Vorrei un po’ partire a ritroso questa volta, perché l’intervento che più mi ha colpito, tutti sono stati interessanti, degni di risposta chiaramente, però quello del Consigliere Chendi mi ha particolarmente colpito. Non credo che sia il caso oggi che stiamo qua a parlare dell’utilità della presenza della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, né del suo statuto nel suo modo di funzionare.
Ci sono, è vero, dei rappresentanti, peraltro non nominati da questa Amministrazione, mi pare durante il nostro anno non abbiamo nominato nessuno ma, al di là di questo, sono rappresentanti di tutto l’arco politico e costituzionale, i quali svolgono una loro funzione all’interno, e credo che - giustamente - quando uno viene nominato da un Ente, abbia anche il dovere di rappresentare l'Ente all’interno di quella istituzione.
Ho notato che nelle decisioni del direttivo, del Comitato di Direzione della Fondazione, c'è stato all’unanimità, anche del Consiglio, perché sapete tutti che c'è un Comitato di Direzione, poi c'è un Consiglio della Fondazione, quindi non mi giunge notizia che ci siano stati rappresentanti del nostro territorio che abbiano preso posizioni diverse da quella che oggi la Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ci propone.
Posso assicurare il Consigliere che io non mi sono mai sentito in sudditanza, quando mi trovo a parlare con il Presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, anche perché la Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo non fa benefici a questo Comune o al territorio di Rovigo, o della Provincia, ma fa quello che per statuto deve fare, cioè non siamo dei beneficiati, siamo solo un Comune che, come gli altri Comuni della Provincia, come la Provincia stessa di Padova e Rovigo, deve avere una distribuzione equa, naturalmente rispettando le proporzioni che sono fra le due Provincie, ma che soprattutto usufruisce di quelli che sono poi i risparmi che fanno i cittadini di questo territorio.
Quindi noi non ci sentiamo dei beneficiati, non ci sentiamo mutuati, non ci sentiamo persone che vanno ad elemosinare. Noi chiediamo sempre - e questo glielo posso assicurare - nei rapporti che ci sia assicurato quello che ci compete e quello che ci deve. E’ naturale - questo lo dico per inciso - che se lei va ad ascoltare il versante padovano, dicono tutti che la Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo è sbilanciata verso il territorio Polesano.
Quindi vede come le visioni a volte siano molto particolari. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 28 Giugno 2012 38 Detto questo, sono completamente d’accordo, ma io nel mio incarico questa dignità del Comune di Rovigo, parlo naturalmente del Comune di Rovigo, l’ho sempre cercata, l’ho sempre voluta, e le dico che non ho notato a mio avviso mai momenti in cui sia venuta meno la volontà di calpestare il Comune di Rovigo.
E’ chiaro che a volte, anzi, credo il buon rapporto che esiste fra il Sindaco, ma sia del Sindaco attuale, sia del Sindaco precedente, con l'attuale Presidente, che rimarrà in carica attualmente mi dicono fino al 2013, però non è detto che poi debba sparire, e che comunque non va in qualche maniera ad influenzare quelli che saranno anche in futuro i rapporti fra la Fondazione e le Istituzioni del territorio, non pensiamo sempre che tutto sia legato alle singole persone, le Istituzioni esistono, esisteranno, le persone passano.
Comunque a volte, il fatto di avere anche un buon rapporto di tipo personale con il Presidente e con i membri del Comitato di Direzione, credo che sia una condizione in qualche maniera favorente.
Quindi non c'è nessuna sudditanza, c'è solo una richiesta da parte della Fondazione, la quale è in procinto di fare un intervento di grosse proporzioni, perché 300.000 euro per rendere praticabile e agibile il Palazzo non credo che sia un intervento di poco conto, sul quale devo anche fare una considerazione, e mi allaccio anche a quello che ha detto Nalin: probabilmente ci stiamo confrontando fra Enti Istituzionali, quale può essere un Comune, e un Ente che ha una provenienza bancaria, quindi le parole, i contratti, probabilmente amano interpretazioni un attimo diverse, nel senso che questo mettere annualità per loro sembra un vicolo insuperabile, perché loro - questo è il ragionamento che portano - possono anche capire che “annualità” potrebbe anche in qualche maniera essere tollerato, però per loro annualità nel mondo dei contratti ha un significato ben preciso, cioè loro sono obbligati a fare la mostra ogni volta sempre un anno, e questo potrebbe in qualche momento essere non realizzabile, perché potrebbero anche superarsi i 12 mesi ed arrivare ai 13-14 mesi.
Questo è alla fin fine il motivo per cui li hanno portati a rifare questa proposta.
Soprattutto poi noi avevamo approvato nel precedente Consiglio una delibera che era a tre: questo non è andato più bene alla Fondazione, perché ci sono anche delle richieste da parte dell’Accademia dei Concordi, per quanto riguarda restauri di quadri ed interventi, che possono essere oggetto di un contratto eventualmente di accordi particolari, che non possono in qualche maniera riguardare l'Amministrazione di Rovigo, ma che devono riguardare l'Ente proprietario eventualmente di questi quadri, tra l’altro in qualche maniera siamo anche noi oltretutto co-proprietari.
Questo il senso di questa non sudditanza che esiste nei confronti della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
Per quanto riguarda le tante critiche che sono state rivolte al modo con cui la città si pone nei confronti di questa mole di foresti che vengono a visitarci, in parte posso condividere per quanto riguarda le associazioni; non accetto totalmente le critiche fatte a questa Amministrazione, perché questa Amministrazione si è già attivata, e nel biglietto della visita era anche combinata la visita al museo di grandi fiumi, e poi venivano offerti anche dei pacchetti in cui c'era anche un minitour della città, con visita della rotonda, teatro sociale.
Quindi direi che questa Amministrazione non è rimasta solo spettatore. Per quanto riguarda le associazioni, diciamo che si sono messe con ritardo in moto. Diciamo che c'è anche una cattiva mentalità, o forse non c'è ancora la mentalità giusta nello sfruttare questa possibilità che ci viene data una volta all’anno, e siamo sicuri che almeno per tre anni questa possibilità è già stata assicurata.
Questo è quello che voglio dire. Rispondendo alla Consigliere Furin, volevo dire che non mi risulta che ci siano condizioni, però non compete all’Amministrazione. Eventualmente, se lei ritiene che ci siano queste condizioni, si potranno fare delle segnalazioni, ci sono altri Enti che devono provvedere perché non si verifichino condizioni di quelle che sono state descritte.
Io penso di avere risposto a tutto. Qualcuno ha chiesto perché i rappresentanti della Fondazione non vengono a parlare in Consiglio.
Noi l’abbiamo detto, abbiamo due rappresentanti nominati dal Comune, precedentemente ancora uno nell’Amministrazione Avezzù, mi pare, tutti e due nell’Amministrazione Avezzù, non so qual è il periodo di scadenza in questo momento, comunque non è che loro non parlino, si parla sempre, Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 28 Giugno 2012 39 continuamente; istituzionalmente mi hanno detto che i Consiglieri, o membri della Fondazione, non vanno abitualmente - non so se sia nel loro statuto - a parlare nei Consigli Comunali.
Comunque, al di la di questo, io credo che il Comune di Rovigo - e questo lo voglio ribadire, perché ci tengo particolarmente - non credo sia in una condizione di sudditanza rispetto alla Fondazione; se me ne accorgessi farei di tutto per evitarlo. Ma soprattutto devo ricordare che noi abbiamo contatti quotidiani con il Presidente della Fondazione, e ci sono tanti momento in cui la Fondazione veramente ci aiuta, non c'è solo la cultura: pensate all’impiantistica sportiva, pensate al sociale.
Dobbiamo dirlo che a volte siamo in grado di garantire tanti interventi che competono a questa Amministrazione, e lo possiamo proprio grazie alla presenza della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.