Persona · attività documentata

Paolo Zanini

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
4
Sedute con interventi
2
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Rappresentante Sindacale FIOM CGILOsservato il 15 giugno 20102 osservazioni documentali
Segreteria CGIL/FLPOsservato il 8 novembre 20161 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

8 novembre 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 16
Pagine 7–9

Consiglio Comunale del 2016-11-08

Segreteria CGIL/FLP

Leggi intervento

Qui siamo davanti a una vicenda che ormai data quattro anni. Esattamente più o meno di questi tempi arrivava la relazione del Ministero dell’Economia e Finanza che era intervenuto tra settembre e ottobre. Quindi parliamo di una cosa che bene o male è a conoscenza di tutti i soggetti e di tutti gli attori ormai da parecchio tempo.

Dico questo perché può sembrare un po’ irrituale e un po’ anomalo trovarsi davanti ad un Consiglio Comunale, che è chiamato a discutere di tutte altre questioni, trovarsi lavoratori presenti con un’intenzione chiara, che è quella di rivendicare alcune cose che noi chiamiamo diritti, chiamiamo la possibilità di avere riconosciuto oggi una parte di retribuzione, che è la retribuzione contributiva, perché è di questo che parliamo. Dico questo perché?

Perché nelle ultime vicende abbiamo ancora presente che, sia per quanto riguarda la parte deputata a venire a contrattare in sede di delegazione trattante, ma anche poi nella discussione fatta quando è intervenuto l’Assessore, non abbiamo percepito una chiarezza per decidere oggi, ripeto dopo quattro anni che stiamo vivendo questa vicenda incresciosa, abbiamo capito che non ci è ancora ben chiaro in testa su quello che si vuol fare.

Quindi da qua nasce oggi questa iniziativa, che è quella di dire basta, non ne possiamo più. E’ impensabile che noi restiamo impantanati ancora per chissà quanto tempo. E’ arrivato il momento delle decisioni, è arrivato il momento dell’assunzione di responsabilità, perché io capisco che il tema è complicato e difficile, ma insomma, alle spalle abbiamo avuto tempo per pensare, per mettere in piedi delle azioni.

Si diceva prima: alcune realtà, anche Comuni capoluogo di questa rilevanza e anche maggiore, hanno trovato soluzione a questi problemi. La questione di cui si diceva prima dei piani di razionalizzazione, eccetera, delle vie d’uscita, complicate, certo strette, però erano a nostro disposizione, e io dico potrebbero essere a nostra disposizione. Che cosa è che è mancato a mio avviso, ed è qui la sollecitazione anche di ordine politico?

E’ mancato un ruolo politico di direzione, perché ad un certo punto non è che i Dirigenti sono liberi professionisti. I Dirigenti devono rispondere e, quando vengono ai tavoli di trattativa, agiscono sulla base di un mandato che qualcuno gli assegna.

Ed allora, nel momento in cui noi abbiamo delle soluzioni e vediamo che altri Enti adottano delle soluzioni, non capisco perché qualcuno, o perché non si voglia oggi cominciare a dare un indirizzo in quella direzione, nel capire come alcune esperienze sono arrivate a conclusione e se è possibile ripercorrere quel percorso. Dicevo prima di questa cosa della responsabilità.

Io ritengo fondamentale che noi finalmente ce le assumiamo tutte queste responsabilità e, ripeto, a partire dalla Giunta sicuramente, e a partire anche, visto che ci rivolgiamo a tutti i Consiglieri, perché qui ognuno comunque gioca un ruolo dentro a questa Amministrazione per arrivare in tempi brevi, questo è l’obiettivo, a fare quell’atto che ormai da tempo il Ministero, ma non solo il Ministero, sta attendendo.

Non è più il momento del tergiversare perché noi pensiamo semplicemente questo: l’obiettivo, pensate, è quello di portare a far sì che questo diventi un Comune normale.

Questa è la pretesa, la grande pretesa che hanno i lavoratori dipendenti oggi, cioè diventare un Comune normale, un Comune in cui, se si fa un’attività di progettazione, si pensa a come erogare, perché qui parliamo di servizi, non è che parliamo solamente di soldi o di altro, parliamo del come vogliamo erogare i servizi, qual è il livello, l’efficienza, la qualità; cose di cui raramente si discute. Noi siamo davanti ad un sistema invece che produce carta, produce addirittura piani di performance.

Ci nutriamo molto spesso di queste parole inglesi, eccetera, poi dietro scopriamo che non c'è nulla: facciamo carta, produciamo valutazioni, e sulle valutazioni, sottolineo poi, la maggior parte delle valutazioni toccano sempre il personale, il personale normale come usiamo chiamarlo noi. Raramente c’è una valutazione invece su quelli che sono i livelli apicali, dirigenziali, eccetera. Le valutazioni, guarda caso...

Guardate, diciamo queste cose perché deve partire anche una modalità diversa. A casa mia si parte sempre dai vertici se vogliamo intervenire per cambiare.

Io non ho nulla contro i Dirigenti, eccetera, non è questo il tema, però dobbiamo capire che da lì si parte, e c'è qualcosa oggi che non funziona, perché un sistema in cui io faccio le pulci a tutti i dipendenti e ai lavoratori che stanno magari dalla categoria C ai livelli intermedi, dove si accede con il diploma in giù, eccetera, più vado in alto e meno questo sistema lo vedo, poi se andiamo a vedere nell’ispezione del MEF c'è molta parte che riguarda anche, come diceva anche Stefano, che riguarda i Dirigenti, che riguarda il Segretario Generale, eccetera, sulle imperfezioni, le chiamo così, nella gestione delle risorse.

Per cui bisogna cominciare veramente ad invertire la rotta e bisogna pensare che qui, o rimettiamo in piedi un sistema normale, in cui buttiamo a mare questa cosa del fare carta, carta, per fare che cosa? Facciamo valutazioni e ancora facciamo le cosiddette pagelle e pagelline che alla fine che cosa producono? Producono miglioramento di servizi?

No. Producono un risultato perché incentivano i lavoratori a lavorare? No, anzi in questi anni noi stiamo disincentivando i lavoratori, e guardato solo da questa questione noi dovremmo capire che oggi bisogna assolutamente intervenire e intervenire rapidamente.

E bisogna fare che cosa? Bisogna smetterla con questa idea. Io tra l’altro sono tornato recentemente ad occuparmi di lavoro pubblico, e francamente ho l’impressione che siamo davanti all’impazzimento, nel senso che io avverto quasi una volontà nell’escludere i lavoratori, e quindi anche i rappresentanti, dalle discussioni rispetto a quello che si vuole fare.

Qui c'è la pretesa che in pochissimi, e che ci sia un ruolo dirigenziale che escluda la possibilità della partecipazione nelle scelte.

Guardate, realtà come queste non vanno da nessuna parte se non c'è la capacità di coinvolgere i lavoratori tutti i giorni sulle questioni e su quello che si deve fare, e quindi bisogna riaprire , bisogna tornare a pensare che il ruolo delle organizzazione sindacali è un ruolo decisivo, perché in quel momento non si parla con dei soggetti, non si parla con me, non si parla con Malagugini o con altri. Si parla con i lavoratori, e senza il consenso non andiamo da nessuna parte.

Guardate, noi registriamo anche un clima lavorativo che è pessimo. Nelle nostre assemblee i lavoratori ce lo raccontano. Su questo bisogna indagare e capire perché c'è questo disagio e questo malessere.

Bisogna invertire questo processo e, ripeto, questa cosa passa necessariamente attraverso il coinvolgimento.

Trovo insopportabile e anche arrogante direi l’atteggiamento, come c'è stato in questi giorni, di qualche Dirigente che pretende di decidere sulla vita delle persone, e quindi ad assumere decisioni che coinvolgano cambiamenti sui carichi di lavoro, sull’organizzazione del lavoro, ma anche sul salario e sulla retribuzione delle persone, e dire “Questo è un atto di gestione e io non rispondo al sindacato rispetto alle mie scelte”. Non ci sta questa cosa.

Se questa è la volontà, guardate che andiamo a sbattere ancora, e il rischio è che veramente poi la questione esploda. Quando si parla di organizzazione con dei riflessi forti sulla vita delle persone, sui carichi, sull’organizzazione del lavoro, e soprattutto anche sulle retribuzioni, è necessario che ci sia un coinvolgimento nella discussione. Questo è imprescindibile.

Io questa cosa la rivolgo al Segretario e ai Dirigenti, ma anche a chi ha una responsabilità politica che deve cominciare a spiegare che senza la partecipazione non andiamo da nessuna parte. Quindi questa è la volontà che noi esprimiamo.

Quindi noi abbiamo bisogno in tempi celeri che finalmente si adotti un atto deliberativo, chiaramente per parte nostra diciamo che deve essere un atto deliberativo che abbia il minor impatto possibile rispetto a quelle che sono poi le ricadute sui lavoratori, fermo restando, lo dico da subito, che anche fosse l’atto meno impattante, quello che chiede meno ai lavoratori, ricordo sempre che comunque i diritti soggettivi poi chiunque potrà rivendicarli nelle opportune sedi, quindi non è che ci sia altra pezza.

Qui alla fine qualcuno dovrà rispondere, ed è impensabile che proprio quei lavoratori, quegli ultimi, eccetera, siano anche quelli paradossalmente che magari dovranno pagare anche di tasca propria. Su questa vicenda, lo dico in maniera molto chiara, tentiamo di trovare una soluzione.

Dopodiché è chiaro che rimane fermo il diritto soggettivo da parte dei lavoratori, e io temo che ormai ci siamo talmente ingarbugliati che veramente questa vicenda rischia di essere una vicenda che comunque lascerà sul campo, non so, non voglio parlare di morti, ma molti feriti temo. Per questo dico: se siamo ancora in tempo, proviamo a capire se c'è qualcosa da fare. Ripeto, partiamo dalle esperienze di chi bene o male ne è uscito, e sono parecchi i Comuni che ne sono usciti.

Proviamo a far tesoro di quelle esperienze e vediamo se finalmente riusciamo a venirne fuori.

Intervento n. 24
Pagina 12

Consiglio Comunale del 2016-11-08

Segreteria CGIL/FLP

Leggi intervento

Pochi secondi. Siccome in genere alla risposta uno dice se è soddisfatto o meno, devo dire che assolutamente non mi ritengo soddisfatto, ma credo che generalmente non si sia risposto ai quesiti che abbiamo posto. La risposta è la medesima che abbiamo avuto recentemente al tavolo, e siamo ancora al “più presto possibile”; siamo ancora al fatto che la responsabilità non è qui dentro ma è a Roma e la scarichiamo sul Sotto Segretario Zanetti.

Tra l’altro è chiaro che se noi andiamo da chi è stato non dico attore, ma ha condiviso una riforma che è stata piena, intrisa di livore contro il lavoratore e il lavoro pubblico, è chiaro che andiamo anche in pasto probabilmente al leone. Ma al di là di questo, che rischia da portarci da un’altra parte, dico solamente questo. Si dice “abbiamo fatto”, eccetera.

Non basta. Perché? Questo Comune ha dimostrato che quando vuole sui temi che gli interessano è in grado di andare a livello nazionale,europeo e mondiale.

Bene. Vi chiediamo lo stesso impegno, vi chiediamo lo stesso impegno. E allora dico al Sindaco: prenditi una qualche decina di catene, inchioda il Comune, chiudilo, e dici “Non sono in grado di far funzionare il Comune”, perché siamo davanti a un sistema impazzito in cui non si riesce ormai più a definire nulla, siamo davanti a un sistema, quello delle risorse decentrate, che è un sistema folle, su cui bisogna assolutamente intervenire.

Qui ce ne è per questi tutti. Io invito a far presente a livello nazionale che bisogna finalmente superare un sistema in cui guardate, per costituire solo un fondo e dire quante sono le risorse da destinare, ci sono decine di pagine che l'ufficio deve mettere in piedi perché sembra che dobbiamo mandare un razzo sulla luna. Questo sistema va preso e buttato a mare, e bisogna assolutamente ritrovare un sistema più decente.

Ripeto, i problemi non sono solamente all’esterno. C’è bisogno oggi di fare quell’atto forte che, ripeto, noi abbiamo dimostrato di saper fare. Noi oggi chiediamo a questa Amministrazione di fare un atto altrettanto forte come si è dimostrato di essere in grado di fare.

15 giugno 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 151
Pagine 47–50
Punto 2

Situazione Grimeca Spa con la partecipazione delle OOSS di categoria

Rappresentante Sindacale FIOM/CGIL

Leggi intervento

Sì, io intendo, a nome anche dei lavoratori, innanzitutto ringraziare particolarmente il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale per… al di là della loro presenza pressoché quotidiana al presidio, per aver voluto e per averci chiesto di essere presenti in questa discussione oggi, ma anche per l'aiuto che c’è stato dato, proprio per poter superare alcuni problemi che sono sorti rispetto all'insediamento del presidio.

E l’avere caparbiamente voluto arrivare in fondo al parco che quel simbolo, quel segnale della fabbrica fosse posto proprio nella piazza centrale del Comune. Io do per acquisito che chi fa politica e si occupa, quindi, del territorio e della vita delle persone del territorio, conosca le questioni che attraversano Grimeca. Io dico un po' in titoli e poi vi dico quello che, a mio avviso, quello che possiamo aspettarci da questo Consiglio Comunale.

Allora, le questioni sono essenzialmente di questo tipo: c'è la questione degli stipendi -questa è la questione credo più conosciuta- una forte difficoltà nell'assicurare le scadenze previste per il pagamento degli stipendi. E questo, vi assicuro, è un esercizio piuttosto complicato!

Solo chi l'ha provato probabilmente riesce a capire cosa significa vivere l'incertezza dell'avere o non avere, del riuscire a pagare magari alcune scadenze o del doverle procrastinare, o addirittura di dover 47 rivolgersi alle banche per avere dei finanziamenti per poter far fronte a quelle scadenze, che vuol dire sommare ulteriori debiti rispetto a quelli che tu hai già maturato. Poi c'è questa questione del finanziamento.

Voi sapete, questa azienda intende attuare un piano di ristrutturazione di organizzazione e per fare questo ha bisogno di € 35 milioni. Voi sapete questa, oramai, guardate, io la chiamo commedia, che si protrae per più di… da più di un anno oramai, sono tempi assolutamente insostenibili anche per chi è abituato ad agire nel mondo bancario o finanziario.

Guardiamo un'azienda che è immersa dentro, che ha una crisi che non parte da adesso, è una crisi molto profonda, che ormai vanta più di otto anni, otto - nove anni di difficoltà. Qui si sono sommate ultimamente anche quelle che sono le crisi generali particolarmente del settore manifatturiero, e in particolar modo anche di questo settore. Quindi una crisi di prodotto, una crisi di mercato.

E poi abbiamo questa cosa del Piano Industriale che, insomma, presenta un problema, nel senso che siamo davanti ad un Piano Industriale che prevede comunque un taglio di più di 400 posti di lavoro. Questo complessivamente è un Piano di rilancio dell'Azienda che è collegato, appunto, a quel tipo finanziamento.

Io credo che, per quanto riguarda almeno gli ultimi due aspetti, non sia una questione su cui questo Consiglio Comunale possa intervenire, e sarà particolarmente importante, rispetto alle prospettive delle scelte strategiche di questa azienda, l'incontro che andremo fare a Roma, invece. Che dopo il primo incontro che è stato un po', diciamo, il primo approccio, dovrebbe cominciare ad individuare e a vedere se ci sono le risposte, rispetto ad alcuni programmi di carattere nazionale sul settore, od altro, insomma.

Quindi crediamo che là quella sia la sede deputata ad affrontare queste questioni.

E invece noi crediamo che, rispetto alla questione attinente proprio alle emergenze che afferiscono alla vita delle famiglie e delle persone, quindi una questione di stipendi, e anche per quanto riguarda il ruolo politico rispetto al finanziamento, questo possa essere un impegno che riguarda anche, diciamo, gli Enti locali in generale, quindi Comuni e Province, e quindi anche questo Consiglio Comunale, per capire quale può essere il ruolo che può essere esercitato in maniera concreta e anche sul terreno più generale della politica.

Allora uno: il problema che noi abbiamo è che abbiamo, guardate, una serie di lavoratori che, dicevo prima, una cassa integrazione piuttosto prolungata da anni, e quindi abbiamo lavoratori che esercitano questo strano miracolo del campare oramai da molto tempo, una parte, con € 800 al mese. Ecco, io inviterei, qualcuno, molti anche esponenti che ho sentito intervenire su queste questioni, a provare e a sperimentarlo solo qualche mese.

Poi sono convinto che anche la questione dei tempi di intervento, magari qualche accelerazione potrebbero averla in alcuni campi. Questa è la prima questione. All'altro si aggiunge la questione del pagamento degli stipendi.

Noi questo mese rischiamo, se ci va bene, di avere almeno tre settimane di ritardo forse, rispetto al pagamento degli stipendi. Cosa si può fare? Io credo che abbiamo, guardate, abbiamo alcuni lavoratori che sono dispersi nei diversi Comuni del nostro territorio, più di 200 sono anche nel Comune di Rovigo.

Chi non riesce a farlo cosa fa? Si rivolge ai Servizi Sociali. E questo è già... è già una prima questione che guarda la dignità delle persone!

Voi pensate, lavoratori abituati, pur con… insomma, con il loro dignitoso salario, ad arrivare alla fine del mese, trovarsi improvvisamente a dover affrontare questa questione, del doversi abbassare, la mettiamo così, umiliare davanti al fatto dell’ammettere di non essere in grado di mantenere la propria famiglia.

Qua c'è un ruolo che giocano anche i Comuni che è quello di individuare delle risorse per far fronte, logicamente noi parliamo oggi della questione della Grimeca, ma logicamente noi parliamo di quella che è la crisi che sta attraversando anche il nostro territorio. E rispetto al quale genericamente non vediamo quello scatto che sarebbe necessario, non avvertiamo che le risposte siano adeguate alla gravità della crisi, forse perché la maggior parte dei problemi rimane nascosta.

48 E anche in questo territorio si è molto abituati a tentare, cioè a mantenere questi problemi dentro le famiglie e provare ad arrangiarsi. Ecco, su questo vi assicuro che ci sono situazioni anche in questo Comune assolutamente devastanti. E quindi questa è una prima questione.

E l'altra è del pensare ad interventi rispetto alle tariffe, servizi, cioè queste famiglie hanno dei bambini che vanno all'asilo, hanno dei ragazzi che vanno a scuola, pensare a degli interventi strutturali e generali, magari anche svolgendo come Comune, come capoluogo, un ruolo di coordinamento rispetto agli altri Comuni, dove magari è più difficile pensare a queste cose, anche elaborarle, eccetera.

Noi capiamo che ci possa essere per il Comune capoluogo e anche per la Provincia un terreno assolutamente straordinario di coordinamento, che è di capire, almeno di aprire un dibattito politico in questo territorio, in questa provincia, se è possibile fare qualcosa. Appunto, a me piacerebbe sentire che si perde qualche ora per provare a ragionare.

Guardate, so benissimo delle difficoltà economiche, non è che lo discutiamo qua, so benissimo che negli ultimi anni sono intervenuti tagli pesantissimi nei confronti degli Enti locali, che costringono a fare delle scelte.

Si tratta di capire quali sono le priorità, e si tratta, insomma… io ripeto: a me piacerebbe solamente intanto cominciare andare al di là del ragionamento “non ci sono, non ci sono le risorse, del cominciare ad occuparsi, in maniera coordinata…” Io chiedo oggi, che siamo qui davanti al Consiglio Comunale, allora io chiedo a voi prima di tutto, per quanto riguarda il territorio, ma credo in maniera anche il più generale, io credo molto sul fatto che questo Comune, questa Istituzione possa giocare un ruolo anche di coordinamento rispetto al territorio.

E qui, guardate, rispetto al che fare si apre una questione che io in parte ho avvertito nei rumori e nei suoni di questa mattina. C'è una cosa che io vi chiedo in particolar modo, e che è quella… io non chiedo l'unità, insomma, è sempre molto facile buttare lì! Vi chiedo che siate uniti insomma, eccetera.

Una cosa almeno vi chiedo però e chiediamo alla politica Polesana, che è quella di essere capaci di giocare, di giocare un ruolo politico con la P maiuscola, ed evitare che anche… Io ho avuto l'impressione, almeno in una vicenda, la dico in maniera piuttosto pesante, brutale, ma questo è quello che hanno avvertito i lavoratori, e poi decidete voi se la questione interessa o meno, in un certo momento la questione degli stipendi dei lavoratori sia diventata ostaggio di quelli che sono… Io capisco le lotte politiche fatte da maggioranza e minoranza, in un certo momento si è avuta questa sensazione che si sia sacrificata la questione del merito e del lavorare tutti assieme per risolvere quella che è una questione, un’ emergenza nell'assicurare gli stipendi e si sia sacrificata su altri terreni.

Ecco, il richiamo che vi facciamo è del provare a superare queste questioni. Io non guardo al passato, guardo a quello che possiamo fare da oggi a domani, e in particolar modo penso ad una vicenda che ancora è aperta: la questione dell'erogazione del… insomma c'è una possibilità, c'è una possibilità per assicurare gli stipendi, e guardate non è uguale assicurarli oggi o tra 20 giorni forse.

Oggi noi abbiamo inventato, le varie discussioni nei diversi tavoli hanno portato ad inventarsi a trovare le risorse che, attraverso il Consvipo, hanno assicurato per due mesi il pagamento degli stipendi. Oggi noi ci troviamo in una situazione in cui, a fronte di una nostra precisa richiesta, c'è stato un rinvio a dopo l'incontro di Roma. Ecco, questo, guardate, è un problema.

Noi ci aspettiamo risposte un po' più pronte e un po' più tempestive, e risposte in grado di dare delle risposte alle questioni assolutamente terra/terra che noi poniamo. Questo crediamo sia un limite. Crediamo sia un limite.

Noi crediamo sia un limite. Vale a dire… se noi oggi in questo territorio abbiamo una possibilità e c’è un possibile strumento, allora dobbiamo dichiarare apertamente se quella roba lì è possibile, oppure possiamo pensare di individuare altri strumenti. 49 Per i lavoratori, guardate, non è un problema dove e come arrivano.

L'importante però è capire se oggi in questo territorio è possibile, in questa fase, fino a che non c'è un finanziamento, trovare una risposta rispetto alla continuità dell'erogazione salariale. Ecco, io invito a trovare, questa è la questione, a trovare unità rispetto o a quello strumento, oppure di avere la capacità di proporne uno diverso.

Oggi purtroppo quella è l'unica strada concreta che noi abbiamo per dare risposte rispetto alle questioni salariali, e crediamo che su questo sia necessario l'impegno di tutti. Quando io parlavo della politica Polesana, noi crediamo che anche voi, che siete comunque protagonisti di un Ente molto importante, possiate giocare un ruolo, per tentare di favorire questo processo di unificazione e anche di decisione rispetto a queste questioni.

Noi riteniamo sul serio che questa sia la questione decisiva, cioè quella del riuscire a stare dentro a questo terreno, che è la questione dei problemi che ponevamo prima, di centinaia di famiglie che hanno questo problema, del provare a vedere insieme se è possibile quali sono le risposte che in questo territorio riusciamo a dare. Perché poi, insomma, abbiamo una partita aperta a livello regionale e magari anche su questa, rispetto ai collegamenti che poi ci sono, noi crediamo che si possa tentare di agire.

Poi abbiamo altre partite a livelli ministeriali. Però, almeno rispetto quello che succede qui, guardate c'è molta attesa e c'è molta attenzione da parte dei lavoratori.

Poi noi sappiamo che riusciamo a risolvere probabilmente solo le questioni minimali, però vi chiediamo in particolar modo di riuscire a stare dentro a queste questioni, di provare a dare delle risposte, come anche all'ultima che è quella dell’appoggiare, sempre sul piano politico, un'idea, che per quanto riguarda noi sindacato oggi è il centro della nostra azione, ed è comunque di puntare alla salvaguardia dei 850 posti di lavoro. Oggi noi siamo davanti ad idee e progetti ancora di natura diversa.

Ecco, noi riteniamo che anche qua ci sia un ruolo politico importante, nel provare assieme, Enti locali e Regione e Ministero, a tentare di capire se è possibile immaginare in questo territorio che rimanga un insediamento con quelle entità occupazionali. Guardate, sarebbe assolutamente grave e sarebbe un disastro sociale sul serio, anche solo che noi immaginassimo che tra 2-3 anni ci fosse un dimezzamento di quella fabbrica. Quindi questa è l'altra questione.

Quindi ripeto: da un lato interventi di natura salariale per le emergenze, per chi non ce la fa a pagare le bollette, chi ha dei servizi od altro. La questione degli stipendi: tentare di dare risposte rispetto a qualunque strumento, che però in tempi rapidi possa consentire di arrivare all’erogazione degli stipendi fino a che non arriva il finanziamento, e provare ad erogarli entro la data prevista.

E poi c'è questa questione del… insieme, dello stringere tutti insieme un abbraccio per provare a sostenere l'idea del mantenimento degli 850 posti di lavoro. Questi noi crediamo siano i tre assi su cui lavorare e riteniamo che, almeno per quanto riguarda per i primi due aspetti, questo Consiglio possa non solo discutere ma anche a provare ad assumere delle decisioni.

Intervento n. 222
Pagine 76–78
Punto 2

Situazione Grimeca Spa con la partecipazione delle OOSS di categoria

Rappresentante Sindacale FIOM CGIL

Leggi intervento

Sì. Siccome qualcuno ha affermato che non era ben chiaro che voleva che fosse meglio precisato quali potevano essere le risposte concrete, io torno ad illustrarle, poi vedete voi quali sono le azioni che ritenete più opportune. Ripeto: c'è un problema che riguarda l'esistenza.

Noi abbiamo lavoratori che nel momento in cui usciamo ci chiedono e ci dicono: “E’ da due mesi che non pago le bollette”. Guardate, cose perfino banali! Allora noi diciamo, ma noi lo diciamo agli Enti locali in generale, ripeto, a partire dai Comuni, dalla Provincia e dalla Regione, poi chi dà le risposte dà le risposte, e vorrei che non si dica che si strumentalizza o meno quando si fanno delle valutazioni nel merito.

E questa è l'azione che come 76 Sindacato noi stiamo facendo. Parlo di Sindacato in generale e dentro ci metto anche la mia Organizzazione sindacale. C'è questa cosa e c’è la questione degli stipendi.

Sentivo questa idea, che è quella di un fondo di rotazione provinciale. Magari! Magari!

Io segnalo che su queste cose il Sindacato da quasi due anni sta battendo per dire… perché la crisi ha questa durata temporale! E se c'è la possibilità di creare e di trovare delle risorse per rispondere alla crisi, per rispondere a queste situazioni, bene! Io segnalo che siamo un po' in ritardo, però va bene!

Siamo persone talmente pratiche che, ripeto, abbiamo la tendenza più a guardare più in avanti che indietro. Poi però questo… io penso che non sia messo in contrapposizione a quello che oggi è possibile fare. Si diceva prima, perché anche questa è non una cosa che qualcuno vuole sollevare, perché i lavoratori stanno chiedendo a noi, lo chiedono al Sindacato!

Ci dicono: “Quando verranno pagati gli stipendi?” Noi avremmo preferito… venerdì c'è stato un incontro con Consvipo, ci eravamo lasciati dicendo: “Lunedì ci sarà un incontro con i Consiglieri Regionali e lì, se ci sarà un patto politico di tutti quegli attori, sarà possibile…” Certo, c'erano degli scogli anche di natura tecnica, ma questo era l'elemento centrale per dare il via a quell'operazione, se c'è un'intesa politica generale che tiene nel territorio, sarà possibile provare a ripetere quella roba lì.

Ecco io segnalo… Insomma, siccome si dice che non abbiamo capito che su quella roba lì che è concreta ed è di merito, evitiamo di utilizzare le parole politica od altro, o strumentalizzazione, su quella roba lì precisa, che è una richiesta dei lavoratori, su quella noi segnaliamo che c'è stato un protrarre i tempi e non andare avanti. Ecco, per chi oggi è sul fallimento familiare, quello è un problema!

Quindi su questo noi vi chiediamo anche di lavorare, per vedere se è possibile ricucire i tempi e fare in modo che gli stipendi, magari, invece di arrivare il 31, l'1, il 2, o il 3, possono arrivare magari il 24, il 25, il 26, e magari di mettere in piedi uno strumento che per uno o due mesi, perché io mi auguro che ‘sto benedetto finanziamento arrivi, possa assicurare la continuità salariale. Questo è il lavoro che in questo territorio noi chiediamo alla politica e non altro.

Disposti a dire che avete fatto bene se si vede l'impegno nel lavorare, e disposti anche a dire che insomma qualche problema c'è, senza per questo essere accusati, ripeto, di fare o non fare chissà cosa. E poi c'è la questione generale, ripeto, del Piano Industriale. Andremo a Roma.

Ma, guardate, da lì non è che noi ci aspettiamo una risposta. Ci sono problemi di carattere almeno nazionale e che poi hanno delle ripercussioni rispetto a questo, che a livello mondiale che sta avvenendo nel settore. Il Ministro, attraverso il dirigente presente, ha assicurato che si sta pensando anche a un'ipotesi di avviare un piano con investimenti, idee, eccetera, per poter capire se in quel settore, il settore dell'alluminio, è possibile tentare di intervenire per lasciare produzioni in Italia od altro.

Guardiamo con molta attenzione! Guardiamo con molta attenzione. Questo è il lavoro complessivo che, come Sindacato, tentiamo di fare.

E, ripeto, per le prime cose lì c’è il lavoro da parte vostra; poi io non so quante risorse il Comune ha a disposizione per mettere… per le situazioni di emergenza od altro. Questo fa parte della vostra discussione, che io spero abbiate già fatto magari. Poi, insomma, questo fa parte del vostro dibattito, e io non sono abituato a infilarmi dentro ai vostri problemi.

Per cui, anche qua io ho apprezzato la verve del Consigliere Piscopo, eccetera, molto… A me piace quando nella politica ci si butta con questo vigore, con questa forza. Mi piace un po' meno quando si accusa qualcun altro di strumentalizzare, o quando si tenta di entrare a piedi uniti dentro al territorio sindacale. Guardate, voi fate del male alla politica, oltre che a tentare di destabilizzare il Sindacato, e lo dico in questa direzione, ma anche con chi si diceva vorrebbe mettere il cappello.

Guardate, il Sindacato non si fa mettere il cappello in testa da nessuno! Non c'è problema! È vero che magari ci possono essere dei tirare la giacca, ma anche stamattina dentro quest'Aula o avvertito questa tendenza.

77 Non ci facciamo mettere il cappello in testa da nessuno, perché noi continueremo sempre a stare al centro e a portare avanti le questioni di merito. Ed è su quello che noi giudichiamo la politica Polesana e non su altro. Quindi, rispetto a quei 2 o 3 temi, su quello noi vi chiediamo di cominciare anche ad assumere decisioni e cominciare a lavorare.

E, ripeto, anche tentando di uscire da quella che è la città e tentare di investire nel territorio nel suo complesso. Io chiudo solamente su una cosa, perché -che non c'entra nulla- e a me dispiace che si infilino questioni di tale forza e di importanza, con cui… di cui mi piacerebbe anche discuterne nel rapporto sindacato/politica, che non c'entrava nulla con il nostro dibattito! Però quando sono tirato in ballo ho il dovere di difendere la mia Organizzazione Sindacale.

Caro Avezzù, la questione dei no: a me piacerebbe che trovassimo uno spazio per discutere. Io vi sfido a discutere serenamente, mettendo le posizioni, non buttando le battute, in fine ad un intervento su questioni così drammatiche come quelle della Grimeca. E io la chiudo in un modo solo: guardate, per quanto riguarda la mia Organizzazione, è l'organizzazione che dice, davanti al tentativo di cancellare l'art.

41 della Costituzione che dice sì a mantenere quell'articolo della Costituzione, che dice che in questo Paese c'è una libera attività economica imprenditoriale, che però non può essere assunta in contrasto con la dignità umana, con il valore della libertà, eccetera, con quello che i nostri padri fondatori costituenti hanno pensato! Noi diciamo sì, siamo Sindacato che dice sì quella roba lì, che mette al centro l'uomo rispetto a quello che è il materialismo, di quella che è l’attività economica. Eh insomma!

E trovo francamente una grave retromarcia rispetto a chi, dei valori cristiani, ha sempre messo al centro l'uomo. Scusate, ma questo era dovuto, perché veramente non è pensabile che in un luogo come questo, quando… si buttino battute come queste. Ripeto: io vorrei che di queste cose ne discutessimo in un'altra sede, da un'altra parte.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.