Benissimo. Allora è un doppione ma preferisco farlo, perché sulle risposte probabilmente non si entra mai poi nel merito della questione. Stiamo parlando della ciclabile di Grignano, dove sono state poste alcune questioni, noi abbiamo un protocollo d’intesa, firmato a suo tempo tra Comune di Arquà capofila, che a suo tempo chiese un finanziamento per la ciclabile, che a suo tempo si chiamò dei Due Castelli per collegare appunto le torri della città con il Castello di Arquà.
A fronte poi di quel progetto, di quel protocollo d’intesa, fu espletata un’ipotesi di fattibilità; sono passati gli anni, la regione Veneto ha dato via libera, ecco, a questo protocollo d’intesa mettendo anche dei soldi su questo progetto, e su questo progetto ha creduto anche la fondazione della Cassa di Risparmio. Il problema qual è?
Ognuno di noi, Comune di Rovigo, Fondazione, Regione e Comune di Arquà, doveva mettere la sua quota parte per questa ciclabile; sono venuti a mancare… vuoi che lo dica io o lo devi dire tu? Posso andare avanti io o mi dai una mano a ricordare? Tu non c’eri.
Allora il Comune di Arquà non ha la possibilità in questo momento economica per proseguire questo Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 22 Aprile 2013 16 progetto; c’era anche, e dirò di più, anche la disponibilità, per il cassero di sorpasso della Transpolesana, anche la disponibilità ovviamente di Veneto Strade ed eventualmente chi poi doveva prendere in consegna la strada, la Transpolesana, ma sono cose… è una parentesi che apro e chiudo.
La cosa importante è purtroppo che questo progetto non può andare avanti perché i protagonisti in campo sono venuti meno, cioè il momento in cui mi fa anche il capofila non è possibile oggi poter attuare quel progetto. Però non è che se non approviamo quel progetto ci fermiamo con la nostra ipotesi di fattibilità, che è quella di collegare assolutamente la città ad un importante luogo periferico che è Grignano.
Quindi, in virtù di questo estrapoliamo quello che nel protocollo d’intesa era l’ipotesi di fattibilità che parlava di una ciclabile, quindi di utilizzare via Dosso Faiti per arrivare a Grignano, altre ipotesi ci sono state poi in questi anni, c’era l’ipotesi anche di via Forlanini, però è meglio che parliamo… Le ciclabili sono utilizzate soprattutto dai ragazzi, dai giovani e dagli anziani, cioè diciamo quelli dai 25 in su usano la macchina, usano poco la ciclabile, allora dovevamo esattamente… Dobbiamo pensare ad una cosa: quando si fa una ciclabile, la ciclabile deve assolutamente essere percorsa in luogo anche dove ci sono delle abitazioni, un luogo residenziale; la ciclabile di via Forlanini, per quanto mi riguarda, è da mettere un attimo da parte come se con l’ipotesi, ripeto, invece, alla fattibilità di utilizzare via Dosso Faiti, in quanto luogo residenziale, in quanto luogo presidiato e vigilato comunque da abitazioni da parte della residenzialità.
Questo è il primo.
Secondo luogo: l’ipotesi di via Forlanini deve essere completamente fatta, perché dobbiamo lavorare soprattutto su un terreno, dobbiamo lavorare quindi assieme al Consorzio di Bonifica, dobbiamo lavorare sulla fattibilità strutturale di una ciclabile, quindi anche con dei costi importanti; d’altra parte noi andiamo, a parte il cosiddetto sottopasso che, tra le altre domande che ci sono, come viene utilizzato eccetera, stiamo lavorando con il Consorzio di Bonifica e anche con le Ferrovie dello Stato per utilizzare una via diversa diciamo di fuoriuscita delle acque piovane per permettere a quel sottopasso, che certamente non ha i requisiti per un sottopasso ciclopedonale, però… dopo andrò a spiegare anche qual è la nostra intenzione, allora utilizzeremo… l’idea nostra è quella di utilizzare via Dosso Faiti per il semplice fatto che è già una strada strutturata, è già una strada presidiata, è già una strada che ha bisogno di modeste manutenzioni perché possa diventare parzialmente ciclabile e comunque arriveremo, con via Dosso Faiti, arriveremo esattamente dietro al campo sportivo di Grignano.
E quindi diamo una risposta fattibile, perché noi oggi abbiamo a disposizione non più il milione o quello che serve per quella ciclabilità, abbiamo a disposizione oggi, e dobbiamo fare anche presto a prendere in mano la situazione e lo stiamo facendo, abbiamo in mano € 300.000; di questi € 300.000 riteniamo che dovremo farcela o poco più dobbiamo mettere… o più dobbiamo mettere come importo per chiudere quest’opera. Il problema qual è?
È quello di rendere fruibile chiamiamolo quel sottopasso, perché, nel momento in cui abbiamo la possibilità di dare un’alternativa al decorso delle acque piovane, quello può essere utilizzato assolutamente perché è comunque di un’altezza tale che con il ciclopedonale a senso alternato si scende dalla bicicletta, si percorre quel sottopasso e si può andare dall’altra parte.
Non sono certo 10 metri… Sì perché nel momento in cui… cioè io preferisco spendere dei soldi, dare comunque una risposta certa alla gente, piuttosto di dire: faremo, faremo e faremo! Perché se c’era la possibilità di fare quello di via Forlanini, c’erano cinque anni davanti per poterlo fare. Vuol dire che se non si è pensato e non si è fatto, vuol dire che effettivamente o sotto l’aspetto economico o sotto l’aspetto strutturale o sotto l’aspetto politico qualcosa ha fermato la realizzazione.
Allora ritengo che tra un’ipotesi remota e un’ipotesi fattibile ritengo di utilizzare l’ipotesi fattibile, anche se, diciamo, non è la migliore ipotesi. Oggi come oggi è quella che ci permette… anche perché quel piccolo sottopasso lì fino a poco tempo fa, oggi sottomesso qualche ostacolo per evitare di utilizzarlo, ma fino a poco tempo fa veniva utilizzato sia dalle biciclette che dai motorini, è per questo che è stato un po’ messo in maniera tale da non essere più fruito.
Dobbiamo renderlo tale che sia… possa essere usufruito non certo correndo in bicicletta a doppio senso, ma si scende dalla bicicletta, si percorrono quei 10 metri o meno di sottopasso, si sale in Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 22 Aprile 2013 17 bicicletta e si riparte. Non è questo… Ripeto, è la stessa manovra che si fa quando si deve passare la strada con una ciclabile, dove c’è l’attraversamento ciclopedonale e comunque dal codice della strada bisogna scendere dalla bicicletta e attraversare.
Anche se la Menon ride, c’è poco da ridere e anzi da portare rispetto per chi sta parlando, ma non mi meraviglia della sua… della sua gioventù. Eh! Non si ricorda, e va beh insomma, non importa, lei è troppo giovane, per questo concedo e ammetto che possa ridere anche di quello che sto dicendo.
Avesse qualche anno più mi sarei arrabbiato! Ecco, queste sono un po’ le questioni che riguardano la ciclabile, cioè preferiamo questa ipotesi a via Forlanini per quei motivi strutturali ma anche di opportunità, anche come sicurezza della strada stessa, perché tre quarti della pista ciclabile di via Forlanini sarebbe percorsa in mezzo compagna. Va bene?
Poi io ricordo altre… Via Maffei, in via Maffei c’è una domanda… le rispondo così almeno… perché si parla. Noi abbiamo intenzione, caro Frigato, così almeno può sorridere un po’ di più che oggi la vedo un po’ arrabbiato, che abbiamo intenzione di fare anche la pista ciclabile, guarda un po’, nonostante dopo tutti gli anni perché stiamo parlando di cose che -guardo Paolo Avezzù- abbiamo messo in piedi nel 2004/2005/2006 e siamo arrivati al 2013 stiamo parlando di cose che pensavamo fossero archiviate, fatte!
Invece oggi stiamo ancora parlando di come farle, pensa, e chi doveva farle ci interroga per quale motivo non le abbiamo fatte! Sta cambiando il mondo! Ma, a parte questo, noi lo faremo perché?
Perché anche la ciclabile di Grignano, chiedo scusa, di Sarzano abbiamo intenzione di farla perché primo: ci sono i soldi, secondo: abbiamo dei problemi solo di espr… Eh? Ci sono i soldini, ci sono. La questione è sapere se sono sufficienti o no, ma se non sono sufficienti l’impegno del Sindaco è che si prende quello di andare avanti sulle ciclabili della città e quindi il suo Assessore ai Lavori Pubblici farò di tutto perché questo venga attuato.
Per quanto riguarda la ciclabile di Sarzano l’impegno è quello di farla, stiamo verificando percorsi alternativi per evitare il più possibile gli espropri, perché abbiamo il problema di… non è uno solo, abbiamo il problema degli espropri; in un’ipotesi di fattibilità c’era un esproprio importante che avrebbe sicuramente dato dei problemi al Comune, tant’è che se questo non fosse l’avrebbero già fatto.
Allora lo stiamo trovando, in accordo anche con le varie proprietà, alternative a questi percorsi, tra queste c’è una nuova proposta, la stiamo studiando con gli uffici e nei prossimi giorni la relazioneremo e in Consiglio Comunale e anche sulla stampa. Per quanto riguarda via Maffei, le cito così anche perché lo sappiano tutti, visto che ogni tanto qualche Consigliere si va a fare le fotografie in via Maffei, allora quali sono le motivazioni tecniche che impediscono l’apertura di via Maffei?
Noi abbiamo il sottopasso ciclopedonale che va da via Maffei alla Cittadella Sanitaria che è ancora chiuso, in quanto non sono stati reperiti, da parte di Veneto Strade, recepiti, scusate, da parte di Veneto Strade le richieste di sistemazione evidenziate nel verbale di sopralluogo dei tecnici comunali, al fine della presa in carico delle arie e delle nuove realizzazioni, strade, rotatorie, piste ciclabili effettuate da parte di Veneto Strade che si allega.
Quindi, voglio dire, non è stata ancora recepita la documentazione tecnica rispetto alle nostre necessità di poter aprire quel sottopasso. È ovvio che nel momento in cui si va a realizzare la ciclabilità, Via Maffei viene aperta. Ma vi dirò di più: stiamo lavorando anche per un collegamento veloce rispetto alla Cittadella; il problema qual è?
Che con l’ipotesi di apertura e quindi del transito nella Cittadella, siccome arriviamo da dietro e quindi in una zona non presidiata, dobbiamo vedere con il nuovo direttore generale la possibilità e la disponibilità anche di un cancello diciamo automatico ad ore, che si apra ad una certa ora, ovviamente videosorvegliato, ma questa ovviamente è una scelta che dobbiamo fare, è una proposta che dobbiamo fare ulteriore al nuovo direttore, in modo che sia videosorvegliato e permetta sia il transito in entrata che il transito in uscita, ma ovviamente da una certa ora in poi il cancello obbligatoriamente deve stare chiuso.