Persona · attività documentata

Pierluigi Valentini

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
10
Sedute con interventi
1
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Presidente dell’ATOOsservato il 12 maggio 20091 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

12 maggio 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

10 interventi
Intervento n. 9
Pagine 4–6
Punto 2

Relazione del Presidente ATO Polesine: affidamento in house il servizio idrico integrato. Relazione del Presidente Polesine Acque: aumento capitale sociale e atti conseguenti

Presidente dell’ATO

Leggi intervento

Io vi saluto. Vi ringrazio, ringrazio di essere stato invitato a questo consesso e quindi di avere la possibilità di spiegare alcune questioni. 5 Indubbiamente per evitare, io sarò brevissimo, dicendo alcuni aspetti delle questioni, poi eventualmente, se ci sono delle domande, quindi sarà una cosa più puntuale, più precisa e magari di maggior interesse.

La situazione in cui ci siamo trovati cinque anni fa, quattro anni e mezzo fa, sul servizio idrico integrato, era quella che vedeva le tariffe del Polesine al secondo e terzo posto in Italia. Quella che vedeva una situazione di scarsi investimenti, e con un gestore che ventilava l'ipotesi di portare i registri in Tribunale.

L'impegno che è stato profuso per tentare di superare questa situazione, è stato quello di acquisire tutti gli elementi necessari e quanto meno sufficienti per poter rielaborare un Piano d'Ambito, è stato quello di tentare di capire come si poteva uscire e, nonostante la situazione peculiare del nostro territorio, perché non dobbiamo dimenticare che noi godiamo della presenza di due fiumi, però non godiamo della presenza di acque che non siano potabilizzabili, se non a costi alti, e distribuibili, se non a costi alti, anche per il fatto di una grossa frammentazione e di una grossa distribuzione territoriale del nostro territorio.

Cioè, abbiamo una concentrazione di abitanti molto bassa, quindi pochi paesi grossi, tanti paesi piccoli, con tante frazioncine. Quindi ecco, lì a chilometro di condotta corrisponde una minore utenza e quindi un minor anche gettito dal punto di vista economico. Conseguentemente c'era da bilanciare tutte queste cose.

Il nostro obiettivo era quello di tentare di ridurre il più possibile le tariffe, ed era anche quello di comprendere come fare. Abbiamo raccolto tutti i dati necessari, dati a volte anche contraddittori, perché sommavano, diciamo, la risultanza dell'accorpamento di cinque Consorzi, mi sembra; indubbiamente ogni Consorzio aveva il proprio metodo di elaborazione dei dati, di immagazzinamento dei dati, eccetera.

Conseguentemente non c'era uniformità e la possibilità, quindi, di poter godere di un dato del tutto sicuro. Difatti la più grossa contraddizione scattò quando ci trovammo a dover esaminare gli allacciati alle fognature, dove alcuni dati davano il 60%, alcuni dati davano l'80%, alcuni il 73% e addirittura alcuni anche il 53%. Perché?

Perché era l'eredità di 52 Comuni, di 52 Uffici Tecnici, e non tutti i Comuni, non tutti gli Uffici Tecnici -perché stiamo parlando di più di un decennio fa- erano attrezzati per poter dire quali erano le vie servite dalle fognature, quali erano gli allacciati, chi non allacciati, quelli che erano gli abusivi, eccetera. Quindi, anche lì si tentò di fare anche un censimento per comprendere e correggere il più possibile il dato, facendo avvicinare il più possibile alla verità.

Questo lavoro ci impegnò per un paio di anni; si riuscì, comunque in questi due o tre anni, a raccogliere un dato, diciamo una sufficiente quantità di dati e anche una sufficiente veridicità del dato, che permise di fare un nuovo Piano d'Ambito e un nuovo Piano tariffario.

Questo Piano tariffario… questo Piano d'Ambito si basava indubbiamente sulla conoscenza e sulla necessità, venne tolto dal Piano d'Ambito tutta quella componente, peraltro onerosa, che metteva a carico del Polesine il 50% delle adduttrici che dovevano essere comprese nel Master Plan Regionale.

Noi abbiamo solo un tubo per il momento, che è stato costruito in base a quell'accordo, cioè il 50% della tariffa e il 50% della società, quindi con il contributo eccetera, e un tubo che lì è vuoto, perché è un tubo del diametro di 100 mm, quindi... cioè di 1000 anzi, 1 metro, quindi è un tubo che avrebbe significato solo se fosse quel tubo che connette tutte le nostre attuali centrali di potabilizzazione, superando nel ruolo e portasse dell'acqua per tutto il Polesine.

Altrimenti il tubo di un diametro di 1 m, il fatto di usarlo parzialmente, vuol dire anche lasciare l'acqua ferma 10, 15, 20 giorni all'interno del tubo, con tutti i problemi di potabilità che ne potrebbero derivare. Comunque fu stralciata tutta quella parte che doveva essere a carico eventualmente di Veneto Acque, per vedere che l'acqua, man mano che arrivava verso di noi, ma mano si facevano i tubi. Era inutile fare l'ultimo pezzo di tubo, quando mancavano i tubi precedenti.

Quindi fu stralciato tutto quell'aspetto. Stralciando quello, si ridusse abbastanza considerevolmente quello che era l'impegno economico finanziario e ci fu, quindi, una revisione globale del programma ventennale degli investimenti.

6 In un serrato dibattito, e vi posso garantire che la cosa non è stata facile, perché indubbiamente qui siamo nella sede del Consiglio Comunale di Rovigo, la città capoluogo della nostra provincia, e voi sapete benissimo quali sono i problemi per mantenere in equilibrio anche le frazioni che il Comune ha, per quanto riguarda gli investimenti.

Quindi, noi abbiamo dovuto fare questo lavoro sul 52 Comuni, quindi Comune per Comune, realtà per realtà, e frazione per frazione, all'interno del Comune e abbiamo dovuto tentare di riequilibrare e distribuire in modo equo e condiviso gli investimenti.

Siamo riusciti in quest’opera, per il fatto che ne è scaturita una delibera all'unanimità, quindi il fatto che il Piano sia stato approvato all'unanimità, sottende che qualcosa di buono era stato fatto, e questo Piano di investimenti andava quindi a vedere la sua percorribilità, anche perché diventava, da un punto di vista economico, sostenibile con il Piano Finanziario. Parallelamente a questo è venuto avanti anche il discorso della tariffa.

La tariffa che era quella parametrata, che era quella conseguente al Piano. Siamo riusciti, all'interno di questo ragionamento, a prevedere una tariffa parametrata bloccata dal 2006 fino al 2009 compresi, cioè quattro anni. Noi abbiamo avuto, diciamo, la possibilità -visto tutto questo studio, questo lavoro- di creare… Certo che c’è molta confusione qui.

Io mi fermo…

Intervento n. 11
Pagine 6–7
Punto 2

Relazione del Presidente ATO Polesine: affidamento in house il servizio idrico integrato. Relazione del Presidente Polesine Acque: aumento capitale sociale e atti conseguenti

Presidente dell’ATO

Leggi intervento

Abbiamo avuto quindi la possibilità, questo grazie anche alla possibilità del Gestore, nel senso che nel contempo vi è stata anche un'evoluzione all'interno della gestione, dei salti di qualità con l'inserimento anche di metodi di visibilità maggiore di quelli che c'erano precedentemente, e quindi di continua possibilità di aggiornamento del dato, di bloccare per quattro anni la tariffa.

La tariffa fu bloccata… lo studio finì verso giugno del 2006, la tariffa parametrata andò avanti in quel senso, chiaramente le tariffe hanno decorrenza 1º gennaio, noi si ragionò in termini di far decorrere la tariffa dal 1º gennaio del 2006, ancorché deliberando in giugno, e pubblicandola poi in settembre, perché andava pubblicata sul BUR.

Però è una tariffa che, concordando anche con le associazioni dei consumatori, con il Comitato Consultivo, eccetera, che non eccepì mai sul discorso di retroattività o meno, concordando con questo un piano quadriennale tariffario. Il Piano quadriennale tariffario vedeva la tariffa bloccata per tutti e quattro gli anni. Intanto questo ha portato che noi siamo passati dal secondo, terzo posto che eravamo in Italia, per quanto riguardava la tariffa, siamo andati oltre il ventesimo posto.

Questo non è forse molto, però è significativo. Se poi, invece, noi ragioniamo in termini non solo della tariffa, secondo i parametri che fanno nazionalmente, che è quello del consumo di 250 metri cubi per famiglia, noi non abbiamo le famiglie che consumano, perché all'interno di questa scelta fu fatta anche una politica che era legata a premiare i minori consumi. Perché premiare i minori consumi?

Sia perché ritenevamo che, da un punto di vista ambientale, lo spreco dell'acqua andava, diciamo, ridotto il più possibile, sia perché i minori consumi sono quelli effettuati dalle famiglie più bisognose, i pensionati, eccetera, insomma quelle persone che sicuramente hanno un reddito inferiore, considerando poi che noi abbiamo circa il 60 - 70% di famiglie che sono al di sotto, la media è 2,7, però sono al di sotto dei 3 il nucleo familiare, quindi sono circa 2 il nucleo familiare, si è tentato di articolare poi, nel momento in cui la tariffa parametrata si trasformava in tariffa applicata, di regolamentare in questo senso.

Addirittura si è riusciti all'interno della parametrazione, e poi -diciamo- della distribuzione all'interno dei parametri della tariffa, a tenere bloccata la tariffa fino ai 144 metri cubi -ecco, noi abbiamo una media di consumi che è 150- fino ai 144 metri cubi, la tariffa non aumentò neanche nel 2006, rimase quella del 2004 e del 2005. 7 Quindi, noi abbiamo delle fasce di consumatori, che non sono poche, sono superiori al 50%, che dal 2004 non hanno avuto alcun aumento di tariffa per quanto concerne l'acqua.

Non so se questo sia stato uno sforzo sufficiente, indubbiamente è ciò che si poteva fare in quel momento, tutto è fattibile e tutto è migliorabile. Noi oggi siamo nelle condizioni di dover rivisitare la questione, perché all'interno del Piano, il primo gradino, che non è molto sensibile, però un piccolo gradino c'è, il primo gradino del Piano tariffario nuovo parte nel 2010. Quindi noi, entro il 2009, dovremo andare a rivisitare e rivedere la questione tariffaria.

Però, non è che vada fatto così, sic ed simpliciter, dicendo: “Questo è il possibile aumento, e quindi noi lo applichiamo”. Ci sarà, da parte dell’ATO, e questo è l'obiettivo che ci poniamo, una rivisitazione globale in termini di investimenti, in termini di costi di gestione, per tentare di vedere la possibilità di mantenere, anche per il 2010 ed eventualmente anche, se possibile, per gli anni successivi, il blocco delle tariffe.

Era già un pour parler che era partito con il gestore, il quale aveva dato anche la propria disponibilità a ragionare in questi termini; purtroppo ci sono stati nel contempo degli eventi, diciamo di… non giudiziari, perché non è magistratura, è il TAR, insomma, eccetera, e poi il Consiglio di Stato che ci mettono nelle condizioni di dover fare alcune riflessioni, perché?

Perché la tariffa che era stata calcolata, era stata parametrata in quattro anni, il temporaneo annullamento da parte del TAR e l'incerta posizione presa dal Consiglio di Stato, mettono nelle condizioni di vedere in quegli otto mesi cosa succederà.

E in quegli otto mesi, indubbiamente se le cifre vanno restituite, il gestore, dato che la tariffa va a garantire l'economicità del servizio, il gestore dovrà essere ricompensato, in un modo o nell'altro, di queste mancate entrate, o di queste restituzioni, e quindi, i quattro anni di blocco della tariffa avrebbero dovuto essere tre anni, e quindi con qualcosina in più, insomma! Quindi, c'è tutto da ragionare.

Però, questo non vuol dire portare sicuramente al momento tariffario, vuol dire rimettere tutto sul tavolo, rifare tutti i conteggi, rivalutare tutte le questioni e vedere ciò che è possibile fare. Indubbiamente, come è stata nel passato, sarà anche nel futuro, l'obiettivo sarà quello comunque di tutelare il più possibile le fasce più deboli, i consumatori quelli bassi.

Poi, se uno consuma 250, 300, 400, 500 m³, che non sono quelli necessari per la quotidianità, quindi acqua, bene comune, non è ben nel comune all'infinito, è bene comune per soddisfare i propri bisogni umani, non indubbiamente per sprecarla! Cercheremo, appunto, di vedere e tenere anche in questo senso il freno su certi punti, su determinati aumenti, se aumenti si dovranno fare.

Però il tutto sarà comunque fatto in stretta collaborazione con le Amministrazioni Comunali dei 52 Comuni, perché i Piani e le tariffe vengano approvati. Io ho la soddisfazione di poter dire che finora tutti gli atti deliberativi in Consiglio di Amministrazione, atti deliberativi di questa valenza insomma, e in assemblea dei Sindaci, sono stati sempre votati all'unanimità, eccetto un'astensione o due dei Comuni che, diciamo, hanno preso le distanze dal ruolo dell’ATO e dall'unicità del servizio.

Quindi, i motivi non erano nel merito delle delibere, erano motivi pregiudiziali precedenti alle questioni dell'atto deliberativo. Quindi, il fatto che ci sia stata sempre unanimità, vuol dire che quanto meno, al di là degli errori ed alla perfettibilità degli atti che si possono mettere anche in atto, vuol dire che c'è stato consenso e c'è stata partecipazione. Quindi, questa è un po' alla filosofia che ci ha ispirati.

Se vogliamo poi entrare nei numeri, io purtroppo, essendo stato bloccato in strada (quando ho preso la cartella in ufficio ho preso la cartella sbagliata, qualche numero forse spero di ricordarmelo comunque a memoria), se avete dei numeri più precisi, eventualmente faccio un salto in ufficio e vado a prendere l'altra cartella giusta, insomma. Io vi ringrazio.

Intervento n. 50
Pagine 32–33
Punto 2

Relazione del Presidente ATO Polesine: affidamento in house il servizio idrico integrato. Relazione del Presidente Polesine Acque: aumento capitale sociale e atti conseguenti

Presidente dell’ATO

Leggi intervento

Io ho maggiori ragioni adesso di ringraziare ancora l'iniziativa, per l'iniziativa intrapresa, perché dagli interventi ho percepito molto un aspetto: che la conoscenza della normativa e la conoscenza delle problematiche, messe insieme, faciliterebbero sicuramente una migliore interpretazione, e quanto meno farebbero superare delle incomprensioni.

Molte cose derivano, appunto, anche da questa non conoscenza, che non è una responsabilità individuale, è purtroppo una presenza di leggi machiavelliche, farraginose, che si sovrappongono l'una all'altra, e che l’un l’altra a volte si contraddicono anche! E allora si usa il buon senso, e non sempre il buon senso viene condiviso. Perché indubbiamente il buon senso è frutto di un 33 ragionamento, è frutto anche poi anche di un'espressione di maggioranza a volte, in alcune scelte.

Io ripeto che nel Consiglio di Amministrazione abbiamo sempre ragionato all'unanimità, però poi, invece, si mettono anche in moto dei meccanismi, cittadini che si sentono, diciamo, non del tutto soddisfatti, che ricorrono. E, di fronte a questo labirinto di leggi, a volte possono prendere ragione, a volte possono prendere torto. Purtroppo dopo, venendo nei ragionamenti, ci accorgiamo quali sono i danni che si verificano.

Questa mattina ho sentito parlare del discorso delle famiglie numerose. Cioè, di tentare di articolare una tariffa che tenga conto non del consumo, ma del consumo in funzione anche del numero di abitanti, il numero di... lo stato di famiglia insomma, componenti della famiglia. Grazie, Masin!

Guardate, per il momento le leggi vigenti non permettono che la tariffa venga articolata in questo modo. Ci sono alcune difficoltà di carattere anche procedurale perché, nel momento in cui i componenti diventano un atto dinamico e sappiamo che specialmente all'interno di parecchi utenti che noi abbiamo in Polesine, che non sono cittadini italiani, c'è una certa dinamicità! Quindi non è facile riuscire ad articolare in modo legittimo una tariffa che sia legata ai componenti del nucleo familiare.

Bisogna vedere cosa fare. Allora, siccome le percentuali di queste persone, perché se andassimo a guardare chi va oltre ai tre componenti del nucleo familiare in Polesine, quant'è, il 60%? Beh, i 6 sono circa lo zero e qualcosa per cento del Polesine.

Ecco, sono circa lo zero e qualcosa per cento del Polesine. Allora, l’ATO segue le leggi legate alla tariffa parametrata, al calcolo parametrato della tariffa, segue la legge poi nella sua articolazione, non può fare interventi di carattere assistenziale. Cioè, io mi rendo conto del bisogno di queste famiglie, ma il bisogno di queste famiglie… Masin, allora… Qua possiamo discutercela finché vogliamo: ci sono delle normative, i nostri tecnici ci spiegano anche come vanno applicate.

Vorremmo anche noi che la cosa fosse fatta in modo diverso, dobbiamo studiare delle forme, insieme agli enti locali, che magari stabiliscano… (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 51
Pagina 33
Punto 2

Relazione del Presidente ATO Polesine: affidamento in house il servizio idrico integrato. Relazione del Presidente Polesine Acque: aumento capitale sociale e atti conseguenti

Presidente dell’ATO

Leggi intervento

Perché, scusatemi, guardate che ciò che togliamo ad una persona, dobbiamo dare ad un'altra, e sto parlando di soldi!

Intervento n. 53
Pagine 33–34
Punto 2

Relazione del Presidente ATO Polesine: affidamento in house il servizio idrico integrato. Relazione del Presidente Polesine Acque: aumento capitale sociale e atti conseguenti

Presidente dell’ATO

Leggi intervento

Sì, io vado avanti. Sto spiegando. La tariffa, il metodo di calcolo della tariffa parte dai costi.

Una volta stabiliti i costi, una volta stabiliti i costi si guardano i metri cubi consumati e, una volta guardati i metri cubi consumati, si fa una divisione e c'è la tariffa media ponderata. Nel momento in cui c'è la tariffa media ponderata, quando vado ad articolare, se agevolo una fascia, non in funzione del consumo che è una prassi, ma in funzione del numero dei componenti del nucleo famigliare, vado a caricare dei costi diversi ad altre persone. Ciò che risparmia una famiglia, viene caricato su altre famiglie.

Quindi, corriamo il rischio che poi qualcuno ricorra anche su questa posizione, e ricorrendo anche su questa posizione, poi corriamo il rischio che ancora una volta venga rimesso in discussione tutto! Abbiamo sposato, considerando l'esiguo numero, e quindi la possibilità dell'intervento da parte degli enti locali d’intervenire realtà per realtà, abbiamo sposato la causa del minor consumo, quindi della fascia di consumo e non un'altra causa.

Ma non perché questa sia una scelta che pregiudica o a priori condanna l'altra, perché si deve comunque sposare una causa! Questa è stata fatta, è stata fatta da tutte le ATO di Italia. 34 Io posso capire che c'è anche l'altro problema, l'altro problema lo si affronta, lo si affronterà quando avremo risolto altri problemi che si sono creati in itinere, e vedremo se la legge ci permetterà di poter fare anche nell'altro modo.

Però è ovvio che l'ente locale ha poteri di un certo tipo, l'ATO ha poteri di un altro tipo. Il discorso del lavaggio delle verdure è un discorso collegato tranquillamente al mondo dell'agricoltura, e qui c'è la legge che prevede, prevede per esempio che la tariffa media non può essere superiore alla tariffa… per esempio per i bovini non può essere superiore alla tariffa media, cioè, ci sono dei blocchi di legge. Ci sono dei blocchi di legge.

Sono cose diverse, ognuno ha la propria valutazione. E quindi ci sono dei blocchi di legge che vanno anche rispettati. Poi la scelta di dire… guardate che ha un impatto di circa € 30.000 - € 40.000 in un anno il problema del lavaggio delle verdure, perché era un atto che serviva semplicemente all'immagine del Polesine per quanto riguardava… Non aveva costi, ecco.

Benissimo! Quindi… Che poi si pensi che i cittadini… ho sentito prima dire che uno che è da solo si può permettere di sprecare l'acqua, i cittadini polesani sono persone perbene, credo che nessuno comunque sprechi l'acqua! E quindi il parametro del consumo credo sia un parametro che guarda tutti ragionamenti seri.

Sul discorso dell'isolamento del Polesine, ecco, non è che noi si sia rinunciato ad un discorso di collegamento alla Pedemontana, diciamo, al servizio del regionale, abbiamo semplicemente concordato, e questo è stato concordato con la Giunta Regionale, che invece di essere a carico della tariffa, invece di essere a carico della tariffa, dovrà essere a carico di Veneto Acque, la quale Veneto Acque recupererà i suoi investimenti sull'acqua che ci fornirà.

Quindi, nel momento in cui i lavori vengono fatti, vengono fatti da colui che gestirà quella rete, quella rete permetterà a lui di godere dell'acqua, i cittadini pagheranno su quell'acqua gli oneri relativi a quegli investimenti, però in quel momento verrà meno il costo relativo alla potabilizzazione e alla produzione di acqua potabile nel nostro territorio.

Quindi, avremo le centrali dismesse, ottenute in standby per quanto riguarda le fonti alternative, quindi come riserva, come emergenza, abbatteremo... si abbatteranno quei costi, e ci saranno invece i costi legati poi agli investimenti. Il fatto precedente, invece, era che quegli investimenti si andavano a sommare ai costi delle centrali di potabilizzazione, quindi i cittadini pagavano due volte, in parole povere! Pagavano una volta per avere il servizio e l'altra per avere un tubo seppellito.

Ecco, in questo senso abbiamo ben guardato, è puntuale e giusta l'osservazione, ma il meccanismo porta ad altre considerazioni. Questo va anche nella logica degli investimenti. Gli investimenti… In Polesine noi abbiamo una situazione particolare, credo che anche Bedendo prima abbia descritto un po', essendo nel Consiglio…

Intervento n. 55
Pagine 34–35
Punto 2

Relazione del Presidente ATO Polesine: affidamento in house il servizio idrico integrato. Relazione del Presidente Polesine Acque: aumento capitale sociale e atti conseguenti

Presidente dell’ATO

Leggi intervento

Io capisco che la gente vuole avere ragione a tutti i costi, però ci vuole anche il rispetto della ragione degli altri. Scusate! Allora, per gli investimenti, noi viviamo una situazione sperequata.

E’ stato descritto prima qual è la situazione, noi abbiamo centinaia, decine e centinaia di chilometri di rete, abbiamo... mi sono scritto i dati, ad un certo punto sono un po' disorganico perché… abbiamo 113 depuratori, 540 punti di isolamento, 11 impianti di potabilizzazione per 260.000 gli abitanti. Vi rendete conto la sperequazione che c'è? Perché queste cose vanno gestite.

Ci sono milioni di euro all'anno per l'energia elettrica. Quindi noi non siamo in condizioni di avere gli stessi costi che può avere anche un’altra ATO che trova l'acqua, deve frenarla. Noi dobbiamo pomparla, gli altri la devono frenare perché viene fuori dalla fontana, la convoglia e quella è già potabile.

Noi dobbiamo 35 fare tutto il resto. Dobbiamo d’estate rincorrere l'acqua dov'è e superare il cuneo salino; d'inverno dobbiamo potabilizzarla tirandole via tutta la torbidità, che è maggiore perché l’acqua è torrentizia, specialmente nell’Adige. Quindi abbiamo dei costi, indotti dalla peculiarità del nostro territorio, che sono sicuramente maggiori.

Non sarebbe male che la fiscalità nazionale riperequasse questa situazione e contribuisse, specialmente negli investimenti, ad evitare che gli investimenti vadano a carico dell'utenza. Questo è un ragionamento politico che va al di là di tutte poi le diatribe che ci possono essere, delle interpretazioni che ci possono essere.

Quindi noi dobbiamo svolgere la nostra battaglia perché questo avvenga, più che star qui magari a combattere sulla legittimità o meno, e poi vedremo, non sempre si prende ragione e non sempre si prende torto, e questo è il peggiore dei casi! Perché se si prendesse torto si sa come comportarsi, se si prendesse ragione altrettanto, quando si prende metà torto e metà ragione non si sa cosa fare! Per quanto riguarda il discorso dei ricorsi, ecco sono stati 1178, non sono un'infinità.

Purtroppo molti di questi 1178 hanno fatto ricorso, ma contro se stessi. Perché, guardate che tutti coloro che godono del servizio e per dinamica delle tariffe, che non hanno da pagare la fognatura, si troveranno applicata la tariffa precedente che vede un aumento del costo dell'acqua. Perché, nell’articolazione nuova tariffaria, poiché la fognatura non può essere articolata, va bene, costo servizio fognatura diviso in metri cubi, punto e basta.

A tutti è così! Costo depurazione diviso in metri cubi, punto e basta. A tutti è così!

Siccome non può essere articolata, per poter evitare l'aumento -e questo lo ritengo un merito, non una leggerezza- per poter evitare l'aumento a certi utenti, è stato abbassato, da quella che era la tariffa precedente sull'acqua, il parametro dell'acqua. Tutti coloro che non hanno il servizio di fognatura, si ritroveranno ad avere l'acqua maggiore, perché si passerà da 0,34 a 0,49 al metro cubo, nella tariffa agevolata sino a 108 m³.

Quindi, quelli retroattivi che hanno fatto ricorso e che sono in quella situazione, e sono circa 11.000 utenti mi pare, non sono pochi, sono circa 11.000 utenti, si ritroveranno in questa condizione. Quindi dei 1100 eccetera, vediamo chi ci guadagna e chi ci rimette.

Per quanto riguarda il discorso della retroattività, il principio lo condividiamo, noi siamo anche del parere, e ne abbiamo già parlato con il gestore, vedremo in che forma può essere fatta, che non c'è bisogno di chiedere al cittadino che faccia richiesta di rimborso. Se la delibera verrà… se la sentenza andrà in giudicato in modo definitivo, il parere dell’ATO unanime è quello che a tutti i cittadini verrà automaticamente fatto il rimborso. Qui, non ci sono discriminazioni di nessun tipo.

Quindi, purtroppo anche automaticamente verrà fatto il carico, il ricarico a coloro che ne hanno avuto un vantaggio, insomma, purtroppo! Però questo verrà fatto automaticamente. Quindi, nel momento in cui avremo la certezza del diritto, questo sarà fatto in modo automatico.

Indubbiamente questo modo automatico porterà cosa?

Porterà una conseguenza logica, perché il TAR, nella sua deliberazione, anche se poi non si vuole, ci dice… perché il ricorso era basato sia sul merito della tariffa, sia sulla retroattività: “Per quanto riguarda il merito, or bene, ad avviso di questo Collegio -queste sono parole del TAR- dal preambolo…(parole incomprensibili) si possono ricavare elementi idonei nel loro complesso a fornire una giustificazione sufficiente delle tariffe approvate secondo i parametri indicati”.

A questi, l'Ambito ha provveduto, dopo un'adeguata ed approfondita analisi della situazione in atto, come si desume dalle circostanze che furono presentate all'Assemblea due distinte ipotesi tariffarie, delle quali poi effettivamente approvata la più favorevole alle fasce di consumo agevolato. In conclusione, il primo motivo di ricorso va respinto, mentre il terzo e il quarto, quelli vanno accolti. Quindi, il TAR dice che la tariffa… (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 56
Pagine 35–36
Punto 2

Relazione del Presidente ATO Polesine: affidamento in house il servizio idrico integrato. Relazione del Presidente Polesine Acque: aumento capitale sociale e atti conseguenti

Presidente dell’ATO

Leggi intervento

36 Guarda, non ti permetto sai di dire che io sto dicendo delle stronzate! No, non ti permetto! Perché queste sono carte scritte!

Carte scritte. Ecco!

Intervento n. 58
Pagina 36
Punto 2

Relazione del Presidente ATO Polesine: affidamento in house il servizio idrico integrato. Relazione del Presidente Polesine Acque: aumento capitale sociale e atti conseguenti

Presidente dell’ATO

Leggi intervento

Perché tu hai detto una verità?

Intervento n. 60
Pagina 36
Punto 2

Relazione del Presidente ATO Polesine: affidamento in house il servizio idrico integrato. Relazione del Presidente Polesine Acque: aumento capitale sociale e atti conseguenti

Presidente dell’ATO

Leggi intervento

Io chiedo scusa, ma dire il contrario di quello che ha detto Masin è reato!

Intervento n. 62
Pagine 36–38
Punto 2

Relazione del Presidente ATO Polesine: affidamento in house il servizio idrico integrato. Relazione del Presidente Polesine Acque: aumento capitale sociale e atti conseguenti

Presidente dell’ATO

Leggi intervento

Va bene. Allora, queste sono comunque cose del TAR, eh! Scritte.

Il discorso della retroattività, quindi, va affrontato in questa logica, è stato detto dal TAR che le tariffe… e quindi il calcolo è corretto. Siccome le tariffe sono state calcolate in base ai metri cubi dei quattro anni di tariffa bloccata, venendo meno, per effetto della sentenza, vedremo quando sarà definitiva, degli otto mesi, è ovvio che si crea una sperequazione.

Questa sperequazione, visto che esiste anche una legge che dice che il gestore gli va garantita l'economicità del servizio per legge, perché il gestore ha sì monopolio, ma ha un mercato ridotto, nel senso che non è che può prendere un camion e andare a vendere acqua dove vuole, deve venderla lì, in quella rete, e quindi ha monopolio di fornitura ma anche servizio ridotto. Il servizio ridotto, quindi, è legato anche ai metri cubi consumati, e quindi c'è la riperimetrazione.

Va garantita l'economicità e va garantita tramite la tariffa. Se la tariffa per un periodo viene disapplicata, indubbiamente il gestore avrà diritto di essere ricompensato. Il ricompensarlo vuol dire fare ne più e nemmeno che ricalibrare sugli anni successivi il recupero di queste cifre.

Io vi dico come stanno le cose in base alla legge. Poi io posso pensare che l'acqua è cara. I motivi dell'acqua cara poi possiamo fare un'altra riunione, discuterli e vedere quali possano essere eventuali responsabilità.

Quindi, c'è questo ragionamento. Sulla responsabilità del passato, ma diciamo che se ci riferiamo alle responsabilità del piano 2003, credo che siano state superate, noi siamo entrati in carica nel 2005, 22 - 23 dicembre 2004, ci possiamo prendere le responsabilità dei nuovi Piani, di ciò che è stato fatto; non ci possiamo prendere la responsabilità del passato. Diciamo che il passato ci ha messo in condizioni abbastanza difficili per poter fare dei ragionamenti per il futuro.

Quindi, noi eravamo in condizioni di dovere recuperare alcune evoluzioni… alcune situazioni, e andare avanti. Quindi su questo facciamoci dei ragionamenti, ma guardiamo i tempi e le cose, chi le ha fatte. Si dice che a Rovigo vi è l'acqua più cara del Veneto.

Anche questo non corrisponde a verità! Perché se noi dovessimo ragionare di fare il calcolo sull'acqua in base a 250 m³ di consumo, questo corrisponderebbe al vero. Però se noi lo facciamo in base ai reali consumi i nostri: 150, avendo favorito le fasce più deboli, e quindi diciamo che fino a 150 le fasce sono tutte alte, il nostro costo è più basso di molte realtà degli altri ATO del Veneto.

Non di tutte, ci sono alcune realtà dove l'acqua loro la vendono a meno di quello che a noi costa fuori dalla Centrale di potabilizzazione, perché 37 loro ce l'hanno già pronta. Però, non corrisponde al vero che noi siamo i più alti del Veneto! C'è il problema, appunto, di vedere il perché è più alta.

Il perché è più alta è la conseguenza logica di come è fatto il nostro territorio, di tutti i depuratori che abbiamo. E fare in modo diverso non è che sia facile, perché portare per 20 km la fognatura, vuol dire nei 20 km, ogni 2 o 3 mila metri fare una pompa di sollevamento, che alla fine le 10 o 15 pompe di sollevamento hanno pressoché il costo di gestione che potrebbe avere un piccolo depuratore, insomma, ecco.

Quindi, stiamo attenti nei ragionamenti di fare poi dei calcoli parametrati giusti, che si sorreggano poi nelle nostre scelte, correndo il rischio poi di predicare una cosa e poi magari di vedere che è più vantaggioso farne un'altra.

Quindi, se noi siamo riusciti in quattro anni a riparare i danni del passato, per quanto riguarda determinate situazioni, se si è riusciti a bloccare una tariffa, e non siamo più fra i più alti d'Italia, io voglio capire dov'è il vulnus, cioè possiamo fare meglio, dobbiamo continuare a fare meglio. Per quanto riguarda il discorso del servizio idrico sfera pubblica, è perfettamente condivisa questa opinione. È condivisa all'unanimità dall'Assemblea dei Sindaci, è condivisa dall’ATO.

Anche perché in Polesine -al di là di tutti i discorsi- diciamo nell'ATO, abbiamo due realtà che sfuggivano alla situazione ATO: una è Cavarzere, era Cavarzere, una è Adria. Cavarzere è entrata nel’ATO anche per quanto riguarda il servizio idrico integrato. Ha avuto un abbattimento dei costi medio di circa il 10%, a detta degli amministratori e a detta della cittadinanza, ed era privato, adesso è pubblico!

Abbiamo trovato una situazione disastrosa, abbiamo dovuto fare degli interventi perché se da noi è circa il 30% la dispersione, là rasentava il 50%. Adesso ci rimane Adria. Ci auguriamo che si metta in moto un meccanismo virtuoso e si possa anche portare in mano pubblica Adria, in modo di garantire anche ai cittadini di Adria un servizio che costerà dal 15 al 20% in meno, e che avrà la dignità di un servizio pubblico come in tutto il resto del Polesine.

Quindi, a maggior ragione -visti i due esempi di privato che abbiamo in Polesine, è sostenibile la tesi del servizio pubblico. Una volta dicevano i nostri nonni -e chiudo con questo- che è meglio un tristo accordo che un'ottima sentenza! Allora qual è la situazione oggi?

Noi abbiamo una tariffa che purtroppo al vulnus ha la negatività della retroattività. Il metodo di calcolo della tariffa -vi è stato spiegato prima anche da Bedendo- è quello che dovrebbe tener conto dei costi di gestione del gestore e di tutti i dati. Voi sapete benissimo che il gestore liquida il bilancio consuntivo entro giugno.

Se il gestore liquida il bilancio consuntivo entro giugno dell'anno precedente, i dati ufficiali a noi vengono forniti in quel momento, un attimo di verifiche, un attimo di elaborazione e noi non possiamo fare una tariffa in base al 2005, già in dicembre del 2005! Riusciamo a fare una tariffa, per avere i dati certi, luglio 2006, però luglio 2006 in base ai costi fino al 31 dicembre 2005, quindi in teoria poi con decorrenza gennaio 2006. Così fanno tutte le ATO!

Perché se voi andate a guardare anche due mesi fa, è stato un mese fa, sono state pubblicate sul BUR del Veneto due tariffe di due ATO con decorrenza 1º gennaio. Eravamo in marzo, aprile e la decorrenza è il 1º gennaio. Quindi non conta che ci sia in giugno, luglio, però vale il discorso della decorrenza.

Siamo d'accordo, ripeto, che non è giusta la retroattività, ma è indotta dai meccanismi. L'unico metodo sarebbe quello di ragionare in termini di ipotetico bilancio consuntivo, evitando un rischio di sbagliare in difetto, perché poi si deve dare al gestore il recupero, e fare delle tariffe proiettate in questo. Perché dico questo?

Perché siamo sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti. Sapete qual è il rischio che può correre l’ATO in questo momento? E’ quello di non aver applicato delle tariffe sufficientemente alte, e di avere danneggiato quindi l'Erario.

Questo è il rischio che ci è stato ventilato. Io dico che preferisco essere eventualmente condannato perché ho tenuto la tariffa più bassa, piuttosto che essere condannato perché ho tenuto la tariffa più alta. Ma con la tariffa più alta non verrei condannato, con la tariffa più bassa sì.

38 Quindi, ecco, stiamoci attenti che c'è questo equilibrio da mantenere. Sulla certezza del diritto, allora c'è stata questa sentenza del TAR, questa sentenza del TAR è una notizia che siete i primi a conoscere, perché è di due o tre giorni fa, oramai l'ultima deliberazione, l'ultima ordinanza del Consiglio di Stato erano due sentenze, una su alcuni ricorrenti, e come controparte sempre noi, l'altra su altri ricorrenti e come controparte sempre noi.

Allora una Sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto ci fosse fumus e danno, ed ha annullato e ha sospeso con ordinanza la delibera, la sentenza del TAR in attesa di entrare nel merito. A cinque giorni di distanza un'altra Sezione del TAR, del Consiglio di Stato, ha detto l'esatto contrario. Le due sentenze le ho qui!

Non sono chiacchiere! Quindi, una dà ragione, ipotizza che ci sia fumus, l'altra non ipotizza che ci sia fumus. Come ci dobbiamo comportare?

Se prendiamo la prima sentenza, dovremmo fare in un certo modo, ignorare la sentenza del TAR e attendere sine die; se prendiamo la seconda sentenza dovremmo prenderla, seconda ordinanza, dovremmo renderla esecutiva, con indubbiamente il rischio che poi qualcuno ci eccepisca o in un caso o nell'altro. Ecco perché dico che è meglio un triste accordo.

Perché se noi, invece di dibattere su queste questioni, avessimo capito il significato della retroattività, ma non in termini di… punitivi, ma in termini di un conteggio economico, e avessimo accettato questo, senza cavalcare la situazione, oggi saremmo qui a ragionare non sulla retroattività, ma sul fatto di potere ancora mantenere bloccata la tariffa anche per il 2010, perché si erano creati i presupposti. Qui saremmo a ragionare su questo e non lo possiamo fare in questo momento, perché?

Perché dobbiamo ancora attendere e sapere cosa succederà. E sapete quando lo sapremo? Circa fra due anni.

Possiamo noi rimanere paralizzati sull'incertezza per due anni, quando c'è bisogno di fare delle scelte programmatiche sicure? Questo è il problema poi dei meccanismi dei ricorsi e dei non ricorsi! Dato per scontato e certificato che comunque la tariffa è stata calcolata in base a dei parametri certi, e in base a una cosa equa come tariffa, sulla retroattività condivido la non correttezza procedurale!

Ma era indotta da elementi che fanno tutti. Va bene, si eviterà per il futuro, si useranno altri metodi prudenziali. Questo è il problema.

Quindi, in base a questo noi dobbiamo ragionare. Dovremmo riarticolare il nostro piano, dovremmo riarticolare la nostra tariffa, dovremmo decidere se tener conto dell'una o dell'altra sentenza, assumendoci, purtroppo come amministratori, la conseguenza, perché comunque noi sbaglieremo, perché uno dice una cosa e l'altro dice l'esatto contrario! Qualsiasi scelta, in mezzo non ce n'è una, qualsiasi scelta sarà per noi sbagliata.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.