Relazione del Presidente di ATER Rovigo, Aldo Guarnieri...” Pag. 58 2
Direttore ATER Rovigo
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Non di questa, dai Comuni e dal territorio.
Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.
Come indicati nelle fonti acquisite.
Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.
Direttore ATER Rovigo
Non di questa, dai Comuni e dal territorio.
Direttore ATER Rovigo
Da quando ci sono loro, cioè dal febbraio 2011, siamo arrivati quasi a 400 alloggi ad adesso; poi per Rovigo in particolare ce ne sono altri credo 40 entro l’anno e altri 30 in primavera prossima. Parliamo di alloggi sfitti, quelli vuoti da sistemare. Questo non è merito di nessuno.
E’ il fatto che abbiamo un piano straordinario, quello strategico, che ci consente di fare qualche intervento anche se Rovigo, sono sincero, non ce se lo merita, nel senso che a conti fatti...
Direttore ATER Rovigo
No no no, non solo Rovigo, però è anche vero che se l’ATER e tutte le ATER venete, ma non solo, in tutta Italia, realizzano patrimonio pubblico, che è patrimonio sociale, è assurdo applicare tassazioni come edilizia privata a chi di edilizia incassa 10 euro al mese molto spesso, cioè 30 centesimi al giorno. Questo secondo me, per chi paga un affitto normale, non è un’offesa e neanche uno scandalo, ma è una cosa che fa pensare.
Quindi se si riesce a fare di più, si dà risposta maggiore; se i Comuni continuano purtroppo ad avere l’esigenza di incassare e lo pretendono anche da Enti come i nostri, purtroppo ci troviamo in difficoltà perché il patrimonio va a ramengo. Noi sono cinque anni che siamo ogni anno in disavanzo, cioè perdiamo soldi. Siamo costretti a vendere, incassiamo sempre meno; la morosità aumenta perché purtroppo la gente è sempre più in difficoltà, e nessuno ci aiuta in quel senso lì.
Ciò nonostante, giustamente come dicevamo, noi abbiamo sempre cercato di mantenere un turnover di 100 alloggi circa all’anno, per far sì che quelli che sono in situazioni anche di emergenza abitativa soprattutto possono avere risposta. Certo è che se per esempio, faccio un esempio, il Comune di Rovigo in questi cinque anni non avesse applicato l’IMU o la TASI che ha applicato, avrei 1.400.000 euro da spendere.
Direttore ATER Rovigo
Grazie. Il discorso del trenino che ha accennato il Presidente prima su quelle lettere inviate al Comune, era la questione legata al, chiamiamolo miglioramento urbano della parte di Via Gramsci che era all’interno del contratto di Quartiere. C’è un’ultima lettera che ho fatto io, credo l’anno scorso, magari basta quella per capire dietro cosa c'è: credo siano richiamate 12 o 13 lettere fatte ancora prima, quindi quello era esattamente il punto del motivo per cui ha fatto questo riferimento.
Sulla questione invece Via Bramante sarò velocissimo. Validazione: un progetto va validato e la validazione è un atto amministrativo obbligatorio, previsto dal Codice dei Contratti, su un progetto esecutivo.
Laddove una variante viene fatta e non va ad incidere su nessuno degli atti amministrativi, la validazione non è indispensabile, perché anche se tu cambi, come è successo, completamente la fondazione perché l’hanno spostato da un lotto a un altro, la validazione intesa in quel senso non era assolutamente necessaria; primo, perché il progetto non è cambiato tranne la fondazione; secondo, perché comunque c'era già stato da parte di questa ditta, che adesso scopro - sinceramente non lo sapevo - aveva qualche problema anche lei della Valcom famosa di Potenza; il terzo punto è perché l’intero progetto non è stato modificato, quindi non c'era necessità di farlo.
Per quanto riguarda invece il ruolo del RUP e del Direttore, invito, visto che le informazioni ho paura che, chi le dà le informazioni, non conosca bene come funziona, noi siamo un Ente Pubblico economico; abbiamo uno Statuto, abbiamo un Regolamento; il Direttore in particolare ha dei ruoli diversi da quelli che può avere un Ferlin tanto per dire all’interno della P.A.; noi non siamo P.A., e la invito a sentire tutti i Direttori delle ATER venete, tutti sono RUP di quello che fanno.
Quindi il dubbio di pensare che un RUP non può essere Direttore, lo cancelli, non esiste da nessuna parte. Non ricordo esattamente gli altri punti che ha detto.... (Voce incomprensibile dall’Aula)
Direttore ATER Rovigo
Neanche nella P.A., perché è un ruolo che uno può assumere tranquillamente.
Direttore ATER Rovigo
No no no no.
Direttore ATER Rovigo
Sì sì, come vuole. Non so adesso cos’altro, non mi ricordo sinceramente. (Voce incomprensibile dall’Aula)
Direttore ATER Rovigo
Va bene d'accordo, lascio la parola.
Direttore A.T.E.R. Rovigo
Non ricordo bene la domanda che aveva fatto Masin prima. Lei parlava del piano vendita, quello già approvato che stiamo già attuando, non tanto quello straordinario, perché sono due cose...
Comunque ad oggi noi abbiamo un piano ordinario che è stato approvato, che prevede la vendita sia di alloggi locati, sia di alloggi sfitti; quelli sfitti con asta pubblica, quelli locati invece con criteri che sono dettati dalla normativa di una legge regionale del 2002, e cioè con lo “sconto” del valore di mercato, naturalmente valore con una perizia anche asseverata da chi deve asseverarla, proposta a chi vi abita.
A dire la verità su 250 (adesso vado a memoria) utenti, ai quale era stato chiesto la disponibilità all’acquisto, credo che non siamo arrivati neanche al 5%-6%, perché ne abbiamo avute di domande circa 15 su 250.
Ciò significa due cose: la prima, che comunque per quanto si voglia “svendere” il patrimonio pubblico, c'è un’utenza che ha grossissime difficoltà all’acquisto; la seconda, perché comunque il fatto dei canoni molto bassi, derivanti dall’applicazione di questa legge, che purtroppo dal ‘96 è ancora in vigore, rende in qualche maniere non appetibile l’acquisto anche di 30-40.000 euro, dico una cifra, perché quello è il target, del valore di un immobile, a gente che paga 9 o 19 euro al mese, tenuto conto anche che queste sono quelle che hanno la fascia di protezione, quelle quindi che hanno il reddito più basso, che sono il 35% del patrimonio che ho.
Per quanto riguarda quelli invece su cui puntavo anch'io di vendere, perché siamo in difficoltà, e lo capite bene, quelli che sono sfitti, anche lì non abbiamo avuto risposta, perché su 23 che abbiamo proposto di acquisto al mercato, due aste abbiamo fatto, ne abbiamo venduti cinque, e qualcuno adesso ancora con trattativa privata riusciremo a vendere. Perché?
Perché, come dicevamo questa mattina nell’incontro che abbiamo fatto in Provincia, che c'era anche l’Assessore, parliamo di un patrimonio pubblico che solitamente si trova in condizioni e in ambienti come quartiere abbastanza Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 09 Maggio 2012 82 degradanti, dove l’appetibilità per un futuro acquirente, che sia un impresario, che sia un privato, è difficile trovarlo, se non gente magari che o per affetto, o perché ci tiene, o perché abita della nella zona, dice “vabbè, vale la candela, lo acquisto”.
Due considerazioni velocissime: quelli che noi abbiamo messo in vendita e che abbiamo chiesto alla Regione di utilizzare la Legge 29, sono tutti alloggi individuati - e questo l’ho preteso io dai miei uffici - in situazioni di fabbricati dove la proprietà dell’A.T.E.R. oggi è di 1-2 alloggi al massimo. Cosa significa?
Che cerchiamo di togliere dalla situazione di gestione dell’A.T.E.R. tutte quelle situazioni che mi costano un patrimonio (scusate se lo dico due volte), perché qualsiasi intervento a livello condominiale io comunque devo partecipare. Quelli sfitti in quelle condizioni, non solo pago la quota condominiale, ma pago anche l’IMU, molto più di quella che pago per un affittato, perché non ci sono i 200 euro di sconto.
Ci sono situazioni paradossali, che non so perché la Regione non lo capisca, dove purtroppo noi siamo martoriati da queste decisioni, che ci portano veramente nella strada della disgregazione delle A.T.E.R.. Ecco perché abbiamo proposto - e spero venga approvata - una norma, un testo unico che guarda sia la riorganizzazione delle A.T.E.R., sia la legge sui canoni, e quella anche che decide poi l'assegnazione.
Sugli altri alloggi, cioè quelli del piano straordinario, anche qui c'è da discutere, perché i 2.600 alloggi, giustamente, che abbiamo detto che potevano essere venduti su richiesta della Regione e su legge regionale, che ce l’ha imposto, sono alloggi che abbiamo mandato in Regione per l’approvazione, e sono tutti alloggi però che riguardano fabbricati. Cosa può succedere?
Quello che è successo nel ‘93 con l'altra legge: da un lato c'è una sorta di svendita, anche qui maggiore di quella della 29, perché gli sconti partono dal 25% fino l 45%, per cui uno in fascia A, che ha un reddito bassissimo, dovrebbe avere uno sconto quasi del 50% su un immobile che di fatto già ne vale poco.
Ma pensiamo a quello che può succedere, e cioè se oggi io cerco di liberarmi di patrimonio che è misto, perché mi sta creando anche problemi, con questa legge probabilmente, se saremo obbligati a chiedere a tutti la disponibilità di acquisto, e qualcuno vuol comperare, mi rimetterò di nuovo in condizioni di avere patrimonio misto, e misto intendo venduto a privati e rimasto all’A.T.E.R..
Quindi è una politica questa che, da un lato loro dicono “la rivalorizzazione delle A.T.E.R. e del patrimonio”, ma la valorizzazione del patrimonio non so se riesco a farla, se per fare un alloggio nuovo, o recuperarne uno vecchio, ne devo vendere quattro, perché questo oggi è il target.
Diverso è se, supponiamo sia vero, ma speriamo anche che abbia un buon esito, il testo unico viene approvato, questi canoni vengono modificati, quello che abbiamo fatto come proiezione a livello regionale è dell’ordine del 40%, anche 50% di aumento teorico delle entrate per canoni, però questo significa anche aumento della morosità. E’ indiscutibile, perché credo che questo sicuramente avverrà.
Dobbiamo però conviverci perché, come diceva il Presidente, oggi la Regione vede le A.T.E.R. come organizzazioni o aziende che hanno ancora bilanci tutto sommato positivi, che hanno ruolo istituzionale fondamentale, e che devono sopravvivere.
Dopo che le decisioni cambino rispetto a quello che abbiamo proposto, lo vedremo, però se quello è l’orientamento, dobbiamo arrangiarci con le nostre forze, cioè dobbiamo cercare di diversificare il nostro ruolo, vedere non solo l'edilizia pubblica sovvenzionata, come citavamo prima, quella fondamentale, ma cercare di allargare invece quella forbice a quell’utenza che da un lato non può accedere all’edilizia pubblica, ma non può neanche comprarsi la casa privatamente, e quindi accedere con canoni calmierati ad edilizia che mi dia un reddito - quindi un canone - che mi faccia sopravvivere.
Comunque per la vendita spero di avere un po’ fatto il quadro. Aveva bisogno di qualcos’altro? Penso non ci sia altro.
Grazie.