Grazie Presidente. Come Presidente della Commissione d’inchiesta sulla Baldetti, sono chiamata a presentare la relazione sull’attività svolta dalla Commissione. Circa tre mesi di audizioni tra ottobre e dicembre 2013, nelle quali, con altri nove colleghi, abbiamo esposte le nostre domande a funzionari e dirigenti dell’Ente, raccogliendo le loro risposte.
Vi anticipo già con orgoglio che il documento che abbiamo presentato è firmato da tutti i Commissari all’unanimità, unanimità che non era richiesta anche, potevamo anche accontentarci della maggioranza, ma proprio perché è obbligatoria ha un valore ancora superiore questa unanimità. Il compito che ci ha affidato il consiglio comunale era verificare l’iter e i contenuti di alienazione della piscina Baldetti, al fine di verificarne correttezza e legittimità in ordine al pagamento dell’Iva e al pagamento di penali.
La Commissione ha analizzato i documenti che sono detenuti in un fascicolo presso l’Avvocatura Civica, in quanto è presente un contenzioso da gennaio 2013 con i privati, per cui questo fascicolo in realtà l’abbiamo avuto a disposizione per un periodo limitato. Hanno accolto il nostro invito la dottoressa Targa, l’avvocato Lembo, l’architetto Ferlin, l’ingegner Cavallaro, l’architetto Ronsisvalle, la dottoressa Raspi, la dottoressa Bravetti, l’ingegner Moscardi, la dottoressa Cittadin e la dottoressa Nicoli.
Abbiamo deciso di fare registrare le audizioni con i Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 28 Maggio 2014 16 dirigenti, al fine di tutelare i soggetti interessati e per garantire la massima corrispondenza dei verbali delle audizioni che sono frutto della trascrizione delle registrazioni delle sedute. L’iter storico lo conoscete perché alcuni Consiglieri qui presenti erano presenti anche nel 2003, quando viene messo nel programma triennale delle opere pubbliche la costruzione del nuovo polo natatorio.
Nel 2004 si mette a bilancio una cifra per espropri, dove ora sorge il nuovo polo natatorio, € 235.000; nel 2005 vi è la famosa delibera n. 23, approvata positivamente la proposta di project financing. Quella delibera conteneva ben 32 allegati, di cui più avanti parlerò.
Nel 2006 poi la Regione approva una variante urbanistica, a firma dell’allora Assessore Regionale all’Urbanistica, e il dirigente Moscardi a giugno firma la convenzione. Segretario Palazzollo, il segretario il dottor Palazzolo funge da notaio rogante dell’atto.
Nel 2009 le imprese, i privati depositano un piano urbanistico attuativo relativo all’area dell’ex Baldetti, ma ad aprile dell’anno successivo, del 2010, si registra un errore in mappali; a luglio del 2010 arriva una fattura da 3 milioni e 6 più Iva; ad aprile il Consiglio Comunale approva il piano urbanistico corretto dei vari errori. A marzo del 2012 arriviamo noi e ci viene chiesto, da un super emendamento del Sindaco, di mettere a preventivo, nel bilancio preventivo, la cifra dell’Iva.
Immediatamente il Consiglio Comunale ha stanziato la cifra. A ottobre del 2012 si paga l’Iva e viene ceduta la Baldetti con un atto dal notaio veramente contrastante: una parte dà un valore all’area, l’altra parte ne dà un altro. A gennaio 2013 inizia l’arbitrato che si chiude ad aprire, il mese scorso, con una condanna per l’Ente a pagare 1 milione 400 mila euro per il ritardo nella cessione della Baldetti, in vista di una penale contenuta in quella convenzione che in Consiglio Comunale è stata approvata.
Quali sono le riflessioni che questi 10 Commissari hanno fatto? Innanzitutto la disciplina del proprio financing è complicatissima e richiede competenze in discipline diverse: lavori pubblici, urbanistica, ma anche competenze ecomico-finanziarie. Competenze giuridiche per un contratto di notevoli difficoltà ed ammontare.
Difficilmente tutte queste caratteristiche risiedono in una persona sola e difficilmente un Consigliere Comunale, chiamato a votare una proposta con le 32 allegati di elevata complessità tecnica, potrà mai comprenderne appieno i documenti. È da porre in evidenza il potere deflagrante di quella clausola penale contenuta nell’articolo 19: per ogni giorno di ritardo nella consegna della Baldetti, dalla data di collaudo del nuovo polo natatorio, spendevamo… il valore dell’area veniva decurtato di € 3.600 .
Ma questo valore non aveva un limite massimo, quindi l’importo della piscina in realtà potrebbe essersi annullato o addirittura andare a superarlo, mentre c’è da dire che la penale che avevano i privati, contenuta nella stessa convenzione, se loro ritardavano era completamente diversa, ed era una penale dello 0,50% giornaliero con un ammontare massimo del 10% del costo dei lavori, quindi una sproporzione notevole.
A ciò si aggiunga la previsione dell’articolo 21 che prevedeva, nel caso in cui i privati andassero in default, che il comune si surrogasse con la banca finanziatrice dell’importo totale del debito. Cosa che sarebbe stata veramente poderosa.
Abbiamo fatto rilevare inoltre, data la complessità della materia, che non è mai stata creata una conferenza di servizi con tutti i dirigenti del comune, a cui spettano specifiche competenze, o perlomeno non è mai stato acquisito un parere legale o un parere finanziario in merito alla convenzione. Sicuramente poteva essere una cautela eliminare una proposta che non abbiamo visto, di eliminare quella clausola penale o di mitigarla, prevedendone un limite massimo. Non risulta agli atti alcuna proposta in merito.
Il nodo centrale, come vi ho detto, è il Comune avrebbe dovuto, da convenzione, cedere l’area dell’ex piscina Baldetti a Veneto Nuoto entro 30 giorni dalla data di emissione del certificato provvisorio di collaudo, che è avvenuto a maggio del 2010. La cessione dell’area, invece, avviene con la stipula del notaio il 17 ottobre 2012, circa due anni e mezzo dopo.
La questione Baldetti riguarda due ambiti principali: 1) urbanistico, in quanto il Piano attuativo urbanistico presentava un errore, compito della Commissione, naturalmente non formata da tecnici, non è stato quello di stabilire chi ha sbagliato, fatto sta che allegato alla Convenzione vi era una descrizione di mappali per 20.000 m²; invece nel 2010 i privati si accorgono che c’è un Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 28 Maggio 2014 17 errore: i metri quadri sarebbero stati inferiori.
Il Comune dice che in realtà sono stati invertiti dei mappali, fatto sta che il vero e proprio piano urbanistico attuativo viene presentato a dicembre 2010, si sollevano il Comitato della Commenda, c’è anche un Consigliere che propone degli emendamenti, e il 1º di aprile (bel pesce d’aprile) viene approvato dal Consiglio Comunale il Piano urbanistico attuativo.
Quindi in questo non vi è stato caso un lasso di tempo elevatissimo tra quella che è stata la presentazione del definitivo Piano Urbanistico a quello che è stata, invece, la volontà e il via libera del Consiglio Comunale. Dopo questo filone urbanistico, vi è un altro filone che conosciamo bene, che è quello relativo all’Iva. Nella Convenzione c’è scritto che 3 milioni e 615 mila e 200 euro oltre Iva sono coperti dalla cessione dell’area dell’ex Baldetti.
Ebbene, i privati a luglio del 2010 emettono una fattura da 3 milioni e 6 oltre Iva, per lavori di costruzione. Non è mai stato in discussione il fatto che questa fattura dovesse essere assoggettata ad Iva, è sicuramente da assoggettare ad Iva. In discussione sono state le modalità di pagamento della fattura, perché per una parte quella fattura andava coperta parte con la Baldetti e parte in contanti; per l’altra, per me invece, dalla dizione letterale della Convenzione tutto era coperto con un bene.
In ogni caso questo è un tema che viene giustamente demandato a organismi terzi, perché qui ne abbiamo già parlato e quindi vado a chiuderlo. In ogni caso abbiamo segnalato che sono apparse repentine e quanto mai particolari le forme di stanziamento dell’Iva, in quanto è stata stanziata in un Bilancio preventivo del 2012. Se davvero tale obbligo di pagamento dell’Iva sussisteva, ci siamo chiesti quando è nato questo obbligo di pagamento?
E’ nato con una convenzione firmata nel 2006, dove si prevedeva? È nato nel 2010 quando c’è arrivata una fattura da 3 milioni e 6 oltre Iva? Ma non riusciamo a comprendere come possa essere inserito in un bilancio preventivo e inserito, vi ricordo, il 19 marzo 2012, 6 giorni prima della discussione, inserito nel bilancio depositato per tutti, ma inserito con un emendamento a firma del Sindaco Bruno Piva.
Burocrazia sulle varianti urbanistiche e interrogativi sulle modalità di pagamento vanno avanti fino a marzo 2012, quando noi Consiglieri Comunali votiamo la messa a bilancio dell’Iva. Nonostante tutte le perplessità il Consiglio approva.
C’è subito da dire che non c’è nessuna responsabilità dei Consiglieri, in quanto sia la variante urbanistica del 2011, non appena viene proposta al Consiglio Comunale, viene subito approvata, e l’Iva, non appena viene proposta al Consiglio Comunale, dal Consiglio Comunale è subito approvata.
La sentenza del lodo arbitrale di aprile 2014 valuta che il ritardo non è di due anni e mezzo, ma lo restringe al solo periodo tra aprile 2011, data di approvazione della variante urbanistica sull’ex piscina Baldetti, allo stanziamento dell’Iva nel bilancio a marzo 2012, e stabilisce che il Comune deve pagare € 1.400.000 ai privati. Ho detto in breve qual è il nodo della questione. Il ritardo nella gestione dell’area Baldetti ha causato l’applicazione della penale e la condanna ad un pagamento in danaro.
Ho detto della sentenza del lodo arbitrale di aprile 2014 che ci obbliga a pagare € 1.400.000 e ho spiegato in breve le due questioni tecniche che hanno assorbito energie ad amministratori e funzionari comunali per diverso tempo. Le domande che ci siamo posti sono queste: a maggio 2010 è inaugurato il nuovo polo natatorio, essendo a conoscenza della presenza di una penale così micidiale, non si poteva cedere immediatamente la piscina Baldetti a dei privati e successivamente fare tutte le varianti del caso?
E successivamente pagare, come paghiamo dilazionata, l’Iva del caso? Ma intanto andavamo dal notaio e bloccavamo il decorrere della micidiale penale! A maggio 2013 vi è un verbale d’accesso della Guardia di Finanza in Comune di Rovigo per un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica, per questo motivo riteniamo innanzitutto di aver svolto il nostro lavoro, nonostante continue riflessioni da parte di terzi sulle possibilità che noi intralciassimo eventuali azioni.
Siamo andati avanti e per questo motivo riteniamo sia giusto che i Consiglieri di questo Comune, organo di indirizzo politico e di controllo, non possano nascondere la testa sotto la sabbia, per questo abbiamo deciso di depositare la relazione, abbiamo deciso che il Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 28 Maggio 2014 18 nostro lavoro, comprese le audizioni e tutti gli allegati, vadano trasmessi alla Procura della Corte dei Conti affinché ne prenda esame e alla Procura della Repubblica che ha già aperto il fascicolo.
Grazie a tutti.