Presidente, il mio intervento è ovviamente in replica ai profili tecnici che sono stati toccati nel corso di questa discussione. Ho un ordine sistematico, nel senso che seguirò l'ordine degli interventi. Interviene il Sindaco e il mio non è un tono polemico.
Quando io dico “non sentirsi gradita ospite perché non si ritiene che questo intervento non sia pertinente, perciò inopportuno”, era un segno mio non di polemica, ribadisco, ma di massimo rispetto per questa casa, che è la casa di tutti, e io sono innanzitutto una cittadina del capoluogo di Rovigo, ho massimo rispetto per le Istituzioni, ho rispetto per i lavori consiliari. Quindi il mio accenno non era evidentemente polemico.
Io ritengo che ci si debba concentrare, nel corso della discussione, alle questioni di pregio, quindi alle questioni pertinenti. Per quello insisto: se discutiamo della gestione aziendale come stiamo discutendo perché sono affidamenti in house, mi preme ribadire quanto ho detto in ordine ai requisiti.
La questione che poneva il Sindaco, anzi il riferimento del Sindaco alle nomine di questo CdA, che risalgono ormai a due anni, mi chiedo perché si continui sinceramente a fare riferimento a quelle nomine se non in occasione della missiva che il signor Sindaco ha inoltrato a luglio 2023, perché quella nomina risale a ben due anni fa; quel parere del Comitato di Controllo Analogo che precede la delibera dell'Assemblea non è mai stata impugnata; questo CdA ha operato legittimamente in virtù di quelle delibere assembleari, sempre massimo rispetto anche per gli Organi istituzionali, e quindi oggi non se ne dovrebbe proprio discutere, se non fosse per l'occasione data dalla missiva del Sindaco che richiede una cosa molto chiara: chiede di nominare un proprio rappresentante all'interno del CdA; in mancanza non si procederà con gli affidamenti in house.
Questa è cosa che conoscete tutti perché l'avete letta nei giornali. Poi diciamo che da ultimo il Sindaco dice “Non sono io che affido”, ma il ragionamento è: è chiaro che gli affidamenti andranno condotti all'interno degli uffici che predisporranno la relativa istruttoria e procederanno in tal senso; dopodiché si passerà alla determina in seno agli Organi del Comune. Sicuramente sono Dirigenti che istruiscono, Dirigenti che ragionano in ordine agli affidamenti.
Questa è altra questione. Si è cercato sin da subito di spostare l'attenzione di questo consesso sulla questione regolamentare. Io vi dico, possiamo anche occuparcene tecnicamente, sono disposta anche a rimanere qui a oltranza per tutte le questioni tecniche al riguardo, ma vi dico la questione Regolamento è questione che il Comune di Rovigo dovrà affrontare debitamente in seno al Comitato di Controllo con gli altri Soci.
Non può discuterne evidentemente in solitaria. La questione che è stata posta con quella missiva è stata poi discussa e dibattuta - lo sento oggi, ma l'ho già sentito nel corso del Consiglio scorso - perché? Perché la missiva interviene in epoca precedente rispetto all'istruttoria degli uffici, e questo evidentemente significa che c'è chi assume l’iniziativa, in questo caso il signor Sindaco, di un atto politico, di un’iniziativa politica senza condividerla e che precede evidentemente l'istruttoria degli uffici.
Veniamo invece all'intervento del Consigliere Saccardin. Il Consigliere Saccardin mi dice “l'auspicio: quando è nata questa Società era quella di vedere istituito un centro servizi per tutti i Comuni”.
Mi sento di rassicurare, e i dipendenti oggi che partecipano a questo Consiglio Comunale lo meritano, di rendere partecipi i Consiglieri di questo apprezzamento: la Società AS2 presta servizi strumentali a favore dei Comuni di questo territorio; le dirò di più, in questi due anni abbiamo avuto, abbiamo visto riconosciuto, apprezzato, il lavoro di qualità competente dei dipendenti di AS2; ci sono infatti Comuni che non avevano mai affidato e che hanno iniziato ad affidare ad AS2.
Quanto alla questione - ringrazio la Dottoressa Cittadin per essere intervenuta - la questione del parere della Dottoressa Cittadin. La Dottoressa Cittadin conclude “Se sussistono i requisiti in house, il parere è favorevole”.
Ora mi preme soffermarmi proprio su questa questione, perché la Dottoressa Cittadin, che ringrazio pubblicamente per il parere puntuale che ha reso, cita a proposito del requisito di cui stiamo discutendo, del Comitato di Controllo Analogo, proprio una decisione del Consiglio di Stato che chiarisce la questione; chiarisce la questione nel senso di dire - non sto a leggerlo perché appesantirei la discussione e non mi pare opportuno - chiarisce appunto che quand’anche un Socio non dovesse condividere in qualche occasione una decisione in seno al Comitato di Controllo, questo non significa che manchi o non funzioni il Controllo Analogo, perché il Controllo Analogo viene esercitato congiuntamente.
Anzi vi dirò di più, in gergo parliamo di controllo analogo frammentato, volendo proprio rappresentare nei fatti questo: frammentato perché può capitare che in quella occasione un Socio non condivida la decisione. Questo non significa che il Comitato di Controllo Analogo non stia funzionando regolarmente. Lo dice il Consiglio di Stato in una decisione che cita, e ringrazio - ribadisco - la Dottoressa Cittadini nelle sue valutazioni.
Questo perché evidentemente gli uffici hanno piena convinzione in ordine alla sussistenza dei requisiti in house, perché questi requisiti in house signori miei li hanno verificati in questi due anni in cui c'è questo CdA più e più volte. Vi farò l'elenco poi velocemente anche degli atti.