Buongiorno a tutti. Allora proverò a ricostruire un po', sotto il profilo cronologico, quelli che sono stati gli eventi che hanno interessato la questione attinente al Parco Maddalena. Sotto il profilo cronologico poi credo, insomma, sia ben chiaro a tutti già quello che è avvenuto, insomma, e sia anche a conoscenza di tutti, però era giusto un po’ per fare il punto della situazione e specificare bene, soprattutto alla luce degli ultimi eventi, la distinzione che c'è tra possesso e proprietà.
Allora il Comune è entrato nel possesso dell'area, come tutti ben sapete, da tantissimo tempo. Nel 2005, indicativamente 2006, c’era stato un atto di forza da parte della ditta, all'epoca che era diventata e stava per diventare proprietaria dell'area, che aveva chiuso i cancelli. E l'Amministrazione Comunale -stiamo parlando di marzo 2006- si era dichiarata disponibile a riprendere il possesso dell'area per poterlo farlo fruire alla gente, così nelle condizioni in cui si trovava all'epoca.
Cosa è accaduto? Successivamente a questo passaggio è intervenuta la nuova Amministrazione che ha spostato l'intervento di riqualificazione, con tutti i provvedimenti che ci sono agli atti, quindi sono all'esame di tutti, dal Parco Langer a favore del Parco Maddalena.
Parco Maddalena che era oggetto, quindi, di in un procedimento parallelo, questo voglio distinguere, c'è un procedimento del PIRUEA e uno invece che ha interessato la riqualificazione del Parco, era oggetto di un procedimento parallelo di un PIRUEA, e doveva essere acquisito, stando a quello che era previsto nella convenzione allegata a questo PIRUEA, in maniera gratuita in capo all'Amministrazione Comunale.
Successivamente, quindi nel 2008 sono stati consegnati i lavori di riqualificazione del Parco; il Parco è stato riqualificato, e si arriva indicativamente, mi pare con i termini dei lavori più o meno, che è stato poi aperto alla collettività, a metà del 2009. A metà del 2009 si fanno i primi tentativi con la ditta, perché non si sapeva se il PIRUEA sarebbe andato a buon fine o meno, insomma, questa è storia che poi tutti conoscete.
A quel punto si sono cercati, quindi non è vero che non si è cercato, è fin dal 2009 che si è cercato di comporre bonariamente la questione, perché come tutti ben sapete l'Amministrazione può o acquisire d'imperio un'area, se ritiene di doverla sottoporre ad un intervento pubblico, o anche bonariamente, con una trattativa normalissima, come avviene privatamente, insomma, tra soggetti privati.
Anche perché nella sostanza al giorno d'oggi acquisire in un modo o nell'altro sotto il profilo economico non cambia nulla, perché quello che deve essere corrisposto all'espropriato o al venditore, chiamiamolo così, ha comunque il valore venale del bene. Questo oramai è giurisprudenza costante. Cosa è accaduto?
Quindi nel 2009 si sono fatti i primi tentativi bonari, e non hanno sortito buon esito, perché chiaramente, come avviene sempre nelle trattative, le parti e soprattutto quando si parla di importi rilevanti, non riescono a trovare facilmente un punto di unione. Ecco, un pubto d’unione… Non riescono a trovar sempre un punto di unione.
Quindi nel 2009 poi le trattative, per una questione o per un'altra sostanzialmente, sono dal 2009 che vengono sempre a più riprese portate avanti, fatto sta comunque che a fine del 2009, i primi anni, i primi mesi del 2010, mi pare Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Maggio 2012 7 che fosse gennaio del 2010, quindi proprio agli inizi, la ditta notifica il primo ricorso all'Amministrazione Comunale perché vuole rientrare nel possesso dell'area.
Quindi adesso stiamo parlando ancora di possesso, non di proprietà. D'accordo? Quindi in una situazione giuridica di fatto, e non di diritto, vuole rientrare nel possesso dell'area.
La prima causa viene radicata davanti al Tribunale di Rovigo. Destino, bravura anche probabilmente dello scrivente -questa è una battuta, permettetela, giusto anche per stemperare i toni- o comunque questioni varie, vuole che davanti al Tribunale di Rovigo l'Amministrazione Comunale vince la causa, il contenzioso.
Nella sostanza, però il problema resta in piedi: arriviamo qui a fine 2010, primi del 2011, gli Uffici venivano più volte sollecitati per dar corso ad una procedura di acquisizione sanante, quella che si chiamava acquisizione sanante.
Che nel frattempo -dopo faccio una breve parentesi sulla procedura amministrativa- quindi si vince il contenzioso, e la ditta parte poi successivamente, quindi arriviamo a settembre, entra intanto… vince la nuova Amministrazione ed entra in carica la nuova Amministrazione, la ditta parte con un nuovo contenzioso, questa volta avanti al Tar.
Avanti al Tar dove viene fissata la prima udienza, che è la Camera di Consiglio, perché loro ritenevano di avere anche un periculum, di ricevere un periculum da questa situazione che di fatto in realtà si protraeva da illo tempore, da tantissimi anni, questa situazione di fatto del possesso del bene.
Fatto sta che, al di là di quelle che erano le mie aspettative, in quella sede sono stato forse meno bravo, il Collegio del Tar ha ritenuto prevalente -e vi leggo il passaggio del collegio del Tar- “L'interesse del privato a rientrare nel possesso del bene”.
Io avevo evidenziato al Giudice -sono sincero- che il bene veniva utilizzato già come parco pubblico da tantissimo tempo; che l'Amministrazione aveva speso dei soldi; che di fatto il privato non produceva alcun tipo di interesse concreto ed attuale per rientrare nel bene, tanto più che affermava, proprio direttamente e testualmente, che il PIRUEA era sospeso, e che quindi non poteva far lavori; non portava offerenti per l'acquisizione del bene che potessero essere interessate e che potesse giustificare una richiesta di un provvedimento d'urgenza.
Comunque evidenziavo tutti questi aspetti al Collegio, e il Collegio invece dice: “Ritenuto infine sotto il profilo del periculum che l'esecuzione dei lavori da parte dell'Amministrazione Comunale, per adibire l'area, oggetto di controversia, a parco, e la fruizione della stessa da parte della cittadinanza sin dal 2006 -qui siamo a fine 2011, dice il Tar- non sono circostanze idonee a prevalere sull’interesse delle società ricorrenti alla restituzione dell'area”.
Quindi nella sostanza il Tar dice: a mio avviso è più degno di tutela immediata -perché parliamo solo dell'ordinanza, immediata- l'interesse del privato ad avere la sua area che non quello della comunità di Rovigo a poterlo usufruire fino a quando faremo la discussione in pubblica udienza. Quindi nelle more decide che è giusto tutelare l'interesse del privato e ordina la restituzione del bene, quindi del possesso, perché stiamo ancora parlando del possesso del bene al privato.
Fissa contestualmente la pubblica udienza, che sarà a giorni, e che è stata fissata per il giorno 6 giugno 2012. Io chiaramente, con la controparte, anche la controparte, sono sincero, un po' siamo sorpresi, perché di fatto anche loro forse avevano… È stato un risultato inaspettato anche per loro questo.
Fatto sta che comunque non chiedono l'esecuzione immediata dell'ordinanza, perché probabilmente anche a loro non interessava rientrare immediatamente nel possesso dell'area, ma forse serviva più a definire complessivamente la questione, diciamo, sotto il profilo della proprietà che non del possesso. Fatto sta, quindi, che la ditta comunque dichiara: guarda, non metto in esecuzione, non vi preoccupate, vediamo un attimino che cosa accadrà.
Come tutti sapete poi l'Amministrazione, nel bilancio del previsionale, bilancio 2012, con un emendamento che era stato portato, propone di inserire all'interno del bilancio per il 2012 la somma che l'Ufficio nel frattempo aveva quantificato per acquisire con la procedura dell'acquisizione sanante, il famoso 42 bis, l'area, e il Consiglio, come tutti ben sapete, ha ritenuto poi di non approvare quell'emendamento.
Che di lì poi in realtà è accaduto che la ditta, forse per questa questione, forse per altre questioni che in realtà a me sono ignote, ha comunque deciso poi di dare Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Maggio 2012 8 esecuzione ad un'ordinanza che effettivamente aveva, e ha voluto, quindi, rientrare nel possesso. Quindi stiamo parlando solo del possesso del bene.
Possesso che, sono ancora fiducioso, il Tar poi a giugno di quest'anno, dopo che avremo discusso nella pubblica udienza, dopo che saranno lette le memorie complessive depositate dallo scrivente e anche dal legale della parte avversa, avrà sicuramente elementi più compiuti per trarre un giudizio più completo su tutta questa questione. E quindi io sono fiducioso che poi insomma l'Amministrazione la possa spuntare. Ecco, tengo a precisare che stiamo parlando sempre e soltanto di una situazione di fatto, no?
La tutela del possesso, perché adesso torno invece alla procedura amministrativa, che è quella invece dell'acquisizione in proprietà dell'area.
Questa ha subito, invece, vicende avverse, come tutti detto, insomma, i primi interventi sono stati fatti nella 2008; nel 2009 il bene è stato dato alla comunità, successivamente nei primi mesi del 2010 ho la prima comunicazione di avvio della procedura dell'acquisizione sanante da parte degli Uffici; a metà 2010 accade, purtroppo, un episodio che, diciamo, non ha reso ancora, ha complicato ulteriormente questa vicenda, perché la Corte Costituzionale, con una pronuncia, esattamente la numero 293 del 2010, ha dichiarato incostituzionale l'articolo allora vigente, l'art.
43 del Testo Unico DPR 327 del 2001, che permetteva all’epoca l’acquisizione sanante. Siamo quindi oltre la metà del 2010. Questo che cosa ha comportato?
Ha comportato che la dichiarazione d’incostituzionalità di questa norma, che non è stata dichiarata incostituzionale perché di fatto violava principi e diritti fondamentali degli espropriati, d'accordo? È stata dichiarata incostituzionale in quanto c'era un difetto di procedura, giacché il Governo all'epoca aveva legiferato e aveva normato questa procedura, senza avere alcun specifico indirizzo da parte del Parlamento, quindi un eccesso di delega nella sostanza.
Ha dichiarato incostituzionale e si è venuto a creare un problema di vuoto normativo, quindi siamo alla fine del 2010 sostanzialmente. Alla fine del 2010 poi gli Uffici tutti non sapevano a livello nazionale… non sapevano effettivamente più cosa fare, quale procedura adottare per poter poi entrare nella disponibilità dell'area, perché effettivamente, sia in dottrina che in giurisprudenza, si disquisiva se era più giusto adottare e tornare alle vecchie procedure, piuttosto che a quell'altro.
Io all'epoca diedi un suggerimento all’Ufficio per poter portare avanti la procedura, poi l'Ufficio è logico che è padrone di decidere lui. Non voglio entrare nel merito di quello che hanno fatto o non hanno fatto, non compete a me, e poi non ne voglio assolutamente sindacare su un'attività, faccio solo un resoconto dei fatti. Arriviamo invece, quindi si crea questo vuoto normativo, chiamiamolo così, un vuoto normativo, comunque carenza dell'art.
43, perché poi altre procedure magari potevano esserci, potrebbero essere state avviate, poi in realtà, insomma, le valutazioni sono più diverse, si arriva a luglio, a fine luglio del 2011, quando il legislatore introduce nuovamente a questo punto, con tutti i crismi del caso, il famoso 42 bis.
Per scaramanzia, forse, ha ritenuto di non chiamarlo più 43, ma 42 bis; la formulazione nella sostanza resta la stessa, con qualche diversa precisazione, e quindi ha riconcesso all'Ufficio la possibilità, sostanzialmente, quindi alle Amministrazioni, di rientrare nel possesso, nella proprietà, d'accordo? Di quelle aree che aveva acquisito in maniera non regolare, con decreti di esproprio annullati, o questioni di diverse tipologie, insomma che possono intercorrere all'interno dei procedimenti amministrativi.
E siamo quindi indicativamente a settembre, quindi dopo che era entrata in vigore. L'Amministrazione, come dicevo, poi ha previsto con l’emendamento lo stanziamento delle somme, e poi il resto è storia perché tutti conoscete, che adesso la ditta attualmente è rientrata nel possesso dell'area. Ecco, questo è quanto.
Sul resto ha già detto il Sindaco, insomma per quello che riguarda la volontà dell'Amministrazione l’ha espressa su quello che è il proseguimento di questo tipo di procedimento. Ecco, ci tenevo a chiarire questi passaggi perché è stato in esecuzione di un'ordinanza che l'ufficio non si è potuto esimere dal dare esecuzione, che si è provveduto a fare quello che è stato fatto, non è stato perché ci sia stata una mancanza nella sostanza da parte di qualcuno, giusto per capirsi.
Le Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Maggio 2012 9 mancanze, se ci sono state, sono da ricercare e da valutare nel complesso di tutta questa istruttoria che sicuramente non è così agevole insomma, giacché si sono intrecciate due procedure: quella del PIRUEA e quella invece di riqualificazione dell'area. Se avete chiarimenti, insomma ulteriori, sono qui.