Persona · attività documentata

Adriano Marcolongo

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
12
Sedute con interventi
1
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Direttore Generale ULSSOsservato il 19 aprile 20121 osservazione documentali
Direttore Generale ULSS 18Osservato il 19 aprile 20121 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

19 aprile 2012

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

12 interventi
Intervento n. 6
Pagine 4–8

Consiglio Comunale del 2012-04-19

Direttore Generale ULSS

Leggi intervento

Buon pomeriggio. Porto il mio saluto al Presidente del Consiglio, al Sindaco della città, a tutti voi i signori Consiglieri e Assessori.

E’ con grande, anche, interesse che accetto gli inviti, voi lo sapete, dal punto di vista anche di informare direttamente il Consiglio della città di Rovigo, anche per il suo ruolo e dimensione che ha nell'ambito del nostro territorio, portare le informazioni necessarie e quanto di più utile anche per fare comprendere una materia così complessa com’è la Sanità, ma che riguarda la salute di tutti i cittadini. E quindi ben volentieri ecco, e ringrazio anche chi ha avuto l'iniziativa di invitarmi.

E’ un'occasione poi particolarmente importante perché, appunto come ricordava già il Sindaco proprio di recente, voi lo sapete tutti, è stato quindi licenziato nella 5^ Commissione il 5 aprile, diciamo la bozza della proposta di legge, nonché gli allegati del Piano.

È stato un percorso molto lungo, l'avete seguito anche voi nella stampa, ma vediamo subito anche alcuni elementi di carattere concettuale ai quali si è ispirato, almeno così cerco anche di riportare quindi io non facevo certamente parte della 5^ Commissione Consiliare, ma come alcuni di voi probabilmente lo sapranno, abbiamo dato anche un contributo, diciamo, nella elaborazione iniziale del documento tecnico.

Allora ci sono due, diciamo, concetti, voglio dire, importanti, prima di tutto da definire e poi per dare una lettura dopo vediamo anche negli aspetti di dettaglio. Prima di tutto è questo: il problema della cronicità, cioè delle patologie croniche degenerative, e la sua continuità nel prosieguo dell'assistenza.

La cronicità che noi sappiamo, siamo vecchi e abbiamo queste patologie, ed è un modo diverso di affrontare la gestione delle malattie croniche, che nei precedenti, precedenti… soprattutto nell'ultimo Piano, devo andare appunto a quello del ‘95- ‘96, che anche lì avevo dato un piccolo contributo, avevo i pantaloni corti, ma a quel tempo ovviamente non era così evidente e così rilevante l'impatto della patologia cronica.

Per gli studiosi sì, però non era ancora aumentata la consapevolezza, dalla parte politica ma anche nell'ambito, diciamo pure anche accademico e anche professionale, questo impatto che stiamo già parlando dei quasi 14 anni fa, anzi 17 anni fa. Perché il piano è cominciato ad elaborarsi nel ‘94, e poi è stato approvato verso la fine del ‘94. Quindi per dire non era ancora questa la consapevolezza.

E l'organizzazione, che era il momento di passaggio fra le gestioni commissariali e la nascita delle nuove aziende, aveva puntato molto sull'organizzazione di tipo ospedaliero, anche se la riorganizzazione del territorio era basata più sul contenuto di tipo istituzionale, sui distretti, ma senza definire bene il contenuto innovativo, che già allora si intravedeva, ma non era chiaro. Questo è per richiamare un po' perché c'è anche questa maggiore accentuazione, questa volta proprio sul tema della cronicità.

Gestire la cronicità significa garantire continuità e modelli diversi, che si devono -e tutti quanti lo sanno- gestire all'esterno delle strutture residenziali e alle strutture di ricovero. Soprattutto quelle di ricovero cosiddetto ospedaliero. Quindi, questo è il primo grande elemento che ha in sé delle implicazioni estremamente importanti dal punto di vista poi operativo, che vediamo.

Innanzitutto ripensare, intanto si dice distretto forte per assistenza primaria; ma soprattutto un ruolo molto più rilevante da parte dell'assistenza di medici di medicina generale, e l'integrazione, con tutti i servizi che già esistono, ma che se non ci sono si devono potenziare o addirittura istituire se assenti, dell'ambito sempre dell'assistenza territoriale, che sono appunto i servizi ad integrazione socio-sanitaria, con le strutture anche residenziali e semiresidenziali, o il centro servizi, come li vogliamo chiamare.

Questo, diciamo, è il tema. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 5 Negli allegati c'è poi una disanima molto attenta su questa fattispecie, cioè cosa sono le associazioni funzionali territoriali? Cioè, il modo dell'aggregazione.

Sappiamo tutti che gestire oggi una patologia, o meglio una poli patologia di un paziente cronico, non è più sufficiente un solo medico, ma soprattutto può essere… per la continuità c'è bisogno di più medici. Quindi la spinta è che nei prossimi tre anni, già partendo da quest'anno, ci sia un'aggregazione obbligatoria di tutti i medici di medicina generale.

Quindi questo è un primo punto importante per costruire nuclei di medici, il cui paziente cittadino si possa rivolgerle in qualsiasi momento, e avere anche una risposta, indipendentemente che siano il suo medico di fiducia. E poi dall'altra parte è come garantire la continuità, quindi anche un'estensione dell'erogazione dei servizi sulle 24 ore.

Perché anche l’ADI (l'Assistenza Domiciliare Integrata) c'è, quasi tutti ce le hanno, funziona anche abbastanza bene la nostra azienda, però di sera e di sabato pomeriggio e di domenica, se c'è qualche problema arriva al pronto soccorso. Quindi, ecco, c’è il tema di mettere in piedi una nuova struttura, cioè schiacciare attività che veniva erogata all'interno degli ospedali, all'esterno degli ospedali. Quindi un ripensamento del tutto, ecco, rilevante.

Poi entreremo casomai nei dettagli. Quindi una forte deospedalizzazione. Questa è la distinzione netta.

In questa spinta verso l'esterno, oltre a quello che tutti voi già conoscete, le RSA o i Centri Servizi, è stata individuata una nuova figura, diciamo, di struttura, un nuovo luogo, si chiamano “Strutture di ricovero intermedie”. Queste strutture di ricovero intermedie non sono ancora ben definite nella sua eccezione di carattere così… anche concettuale, possono essere ospedali-comunità, o l'ospedale di continuità. Qui possiamo trovare ancora i termini.

E siccome non c'era il consenso, probabilmente è stato detto “Strutture intermedie di ricovero”. Che doveva essere un passaggio fra la fase, diciamo, di dimissione, come dire, un po' precoce, viene ristretta alla sua capacità organizzativa; di poter accogliere, e qui c'è da definire ancora la politica di finanziamento di queste strutture, che dovrebbero essere gratuite, almeno nei principi, per il cittadino, prima di arrivare o alla residenzialità, le RSA per capirci, o assistenza domiciliare o a proprio domicilio.

Quindi è una struttura intermedia per la quale c'è tutto ancora da definire, e demanda poi la definizione di questa struttura ed organizzazione del territorio a delle cosiddette schede territoriali, nel quale ogni azienda -dopo vedremo le aziende- ogni azienda dovrà definire sul piano programmatori definito dal Consiglio e dalla 5^ Commissione, dovrà definire il contenuto di queste schede, per cui ci saranno, riprenderanno le RSA, i nostri… ad esempio i nostri 1150 posti per le RSA; ci sarà questo 1,2 x mille, 1,2 x mille , che significa qualcosa della nostra Usl di 175.000 abitanti, qualcosa come duecento posti per le strutture intermedie.

E poi ci sono la riorganizzazione, la medicina -come ricordavo prima- la medicina generale per aggregazione. Quindi saranno fatte delle schede apposite che riassumeranno i modelli. Questo in analogia con le schede ospedaliere a voi tutte ampiamente note, che invece è una tradizione che, come attuazione del piano socio-sanitario, demanda in una fase successiva l'elaborazione per ogni struttura ospedaliera della Regione, la Regione definisce il Piano programmatorio.

Questo Piano non tocca l'aspetto delle schede ospedaliere, definisce alcuni parametri -che adesso vediamo subito- ma non chiaramente entra nell'ambito del dimensionamento delle strutture. È un momento successivo, quando sarà approvato. Allora per la parte ospedaliera: intanto si torna o, meglio, si porta al 3 x mille il numero dei posti letto per acuti.

Questo è un dato importante perché prima era molto di più, era tre e mezzo, quindi si porta al 3 x mille. Poi vediamo gli effetti sul nostro territorio. Per la lungodegenza e riabilitazione 0,5.

Prima vi ricordo era 1 x mille, quindi c'è un dimezzamento della riduzione del numero. In totale il numero dei posti letto per acuti, più la riabilitazione, porta a tre e mezzo. Quindi è una riduzione.

Però dall'altra parte c'è questa novità delle strutture intermedie di ricovero, così sono chiamate, dell'1,2 x mille. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 6 Per quanto riguarda l'assetto, come dire, organizzativo degli ospedali, ci sono definiti elementi di carattere innovativo. Ad esempio l'organizzazione per intensità di cure.

Cosa significa intensità di cure? In qualche misura è non più tenere solamente i reparti, 10 - 40, dipende dal modello organizzativo che viene affidato all'ospedale, cioè la chirurgia, la medicina, l'otorino e così via, ma di creare sempre più aree omogenee di assistenza ospedaliera integrata. Quindi, cercando di togliere un po' di spartiacque, quindi creare dipartimenti che c'era già, ma però si va verso un'intensità di cure, per cui ci saranno anche aggregazioni, accorpamenti, i cosiddetti multi patologici.

A cui potremmo avere anche insieme otorino, oculistica, chirurgia e urologia, secondo la gravità essenziale, perché cambia l'intensità assistenziale, soprattutto, anzi quasi sicuramente, infermieristica. Mentre il personale medico dovrebbe girare tra i reparti in cerca -dico in cerca perché è uno dei termini che ha posto anche la categoria medica per il modello organizzativo.

Quindi questa è un'indicazione di andare verso anche un modello diverso, quindi per intensità di cura, è chiaro la terapia intensiva classica, ma poi ci sono anche le semi intensive, ma poi anche all'interno degli stessi reparti, anziché avere tutti quanti il ricovero ordinario, ci saranno dei monitoraggi più intensivi, da una parte poli specialistici, e degli altri, invece, a bassa intensità.

Questo è sostanzialmente il modello, che peraltro non è una novità, che ampiamente è diffusa di là delle Alpi, non è che stiamo scoprendo l'acqua calda! Quindi sarà una cosa abbastanza difficile. Noi abbiamo già provato ad attuarla, e vi assicuro che non è d’immediata applicazione, anzi c'è qualche difficoltà, ma questo come in ogni cambiamento c'è sempre qualche difficoltà.

Poi, per quanto riguarda gli ospedali, ci sono due o tre parametri da ricordare. Il primo: le alte specialità sono identificate per un bacino di 1 milione di abitanti, e qui non c'è nessuna deroga nella specificità di montagna né alla specificità della bassa densità, neanche Polesine. Prima cosa.

Mentre gli ospedali, quindi questi sarebbero i famosi AB, no? Poi ci sono quelli che usano la rete, i nodi della rete sono ospedali sui quattrocento posti letto, che sono gli ospedali di rete, in cui sembrerebbe, almeno così leggendo, collocato anche l'ospedale di Rovigo, però sapete benissimo, accennavo prima al signor Sindaco, che noi invece abbiamo anche altre specialità.

Quindi questo è un tema probabilmente… dico così per parte in causa come tutti noi, a vigilare poi sul piano della realizzazione delle schede ospedaliere. Quindi questo è un po' il primo punto un po’ da vigilare. Si prevedono servizi sovra aziendali, ad esempio per l'otorino, per l'oculistica, per alcune anche specialità medie, non di altissime specialità come la medicina nucleare, la radioterapia, la cardiochirurgia, la neurochirurgia, queste sono le altre specialità.

Ma della media specialità, pur essendo presenti nella programmazione, prevedono anche di condividerlo. Avete già intuito, potrebbe essere una Usl vicina, tanto per non fare nomi e cognomi.

Quindi c'è questo… Il livello più basso, invece, sono ospedali sempre della rete, ma ad indirizzo più semplice, come sempre il Pronto Soccorso, ma con ospedali di, come dire, generali, che abbiano una medicina, chirurgia, un pronto soccorso, una rianimazione, molto più semplici, cioè non ospedali del nodo, quindi andiamo sui quattrocento letti. Quindi fare una categoria di tre livelli di ospedali.

Però queste cose di principio sono descritte nel Piano o, meglio, nell'allegato della proposta legge, poi bisogna vederlo nella realizzazione delle schede ospedaliere. Quindi qui potrebbe anche, come dire, leggere delle possibilità anche di modifica in corso d'opera, rispetto al testo. Poi c'è un altro numero, che sono i 1000 posti per punto nascita, cioè 1000 nati per il punto nascita,. questo è un altro numero che dobbiamo ricordarlo.

E sostanzialmente sono questi poi i numeri. Quindi, ripeto, il 3 x mille posto per acuti, 0,5 per la riabilitazione, 1000 parti per punto nascita, e poi il rapporto, ecco, di 1 milione per le altre specialità, e 200.000 per gli ospedali sui quattrocento posti letto. Poi un altro tema che viene affrontato è l'assetto istituzionale.

L'assetto istituzionale -c'è una legge nazionale che lo regola, quindi non è che si potesse sconvolgere- però 2 - 3 cose riguardano anche l'assetto istituzionale. Intanto il dimensionamento territoriale è di completa autonomia regionale, non è che là la legge nazionale, la 229 o la 517 vincoli la Regione. Quindi la denominazione Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 7 dell'ambito regionale è di totale e completa autonomia.

Quindi la Regione può ridefinire i confini quando e come vuole. In questo caso non viene toccato per ora nessuna geografia dei territori, ma però definisce un principio, che sono i 200.000 - 300.000, come dire, abitanti di riferimento, come dimensionamento territoriale ottimale. Vi do un dato: noi in Italia, il Veneto, si colloca con le aziende più piccole di tutta Italia, che la media delle aziende in Italia sono intorno a 500 - 550.000 abitanti.

Questa è la media. Noi siamo intorno ai 250, noi siamo… poi di piccole, molto piccole, non cito i nomi, non esistono, esistono solo nel Veneto. Quindi, ecco, tanto per capire il perché viene fuori un'indicazione di questo tipo dei 200 - 300.000 abitanti, che sostanzialmente è il mantenere non la media nazionale, ma di alzare leggermente rispetto a poco più dei 200.000 che ha attualmente, sapendo che la media nazionale è più del doppio.

Questo per quanto riguarda il dimensionamento. Però detto questo poi non c'è nessun altro riferimento nel testo circa l'effetto di questa affermazione. Poi un'altra sull'assetto istituzionale riguarda l'organo di Governo che la Direzione generale, il Direttore Generale, che nella legge nazionale fissava nella durata non inferiore ai tre anni, fino ad un massimo di cinque, viene portata come scelta -anche questa autonomia regionale- di stabilire un livello inferiore di cinque e non inferiore ai tre.

E ha fissato in tre la durata massima, quindi non inferiore non poteva ma neanche massima, dell'incarico del Direttore Generale per due mandati. Anche questo è una novità, non c'era nessun vincolo nella legge nazionale né nei Piani regionali, quelli dei due incarichi diventa un vincolo dal punto di vista, ecco, della permanenza, nello stesso luogo del direttore generale.

Mentre prima c'era una consuetudine, ma non era scritta, era solo una consuetudine alla mobilità, ma non era scritto nessun provvedimento legislativo, né nazionale né tantomeno regionale. Poi metto un altro vincolo: che la nomina deve venire su persone che, a parte la laurea quelle cose li, e non deve avere più di 65 anni. Quindi questo è un altro vincolo che non c'era nella legge nazionale, per cui c'erano anche la possibilità per alcuni di essere nominati, anche se avevano più di 65 anni.

Queste, diciamo, sono le tre modifiche sull'aspetto istituzionale. Per quanto riguarda il sistema di valutazione viene introdotto nel sistema di valutazione della direzione generale da parte della Giunta, da parte del Consiglio, e manca da parte delle Autorità locali. Quindi questa è una novità, si tratta di capire poi come avverrà.

Per la verità c'era anche prima, che c'era una valutazione che veniva fatta dalla Conferenza dei Sindaci, di cui si chiedeva, dopo un anno e mezzo, com'era l'andamento del Direttore Generale. Insomma ogni volta, voi sapete, nel passato, ormai essendo al 10º anno ne ho viste più tornate, anzi due per la verità, sono state molte. Era sempre un motivo, come dire, di distinguo, o di motivi anche talvolta di differenziazioni.

Però era una cosa che discendeva dalla legge nazionale, che non era proprio così specifica, e che aveva fatto proprio il precedente piano, quello vecchio del ’95; quello nuovo, invece, definisce che ci sarà una valutazione da parte, anche questo, delle Autorità e dei rappresentanti dei cittadini. Come e quando sarà oggetto di specificazione; attualmente non è chiaro. Poi sull'aspetto istituzionale rimangono il Direttore Sanitario, il Direttore Amministrativo.

Era in discussione il Direttore dei Servizi Sociali, che viene confermato il Direttore dei Servizi Sociali come parte dello Stato del Direttore Generale, che avrà la funzione di Direttore dei Servizi Sociali e del territorio. Il che introduce una maggiore presenza, probabilmente anche nell'organizzazione di tipo sociale o ad integrazione col sociale, scusa, con la parte sanitaria. Anche questo è descritto, però dopo bisogna capire il contenuto delle cose.

Questo per quanto riguarda l'assetto istituzionale. Poi io direi sul piano, così vi do due o tre dati, magari così per stimolare magari anche il dibattito. Se noi dovessimo fare una proiezione su questi numeri, dal punto di vista della rete del territorio, la copertura, per quanto attiene ai medici di medicina generale c’è già, quindi il problema non esiste, si tratta di riaggregare, il Piano l’abbiamo già fatto di recente, e quindi su questo non ci sono novità.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 8 Non ci sono novità neanche sui centri servizi, perché riconferma sostanzialmente, fatto salvo che la famosa, cos’è?

La 751 del 2000, che è la DGR in cui veniva definito lo standard dei numeri di posti per residenza sanitaria e assistenziale, sulla base della popolazione ultra sessantacinquenne; se vanno a rivedere i parametri allora dovranno aumentare il numero di posti, però per aumentare il numero di posti ci devono essere le risorse per poter poi pagare direttamente chi eroga il servizio per i cittadini. Quindi vedremo. Le novità vere -ripeto- sono le strutture di ricovero intermedio, uno e due, che sono duecento.

Non sappiamo esattamente poi come andranno collocate. Mi pare di cogliere che queste dovrebbero essere collocate nelle strutture ospedaliere che subiscono riconversione. Questo almeno può essere una lettura.

Allora, se noi andiamo solo nei posti letto per acuti, i posti letto per acuti dovrebbero scendere di quasi 50 posti. I posti letto per acuti attuali dovrebbero scendere di circa 50, cioè questo parlo di tutto, sia pubblico che privato, quindi io parlo non differenziando pubblico, cioè tutto, cioè qual è la proiezione, e di circa 60 letti per la riabilitazione, quindi in totale una riduzione di 110 posti letto. Questo è l'applicazione degli standard già contenuti.

Poi come saranno distribuite è fase due, che sono le schede ospedaliere dove si interverrà, questo riguarda la programmazione. Questo per dire qual è l’impatto di questi numeri. Per quanto riguarda altri indicatori sui punti nascita non sono in grado di dirvi, perché definisce solamente i 1000 parti, poi li lascerà la Regione definire, eventualmente con delle linee guida, come gestire la questione.

Le linee guida nazionali che fissano in 1000, come poi regolarle a livello, diciamo, proprio territoriale. Io concluderei qua questa prima parte così di panoramica generale… (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 8
Pagine 8–9

Consiglio Comunale del 2012-04-19

Direttore Generale ULSS

Leggi intervento

Io posso benissimo adesso lasciare poi anche alle domande insomma, che è la cosa forse più interessante. Nel Piano viene poi fatto anche un particolare riferimento alle modalità di conferimento dei dirigenti, cioè ai primari, che quando vengono nominati e confermati, siano rese pubbliche le valutazioni dei primari, così dei direttori delle strutture complesse. Quindi questo dice, alla luce della trasparenza, dovranno essere resi pubblici sui siti dell’azienda.

Va bene, questo è un… come anche quello di rendere pubblici i bilanci, erano già pubblici, insomma, con maggiore trasparenza e questo c’è un capitolo particolare. Ecco, direi che… Poi un tema molto delicato, che è stato motivo di grande discussione, era… abbiamo parlato di assistenza primaria ospedaliera, era il Dipartimenti di prevenzione.

Per un certo periodo, nel dibattito anche della 5^ Commissione, i Dipartimenti di prevenzione stavano subendo una sensibile riduzione, cioè di soppressione delle strutture complesse, a livello di ogni singola azienda, o addirittura si pensava di costruire, di realizzare dei dipartimenti solamente provinciali. Questa cosa qui è svanita, nell'approvazione finale rimangono, quindi ogni azienda avrà il suo Dipartimento di prevenzione. Quindi su questo non c'è più discussione.

Avrà le sue responsabilità apicali ogni dipartimento, quello di igiene, quello ad igiene alimenti, quello della sanità pubblica, e quello dei servizi veterinari. Sui servizi veterinari, però, apre una parentesi che potrebbero anche essere sovra zonali, quindi di dimensione oltre -questa è l'unica eccezione- oltre alla singola azienda.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 9 Un altro aspetto importante di tipo gestionale che viene introdotto è quello di realizzare servizi per la gestione cosiddetta di supporto, cioè i servizi amministrativi, Provveditorato, Affari Generali, gestione del personale, informatica, tecnologie, e servizi tecnici, di dimensione sovra zonale, il che significa che possono essere anche di dimensione più ampia della singola azienda.

Questo è una novità che però era partita come dibattito, ma che è rimasta poi confermata anche nel documento che attualmente è stato licenziato dalla 5^ Commissione. Ecco, io concluderei qua, signor Presidente, almeno i punti così di carattere più ampi, poi i dettagli io penso che posso intervenire magari anche sulla curiosità agli interessi del provvedimento vostro. Grazie.

Intervento n. 12
Pagina 9

Consiglio Comunale del 2012-04-19

Direttore Generale ULSS

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Le strutture intermedie 1 - 2 per mille non abbiamo nessuna ancora indicazione. Sarà oggetto delle schede cosiddette territoriali. Chi le elaborerà?

Le elabora la Giunta su proposta e le manda in 5^ Commissione, è materia della 5^ Commissione. E quindi non sappiamo. Le schede ospedaliere lo stesso percorso: le elabora la Giunta con i suoi uffici tecnici, le propone poi alla Giunta come CR e come documento che va poi in 5^ Commissione, la 5^ Commissione poi si pronuncerà, e poi ritorna in Giunta.

Questo è il percorso. I 110 posti letto, rispetto agli standard che dovrebbero calare, devono, dovrei dire se fosse legge, ma dovrebbero finché è provvedimento ancora di proposta di legge, sono complessivi, sia pubblico che privato. Sono complessivi quei 110 letti in meno di tipo ospedaliero, per acuti e riabilitazione.

Intervento n. 18
Pagina 11

Consiglio Comunale del 2012-04-19

Direttore Generale ULSS

Leggi intervento

Sui numeri attualmente il rapporto tra pubblico e privato è intorno a circa il 6%. Questo è il rapporto di posti letto che ha il privato rispetto al pubblico, cioè 90% del pubblico, scusate, 94% il pubblico e 6% il privato. Questo è il rapporto quantitativo.

Non so poi nella pianificazione della promozione regionale se questo rapporto verrà mantenuto o verrà modificato. Chiaro che quando si riducono i 110 posti sarà uno dei temi chiaramente a voi ben chiaro di natura politica questa, di natura tecnica. Quindi si parte da questo rapporto.

Per quanto riguarda il dirigente no, cioè il Direttore Sanitario Amministrativo, era questo che era stato messo in discussione, il Direttore dei Servizi Sociali, all'inizio, ma è stato confermato, estendendovi anche ad ulteriore sociale e del territorio. Quindi una maggiore presenza anche per i servizi di carattere sanitario. Quindi praticamente ha esteso un po’ la sua funzione di coordinamento.

Le specialità, dicevo, non per creare problemi, ma per dire come stanno le cose, che le alte specialità, cioè (parola incomprensibile) il terzo livello, quello più importante, fa riferimento, così come è scritto, a cinque capoluoghi d provincia, certamente non è incluso, almeno come numero, ad un milione, né Rovigo né Belluno.

Però, ripeto, questo è un tema che è sempre stato dibattuto fin dall’inizio e che non ha però trovato nessuna deroga sul piano del documento che è stato elaborato, perché l’unica deroga che è stata messa alla montagna e al Polesine fa riferimento esclusivamente per le strutture intermedie, non per le strutture ospedaliere, né per le strutture residenziali, solo per strutture intermedie di ricovero.

C’è un riferimento esplicito alla specificità territoriale: la montagna, la laguna, le isole, la bassa densità e al Polesine, però questo poi scompare in quell’altro rapporto.

Quindi sembrerebbe che si collochi, visto così come la lettura in base alla popolazione che conosciamo tutti benissimo, più nella struttura del livello intermedio, cioè del livello dell’ospedale, che fa riferimento a 200.000 abitanti, con una serie di specialità, che -ripeto- dovrebbero però privare, teoricamente, dico teoricamente, l’ospedale di Rovigo delle altre specialità, cioè della neurochirurgia, della medicina nucleare, della radioterapia, dell’interventistica cardiologica.

Sono queste sostanzialmente le alte specialità. La cardiochirurgia non ce l’abbiamo, quindi il problema non si pone. Però questo è il nodo… che è inutile che ci giriamo tanto attorno, che rimane sul tavolo ancora, ed è una questione che verrà risolta, spero insomma, nell’ambito della definizione delle schede ospedaliere.

Mentre le altre funzioni sono indicate nell’ospedale di Rovigo… Il problema magari si porrà per il terzo livello per Trecenta, o dico per Adria. Ma questo è un altro paio di maniche. Non so se ho risposto a tutte le domande.

Intervento n. 22
Pagine 14–15

Consiglio Comunale del 2012-04-19

Direttore Generale ULSS 18

Leggi intervento

Allora uno dei temi che il Piano non affronta è la proiezione finanziaria ed economica. Questo è un elemento che è lasciato ad ignoti, perciò lo possiamo dire questo. Io ho fatto un appunto dicendo che di solito nella nostra tradizione, anche italiana, i soldi seguivano i bisogni.

Adesso è un po' diverso, sono i bisogni che seguono i soldi. È inutile che ci nascondiamo! Quindi questo è un tema che già in sé ha alcune risposte, perché vi dico che l'anno prossimo intorno al 10% è il calo, sapete, del bilancio del finanziamento socio-sanitario.

Quindi vuol dire che l'anno prossimo le aziende avranno una quantità di risorse del Veneto di circa oltre 800 milioni, tra gli 800 - 900 milioni in meno. Per questo, appunto, i bisogni dovranno seguire i soldi e non viceversa. Quindi già questo è un aspetto.

Io ritengo che l'organizzazione, ma anche dal punto di vista tecnico, come ha accennato il Consigliere Borsetto, degli ospedali divisi in tre livelli è corretto dal punto di vista tecnico, è così, non è che sia solo un fatto italiano o un fatto internazionale.

Ecco, noi su questo terzo livello c'è un po' la scommessa del polo ospedaliero -è inutile che ci nascondiamo- di Rovigo, che su alcune questioni, per tradizione, ma perché effettivamente, deve cercare di mantenere queste alte specialità, proprio perché c'è un disagio territoriale inconfutabile, e questo non è che sia così facile... L'emergenza è già provinciale, quindi non mi preoccuperei insomma dal punto di vista… però su quelle 4 o 5 specialità che dicevo bisognerà, ecco, prestare molta attenzione.

Anche perché hanno raggiunto, tra l'altro, anche livelli di assoluta qualità. Pensate che la neurochirurgia sul 70% è extra, la medicina nucleare ha il 70% che è extra. Quindi non è che stiamo dicendo di eccellenze, sono delle super eccellenze.

Pensate che questi due sono presidenti, fanno parte delle commissioni degli investimenti in Francia per tutti i piani di ricerca, francesi. Vi ho citato due casi, così per dire che i nostri professionisti sono inseriti a livelli di altissima valutazione internazionale, non solo nazionale, internazionale. Quindi, dire: chiudiamo questi due servizi, abbiamo… ma possiamo anche parlare di altri.

La radioterapia, non so… il riferimento italiano europeo i nostri professionisti non solo sono presidenti nazionali, ma anche europei della società scientifica di radioterapisti. Quindi non li scelgono perché sono eletti, ma perché sono degli ottimi professionisti, e hanno delle tecnologie che consentono di essere degli ottimi professionisti. Perché oggi, senza tecnologia, non si può necessariamente essere solo degli ottimi professionisti senza tecnologia.

Quindi l'abbinamento tecnologia/specialità crea un mix che pone non solo in senso così di orgoglio il nostro ospedale, ma di fatto serve per dare, se c'è questo riconoscimento, anche una migliore assistenza ai cittadini, nostri, Polesani, senza pagare, o senza fare la migrazione in altri poli ospedalieri, o vicini, o italiani.

Quindi non è un fatto solo di orgoglio di avere queste collocazioni, perché erogano prestazioni di altissima qualità ai cittadini, a chi ha i soldi, a chi non ha i soldi, tutti, a tutti indistintamente. Perché è un tema della disuguaglianza di accesso alle risorse finanziarie è un problema serio che hanno tutti i sistemi sanitari.

Perché chi ha più soldi è più facile che, la conoscenza, o per altri motivi arrivi magari nel posto di maggior eccellenza; chi è meno attrezzato non solo di soldi, ma anche culturalmente, rischia di avere, come dimostrato, livelli di assistenza inferiori. Quindi avere servizi di alta qualità nel nostro territorio offre un'uguaglianza di accesso, non è un fatto così solamente ideologico, culturale. No, è un fatto molto concreto.

Perché se uno può andare e l'altro non può andare, vuol dire che a me viene dato, al cittadino, una differenza di prestazione. Non è un dettaglio. Quindi, il fatto di mantenere alti livelli qualitativi e anche di alte specialità, consente di mantenere queste specificazioni.

Spero di avere chiarito bene il concetto, visto che mi ha offerto il Consigliere Borsetto questa riflessione. C'è di sicuro la questione di sottoutilizzo, nel senso di ricorso all’ospedale di Trecenta non in modo così, come dire, full da parte dell'Alto Polesine. Il dato che però lei citava fa riferimento all’ accesso dell'area chirurgica, cioè per l'attività chirurgica.

Ma il 30% dei cittadini dell'Alto Polesine, solo il Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 15 30% si rivolge a strutture chirurgiche di Trecenta, mentre il 90% si rivolge per tutta l'attività medico riabilitativa. Però sappiate che il problema che abbiamo noi, il 90% sono medici riabilitativi, non è che siano chirurghi. Quindi se uno fa la tara, innanzitutto non è inappropriato l’ospedale di Trecenta, con forte caratterizzazione di indirizzo medico riabilitativo.

Se uno va a guardare. Comunque voi sapete che c'è anche una Commissione che sta lavorando, e vedremo poi quale sarà il suo risultato finale. Ho citato, e questo è un altro tema interessante, del personale.

È chiaro che la riorganizzazione si fa a risorse non superiori, a risorse, come si diceva prima, che dovrebbero essere anche in riduzione. Quindi porrà dei temi di mobilità chiaramente interna, non è che vadano chissà dove, ma una maggiore flessibilità della richiesta al personale di spostarsi, magari se chiudiamo un po' l'ospedale, e andare sul territorio, dovrà andare.

Perché non è che, se si riducono, manteniamo quello e poi aggiungiamo altri riferimenti sul territorio, questo mi pare che sia, come da persone come siete voi intelligenti, impensabile che avvenga questo, almeno per ora in questo contesto di difficoltà del paese. Quindi ci sarà un processo che richiederà un confronto sindacale, com'è avvenuto anche in questi anni, e che però, insomma, si spera che si risolvi positivamente. Ma non viene messo in discussione posti di lavoro, almeno per ora, insomma.

Sulla scelta dei primari è chiaro che non è che va ad innovare, perché almeno la normativa nazionale demanda al Direttore Generale una scelta su quelli che sono risultati idonei, c'è una graduatoria. Io per la verità sono cresciuto in cui era la Commissione che indicava e il Commissario o il rappresentante dell'Assemblea nominava quello che aveva già scelto la categoria professionale.

Non mi ha mai scandalizzato questo, perché spesso anche le parti politiche discutono su questo tema della grande responsabilità, però se anche fosse indicato da qualcun altro, cioè, meglio, scelto dalla commissione puramente tecnica, almeno, dico io personalmente, non mi cambierebbe niente. È chiaro che al Direttore Generale in questo modo gli si dà a una maggiore potere, chiamiamolo potere, perché fra i tre scegliere uno vuol dire che è potere, e deve cercare di scegliere nel miglior modo possibile.

Qualche volta le ciambelle riescono col buco, qualche volta no; ma anche la Commissioni di prima facevano tanti duchi, eh! Non è che quelle di prima fossero tanto meglio. Ogni sistema di selezione ha i suoi punti di forza e di punti di debolezza, si tratta di capire.

Se poi viene fatta in assoluta autonomia e trasparenza, non penso che neanche questo sistema sia così diciamo scandaloso, ecco. Però, ripeto, sono scelte legate alle persone e anche alla capacità di assumersi la responsabilità delle scelte, questo senz'altro. Sui servizi a domicilio ha fatto bene richiamarli, non mi sono soffermato più di tanto, però il tema, dicevamo, della cronicità degli anziani, è la grande sfida.

Però, dire grande sfida significa dopo mettere le risorse sul campo, e le risorse che noi abbiamo sono quelle che già voi conoscete, qui non è previsto un incremento sulle risorse. Quindi le strutture intermedie dovrebbero essere, se si confermerà questo 1,2 per mille abitanti, dovrebbe essere un risucchio di risorse da parte ospedaliera. Io non riesco a leggerla come un’aggiunta, anche questo la ritengo sia una cosa molto difficile.

Grazie.

Intervento n. 49
Pagine 26–32

Consiglio Comunale del 2012-04-19

Direttore Generale ULSS 18

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Allora parto così dall'ultima e poi risalgo anche per tutti gli altri interventi. Al cittadino interessa, appunto, un aspetto delle attese.

Allora andiamo per ordine: sul pronto soccorso sappiamo che è sempre stato un punto dolente, non è solamente nella nostra struttura, è un po' un problema un po' universale, perché c'è anche da dire che in questi anni, nonostante siano anche potenziati e migliorati i pronto soccorsi, anche il nostro, ma non è stato affatto sufficiente, perché 5% all'anno sono l'aumento degli accessi.

E quindi il 5% all'anno siamo qua da 10 anni, el xè aumentà, el xè raddoppià quasi, quindi il problema è che, nonostante quanto si è messo sul territorio, si siano aggregati i medici, si è cercato la medicina generale, però non hanno ancora fatto di fatto un filtro effettivo nei riguardi dell'accesso al pronto soccorso, fino… Probabilmente c'è anche nell'immaginario, nel pensiero comunque della nostra comunità, come la risposta si ottenga solo al pronto soccorso, ed è quindi un problema che circa il 70%, noi abbiamo fra codici bianchi e codici verdi, solo codici verdi, cioè non proprio di grande urgenza.

Però il problema che rappresenta il cittadino è un problema reale, non è che non sia un problema, non stiamo dicendo che sono improprie le segnalazioni o il ricorso del cittadino. Il problema è se il livello a cui si rivolge è appropriato, quindi il problema dell’appropriatezza che faceva anche riferimento mi pare il Consigliere Bedendo… No, sì, di Bedendo per quanto riguarda l'appropriatezza. Quindi l'appropriatezza è un po' più complessa.

Allora, nonostante questo, noi abbiamo cercato di migliorare il pronto soccorso, anche di recente, con un po' di riorganizzazione e abbiamo investito in un turno di medici in più, anche proprio un mese fa, sono € 600.000, anche se con la riduzione delle risorse trovare anche la possibilità di fare, di istituire un turno in più, che se voi guardate anche i tempi, visto che abbiamo messo anche il sito, così ognuno di voi può anche guardare, non per andare, per vedere se vuole andare, ma può anche tenere un monitoraggio, che è molto servito sia… penso e può darsi anche per i cittadini, ma anche per i medici, ma soprattutto anche all'interno.

Perché uno dei temi anche del buon funzionamento dipende se funziona bene chi accoglie dietro, perché è un problema anche di organizzazione e di collaborazione fra colleghi, sia della medicina generale, ma anche collaborazione con i medici specialistici interni. Quindi su questo noi abbiamo fatto un investimento ulteriore e ritengo che le Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 27 cose stiano andando bene, cioè raddoppiando il turno della notte e incrementando anche di giorno.

Noi metteremo anche altri medici, ma non riusciamo a trovarli. Il problema del pronto soccorso, noi è da due anni che facciamo selezioni, concorsi e adesso ne abbiamo un altro in attivo e non troviamo più specialisti, perché ne avevamo anche due e sono scappati via, perché la pressione che c'è proprio del burnout, della gente che si stressa, quindi anche la relazione continua con una situazione particolarmente critica e di pressione anche sui problemi che non tutti reggono dal punto di vista anche psicologico.

Quindi ci sono anche delle defaillances proprio di carattere professionale.

Quindi abbiamo dovuto ricorrere all’appalto, quindi adesso noi esternalizziamo i servizi, abbiamo dovuto ricorrere proprio ad una cooperativa perché ci dia una mano, come abbiamo fatto con il 118, perché non si trovano più specialisti che vogliono fare i dipendenti, tanto per capirci, li trovi in forma di libero-professionale; neppure colleghi all'interno dell'ospedale di Rovigo o di Trecenta abbiamo chiesto: vi paghiamo anche, cioè 60 o € 70 all’ora.

Nessuno ha voluto neppure accettare di fare dei turni aggiuntivi. Tanto per dire che la struttura è piuttosto complessa, non è solo quella della carenza di risorse, che non è in questo caso, è proprio che non si trovano professionisti.

D'altra parte, ripeto, non è ancora ben armonizzato il livello di integrazione sul piano dell'operatività fra l'assistenza primaria e l'assistenza ospedaliera, quindi… Però, insomma in quanto era possibile e abbiamo fatto questa azione, già il doppio di notte, perché era raddoppiato il numero delle persone che c'erano di notte con un unico medico, e di giorno abbiamo potenziato. Anche questo...

Il problema su Trecenta è meno rilevante, perché generalmente se guardate non sono moltissimi quelli che accedono, però c'è una risposta completa, fino alle 17 del pomeriggio c’è di sicuro sia il cardiologo che l’ortopedico, il pronto soccorso funziona ventiquattr'ore al giorno, 365 giorni anche a Trecenta; certamente che alcune specialità, l'ortopedia e la parte cardiologica, è limitata ad un periodo più ristretto, cioè dalle 8 della mattina fino alle 17 della sera.

Già dalle 14 alle 17 ci sono una o due urgenze alla settimana, quindi noi teniamo un cardiologo e anche un ortopedico per due urgenze alla settimana sulle 3 ore, dalle 14 alle 15, va bene! Uno potrebbe dire che forse uno è efficiente e non aggiungerebbe una persona per due prestazioni alla settimana per tre ore, però lo teniamo. Quando si fa organizzazione bisogna tener conto anche della frequenza e degli episodi, altrimenti si chiama anche questo sperpero di risorse.

Cioè, non utilizzare appieno un professionista è sperpero, sapete! Questo per fare un esempio. Sfatiamo anche la questione dei tempi di attesa ambulatoriali.

Se voi guardate i tempi di attesa ambulatoriali o gli standard nazionali o regionali, noi siamo al rispetto al cento per cento. Dopo non potrà piacere che uno aspetta sei mesi per le categorie che possono aspettare fino a 180 giorni, cioè qualche mese, non è che possiamo dire… Non è che sia possibile che tutti abbiano la prestazione immediatamente!

C'è una valutazione di gravità, però quelli che hanno bisogno urgente vanno al pronto soccorso, urgentissimi; l'urgente viene fatto entro 48 ore e che vengono rispettate, quelli che devono fare entro la prima settimana vengono rispettati.

E’ chiaro che se qualcuno chiede e gli si dice: guarda che non è urgente, però devi aspettare quattro mesi o cinque mesi, sembra un’attesa… Però questo, ripeto, è abbastanza coerente con il modello organizzativo, non voglio dire in Inghilterra o Francia, Spagna, che invece il loro standard è di nove mesi o un anno, noi siamo stati un po' più, come dire, coerenti in Italia e facciamo un'attesa massima di 180 giorni, che può essere qualche situazione di criticità che varia; ad esempio è andato via un gastroenterologo e si sono allungate le liste d'attesa, anziché quelle che devono essere fatte entro la prima settimana, però anche qui non è che trovi subito lo specialista il giorno dopo.

Allora che fai la gara, recuperi, quindi ci sono anche le questioni di operatività che qualche volta si allungano e dopo si cerca di recuperare. Ma se voi guardate le liste d'attesa ambulatoriali, possiamo dirlo a testa alta che siamo quelli che nel Veneto rispettiamo di più gli standard che la comunità e i politici hanno deciso di dire 180, 90, 30 giorni. Ecco, questi sono i dati di fatto; possiamo tranquillamente...

Tanto è vero che la Commissione che abbiamo interna, c'è una commissione interna fatta dai sindacati, rappresentanti delle associazioni, Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 28 che la convochiamo ogni tre mesi, la sediamo di fronte al sistema di prenotazione e se lo guarda se queste cose che dico sono vere o non sono vere. Potete trovarvi anche ai nomi e i cognomi e vi diranno loro se le cose corrispondono a quanto affermato.

C'è qualche situazione e ci può essere anche qualche sbavatura; ma io vi posso dire, mi pare una domanda che ho sentito prima, ma sapete quante persone noi ogni giorno trattiamo, cioè quante teste la nostra azienda ogni giorno gestisce? Quante? Sono circa 6000 persone.

Noi ogni giorno trattiamo mediamente 6000 persone, ci può essere qualcheduno per caso non sia stato soddisfatto o qualche cosa non sia andata bene. Io ritengo che sarebbe una cosa anormale che non ci fosse, anche perché, ripeto, è difficile essere così perfetti. C'è qualcuno che magari ha sbavato l'incontro, non ha il sorriso, oppure faccia anche qualche errore, non sia stato gentile, però parliamo di numeri cospicui.

Quindi ogni giorno l'azienda di Rovigo tratta non prestazioni, perché dopo se moltiplichiamo le prestazioni vengono fuori ancora di più, ma proprio ha l'incontro… gli operatori della nostra azienda incontrano 6000 persone tutti i giorni. Può darsi che qualche cosa non possa andare bene, come penso che anche sulle strade qualche buca ci sia, capita che anche noi abbiamo anche qualche buca! Allora la segnalazione è utile per migliorare.

I 40 miliardi, il nostro… Oramai il nostro bilancio, dopo discreti anni che sono qui, ormai è stabilizzato su questo disavanzo, disavanzo intorno ai 40 milioni, non miliardi, sono € 40 milioni. I € 40 milioni sono, in modo inequivocabile, dovuti ad un eccesso di offerta sanitaria, quando dico che è un eccesso di offerta sanitaria a qualcuno di voi potrebbe magari non piacere questo termine.

Se voi leggete anche l'ultimo rapporto della Corte dei Conti, visto che ho un ottimo rapporto con la Corte dei Conti, segnala, anzi invita il livello programmatorio regionale di ridurre l'offerta sanitaria nel nostro territorio, perché è insostenibile dal punto di vista economico-finanziario.

Questo per dire che la differenza del finanziamento deve essere fatta per mantenere questo con un bilancio aggiuntivo di finanziamento, perché certamente bisogna capire se il territorio di Padova, visto che sono di Padova, o di Treviso o di Verona o di Vicenza sono d'accordo di destinare più risorse a questo territorio perché è disagiato e tutte queste cose, però bisogna riuscire ad ottenere più soldi per mantenere questa offerta, sennò altrimenti tutti gli organismi, l'Agenzia, gli uffici regionali, la Corte dei Conti, il Collegio Sindacale -sono tutti atti ufficiali, potete leggerli- tutti dicono che sono uniformi nel riconoscere quanto ha fatto questo direttore generale, bene o male, nel dire che l'offerta dei servizi ospedalieri, in particolare ospedalieri, soprattutto ospedalieri, pubblici e privati, sono in eccesso rispetto al territorio.

Quindi su questo è un tema che bisognerà che venga affrontato, quindi con il tema della riduzione delle risorse, in cui è prospettato già l'anno prossimo, sarà ancora più rilevante il problema dell'equilibrio di bilancio. Il Direttore Generale, ricordatelo, il direttore generale certo ha una posizione tecnica e doveva fare una proposta tecnica di riequilibrio. È chiaro che un riequilibrio sui 40 milioni è una manovra tecnica estremamente impegnativa, che va certamente a ridurre l'offerta.

E’ inutile che ci giriamo tanto attorno. E’ una riduzione dell'offerta perché si dice: ho scritto, e l'ho ripetuto ogni anno, che si deve ridurre di circa 20 milioni per il privato è che riduco le prestazioni. Questo c’è poco da fare!

Quando scriviamo che devo ridurre di 20 milioni la parte pubblica, sono 20 milioni in meno, non sono poca cosa. Quindi, per quanto riguarda l'aspetto economico-finanziario, è senza dubbio sotto gli occhi di tutti e bisognerà probabilmente affrontarlo, penso che spetterà a chi mi succederà, quindi sono abbastanza sereno nel dire queste cose, dopo discreti anni anche di gestione.

Contiero chiede il doppio delle ricette: noi abbiamo un po' più di ricette in più, ma è esattamente il numero di prestazioni che noi richiediamo in più rispetto alla media regionale; cioè ad esempio noi facciamo sulle 19 prestazioni per abitante, contro una media che è circa attorno al 13, quindi noi abbiamo 6 prestazioni in più per abitante, quindi vuol dire che vengono richieste più prestazioni.

Ma questo vedete che si coniuga con l'eccesso di offerta da parte di servizi ospedalieri e ambulatoriali, perché c'è un'offerta migliore, quindi non è un fatto trascurabile. La Campania ci paga come meglio crede dal punto di vista della compensazione fra Regioni, nel senso che ritarda Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 29 un po' i pagamenti, ritarda i pagamenti alla Regione e quindi c'è un tema che a livello della conferenza Stato/Regioni affrontano ogni anno.

Il problema è che questa questione tecnica i pagamenti vengono fatti con il tariffario diverso dal tariffario regionale. Di fatto chi viene nel Veneto in qualche misura ne beneficia la Regione, perché ha dei tariffari, delle prestazioni di RG e prestazioni ambulatoriali a costo inferiore rispetto a quello che noi utilizziamo per transare fra aziende pubbliche e per transare quelle aziende private convenzionate.

Cioè, ad esempio sul piano finanziario noi, per esempio, ci rimettiamo circa € 2 milioni all'anno rispetto alla transazione economica fra solo il Veneto e l’Emilia-Romagna, perché il tariffario dell’Emilia-Romagna è inferiore, a quelli dell’Emilia-Romagna conviene mandare i suoi cittadini a curarsi da noi, detto in altre parole molto semplici. Però l’ULSS ci rimette € 2 milioni all'anno. Questo è più o meno...

Questo è comune anche con le altre Regioni. Il Consigliere Ruzzante sul nucleo Alzheimer... No, il nucleo Alzheimer non è mai entrato, è stato una discussione, ma non è entrato nel Piano di zona, non è entrato.

Sul Pronto Soccorso pediatrico: bisogna avere una discreta quantità di casistica per fare un pronto soccorso pediatrico autonomo. Allora come abbiamo optato? Come fanno dappertutto: il bambino quando arriva va direttamente in reparto e in reparto forse è meglio, perché se è complicato come è stato purtroppo in quel triste episodio in cui è morto quella ragazzino di sei anni per insufficienza e gravità, era meglio che fosse andato direttamente in reparto, dove c'è sempre un turno di guardia pediatrica.

Ma non ci sono mai e mai stati problemi e non c'era sostanzialmente attesa per il pronto soccorso pediatrico, perché vanno direttamente… e così si trovano bene le mamme, i genitori ma anche gli stessi pediatri non devono girare. Bisognerebbe avere intorno almeno 10.000 casi all'anno per fare un pronto soccorso autonomo, non abbiamo questa dimensione, siamo sull'ordine di qualche migliaio e non c'è ragione che venga realizzato. Sul pareggio di bilancio penso di avere già sufficientemente risposto.

Per quanto riguarda, invece, il rapporto con le strutture private convenzionate, voi sapete che la tipologia, la specialità e quant'altro sono oggetto di programmazione regionale.

La direzione generale gestisce quello che è già stato deciso dal punto di vista programmatorio, noi facciamo sostanzialmente i controlli che siano a regola delle strutture, che ci siano i professionisti e si va a guardare se hanno i titoli e i requisiti e hanno i numeri gli infermieri, però non si entra nella tipologia, salvo per piccole percentuali vorrei dire quasi trascurabili.

Quindi se la Regione individua che c'è l’otorino e c'è l'ortopedia, a quel punto l'azienda privata convenzionata organizza la sua attività, la organizza -ecco, questo è il passaggio secondo- completamente autonoma, non è che… diciamo noi fai le protesi, fai le artroscopie… No, si organizza totalmente autonomo.

Questo è un tema delicato che in parte -ha fatto bene farmi anche questa domanda- sembrerebbe tra le pieghe del Piano dare un maggior potere e delega di autorizzare di entrare nel merito anche di che cosa fanno insieme. Perché di fatto se è complementare all’offerta pubblica, dovremmo, se è complementare, anche definire cosa facciamo insieme: questo lo faccio io e questo lo fai tu. Questo fino ad ora ad oggi è completamente, diciamo pure, autonoma la decisione.

Si trova qualche volta, questo per franchezza anche dei buoni rapporti che magari qualche volta si trova su qualche specialità, però, ripeto, è solo questione di buona volontà, ma potrebbe anche rispondermi in senso negativo alla richiesta l'azienda nei riguardi dell'imprenditore privato che organizza la sua attività educativa. Quindi si cerca, per quanto possibile, ma il più delle volte questa è un'attività imprenditoriale totalmente autonoma. La prospettiva del Piano prevede questa capacità di trattare.

La novità è che dall'inizio dell'anno prossimo per le attività ambulatoriali sarà possibile fare, dovrebbe essere almeno fino ad ora, la possibilità di ribandire l'offerta, nel senso: l'azienda ha bisogno di 1000 prestazioni cardiologiche, 1000 di radiologia di questa tipologia, allora comincia a governare la domanda completamente l'azienda, chiedere ai vari erogatori sul mercato di questo territorio, quindi una specie di gara, di selezione, a parità di qualità a quale prezzo maggiore o inferiore viene offerto.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 30 Questo sarebbe il processo di... segue al processo di accreditamento, perché tutte le strutture anche private hanno fatto l'autorizzazione, gli accreditamenti, gli accordi, però anche gli accordi, come qualsiasi contratto, dovrebbe avere un termine. Fino ad ora sono sempre stati confermati chi c'era già nel territorio, e si chiamavano appunto preaccordi o preconvenzionati.

Dall'anno prossimo dovrebbe cominciare una modalità più trasparente e più libera dal punto di vista, ecco… e la possibilità di andare... adesso diciamo che abbiamo 4 offerte di radiologia sono sul territorio, ma di fatto ne abbiamo solamente 3, se c'è il quarto potremo dire: lei è interessato? Sì. Se fa anche un prezzo, a parità di qualità, di professionalità inferiore, sceglieremo quello che lo offre al prezzo inferiore.

Questo nella logica della concorrenza fra privato. Questo non lo so, ma -ripeto- l'iter procedurale è già stato avviato; poi l'applicazione, come voi sapete sempre, richiede un ulteriore passaggio anche, diciamo pure esplicito, politico che si voglia andare fino in fondo, perché questa modalità è prevista ancora dal 1997, non è che sia nato ieri!

È che dal 1997 in poi non è mai stata esercitata, anche perché l'accreditamento delle strutture è stato completato tra l'hanno scorso e l'altr'anno per la verità, quindi adesso tutto l'iter di accreditamento è risolto, dovrebbe scattare, come si dice, la terza A, cioè l'accordo reale, cioè di mettere in concorrenza anche gli erogatori. Qui ci sono tanti blocchi assunzioni, posti letto intermedi.

Qui noi, come dicevo nella mia relazione iniziale, non sappiamo come saranno ancora organizzati i posti letto intermedi, se dentro l'ospedale... Io penso che utilizzeranno parte dei posti letto che andremo ad immettere per la parte acuti e saranno riconvertiti i posti letto di ricovero intermedio, penso, suppongo, perché questo non mi è dato di capire ancora, come dire, dalla brevità del documento.

C'è un tema che è tornato, mi pare nei due interventi anche della Businaro ma anche di Ruzzante mi pare, la questione della qualità ambientale e la qualità dell'aria, legata alle note vicende che conoscono anche sufficientemente bene. Ecco, voi sapete che storicamente era molto vincolante, ma anche memoria storica, io sono un vecchio igienista e quindi mi occupavo anche di igiene urbanistica, in cui era vincolante il parere istruttorio, vincolante per la definizione dei piani urbanistici.

Poi la politica degli anni ‘80 è stata molto più intraprendente, lo dico con franchezza, praticamente i pareri degli igienisti sono solamente a consuntivo, oppure, bontà loro, se qualche volta li chiamano esprimono il parere, e quando ci chiamano, non io, ma adesso il dipartimento di prevenzione, la dottoressa Gallo, per citare una a caso che magari molti di voi conoscono, intervengono quando è già stata presa la decisione e cioè, se noi andiamo ad instaurare, a creare un'area produttiva sottovento, con i venti prevalenti, ed il sottovento porta poi nella direzione dei quartieri dell’urbanizzazione, è chiaro, come potete fare?

Il parere è un parere tecnico ma non è vincolante, esprime un parere. Ma il parere vincolante deve essere fatto prima della stesura del Piano Regolatore, per evitare che poi ci siano questi quesiti dopo; ma quando sono già state fatte le scelte non si può pretendere che il parere negativo, seppure negativo, sia vincolante nel proseguire poi nelle scelte. Questo come giusto è una scelta di natura politica.

La sanità pubblica ha dei risvolti che attengono a scelte di autonomia politica, però deve sapere anche quali sono i costi che si assume prendendo quella decisione. Questo è ragionamento. Certo, non fa molto piacere, è crudo ma è così.

Quindi noi possiamo dare semplicemente un aiuto, un consiglio, come si dice, un buon consiglio, ma non possiamo certamente impedire una cosa che è già stata realizzata, e quindi il tema si apre sul piano della politica, non sul piano del fatto tecnico in sé. Il Piano socio-sanitario è stato visto anche con le due Università di Padova e di Verona, però non so, mi pare che lo chiedesse Borgato, il Consigliere Borgato, non so fino a che punto poi abbiano anche approfondito l'aspetto programmatorio.

Non penso che abbiano approfondito molto.

È chiaro a tutti che la riduzione della numerosità medica è in drastica riduzione, quindi la mia generazione, i miei che sono dai 55 anni in su, costituiamo nella medicina generale… siamo il 47% medici che superano i 55 anni, quindi fra alcuni anni ci sarà un problema grosso sull'assistenza primaria, e il rapporto di 1 a 1500 salterà di sicuro, perché i numeri non ci sono, quindi ci sarà una grossa... e poi anche per la parte ospedaliera che già adesso non li troviamo, come dicevo, i medici.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 31 Questo perché è stata fatta una programmazione molto stretta, ma sono parametri europei, non sono parametri che sono inventati. E temo anzi, nonostante anche le spinte politiche e quant'altro, ho visto ultimamente hanno aumentato di 30, 40 unità complessive in Italia, fa ridere, perché sono standard europei. Allora… ma come fanno gli altri?

Gli altri hanno un'azione diversa. Questo Piano tra le righe… quando ho detto l'aggregazione per intensità di cure, l'aggregazione di medici, di fatto cosa nasconde? Nasconde… rende esplicito il problema della numerosità futura del personale medico e le riaggregazioni per intensità di cure e le riaggregazioni sul territorio servono per dare, invece, più spazio all'area delle professioni non mediche, cioè agli infermieri, ai fisioterapisti, radiologi, tecnici della salute pubblica.

Quindi il tema è di sviluppare queste, non tanto sviluppare il numero dei laureati in medicina, anche perché, ripeto, una nazione che fa parte dell'Unione Europea, non può aumentare il numero di medici. Quindi questo è un programma europeo.

Noi, per esempio, ci siamo dati da fare, voi lo sapete, abbiamo quasi 150 iscritti per anno, quindi per 3 fa 450 allievi qui a Rovigo, quest'anno abbiamo attivato sia la scuola di fisiochinesiterapia. quella di ostetricia, abbiamo riconfermato i tecnici di radiologia e abbiamo 90 infermieri, quindi fa 150 allievi all'anno, e quindi siamo pronti anche ad affrontare questa sfida della riduzione del personale medico.

Questo, però, significa ad esempio che anche al pronto soccorso, dove abbiamo cominciato la settimana, questa settimana, spero che non vi scandalizzate, noi dobbiamo aumentare la capacità di autonomia di gestione del paziente, del cittadino che viene, i codici bianchi, da personale infermieristico, come si fa in tutte le parti d'Europa. Quindi abbiamo già cominciato a fare il Fast Trak, si chiama così tecnicamente, cioè che alcune patologie minori le gestisca l'infermiere.

Quindi, se qualcuno dice: come, non el me ghà visto el dottore… No, l’ho ghà visto l'infermiere. Attenzione, potrebbe... noi abbiamo cominciato un po' sotto -è la prima volta che lo dico pubblico- quindi sotto traccia, perché potrebbe venir fuori magari chissà quale reazione, però se non abbiamo i medici che fanno le gare, i concorsi, non li trovi, le persone vengono... che facciamo?

Almeno addestriamo delle categorie professionali che sono dei laureati, sono laureati triennali, alcuni fanno anche altri due anni, quindi fanno cinque anni di specializzazione nella emergenza, quindi, insomma 5 anni l’Università, vivaiddio, alcune patologie riteniamo che sia in grado di poter farsene carico.

All'estero questa è una cosa normale, è una questione che noi non abbiamo mai affrontato fintanto che avevamo, non dico il doppio, ma avevamo quasi un 40% di personale medico in più rispetto alla media europea. Adesso venendo a calare bisogna rivalorizzare, riconvertire, ma soprattutto sviluppare competenze e il personale non medico, ma il personale soprattutto infermieristico e riabilitativo.

Quindi anche in questo tema sul pronto soccorso abbiamo piano, piano cercato anche di allargare, con piena intesa da parte sia del personale del pronto soccorso, degli anestesisti, dei radiologi, degli internisti, cioè creando una sintonia e un'armonia tra professionisti. Non è che siano in conflitto, che tirano via il lavoro; non tirano via il lavoro a nessuno!

Serve un modo per le risposte ai bisogni, ma allo stesso tempo di far lavorare meglio il medico delle emergenze, il medico chirurgo e anche il medico di base. Quindi, sostanzialmente serve proprio, per mettere tutti in condizione di lavorare meglio. Questo per quanto riguarda….

Nel Piano c'è, fra varie righe, sia surrogazione territoriale, surrogazione ospedaliera, il Casemanager, l'organizzazione del malato cronico, chi è che provvede di più dell'infermiere. Nella parte ospedaliera l'organizzazione sarà centrata con sempre più grande autonomia da parte degli infermieri. Il medico accede alle varie, diciamo, ai vari pazienti, il paziente sarà al centro, il medico gira, però l'unitarietà dell’assistenza infermieristica è che verrà accorpata via, via.

Cosa che stiamo facendo piano, piano. Questa è la grande trasformazione organizzativa che ci sta sotto anche nel Piano. Poi, per quanto riguarda, qui ci sono un sacco di altre domande, io sono certo che ne avrò saltate molte, però direi che… (Voci incomprensibili dall’Aula) Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 32

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Ah, Granzette!

Sull'ospedale dell'ex ospedale psichiatrico sapeste quante volte ci siamo trovati in con vari imprenditori, proposte, iniziative, con il Sindaco a suo tempo, che adesso è il vostro Presidente, con il professor Merchiori, però qui è un tema, voi la conoscete meglio di me, perché è un fatto che attiene, in parte alla pianificazione urbanistica, che sarebbe anche facile anche per voi cambiare magari la destinazione, che un problema è quello della destinazione, ma anche se si è cambiato non è che si trovi immediatamente, come dire, un promotore finanziario per realizzare gli interventi.

Noi avevamo sempre chiesto una destinazione d'uso diversa da quella di… una destinazione socio sanitaria. Perché di strutture socio-sanitarie questo territorio ne ha già abbastanza, quindi pensare di mantenerlo, il mio punto di vista l’ho sempre espresso, è un po' discutibile che lì si possano realizzare altri investimenti nel settore socio-sanitario. Sono stati tanti i progetti, però fino ad ora non abbiamo concluso nulla.

E quindi noi diciamo che siamo nelle mani vostre, cioè come azienda dove cerchiamo, abbiamo venduto in questi anni tutti i patrimoni, patrimoni in generale che avevamo, investendo in tecnologie. Il parcheggio a sud dell'ospedale di Rovigo l'abbiamo fatto vendendo circa 110 ettari di terra che avevamo, che avevamo sempre dei problemi per gestirlo, i tavoli e questo e quell'altro, ho detto che è meglio che ci facciamo un parcheggio, è molto più utile. E abbiamo fatto bene, visto come è poi andato.

Però questa grande opera non siamo in grado di realizzarla, e qui penso che ci voglia senz'altro una sinergia fra voi che avete la responsabilità della pianificazione urbanistica; noi non abbiamo idee, non pensiamo di investire, perché abbiamo -ripeto- già difficoltà a ristrutturare l’esistente. Quindi è impensabile trovare risorse. Nuovi sviluppi di attività non ne abbiamo.

Quindi per noi questa è una cosa da cedere, l'abbiamo scritto più volte anche alla Regione, la cessione, voi lo cedete gratuitamente, ma noi sappiamo che non possiamo cederlo gratuitamente. Quindi un valore simbolico deve averlo, e dobbiamo venderlo per quello che fanno i nostri estimatori. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 51
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Quali 8.600.000? No, gli 8.600.000 dovete ringraziarci perché noi paghiamo le tasse su quelli. Perché una volta che veniva anche il vostro Assessore al Bilancio, ma dice… quando vengono a chiedere dice: ma facciamo 1.200.000, ve lo dico proprio con grande franchezza, così intanto siamo… No, ho detto: scusi, ma io pago le tasse per 8.600.000, perché… Allora, dice, facciamo il valore a 2 milioni e vi pago le tasse relative per 2 milioni.

Capiamoci. O no? Sbaglio?

No, tanto per essere molto chiaro. Sennò mi fa bene per le tasse il valore alto. Quando invece dovete comprarlo voi, deve essere 2.000.000.

Allora facciamo lineare, ma sempre 2 milioni, e paghiamo le tasse per 2 milioni, no! Scusate la franchezza su questo tema! Una cosa spicciola, il Consigliere Masin riguardava l'autobus.

Sull'autobus noi, quando abbiamo fatto il parcheggio, avevamo discusso con… non mi ricordo più chi era l'urbanista, ma soprattutto chi gestiva l'urbanistica e la viabilità, e la gestione degli autobus, forse c'era lei, Presidente. Adesso non mi ricordo, ma con gli uffici vostri ed hanno collocato lì, quindi noi il progetto urbanistico l’abbiamo fatto come ci è stato richiesto, sulla fermata dell'autobus. Perché… (Voci incomprensibili dall’Aula)

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Sì, no, per carità, è che però quando ho fatto… Quando ho fatto i lavori… beh, non sono distanze… che fa bene anche alla salute camminare! Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 33

Intervento n. 54
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Comunque era una scelta che abbiamo condiviso anche con chi si occupa di viabilità, di mobilità; se poi, ripeto, alla prova dei fatti le cose non funzionano, siamo disposti anche a rivederle, tanto lo spazio non è che manchi, no! Allora se c'è la volontà, ma soprattutto non nostra tanto, ma soprattutto del pullman, tanto per capirci. È il pullman che si deve muovere, non è che sia… Noi mettiamo il casotto lì, il paravento, eccetera dove è più indicato, non abbiamo ‘sta difficoltà.

Però, ecco, bisogna capire se è possibile spostarlo, perché farlo entrare di più il mezzo, bisogna capire se può entrare nel… Come dire, all'interno del parcheggio vi sono le auto, questo non lo so. Però, ripeto, ve lo dico qui, se c'è la possibilità di trovare una soluzione migliore, troviamola. Va bene?

Io direi di concludere. Spero di sicuro… No, anzi sull'Alzheimer ho già risposto. Sulla parte che riguarda, invece, la quota sanitaria, noi paghiamo la quota sanitaria, e basta, perché questa è una scelta di natura ampiamente di finanziamento regionale.

Per pagare la quota cosiddetta sociale, qui bisogna che vi ci siano modifiche di carattere di finanziamento regionale. Quindi noi paghiamo quel… Cioè, io posso erogare solo quello di cui sono autorizzato.

Intervento n. 62
Pagine 37–40

Consiglio Comunale del 2012-04-19

Direttore Generale ULSS 18

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Sì. Intanto così magari agli ultimi interventi do qualche ulteriore, diciamo così, integrazione di informazioni. Il Consigliere Furin diceva la questione sugli accessi, ma questo vale un po' il tema, vale pure questo la mia risposta.

Se ci sono soluzioni le guardiamo, non è che non… Tanto è vero che la soluzione dei deambulanti, sia in entrata che in uscita, dovrebbero utilizzare il vecchio pronto soccorso, è stato lasciato lì apposta, per entrare che ha la camera calda, e tutto, per entrare all'interno dell'ospedale. Probabilmente fino a che non è completato, adesso abbiamo completato anche i lavori esterni, però abbiamo avuto tutti i lavori delle fognature, sicurezza, sicurezza elettrica, impiantistica, vigili.

Adesso abbiamo finito, e quindi un ulteriore assestamento su queste piccole cose le potremo fare. Fino ad ora, anche volendo, avevamo ancora un po' tutte le trincee aperte, se vi ricordate, adesso sono state tutte chiuse e asfaltate. Quindi questo tema ci è presente, e il fatto che lo abbia segnalato, ci dà ragione, ecco, di riprenderlo in mano quanto prima possibile.

Beh, io sulle osservazioni che fa il Consigliere Chendi non ho nulla… sugli aspetti generali, per cui lascio… Mentre su 2 - 3 cose che invece è stato molto specifico, per quanto attiene la spesa farmaceutica, visto che non l'abbiamo toccata. Noi abbiamo una spesa farmaceutica di circa sui € 33 milioni - € 33 milioni e mezzo all'anno, quindi non è una cosa di poco conto, su 400 milioni, quindi è una spesa abbastanza rilevante.

Dopo aver fatto negli ultimi anni degli accordi molto, vorrei dire positivi, anche con la medicina generale, l’anno scorso siamo riusciti a ridurla e portarla con l’impegno dei medici a 29 milioni, dobbiamo arrivare quasi a 26. Quindi, di fatto, se possiamo dire in questo contesto dei famosi 40 milioni di disavanzo, 3 milioni sono ascrivibili proprio alla spesa farmaceutica.

Non è un granché, non è che quei 30 milioni… però come sempre anch’io sostengo che il bicchiere si riempia con le gocce, 3 milioni non sono pochi. Però con i medici di medicina generale il trend è stato estremamente positivo, anche la politica nazionale sui costi del farmaco, soprattutto sull'uso dei generici, ha dato un grosso impulso alla riduzione.

È che non si usano ancora molti i generici, e questo dobbiamo spingere, però dopo vedo sui giornali alcuni utenti che scrivono: ma come, il Direttore Generale vuole risparmiare sui farmaci e consiglia i generici. Beh, noi siamo neanche al 30% dei generici. In Germania, che spende il 12% del Pil, contro neanche il nostro 7.30, arriva al 90% dei generici.

Quindi abbiamo dei margini di recupero ancora… E quindi arrivare a ridurre sui 3 milioni riteniamo… Però, ripeto, anche su questi cambiamenti non è così facile: “Ma come? I me ghà cambià la pillola rossa, non è più quella” Leggono soltanto di informazioni contrastanti, chi va a vedere su Internet, mentre il generico è un farmaco a tutti gli effetti.

Poi ci sono dei punti di vista un po' diversi anche fra i medici, però se anche tutti gli altri del resto d'Europa lo adoperano c'è qualche cosa… anche gli Stati Uniti, tranquillamente. Quelli che sono generalizzabili, che non tutti i farmaci sono generici, sono quelli che hanno scaduto il brevetto. E poi c’è anche il tema degli equivalenti.

Sulla convenzionata. Sulla convenzionata, proprio come si ricordava all'inizio del mio passaggio, noi abbiamo, proprio come azienda, visto nell'azione di rientro, proprio ritenuto che fosse un 50% sia possibile tecnicamente ricontrattarla, cioè nel senso anche di farne a meno, detto con grande franchezza. Perché hanno scritto così nella relazione del 2008.

Si tratta di qualificare l'offerta del privato. Questo qualificare è un po' la risposta che si diceva prima, bisogna ricontrattare, fare le cose che sono più utili, perché abbiamo tante prestazioni che vengono fatte, vi citavo prima i numeri, 13 le prestazioni pro capite, contro i nostri 19, c'è qualche cosa di quel 6, che non è uno scherzo, è quasi il 50% in più.

Allora però fare le prestazioni non è che si erogano gratuitamente, perché c’è dietro un'organizzazione, sia che la faccia il pubblico e sia che le faccia il privato. Il costo c'è, non è che si facciano prestazioni senza avere consumi di risorse.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 38 Quindi questo è uno dei temi che è messo lì, e come dicevo anche prima questo attiene anche molto all'aspetto programmatorio regionale, perché il direttore generale non è che possa autonomamente, anzi addirittura se lo fa rischia di pagare i danni, perché c'è un contratto che fanno direttamente con la Regione. Quindi non possiamo….

Possiamo solo segnalarlo dal punto di vista tecnico, sostenerlo con le varie relazioni, esponendoci in prima persona, ma però… dopo di che il decisore regionale spetta, perché può anche ritenere che sia giusto darne anche di più, però deve compensare sull'equilibrio economico regionale il disavanzo che ha questa azienda.

Tanto è vero che il disavanzo di quest'azienda pesa qui, perché abbiamo questo scorporo tra il finanziato e i costi, quindi ricavi non ci sono, ma ci sono i disavanzi; però il sistema regionale veneto, almeno fino ad oggi, è in equilibrio di bilancio sistema.

Quindi può anche ritenere che si facciano i 40 milioni di disavanzo, però il sistema regionale, quando va al tavolo massicci, famoso, al tavolo del Governo, presenta i bilanci in pareggio, oppure li aggiusta in 11 - 12 milioni di bilancio regionale, per raggiungere. Quindi non bisogna mai guardare solamente la singola azienda.

La singola azienda sì perché crea problemi di gestione non indifferente, perché mancando 40 milioni è chiaro che anche oggi, ho ricevuto tre fornitori, anche un privato, e che se tu non li paghi, o li paghi ad un anno, o li paghi a tre mesi alcuni, sono problemi seri da un punto di vista di chi è imprenditore e gestisce un'impresa privata. Quindi, questo crea grossi problemi di gestione ordinaria nei riguardi dei nostri fornitori.

E non sempre si riesce magari ad avere anche gli sconti migliori, la capacità di contrattazione. Cosa che invece altre aziende riescono a farla. Però alla fine, a parte che, diciamo, è l'onere del Direttore Generale avere questi rompicapi, l'importante è che nel sistema regionale ci sia l'equilibrio.

Questo è in sostanza. Per cui la Regione dice non ti dà i 40 milioni, subito, ma di fatto ti riconosce che li hai spesi comunque bene. Questo è il ragionamento, seppur molto grossolano, ma è così però.

Per quello che riguarda, invece, il rispetto delle prospettive del Piano, io penso… forse ci siamo, no, in modo diretto o indiretto, però abbiamo toccato alcuni temi importanti. Cioè le prospettive della riorganizzazione del territorio deve essere ben capito, io dico, proprio dalla classe politica, dai rappresentanti dei cittadini, perché non si può pensare di avere una riorganizzazione pesante sul territorio, trasferendo risorse e mantenere la stessa struttura ospedaliera. Qui sono molto esplicito.

Non si può ottenere gli stessi posti ospedalieri, e nello stesso tempo espandere anche questa parte. Quindi bisogna essere molto onesti fra di noi, cercare di spiegarlo. E’ difficile, però è una transazione di risorse da un settore all'altro, pure essendo sempre la stessa azienda.

Ma è impensabile che ciascuno di noi possa ritenere che sia possibile tenere questo e aggiungere dell'altro.

Però questo se si fa come dire della polemica… va beh, questa fa parte magari del sale anche della vita, però su cose serie su questo tipo io ritengo che è un impegno -faccio magari un appello, ma non spetterebbe a me, ma mi sento anche di farlo a voi, perché vi conosco anche molti, ci sono stati anche ottimi rapporti e ci sono, e c'è anche molta responsabilità da tutti i tavoli, indipendentemente da dove ci si siede- questo sia un grande sforzo da portare avanti, una grossa responsabilità politica, nell’aiutare a cambiare le abitudini ai cittadini anche nel ricorso al pronto soccorso, nel gestire in modo diverso.

Certo è che, finché non si vedono i risultati, si fa fatica, perché noi passiamo da una Sanità di cui sono molto presenti le strutture, dobbiamo passare ad una Sanità di sistema, dove il know hout è il management, è l'organizzazione del sistema. Non sono più le strutture. Noi non facciamo più distinzione fra Ospedale e territorio, perché il percorso assistenziale è un percorso che parte da fuori, che va dentro, che torna fuori, la continuità.

Quindi noi dobbiamo vedere un vaso comunicante dentro e fuori. Io direi, adesso mi servono cinquecento posti? Beh, domani ne servono 350?

Dobbiamo farlo. Poi non servono cinquecento, ma dobbiamo essere pronti a… Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 39 Quindi da un certo punto di vista questo Piano apre questo, poi è rigido, perché mi mette anche le caselline di quanti primariati, di quanti ambulatori dobbiamo avere. No, questo per esempio è un errore io dico, è una critica che faccio al Piano.

Se vogliamo invece essere flessibili e perseguire i bisogni con le risorse che abbiamo, dobbiamo creare più flessibilità. Però bisogna che ci aiutiamo perché queste cose si fanno, e credo molto che il coinvolgimento della conferenza e occasioni anche di questo tipo, anche di approfondimenti di tipo operativo non è che in qualche misura ci portino via dalla visione; l’importante è avere la visione della strategia dove si sta andando, e però bisogna coniugare anche con la concretezza della quotidianità.

Perché se dopo le cose non funzionano, dice: sì, bei discorsi, ma poi siamo qui che aspettiamo, bisogna fare le prestazioni. Bisogna avere la capacità di essere molto tempestivi.

Molte volte non siamo capaci di essere così tempestivi nei cambiamenti, perché ci sono anche delle difficoltà nella gestione ordinaria, da leggi, da norme, e anche da, come dire, poca flessibilità, io dico anche nella gestione delle risorse umane, che è uno dei punti critici dei sistemi, creare un servizio alla persona che è fatto da altre persone, non è fatto da macchine.

E quindi il tema che lei accennava anche, come dire, alla grande disponibilità che devono avere i professionisti, è una cosa che si richiama anche frequentemente, non solo alla forma, ma poi c’è anche un habitus, voglio dire, interiore, che non sempre si riesce a costruire con la formazione. Ma certamente chi sa, chi lavora nella Sanità, deve sapere che per lavorare con le persone deve mettere il massimo delle sue capacità e qualche volta è giusto anche richiamarlo.

E io quando ricevo delle segnalazioni, con la dovuta discrezione e riservatezza, li richiamo. Perché è giusto non solo fare i proclami, però se voi aiutate anche riguardo tizio, caio, senpronio, ha posto l'etichetta di identificazione, è utile anche per riprendere… Può darsi che la persona abbia dei suoi problemi personali tante volte.

Certamente adesso in questa condizione, anche generale di lavoro, i contratti che vengono anche bloccati da diversi anni, non c'è grande entusiasmo, però hanno il posto di lavoro sicuro, che glielo ricordo sempre. Che gli altri non l’hanno, voi avete un posto di lavoro sicuro e ogni mese vi arriva ancora lo stipendio.

Però bisogna anche qualche volta far capire che a condizioni, diciamo, che la comunità mette noi dipendenti pubblici in condizione di avere anche una sicurezza, dobbiamo anche avere, dobbiamo fare anche lo sforzo di dare qualcosa in più, soprattutto in momenti di difficoltà e di disagio in cui si trova, non solo il paese, ma si trovano le persone.

E noi le vediamo, perché in questa situazione, proprio del Paese, noi abbiamo i sensori, cioè dove arrivano i servizi della dipendenza, i servizi psichiatrici, cioè tutti quelli che sono, senza andare in gesti estremi del suicidio, per carità, ma abbiamo tutto il resto che vediamo che sta crescendo e che bisogna gestire, che non è facile, però questo interviene molto sul piano proprio dopo, che ritorna nelle famiglie e ritorna alla comunità civile.

Quindi al personale chiediamo, non è sempre facile, però questo… però posso dire che rispetto anche a tanti altri posti, anche professionisti che vengono fuori, ritengono e mi dicono sempre che qui c'è mediamente un buon personale. Poi sapete, come tutti, c'è qualcuno che non è gentile, qualcuno che… Però penso che in ogni società, in ogni contesto organizzativo, ci sono.

Però il personale che lavora con le persone, che è dedicato all'assistenza e alla cura delle persone, deve avere una marcia in più rispetto ad altri. E questo dobbiamo pretenderlo.

Quindi, se qualche volta succede, io sono ben contento, anche se però ci vogliono segnalazioni puntuali, perché mandare i proclami non servono a niente, bisogna intervenire in modo selettivo, aiutare se ci sono anche problemi personali, perché qualche volta ci sono anche i problemi personali che si riflettono nella relazione, perché ciascuno di voi penso lo sappia.

E quindi con il lavoro è facile far trasferire le proprie difficoltà, anche familiari, personali, di relazione con la coppia, con i figli, si portano sul posto di lavoro. E bisogna talvolta aiutare anche il personale su questo a superarlo. Io non ho altro da aggiungere perché mi pareva che fosse… Comunque un ringraziamento perché viene data anche l'opportunità, ecco, di dare un po', spero insomma, qualche linea così, di visione.

Ci vorrebbe magari intanto più tempo, ma anche entrare in alcuni elementi di carattere operativo, e spero di avere dato anche qualche risposta, non a tutti, ma mi scuso se non ho dato risposta a tutti. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Aprile 2012 40

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.