“Mozione emendata.
È notizia di questi giorni - era stata scritta il 26 di ottobre - che è in corso di valutazione da parte dell’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, un provvedimento richiesto dall’Europa, volto ad istituire una zona marina protetta, sito di importanza comunitaria e zona a protezione speciale, avente un’estensione di circa 300 chilometri quadrati, compresa la zona costiera davanti al delta del Po, in cui sarà vietata la pesca entro le 12 miglia dalla costa, contro le attuali 6.
Il provvedimento interessa, oltre che il nostro Polesine, anche le coste di Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, in attuazione di una Direttiva risalente al 1992, senza tener conto dei mutamenti intervenuti da allora ad oggi e delle attività economiche sorte nel frattempo. Non vorremmo, però, che tale intento mettesse sul lastrico intere famiglie, per poi magari accorgersi, a distanza di qualche anno, della inefficacia del provvedimento e dell’ottenimento di effetti diversi e contrari da quelli sperati.
La Legge 394/91, che regola a livello nazionale le aree marine protette, pone vincoli su attività quali, per citarne alcune, la cattura e la raccolta e il danneggiamento delle specie animali e vegetali, nonché l’asportazione di minerali e di reperti archeologici, lo svolgimento di attività pubblicitarie, l’introduzione di armi, esplosivi e altro mezzo distruttivo di cattura, la navigazione a motore.
Su molti di questi vincoli credo che non tutti siano d’accordo, ma alcuni possono creare seri problemi per la pesca, anche se esperti del settore dicono che l’attuazione concreta di un SIC, sito di importanza comunitaria, e di una ZPS, zona a protezione speciale, può essere realizzata con flessibilità, nel rispetto delle attività economiche esistenti.
L’istituzione dell’area protetta, tuttavia, se attuata nei termini proposti, potrebbe infliggere un colpo mortale alla pesca e all’acquacoltura, attività molto importanti per le marinerie di Pila, Boccasette e Porto Tolle, e per tutto il Polesine, e persino per l’economia nazionale, che va, invece, salvaguardata e tutelata.
Il Gruppo Consiliare di Obiettivo Rovigo non può rimanere insensibile alla questione, ritenendo che il Comune di Rovigo, quale capoluogo di Provincia, debba far sentire la propria voce a tutela dei pescatori di Pila, Boccasette e Porto Levante e dell’economia del Polesine, Pagina 58 di 63 affinché il progetto abbia un’attuazione rispettosa delle esigenze degli imprenditori della pesca.
Riteniamo che la tutela ambientale proposta debba essere attuata con modalità che tengano in considerazione l’assoluta necessità di non danneggiare il settore della pesca; azione che la Regione Veneto, attraverso l’assessore Corazzari sta attuando, in modo da garantire sia la continuità nel tempo di tale attività, sia la tutela di un ambiente che consenta al nostro territorio di avere anche sbocchi lavorativi in attività economiche legate al turismo.
In conclusione, analizzando il problema da diverse angolazioni, sottolineiamo la necessità di individuare soluzioni per rispondere a diverse esigenze: da un lato, tutelare l’importanza economica della zona collegata al sostentamento degli addetti al settore della pesca e delle loro famiglie, senza trascurare l’aspetto della tradizione culturale; dall’altro, la sempre maggiore importanza della conservazione delle specie marine protette, migratorie e stanziali, quali tartarughe marine e delfini, insieme alla necessaria tutela dell’ambiente.
Troppo spesso, invece, l’Unione Europea ha adottato provvedimenti, purtroppo accettati supinamente dai precedenti Governi, che hanno avuto il solo risultato di danneggiare il settore agricolo e manifatturiero italiano; si pensi alle quote latte e, per venire a tempi più recenti, all’importazione di olio tunisino, la cui qualità non è pure lontanamente paragonabile a quello italiano, senza che ne sia certificata la provenienza, in modo da rendere consapevole il consumatore di ciò che acquista.
La stessa cosa potrebbe accadere se il provvedimento sulle zone marine protette fosse introdotto in modo rigido, perché è di tutta evidenza che la minore disponibilità di pesce fresco, inevitabile conseguenza del divieto di pesca, comporterebbe l’aumento di importazione di pesce proveniente dall’estero.
Ciò considerato, il Gruppo Consiliare Obiettivo Rovigo presenta questa mozione, che sia approvata e impegni il Sindaco e la Giunta affinché il Comune di Rovigo, quale capoluogo di Provincia, unitamente alla Provincia e alla Regione, con tutte le Amministrazioni Comunali del Polesine - a tal proposito rammentiamo la netta presa di posizione dell’assessore regionale Corazzari, dei Sindaci di Porto Tolle e Polesella, dell’Assessore alla Pesca del Comune di Porto Viro, ci sono stati poi, successivamente, altri interventi - si faccia promotore e guida di un’azione politica e amministrativa presso il Governo, da svolgere in sinergia con le altre Regioni interessate, volte ad affermare che, se l’iniziativa fosse adottata nei termini annunciati, costituirebbe un danno economico irreversibile per la nostra terra, già duramente provata dalla crisi economica.
Siamo consapevoli della necessità di salvaguardare l’ambiente marino in una zona importante dal punto di vista ambientale, come le coste davanti al delta del Po. Ma la realizzazione di tale nobile intento non può e non deve essere portata a compimento a discapito di un intero comparto imprenditoriale e, quindi, su tutta l’economia polesana, ma in armonia con esso.
Ancora una volta, il Gruppo Consiliare di Obiettivo Rovigo, a prescindere dalle appartenenze politiche, invita gli altri Consiglieri a sottoscrivere e a votare la presente mozione a tutela del territorio Polesano. Non possiamo restare indifferenti e silenti di fronte ad un problema così grave”. Grazie.