Signor Sindaco, signor Presidente, signori Assessori e colleghi, io non amo, per mia cultura personale, la polemica politica, però credo che in questa occasione sia necessario affrontare il tema all’ordine del giorno giustamente, della presentazione delle linee programmatiche. E che si fa rispetto ad una presentazione di linee programmatiche?
Il Consigliere Comunale, che vuole svolgere il proprio ruolo ovviamente, al di là della differenza fra maggioranza ed opposizione, precisa dal proprio punto di vista rispetto a quello che c‘è scritto qua, senza fare tanti giri di parole, ecco. Evidentemente esprime una valutazione su quelli che sono i contenuti che sono… caro Bruno, perché ci conosciamo da molti anni, io sono d'accordo con l'amico Guarnieri, ecco, ci vuole proprio un bel in bocca al lupo.
In bocca al lupo questo te lo auguro dalla parte dell'opposizione, ma certamente con la premessa che c'è qualche concetto che manca, e quindi è giusto che venga evidenziato non per polemica, non per presa di posizione, ma perché deve essere e fa parte di un arricchimento, di un confronto e di un dibattito fra le parti, segnando i punti che non ci sono e che possono essere, almeno da parte del Sindaco, memorizzati, valutati, soppesati; evidentemente se vengono dalla maggioranza avranno più peso, se vengono dalla minoranza verranno meno, però hanno, credo da parte di chi li espone, la massima serenità di essere fatti con consapevolezza, con serenità e soprattutto con la convinzione di fare qualcosa di utile per la propria città.
Ecco, una cosa che io evidenzio che è carente, e che mi dispiace, ecco perché il Sindaco, come me e come molti altri, amano questa città, amano il rugby e il rugby è soprattutto non soltanto una disciplina importante, è anche orgoglio. Ecco, quello che manca, forse in questa presentazione, è un po' d'orgoglio. Un po' d'orgoglio che si coniuga con il termine Rovigo capoluogo.
Ecco, capoluogo e orgoglio di essere protagonisti della rinascita, della rilancio, lasciando stare tutto ciò che ha fatto o non ha fatto la precedente Amministrazione, partiamo da qui, qui c'è gente nuova, gente vecchia, gente che è stata qui qualche anno fa, qualcuno che ritorna, qualcuno che non c'è mai stato. Partiamo da qui, perché Bruno Piva è un nuovo della politica, e questa è una grande forza, è una grande opportunità.
In quanto nuovo della politica non hai scheletri nell'armadio e puoi tranquillamente essere, certamente anche se strattonato, però rispondere anche con la piena coscienza, non sei neanche più un dipendente, quindi hai anche una grande libertà, e non hai neanche il conflitto di interessi. Un conflitto di interessi che nasce… Ecco, per esempio, quando parliamo di Enel da parte di molti che parlano, ma sono ahimè dipendenti, quindi la loro voce è sempre un po' stonata.
Allora, io dicevo, questo manca e credo che vada e andrà recuperato certamente attraverso le azioni di governo, ma deve essere una delle questioni fondamentali: l'orgoglio di essere a capo di una città che, come capoluogo, tuttora non lo è.
E allora, andando come respiro -un'altra cosa che rispetto a questo manca- in un momento in cui anche nel dibattito nella stampa viene riportato il problema delle unioni comunali, delle relazioni tra Comuni per cercare di semplificare gli apparati comunali della nostra provincia, un ragionamento credo che vada ripreso, è stato fatto qualche anno fa, ma credo che va ripreso, nei confronti dei Comuni contermini, dei comuni limitrofi, perché credo che non possa essere sottaciuto che essere o capoluogo vuol dire essere riconosciuti non soltanto all'interno della realtà Polesana, ma a partire dai Comuni che sono limitrofi a noi, soprattutto naturalmente poi alla gestione diretta di quelli che sono i servizi che qualificano un capoluogo.
E quali sono questi? Beh, innanzitutto c'è un problema di sviluppo economico, che non può essere soltanto ricondotto al problema di aree artigianali o aree industriali o aree commerciali, che sono Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Luglio 2011 43 oggi anche in conflitto, vedi il problema con Villamarzana, vedi Ceregnano.
C'è una problematica che riguarda una politica anche di sviluppo, o quanto meno di revisione dello sviluppo fin qui perseguito, che aiuterebbe se riprendiamo una politica, diciamo, di relazione con i Comuni vicini in questa prospettiva.
Perché lo sviluppo vuol dire soprattutto capacità di gestire non soltanto le relazioni con le associazioni con chi ha un’attesa, ma aiutare la riconversione, trovare nuove aree, ricollocare sul mercato oggi degli stabilimenti che sono già costruiti, molti dei quali sono qua nel territorio comunale e limitrofo sono o di aziende fallite o di aziende che sono in liquidazione o perché non sono più capaci di andare avanti, quindi sono sul mercato e possono quindi essere sede di risistemazione di alcune attività.
Quindi, le relazioni con il mondo dell'associazionismo economico, che non è soltanto la Camera di Commercio, ma sono le associazioni di categoria, è uno dei nodi di fondo che deve essere importante e che non c'è. E rispetto a questo può trovare anche una nuova dimensione, va ricollocato il rapporto tra la scuola e il mercato del lavoro. Abbiamo l'Università a Rovigo: ma questa università, ve lo siete mai chiesto?
Ma quanti posti di lavoro ha creato, a parte gli insegnanti e gli addetti della scuola? Dei giovani che hanno frequentato, quanti si sono collocati nel mercato di lavoro, abbiamo dei dati statistici? Allora questa Università è utile, anche perché crea, a parte prestigio, crea sviluppo e documentazione o no?
E questo, allora, può permettere di ragionare su una università che può vedere un domani uno sviluppo con alcune, diciamo, facoltà che non ci sono, ma correlate ad un territorio che ha una vocazione, certamente agro-alimentare, certamente collegata ad un artigianato particolare, ma allora o questo lo raccogliamo e ci ragioniamo, sennò l’università così è un corpo estraneo, a parte gli insegnanti che sono prevalentemente da fuori e quindi non sono residenti qua, e questa è un'altra negatività!
E quindi praticamente poi va collocato in seconda battuta poi anche il ruolo del turismo. Ecco, quel turismo, tra le due righe in fondo al programma, mi pare, ecco, un po’ riduttivo. Io prenderei per buono quello che ha detto qualche giorno fa un certo Tremonti, non ultimo dei Moicani, ha detto che ragionare come paese, sistema paese nel turismo, vuol dire dare al turismo un valore strategico.
Allora, anche se noi non siamo certamente Venezia o non siamo Verona, ma certamente… o Padova, possiamo credere di più nell'importanza del turismo come elemento di trascinamento di uno sviluppo diverso? E per fare questo non serve soltanto la promozione, perché per fare promozione bisogna andare in giro, bisogna vendere città per fiere importanti, non far finta ma bisogna crederci, avere praticamente al fianco gli albergatori, i ristoratori, perché non abbiamo una buona ristorazione locale.
E lo sapete, quando c'è qualcuno da portare qualcuno fuori a mangiare, si va fuori Rovigo, perché di Rovigo non ci si fida, o quantomeno ci si va poco. Cioè, una valorizzazione enogastronomica della città non c'è rispetto a Treviso, rispetto a qualche altro importante capoluogo veneto, noi siamo deboli.
E allora, se abbiamo l'eccellenza nel rugby e su questo ci crediamo, e l'abbiamo ritrovata dopo molti anni, dobbiamo cercare di riscoprire le eccellenze, oppure quelle che potrebbero essere eccellenze ma tuttora non ci sono. E su questo passo l'altro comparto, che è quello del settore socio-sanitario.
E qui, Sindaco, diciamocela franca e schietta, non solo per quello che c’è scritto nel Piano socio-sanitario, ma il ruolo di Rovigo capoluogo rispetto alla sanità così com’è non va, non per quello che hai scritto, ma per quello che viviamo. E non va soprattutto che Rovigo sia governata -io lo dico da molto tempo- siamo governati da fuori. Non voglio fare...
Prendere a prestito degli slogan “paroni a casa nostra”, ma però certamente... è bella però! Però credo che il tema che Rovigo non abbia la possibilità di avere dirigenze, dirigenze che vivono qua, che vivono la città, che vivono il capoluogo, che quando escono la sera incontrano qualcuno che fa presente loro quello che non funziona e che non va, non qualcuno che quando ha finito l'ora di servizio se ne va a 50 km o a 100 e non trova più quello che lo interrompe, lo disturba e gli ricordo il problema!
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Luglio 2011 44 C’è un'insufficienza complessiva che riguarda chi vive l’ospedale, che non può non rilevarla, e non è soltanto il problema del Pronto Soccorso, che quello è un punto nero, nonostante lo sfarzo inutile, credo, di una grande ingresso.
Ma il Pronto Soccorso è un problema, ma è un problema la gestione complessiva: il fatto che molti medici di Rovigo non possono lavorarci, non lavorano qua, non vengono sistemati; mentre vengono sistemati quelli che vengono da fuori, perché non solo non fanno parte degli amici degli amici. Quindi c'è un problema molto forte per quanto riguarda quello che è il servizio complessivo socio-sanitario. Si sono persi i distretti socio-sanitari, quindi il territorio, il rapporto con il territorio è molto debole.
C'è una grande prevalenza dell'ospedale, ma l'ospedale così com'è, ripeto, non va, e va quindi rivisto. Quindi un po' di più certamente il rapporto medicina pubblica/medicina privata, ma riguarda soprattutto quello che è possibile fare avendo questo orgoglio. Io ribadisco che il problema di orgoglio è anche sulla sanità e va toccato con forza.
L'ultima questione che pongo, che manca e non c'è, probabilmente anche volutamente, o forse perché, come dice Guarnieri, alcune cose verranno viste strada facendo, e può essere, ma è meglio mettere anche qua qualche paletto, se si può, quanto meno come suggerimento, che riguarda sempre Rovigo capoluogo e la funzione dei servizi tecnologici rispetto a questo.
Ci sarà una prospettiva, perché è un dibattito aperto, che esula, non soltanto è su Rovigo, ma riguarda anche altre realtà che con noi collaborano negli enti preposti.
Ma la prospettiva di avere società unica di rifiuti, d’insieme come è stato fatto con l'acqua, e un'altra che gestisca tutta l'energia provinciale, è un ragionamento che, come capoluogo, possiamo cominciare ad assumere e ci poniamo come un ragionamento che questo Consesso potrà affrontare, non dico risolvere, ma cominciare a ragionarci, sempre con questa consapevolezza che spetta al capoluogo indicare una linea, indicare una strategia, più che a farsela spiegare da chi non vive Rovigo o viene da fuori!
E questa consapevolezza deve anche avere -ripeto- della sostanza. Cito l'esempio per deformazione: ASM SET, piccola realtà, di fatto una partecipata del Comune, anche se di ASM, ha saputo fare sulle rinnovabili una scommessa importante, ha creato sviluppo, ha creato relazioni con il mondo locale; non si è fatto spiegare da nessuno da fuori cosa e come doveva essere fatta la crescita nel settore delle rinnovabili.
Quindi è uno strumento di questa città, è una dotazione di uomini, di risorse e di idee e di capacità che viene messa al servizio, è al servizio, basta saperla sfruttare, basta saperla utilizzare.
Quindi, questa consapevolezza che Rovigo può essere e deve essere il vero capoluogo, ma per far questo bisogna crederci, e per crederci bisogna essere convinti, e per essere convinti bisogna insieme, quindi la Giunta e il Consiglio Comunale… il lavoro sulle cose, sempre sulla prospettiva della politica del fare, credo che ci sarà occasione nelle prossime settimane di misurarci. Grazie.