Persona · attività documentata

Giuliano Casonato

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
11
Sedute con interventi
3
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

DirigenteOsservato il 12 settembre 20061 osservazione documentali
Dirigente ResponsabileOsservato il 19 giugno 20081 osservazione documentali
Dirigente Servizi SocialiOsservato il 16 giugno 20091 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

16 giugno 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

6 interventi
Intervento n. 61
Pagine 23–24

Consiglio Comunale del 2009-06-16

Dirigente Servizi Sociali

Leggi intervento

Allora, io non sono informato del dibattito che è avvenuto prima degli ultimi interventi che ho sentito, però io vi racconto la storia che ho vissuto nell'ultimo anno. È una storia fatta di una serie di raccolta di informazioni presso -e vi posso elencare- il Comune di Modena, Reggio Emilia, Verona, Ferrara, Padova, Venezia e Treviso. Tutti stanno esaminando questa questione.

La stanno esaminando in quanto non è chiara se… non è chiaro soprattutto questo aspetto qui: se una persona con più di 65 anni, definita dal Collegio VDM -voi saprete che cos'è- non autosufficiente, è una persona che ha bisogni di sanitari, perché la chiave di volta è questa! La chiave di volta è… io ho esaminato anche... poi il Consigliere Pavarin potrà dire altre cose, la chiave di volta è qui: se una persona con più di 65 anni è una persona che ha bisogni sanitari oppure no?

Allora, questo non è un argomento così, di pura accademia, ma è lo spartiacque tra lo stabilire se una persona rientra in quella tipologia di servizi per i quali il nostro ordinamento prevede la gravità, o, in subordine, la partecipazione soltanto dell'interessato, oppure se sono previsti anche… se è previsto anche il coinvolgimento dei civilmente obbligati.

Questo è il nocciolo della questione, tant'è che il TAR della Toscana e il Tribunale Civile di Ferrara hanno proprio esaminato questa questione, condannando il Comune di Firenze a pagare, però si trattava, primo: di una Regione, voi sapete che la materia sanitaria è ordinata a seconda della Regione, primo. Secondo: si trattava di RSA (Strutture Sanitarie Assistite), perciò con una componente sanitaria ad alto livello, ed era in Toscana.

L’Emilia-Romagna, siamo in Emilia-Romagna, con definizione anche di tipologie dei servizi, da parte della Regione Emilia-Romagna. Se noi andiamo a vedere, invece, la Regione Veneto, la stessa tanto richiamata, il disegno di legge sulla riorganizzazione del sistema, noi, io, il Dottor Palazzolo e l'Avvocato Lembo, ce la siamo letta attentamente, non parla mai di questo aspetto. Non ne parla mai!

Non parla, né stabilisce… Io non entro nel merito delle questioni politiche, perché non sono di mia competenza, io semplicemente vi ricordo l'excursus che abbiamo fatto per cercare di capircene qualcosa. Non parla mai di finanziamento a persone con più di 65 anni, che hanno bisogni assistenziali, in quanto definite non autosufficienti. Questa è la prima questione.

Seconda questione: riteniamo, non per motivi politici, ma per motivi tecnici e contabili e anche di diritto, che una materia così complessa, con risvolti economici che sono stati stimati nel Veneto sull'ordine di 50 milioni, dico 50 milioni, non 10 mila euro, 50 milioni, stimata sul Veneto, dati - faccio un esempio- dati Cgil, dati Cgil, stimata tra 50, tra 40 e 50 milioni, la spesa che le famiglie o i civilmente obbligati, sostengono per l'integrazione retta alle persone non autosufficienti, con più di 65 anni.

24 Riteniamo, dal punto di vista della dottrina, che una materia così delicata, anche per il risvolto finanziario, non possa essere definita in ordine da opinioni dei Difensori Civici, voi sapete bene, anche per chi non è laureato in giurisprudenza come me, che i Difensori Civici non fanno giurisprudenza, fanno opinioni, danno del buon senso, possono dare dei pareri, ma non fanno giurisprudenza. (Voci dall’Aula incomprensibili)

Intervento n. 62
Pagina 24

Consiglio Comunale del 2009-06-16

Dirigente Servizi Sociali

Leggi intervento

Non ho capito. Ma non hanno funzione né giurisprudenziale né legislativa. Va beh, stiamo dicendo cose la prima elementare.

Seconda cosa: le sentenze vanno lette caso per caso e fatto per fatto. E, soprattutto quando il contenzioso è su materia sanitaria, le legislazioni locali, ovvero regionali, hanno il loro peso. Sapete come sono definite, com'è definita l’IRAS di Rovigo dal punto di vista terminologico?

Centro Servizi Residenziali! Non è definito Centro Servizi Cura e Residenza, come altri. Oppure le RSA (Residenze Sanitarie) ma è definito Servizi Residenziali.

Il che fa presupporre che non si tratta di servizi che hanno una componente sanitaria rilevante. Seconda cosa: l’IRAS, come quella di Rovigo e tutte quante di queste strutture, il medico, c'è un medico che fa la vigilanza, che è il medico dell’Usl, ma il loro medico è lo stesso medico nostro, cioè il medico di famiglia. Questo è un altro elemento che caratterizza queste strutture.

Okay? Sono strutture sociali di tipo residenziale. Allora, come vedete questa materia non può essere lasciata all’interpretazione dei Difensori Civici, di giurisprudenze di altre Regioni, ma deve essere trattata in modo organico, non equivocabile e definitivo, e soprattutto deve essere finanziata, perché l'Ente locale non può certamente in qualche modo accettare pareri, opinioni, eccetera, quando vi è un'implicazione finanziaria altamente rilevante.

Secondo la nostra stima di noi passeremo da circa € 400.000 attuali, a 1.200.000/1.300.000. È rilevante la questione! Ultima cosa che ritengo importante evidenziare: che se… io mi sono andato a lettere i verbali e le delibere del Comune di Adria, il Comune di Adria in parte accoglie la richiesta di eliminare i civilmente obbligati dall'onere di integrare la retta.

Però pone una postilla: “fermo restando le disponibilità di bilancio”. Allora, dal punto di vista della dottrina, i principi non sono collegati ad una disponibilità di bilancio, o sono affermati, o non lo sono. Andiamo a vedere Polesella?

Andiamo a vedere Verona? Allora, come vedete, se un principio viene giuridicamente affermato, deve essere debitamente finanziato e non ci può essere il concorso che il primo che arriva alloggia e il secondo che arriva, se non ci sono più soldi, non alloggia! Questo per dire che la materia, a nostro giudizio, dal punto di vista tecnico, mio, di Palazzolo e di Lembo, è una materia che ha bisogno di essere chiarita.

Da ultimo ricordo l'intervista dell'Assessore Valdegamberi che definiva e che ha dato un proprio parere sulla questione, e ha detto le cose che vi sto dicendo io. Io non difendo né Valdegamberi né nessun altro, però è una materia che va definita puntualmente senza dubbi interpretativi. Grazie.

Intervento n. 66
Pagina 25

Consiglio Comunale del 2009-06-16

Dirigente Servizi Sociali

Leggi intervento

Guardate, la cosa, come dicevo prima, è talmente complessa, prendo semplicemente il comma 4 art. 6 legge 328. Dice, vado un po’ a memoria, dice che il Comune eventualmente si impegna previa comunicazione...

Scusi! Scusi! (Voci dall’Aula incomprensibili)

Intervento n. 67
Pagine 25–26

Consiglio Comunale del 2009-06-16

Dirigente Servizi Sociali

Leggi intervento

Leggiamola. Leggiamola assieme e così la possiamo commentare, e le faccio vedere com'è complessa la questione. La leggiamo.

La leggiamo. Allora, andiamo a vedere… allora, dice: “Per i soggetti, art. 6 c.

4 legge 328 del 2000” dice: per i soggetti per i quali si rende necessario il ricovero stabile presso strutture residenziali, il Comune nel quale essi hanno residenza prima del ricovero, previamente informati -i Comuni- assume gli obblighi connessi all'eventuale integrazione economica”. Allora, scusate, tutte le persone che in questo momento sono ricoverate, il concetto di “previamente” non è applicabile, intanto.

Questo per darvi un esempio, perché “previamente” significa: io domani lo ricovero, oggi ti dico -mi scusi, Consigliere Pavarin, io sono abituato a leggere, guardi, le cose e anche cercare... Allora, il “previamente informati” vuol dire che io domani ho intenzione di ricoverare il mio congiunto, informo “previamente” perché questo avverbio non ce lo possiamo inventare, e il Comune valuta l’eventualità.

Andiamo su un secondo termine un po’ interessante, dice: “Assume obblighi connessi all'eventuale integrazione economica”. 26 Qui ci sono sicuramente persone che magari il termine “eventuale” possono… “l'eventuale” può essere associato a due condizioni, o l'interessato ha un reddito insufficiente rispetto alla retta, o “l'eventuale” potrebbe essere anche interpretato come eventualmente il Comune entra. Ma quando eventualmente?

E potrebbe sottendere anche dopo aver verificato la consistenza alla capacità di concorrere da parte dei civilmente obbligati. Mi scusi, queste... Lei può essere completamente...

Io… no, io le sto semplicemente evidenziando anche perché... Okay, seconda cosa, no, mi lasci dire. Sull’ISE… (Voci dall’Aula incomprensibili)

Intervento n. 68
Pagina 26

Consiglio Comunale del 2009-06-16

Dirigente Servizi Sociali

Leggi intervento

Seconda cosa: l’ISE. I due decreti, 109 e 130, citano l’ISE del solo interessato. Allora, c'è un paradosso in questa affermazione, e lo spiego: se abbiamo stabilito che l'unico soggetto che concorre a pagare la retta è l'interessato, ma perché gli facciamo l’ISE?

Questa è la prima domanda. Questo è il primo paradosso. Perché gli facciamo l’ISE quando ho già stabilito che lui concorre sulla base di quello che ha, patrimonio e reddito!

Ma perché gli devo fare l’ISE? Primo. Voi sapete che l’ISE, in quanto tale, non dice niente; per alzare il mondo a me hanno insegnato a scuola che servono tre punti.

L’ISE è un valore che non dice nulla se non parametrato a qualcosa. Allora io devo dire, dovrei dire: l’ISE, chi ha un ISE inferiore a 10, paga 1, chi ha inferiore al 20, paga 3. Ma debbo parametrarlo.

L’ISE di per sé non dice nulla, è un indicatore… Pavarin, se vuole il mio professore diceva che questo, diceva il mio professore che questo è un indice, questo è un secondo, ma se li rimetto assieme viene fuori una cosa completamente diversa, vengono fuori le corna! Il che vuol dire che se io non ho rapporto l’ISE ad un parametro, di per sé l’ISE non dice nulla. E allora mi si spieghi perché quando chiedo l’ISE del solo interessato perché lo chiedo!

Ma se ho già stabilito che partecipa con tutto quello che ha fino al livello di concorrenza, perché lo chiedo? Allora questo qui è un ulteriore elemento che impone, a mio giudizio, una riflessione all'organo legislativo per definire la materia.

Intervento n. 71
Pagina 26

Consiglio Comunale del 2009-06-16

Dirigente Servizi Sociali

Leggi intervento

Allora la 433, se l'ultima Finanziaria ha abrogato l'articolo 1 della legge del 1931 sul diritto di rivalsa da parte dei Comuni civilmente obbligati, ma la 433 viene ancora invocata ed è una legge vigente nei nostri Tribunali. La 433 del Codice Civile… e non sono gli obblighi civilmente obbligati la 433? E allora?

19 giugno 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 101
Pagine 59–60
Punto 2

Analisi problematiche correlate alle politiche

Dirigente Responsabile

Leggi intervento

60 Allora a me spetta inquadrare, sul piano metodologico, tutto il lavoro presentato dalla Dottoressa Nicolé, nel senso che l’immigrazione, come tutti voi ben sapete, è un fenomeno molto complesso, un fenomeno che l’Italia non aveva mai vissuto, che altri Paesi a noi vicini avevano già da molti anni invece vissuto e hanno sperimentato questa nuova realtà ed essendo un fenomeno complesso non può che essere affrontato in forma organica.

L’elenco dei servizi che prima elencava ne sono la rappresentazione, ma non sono una sequenza, un elenco di semplici servizi. Sono servizi sui quali si è lavorato in rete, coinvolgendo il Privato Sociale, il Pubblico, il Pubblico Comune, il Pubblico Provincia, il Pubblico Regione, il Pubblico Stato Centrale.

Sono servizi che devono essere tra di loro dialoganti, sono servizi che non possono trascurare ambiti, perché questo fenomeno coinvolge i minori, coinvolge il mondo della scuola, il mondo della sanità, il mondo del sociale, il mondo del lavoro, il mondo della casa, tutto ciò che c‘è in cui una società è articolata.

Per poterlo, però, affrontare cercando di spendere il meno possibile, perché tutti i fenomeni e i servizi sociali hanno dei costi in termini di risorse finanziarie ma anche in termini di risorse professionali, si deve cercare, come abbiamo cercato di fare, di articolare, cioè dei servizi che tra di loro potessero anche ottenere economie di scala e i più alti risultati possibili. Poi una parte la elencherà l’Assessore Moschin.

Pertanto il mio intervento voleva essere un’indicazione che si è cercato di costruire un’architettura per affrontare il fenomeno che non trascurasse nulla. Vi do, per darvi una misura, di come si sta cercando di affrontare il fenomeno migrazione, in questa proposta che è uscita negli ultimi mesi.

Prima la dottoressa Nicolé ricordava che uno dei servizi che abbiamo è uno dei servizi più impegnativi sul Piano strutturale, ma anche impegnativi sul Piano finanziario, è la gestione dei minori non accompagnati, tanto per darvi qualche metro di misura, un minore non accompagnato, collocato in un istituto, costa da €. 70,00 al 100,00 al giorno. Investimenti notevoli per l’Amministrazione, certo, che hanno significati sociali, significati di solidarietà, però hanno anche significati finanziari.

Si sta cercando oggi di lavorare per far sì che le famiglie non comunitarie, possano diventare una risorsa anche per la nostra società, non tanto dal punto di vista dei versamenti previdenziali che tanto… tutti quei discorsi lì, ma da altri punti di vista.

Stiamo già adesso cercando di costruire delle famiglie affidatarie, per affidare loro minori della stessa etnia o dello stesso paese, perché riconosciamo a questo sia un valore di continuità e di facilità, ma riconosciamo anche che il fenomeno va gestito cercando di “sfruttare” le potenzialità che possono venire dalle stesse persone o dalle stesse famiglie extracomunitarie.

Concludo qui proprio perché ho ritenuto opportuno darvi un’immagine molto complessiva del fenomeno, per dire che è un fenomeno che non va trattato a filoni o a segmenti dello stesso, ma in forma integrata. Grazie.

12 settembre 2006

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 105
Pagina 34
Punto 5

L.R. 10 agosto 2006 n. 18 , modifica alla L.R. 2 aprile 1996n. 10 e successive modifiche avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all. a)”;

Dirigente

Leggi intervento

Ecco, c’è qualcuno che ha interesse a conoscere maggiormente questa questione? Lei. Allora, anche lei, anche lei.

Allora si tratta...

Intervento n. 119
Pagine 37–38
Punto 5

L.R. 10 agosto 2006 n. 18 , modifica alla L.R. 2 aprile 1996n. 10 e successive modifiche avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all. a)”;

Dirigente

Leggi intervento

Allora l’unico, non è che esistono dei limiti per l’approvazione di provvedimenti di questo genere qui. L’unico limite è imposto dalla Legge 10 che indica grossolanamente che il bando dovrebbe essere emanato entro il settembre di ogni anno. Però questo se dovesse uscire anche a ottobre, anche a novembre, non casca il mondo, indubbiamente.

Ed è l’unico elemento per il quale la Giunta aveva chiesto di proporre questo documento all’approvazione, senza dovere attendere quello che qualcuno, mi sembra Paulon, no, Montagnolo, parlava di passaggio in Commissione, ma le Commissioni dovrebbero essere, non sono ancora costituite. Allora questo è il motivo principale. Poi credo che la questione meriti un approfondimento su cosa significa recepire questa nuova Legge Regionale.

La Legge Regionale non impone l’8, il 5 o il 6, ti dice semplicemente sul punto 10 prima c’era un range, un intervallo di scelta a carico del Comune tra 1 e 4, potevi scegliere 1, 2, 3 e 4, puoi dare, è chiaro che quel punteggio va a influenzare il punteggio generale perciò poi va a influenzare a sua volta il piazzamento nell’ambito della graduatoria di merito. Ti dice la legge: “Tu ora puoi passare da un range tra 1 e 4 a un range tra 1 e 8 e puoi scegliere 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8”.

È chiaro, come diceva Paulon, la scelta è la scelta importante perché quei punti lì variando questo range mi va enormemente a influenzare il conteggio totale che per ogni singola famiglia viene poi attribuito attraverso un esame dei requisiti e il calcolo dei requisiti.

Per quanto riguarda poi gli altri aspetti che diceva prima Gigi Paulon, già incaricato, questo va detto ad onore di cronaca, ad onore di verità, già un incaricato dalla presente Amministrazione io ho partecipato a vari incontri regionali per la revisione della legge 10/96, perché superata, al momento superata. I punti critici sono in parte quelli che diceva anche Paulon e molti altri punti critici di una legge che sta mostrando tutti suoi anni, è stata emanata nel 1996.

Il grande fenomeno dell’immigrazione, il fenomeno della caduta del reddito dei ceti medio bassi, il fenomeno del sovraffollamento, il fenomeno della crescita dei valori immobiliari per i canoni e tutta una serie di altre problematiche devono essere recepite, tenute presente perché trovare spazio in una nuova normativa. Poi un’altra grande questione che è frutto anche dei nostri tempi e delle nuove culture politiche, la questione dei poteri dei Consigli comunali.

Pertanto oggi si sta tentando di uscire da una legge regionale che obbliga, salvo qualche variazione, come quella di cui stiamo discutendo in Consiglio comunale, per entrare invece, per attribuire poteri ai Consigli comunali, e questo non è semplicemente un gioco bizantino o puramente accademico, ma la ragione è che vi sono realtà alloggiative completamente diverse nel Veneto.

La realtà di via Anelli, la realtà dei quartieri ghetto di Marghera o di Mestre e la realtà di Rovigo di Gaiba o di Pontelongo sono completamente diverse.

Chi riesce pertanto ad adattare il sistema di valutazione, perché il sistema di valutazione non è altro che valutare le condizioni della famiglia, meglio del Consiglio comunale, non c’è nessun altro certamente, allora si sta muovendo verso una cosiddetta 37 Legge Regionale quadro regionale per poi lasciare ampio spazio ai Comuni per poter decidere le proprie scelte locali.

Pertanto ecco quello che sto per dire che siamo dinanzi a questa legge, vuole anticipare alcuni elementi perché meritano di essere affrontati per adattare alle realtà locali anche le leggi sugli alloggi E.R.P.. Di questo è buon testimone il Presidente dell’ATER, Renato Borgato, a cui ho anche relazionato in merito alla discussione in corso in questo momento.

Perché sono stati convocati i dirigenti delle case, i Presidenti degli ATER, i direttori generali degli ATER e le agenzie immobiliari, perciò anche il privato sta partecipando al dibattito per arrivare poi alla formulazione in capo alla Regione Veneto di una legge di riforma della legge 10.

Intervento n. 132
Pagine 40–41
Punto 5

L.R. 10 agosto 2006 n. 18 , modifica alla L.R. 2 aprile 1996n. 10 e successive modifiche avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all. a)”;

Dirigente

Leggi intervento

Ecco, volevo anche ricordare che la legge 10/96 sta per essere rivista anche sotto l’aspetto dei rapporti tra Comuni e ATER, perché non tutto funziona bene nemmeno lì. No, questo lo dico senza nulla togliere al Presidente Borgato perché vi sono delle situazioni, vi faccio un esempio, proprio perché è molto calzante. Vi sono delle situazioni in cui non vi è nessuna allineamento tra la tipologia delle persone nelle prime posizioni della graduatoria e la tipologia di alloggi che l’ATER che mi dà in assegnazione.

Faccio un esempio, io potrei avere dieci persone che hanno bisogno di una sola camera da letto, l’ATER me ne dà dieci con tre camere da letto o due, io sulla base della legge 10 non posso, devo saltare tutti e dieci e andare all’undicesimo, perché l’undicesimo ha bisogno di due camere da letto. Questo per fare un esempio banalissimo, c’è bisogno di trovare un allineamento e un coordinamento tra quello che produce l’ATER e le esigenze derivate dalla lettura delle famiglie in graduatoria. (Voci dall’Aula) 40

Intervento n. 133
Pagina 41
Punto 5

L.R. 10 agosto 2006 n. 18 , modifica alla L.R. 2 aprile 1996n. 10 e successive modifiche avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all. a)”;

Dirigente

Leggi intervento

Un particolare che voglio dire, chiedo scusa, un particolare che sicuramente, non viene fatto riferimento all’Art. 13 quello che sulla base della graduatoria finale c’è una percentuale da assegnare alle fasce, fascia A, fascia B.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.