Grazie, Presidente.
Ho ritenuto opportuno fare questa proposta al Consiglio comunale e alla sua Amministrazione della città capoluogo in quanto vicino ai servizi di maggior livello, quello dell’ospedale nostro, può intanto dare l’esempio, dare l’inizio alla possibilità di realizzare questo progetto, che quindi è sperimentale, non è molto diffuso, in alcune parti c’è, in Europa c’è moltissimo, la possibilità di poter fornire a domicilio ai pazienti gravi, in assistenza domiciliare integrata, in assistenza e cure palliative, che sono terminali, pochi mesi di vita o di patologie molto rilevanti, che richiedono emoderivati e sangue, portare a casa questo servizio, che è molto delicato e complesso, ha delle responsabilità, fa fatto secondo i canoni della buona pratica clinica.
A fronte della realtà dove questi pazienti gravi devono essere raccolti dall’autoambulanza, prenotare, prendere l’ambulanza, portare questo ammalato grave nell’ambito trasfusionale, stare là due, tre ore, poi riprenderlo, portarlo a casa con i familiari al seguito, che devono essere prodotti.
Allora questo costo morale, fisico e sociale di queste patologie che richiedono questo tipo di medicina curativa, e dico che è una soluzione di grande livello morale, oltre che etico venire incontro ai bisogni di questi pazienti, portando a domicilio delle cure che è possibile fare perché lo fanno in casi singoli, qualche volta, se c’è la buona volontà, si fa.
Questa proposta vuole solo citare, tramite la nostra Amministrazione, la direzione generale di questa A.S.L. perché studi la fattibilità e l’organizzazione, realizzata sul campo, per step diversi, non in tutta la Provincia, ma perché è una cosa nuova quindi bisogna vedere come funziona, ma cominciare perché è una proposta, e sarebbe anche una soluzione di grande livello etico e di buona pratica clinica, fatta sul territorio, che vede sempre più pazienti, che accettano di morire a casa, grazie alla possibilità di portare le cure a domicilio perché possibilmente vogliamo invertire la situazione che bisogna tutti morire in ospedale.
Nei tempi di oggi non è possibile, se si può organizzare a casa, una assistenza adeguata.
Allora, premesso che la popolazione anziana e con pluri patologie nel Polesine, leggo il testo della mozione, ha un tasso di incidenza molto elevato, di anziani e di pluri patologie, determinando altresì la perdita dell’autonomia e necessità assistenziali elevate al proprio domicilio, o ricorrendo più spesso al pronto soccorso, considerato che esistono servizi domiciliari assistenziali programmati dai medici di famiglia e anche progetti più complessi di assistenza domiciliare integrata dal medico di famiglia e altri specialisti che vanno a domicilio su nostra richiesta, preso atto che i pazienti gravi, la cui patologia richieda trasfusioni di sangue ed emoderivati, non possono beneficiarne al prossimo domicilio, ma sono obbligati ad accedere in ospedale al servizio trasfusionale o essere brevemente anche ricoverati, aumentando di molto il costo di questa prestazione, comportando quindi organizzazione delle trasferte del malato in ambulanza da prenotare, carico oneroso e gravoso di accompagnamento da parte dei familiari, in tutte le stagioni, bello e brutto tempo che sia, anche a clima sfavorevole, con notevoli disagi dei pazienti.
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 30 Novembre 2017 Tenuto conto che la A.S.L.
5 Polesana non ha ancora organizzato un servizio trasfusionale domiciliare, oggi tecnicamente possibile ma ritenuto troppo oneroso dalla Dirigenza amministrativa per ora, per una incomprensibile politica di contenimento economico che genera qualche perplessità a fronte dell’importanza straordinaria di tali terapie somministrate a domicilio e che altre A.S.L. del Veneto hanno attuato con grande sollievo dei pazienti e dei familiari.
È noto che tale servizio è atteso da tempo e genera tanta speranza per la sua realizzazione, a sollievo delle famiglie, di una categoria di ammalati tanto fragile che mal sopporta i disagi dei numerosi trasferimenti, a volte di una, due volte alla settimana da casa all’ospedale e viceversa. Tutto ciò premesso, il Consiglio comunale fa appello al Sindaco di Rovigo e alla sua Giunta perché si impegnino a sollecitare la dirigenza dell’A.S.L.
5 Polesana a porre in essere l’attivazione di un servizio adeguato, domiciliare e trasfusionale quanto prima, a sollievo dei malati che necessitano di tali terapie salvavita e a conforto delle famiglie che li assistono faticosamente. Tale azione sarebbe meritoria sia per motivi morali, assistenziali, di qualità, sia per dare lustro alla bontà dei servizi sanitari, sempre all’avanguardia, che il sistema sanitario veneto vanta di offrire. Grazie per l’attenzione.