Richiesta autoconvocazione del Consiglio comunale monotematico, ai sensi dell’Art. 39 - comma 2 del TUEL, per discutere sullo stato di progettazione e finanziamento dell’opera denominata Passante Nord e osservazioni”........................................................................................................................34
Presidente WWF Rovigo
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Buonasera a tutti. Grazie, Presidente e grazie signori Consiglieri della opportunità che mi date. Beh, per me è un ritor- no perché ogni tanto si ripropone questa questione del passante nord, l’altra volta di mezzo c’era an- che la questione di parco Langer, che sembrava una causa persa, l’abbiamo portata a casa.
Ed evi- dentemente ci sono delle motivazioni, ci sono delle norme, abbiamo discusso finora su dei passaggi, che sono avvenuti a livello di Consiglio comunale e di scelte politiche, ma gli aspetti tecnici rispetto ad una scelta di questo tipo, devono avere un peso, l’urbanistica ha una sua importanza, una sua di- gnità e l’urbanistica prevede che ci siano dei rispetti, rispetti per esempio dei corsi d’acqua, entro 150 metri da un corso d’acqua, esiste una legge, la 490, che prevede appunto che ci siano delle par- ticolari attenzioni per quanto riguarda dei corsi d’acqua vincolati, quali il Ceresolo che è niente popò di meno che il canale che ha consentito la bonifica della città di Rovigo, insieme all’Adigetto.
Quindi tutto quello che è stato fatto negli ultimi decenni di imbrigliare i corsi d’acqua, secondo dei criteri che non rispondevano certo alle condizioni del territorio, non ha giovato e solamente un gran- de dispendio energetico comporta oggi il mantenere all’asciutto le nostre città. Quindi, è importante considerare che, alla base di tutto questo, ci sono degli aspetti tecnici, idraulici che vanno considerati.
Poi c’è un altro aspetto, che è quello ambientale tout court perché, se noi an- diamo a guardare i Piani Regolatori degli ultimi quarant’anni prevedevano e prevedono tutt’oggi at- traverso il PAT la realizzazione di una cintura verde urbana intorno alla città e quali se non i canali rappresentano il collegamento ideale di questi corridoi ecologici che sono sanciti non solo dal PAT ma anche dagli strumenti di pianificazione superiore come il PTCP, il PTRC.
Quindi nel momento in cui si mettono, si pesano sul piatto della bilancia le opportunità, vanno considerati anche gli aspetti tecnici. Ovviamente poi c’è anche l’utilità dell’opera.
Se abbiamo un piano del traffico che ci dice, e io sono la prova vivente, sono ventiquattro anni che lavoro nel Delta del Po tutti i giorni, se vi dico che arrivo a Porto Viro in quarantacinque minuti e faccio 42 chilometri tutti i giorni, quattro volte al giorno, evidentemente provate a fare la stessa cosa in una Provincia diversa dalla nostra, vi Pag. 40 di renderete conto veramente di cos’è il traffico.
I miei colleghi, che vanno a lavorare sui Colli Euganei da Padova, hanno la metà della strada che percorro io, e ci mettono il doppio del tempo che ci metto. Quindi siamo in una Provincia che è qualcosa come la densità dell’Australia dal punto di vista degli abitanti, 250.000 abitanti su 150 chi- lometri di Provincia. E stiamo a discutere se è necessario fare altre strade.
Secondo me quello che è necessario fare per una città come Rovigo, che sta morendo, perché è stata uccisa un pezzettino per volta, tombinando l’Adigetto prima, eliminando le mura storiche della cit- tà, credo che Rovigo sia l’unica città murata che è riuscita in poco meno di un secolo a distruggere le sue mura storiche.
Oggi abbiamo una grande opportunità, che ci viene data dal territorio agrario, che abbiamo intorno alla nostra città, che altre città del nord est non hanno, abbiamo l’opportunità grande che ci viene data dagli strumenti di pianificazione territoriale, di concludere questa opera, al- meno ci siamo giocati le mura della città, creiamo delle nuove mura verdi attorno alla città che dia- no quel respiro e che possano in qualche modo creare quel beneficio, quello che abbiamo già defini- to nelle precedenti versioni delle nostre osservazioni come servizi eco sistemici, questa nostra città è in grado di esprimere un grandissimo potenziale di verde pro capite, nonostante a tutt’oggi Le- gambiente ci dica, ed è un fatto purtroppo vero, che il verde pro capite per cittadino è molto basso.
Quindi abbiamo altissime potenzialità e, dall’altra parte, pochissimo verde disponibile, questo per- ché non vengono fatti con lo stesso coraggio, con cui vengono presentate delle opere sulla cui utilità abbiamo tutti dati che tirano contro, di poterle realizzare in maniera vera e concreta. Dobbiamo fare uno sforzo per invertire questa tendenza.
Negli ultimi cento anni la tendenza è stata quella di demo- lire, di sottrarre, dobbiamo trovare il coraggio, proprio per far rivivere Rovigo, ridarle una sua col- locazione, una sua connotazione, anche dal punto di vista del richiamo che può avere rispetto al mondo esterno di città vivibile a dimensione umana, è l’unica speranza che abbiamo, altrimenti que- sta città diventa il centro commerciale degli altri Comuni e delle città limitrofe. Ho concluso.