Persona · attività documentata

Mario Borgatti

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
15
Sedute con interventi
2
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Presidente InterportoOsservato il 19 aprile 20071 osservazione documentali
Presidente dell’InterportoOsservato il 22 maggio 20081 osservazione documentali
Presidente di InterportoOsservato il 22 maggio 20081 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

22 maggio 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 7
Pagine 4–10
Punto 2

Proposta riduzione del capitale sociale di Interporto

Presidente di Interporto

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Buongiorno. Grazie per avermi invitato. Credo che nell'incontro di questa mattina, si debba discutere del Bilancio, dell'abbattimento del capitale sociale, ma mi corre l'obbligo di dire alcune cose, prima di dire del perché abbiamo fatto questa operazione, che poi non ci sono motivazioni molto… molto difficili.

Allora, ecco, volevo ricordare intanto una cosa.: ogni giorno trovo qualcuno che incontra qualche Consigliere Comunale, non tutti, ma in ogni modo qualche Consigliere Comunale, o qualche Assessore, dicono: “Beh, finalmente Borgatti va via e quindi faremo non più gli immobiliaristi, ma faremo l'attività della logistica”. Io non ho capito che cosa vogliono dire queste parole, non l’ho capito!

Perché se voi guardate il Bilancio, o guardate i Bilanci precedenti, non so che cosa voglia dire 5 immobiliarista, perché effettivamente io, non ho mai comprato e venduto terre, né mai comprato e venduto appartamenti, non ho fatto nessuna di queste attività, mai! Per cui non ho capito cosa vuol dire che noi facciamo gli immobiliaristi!

Se si riferisce al fatto che nell'anno 2000, quando sono diventato Presidente dell’Interporto, su richiesta allora del Sindaco Baratella e del Presidente Saccardin, e del Segretario dei D.S. Azzi e della Margherita, io mi trovai l’Interporto, con una situazione di deficit che non era sanabile, perché non corrispondeva ad opere fatte, di circa dai 7 agli 8 miliardi, poi vi posso dare anche i dati precisi, se volete.

Allora, per far fronte, e per mettere in sesto l'azienda per potersi muovere, abbiamo contratto un mutuo, che continuiamo a pagare oggi di € 2 milioni, ma allora di Lire 4 miliardi di lire, e abbiamo venduto un comparto B1 al COSECON, dove abbiamo recuperato Lire 1 miliardo. In più, dopo, abbiamo ovviamente sistemato qualche altra attività, e siamo riusciti a mettere l’Ente in condizione di poter partire.

In quel momento nell’Interporto di Rovigo -è bene ricordarlo perché allora si capisce tutto l'iter che è stato fatto- non si poteva urbanizzare più di 200.000 metri di terra, perché non c'era la sicurezza idraulica. Il Ministero dell'Ambiente, tramite il Consorzio Irriguo, vietava l’urbanizzazione di tutta l’area industriale e di parte anche dell'area logistica, perché una parte invece era stata sistemata, e anche una parte degli attracchi della ferrovia.

Allora, chiamai i privati, che erano i proprietari delle aree dell'Interporto, delle aree industriali, che sono le società che voi conoscete, e quindi non sto qui a ripetere, e dissi loro, siccome erano lì da molti anni, e non avevano urbanizzato 1 m² di area, perché c'era anche questo divieto, che io avrei creato le condizioni per poter urbanizzare le aree, avremmo speso dei soldi, ma che, in compenso, dovevano versare all'Interporto le cifre di €.

5,00 al metro quadro, per ripagare l'Interporto, delle spese che aveva per l'urbanizzazione primaria… secondaria. Ricevuto l'assenso con una lite, perché mi avevano detto che io ero Marxista- Leninista, nel senso che volevo che pagassero all'Interporto delle opere che facevo con i soldi del Comune, della Provincia e della Regione.

Alla fine concludemmo l'accordo, e la Regione Veneto sganciò 3 miliardi allora di Lire, per fare un canale, per scolare le acque, e non fare quell'immenso canale che era progettato che costava 14 miliardi di Lire che non avremmo mai potuto fare, e con il canale di 3 miliardi, abbiamo messo in sicurezza idraulica tutta la parte dell'Interporto, per potere così urbanizzare le aree, e costruire.

Questa è stata l'unica operazione, se vogliamo dire, immobiliare che ho fatto, che ha fatto il Consiglio di Amministrazione poi, dell'Interporto, perché ritengo che nessun privato si debba arricchire con i soldi pubblici, e così anche dovevano pagarci i soldi che avevamo speso: per togliere i cavi dell'energia elettrica, un miliardo; per fare le fogne fino a San Sisto, e non sto qui ad elencare le altre cose. Ecco da dove deriva, la mia azione immobiliare, quella di recuperare i soldi pubblici che avevamo speso.

Noi non abbiamo fatto più nessun'altra operazione Immobiliare.

E’ vero, come ho detto ancora quattro anni fa, visto che ormai sono sette anni che sono all'Interporto, che l'Interporto, per poter raggiungere il pareggio del Bilancio, 6 concedetemi che non vi dica per chili, perché mi dà fastidio parlare in inglese, per raggiungere il pareggio del bilancio, l'Interporto aveva bisogno di almeno 35.000 m² di capannoni, e di 20.000 m² - 25.000 m² di piazzali, perché voi sapete che una parte del Bilancio sono i soldi che entrano ed escono, ma poi ci sono gli ammortamenti, e gli ammortamenti sono pesanti quando si hanno… quando si hanno ferrovie, piazzali e fabbricati.

Allora abbiamo cominciato anche, a costruire, per raggiungere questa meta, per raggiungere questa meta! Senza di questa meta, non c'è il raggiungimento del Bilancio, del pareggio del Bilancio.

I capannoni che abbiamo fatto, che sono 22.000 m², di proprietà dell'Interporto, poi ci sono 6000 m di un magazzino fatto dalla ZAI di Verona, e altri 17, credo, circa mila metri, di magazzini fatti da Veneto Logistica, con una società composta da Sistemi Territoriali, da alcuni privati e dall'Interporto di Rovigo, abbiamo costruito altre 17.000 m² di capannone.

Oggi all'Interporto di Rovigo, oltre ai 22.000 m di proprietà dell'Interporto, vi sono altri 20.000 m di proprietà -come vi dicevo- della ZAI e di Veneto Logistica, e si è allargata la banchina di attracco, per far attraccare più facilmente le barche che portano la soia.

Se voi vedete il Bilancio, voi vedete che noi abbiamo un introito di circa € 700.000 per la movimentazione delle merci, per i capannoni… per i capannoni fatti prima del 2006, perché quelli fatti dopo il 2006 -come ho scritto sul giornale- ho ricevuto la licenza edilizia l'altro giorno, grazie all'Assessore Milan, che è venuto a guardare le carte e ha detto: “Hai il diritto di averle” e il giorno dopo, ci hanno mandato le licenze.

Però noi abbiamo perso i clienti, e per quasi un anno e mezzo-due anni, i capannoni non sono andati a reddito. Adesso ne abbiamo un altro, dove dobbiamo avere la licenza, spero che l'Interporto riesca ad averla prima.

Ma al di là, al di fuori, di queste scaramucce, che però hanno determinato in me un anno e mezzo fa la convinzione che l’Interporto di Rovigo era finito, perché l'Interporto di Rovigo era stato basato su una scelta politica, di tutte le forze politiche, era basato su un'area logistica ed un'area industriale di 1.200.000 m². Vi faccio solo un esempio: il non arrivare il klinker vuol dire per l'Interporto € 200.000 all'anno in meno di movimentazione merci, questi sono i rapporti.

E, l'azione che la politica fece 15 anni fa, o 14 anni fa, non so bene la data, di unire l'Interporto, la logistica quindi con l'area industriale, è stata una cosa molto saggia, perché il Censi di una recente -e non sto qui a leggervi il documento- in un recente documento, fatto per conto degli Interporti nazionali, dice che nella movimentazione delle merci, che è in continua evoluzione, gli Interporti devono essere aggregati alle aree industriali.

Ebbene, noi abbiamo un'area industriale che era richiesta, e che lentamente ha fatto sparire tutti, e oggi non abbiamo più nessuna domanda, e l'area industriale non è mia, è dei privati! Ma io guadagno quei cinque euro che mi consentivano di continuare a fare piazzali e di fare capannoni, che invece non ho più, e mi consentivano, quelli, di 7 muovermi, perché quando ho fatto l'aumento di capitale, come sapete, il Comune, non ha sottoscritto l'aumento di capitale, così come non l'ha sottoscritto la Provincia.

Io non faccio nessuna colpa, non c'erano i soldi, non voglio fare colpe a nessuno, però voglio ricordavi che il Comune ci chiese, all'Interporto, non di chiudere l'aumento di capitale a giugno, ma di chiuderlo a dicembre, di chiuderlo dopo settembre, perché a settembre c'era l'assestamento del Bilancio, e quindi sembrava che, con l'assestamento del Bilancio, una parte dei soldi poteva essere data dal Comune.

Siccome io sapevo benissimo che la Cassa di Risparmio, se non partecipava all'aumento di capitale né la Provincia e né il Comune, non avrebbe partecipato e non ci avrebbe dato il suo 5%, perché se non c'erano gli Enti Locali che aumentavano il capitale, non l'avrebbe fatto nemmeno lei, ho portato in Consiglio di Amministrazione ed ho accettato lo spostamento della chiusura dell'aumento di capitale, a dicembre.

Il risultato è stato molto semplice: la Regione, che aveva stanziato un milione e mezzo di euro, ci diede prima mezzo milione di euro, l'altro milione di euro, ce lo doveva dare alla fine dell'aumento di capitale; invece di darcelo a giugno, ce l'ha dato a dicembre. Il Comune non ci ha dato niente.

La Cassa di Risparmio, quindi, non ci ha dato niente, e il risultato è stato che io, che dovevo pagare con quei soldi i finanziamenti dell'Interporto di Rovigo, il 35% sui Docup Europei, sono andato in banca e ho speso decine di migliaia di euro d’interessi per avere ricevuto in ritardo i soldi, per aver ricevuto alla scadenza i soldi dell'Interporto.

Ho capito allora, da un anno e mezzo fa, ed è per quello che, anche per ragioni politiche, e poi voi sapete bene le lotte che ci sono all'interno, ma io un anno e mezzo fa, decisi di non presentarmi più a Presidente dell'Interporto, perché l'Interporto di Rovigo, anche se è una società partecipata dalla provincia di Vicenza, da Verona, o da Padova o da Vado Ligure, insiste sul territorio di Rovigo. Se il progetto, con il quale si era iniziato, non esiste più: o esiste un altro progetto o l'Interporto cade.

Non c'è problema di Mario Borgatti di nemico o amico, non c'è da mettere… condannare uno o a promuovere un altro. C'è un disegno che è stato fatto e che non viene compiuto. I soldi non si trovano per la strada, i pareggi di Bilancio si raggiungono con i metri quadrati di capannoni e di piazzali, se non ci sono non si fa assolutamente nulla.

Allora, di fronte a queste incertezze, è chiaro che l'Interporto di Rovigo è privo di una politica. E qui vorrei dire due parole sull'abbattimento del capitale.

Essendo privo di una politica, e coloro che andranno e dovranno stabilire che cosa fare… ero preoccupato che, se ci fossero stati altri disguidi nelle licenze dei capannoni, nei treni che arrivano, voi sapete che oggi arrivano due treni all’Interporto, perché ci sono dei problemi con la Tassina, e quindi, insomma, dei vari problemi, abbiamo proposto tutti, come Consiglio di Amministrazione, di abbattere il capitale, in maniera che il nuovo Consiglio di Amministrazione, che andava ad amministrare, si trovasse in condizioni tranquille di poter amministrare l'Ente.

Io ho sentito... nel mio Consiglio di Amministrazione siede il Dottor Sichirollo, che è il Presidente dei Revisori dei Conti, il dottor Sambo, che è un noto Commercialista… 8 di Venezia, il Dottor Colombo che tutti conoscete, e mi hanno detto che questa è un'operazione fattibile, anzi che era giusto farlo, così come il mio Consulente Tecnico che è lo Studio… che è lo studio Salvaggio. Ecco perché abbiamo fatto questo abbattimento del capitale.

Per quanto mi riguarda, devo dire, che non m’interessa assolutamente nulla che voi lo approviate o no, perché io non sarò più Presidente e non sono nemmeno candidato! Però, io sono un politico e ritengo di mettere coloro che vanno in condizioni di poter operare, perché la politica è questa, non è una battaglia! Non è una battaglia di non dare le licenze.

Non è una battaglia di continuare a dire in giro cose che non sono vere, che noi facciamo gli immobiliaristi quando spostiamo merci! I nostri capannoni sono pieni e altrimenti non avremmo guadagnato € 700.000 di spostamento merci, senza -come vi dicevo- piazzali sufficienti.

Se oggi l’Interporto di Rovigo è una realtà non solo Polesana, ma, regionale e nazionale, se oggi l'Interporto di Rovigo diventa una struttura importante per la movimentazione delle merci lungo il canale, voi pensate soltanto che, per quanto riguarda le merci che abbiamo sbarcato a Rovigo in tre anni, via fiume, abbiamo tolto 18.000 Tir dalla Romea, da Chioggia fino a Rovigo, il che vuol dire un'autostrada di 1000 km. Quanti PM10 abbiamo tolto dalle nostre città?

E i costi sociali che abbiamo tolto, quanti incidenti stradali con 18.000 Tir avrebbero potuto esserci? Quindi, svolgiamo anche una funzione non solo di logistica e di servizio alle imprese, ma anche una questione ambientale e una questione sociale, tant'è vero che l'Interporto di Bologna ha fatto anche il Bilancio sociale. Allora adesso, qual è la situazione?

La situazione è che, non avendo questi capitali e non avendo una politica, si potrebbe dire: vendiamo tutto!

Se noi vendiamo l'Interporto, il conto è… che vale oggi € 42 milioni, vuol dire che… mettiamo che siano 30, vuol dire che il Comune che ha investito € 2000, ne prenderà 6000, al di là e al di fuori che se abbattiamo il capitale oggi, oppure lo detrarrete quest'altro anno, la quota, la vostra azione, scenderà da 3000 a € 2000, per cui è chiaro che avrete un'azione inferiore, ma non è tanto l'azione che conta in quel momento, è il valore che abbiamo creato che sta sul mercato.

Quindi, il Comune di Rovigo deve decidersi! L’'area industriale non funziona più, l’Interporto non è in grado di funzionare se non si fanno capannoni e metri quadrati -come ho sempre detto e sostenuto- di piazzali. Con la banchina a mare poi, si aprirebbe un discorso d’incanalamento lungo il canale di grandi quantità di merci, al servizio delle aree industriali.

E quando siamo stati l'altro giorno a Bruxelles, portati dall'onorevole Paolo Costa, Presidente della Commissione Europea dei Trasporti, l’ex Sindaco di Venezia che, con l'iniziativa dell'Interporto e mia personale e della Provincia di Mantova, e poi ha partecipato anche la Provincia di Rovigo e il Consorzio di Sviluppo, siamo andati a spiegare che cos'è la via navigabile del Veneto, d'Europa, il Funzionario Europeo, e i grandi Commis dell’Europa, non solo politici ma anche tecnici, verranno a vedere la via navigabile, perché la via navigabile, al di là, al di fuori delle proteste che si possono avere, c'è e funziona.

9 L'altro giorno, e lo metterò sul giornale domani, abbiamo firmato con l'Interporto di Vado, che è un grande Interporto container della Liguria, una possibilità di interscambio di container con l’Interporto di Rovigo. Voi sapete che i container a Padova arrivano da Livorno, e a Verona arrivano da La Spezia o da qualche porto… o anche da Gioia Tauro con i treni, ma non certamente dall'Adriatico.

Con la banchina, li faremo arrivare in Adriatico e quindi, avremo la possibilità di smerciare direttamente; ma con il porto di Vado, anche l’Interporto di Rovigo, avrà la possibilità di movimentare merci. E l’Interporto di Vado, eretto dalla ditta Fattorini, è una delle più grandi società di logistica di movimento di container. Questa è la situazione futura che avremo di fronte se, invece di lamentarci, riuscissimo a trovare delle soluzioni che oggi non sono facili da trovare.

Perché, ricreare le condizioni per cui le imprese trovino la forza di venire a Rovigo dove, durante la costruzione, gli possono cambiare le regole, non vengono più; tant’è vero che una che è venuta, per non perderla, l'abbiamo portata, l‘Ikea, a Villamarzana, e ad Arquà. Quindi, le decisioni non sono in capo all’Interporto di Rovigo, sono venute a cadere sul Comune di Rovigo, e sulle scelte urbanistiche del Comune di Rovigo, non su quelle nostre!

Io non dico che siano sbagliate o giuste, non dico che Borsea abbia ragione o torto; io dico che queste sono le condizioni con le quali io sono andato all'Interporto, su scelte politiche fatte dal centro-sinistra allora, e prima anche dal centro-destra, non lo so, ma sicuramente dal centro-sinistra, perché nei Consigli di Amministrazione con me, sedeva l’Onorevole Baratella, e il signor Saccardin, Presidente della Provincia, noi abbiamo portato avanti questa politica!

Non abbiamo fatto gli immobiliaristi, movimentiamo 700.000 m di aree, abbiamo i nostri magazzini pieni, quelli che hanno le licenze, però tutto questo non è sufficiente a portare in pareggio il Bilancio dell'Interporto se non si fanno altri piazzali e altri capannoni. E allora le vie da seguire sono: o trovare una nuova politica, o vendere… E vendere si può vendere in due maniere, perché si può fare anche una finanziaria.

Quelle saranno poi le cose che farete voi, o farà l'Interporto di Rovigo, o quelli che verranno, ma altre strade non ce ne sono, perché evidentemente fra i branchivi (parola non certa) del Bilancio non si possono trovare. Che voi votiate… noi come Interporto abbiamo ritenuto di mettere coloro che vengono, non nelle condizioni nelle quali mi sono trovato io, ma in condizioni in grado di potersi muovere. Oggi, il Comune di Rovigo ha un capitale investito, non so, di € 1 milione, se ne troverà 3 se vende tutto.

Quindi, questa è la sostanza. I capannoni ci sono e sono nuovi e funzionano e, anzi, oggi abbiamo avuto per due giorni la Rai che è venuta a fare un servizio per l'Interporto, non chiamata da noi; su L'Espresso, su Panorama, sul Mondo ci siamo spesso, perché?

Perché la via navigabile sta diventando, nella cultura che prima mancava, una cosa seria; questa grande autostrada che arriva dal mare fino a Cremona, e che fa finire l'autostrada del mare non a Venezia, ma la fa finire a Cremona, è ormai patrimonio di tutti, grazie all'azione che l'Interporto di Rovigo ha fatto. Ed io rivendico questa capacità del Consiglio di Amministrazione 10 dell'Interporto, di avere lanciato, e di avere lanciato l'idea della navigazione, di avere messo in moto il canale dell'Interporto.

Volevo aggiungere, per ultimo, che abbiamo messo in moto anche la Sit, la società per il Turismo, sono venuti qui, operatori di Aviation Link, che è la più grande compagnia turistica Israeliana che porta 16.000 turisti all'anno a Verona, e che ha scelto la nostra Provincia per venire a portare migliaia di turisti. Sono venuti qui, li abbiamo portati in giro, abbiamo fatto degli accordi anche con il Comune di Rovigo e quindi, anche la via navigabile, con le guide che abbiamo fatto, sarà in movimento.

Mi sembra che l'azione svolta sia stata importante, non solo per la Provincia ma per l'intero sistema della logistica italiana. Siamo in deficit, come vi ho detto, per quello… per questo! Ma, i capannoni sono pieni, quelli che abbiamo avuto le licenze, e quindi io non ho altro da aggiungere.

Sono qui a vostra disposizione. E per quanto riguarda il discorso dell'abbattimento del capitale, tutti i commercialisti, gli studi, ci hanno detto che si poteva fare, che era giusto farlo, e noi l'abbiamo fatto. Se non lo approvate, non fate un torto a Mario Borgatti, nè fate un piacere.

Io ho chiuso. Ci sono ancora settecento, ottocento, novecentomila euro per il prossimo anno da spendere, spenderanno quelli, non lo so. Ecco, io non sono qui a perorare la causa che voi facciate una cosa o ne facciate un'altra, però ognuno di voi deve sapere che le scelte che qui vengono fatte, poi si ripercuotono sull'area industriale del Comune di Rovigo, perché è l'unica che ha, e sull’Interporto.

E tutte le scelte che qui vengono fatte, poi si ripercuotono su tutto il sistema, e quella è una S.p.A., non è un Comune, dove possiamo parlare del più e del meno. Abbiamo a che fare con gli industriali, con grandi compagnie logistiche, dove la parola data vale al minuto: se si decide una cosa la si deve fare, altrimenti non vengono. Grazie.

Intervento n. 71
Pagine 40–41
Punto 2

Proposta riduzione del capitale sociale di Interporto

Presidente di Interporto

Leggi intervento

Diventa difficile rispondere a tutti. E’bene che ricordiamo una cosa però, primo: è vero che qui facciamo politica, ma dovremo svestirci della nostra collocazione politica per capire che cosa stiamo facendo. L’Interporto, perché il Comune di Rovigo, la Provincia, ha voluto fare l’Interporto?

Perché non esiste sviluppo industriale se non vi è il trasporto delle merci, se non vi è la logistica. Allora, sono stati gli Enti Pubblici che hanno dato vita all’Interporto: la Camera di Commercio di Padova ha costruito l’Interporto di Padova, e potrei dilungarmi, ma vi dico quelli del Veneto. E allora perché?

Perché lo sviluppo è legato strettamente al trasporto delle merci e al servizio del trasporto delle merci. Quindi, è un qualcosa che se non c'è, lo sviluppo è difficile che ci sia. E allora è chiaro che l'Interporto lo fanno gli Enti Pubblici, non lo fanno i privati, perché per i privati è passivo all'inizio, in quanto devono costruire una struttura.

Io ritengo di avere fatto il mio dovere, come Presidente dell'Interporto, perché oggi l’interporto ha 22.000 metri di capannoni, ha uno scalo merci, ha i capannoni serviti dalla ferrovia, e tutti i capannoni man mano che vengono date le abitabilità, le agibilità, vengono immediatamente occupati perché c'è richiesta.

L'Agritalia, ha potuto fare la terza linea di montaggio dei trattori, perché ha avuto la logistica dell'Interporto, la Socotherm ha potuto continuare a preparare i tubi, perché la Dalmine è venuta a servirsi dell’Interporto di Rovigo, Cattozzo che fa i pallet a Polesella, stocca la sua merce a Rovigo, la plastica di Villadose è servita da noi e molte altre cose potrei dire.

41 Il che sta a significare che l'interporto svolge il ruolo per il quale era nato, per il quale era pensato, e io di questo ne sono contento, e sono contento di quello che ho fatto, perché oggi io, alla fine del mio mandato, sono arrivato con sette - otto miliardi di debito, senza nessuna prospettiva futura, e do in mano ai soci una struttura che vale € 42 milioni, che possono vendere e poi incassare tutto quello che hanno speso per 3 - 4 volte. Quindi il mio dovere, l’ho fatto!

Però, non pensiamo che il Comune di Rovigo sia avulso da tutto questo, ecco, ma prima di parlare di questo, volevo dirvi che l'Interporto di Venezia, che ha qualche decina di anni più di quello di Rovigo, quattro anni fa, ha dovuto infrastrutturare, fare grandi magazzini per il freddo. Che cosa è successo?

L'Interporto era di un privato, di un certo De Vecchi, hanno diviso la società, è entrata la Regione Veneto, la Provincia di Venezia, il Comune di Venezia, hanno finanziato poi i sistemi territoriali e hanno costruito 40.000 m di capannoni condizionati. L’Interporto di Padova, ha chiuso il suo bilancio in passivo lo stesso anno, poi avevano una società di movimentazione merci, perché è nato prima di noi con le ferrovie eccetera, per cui ha potuto pareggiare il bilancio.

Questo per dirvi che è una situazione un po' generale questa. Però il Comune di Rovigo mi chiedeva se io credo nell’Interporto di Rovigo. Pensate veramente che una persona sta a fare il Presidente dell'Interporto per prendere il gettone?

Farebbe finire tutti noi se siamo qui a prendere dei gettoni! Io sono andato lì, perché credevo di poter fare qualcosa di utile, come ho fatto credo. Avevo preparato anche un business plan in cui avevo una prospettiva, perché si basava su ciò che avevamo fatto e su ciò che si era concordato.

Se cambiano i meccanismi concordati, possono cambiare quelli di Napoli o quelli di Vicenza, ma se cambiano quelli del Comune di Rovigo, l'Interporto di Rovigo va in sofferenza.

E’ vero che l’inquinamento, si può aumentare l'inquinamento, non so però, se qualcuno ha inventato delle paratie per fermare l'inquinamento che nascerà con i cinque milioni di aree industriali, approvate dai patti di Costa di Rovigo, e dell’Eitre (parola non certa) ecc, 5 milioni di metri quadrati di aree industriali dopo Villamarzana. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 72
Pagine 41–42
Punto 2

Proposta riduzione del capitale sociale di Interporto

Presidente dell’Interporto

Leggi intervento

Ma non centrano quelli! No… Ci sono quelli… Non diciamo cose, Osti, che non sono vere! Basta andare al Consorzio di Sviluppo, prendiamo le aree industriali che ci sono, e quelle ci sono!

Adesso queste aree industriali nuove che vengono fatte, se voi pensate che quelle non inquinino, che fermare tutto l'inquinamento di Borsea, benissimo! Ma però non è un mio problema adesso, io non voglio fare una polemica con Borsea! Io non voglio fare una polemica con Borsea!

Io non voglio fare polemica con Borsea! Perché l'inquinamento se ce l'hanno, l’abbiamo anche noi a Rovigo, quindi non è che io voglia fare qualcosa contro Borsea. Voglio dire che c'è oramai un'area industriale, 42 e quest'area industriale doveva creare dei frutti.

Se si cambia, non so quale sarà il futuro dell'Interporto, se non vengono fatti piazzali e magazzini. Se l'Interporto costruirà ulteriori piazzali e ulteriori magazzini, raggiungerà il pareggio di bilancio, perché le ferrovie che sono state create, i piazzali che ci sono, non sono sufficienti per pagare gli ammortamenti e i finanziamenti dell'Interporto. Vi ho fatto l'esempio di quello di Venezia, e quindi fate il paragone con quello di Rovigo che invece era appena nato.

Come potrei dirvi che l'Interporto di Padova… ha protestato la Provincia di Padova, perché la Regione ha dato troppi soldi a Rovigo, e perché voleva avere dei finanziamenti che sono stati dati anche a Padova e anche a Verona. Allora, se questi grandi Interporti, che sono il fulcro della movimentazione delle merci per tutta l'Italia settentrionale, hanno ancora dei contributi da parte degli Enti pubblici, non possiamo meravigliarci che non li possa avere anche Rovigo.

Per quanto riguarda il discorso di ampliare la logistica e di comperare la terra, io, quando sono andato all’Interporto, sono venuto in questo Consiglio Comunale credo; il programma che io ho letto di fronte al Sindaco Baratella allora e agli altri, la mia proposta era di espropriare le ulteriori aree che c'erano dei privati all’Interporto, perché non avevano ancora urbanizzato, non era ancora nata la storia che vi dicevo prima, perché quella storia è nata quando Osti diede, ad agosto dell'anno 2000 mi pare, l'autorizzazione a urbanizzare quelle aree ai privati, da quel momento…

Intervento n. 74
Pagina 42
Punto 2

Proposta riduzione del capitale sociale di Interporto

Presidente dell’Interporto

Leggi intervento

Ecco sì, le opere di urbanizzazione.

Intervento n. 76
Pagine 42–44
Punto 2

Proposta riduzione del capitale sociale di Interporto

Presidente dell’Interporto

Leggi intervento

Va beh insomma! Io non sono un tecnico. Hai dato questa autorizzazione, da quel momento, non si può più pensare di comprare delle aree urbanizzate, perché costano enormemente.

Quindi l'espansione se avviene, avviene verso aree che sono agricole, e che possono quindi essere acquistate a prezzi convenienti, per poter poi costruire capannoni e altre attività. Quindi, c'è la possibilità di sviluppo dell'Interporto. Io credo nella possibilità di sviluppo dell'interporto.

E ci crede la Regione Veneto, che qui ha investito! Ma io non faccio la difesa della Regione Veneto perché sono di centro-destra! La Regione Veneto, mi ha dato un aumento di capitale di un milione e mezzo di euro; la Regione Veneto ci ha messo, in una delibera Cipe, che spero che entro la fine dell'anno venga approvata, grazie all'intervento dell'Ing.Vernizzi e del Dr.

Fasiol, ci ha messo in finanziamento con dei fondi Cipe di un miliardo e 300 milioni che 43 dovremmo avere, come Interporto, per fare i piazzali, perché sono in giro, ero in giro perché, per completare quest'opera bisogna fare i piazzali. Per esempio, abbiamo delle domande dall’Upal (sigla non certa) che è una grande azienda logistica, che da sola muove 80 treni al giorno in Italia, di fare il proprio centro di smistamento delle merci a Rovigo. Perché mai a Rovigo?

Per la sua collocazione, per la sua collocazione geografica e viaria è diventato un centro intermodale importante, e lo sarà sempre di più. E quindi tanto più c'è ragione che ci sia un Interporto. Quindi la Regione, ha fatto tutto quello che doveva per l'Interporto di Rovigo: ci ha dato i mezzi per fare il canale, ci ha dato i continui finanziamenti con la Legge 8, ci ha dato finanziamenti con la Legge 380.

La banchina che doveva essere fatta a Bosaro, dalla parte di là, dove doveva andare il klinker -e qui voglio fermarmi un momento- non sono io, che sono andato a chiedere a queste aziende, di venirsi a collocare qui! Queste aziende vengono qui perché i privati hanno urbanizzato le aree, e queste aziende, in base alle norme che c'erano, sono venute qui a collocarsi. Non sono andato a chiederle io!

Non sono io che va a vendere delle aree industriali! Le aree industriali sono dei privati e sono soggetti al controllo del Comune, non al mio! È chiaro questo?!

Perché altrimenti ci rincorriamo sempre dietro. Io non c'entro niente con questa storia! È chiaro che però se l'industria non viene, un’altra non viene, l'altra che viene gli fanno causa, come diceva non so chi, va su tutte le rassegne stampa di tutto il Veneto, e di quelli che avevano intenzione di venire, sicuramente non verrà nessuno, ma andranno a Villamarzana che hanno venduto tutto, e così andranno nelle altre aree industriali!

E a Rovigo faremo i servizi, come diceva, se ho capito bene un momento fa, Osti, faremo i servizi, e diventeremo un bel dormitorio, faremo una bellissima azione in piazza, feste e banchetti, ma non sarà una città importante dal punto di vista industriale e logistico, perché la logistica, se va avanti così… se va avanti così, muore. Ho sentito anche dirmi perché non è venuta l’Ikea: l'Ikea non è venuta, perché le aree l'interporto non le ha! Le aree sono dei privati.

Le aree sono state urbanizzate e il capannone che sarebbe venuto, era di una grandezza tale, per cui nell'area urbanizzata della Polesine s.r.l e dell’Interporto s.r.l quella di Reale eccetera, non ci stava, perché bisognava mettere di sbieco il capannone. Non sono venuti per quello! Hanno trovato una collocazione migliore, vicino allo sbocco autostradale di Villamarzana.

Quindi non è che non siamo andati, abbiamo fatto anche noi, per gli industriali, questa proposta per i privati, ma non è stato possibile che avvenga, anche perché non ci sono le aree tipiche, per poter avere quel tipo di logistica di una sola azienda. Ho sentito anche che l’Interporto è diventato solo proprietario, vi sono state 16.000 m di terra, vuol dire che i capannoni li ho costruiti in cielo, va beh! Cioè, molto di quello che è stato detto, non so dare una risposta perché, che cosa dico?

Ho detto che abbiamo costruito 22.000 m² di capannoni e…non so… Con che cosa vuole che li abbiamo costruiti? Per il cielo?! Ecco, io -come ripeto- ho venduto solo il B1, quando dovevo sanare i debiti che mi sono trovato; di terre non ho vedute altre se non di piccoli ritagli, anzi mi sono 44 adoperato perché l'area interportuale venisse allargata e altre industrie potessero arrivare.

Ecco, io credo, di avere risposto alle vostre domande. Ad ogni modo, è chiaro, che l'Interporto avrà un avvenire, se vi sarà una chiarezza d’impostazione fra l'Interporto e il Comune di Rovigo. Che questo sia pubblico o che questo diventi privato -come ho detto- perché si può anche vendere, e quindi darlo in mano ai privati, nessuno mica lo vieta!

Io ho avuto anche delle proposte, si tratta di vendere e così il Comune di Rovigo, si toglie questo peso che ha! Però alla fine, se l'azione logistica deve andare avanti, è chiaro che ci andrà soltanto, se i piani del Comune di Rovigo lo permetteranno. Volevo alla fine concludere sulla banchina- a mare.

La banchina a mare è stata un'invenzione dell'Interporto di Rovigo, è un API, una società composta dal Porto di Venezia, dà delle ditte private e dell'Interporto di Rovigo; per accordo API, l’Interporto di Rovigo gestirà la banchina a mare, e per accordo API gestirà la banchina che, sempre con quella costruzione, con quel progetto, verrà fatta una banchina a Porto Levante che è il primo braccio di bacino di evoluzione che era stato progettato dal Comune di Porto Viro.

Quindi l'Interporto di Rovigo gestirà la banchina a mare, se sarà capace chi verrà a sostenere le tesi che io ho firmato, quando si andrà a costruire la società, e gestiremo anche la banchina a Porto Levante. Quindi noi, non saremo esclusi dalla gestione del canale, perché abbiamo da gestire la banchina di Porto Levante, la gestione della banchina a mare.

All’Aia io sono andato per fare delle intese con l'Interporto di Rovigo e per creare una banchina, ma dopo tre - quattro anni, non ho ancora ricevuto risposta, nonostante i miei numerosi solleciti, per fare un discorso della via navigabile completa. La banchina di Canda è già dell'Interporto di Rovigo, è dove scarichiamo 200.000 tonnellate d’inerti, in questo momento sono fermi, dopo che è stata sistemata la banchina, ma presto riprenderanno, quindi, noi siamo già buona parte di gestione dell'asta navigabile.

Il resto dell’asta navigabile, dal punto di vista delle costruzioni, è data ai Sistemi Territoriali, come una volta era del COVNI e come in Emilia è l’ARNI, e quella non possiamo averla noi. Certo che sarebbe bene che la politica raggiungesse un'intesa, per cui da un punto di vista commerciale e industriale, da Rovigo a Legnago, che fosse l'Interporto di Rovigo a gestire interamente la parte commerciale, industriale e turistica di quest’area.

Però per fare questo, bisogna avere idee chiare, precise proposte e scelte che, una volta fatte, non si cambino, perché altrimenti non si ha più la fiducia da parte degli imprenditori che devono venire ad investire qui.

19 aprile 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

10 interventi
Intervento n. 6
Pagine 3–7

Consiglio Comunale del 2007-04-19

Presidente Interporto

Leggi intervento

Buongiorno sono io che a nome del Consiglio di Amministrazione dell’Interporto ringrazio il signor Sindaco, la Giunta e i Consiglieri che sono qui presenti per fare una visita all’Interporto di Rovigo.

Ieri mattina ho avuto un contatto con il vostro Presidente Piccininno e con lui abbiamo concordato lo svolgersi di questo incontro e io ho ritenuto opportuno di dirvi che bisognava non parlare solo dell’Interporto di Rovigo sul quale ci soffermeremo finché ci sarà bisogno, anche l’intero pomeriggio se ci sarà bisogno, per far vedere agli amministratori che cosa è l’Interporto di Rovigo, in quale contesto opera, quali sono le sue funzioni e che cosa si aspetta, non solo il Polesine, ma la Regione Veneto e l’intero paese dall’Interporto di Rovigo.

Quindi è chiaro che per andare a parlare del particolare dell’Interporto di Rovigo, è importante che ognuno di noi, capisca dove noi siamo 3 inseriti in quale contesto noi lavoriamo e che cosa stiamo facendo perché questo contesto si modifichi a favore di una mobilità delle merci importante per lo sviluppo economico del nostro Paese.

Io parlo dell’Interporto in questo momento e tutto quello che dirò riguarderà l’Interporto poi parleremo anche della Zona Industriale, quando affronteremo i problemi dell’Interporto di Rovigo e parleremo anche dell’Area Industriale. Io non m sottraggo a quelli che saranno gli argomenti che sono all’ordine del giorno della Stampa e della Politica oggi, anche se io non c’entro, però dirò perché c’era l’Area Industriale e come si può superare.

Volevo partire con un filmato per far vedere a voi che cosa è il canale navigabile, che cosa ci aspettiamo dal canale navigabile, in maniera che ognuno di voi sappia che noi facciamo parte di un contesto che partendo da Porto Levante o da Chioggia, perché questa linea navigabile ha due entrate e quindi sono importanti i due Porti e arriva fino a Mantova, a Mantova con le Conche di San Leone va nel Po, arriva a Cremona e oggi ci sono già politici e mondo economico che sta riflettendo sull’aprire, il famoso canale di Pizzighettone, che è stato in parte interrato per arrivare fino a Milano, per avere così un sistema logistico fluviale di primo ordine, che non sarebbe altro che il terminale del corridoio adriatico che partendo da dove parte l’Adriatico, dalla Puglia fino a Milano, servirebbe le tre più grandi aree industriali del paese, cioè l’Emilia, la Lombardia e il Veneto che da sole producono oltre il 40 per cento del prodotto interno lordo.

Ora noi dobbiamo considerare che gli Interporti, le vie navigabili, la viabilità sono al servizio delle imprese, dello sviluppo economico e quindi è importante che le due cose siano legate.

Ma, come vedrete, il potenziare la via navigabile è importante perché la via navigabile vuol dire risparmio di denaro, vuol dire non fare autostrade, vuol dire costi sociali molto inferiori, vuol dire un inquinamento molto inferiore e voglio soprattutto anche dire non è la parte più importante, perché la parte più importante sono ovviamente i costi sociali, i morti e i feriti che noi abbiamo sulle autostrade ma anche è importante dare alle aziende italiane la possibilità di avere merci a costi ridotti nei trasporti.

Quando noi parliamo in Italia che non siamo competitivi con la Cina e con l’India, non è assolutamente vero, tutti i dati sono contrari, non siamo concorrenti con la Germania, con la Francia, non siamo concorrenti con la Spagna, cioè non siamo concorrenti con il sistema europeo, perché il sistema europeo ha un sistema logistico, un sistema viario e un sistema industriale che sono in grado di competere con la Cina e con gli altri Stati, perché l’Italia confligge con la Cina e con l’India per quattro grandi opere industriali, per 4 grandi lavori industriali o commerciali mentre la Germania o la Francia compete con la Cina solo con un grande settore della riforma, perché ovviamente il nostro è un paese in trasformazione.

Allora ecco è bene capire dove siamo inquadrati e una volta che avete visto questo poi andremo man mano sempre più vicino ai particolari e scenderemo all’Interporto di Rovigo.

L’altra mattina ho partecipato a un convegno a Mantova organizzato dall’Amministrazione provinciale di Mantova assieme all’onorevole Costa, Presidente della Commissione europea dei trasporti e la Commissione europea dei trasporti sta muovendosi per dare finanziamenti alle vie navigabili, sta muovendosi per dare finanziamenti all’armamento delle vie navigabili quindi sta venendo nelle posizioni che metteranno in condizioni l’Italia di poter mettere in moto le proprie vie navigabili, sulle quali manca l’armamento moderno, noi abbiamo chiatte molto piccole e abbiamo anche spintori molte piccole, non abbiamo navi fluvio - marittime sufficienti.

Quindi questa posizione del Regione e ho invitato anche l’onorevole Costa e prenderemo contatto con il Presidente dell’Amministrazione Provinciale per venire a fare un convegno a Rovigo, perché l’importanza della via navigabile è importante non solo per l’Italia, ma come vi dicevo anche per l’Europa e i finanziamenti ci sono. Quindi, noi stiamo operando non singolarmente ma stiamo operando in un contesto che riguarda il Polesine, il Veneto e l’intera Europa.

Vi mostrerei molto velocemente, prima poi di andare a piedi a fare un giro per l’Interporto e a mostrarvi i capannoni e le cose, le opere che noi stiamo facendo, i materiali che noi stiamo spostando vedere il canale e cosa c’è lungo questo canale.

Tenete presente che tutte le opere che vedrete a monte del canale di Rovigo e cioè il Porto di Canda, il Porto di Legnago, i giorni Porti, ce ne sono degli altri, il Porto di Mantova, il Porto di Cremona e poi venendo giù per il Po il Porto di Boretto e tutti gli altri porti, 4 sono porti che sono stati fatti che sono costati dei miliardi e che potranno entrare in funzione ricevendo merci dal mare, solo se noi avremo la nostra linea navigabile, usufruibile se l’Interporto di Rovigo sarà in grado di dare risposte alle loro necessità, perché le barche, le chiatte che passano per andare a Mantova debbono qui sostare e devono usare dei nostri servizi.

Ecco allora per farla breve, fatta questa piccola introduzione e ringraziando ancora il Sindaco della sua presenza e voi tutti, darei inizio a questo filmato che dura una decina di minuti.

La via navigabile Cremona - Mantova è 120 chilometri, la Mantova - Legnago - Rovigo - Mare Adriatico è 145 chilometri se si esce a Chioggia, se si esce invece a Porto Levante è 140 chilometri, quindi la lunghezza del nostro canale è di 265 chilometri con fondale di 2 metri e 50 fino a Mantova fissi, da Mantova a Cremona sono mantenuti da continui dragaggi. Questa è una fotografia del trasporto, che cosa si trasporta in questo canale per il momento? Cereali, derivati energetici, manufatti, merci varie alla rinfusa.

Vorremmo aggiungere a questo, perché abbiamo fatto un’intesa la scorsa settimana che la grande ditta Marcegaglia, acciaierie che operano a nord, vicino a Mantova e che come sapete usano dei coins che si facevano arrivare tramite via camion, oggi hanno un accordo con noi e i coins arrivano a Porto Levante e a Porto Levante vengono caricati sui camion e li portiamo.

Quindi già l’impresa non rodigina si sta muovendo per avere il nostro aiuto, il nostro supporto logistico per poter restare sul terreno della concorrenza commerciale.

Vi parlavo dal punto di vista ambientale, voi sapete che le merci venivano prima scaricate a Chioggia o a Ravenna, passavano per la Romea e poi passavano per Rovigo con i Tir, ebbene abbiamo tolto, abbiamo portato con le chiatte 560 mila tonnellate in questi tre anni come vedete una cosa molto irrisoria per le prospettive che noi abbiamo di fronte ma era ed è l’inizio della nostra attività.

560 mila tonnellate vogliono dire 18.667 Tir che in questi tre anni abbiamo tolto dalle nostre strade, dalle strade del Polesine e questi 18.667 Tir messi tutti insieme uno di fila all'altro e lasciando lo spazio da camion a camion e mettendoli sempre in movimento perché sarebbero stati in movimento, noi per poter dare risposta a questo, in questo periodo avremmo avuto o le strade intasate o avremmo dovuto costruire un’autostrada di 1000 chilometri, questo vi dà l’idea di come cambia l’Ambiente in termini positivi portandolo per la via navigabile e oltre ai costi inferiori che ci sono stati per le imprese, anche i costi sociali che abbiamo avuto di meno sulla strada.

Ecco i vantaggi per le imprese, l’intermodalità, l’economicità, la competitività, la riduzione dell’impatto ambientale. Il Turismo, l’Idrovia, faccio solo un accenno, voi sapete che abbiamo costituito la società Sip che è una società che è stava sponsorizzata dall’Interporto di Rovigo, di questa società fanno parte tre Province e dalla prossima settimana quattro, perché c’è anche la Provincia di Ferrara, tre Camere di Commercio, tre Consorzi, una settantina di Comuni e molti privati.

Questa società ha il compito di propagandare la via navigabile dal punto di vista turistico e dal punto di vista industriale e commerciale. Per fare questa opera di marketing territoriale l’Interporto di Rovigo ha ricevuto un’Intereg da 180 mila euro e oggi ci stiamo attrezzando e preparando per andare a divulgare la via navigabile anche a Parigi, come ci siamo già stati. Abbiamo già fatto la carta nautica e oggi faremo anche le guide turistiche.

Il Comune di Rovigo qui sta costruendo, come poi lo vedrete il Porto Turistico della nostra città.

E la via navigabile oggi è usufruibile, è un circuito di quasi 300 chilometri, è una cosa importante perché diventa la più grande via navigabile d’Italia dal punto di vista dell’House Boat e non solo delle House Boat anche dei privati e tenete anche presente che è una delle più belle d’Europa e che l’abbiamo già presentata a 40 operatori turistici all’ENIT a Parigi e che il Lago di Garda, ci ha già invitati per vedere di aprire il Lago di Garda e fare una linea che dal Lago di Garda vada a Venezia, venga nel nostro Parco del Delta o vada a Ferrara e da Ferrara giù fino a Porto Garibaldi.

Quando l’abbiamo scritta questa cosa non era ancora concretizzato tutto, abbiamo già fatto un giro già per la via navigabile al quale ha partecipato anche qualche l’Assessore e il Signor Sindaco è venuto qui alla sera, quando abbiamo ricevuto i turisti e quindi abbiamo dimostrato che la via navigabile c’è. Volevo anche dirvi che in tutta Europa le vie navigabili sono turistiche e commerciali, industriali, quindi le due cose non confliggono. Ecco questo è il Porto Turistico, come dovrebbe nascere, 5 andiamo avanti.

Qui come vedete sono tutti porti, i puntini gialli, sono tutti i porti che ci sono lungo il Fissero Tartaro Canal Bianco e il fiume Po perché questo è un sistema integrato che riguarda il Po e il Fissero Tartaro Canal Bianco. Questo è uno degli ingressi della nostra via navigabile ed è Chioggia.

Questo è l’ingresso a Porto Levante, come sapete Porto Levante non è un Porto riconosciuto la Regione Veneto ha già iniziato l’iter burocratico per fare l’autorità di Porto a Porto Levante, quindi Porto Levante diventerà un Porto a tutti gli effetti e sarà scavato a 5 metri di profondità. Lungo la via navigabile ci sono tutte le banchine, a Porto Levante c’è la banchina della compagnia Sali, la banchina Palizzo, la banchina Castellina.

Poi da lì si arriva all’Interporto di Rovigo, non ci sono altri Porti intermedi, anche se io ritengo e per questo mi sono già interessato che all’AIA bisogna fare una banchina e bisogna riservare nell’Area Industriale attrezzata Adria - Loreo una banchina e una piccola area per lo stoccaggio delle merci e per la movimentazione delle merci.

Non dobbiamo mai dimenticare il reticolo autostradale, nel quale noi, fra non molto opereremo e quindi metterà l’Area Industriale attrezzata vicino non solo alla Nogara - Mare ma anche alla Civitavecchia Mestre o quanto meno intanto alla Romea, è in una posizione quindi strategica e in grado di dare risposta alle necessità di nuove imprese che vogliono qui venirsi a insediare, intendevo l’AIA. Questa è la banchina di Bagnolo - Canda.

Questa è una banchina che è dell’Interporto di Rovigo e ci è stata data in concessione dalla Regione Veneto, qui arrivano degli inerti, abbiamo un contratto di 200 mila tonnellate e arrivano degli inerti dal mantovano e dal veronese e poi da lì partono e vengono portati sui vari cantieri. Quindi fate 200 mila e lo dividete per 40 e vedete quanti Tir abbiamo tolto da Verona o da Mantova fino a Canda, perché o Canda o vicino Canda perché questi materiali vengono lì usati.

Questo è il Porto di Ostiglia, questo porto è importante, perché qui sarà costruita la grande acciaieria che usa coins e il Sindaco di Ostiglia ci ha interessati perché questo porto venga gestito dall’Interporto di Rovigo. Questa è la banchina commerciale di Governalo (MN), questa è quella di Verdaro.

Se vedete in ognuna di queste aree, io non sto lì a leggere, perché poi vorremmo fare il giro, in ognuna di queste aree ci sono le banchine, i piazzali, le aree industriali e le aree commerciali, quindi non abbiamo da inventare nulla, c’è già tutto. Questo è il Porto di Cremona, questo è il porto di San Rocco Reggio Emilia, questo è un pontile, è una pit-line. La banchina commerciale di San Benedetto Po di Mantova, la banchina commerciale di Revere.

Queste qui sono le previsioni dei traffici che nel 2041 stando la situazione così come è senza ulteriori impegni, dovrebbe raggiungere oltre le 10 mila tonnellate di merci. E i Teu, dovremo raggiungere dai 380 ai 400 mila Teu. I Teu sono i container un po’ più piccoli quelli che vengono portati via fiume.

Se foste venuti qua 6 o 7 mesi fa, avreste visto che noi qui ne avevamo 300 - 400 di Teu, quindi non sono cose che noi non facciamo ma che operiamo e abbiamo anche le attrezzature come vedrete per spostare non solo i Teu o i container ma anche le casse mobili che sono importanti perché su queste oggi stiamo lavorando. Andiamo avanti. Poi c’è la banchina di accosto fluviale di Torretta e le prospettive poi le diremo dopo.

Ecco questa è la banchina a mare. Le prospettive quali sono e che sono legate anche allo sviluppo di tutta la portualità e di tutte le cose? L’Interporto di Rovigo e il Consiglio di Amministrazione dell’Interporto aveva pensato di avere un ingresso per portare le merci non tramite il transit - men oggi le merci che arrivano con navi anche solo di 7000 tonnellate o 10 mila tonnellate, vengono scaricate al largo di Chioggia, caricate su chiatte e portate lungo la nostra via navigabile passando per il Po di Brondolo.

Il Po di Brondolo poi magari più avanti lo dirò meglio, per il Po di Brondolo la Regione lo sta portando in quinta classe europea e sta spendendo 50 milioni di euro in questo periodo. Per avere la possibilità di scaricare le merci da grandi navi, noi dobbiamo tenere presente che l’Adriatico che non è un corridoio europeo, la politica dice le cose ma i fatti poi sono diversi, non è un corridoio europeo, l’Italia ritiene che sia un’autostrada del mare.

Mi diceva l’onorevole Costa l’altro giorno parlando con lui che sarebbe importante dimostrare oggi in Europa - e per questo faremo questo convegno e andremo - che l’Adriatico che di fatto è un canale chiuso non termina a Trieste, dove tra l’altro c’è un fondale da 19 metri e dove non possono 6 attraccare navi da 10 mila Teu, da 80 mila tonnellate, quindi non le grandi navi oggi che solcano i mari, cioè quelle che sono dal punto di vista finanziario economicamente in grado di sostenere la concorrenza, se noi riusciamo a dimostrare che questo canale grandissimo che è l’Adriatico non termina a Trieste, ma termina a Cremona e a Milano, cioè termina nel cuore, come vi dicevo prima delle tre grandi Regioni industriali italiane, forse i finanziamenti europei, sarebbe più facile ottenerli.

E appunto gli ho parlato della banchina a mare che è una banchina come vedete che è stata già presentata lo scorso anno alla Regione Veneto. Per il momento non abbiamo grande voce in capitolo, il nostro più grande operatore logistico sono le Ferrovie dello Stato che sono in perenne crisi e non contano assolutamente niente nel contesto europeo. Quindi la banchina è importante e questo metterebbe in moto tutto un meccanismo importante non solo per Rovigo ma anche per il resto di tutte le altre Regioni.

Vorrei chiudere poi qui: nel fare quella banchina noi faremo una banchina anche a Porto Levante sempre degli stessi costi, una banchina a Porto Levante che sarebbe la banchina di appoggio alla banchina a mare che sarebbe gestita dall’Interporto di Rovigo e sarebbe l’unica banchina pubblica a Porto Levante, perché in questo momento Porto Levante non è gestito dal pubblico ma è gestito dai privati e noi riteniamo invece che i grandi servizi, le grandi opere debbono essere gestite dal pubblico.

Per accordo dell’ATI che abbiamo fatto con le altre società, anche la banchina a mare sarà gestita dall’Interporto di Rovigo.

Oggi siamo quindi in grado di poter dire che il futuro della movimentazione delle merci sul canale ha un avvenire sicuro al di là anche e al di fuori della banchina perché le richieste come vi dicevo prima le abbiamo lo stesso e se oggi non riusciamo a portare i coins fino a Marcegaglia o fino a Rovigo, perché sarebbe stato sufficiente anche fino a Rovigo, perché poi da Rovigo sarebbero partiti in treno, è perché abbiamo il ponte Canozzi a Sant’Apollinare che è troppo basso e come sapete perché c’è stato un contatto anche con l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Rovigo e anche con il vice Sindaco da parte dei Sistemi Territoriali della Regione Veneto, il ponte nuovo è già stato progettato e finanziato e fra poco inizieranno i lavori, però per fare queste cosette che sembrano cose da poco, ci vogliono due anni, quindi per due anni dovremo scaricare i Coins a Porto Levante e non qui a Rovigo.

Ecco fattavi questa immagine di un sistema che è al servizio sì del Polesine come dopo dirò, sì del Comune di Rovigo, come dopo dirò ma è in un contesto generale, come sono tutti gli Interporti quelli di Bologna, quello di Venezia, quello di Padova, quello di Novara, quello di Roma, tutti gli Interporti sono al servizio del sistema produttivo della Nazione e quindi di tutti noi, però vi dimostrerò che il nostro è anche al servizio come gli altri, anche al servizio dello sviluppo sociale e economico della nostra Provincia.

Se adesso siete d’accordo andiamo a fare un giro, purtroppo a piedi perché ogni tanto girano camion e quindi non abbiamo possibilità per la sicurezza di andare in macchina, facciamo un giro, andiamo in banchina e vi mostriamo un capannone o due e così visivamente potrete vederlo.

Poi io vi farò un’altra prima relazione come questa, dove vi dirò che cosa stiamo facendo e apriremo - se il Sindaco riterrà opportuno - il dibattito in maniera che nel modo più concreto e più libero ognuno possa dire quello che pensa e avere le risposte che io ritengo di poter dare, grazie. La seduta viene sospesa alle ore 10.30. La seduta riprende alle ore 11.25.

Intervento n. 8
Pagine 8–12

Consiglio Comunale del 2007-04-19

Presidente Interporto

Leggi intervento

Grazie avete così fatto un piccolo giro nel nostro Interporto avete visto le merci che arrivano via fiume e le merci che arrivano via ferrovia e quelle che arrivano via gomma, proprio a significare che il nostro Interporto che è l’unico in Italia ha tutte le modalità di trasporto delle merci. Vi facevo prima un accenno generale di quella che era l’asta navigabile sulla quale noi lavoravamo e sulla quale noi credo dobbiamo impegnarci maggiormente per fare in modo che diventi una realtà sempre più consistente.

Così come diceva l’altro giorno l’onorevole Costa, l’Europa è impegnata a fare sì che vi siano finanziamenti per le infrastrutture delle vie navigabili e per gli armamenti delle vie navigabili perché l’armamento costa molto. Voi dovete tenere presente che questa via navigabile è anche interconnessa con i corridoi che si incrociano a Verona, con il corridoio 1, la Kiev - Barcellona - Portogallo e il corridoio 5, la Kiev - Barcellona e l’altro il corridoio 1, da Palermo a Berlino.

Sono i due assi portanti dell’economia del nostro paese ma soprattutto sono gli assi portanti dall’economia dell’Europa.

Per una vostra informazione visto che i nostri porti non sono in grado di scaricare merci in quantità sufficiente, molte navi che passano per il Mediterraneo escono dallo stretto di Gibilterra, vanno ad Anversa, scaricano milioni di tonnellate di merci e poi le distribuiscono in Europa, solo in Italia questo giro viene fatto da 4 milioni e mezzo di tonnellate di merci, quindi immaginate i costi poi che queste merci hanno per le nostre attività produttive.

Quindi il futuro del nostro canale è legato alla banchina a mare e alla costruzione della rete viaria che è stata progettata e che dovrà essere oggi poi messa in funzione.

L’autostrada Vicenza - Canda, arriva nel porto di Canda, l’autostrada Padova - Venezia che c’è già, l’Autostrada Civitavecchia - Mestre che mette in contatto i due mari ed è quella vicina al nostro Porto Levante e all’area industriale attrezzata Adria - Loreo e poi bisogna tenere presente che questo nostro canale è anche in contatto con la Ferrovia, altro punto importante a Rovigo, all’AIA e anche poi ovviamente su a Mantova e in altre parti.

Quindi l’interconnessione e il cambio delle merci da nave a gomma, da nave a treno, su tutta questa linea è possibile e questa è una cosa importante per il nostro paese, tanto che l’Italia con la Legge 380, ha finanziato centinaia di milioni di euro di spese per la sistemazione dei canali che sono stati distribuiti alle tre Regioni.

Con la Legge 240 finanzia direttamente le infrastrutture interportuali, noi purtroppo 10 anni fa, siamo stati messi in graduatoria ma non abbiamo ricevuto contributi ma gli Interporti di Padova, gli Interporti di Verona e di Bologna, hanno ricevuto contributi per centinaia di milioni di euro, potendo costruire magazzini a basso costo, oggi con la Legge 240 sono stati finanziati anche altri Interporti. Noi stiamo vedendo di entrare in questa logica nazionale per avere questi finanziamenti.

L’Europa ha dato per quanto riguarda le vie navigabili in Italia moltissimi finanziamenti con i finanziamenti dei Docup 1996 - 2007 tutto l’Interporto di Rovigo che voi vedete la parte muraria e anche la parte ferroviaria non quella portuale che è stata fatta con la Legge 380 e non altre opere che sono state fatte con la Legge 8, sono tutte opere fatte con il contributo dell’Europa.

La Regione Veneto poi ci finanzia con la Legge 8, finanzia l’Interporto di Rovigo con gli aumenti di capitale e ci finanzia direttamente anche con delibere regionali per quanto riguarda ad esempio il canale che abbiamo fatto per mettere in sicurezza idraulica l’Interporto per circa 3 miliardi di lire e oggi ci sta mettendo in posizione centinaia di milioni di euro per poter mettere a posto lo scalo ferroviario che è interessante per il Comune di Rovigo.

Come vedete quindi un impegno corale che permette, tramite il Po di Brondolo poi di portare le merci anche da Chioggia e arrivare qui alle banchine che dovremo costruire di Sant’Apollinare che è riservata all’agro alimentare, alla banchina principale che abbiamo qui e all’altra banchina al di là di Bosaro e poi alla banchina di Canda, questo è il sistema portuale della nostra Provincia, al quale si aggiunge - come vi dicevo questa mattina - la banchina a Porto Levante e la banchina a mare.

Quindi come vedete un sistema complesso che può dare risposte importanti. La Regione poi è impegnata per lo scavo del canale sempre per tenerlo a 3 metri e 50, condizione indispensabile per poter navigare non solo con le chiatte, ma anche con navi fluvio - marittime da 1000 tonnellate che 8 oggi passano e vanno fino a Mantova e anche è impegnata per quanto riguarda a Porto Levante per costruire l’autorità di Porto Levante importante per avere un porto nostro. Oggi come è strutturato il nostro Interporto?

Come avete visto vi è un’area logistica molto vasta, uno scalo merci che non vi ho fatto vedere perché ci prendevamo del male per il vento che c’era e vedevo che tutti si tiravano su il bavero della giacca è lo scalo merci della città di Rovigo e il Porto Turistico che sta nascendo qui alla mia destra.

Noi abbiamo avuto una fortuna che non è data dalle nostre capacità, noi abbiamo tentato di tutto come sistema politico di dimostrare che il Polesine è una zona importante, non parlo di tutti gli studi della Camera di Commercio, degli Stati Generali della Provincia, degli impegni del Consorzio di Sviluppo, degli impegni della gente come me o della Casonato che abbiamo impegnato molta parte della nostra vita a dimostrare che il Polesine è una terra dove si può venire a lavorare che è una terra che può essere usata, oggi bene tutte queste cose ci sono state riconosciute dalla logistica europea e italiana non da noi.

Gli altri hanno riconosciuto la centralità logistica del Polesine nel rispetto delle zone del Nord - Est e nel rispetto dell’area centrale e anche meridionale d’Italia. Non a caso l’Ikea è venuta a costruire il magazzino per il trasferimento delle proprie merci ad Arquà, forse qualche spinta politica nostra poteva portarlo all’Interporto invece che Arquà ma la zona era il Polesine e l’hanno scelto in Svezia.

La Porche dove nessuno di noi ne sapeva niente se non quelli interessati è venuta a Costa per fare la movimentazione di tutti i pezzi di ricambio di tutta Italia, quindi loro ci hanno scelti. L’Upag che è una grande azienda partecipata anche dalle Ferrovie dello Stato, è venuta qui da noi e ci ha chiesto di fare qui il centro di smistamento delle proprie merci per tutta l’Italia o per tutto il Nord Est e il Centro Italia.

Tenete presente che l’Upag non è una grande cosa, però è una grande azienda logistica che muove in Italia 80 treni al giorno quindi non è cosa da poco. E per iniziare da noi questa attività ha bisogno di magazzini e voleva iniziarla, tanto per fare la prova con un treno al giorno per 5 giorni alla settimana.

Abbiamo poi avuto qui l’Omnia, l’Omnia che fa parte delle Ferrovie dello Stato, è una società che adesso verrà incorporata anche nella Divisione Cargo delle Ferrovie dello Stato, per gli incontri che abbiamo avuto noi e è qui che opera con noi con l’acqua come avete visto ma ha intenzione anche come vi dicevo di fare altre attività e i funzionari delle Ferrovie incontrati a Venezia in un incontro ufficiale, si sono dichiarati disponibili perché ritengono che la nostra collocazione sia per loro interessante.

Ovviamente avremo bisogno di altri incontri e di altre cose ma questo sta a dimostrare che è cambiata la mentalità non siamo più una Provincia che non si vedeva, da Ferrara si vedeva Padova e da Padova si vedeva Ferrara, siamo una Provincia reale, ormai conosciuta e ormai in parte già impegnata per quanto riguarda la logistica.

E la logistica è un punto importante anche per l’industrializzazione del nostro territorio perché non dobbiamo dimenticarci i dati del Consorzio di Sviluppo lo dimostrano, che abbiamo 10 milioni, 15 milioni di metri quadrati di Aree Industriali disponibili, ora se noi dimostriamo che a queste Aree Industriali noi siamo in grado di fornire a chi verrà una logistica importante, seria che riduca i costi dei loro trasporti, certo sarà più facile che qui vengono a collocarsi industrie importanti.

E siccome noi siamo anche interessati alla salvaguardia del nostro ambiente, saremo anche in grado se avremo delle domande, di fare se ci sarà possibile questa volta, anche qualche scelta. E allora non la voglio fare molto lunga, di fronte a queste cose, c’è la necessità di potenziare tutto il nostro sistema e per parlare di questo dobbiamo pensare che cosa è l’Interporto di Rovigo e come è nato, perché se non pensiamo a questo non riusciamo a capire quello che viene dopo.

L’Interporto di Rovigo, presumo, per come è stato progettato, sia stato fatto come un’area logistica al servizio non del Polesine, non dell’Europa, non della Regione ma solo al servizio dell’area industriale che nasceva intorno a questo Interporto, perché la verità è che la area logistica, che gestisce l’Interporto, è piccolissima e che l’area industriale, anche al di là degli allargamenti che sono stati fatti, già quando sono venuto io qui, di oltre 1.200.000 metri quadrati, questo era il Piano Particolareggiato che io ho trovato.

9 Allora era chiaro che l’idea era sì di far navigare le bettoline sul canale ma soprattutto come Interporto di dare una risposta all’area industriale che noi avevamo.

Ebbene di fronte a quello che sta nascendo nella vita politica della città e anche nel Polesine in generale, mi sembra opportuno dirvi..., non dico che è mia intenzione ma è intenzione anche del Consiglio di Amministrazione questa mattina doveva essere qui il ragionier Melloni, che è il vice Presidente, si vede che non ha potuto esserci, di cambiare questo tipo di mentalità, questo tipo di rapporto.

L’Interporto deve vivere, deve trovare il suo pareggio economico o per meglio dirvi perché tutti parlano in inglese il breaking del Bilancio, io se permettete parlo in termini correnti nostri, magari polesani, trovare il modo per cui con la logistica, con la movimentazione delle merci e con i servizi che diamo anche delle ditte locali, perché come avete visto la Socoterm fa servizio qui per la logistica, l’Agritalia fa servizio qui per la logistica, gli abbiamo affittato un capannone e nella prossima settimana andremo da loro perché ci hanno detto che sono interessati visto che siamo in grado di farlo, di usare anche il treno per portare i loro trattori, nei porti dove si imbarcheranno per l’America, abbiamo avuto la Di Meglio, abbiamo qui come abbiamo visto molte imprese che lavorano qui nel nostro territorio, quindi noi diamo già un aiuto al nostro territorio.

Ma per fare questo cambio, vi dicevo, di mentalità all'interno dell’Interporto, per passare a un’autonomia finanziaria, dovevamo modificare ancora questo Piano Particolareggiato che è stato creato negli anni Novanta, perché in esso non sono previsti piazzali. Questo è un Interporto che non ha piazzali noi usiamo della banchina come piazzale come vedete ma non è la banchina un piazzale, ha altri scopi e altri fini.

Usiamo quella strada larga che avete visto tra i due capannoni con le due ferrovie come piazzale ma quella è una strada di smistamento, non un piazzale.

Ebbene allora per le richieste che abbiamo avuto dall’Upag e quindi non per cose inventate, per le richieste che abbiamo avuto dall’Omnia, quindi non per cose inventate, per le richieste che abbiamo avuto da Marcegaglia, per le richieste che abbiamo avuto da decine di operatori, abbiamo ritenuto opportuno di fare un aumento di capitale - ecco cosa serve - l’aumento di capitale serve per una parte per pagare il 35 per cento degli ultimi capannoni, che avete visto che sono già usati, perché l’Europa ci finanzia solo fino al 65 per cento, e noi non potevamo perdere perché il 2007 è la fine dei contributi europei di questo tipo, non potevamo perdere quei soldi, perché altrimenti capannoni non ne avremmo più fatti, quindi una parte dell’aumento di capitale, ci serve per pagare quel 35 per cento che oggi l’abbiamo fatto con un mutuo bancario e il resto ci serve per potenziare i nostri piazzali.

Allora potenziare i piazzali che avete visto quei rettangoli tra un capannone e l’altro, ma soprattutto farne di nuovi. E allora ecco io qui che cosa chiedo al Comune di Rovigo?

Io chiedo al Comune di Rovigo, che ritengo che il Comune di Rovigo, la Provincia e la Camera di Commercio debbono essere i punti di riferimento e i punti di raccordo tra l’Interporto e le tre grandi istituzioni locali, premesso questo, perché altrimenti se non lo dicevo sembrava che non lo pensassi, ma invece è quello che penso realmente, è indispensabile che ci sia questa unione di intenti tra di noi, anche se noi come vi ho detto operiamo non solo per il Polesine, ma è importante perché l’Interporto ha sede qui e quindi noi dobbiamo cercare di trarre dall’Interporto anche per gli impegni che il Comune di Rovigo ha dato il 18 per cento del capitale sociale ed è giusto che il Comune di Rovigo, sappia che cosa noi andiamo a fare.

Contemporaneamente diciamo all’Interporto di Rovigo: noi vogliamo cambiare questa filosofia, per cambiare la filosofia dobbiamo fare dei piani, dobbiamo modificare il Piano Particolareggiato dell’Interporto. Se voi vedete l’ultimo pezzo, quel pezzo lì è Area Vallier fa parte del Piano Particolareggiato dell’Interporto, è un’area soprattutto destinata allo sviluppo industriale. Bene io ritengo che quell’area debba essere destinata alla logistica, quindi non industrie, ma servizi per la logistica.

Quell’area lì è un po’ troppo grande per il momento, noi dovremmo e basta una delibera del Consiglio comunale trasportare due ettari di quell’area, restando quindi nell’ambito dei metri quadrati del Piano Particolareggiato portarla in quel rettangolo che vedete segnato che è attaccato al nostro fascio di presa consegna ferroviario e allo scalo merci quello vicino, pubblico.

10 Vicino allo scalo merci e vicino a un fascio di presa consegna, noi vogliamo costruire 20 mila metri di piazzali da usare per il trasporto delle merci. Questo ci consentirebbe di mettere in moto lo Scalo Merci che oggi più di un piccolo piazzale non ha e quindi non è in grado molto di operare.

È vero che le Ferrovie dello Stato non per servizi all’Interporto, perché come vedete i treni arrivano già e arrivavano anche prima ma per portare definitivamente lo Scalo Merci dalla stazione a dove è oggi, ha bisogno di un impegno da parte dell’Interporto di Rovigo, in termini finanziari da dare a loro immediatamente di 300 mila di euro.

Se a questi 300 mila euro, voi aggiungete che noi abbiamo speso per quello Scalo Merci altri 150 mila euro per comprare la terra per poi darla in concessione alle Ferrovie perché altrimenti non avrebbero fatto nulla, e che la Regione ha impegnato un altro, credo, 600 - 700 mila o 1 milione di euro per contribuire alle Ferrovie dello Stato per portare lo Scalo Merci lì, vedete che l’impegno della Regione, ma soprattutto dell’Interporto di Rovigo, è enorme.

Di fronte a questa richiesta io sono andato in Regione e ho già ottenuto, spero che la delibera passi quanto prima, il finanziamento dei 300 mila euro indispensabili per mettere in sicurezza definitiva il pezzo che va dalla stazione all’Interporto di Rovigo e fare così apparire sulle loro mappe che se uno parte da Torino, lo Scalo Merci è all’Interporto.

Questo mi ha detto il dottor Perrone che voi conoscete bene anche del Comune, mi ha già fatto la lettera di richiesta, la lettera di richiesta io l'ho già portata in Regione e quindi noi questa opera la faremo e metteremo in condizioni il Comune di lavorare.

Questo per dirvi solo che questa società che non è una società, come dicevo, solo del Comune di Rovigo ma che vi è anche il Comune di Padova, la Zai di Verona, cioè il Comune di Rovigo ha il 18 per cento, la Provincia di Rovigo il 17 per cento, tutto il resto del 60 per cento è dato da operatori non di Rovigo.

Ebbene noi siamo in grado, lo stesso, di impegnare soldi che sarebbero destinati all’Interporto per mettere in funzione questo Scalo Merci a disposizione della città di Rovigo, così come abbiamo dato 80 mila euro al Comune di Rovigo, per iniziare i lavori del Polo Turistico che farà il Comune di Rovigo. Come vedete non solo chiediamo ma anche diamo.

Allora se riusciamo a fare questo aumento di capitale, per il quale al Comune di Rovigo so che non ha possibilità finanziarie, so che la Provincia ha difficoltà finanziarie, ma prima di muovermi mi sono trovato chi mi dà i soldi, perché altrimenti non si fa niente, allora i soldi la Regione Veneto, ha già messo nella Finanziaria 1 milione e mezzo di euro, la Zai di Verona ha già messo nel proprio bilancio 200 mila euro per fare l’aumento di capitale, è venuta l’altro giorno la banca di Verona che è pronta a diventare nostra socia, abbiamo anche un nuovo socio che verrà e è il porto di Vado Ligure.

Ebbene che si sappia anche questo, perché fa parte della movimentazione delle merci, l’Interporto di Padova e la Zai di Verona si servono dei Porti di Gioia Tauro ma soprattutto dei Porti di Livorno o dei Porti di La Spezia per trasportare le loro merci.

Il Porto di Vado Ligure che è un Porto importantissimo dal punto di vista della movimentazione delle merci, diventerà socio dell’Interporto con questo aumento di capitale e con Vado noi saremo in grado di avere le navette che partono da Rovigo e vanno a Vado Ligure così come fa Padova e come fa Verona. Quindi l’Interporto di Rovigo si metterà in condizioni di essere in grado di competere con gli altri.

Abbiamo 42 mila metri di capannoni assieme agli altri proprietari, alla Zai e ai sistemi, gli altri ne hanno 200 - 100 mila, quantità industriali in confronto alle nostre artigianali, ma quello che è importante è che si è messo in moto che è sulla piazza, che è conosciuto e che oggi i clienti stanno venendo loro da noi, non noi alla ricerca di loro, anzi per questo, dovremo anche cercare di creare una struttura dal punto di vista di persone in grado di dare risposte a queste cose.

Già oggi all’Interporto di Rovigo, direttamente lavorano 80 persone, ne lavorano molte di più in tutto il nostro sistema, se prendiamo il B1 o tutte le altre aree che sono qui impegnate con uffici e altre cose, voi vedete che a qui a lato nascerà un palazzo di 3000 metri, dove avrà sede il Consorzio di Sviluppo, l’RSU, l’Ecogest e quindi qui si ammucchieranno gli uffici e quindi diventerà un centro anche della logistica, per quanto riguarda la burocrazia della nostra città, mettendo in grado i Sindaci che vogliono venire a parlare al Consorzio di Sviluppo di non cercare per due ore il 11 posteggio perché non lo trovavano e si arrabbiavano ogni volta, oggi qui avranno la possibilità di avere i posteggi a disposizione.

Noi oggi abbiamo moltissimi clienti, ma i nostri grandi clienti sono Pagnan che vuol dire Cargi, la Dalmine che vuol dire anche Socoterm, il gruppo Ital Mec, la Ginera Plast, l’Italia Zuccheri, la Carraro Divisione Agritalia, l’Omnia logistica, Anzalone, la Gefco e se riusciremo a chiudere i contratti con l’Upag anche l’Upag, quindi non sono operatori di secondo piano. Io credo di avervi riassunto velocemente tutto.

L’ultima cosa: il capitale sociale dell’Interporto è 9.574.707 euro e 80 centesimi, poi abbiamo l’aumento del capitale oggi di 2 milioni e mezzo di euro che va aggiunto a questo ma su questi 2 milioni e mezzo costruiremo opere, piazzali, quindi andremo a aumentare il nostro patrimonio.

Ebbene gli investimenti complessivi che abbiamo fatto con questo aumento di capitale, sono stati 27 milioni di euro e la stima attuale dei capannoni che abbiamo sono di 43 milioni di euro, quindi se noi dovessimo vendere l’Interporto a ogni socio si dividerebbe il triplo di quello che qui ha impegnato, quindi i soldi sono stati ben impegnati, ben spesi dal Consiglio di Amministrazione e lasciatemelo dire, abbiamo fatto un’opera al servizio della città, del Polesine e anche della Regione.

E l’abbiamo fatta tutti assieme e per la prima volta la Zai di Verona, i Magazzini Generali di Padova, l’Interporto di Padova che è Più grande d’Europa e che ancora riceve, perché è bene dirlo queste cose, perché voi non siete gli addetti ai lavori, l’Interporto di Padova che è il più grande Interporto d’Europa, dal punto di vista dei container, riceve ancora contributi dalla Regione Veneto per sistemare ferrovie o per fare capannoni.

L’Interporto di Venezia che ha qualche centinaio di anni più di quello di Rovigo, all’Interporto di Venezia si sono fatti soci la Regione, la Provincia e il Comune e ha ricevuto poco tempo fa, due anni fa, credo 50 milioni di euro di contributo da parte dello Stato e ha costruito una quantità enorme di magazzini per il freddo.

Questo per dirvi che gli Interporti sono società che sono al servizio dell’Industria, che sono al servizio dello sviluppo economico, che quindi sono sempre in movimento e devono essere sempre aggiornati per dare risposte sempre più concrete agli operatori e qui lo Stato, la Regione, l’Europa e i Comuni qui devono impegnare parte dei loro mezzi perché se vogliamo salvaguardare l’industrializzazione del nostro Paese e il futuro del nostro paese, questi sono gli strumenti che oggi possono consentire un ulteriore sviluppo questo è in tutta Italia quindi lo può essere anche qui a Rovigo.

Io ringrazio ancora il Sindaco per essere venuto qui, ringrazio tutti voi e sono sempre disponibile a venire a darmi qualsiasi risposta e qualsiasi delucidazione che voi riteniate. Ritengo anche che per quanto riguarda il futuro, come l’ho fatto in passato, tutto ciò che di nuovo faremo, sarà sicuramente portato a conoscenza del Comune e della Provincia che sono gli enti territoriali più importanti che abbiamo qui nel nostro territorio.

Intervento n. 16
Pagina 14

Consiglio Comunale del 2007-04-19

Presidente Interporto

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Io mi scuso con il Consigliere Nonnato, se caso mai ci facciamo la domanda e la risposta perché hanno scritto tutto quello che lei ha detto... (Voci confuse dall’Aula: incomprensibili)

Intervento n. 18
Pagina 15

Consiglio Comunale del 2007-04-19

Presidente Interporto

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Ha fatto una serie di domande che racchiudono tutta la politica che c’è oggi sul tappeto, io posso anche rispondere dopo.

Intervento n. 20
Pagine 15–17

Consiglio Comunale del 2007-04-19

Presidente Interporto

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I giornali che io stimo molto, scrivono molto tra virgolette quello che io non dico, però quello che dico ha poca importanza, sono gli atti che giustificano quello che uno fa. Se quella è l’area dove nasce oggi il Clinker e i capannoni non potevo dirlo, perché è Area Industriale, non venduta dall’Interporto, ma comprata direttamente dai privati, da Vallier non io, c’era un Piano Particolareggiato, su quel Piano Particolareggiato la gente va a comprare e urbanizza le aree, secondo le regole che voi date non io.

Quindi io non sono intervenuto, qui in queste aree che sono qui dietro che sono 400 mila metri quadrati, quando io sono diventato Presidente, forse qualche Consigliere se lo ricorderà, io sono ricordato Presidente con la Giunta Barbatella, non con la Giunta Avezzù, con la Giunta Barbatella e con il Presidente Saccardin che facevano parte del Consiglio di Amministrazione dell’Interporto, per vedere assieme, ritenevano che io fossi la persona in grado di collegare anche la Regione e di avere l’1 per cento delle capacità necessarie per poter dare una risposta a come si era sviluppato l’Interporto di Rovigo.

Allora l’Interporto di Rovigo, anche in questa area, io devo dire che chiesi di espropriarla, a voi sembrerà strano. Non dovete confondere Borgatti Presidente dell’Interporto, Borgatti con le proprie convinzioni con Borgatti che fa la politica, io qui faccio il Presidente dell’Interporto e ho anche delle mie idee, allora io chiedevo di espropriarla, come chiedevo di espropriare quel vigneto che c’è qui a lato che oggi l’hanno pulito e non sono riuscito a espropriare.

Quando sono venuto qui, è bene chiarire perché ci sono stati molti interventi sui giornali su queste cose e è per quello che ho chiesto di intervenire subito, noi eravamo proprietari dell’area B1, che è quell’area dove è andata la Padana Acque, dove è andata quella ditta che fa a pneumatici, come c’è la (CNTA) e dove ci sono altre imprese, quella che avete visto alla fine del capannone ultimo che siamo andati a vedere.

Perché ho venduto, d’accordo con il Consiglio di Amministrazione, composto come vi ho detto da illustri personaggi, non in termini negativi, “illustri personaggi” perché responsabili di Enti, perché quando sono venute qui, c’erano circa 6 - 7 miliardi di debiti senza pensare che vi era in essere un aumento di capitale di 5 miliardi, che non era sottoscritto da nessuno e che l’area era bloccata dal Ministero dell’Ambiente, perché non era sufficientemente tutelata dal punto di vista ambientale, cioè non c’era la sicurezza idraulica e gli unici punti che potevano essere urbanizzati erano 200 mila metri sul milione e 200 mila metri dell’intero Interporto.

Il progetto che se andate su per le scale lo vedete, per sistemare questa pazzia dell’Interporto era la costruzione del canale Borsea che vedete lì, là in fondo c’è l’architetto Danese che potrebbe venire qua a spiegarlo meglio di me, che doveva circondare per mettere in sicurezza idraulica questo territorio tutto il territorio passando tutto il Piano Particolareggiato, il costo complessivo era circa di 15 miliardi di lire vero architetto? 15 miliardi di lire che non trovava nessuno.

E quindi mi trovavo con un Interporto con i debiti senza aree urbanizzate, non in grado di far niente perché bloccato dal Ministero dell’Ambiente.

Allora abbiamo operato in maniera tale di tirar via la pazzia del canale e di fare un canale che è costano 3 miliardi per scaricare le acque e qui abbiamo cominciato a muovere le aree dal punto di vista del Verde, ma il Verde che daremo al Comune è il Verde previsto dal Piano Particolareggiato non è che ne daremo meno, daremo quello previsto, perché si pensava che in quel canale che andava a chiudersi nasceva una fascia di tutti alberi, cioè l’Interporto sarebbe stato un’isola circondata da un canale e passata in mezzo da tutta una fascia 15 verde.

Non so, potevamo allevare molti animali ma non certamente fare un Interporto. Allora queste sono le ragioni che ci hanno portato a vendere una parte per far fronte ai debiti che abbiamo trovato, fare un mutuo in banca, ma a vendere non per fare aree inquinate, perché nessuno ha protestato per le ditte che sono venute lì, parliamoci chiaro, nessuno ha protestato, sono lì che lavoravano e nessuno ha protestato.

Delle aree logistiche io non ne ho altre se non queste, l’esproprio non mi è stato concesso e quindi dal Comune mica da Gesù Cristo e quindi io fatto con quello che avevo. Quindi le aree verdi che sono state previste, quelle previste da un Piano Particolareggiato approvato dal Comune siamo già in contatto per darle perché è giusto perché il Comune quando riceverà anche tutte le strade, riceverà anche le aree verdi del Comune.

Quindi ripeto questa era la situazione non è possibile che io facessi i capannoni dove c’erano le Aree Industriali.

Tenete presente anche qui..., bastava comprare l’area, hai ragione Gigi, adesso siccome Zanforlin è uno di quelli che scrive sul giornale, un mio amico che scrive sul giornale, qui adesso noi abbiamo bisogno di aree, se le vado a comprare come vi dicevo prima vicino alla Ferrovia spendo 12 euro all’ettaro, se le compro quelle di Vallier ne spendo 18 le urbanizzo spendo 45 euro, se vado a comprare queste già urbanizzate costano 45 euro, 50 al metro quadro, più devo asfaltarle, quindi 80 - 90 euro al metro quadro e io sono disponibilissimo a farlo se il Comune, o la Provincia la Regione mi dà i soldi io non vado a comprare altre aree, compro quelle dei privati, quelle che volevo espropriare ma che non sono stato in grado di espropriare.

Allora tutto si può fare se si hanno i mezzi, però bisogna stare legati alla realtà, allora la realtà oggi è che noi queste aree dei privati che le hanno comprate, urbanizzate e messo sul mercato, si possono acquistare al costo del mercato, ma io questi soldi non li ho.

Voi non avete nemmeno i soldi per farmi un aumento di capitale, immaginate se io ho i soldi per comprare queste aree, però risolvo lo stesso il problema, comprando aree che costano meno che sono qui intorno che fanno parte del Piano Particolareggiato come vi ho detto dell’Interporto.

Per quanto riguarda la Zona Industriale e l’inquinamento sul quale lei faceva riferimento, ripeto che ho cambiato la filosofia di gestione di questo Interporto d’accordo con il Consiglio di Amministrazione in maniera tale che con i piazzali che faremo e con la movimentazione delle merci, cercheremo di sopperire al fatto che questo Interporto era stato creato per questa Area Industriale e questa è la realtà non è chi si possa pensare a cose diverse.

Per quanto riguarda le banchine, oggi voi avete visto c’erano due chiatte, se venivate ieri ce n’erano quattro, cioè andavano a occupare il canale. Per scaricare una chiatta di 1200 tonnellate ci vuole tempo ma ci vuole anche il tempo, e il tempo perché se piove non si scarica niente e si ammucchiano le banchine e la nave non si scarica, quindi c’è bisogno di avere banchine adatte per poterlo fare.

Non pensiate che la Regione spenda 2 - 3 miliardi di lire per fare delle banchine perché Borgatti, gli è simpatico o perché l’Interporto di Rovigo gli è simpatico perché ritiene che nella logistica nello studio della movimentazione delle merci che si sia bisogno di fare questo, tanto è vero che diciamo di fare quell’altra banchina da parte di là di Bosaro per fare questo e per servire anche quell’Area Industriale e per servire anche i nostri mezzi che devono arrivare, per scaricare e caricare camion di soia o di altre cose che possono arrivare.

La banchina di Roana è destinata soprattutto ai prodotti agricoli non a ferro a altre cose quella è una banchina.

Facendo la banchina abbiamo la possibilità di avere 6 ettari di terra, per poter fare capannoni per la nostra agricoltura, tenete presente, perché chi fa politica queste cose indubbiamente le sa, quindi io le ripeto così ma non ce ne sarebbe bisogno che noi produciamo con la nostra agricoltura anche prodotti biologicamente a posto e che delle volte sono venuti a chiedermi di portare dei prodotti biologici con le nostre barche a Venezia perché li portano all’estero e io non sono riuscito perché non avevo il posto per poterlo fare perché non potevo scaricarle né in mezzo al ferro e né in mezzo alle cose.

Quindi quando facciamo le cose le facciamo studiate e pensate. Io ritengo di essere una persona bravissima, meglio di me non c’è nessuno, lo sapete a cosa fare?

A suonare i campanelli, quando io non so una cosa - e normalmente non so niente - suono il campanello del professor Bottiglione 16 all’università di Padova, suono il campanello del professor Caia all’Università di Bologna, suono il campanello del direttore dell’Interporto di Padova, come ho fatto ieri, e vado ai convegni dove parla l’onorevole Costa, che ho invitato a venire qui e che abbiamo parlato di queste cose, cioè io ritengo il discorso della banchina a mare, la parte piccola l’avevo pensata io, ma il grande sistema io l’ho copiato da Anversa perché se le cose sono fatte bene lì, basta portarle qua non c’è bisogno di inventare cose nuove, funzionano là perché devono funzionare qua?

Là funziona su un canale di 400 chilometri profondo 4 metri, qui c’è un canale da 270 che poi può arrivare anche a Milano, profondo 3 metri e 50, le chiatte passano su quello da 3, 50, come da quello da 4 metri, là portano su quel canale 45 milioni di tonnellate di merci, c’è una grande Area Industriale, qui serviamo le tre più grandi Regioni del Veneto che producono oltre il 45 del prodotto interno lordo e per quanto riguarda la movimentazione delle merci sì o no, saremo verso il 55 - 60.

Quindi non abbiamo inventato niente. Allora le banchine che vengono fatte, vengono fatte perché abbiamo bisogno, perché se venite qualche volta trovate tutte le banchine che sono occupate ma sono occupate per scaricare 130 tonnellate di merci, non 600 mila tonnellate di merci.

Se andiamo a fare alla banchina e se vogliamo far venire qui delle merci per far sì che l’Interporto funzioni con il trasporto delle merci via fiume, perché costa meno come dicevo prima e in tutti i punti di vista, se non ho le banchine, dove la scarichiamo questa merce? Ma non sono più banchine fatte e pensate teoricamente, sono banchine pensate teoricamente applicate però a dei concetti di trasporto delle merci che si sono non inventate. Ecco io devo dire che per il momento potrebbe anche essere sufficiente...

Ecco vi faccio un esempio: le chiatte che vanno a Mantova si fermano a dormire a Rovigo, intasiamo tutto il canale, ne abbiamo 4 noi altri più 2 che si fermano non passa più nessuno. Allora sono cose che dobbiamo pensare. Dobbiamo pensare che abbiamo movimentato - in questi due anni - 800 mila tonnellate di merci non mi sembra poco per un Interporto che è nato e che si è messo in operatività 3 anni fa, non quando è stato pensato nel 1990 ma l’operatività è 3 anni fa perché prima non esisteva, non esisteva.

Esistevano dei fabbricati che stavano costruendosi, quindi vorrei che voi comprendeste che mentre si costruisce non abbiamo movimentazione delle merci, oggi siamo in grado di movimentare perché abbiamo dei capannoni e più capannoni faremo e più linee ferroviarie faremo e più piazzali faremo ovviamente aumenterà anche il volume delle merci.

Non è una Cattedrale nel deserto, io devo dire che sono restato sorpreso di questa affermazione, però se una Cattedrale nel deserto... (Voci confuse dall’Aula: “L’impressione...”)

Intervento n. 21
Pagina 17

Consiglio Comunale del 2007-04-19

Presidente Interporto

Leggi intervento

Sì, sì, per carità l’impressione ma è una cosa importante l’impressione perché la prima impressione che mi fa una donna, magari dopo me la sono sposata quindi è una cosa importante... Volevo risponderle che se lei ha visto i capannoni nostri sono pieni di merce.

Ecco si faccia un pensiero, abbiamo finito, non li abbiamo ancora messi sul mercato sono già pieni, vuol dire che la domanda c’è, vuole dire che chi ha pensato a questo Interporto, se anche sbagliando nella progettazione, però è pensato giusto, bisogna essere in grado di muoverci, naturalmente avremo bisogno degli alleati delle Ferrovie dello Stato, delle Ferrovie venete, degli altri Interporti, però siamo sulla strada per averli. Credo di aver risposto alle sue domande.

Intervento n. 36
Pagine 24–25

Consiglio Comunale del 2007-04-19

Presidente Interporto

Leggi intervento

(Io accetto tutto tranne che mi si metta in bocca cosa che non ho detto). 24

Intervento n. 56
Pagine 36–41

Consiglio Comunale del 2007-04-19

Presidente Interporto

Leggi intervento

Grazie signor Presidente del Consiglio, grazie, signor Sindaco, volevo prima rilevare un fatto che un po’ è stato sollevato, sia dal Centro Destra ma anche da altri, gli Interporti sono nodi modali per lo sviluppo economico, chissà perché a Padova dove c’è il centrodestra e il centrosinistra, la vedono tutti nello stesso punto.

Chissà perché a Verona dove c’è centrodestra e centrosinistra lavoravano tutti per il loro Interporto, potrei citare Novara e via discorrendo, tutti ritengono che il presupposto fondamentale per mantenere l’industrializzazione che hanno e la movimentazione delle merci che hanno nella loro città e nella loro Provincia, è determinato dall’Interporto. Dicevo l’altro giorno che ho partecipato a un convegno organizzato dall’Amministrazione provinciale di Mantova.

Mantova è tanto interessata al movimento dell’acqua che ha iniziato con noi, tanto per parlarci chiaro, perché prima le navi andavano da Mantova a Cremona perché avevano delle aree industriali che si passavano le merci, ma quando è entrato in funzione l’Interporto di Rovigo, Mantova è entrata in funzione come Interporto.

Ebbene quando una chiatta si ferma a Rovigo, io mi faccio dare 1 euro e 80, non so, 1 euro e 70 a tonnellata, quando si ferma a Mantova, la Provincia di Mantova, dà per ogni tonnellata che sbarca 1 euro, premia l’imprenditore che porta la soia o che porta altro materiale.

Allora, per dire, - ecco Fiorenzato - tutti sono interessati a far sì che questa movimentazione tramite fiume venga fatta e ritornando un momento, mi sono interrotto al discorso politico, devo dire che a differenza di quanto si è discusso qui e magari nelle ultime battaglie, nelle ultime lotte che ci sono state, io devo dire ho l’onore di essere stato nel 1999 e 2000, invitato dal centrosinistra che amministrava allora con il ragionier Melloni l’Interporto, d’accordo con il ragionier Melloni che è ancora il vice Presidente dell’Interporto di assumere l’incarico di amministrare l’Interporto.

È stato il centrosinistra che mi ha chiesto, superando il fatto che avevo o meno la tessera di Forza Italia in tasca e forse pensando che ho una buona esperienza nell’Amministrazione e che godevo, forse immeritatamente della stima di molti di coloro che sedevano nei Consigli comunali allora e di molti di coloro che siedono oggi di Centro Destra o di centrosinistra , nella mia vita politica che ho fatto qui in Polesine che è stata costellata da grandi battaglie ma anche da grandi risultati comunemente riportati assieme.

Allora non è stata una sua volta che il centrosinistra mi ha votato, il centrosinistra mi ha votato a essere Presidente anche questa volta io sono Presidente e ho l’onore di rappresentare tutti il Centro Destra e il centrosinistra , quindi quando opero all’Interporto anche perché operando in un’azienda diventa molto facile svestirsi dai panni della politica per vedere di costruire ciò che c’è bisogno di fare all’interno dell’Interporto e quando si dice che il Comune fa male a fare un Porto Turistico, perché passano le chiatte, ebbene in tutta Europa passano le chiatte e passano le house boat, è il Turismo, non dobbiamo cercare di essere per forza diversi.

Non dobbiamo cercare per forza di trovare il pelo nell’uovo per non far funzionare niente.

Sì, sono dubbi che possono venire onestamente, Fiorenzato, perché è un dubbio che è venuto anche a me, l’ho chiesto anch’io se era compatibile ebbene abbiamo illustrato che questo è compatibile e c’è dappertutto e questa società Sip che abbiamo creato solo per rispondere a te, scusatemi, ma devo parlare di tutte queste cose messe insieme, perché le domande sono state così, la società che abbiamo creato Sip per la gestione della via navigabile è partecipata da 4 Province, 70 Comuni, 3 Camere di Commercio e moltissimi privati e hanno aderito alla mia proposta, non perché sono dei pazzi ma perché ritengono che questo era il modo per poter cominciare a mettere in vita la nostra via navigabile che è lunga oltre 280 chilometri e che partendo da Porto Levante va a Mantova e poi viene giù, va a Ferrara e poi ritorna per Volta Grimana e ritorna a Porto Levante.

Da Porto Levante, se invece parte da Mantova, può tranquillamente andare con il Po di Brondolo a Venezia, da Venezia prendere il Sile, prendere il Brenta, prendere la litoranea e andare fino a Grado, noi stiamo gestendo una cosa che già esiste. Nelle altre parti, se andate sul Sile e se andate 36 sul Brenta, vedete le house boat che navigano che sono di proprietà dell’Holidayes House Boat che ha sede a Porto Levante.

Quindi non dico un qualcosa di inventato e quando siamo andati a presentare questo progetto che è stata la prima carta nautica che abbiamo fatto e adesso vi dirò che cosa faremo, siamo andati alla Fiera di Parigi e siccome io ritengo che alle Fiere ci si va per parlare e non per dare via i depliant abbiamo organizzato sotto la guida dell’Assessore al Turismo della Provincia di Venezia, un grande evento a Parigi alla presenza di oltre 40 operatori del Turismo fluviale e abbiamo presentato con la Provincia di Venezia il discorso del nostro fiume e il discorso della nostra via navigabile che ha tratto molta attenzione da parte degli operatori che ci hanno fatto domande all’infinito, perché là sapete che ci sono grandi utilizzatori di queste forme.

Adesso questa società Sip ha ricevuto dalla Regione Veneto tramite un fondo europeo 180 mila euro per propagandare la via navigabile dal punto di vista turistico e dal punto di vista commerciale.

Come li ho ricevuti io li ha ricevuti l’Amministrazione provinciale, li ha ricevuti il Consorzio per lo Sviluppo, li ha ricevuti l’Ascom, li ha ricevuti il Comune di Badia, insomma li abbiamo ricevuti in 9 e mettendo insieme delle sinergie potremo veramente fare un qualcosa di importante e questa volta a Parigi, a presentare non solo le carte nautiche che abbiamo già fatto ma proprio le guide turistiche di ogni porto dove sono indicate tutte le opere d’arte che un turista trova in ogni porto dove si ferma e tutti i servizi e le piste ciclabili e i servizi sanitari che può trovare, noi andiamo a presentare a Parigi e io credo che questa volta, io spero che invece di essere affiancato dalla Provincia di Venezia, di essere affiancato dalla Provincia di Rovigo o dal Comune di Rovigo.

Questo per dirvi che mentre noi parliamo le altre Province e gli altri Comuni operano a favore delle loro società e operano in prima persona e hanno mezzi finanziari in prima persona e la politica passa in secondo livello perché altrimenti ci sarebbe una confusione tremenda tra Padova e Verona. Non c’è stata, sono cambiate le amministrazioni e i Comuni non sono cambiati.

Vi devo comunicare che quando il Consiglio di Amministrazione dell’Interporto oggi dando risposta a chi mi diceva degli industriali, gli industriali hanno una quota bassissima, ma sono presenti per Statuto nel Consiglio di Amministrazione dell’Interporto e c’è un loro rappresentante che siede nel Consiglio di Amministrazione dell’Interporto perché una porta dei porti è riservata ai privati.

Quindi il discorso della via navigabile dal punto di vista turistico è importante e vi ricordo che allora 2 anni sedeva nell’Interporto di Rovigo, come Consigliere la Giustina Destro, Sindaco di Padova.

Bene ogni volta che in Consiglio di Amministrazione io affrontavo un problema che riguardava la struttura o l’impegno di qualche grossa azienda che ci chiedeva colloquio per venirsi a collocare a Rovigo, siccome il Consiglio di Amministrazione dell’Interporto viene fatto alle ore 8, alle ore 11, io ricevevo telefonate dal Presidente della Zai di Padova, dal Presidente dei Magazzini generali e dal Presidente dell’Interporto per dirmi che cosa stavamo facendo.

Questo per dirvi che il Comune in quel momento legava tutti i suoi Enti per informarli di cosa facevamo per vedere se andavamo in contrasto con le politiche che loro fanno.

Perché l’Interporto di Padova, differenza di quello che ci passa i clienti, o di Bologna o di Verona che però sta agendo in questo momento diversamente, loro cercano i clienti di tenerseli perché come vi dicevo questa mattina negli Interporti non ci sono contratti fissi, le aziende vengono operano, se ne vanno, ritornano, vanno e vengono come vi ho fatto vedere questa mattina.

E è ingiusto dire che siete venuti in una Cattedrale nel deserto, perché Maldi che conosce le Ferrovie certo più di me, sa che ogni vagone porta 30 - 40 tonnellate e essendoci lì una quarantina di vagoni, molti ce n’erano che scaricavano e avete visto i nostri magazzini pieni, qualcuno era mezzo vuoto perché avevano portato via la merce dell’Italmec e stava arrivando la merce degli altri contratti che abbiamo.

Se avete visto sulla banchina che c’era la chiatta con la gru non è che la gru fosse lì per farvi vedere che avessimo aperto la cosa, se venite adesso ogni due ore arrivano 4 autotreni che fanno la spola e caricano le 1200 tonnellate di merce che si sono sulle chiatte per trasferirla a Verona e per trasferirla a Parma.

Quindi l’Interporto funziona, naturalmente funziona un Interporto che è stato 37 messo in funzione tre anni fa, se volete che completiamo con l’Interporto di Padova che è cominciato 40 anni fa o con quello di Verona che ha una Legge Speciale addirittura che può espropriare anche i terreni, non saremmo qui a discutere.

Però volevo farvi un ragionamento sempre sulle domande che mi avete fatto e mi avete parlato della Legge 240 e non è colpa mia se nel 1995 - 1996, l’Interporto di Rovigo che pure aveva fatto domanda non aveva sufficientemente spalle grosse in governo per poter ottenere dei finanziamenti. Io non mi vengo qui a lamentare se il centrosinistra ha fallito o non ha fallito, perché forse se c’era il centrodestra non avrei avuto nemmeno anch’io la forza di avere quei fondi.

Ma non è per questo che non abbiamo partecipato e che non hanno partecipato di questi soldi che non abbiamo avuto e la Regione ha pensato bene di incrementare i nostri finanziamenti europei Docup fintanto che noi potevamo riceverli perché voi sapete se il resto del 35 per cento era a carico nostro e essendo i nostri Comuni più poveri di quelli di Padova e più poveri di quelli di Verona, facevamo fatica a ricevere molti soldi, però abbiamo costruito 40 mila metri di capannoni in 4 anni, non è un “deserto” e sono pieni quelli finiti.

Non è deserto aver portato lo scalo merci, lo scalo merci, è un’altra cosa che è bene che ci raccontiamo, quando sono arrivato lo scalo merci, ci sono tutte le documentazioni, poi risponderò anche a Nonnato, lo scalo merci quando sono arrivano, doveva essere fatto dove oggi ci sono i magazzini, cioè avevo pensato allo scalo merci pubblico dentro l’area della logistica che doveva essere privata perché chiusa, perché porti merce e quindi possono rubarla.

Allora io andai a parlare con Moretti e gli chiesi che cosa pensava di fare dell’Interporto di Rovigo dello scalo merci e lui mi chiese: “Ma lei che cosa vuol fare”? “Guardi io voglio spostarlo da qui a qua, perché ho i fasci di presa - consegna, mi compro la tara io, voi ci mettete una parte di soldi l’altra ce la mette la Regione e cominciamo a spostare lo scalo merci”. Si è alzato mi ha dato la mano e ha detto: “E così sarà fatto” e così abbiamo fatto.

Sono andato là con del buon senso, certo che se gli andavo a chiedere 9 linee ferroviarie per uno scalo merci che era già destinato a chiudere perché una volta che è andato via Costato, qui a Rovigo, non arriva più merce, non avrei ottenuto nulla. Oggi si tratta di chiudere questa partita e di chiuderla in favore dell’Interporto e in favore anche del Comune di Rovigo nel quale abito e nel quale spero che la vita migliori dal punto di vista urbanistico.

Io mi scuso, prima ho interrotto l’ingegner Maldi quando parlava perché vedete io sono una persona che fino a 20 anni fa mi passavano con un camion rimorchio su un piede e non parlavo abituato come ero alla politica, è vero Casonato? Qua dentro di liti ne abbiamo fatte tante, oggi invece che ho tanti anni non riesco più a sentire qualcuno che avendo la cultura, avendo la possibilità di avere le carte, parla a tutto un Consiglio dicendo ciò che non è vero.

Questo è il Piano Particolareggiato dell’Interporto di Rovigo, votato dal Consiglio comunale che come avete visto prima mi è stato qui portato. Se l’andiamo a aprire vi accorgerete che l’Area B1, che è stata venduta non era logistica, ma Industriale, che l’area Vallier qui in fondo, eccola qua, è un’Area Industriale.

Allora non venitemi a dire: “Perché hai venduto questa Industriale che non era logistica” perché quando sono andato all’Interporto ho trovato molti migliaia di debiti che non era colpa di chi c’era perché se costruisci e finché costruisci un fabbricato, un’opera non hai introiti, devi solo spendere per cui si erano ammucchiati dei soldi di spese.

Per il 35 per cento per pagare le persone, ma i soldi erano 7 - 8 miliardi di lire, ma come vedete non abbiamo venduto niente della logistica, assolutamente nulla, assolutamente nulla. Allora non raccontiamoci bugie e qualcuno dice: “Ma il vostro è un posto sacrificato” “Sì, è vero” “Perché non compri le aree degli altri”?

Ma io sono disponibilissimo, ma le aree degli altri costano da 45 a 50 euro al metro quadro più 30 euro per asfaltarle perché per portare sopra i container, si spende 30 - 40 euro al metro quadro, mi mancano solo 90 euro al metro quadro per comprarle e per comprare 100 mila metri di terreno che vorrei fare moltiplicate 100 mila x 90 e vengono fuori, non so, 9 miliardi. Allora di che cosa parliamo? Di un qualcosa di concreto, di un qualcosa di vero o di qualcosa aerea?

Quando sono diventato Presidente credo di avere consumato le scale e rotto le scatole al mio amico Gigi che allora era Assessore all’Urbanistica e sta qui che sorride, perché tutte queste cose le 38 facevamo insieme e correvo avanti e indietro per cambiare questi Piani per fare in maniera tale di riuscire a ripartire con l’Interporto.

Allora non raccontiamoci delle bugie, la terra era dei privati, l’Area Industriale dei privati e io mi sono sempre interessato per vedere che non venissero lì società - caro Masin - che non fossero inquinanti, tanto è vero che per l’Ikea, noi abbiamo presentato anche un progetto, perché l’Ikea, ci poteva stare stretto anche lì.

Ma vedete come dicevo questa mattina l’Europa ha scoperto che il Polesine è la centrale della logistica, gli industriali italiani l’hanno scoperto perché stanno venendo ma io non ho avuto nessun onore da centrodestra o da centrosinistra, nessuna Amministrazione di centrodestra e di centrosinistra che sia corsa all’Ikea a dire: “Beh invece di farlo là fatelo qua”, ma io ho presentato il mio progetto, abbiamo presentato il nostro progetto e ci siamo dati da fare, però come vi dicevo prima, quando eravamo là, quando parla Borgatti è una persona importantissima ma solo il Presidente dell’Interporto, deve parlare il Sindaco della città che è una persona importante, deve parlare il Presidente della Provincia, dove parlare la Regione, ecco perché io ho chiesto e spero che ci sia la collaborazione insieme in futuro, perché come a Venezia, come a Parigi, la Provincia di Venezia, mi ha dado la possibilità di avere interlocutori, se io mi presentavo come Interporto mi diventava più difficile anche rapportarmi con l’(Eni).

Ecco quindi che la sinergia deve essere comune non deve essere qualcosa che andiamo a inventarci.

E poi la storia del canale, la storia del canale è infinita, non ho chiesto se conosco il canale, ebbene il canale lo conosco dal 1983 quando il Presidente della Regione Bernini, chiese al governo di avere i soldi 110 miliardi del Fondo Investimento Occupazione per fare nuove tutte le conche che sono state fatte e siccome il Ministro allora era Romita delle Finanze, il nostro amico Bernini mi ha dato le carte e ha detto: “Va a farteli dare” come era una volta la Politica oggi non è più così, ma una volta era così e sono andato là da Romita e alla fine ci ha dato i soldi.

Allora è solo da allora che mi interesso di questo canale e non venitemi a dire che bisogna scavarlo per i 3,50 non è vero. Ogni tanto c’è bisogno di allineare qualcosa, ma siccome non è un canale dove l’acqua passi, perché è ferma dalle chiuse - ingegnere lo sai meglio di me - deposita sì, ma non deposita molto, una chiatta poi occupa 1 metro e mezzo, 2 metri di fondale, lì ne abbiamo 3,50 garantiti non c’è problema di nulla, quindi passano.

È vero che da ponte della Ferrovia fino ai confini con Mantova il canale è in quarta classe europea, mentre in quinta classe europea fino a qua una volta abbattuto il ponte Canozzi, ma non è un problema per queste vie navigabili tanto è vero e vi pregherei quando ci sono gli inviti di venire alle riunioni e alle manifestazioni dove noi continuamente vediamo la Provincia, la Provincia di Rovigo viene per conoscenza, a Mantova hanno fatto questa riunione perché arrivano 200 milioni o 150 milioni di tonnellate all’anno di soia che passa sul nostro canale, perché da loro partono i carichi speciali con delle enormi quantità di ferraglie che passano sul nostro canale, perché passano altre merci che vanno da loro e che passano perché le navi fluvio - marittime da 1000 tonnellate passano anche loro, quindi non diciamo cose che non sono vere, diciamo che deve essere migliorato, diciamo che devono essere abbattuti i ponti che non sono all’altezza, ma il canale è navigabile.

È navigabile anche perché basta andare sul canale e vedere chi passa e se non ci credete andate a Mantova e aspettate le bettoline, perché se ve lo racconto, ve lo dico, ve lo fotografo, ve lo faccio vedere non ci credete, fate come i cinesi mettetevi sulla sponda del canale e andate a vedere. E i soldi delle banchine? E le banchine per i privati e le banchine per i pubblici.

C’è un po’ di contraddizione allora diciamo: “Le opere pubbliche dobbiamo farle noi, i privati poi devono fare il resto” l’avete detto voi e allora che cosa facciamo? La Regione Veneto fa le banchine e i privati costruiscono dietro le aziende di logistica o Industriali per usare delle banchine. Le banchine non si fanno mica per caso, le banchine si fanno di fronte all’area industriale o commerciale non è che si facciano così.

E la Regione i soldi li spende, questi sono fondi, dicevo questa mattina, della Legge 380 Legge dello Stato italiano e la Regione Veneto, ha fatto adesso la sistemazione del Po di Brondolo con 50 miliardi di euro, ha fatto le banchine di Rovigo, ha fatto le banchine di Canda e via discorrendo, la Regione Lombardia e la Regione Emilia stanno facendo i porti di Mantova, i porti di Cremona, i porti di Boretto, i porti di Ostiglia, i porti di Revere e andate 39 a vederli e dietro i porti di Revere non è che ci sia un pubblico che aspetta la banchina, ci sono i privati che aspettano la banchina per usarla.

Quindi non capisco questo discorso che facciamo la banchina per i privati, noi facciamo la banchina come facciamo un’autostrada per movimentare le merci, perché questo è compito dello Stato e dopo ovviamente saranno i privati che le useranno e non vogliamo fare la banchina per nessuno e allora che cosa la facciamo a fare?

E noi i soldi nella banchina non ne mettiamo neanche uno, sono tutti soldi dello Stato italiano che li spende in Provincia di Rovigo, in Provincia di Mantova, in Provincia di Reggio Emilia, in Provincia di Ferrara, sono tutti soldi della Legge 380 non soldi dell’Interporto di Rovigo. Ecco mi pare di stare stato chiaro. Qualcuno mi dice: “Ma perché hai fatto una banchina di lì?

Perché di là”? L'ho chiesto questa mattina e dicevo al Sindaco, siccome l’Interporto è stato pensato, l’ingegner Maldi mi ha smentito, io purtroppo non sono ingegnere e non so niente, quindi ho meno esperienza e meno capacità, ma se faccio un Interporto e non disegno su quell’Interporto neanche un piazzale, per spostare le merci, vuol dire che uso lo spostamento delle merci delle fabbriche che vengono lì. Allora io dico: “È sbagliato pensare solo che l’Interporto trovi il breaking nel bilancio su questo discorso”.

“È sbagliato pensare solo a Aree Industriali” vediamo se nella discussione, se nei rapporti che avremo riusciremo a modificare questo pezzo di area che c’è della ditta Vallier che come vedete non mi sono inventato è Area Industriale del Piano Particolareggiato approvato in Comune dal centrodestra, ma era prima anche quello approvato dal centrosinistra , in quell’occasione potete mettere anche qualche altra salvaguardia maggiore per l’inquinamento e così c’è anche la scusa di metterci le mani e di quegli 8 ettari là, se me ne portate 2 vicino allo scalo merci, dove dobbiamo spendere altre centinaia di milioni di euro avrà maggior ragione di esistere e con quei 20 mila metri di piazzali potremmo dare risposta all’Upag che è venuta a chiederci di venire a Rovigo, non so se verrà, però se avessi avuto il piazzale sarebbe già venuta.

L’Upag capisco Maldi tu che ragioni in termini di milioni di treni al giorno, di migliaia di treni al giorno, sia una piccola inezia, l’Upag sposta in Italia 88 treni al giorno di merci, ci ha detto che tutte le merci che devono spostare nel centro, in parte del Nord Est in parte nel centro Italia, le vuol portare a Rovigo e per iniziare se gli troviamo un piazzale comincia con un treno al giorno per 5 giorni alla settimana.

Sono andato alle Ferrovie per chiedere che mi diano in affitto quel loro piazzale che hanno lì che non serve a niente, per cominciare a lavorare. Capisco che sono tutte ipotesi, ma sono ipotesi che si stanno concretizzando, sono ipotesi che avete visto ci sono i clienti.

A ogni modo sono ipotesi che valgono in tutta Europa e tenete presente una cosa non andiamo a ragionare nei macro sistemi, però il corridoio 1, c’è perché di fatto l’autostrada c’è già, il corridoio 5 lo completeranno, si intersecano tutt’e due a Verona e Rovigo ha un’autostrada che andrà fino a Nogara ma poi c’è la superstrada sistemata, perché io ieri sono venuto a casa appunto da Verona, stanno rifacendo tutto il pezzo di autostrada verso Verona e da lì arriveranno tutte le grandi possibilità di spostamento delle merci.

È calcolato - non da me - ma da quello che ho letto, se non hanno scritto delle bugie, che su questi grandi assi portanti passerà il 40 per cento dei prodotti che verranno lavorati o delle merci da lavorare dell’Europa, perché il Mediterraneo se guardate l’Italia dalle Alpi il Mediterraneo è passato da un pontile che è l’Italia e quindi se non siamo in grado di fermare queste merci andranno poi in Francia, o in Spagna, noi dobbiamo essere in grado di fermarle e di cominciare anche a trasportarle al Nord ma anche di lavorare le merci che ci arrivano, perché arrivano da noi.

Siccome questi non sono delle bugie, l’onorevole Costa, ci pregava e ci diceva che abbiamo bisogno di mettere in sinergia tutto, io spero di sentirlo anche a Rovigo l’onorevole Costa, perché mi ha assicurato che verrà, mi ha dato il suo indirizzo, mi ha detto di mettermi d’accordo, anzi gli ho detto che mi sarei messo d’accordo con la Provincia e con il Comune per organizzare qui un evento, perché anche qui saremo un po’ in ritardo.

Pensate che a giugno vanno via i primi finanziamenti e che - tenete presente - che le chiatte che noi usiamo oggi, quelle che avete visto a Rovigo con i vostri occhi portano 1200 tonnellate e non 700, non girano con 700 perché è passivo.

40 Le chiatte che l’Interporto di Rovigo ha fatto progettare all’Università di Genova, Divisione Navale - mi sembra il massimo - sono chiatte che possono girare sul nostro canale che portano 2000 tonnellate e navi fluvio marittime da 2000 tonnellate che possono fare il giro del Mediterraneo e arrivare fino a Mantova. Ognuna di queste chiatte può portare a bordo 30 container o 30 Teu e 30 Teu o 30 container vogliono dire 3 treni.

Ecco questo è dove ci muoviamo non c’è enfasi, non c’è gloria, questi sono i fatti, i fatti che dicono gli studi europei i fatti che dicono gli studi del popolo del nostro Parlamento, i fatti che dicono la Regione Veneto e chi è interessato, i privati che sono interessati a queste cose.

Se vogliamo essere in mezzo a questo grande business per far sì che finalmente in Polesine, visto che ce l’hanno scoperto gli altri, usi di queste possibilità, mettiamoci insieme e cerchiamo di fare, ma soprattutto criticate, chiamatemi, finché ci sono io..., poi il prossimo anno chiamerete degli altri, finché ci sono io chiamatemi, sono disponibile a venire, sono disponibile a portare tutte le carte, sono disponibile anche a prendermi del “salame” o dell’”ignorante” però una cosa non accetto: non cambiate le carte che sono alla base di tutto perché queste sono le Leggi che ci regolano e sono documenti.

Quindi non si vada sui giornali a scrivere cose che non sono vere e non si dica qui cose che non sono vere perché sono state votate da questo Consiglio comunale. Sappiate una cosa che ogni volta che noi andiamo in polemica sul giornale, quello che non succede a Padova, a Treviso o da altre parti su queste cose, tutto quello che diciamo va nelle rassegna stampa di tutti gli Enti, va nelle rassegne stampa di tutte le Associazioni industriali, dell’Api, etc..

Ebbene a Padova ci sono 70 ditte che vogliono trovare una collocazione basta andare a parlare con il Presidente Ongaro della Zai che non è più il Presidente ma è un onorevole dei DS, quindi più credibile di me, credetelo a lui, chiedete al Presidente della Camera di Commercio dove queste ditte vanno dappertutto, ma non vengono a Rovigo, perché a Rovigo c’è troppa battaglia politica inventata sugli Enti e non corroborata dalle carte, per cui non sono in grado di capire se il loro investimento può essere fatto o meno.

Credo sia un modo di fare che deve essere cambiato, non da parte vostra, da parte di tutto, prima da parte mia, perché prima devo imparare io e poi certamente da parte di tutti. Io ho voluto dare una lezione ho voluto dirvi quella che la realtà e basta chiedere alle persone che vi ho detto e vi daranno la stessa risposta.

Voglio dire l’ultima cosa volevo ringraziare il Sindaco di Rovigo, perché quando è venuto da noi ci ha detto che non poteva votare l’aumento di capitale e che si asteneva ma che era a disposizione - e l’ha dimostrato con questo incontro - di trovarci qui assieme in un dibattito per vedere assieme di trovare delle soluzioni non mettendo nessuna remora e nessun punto fermo contro niente... (Voci confuse dall’Aula: incomprensibili).

Intervento n. 57
Pagina 41

Consiglio Comunale del 2007-04-19

Presidente Interporto

Leggi intervento

Ma in grado di poter svolgere. Io spero, siccome tra un mese avremo il Bilancio da approvare che venga approvato il nostro Bilancio che poi è già contenuto nel Business Plan per poter andare avanti. E un’ultima preghiera vorrei fare, la faccio sempre sui giornali ma non sono ascoltato da nessuno: noi abbiamo il Tavolo dell’Economia è un Tavolo importante che mi trova sempre a dover andare un po’ contro.

Ebbene in questo Tavolo dell’Economia siede l’Ascom che è un’associazione di commercianti, siede il Consorzio Irriguo di Rovigo, siede il Consorzio Irriguo del Basso Polesine, poi c’è l’Api l’Associazione Industriali, in questo Ente importante dove si decide la Politica, non è invitato neanche come uditore né l’Interporto, né il Cen.

Ser. né l’AIA e né l’I3 e sono le 4 grandi aree che sono destinate allo sviluppo, bene questo è un sistema che non dà frutti, ecco vi pregherei di darmi una mano a intervenire, almeno per essere invitati, solo per essere invitati.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.