Consiglio Comunale · Seduta

17 febbraio 2022

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ROMEO NADIA
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Situazione IRAS - Discussione”43 interventi
ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Buon pomeriggio a tutti, ai Consiglieri comunali presenti, agli ospiti che hanno accettato il nostro invito a presenziare in Consiglio Comunale, il Commissario Straordinario dell'IRAS Zanon Ezio, il Direttore dell'IRAS Avanzi Gianluca, gli Avvocati dello studio Mastragostino, l’Avvocato Trenti Enrico e l’Avvocato Mariani Elena, li ringrazio ovviamente per la partecipazione, l'aver accettato il nostro invito.

Un ringraziamento invece alle organizzazioni sindacali che hanno richiesto questo Consiglio Comunale e hanno richiesto di partecipare in forma attiva ai lavori di questo Consiglio.

Ce l'hanno chiesto per apportare il proprio contributo di idee, di proposte, e anche per poter condividere con noi quelle che sono delle preoccupazioni riguardanti il destino di un Ente che credo sta a cuore a tutti, perché fa parte integrante del nostro tessuto urbano e sociale, ma soprattutto perché si rivolge a persone fragili, alle loro famiglie e ai lavoratori, che saluto; alcuni di loro in rappresentanza sono in sala qui con noi.

Ho accettato volentieri il loro invito e mi sono attivata, insieme ai Consiglieri, da subito, perché ritengo che il Consiglio Comunale sia l'espressione massima di rappresentanza della città.

Qui siedono tutte le forze politiche e quindi abbiamo la massima rappresentanza anche dei cittadini attraverso di loro, e credo che sia la sede propria per cercare, con spirito costruttivo, di arrivare per lo meno ad affrontare, iniziare ad affrontare un percorso di condivisione di quelle che spero non siano soltanto le scelte per l'oggi. Cerchiamo di vedere questa occasione come un'opportunità.

Dobbiamo sicuramente dare delle risposte rispetto a dei problemi che ci sono dell’Ente, ma possiamo anche guardarli in prospettiva futura. In prospettiva futura vuol dire che è un Ente importante, è un Ente che dovrà dare sempre più servizi; lo potrà fare per essere vicino e rispondere ai bisogni delle persone più fragili.

Quindi vediamola come una opportunità; scelte che devono essere e possiamo condividere insieme, ma anche opportunità perché questo Ente diventi un punto di riferimento per gli ospiti, le persone, le famiglie e i lavoratori. Oggi è anche un momento non soltanto per parlare dell’Ente, di quelle che possono essere delle possibili scelte, ma è anche un momento per credo far sentire la nostra vicinanza agli ospiti, alle famiglie, ma anche ai lavoratori.

L’Amministrazione c'è, l’Amministrazione Comunale tutta è vicina, ed è vicina a voi per cercare di risolvere i problemi, per far crescere l’Ente e dare sempre più risposte a bisogni vecchi e nuovi. E’ per questo che abbiamo anche deciso di farlo in presenza. E’ la prima volta, dopo un po’ di tempo, che il Consiglio Comunale si svolge in presenza, e lo abbiamo fatto proprio per metterci la faccia e per guardarci negli occhi quando parliamo ovviamente di argomenti importanti come questo.

Quindi io spero che lo spirito di questa sera, proprio perché abbiamo un dovere come Consiglio Comunale, come Consiglieri comunali che rappresentiamo la città, sia quello di un confronto costruttivo; un confronto costruttivo che inizia oggi, non può terminare sicuramente con questo Consiglio Comunale, ma lo spirito perché, al di là delle appartenenze politiche, senza estremizzare le proprie posizioni, ma solamente nell'interesse della città, ci si possa confrontare e iniziare un percorso di confronto sereno e anche per dare risposte di vicinanza a quelle che sono delle oggettive difficoltà.

Quindi io ringrazio tutti coloro che hanno deciso di partecipare, chi ci ha ovviamente stimolato anche a questo confronto e spero, ripeto, che lo possiamo fare in modo sereno e con spirito di collaborazione che credo sia l'elemento essenziale per poi trovare scelte condivise insieme. Quindi ringrazio tutti e do a questo punto la parola alle organizzazioni sindacali che ci hanno chiesto questo incontro. Credo che abbiano loro l’onere e l'onore di dover aprire questo Consiglio Comunale.

Quindi do la parola al rappresentante della CISL Maisto Franco, prego.

MAISTO FRANCO · CISLLeggi intervento

Intanto ringrazio la Presidente del Consiglio Comunale che ha accettato la richiesta unitaria di CGIL, CISL e UIL, per portare la nostra posizione sindacale in rappresentanza dei lavoratori, e ringrazio chiaramente anche tutti i Consiglieri che oggi appunto sono presenti in questo Consiglio Comunale, che è dedicato a parlare dell’IRAS, perché in queste due settimane credo che a Rovigo sia l'argomento principale sui quotidiani, sui mezzi di informazione, ma soprattutto è un tema che coinvolge soprattutto le 200 e oltre famiglie delle lavoratrici e dei lavoratori.

Oggi metà di loro in questo momento è in servizio ed è in ansia per quanto riguarda la loro sorte lavorativa. Voi sapete che sono turnisti, per cui oggi abbiamo portato qua comunque tre Sindacati, ciascuno una delegazione di lavoratrici e lavoratori che sono alle spalle dei Consiglieri comunali. Questo non per fare spettacolo assolutamente, ma per portare quella che è l'attenzione che noi vogliamo fare con oggi: attenzione alla città di Rovigo, al Polesine, al territorio.

L’IRAS è l’Istituto più antico, più storico della città, ma dell'intera area polesana. Non vorremmo mai che fosse dimenticato, perché in questo momento la sensazione che come Sindacato abbiamo avuto in queste settimane è un po’ un rimpallo che in qualche maniera ha creato tantissima angoscia.

Noi siamo partiti circa due settimane fa con la comunicazione del Commissario regionale, che ringraziamo, oggi è presente fra noi; una comunicazione però molto amara, in cui ci diceva che l'Istituto, che già non versava in buone condizioni, si trovava in una situazione di empasse finanziario; cosa che poi ha determinato un ritardo anche di qualche giorno nel pagamento degli stipendi.

Oggi siamo qua chiaramente per portare l'attenzione della città di Rovigo sul tema IRAS, ma siamo nel Consiglio Comunale straordinario anche per sollecitare le Istituzioni, cioè per dire : attenzione, Amministrazione, Consiglieri tutti, ma questo vale anche per la Regione o per chi in questi giorni ci sta dando una mano come la Prefettura di Rovigo nel portare avanti il tema appunto nella sala della Prefettura costantemente, perché non possiamo dimenticarci che il problema IRAS non è un tema che risolveremo forse pagando gli stipendi il 27, ma dobbiamo creare una ristrutturazione che consente di avere delle basi solide per il futuro.

E questo è un allarme che noi lanciamo come Sindacati, perché finora - e continueremo a farlo - siamo presenti nelle manifestazioni, nei sit-in davanti alla Prefettura, oggi in Consiglio Comunale, ma andremo avanti ancora fino a quando il problema non verrà risolto. E noi l'appello lo lanciamo alle Istituzioni, in questo caso lo lanciamo chiaramente a voi Consiglieri comunali: ciascuno di voi dovrà metterci del proprio.

Noi non vogliamo entrare nell'arena politica, ma sicuramente l’IRAS, questo ve lo chiediamo con il cuore anche dei lavoratori, non deve diventare un terreno di scontro, non deve diventare il terreno di battaglia dove ognuno dice la sua, magari andando a rivendicare errori o problematiche del passato. In questo momento i problemi li abbiamo ben chiari tutti: ci sono dei debiti bisogna pagarli, le banche hanno bisogno di certezza, ma soprattutto i lavoratori hanno bisogno di andare a lavorare con la serenità.

In questo momento chi sta lavorando nelle corsie e chi stamattina ha lavorato e oggi è qua a pomeriggio al Consiglio Comunale, e chi entrerà in turno stanotte, entra al lavoro con il cuore che gli batte perché dice “Non so nemmeno se il mio stipendio sarà garantito”. Questo non può essere. Nel 2022 un Istituto pubblico non può essere in queste condizioni.

Un'altra sensazione che abbiamo come Sindacato è quella del fare allungare i tempi nel prendere una decisione, non voglio dire devo prendere uno o l'altro, ma nel non riuscire a trovare un avvicinamento fra le parti porta l'Istituto ad essere sempre più lontano, un treno su un binario morto. Noi sappiamo, noi del pubblico impiego, che quando un edificio viene abbandonato, viene svuotato, le scuole e le caserme ne sono un esempio, forse anche a Rovigo ce ne sono, queste poi non trovano più una ricollocazione.

Diventano stabili, diventano ruderi, perdono i servizi. La città di Rovigo ha 400 posti letto sull'IRAS circa, e potrebbe avere anche altri servizi, perché tante volte è stato promesso, proposto, detto a parole che c'e un piano industriale, però noi non abbiamo ancora capito, uno, se esiste, e soprattutto se vogliamo arrivare ad un buon fine.

Attenzione che l’IRAS non diventi un treno morto che vada in pasto ai privati, perché se questi 400 posti diventano un peso morto per la città di Rovigo, diventano un boccone molto ghiotto per un privato che viene, fa le sue condizioni, che non sono certo quelle di pagare bene i lavoratori, che non sono certo quelle di far lavorare bene le persone, ma sono quelle di fare business. Noi lo lanciamo questo allarme.

Questo allarme è stato lanciato ancora sei anni fa, prima ancora che arrivasse il primo Commissario, l’Avvocato Stella. Attenzione che, andando avanti, allungando i tempi e non risanando le casse dell’Ente, si arriverà ad un punto in cui si bloccherà l'erogazione degli stipendi. Denuncia fatta tanti, tanti anni fa, 6-7 anni fa.

Siamo arrivati al dunque.

In questo momento l'azione, e questo deve essere chiaro veramente a voi Consiglieri, perché questo non spetta a noi del Sindacato, noi stiamo cercando di convogliare in maniera moderata, corretta e coerente tutti i lavoratori, e ci sono 200 famiglie che sono tranquille, tra virgolette, perché stiamo cercando di essere vicini ogni settimana con uno o due presidi, o all’IRAS, o in Prefettura o in Comune, cercando di tenere calmi gli animi, dicendo “Ci siamo noi che cerchiamo di fare da garante, di trattare e di avvicinare le parti”.

Possono essere il Comune o la Regione, ma qualsiasi Istituzione che ci dà una mano, noi siamo disposti al dialogo perché questo è la nostra missione. Io vorrei concludere questo mio breve intervento invitandovi caldamente a voi Consiglieri, io non vi conosco, non so chi faccia parte della maggioranza o della minoranza, però sinceramente date ciascuno il vostro contributo. Dovete veramente pensare che la città, se perde l’IRAS come Ente Pubblico, veramente è un danno incredibile.

I lavoratori meritano rispetto e ci sono 203 lavoratori. C’è l'indotto che non è poco, e ci sono oltre 300 famiglie degli ospiti che anche loro meritano rispetto, perché in questo momento le stesse famiglie leggono i giornali, e leggono notizie che sono allarmanti, molto allarmanti. Collaboratori che vanno con la morte nel cuore.

Lo ribadisco: c'è gente, ci sono lavoratrici e lavoratori, voi sapete che almeno un terzo è precario, che in questo momento non sa nemmeno se continuerà a lavorare. Questa non è una bella immagine. Un Ente Pubblico si basa su lavoratori che sono stabili.

Anche un'azienda privata il suo biglietto da visita è: avere il personale, i propri professionisti. Qui abbiamo operatori socio sanitari, infermieri, ausiliari, cuochi e tutto il personale che lavora negli uffici, che è una risorsa, e che non possiamo né perdere e neanche trattare in questo modo qua. La dignità del lavoro deve essere conservata, non con una battaglia politica fine a se stessa, ma con un orientamento preciso.

Dobbiamo pensare, dovete pensarlo. Qui non c'è nessuna vincitore o vinto. Se perdiamo l’IRAS, abbiamo perso tutti.

Grazie.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie. Si prepari per intervenire Pavarin Cristiano in rappresentanza della UIL.

PAVARIN CRISTIANO · UILLeggi intervento

Buongiorno a tutti. Ringrazio il Presidente del Consiglio, ringrazio i Consiglieri e tutti i presenti per aver accettato questa nostra proposta di condividere queste nostre preoccupazioni che riguardano un Ente che riteniamo assolutamente fondamentale per la nostra città.

L'incontro di oggi, per quanto ci riguarda, è una parte di un percorso che abbiamo attivato; abbiamo chiesto di essere accolti anche a livello regionale, abbiamo mandato una comunicazione sia alla 5^ Commissione che all’Assessore regionale, e anche al Presidente Zaia, perché riteniamo che il problema che riguarda un Ente, ripeto, fondamentale per la nostra città, sia una questione che debba interessare in primis il Comune di Rovigo, ma anche l'altro attore fondamentale che è la Regione.

Io voglio entrare un po’ più nello specifico. Qualche anno fa ho avuto l'onore, e questo mi emoziona tantissimo, di far parte del Consiglio Comunale del Comune di Rovigo, proprio nel periodo da dove secondo me è partita la crisi dell’IRAS. Io ho fatto il Consigliere comunale dal 2006 al 2011 ed ho toccato con mano l’avvio di quello che è stato il percorso che ci porta ad oggi.

Il Consiglio Comunale di Rovigo, in continuità, perché io credo molto nella continuità amministrativa, ha una responsabilità enorme. E’ meglio che ci parliamo chiari da subito: la crisi dell’IRAS parte nel 2004, quando viene siglata una convenzione tra l’IRAS e il Comune di Rovigo per la gestione dello stabile di Casa Serena. Ve lo dico brutalmente.

Il Comune di Rovigo si libera di uno stabile che necessitava di interventi importanti, che impegnavano le casse del Comune per milioni di euro, se ne libera e lo dà all’IRAS. L’IRAS si impegna come onere modale, con l'obbligo di ristrutturare questo edificio. I debiti dell’IRAS, la crisi dell’IRAS, signori, parte da quella convenzione, per cui il Consiglio Comunale di Rovigo ha sbagliato.

Io ero presente tra il pubblico quel giorno del 2004 mentre qualche Consigliere comunale esultava sul fatto di essersi liberati di un peso, di un catorcio che andava ristrutturato. Ora io vi chiedo, Consiglieri comunali, non mi rivolgo al Sindaco, non mi rivolgo agli Assessori, io mi rivolgo al Consiglio Comunale.

Ora io vi chiedo, Consiglieri comunali, di fare il possibile per rivedere quella convenzione, perché il futuro di questo Ente, che è fondamentale per la nostra città, guardate che è la seconda attività produttiva purtroppo dopo l’ASL, non c’è solo una questione che riguarda, come diceva il collega prima, i 213 dipendenti giustamente e le loro famiglie, che riguarda anche tutto l'indotto, che riguarda anche l'assistenza.

E’ una questione che riguarda una delle primarie attività produttive della nostra città e qui il Consiglio Comunale ha una grandissima responsabilità. Il futuro di questo Ente, che deve per forza di cose passare attraverso un piano industriale, un piano industriale che potrà avere gli effetti nel momento in cui - è banale - poi i tecnici ci spiegheranno i rapporti con il ceto bancario, i rapporti con la Regione, ci spiegheranno quali potranno essere le caratteristiche per un piano industriale idoneo.

Però, consentitemi, il primo passaggio è quello di fare due passi indietro e rivedere quella convenzione. Non è possibile che un Ente che si sostiene solo, le entrate sono le rette, possa impegnarsi, non era possibile allora, non lo è oggi.

Per cui io vi richiamo ad un senso di responsabilità: mettere da parte veramente una volta per tutte quelli che sono gli antagonismi politici, qualche volta anche - si fa nella politica - le strumentalizzazioni e guardare in faccia -davvero non è retorica - questa gente che da più di dieci anni lavora - mi riferisco ai dipendenti - in una situazione per un tasso di loro precarietà; ci sono dei precari che li chiamiamo precari ma che sono sette, otto, nove 9 anni che continuano a lavorare senza sapere se c'è un futuro, gente che sta rinunciando forzatamente a una parte importante del loro stipendio, una parte importante del loro stipendio stabile - è una cosa un po’ tecnica - della loro produttività, e che sono l'unico elemento che ha caratterizzato la tenuta di un Ente che, ripeto, lo ripeto ancora una volta, è fondamentale per la nostra città e che è un'opportunità, un’unità soprattutto in un periodo dove è rappresentato appunto dalle opportunità, ad esempio la butto lì, del PNRR.

Fateci un ragionamento: risorse ce ne potrebbero essere, guardate avanti al futuro. Io vi richiamo a un senso di responsabilità su questo. Rivedete quella confezione.

Trovate il modo, abbiamo letto, abbiamo sentito, è un anno che facciamo incontri in Prefettura con le parti; fino a un paio di settimane fa sembrava che un futuro fosse certo, sembrava che fosse costruito un piano industriale, sembrava che attraverso incontri l’ASL fosse disponibile a trasferire tutta una serie di attività su Casa Serena, che permettevano anche di introitare delle risorse, la partecipazione dell’ATER. Insomma tutta una serie di progetti per costruire un piano industriale.

Poi improvvisamente si inizia a parlare di ingiunzioni di pagamento, di ulteriori debiti, non sappiamo cosa succederà, il destino di Casa Serena. Insomma cosa sta accadendo. Io vi chiedo, Consiglieri comunali, siamo nel Consiglio Comunale: riappropriatevi del vostro ruolo e prendete in mano la situazione, perché dipende - ne sono convinto, ne ero convinto allora e ne sono convinto ancora di più oggi - che dipenda molto da voi: riappropriatevi del vostro ruolo, mettete da parte le differenze.

Non c'è opposizione, non c’è maggioranza. Mettetevi assieme e date un futuro a questo Ente fondamentale per la nostra città.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al rappresentante della UIL Cristiano Pavarin. Si prepara per l'intervento Benazzo Davide della CGIL.

BENAZZO DAVIDE · CGILLeggi intervento

Buongiorno a tutti. Ringrazio il Presidente, tutto il Consiglio, il Sindaco, perché ci avete dato la possibilità oggi, in questo spazio così importante come il Consiglio Comunale, di dare visibilità al mondo del lavoro. La cosa che manca purtroppo sempre di più in questo spazio è dare visibilità al mondo del lavoro.

Perché dico questo? Perché purtroppo chi ha pagato e chi sta pagando, non solo all’IRAS, ma in tutte queste strutture, è il mondo del lavoro. Vi do alcuni dati così comprendiamo meglio il perché come Sindacato abbiamo attivato tutto quello che abbiamo attivato in questi anni.

Le strutture che una volta erano tutte pubbliche, salvo alcune situazioni particolari storiche, oggi sono per il 50% privati. In Veneto il 50% delle RSA per anziani, se non addirittura anche di più, perché poi qualcosina è anche cambiato in questi pochi anni, sono private. Qualcuno può dire “Beh insomma, la Costituzione prevedere che vi sia la possibilità di fare imprenditoria anche nel privato”.

Io dico però che questo perché c'è stato? Perché il tema principale era riuscire a ridurre i costi e dove abbiamo ridotto i costi? Sul mondo del lavoro.

Aggiungo un'altra cosa: di quel 50%, circa il 30-40%, a Rovigo un po’ meno, è esternalizzato. Cosa vuol dire? Vuol che ho fatto dumping contrattuale, cioè un lavoratore che prima aveva un contratto più tutelante, aveva uno stipendio più dignitoso, si trova a dover affrontare riduzione dello stipendio, precariato.

Se voi volete venire a vedere le situazioni di molte cooperative, di molti lavoratori di cooperative che lavorano nelle strutture pubbliche, sono soggette ad appalti ogni anno e mezzo, ogni sei mesi, ogni due anni. Vuol dire che queste persone sono sulla graticola ogni breve tempo e cambiano datore di lavoro anche 20-30 volte nel loro periodo lavorativo, nei loro quarant'anni. L’IRAS ha, l’hanno detto prima i miei colleghi, 213 dipendenti in questo momento.

Qualcuno è stato assunto in più per la crisi collegata al COVID. Di questi, 81 sono precari. Cosa vuol dire?

Vuol dire che sono quello strumento di flessibilità che le strutture, proprio per le questioni economiche, si tengono questo strumento di flessibilità proprio per la questione economica, ma sono persone: sono 81 persone che da anni aspettano di vedere finalmente una stabilità.

Sono persone che si sono viste e che si vedono da circa sei anni messe in discussione quella stabilità, e non sono persone, ripeto, da tre mesi; ci sono persone, diceva prima anche Cristiano, che sono contrattualizzate a tempo determinato all’IRAS da sei, sette, otto anni. Queste persone oggi vedono, in questi anni ormai, perché è commissariato a sei anni questo Ente, e non è commissariato per casa: c’è tanto di delibera regionale che dice “Il bilancio di previsione sostanzialmente non tiene”.

E’ stato commissariato per questo, perché non c'era un futuro finanziario per questo Ente. Lo hanno i Revisori. Per questo è stato commissariato sei anni fa.

Mancava solo la parola “fallimento”. Allora in sei anni noi ci aspettavamo sinceramente delle soluzioni. Non possiamo pensare che dopo sei anni noi veniamo convocati perché chiediamo noi di capire cosa sta succedendo, visto che gli stipendi arrivavano in ritardo, cosa unica in tutti gli Enti Pubblici di questo territorio.

Non è che sia normale che lo stipendio non arrivi. Ci comunicano appunto che non c'è ancora un accordo di soluzione. Premesso che anch'io chiedo, a nome di chi rappresentiamo, dei lavoratori, ma anche di tutti i cittadini, che questa soluzione arrivi presto.

Ma dico anche un'altra cosa, e vorrei che in questo momento questo tema, proprio l'IRAS, diventi punto di partenza per un'azione che riguardi tutto il territorio.

Noi come sindacato, CGIL, CISL e UIL Confederali, dopo N tentativi di riuscire a mettere questo territorio insieme in una discussione proficua per il futuro di questo settore, delle Case di Riposo, che è diventato drammatico con l'arrivo del COVID, ripeto drammatico, situazione drammatica proprio, e non sto scherzando, avete potuto passare all'interno dei reparti a vedere queste persone, ma non solo i lavoratori, anche gli anziani, cosa hanno passato e cosa stanno passando in questi due anni; abbiamo chiesto che si attivasse il territorio.

Siamo arrivati a chiedere al Prefetto si facesse promotore di un tavolo proprio di discussione per trovare delle soluzioni, perché oggi parliamo di IRAS, ieri dal Prefetto parlavamo di Badia, un altro giorno parleremo di Papozze, un altro giorno parleremo di Lendinara o di chissà quale altra struttura. Abbiamo chiesto quel tavolo. Perché?

Perché purtroppo, dopo anni che denunciamo quello che sto dicendo, soluzioni non ne vediamo, non ne vediamo. Noi abbiamo tutte le strutture che sono in grossissima difficoltà economica.

L'ultima denuncia che abbiamo fatto alla Prefettura, e le strutture pubbliche lo sanno perché gli è stato chiesto documentazione, di presentare tutta la documentazione a tutte le strutture pubbliche, abbiamo fatto una denuncia perché riteniamo che in alcuni casi ci sia interruzione di pubblico servizio in queste Case di Riposo, perché manca il personale e perché l'azione fatta in questi anni di taglio del personale e di taglio delle risorse ha portato a una grossissima difficoltà a queste strutture ad andare avanti.

Allora oggi non si deve solo parlare della soluzione di Casa Serena, che invito Sindaco, Commissario e perciò Regione, a provare a trovare una soluzione che sia all'interno di un percorso che veda finalmente il pubblico ad essere centrale, ma ripeto, riguarda tutto questo territorio. Io chiedo, ve lo chiedo veramente in ginocchio, perché un anno fa eravamo davanti alla struttura, alla cittadella socio sanitaria chiedendo “Non lasciateci soli”. Un anno fa: non lasciateci soli.

Lo chiedevamo alla politica, c'erano i Sindaci presenti con il Direttore Generale Compostella. Io vi chiedo veramente in ginocchio per favore come territorio cominciamo a ragionare alto, a provare a trovare delle soluzioni partendo dalla soluzione di Casa Serena, dove il mondo del lavoro sia messo al centro e dove il pubblico sia effettivamente centrale e motore, perché altrimenti l'unica soluzione, come sempre, sarà quella di ridurre il costo del lavoro ancora una volta.

Per favore, non passate attraverso la riduzione del costo del lavoro. I lavoratori si aspettano delle soluzioni che gli permetta di dargli un futuro, che non può essere quella di domani di dire, come mi è passato come messaggio, “Ma sì, tanto il mercato del socio sanitario è un mercato fiorente, si fa presto a trovare lavoro”.

Diciamo che essere a lavorare in una struttura pubblica, avendo una certezza di contratto di lavoro e domani trovarsi in una cooperativa sociale, in appalto ogni anno e mezzo, non credo sia la stessa identica cosa. E se noi oggi, voi oggi, tutti insieme, non proviamo a trovare delle soluzioni reali a lungo termine, questa è la prospettiva per il mondo del lavoro, questa è la prospettiva, non c'è altro, non c'è altro.

Se guardate Badia è esternalizzato, se guardate Stienta è per il 70% esternalizzata, se guardate Lendinara ha il 70% anche loro esternalizzati. I lavoratori pubblici a Badia erano 145 tre anni e mezzo fa, oggi sono 85. Questi sono i numeri.

Perciò io oggi ringrazio, poi dopo se ci darete la possibilità in base a quello che ci verrà comunicato oggi, perché di fatto l'unica cosa certa è che non abbiamo nulla di certo, di preciso e di ufficiale, perché finora noi abbiamo avuto in sei anni solo ed unicamente parole. Di certo c'è solo 81 precari, un milione di euro fermi di stipendio, e il fatto che forse - dico forse - il prossimo stipendio arriva al 27, ma può darsi anche qualche giorno dopo. Queste sono solo le uniche certezze che abbiamo.

Spero che oggi almeno abbiamo qualche certezza in più, qualcosa da raccontare in più a chi rappresentiamo e poter essere promotori anche di qualche idea. Lo siamo stati, continueremo a esserlo. Perciò vi ringrazio ancora e spero che poi dopo possiamo ancora intervenire un attimo per poter aggiungere qualcosa a quello che sarà il dibattito.

Grazie ancora.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Io ringrazio CGIL, CISL e UIL per il contributo e anche per il modo pacato e molto sentito con cui hanno voluto condividere con noi le loro preoccupazioni e le loro richieste. Naturalmente ci sarà modo alla fine del Consiglio Comunale di poter fare un altro intervento. Do intanto la parola al signor Sindaco, prego.

GAFFEO EDOARDO · SindacoLeggi intervento

Buongiorno a tutti anche da parte mia e grazie per essere qui oggi, per provare ad affrontare tutti insieme un tema che, da quando è partita questa avventura amministrativa, ci ha visto coinvolti praticamente tutti i giorni. Questo è sicuramente uno dei grandi dossier che siamo stati chiamati ad affrontare e a provare a risolvere. Posso garantire che l'impegno non è mancato e non mancherà.

Credo che non ci sia una considerazione di natura politica o partitica sottostante.

Credo che su questo tema tutti i Consiglieri comunali siano concordi nel sapere che IRAS è un soggetto pubblico che deve essere messo in salvaguardia, che sono stati compiuti degli errori nel passato e che questo non è il momento in cui accertare le responsabilità, perché ci sarà un tempo e un luogo per poterlo fare, e lo faremo, e lo faremo, che è necessario provare a scardinare i problemi che hanno generato la crisi di IRAS, quindi non possiamo pensare o permetterci di avere una soluzione posticcia, perche sarebbe il peggiore dei mondi possibili, e tutti sono consapevoli che sono in gioco degli interessi alti.

Gli interessi sono quelli innanzitutto degli ospiti e delle famiglie degli ospiti, dei lavoratori e l'interesse pubblico generale, dato che stiamo parlando comunque, tutti i soggetti coinvolti, di soggetti pubblici e che quindi devono perseguire un interesse collettivo più alto. Questo ovviamente implica delle scelte e implica anche dei paletti.

Quando io ho provato a descrivere questi problemi come problemi tecnici e non politici, facevo riferimento a questo concetto, e cioè non credo che esista un singolo Consigliere comunale appartenente in questo momento alla compagine che amministra la nostra città, che pensi che sia necessario mandare in fallimento IRAS. Non ce ne uno solo che lo pensa, non c'è un solo Consigliere che non sia convinto che bisogna fare tutto quello che è in nostro potere per riuscire a gestire la situazione.

Tutto quello che è il nostro potere, sapendo che ci sono, come stavo dicendo in precedenza, dei vincoli, che IRAS è un Ente Pubblico dotato di autonomia patrimoniale, che l’Amministrazione Comunale non è Socio di IRAS, e che quindi ha delle responsabilità che non sono sovrapponibili a quelle di una Società partecipata, e quindi non è in grado di esercitare quello che viene chiamato “controllo della Società”; che esistono dei soggetti dal punto di vista istituzionale che hanno ruoli diversi.

Questo significa che tutti insieme, come soggetti istituzionali, dobbiamo essere chiamati a risolvere il problema. C'è un tema che è stato affrontato in precedenza. Io credo che quella sia la chiave di volta.

La lettura che è stata data dalle organizzazioni sindacali è lucidissima. Mi consentite però di citare un passaggio in particolare che è quello di Cristiano Pavarin: il tema vero è che IRAS si trova in queste condizioni perché è stata fatta una scelta nel 2004 di un certo tipo. Se noi non andiamo al nocciolo di quella scelta è evidente che non saremo in grado di trovare una soluzione definitiva e duratura per la crisi dell’IRAS.

Noi dobbiamo partire da lì. Dobbiamo partire sapendo che ciò che ci lega in questo momento a IRAS, io non voglio essere tecnico, ma è un contratto, e quindi la chiave di volta è necessariamente all'interno di questo contratto, ferma restando la volontà politica di arrivare alla soluzione del problema, che io non voglia neanche per un attimo mettere in discussione da parte di nessuno, indipendentemente dagli schieramenti con cui si sono presentati alle elezioni.

La chiave di volta è all'interno del rapporto di natura contrattuale che costituisce l'architrave all'interno del quale noi come Amministrazione Pubblica, per il perseguimento di un interesse pubblico superiore ai nostri destini personali, dobbiamo necessariamente possedere. Questo attiene ai rapporti fra Comune e IRAS, ma non può limitarsi a questo, perché altrimenti la soluzione sarebbe comunque una soluzione di breve periodo.

Quando io parlavo della necessità di avere tutti i soggetti istituzionali del territorio coinvolti per una soluzione che sia una soluzione duratura, io sto pensando al fatto che è necessario avere questa consapevolezza, e cioè che l'interesse pubblico superiore deve essere quello di fare in modo che il patrimonio pubblico sia valorizzato e messo a disposizione della nostra collettività nel miglior modo possibile, da un lato; e che l'ammontare complessivo dei servizi che viene messo a disposizione dei nostri cittadini non venga diminuito, ma venga aumentato.

Questo è possibile se noi come Comune faremo la nostra parte, se IRAS come Ente Pubblico autonomo farà la sua parte, se la Regione farà la sua parte, se il braccio operativo della Regione, che in questo caso è l’Unità Sanitaria Locale, farà la sua parte, all'interno di un percorso condiviso in cui tutti i soggetti contemporaneamente trovano una soluzione. Io credo che la soluzione sia possibile trovarla. I dettagli tecnici devono essere messi a punto.

Quello che è stato verificato durante le numerosissime riunioni che sono state fatte, sia tra le controparti, sia in presenza del Prefetto, sia con le rappresentanze sindacali, sia con gli altri soggetti coinvolti, segnala che la soluzione è possibile trovarla, che non è una soluzione semplice, perché la situazione purtroppo, bisogna riconoscerlo, debitoria dell’Ente è molto grave.

Abbiamo la necessità di interagire anche con dei soggetti che perseguono legittimamente interessi che non sono identificabili come interessi pubblici a 360 gradi, e di questo occorre necessariamente tenere conto.

Credo che la soluzione sia identificabile lungo le direttrici che ho citato prima: la possibilità di trovare la miglior soluzione possibile di utilizzo degli spazi che in questo momento sono disponibili all'interno della nostra città, tra ciò che è patrimonio di IRAS e ciò che è patrimonio del Comune; a come gestire il contratto che abbiamo a disposizione per fare in modo che non ci sia la possibilità che questa operazione venga smontata da una giustizia giuscontabile nel giro di qualche tempo, perché altrimenti ci troveremmo nel peggiore dei mondi possibili, cioè quello di avere provocato un danno all'intera collettività e non avere risolto il problema di IRAS, questo sarebbe il peggiore dei mondi possibili, facendo in modo che l'ammontare complessivo dei servizi sul nostro territorio, che sono servizi di natura socio assistenziale, ma non solo, servizi anche di natura socio sanitaria a 360 gradi, possa essere effettivamente implementata perché abbiamo le strutture per poterlo fare e abbiamo soprattutto la necessità di lavorare in questa direzione, perché siamo una popolazione che ha necessità di avere questo tipo di servizi, in una zona in cui molti di questi servizi non sono presenti.

Possiamo fare alcuni velocissimi accenni alla necessità per esempio di avere a disposizione strutture pubbliche che siano in grado di gestire problemi collegati a malattie o comunque a stati di natura permanente come Alzheimer o altre situazioni fortemente debilitanti. Tutto questo sul nostro territorio, sul nostro territorio in questo momento è carente e possiamo lavorare in questa direzione tutti insieme. Abbiamo la necessità di farlo e abbiamo il dovere di farlo.

Ho già detto, la soluzione dal punto di vista tecnico deve essere messa a punto su un tavolo che veda tutti coinvolti, i soggetti che sono presenti qui, alcuni soggetti che non sono presenti qui con noi oggi, ma che comunque sono stati coinvolti e che continueranno ad essere coinvolti. Ovviamente rimango e rimaniamo a disposizione per discutere insieme possibili idee da mettere in campo lungo un percorso che io ritengo sia necessariamente il percorso che ho provato a delineare. Vi ringrazio molto per l'attenzione.

Grazie.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ringrazio il signor Sindaco per l'intervento. Chiediamo adesso al Commissario straordinario di IRAS, l’Avvocato Ezio Zanon, di poter portare il suo contributo e ricordo che è stato delegato anche dall’Assessore regionale del Veneto Lanzarin, che era stata invitata, non può essere presente, ma comunque ha delegato il Commissario straordinario, grazie.

Avv. ZANON EZIO · Commissario straordinario IRASLeggi intervento

Buongiorno. Ringrazio dell'invito del Consiglio Comunale di essere presente oggi.

Io per prima cosa vorrei dire che ho trovato attenzione nell’Amministrazione Comunale relativamente ai problemi di IRAS e, malgrado divergenze di valutazione e delle considerazioni sulla situazione patrimoniale, certamente c'è un lavoro in atto, un percorso collaborativo in atto dal quale non mi sono mai tirato indietro, ma che ho anche avuto modo di riscontrare dal punto di vista della buona volontà, certamente convergente da parte dell’Amministrazione.

Dopo chiaramente ognuno ha i suoi modi di vedere, i suoi punti di vista, che possono anche non coincidere.

Voi tutti sapete, perché è stato detto, che la situazione di crisi finanziaria di IRAS nasce nel 2015- 2016 quando, a fronte di una pianificazione di ospiti e di redditività dell'attività di IRAS, che poteva permettere il pagamento degli investimenti attraverso i mutui contratti fatti nei dieci anni prima, in realtà ha avuto una sorta di contrazione nelle presenze per una serie di vicende estranee a IRAS e che ha portato all’incapacità finanziaria di IRAS di poter provvedere alla restituzione dei ratei dei mutui che andavano in scadenza.

Da allora, con la segnalazione dei Revisori dei Conti del commissariamento, si è avviato un tentativo di superamento di questa situazione attraverso la necessità di immettere liquidità straordinaria nei bilanci di IRAS, perché chiaramente l'attività di gestione dell'IRAS non era in grado di superare l'indebitamento ormai che si andava storicizzando.

Oggi IRAS, al di là delle inconvenienti di COVID, che chiaramente hanno condizionato il regime delle presenze degli ultimi due anni, è in grado, in via ordinaria, di svolgere la propria attività in pareggio e anche con un certo margine di utilità, quindi è in grado di vivere correttamente e stabilmente con quella che è la dimensione attuale della sua offerta di servizi e della capacità, in questa esecuzione di offerta, di attrarre degli ospiti in modo sufficiente per pagare i costi dei propri servizi.

Quindi avrebbe una prospettiva di sopravvivenza abbastanza certa e abbastanza stabile se non ci fosse questo macigno pendente, che chiaramente ne condiziona completamente l'attività. Il problema è che, nel tentativo di trovare una soluzione nel corso degli anni, è rimasta in sospeso la maturazione dei debiti per la scadenza dei rati nei confronti delle banche, con l'impegno delle banche di rimanere in attesa che IRAS trovasse questa liquidità straordinaria.

Nello scorso mese di dicembre una di queste banche, pressata anch'essa da esigenze di carattere regolamentare, ha ritenuto di interrompere questo stato di sospensione e, prima ha messo in mora IRAS; poi ha notificato - la notifica è arrivata il 9 febbraio - un decreto ingiuntivo che era stato emesso per altro il 12 gennaio, in seguito al quale chiaramente l'accordo tra tutte le banche di tenere sospesa la situazione finanziaria è venuta a meno.

Per cui noi oggi ci troviamo in una situazione oggettivamente di precarietà, di vita alla giornata, a fronte della quale gli sforzi miei e della direzione sono quelli di garantire chiaramente il funzionamento dell'attività dell’IRAS, il pagamento degli stipendi e di stringere a chiudere quelle che erano le esigenze di recuperare liquidità straordinaria a favore di IRAS per pagare il debito bancario.

Il debito costituisce una situazione di fronte alla quale c’è la necessità di dover trovare sia una dotazione di carattere finanziario urgente e straordinaria, sia quella di offrire alle banche, perché dopo si potrebbe tra le varie soluzioni andare alla rinegoziazione dei mutui che ci sono, anche un’organizzazione dei servizi che passa attraverso dei nomi, piano industriale o piano economico finanziario, che devono confortare le banche secondo dei loro parametri economici, che IRAS è in grado di poter continuare a svolgere la propria attività e pagare nel futuro con certezza e con stabilità i ratei che andranno a scadenza in caso di rinegoziazione.

Quindi io ho, nel momento in cui intervengo per rimediare alla situazione di IRAS, due incombenti: uno, recuperare liquidità straordinaria; due, andare a cercare di organizzare l'attività di IRAS in maniera tale da poter renderla economica e vantaggiosa nell'interesse delle banche, altrimenti non si va da nessuna parte.

Di fronte a questo io mi sono reso conto, sulla base di quel contratto che è stato citato prima, che c'è un interesse che può essere convergente e che merita di essere considerato convergente tra IRAS e Comune di Rovigo.

Quel contratto dice che IRAS, nel caso di interruzione del rapporto contrattuale, avrebbe diritto a un indennizzo, che varia nel corso degli anni sulla base dell'esecuzione dei piani di ammortamento, e che per altro diventa immediatamente esigibile nel momento stesso in cui IRAS andasse in liquidazione.

L’esito è che di fronte a una situazione del genere, alla prospettiva anche fra poco se non si trova una soluzione certamente che si realizzerà entro breve, qualche mese probabilmente, di trovare una soluzione, è chiaro che l'interesse di IRAS di recuperare liquidità coincide con l'interesse del Comune di non ricevere un'azione giudiziaria dal liquidatore di IRAS per pagare quella massa monetaria che è prevista in restituzione nel contratto.

Quindi io mi sono presentato davanti al Comune, ma la stessa cosa avevano fatto i miei predecessori, proponendo un affare al Comune, non chiedendo dei soldi. Un affare che diceva sostanzialmente: mi date una quota parte di quello che mi dovreste dare se IRAS va in liquidazione, con la quale evito la liquidazione di IRAS? Cioè avete l’accortezza, avete l'intelligenza di fornirmi quella massa di liquidità necessaria per evitare di pagare di più con certezza fra qualche tempo e molto di più fra qualche tempo?

La partita è questa. Io questa proposta l'ho fatta il 18 marzo; mi è arrivata una risposta da parte del Sindaco il 3 febbraio; mi dice che mi dà 600.000 euro.

Io spero che questa cifra venga modificata al meglio, la mia stima era di 2.200.000 euro, che erano due milioni storici già calcolati dai miei predecessori, più l'aggravamento dei costi sull'effetto COVID, e quindi sostanzialmente per 2.200.000 euro, e a fronte della quale chiaramente, per 2.200.000 euro, quel famoso piano economico aveva dei contenuti, sui quali c'è stata anche una vertenza sindacale in via preliminare della sua adozione, perché prevedeva delle iniziative contestate in sede sindacale, ma che adesso con 600.000 euro ha la necessità di avere un piano economico molto più stringente, molto più oneroso, e certamente molto più impegnativo.

Io vorrei fare i complimenti pubblici ai dipendenti di IRAS, perché realmente, con il cuore in mano, vi faccio i complimenti. Io ho trovato una compagine di lavoratori molto seria e molto affidabile, ai quali vanno i miei complimenti. Questo mese lo stipendio vi sarà pagato regolarmente e le forniture saranno regolari e stabili.

Però certo è che io ho bisogno con tempestività di uscire da questa situazione. Ho chiesto alle banche una moratoria fino al 31 marzo proprio per elaborare questo piano economico finanziario, e spero nel giro di pochissime settimane di portarlo fuori.

Naturalmente questo comporta una maggior difficoltà nei rapporti lavorativi interni, comporta l'incremento dei servizi per i quali ho già formulato delle istanze, perché l’ASL mi permetta di accedere a dei servizi ulteriori che portino maggiore capacità economica nella gestione ordinaria dell’Ente, e che quindi mi permettano poi di offrire alle banche quella valutazione positiva per la quale riesco andare a transazione e a fare quell'operazione di carattere finanziario che è ancora là in situazione di proposta.

Io spero che i tempi e i modi con i quali l’Amministrazione Comunale vorrà darmi una risposta, perché io parto da questi 600.000 euro che, ripeto, sono a mio modo di vedere insufficienti, possa essere più generosa, ma io ho bisogno in tempi rapidi e certi di una risposta in termini di tempestività, di congruità e di appropriatezza, perché non posso aspettare di sentirmi dire “Ma forse qua, ma forse là, ma forse su, forse giù”. No. Questo è l'obiettivo, questa è la proposta.

E’ una transazione con una massa finanziaria che, più alta è, meno costa alla collettività. Grazie.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ringrazio il Commissario straordinario per il suo contributo e a questo punto, visto che tutte le parti in causa hanno avuto la parola, dichiarerei aperto il dibattito, quindi i Consiglieri che vogliono prenotarsi possono alzare la mano e ovviamente avere la parola. Prego Consigliere Rossini.

ROSSINI ANTONIO · Consigliere Lista Monica Gambardella SindacoLeggi intervento

Buon pomeriggio. Innanzitutto ho molto apprezzato le richieste dei Sindacati in questo Consiglio che tra l'altro, come lista Gambardella, stavamo cercando di raccogliere le firme per........... e avremmo anche chiesto, perché credo che proprio questo è il momento di discuterne in maniera ampia e dibattere su un discorso che deve essere portato a una conclusione. Mi rifaccio adesso all'ultimo intervento che comincia andare un po’ sul concreto per quanto riguarda il Commissario.

Noi, come Amministrazione Comunale, come Consiglieri, siamo ben consapevoli della necessità di trovare un aiuto concreto nei confronti dell’IRAS, però dobbiamo farlo dentro a dei paletti che la normativa ci concede.

E quindi, quando il Commissario parla di 600.000 euro, che sono pochi e che servono di più, bisogna anche capire quanti in base alla normativa ne possiamo dare, perché se basterebbe dire “diamo i 3.200.000 euro che abbiamo accantonato e tutto si risolve”, io lo voterei, però abbiamo anche un discorso del controllo regionale della Corte dei Conti che ci impone che quello che dobbiamo dare deve essere quantificato in maniera obiettiva e congrua, come ha detto signor Commissario.

E su questo quindi c'è mi sembra una contrapposizione tra la parte tecnica dell’Amministrazione, non politica, e la parte sua, sulla quantificazione della cifra, e credo che la buona volontà, dentro i paletti però della legge, deve essere quella di trovare come quantificare gli interventi di migliorie che sono stati fatti straordinari, se hanno interessato tutto lo stabile, se hanno interessato parte dallo stabile; quantificarli, se entrano no dentro i contributi a fondo perduto, perché c'è un discorso anche economico per quanto riguarda il bilancio, come lei sa, che a patrimonio, quando si mette un Ente, pagato anche con dei contributi, non va per la somma intera, ma va in maniera indiretta per la parte di ammortamento, quindi capire si aspetta o non aspetta quella quota di miglioria.

Si aspetta. Il Comune non si sottrae a questo. A livello giuridico noi, più possiamo dare e meglio è, ma non è che dobbiamo dare quello che serve; a livello giuridico dobbiamo dare quello che possiamo dare.

E su questo invito l’Amministrazione, i nostri tecnici, i nostri consulenti, di dare la massima disponibilità di accordo con l’IRAS, che deve trovarsi anche in una rimodulazione della convenzione, perché ciò non può passare - tutti l'hanno detto ma bisogna farlo - nel rivedere la convenzione; una convenzione che porta anche delle diatribe più o meno pretestuose per la sua stesura abbastanza lacunosa, che ognuno la vede poi nella maniera che più giustamente aggrada.

Quindi da una transazione, da una revisione della convenzione, e da un buon senso tecnico economico fatto da tecnici, da poter imputare le spese ad ammortamento, per quanto riguarda anche il fotovoltaico, eventualmente la cucina se entra o non entra e per quale quota, e quant'altro che è stato fatto, questo è il primo passaggio da fare. E deve essere anche un'occasione di rilancio perché per poter arrivare - mi spingo - se è possibile trovare una soluzione che, oltre a dare quanto dovuto, dare anche un contributo.

Quindi credo che l'impegno dell’Amministrazione sarà anche trovare, all'interno della.................... corrente, la possibilità di dare un contributo proprio come Comune, in virtù di un piano economico finanziario sostenibile, che non deve essere quindi un tamponamento ma deve garantire ai lavoratori una continuità del servizio nel tempo, nel medio e lungo termine, quindi non nell'immediato, perché se no non avremmo risolto niente.

Quindi ecco che è importante l’intervento vostro nel PEF, che deve essere sostenibile e credibile; credibile tanto da poter permettere eventualmente il Comune, se è possibile, a dare un contributo che va oltre le quote di rimborso di ammortamento.

Con questo credo che se riusciamo a trovare queste soluzioni contabili e giuridiche, si possa dare quell'aiuto concreto, sufficiente, per poter portare fuori da questo empasse l’IRAS; un empasse che deve essere anche un'occasione di rilancio, perché 500 anni di storia, e considerando che la Provincia di Rovigo, oltre il 25%, comporta ultra 65 anni, sia una delle Province più vecchie, sia per quanto riguarda Regione e nazionale come indice di vecchiaia, oltre 65 anni, deve essere un motivo per ancor più valorizzare un Ente come l’IRAS, che deve essere protagonista all'interno del capoluogo di Provincia di un servizio, la cui pubblica utilità è indubbia.

E’ su questo che dobbiamo puntare, ma dobbiamo puntare anche ad allargare il tipo di servizi, quindi deve essere anche un'occasione di vedere il piano strategico dell'IRAS. Non ho sentito un accenno per quanto riguarda chi ha un principio di Alzheimer o per quanto riguarda un percorso riabilitativo di chi ha certi problemi. Deve essere anche un'opportunità per dare altri servizi e anche l’ULSS deve fare la sua parte su questo.

Tutti quanti i soggetti devono contribuire per dare una continuità ai lavoratori, se no parliamo solo di effetti tampone, che non sono credibili e nemmeno sostenibili.

Quindi mi auguro e mi auspico che l’Amministrazione Comunale, il Sindaco e soprattutto prima la parte giuridica e tecnica del nostro Comune, in accordo, in lavoro con la parte dell'IRAS, arrivi quindi a percorrere questa strada che io vedo l'unica percorribile per poter arrivare veramente a garantire, e non solo a parole ma con i fatti, i lavoratori dell’IRAS. Grazie.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ringraziamo il Consigliere Rossini. Chi altro chiede di intervenire? Prego Consigliere Aretusini.

ARETUSINI MICHELE · Consigliere Lega Salvini Liga VenetaLeggi intervento

Buongiorno a tutti. Io ho ascoltato, mi ero preparato anche un discorso, però per il momento lo appoggio. Io ho ascoltato attentamente le affermazioni del Commissario dell'IRAS.

Le affermazioni del Commissario, se ho capito bene, si è rivolto all’Amministrazione dicendo “Quanto costerebbe al Comune di Rovigo, alla collettività, la messa in liquidazione dell’Ente IRAS? Quanto costerebbe?

Vi sto proponendo - come hai detto, parole del Commissario - un affare: cerchiamo di venirci incontro, troviamo un accordo, quello che occorre all’IRAS oggi sono due milioni di euro” perché, come ha dichiarato il Commissario, con 600.000 euro, dichiarati più volte sulla stampa da parte del Sindaco, la sofferenza è molta. Sarà difficile fare un piano economico finanziario con queste cifre.

Quindi politicamente io mi aspetterei una risposta del Sindaco alle affermazioni del Commissario, per chiarir questo aspetto, che secondo me è fondamentale perché oggi, ma senza polemica, perché oggi mi sono ripromesso di non fare nessuna polemica politica, oggi il Comune di Rovigo ha tutti gli strumenti per aiutare l’Ente IRAS, gi strumenti economici: 10 milioni di avanzo, 4.700.000 di libero e 5.400.000 di vincolato; 3.200.000 accantonati per l’IRAS, Quindi le risorse economiche oggi sono presenti nelle casse del Comune.

La difficoltà in questo momento è solo quella di trovare il metodo più corretto per arrivare a una transazione tra i due Enti. In questi due anni e mezzo di Amministrazione, con la corrispondenza che ci avete inviato, io ho letto diverse proposte da parte del Commissario: una bozza di delibera che ci è stata inoltrata qualche giorno fa.

Il punto è: se le risorse le abbiamo, se i mezzi e le competenze, anche dei Consiglieri comunali, perché io parlo da politico, non sono un tecnico, però tra i Consiglieri comunali ci sono Avvocati, Commercialisti, ci sono persone che hanno delle alte professionalità, e non sono mai state coinvolte se non in una Capigruppo fatta, se non ricordo male, a fine 2019. Io mi chiedo per quale motivo non ci siamo seduti prima, non ci siamo chiusi in Consiglio Comunale, e abbiamo discusso di questo tema?

Perché le competenze adesso, con tutto il rispetto per l'affidamento legale che c'è stato, la consulenza esterna che è stata fatta, ma il Consiglio Comunale non ha mai discusso veramente e approfonditamente politicamente di questo tema in maniera trasparente e trasversale. Io credo che qui nessuno mi possa smentire. Oggi finalmente si parla di questo tema.

Io dico, ma in maniera molto semplice e trasparente, per i lavoratori, ma per come affronto io la mia vita quotidiana, prendiamo il toro per le corna. Non c'è più tempo, l’ha detto il Commissario; ha parlato di mesi, non di anni. Chiudiamoci in una stanza e troviamo una soluzione subito.

E’ l'unico modo per cercare di uscirne: chiudersi in una stanza perché le lettere, le pec, tutto quello che è la corrispondenza che ho letto, signori chiudiamoci, parliamone, parliamone subito, chiudiamoci in una stanza e parliamone, definiamo i termini. Se c'è coinvolgimento, e la maggioranza deciderà di coinvolgere anche l'opposizione in questa partita, noi saremo ben disposti di dare il nostro contributo, come abbiamo sempre cercato di darlo in questo mandato. Questo è il mio pensiero.

Ringrazio e capisco anche la difficoltà dei lavoratori, perché anch'io sono un lavoratore privato, sono un lavoratore come loro, perché il ruolo del Consigliere comunale non è nient'altro che una passione. Li capisco, so le difficoltà, cosa significa trovarsi con qualche giorno di stipendio e attendere lo stipendio con i mutui, i ratei, con gli impegni, i figli. Quindi tutta la mia solidarietà ai lavoratori.

Grazie.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie Consigliere Aretusini. Chi chiede la parola? Chi chiede di intervenire?

Prego Consigliere Moretto.

MORETTO MATTIA · Lista Giorgia Meloni Fratelli d’Italia sovranisti conservatoriLeggi intervento

Buon pomeriggio a tutti voi. Devo dire che ho ascoltato con molto interesse tutti gli interventi che sono stati fatti fino ad ora.

Non nego che sono giorni di riflessione per me, perché stavo in qualche modo pensando in questi giorni su cosa dire qui quest'oggi e quindi, al di là di tutto, la prima cosa, che è la cosa più importante, è la manifestazione di vicinanza totale nei confronti degli oltre 200 lavoratori di IRAS, perché posso assolutamente capire il loro stato d'animo in una vicenda che ha dei contorni molto rarefatti, dove di certo purtroppo c'è poco o nulla, per cui vivono momenti di ansia, di tensione.

Già il fatto di aver ricevuto con qualche giorno di ritardo lo stipendio è un chiaro segnale di come le cose non stiano andando per il verso giusto. E allora, al di là dei tecnicismi che non mi competono, vorrei ragionare dal punto di vista politico. Ho ascoltato con attenzione le parole di tutti e anche le parole del Sindaco Gaffeo, il quale giustamente ha riportato alla luce il fatto che ci sono dei paletti entro i quali bisogna stare.

Però è anche vera una cosa: è anche vero credo che, come già detto da più di qualcuno, IRAS si sostiene sulle rette che gli ospiti pagano ogni singolo giorno, e quindi abbiamo capito benissimo come il problema sia un problema finanziario. Determinati investimenti che sono stati fatti, avevano ragione di esistere, e sono diventati ora, tra virgolette, un problema, proprio perché gli ospiti sono drasticamente diminuiti.

Ora qui ho qualche numero in relazione alle presenze che IRAS aveva, e se possiamo contare fino al 2011 una media di 400 ospiti, devo altresì dire che negli anni successivi questo numero è drasticamente diminuito: raggiungiamo un picco in negativo di 256 ospiti per cui determinati investimenti di messa a norma obbligatori, pena chiusura, erano sostenibili con un numero di 400 presenze degli anni passati.

Ora, per forza di cose, non sono più sostenibili, per il semplice fatto che l'unica fonte di entrata di IRAS è la retta che l'ospite paga. Per cui qui occorre fare un ragionamento, ed è qui che entra la politica in gioco.

Il Professor Gaffeo, ma anche qualcun altro negli interventi successivi, ha sottolineato come ci possa essere una possibilità di investire e di far richiesta di nuove tipologie di servizi, ma a me francamente spiace arrivare oggi nel 2022 a sentire queste cose, ed è qui che la politica è mancata fino ad oggi, e spero possa ritornare ad appropriarsi dei propri ruoli. IRAS, non so se con questi 600.000 euro, o poco più o poco meno, possa davvero trovare un respiro ampio. Io ho la sensazione che non bastino.

Basteranno per tappare un buco, ma il problema rimane. E allora le scelte qua ragazzi sono due: o puntare in una fase di accrescimento dell’Ente con un impegno della politica, Comune, Provincia, Regione, e andare a battere i pugni per ottenere nuove tipologie di servizio, in maniera tale da diversificare - giustamente qualcuno citava Alzheimer, stati vegetativi e permanenti - in maniera tale da poter allargare il bacino di utenza, e quindi avere più entrate, altrimenti i costi saranno non più sostenibili.

Ed è anche per questo che si vocifera di una possibile dismissione di Casa Serena ed è ritengo un fallimento: il fallimento della politica che non ha saputo veramente seguire negli anni quelle che erano le evoluzioni. Ricordiamo solo come qualche anno fa IRAS poteva essere l’unica o una delle poche Case di Riposo che andava quindi a intercettare tutte le necessità di tutto il mercato. Ora negli anni sono state realizzate aperture da parte di soggetti privati e che, come si suol dire, ogni pianta fa la sua ombra.

Per cui il ragionamento da fare è un ragionamento complesso. Non vorrei si fermasse semplicemente a principi contabili e finanziari.

Il ragionamento deve essere un ragionamento di ampio respiro e di reale volontà della politica, di rilancio della struttura e dell’Ente, perché non possiamo permetterci di lasciare andare così le cose, anche se non nego che negli ultimi anni IRAS è stata dimenticata, è stata lasciata al proprio destino, e la politica non ha saputo capire il momento per poter portare avanti secoli di storia che rappresenta questo Ente.

Per cui, detto questo, ripeto concordo con il Consigliere Aretusini quando dice che il Consiglio Comunale deve fare la sua parte.

In questa occasione mi sento anche di dire che del problema di IRAS se ne è parlato molto poco in questi anni, e auspico che possa esserci un interessamento di tutte le forze politiche e di tutti gli interlocutori possibili, non per dare pacche sulle spalle, perché questa gente non ha bisogno di pacche sulla spalle, perché ne ha avuta già abbastanza, ma di dare un segnale di distensione ed assicurare un futuro a loro, alle famiglie che hanno alle spalle e ai tanti ospiti che sono oggi all'interno della nostra Casa di Riposo.

Grazie.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ringrazio il Consigliere Moretto. Ha chiesto di intervenire la Consigliera Biasin, prego.

BIASIN ELENA · Consigliere Lista Civica con Edoardo Gaffeo perché cresca feliceLeggi intervento

Buon pomeriggio a tutti e grazie. Sono qui per fare un brevissimo intervento e in un qualche modo per ringraziare tutto quello che è stato detto in particolare dai rappresentanti dei lavoratori.

C'è una frase che mi ha colpito molto e che vorrei condividere con voi, che è quella della continuità amministrativa, nel senso che noi oggi siamo un Consiglio Comunale diverso dalle persone che nel lontano dicembre 2003 hanno approvato quella convenzione dalla quale, credo siamo tutti d'accordo, sono nati anche grossi problemi di carattere giuridico e amministrativo, che hanno portato purtroppo a questa situazione.

Da un certo punto di vista devo dire che quando ci sono dei problemi così importanti e così grossi, che si trascinano da tanti anni, il Consigliere che per ultimo arriva - io appartengo a questa categoria, persona che non ha mai fatto parte dei Consigli Comunali, non ero né nel Consiglio Comunale, né nella Giunta che nel 2003 ha approvato quella Convenzione - verrebbe da dire “Beh, l'errore non l'abbiamo fatto noi”. Però è giusto quello che hanno detto i Sindacati.

Noi adesso siamo qui e rappresentiamo il Comune di Rovigo, rappresentiamo tutti i cittadini di Rovigo ed è giusto che noi stessi ci prendiamo carico di questa situazione, senza andare a distinguere chi è stato, chi c'era e chi non c'erano, non serve a niente in questo momento.

E quindi il messaggio che viene dai rappresentanti dei lavoratori è un messaggi forte, è un messaggio anche completo e profondo perché, devo dire la verità, tutti e tre hanno centrato il nocciolo del problema, perché non si sono limitati a richiedere un generico sostegno. Hanno anche enucleato tutti quelli che sono i problemi, e hanno anche individuato perfettamente chi devono essere gli attori di questa soluzione.

Quindi non si sono limitati a indicare il Comune di Rovigo perché conoscono bene la vicenda e sanno perfettamente che questo Ente, l’IRAS, ha bisogno di un rilancio.

Sono preoccupati non solo dalla situazione economico finanziaria che c'è in questo momento, ma sono preoccupati in futuro; un futuro che vede un equilibrio precario, molto precario dei conti, al netto di quelli che sono i problemi correlati ai mutui sospesi, e a questa contrazione nel costo del lavoro che sicuramente mortifica i lavoratori e anche in generale il servizio.

Quindi da quello che è uscito a oggi, dagli interventi che sono stati fatti soprattutto, ripeto, dai rappresentanti dei lavoratori, emerge che questo è un problema complesso e che richiede che tutti facciano la loro parte. Non banalizzare le risposte. Non è sufficiente un’erogazione, come la vogliamo chiamare, da parte del Comune di Rovigo, credo che siamo tutti d'accordo.

Io credo che oggi il Consiglio Comunale faccia la sua parte, si assuma la responsabilità perché per la prima volta, da quando è venuto fuori questo problema, almeno c'è una proposta. Deve fare la sua parte la Regione, come hanno detto giustamente i Sindacati, e deve fare la sua parte ovviamente l’IRAS e anche l’ASL.

Quindi credo che banalizzare le risposte o comunque pretendere che qualcuno in questo momento trovi una soluzione che non è giuridicamente sostenibile, sia anche fare un'offesa ai lavoratori, o forse promettere una soluzione pratica e veloce che loro stessi sanno che non è possibile raggiungere in questo modo. Quindi è giusto che il Comune di Rovigo, assieme agli altri attori interessati, si sforzi di trovare una soluzione; non lo possiamo fare noi Consiglieri. Noi siamo dei politici.

Al di là di quelle che sono le singole competenze, per carità all'interno del Comune di Rovigo ci sono Commercialisti, Avvocati, comunque persone che forse possono comprendere fino a un certo punto più approfonditamente questi problemi, ma noi siamo dei politici. Noi dobbiamo dare un indirizzo ai tecnici e non possiamo bypassare quelli che sono dei problemi che vanno sicuramente risolti ma non banalizzati.

Quindi io ritengo che sia giusto che il Comune di Rovigo faccia la sua parte, che dia un contributo, chiamiamolo così impropriamente, che sia giusto, che serva a risolvere il problema, ma che sia lecito, all'interno di determinati paletti, e soprattutto che serva a risolvere il problema, perché questi sono soldi nostri, sono soldi di questi lavoratori e dell'intera collettività.

Per cui noi non possiamo, per ragioni meramente strumentali o di propaganda, erogare del denaro, delle somme, se poi non siamo sicuri che questo Ente avrà un futuro. Ed è questo che deve essere il nostro obiettivo. Quando il Sindaco ha parlato di un rilancio dei servizi, ha affrontato il problema in una visione più ampia, perché quello che dobbiamo fare è uscire da questa banalizzazione del problema, iniezione semplicemente di liquidità.

Non è così, i lavoratori se ne sono resi conto: il servizio va rilanciato. Facciamo in modo che questa situazione, questo problema, diventi un'opportunità per la nostra città e per il territorio, per offrire nuovi servizi, per un rilancio della struttura che serve a tutti quanti e attraverso un utilizzo giusto e corretto dei fondi pubblici.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ringrazio la Consigliera Biasin. Qualcun altro chiede di intervenire? Consigliere Masin, prego.

Poi ha chiesto di intervenire l’Assessore Zambello. MASIN MATTEO - Consigliere Forum dei Cittadini - Coalizione Civica per Rovigo con Edoardo Gaffeo: Buonasera a tutti. Sarebbe facile per me ricordare che c'ero invece nel 2003, che ero all'opposizione e che mi sono battuto fino all'ultimo per evitare quella convenzione che adesso, a distanza di quasi vent'anni, qualcuno definisce finalmente il capestro, atta semplicemente a mandare in liquidazione l’IRAS.

All'epoca ci siamo posti tutti il problema di perché una convenzione del genere, che senso avesse. Vorrei citare semplicemente un intervento fra tutti quelli fatti durante la discussione, quello del Capogruppo dei DS dell'epoca, che diceva “Si scarica sull’IRAS ogni spesa, si obbliga a gestire Casa Serena per tutta la durata del rapporto, 99 anni, avevamo tentato di portarlo a 30, è stato bocciato, a spese dell'IRAS; il ché significa trasferire sulla rete e quindi sugli ospiti i costi di questa operazione.

La manutenzione ordinaria e straordinaria sarà a carico degli anziani; i costi per la messa a norma ai fini della sicurezza e relativamente alle norme sanitarie saranno a carico dell'IRAS; le opere di ristrutturazione e di rimodulazione degli immobili al loro interno (pareti divisorie e altro) saranno a carico dell'IRAS; anche il più sprovveduto degli amministratori si dovrebbe porre il problema di come verrà affrontato il costo, le spese”.

E poi cita quello che è stato in quella serata per l’Amministrazione un titolo di merito, quei 200.000 euro che annualmente venivano riconosciuto per la gestione di Casa Serena. L’unica cosa che si è riusciti è ridurre dagli 8 anni previsti a 15, però in 15 anni si è azzerato completamente il contributo. Perché questo discorso?

Perché è giusto imparare dagli errori e l'errore nasceva a monte; non era tanta la tanto la convenzione, ma il perche c'era quella convinzione.

Quella convenzione era congeniale a un'altra operazione che era stata fatta, in violazione di legge, ed è la delibera 72 del 6 ottobre 2003 con cui l’IRAS chiedeva la depubblicizzazione dell'Istituto, della gestione dell’Istituto, ed era illegittima per un motivo semplice: che è stato riconosciuto qualche mese dopo, ma che se fosse stato riconosciuto subito dalla Regione, aveva tutto il tempo per bloccare quella convenzione, perché dal 6 ottobre si è passati al 19 dicembre.

Non era possibile farlo, come ha stabilito la Regione stessa qualche mese dopo, perché veniva chiamato in causa un Decreto Legislativo, che non è ancora adesso attuato in Regione Veneto, e una Legge Regionale che diceva che per fare la privatizzazione della gestione c'era un bisogno di requisiti. Chiudo la parentesi perché dall'epoca sono cambiate tante cose. Io adesso faccio parte di una maggioranza; una maggioranza che ha l'onere di trovare una soluzione.

Sono capogruppo del Forum e intervengo in nome e per conto del gruppo, anche a nome del collega Saccardin, che avrebbe voluto esserci ma purtroppo, per le prescrizioni COVID, non è qui con noi ma ci sta seguendo. Per cui un saluto ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali e alle maestranze presenti a questo Consiglio Comunale, che ringraziamo per aver promosso questa riunione.

Salutiamo e ringraziamo il Commissario Zanon, che rappresenta anche l’Assessore Lanzarin, e i consulenti legali dell’Ente, per essere presenti e auspichiamo che ciò consenta di individuare proposte praticabili per la soluzione di questa difficile situazione che si è consolidata in particolare negli ultimi anni e che dopo ben sei anni di commissariamento dell’Ente non ha ancora trovato una soluzione.

Della gravità della situazione eravamo consapevoli sin dall’elaborazione del nostro programma elettorale, poi riassunto nelle linee programmatiche di governo del Sindaco, per una soluzione in grado non solo di risanare l’Ente, ma anche di corrispondere con maggiori servizi alle necessità di una popolazione sempre più anziana.

Purtroppo abbiamo dovuto prendere atto che le proposte formulate sino ad oggi non hanno consentito tale soluzione, che ora non è più possibile rinviare nell'interesse generale della nostra comunità, dei lavoratori, degli ospiti e dei loro familiari. Va tuttavia ricordato che l’IRAS è un’IPAB con propria autonomia e tuttora soggetta alla Legge Crispi del 1890, non ha Soci ed è soggetta al controllo di vigilanza da parte della Regione.

Probabilmente la Regione si è dimenticata di esercitare il diritto-dovere di vigilare. Unico legame con il Comune: compete al Sindaco la nomina dei CdA, che tuttavia non è soggetto a vincolo di mandato, quindi il Comune non ha avuto e non ha competenze specifiche sull'attività dell'IRAS, ma avverte, come noi tutti avvertiamo, la necessità di dare un futuro a questa struttura e di migliorare la qualità del servizio che eroga.

Pensiamo sia giunto il tempo che la Regione provveda a un riordino di quegli Istituti, che la situazione creatasi dall'IRAS sia di sprone per un riassetto della loro natura e della loro competenza. La legge quadro del 2001, quella che citavo prima, la 207, non è ancora stata recepita con una sua legge dalla Regione Veneto. La convenzione in essere per l'utilizzo di Casa Serena è un onere caricato sul Comune, ma è anche una possibilità di soluzioni.

Si tratta di convenire tra i vari soggetti interessati le azioni e i valori necessari per consentire all'IRAS di risolvere sia il contenzioso con le banche, sia di avere una prospettiva di medio periodo che dia certezze di continuità alla sua attività. Sembra che lo strumento per questa soluzione sia la messa a punto di un piano industriale che prevede in tre anni il risanamento finanziario dell’Ente, definendo gli obiettivi, d’intesa con la Regione, per la sua futura attività.

L’IRAS da problema potrebbe e dovrebbe trasformarsi in risorsa per la città, per la gestione dei vari servizi sul territorio e in prospettiva per l'intero Polesine.Già nel 2001, quindi ben prima della convenzione per la gestione di Casa Serena, il sottoscritto proponeva l'azienda unica polesana pubblica dei servizi alla persona, di cui il maggior riferimento sarebbe potuto diventare proprio l’IRAS di Rovigo. La penso ancora così.

Questo potrebbe consentire alle varie strutture pubbliche di avere una serie di economie di scala che potrebbero portare indubbi benefici ai rispettivi bilanci, oltre a una maggiore efficacia nel rispondere alle eventuali emergenze. Proviamo a pensare alla possibilità per le strutture più piccole di avvalersi di figure professionali, per loro difficile da sostenere economicamente, oppure la possibilità di appalti pubblici non solo per i 300 ospiti dell’IRAS.

Crediamo che la collaborazione della Regione sia fondamentale e che debba essere finalizzata anche a questi obiettivi. Pensiamo sia opportuno in questa fase così delicata rifuggire dalle polemiche e dalle speculazioni politiche, ricercando assieme una soluzione.

Questo Consiglio, a nostro parere, come abbiamo affermato in Conferenza dei Capigruppo e dichiarato anche alla stampa, deve consentire l'avvio di un percorso che favorisca un positivo e comune confronto nella definizione di un piano industriale, che consente di raggiungere in tempi brevi a una proposta che possa essere approvata in questa sede e diventare operativa. Auspichiamo pertanto che la discussione di oggi raccolga questo spirito.

Un'ultima considerazione, come più volte affermato dal Sindaco e anche da qualche collega Consigliere: il Comune non può disporre delle sue risorse in difformità dalle norme e dai vincoli legislativi. Chiediamo pertanto che tutti i soggetti impegnati in questa ricerca di soluzioni considerino che questa, per poter essere effettivamente adottata, deve rispondere ai principi di legittimità. Per finire, confermiamo il nostro impegno in sostanza, a sostegno di quanto serva per trovare la soluzione.

Grazie.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ringrazio il Consigliere Masin. Aveva chiesto di intervenire l’Assessore Zambello, prego.

ZAMBELLO MIRELLA · AssessoreLeggi intervento

Grazie. Un saluto a tutti voi. Proprio alcune brevissime sottolineature, perché già questo Consiglio ha visto degli interventi molto puntuali e che hanno presentato diversi aspetti sulle criticità passate e anche attuali.

Quello che volevo sottolineare è che la situazione delle Case di Riposo, quindi non solo della nostra struttura, si trova in difficoltà anche perché da parte della Regione non vi è stata un'adeguata valutazione della quota sanitaria che da molti anni è ferma, dal 2010, ma che vede invece il lavoro assistenziale, e qui i lavoratori sicuramente sanno di cosa stiamo parlando, che è molto gravoso, la necessità e l'aggravio assistenziale, il carico assistenziale delle persone, degli utenti che in questo momento e in questi anni sono ospiti nelle strutture residenziali, hanno potenziato la loro necessità di assistenza, mentre il riconoscimento economico di questa parte è fermo da molti anni.

Questo cosa comporta? Anche ad una difficoltà da parte dei bilanci delle strutture di adeguare e di fare equilibrare quello che invece è il costo del personale perché è necessario dal punto di vista assistenziale.

Su questo punto è sorto un tavolo anche provinciale a cui anche l’Amministrazione Comunale di Rovigo fa parte, e sottolineare questa esigenza di carattere più generale, assieme anche ad una situazione particolare della popolazione, quindi delle strutture della Provincia di Rovigo, proprio per gli elementi che venivano emersi e descritti prima, e cioè una popolazione molto anziana, che vede anche un livello di reddito degli anziani, che sono anche inseriti nella struttura, molto basso rispetto a delle medie della nostra Regione.

Quindi la richiesta che è sorta, anche da questo tavolo congiunto, è quella di valutare da parte della Regione degli interventi anche straordinari, perché le situazioni delle strutture si sono aggravate proprio anche a causa dell'emergenza COVID, quindi di un maggior numero di ospiti all'interno delle strutture. Questi elementi sono usciti, però è un'azione importante che deve essere portata avanti da tutti insieme.

L’Amministrazione Comunale di Rovigo davvero, assieme al Commissario straordinario e i tecnici di IRAS, da tempo e da mesi sta facendo un tavolo congiunto per valutare tutte le opportunità che prima venivano presentate, e sicuramente troverà anche all'interno dell’ASL un'attenzione per poter offrire e inserire quindi dei moduli, dei servizi, delle unità d'offerta diversificate, che avranno sicuramente e potranno dare maggiori risposte alle esigenze della popolazione del nostro territorio, oltre che, a quello che veniva sottolineato, una maggior opportunità di entrate da parte delle strutture in senso generale, ma soprattutto della nostra struttura IRAS.

Questi sono sicuramente punti all'ordine del giorno che vanno ripresi in questo tavolo congiunto, valutando quindi anche quelle soluzioni sostenibili e legittime come tutti abbiamo affermato.

L’importanza poi di trovare un equilibrio, una soluzione organizzativa importante e serena all'interno di IRAS, sicuramente ricadrà sulla qualità dell'assistenza che gli stessi operatori stanno svolgendo all'interno della struttura rivolta agli ospiti anziani, perché un clima più sereno, più disteso e la possibilità di avere un turnover più adeguato, permette anche di poter fare un'assistenza adeguata alle persone che, come si diceva, hanno le fragilità molto complesse e molto aumentate.

Quindi l'impegno dell’Amministrazione, come già veniva detto, è quello di riprendere il tavolo e di valutare tutte le soluzioni, vedendo bene gli interlocutori sia dell'azienda ASL e sia anche della Regione, come protagonisti importanti per trovare soluzioni adeguate e per un rilancio della struttura. Abbiamo già candidato il nostro Comune e la struttura per i progetti innovativi e le opportunità che il PNRR sta dando anche al nostro territorio.

Vale la pena coglierle per offrire servizi migliori a tutti i nostri cittadini, quelli più fragili. Grazie.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ringrazio l?Assessore Zambello. Chi chiede di intervenire? Prego Consigliere Chendi.

CHENDI NELLO · Consigliere Partito Democratico con Edoardo Gaffeo SindacoLeggi intervento

Buonasera a tutti e a tutte.

E’ evidente che portare un contributo senza farsi trasportare dagli aspetti emozionali, perché affrontare questa tematica che mette da una parte l'aspetto più delicato che riguarda i lavoratori e i dubbi sulla propria situazione lavorativa e di precariato, e dall'altra una questione che riguarda un passato, perché c'è un momento di partenza della crisi IRAS che è questa convenzione; questa convenzione che risale al 2004, quindi sono 18 anni, che oggi è messa in discussione anche se, vista la distanza di molti anni, credo che se non c'era questa convenzione probabilmente l’IRAS non faceva i lavori di messa a norma.

Quindi probabilmente è stata anche lo strumento con cui è stata messa a norma, grazie alla convenzione e su cui la Regione a suo tempo non ha fatto l’opera di vigilanza. Poteva dire che era una convenzione che non andava bene, andava corretta, attenzione, perché purtroppo subito dopo, dopo qualche anno, a lavori fatti, la questione economica era emersa subito.

E il Consiglio Comunale nel 2007, quando approvò un ordine del giorno, che dopo non ha più trovato seguito, ma approvò all'unanimità, maggioranza e minoranza, io non c'ero, ma comunque sono cose scritte e fatte, nel 2007 ci fu un impegno, ottobre 2007, di dare un contributo all’Ente IRAS a seguito di questa problematica apertasi con i lavori, di circa 160.000 all'anno, se non ho letto male i dati di quei tempi; cosa che poi con le varie Amministrazioni che si sono succedute non hanno mai ottemperato.

Questo è un vulnus che c’è, un impegno politico che doveva ovviamente trovare formule, giustificazioni; cosa che però non c'è mai stata, e quindi è andata avanti la situazione che, finché c'erano i 400 e più ospiti, infatti nel 2010-2011 mi pare che l’IRAS con propri fondi, qualcosa c'era che avanzava, ha saputo e potuto pagare due rate di mutui.

Dopodiché si è fermato tutto: non arrivando il contributo da parte del Comune, e non essendoci più i 400 e più ospiti, quindi minore entrate, il gioco si è incanalato in quella che è stata la difficoltà che progressivamente il 400 si è avvicinato al 300, come è circa adesso, è evidente che i numeri economici di entrata non permettono più di pagare.

Io mi sentirei però di distinguere l'aspetto meramente che riguarda il personale, perché i circa 200 dipendenti di adesso secondo me, a mio modesto avviso, allorché non si scenda ancora di più con il numero degli ospiti - ovviamente il problema del precariato è un'altra questione - ma i 200 dipendenti sono tutti a posto io credo; la difficoltà del ritardo di qualche giorno, l’ha detto anche il Commissario, sia collegata ad aspetti tecnici di difficoltà mi pare risolvibili, ma con le entrate garantite dagli attuali circa 280, non so quanti sono gli ospiti adesso, i dipendenti secondo me sono a posto.

Il problema è cosa fare di questa transazione. Abbiamo detto il punto nevralgico è questo: o la si denuncia, si concorda, e quindi entra il discorso della transazione sulla convenzione, cioè la convenzione si supera, s interrompe, magari anticipando i tempi di due anni, trovando un accordo, una transazione, si può superare anche i due anni e si restituisce l'intero immobile al Comune. Questo per andare oltre i valori dei 600.000 che non sono sufficienti per risolvere il problema.

Quindi questa può essere una soluzione. Altre necessitano di riflessioni, punti di vista, però non ci sono mica tanti altri canali per uscirne, perché c'è questo mancato impegno politico della politica nel suo complesso, non sto a dire colpa di chi. Colpa della politica che non ha ottemperato ad un impegno assunto all’unanimità, ottobre 2007.

Io, ripeto, non c'ero, ma le cose della politica si sanno. E quindi dobbiamo partire da questo discorso per andare oltre. Una parte poi complessivamente deve farla anche la Regione, perché in questi anni, a parte la vigilanza, a parte sei anni di commissariamento, la Regione non ha portato un soldino, e si attende, perché questa cosa qua ce la siamo dimenticati, ma la Regione si attende che il fondo di dotazione torni indietro.

Non c’è soltanto il problema delle banche; c’è il problema del fondo di dotazione che deve tornare. Cosa facciamo di questo aspetto? E’ un'altra questione che va risolta.

Andranno restituiti o no? Questo è uno dei nodi. Quindi la Regione in soldoni, in pratica, non porta contributo straordinario, vista la particolare situazione di Rovigo, e non ha dato il via libera ad alcuni servizi, come richiesto dalla lettera del Sindaco, come anche auspicato da qualche rappresentante sindacale, da qualche altro che mi ha preceduto, cioè aiuti che vanno non soltanto in termini pratici con i soldi, con i finanziamenti e fondi particolari, ma anche con maggiori servizi.

Un'unica questione che pongo, una riflessione comune, credo che un aiuto in questo contesto possa essere chiesto anche alla Fondazione.

La Fondazione ha sempre aiutato e aiuta, quindi un soggetto che non è mai comparso, ma su questa vicenda qua, quando servono dei fondi straordinari, credo che una sensibilità i vertici della Fondazione la possono riservare e a cui ci si può anche rivolgere, perché la transazione può aiutare, la Regione da una parte e Comune dall'altra, ad affrontare le questioni, ma la Fondazione può dare anche lei un bel contributo e darci una mano nei termini che riterrà, però credo che vada chiesto. Grazie.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ringrazio il Consigliere Chendi. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Scaramuzza, prego. E dopo si prepari la Consigliera Menon.

SCARAMUZZA GIANMARIO - Consigliere Forum dei Cittadini - Coalizione Civica per Rovigo con Edoardo Gaffeo: Grazie Presidente. Buonasera a tutti gli intervenuti. Io sono dell'idea che è chiaro che guardare al passato per ricercare le colpe di chi ci ha portato a questa situazione non porta da nessuna parte.

Noi dobbiamo guardare al presente in prospettiva per il futuro. Noi Consiglieri, credo tutti, anzi ne sono convinto, siamo consapevoli della situazione difficile dell’IRAS, che porta ad una difficoltà oggettiva dei lavoratori e degli ospiti, in definitiva della popolazione, della cittadinanza che statisticamente è stato detto diventa sempre più anziana, mentre i giovani cercano il loro futuro altrove, quindi c'è anche per questo un calo demografico.

Da questo punto di vista tutti noi abbiamo vicino persone anziane sempre più bisognose di avere degli spazi, delle strutture che si occupino di loro. Le questioni sul tavolo sono di diversi aspetti e sappiamo che c'è bisogno - è stato detto - della partecipazione di tutti i soggetti interessati, naturalmente tutti con le rispettive responsabilità.

A mio avviso, non so se anche per legge, il Comune non ha facoltà di intervenire necessariamente per saldare i debiti dell'IRAS, punto e basta, a meno che non ci sia di fronte un progetto che dia la possibilità di un ritorno economico sia per il Comune, sia per l’IRAS; il ritorno economico del Comune chiaramente sarà investito nello sviluppo per esempio di Casa Serena, sia per la sua messa a norma per determinati servizi, sia per ulteriori progetti per il futuro.

Io continuo a essere ottimista: se c'è la volontà da parte di tutti, esiste dal punto di vista tecnico, economico e politico, con prospettive per un futuro c’è la possibilità di trovare una soluzione. Quindi non c'è solo la questione di soldi, ma la possibilità di avere un'idea, un'idea concreta di dove andare per un futuro che sia migliore. Quindi quel famoso progetto industriale e di risanamento economico e finanziario ci deve essere sul tavolo, altrimenti non ne veniamo fuori.

Quindi ritengo che per l’Ente, se ci sono queste prospettive, queste idee, ci sia un futuro. Un futuro quindi per l’Ente, per i lavoratori e per la cittadinanza. Grazie.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie Consigliere Scaramuzza. Ha chiesto di intervenire la Consigliera Menon. Poi si preparano in la Consigliera Gambardella e il Consigliere Azzalin.Prego Consigliera Menon.

MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Menon SindacoLeggi intervento

Grazie Presidente e grazie a tutti gli intervenuti. Ritengo utilissima questa seduta di Consiglio Comunale. Devo dire che giovedì scorso, quando la Presidente del Consiglio ha fatto una Capigruppo portandoci a conoscenza delle richieste delle sigle sindacali di fare un Consiglio Comunale, era unanime l'interesse per la questione da parte di tutti.

Devo dire la verità, poi è stato condiviso da tutti, ma proprio voluto fortemente che ci fosse l’Avvocato Zanon oggi, che ho visto per la prima volta e sono molto contenta che abbia partecipato, perché la figura commissariale è importantissima e vedere questo piglio pragmatico concreto mi ha veramente dato fiducia.

Detto questo però, sicuramente da parte di tutti non c'è solo il desiderio di dare una pacca sulla spalla o di illudere i dipendenti che in questo momento vivono questa questione nella maniera più forte, ma anche le famiglie degli ospiti sicuramente. E’ però comprensibile anche lo sforzo del Sindaco di addivenire a una soluzione che copra da responsabilità di chi si trova adesso a risolvere una situazione conflittuale nata tanti anni fa, 2003- 2004.

Come ho già detto durante la Capigruppo, quando una convenzione nasce scritta con delle ansie, nessuna mai delle due parti della convenzione avrà la verità in tasca, anche se andiamo avanti con due milioni di pareri. La convenzione è scritta in una maniera in cui possiamo acquisire un parere che dice una cosa e un parere che ne dice un'altra. Cosa bisogna fare a questo punto?A questo punto mi viene in mente qualcosa se vi dico “Ti do in concessione, fai i lavori sull’immobile, ti do in concessione un servizio”?

A qualcuno qui magari viene in mente che un anno e mezzo fa si è votata una transazione sulle piscine per il project financing, che comportava la risoluzione di una convenzione che era già stata risolta da una delle parti - lì si era molto più avanti perché si era già in cause su cause - però si è arrivati a una soluzione, a una transazione. Ora a questo dobbiamo arrivare, non c'è altro da fare.

E quindi, come giustamente hanno già detto i miei colleghi, occorre mettersi proprio pragmaticamente a trovare una soluzione. Ma in questo è giusto anche dire che ristrutturare l’Ente comporta che ci sia anche una presa di valore da parte della Regione vera e propria, perché se domani si autorizzano 100 posti a una struttura privata molto vicino a Rovigo, e beh, quale piano economico può ottenere?

Occorre che ci sia una presa di valore che deve esserci la parte pubblica a fare questo servizio, per una serie di motivi, e che è imprescindibile che venga fatto dalla parte pubblica. Detto questo però ripeto, nessuno delle due parti ha la verità in mano, e forse continuare all'infinito per avere certezze non c'è.

Bisogna arrivare a una soluzione: una soluzione che permetta di salvaguardare quello che viene ritenuto da noi del Consiglio Comunale un servizio fondamentale, e quindi a maggior ragione, come è stato fatto oggi, non ritardiamo ulteriormente, non attendiamo a scrivere lettere su lettere, ma facciamo un tavolo permanente finché non si arriva a una soluzione; tavolo permanente al quale partecipi Sindaco, Commissario, possibilmente non presentatecelo all'ultimo momento già fatto, perché saremo noi a doverlo votare, ma con la possibilità e l'apertura alle Commissioni che ci sono in questo Consiglio Comunale, di discuterne e arrivare il prima possibile a una soluzione.

Quindi ben venga, anziché su carte, ognuno sulla propria carta intestata, missive su missive, iniziamo a parlarci a un tavolo permanente e arriviamo a una soluzione concreta, sapendo che la mediazione è necessaria. Questo viene fatto per le imprese private, quando ci sono ristrutturazioni da fare, e questo deve essere fatto anche qui, con una mediazione. E quindi mi auspico che ci sia questo tavolo.

Grazie.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ringrazio la Consigliera Menon. Prego Consigliera Gambardella.

GAMBARDELLA MONICA · Consigliere Lista Monica Gambardella SindacoLeggi intervento

Buonasera a tutti, buonasera e grazie di tutti gli interventi che sono stati fatti, in primis quelli dei Sindacati e del Commissario. Ho apprezzato molto lo spirito e l'atteggiamento collaborativo, le informazioni, le integrazioni, gli aggiornamenti. Questo era quello in effetti che chiedevamo, è stato detto dai colleghi già in precedenza.

Un tema noto, un tema tristemente noto per la città, commissariamento dal 2016; sapevamo già in campagna elettorale che sarebbe stato uno dei grandi temi, se non il grande tema, per la città di Rovigo da affrontare.

Siamo qui adesso finalmente insieme, e anch'io concordo sulla necessità, come avevamo paventato attraverso la Conferenza Capigruppo, parlando in primis con il collega Rossini e poi con gli altri, di essere parte attiva, partecipe della questione, non solo per parlarne, per prenderne conoscenza, ma per andare avanti; per andare avanti da quella Convenzione del 2004, ma pensando che quei parametri del 2004 sono cambiati. Il mondo è cambiato, e quindi possono cambiare i termini.

Nel 2016 il Commissario straordinario - ringrazio il Commissario Zanon, ma ringraziamo tutti i Commissari che hanno lavorato finora - hanno avuto un mandato preciso. Adesso l'attività corrente è in positivo. Non era così.

Quindi è un tema noto, è un tema importante, che tocca vari aspetti per la nostra città, per tutta la comunità: temi economico lavorativi, socio sociali e socio assistenziali, urbanistici; un Istituto pubblico che svolge un servizio pubblicistico,essenziale per tutti, anche per il territorio, che deve rimanere pubblico. Non c'erano tante Case di Riposo, è vero, sono diminuiti gli ospiti. E’ cambiata la situazione, la situazione adesso che è cogente e per cui ci vuole una risposta tempestiva.

Ognuno ha dichiarato di voler fare la propria parte in maniera collaborativa, partecipe, propositiva. Questo è il primo Consiglio Comunale monotematico allargato e ci saranno, e ci sono già, degli altri soggetti non presenti ma interessati e partecipi. Per fortuna, per fortuna perché vuol dire che c'è l'attenzione degli Enti e delle Istituzioni.

Si parte dalla convenzione per modificare quanto è possibile fare nei termini giuridici. Ricordo, sappiamo ben tutti, che tratta due aspetti. Di solito le convenzioni sono di tipo patrimoniale o di concessione di servizi.

Questa invece tratta entrambi gli aspetti, che è vero che sono collegati, ma forse complica un po’ adesso a noi questa gestione. Una rescissione della convenzione non è auspicabile complessivamente, perché il contenzioso non è conveniente, in primis all’IRAS. Questo è un tema di tale rilievo.

Qui non ci sono schieramenti, è evidente, è un tema per tutti, dove c’è convergenza di interessi e di obiettivi. Si tratta di stabilire come, perché continui il servizio, continuità di servizio; continui il lavoro, anzi migliori, si stabilizzi, si rivaluti progressivamente, perché si rivaluta anche il servizio che viene dato alla comunità e ai suoi ospiti. Manca il piano economico finanziario, è stato detto, e quindi chiediamo un continuo aggiornamento di questi aspetti.

Sono d'accordo sulla necessità di programmare e progettare ad ampia scala, di tener conto della fragilità di varia natura, dell'invecchiamento della popolazione, della crisi economica galoppante, ma in termini di sostenibilità e di congruità. Se la convenzione può e deve essere rivista rispetto alle norme e alle esigenze sopravvenute, bisogna pensare anche ad altre strategie. Cosa andiamo a mettere nella convenzione?

Cosa andiamo a trattare? Andiamo a migliorare l'uso degli spazi? Andiamo a inserire nuovi servizi?

Andiamo a dismettere o affittare degli spazi che non servono più, che sono magari un onere più che un onore? Non so. Queste sono le risposte che noi vogliamo in Consiglio Comunale per poterle valutare.

Una programmazione pluriennale è che bisogna avere rispetto, una parola che uso spesso ma non è priva di significato: rispetto per i lavoratori che stanno facendo sacrifici, garantiscono il servizio con atti concreti economici, lavorativi; rispetto per gli assistiti e le loro famiglie, ma anche per i fornitori, per l'indotto, e i creditori che hanno creduto in questo progetto.

Non servono spot, false promesse, non è tra l'altro nel mio stile, non lo faccio mai, piuttosto mi taccio, però tutti qui siamo d'accordo - tutti lo hanno espresso finora - ma atti concreti, azioni concertate attuabili nel medio e lungo termine. Ripianare i debiti, saranno quantificati gli importi, adesso non entro nel merito, ma ripianare comunque i debiti senza un PEF che sia sostenibile nel tempo, non dà garanzia, altrimenti si ritorna al punto da capo.

Magari si continuerà a dire a un certo punto “Le rette da sole non bastano”, perché comunque una struttura qualsiasi, soprattutto una così importante, ha sempre bisogno di manutenzione e di aggiornamenti, di integrazioni, di sicurezza. Quindi questo è da scongiurare. Naturalmente queste somme devono essere certe, ma anche giuridicamente giustificate a tutela di tutti, e quando dico tutti intendo non solo il Consiglio, il Sindaco, chi vota, ma dei lavoratori stessi e delle famiglie.

Il Consiglio Comunale fa la sua parte, non si è mai tirata indietro; abbiamo affrontato altri grandi temi, abbiamo chiesto altri Consigli monotematici. Mi spiace che siamo arrivati adesso ad affrontare questo tema, noto. Naturalmente bisognava cominciare un po’ prima.

Non c'è più tempo. Comunque anche i tecnici hanno fatto la loro parte e il ringraziamento va a tutti, ma il mio personale, per lo spirito collaborativo che ho percepito, dai lavoratori ai Sindacati, dal Commissario straordinario, dalla Regione Veneto, perché è venuto a portare anche i saluti dell’Assessore Lanzarin, del Comune nella parte politica e tecnica, dei colleghi Consiglieri e dell’ASL, nonché di altri soggetti. Si auspica che in tempi brevissimi venga trovata una soluzione.

Sicuramente l'impegno lavoro c'è, perché parliamo di lavoro, parliamo di un servizio che non vogliamo perdere, anzi deve essere riqualificato e integrato. Grazie a tutti.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ringrazio la Consigliera Gambardella. Ho iscritto a parlare il Consigliere Azzalin, poi ho il Consigliere Montagnolo. C'è qualcun altro che vuole intervenire così organizziamo?

La Consigliera Magon.

AZZALIN GRAZIANO · Consigliere Partito Democratico con Edoardo Gaffeo SindacoLeggi intervento

Buonasera. Saluto gli ospiti e ringrazio anche i lavoratori a cui va anche il pensiero del sottoscritto rispetto alla situazione che si sta da tempo vivendo nell’Ente in particolare. Ho letto all'ordine del giorno della convocazione di questo Consiglio Comunale all'inizio “IRAS: discussione”.

Allora dicevo “Ma è troppo generico, forse magari Presidente ha fatto torto alla sua precisione che la caratterizza”. E invece no. Ho pensato che sia l'ordine del giorno giusto, e cioè che si inizia una discussione a questo livello e in questa sede, e non può che essere così, non può cioè che essere un momento interlocutorio per le questioni che sappiamo, per quelle che sono state evidenziate e sottolineate, che non voglio ripetere e che in larga parte condivido quasi tutte.

Ma discussione dell’IRAS può voler dire tante cose: può voler dire andare a ragionare, a rivangare, a vedere le cause dell'indebitamento. Sono state citate per flash alcune situazioni. Io non voglio fare l'elenco e partire da lì, ma c'e una cosa che voglio in parole un po’ schematizzare: quello che non ho capito è perché un Ente, con finalità socio assistenziali, si mette in testa a un certo punto di fare un altro mestiere, che non era il suo, per di più senza risorse.

Questo è il punto. Al di là se era fatta bene, se era fatta male, perché allora questo si decise, tant'è che quella convenzione - mi limito a questo - non è stata mica redatta dal Comune. Sono andato a vedere gli altri: è stata redatta dall’IRAS e pagata dall'IRAS la consulenza.

Per cui quella lì è stata una scelta che è ancora un mistero. Detto questo, si potrebbe discutere anche dell'organizzazione del lavoro, della situazione degli anziani in tempi di COVID, dell'isolamento che li caratterizza in questa situazione, loro in particolare, dei fatti incresciosi che sono successi, delle risultanze di un approfondimento, di un'indagine di cui non si sa niente condotta a livello regionale.

Probabilmente sarà il caso di capire magari se quell’approfondimento è stato utile per evitare e per capire anche perché si verificano determinati fatti. Non sono cose che non si possono discutere quando si ragiona su un Ente di questo tipo. Però lasciamole stare queste cose.

Credo che occorra ragionare per la prospettiva, semmai c'è, e semmai possiamo risolvere e siamo in grado di risolvere questa situazione finanziaria perché, come scriveva la Regione nell'avvio di questa lunga fase di commissariamento, il risanamento non basta, ma ci deve essere una programmazione: occorre ripristinare una prudente e buona amministrazione, che eviti riflessi negativi sulla qualità delle attività socio sanitarie, e garantisca la continuità aziendale.

Una cosa a proposito di risorse, di vulnus, eccetera. Io nel 2006 c'ero in Consiglio Comunale, non ero Consigliere, ma ero in Giunta, dove assistenti in quel Consiglio, in un Consiglio del 2007, all'approvazione di un ordine del giorno che è qua. E quell'ordine del giorno è stato rispettato in larga parte, perché quell’ordine del giorno diceva che per le annualità del 2008 e 2009 bisognava dare un contributo all’IRAS, ed è stato dato.

Non so se per due annualità, una sicura me la ricordo, ma anche nella seconda. Quindi questo è stato adempiuto politicamente, politicamente, e non c'è nessuna continuità amministrativa e se c'era, quanto mai fino al 2011 io c'ero, ma neanche dopo nessuno si è badato bene di affrontare. Quindi archivierei quello che è un ordine del giorno che è stato adempiuto, che non ha creato nessun vulnus della politica locale su questa questione secondo me.

Il fatto curioso però di quella delibera che ha dato il via al commissariamento, era che il Comune di Rovigo non era neanche citato, però adesso noi siamo qui come Comune, e il Comune è chiamato in causa giustamente, a seconda delle diverse accentuazioni, perché deve preservare, deve garantire un servizio per la sua comunità. Ecco perché il Comune è giusto che sia chiamato in causa.

Ma perché non è stato fatto neanche allora, nel senso di: anche con il Comune ragionare, se dovevamo costruire quella cosa che dovevamo costruire? Perché questa era una mancanza politica e io credo che dobbiamo ripartire da lì. Ecco perché è opportuno, non tanto andare a rivedere le cose che non hanno funzionato, per dire “E’ colpa sua, è colpa tua, è colpa mia”, eccetera, ma per capire le cose e non ripetere più gli errori, come è stato detto giustamente da più di qualche persona che mi ha preceduto.

Quindi io credo che se vogliamo dare il senso a un Consiglio Comunale, per quel che mi riguarda, secondo me, un Consiglio Comunale che ha deliberato quella famosa convenzione, e che è un Consiglio Comunale che dovrà cercare di deliberare un qualcosa che cerchi di risanare e di contribuire a risanare questa situazione, è un Consiglio Comunale abbiamo detto interlocutorio, però è un Consiglio Comunale che può porre qualche obiettivo, come sono stati per altro detti.

Li schematizzo: salvataggio, ma non solo, perché non può avvenire se non c'è un piano di risanamento, una programmazione accanto e un rilancio, qualcuno ha detto allargando i servizi ovviamente.

Le cose sono tante, però io credo che in questo momento, accanto a questi obiettivi indiscutibili che tutti sottoscriviamo, debba essere stabilito - è stato detto in parole molto concrete anche dalla consigliera Menon tavolo permanente - occorre un metodo che dobbiamo darci e cioè quello di un dialogo che dobbiamo mantenere tra tutti i soggetti interessati e coinvolti, chi più chi meno sul piano finanziario, ma comunque ognuno portatore di determinate istanze.

Io credo che dobbiamo garantire alla città servizi di questa natura, perché non solo creeremmo un problema sociale ma anche economico e fortemente serio sul piano occupazionale, però non possiamo pensare che da questa situazione ne usciamo solo attraverso un ipotetico contenzioso, perché sempre in quella delibera, che si paventava una rescissione da parte del contratto, quella del 2016, la Regione diceva “Guardate, deve essere sostenibile e non potete”, diceva all'IRAS. Questo c'è scritto.

Siccome qualcuno l'ha citata prima di me, penso anche che l'abbiate e che si possa anche rileggere. Io ce l'ho nella cartellina. Quindi credo che la strada non sia quella e non a caso parlo di dialogo.

Credo anche che sia auspicabile una larga condivisione, non perché ci sia un annullamento di chi è all'opposizione, di chi è in maggioranza, di destra e sinistra. Ognuno deve fare la sua parte, ognuno è portatore di un'idea, ognuno è portatore di determinati interessi, ognuno ha un punto di vista. Quello che dobbiamo essere capace è di mettere a valore tutto e fare una sintesi che si muove tutto in quella direzione, perché ognuno di noi ha usato accentuazioni un po’ diverse, seppur ribadendo le stesse cose.

Le Case di Riposo non godono di buona salute, non è un problema solo di Rovigo perché la situazione del COVID ha accentuato la situazione pesante che affligge in qualche modo le Case di Riposo in tutta la Regione, e non credo che la Regione, non potrebbe neanche, intervenire finanziariamente su ogni singolo Istituto per sanarne le situazioni e immettere liquidità in parole povere. Non lo può fare. E’ inutile che qualcuno pensi a queste cose.

Io non lo penso. Sono stato in Regione, so che non lo può fare. Non capisco il discorso del COVID perché è aggiunto alla vicenda, eccetera, però su questo un qualcosa forse invece si può fare.

Qui siamo di fronte a una preoccupante cronicità dei problemi, e occorre esserne consapevoli, perché non solo abbiamo citato il 2004, ma abbiamo citato il 2007 e quella delibera e quell’ordine del giorno nasceva perché già c'era il fiato corto finanziariamente nell’Ente. Il problema quindi non è l'ordine del giorno se è stato rispettato o meno. Il problema è perche, e quindi risaliamo, e allora bisogna andare appunto alle cause, eccetera.

Allora io credo, io sono un fautore del pubblico, qui quindi credo che non sia un problema di una struttura pubblica in quanto tale, ma che sia invece un problema della gestione che ha caratterizzato questa struttura, che deve essere radicalmente rivista. Dobbiamo dire pane al pane e dire le cose come sono, se vogliamo partire. Qui non è una sede né giudiziaria, né di Corte dei Conti.

Noi siamo un Consiglio Comunale, ma siccome saremo chiamati a deliberare, dobbiamo capire anche che delibereremo dei soldi probabilmente, e dobbiamo immetterli, e dobbiamo metterli a disposizione di un Ente che viene rilanciato. In nessuna finanziaria, in nessuna legge, viene autorizzato un impegno di spesa per un'azienda, per un Ente, se poi questo non fuoriesce dalla crisi, perché i soldi pubblici devono avere una destinazione, ma devono avere un obiettivo, e l'obiettivo è quello. Ecco perché.

Quindi da questo punto di vista io sono disponibile a sostenere, e credo che va tutto il mio sostegno personale e non solo di quello che sta facendo l’Amministrazione, però credo che a volte ci dimentichiamo di quello che leggiamo, perché tutti abbiamo dei difetti e dei limiti nella nostra azione, ma nel DUP, nel documento di programmazione economica approvato semplicemente due mesi fa, c'era scritto esattamente come doveva uscire, e come l’Amministrazione stava lavorando per uscire dalla crisi, e cioè attraverso un accordo di programma di tutti i soggetti coinvolti per risanare la situazione, e questo è il metodo affrontato.

Io credo che, sia nelle parole del Sindaco oggi, cito il Sindaco, e il Commissario in particolare che rappresenta la Regione, esistano le condizioni perché il dialogo possa essere fattivamente continuato, e al quale occorre aggiungere tutti gli altri portatori di interesse e soggetti, per cercare quella soluzione che tutti auspichiamo. Grazie Presidente per la deroga.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie Consigliere Azzalin. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Montagnolo, prego, e dopo la Consigliera Magon. Dopo io non ho altri iscritti ad intervenire.

Se c'è qualcun altro, me lo chiede, se no dopo do sicuramente la parola ai Sindacati.

MONTAGNOLO ANGELO · Consigliere Partito Democratico con Edoardo Gaffeo SindacoLeggi intervento

Buonasera. L’IRAS è un patrimonio della città che vive da oltre cinque secoli, e credo che sia nell'interesse di tutti che possa sopravvivere per restanti decenni, per spingersi oltre ed aggiungere anche altri secoli. E’ un patrimonio a cui tutti quanti in un certo qual modo siamo legati per la storicità e per il servizio che esso offre in particolar modo per le persone più deboli che sono gli anziani.

A mio avviso la crisi profonda che sta vivendo questo Istituto nasce per la ragione che negli ultimi decenni gli ospiti si sono dimezzati.

Lascia a voi dedurre o intuire per quali ragioni, sommate sempre a mio avviso alla Convenzione capestro, è opportuno citarla, del 2004 dove sono stato fra i primi con il collega Masin, Consigliare comunale anche dall'epoca che l’ha ricordato, dove si contestava innanzitutto la durata della convenzione che era di 99 anni; cosa per noi che era improponibile e contestammo fortemente, però ugualmente passò questa proposta che era stata stilata di fatto, come ha detto chi mi ha proceduto, da parte dell'IRAS.

L'impegno che si doveva assumere il Comune poco dopo qualche anno, nel 2007, sempre in quella circostanza in cui ero presente, era legato a una sovvenzione che si faceva a questo Istituto per una o due annualità, per sopperire all'aumento della retta degli ospiti che vedevano aumentate la quota di 1,50 euro al giorno. Questo era l'impegno che ci si era assunti e che si è provveduto a soddisfare. Non vi era il mandato di proseguirlo poi per gli anni successivi.

L’Amministrazione Comunale di Rovigo nella sua storia ha saputo affrontare momenti difficili e drammatici. Vado a ritroso di qualche decennio e ricordo benissimo l’impegno e lo sforzo anche economico che è stato fatto per garantire il servizio idrico alla città. In quella circostanza, nel dibattito molto intenso, non tutti hanno risposto in certa maniera.

Si è provveduto a lasciare la responsabilità solo a una parte dei Consiglieri, preferendo l'alternativa dei restanti di uscire dall'aula. Maturità che ha espresso anche questa Amministrazione Comunale in corso nell'affrontare la questione delle piscine, la soluzione del Tribunale, dove il Consiglio Comunale, se non all'unanimità, anche per gli stesse atteggiamenti vissuti nel passato, una parte di questo Consiglio Comunale ha saputo trovare e proporre una soluzione.

A mio avviso questo tema può essere affrontato con uno sforzo coraggioso, dove vi devono essere presenti diversi soggetti; da sola l’Amministrazione Comunale non può far fronte a questo tema, e si richiede innanzitutto, almeno a mio avviso, che vi sia la possibilità di esaminare anche un eventuale piano industriale che ti permetta di confrontarti e di dialogare con gli Istituti creditizi.

Ovviamente chi deve redarre questo piano industriale aspetta una contromossa da parte dell’Amministrazione Comunale, e qui le distanze sono emerse, il Commissario è stato alquanto chiaro: da una disponibilità che dice di ricevere dall’Amministrazione Comunale di 600.000 euro, lui come minimo ne richiede 2,2 milioni. Dopodiché presumo che predisporrà questo piano.

Fare richiamo e ricorso di mettere mano agli avanzi di bilancio dell’Amministrazione Comunale, mi sembra molto superfluo, perché ogni spesa da parte di un’Amministrazione deve essere garantita e certificata sia da una volontà politica che da una liceità giuridica. Non possiamo in alcun modo disporre di quote e di cifre che vanno al di là di quelli che sono i compiti e gli impegni di un’Amministrazione Comunale.

Nulla toglie che questa seduta possa essere un primo momento di confronto e proseguire per trovare una soluzione.

Qui ci sarà da affidarci alla parte dei tecnici e degli amministratori di valutare poi insieme le proposte che emergeranno, e trovare poi le soluzioni più idonee e possibilmente non ripetere gli esempi che ho citato, sia dell'acquedotto, sia delle piscine del Tribunale, ma nella concretezza di trovare una soluzione affinché possa permettere, a mio avviso anche mettendo mano alla convenzione del 2004, che ci permetta di garantire il servizio alla città e di conseguenza il mantenimento dei dipendenti e dalle maestranze.

Questo è l’auspicio che mi sento di fare e dove fin da questo momento vi è la mia massima disponibilità del confrontarmi sia con i colleghi Consiglieri comunali, che contemporaneamente con la Giunta che è rappresentata dal Sindaco Gaffeo.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ringrazio il Consigliere Montagnolo. Ha chiesto di intervenire la Consigliera Magon. L’ultimo intervento del Consigliere Sette, e dopo mi hanno chiesto di intervenire per pochi minuti anche le sigle sindacali, quindi i rappresentanti di CGIL, CISL e UIL.

MAGON SABRINA · Consigliere Lega Salvini Liga VenetaLeggi intervento

Buonasera a tutti. Vorrei innanzitutto ringraziare le Organizzazioni sindacali, perché sono quelle che ci permettono di essere qui oggi; poi ringrazio il Sindaco, il Commissario Zanon, ringrazio tutti i miei colleghi che sono stati qui pazientemente ad ascoltare tutti i vostri interventi. Un mio pensiero va alle famiglie degli ospiti che in questo periodo hanno letto tutto quello che c'era sui giornali, e dunque ho avuto attestazioni di preoccupazione anche dai familiari residenti di Casa Serena.

Vedo l'incontro di oggi come uno spartiacque rispetto alla situazione IRAS che si era creata. Dunque per questo ringrazio chi ha chiesto questo incontro e ringrazio chi, durante la Capigruppo, ha sostenuto il voler la presenza di tutti gli attori in campo per risolvere la questione IRAS. Ho letto le perizie, chiare, niente da dire.

Mi sono poste delle domande, cioè se le domande poste, se le perizie chieste, fossero corrette e fossero le uniche perizie da chiedere, cioè non solo capire qual era la situazione giuridico finanziaria per affrontare la questione, ma magari fare un passo ulteriore - non so se questo fosse stato possibile, però alcune Società magari lo fanno - chiedere anche eventuali soluzioni rispetto alla situazione, all'analisi della convenzione tra Comune e Casa Serena.

Io mi sono posto anche questo, cioè pensavo che ci fosse, non dico la soluzione in quelle perizie, o forse era una domanda che bisognava porre ulteriormente. Mi sono piaciute molte idee. Ho apprezzato prestato tutti gli interventi.

Quando volevo scrivere qualcosa da dire oggi, la pagina di Word è rimasta bianca per la maggior parte del tempo. E mi ero chiesta io come Consigliere comunale, oltre che dipendente IRAS, cosa potevo fare. In realtà, dai vari interventi che mi hanno preceduto, sono uscite varie cose che io come Consigliare posso fare, e anche alcune azioni da mettere in campo.

Durante la seduta della Capigruppo era uscita l'idea della Commissione. Lì per lì non l'avevo apprezzata, mentre oggi la leggo anche in termini diversi perché qualcuno, al termine Commissione, ha parlato di tavolo permanente, che potrebbe essere quello; io prima, con il mio collega Aretusini, scherzavo sulla sua “Chiudiamoci in una stanza e parliamone”. Potrebbe essere un bellissimo hashtag, però in realtà è la stessa cosa.

Alla fin fine è la stessa proposta. Ci siamo confrontati molto anche con i miei compagni di partito, i miei colleghi, anche con toni forti, nel senso che abbiamo avuto anche qualche discussione; qualcuno del nostro gruppo ha nelle corde - la cito - situazioni di questo tipo e dunque anche persone preparate, specializzate ad affrontare o fare i componenti da Commissione, visto le professionalità che ci sono in questo Consiglio Comunale. Cosa posso fare io adesso?

Mi sono detta. Mi è venuto spontaneo prendere un libro che ho nella libreria che si vede quando facciamo i Consigli Comunali in streaming, ci sono dei libri e tra questi ne ho preso uno, di cui poi farò omaggio al Sindaco, e ne ho anche un'altra copia di cui farò omaggio al Commissario dell'IRAS. Cos'è questo libro?

Non è altro che un riassunto degli atti di un convegno che si svolse nel 1998. E’ un libro che tratta delle trasformazioni dell’IRAS, collegate alla trasformazione dell'assistenza sociale a livello nazionale e regionale. Una trasformazione che io ho vissuto in prima persona, perché io lavoro all’IRAS dal 1988, e mi ricordo perfettamente che quando presi servizio, molte figure non c'erano.

C’erano delle suore che gestivano il personale, l'assistenza e gestivano gli orari degli operatori. Sono partita così, 1988. Dunque in questo libro è riassunto tutto, è un bellissimo libro che era collegato a una mostra bellissima che è stata fatta alla pescheria di Rovigo 1998.

Citerò un brano di questo libro, perché eravamo ancora Istituti Riuniti di assistenza sociale, non lo siamo più. Siamo diventati l'Istituto rodigino di assistenza sociale, dunque ancora più ancorato al territorio. Dalla solidarietà realizzata attraverso opere di misericordia e piccoli gesti che rispondono a immediate necessità di persone o gruppi di difficoltà, noi siamo diventati una RSA con delle professionalità eccezionali, che lavorano tutti i giorni.

Molti professionisti importanti hanno partecipato a quel convegno, ma voglio leggervi un passaggio del Presidente, non anzi, non lo era più, perche all'epoca c'era Vallin, di un Presidente tra i più illuminati e amati da chi lavora all’IRAS da tanti anni ed era il Professor Antonio Carlizzi che non c'è più.

Leggendo questo libro, rileggendolo, mi sono resa conto che probabilmente l’IRAS, proprio per l'ambito di competenza che riveste nel territorio, avrebbe dovuto comunque avere più sostegno da parte di tutte le Istituzioni citate più volte da tutti gli interventi dei miei colleghi, e non arrivare a trovarci a questo punto, perché ricordo perfettamente altri Consigli monotematici avuti sia da ex Presidenti che dai Commissari che hanno anticipato il Dottor Zanon.

Vi leggo quello che volevo e poi chiudo, perché non voglio annoiarvi, perché io sono coinvolta come Consigliera comunale, ma anche come dipendente IRAS, e dunque mi dovrete anche scusare se mi sentite un po’ aggressiva, perché mi sento molto coinvolta.

Vi leggo questo: “La fusione in un solo Ente delle 7 Istituzioni citate è del 1997, fagocitati dall’IRAS, Sindacato dei poveri, del lazzaretto, delle zitelle, degli orfani, della Casa di Riposo, del legato Angeli e della Fondazione San Giorgio, tutto è andato perduto? - si chiedeva all'epoca il Professor Carlizzi - I lasciti trasformati e sicuramente accresciuti sono contenuti nell'attuale patrimonio edilizio e strumentale dell’Ente - questo era l’IRAS - lo spirito che aveva indotto i fondatori ad offrire un aiuto ai più deboli e bisognosi nelle società del loro tempo muove ancora l'operato del nuovo Ente, rivolto ad offrire assistenza ai più deboli e ai bisognosi di aiuto nell’odierna società.

In questo momento storico le persone più a rischio, come si suol dire, sono gli anziani, ma soprattutto i non autosufficienti, e su di loro si è concentrata l'attività dell'assistenza IRAS. Sarà sempre così? - Si chiedeva all'epoca Carlizzi,1997 - Nel definire il fine dell’Ente, il nuovo Statuto non indica uno o più destinatari dell'assistenza come erano prima gli orfani, i poveri o le zitelle, poiché tutto cambia nel tempo.

L’assistenza sarà data a chi ne avrà bisogno, o meglio a chi la legge riconoscerà in condizioni di bisogno. Se la società cambierà, ci saranno nuovi bisogni o nuove povertà, ci saranno nuove forme di assistenza. Nel definire la norma sullo scopo statutario dell’Ente c'era questa consapevolezza che gli uomini possono fare sì molto, ma soprattutto devono operare bene, ma non possono svincolarsi dal limite del proprio presente e anticipare il futuro se non ne conoscono le inevitabili strade.

Lo Statuto non stabilisce più che si devono assistere gli orfani e le zitelle o chi altro, come se le condizioni sociali di essi dovessero perpetuarsi. Noi non possiamo stabilire il futuro, ma dobbiamo essere aperti ad agire per il futuro ed nel futuro”.

Se fosse questo che ci racconta la piccola storia dei luoghi PI, prima ognuno autonomo, poi riuniti, e ora fusi in un solo Ente, una storia di 500 anni - diceva bene Montagnolo - entro la storia della nostra piccola e amabile città, c'erano uomini illuminati e questo libro lo dimostra. Grazie per l'attenzione.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ringrazio la Consigliera Magon. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Sette, prego.

SETTE DAMIANO · Consigliere Lista Civica Menon SindacoLeggi intervento

Grazie Presidente e buonasera a tutti. Sarò molto breve nel mio discorso. Penso che sul piano sociale e assistenziale sia scontato parlare o meglio sia scontato forse non parlarne perché è un dato di fatto che l’IRAS deve rimanere e continuare nella storia di Rovigo.

Però mi voglio soffermare brevissimamente su una cosa: il termine coinvolgimento e il termine sinergia, perché sentire parlare qualche Consigliere che sono state votate alcune cose e alcuni membri del Consiglio se ne sono andati quando era ora di votare, non mi piace. Scusate, ma sono sanguigno.

Mi riferisco al fatto che, per arrivare a votare qualcosa di così importante, bisogna essere preparati, e quindi dobbiamo per forza avere una documentazione, per forza deve essere messa a disposizione di tutti, perché se dobbiamo sederci attorno a un tavolo, e da quanto ho capito sono sei anni che l’IRAS è commissariata se non sbaglio, e i creditori giustamente avanzano richiesta, perché non sono sei mesi che vengono mancati i pagamenti.

E quindi non so quale sia la deadline prevista però, da quanto ho capito, ho sentito parlare prima il Commissario dicendo che marzo, aprile, cioè si deve intervenire in modo veloce, veloce e veloce. Quindi io direi che, visto che questa sera ci eravamo trovati per definire e sentir parlare di “Questa è la prima volta che ci troviamo”, forse siamo troppo avanti, forse siamo troppo in ritardo, forse siamo arrivati troppo lunghi.

Bisognerebbe dire : la prossima settimana, il 25, il 26 febbraio, il 1° marzo, cioè dobbiamo trovarci. Penso sia quello alla fine da portarci a casa, cioè il sunto di tutto, sia darci una data nel dire “Dobbiamo trovarci”.

Però dobbiamo arrivare, e io spero che questa cosa si possa fare veramente in sinergia, perché penso e sono sicuramente convinto che tutto il Consiglio Comunale voglia votare a favore di una continuità, della continuazione, ci mancherebbe altro, però dobbiamo arrivare preparati, dobbiamo arrivare sapendo le nozioni, sapendo i termini, sapendo i numeri per portare un qualcosa, perché altrimenti porteremmo solo, non avendo dei dati oggettivi, potremmo portare delle nostre proposte, ma che alla fine magari non trovano riscontro nei numeri perché, da quanto ho inteso, noi possiamo cercare di voler fare qualsiasi cosa, ma poi alla fine ci sono degli Enti sopra di noi che devono avvalorare questa cosa, altrimenti è inutile parlare di cifre se non abbiamo qualcuno che ci dà un ok.

Però per presentare una proposta, per trovarci intorno a un tavolo, sarà una Capigruppo, sarà un altro Consiglio, non lo so, troviamoci e definiamo questa cosa al più presto.

Mi ripeto dicendo però che deve esserci una condivisione perché, senza quella, non si può parlare di sinergia, non possiamo arrivare che una parte sa e una parte non sa, perché è logico allora che chi non sa alza le mani, troppo facile altrimenti portare a casa in alcuni termini delle volontà che non sono quelle previste o che non sarebbero sicuramente manifeste da parte nostra.

Anzi noi siamo qua pronti per votare a favore dell'IRAS, a favore della continuazione, però sapendo e avendo in mano dei dati sui quali riflettere e sui quale parlare. Grazie.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie consigliere Sette. Gli interventi dei Consiglieri sono terminati, l'ultimo intervento era quello del Consigliere Sette. Mi avevano chiesto la possibilità di poter riavere la parola le Organizzazioni sindacali e quindi chiamo per primo il rappresentante della CGIL Benazzo Davide, prego.

BENAZZO DAVIDE · CGILLeggi intervento

Grazie della seconda possibilità di poter intervenire in questo Consiglio. Facevo una riflessione mentre ascoltavo: se abbiamo fatto un errore, però l'abbiamo fatto, in cui abbiamo scaricato dei costi del Comune sull’IRAS, non capisco perché sia poco etico o un danno per i cittadini fare il contrario, ma la dico così, visto che sono due strutture pubbliche. Poi per carità, tutti gli aspetti tecnici li vedete voi.

Io oggi ho percepito una cosa, che purtroppo di IRAS in questo Consiglio se ne è parlato molto, ma molto, ma quasi niente. Io pensavo che quello di cui avete parlato fosse una cosa ben conosciuta, cioè noi che stiamo discutendo di IRAS è sei anni almeno, qualcuno di più. Poi un altro aspetto.

Colgo quello che diceva la Consigliera Menon, il fatto di ristrutturazione aziendale. Sei anni di ristrutturazione aziendale sono un po’ tanti, cominciamo ad assomigliare più all’Alitalia che a un'azienda privata. Allora parliamo sì di ristrutturazione aziendale, però nella ristrutturazione aziendale, per favore, coinvolgete i Sindacati.

Nelle ristrutturazioni aziendali, quando si parla di lavoratori, si coinvolgono i Sindacati. Mi raccomando, coinvolgete i Sindacati, perché è lì che andiamo a parare.

Ultima cosa, lo accennava l’Assessore Zambello: come Sindacati abbiamo chiesto che si discutesse in maniera più ampia di queste strutture perché altrimenti, se non guardiamo alto, se non guardiamo in prospettiva proprio per quello che appunto si diceva prima mancano gli ospiti, noi abbiamo una copertura delle strutture pubbliche pari al 75%, perciò abbiamo l'obbligo di trovare soluzioni diverse, abbiamo l'obbligo.

Per questo abbiamo chiesto al Prefetto di convocare Conferenza dei Sindaci, ULSS, eccetera, per questo l'abbiamo fatto, perché altrimenti si muore. Però c'è un'altra cosa. Sinceramente io avevo letto sulla stampa qualche giorno che si stava trovando l'accordo; oggi sento il Commissario che dice “Guardate, un mese e mezzo e poi non se ne discute più”.

L’ho detto un po’ in dialetto per dare un po’ di risalto. Allora io vorrei che oggi almeno, spero, non vorrei, scusate, spero che almeno oggi esca un qualcosa di concreto: si decide la Commissione che si riunisce, si costituisce un tavolo, si costituisce un punto di discussione, si cominciano a fare delle proposte reali, no reali, concrete su cui si può discutere ci coinvolgete, ci dite cosa volete fare.

Io spererei che oggi almeno da questo Consiglio un ordine del giorno, qualcosa, facciate un documento in cui si dice: benissimo, oggi abbiamo discusso, come ha detto Graziano dell'IRAS, domani decidiamo che cosa facciamo. Cioè ci dite e noi saremmo molto contenti perché, ripeto, purtroppo noi il 27 saremo bombardati dalle telefonate se non arrivano gli stipendi. Noi siamo bombardati ogni giorno dalle persone che dicono “Quando ci stabilizzano?

Quando ci fanno lavorare in altra maniera? Quando possiamo discutere di un contratto di stabilità?”, eccetera. Ogni giorno.

Vorremmo cominciare a poter dare delle risposte a chi ci telefona. Grazie.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Interviene adesso il rappresentante della CISL Maisto Franco.

MAISTO FRANCO · CISLLeggi intervento

Sicuramente i Consiglieri, quelli che magari non c'erano all'epoca, che in questi anni non so, forse non avevano approfondito la questione, oggi hanno fatto una scuola, hanno fatto la lezione n. 1. Noi come Sindacato, come CGIL, CISL e UIL, abbiamo un'opportunità che è abbastanza unica.

Io vedo diverse Province: quella di Rovigo, la Prefettura ci offre un tavolo quasi permanente, e la Prefettura è l'organismo di governo. Voi avete schierato in campo la Regione del Veneto, che fa da garante, che comunque bene o male da sei anni in qualche maniera porta avanti, traghetta. E’ arrivata perché poi si erano dimessi i componenti del Consiglio di Amministrazione nominati all'epoca, quindi non è che sia arrivata per caso.

Questo dettaglio forse era giusto anche aggiungerlo. Per quanto riguardava il tavolo della Prefettura, io credo molto in quello che è il peso che la Vice Prefetto, la Dottoressa Correale sta dando, perché lei è l'unica che invita, e ci devono venire tutti, cioè il Sindaco, il Commissario, le parti sindacali chiaramente. Quello è un tavolo molto delicato, è un tavolo dove veramente si cerca di avvicinare le parti.

Lì non ci sono questioni politiche. Lì bisogna effettivamente arrivare con delle proposte e cercare di trovare una quadra. E su questo sinceramente io credo molto.

Oggi sinceramente io veramente apprezzo la presenza e l'intervento, non so se abbiano parlato quasi tutti i Consiglieri che fanno parte del Consiglio Comunale di Rovigo, ma questo a me ha fatto molto piacere perché ciascuno ha espresso le sue conoscenze, i suoi dubbi o quelle che potevano essere le sue rivendicazioni, rispetto all’aver fatto o meno dei tavoli di Capogruppo, di averne parlato in maniera magari minore di quello che si poteva fare.

Con oggi per voi non ci sono più scusanti per i Consiglieri comunali di Rovigo, da qualunque parte stiate. Ribadisco, io non conosco nessuno, per cui guardo tutti in maniera neutra.

Dovete mettervi insieme e cercare di trovare quelle che sono le giuste chiavi giuridiche, perché qua l'inghippo, cioè la cosa paradossale è che i soldi ci sarebbero, però bisogna trovare la strada più opportuna, che dopo non comprometta né Sindaco, né nessun membro del Consiglio Comunale, che dopo magari non si può percorrere e quindi si crea un caos peggiore di quello che c'è già. E questo riguarda la questione politica, cioè trovate il modo per in qualche maniera vedervi e predisporre una strada comune.

Noi continueremo ad essere visibili e presenti. Voi sapete che abbiamo fatto diversi sit-in; abbiamo chiesto anche l'incontro, l'udienza in 5^ Commissione per quanto riguarda la sanità, abbiamo chiesto udienza all’Assessore regionale. Vedremo in che tempi e in che modi potremo avere anche questi passaggi, ma sono tutti gradini che noi saliamo per cercare di far capire che non abbandoniamo i lavoratori.

I lavoratori in questo momento hanno un unico pensiero, che è quello di lavorare con passione, però sempre con un po’ di timore. che non è solo lo stipendio leggermente ritardato, ma è proprio la prospettiva dei prossimi sei mesi e dei prossimi anni. Questa cosa dell’IRAS gestita come se fosse privato o non privato, ma mettiamola in queste condizioni.

Attenzione: il Polesine, già come tante altre parti del Veneto, ha visto una desertificazione della macchina pubblica, perché le Case di Riposo, a parte Rovigo e Adria, e forse poco alto, tutto il resto è in mano a Cooperative private, pur avendo il marchio di Casa di Riposo pubblica.

Quei lavoratori, è inutile nascondersi, lavorano con stipendi nettamente inferiori e in condizioni dove veramente fanno le corse nei corridoi per cercare di assicurare i servizi, perché comunque l'azienda privata, qualunque essa sia, quella anche di più buon cuore, stringe per fare un ricavo.

Questo nelle Case di Riposo pubbliche, per chi in qualche maniera ci ha girato, è una cosa che non viene fatta e si cerca di assicurare magari qualche standard regionale, che ormai sono vecchissimi, quindi sono troppo bassi, qualcuno l'ha anche citato questo aspetto, magari chi non è del mestiere, lo standard basso vuol dire che ci sono numero di operatori e infermieri tarato su trent'anni fa, quando magari gli anziani entravano in Casa di Riposo ma erano ancora pseudo autonomi.

Oggi chi entra in Casa di Riposo, su 100 forse ce ne sarà uno che è in grado di autogestirsi, e 99 sono da assistere in maniera importante, in maniera forte. Quegli standard sono vecchi, la Regione è in ritardo, questo è chiaro. Non è il tema che riguarda voi Consiglieri comunali.

A voi riguarda però un aspetto importante: cercate di preservare una ricchezza che è la Casa di Riposo pubblica, non è del Comune, ma comunque fa parte come pietra di questo territorio. Oggi abbiamo fatto questo passaggio. Io sinceramente come CISL vi ringrazio, ma questo chiaramente vale per tutte le sigle.

Vi ringrazio perché comunque la politica, e mi pare che voi avete comunque l'idea di metterci del vostro in maniera costruttiva, la politica del Comune di Rovigo può dare un contributo. Vi ringrazio e vi auguro buon lavoro.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie. Interviene per ultimo, ma non per ultimo, solo in ordine ovviamente cronologico, Pavarin Cristiano, rappresentante della UIL.

PAVARIN CRISTIANO · UILLeggi intervento

Sarò brevissimo. Con un po’ di ambizione dico che ci voleva il Sindacato per mettere assieme un po’ tutti. Da oggi c'è un elemento che ha messo assieme tutti: l'errore compiuto in passato e la voglia di rimediare a un errore.

L'errore è uno: l'errore si chiama convenzione. Io credo che, ho colto con molto favore anche l'intervento della Consigliera Gambardella, che a mio avviso ha colto ed ha centrato bene il punto: partite dalla revisione di quella convenzione. E’ una cosa che potete fare in tempi discretamente veloci.

Si presenta una mozione, si presenta un ordine del giorno; assieme si dà un indirizzo al Sindaco, alla Giunta, o a chi comunque rappresenta l’Amministrazione Comunale. Partite da li, date un segnale. Arrivano all'orecchio certi discorsi che si stanno facendo.

Un paio di giorni fa tutte le strutture del nostro territorio hanno fatto un incontro, una riunione. Tutti i Presidenti, dalla parte politico amministrativa delle altre strutture, pubbliche e private, che oramai non si distingue più nel nostro sistema pubblico privato, ma si parla di strutture accreditate, e sembrerebbe, un uccellino dice che ha sentito dire che qualcuno già paventa gli avvoltoi, su come utilizzare i 100 posti che si libereranno da Casa Serena.

Allora mi rivolgo al Sindaco: non possiamo permetterci questo. E’ una raccomandazione. Questa cosa qua non possiamo nemmeno immaginarla.

Fuori le unghie, fuori i denti e difendiamo il nostro territorio. La nostra città non si può permettere di perdere i 100 posti di Casa Serena. La nostra città non si può permettere di perdere Casa Serena.

La nostra città deve essere consapevole che Casa Serena rappresenta una opportunità, una grandissima opportunità. Qualcuno parlava tecnicamente, ma è un passaggio questo molto importante, qualcuno parlava di dismettere la convenzione per poi rifarne un'altra. Quello sarebbe l’errore, ma poi è una questione tecnica che sicuramente gli uffici, perché in quel modo lì si perderebbero proprio gli accreditamenti.

Qua si tratta di rivederla, ampliarla la convenzione e, come diceva prima la Consigliera, adattarla al periodo. Secondo me tecnicamente è una cosa che potete fare. E’ un suggerimento che vi diamo e la raccomandazione però è: fate presto, perché a questo punto tutti vi siete espressi, la maggior parte di voi anche se con passione, con il politichese, fate presto e adesso cercate di essere concreti.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ringrazio anche il rappresentate della UIL Pavarin Cristiano. Ringrazio tutti quelli che hanno partecipato. Credo che sia stato un Consiglio Comunale, qualcuno magari all'inizio aveva delle perplessità, ma credo che sia stato un Consiglio Comunale utile.

Credo che ci sia da parte di tutti, quello che è emerso, al di là di alcune posizioni che possono essere sicuramente diversificate, ma credo che lo spirito e l'obiettivo che ognuno di noi ha espresso nel proprio intervento, sia quello non soltanto di salvare l’IRAS, ma addirittura di vedere un rilancio in prospettiva di questo Ente.

Quindi credo che l'impegno politico che ci possiamo prendere tutti, politico, ovviamente istituzionale, per non far sì che questo Consiglio Comunale, noi non possiamo fare un ordine del giorno perché non ce lo consente il nostro Regolamento, il nostro Statuto, ma non siamo qui per dare pacche sulle spalle o contentini.

Dobbiamo ovviamente poi essere conseguenti con atti concreti e quindi, quando qualcuno parlava di tavolo permanente o Commissione, quello che sia,, mi prendo da subito l'impegno politico istituzionale di convocare la Conferenza dei Capigruppo i primi giorni della prossima settimana, in modo da non perdere tempo e ricercare tutti insieme, visto che c'è stata una condivisione di tutte le parti politiche in maniera pacata e anche convinta da parte di tutti, credo che questo spirito ci possa portare ad un tavolo di condivisione, che fin dalle prossime settimane metteremo in campo per dare risposte immediate a quelle che sono state le richieste, le preoccupazioni e anche le speranze del futuro di questo Ente.

Ringrazio quindi tutti. L’impegno è quello che immediatamente dalla prossima settimana ci vediamo e iniziamo a discutere, anzi continuiamo quella che è la discussione, ha detto bene prima il Consigliere Azzalin, questo era un primo passo. Ovviamente in tempi veloci e brevi, speriamo di poter fare gli ulteriori, condividendo il percorso tutti insieme.

Quindi grazie a tutti per la vostra presenza, grazie per l'attenzione e grazie per il percorso che insieme faremo con lo stesso spirito costruttivo di questa sera. Scusate, lo dico per i Consiglieri comunali: avevamo degli altri punti all'ordine del giorno, ma mi sembra, vista l'ora, che possiamo terminare qui il Consiglio Comunale ed aggiornarci ad un'altra data. Grazie a tutti.

33

Interventi non associati con certezza a un punto

3 interventi. Lente Civica non forza un collegamento quando l’identità canonica del punto non è disponibile.

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

.... si sono adattati al nuovo contesto, quindi li ringrazio, ringrazio Mirko, l’Ingegnere Montagna, per la collaborazione che ci hanno dato. Possiamo iniziare. Prego Segretario, le do la parola per l’appello.

Buongiorno a tutti. Sono le 14.22. Do la parola al Segretario per fare l'appello.

Prego Segretario.

Dott. BALLARIN ALESSANDRO · Segretario GeneraleLeggi intervento

Aretusini Michele, ....................; Azzalin Graziano, ....................; Bagatin Benedetta, ....................; Balzan Margherita, ....................; Bertacin Riccardo, ....................; Biasin Elena, ....................; Bonvento Marco, presente; Borsetto Ottavio, presente; Businaro Giorgia, ....................; Chendi Nello, ....................; Gaffeo Edoardo, presente; Gambardella Monica, ....................; Giannese Roberto, ....................; Magon Sabrina, ....................; Maniezzo Mattia, assente; Masin Matteo, ....................; Menon Silvia, ....................; Milan Mattia, ....................; Montagnolo Angelo, presente; Moretto Mattia, presente; Nale Caterina, ....................; Noce Valentina, ....................; Osti Giorgio, ....................; Raise Micaela, assente; Rizzato Lorenzo, ....................; Romagnolo Alessandro, ....................; Romeo Nadia, presente; Rossini Antonio, ....................; Saccardin Federico, assente; Salvaggio Giovanni, ....................; Scaramuzza Gianmario, ....................; Sette Damiano, ....................; Traniello Elisabetta, .....................

ROMEO NADIA · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Siamo presenti in 25, quindi il Consiglio Comunale può avere inizio.

Verbale ufficiale

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