Sulla questione è giusto puntualizzare il fatto che in questa delibera viene approvata una Variante al Piano Regolatore Generale per l'individuazione di una zona degradata. Quindi, il progetto che è stato oggetto di discussione della delibera approvata dal Consiglio Comunale nel dicembre del 2009, è già stato approvato. Questo per ribadire l'oggetto della delibera.
La questione delle aree degradate, come giustamente viene posta all'attenzione come un argomento di grande importanza all'interno della pianificazione del recupero della città storica, è -come ho avuto più volte modo di esplicitare- fa parte delle scelte urbanistiche all'interno del Piano Regolatore che, come dire, per il working progress della sua attuazione, e quindi per la sua durata negli anni, ha necessità, negli interventi di recupero delle varie aree, di venire in qualche modo modificato con l'individuazione di nuove aree che nel frattempo si vengono a determinare.
Questo può avvenire o attraverso delle vere e proprie variante messe in campo dalla pubblica Amministrazione che, a scadenza o con l'attuazione di Piani puntuali, va ad individuare e a perimetrare le zone degradate; questo peraltro già avvenuto: le famose aree a progetto all'interno del Piano Regolatore sono nate con questo tipo di atteggiamento urbanistico, oppure attraverso l'attuazione di questi strumenti attuativi, che per definizione della norma urbanistica dà la possibilità di essere realizzati all'interno di aree dichiarate degradate, attraverso dei meccanismi di legge che prevedono la Variante Urbanistica.
Quindi vorrei, come dire, ancora una volta ribadire che l'individuazione di area degradata in Variante del Piano Regolatore è una prassi urbanistica che esiste dal ‘78 e che non è stata mai rinnegata dalla strumentazione urbanistica e dai Piani Urbanistici, sia regionali che comunali. Questo per mettere un punto, perché non si può avere sempre il retaggio del sospetto in ogni delibera di individuazione di area degradata.
La strumentazione urbanistica, le norme urbanistiche, la prassi urbanistica prevede l'approvazione di Piani di Recupero attraverso varianti al Piano Regolatore per l'individuazione di zona degradata. Questo da un punto di vista urbanistico. I criteri per individuare la zona degradata: non è previsto nelle Norme Urbanistiche nazionali né regionali delle caratteristiche e delle casistiche specifiche per individuare le zone degradate.
52 È necessario rifarsi alla letteratura urbanistica, alla manualistica urbanistica e, se mi permettete, anche all'esperienza.
E’ per questo che quando è sorta fortemente la preoccupazione dell'individuazione della zona degradata, che guarda caso è legata a delle norme di tipo fiscale, sui benefici fiscali per chi interviene per la riduzione… per il recupero delle aree, l'Ufficio ha individuato una griglia di riferimento per poter dare delle indicazioni sul degrado delle aree all'interno di cui intervenire attraverso Piani di Recupero.
E, quindi, su questa griglia va da sé che caso per caso nelle aree che sono oggetto di studi di Piani di Recupero, questa griglia l'ufficio si propone di adattarla caso per caso. I punti cardine sono l’individuazione del degrado urbanistico, del degrado edilizio, del degrado ambientale e del degrado socio-economico.
Questi, come dire, punti non è detto che devono coesistere insieme nell'individuazione dell'area degradata, ma possono in qualche modo essere una delle parti fondamentali per cui si dichiara un'area degradata. Questa è una regola che l'Ufficio ha cercato di darsi nelle varie individuazioni di aree degradate per l'approvazione dei Piani di Recupero. Mi viene in mente Cernigliaro, che è l’intervento che si sta attuando vicino all’area di ASM.
Nel caso specifico, questo per cercare di rispondere alle domande del Consigliere Nonnato, il Piano di Recupero originario, quello di due piani sottoterra, perimetrava l'area oltre che con i fabbricati relativi all'attività artigiana che esisteva all'interno, e quindi con una classificazione D4, che all'interno delle Norme Tecniche di Attuazione della variante del centro storico è già di per sé individuato come zona degradata, questo è stato fatto per consentire una realizzazione degli indici di piano, senza passare attraverso una Variante al Piano Regolatore di individuazione dell'area per quei manufatti che si ritenevano oggetto di demolizione e ricostruzione, in adeguamento degli indici di 5 m³ su metro quadro.
Ma, il perimetro di quest'area, dove il Piano di Recupero originario è stato approvato, riguardava anche uno dei due fabbricati che attualmente sono prospicienti la strada. La variante, che è oggetto di attenzione in Consiglio Comunale di adesso, individua il fabbricato esistente, prospiciente alla strada, guardando l'area sulla sinistra, che non era all'interno della perimetrazione dell'area degradata.
L'inserimento di questo fabbricato come area degradata, sempre per cercare di rispondere al Consigliere Nonnato, non dà una volumetria in più, ma consente di perimetrare l'area e realizzare il progetto sia in termini di istanze, che in rapporti plani volumetrici, dialogando con il fabbricato esistente. Per quanto riguarda la volumetria in questo momento mi viene in mente che i 15.000 m³ sono quelli effettivi oggetto di approvazione, che però comprendono la volumetria dei fabbricati oggetto di ristrutturazione.
Se ho dimenticato qualcosa... (Voci incomprensibili dall’Aula)