Buonasera. Ho preparato una presentazione per questo Documento del Sindaco. Il tema appunto riguarda l'urbanistica e il territorio di Rovigo.
Il Documento del Sindaco è il primo documento che dà addio alla fase concertativa per la redazione del Piano degli Interventi. Un Piano degli Interventi che segue la redazione del PAT, che è stato approvato nel 2012 e che, attraverso il Piano degli Interventi, è possibile... Cioè il Piano degli Interventi diventa il piano di attuazione delle previsioni urbanistiche fatte in fase di approvazione del PAT.
Bene, adesso un attimo che mi concentro qua. Ho sbagliato, scusate ho scritto una data sbagliata. Pronta.
La Legge di riferimento è la Legge Regionale 11/2004, norma per governo del territorio e in materia di paesaggio. Diciamo che questa frase che ho riportato rappresenta un po' la concezione di base della Legge Regionale. La città e il territorio sono un patrimonio comune e la qualità della città e del territorio in cui viviamo è parte fondamentale della qualità della vita.
Sostanzialmente, la Legge 11 ha sovvertito un po' quella che era la concezione urbanistica della vecchia Legge 61/85, cambiando quella che è la concessione delle previsioni urbanistiche. Questo appunto è il Documento del Sindaco Massimo Bergamin. La presentazione è abbastanza completa nei suoi contenuti, cerco di andare via veloce e di non essere troppo prolissa.
È ovvio che qualsiasi intervento di trasformazione del territorio deve essere regolamentato, quindi deve essere previsto e deve essere regolamentato da appositi strumenti urbanistici. Fino ad adesso questo è avvenuto, questo è stato fatto dal Piano Regolatore Generale che però, dal 2004 il Piano Regolatore Generale a cui eravamo abituati ha perso la sua importanza, non è più diventato lo strumento di riferimento urbanistico in quanto è stato sostituito dal cosiddetto PRC Pag.
10 di (Piano Regolatore Comunale) che è fatto di due documenti urbanistici importanti: il PAT che è il Piano di Assetto Territoriale, del territorio, e il Piano degli Interventi. Quindi dal PRG si è passati appunto al PRC attraverso la Legge 11/2004. Cosa è cambiato sostanzialmente?
Il PRG era un documento che una volta redatto, veniva redatto dagli urbanisti in una stesura iniziale, una volta che veniva approvato rimaneva valido per sempre, fino a una successiva variante che andava ovviamente, sempre con le solite fasi di approvazione eccetera, anche... diciamo che veniva approvato dalla Regione Veneto.
Invece con il Piano Regolatore Comunale le cose sono un po' cambiate, perché c'è un documento di base che è il PAT e che ha anche questo una valenza, anche se è stato concepito con una previsione decennale, ma una valenza... diciamo che vale per sempre, fino alla prossima variante. Mentre il Documento Operativo è il Piano degli Interventi che ci accingiamo a fare e che ha una durata temporale di cinque anni. Perché questo?
Perché, dopo lo ripeterò, però tutte le previsioni che vengono fatte e approvate dal Consiglio Comunale, se vengono attuate nei prossimi cinque anni, bene; se non vengono attuate dai privati, decadono. Il PAT. Che cos'è il PAT e che cos'è il Piano degli Interventi?
Come dicevo, il PAT è lo strumento quadro di assetto e sviluppo del territorio, sostanzialmente è composto appunto da due elaborati che sono... No, sono di più gli elaborati.
La concezione è questa: c'è un elaborato che fissa l'aspetto del territorio e c'è la carta cosiddetta delle trasformabilità, un documento, un elaborato, nel quale sono state previste le future trasformazioni del territorio, quindi la carta delle trasformabilità fatta su grande scala, quindi prevedendo quelli che potevano essere i possibili sviluppi del territorio sulla base delle cosiddette invarianti che costituiscono l'aspetto di partenza del nostro territorio.
Invece il Piano degli Interventi è il cosiddetto strumento operativo, cioè quelle previsioni che erano state fatte in fase di PAT, urbanistiche fatte in fase di PAT, possono diventare attuative solo attraverso il piano degli interventi. Questa l'ho voluto sottolineare. Questa slide riporta questo concetto, dalle invarianti del territorio, cosa sono le invarianti?
Sono quelle nostre peculiarità territoriali, quelle nostre risorse, che non sono solo ambientali, naturalistiche, quindi dal punto di vista idrografico, del suolo agricolo, ma anche invarianti dal punto di vista architettonico e storico, diciamo della biodiversità, quindi ambientali, ma anche il concetto architettonico e storico è importante, attraverso la VAS, la fase dello studio della VAS, quindi della Valutazione Ambientale Strategica, ha portato alla cosiddetta trasformabilità del territorio, la carta della trasformabilità.
Con il Piano degli Interventi arriviamo alla trasformazione del territorio. Anche il Piano degli Interventi sarà soggetto a una fase di valutazione ambientale strategica, laddove ci sono delle previsioni non previste in fase di PAT. Il PAT è entrato in vigore nel 2012.
Il Piano degli Interventi attuale noi ce l'abbiamo, ma è stato per Legge preso il vecchio PRG, quindi attualmente il nostro Piano degli Interventi attuale è il vecchio PRG. Perché allora serve redigere un nuovo Piano degli Interventi? Perché non possiamo più andare avanti con il vecchio PRG.
Qui adesso ho illustrato alcune motivazioni che sono le principali. Il primo passaggio da fare è sicuramente quello dell'aggiornamento cartografico. Noi siamo passati da un linguaggio grafico a un altro.
Attualmente il territorio è stato tutto recepito dal nuovo linguaggio dei Gis, da questo sistema informatico territoriale dove ogni oggetto del territorio è codificato, cioè ad ogni oggetto corrisponde un data base di informazioni, preziosissimo, che appunto una volta... Quando tutto il territorio è catalogato secondo questo sistema informatico, diventa facile per le autorità, per gli uffici competenti, gestire e conoscere in un attimo tutta la situazione del territorio.
Questo è un passaggio che gli uffici stanno facendo, non tutto il territorio ancora è stato codificato, però gli uffici stanno già lavorando su questo passaggio. Pag. 11 di Un'altra cosa importante da fare è, eliminare dallo strumento urbanistico generale vigente le parti non compatibili con il PAT.
Il vecchio Piano Regolatore che noi avevamo, laddove va in contraddizione con le indicazioni del PAT, queste indicazioni contraddittorie, queste indicazioni che non sono compatibili con il PAT sono decadute e vanno eliminate. Quindi c'è bisogno di fare questo allineamento.
Per eliminare o aggiornare dallo strumento urbanistico generale vigente le previsioni non attuate nel tempo, cioè laddove sono state fatte nel piano regolatore generale delle previsioni, dei piani urbanistici che non sono mai stati attuati dai privati, o le eliminiamo, perché se non le hanno mai attuate è giusto anche ripensare a una diversa dislocazione di quella cubatura, quindi o vanno eliminate oppure vengono aggiornate in accordo con i privati.
Per aggiornare lo strumento urbanistico alle nuove disposizioni di Legge di ordine superiore, ovviamente noi abbiamo delle Leggi di ordine superiore, è necessario quindi fare un allineamento anche in questo senso, per aggiornare l'apparato normativo, noi abbiamo un apparato normativo ancora piuttosto obsoleto e deve essere allineato alle nuove disposizioni di Legge di ordine superiore, ma anche alle nuove indicazioni che il Comune intenderà prevedere.
Per consentire l'attuazione di nuove previsioni urbanistiche disciplinari, quindi per prevedere dei nuovi piani urbanistici, di recupero, di attuazione eccetera, e disciplinarli, quindi dare una regolamentazione.
Per dare una destinazione urbanistica alle cosiddette "aree bianche", cioè le aeree, poi le vediamo nel dettaglio, le cosiddette o "aree bianche" o "aree servizi non attuati", o "aree a vincolo decaduto" che sono ormai dal '99, quindi tantissimi anni che sono bianche, quindi che non hanno alcuna destinazione urbanistica. Per ridimensionare le previsioni di sviluppo demografico del PRG.
Il PRG era stato concepito con una previsione di 80.000 persone, siamo 52.000 persone, quindi sono state fatte delle previsioni che devono essere, ovviamente, ridimensionate in base allo sviluppo demografico che si è verificato.
Per semplificare i procedimenti di pianificazione, la Legge 11 ci dà degli strumenti che consentono di procedere in modo molto più veloce rispetto a quello che veniva fatto nel passato, secondo il principio di trasparenza e di partecipazione, quindi è giusto adottare questi nuovi strumenti che la Legge ci mette a disposizione per coinvolgere i cittadini nel processo di pianificazione.
Da oggi, da questo momento, parte la fase concertativa, parte la fase di coinvolgimento di tutta la cittadinanza, per consentire a tutti di intervenire, di creare uno strumento urbanistico che sia fatto sulle esigenze del territorio e dei singoli cittadini. Non c'è più, quindi, la vecchia concezione urbanistica che cala dall'alto, c'è una concezione urbanistica che va a recepire le esigenze del territorio.
Le scelte tecniche che verranno attuate nel Piano degli Interventi presuppongono nella maggior parte dei casi delle scelte politiche, quindi l'input politico verrà tradotto tecnicamente nel piano. Che cosa volevo dire con questa diapositiva? Sostanzialmente il cittadino fa la sua manifestazione di interesse, non diventa vincolante per la politica; la politica ha tutto il diritto di fare le sue scelte, poi in base alle scelte politiche, gli uffici riceveranno l'input politico.
Questo documento, come ho detto, è il primo atto con il quale si apre... Scusate. Il Documento del Sindaco è il primo atto con cui si apre la fase operativa di chiusura del Piano degli Interventi, contiene le linee politiche riguardante la pianificazione del territorio dell'Amministrazione comunale.
Quali sono queste scelte politiche? Il primo, lo sviluppo della città attraverso l'utilizzo del suolo già edificato. Quindi questa è una grande scelta politica che si allinea sostanzialmente alle direttive che ormai sono nazionali e regionali, quindi di dare la precedenza e di mettere al centro dell'attenzione la città costruita, la città consolidata.
Diciamo che le parole che diventeranno consuete saranno: riqualificazione, rigenerazione urbana, ristrutturazione e trasformazione del tessuto edilizio urbano costruito, senza prevedere - questa è una scelta -, nuove espansioni edilizie e nuovi insediamenti.
Ovviamente poi ci sarà una fase successiva dove dirò che comunque nelle frazioni, piccoli insediamenti edilizi, per consentire chi vuole mantenere l'identità delle frazioni, mantenere e dare la possibilità a chi vuole risiedere nelle frazioni, comunque dei piccoli e nuovi insediamenti verranno concessi. Pag. 12 di Alle ore 16.50 entra in aula il Consigliere Denti.
Il contenimento concatenato è il contenimento del consumo del suolo agricolo. È prossima l'approvazione dalla Regione della Legge sul consumo del suolo agricolo, si parla della metà di febbraio, quindi diciamo che il Piano degli Interventi potrà avviarsi già recependo quelle che sono le direttive regionali su questo tema. È un esempio di casa nostra di cosa vuol dire "rigenerazione urbana" e riprendere in mano un insediamento produttivo dismesso e ricreare con quella cubatura una nuova...
Ridare nuova vita laddove c'è degrado e abbandono. Terzo motivo... No, vado via veloce, Signor Sindaco.
Grazie. La rigenerazione urbana di aree degradate, dismesse e non, o poco, utilizzate. Al fine di eliminare situazioni di abbandono o di degrado che generano vuoti e sfollamenti nel tessuto urbano; concatenato c'è il discorso della sicurezza e dell'ordine pubblico.
Qui ho indicato il Maddalena che è l'oggetto del bando delle periferie, sul quale si vorrà concentrare l'attenzione per... È molto piccola, però quella immagine là voleva dire che un oggetto urbano che era vivo, che faceva da collante in un tessuto consolidato e anche storico ormai di Rovigo, è diventato un luogo abbandonato all'interno della città che ha una grande potenzialità edilizia e che genera molto spesso episodi di fastidio e insicurezza. Quinto motivo, "i progetti strategici regionali".
Noi abbiamo quattro progetti previsti dal PAT, quindi sono scelte politiche fatte in fase di redazione e approvazione del PAT. Noi abbiamo quattro progetti strategici regionali, sul quale ovviamente l'Amministrazione vuole mettere l'attenzione. Allora l'ex scalo-mErci Ferroviario Urban Labor, il potenziamento dell'Interporto e poi c'è il Polo Commerciale Sud, Polo Produttivo Commerciale Sud che è il quarto progetto strategico.
La riqualificazione del patrimonio infrastrutturale attraverso il piano degli interventi sarà possibile anche questo passaggio di riqualificazione delle infrastrutture esistenti ed edilizie, sia private che pubbliche. Al fine di adeguare la situazione attuale ai nuovi parametri normativi, alla concessione di benessere di qualità della vita dei nostri giorni.
Qui sono riportati alcuni esempi che riguardano il centro storico: uno è un cantiere che verrà inaugurato già nella primavera di quest'anno che è il cantiere delle Granatiere, dove l'iniziativa privata ha ridato vita a un bell'intervento di riqualificazione edilizia.
Un altro esempio sulla destra che è comunque un'ipotesi progettuale, partendo da una situazione, questo anticipa il concetto della densificazione urbana, quindi partendo da una situazione esistente per creare nuove possibilità edilizie all'interno del centro storico.
La salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio architettonico, culturale, paesaggistico e naturale, queste sono le cosiddette invarianti del PAT, ovviamente diventano risorse, sono risorse non riproducibili e pericolosamente attacccabili, quindi con il Piano degli Interventi, si andrà nel rispetto di questo punto. Il miglioramento e di potenziamento del servizio ai cittadini, al fine di renderle più coerenti alle esigenze quotidiane attuali, più diffusi e distribuiti, più rispondenti ai ritmi di vita odierni.
Qui sicuramente si parla di Passante Nord, si parla della possibile e futura rotatoria sul Ponte Adige, si parla di un ripensamento di parcheggi che siano distribuiti e più consoni ai ritmi di vita odierni. Al nono punto, che è un'altra scelta politica importante, è che quasi obbligatoria, è quella di allineare la Legge Urbanistica regionale al nostro strumento urbanistico, quindi procedere con la coalizzazione delle medie e grandi strutture di vendita.
Infine la possibilità di costruire nuove residenze nelle frazioni, di piccoli insediamenti residenziali, oltre ovviamente a recuperare il tessuto urbano ed edilizio esistente; frazioni e ovviamente centri rurali. Quali sono i passaggi? Documento del Sindaco, il secondo passaggio è rivolto ai quotatori di interessi, quindi al coinvolgimento di tutti i cittadini, le associazioni di categorie, gli ordini professionali e le imprese, per poi passare al Piano degli Interventi.
Pag. 13 di Il Piano degli Interventi sarà adottato e approvato dal Consiglio Comunale, ogni cittadino potrà intervenire sia nella fase iniziale concertativa, sia poi nella fase successiva delle osservazioni. Redigere un piano...
È ovvio che abbiamo parlato praticamente dell'intero territorio comunale. Redigere il piano degli interventi in un'unica soluzione è impensabile perché ovviamente dietro a questo Documento del Sindaco, dietro a questi contenuti, c'è tantissimo lavoro, quindi le possibilità sono due e sono ovviamente possibili entrambi, o si procede per fasi, ovviamente si procederà...
L'intenzione è quella di procedere per fasi, oppure era quella di fare un unico Piano degli Interventi e quindi lavorare tre, quattro anni e poi portare... dare il via. Ovviamente questa soluzione è impensabile anche perché è un po' deleteria, quindi si procederà per fasi. Quali saranno le fasi?
Sicuramente il Piano degli Interventi è quello del Commercio, poi ho invitato in questo ordine le successive fasi, ma non so se procederemo secondo questo ordine. Sicuramente sono importanti le aree a vincolo decaduto, le cosiddette aree bianche; sono importanti le aree strategiche di interesse regionale e comunale, le aree edificate delle frazioni e dei centri rurali, l'esame agricolo, le attività produttive in zona impropria e il centro storico.
Questi saranno sicuramente i piani degli interventi con cui si procederà. Cosa contiene il Documento del Sindaco? Praticamente l'intero territorio comunale.
Cosa conterrà il Piano degli Interventi? Solamente le previsioni urbanistiche necessarie, quindi quelle che vengono fuori dalle esigenze dei cittadini. L'iter amministrativo: Documento del Sindaco, giornate promozionali del documento, quindi il confronto e la promozione, la presentazione di questo documento; poi ci sarà la fase dello studio delle linee guida, saranno studiate delle linee guida il cui contenuto sarà indicato quello che l'Amministrazione vuole fare, i tempi e come si procederà.
Linea guida e poi si darà il via sostanzialmente a tutti gli avvisi pubblici per raccogliere le manifestazioni di interesse. Ogni Piano degli Interventi avrà un suo avviso pubblico per recepire le manifestazioni di interesse.
Poi ci sarà l'esame della Giunta Comunale delle singole proposte fatte; ci sarà la stesura del Piano degli Interventi da parte degli uffici; l'adozione del Piano degli Interventi da parte del Consiglio Comunale; il periodo delle osservazioni e infine l'approvazione finale; e poi l'invio alla Provincia del documento. Mentre il Piano Regolatore Generale doveva...
Le fasi successive al Consiglio Comunale prevedevano l'approvazione da parte della Regione, qui il documento è sovrano, cioè una volta che il Consiglio Comunale lo approverà nel rispetto del PAT, non ci sarà bisogno di una approvazione della Regione. Ovviamente l'iter è lungo, la normativa nazionale regionale ha in questi anni dato già delle possibilità ai cittadini di intervenire senza aspettare prima tutta la fase del PAT e poi tutta la fase del Piano Interventi.
Praticamente il Piano Regolatore sarebbe scaduto nel 2004. La normativa ha dato la possibilità attraverso il Decreto Sviluppo, attraverso la normativa diciamo del SUAP che permette di andare in deroga a tanti vincoli normativi. L'attuale è collegato alla Finanziaria Regionale, il piano casa e la Legge Regionale del Veneto, la Legge 50, sono tutte normative che danno la possibilità ai cittadini di intervenire già secondo certi oggetti, secondo certi temi da loro, previsti da queste normative.
La partecipazione dei privati e gli effetti attesi. Il Piano degli Interventi dovrà rapportarsi con gli altri piani comunali, quella per esempio del PAES, del Piano del Traffico Urbano, il Piano della Mobilità del Trasporto Locale Pubblico; sono alcuni esempi dei piani, con cui il piano degli interventi dovrà colloquiare. In particolare il Piano degli Interventi dovrà rapportarsi con il Bilancio Comunale e con il Programma Triennale delle Opere Pubbliche.
A tutte le iniziative private verrà applicato il principio della perequazione urbana, che consentirà al Comune di avere un proprio interesse pubblico, che gli consentirà appunto di andare ad intervenire sulle proprie opere, sui propri beni, secondo quanto è contenuto nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Pag. 14 di Quali saranno le iniziative private a cui verrà data la priorità?
Sicuramente quelle che hanno rilevante interesse pubblico. Il Piano degli Interventi è sicuramente un documento flessibile, non è più rigido e vincolante come il vecchio Piano Regolatore Generale, però deve essere attuabile, quindi recepirà solo quelle iniziative che verranno attuate, che i privati verranno ad attuare nei successivi cinque anni, a seguire l'approvazione del Piano degli Interventi. Le tematiche progettuali.
Ora entro nel per merito delle tematiche progettuali che prima ho elencato. Il primo Piano degli Interventi sarà quello del Commercio. La disciplina di riferimento è quella della Legge Regionale Veneto 50/2012.
Questa normativa è una normativa che mette insieme commercio e urbanistica, è una normativa che si intitola "Politiche per lo sviluppo del sistema commerciale nella Regione del Veneto" e che ha sostanzialmente recepito le direttive europee e nazionali in termini di commercio, in particolare la Bolkestein, secondo la quale l'esercizio dell'attività commerciale è libero.
Quindi l'attività commerciale non può essere vincolata in nessun modo, non può essere negata in nessuno modo, comunque gli enti comunali e regionali, la Legge consente a questi enti di, in qualche modo, controllare l'attività commerciale. Un primo controllo avviene attraverso appunto l'urbanistica.
Sostanzialmente l'urbanistica, soprattutto per le medie e grandi strutture di vendita, con una superficie di vendita maggiore di 1.500 mq., non potrà essere rilasciata alcuna autorizzazione commerciale se prima non c'è il recepimento da parte del settore urbanistico... non del "settore", ma dello strumento urbanistico, dell'impossibile insediamento di quella struttura, attraverso la cosiddetta localizzazione delle medie e grandi strutture di vendita.
Quindi questo è un controllo che il Comune può fare, ovviamente per garantire la sostenibilità ambientale e urbanistica dell'insediamento di quella struttura che è sicuramente una struttura che ha un grande impatto, soprattutto per quanto riguarda la viabilità. Noi siamo un po' in ritardo come Comune su questo passaggio, è necessario procedere veloci alla localizzazione delle medie e grandi strutture di vendita, attraverso il quale e con il quale si procederà al cosiddetto approccio sequenziale.
Sostanzialmente che cosa dice la normativa regionale? Il Comune può controllare l'attività commerciale, dando priorità innanzitutto al centro storico. Il centro storico che ha... diciamo, è in prima fila in questa legge regionale, all'interno del quale qualsiasi insediamento di media e grande struttura può essere fatto anche domani, ovviamente nel rispetto della viabilità, laddove ci siano aree di grande dimensioni e dove ci sia la viabilità e un sistema di parcheggi che lo consenta.
Una volta che nel centro storico... Cioè, sostanzialmente funziona così: c'è un'iniziativa privata che vuole insediare una media e grande struttura, il Comune ha la facoltà di dire all'iniziativa privata "guarda, prima di tutto tu ti insedi nel centro storico", viene fatta una valutazione se nel centro storico c'è la possibilità di insediamento, altrimenti si passa al punto due, nelle aree degradate interne al centro urbano. Allora, l'Amministrazione Comunale con delibera di Giunta ha individuato il centro urbano.
Adesso qui non si vede bene! Praticamente il centro urbano è questa linea azzurra che contiene il centro storico del capoluogo e tutti i quartieri. Sono escluse tutte le aree produttive che sono retinate in giallo, tranne il Centro Commerciale Le Torri.
Qui mi dice la normativa regionale Veneto, una volta che nel centro storico non c'è possibilità di insediamento, il Comune ha l'obbligo di trovare una localizzazione per queste nuove manifestazioni di interesse all'interno delle aree degradate interne al centro urbano. È stato individuato il centro urbano e sono state individuate... Qui, forse non si vede.
Sono state già... È già stata fatta la ricognizione delle cosiddette aree degradate, sulla base di un avviso pubblico del 2014. Nel 2014 è stato pubblicato questo avviso pubblico, 12 privati hanno fatto richiesta che la loro area venisse riconosciuta degradata; "degradata" dal punto di vista edilizio, urbano e sociale.
È stata fatta una valutazione da parte degli uffici insieme alle associazioni di categoria e sono state tra queste 12, alcune sono state - 8 mi sembra - riconosciute aree degradate. Questa ricognizione è già stata comunicata alla Regione Veneto per il monitoraggio. Alcune sono all'interno del centro urbano, altre sono esterne.
Queste aree degradate, interne al centro urbano, hanno la priorità nella possibilità di un insediamento di nuove iniziative private di grande strutture di vendita. Pag. 15 di Torno indietro.
Terzo passaggio, quindi laddove non ci fosse né possibilità di insediamento all'interno del centro storico, né all'interno delle aeree degradate all'interno del centro urbano, la iniziativa privata viene convogliata negli uffici in altre due aeree: nelle aree degradate esterne al centro urbano e nei poli commerciali già esistenti. Laddove non ci fosse nessuna di queste aree disponibili, possono essere individuate nuove aree anche in zona agricola per l'insediamento di strutture commerciali di grande dimensioni.
Quindi sulla base di questo criterio, di questo strumento che ha dato la Regione Veneto, il Comune procederà innanzitutto alla ricognizione, l'abbiamo già fatta ed è questa: la ricognizione delle medie e grandi strutture esistenti. E a questa localizzazione andrà ad individuare nuove localizzazioni per le future... Per le manifestazioni di interesse che ci saranno in questo settore.
Per quanto riguarda... Aspettate un attimo, ho sbagliato la diapositiva. Questa!
Il Commercio. Per quanto riguarda l'attività commerciale all'interno del centro storico, il Piano degli Interventi dovrà recepire, dovrà diciamo allinearsi con lo studio della viabilità e del traffico del centro storico per potenziare e facilitare lo sviluppo di attività commerciale anche di piccole dimensioni all'interno, appunto, del centro storico. Seconda tematica sono le aree a vincolo decaduto, le cosiddette aree bianche.
Il vecchio PRG prevedeva 5.000.000 mq. di aree a servizi: parcheggi, verde pubblico, aree di attrezzature e interesse comune, per uno sviluppo demografico di 80.000 persone. Noi ci siamo fermati a 52.000 persone.
Il PAT prevede una crescita demografica per altre 8.000 persone, quindi quei 5.000.000 mq. sono eccessivi, ne sono già stati attuati 3.000.000, non sono stati attuati 2.000.000 mq. che sono decaduti e sono le cosiddette aree bianche, che hanno la necessità di una destinazione urbanistica, perché senza una destinazione urbanistica, i privati non possono svolgere, non possono fare niente sulle proprie aree. Quindi è necessario dare una destinazione urbanistica a queste aree. Come avverrà questa cosa?
Sostanzialmente i privati faranno la loro proposta e l'Amministrazione Comunale farà le sue valutazioni sulla base delle proposte. Attualmente noi abbiamo una superficie pro capite di servizi pubblici, quindi in termini di parcheggio, di verde pubblico, di aree e di attrezzature di interesse comune, di 60.000 mq. pro capite, quando la normativa regionale ne prevede 30 come minimo, quindi siamo già abbondanti, anche se ci sono delle aree più agevolate, più ricche e aree meno ricche.
Con il Piano degli Interventi, laddove ci sono meno servizi, si potrà integrarli. Terza tematica: le aree di interesse strategico regionale e comunale. Allora le aree di interesse strategico regionale sono Urban Labor, l'ex scalo-merci ferroviario, l'Interporto e il Polo Commerciale.
Urban Labor: è un ampio territorio, una ampia fascia di territorio. Diciamo che comprende il Censer, l'Università e il Centro Commerciale Aliper, per una estensione di 192 ettari. Questo piano urbanistico...
No, questo piano strategico regionale è l'unico tra i quattro che è recepito dal PTRC, cioè dallo strumento urbanistico regionale. In ogni provincia è stato individuato un piano strategico. Questo sarebbe il nostro: Urban Labor, è il nostro.
Ha una valenza, una destinazione tecnologica, di sviluppo della ricerca e di sperimentazione. Quindi questa è la valenza che è stata data a questo strumento regionale, a questo piano strategico regionale. Attualmente, questo strumento urbanistico è...
La previsione che vedete è tutta qua, è in questo schizzo. Non c'è niente altro che lo possa attuare, che lo possa definire in modo compiuto dal punto di vista urbanistico. Quindi sarà compito...
Diciamo, è intenzione dell'Amministrazione di affrontare questo strumento in collaborazione anche con altri enti, tra cui sicuramente la Regione, ma anche l'U.S.L., perché all'interno di questo territorio c'è anche l'ex Ospedale Psichiatrico, quindi è intenzione di dare almeno una definizione più dettagliata dal punto di vista urbanistico a questo strumento, a questo piano di interesse regionale. Secondo, l'ex scalo-mErci.
L'ex scalo-mErci ferroviario, sapete che è intenzione, diciamo ormai decennale, di insediare in questa fascia di terreno, da parte nord a nord della ferrovia, della stazione dei treni, il terminal delle autocorriere. È in studio, stiamo lavorando a questo accordo di Pag.
16 di programma, che è un accordo di programma con FSBusitalia, che prevede - adesso è una bozza, quindi ripeto, è una bozza, non è niente di definito - una cessione da parte di FS di un'area al Comune, nella quale insediare il terminal delle autocorriere, in cambio di una potenzialità edificatoria di 75.000 mc., su questo diciamo ambito territoriale. E in questa previsione urbanistica sono concentrati in questa cortina edilizia e altri 100.000 mc., in quello che è il deposito attuale delle corriere di Busitalia.
Queste previsioni sono in fase di studio, comunque la intenzione è quella di andare avanti, di coinvolgere l'iniziativa privata, per poter inserire - ma questo ce lo chiede anche la Regione - nell'accordo di programma anche un possibile investitore privato che voglia insieme al Comune colloquiare con FS, per trovare una soluzione per questo nodo che riguarda la viabilità, il trasporto pubblico, che diventi intelligente e sostenibile. Entra in aula il Consigliere Aretusini. L'Interporto.
Ecco, l'Interporto l'ho inserito, l'abbiamo inserito, anche se non ha la necessità del Piano degli Interventi, perché l'Interporto ha già un piano urbanistico attuativo vigente, ha già la sua regolamentazione, quindi non ha bisogno del Piano degli Interventi per procedere. L'ho inserito solo perché è nel desiderio dell'Amministrazione trovare soluzioni per potenziare e per dare il giusto valore a quella che è l'intermodalità che caratterizza l'Interporto di Rovigo, quindi terra, acqua e binari.
In questa ottica potranno essere adottate delle nuove soluzioni nell'ottica appunto di potenziare questa concessione dell'Interporto. Polo Commerciale: non ha bisogno anche questo del Piano degli Interventi. Ci sono alcune iniziative private che riguardano soprattutto l'attività produttiva, diciamo posta in questo schema a sinistra, che hanno la necessità di ampliarci con un quantitativo tale che nemmeno il SUAP può recepirle, perché devono più che raddoppiare la loro superficie.
Quindi il Piano degli Interventi vorrà dare delle risposte in questo senso ai privati. L'interesse comunale. Anche il Comune ha le sue aree strategiche che sono le aree degradate, dismesse e degradate, che nella mia concezione vorrei... delle quali vorrei fare una ricognizione, conoscerle, schedarle, in modo tale da averle ben monitorate.
E le aree così definite nel vecchio piano regolatore, le cosiddette C3, che sono quelle elencate. Anche queste saranno al centro dell'attenzione del Piano degli Interventi.
L'intenzione dell'Amministrazione è quella di prendere in mano queste aree strategiche regionali e comunali per dare, laddove serve, nuove soluzioni; per dare, dove serve, dei nuovi input che arriveranno dai progettisti e dalle iniziative, dagli operatori del territorio, per farli emergere da una situazione abbastanza triste e ridare vita a queste zone abbastanza buie e degradate. Quarta tematica: le frazioni e i centri rurali.
Sicuramente sarà - cosa ho scritto qua? - recupero, salvaguardia, recupero e valorizzazione del tessuto edilizio urbano nei nostri centri minori, promuovendo interventi sostenibili, in rapporto alle esigenze di tutela del tessuto edilizio storico e della capacità infrastrutturale di mobilità del centro, nonché di integrazione della popolazione per evitare fenomeni di degrado e di abbandono sociale, di degrado edilizio e sociale.
Sicuramente nei centri minori, saranno riviste - anche qui - le categorie di intervento, come verrà fatto nel centro storico; i gradi di protezione che gravano sul tessuto edilizio più storico per consentire nuove possibilità di intervento su questi edifici e sicuramente, come già avevo anticipato prima, la possibilità di realizzare nuovi insediamenti.
Già il Piano Casa consente queste attività per chi ha già una cubatura esistente, chi non ha una cubatura esistente con la quale possa maturare nuova cubatura, ci sarà il Piano degli Interventi. Queste opportunità che ci saranno nelle frazioni, se ci saranno nelle frazioni, potranno dare le possibilità all'Amministrazione di integrare i servizi già esistenti nelle frazioni e di migliorare la situazione attuale in termini di piste ciclabili e di parcheggi. Territorio agricolo.
Nel territorio agricolo gli interventi che saranno... Il territorio agricolo è un territorio già salvaguardato dalla normativa. Nel territorio agricolo sono possibili solo certi interventi.
Con questo Piano degli Interventi si vorrà dare e concentrare l'attenzione sui vecchi fabbricati che avevano una destinazione legata all'uso agricolo e che ora non hanno più questa Pag. 17 di finalità.
Ovviamente anche promuovere nuove iniziative di edilizia privata consone con il tessuto, con diciamo il territorio agricolo e anche dare la possibilità a chi sta progettando interventi promozionali, di promozione e valorizzazione del territorio, di poter attuare queste iniziative di grande valore sociale che sono in atto. La terza tematica: le attività produttive fuori zona. Sulla base di un avviso pubblico del '98, sono state schedate 26 ditte, 26 attività produttive, fuori zona.
Che cosa vuol dire "fuori zona"? Che non sono all'interno dell'area produttiva, sono in area agricola, o in area residenziale; di queste 26 ditte, di queste 26 attività, 8 sono state dismesse. Con il Piano degli Interventi qual è l'iniziativa che si vuole...
Cioè, che cos'è che si vuole fare? Si vuole dare la possibilità a chi ha un'attività di poter trasferirla, quindi la ricollocazione; a chi ha delle attività produttive dismesse, di poterle ridefinire in un modo diverso; a chi invece vuole essere riconosciuto come attività produttiva fuori zona, che non aveva partecipato al precedente avviso pubblico, di essere riconosciuto come tale. L'aspetto in matematica al centro storico.
Del centro storico non faremo un Piano degli Interventi, almeno allo stato attuale non è previsto un Piano degli Interventi completo, ma si andrà a lavorare sull'apparato, che andrà a lavorare e ad aggiornare l'apparato normativo; quindi si andranno a rivedere le categorie di intervento possibili sugli edifici e rivedere i gradi di protezione, perché attualmente i gradi di protezione che gravano sugli edifici - mi dicono, l'attività edilizia - impediscono ai privati anche interventi importanti, quindi in questa ottica saranno rivisti i gradi di protezione.
Un'altra cosa, anzi, sono state con il PAT, inserite tre nuove aree, tre nuovi ambiti all'interno del centro storico rispetto al piano regolatore. Questa area. Poi questa area qua e questa area, questo ambito.
Questi ambiti ancora non hanno una disciplina urbanistica, quindi con il piano degli interventi, si andrà a fare per questi ambiti stradali, per questi ambiti una disciplina urbanistica. Questo è un esempio progettuale che ho riportato, di un possibile insediamento, di un possibile intervento di riqualificazione edilizia, di un tessuto all'interno del tessuto edilizio più storico. Conclusioni: queste sono le tematiche sulle quali l'Amministrazione...
Allora, faccio un passo indietro. Procederemo per fasi. Ogni fase avrebbe dovuto essere anticipata dalla propria fase concertativa, quindi avremmo dovuto fare una fase concertativa per ogni Piano degli Interventi.
Per contenere i tempi e per dare risposte urgenti ai cittadini, cercheremo di... l'idea era quella di concentrare già in questi prossimi mesi, appunto la fase concertativa, quindi andare a promuovere il Piano degli Interventi, andare a dire quello che il Comune, quello che la Amministrazione Comunale vuole fare, quelli che sono i desideri, quello che i cittadini possono promuovere sul proprio territorio, sulle proprie attività, sulle proprie proprietà.
Poi diciamo anche sulla base della risposta andremo a sviluppare il Piano degli Interventi. L'Amministrazione Comunale ritiene imprescindibile creare le condizioni per rendere attuabili i propri programmi di intervento con il coinvolgimento di tutti gli operatori nazionali e internazionali interessati a investire nello sviluppo, valorizzazione e tutela della città di Rovigo e del suo territorio.
È ovvio che noi non sappiamo quella che sarà la risposta dei cittadini, è ovvio che con questo documento si vuole stimolare appunto l'iniziativa privata e dare la possibilità a chi ha una proprietà e ha delle possibilità di intervenire, di riqualificare le proprie aree, di dare nuova disponibilità appunto di intervento sulle proprie aree. Grazie, ho finito. Alle 17.27 entra in aula il Consigliere Marsilio.