21 Io non voglio nascondermi dietro un dito e richiamare tutti all’ordine del giorno, perché è evidente che l’argomento principale che ci impegnerà da qui alla fine di ottobre è e sarà la questione che è legata a Polesine Servizi, però io richiamo tutti noi al dovere che abbiamo di rendere utile il nostro lavoro.
Io ho trovato abbastanza contraddittorio l’intervento del consigliere Bedendo, il quale, preoccupato come tutti della salvaguardia dell’azienda Polesine Servizi che svolge un servizio essenziale per la comunità, ritiene che sia doveroso che il servizio rimanga a gestione interamente pubblica e poi nella sua esposizione arriva a dire “Io non voto la delibera di assestamento di bilancio”; a me pare di aver capito così, poi mi smentirà, a me pare che Bedendo - tant’è che mi fa cenno di sì - ha detto “Io non la voto la delibera”.
Allora io ho trovato contraddittorio il ragionamento che faceva Bedendo perché delle due l’una: o facciamo di tutto, troviamo le forme per salvare la Polesine Servizi, ovvero decidiamo subito… In quanto membro del consiglio di amministrazione dell’ATO e in quanto Consigliere comunale già lei può rivolgersi al magistrato per la consegna dei libri contabili e quindi il Tribunale farà una verifica se questa azienda è o no in grado di continuare la sua attività.
Io credo che nelle intenzioni di Bedendo non ci sia questo, così come non c’è - io credo - nelle intenzioni di nessuno dei presenti la volontà di portare la Polesine Servizi al fallimento; mi pare di cogliere che c’è la preoccupazione da parte di tutto il Consiglio per trovare le condizioni perché la Polesine Servizi continui la sua attività.
Per fare questo c’è una strada e la strada ce la indica il revisore dei conti, la strada ce la indica anche un po’ il buonsenso e ce la indica anche la sentenza della Corte dei Conti delle Marche che fa pagare le ricapitalizzazioni al Consiglio comunale perché ha dimostrato di non essere stato attento e oculato analizzatore di quello che si andava a decidere.
Allora io credo che noi abbiamo un dovere, il dovere principale è quello di trovare oggi le risorse per un’eventuale soluzione del problema della Polesine Acque domani. Oggi le risorse, come bene ci ha detto Albertino Stocco, sono la somma di due accantonamenti, uno già fatto e uno che faremo, e questo ci metterà nelle condizioni di aver fatto il massimo dello sforzo possibile per mettere a disposizione capitali.
Questo sappiamo già oggi che non sarà sufficiente, sappiamo che non sarà sufficiente né come capitale né come deliberazione. Avremo bisogno di una deliberazione, avremo bisogno di capire quale sarà il futuro di Polesine Servizi: fa parte della pratica del buonsenso, fa parte della pratica della gestione familiare quella di capire perché devo fare una spesa e questa spesa la faccio perché ritengo che quello che vado a investire mi sarà utile.
Solo chi è poco accorto fa degli investimenti e delle spese senza rendersi conto di dove vanno a finire questi soldi, a meno che uno non ne abbia tantissimi ma credo che non sia il caso del Comune di Rovigo. E allora io vi prego di ritornare all’argomento: noi abbiamo un dovere, il dovere è quello di fare il massimo sforzo possibile per ricondurre a gestione amministrativa la Polesine Servizi, questo è il dovere che abbiamo noi.
E’ altrettanto vero che abbiamo anche il dovere di avere la garanzia che quei soldi che andremo a investire su Polesine Servizi saranno soldi spesi bene, e per fare questo siamo in attesa che il presidente di Polesine Servizi e quant’altri ci mettano a disposizione il piano industriale. Questo piano industriale, oggi non c’è e solo Dio sa quello che sarà domani; oggi questo piano industriale non c’è.
Io ho preso visione anche da ieri sera di una relazione che accompagna il bilancio fino al 31 agosto di quest’anno, che tutto è fuori che un piano industriale, mi pare che sia più una relazione che accompagna il bilancio, che giustifica come sono state impegnate le risorse: non è il piano industriale, non è quanto noi abbiamo bisogno per deliberare con assoluta tranquillità e certezza, poi assumendoci ognuno le responsabilità che la carica impone.
Sta di fatto però che oggi non siamo in grado di dare nessun mandato a nessuno, questo mi pare che sia chiaro. Però un dato è sicuramente chiaro, certo: noi dobbiamo fare il massimo sforzo possibile. Oggi questo massimo sforzo possibile è quello di indicare alla Giunta e far sì che l’accantonamento possa avere questa destinazione, ma questa destinazione non è determinata oggi.
Io voglio che sia ben chiaro a tutti: oggi noi facciamo una deliberazione di accantonamento, facciamo salvadanaio, un salvadanaio che romperemo nel momento in cui ci avranno convinto che il piano industriale della Polesine Servizi è un piano industriale credibile, che tirerà fuori l’azienda dalle acque stagne o dalla melma in cui è impantanata e quel piano industriale sarà accompagnato anche da una relazione che ci indica le cause per le quali 22 sono in questa situazione.
Da questo punto di vista mi pare di cogliere tra l’altro la disponibilità di molti a fare questa operazione, aggiungere un fondo a un fondo già precostituito per destinarlo a questa operazione. Questa operazione però non la decidiamo oggi, oggi facciamo dell’altro. Grazie.