Grazie Presidente. Signor Sindaco, signori Assessori, colleghi. Mi spiace dirlo, ma spesso in quest’aula ci si dimentica quello che viene detto magari la volta precedente, o quelle che sono le esperienze del passato.
Chi ha avuto altre esperienze in quest’aula sa benissimo che le linee programmatiche molto spesso sono il programma elettorale che aveva il candidato che ha vinto, messe con il logo del Comune e presentate all’aula. Lo sappiamo benissimo che è così. Nessuna delle precedenti linee programmatiche, che siano state di Gaffeo, o di Merchiori, eccetera, prevedevano tutte queste cose che vengono ricordate oggi dai miei colleghi delle opposizioni.
Questo va detto per onore di verità. Non è che io oggi voglio essere buonista nei confronti del Sindaco, però mi piace che le cose vengano dette.
E’ altrettanto vero, signor Sindaco che, proprio perché è così, mi sarei aspettato fossero portate al primo Consiglio Comunale: avremmo evitato che in quella riunione il momento topico fosse l'elezione del Vice Presidente dell’aula, senza togliere nulla al Presidente perché, mi permetta un inciso signor Presidente, ho letto di tutto poi su quel tema, e vorrei rassicurare tutti i colleghi: non c'è un'opposizione unica, non c'è una coalizione che ha perso contro Cittadin.
C’è un insieme di Consiglieri, messi qui seduti, cinque candidati Sindaci, per cui almeno al momento non c'è un'opposizione. Quindi non c'è stata nessun tipo di frantumazione di questo organismo politico, che non esiste nei fatti. Tornando alle linee programmatiche, è vero, nelle premesse ho trovato linee generiche, generali, condivisibili, proprio perché sono vaghe e comunque non entro nel dettaglio.
Ma ho approfittato della lettura di queste linee per affiancarla anche un po’ alle interviste che ho letto durante quest'ultimo periodo dei vari Assessori: ho apprezzato l'intervista del Vice Sindaco quando ha posto l'accento sulla necessità di rivedere l'impostazione dell'ufficio urbanistica, è stato ricordato anche prima; ho letto che ha assegnato al Dirigente il compito di mettere mano all’ufficio e quindi di intervenire in quelle che sono quelle problematiche e, se non sbaglio, ha dato tempo fino a Natale, quindi a Natale verremo a verificare qual è la situazione.
Ho letto anche della volontà di vedere il PAT, di rivedere il PUMS: capiremo poi le risorse dove andate a trovarle perché ovviamente, come detto, questa è una linea di intenti. E’ difficile per voi dopo qualche settimana avere il quadro completo, sareste dei geni, e verificheremo con il bilancio quella che sarà la vostra azione in questi mesi.
Ho apprezzato poi l’intervista dell’Assessore ai lavori pubblici, al quale ho detto personalmente l'altra volta, glielo ribadisco, credo si sia spaventato dal consenso che ha ricevuto, ma soprattutto dalle tante deleghe che le hanno dato: deleghe pesanti e impegnative, però ho apprezzato anche la sua partenza, il suo appiglio, la volontà di ripartire da quelle che sono le manutenzioni ordinarie di cui abbiamo tanto bisogno, per poi avremo modo di confrontarci anche sui grandi temi.
Ho apprezzato anche - non è che sono di maggioranza - ho apprezzato anche l'intervista dell’Assessore Aretusini perché ha toccato per me corde sensibili quando ha parlato di Via dei Mille, del problema di Via dei Mille, la velocità, la pericolosità, il traffico pesante; queste cose ho letto che si è impegnato a risolverle in tempi brevi.
Ho sollecitato per cinque anni la precedente Amministrazione e non ho mai avuto risposte su questo, per cui sarò disponibile a collaborare con lei quando ne avrà bisogno e me lo richiederà. Ho apprezzato ovviamente tutta l'impostazione delle frazioni, perché chi come noi vive nelle frazioni, sa benissimo quanto sono state abbandonate in questi anni. E quindi benissimo l’Assessore alle frazioni.
Ha ragione il collega Masin, sarebbe stato opportuno prevedere poi anche dei capitoli di spesa specifici. Benissimo che il Sindaco riceva a turno - era anche uno dei miei punti programmatici, per cui lo sposo in pieno - riceva a turno. Non ho capito bene cosa sia l'assistente di frazione, se è un tecnico, se un operaio, se è un Consigliere come è stato detto.
Quindi lo verificheremo. Non ho capito come metterete in piedi l'ufficio mobile, ma queste sono questioni di dettaglio. Io ho una cosa a cui tengo in particolar modo: le Consulte.
Sapete che ho battuto tutto il periodo elettorale su questo tema. Credo ci sia necessità di rimettere in piedi questo organismo. Pensateci, avete cinque anni di tempo, se vi è concesso.
Io credo proprio, vista anche la scarsa partecipazione che c'è stata alle ultime elezioni, che ci sia necessità di ritrovare quel rapporto diretto con l'elettorato, con i cittadini, e favorire una partecipazione alla vita politica e alla vita civica. Rispetto al 2001 hanno votato alle ultime elezioni 10.000 persone in meno, 5.000 rispetto al 2011 e 3.000 rispetto al 2019. Quindi sono dati preoccupanti e allarmanti.
Quindi fatti in modo, se ritenete opportuno, di ripartire da questo organismo, di aprirlo anche ai sedicenni, proprio per abituarli alla vita pubblica. Un capitolo particolare lo dedico - non c'è, non c'è mai, sparisce sempre - al mio amico Zangirolami, all’Assessore al commercio - è qui tra il pubblico, e vabbè, lo so come è fatto - dedico a lui un capitolo particolare, perché?
Innanzitutto perché ho apprezzato anch'io l'iniziativa che in pochissimo tempo ha messo in piedi, quindi va dato atto, perché qua si dice che l'opposizione è pronta a essere opposizione costruttiva, però quando ci sono delle cose positive bisogna dirlo, e lui onestamente in pochissimo tempo è riuscito a creare un evento che ha dato soddisfazione ai locali e ha dato la possibilità ai cittadini di Rovigo, in serate afose, di vivere la città, di vivere le piazze ascoltando della buona musica.
Però sappiamo benissimo che questo non è l'unico modo per rivitalizzare la città, rivitalizzare il centro storico. Le linea 4 linee programmatiche, se non ricordo male, parlano di marketing territoriale, cultura, turismo, commercio. Questa è la direttrice.
Mi sarei aspettato, signor Sindaco, che ci fosse l’Assessore dedicato con tutte queste deleghe accorpate, proprio per dare questo segnale, però vabbè, non è così. Sarebbe stata la prima volta, ma sarebbe stata secondo me la linea opportuna. Il commercio.
Nel mio programma elettorale avevo molte forme innovative, anche di facilitazione ovviamente verso i commercianti, ma quello che mi interessa e che l’Assessore poi ha ricordato anche lui nella sua intervista, è l'ufficio commercio, un ufficio che sia dedicato effettivamente ai commercianti, agli imprenditori, a chi ha le idee che vuole investire in città, perché in questo momento, mi par di capire, so per certo che è tutto un po’ allo sbaraglio.
Assessore, lei ha una grandissima responsabilità, lo dicevo prima quando non c'era, le ho fatto i complimenti per l'iniziativa, ma ha anche una responsabilità importante, perché il commercio è sicuramente uno dei punti su cui questa Amministrazione verrà pesata. Accanto al commercio, un'altra materia secondo me trascurata è la cultura. Ricordo, non so se lo ricordate anche voi, Rovigo doveva essere capitale della cultura.
Credo che dopo questa annunciazione si sia fatto ben poco da quel punto di vista, ci si è attaccati al petto delle medagliette per le mostre di Roverella fatte dalla Fondazione, ripeto dalla Fondazione; ci si è vantati per i fondi arrivati dal Ministero per il teatro di tradizione, non credo che l'ultima Amministrazione abbia creato questo teatro.
Quindi, ripeto, secondo me il settore della cultura ha necessità di un grande cambio di passo e lei Assessore, non la conosco, ma credo abbia una direttrice importante che è quella del Museo dei Grandi Fiumi: quello dovrebbe essere secondo me il nodo principale da cui ripartire. Il Museo dei Grandi Fiumi nasce dalla intuizione di grandi menti di questa città.
Io ho avuto la fortuna, quando ho fatto l’Assessore alla cultura 15 anni fa, di lavorare con Sergio Garbato, con Gabris Ferrari, con il mio amico Andrea Pirani. Io credo che vada recuperato quello spirito e vada recuperata quell'idea complessiva di Rovigo, non solo capoluogo di questo territorio, ma con una visione europea. Vado a chiudere.
Dopo queste aperture che vi ho fatto perché, come dicevo, è difficile anche attaccarvi o criticarvi all'inizio dell’Amministrazione, ci sono tre cose però che anch'io non posso tralasciare, e su queste mi sarei aspettato qualcosa di più. La prima, il Polo Natatorio. E’ vero che avete ereditato tutto, sappiamo perfettamente.
Ci sono delle responsabilità rimpallate dalle varie Amministrazioni, c'è la Corte dei Conti che fa il suo percorso. Anche qua, scusate un inciso, trovo ingiusto che vengano chiamati a rispondere dei Consiglieri comunali, quando ci sono dei Dirigenti strapagati.
Ci sono, adesso con la riforma, un Sindaco gli Assessori molto ben pagati, quindi trovo ingiusto che un Consigliere comunale, magari di maggioranza, che ha alzato la mano ovviamente in linea - solidarietà - ma anche sostegno a quella che è la sua Amministrazione, poi debba essere chiamato a rispondere a fronte di pareri positivi di Dirigenti, eccetera. Chiuso l'inciso.
Sul Polo Natatorio, quello che mi aspettavo è che foste arrivati oggi dicendo “La situazione è quella che è, non siamo riusciti a riaprire almeno una piscina, però abbiamo fatto questo, ovvero delle convenzioni con altri impianti, abbiamo messo a disposizione una navetta, dei trasporti per i giovani, per chi non ha la patente, per chi non ha la possibilità di spostarsi perché magari è disabile”, queste azioni le potevate prevedere, le potevate fare.
Dopo tutto quello che si è detto in campagna elettorale, potevate arrivare con questo, ed è il primo tema. Secondo tema, ZLS Interporto, e io non dico articolo 23, perché altrimenti alimentiamo la polemica, ma piano particolareggiato sì, cioè il piano particolareggiato dell’Interporto è vecchio di quanto? Trent'anni?
Avrà trent'anni almeno? Quindi è uno scandalo dire che quest’aula può riaffrontare il nodo del piano particolareggiato e della visione complessiva dell’Interporto, della sua vocazione, che in questo momento è una semplice immobiliare, con i conti a posto ma immobiliare, poco di più. Possiamo dire che il confronto con altre realtà - io cito sempre Mantova - è impietoso?
Io mi aspetto signor Sindaco e signor Presidente del Consiglio che quest’aula sia protagonista per quanto riguarda questi temi, cioè qui dobbiamo confrontarci. E l'ultimo, è inevitabile, è l’IRAS. Sull’IRAS la mia posizione non è mutata di un centimetro.
Io penso che la struttura ed il servizio debbano rimanere assolutamente pubblici. Allora anche qua mi piace leggere quello che dite, quello che ha detto, il Sindaco devo dire poco in realtà dopo la sua elezione, ma il Commissario Stella ed altri sì. Allora non mi piace che si giochi con le parole.
Quando si dice che l’IPAB rimarrà pubblica, non è dire che il servizio rimarrà pubblico, è una cosa diversa. Si poteva, e lei doveva farlo, proprio perché in campagna elettorale ha detto più volte di questa sua interlocuzione con la regione e con l’Assessore, dovevate fermare quel bando, quell'avviso pubblico perché, lo ricordava il collega prima, ma lo dice lo stesso bando: all'articolo 13 prevedeva la possibilità di revocare in qualsiasi momento, di ritirarlo per sopravvenute esigenze pubbliche.
Quale migliore esigenza pubblica del cambio dell’Amministrazione? Oltretutto con un Sindaco pienamente in linea politicamente con Regione ed IRAS. Su questo io in qualche modo vi imputo questa responsabilità.
Nel ribadire queste cose, io ritengo che, detto che questa opposizione almeno al momento fa fatica ad accordarsi, Gaffeo propone di riportare la delibera Aretusini-Chendi, io avevo chiesto un Consiglio Comunale, altri hanno chiesto il Prefetto. Insomma, ognuno dice la sua. Io penso che questa sia la sede opportuna, qui dobbiamo confrontarci.
L'incontro in Prefettura è l'estrema ratio, non ce ne è la necessità perché comunque lei, ripeto, è in linea con gli altri soggetti, quindi ne può discutere tranquillamente, e deve venire qui a portare le soluzioni, che ce ne sono tante che si possono mettere in piedi per salvare l’IRAS, per fare in modo che Casa Serena ritorni a quello che era prima e anzi a potenziarla. Grazie signor Sindaco.