Grazie Presidente. Mi scuso se non ho molta voce, ma sono ho un po’ di raucedine oggi. Io ringrazio anche il Consigliere Crivellari per la sua mozione.
Però, quando l’ho letta questa mozione, non ho potuto fare a meno di pormi alcune domande e di fare alcune riflessioni. La prima, la più ovvia, il Consigliere Crivellari ha richiamato molte volte un determinato periodo storico. E’ che il fascismo è finito nel 1945, sono 80 anni perché siamo nel 2025, e quindi il fascismo come periodo storico è stato consegnato alla storia e la storia ha già emesso il suo inappellabile verdetto.
L'Italia oggi è una Repubblica e una democrazia solida, con delle Istituzioni solide, con delle leggi che la tutelano, dalla Legge Scelba alla Legge Mancino; ha una Costituzione che il Consigliere Crivellari ha richiamato tante volte, una Costruzione fatta bene perché è una Costruzione nata dalla fine del fascismo ed era una Costituzione, Consigliere Crivellari, talmente democratica che non impediva ai fascisti meno di far politica perché dopo cinque anni i fascisti, anche quelli collusi con il regime, potevano prendere parte attivamente alla vita politica del paese, candidarsi e venire eletti.
Quindi è proprio la Costituzione che dava questa agilità. La seconda riflessione mi viene anche questa ovvia, ma se questo pericolo fosse attuale, reale, se ci fossero in giro per la città queste orme di camicie nere pronte a mettere a ferro e fuoco la città, perché l’attuale minoranza, che era maggioranza fino a qualche mese fa, non ha approvato questa mozione nei cinque anni in cui ha governato? E’ che la verità è che questa necessità non c'era perché il pericolo non sussiste, il fatto non sussiste.
Ma quindi perché allora questa operazione, che a tutti gli effetti è un’operazione di demagogia politica, viene presentata oggi? Perché dichiararsi antifascisti in assenza di fascismo? La risposta che mi sono dato è che ormai il tema è la classica foglia di fico della sinistra che la usa di volta in volta per coprirsi, non avendo più alcun riferimento sociale, storico della sinistra, non più con i lavoratori, non più con i disoccupati, non più a difesa della famiglia.
E’ rimasto l'antifascismo, anche se non c'è più il fascismo.
Io l'altra volta ho stimolato il Consigliere Crivellari - spero di rifarlo - a presentare una mozione magari a sostegno di un problema attuale che riguarda i miei colleghi metalmeccanici della Berco, che in settimana la proprietà, la Thyssen, ha annunciato 250 licenziamenti; oppure di fare una mozione, la possiamo fare anche insieme, sempre a favore dei miei colleghi metalmeccanici che da oltre un anno sono senza contratto e che sono in agitazione da oltre tre mesi.
Il 28 marzo ci sarà il terzo sciopero generale proclamato da CGIL, CISL e UIL per il rinnovo dei contratti, perché queste sono le battaglie di questi giorni che dovremmo fare e dovremo fare insieme. Ho proseguito con le mie considerazioni, ma perché dichiararci antifascisti oggi? Non c'è nulla in questa mozione contro il fascismo storico perché, come avevo detto, non esiste più, è finito ottant'anni fa.
Quindi ci viene chiesto di definirci antifascisti su quello che la sinistra ritiene oggi sia il fascismo, che ovviamente non è più quello di ottant’anni fa perché, come abbiamo detto più volte, non esiste. E cos'è l'antifascismo oggi?
E’ supporto senza se e senza ma all'immigrazione magari regolare, senza tener conto delle ricadute sociali ed economiche; è supporto senza se e senza ma a tutte le più sfrenate magari politiche green, anche quelle contro la povera gente che portano alla disindustrializzazione di molte aree; è un supporto senza se e senza ma alla società fluida, magari che vede la famiglia stessa come pericolo e non come difesa della centralità di determinati valori; è supporto senza se e senza ma a delle guerre per procura.
In sintesi oggi per la sinistra il fascismo è chi si oppone alla globalizzazione, chi ritiene che esistano ancora e debbano esistere parole come patria, come confini, oppure che difenda altri temi importanti come la famiglia, oppure che non sia assolutamente favorevole alla società fluida, liquida, gender, chiamatela come meglio intendete.
Per questi motivi io voterò contro a questa mozione, perché non ci si chiede di essere contro il fascismo da un punto di vista storico, perché la storia ha già emesso un verdetto: lo ha emesso chiaro, inappellabile, l'hanno fatto ottant'anni fa. Un piccolo appunto: le forze politiche, le Associazioni che potrebbero richiedere gli spazi anche pubblici, le sale pubbliche, si riconoscono se lo fanno, se sono costituiti in Associazione, nei valori della Costituzione, rispettano le leggi, rispettano i Regolamenti.
Quindi privare magari a certe Associazioni che non voterebbero o non si dichiarerebbero antifascismo sulla base di quello che abbiamo detto, che oggi viene considerato antifascismo, vorrebbe dire andare ad oscurare e non a promuovere la democrazia. La democrazia è pluralità, è saper ascoltare, poi i cittadini hanno gli strumenti ormai sufficienti per fare le loro valutazioni. La nostra non è una democrazia a rischio.
E’ una democrazia forte, è una democrazia solida e l'Italia è una Repubblica forte, è una Repubblica solida.