in mano al 20% della popolazione ed il restante 20% se lo deve spartire l'80% della popolazione. Questo è già un dato per capire se dobbiamo parlare d’Italia, Rovigo, del mondo eccetera.

Di fronte a questo dato e anche visto l'ultima conferenza della FAO di Roma, disastrosa, è stato detto: “Nessuno può dubitare che l'immigrazione è un fatto irreversibile”, sarebbe come fermare l'acqua, dopo che è straripato il Vajont, con i sacchetti di sabbia! Cioè, va governato, abbiamo detto in tanti che va governato. Però non solo in modo pragmatico ma con dei valori.

Ed è vero, ognuno ha i propri valori, ognuno ha i propri valori! Per far sì che io, italiano, accetti lo straniero, e lo straniero accetti me. Vedete, non è da preoccuparsi se… cioè la gente si domanda perché gli stranieri vengono da noi, perché non se ne stanno a casa loro e di questa… poi le domande si fanno un po' più complesse e preoccupate, che ne sarà del nostro Paese?

Della nostra cultura? Del nostro modo di vivere e di convivere? E la risposta è sempre quella: le persone hanno la speranza di trovare una vita migliore.

Una vita migliore, in un posto in cui si sta meglio in questo periodo storico, e per far questo sono disposte a tutto, anche a rischio della propria vita e la vediamo quotidianamente questa cosa, purtroppo. C’è da dire anche questo, che l'uomo ha paura delle novità. L'uomo, per sua natura, ha comunque paura delle novità, ha paura del diverso, e tutto ciò, è naturale: “Io non posso fidarmi di te se non ti conosco.

Tu non puoi fidarti di me se non mi conosci”, ed è fisiologico che la presenza dello straniero ci porti ad avere paura, perché manca un terreno comune su cui fondare un'intesa. E’ vero? 79 Allora se vogliamo fidarci reciprocamente, dobbiamo imparare a conoscerci, ognuno con la sua identità e la conoscenza del retroterra da cui proviene.

Ed il progetto, secondo me, dell'ex Chiesa di San Michele, degli stabili adiacenti, va in questo senso. Spesso si sente parlare d’identità, e l'identità, a livello sia personale che comunitario e sociale, si è formata storicamente e si rinnova quotidianamente nell'incontro con l'altro, nel confronto con l'altro e nella relazione con l'altro.

Sinceramente io credo che l'incontro con lo straniero, l'incontro con l'immigrato saranno opportunità di arricchimento culturale e di dilatazione della democrazia, della giustizia e della pace. Adesso vorrei fare questa riflessione, tutto ciò sarà possibile se faremo emergere la terza parola dello slogan che i rivoluzionari francesi lanciarono, lanciarono: libertà, uguaglianza e fraternità.

Mentre libertà e uguaglianza sono atteggiamenti rivendicativi “dell’Io” che giustamente, affermano: “Io non valgo meno di te, io non ho meno diritti di te”, la fraternità invece è l'atteggiamento che si decentra nel “Tu” che mi dice “Tu vali molto, tu sei importante per me e io non posso essere felice se anche tu non lo sei perché sei mio fratello”. Libertà e uguaglianza sono i cardini principali delle nostre democrazie moderne.

Attraverso libertà ed uguaglianza sono nati i partiti, i sindacati e tutti quei soggetti che hanno giustamente rivendicato i diritti per le persone. La storia, però, ha dimostrato ampiamente la loro insufficienza e imparzialità.

Si potrebbero fare tanti esempi concreti, ne faccio uno per semplificare: negli anni 70 morivano in Africa solo 80 persone per la malattia del sonno, oggi invece muoiono ogni anno 12.000 persone, perché l'unica medicina efficace contro questa malattia, la “Flornitina”, non si produce più perché l'industria che possiede il brevetto di questo farmaco non vuole produrlo e non vuole produrlo perché farebbe guadagnare ben poco, visto che coloro che soffrono di questa malattia è tutta gente povera.

E questo succede nel nostro mondo occidentale, in nome della libertà. In nome della libertà, quest’industria ha tutta la libertà di interrompere la produzione di questa medicina. Obbligare a produrla sarebbe una grave violazione di diritto fondamentale, cioè il diritto dell'operatore economico di fare quello che vuole con i suoi prodotti.

Tutto questo in nome della libertà. E’ evidente, dunque, che la libertà, separata dalla fraternità, può degenerare e spesso degenera in libertà della giungla, dove vige la legge del più forte e del più capace.

Allora secondo che la fraternità -e non è solo quello che dico io- ma è già un'esperienza che si sta facendo strada, appare l'unico modo per reggere il peso di questa sfida, ma non soltanto come ispirazione etica, ma come idea politica che struttura le relazioni tra le persone a partire dal riconoscimento della comune appartenenza alla famiglia universale. Con questo principio, si può costruire uno specifico progetto da cui far derivare i contenuti normativi e forme sociali.

Io non so, io vedo in tutti gli ambiti che c'è un profondo bisogno di pace, che l'umanità oggi esprime. Questo ci dice chiaramente che la fraternità non è solo un metodo ma un paradigma globale di sviluppo politico. Abbiamo tutti meno bisogno di 80 competizione, abbiamo tutti meno bisogno di conflitti, in tutti gli ambiti, tra persona e persona, tra generazioni, tra culture, tra religioni e tra razze.

Una politica fraterna sarà pertanto necessariamente una politica non violenta, perché nessuno potrà mai convincermi che è necessario infliggere dolore ad un fratello innocente, come prezzo per conservare l'ordine. Quello che siamo chiamati a vivere nell'incontro con lo straniero, l'incontro con l'altro, significa assumersi una responsabilità, senza attendersi reciprocità, ma relazione disinteressata e gratuita. Solo così la vicenda dell'incontro con lo straniero, si fa occasione di umanità e fraternità per tutti.

26 aprile 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 109
Pagine 35–38
Punto 4

Mozioni e O.d.G. non discussi e deliberati nella seduta del Consiglio Comunale di giovedì 19 aprile u.s

Consigliere Gruppo Margherita

Leggi intervento

35 Io penso che in questa aula, nessuno sia favorevole alle droghe, né a qualsiasi tipo di dipendenza e siccome ho un’esperienza su quello che riguarda il carcere, facendo il volontario in carcere, non è vero che non sono andati in galera ce ne sono andati diversi e ho queste statistiche io, pertanto molto veritiere perché per parlare del decreto Turco, bisogna parlare contemporaneamente di due problemi ben distinti che è il problema di droga e dipendenze e il problema di carcere e giustizia, sono due cose distinte.

Allora per quanto riguarda droghe e dipendenze, riprendiamo la discussione che abbiamo fatto in Seconda Commissione con la dottoressa Rossi del Sert il professor Zurlo del Provveditorato agli Studi e la dottoressa Grigolato della Prefettura e con il dottor Sciamanna della Questura e da questa discussione è emerso questo dato che i giovani e questo è il dramma non hanno la consapevolezza e la percezione delle conseguenze delle loro azioni.

Conseguenze che possono essere sia di natura medica perché abusare di sostanze qualsiasi esse siano fa molto male alla salute che penale, non si rendono conto che certe loro azioni sono reato e dovremo essere tutti impegnati a combattere le dipendenze, ma tutte, siano esse illegali come la droga perché è ancora illegale che legali perché più che la droga sono i 4 - 5 spritz che si fanno tutti i giorni i ragazzi, 4 - 5 spritz che sommati per un mese quelli fanno molto più male che gli spinelli.

Dipendenze anche alimentari perché tanti ragazzi hanno anoressia, bulimia, le dipendenze da gioco, il cosiddetto “mal di vivere” perché tanti continuano a prendere sempre più psicofarmaci, soprattutto nei giovani che in tanti casi porta anche al suicidio. Tutte queste dipendenze, trasgressioni, eccessive o croniche, le morti del sabato notte di tanti giovani non si combattono con la repressione penale, perché di questo si tratta ma con la prevenzione e con adeguati metodi educativi.

Allora adesso parlo un attimo dei metodi educativi che noi vogliamo delegare alla giustizia, ma che in realtà dovrebbe essere da parte dei genitori, insegnanti e tutti quanti i soggetti interessati. In questi anni si è perso il metodo educativo nei confronti dei ragazzi e dei giovani della giusta punizione perché siamo tutti lassisti quando questi ragazzi commettono degli errori.

La conseguenza di questa mancanza educativa della giusta punizione che non viene più data è che non percepiscono più quando le loro azioni sono positive o negative. Quando qualche soggetto educativo, prende provvedimenti seri nei confronti di chi sbaglia la loro reazione dei ragazzi: “Ma che male ho fatto”? Non si rendono proprio conto.

Sono pertanto gli adulti con la loro inerzia e il loro lassismo la vera causa dei disagi e delle difficoltà degli errori dei ragazzi e dei giovani.

Se nessuno spiega loro che per vivere in società bisogna rispettare le regole e che ogni azione ha delle conseguenze non possiamo pretendere che riescono a distinguere quello che è legale da quello che non lo è, i ragazzi vivono pertanto in un contesto sociale in cui non ci sono più regole, non ci sono più figure educative e significative, anzi ogni azione educativa sconfessa l’altro.

Ci sono genitori che sconfessano gli insegnanti, gli insegnanti che sconfessano i genitori e avanti di questo passo, il risultato è la mancanza di considerazione che hanno i giovani nei confronti degli adulti. Il coltello da parte del manico ce l’hanno loro, si sono rovesciate le parti, sono loro che dettano le regole e i genitori e insegnanti e educatori subiscono.

Se così non fosse non si capisce perché adolescenti o giovani appena maggiorenni, hanno il permesso di stare fuori tutta la notte con le conseguenze che ben sappiamo o quando sono in classe di poter fare quello che vogliono. Cioè questa disamina che secondo me è veritiera parte da un disastro educativo che stiamo vivendo ed è questo il motivo per cui un numero sempre maggiore di ragazzi fa uso di alcol e droghe.

Dunque per un periodo lungo facciamo fare loro quello che vogliono senza dire mai dei no, senza mettere quei paletti che sono le regole che se vengono superati portano alla punizione, alla giusta punizione che non diamo più come adulti, dunque ci comportiamo in questo modo, non diamo più regole e poi siamo lassisti e poi improvvisamente li andiamo a castigare in modo assolutamente esagerato a tal punto che possiamo rovinargli la vita.

E qui entriamo nel decreto Livia Turco, cioè penso che voi abbiate capito che io solo favorevole alla giusta punizione quando le regole non sono rispettate alla giusta punizione, la giusta punizione è educativa per il ragazzo, del giovane e la si deve applicare ma nello stesso tempo sono contrario a punizioni sproporzionate che non hanno senso e qui entra, come ho detto prima il discorso giustizia - carcere.

Adesso faccio una metafora che può sembrare un po’ macabra, cioè il fatto di giustizia, 36 siamo al Medioevo. Cioè se prendiamo la metafora giustizia applicata alla medicina, cioè immaginate che tutte le malattie venissero curate allo stesso modo, cioè il tumore con la chemioterapia e qua va bene, ma anche l’appendicite con la chemioterapia, probabilmente fa male, o l’influenza con la chemioterapia.

Nella giustizia succede questo in questo momento, cioè qualsiasi reato porta a un’unica soluzione, solo al carcere, porta solo a questo, solo al carcere, non ci sono misure alternative prima si va in carcere e poi successivamente si può dare le pene alternative, ma intanto uno si fa il carcere inizialmente. La legge può dare dei principi ma è applicandola che diventa sostanza.

A livello di principio sono contrario al decreto Turco, ma anche al decreto Giovanardi perché entrambi a livello di principio mi autorizzano a drogarmi perché fino a 20 spinelli, il decreto Giovanardi mi dice che posso prendere fino a 20 spinelli, l’altro invece fino a 40.

Io sono contrario anche se fosse un solo spinello, al mio paese il mio parroco dice che sono un “baccheton”, perché volevo impedire che venissero offerti e dati i superalcolici nel bar della parrocchia, pertanto non è questo il problema a livello di principio sono contrario sia all' uno che all’altro, sia al decreto Turco che al decreto Giovanardi a suo tempo.

Nello stesso tempo hanno ragione le comunità di tossicodipendenti a preoccuparsi quando attraverso una legge potrebbe passare un principio di tolleranza e permissivi su qualcosa che in realtà è male, perché ripeto farsi gli spinelli, bere tanti spritz fa male, ma a maggior ragione perché il problema è questo, con associazione di volontariato che si occupano di carcere, nell’affermare che in sostanza che la legge più che principio è sostanza, in quanto va a decidere concretamente realmente sulla persona, non si può, è assurdo, è da Medioevo, è deleterio per il ragazzo giovane andare in galera, è deleterio.

È un luogo che ti fa diventare delinquente se non lo sei, quando in realtà avrebbe bisogno di aiuto. Chi si occupa di carcere, si preoccupa in particolar modo delle conseguenze della carcerazione in prima persona e vi posso assicurare che la carcerazione è qualcosa di sconvolgente soprattutto per ragazzi giovani che non hanno la consapevolezza.

Allora in carcere ci dovrebbero andare le persone che sono pericolose per gli altri e che si meritano la pena del carcere perché hanno deliberatamente scelto di vivere in modo legale per tutti gli altri ci dovrebbero essere misure diverse delle giuste punizioni che non ime implichino la detenzione perché guardate che il decreto Turco decide questo di andare o non andare in carcere e lo ripeto anche Giovanardi mi permette di drogarmi e io sono completamente contrario.

Io ritengo che in campo educativo ma anche sociale, sia giusto punire chi commette degli errori in modo tale che la persona si renda conto e ha la percezione e capisce perfettamente che ogni sua azione ha delle conseguenze ma non facciamo diventare reato quello che in realtà non lo è.

Ciò che è reato è scritto prima di tutto nelle coscienze delle persone, omicidio, ladrocinio, stupro, pedofilia, etc., mentre nel corso della storia, purtroppo dell’uomo, si è deciso in base alla cultura del tempo ciò che è reato da ciò che non lo è, fino a non molto tempo fa, era dunque reato che meritava il carcere in base a voleri pseudo cattolici, l’adulterio.

Tutti ci ricordiamo la storia di Fausto Coppi con la Dama bianca che si è fatto il carcere perché aveva tradito, era andato insieme con uno sposato, fino a 40 anni fa. Oppure al contrario era tollerato e veniva dato una pena lieve a chi commetteva un omicidio, cosiddetto d’onore, è permesso anche quello.

Nel nostro tempo, siccome vivo il problema della sicurezza, abbiamo deciso che è reato scrivere un pezzo di carta, infatti la introduzione della Bossi Fini, 10 mila persone, sono state incarcerate, messe in prigione come assassini e ladri perché non avevano il permesso di soggiorno. E sempre in base al problema della sicurezza abbiamo deciso che le persone che hanno dei problemi di tossicodipendenza meritano il carcere.

Ora è in carcere in questo momento il 75 per cento delle persone sono extracomunitari e tossicodipendenti. Della comunità assassini e veri spacciatori in carcere ce ne sono ben pochi e concludo.

Io penso che fino a quando il legislatore non si deciderà a distinguere quello che è veramente reato perseguibile con il carcere, da quello che in realtà è soltanto un atteggiamento sbagliato e che va lo stesso perseguito ma in modo diverso, allora io sarà sempre contrario a qualsiasi legge che porti in carcere persone che in carcere non dovrebbero starci.

Ogni situazione non è mai tutta nera o tutta bianca, tutta buona o tutta cattiva, io credo pertanto che valutando i pro e i contro della legge Turco, vi siano molti più gli aspetti che vanno a favore delle persone, perché si 37 evita il carcere, perché il problema del decreto Turco non è essere a favore o no alla droga è il problema carcerario. È tutto lì il decreto Turco non è il problema essere favorevoli o no.

Come ho detto prima incattivisce l’uomo il carcere, bisogna dare la possibilità loro di poter incominciare mettere fine ai propri errori. Sono pertanto favorevole a tutte quelle soluzioni che evitino il carcere, a persone che in carcere non dovrebbero starci. Se il decreto Turco ha questo scopo evitare il carcere a chi in carcere non dovrebbe starci, io sono favorevole a questo tipo di decreto.

21 febbraio 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 165
Pagina 48
Punto 2

Adozione Carta Europea di partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale;

Consigliere Gruppo Margherita

Leggi intervento

In Commissione l’Assessore ha chiesto di poter dare il nostro contributo per poi meglio poter eseguire e fare le proposte che noi andiamo a proporre. E allora concretamente per dare risposte, bisogna intanto, come ha detto anche il Consigliere Mazzo, conoscere chi sono i giovani e che cosa vogliono per non far mandare dall’alto qualcosa che non viene recepito.

Io ho sempre lavorato con i giovani, da tanti anni, sia nello sport che in parrocchia che nel volontariato, inoltre ho fatto parte per diversi anni anche dei volontari in carcere, pertanto ho conosciuto realtà di giovani che hanno vissuto delle grosse difficoltà sociali e la cosa importante è capire cosa vogliono, perché tante volte viene calato dall’alto, mentre siamo in un momento in cui i giovani non hanno più - per varie situazioni che non sto qua a spiegare -, non hanno nel loro DNA la possibilità e la voglia di essere protagonisti, perché sono delusi.

In questo momento la categoria più fragile, una delle categorie più fragili che esista, non che sia un problema, Assessore, anzi, deve essere visto come una risorsa, ma in questo momento sono molto fragili per tutta una serie di situazioni che noi adulti abbiamo creato e pertanto dobbiamo cercare - come adulti - di ascoltare molto di più, di parlare liberamente perché un atto di cui hanno bisogno è l’ascolto. Concretamente bisognerebbe anche iniziare a capire quali sono le loro speranze e cosa sperano nel futuro.

Cioè io lavoro con loro tutti i giorni praticamente, con 20-30 ragazzi ogni giorno e vedo le difficoltà che hanno, bisognerebbe iniziare a parlare con loro, organizzare convegni in cui loro siano protagonisti assieme all’associazione di volontariato su formazione lavoro, in cui partecipano tutti i soggetti interessati e instaurare un laboratorio nelle scuole in cui insegnanti e studenti possono assieme capire anche la scuola che vogliono.

Queste sono alcune iniziative che si possono proporre e creare, ce ne sarebbero tante altre, io mi fermo qua e grazie.

28 settembre 2006

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 217
Pagina 58
Punto 1

L.R. 10 agosto 2006 n. 18, modifica alla L.R. 2 aprile 1996 n. 10 e successive modifiche” avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all.a

Consigliere Margherita

Leggi intervento

Penso che in questo Consesso tutti vogliono cercare di vedere quali sono le priorità delle indigenze della gente e poter disporre di un’abitazione è uno di quei bisogni primari che ogni individuo ha il diritto di soddisfare, è una di quelle condizioni perché ognuno possa condurre una vita veramente umana e chiaramente l’Ente pubblico non può dissolvere totalmente le situazioni di disagio esistenti nel proprio territorio, deve quindi decidere chi ha più diritto ad essere aiutato rispetto ad un altro.

Secondo il nostro parere, e sembrerebbe una considerazione ovvia, più alto è il disagio di una persona, indipendentemente dal sesso, dalla razza o qualsiasi altra condizione sociale, più il Comune dovrebbe avere un occhio di riguardo per cercare di diminuire i disagi di queste persone.

Quando si viveva in una società più semplice, con meno problematiche, anche le risposte dell’Ente pubblico erano più semplici; ora, vivendo in una società estremamente complessa, le risposte devono necessariamente essere più complesse e viste e valutate molto attentamente. In effetti ci sono molte più povertà di quante sono aumentate le tipologie di persone povere, una coppia può vivere dignitosamente con figli se in casa entrano due stipendi, ma se la coppia si separa ci sono due persone povere in più.

Poi ci sono le famiglie con anziani in casa che hanno bisogno della badante per l’assistenza, ci sono famiglie con figli tossicodipendenti o che sono soggetti ad altri tipi di dipendenze e sono in continuo aumento, sono in continuo aumento specialmente nei giovani, perché nei loro paesi non hanno una prospettiva di vita dignitosa. Il dilemma di fronte a tutte queste povertà è a chi dare la priorità e nel caso specifico con quale criterio assegnare la casa ad una persona anziché ad un’altra.

In Seconda Commissione, come ha detto il Presidente Mazzo, unanime è stato il desiderio, la volontà di discutere e approfondire questa tematica, e avremo modo di sviscerare tutte le povertà, a 360 gradi. Il mio invito è quello di farlo con il maggiore numero di interlocutori possibili, vale a dire con le associazioni di volontariato che giornalmente vivono e conoscono le persone che sono in situazioni di disagio.

Il punto maggiormente controverso per l’assegnazione dell’alloggio sta nel fatto che viene assegnato un punteggio maggiore rispetto a prima in riferimento a segnalazioni documentate dal Servizio Sociale Sanitario o comunale o nell’A.S.L. per persone con problematiche di tipo psico- sociale. Di conseguenza ci sarebbe maggior discrezionalità da parte dell’Amministrazione nell’assegnare l’alloggio, e questo è vero, può essere vero.

Ma questo modo è l’unico per entrare veramente nel merito di una determinata situazione di disagio, è l’unico modo per entrare nel merito, ma è soltanto entrando nel merito che si potrà riuscire ad aiutare chi veramente ha più bisogno e se questa delibera va in direzione di dare priorità alle persone che sono in condizioni di più alto disagio sociale, ebbene, noi siamo favorevoli ad approvare questa delibera.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.