Allora, per il primo progetto, che è il Premium, lei ha spiegato bene, è un progetto che abbiamo preso per i capelli, abbiamo avuto una fiducia grande e poi sentirete che ricaduta ha avuto, perché era un progetto che era arrivato sul mio tavolo il 3 di dicembre su un pezzo di carta mandato dalla Segreteria della Conferenza dei Sindaci dove si faceva riferimento a un sito INPS dicendo che era un progetto a favore dei non autosufficienti.
Era il 3 di dicembre, bisognava coinvolgere i Comuni del Distretto, quindi Rovigo doveva coinvolgere i 15 Comuni, entro il 10 di dicembre col ponte dell’Immacolata. Questa è stata. Allora io ho chiamato i miei Uffici e ho detto: noi non riusciamo a coinvolgere in tre giorni, scriviamo lo stesso, partecipiamo lo stesso.
Abbiamo scritto e lo ci hanno risposto: a noi sta bene, però vogliamo che coinvolgiate. Ed è stato fatto. Che cosa è successo?
Lei ha spiegato bene che questo progetto è a favore di persone non autosufficienti che siano stati dipendenti ex INPDAP o loro familiari di primo grado. Quali sono i benefici che possono avere queste persone? E noi per quel progetto lì per quante persone l’abbiamo pensato?
Per 100 persone. Il progetto poteva partire solo per c’erano almeno 50 persone, noi abbiamo avuto un poco la stima di quante persone ex INPDAP c’erano nei paraggi su Rovigo che era circa 4.000 e abbiamo stimato che almeno 100 persone non autosufficienti si potevano trovare. Il progetto è andato avanti poi con formazione e al Comune di Rovigo sono stati dati 300.000 euro a fondo perduto.
Questi 300.000 euro servono in parte per lo sportello perché abbiamo fatto una gara, ha vinto un’assistente sociale di Napoli che è dedicata a quel servizio la quale ha visitato tutte le 100 persone del Comune di Rovigo e dei Comuni del Distretto, perché poi alla fine sentirete che sono 101 le persone che ci hanno permesso di mettere già dentro al progetto che hanno già iniziato ormai da mesi e Rovigo ne ha circa 89, gli altri 12 sono di 8 Comuni che siamo riusciti dei 15 che fanno parte del Distretto.
Questi 300.000 euro servono tutto per la parte dello sportello perché abbiamo uno sportello di 20 ore, ogni mattina dalle 8 e mezza alle 12 e mezza, servono per pagare l’assistente sociale che fa la visita a tutte le 100 persone perché è lei che stabilisce il grado di non autosufficienza e poi 150.000 di quei 300.000 sono le spese prevalenti... pardon, le spese integrative che noi paghiamo ma c’è anche una quota di spese prevalenti. Cosa vuol dire?
Ogni persona che si è iscritta ha la possibilità di avere una badante e questa badante viene pagata. Oltre ai 300.000 che sono dati ai Comuni sapete quanti se ne riversano ogni mese? 53.000 su Rovigo, il che vuol dire che in un anno il Comune di Rovigo avrà avuto 968.000 euro qui.
Siamo partiti praticamente ad aprile, ad aprile del prossimo anno saranno stati riversati quasi 1 milione di euro. 1 milione di euro!
Ci sono, dovrei avere qui da qualche parte, alcuni dati... ecco, pensate che ci sono 66 persone su quelle 101 che prendono più di 500 euro al mese, ce ne sono ben 45 che prendono più di 600 euro al mese e 24 che ne prendono più di 700, fino a un massimo di 1.300, c’è una famiglia che prende 1.700 euro al mese e questa da oggi a domani si è trovata, grazie a questo progetto, ad avere 1.700 euro al mese. Per quanti mesi?
Intanto per 12, ma poi a dicembre di quest’anno è venuto fuori di nuovo il progetto, che noi automaticamente per aver partecipato il primo anno l’avremo anche per il secondo anno, le persone saranno sempre quelle e se qualche persona viene meno, perché la vita insomma può essere anche corta per alcune persone, allora subentrano le altre. Attualmente abbiamo una lista di attesa di una trentina di persone, appena sarà codificato anche il secondo progetto io farò tutta la campagna pubblicitaria che c’è.
Posso anche dirle questo, 10 di queste famiglie nel momento in cui hanno avuto questa possibilità hanno anche assunto una badante, perché l’albo delle badanti lo deve tenere il Comune che deve fare il corso per le badanti e anche il corso obbligatorio per i genitori.
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 18 Febbraio 2014 26 Quindi abbiamo dato la pubblicità senza dire... ma adesso lei mi dà l’occasione per dire una cosa grande, si chiama fra l’altro Home Care Premium perché il 10% di quella che è la spesa prevalente, che sono quei 53.000, vengono dati ai Comuni per progetti integrativi.
Faccio una parentesi: noi quest’anno abbiamo partecipato al Servizio civile anziani, la Regione ce l’ha adottato definanziato; abbiamo partecipato anche al Servizio civile giovani, ce l’ha approvato ma non ce l’ha finanziato. Allora abbiamo chiesto se possiamo accodarci con la Regione fatto salvo che Home Care Premium con 10% sarà qualche migliaio per poter fare anche il Servizio civile giovani all’interno dell’Home Care Premium per quelli che sono i servizi: vado a farti la spesa, vado a prenderti le medicine.
Quindi alla fine qui ci saranno ancora 40-50.000 euro e in un anno questo progetto porterà più di 1 milione di euro e già abbiamo certezza del prossimo. Noi abbiamo dato tutta la disponibilità e la pubblicità perché sono arrivate più di 140 persone a iscriversi quando il massimo era 100, però possono subentrare. Posso dire l’ultima cosa e poi concludo?
Sì, ho finito, dicendo che 15 persone, mi pare una quindicina, che erano in SAD sono passati adesso lì con l’Home Care Premium e quindi hanno il contributo badante per ogni mese, hanno le attività integrative che paga il Comune che sono ausili, trasporto, se uno va all’ospedale, trasporto pasti a domicilio, in più sollievo perché una badante ha dei suoi orari quindi deve avere un monte ore durante il mese dove lei stacca e allora lì c’è la possibilità, in più per una parte di loro che avevano il servizio di assistenza domiciliare viene pagato dal servizio di assistenza domiciliare presso un’agenzia privata accreditata.
Quindi un grosso miracolo da 1 milione di euro che continuerà. Veloce, velocissima. L’anno scorso a febbraio lei mi ha interpellato e mi ricordo che avevo detto che era arrivata una lettera da Mestre che diceva: potrebbe esserci la possibilità di darvi 9 stanze, che sono circa 4 metri per 5 o 5 per 5, presso la Stazione ferroviaria sopra la Polfer e io ho risposto, me lo ricordo bene, che nel giro di un mesetto forse avremmo concluso la cosa.
Com’è andata avanti la cosa? Che marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre... ogni 7-8 giorni o mail o telefonate appunto, che mi vergognavo perché ho insistito in maniera bifolca direi, troppo ho insistito, al punto che mi sono anche un po’ disturbato e al 5 di novembre ho scritto: sentite, è da marzo che mi state dicendo “vedremo il nazionale cosa dice”... Fra l’altro avevamo anche chiesto “diteci qual è l’Ufficio nazionale che andiamo a Roma”, ma ci hanno sconsigliato.
Hanno risposto: Assessore, faremo l’ultimo tentativo. E rispondono il 5 di novembre che quel comodato non può essere gratuito, siccome lo spazio è di circa 180 metri quadrati bisognerebbe almeno corrispondere un affitto di 1.500 euro al mese. Figurati se il Comune può dare 1.500 euro al mese.
E allora io non rispondo, sono deluso, rispondo a quella mail dicendo: ma non ci sono altre strade? Dice: provate a fare un’offerta. Sono andato dalla Cittadin, ho chiesto qual è la spesa di luce, acqua e gas delle persone che erano lì in Via Donatoni, e mi hanno detto che era intorno ai 6.500, allora io ho fatto un’offerta a loro di un affitto di 6.500, che tutto sommato è 1/3 di quello che chiedono loro.
A dicembre rispondono che Roma dice sì a questo. Allora è venuto giù il geometra Pistellato, abbiamo fatto un sopralluogo e siamo stati basiti perché le 9 stanze sono ben grandi, ci possono stare anche 2-3 associazioni per ogni stanza e sono messe abbastanza bene.
Risultato, per farla breve, venerdì 21 il Sindaco sarà lì perché ci sia il passaggio, ce lo danno intanto poi il comodato si farà, per quanto riguarda alle nostre condizioni che abbiamo dettato ma il giorno 21 vengono giù da Mestre a fare l’atto di consegna, poi faremo qualche lavoretto dentro e vedremo come andare avanti ma dopo un anno si è risolta la cosa.