Grazie Presidente. Grazie a tutti per essere ancora qui a quest'ora. Saluto anche i cittadini che sono oggi qui presente.
Speriamo con questo dibattito su questa mozione di riscattarci un pochino come politici perché, devo dire la verità, che la discussione sul punto precedente non ha dato una prova di concretezza tale nei confronti di chi oggi ci sta guardando e ci sta ascoltando. E speriamo di riprenderci nel voto di questa mozione. Avevo già preannunciato nel corso dell'altro Consiglio Comunale la presentazione, che infatti è avvenuta il giorno successivo.
Prima di leggere questa mozione, perché credo che sia importante anche leggerne il testo per evitare fraintendimenti, volevo fare una qualche considerazione di carattere generale. Si parla moltissimo in questo periodo della Convenzione di Aarhus, che è una convenzione che è stata sottoscritta nel 1998 sotto l'egida della Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite nella città appunto danese di Aarhus.
Questa convenzione è entrata in vigore nel 2001 ed è stata ratificata con una legge del nostro paese che è la legge del 16 marzo 2001 n. 108. Che cosa dice a grandi linee questa Convenzione di Aarhus, che sicuramente è più complessa?
Che praticamente i cittadini hanno diritto all'accesso alle informazioni ambientali, alla partecipazione ai processi decisionali in materia ambientale e l'accesso alla giustizia in caso in cui non siano garantite la partecipazione e l'accesso in materia ambientale, e quando sia la disciplina ambientale. E quindi questi, accesso all'informazione ambientale, partecipazione ai processi decisionali, accesso alla giustizia, sono riconosciuti come diritti degli individui che devono essere rispettati.
Quindi anche la nostra legislazione si è adeguata a questi principi. Perché parto da queste osservazioni sui principi appunto della Convenzione di Aarhus?
Perché noi, con l’approvazione da parte della Regione del Veneto dell'autorizzazione alla costruzione di un impianto di biometano a Sarzano, ci siamo trovati in una situazione in cui sicuramente ai cittadini non è stata concessa la partecipazione al processo decisionale, perché si è trattata di una decisione che è giunta quando di fatto nessuno era a conoscenza dell'avvio di questo procedimento e anche il Consiglio Comunale di Rovigo ne è venuto a conoscenza successivamente.
Abbiamo cercato in un qualche modo di tamponare questo problema, quantomeno con l'accesso alle informazioni, ed è stato così che, su impulso della minoranza, è stato comunque convocato un Consiglio Comunale, che è quello del 17 febbraio scorso, a cui hanno partecipato anche rappresentanze dei cittadini, in cui sono intervenuti anche dei rappresentanti delle categorie soprattutto degli agricoltori, ma anche degli imprenditori, insomma c'è stato un dibattito, e anche dei tecnici regionali.
Quindi in quel contesto sono state veicolate maggiori informazioni. Ma qual è stato, rispetto a chi ha partecipato, intendo i cittadini, che tipo di percezione hanno avuto di quel Consiglio Comunale?
Io ho letto qui qualche stralcio di dichiarazioni alla stampa, articoli che sono usciti dopo il Consiglio Comunale del 17 febbraio “Biogas: ascoltate i cittadini”, “Parole dure; chiediamo agli amministratori di smettere di ignorare i cittadini e di affrontare seriamente le problematiche che abbiamo sollevato”; parole dure che vanno di pari passo con gli affondi diretti sia alla maggioranza che all'opposizione per il dibattito avvenuto in Consiglio, rispetto al quale esprimono forte disappunto per la scarsa considerazione riservata alle preoccupazioni della Comunità, al punto di scrivere “Nonostante il nostro impegno e la nostra presenza, gli amministratori hanno dimostrato più attenzione a rimpallarsi le responsabilità tra Giunta e opposizione, piuttosto che affrontare concretamente le criticità sollevate dai cittadini.
Il Consiglio Comunale è stato caratterizzato da un lungo e inconcludente scambio di accuse tra le due fazioni politiche, che si sono vicendevolmente imputate la mancata comunicazione alla cittadinanza”: questo era uno degli articoli. Poi vedo nel Gazzettino “Tensione e malcontento a Sarzano per il progetto dell'impianto di biometano.
Nonostante la folta partecipazione della comunità, con molti cittadini che hanno preso permessi di lavoro per essere presenti, l'Assemblea si è rivelata un'occasione mancata: siamo stati lasciati in disparte senza risposte concrete alle nostre domande”, denuncia il Comitato. Io l'altra volta avevo preannunciato il deposito di questa mozione e avevo detto che la politica, e noi qui che stiamo facendo politica, ha un obbligo, che è l'obbligo di provare a trovare delle soluzioni.
Questa è una riflessione che ho fatto l'altra volta e ripropongo in questa sede. Deve essere una riflessione trasversale, maggioranza e opposizione. Non serve a niente a questo punto che riprendiamo questa polemica, “Sei stato tu”, “E’ stato colpa di Tizio piuttosto che Caio”.
Vediamo, nei limiti del possibile, di provare in un qualche modo a dare un cenno di riscontro, o comunque di attenzione, a quelli che sono i problemi sollevati dai cittadini che si sono lamentati di questa situazione, ovverosia di una decisione che è stata presa sulle loro spalle senza praticamente essere stati informati, e che in questo momento non hanno altre alternative se non quella di fare un ricorso alla giustizia amministrativa, il terzo di questi principi capisaldi di questa convenzione di Aarhus.
Anche il ricorso alla giustizia amministrativa è un diritto. Non ci sono in questo momento delle alternative. Si è creato un Comitato spontaneo, che è quello di Sarzano, il quale ha chiarito che sono al di là di ogni collocazione politica e partitica.
Ci tengono a precisare questa cosa e non vogliono in alcun modo essere associati ad una parte politica piuttosto che all'altra. Cosa chiedono? Chiedono attenzione e soprattutto hanno fatto anche una petizione nella quale chiedono un contributo per poter effettivamente affrontare le spese legali di questi, dell'accesso alla giustizia amministrativa che in questo momento è l'unica soluzione che loro possono provare a praticare.
Quindi massimo rispetto per i cittadini che decideranno di sottoscrivere questo ricorso, che non sappiamo se sarà un ricorso al TAR o ricorso straordinario al Capo dello Stato, non importa, però nel momento in cui verrà avviato questo ricorso, anche il Comune di Rovigo verrà notiziato, nel senso che il Comune di Rovigo è uno degli Enti che sono stati coinvolti in questo percorso, è un vero e proprio iter; verrà notiziato con una notifica e a questo punto il Comune di Rovigo potrà prendere una decisione, possiamo dire anche a livello politico, su come gestire la propria partecipazione a questo iter non più amministrativo ma giudiziale.
Verrà notiziato ai sensi dell'articolo 27 del Codice della Giustizia amministrativa. Cosa potrebbe fare il Comune di Rovigo?
Il Comune di Rovigo, e questo è il senso di questa mozione, potrebbe decidere non di aderire ad eventuali rilievi in ordine a quello che è stato il parere già dato dal Comune di Rovigo, perché il Comune di Rovigo si è già espresso positivamente, però potrebbe decidere di appoggiare la posizione giuridica dei ricorrenti rispetto a eventuali altri vizi di legittimità riscontrati durante l'iter amministrativo.
Come dire: uno degli Enti ha dato un parere che crea dei problemi di legittimità, benissimo, il Comune di Rovigo potrebbe costituirsi all'interno di questo ricorso e dire “Vabbè, mi sta bene, hanno ragione sotto un certo profilo. Quella parte del parere dato dall’Ente X piuttosto che Y, presenta dei profili di illegittimità”. Questo che cosa comporterebbe per il Comune di Rovigo?
Nessun tema di soccombenza nelle spese, perché il Comune di Rovigo interverrebbe in quanto soggetto notiziato, però potrebbe far sentire il proprio peso come Amministrazione a fianco dei cittadini.
E’ una sorta come di riparazione postuma, cioè o ormai le cose sono andate in un certo modo, ne dobbiamo prendere atto, ma io credo, e sono convinta di questa cosa, che la partecipazione del Comune di Rovigo a fianco dei cittadini che decideranno di fare questa impugnazione potrebbe essere un segnale molto importante, un segnale che la politica dà successivamente, però si è fatta carico di un problema. Che cosa possiamo aggiungere a questa riflessione?
Possiamo dire che questo è anche un modo per far vedere che la politica, se vuole, può dare delle risposte.
I pareri che sono stati dati, perché ci sono sempre dei pareri tecnici che vengono accompagnati alle mozioni, sono dei pareri tecnici corretti, nel senso che è evidente che l’Avvocato dell’Avvocatura Civica non mi può dire adesso “Va bene”; dice “E’ generico, non sappiamo ancora se qualcuno impugnerà, non sappiamo ancora quali potrebbero essere i vizi di legittimità che vengono sollevati”, ma non dice “Non si può fare”.
Lo stesso Segretario Generale con una certa prudenza dice “E’ generica, non lo sappiamo se qualcuno impugnerà. In questo momento non posso dire se la cosa possa essere perseguita o meno”, ma non dice “Non si può fare”. L’Ingegner Rizzi dice solo una cosa, ovverosia “Quando io richiamo il Testo Unico delle leggi sanitarie, non si tratta di un’impresa di quelle inquinanti, però esiste la possibilità da parte del Comune di Rovigo di effettuare sempre un controllo di salubrità”.
Quindi anche quelli che sono i pareri tecnici dati a questa mozione, non sono pareri che vanno a inficiare la correttezza della mozione stessa. E’ una mozione sostanzialmente di carattere politico. Il Comune deve decidere a un certo punto se in un qualche modo, e seppure successivamente, mettersi a fianco dei cittadini.
Quindi io adesso volevo magari rileggere insieme a voi il testo di questa mozione, in modo che tutti insieme la ponderiamo, e io mi auguro veramente che a questa mozione possa essere data una risposta positiva, perché in questo momento è l'unica possibilità che abbiamo di farci sentire vicino ai nostri cittadini e vicino alla gente. Non abbiamo altre alternative. La leggo e vediamo un po’ insieme.
Se avete anche dei dubbi, sono disponibile a chiarirli.