Grazie Presidente. Buongiorno a tutti. Avrei voluto iniziare magari proprio dal mio Presidente, però lo spunto per iniziare la discussione me l'ha data il presidente dell’ATO, Valentini, per cui mi sono preso nota di alcune sue affermazioni che in qualche maniera mi lasciano perplesso.
12 Ricordava Valentini che qualche anno fa sui giornali si riportava la nostra posizione rispetto ai costi per l'acqua, e noi eravamo ai primi posti, che quando c'è stata la variazione dell'aumento tariffario nel 2006, in qualche maniera si è voluto prendere atto di un dato di fatto e si è voluto premiare quelle fasce sociali, cosiddette deboli, diminuendo la prima fascia, quella dei 9 m³. Allora, intanto ricordo a Valentini che la prima fascia di 9 m³ al mese corrisponde a 300 l al giorno.
300 l al giorno vuol dire eventualmente premiare anche, faccio un esempio, un direttore di un'azienda, che magari vive da solo per scelta personale, e che può sperperare il bene comune acqua, perché può arrivare fino a 300 l al giorno pagando 0,34 di costo. Vorrei sempre ricordare a Valentini che sì, si è diminuita la prima fascia di consumo di 0,15 centesimi, ma contestualmente si è aumentato di 0,15 centesimi la fognatura, cioè lo scarico e la depurazione.
Per cui, di fatto… Ho detto che si è diminuito il costo per la prima fascia di consumo di 0,15 centesimi, ma contestualmente si è aumentato della stessa cifra scarico e depurazione. Per cui, di fatto, non c'è stato nessun tipo di conseguenza per le famiglie che superano i 300 l al giorno.
La conseguenza, invece, è che, visto che le famiglie che superano i 16 m³ al mese, pagano l'acqua ad 1,98, cioè 0,43 in più, si è voluto penalizzare, cioè voluto… implicitamente si sono penalizzate queste fasce, che sono secondo me le più deboli, molto più deboli di chi ha una pensione, al giorno d'oggi, che almeno ce l’ha, rispetto ad una famiglia numerosa, magari con 3 o 4 figli a carico, e che magari non ha la certezza dello stipendio a fine mese.
Perché, e ricordo a Valentini che se noi tenessimo conto di un consumo medio anche di minima, 150 l, una famiglia che ha sei componenti, pagherebbe dieci, undici, dodici volte in più, di sei nuclei familiari di un componente.
E allora, se noi andiamo a vedere alcune risposte che sono state date al mio collega, e che ci dicono che c’è il 18% di utenze non domestiche non allacciate alla fognatura pubblica, vuol dire, che noi, con quell'aumento lì, abbiamo dato indietro dei soldi a delle aziende, facendo pagare invece lo 0,43 a delle famiglie numerose, al metro cubo 0,43. E questa è una.
Qui, l’anno scorso, all'unanimità è stata approvata una mozione in cui le si chiedeva, chiedeva proprio a lei, Presidente Valentini, di avere maggiore attenzione a quelle famiglie numerose, per cui -il discorso che facevo prima- pagavano... pagano l'acqua dieci, undici, dodici volte in più rispetto ad altre che hanno lo stesso consumo pro capite, e per le famiglie che avessero portatori di handicap.
Mi ricordo che abbiamo parlato proprio io e lei, in Provincia, di queste situazioni anomale, e le ho anche detto: “Ma non è possibile che, chi vuole fare l'interesse comune, l'interesse collettivo, non si ponga il problema, che se c'è una tariffa agevolatissima, quella ad uso zootecnico, a fascia unica, e ce n'è un'altra che avete inventato voi, pochi anni fa, quella per il lavaggio delle verdure, a fascia unica, non ci debba essere una tariffa che va a garantire il bene essenziale per i Comuni, che è la risorsa umana?” Lei mi ha detto: “Ma bisognerebbe vedere se poi hanno reddito o non hanno reddito”.
L’acqua è un bene comune! Cioè, non è possibile che ci sia uno che la deve pagare dieci, undici volte di più rispetto ad un altro, consumando lo stesso quantitativo! Non è possibile!
Allora, sempre sulle richieste fatte dal mio collega, vedo per esempio che ci sono solamente 496 nuclei domestici che superano il metro cubo al giorno.
Io le avevo fatto, personalmente, sempre in Provincia, una proposta: si potrebbe andare incontro alle esigenze delle famiglie numerose, perché mi ricordo che c'era stata… c'è stato un intervento anche dall'Assessore Valdegamberi, che chiedeva un attimo di attenzione a queste problematiche, e l’avevo detto: “Perché non equiparare le famiglie numerose…?” E bisogna interpretare il termine “numeroso”, perché numeroso, che cosa vuol dire? E’ soggettivo!
Numeroso potrebbe essere… è un qualcosa che va al di sopra, o che moltiplica per due almeno quella che è la normalità. La normalità in Polesine è 2,8 - 2,9 componenti i nuclei familiari. Per cui, chi dovesse arrivare a sei componenti il nucleo familiare, potrebbe essere considerata famiglia numerosa.
Allora, queste famiglie in tutto il Polesine sono 1320 - 1330, non di più, per cui non ci sarebbe una grossa difficoltà da parte sua, come Autorità d'Ambito, e da parte di chi gestisce anche, di trovare una soluzione. Potrebbe essere, come per i condomini, che chi ha sei componenti o nove 13 componenti, o addirittura dodici (mi sembra che sarebbe un po' difficile) comunque chi supera i sei, potrebbe avere un numero di concessioni pari a quello che è il moltiplicatore.
Cioè sei: due concessioni, nove: tre e così andando! E si andrebbe ad abbattere un attimo un 20, un 25% del costo totale dell'acqua. Oppure, visto che -ripeto- sono solo 496 le famiglie che superano il metro cubo al giorno, si potrebbe pensare per chi supera i tot m³, la fascia di 30, un abbattimento della tariffa.
Io non penso che uno, per risparmiare, butta via l'acqua, fino ad arrivare a 35 - 36 m³ al mese. Potrebbe essere una soluzione anche quella lì. Oppure pensare, come per il lavaggio delle verdure, ad una tariffa ad hoc per le famiglie numerose.
Premiare i virtuosi. Ho capito! Però è anche ipocrita il discorso.
Perché, se noi abbiamo ipotizzato a suo tempo che si saranno interventi per € 240 milioni per rifare le reti idriche di tutto il Polesine, che poi è stato ridotto a metà mi sembra, se ci fosse virtuosismo da parte di tutti i soggetti interessati, quando mai recupereremo noi quelle cifre lì? Cioè, non riusciremo a portare a termine la nostra mission!
Non voglio entrare nel merito di quello che è il discorso della retroattività o meno, perché penso che sia la legge che debba stabilire se è o non è possibile la retroattività. Però le faccio una domanda: allora, intanto, visto che noi paghiamo l'acqua a fasce, il presupposto per cui si paga a fasce è proprio il fatto di avere attenzione al consumo!
Se noi avessimo veramente attenzione al consumo, avremmo veramente difficoltà, ripeto, ad arrivare a quello che ci serve per completare la risistemazione di tutte le reti idriche. E comunque, il presupposto è anche che io, per avere attenzione, devo sapere quello che consumo. Se lei mi fa l'aumento oggi di quello che ho consumato un anno fa, come faccio avere attenzione al mio consumo?
Non lo posso più fare. Altri dati importanti che vedo, così, sfogliando le risposte che sono state date, riguardano gli insoluti. E vedo che c'è un dato che mi fa spavento: praticamente il 28% degli insoluti riguarda il Comune di Rovigo.
Cioè, il 28% di tutti gli insoluti generali che abbiamo noi come Polesine Acque, riguarda il Comune di Rovigo, perché il Medio Polesine ha il 31,1% e Rovigo ha il 28%. Siccome poi, alla fine, siamo noi che per le situazioni, quelle più penose, dobbiamo rispondere, mi chiedo come mai il Comune di Rovigo ha una percentuale così alta di insoluti?
Ripeto, le famiglie numerose, quelle che ricevono fatture da 250 - 300 e anche più, non riuscendo a pagare, vanno a battere alla cassa dei Servizi Sociali, per cui ci troviamo noi, fra coppa e collo, a farci carico di situazioni che sono un po' dubbie! Personalmente ritengo che… E poi, dato che ci sono, vorrei... ho visto casualmente la nuova Carta del Servizio Idrico Integrato, ho dato un'occhiata e ho visto che sono sparite delle cose che all'epoca effettivamente mi avevano dato un po' da pensare in negativo.
E sono contento che sia così! Però, la domanda è: come mai a suo tempo l’ATO aveva accettato delle proposte che partivano da Polesine Servizi di allora, e adesso non ne tiene più conto? Entro nello specifico, io ho fatto per 15 anni il recupero crediti, e alla fine degli anni ‘90, i primi anni del 2000, avevo fatto una proposta all’allora mio dirigente, che era Ceccolin, di chiedere che per i fallimenti venisse instaurata una tariffa.
Poi improvvisamente non se n’è saputo niente, per tre anni è andato nel dimenticatoio e poi riappare questa proposta, però estesa a tutte le morosità, a qualsiasi titolo. Il che ha suscitato un attimo di imbarazzo da parte nostra che dobbiamo operare, e soprattutto da parte di chi si trovava a dover rispondere anche per delle cifre risibili, di un ripristino, si parla di € 258,00 che sono stati poi portati negli anni a € 256,00. Nella nuova Carta del Servizio Idrico non trovo questa voce.
E allora voi, quando avete approvato quella roba, sapevate che cosa approvavate? Un’altra cosa -che fa il paio con questa- riguarda il discorso delle perdite occulte. Allora, sempre in quest'Aula, su mia richiesta, è stata approvata, nel 2002 o 2003, una richiesta per aderire ad una sorta di assicurazione, perché c'era l'idea di azzerare lo sgravio.
Cioè, noi abbiamo sempre concesso sgravi per rotture dell'impianto interno, improvvisamente usciva la notizia che non c'era più la disponibilità, allora per salvaguardare abbiamo chiesto che venisse proposta una specie 14 di polizza. Non se n’è ha parlato per un paio di anni, poi improvvisamente è apparsa ‘sta storia. Questa però ha provocato un altro dramma, perché all'inizio, visto che nessuno poteva aderire dall’oggi al domani, c'era bisogno di conoscere i presupposti, all'inizio eravamo tutti scoperti.
Poi si è rimediato così, col tempo. Però all'inizio di fatto c'erano 90.000 utenti domestici scoperti e vi ricordo che si parla di € 1 milione, solo per le fughe domestiche. Per adesso mi limito qui.