Richiesta di autoconvocazione del Consiglio Comunale ai sensi dell’Art. 39 - comma 2 del TUEL, per discutere in merito alla situazione del trasporto ferroviario sulla linea Rovigo - Verona e Rovigo - Chioggia e alle prospettive future (Proposta presentata dal consigliere e Giorgia Businaro e altri n. 6 Consiglieri).”.................................................................................................................................................51A
Direttore Generale Sistemi Territoriali
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Grazie, buonasera a tutti. Intanto vi ringrazio io dell’invito perché è sempre un’opportunità, anzi, è la prima volta che vengo convocato in audizione in Consiglio comunale a Rovigo, quindi è comunque in ogni caso un ringraziamento all’invito. Vediamo la situazione di queste tratte ferroviarie perché sono due cose completamente diverse le due linee ferroviarie.
Rovigo - Chioggia, Rovigo - Verona hanno due dinamiche completamente diverse, quindi devo dire estrapoliamoci un attimino dal presente perché, da metà dicembre in poi, sono successi dei fatti straordinari che poi esaminiamo. Vediamo un attimino il contesto ordinario di cosa c’era.
La Rovigo - Verona non è mai peggiorata nella sua condizione, quindi il fatto di dire “ho visto più articoli sulla stampa, la ferrovia della vergogna, la peggio d’Italia”, tutta questa serie di cose qua, devo dire che è un dato, va bene, forse per qualche aspetto un po’ folkloristico, ma fatto di slogan perché, se uno si prende i dati, io ho analizzato dal 2012 al 2017 la Rovigo - Verona, sia per quanto riguarda la puntualità sia per quanto riguarda le soppressioni, poi sono dati che vi posso tranquillamente, non sono cose riservate, vediamo che il dato peggiore che ho rilevato della puntualità è stato in un arco temporale che va dal 2013 al 2014, quando noi non eravamo ancora gestori dell’infrastruttura.
Poi la tendenza è andata sicuramente a migliorare, poi ultimamente sicuramente è peggiorata, è peggiorata, ha perso quattro punti, quasi cinque punti di puntualità la linea ferroviaria.
La Rovigo - Chioggia ha sempre avuto un livello di puntualità ai massimi livelli, sul 97 - 98%, parlo entro i cinque minuti di puntualità, non parlo dei quindici minuti, che sono due parametri completamente diversi, per chi non è avvezzo al sistema ferroviario, funziona in questo modo qua: si considera puntuale un treno che arriva entro i cinque minuti, cinque minuti e mezzo è in ritardo, cinque minuti e mezzo va a finire all’interno dei treni che arrivano treno i quindici minuti, quindi entro i quindici minuti c’è il treno che arriva a cinque minuti e mezzo come quattordici e mezzo di ritardo, questo è il dato.
Questa è la configurazione dei due treni. Quindi, che cosa è successo poi? Poi è successo che, per incrementare la puntualità sulla Rovigo - Verona, è peggiorata in parte la Rovigo - Chioggia, ma c’è un motivo tecnico e questo è quello che giustamente è stato rilevato nel vostro messaggio ed è la vetustà dei mezzi.
Questo è un fatto indiscutibile.
I mezzi oggi in esercizio, che erano quelli che venivano usati precedentemente e che sono oggi usati anche in altre ferrovie d’Italia, ce ne sono qualche cosa come quasi mille ancora in esercizio in Italia, ce ne sono a Bologna, da tutte le parti, sono mezzi che hanno circa quaranta anni, cilindrata 1200, quindi sulle tratte lunghe, come la Rovigo - Verona, che è novanta chilometri, non ha molte fermate, quindi ha dei tratti molti lunghi, quindi sono sottoposti i treni anche a stress importanti, quelle macchine, che hanno quaranta anni, ovviamente hanno dei cedimenti molto importanti e questo è il dato.
Oggi abbiamo dei mezzi che sono vecchi. Un mezzo di quaranta anni non si può considerare più o meno vecchio, è un mezzo vecchio, fuori mercato. Non vi sto a dire che ha dei costi manutentivi importantissimi, non vi sto a dire che ha dei consumi importanti, quindi è un mezzo che in qualche modo non è alla altezza di un sistema che noi possiamo chiamare sistema di trasporto pubblico locale o metropolitano efficiente.
Questo non mi costa fatica dirlo. Per quanto riguarda la puntualità dentro i quindici minuti, le linee Chioggia - Verona sono nella media di quella regionale, anzi, la linea per quanto riguarda quella di Chioggia è sopra la media regionale della puntualità. Questi qui sono dati non rilevati da noi, sono dati oggettivi che chiunque può estrapolarsi, quindi non sono dati, diciamo, di parte.
Pag. di 64 Se poi, invece, andiamo ad analizzare le soppressioni, le soppressioni hanno avuto il loro picco massimo nel 2012 - 2013, poi hanno avuto un calo, mentre hanno avuto un’accentuazione su Chioggia. Perché su Chioggia hanno avuto una accentuazione? Noi Chioggia la esercitiamo da tantissimo tempo, forse da sempre, perché quando sono arrivato là, già si facevano alcune corse su Chioggia, per cui sempre.
Quando è stato preso il servizio anche su Verona, gli stessi mezzi, ovviamente che facevano la Rovigo - Chioggia, sono stati per la turnazione anche sulla Rovigo - Verona, quindi quei mezzi che, prima facevano cinquanta, sessanta chilometri e che avevano quindi un ciclo manutentivo e di esercizio particolare, la Rovigo - Chioggia ha anche molte fermate, quindi lo stress è molto basso, spostandoli anche sulla Rovigo - Verona, sono andati a finire ovviamente, come dicevo prima, in stress e quindi hanno avuto un sistema di rotture o manutenzioni o comunque tensioni maggiori.
Questo è perché il quadro è in qualche modo peggiorato. Che cosa è successo da dicembre in poi? Quello di cui si è parlato, della famosa fuga dei macchinisti.
Non so se qualcuno di voi ha avuto modo di vedere un articolo che è apparso sulla stampa nazionale dove il Presidente di Ferrovie Nazionali ha detto che da qui al 2020 deve assumere circa 1100 tra macchinisti e capi treno, era un articolo che forse è sfuggito. Sono successi due fatti concomitanti, quelli che in qualche modo si possono definire una tempesta perfetta.
Il monopolista si è trovato in una totale crisi di macchinisti, dovuta a dei pensionamenti anticipati su cui non aveva fatto dei conti, tanto per essere chiari, per formare un macchinista, Trenitalia tra fare il concorso e quando lo mette in esercizio, è tra i diciotto mesi e venti mesi. Noi avendo tematiche un pochino diverse, quindi meno mezzi di approntamento e altre cose, ci impieghiamo sui dodici mesi. Questo è un termine tecnico, da quando si assume una persona a quando va in esercizio.
Che cosa ha fatto? Ha avuto la brillante idea di fare un concorso per assumere macchinisti formati come se fosse un mercato dei macchinisti, è come se noi una mattina facessimo un concorso per assumere piloti di aereo, cioè non esiste, non c’è un mercato del macchinista, non si può formare un macchinista al di fuori di un’impresa ferroviaria, perché per fare un macchinista, una fetta importante della sua formazione è fatta sul treno.
Uno non la può fare sul treno se non è in un’impresa ferroviaria, quindi non c’è un mercato. Quindi ovviamente li ha presi da chi? Da chi li aveva.
Questo è evidente. Contemporaneamente, questo è un fatto molto importante, specialmente nel Veneto, c’è stata una crescita, e sta ancora avvenendo e avverrà ancora per qualche tempo, non breve, una crescita esponenziale della domanda di trasporto merci su ferro, non un incremento percentuale, un incremento esponenziale, parliamo del doppio, del triplo della domanda.
Questo è dovuto da una serie di aspetti particolari, quindi un blocco del traffico dal Mar Nero, quindi trasporto su gomma di prodotti cerealicoli, quindi una serie di fattori concomitanti che quindi oggi la domanda su ferro è cresciuta in modo esponenziale. Quindi alcune imprese private sono date in overbooking di ordinazione, di ordini e anche queste sono andate sul mercato privato, in che modo?
Ovviamente il privato ha delle regole del gioco completamente diverse dal pubblico, quindi si prende un soggetto, non ha il sindacato interno, contratti individuali, tratta gli aspetti economici su base individuale, tratta il servizio su base individuale, parliamo di cifre non banali di incremento, l’effetto concomitante ha creato uno stress sul mercato.
Il problema, che abbiamo noi, non ce l’abbiamo solo noi in Italia, ce l’abbiamo noi, ce l’ha Bologna, mi chiamano da tutte le parti per sapere se abbiamo macchinisti da poter dare in distacco, quindi immaginiamo, quindi il problema è abbastanza generalizzato. Questo ovviamente che cosa ha creato? L’organico normale come funziona?
Rispetto al programma di esercizio le imprese hanno più o meno da un 15 a un 20% in più di organico perché normalmente c’è sempre un turno chiamato in bianco, cioè una coppia in turno, che non va in servizio, che serve a sostituire quello che è ammalato o quello che non viene in servizio. Questa fuga di personale a noi è costata più o meno dodici persone.
Poi vi dico quanto vale economicamente questa operazioni, dodici persone è costata, ci ha creato un vuoto nell’area passeggeri e abbiamo completamente chiuso l’offerta delle merci, noi oggi avevamo un budget merci molto importante, peraltro su Rovigo perché facevamo tutto il servizio di Villa Opicina che Pag. di 64 va il servizio che va sull’Interporto di Rovigo, che serve lo stabilimento Carghi di Castelmassa, quindi noi abbiamo completamente abbandonato le merci in questo momento, chiuso completamente, facciamo solo un servizio, che possiamo farlo solo noi, che è una manovra su Cavanella perché forniamo l’Adriatica all’Aia perché altrimenti sarebbe un grosso problema.
E abbiamo una crisi sui passeggeri, che potrebbe anche non esserci, però se ci mettiamo normalmente tre, quattro persone che tra 104, congedi parentali, malattie, altre cose, stando a casa, automaticamente mancando la scorta, quindi la sostituzione, automaticamente... se per caso uno ti avvisa che sta a casa la sera prima, trovi il modo di fare una soppressione pilotata, se ti avvisa un’ora prima dell’entrata in servizio e magari quel treno parte alle cinque e mezza, alle sei del mattino, tu non riesci nemmeno a fare l’avviso e quindi c’è una soppressione non pilotata.
Questo è il quadro. Come abbiamo sopperito a questo? Abbiamo sopperito in due modi.
Primo, abbiamo messo in formazione sette persone, sono già in formazione in fase avanzata adesso, una volta che fanno l’esame, lo fanno il 15 maggio, ne partono altri sei, quindi formiamo tredici macchinisti, quindi ne formiamo uno in più di quello che abbiamo perso, quindi ne abbiamo uno in più sulla scorta, meglio uno in più che uno in meno.
Questi saranno pronti più o meno a fine agosto, però dal 10 di giugno entra in vigore l’orario estivo, quindi c’è una riduzione delle corse, dal 14 di agosto c’è l’interruzione per tre settimane per ciclo manutentivo da parte di RFI sulla linea Rovigo - Chioggia, quindi viene bloccata per tre settimane, quest’anno invece che due sono tre perché devono fare anche dei marciapiedi e altre cose, quindi praticamente c’è un recupero di organico abbastanza importante che permette di dare un circuito alle ferie e permette contemporaneamente ovviamente di arrivare a fine agosto, quando metteremo in servizio le sette persone di cui cinque vanno ai passeggeri e recuperiamo l’organico passeggeri e tre vanno alle merci e cominciamo a fare qualcosa delle merci perché su cinquantadue persone, sono nove destinate all’area merci per fare la turnistica e le altre quattro ai passeggeri.
Non vi dico che quest’anno avevo chiuso contratti, che eravamo quasi in overbooking sulle merci con delle marginalità importanti. Questa operazione quanto costa?
Io ho fatto un conto, diciamo così, ottimistico, nel senso che è molto basso, ci costa intorno a 700.000 euro, per me superiamo il milione, perché abbiamo quasi 400.000 euro di costo formazione, più ci mettiamo i servizi che abbiamo perso, più o meno un milione e mezzo di servizi delle merci, facciamo conto un po’ di marginalità e questa operazione ci costa più o meno un milione di euro perché ovviamente le persone, che sono in formazione, fate conto che sono tredici persone, che vanno in formazione, sono tutte quante ovviamente pagate perché una parte sono personale interno, mettiamo anche sette mesi a testa, fate un po’ di conti cosa costa una persona.
Contemporaneamente abbiamo, come è apparso sulla stampa, anche definito un contratto di secondo livello, cercando di creare delle condizioni economiche diverse, non dimentichiamo che da otto mesi era appena stato sottoscritto il contratto di lavoro di autoferrotranvieri, quando è stato un rinnovo, un contratto tutto quanto a carico dell’azienda perché c’è il recupero della produttività e il recupero degli investimenti.
Una piccola soddisfazione che proprio ieri, uno di quelli che è andato via, ha fatto la lettera che voleva tornare, ha chiesto di potere tornare, forse perché dove è andato non si trovava così bene e ha chiesto di potere tornare, quindi vuol dire tutto sommato che così male non si stava da queste parti. Non vi dico quanto guadagna al netto un macchinista perché forse rimarreste molto ma molto impressionati in termini economici.
Un macchinista, che fa le merci, che ha un’indennità particolare, è un servizio molto complicato, arriva sui 2.800 euro netti al mese. (Confusione in Aula) Un dirigente? Intorno ai 3.000 euro netti al mese, per quattordici mensilità. Non c’è variabile, però, mi permetta, Consigliere, è una provocazione un po’ banale.
Io credo che un metalmeccanico in fonderia non pigli 3.000 euro al mese. Pag. di 64 Comunque, a parte questo...