Approvazione schema di “accordo di definizione stragiudiziale” tra il Comune di Rovigo, l’Istituto Rodigino di Assistenza Sociale e la Regione del Veneto in merito alla controversia pendente avanti al Consiglio di Stato R.G. 3890/2024 (PDLC87)
Consigliere Lista Civica Per Rovigo Edoardo Gaffeo
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Grazie Presidente. Molte cose sono già state dette, quindi magari mi concentrerò su altri passaggi e alcune purtroppo mi ripeterò.
Io fin dall'inizio effettivamente vorrei ripetere i ringraziamento e i contributi dei tecnici, perché molte informazioni sono riportate agli atti, e soprattutto un apprezzamento per il parere legale dell’Avvocato Trovato dove, non so se, quando sarà reso disponibile, non secretato giustamente, conterrà diverse considerazioni anche sul ruolo dell’Amministrazione precedente, su cui credo che immaginiate qualcosa voglio spendere.
Signora Sindaco lei, all'interno del suo passaggio ha affermato in maniera chiara che “il Comune non può andare oltre certi limiti”. Certo, questo era il dato fondamentale che abbiamo cercato di comunicare per anni, che l’Amministrazione Comunale deve operare all'interno di un regime di convenienza e di sostenibilità, per cui l'erogazione di 3.200.000 euro, seppur accantonati con principio di cautela, non era un approccio sostenibile, ma non solo.
Quello che è già stato fatto osservare è che la forma transattiva che qui viene proposta è possibile formalmente, giuridicamente ed amministrativamente, solo a seguito degli atti eseguiti dall’Amministrazione precedente, sennò proprio non saremmo neanche qui a discuterne. Non solo.
Un terzo punto è che qui prendiamo atto quanto per anni abbiamo sostenuto, cioè che una qualsiasi forma di accordo che il Comune possa prendere in considerazione non può prescindere da un impegno della Regione Veneto, che io definirei in atti e in sostanza, cioè la Regione Veneto deve deliberare quanto di sua competenza, e faccio riferimento al cambiamento di destinazione d'uso su cui ci sono delle forme di impegno, e deve contribuire in solido a una gestione che, mi affianco alla richiesta ovviamente fatta a nome del gruppo di una Commissione d’inchiesta, ma dire che qui i ruoli siano univocamente e le responsabilità da attribuire a qualche parte e non qualcun'altra, sarebbe discutibile.
E’ già stato citato, però che la mozione Aretusini-Chendi forse del tutto priva di alcun senso, è agli atti, anzi credo che dovreste ringraziare se delle forme di responsabilità sono state evitate a qualcuno, ma comunque andiamo avanti. Dal punto di vista strettamente politico, a me verrebbe da farmi una domanda: ma scusate, ma come mai fino a tre anni fa la Regione Veneto sosteneva che tecnicamente e giuridicamente alcune cose che adesso sono agli atti non erano tecnicamente sostenibili?
E questo ha reso praticamente quasi ingestibile qualsiasi forma di accordo. Anche IRAS stesso, a partire dagli importi, sosteneva che il proprio piano di risanamento aveva delle condizioni al di sotto delle quali non si poteva andare. Non solo, con scadenze ripetutamente minacciate, ma il risultato è che qui a 3-4 anni di distanza, siamo ancora a tornare su quello che inizialmente avevamo detto “Scusate, iniziamo a discutere di questi 3-4 punti?
Che è l'importo, la destinazione d'uso, gli oneri a carico della Regione”. Questo è il nodo attorno al quale minimo si può iniziare a discutere. Questo è su quello che è chiaro.
Adesso iniziamo su quello che non è chiaro. Non ritorno sulla questione fiscale dell'IVA, non sono un fiscalista, ma che ci siano pareri chiaramente non ambigui e soprattutto che non ci siano pareri sugli atti del Comune, mi pare chiaro.
Io rispetto, anzi apprezzo lo sforzo fatto da IRAS di esprimere un proprio parere, che in fase di contenzioso ci si faccia il nostro parere e non quello della controparte, lo troverei minimo minimo doveroso, anche perché è vero che l'accordo è tombale, ma fra le parti, non a fronte di eventuali richieste dell'Agenzia delle Entrate. Non entro nel merito del futuro di Casa Serena. Se ne è accennato precedentemente.
Il cambio di destinazione d'uso comporta anche una ridefinizione dei posti letto che vanno a carico di chi? Che in qualche maniera sono ancora vincolati a quell'immobile e riguardano la capacità complessiva del servizio da offrire. Rimarranno nel pubblico, vengono ridefiniti?
Non è una cosa che rientra nelle mie competenze. Il piano di risanamento di IRAS, se ne parlava adesso, anch'io ho appreso dalla stampa che ci sono delle ricadute sugli accordi con i lavoratori. Il piano di risanamento e la condivisione del piano di risanamento, soprattutto nell'ipotesi che venga sciolto il commissariamento e quindi l’Ente passi direttamente alla gestione di un Consiglio di Amministrazione nominato da questa Amministrazione Comunale, credo sia una condizione non irrilevante.
Da ultimo, l’impegno della Regione. Io ringrazio la Regione per aver sciolto i dogmi insuperabili che erano presenti per creare qualche problema politico. Signor Sindaco, io la ringrazio per aver espresso la sua opinione sull'imparzialità dell'atteggiamento della Regione nei confronti della questione.
Mi pare oggettivo che non sia così, cioè il fatto che adesso sia possibile qualcosa che prima tecnicamente veniva considerato nemmeno considerabile, mi pare che si sia voluto creare per la città di Rovigo un problema che poteva essere affrontato meglio e in maniera più efficiente.