Persona · attività documentata

Edoardo Gaffeo

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
874
Sedute con interventi
68
Interventi con video
6

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

SindacoDal 26 giugno 2019 al 14 febbraio 202464 osservazioni documentali
ConsigliereDal 15 luglio 2024 al 17 febbraio 20256 osservazioni documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

16 novembre 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

12 interventi
Intervento n. 106
Pagina 24
Punto 3

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 360 del 29.09.2022

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente. La ratifica in oggetto fa riferimento ad una decisione della Giunta di procedere a delle variazioni di bilancio d'urgenza, perché collegate a un beneficio di un contributo regionale che deve essere necessariamente lavorato da parte dell’Amministrazione per procedere all'impegno, alla liquidazione e alla rendicontazione alla Regione stessa dei contributi.

Sto facendo riferimento a tre operazioni: una prima operazione di stanziamento in entrata per 89.993,60 euro di un contributo regionale vincolato per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione da destinare a contributi a famiglie; di un'integrazione di 4.839,04 euro per uno stanziamento in entrata relativo a un contributo da privati ai servizi sociali, in particolare un rimborso da ANCI Società anonima srl per la gestione di domande di bonus energetico, da destinare ai contributi economici per persone indigenti; ed una riduzione di 14.766 euro dello stanziamento della spesa relativa al contributo di indigenti anziani ricoverati in Istituti, destinando tale somma - quindi è una riallocazione nell'ambito del settore sociale - destinando tale somma ad integrazione della spesa relativa al trasferimento a USL 5 Polesana per le funzioni delegate socio assistenziali a valere sull'anno 2022.

Quindi c'era un risparmio di spesa su un capitolo, che è stato immediatamente girato su un capitolo sempre dei servizi sociali, a supporto del trasferimento che il Comune di Rovigo deve fare per il finanziamento delle funzioni delegate socio assistenziali. Queste sono le tre manovre che la Giunta ha dovuto effettuare d'urgenza per i motivi che ho già indicato in precedenza, e quindi viene sottoposta all'attenzione del Consiglio Comunale per la ratifica. Grazie.

Intervento n. 133
Pagina 27
Punto 4

Presa d’atto del Consiglio Comunale in merito ai prelevamenti dal

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente. La presa d'atto in oggetto fa riferimento ad una richiesta di prelevamento dal fondo di riserva proveniente dal settore sport per la gestione di un rinnovo di convenzione con l’Amministrazione Provinciale per l'utilizzo delle palestre di proprietà della Provincia in orario extrascolastico.

Come sapete, esiste una rapporto di collaborazione fra Amministrazione Provinciale e Amministrazione Comunale per mettere a disposizione le palestre per le Società e Associazioni sportive presenti sul territorio. Ovviamente, per poter accedere agli spazi di proprietà provinciale, è necessario avere una convenzione che regola il dare e l’avere, e nell'ambito del dare e dell’avere ci sono anche i rimborsi spese per le spese vive di gestione sostenute da parte del proprietario.

Questa convenzione è scaduta a giugno del 2022. E’ stato fatto un riconteggio. C’è stata un'interlocuzione con la Provincia, e la cifra complessiva che dobbiamo stanziare a valere sull'intero 2022 è di 36.000 euro, così scomposta e scomponibile: 24.000 euro ad integrazione del dovuto per il periodo gennaio-giugno 2022 in seguito ad un riconteggio che è stato effettuato e vistato dagli uffici dell’Amministrazione Comunale, e una cifra di 12.000 euro a copertura del periodo dal 1° settembre al 31.12.2022.

Questo copre quindi l'intero ammontare del 2022. Siccome questa cifra non era disponibile in un apposito capitolo di spesa, è stato quindi disposto il prelevamento dal fondo di riserva e viene sottoposta alla presa d'atto di questo Consiglio per questa operazione. Grazie mille.

Intervento n. 136
Pagina 28
Punto 5

Presa d’atto in merito alle deliberazioni di variazione di bilancio

Sindaco

Leggi intervento

Questa è una presa d'atto un pochino più complessa perché fa riferimento a sei variazioni di bilancio, che elenco molto velocemente. La prima è relativa ad una riduzione per quanto riguarda l’annualità 2022 di una cifra di 6.200 euro per lo stanziamento del capitolo di spesa denominato “Retribuzioni personale di ruolo”, destinando a tale somma ad un capitolo di spesa di nuova istituzione denominato “Prestazioni professionali specialistiche per anagrafe e demografici”.

Quindi è tutto nell'ambito della sezione demografici e anagrafe, a copertura di rapporti di lavoro, con un risparmio di spesa sul rapporto di lavoro dipendente e un trasferimento per motivi di urgenza su un rapporto di lavoro di natura temporanea.

Il secondo riguarda una riduzione di 16.300 euro di uno stanziamento di spesa del personale, in questo caso di ruolo del settore tributi, quindi un'operazione simile a quella che ho appena illustrato, solo che in questo caso è nel settore tributi, quindi stiamo parlando di 16.300 euro in riduzione, e questa somma viene destinata a spese per personali interinale sempre nell'ambito del settore tributi per il periodo che va dal 1° settembre 2022 al 31.12.2022.

La terza riguarda una riduzione di 10.000 euro dello stanziamento di un capitolo vincolato relativo a spese per Coro ed Orchestra, siamo quindi nel settore cultura, con la destinazione contemporanea di questa cifra a un capitolo vincolato relativo all'IVA a debito per servizi imponibili del Comune del settore teatro, quindi sempre nell'ambito dello stesso settore.

La quarta è una riduzione di 13.141,40 euro relativo ad un capitolo di spese per lavoro interinale del nido, destinando tale somma a spese per il personale a tempo determinato, sempre nell'ambito del settore nido. Quindi stiamo parlando di settore risorse umane in questo caso.

Infine la quinta e la sesta sono una riduzione di 1.000 euro su uno stanziamento del capitolo di spesa relativo a spese per personale di ruolo, risorse umane, destinando a tale somma a risarcimento, al fine di garantire la copertura finanziaria per maggiori oneri su interessi e rivalutazione monetaria per un contenzioso di lavoro promosso contro il Comune di Rovigo presso la Corte d’appello. C’è un contenzioso e quindi è necessario porre questa spesa.

Sesta e ultima, e poi mi taccio, stiamo parlando di una riduzione di 6.100 euro di contributi per agevolazioni sociali TARI, da destinare a rimborsi di tributi, in quanto alcuni utenti che avevano diritto alle agevolazioni hanno pagato comunque le rate pervenute nel corso dell'anno, e risulta necessario procedere al relativo rimborso. Queste sono le sei variazioni di bilancio che sono state adottate. Grazie.

Intervento n. 137
Pagine 28–29
Punto 5

Presa d’atto in merito alle deliberazioni di variazione di bilancio

Sindaco

Leggi intervento

Anche questa è una presa d'atto e quindi il Sindaco ha illustrato il merito di queste sei variazioni di bilancio che sono oggetto di questa presa d'atto di questa delibera.

Intervento n. 138
Pagina 29
Punto 6

Determinazione dei criteri di tariffazione di accesso e uso del Tempio

Sindaco

Leggi intervento

Passiamo al sesto punto all'ordine del giorno “Determinazione dei criteri di tariffazione di accesso e uso del Tempio La Rotonda (Chiesa della Beata Vergine del Soccorso)”. Illustra la delibera l’Assessore Tovo, prego.

Intervento n. 168
Pagina 40
Punto 6

Determinazione dei criteri di tariffazione di accesso e uso del Tempio

Sindaco

Leggi intervento

Se posso, solamente per aggiungere. C’è una dichiarazione fatta dal Presidente del Sindacato del Tempio e dal Vice Presidente che parla di 4.000 presenze al mese. E’ una dichiarazione fatta direttamente da loro.

Quindi la stima che ha fatto l’Assessore è una stima assolutamente conservativa rispetto a questi nomi. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 182
Pagine 44–46
Punto 6

Determinazione dei criteri di tariffazione di accesso e uso del Tempio

Sindaco

Leggi intervento

Intanto grazie del dibattito. E’ un dibattito molto interessante. Io credo che i punti principali siano stati toccati, cioè noi abbiamo la necessità di valorizzare dal punto di vista turistico e anche culturale della nostra città.

Rifiuto categoricamente l'idea in base alla quale noi siamo antropologicamente diversi o inferiori rispetto ad altre città, anche più famose di Rovigo.Se ci riempiamo di orgoglio per la bellezza dei nostri luoghi, non possiamo dire poi che siamo diversi rispetto ad altre città. Non c'è solo Venezia, il biglietto non si paga solo a Firenze, si paga anche a Ravenna, si paga a Pisa, si paga a Siena, si paga in città che sono assimilabili alla nostra storia, alla nostra cultura e al nostro valore.

Il motivo per cui noi abbiamo proposto questa modifica della modalità è molteplice: da un lato, come sapete perfettamente, il modo in cui in questo momento un bene di natura pubblica, cioè una chiesa di proprietà dell’Amministrazione Comunale viene gestita, non è più percorribile. Il Sindacato del Tempio è un soggetto che non ha una sua ragione autonoma dal punto di vista legale.

E’ un soggetto che è ereditato nell'ambito della normativa da un mondo che non esiste più; in questo momento non ha una sua natura dal punto di vista legale, non sappiamo nemmeno definirlo; non è un Comitato, non è una Società, non è un Ente, non è nulla. E’ una tradizione. E’ necessario, con l'arrivo della legge sul terzo settore, mettere mano in maniera radicale a questa situazione, ne siamo tutti consapevoli, anche i componenti del Sindacato del Tempio ne sono perfettamente consapevoli.

Devo dire che questa cosa è stata affrontata anche ovviamente con il Vescovo, con la Curia, perché nonostante la Chiesa sia totalmente gestita dall’Amministrazione Comunale tramite il Tempio, è evidente che è un dialogo avviato anche con le Autorità ecclesiastiche in città. Ne siamo tutti assolutamente consapevoli. Quindi quella è una strada obbligata.

In questo momento il Tempio con il nuovo Regolamento e con la nuova legge sul terzo settore non può... A che titolo dal punto di vista fiscale accetta delle donazioni? A che titolo?

Proprio fiscalmente a che titolo? E come può poi reimpiegarle nell'ambito della gestione di un bene di proprietà del Comune di Rovigo? Quindi questa cosa qui va sistemata, non ci sono alternative.

Bisogna farlo molto rapidamente perché abbiamo la necessità di chiudere l'intero pacchetto, perché non è questo l'unico motivo per cui stiamo ragionando in questo modo. L'altro motivo è stato abbondantemente spiegato dall’Assessore Tovo, che ringrazio molto per il lavoro che ha fatto fino a questo momento e per l'impegno che sta approfondendo in questo tipo di attività, perché noi abbiamo bisogno di legare quel tipo di presenza di natura culturale ad un sistema di visitazione che ha alcune punte di diamante.

I numeri che sono stati ricordati prima sono numeri spettacolari da questo punto di vista: 70.000 presenze all’ultima mostra , è un crescendo, erano 60.000 alle mostra dell'anno precedente, e nel 2014-2015 i numeri erano attorno a 40.000. Quindi la città di Rovigo è entrata a pieno titolo nei circuiti nazionali e internazionali di visitazione turistica. Abbiamo la necessità di investire in maniera massiccia, intelligente e professionale, soprattutto professionale, in questo ambito.

Per farlo, è necessario fare un salto di qualità, e il salto di qualità non si può fare con gli strumenti che abbiamo in mano in questo momento. E’ necessario cambiare gli strumenti. E’ è inevitabile, lo dico in maniera chiara, è inevitabile.

Se l'idea è di prendere per assodato il fatto che non c'è assolutamente nulla di sbagliato nel proporre una biglietto di ingresso per una visitazione per i turisti, cosa che esiste già, perché di fatto viene chiesto un contributo, e poi è chiaro che è su base volontaria, ma è come se fosse un contributo a tariffa variabile, ai gruppi organizzati che vanno a visitare la Rotonda, perché altrimenti il Tempio non sarebbe in grado di sostenersi per i motivi che abbiamo detto prima; questa cosa tecnicamente non è più possibile, bisogna mettere mano a questa cosa.

Non possiamo mettere la mano se non ricorrendo a questo punto a dei soggetti che professionalmente sono in grado di aumentare la capacità di offerta turistica della nostra città e quindi anche della Rotonda; Rotonda che è oggetto di un massiccio pieno di investimenti, come avete visto è stata chiusa tutta l'attività di messa in sicurezza e di abbellimento della parte esterna.

Posso già annunciare che c'è anche in questo momento in programma, in cantiere, la progettazione per tutta la sistemazione delle luci interne della Rotonda, posso anche dire grazie alla collaborazione della stessa azienda che, in maniera not for profit, ha fatto lavori simili presso altri spettacolari luoghi, anche ex di culto come la Cappella degli Scrovegni, dove si paga il biglietto. Quindi c'è un progetto, c'è un progetto; bisogna lavorare attivamente su questo progetto.

Io sono profondamente convinto che questa sia la strada giusta. La Giunta è profondamente convinta che questa sia la strada giusta. Se l'idea è: ritiriamo la delibera per affinarla, cercando di migliorare quei punti critici che sono emersi nell'ambito della discussione, che dico la mia, non inficiano assolutamente la natura politica di questa delibera, io vorrei essere chiaro anche su questo: dal punto di vista politico la Giunta è profondamente convinta della necessità di questo tipo di azione.

Allora se la richiesta è di ritirare la delibera in quest'ottica, cioè nell'ottica di un miglioramento, di un affinamento, però con un’idea ben precisa da parte della Giunta ovviamente, perché io non posso mettere sul tavolo la volontà degli altri miei colleghi Consiglieri, allora se l'idea è questa, di lavorare attivamente ad un miglioramento, ma noi abbiamo bisogno di portare questa delibera per i motivi che dicevo prima già al Consiglio Comunale che credo, Presidente, dovrà essere fatto entro la fine del mese per motivi collegati ad altre tematiche di bilancio, ritiriamo la delibera.

Grazie.

Intervento n. 189
Pagine 47–48
Punto 7

Variazioni al bilancio di previsione 2022/2024 con destinazione

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente. Io sarò un po’ noioso perché questo tipo di delibere prevede nella sua illustrazione una lista di punti. Cercherò di essere quanto più veloce possibile, però cercando anche di non limitare la chiarezza dell'esposizione.

Stiamo parlando di una variazione di bilancio che ha al proprio interno voci di natura vincolata, quindi tutto quello che ha a che fare con voci vincolate, sia in termini di entrata che in termini di uscita. Vado un po’ velocemente. Tra le richieste di variazione di bilancio che sono contenute all'interno di questa delibera io, con il vostro permesso, illustro in termini puntuali le più rilevanti dal punto di vista quantitativo.

Ci sono alcune richieste per poche migliaia di euro, le riprendiamo nel momento della discussione, se lo ritenete opportuno, per giustificare anche la richiesta di variazione, ma dati i tempi, se me lo consentite, io andrei sui punti più rilevanti.

E’ previsto lo stanziamento in entrata di spesa vincolato relativo al fondo incentivante Merloni del settore lavori pubblici per 53.000 euro; di iscrivere un contributo di Fondazione Cariparo dell'importo di 150.000 euro da destinare al restauro della Chiesa dei Sabbioni, a naturale completamento dell'intervento di ristrutturazione dell’ossario militare, che è stato fatto nelle immediate prospicienze, e questo consente anche di completare un'opera di ristrutturazione complessiva di un altro luogo che, per motivi completamente diversi, ha una valenza anche culturale assolutamente straordinaria.

Vado un po’ avanti su voci un pochino più piccole: 19.000 euro per un'entrata derivante da una sponsorizzazione della Società Arbolia, che è collegata alla manutenzione del verde, in particolare alla piantumazione di aree di proprietà del Comune di Rovigo con essenze arboree autoctone; di ridurre di 5.500 euro uno stanziamento di spesa vincolato per i compensi delle rilevazioni statistiche, sapete che ormai si è passati alla rilevazione dal punto di vista statistico della popolazione; di iscrivere una maggiore entrata relativa a sanzioni di Codice della Strada per targhe straniere, una quota parte del dovuto, stiamo parlando di 120.000 euro di cui 100.000 nel 2022 e 20.000 nel 2023, che dovranno essere destinati interamente a rimborsi per la Società affidataria del servizio nell'ambito della quota che viene calcolata per l’aggio, perché sapete che ci affidiamo a una Società terza, e quindi la parte di remunerazione della Società è quella che viene coperta con questo stanziamento di bilancio; una riduzione di 20.000 euro dello stanziamento di spesa relativo alla mensa scolastica da destinare a prestazioni di servizio per asili nido, perché c'è stato effettivamente un risparmio, che quindi adesso è necessario rimettere in circolo prima della fine dell'anno.

Salto le voci sotto i 5.000 euro, ma ci torniamo a richiesta, siamo assolutamente pronti a tornarci immediatamente.

Di iscrivere un rimborso diretto e anticipato dell'importo di 9.347 euro da destinare a contributi ad indigenti; un contributo dai Comuni di Adria e di Lendinara da iscrivere per le due annualità 2023 e 2024 per 15.000 euro, vincolati ai servizi per il Centro Antiviolenza; di ridurre per il 2023 lo stanziamento di spesa vincolato a servizi sociali per un complessivo di 53.111 euro, che è finanziato con un contributo nazionale, da destinare per poco più di 18.000 euro al sostegno per le abitazioni e locazioni a titolo di cofinanziamento del contributo regionale e di 35.000 euro per integrazione della spesa per il servizio di assistenza domiciliare; una riduzione di 38.500 euro a valere sull’annualità 2024 di uno stanziamento di spesa vincolato a servizi sociali, finanziato anch'esso con un fondo di solidarietà nazionale, da destinare interamente ad integrazione della spesa per il servizio di assistenza domiciliare; di iscrivere una maggiore entrata vincolata di 101.731 euro relativi al rimborso di spese legali per contenziosi chiusi con Vittoria.

Questa è una buona notizia. Quindi sono spese recuperate da destinare per 100.000 all’Avvocatura Civica a remunerazione del lavoro svolto, e per 1.731 euro a spese legali per professionisti esterni al Comune.

Di iscrivere un'entrata derivante da un'alienazione di un carrello elevatore del Teatro dell'importo di 976 euro, quindi economia circolare, siamo in grado di ridare nuova vita a un asset del Comune di Rovigo che altrimenti non sarebbe più utilizzabile dai nostri tecnici; di ridurre di 510.000 euro lo stanziamento della spesa relativa all’accantonamento fondi per chiusura della Società Teatro Sociale Srl, che sarà oggetto poi di ulteriore approfondimento nell'ambito di una proposta di delibera successiva, da destinare in questo modo: 160.000 spese di investimento per acquisizione Teatro, e poi vedremo nel dettaglio quali sono, qual è l’esploso che porta a questa cifra, e per 350.000 euro a trasferimenti in conto esercizio per la chiusura del Teatro, e anche in questo caso vedremo successivamente qual è esploso, fondamentalmente questa è una voce che è destinata al pagamento di natura fiscale collegata alla chiusura; di iscrivere ulteriori poste a bilancio per la rilevazione delle transazioni non monetarie in ossequio a un principio contabile 42 di un Decreto Legislativo, connesso alla liquidazione della Società Teatro anche in questo caso; di iscrivere in entrata il valore del patrimonio netto del cespite sulla base di un bilancio finale di liquidazione della Società, stimati in 600.000 euro, in relazione alla riduzione finanziaria per l'alienazione di partecipazione in imprese controllate e di spesa per la quota di retrocessione del bene riportato nel bilancio finale di liquidazione, in questo caso di 555.000 euro, e la restante quota a pareggio in altre spese in conto capitale per 45.000.

Quindi anche questa è una voce vincolata, relativa all'operazione di chiusura della Società Teatro Sociale Srl.

Una maggiore entrata da un rimborso TEFA della Provincia di 4.264 euro; una quota parte dell'entrata derivante da un contributo regionale per il Distretto del Commercio, perché sapete che nell'ambito dell'operazione del Distretto del Commercio, una parte di quello che ci è stato dato dalla Regione deve essere poi trasferito ai nostri partner privati, quindi la liquidazione della parte che era legata alla rendicontazione che è stata fatta dai partner privati nell'ambito del progetto Distretto del Commercio, quindi noi dovremo dare ai nostri partner il dovuto, che in questo caso è stato calcolato in 70.135 euro, e sono vincolati appunto per i partner che sono Associazioni di categoria che hanno collaborato alla redazione e all'esecuzione del progetto.

Una variazione di stanziamento per spese di personale nell'ambito delle varie missioni e programmi, l’importo è di 164.000 euro che è collegato a discrasie nell'ambito dell'attività di assunzione di chiusura dei concorsi rispetto al preventivato in sede del bilancio preventivo.

La destinazione di quota parte dell'avanzo vincolato per 6.646 euro nel seguente modo: 3.400 euro per avanzo trasferimenti, contributo regionale per piano famiglia; 725 euro l'avanzo di trasferimenti derivanti da donazioni per bonus alimentare; 2.500 euro rimborso spese legali da privati da destinare a spese legali. Viene applicato il tutto a una quota dell'avanzo di amministrazione vincolato 2021 per 6.646 euro, di cui 2.500 euro da leggi e 4.146 euro da trasferimenti.

E’ stato dato ovviamente il parere favorevole del Collegio, della parte tecnica, e questa bozza di delibera è stata affrontata come discussione dalla Commissione Consiliare competente, con il parere favorevole dei Consiglieri Borsetto, Rossini, Bertacin e Giannese, e l'estensione dei colleghi Rizzato e Menon. Grazie Presidente.

Intervento n. 241
Pagina 54
Punto 8

Teatro Sociale Srl in liquidazione - Chiusura della liquidazione

Sindaco

Leggi intervento

Chiamiamo anche il Commissario liquidatore?

Intervento n. 245
Pagine 54–55
Punto 8

Teatro Sociale Srl in liquidazione - Chiusura della liquidazione

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente. Io fornisco un spaccato dei principali punti della delibera con le cifre. Gli aspetti tecnici, che saranno sicuramente oggetto di approfondita discussione da parte di questo Consiglio, saranno analizzati anche con l'ausilio della Dottoressa Righini, ovviamente della Dottoressa Cittadin e del Dottor Alberto Sichirollo, che è il Commissario liquidatore della Società Teatro Srl.

Di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di una Società di proprietà al 100% del Comune di Rovigo, una Società di capitali che ha un unico cespite, cioè la proprietà dei muri, delle pareti del Teatro Sociale, che è da molto tempo stata inserita da questo Comune nell'ambito del piano di razionalizzazione delle partecipazioni, con la definizione di Società da dismettere. La modalità di dismissione di questa Società ovviamente non può che essere, essendo una Società di capitali, quella della liquidazione.

Devo dire che sono state fatte anche tutta una serie di valutazioni nel corso del tempo, che ha portato alla chiusura di questa operazione: trasformazioni societarie, possibilità di incorporazione, ma tutte queste cose non sono state ritenute percorribili dal punto di vista tecnico amministrativo, nonché contabile.

Quindi il percorso che è stato impostato è quello di una liquidazione di questa Società; liquidazione della Società che ovviamente significa utilizzare l'attivo del patrimonio per riuscire a pagare i debiti e poi tirare la riga e al Socio devolvere quello che rimane. I conti sono stati chiusi. E’ arrivato anche il Dottor Sichirollo, che ringrazio per la presenza.

Grazie mille Dottor Sichirollo. E’ stato chiesto al liquidatore l'individuazione di qual è l'ipotesi di patrimonio netto di liquidazione, sul presupposto di trasferimento da parte del Comune di una somma idonea a ristorare i debiti societari, compresi gli oneri di IRES e di IRAP, di una Società che per sua natura è di fatto incapiente, perché è una Società che non ha ricavi, se non per una piccola parte nel corso del 2022.

Poi le do la parola, Dottore, e le chiederò la cortesia di entrare magari nel dettaglio di tutta l'operazione di liquidazione della Società. Ovviamente per poter procedere alla liquidazione della Società è stato necessario dare un valore al cespite. La Società ha una storia lunghissima.

Era una SpA che poi è stata trasformata in una Srl. La sua nascita si perde nella notte dei tempi; non esisteva di fatto una quantificazione contabile di questo cespite, se non al valore storico, quindi assolutamente lontano da qualsiasi valutazione potenziale di mercato che deve essere utilizzato nella procedura di liquidazione della Società; è stato dato quindi un incarico ad un soggetto terzo per la redazione di una perizia di stima.

Il valore della perizia di stima, tutte le modalità di calcolo della perizia di stima sono ricordate nell’ambito della proposta di delibera, ha dato un valore complessivo di 2.400.000 euro, ma è un valore che è stato calcolato con un metodo cost approach, cioè un valore ideale di ricostruzione al nuovo del cespite.

Il principio di tassazione però fa riferimento al valore delle transazioni di mercato, e quindi la stessa perizia riporta anche una proposta, una stima di abbattimento del valore partendo da questo livello massimo, compresa fra il 70 e il 60% del valore stabilito in perizia, rimandando ai soggetti decisori l'identificazione del numero all'interno di questo range.

E’ stato preso un valore mediano, quindi il valore che trovate in delibera di valorizzazione del cespite di 1.560.000 euro corrisponde al valore mediano della forchetta che è stata indicata in stima, in perizia, tra il 60 e il 70%, quindi al 65%. Questo, una volta stabilito il valore di transazione potenziale del cespite, determina a cascata, essendo base imponibile, tutta l'applicazione delle aliquote per il calcolo di IRES e IRAP.

Spero di dirlo in maniera corretta, non è il mio campo di indagine, quindi cerco di non dire stupidaggini. Questo comporta una stima che è stata inserita in delibera di 247.000 euro, di cui 209.000 per IRES e 38.000 per IRAP, a cui vanno aggiunti dei debiti maturati, e qui magari mi fermo un attimo così do la parola al Dottor Sichirollo per una relazione.

Intervento n. 247
Pagina 55
Punto 8

Teatro Sociale Srl in liquidazione - Chiusura della liquidazione

Sindaco

Leggi intervento

Sì, nel senso che le cifre in ballo sono quelle che ho appena detto, quindi quelle contenute in delibera sono queste cifre. Ovviamente devono essere ulteriormente spiegate nella loro determinazione e nella loro valorizzazione, e quindi io cedo di nuovo la parola Presidente e mi accomodo. Grazie.

13 ottobre 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

6 interventi
Intervento n. 5
Pagine 3–5
Punto 1

Situazione IRAS - Casa Serena” Pag. 03 2

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente, buongiorno a tutti i colleghi, buongiorno anche ai nostri ospiti, buongiorno anche agli uditori presenti in sala. Prendo la parola non per fare una cronologia di tutta la storia, perché ritengo che anche dopo il Consiglio Comunale che si è svolto nel febbraio del 2022, i termini generali della questione, cioè il modo in cui si è arrivati allo stadio in cui siamo, siano dati per acquisiti.

Quello che è successo dopo quel Consiglio Comunale riguarda una serie di atti nell'ambito di un processo di natura amministrativa che sono stati compiuti; è stata attivata dal luglio del 2022 una Conferenza di Servizi, soggetto promotore IRAS; Conferenza di Servizi che vedeva il coinvolgimento di cinque soggetti regolarmente convocati: IRAS soggetto promotore, Comune di Rovigo, Regione del Veneto, ATER e USL 5 Polesana. Questi erano i cinque soggetti che erano stati convocati.

La Conferenza ha stabilito al proprio interno che si trattava di una Conferenza di Servizi istruttoria; si era data un termine ultimo concordato per arrivare a una decisione che ovviamente questa - stiamo parlando di una Conferenza di Servizi istruttoria - era una proposta che poi doveva essere portata all'attenzione degli Organi deliberanti dei soggetti coinvolti; questa data era stata fissata per il 23 settembre.

La Conferenza è stata sospesa il 7 settembre con la dichiarazione da parte del rappresentante regionale di non avere delega adeguata a continuare nella fase di discussione nell'ambito della Conferenza dei Servizi. Quello che abbiamo rappresentato come Amministrazione Comunale era il risultato di una serie di considerazioni finalizzate a una soluzione complessiva di questo critico problema.

La soluzione in termini del tutto generali prevede la necessità di uno scioglimento consensuale di una convenzione che ad oggi - è bene ricordarlo - in assenza di passi formali è ancora una convenzione legalmente valida, che costituisce quindi un atto giuridico, in base alla quale ci sono delle obbligazioni da parte dei soggetti coinvolti. Questa convenzione è a tutt'oggi regolarmente valida, non è stata sciolta perché non si è arrivati alla conclusione della Conferenza dei Servizi.

L'idea su cui si stava lavorando era quella di una restituzione integrale di Casa Serena, riconosciuto come modo, anche da parte della Regione che era rappresentata alla Conferenza di Servizi dal Dottor Pierangelo Spano, che è il Dirigente del settore sanità della Regione, come condizione sine qua non per garantire la sopravvivenza di IRAS, in quanto l'idea su cui si stava di fatto lavorando è che, riducendo un potenziale centro di costo, questo consentirebbe a IRAS, che ha comunque spazi adeguati per poter garantire il servizio per un certo numero - poi vedremo i numeri nel dettaglio, ovviamente siamo qui anche per discutere questi aspetti - per poter fornire l'attività istituzionale per persone non autosufficienti presso la proprietà di IRAS che è sita in San Bortolo; questa condizione di restituzione, a seguito di uno scioglimento consensuale della convenzione, è uno dei due prerequisiti affinché il Comune di Rovigo possa riconoscere la parte di investimenti effettuati sull’immobile di proprietà e dato in concessione novanta novennale per la parte non ancora ammortizzata, che è stata stimata dai nostri tecnici in 3.2 milioni di euro e accantonata ormai da un anno nel bilancio comunale.

Esiste però anche un'altra condizione, l'abbiamo rappresentata in quelle sedi e la rappresento anche in questa sede, che è stata discussa nel dettaglio, sia dal punto di vista ovviamente di indirizzo politico ma anche dal punto di vista tecnico, di natura amministrativa e giuscontabile, e cioè in presenza di un contratto legalmente valido, quello della concessione, lo scioglimento deve essere in grado di garantire il perseguimento di un interesse pubblico superiore rispetto a quello che siamo in grado di garantire in questo momento con la convenzione in essere, e questo interesse pubblico superiore passa necessariamente per un utilizzo diverso rispetto a quello attuale; se deve essere un interesse pubblico superiore ovviamente un utilizzo con servizi in aggiunta rispetto a quelli attuali di Casa Serena.

Quindi dal punto di vista dell’Amministrazione Comunale, le due partite non possono essere slegate per il motivo che ho appena ricordato, e cioè è condizione necessaria affinché il Comune possa procedere ad una risoluzione consensuale della convenzione perché in grado di perseguire un interesse pubblico superiore, e quindi in questo modo riconoscere a IRAS, a fronte della restituzione di Casa Serena, la parte di investimenti effettuati non ancora ammortizzati, la possibilità di garantire una serie di attività presso Casa Serena.

Queste due cose devono stare insieme dal nostro punto di vista. Su questo, sulle modalità in cui è possibile retrocedere Casa Serena, si è interrotta la Conferenza di Servizi.

Stiamo parlando quindi di questioni tecniche, che devono essere affrontate all'interno di una Conferenza di Servizi; non c'è nessuna volontà politica, lo ribadisco, di interrompere il dialogo, al punto tale che nella stessa mattina dell’8 settembre, cioè la mattina dopo, noi abbiamo immediatamente scritto all’Avvocato Zanon ribadendo che dal nostro punto di vista non esistevano le condizioni per un'interruzione della Conferenza di Servizi perché non ce ne era stata la ritualità, e quindi chiedevamo di poter continuare a discutere.

Non è stato possibile farlo e quindi, se la data del 23 poteva essere una data che, lavorando con la dovuta celerità, poteva consentire di risolvere o di mettere a fuoco e provare a risolvere una serie di problemi, questo stop ha provocato un ulteriore ritardo, che non credo possa essere attribuito all’Amministrazione Comunale per i motivi che ricordavo precedentemente, e di conseguenza in questo momento ci troviamo al 13 ottobre e bisogna necessariamente comunque trovare una soluzione a tutti questi problemi; soluzione che dal punto di vista dell’Amministrazione deve necessariamente prevedere una Conferenza di Servizi, non ci sono altri strumenti possibili; una Conferenza di Servizi che dovrà vedere il coinvolgimento degli stessi soggetti che erano già stati coinvolti inizialmente; uno di questi soggetti ha dichiarato esplicitamente di non essere interessato a partecipare perché in questo momento ritiene di non avere le condizioni di bilancio che gli consentono di farlo.

Le condizioni di bilancio di questo Ente non dipendono chiaramente dal Comune di Rovigo, dipendono da un soggetto terzo che comunque era presente all'interno della Conferenza dei Servizi.

E’ necessario quindi che il sistema istituzionale nel suo complesso si mette a disposizione per garantire una soluzione che sia in grado da un lato di consentire la sopravvivenza di un Ente che ospita 260 persone e che dà lavoro a 180 dipendenti, che è un patrimonio non solo della nostra collettività ma dell'intero Polesine, ma che al tempo stesso consenta al Comune di Rovigo di poter procedere in questo percorso, potendo portare in aula - perché è bene ribadirlo che la decisione finale è una decisione di Consiglio - potendo portare in aula una proposta che sia percorribile e che non esponga a rischi dal punto di vista giuscontabili e quindi che poi possa portare ad uno stop perché il Consiglio non si sente sufficientemente tutelato e garantito per poter votare in serenità, in scienza e coscienza quella soluzione.

Sarebbe ovviamente il peggiore dei mondi possibili questo. Quindi lo stato dell'arte è quello che ho provato molto velocemente a rappresentare. La documentazione è stata fornita.

Siamo ovviamente a disposizione per qualsiasi tipo di richiesta e io in questo momento, son il suo permesso Presidente, direi che mi fermo e diamo spazio a tutti.

Intervento n. 9
Pagine 10–12
Punto 1

Situazione IRAS - Casa Serena” Pag. 03 2

Sindaco

Leggi intervento

Rubo veramente due minuti, ma ritengo opportuno aggiungere alcune cose a quello che ho detto precedentemente sulla base della relazione fatta adesso dall’Avvocato Zanon. L’Avvocato Zanon ha espresso una posizione legittima che però, per quanto riguarda il Comune di Rovigo, contrasta con quello che anche noi, intendo l’intero Consiglio Comunale ha deliberato nel momento in cui ha accantonato una somma di 3.200.000.

La somma di 3.200.000 non è stata accantonata per aspetti di natura transattiva, ma quella somma derivava da una perizia tecnica degli uffici che stabiliva che il dovuto, nel caso di scioglimento della convenzione, fosse effettivamente 3.200.000. Il Consiglio Comunale, nel decidere di appostare a bilancio un fondo relativo a questa cifra, ha stabilito questo. Quindi l'interpretazione che può essere data da una delle parti è ovviamente legittima.

Ripeto, non è l'interpretazione del Comune di Rovigo che si muove anche, giustamente, su mandato di decisioni prese all'interno dell’aula.

Quello che è stato chiarito in sede di discussione di quell'appostamento di bilancio è che quella cifra era il risultato di una valutazione tecnica che teneva conto di quello che poteva o non poteva, secondo una valutazione strettamente tecnica, essere inserito all'interno della lista di ciò che doveva essere riconosciuto in caso di scioglimento, e quella cifra era la cifra non utilizzabile a scopi transattivi, ma a scopi di interruzione della convenzione.

Questo lo dico per chiarezza, perché altrimenti rischiamo di avere del non detto ed è opportuno secondo me che invece sia chiara questa cosa. Noi su questo ci siamo mossi.

La cifra è disponibile nel caso di scioglimento della convenzione, perché altrimenti noi non abbiamo titolo, se la convenzione non viene in qualche maniera sciolta, dato che è un rapporto contrattuale in essere, e in 18 anni non c'e stata nessuna richiesta di impugnazione di quel contratto, nessuna richiesta di impugnazione di quel contratto, è un contratto valido e quindi spetta a questo punto al Comune di Rovigo dimostrare per quale motivo sceglie di interrompere, ancorché in maniera consensuale, un rapporto contrattuale che prevede una serie di obblighi per le controparti, che sono regolate dalla concessione stessa, che nessuno di noi credo, nessuno di noi ha firmato, però è una cosa che in questo momento ha valore legale a tutti gli effetti e di conseguenza, avendo valore legale a tutti gli effetti, va analizzata e gestita secondo questa modalità.

Sulla questione dell'interesse pubblico superiore e il fatto che il Comune di Rovigo non ha piani, in realtà le cose non stanno propriamente così. Noi stiamo lavorando a un piano di rivalutazione complessiva di Casa Serena, ci sono delle documentazioni su cui noi stiamo lavorando. E’ evidente che sarebbero state messe a disposizione durante la Conferenza di Servizi se la Conferenza di Servizi non si fosse interrotta.

Ribadisco, la data ultima doveva essere quella del 23; questi documenti sono in fase di elaborazione e vi ricordo che anche su questo il Consiglio Comunale ha dato mandato all’Amministrazione di attivare dei contratti di consulenza, e questi contratti di consulenza sono stati chiariti in aula, riguardavano due aspetti, aspetti di natura legale, perché giustamente la questione è molto complessa dal punto di vista legale, ma anche consulenze finalizzate ad analizzare e a mettere a sistema aspetti di natura amministrativo, contabile, gestionale.

Stiamo parlando di questo. Noi quindi stiamo lavorando. La Conferenza di Servizi si è interrotta il 7 settembre, la scadenza ultima era il 23; ci eravamo dati anche una serie ulteriore di - passatemi il termine - compiti per casa; una delle cose che aveva chiesto per esempio l’Avvocato Zanon, quando eravamo arrivati al clou, perché avevamo deciso di darci un metodo chiaramente, e il metodo era quello di affrontare un pezzo alla volta.

Quello su cui avevamo cominciato a lavorare in maniera anche molto fattiva era quello di definire qual era la soluzione migliore per evitare che ci fossero problemi con il personale. Quindi su questo c'era stata una ricognizione puntuale di tutti i potenziali problemi di esubero, si era cominciato ad analizzarli nel dettaglio; si era verificato che l'unico problema potenziale poteva essere quello relativo alle figure di sei cuochi e due assistenti di sala.

Durante l'ultima seduta era stato chiesto all’Amministrazione Comunale di fare un'ulteriore valutazione e noi avevamo detto che ci saremmo presi l'impegno di farla, di verificare se fosse stato possibile, ancorché Casa Serena fosse completamente restituita, di mantenere in funzione le cucine; cosa che noi abbiamo fatto, e quindi ci siamo interfacciati con i tecnici, e abbiamo identificato quali erano le potenziali spese ingegneristiche, quelle impiantistiche, per consentire l'utilizzo delle cucine.

La cifra era accettabile, abbordabile; ne avevamo parlato anche fuori dalla Conferenza di Servizi con l’Avvocato Zanon dopo l'interruzione, attorno ai 20.000 euro, e avevamo già stabilito che l’Amministrazione Comunale sarebbe anche stata nelle condizioni di accollarsi questa cifra per poter garantire che le cucine continuassero a rimanere in funzione e quindi che le cucine potessero essere utilizzate con il personale per fornire tutta l'attività per gli ospiti che a regime si sarebbero trovati presso San Bortolo.

Quindi anche questo aspetto non è stato possibile metterlo a fuoco perché la Conferenza si è interrotta. Ultimo aspetto, e dopo mi taccio veramente, era chiaro a tutte le parti che il punto finale sarebbe stato quello di restituzione di Casa Serena, per le cose che ho appena detto, al netto delle cucine.

Entro il 23 settembre, quello che doveva fare la Conferenza di Servizi, era trovare un accordo sul percorso, non sulla data esatta; anzi quello che era contenuto nel brogliaccio, e su cui poi si è interrotta la trattativa, era questo, cioè c'era una proposta in base alla quale il Comune di Rovigo avrebbe dovuto versare i 3.200.000 ma, prima che ci fosse il trasferimento complessivo di tutte le persone o verso San Bortolo, o verso altre destinazioni da concordare, queste persone avrebbero dovuto rimanere all'interno degli spazi di Casa Serena, ma il Comune di Rovigo avrebbe dovuto accollarsi tutte le volture per le utenze; cosa che noi abbiamo detto non riteniamo che sia tecnicamente né contabilmente fattibile una soluzione di questo genere.

Abbiamo la necessità di costruire un percorso, per fare in modo che non ci sia nessuno che viene accompagnato alla porta, trovando soluzioni con altri soggetti sul territorio, che ci sono, stiamo già lavorando: stiamo lavorando con USL 5 per esempio per trovare una soluzione al trasferimento dei centri diurni, trovando anche delle collaborazioni in altri soggetti che non sono presenti in quest’aula, che quindi non cito, ma che sarebbero stati oggetto di approfondimento nell'ambito della Conferenza di Servizi, se solo avessimo avuto la possibilità di farlo.

Nel momento in cui la Conferenza si è interrotta, a quel punto noi ribadiamo che siamo disposti a sederci al tavolo, perché riteniamo che sia quella la sede in cui è necessario trovare una soluzione, fermo restando il fatto che abbiamo ovviamente la necessità di tutelare gli interessi anche economico patrimoniali dell’Ente, perché anche nel nostro caso stiamo parlando di risorse pubbliche e quindi dell'intera comunità di Rovigo, e non è nelle nostre disponibilità spendere i soldi utilizzando delle procedure che non siano consone con le norme giuscontabili, però in questo momento siamo bloccati, anzi ci troviamo a dover rincorrere ulteriormente il problema perché, invece del 23 settembre, siamo arrivati al 13 ottobre e non abbiamo ancora in questo momento ben chiaro quali possono essere i soggetti da coinvolgere in una Conferenza di Servizi.

La scelta di quali soggetti coinvolgere, compreso ATER, lo chiarisco - e dopo veramente mi taccio - non è stata nostra, attenzione, non abbiamo fatto noi le convocazioni.

Le convocazioni sono state fatte dal Commissario regionale Avvocato Zanon che ha inserito ATER all'interno della convenzione perché, come ricorda lo stesso Presidente di ATER in un verbale, in una delle riunioni, esisteva un accordo in base al quale ATER avrebbe dovuto intervenire per l'acquisto di una porzione di Casa Serena nel caso in cui fosse andato a termine il piano originariamente previsto, che prevedeva una donazione di Casa Serena da parte dell’Amministrazione Comunale a IRAS.

Per ATER - quello su cui noi stiamo ragionando - da chi acquistare se c'è un interesse esplicito a prendere 42 appartamenti e trasformarli in 44, con un piano che a bilancio, nella relazione di bilancio viene ricordato esistere, non deve essere un problema, cioè se c'è un interesse da parte di ATER di acquistare, questo interesse da parte di ATER dovrebbe essere confermato anche indipendentemente da chi è il soggetto che vende, ed è il motivo per cui noi stiamo cercando di capire se effettivamente ci sia in concreto questo interesse, ribadendo una cosa, e dopo veramente mi taccio: non siamo stati noi come Amministrazione Comunale a chiedere l'interesse di ATER, ma ATER è stato coinvolto da altri soggetti perche ritenuto parte integrante di una soluzione.

Grazie.

Intervento n. 45
Pagina 26
Punto 1

Situazione IRAS - Casa Serena” Pag. 03 2

Sindaco

Leggi intervento

Anche in questo caso veramente su un punto solo, perché secondo me è discriminante per capire un attimo anche quali sono le posizioni dell’Amministrazione Comunale. Confermo quello che ha detto il Commissario Zanon: la bozza di accordo di programma è sempre stata definita come una bozza, e quindi punto per punto si stava provando a stabilire quali erano le possibilità di trovare delle soluzioni.

Il problema vero è che nel momento in cui è stato chiesto al Comune di Rovigo di aderire ad una delle proposte e il Comune di Rovigo, che era quello di farsi carico delle utenze di Casa Serena, anche senza l'uscita di tutti gli ospiti da Casa Serena, la Regione ha detto “Adesso questa non è più una bozza, questa è una condizione discriminante, sine qua non, interrompiamo la Conferenza di Servizi”.

Intervento n. 53
Pagina 30
Punto 1

Situazione IRAS - Casa Serena” Pag. 03 2

Sindaco

Leggi intervento

Un paio di considerazioni. La prima: la politica può tanto, non può tutto. Noi non abbiamo potere legislativo, se non in alcune materie, tipicamente materie urbanistiche.

Per il resto le leggi non le facciamo noi, le dobbiamo applicare. Quindi l’Amministrazione Comunale non è un Governo, non è neanche una Giunta Regionale, non è neanche un Consiglio Regionale. Ci sono alcune cose che possiamo fare e alcune cose che non possiamo fare.

Sono stato varie volte con la macchinetta, come diceva lei, e anche con una passeggiata dai piazzali che ci sono alla fine del Ponte della Libertà varie volte, con chiacchierate anche molto lunghe. In questo momento l'interlocuzione continua; continua sia con atti formali come lettere, ma anche ovviamente con atti non formali come incontri, e le posso assicurare che gli incontri ci sono.

L'ultimo aspetto, questo veramente mi consenta: non accetto che io venga accusato di non avere prestato attenzione agli aspetti umani. Io ho messo la faccia, sono andato io a parlare con le persone in Casa Serena, e devo dire che non ho fatto la minima polemica nel momento in cui, a causa di alcuni articoli di stampa, sono stato violentemente insultato a mezzo social, come se la colpa di quello che sta accadendo fosse esclusivamente mia, perché il messaggio che è passato è che è colpa del Sindaco.

Questo ha comportato una serie di contumelie che mi sono arrivate di varia natura: da quelle un pochino più morbide a quelle anche molto più pesanti, se devo essere sincero. Io sono andato a metterci la faccia.

Questa Amministrazione ci ha sempre messo la faccia: abbiamo messo la faccia con le organizzazioni sindacali, abbiamo messo la faccia con i familiari non solo durante questa fase, perché ci dimentichiamo quelli che sono stati gli ultimi tre anni: quando c'era il problema dell'impossibilità da parte dei familiari di andare a trovare i propri parenti durante il COVID, e c'era la necessità di attivare anche dei supporti psicologici, c'eravamo noi.

Io non ho visto nessun altro, c'eravamo noi con i familiari a cercare di risolvere il problema, attivando anche supporti psicologici di altra natura. C’eravamo noi a metterci la faccia ogni volta. Quindi questa cosa io sinceramente non l'accetto.

Intervento n. 84
Pagine 38–39
Punto 1

Situazione IRAS - Casa Serena” Pag. 03 2

Sindaco

Leggi intervento

Intanto ringrazio tutti i Consiglieri e anche l’Avvocato Zanon per la discussione, che sicuramente è stata in ogni caso utile, anche se apparentemente non porta alla definizione di soluzioni. Io ribadisco un concetto che ho già espresso all'inizio con il mio intervento iniziale. Qui non c'è nessuna volontà di andare muro contro muro, nessuna volontà di rompere il tavolo di trattative.

Come Amministrazione Comunale non ci siamo mai alzati dal tavolo. Ribadiamo la nostra intenzione di continuare a perseguire l'individuazione di una soluzione congiunta. Siamo perfettamente consapevoli che IRAS è in una situazione che necessita di interventi urgentissimi, ribadisco, a tutela di tutti.

Quello che - e qui mi rivolgo ai Consiglieri comunali - quello che io mi devo assumere come responsabilità dal punto di vista amministrativo è sottoporre al termine di tutte queste attività di contrattazione, una proposta che sia a tutela del Consiglio Comunale, ricordando sempre e comunque che stiamo gestendo denaro pubblico, e questo deve essere il nostro faro chiaramente, fermo restando la tutela degli interessi delle persone, sia dei lavoratori che degli ospiti, la valenza di un IPAB, ma stiamo gestendo denaro pubblico, e quindi tutti siamo chiamati ad assumerci una responsabilità.

Poi è chiaro che in sede di votazione di una proposta nessuno impone che venga approvata. Ci saranno sicuramente delle posizioni diversificate all'interno del Consiglio Comunale, legittime, assolutamente legittime, ma è evidente che la responsabilità principale che io ho è quella di sottoporre una proposta che, in scienza e coscienza per chi lo desidera, possa essere approvata. Quindi questo è il faro che noi abbiamo per poterci muovere.

Ci sono alcune questioni che sono state affrontate interessanti e importanti, a cui volevo fornire una risposta molto veloce. Mi dispiace che sia uscito il Consigliere Moretto, rimarrà comunque a verbale la mia risposta. Il Consigliere Moretto faceva una serie di richieste e di domande, e chiedeva anche se come Amministrazione Comunale non avessimo mai provato a delineare delle soluzioni anche di potenziamento delle attività di IRAS.

Come sa bene il Commissario Zanon, in realtà c'è stato un lungo processo di studio. Segnalo per esempio che già in data 4 febbraio 2022 abbiamo scritto al Commissario Zanon, ma non era una sorpresa, nel senso che il Commissario Zanon sapeva esattamente cosa gli stavo scrivendo, perché - anche qui lo devo dire - non c'è nessun astio tra me e il Commissario Zanon.

Siamo ovviamente portatori di interessi che devono trovare un proprio punto di caduta, ognuno di noi difende in maniera legittima interessi legittimi, però non c'è nessuna volontà di fare muro contro muro.

Avevamo cominciato a discutere su servizi che IRAS, che nella soluzione su cui si sta lavorando in questo momento, lo ricordo, esce da Casa Serena e esercita la propria attività esclusivamente a San Bortolo, dove dovrà gestire 260 non autosufficienti perché mi risulta, ma poi eventualmente possiamo anche chiedere, che non ci sia lo spazio fisico per attivare anche una struttura per autosufficienti, ma ciononostante, anche nell'ambito della non autosufficienza, si era cominciato a mettere a punto una serie di potenziali sviluppi, come ad esempio la predisposizione di una sezione ad alta protezione Alzheimer, cosiddetto SAPA, una sezione per persone in stato vegetativo, lavorare sull'idea di ospedale di comunità, lavorare su altre iniziative sperimentali che possono riguardare per esempio posti letto per persone con SLA od altre iniziative di questo genere.

Segnalo che su tutti questi aspetti non è l’Amministrazione Comunale che concede le autorizzazioni, perché queste sono attività di natura sanitaria, che quindi devono essere rilasciate in termini autorizzativi dalla Regione e USL nell'ambito dei piani di zona.

E quindi anche su questo serve il coinvolgimento, sicuramente di IRAS come soggetto che è titolato a chiedere questo tipo di autorizzazioni, l’Amministrazione Comunale che si può mettere a disposizione individuando anche spazi, in questo caso Casa Serena, su cui fare attività di questo genere, ma sicuramente devono esserci la regione e l’USL.

Questo è il motivo per cui quella famosa Conferenza di Servizi aveva un parterre di partecipanti così ampio, non perché volevamo semplicemente coinvolgere soggetti che non ne avevano titolo. C’è un lavoro molto importante dietro, di studio, di ricerca di soluzioni che passano attraverso indicazioni regionali sulla modifica dei piani di zona, su votazioni che devono passare per le Conferenze dei Sindaci.

Anche su questo, non c'è stato modo di dirlo, ma l’Amministrazione Comunale non si è semplicemente preoccupata di mettere a disposizione 3.200.000 euro.

Ha fatto anche di più: nell'ottica di portare ad un potenziamento ulteriore delle attività socio assistenziali e potenzialmente sanitarie, che devono passare attraverso una modifica del cambio di destinazione d'uso di Casa Serena, che solo la Regione può concedere, questo è il motivo per cui ritengo fondata la richiesta che la Regione fosse presente a questo Consiglio Comunale, perché è un interlocutore fondamentale, in assenza del quale è impossibile pensare di poter risolvere il problema, per tutte le cose che ho detto e molte altre che non sono riuscito a dire.

Su Casa Serena c'è stato un lavoro molto importante con tutti gli altri Sindaci dell’Ambito Sanitario Territoriale che fa riferimento al Comune capofila Lendinara, che di fatto è un perimetro coincidente con il vecchio Distretto 1 della Conferenza dei Sindaci USL, perché quello era il soggetto titolato a fare richiesta per fondi PNRR sulla missione 5, azione 1.1.2,, cioè attività di manutenzione e infrastrutturazione, quindi finanziamenti per attività di ristrutturazione di immobili; c'erano molte richieste sul tavolo da parte di Comuni, tutte assolutamente legittime; c’è stato un lavoro importante e ringrazio di cuore i miei colleghi Sindaci che hanno creduto sul fatto che quella linea di finanziamento, pari a 2.400.000 euro, dovesse essere dedicata non a Lendinara, non a Badia, non a Trecenta, ma a Casa Serena.

Il Comune sta facendo tutto quello che può, tutto quello che può, e non ha nessuna voglia di rompere, perché vogliamo arrivare alla soluzione, abbiamo la necessità di arrivare alla soluzione. Deve essere però una soluzione condivisa, in cui tutti i soggetti si assumono le responsabilità, ognuno per le proprie competenze. Grazie.

Intervento n. 86
Pagina 39
Punto 1

Situazione IRAS - Casa Serena” Pag. 03 2

Sindaco

Leggi intervento

Ma lo inviteremo volentieri comunque a venirci a trovare.

29 settembre 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

11 interventi
Intervento n. 46
Pagina 8
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Grazie dell'interrogazione. Faccio solamente una piccola considerazione a margine. Credo sia irrilevante per chi hanno votato i cittadini, che abbiano votato il centrodestra o che abbiano votato il centrosinistra, non ha alcuna importanza.

Detto questo, il contenuto dell'interrogazione mi sembra particolarmente ampio, non ci sono i tempi tecnici per poter fornire una risposta, quindi le verrà fornita una risposta per iscritto. Grazie.

Intervento n. 76
Pagine 13–14
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Consigliere Aretusini per le puntuali richieste. Rispondo ad alcune di queste e poi magari, se necessario, farò anche alcune integrazioni alle considerazioni e alle risposte che daranno i colleghi di Giunta. Su Concadirame le confermo che durante l'ultima riunione di Commissione si è affrontato il tema; il tema si è affrontato cercando di inserirlo all'interno dei prossimi passaggi relativi agli strumenti urbanistici, in particolare il piano degli interventi.

Nell'ambito della discussione, ciò che è emerso anche come orientamento di natura politica dell’Amministrazione, è quello di fare un intervento non tanto finalizzato a garantire una strada tra Via San Gregorio e Via Dei Donatori, quanto per lavorare, senza pensare a impermeabilizzazioni di quell'area, ma con la creazione dei posti auto eventualmente, quindi di parcheggi che consentano comunque di rendere più vivibile quella zona, che mi rende conto che in questo momento è oggettivamente un po’ un disagiata, ricorrendo a delle tecniche che consentono tranquillamente di ricavare posti auto anche senza dover necessariamente cementificare.

Quindi questa è una cosa che si può fare e lo faremo insieme, cercheremo di capire qual è la soluzione migliore; poi procederemo per eventualmente un esproprio. Sui defibrillatori, la questione è all'attenzione dell'economato. Non sono in questo momento in grado di dare una risposta sui tempi, perché non ho questa informazione sotto mano.

Non appena ho recuperato l'informazione, le farò avere anche per le vie brevi, se ritiene opportuno, altrimenti per iscritto, un'informazione precisa e puntuale sui tempi. Su Via Placido Borghese a Borsea, sono al corrente della situazione. Abbiamo fatto alcuni incontri; ho fatto un incontro anche con una persona che tra l'altro è tra quelle che hanno organizzato la raccolta di firme, ci siamo visti due giorni fa.

Stiamo cercando anche con la Polizia Locale di trovare la soluzione migliore. Sicuramente c'è un tema molto immediato e su cui abbiamo necessità di intervenire, che è quello della sistemazione della segnaletica, sia orizzontale che verticale: c’è poi un tema di organizzazione complessiva delle aree di sosta.

Su questo come Amministrazione possiamo sicuramente fare qualcosa, ma va ricordato che è necessario che ci siano anche degli atteggiamenti in termini di convivenza civile tra le persone che aiutino tutti a superare anche potenziali problemi di vicinato. Quindi su questo siamo assolutamente consapevoli che bisogna intervenire, ci stiamo organizzando e speriamo di dare una risposta nei tempi più brevi possibili.

Cedo la parola ai colleghi e poi magari sul bando bollette e lo sport Erika, poi magari ci arriviamo sopra un attimo. Grazie.

Intervento n. 82
Pagine 15–16
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Grazie. Confermo quello che hai appena detto la collega Alberghini. L'idea su cui stiamo lavorando è quella di trovare delle risorse che ci consentano di costruire un bando che sia quanto più semplice possibile per venire incontro alle Società sportive che gestiscono impianti di proprietà comunale.

Questo è il modo più semplice probabilmente; passare attraverso lo strumento del bando collegato ai fondi che provengono dalle antenne è un pochino più complicato, perché lì ci si muove nell'ambito di un Regolamento comunale che stabilisce quali sono le regole del gioco, e ovviamente non possiamo escludere Società sportive che però non hanno la titolarità di utenze, né di luce, gas e acqua, ma che possono usare i fondi anche per altri tipi di interventi, collegati all'acquisto di attrezzature sportive o quant'altro.

In questo momento l'emergenza vera, lo sappiamo molto bene, per alcune Polisportive - ne abbiamo tre in particolare che sono veramente in condizioni molto critiche - è quella di riuscire ad intervenire in tempi rapidi per un sollievo collegato alle utenze che pagano direttamente loro su impianti di proprietà comunale.

Abbiamo già avviato una ricognizione, abbiamo fatto una serie di passaggi - ringrazio su questo anche l’Assessore Pavanello - e stiamo cercando di recuperare delle risorse che vorrebbero non essere puramente simboliche, ma un contributo che sia effettivamente in grado di garantire un minimo di sollievo, siamo attorno ai 50.000 euro che potremmo mettere a disposizione. L’idea è quella di fare quanto più velocemente possibile.

Ovviamente, non appena avremo messo a punto l'operazione, sarà nostra cura darvene contezza.

Ne approfitto molto velocemente, non c'entra nulla con lo sport, ma sempre nell'ambito del tema molto sentito dalle famiglie sulle bollette, mi ricordava adesso la collega Zambello che abbiamo, come probabilmente sapete ma forse vale la pena dare l'informazione completa al Consiglio Comunale, abbiamo chiuso tutta la gestione del bando, abbiamo individuato 1.081 famiglie che hanno accesso al contributo; l'erogazione è attorno ai 475.000 euro.

C’è quindi un residuo, anche su questo c'è l'impegno a lavorare in maniera tale da riuscire a metterlo a disposizione entro la fine dell'anno per riuscire ad aiutare ulteriormente le famiglie in vista di questo autunno, che si preannuncia particolarmente complicato.

Intervento n. 96
Pagine 18–19
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Chiedo scusa, mi ero assentato un attimo, mi hanno riferito il contenuto delle interrogazioni. Poi se se mi dimentico qualcosa, chiederà aiuto anche al collega Favaretto che è molto più sul pezzo di me. Maddalena.

Abbiamo ricevuto questa mattina il progetto esecutivo, quindi l'idea è quella di accorpare insieme il progetto definitivo, il progetto esecutivo; dovremmo essere in grado di andare a bando di gara entro la fine dell'anno e, se non ci sono problemi particolari, dovremmo partire con i cantieri nella prima parte, inizio primavera del 2023, quindi marzo-aprile 2023. Trasferimento dei vigili. La fine del cantiere è prevista per la fine di novembre.

Sul trasferimento dei vigili poi c'è un ulteriore stralcio di lavori perché bisogna sistemare e poi trasferire tutta la parte collegata al ricovero dei mezzi; per il ricovero dei mezzi c’è anche la previsione di un impianto fotovoltaico, perché una parte rilevante dei mezzi che vengono utilizzati dalla Polizia Locale sono a trazione elettrica, quindi bisogna costruire le centraline e l'impianto fotovoltaico a servizio delle centraline stesse, quindi questi sono i tempi: fine del cantiere interno in novembre, e nelle settimane immediatamente successive si parte con il secondo stralcio, e quindi sicuramente febbraio-marzo dovrebbe essere il periodo per il trasferimento definitivo anche della Caserma dei vigili.

Sulla stazione delle corriere. La questione è strettamente collegata al nuovo bando del TPL urbano ed extra urbano che stiamo mettendo a punto con la Provincia.

E’ stato individuato un consulente per la costruzione del bando, che ha delle caratteristiche tecniche - qui abbiamo anche il collega Rizzato che ha una responsabilità nell'ambito della Provincia - ha delle caratteristiche tecniche molto complicate, quindi bisogna necessariamente avere a disposizione anche delle competenze che vengono fornite grazie a questo rapporto con questa Società specializzata in questo tipo di iniziative. Stiamo lavorando. Devo dire che domani mattina abbiamo un ulteriore incontro.

Ovviamente anche il trasferimento delle stazioni delle corriere dovrà essere collegato al nuovo bando e quindi su questo, non appena avremo un quadro definitivo, insieme all’Ente di Bacino che si occupa della gestione del bando, che è l’Amministrazione Provinciale, daremo tutte le informazioni del caso. Infine Interporto. E’ arrivata una missiva.

Ovviamente stiamo parlando di un'interlocuzione, siamo assolutamente in una fase di discussione molto pacata con Interporto, che tra l'altro è partecipato anche dall’Amministrazione Comunale.

C’è una questione che è tecnica, e cioè la scadenza del piano particolareggiato secondo Interporto potrebbe comportare la necessità di liquidare la parte di lavori che è stata anticipata per opere di urbanizzazione; devo dire che queste opere di urbanizzazione ci risulta che in parte non siano collaudate, e quindi c'è tutta una procedura anche amministrativa che va costruita per cercare di capire esattamente come stanno le questioni.

E’ ovvio che con l’urbanistica stiamo lavorando a spron battuto per riuscire a porre rimedio al fatto che è scaduto il piano particolareggiato. I tempi tecnici però, non possono essere misurati in termini di giorni, ma dovranno essere misurati in termini di settimane, probabilmente qualche mese, e cerchiamo di correre molto velocemente per definire queste questioni. Questo è un po’ il tema.

Quali servizi si sposteranno al Maddalena? Devo dire che in questo momento sicuramente stavamo facendo un ragionamento su anagrafe; poi sono previsti anche gli spostamenti di alcuni archivi, perché abbiamo un problema molto serio con gli archivi. Non so se anche l'archivio di urbanistica è previsto che si sposti.

Stiamo facendo una serie di valutazioni, e uffici. Quindi in questo momento il progetto prevede la costruzione di uffici; poi quali servizi e funzioni si sposteranno, sicuramente tra quelle che abbiamo messo a fuoco c'è il tema dell'anagrafe, anche perché si trova in una situazione che, chi la frequenta, non è particolarmente agevole. Di conseguenza quello è sicuramente uno dei servizi che verrà spostato.

Grazie.

Intervento n. 109
Pagina 21
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Ringrazio il Consigliere Rizzato. Stiamo parlando dell’uscita bambini. Il tema è all’attenzione, devo dire che non ho ancora proprio avuto fisicamente il tempo rispetto all'ultima volta che ci siamo visti in Commissione, ma comunque il tema è assolutamente attenzionato e quindi cercheremo di trovare una soluzione nel più breve tempo possibile.

Grazie.

Intervento n. 135
Pagine 26–27
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Aggiungo velocemente alle considerazioni dei due colleghi che il contratto di ASM in questo momento prevede sei sfalci per ciascuna via. Come ha giustamente ricordato l’Assessore Favaretto, noi ci siamo fatti mandare il calendario degli sfalci stessi e io mi sono anche preoccupato di darne contezza direttamente attraverso i social, in maniera tale che questa deve diventare una regola, e su questo stiamo ovviamente lavorando.

Per quanto riguarda le considerazioni generali, riprendono i temi che erano stati trattati anche nell'interrogazione del Consigliere Rossini, quindi sarà opportuno compattare questa cosa perché abbiamo dei tempi veramente molto stretti.

In questo momento segnalo che noi stiamo cercando di mantenere una manutenzione ordinaria insieme ad una manutenzione straordinaria; le due cose non necessariamente sono semplici da fare assieme: la manutenzione straordinaria sulle strade per esempio, come è noto, viaggia a un ritmo di 1.200.000 euro all'anno per asfalti; negli anni precedenti, per vari motivi che adesso non è il caso di star qui a ricordare, la media di interventi di manutenzione straordinaria sul settore strade e marciapiedi, asfalti in generale, era dell'ordine di 300.000 euro, quindi siamo tra le tre e le quattro volte sopra a quello che veniva fatto durante gli anni precedenti.

Abbiamo intenzione di continuare a mantenere questo ritmo. Tenendo conto della dimensione della rete viaria del Comune di Rovigo è evidente che bisogna stabilire delle priorità, stiamo parlando di circa 420 chilometri di strade presenti sul territorio del Comune di Rovigo, e quindi, come dicevo, la necessità di mantenere anche delle priorità.

Ci sono degli interventi che vanno fatti immediatamente, altri interventi che purtroppo bisognerà priorizzare con un pochino più di calma, perché non siamo in grado di arrivarci con le risorse che abbiamo a disposizione. E comunque daremo una risposta quanto più completa possibile su tutti questi temi.

Su IRAS è in corso in questo momento una Conferenza di Servizi, che vede la presenza di Regione, ATER, USL e Comune di Rovigo; la Conferenza di Servizi verrà novellata, c’è un'interlocuzione in corso in questo momento con l’Assessore Lanzarin; devo segnalare che a questa Conferenza dei Servizi ATER non si è presentato perché in questo momento non ritiene di avere le risorse sufficienti e necessarie per riuscire a fare un intervento in linea con quello che era stato ipotizzato durante i piani di salvataggio precedenti.

Quindi abbiamo un problema in questo momento che bisognerà gestire, lo stiamo gestendo insieme.

Non c'è nessuna volontà di tenere nascoste le questioni, ma è chiaro che si tratta di fare un passo alla volta nell'ambito di una serie di trattative che vengono fatte con tutti i soggetti ma, appena ci sarà un quadro completo, faremo tutti i passaggi del caso, informeremo i Consiglieri sui risultati di questa Conferenza di Servizi, anche perché ricordo che qualsiasi decisione dovrà essere presa direttamente dal Consiglio Comunale; di conseguenza bisognerà fare tutti i passaggi necessari per far sì che i Consiglieri siano in grado di esprimere la propria volontà con tutte le informazioni che consentiranno loro di prendere una decisione in scienza e coscienza.

Grazie.

Intervento n. 343
Pagina 52
Punto 7

Approvazione del Regolamento comunale per

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente. Io comincio l'illustrazione della delibera alla vostra attenzione, segnalando che il Comune di Rovigo non aveva ad oggi un Regolamento per i mercati agricoli. Stiamo parlando di mercati che avvengono su suolo pubblico, destinati alla vendita diretta di operatori che devono avere la caratteristica di agricoltori o di coltivatori diretti, in cui la vendita deve avere per oltre il 50% del prodotto venduto provenienza interna dell'azienda.

E’ stato costruito questo Regolamento, è stato redatto questo Regolamento in sostituzione di una situazione che in questo momento è sperimentale, quindi stiamo parlando di un mercato che credo la maggior parte di noi conosce, che avviene sul suolo pubblico il lunedì pomeriggio con la gestione di un soggetto privato; quel mercato si svolge sulla base di una delibera di Giunta risalente credo al 2012 o al 2013, che istituiva in via del tutto sperimentale questo mercato.

E’ stato necessario rivedere alcuni dei punti che erano contenuti in quella regolamentazione di natura sperimentale.

Si è proceduto quindi alla costruzione di questo Regolamento che ha come propri punti architrave l'idea in base alla quale il Regolamento prevede che questi mercati possono essere costituiti alternativamente o dall’Amministrazione Comunale o da un soggetto privato; che questo soggetto privato debba necessariamente essere scelto con una manifestazione pubblica di interesse, nel caso in cui ci sia un interesse appunto a far funzionare questo tipo di mercati; che, nel caso in cui sia un soggetto privato, il Regolamento stesso stabilisce che questo soggetto deve accollarsi tutte le spese di funzionamento del mercato stesso per evitare che ci sia la possibilità che poi il funzionamento del mercato dia luogo a dei costi non prevedibili per l’Amministrazione Comunale.

A fronte di tutto questo, il Regolamento è un inquadramento di natura complessiva. Viene demandata alla Giunta la redazione non solo del bando di gara per l'istituzione del mercato stesso, nel caso in cui ci siano delle manifestazioni di interesse da parte di soggetti privati, ma demanda anche alla Giunta la redazione delle linee guida che sottendono alla gestione stessa del mercato nel caso in cui questo venga gestito da un operatore privato. Quindi questo è il contenuto a grandi linee principali del Regolamento.

In Commissione il Regolamento è stato analizzato e ha visto il voto favorevole dei Consiglieri Businaro, Montagnolo, Romagnolo e Scaramuzza, e l'astensione del Consigliere Rizzato. Grazie mille.

Intervento n. 346
Pagina 53
Punto 7

Approvazione del Regolamento comunale per

Sindaco

Leggi intervento

Capisco, ringrazio per il punto. E’ evidente che il Regolamento ammette tranquillamente che sia l’Amministrazione Comunale a gestire direttamente il mercato, esattamente come avviene con i mercati del martedì, del giovedì e del sabato; si dà la possibilità che ci sia anche un soggetto privato che lo gestisce; si chiarisce quali sono gli oneri che questo soggetto deve avere.

E’ evidente che esistono delle norme che devono essere rispettate, che garantiscono la libertà di intrapresa, e quindi nella redazione del disciplinare che poi regolerà un mercato e che darà le linee guida all'operatore, questa normativo deve essere applicata. Quindi mi sento di rispondere questo.

Il Regolamento in questo momento stabilisce un quadro generale, e poi la parte relativa alle linee guida di gestione concreta del Regolamento, nel caso in cui ci sia un operatore privato, viene demandata ad una atto successivo, fermo restando il fatto che bisogna comunque garantire il rispetto delle norme.

Intervento n. 349
Pagina 54
Punto 7

Approvazione del Regolamento comunale per

Sindaco

Leggi intervento

Il comma quinto dell'articolo 5 stabilisce che “per l'occupazione dei singoli posteggi, non verrà rilasciata alcuna concessione, considerato che l'area interessata dalla vendita nel suo complesso è concessa in gestione all’Ente gestore che, in regime della stagionalità della vendita, potrà alternare le presenze dei singoli operatori”, ma questo non implica in alcun modo che il gestore possa stabilire ex ante, sulla base di alcune criteri che sceglie in autonomia, chi partecipa al mercato, perché esistono delle norme di legge che garantiscono e tutelano la libera concorrenza, e quindi si tratterà semplicemente di fare riferimento a queste norme di legge.

Sono delle Direttive europee che poi sono state recepite anche a livello di legislazione italiana. Quindi io non sinceramente non vedo dove sia il problema. E’ evidente che quando è stato fatto questo Regolamento, è stata fatta anche un'attività di benchmarking a livello nazionale.

Questo regolamento è in linea con i Regolamenti dei mercati agricoli che si trovano anche in altre città. Quindi mi sento di rispondere questo. Grazie.

28 luglio 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 80
Pagine 16–17
Punto 2

Assestamento generale e salvaguardia degli equilibri di bilancio

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente. Volevo fornire una veloce spiegazione sul tema del progetto Historic. Non c'è l’Assessore Tovo, quindi rispondo io.

Di fatto questo è un investimento relativo alla sistemazione di una sala, o meglio di più sale dedicate presso il Museo dei Grandi Fiumi, sul progetto Ambra. Il progetti Historic è progetto europeo; è stato il primo progetto che noi abbiamo trovato sul tavolo quando ci siamo insediati come Amministrazione.

E’ collegato questo progetto Historic anche a tutta l'attività di scavo archeologico presso la Frattesina, quindi c'è il coinvolgimento anche della Sovrintendenza, e tutta questa attività è finalizzata a integrare e aumentare la capacità del nostro Museo dei Grandi Fiumi, di fornire un progetto di natura culturale. Quindi questa voce è dedicata a questo tipo di investimento.

Intervento n. 93
Pagine 18–19
Punto 2

Assestamento generale e salvaguardia degli equilibri di bilancio

Sindaco

Leggi intervento

L’Amministrazione si sta muovendo distinguendo fra il pregresso e quello che invece dovrà essere fatto da questo momento in avanti. Sul pregresso c’è una data che costituisce un discrimine, che è quella dell’individuazione della determinazione della crisi pandemica a livello nazionale. Fino alla determinazione di questa data, non ci sono dubbi dal punto di vista legale sulla necessità di recuperare tutta la cifra che non è stata versata dalla Società.

E’ in fase di trattativa in questo momento con gli Avvocati di controparte la determinazione delle spese che sono state sostenute, dei minori ricavi che sono stati ottenuti dai gestori del Polo Natatorio durante la fase COVID, quindi c'è il combinato disposto di questi due aspetti, e stiamo valutando la necessità di procedere ad un nuovo bando di gara per poterlo fare, però anche in questo caso stiamo cercando di acquisire tutte le informazioni possibili; è necessario capire in questo momento quali sono i costi effettivi per la gestione di un Polo Natatorio.

E’ un tema estremamente volatile, ci sono molte situazioni anche in città vicine alla nostra particolarmente eterogenea, in alcuni casi le Amministrazioni Comunali stanno fornendo un contributo alle Società che gestiscono le piscine, in altri casi invece ci sono dei canoni che sono stati rideterminati anche molto recentemente con una procedura a scalare, quindi partendo da cifre molto basse che mano a mano tendono ad aumentare nel corso del tempo, sotto l'ipotesi che la situazione si vada normalizzando nel corso di due o tre anni.

Si tratta quindi di una situazione particolarmente difficile da individuare in termini prospettici. Ci stiamo attivamente lavorando. Queste sono un po’ le informazioni che in questo momento sono in grado di dare.

Intervento n. 400
Pagina 58
Punto 9

D.L. Legge 112/2008 convertito in L. 133/2008 - Integrazione

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente. La delibera che viene sottoposta alla vostra attenzione è relativa all'integrazione al programma per l'affidamento degli incarichi professionali anno 2022, relativa alla figura di Direttore Artistico del Teatro Sociale. Stiamo parlando di una cifra di 30.500 euro all'anno omnicomprensiva, per un triennio.

Entro la fine del 2022 saranno espletate tutte le attività di selezione e l'incarico partirà dal 1° gennaio 2023. La proposta di delibera è già stata valutata anche nell'ambito della relativa Commissione Consiliare, con il voto favorevole dei Consiglieri colleghi Traniello, Balzan, Biasin, Salvaggio, Scaramuzza e Menon, e l’astensione dei colleghi Consiglieri Rossini e Magon. Grazie.

Intervento n. 464
Pagina 68
Punto 12

Interrogazioni ed interpellanze”- Pag. 68 2

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente e grazie della segnalazione. Ovviamente ci attiveremo immediatamente con Bus Italia per cercare di venire incontro a questa esigenza e cercheremo di portarla a casa. Grazie.

Intervento n. 478
Pagina 70
Punto 12

Interrogazioni ed interpellanze”- Pag. 68 2

Sindaco

Leggi intervento

Grazie. Ringrazio il Consigliere Rossini. Molto velocemente, sulle tempistiche delle interpellanze, faremo di tutto per venire incontro alle sue esigenze. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 480
Pagina 70
Punto 12

Interrogazioni ed interpellanze”- Pag. 68 2

Sindaco

Leggi intervento

Faremo di tutto per venire incontro alle sue esigenze. Poi sulle modalità di svolgimento degli esami all’Università, ce ne sono di vari tipi, ci sono i multipli test, interrogazione a risposta multipla, domande aperte, ci sono vari tipi di modalità di esercizio degli esami. Per quanto riguarda l’Assessore, è una scelta che riguarda una valutazione che fa il Sindaco insieme alla sua maggioranza, e quindi non ho altro da aggiungere su questo.

Non c'è una motivazione di natura amministrativa. Capisco che può esserci qualcuno che ha delle rimostranze. Cercheremo anche di risolvere il problema di chi ha della rimostranze.

Grazie.

Intervento n. 496
Pagina 74
Punto 12

Interrogazioni ed interpellanze”- Pag. 68 2

Sindaco

Leggi intervento

Per una doverosa risposta relativamente alla richiesta di un'ordinanza. Faremo una valutazione con i nostri uffici, soprattutto di chi si occupa di questi aspetti, e quindi con gli uffici e il Segretario Generale, per capire quale potrebbe essere la soluzione dal punto di vista amministrativo più corretta.

30 giugno 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

11 interventi
Intervento n. 5
Pagine 3–4
Punto 1

Surrogazione della Consigliera comunale dimissionaria

Sindaco

Leggi intervento

Grazie. Il contenuto della delibera è già stato illustrato dalla Presidente, che ringrazio. Prima di procedere consentitemi, dato che è la prima occasione dopo le dimissioni di Silvia Menon, di esprimere a nome mio personale, ma credo anche a nome dell'intero Consiglio Comunale, un ringraziamento all’ex Consigliera Silvia Menon per il lavoro che ha svolto durante tre Consigliature.

E’ stata sicuramente una figura di riferimento che ha svolto con attenzione, con scrupolo e con passione il suo lavoro di Consigliere comunale, e quindi credo siano doverosi i ringraziamenti per tutto quello che ha dato al Consiglio e ovviamente alla città. Gli Organismi istituzionali hanno proceduto al calcolo dei quozienti elettorali per individuare la figura, la persona che ha il titolo a subentrare alla Consigliera dimissionaria. La figura è stata individuata in Tiziano Menon.

E quindi la delibera che vi chiedo di approvare è la surrogazione della Consigliera Menon con il Consigliere Tiziano Menon. Grazie mille, Presidente.

Intervento n. 8
Pagina 5
Punto 2

Sostituzione di un componente della 1^ Commissione

Sindaco

Leggi intervento

Anche in questo caso si tratta di un atto dovuto in definitiva, perché dobbiamo procedere all'individuazione della persona che sostituirà Silvia Menon nella Commissione Consiliare. Stiamo parlando della 1^ Commissione. Quindi la discussione riguarderà l'individuazione del sostituto.

Intervento n. 13
Pagina 6
Punto 3

Organismi collegiali indispensabili 2022

Sindaco

Leggi intervento

Si tratta di una delibera che rappresenta un atto che viene riproposto tutti gli anni, cioè l'individuazione, la lista puntuale di tutti gli organismi collegiali di cui l’Amministrazione si dota. La lista è di fatto invariata rispetto a quella che era stata proposta l'anno scorso, e quindi viene proposta all'approvazione nella formulazione che trovate. E’ stata discussa nell'ambito della Commissione, con il voto favorevole dei Consiglieri Gambardella, Balzan, Biasin, Magon, Nale, Scaramuzza, Sette e Traniello.

Grazie.

Intervento n. 20
Pagine 10–11
Punto 4

Variazioni al bilancio di previsione 2022/2024 con

Sindaco

Leggi intervento

Fermo restando il fatto la valutazione politica che verrà espressa da ciascun singolo Consigliere sulla valenza della manovra, volevo soffermarmi su due aspetti che riguardano delle voci particolarmente rilevanti per segnalare - cosa che è già stata discussa anche in sede di Commissione, ma forse è bene ribadirlo anche durante i lavori del Consiglio - che è stato proposto il raddoppio della cifra indicata per la rotatoria di Viale Milani, perché originariamente la cifra teneva conto di un potenziale cofinanziamento regionale, che noi ovviamente auspichiamo con viva forza che accada, ma la ragioneria ha segnalato che fino a quando non c'è la certezza del finanziamento, poiché siamo già in fase di progettazione esecutiva dell'intervento, è necessario che venga fornito il finanziamento dell'intera opera.

Di conseguenza sarà possibile liberare circa 350.000 euro sul budget che in questo momento stiamo destinando, nel caso in cui auspicabilmente Regione accolga favorevolmente la nostra proposta, però a bocce ferme ci troviamo nella necessità di prevedere il finanziamento dell'intera opera, che è un'opera a cui noi teniamo molto, a cui credo l'intero Consiglio tiene molto, perché si tratta di fornire una risposta a una situazione che si sta trascinando da moltissimi anni di oggettiva difficoltà dal punto di vista viabilistico, e quindi consente anche di mettere in sicurezza quello che può essere definito come un autentico punto nero della viabilità cittadina.

Il secondo intervento riguarda il secondo stralcio dei lavori di adeguamento della sede della futura sede dei servizi sociali e della Polizia Locale.

Questo secondo stralcio riguarderà di fatto interventi esterni rispetto all'immobile, al corpo principale dell'immobile perché, per poter trasferire il Comando di Polizia Locale, è necessario fornire quella sede anche di tutte le attrezzature relative al rimessaggio dei mezzi, sapete che molti mezzi della Polizia Locale funzionano con sistemi di trazione elettrica, e quindi il progetto prevede anche l’installazione di pannelli fotovoltaici, di centraline per il carico dei mezzi, e in generale per la sistemazione di piattaforme che consentano la messa in sicurezza dei mezzi stessi.

Qui siamo nell'ordine di 450.000 euro, vado a memoria. E’ un intervento sicuramente molto importante, ma che consentirà di chiudere un'operazione che riteniamo assolutamente strategica per una serie di considerazioni che sono già state avviate. Quindi queste sono sicuramente due delle principali voci che rappresentano un po’ una novità rispetto alla primissima versione che era stata discussa, su cui si era cominciato a ragionare, e che viene presentata ufficialmente al Consiglio con la seduta di oggi.

Grazie mille.

Intervento n. 47
Pagine 17–18
Punto 4

Variazioni al bilancio di previsione 2022/2024 con

Sindaco

Leggi intervento

Do due risposte molto veloci e una considerazione.

Sulla considerazione che faceva prima il Consigliere Aretusini riguardo agli investimenti in infrastrutture che adesso sono stati ripresi anche dal collega Favaretto segnalo, perché secondo me è corretto farlo, che l'investimento che stiamo facendo su Viale Marconi consente un risparmio già a partire dal prossimo anno di 80.000 euro l'anno in canone di locazione passivi, perché sono 68.000 euro di canone di locazione su Viale Della Pace per i servizi sociali e 12.000 euro della locazione presso una palazzina di IRAS per i tributi che, in seguito allo spostamento della Polizia Locale, possiamo portare in Piazza Tienanmen, liberando quegli spazi e quindi risparmiando ulteriori 12.000 euro.

Quindi in dieci anni recuperiamo circa 800.000 euro; se i tassi di interesse fossero zero, non lo sono, quindi il piano di ammortamento dovrebbe essere calcolato in maniera sicuramente più sofisticata di così, però l'ordine di grandezza è questo. Quindi lo sforzo è quello di abbattere i canoni di locazione passivi ove possibile, sfruttando nel miglior modo possibile appunto il patrimonio del Comune.

Sulla richiesta del Consigliere Milan relativa al progetto vetrine sfitte, si tratta di un progetto di riqualificazione, chiamiamolo di abbellimento della città; abbiamo moltissime vetrine che in questo momento sono chiuse, non manutenute, e quindi una delle cose su cui si è ragionato, ci sono anche varie proposte che si sono succedute nel corso del tempo anche da parte di vari componenti del Consiglio Comunale, è quello di prevedere un progetto che consenta di agganciare alle future mostre che verranno fatte in città la possibilità, per chi lo desidera ovviamente, di mettere a disposizione delle gigantografie che coprono la vetrina sfitta, e quindi danno anche maggior decoro ad alcune delle nostre vie della città, con delle gigantografie in linea, o ad esempio con le grandi mostre, oppure con un progetto di natura culturale artistico che verrà scelto da parte degli Assessorati di riferimento, in collaborazione con delle persone che siano in grado di supportarci in questo tipo di proposta.

Quindi questa è un po’ l'idea. Si tratta di un investimento sicuramente non impattante, però che è in grado di dare anche quel piccolo segnale di maggior decoro alla città, soprattutto in occasione delle grandi mostre che, come abbiamo visto, portano decine e decine di migliaia di persone in città, e che rappresentano in questo momento un vero vanto per la città di Rovigo.

Sulle considerazioni politiche che ha fatto il collega Chendi, io ho già avuto modo di dichiararlo fin da novembre del 2021, ribadito nel dicembre del 2021, ribadito nel marzo del 2022: non ci sono accordi che riguardino la maggioranza che governa il Consiglio Comunale. Non ci sono. Infatti non ci sono state manovre di nessun genere.

L’Amministrazione sta lavorando in totale serenità insieme alla sua maggioranza, cerchiamo di trovare i punti di caduta che consentano di proseguire senza avere incidenti di percorso. Le posizioni all'interno della Giunta non sono state modificate, siamo in fase di discussione per cercare di trovare la miglior soluzione possibile. Non c'è nessuna relazione, e l'ho dichiarato, fra quello che è successo con le elezioni provinciali e il modo in cui questa Amministrazione e questa maggioranza stanno lavorando.

Poi sull'altro tema, chi mi conosce sa che io non parlo di nomi e tantomeno parlo di nomi con i giornalisti. Quindi se escono alcuni nomi, sicuramente questa cosa, penso di poter affermare senza tema di smentita, non dipende da me. Poi è evidente che qualche nome può uscire per mille motivi, però non credo di avere nessuna responsabilità su tutto questo.

Grazie.

Intervento n. 61
Pagina 21
Punto 4

Variazioni al bilancio di previsione 2022/2024 con

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente. Il parere della Giunta è di potenziale accoglimento dell'emendamento. E’ stata fatta una valutazione sul capitolo da cui provengono questi finanziamenti e la valutazione che è stata fatta è che sia possibile comunque riuscire ad integrarli abbastanza velocemente e procedere comunque ai progetti che si erano ipotizzati di fare originariamente.

Segnalo, ma a margine dell’emendamento, che c'è una disponibilità che era già stata segnalata precedentemente da almeno un’Associazione di volontariato che opera in ambito sanitario, di messa a disposizione per corsi per l'utilizzo di apparecchiature come i defibrillatori. Quindi io credo che la proposta sia assolutamente ragionevole, cioè la posizione della Giunta è di potenziale accoglimento. Grazie.

Intervento n. 93
Pagine 25–26
Punto 4

Variazioni al bilancio di previsione 2022/2024 con

Sindaco

Leggi intervento

Prima di esprimere il parere della Giunta, approfitto molto velocemente per alcune considerazioni di natura generale, riallacciandomi anche a quello che in questo momento veniva riportato dal Consigliere Azzalin. Venerdì della scorsa settimana, come ho già avuto modo di dichiarare, c'è stata un'Assemblea plenaria con Prefettura, Acquevenete, l’ULSS 5 Polesana, ARPAV, che ha fatto il punto della situazione insieme a tutti i Sindaci della Provincia.

E’ stato stabilito come muoversi nel caso in cui fosse necessario procedere d'urgenza all’emissione di ordinanze in caso in cui l'acqua non fosse più potabile, ed è stata illustrata la situazione. Nel frattempo ho avuto modo di interfacciarmi ieri pomeriggio con la Prefettura, questa mattina con il Presidente di Acquevenete. La situazione in questo momento, per il Comune di Rovigo, non - non ripeto - richiede la necessità di ordinanza restrittiva sull'utilizzo dell'acqua potabile.

La situazione dell’Adige è sicuramente migliore rispetto alla situazione del Po. Non abbiamo di fatto risalita di cuneo salino paragonabile a quella del fiume Po. Anche nel fiume Po - notizia secondo me assolutamente confortante - probabilmente già da sabato la stazione di pompaggio di Ponte Molo dovrebbe rientrare nella normalità e quindi non prevedere più l'utilizzo di un desalinizzatore prima che entrino in funzione tutte le attività di potabilizzazione.

Quindi in questo momento non sono previste ordinanze. Stiamo cercando di mantenere, per quanto possibile, una linea omogenea a livello provinciale, al netto ovviamente dei tre Comuni che, fin da venerdì scorso, sono interessati da problemi di potabilizzazione a cui facevo riferimento in precedenza, e che quindi sono stati richiesti di emettere ordinanze specifiche perché una parte del loro territorio è servita da quella centrale di potabilizzazione.

Ciò nonostante va ribadito che la situazione è grave, che quindi va seguita con estrema attenzione. Vanno messe in atto delle azioni di mitigazione del problema. Come Amministrazione, come è stato ricordato, abbiamo deciso di dare un segnale che, se volete, è un segnale minimo ma secondo me significativo.

Ricordo che le nostre fontane sono a circuito chiuso, quindi non prevedono il consumo nel continuo di acqua, ma è evidente che con queste temperature la necessità di ripristino dovuta alla banale evaporazione implica comunque un consumo, per quanto limitato, e quindi abbiamo deciso di interrompere l'utilizzo delle fontane. Però abbiamo bisogno anche di sensibilizzare tutta la popolazione ad un uso sostenibile e responsabile della risorsa idrica.

Quindi la posizione della Giunta è favorevole all'accoglimento dell'emendamento. Sarà cura dell'ufficio ambiente, insieme all'ufficio comunicazione, studiare qual sarà la modalità preferibile di messa in atto di una campagna informativa. Come è già stato anticipato e auspicato, anch'io credo che il target più probabile sia quello delle scuole.

Con un'azione congiunta insieme al gestore del ciclo integrato delle acque utilizzeremo questa risorsa, che viene messa a disposizione con questo emendamento, se approvato in questa direzione, e quindi cercheremo di costruire una campagna di sensibilizzazione che punti direttamente alle giovani generazioni. Grazie.

Intervento n. 123
Pagine 29–30
Punto 4

Variazioni al bilancio di previsione 2022/2024 con

Sindaco

Leggi intervento

Io anticipo che il parere della Giunta è favorevole e spiego anche il contesto all'interno del quale abbiamo fatto una valutazione di questo genere. Mi prendo veramente due minuti per spiegare un attimo qual è la situazione in questo momento del sistema di videosorveglianza della città di Rovigo.

Abbiamo fatto una verifica alcuni giorni fa, perché siamo in fase di redazione del Regolamento sulla videosorveglianza, che è uno dei Regolamenti che da tempo deve essere portato all'attenzione di questo Consiglio, perché consentirà di sistemare anche alcuni aspetti collegati alla privacy che in questo momento non sono del tutto chiari.

Nell'ambito di questo tipo di lavoro abbiamo fatto anche un’attività di mappatura in collaborazione con AS2, che è il soggetto che gestisce il sistema di videosorveglianza per conto del Comune di Rovigo. Sono vari gli stralci che si sono succeduti nel corso del tempo; questo dà una sorta di eterogeneità sulla corte delle dotazioni tecnologiche presenti in città. Segnalo però che il 90% delle telecamere, forse l’85% delle telecamere, è di fatto di ultima generazione, tutte funzionano.

Quindi quello che si legge sulla stampa ogni tanto, che non ci sono le telecamere che funzionano in Piazza XX Settembre o in altre zone non è vero, funzionano tutte. Tutto il materiale viene tenuto presso un server a cui le Forze dell’Ordine, su richiesta, hanno accesso. Ci sono alcune telecamere che sono di una generazione un pochino più datata, circa una decina su 70, che dovranno essere sostituite nell'ordine di una normale manutenzione; esiste un piano di estensione ulteriore del sistema di videosorveglianza.

Quello su cui stiamo ragionando come Amministrazione, indipendentemente da questo emendamento, stiamo ragionando sull'estensione per parchi e piste ciclabili e una delle altre cose su cui stiamo ragionando è un sistema di videosorveglianza su determinati parcheggi, soprattutto nelle frazioni, in particolare i parcheggi dei cimiteri, che sono stati oggetto di alcuni atti vandalici anche recentemente. Ovviamente gli investimenti dovranno essere investimenti tarati e modulati nel corso del tempo.

Su questo però segnalo che tutti gli anni Regione del Veneto emana un bando. Siamo in attesa che a metà luglio venga emesso il bando 2022. L'anno scorso l'abbiamo utilizzato non per la videosorveglianza, ma per l'acquisto di mezzi da mettere in dotazione alla Polizia Locale.

Il bando prevede un cofinanziamento da parte dell’Amministrazione. La scala del bando è fino a 70.000 euro per i Comuni delle nostre dimensioni, e il cofinanziamento è del 20%. Quindi se noi chiederemo 70.000 euro, serviranno 15.000 euro di cofinanziamento; se ne chiediamo 50.000, ne servono 10.000 euro, giusto per avere un'idea.

La nostra intenzione è quella di utilizzare questa dotazione finanziaria sicuramente come cofinanziamento per la partecipazione al bando regionale, e quindi usare questo fondo a leva. La cosa è utile per l’Amministrazione perché altrimenti entro luglio non saremmo in grado di recuperare quella disponibilità finanziaria andandola a pescare su altri capitoli di bilancio.

Quindi il fatto che in questo momento, con questo emendamento, venga messa a disposizione una cifra, ci consente poi di partecipare con agio al bando che siamo in attesa, ma dovrebbe sicuramente uscire, entro la metà di luglio. Questo è il motivo fondamentale per cui l’Amministrazione, la Giunta esprime parere favorevole all'emendamento.

Intervento n. 182
Pagina 37
Punto 4

Variazioni al bilancio di previsione 2022/2024 con

Sindaco

Leggi intervento

Grazie. L'emendamento c'entra un punto fondamentale che però è bene ricordare, è già contenuto nel capitolo di spesa da cui si propone il prelievo.

Proprio per questo motivo, dato che abbiamo una situazione generalizzata di difficoltà nella gestione dei parchi,ne abbiamo parlato anche in precedenza, io credo che sarebbe opportuno non identificare un unico parco come destinatario di una somma in via esclusiva, c’è un impegno politico da parte di questa Amministrazione ovviamente di prendere seriamente in considerazione le esigenze di messa in sicurezza di questo parco, però mi sentirei di evitare di identificare un unico parco tra i molti che abbiamo nell'ambito del nostro territorio comunale come destinatario esclusivo di un capitolo che invece è destinato in generale, sulla base di valutazioni che devono essere di natura tecnica da parte degli uffici sulle priorità, sapendo che tra le priorità sicuramente questo viene inserito.

Grazie.

Intervento n. 219
Pagina 41
Punto 4

Variazioni al bilancio di previsione 2022/2024 con

Sindaco

Leggi intervento

Ma veramente 30 secondi, non due minuti. Io volevo segnalare che oggi in aula è successa una cosa secondo me è bella, perché il fatto che venga approvato all'unanimità una manovra così importante, non deve essere sicuramente visto come un segnale di inciucio, di compromesso al ribasso.

Io credo che sia un'assunzione di responsabilità da parte di tutti, maggioranza e opposizione, nel cercare di condividere un percorso che non ha nulla di condivisione dal punto di vista politico partitico, ma di condivisione per gli obiettivi per la città. Quindi volevo esprimere un ringraziamento a tutti i colleghi che hanno partecipato a questo voto. Grazie.

Intervento n. 290
Pagina 53
Punto 7

Interrogazioni e interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Rispondo io anche per la prima segnalazione. Ringrazio ovviamente il Consigliere Bertacin per le segnalazioni, perché il posizionamento dei cartelli divieto di transito comunque fa riferimento alle competenze di Polizia Locale, quindi l’Assessore di riferimento sono io. Ho preso nota delle sue richieste.

Cercheremo ovviamente di trovare una soluzione nel minor tempo possibile. Per quanto riguarda i controlli, faremo il possibile per intensificarli.

Segnalo che non sempre è possibile riuscire ad intercettare questo tipo di traffico perché vengono messi in atto, l’abbiamo già visto anche in altre zone della città dove c'è traffico pesante diretto ad alcuni impianti produttivi molto particolari, purtroppo vengono usate anche delle tecniche finalizzate ad eludere i controlli, tipo la presenza di un'autocivetta dotata di un telefono cellulare che segnala la presenza o meno della pattuglia di Polizia Locale. Comunque detto questo, faremo tutto il possibile.

Per quanto riguarda la cabina telefonica, ovviamente è una situazione che non può durare, ne sono perfettamente consapevole. Anche in questo caso sicuramente contatteremo Telecom, perché è chiaro che il primo soggetto che se ne deve fare carico è il soggetto che la gestisce, e cercheremo di trovare una soluzione perché oggettivamente è un problema di igiene pubblica e di decoro. Grazie.

7 giugno 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

8 interventi
Intervento n. 7
Pagine 5–6
Punto 1

Interrogazioni e interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Grazie per le richieste di chiarimento. Primo punto. Sulle interpellanze solleciterò sia gli uffici, i Dirigenti, sia i colleghi, per fare in modo che le interpellanze siano quanto più complete possibili e nei tempi congrui.

Per quanto riguarda i cestini di Piazza Merlin, come è stato giustamente ricordato stiamo cercando di dare nuova vita a quell'area, stiamo facendo investimenti importanti, anche di cura del verde. Prendiamo in considerazione la richiesta e faremo tutte le valutazioni del caso per aumentare anche la dotazione dei cestini. Sul tema dell’Assessore al commercio, è evidente che è una decisione che spetta al Sindaco.

Segnalo, tra le altre cose, che il tavolo del commercio sta continuando a lavorare, lunedì prossimo uscirà una manifestazione di interesse per la predisposizione, in collaborazione con i soggetti del tavolo, per i quattro - non tre - i quattro giovedì di luglio con le aperture serali fino alle 24. Quindi l’Assessorato sta lavorando e cerchiamo di lavorare nel miglior modo possibile. Per quanto riguarda i PIRUEA, qui vorrei essere un pochino più chiaro.

La prima azione che questa Amministrazione ha fatto di ricognizione complessiva sui PIRUEA è datata settembre 2019, con richiesta esplicita agli uffici da parte dell'allora Assessore all'urbanistica, Ingegner Giuseppe Favaretto, che ha richiesto una relazione specifica al Dirigente con tutta la situazione, fideiussione per fideiussione. E’ corretto che ci sono delle fideiussioni scadute.

E’ corretto ricordare altresì che le fideiussioni risultano scadute in alcuni casi da più di dieci anni, ed è evidente che in questi casi l’Amministrazione non è nelle condizioni di riattivarle quelle fideiussioni, dato che siamo in presenza di fideiussioni scadute con aziende fallite.

Non è assolutamente vero che l’Amministrazione si è mossa solo dopo l'arrivo della Guardia di Finanza; prova ne sia il fatto che avevamo già iniziato la ricognizione, come è già stato ricordato, e che comunque stiamo attivando una serie di importanti recuperi. Poi magari su questo abbiamo l’Assessore Cattozzo o il Segretario che hanno informazioni più precise, però non so se sia il caso di farlo nell'ambito della risposta all'interpellanza.

Stiamo recuperando, abbiamo portato queste cifre anche all'attenzione del Consiglio Comunale non molto tempo fa, quindi stiamo lavorando in questa direzione. Il nostro obiettivo è comune: quello di riuscire a recuperare quanto più possibile, tenendo conto del fatto che è una situazione, possiamo definirla incrostata nel tempo, e quindi i Consigli Comunali che si sono succeduti nel corso del tempo, probabilmente non hanno fatto la dovuta attenzione a quello che stava accadendo.

Stiamo cercando di prendere in mano con completezza tutti questi aspetti perché è assolutamente necessario portarli a termine. Su Via Calatafimi abbiamo fatto una serie di modifiche alla circolazione; abbiamo ovviamente ritenuto necessario venire incontro alle esigenze dei residenti. Faremo un'ulteriore verifica anche sulla possibilità di estendere ulteriormente il traffico ai non residenti, però poi a quel punto diventa molto complicato stabilire se un residente è amico di qualcuno che abita lì oppure no.

Mentre la carta d'identità e la residenza indica chiaramente se una persona abita in quella via, e quindi c'è la possibilità di concedere il giusto diritto di non fare 15 chilometri; in tutti gli altri casi la cosa è molto più complicata anche dal punto di vista del diritto amministrativo. Comunque faremo una verifica approfondita su questo. Sul tema della fonderia, Draxton ha cominciato a interloquire con questa Amministrazione anche in questo caso nell’agosto-settembre 2019.

Ci sono stati vari incontri. Il tema della incongruità dal punto di vista dello strumento urbanistico, non necessariamente sovrapponibile all'autorizzazione VIA che l'azienda ha, che consente all'azienda di avere una regolare produzione su quel sito. Sono due questioni separate, ed essendo due questioni separate, devono essere messe su piani che si devono parlare, ma che non necessariamente sono coincidenti.

Ricordo molto semplicemente che il tavolo tecnico che è stato attivato, che prevede una serie di soggetti, è un tavolo tecnico; è stato chiesto anche da parte nostra di avere delle figure che abbiano delle competenze specifiche sul tema. Secondo, quello non è un tavolo decisorio, per un motivo molto semplice: la definizione di incongruità è una definizione contenuta in uno strumento programmatorio del Comune di Rovigo, e la decisione è una decisione di Consiglio. Quindi non è assolutamente un tavolo decisorio.

E’ un tavolo che istruisce una pratica. Questa è la posizione dell’Amministrazione. Possiamo non essere d'accordo ovviamente, è legittimo.

E’ un tavolo tecnico che ha la necessità di mettere in fila una serie di questioni, non ultima anche l'analisi completa dei dati che sono registrati giornalmente dall'azienda e che sono in questo momento nella disponibilità dell'azienda e di ARPAV, quindi è opportuno che ci sia un'analisi anche dal punto di vista statistico, fatta però da soggetti che siano in grado di interpretare e leggere quei dati. Questo è quello su cui stiamo lavorando.

Non appena saranno finiti i lavori del tavolo tecnico, ci saranno una serie di passaggi che illustreranno quali sono i risultati del tavolo tecnico. Grazie.

Intervento n. 27
Pagine 11–12
Punto 1

Interrogazioni e interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Grazie per la segnalazione. La risposta in realtà non può essere completa perché il tema è estremamente complesso. In pillole, abbiamo un contratto inesistente, nel senso che l'affidamento era stato dato in affidamento equivalente ad un affidamento in house alla vecchia Polesine Bus, che nel frattempo, come è noto, è fallita.

A Polesine Bus è subentrato in un'attività concessoria, per quanto riguarda il trasporto pubblico locale urbano Busitalia; per quello extraurbano, per circa il 95% delle tratte Garbellini, e per un numero molto limitato di tratte altri tre operatori. Da quando è partito questo tipo di attività, la normativa è cambiata e la normativa impone la necessità di una gara.

L’Ente che deve fare la gara non è il Comune di Rovigo ma è la Provincia, che è soggetto di governo del trasporto pubblico locale nell'ambito dell'intero bacino. E’ noto che, mentre il trasporto pubblico extraurbano presenta dei margini di redditività, il trasporto pubblico locale urbano è in perdita, e viene sovvenzionato dal finanziamento che affluisce, anzi dai margini che vengono recuperati dal trasporto pubblico extraurbano. Il finanziamento dell'attività è in larghissima parte di provenienza regionale.

In questo momento la Regione per il trasporto pubblico locale a livello provinciale impiega circa 10 milioni e mezzo di euro, che sono equivalenti ad un numero di chilometri in termini di centinaia di migliaia di chilometri, che sono stati inizialmente contrattualizzati.

Quindi ad esempio stamattina abbiamo deciso di dar corso la richiesta proveniente da Busitalia di aggiungere l'ultima corsa per un certo numero di frazioni che era stata sospesa durante il periodo COVID, in particolare Buso, Concadirame e altre frazioni, ma non è che questo implichi per circa 6.000 chilometri all'anno equivalenti a una certa cifra che adesso non mi ricordo, chiedo scusa, ma la recupero; non è che quella cifra lì la mette il Comune di Rovigo, è già inserita all'interno del contratto che la Regione paga.

Tra l'altro segnalo il fatto che in questo momento è in corso tra Comune di Rovigo e Provincia di Rovigo una interlocuzione, perché è obbligatorio arrivare all'emanazione di un nuovo bando; a maggior ragione se dovesse essere approvato nelle sue linee attuali il Decreto Concorrenza che implicherebbe che entro quattro mesi dalla data della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dal DL Concorrenza, diventa obbligatoria l'emanazione del bando.

Noi non saremo nelle condizioni di farlo, per una questione molto complicata dal punto di vista tecnico, però la situazione è esattamente questa. Sappiamo perfettamente che nei cosiddetti orari di morbida, gli autobus, soprattutto da e verso le frazioni, viaggiano vuoti. Ci sono due considerazioni da fare e dopo mi taccio.

La prima è che ovviamente bisogna cercare di trasformare il tipo di servizio che viene offerto. Il secondo, che bisogna fare un approfondimento su come dividere tra di loro il trasporto pubblico locale urbano da quello extraurbano.

Ci sono due scuole di pensiero: la prima, che abbiamo già esplicitato con un accordo che è stato fatto con il Comune di Pontecchio Polesine, in cui abbiamo deciso di pari accordo di trasportare il trasporto pubblico urbano, quindi gli autobus verso la piazza di Pontecchio Polesine, per fare in modo che gli studenti che vengono a scuola a Rovigo non fossero costretti a prendere la corriera ma a prendere l'autobus; oppure la scuola di pensiero alternativa che dice “dato che tutte le linee che arrivano dagli altri Comuni del territorio passano per le frazioni, trasformare quella parte di trasporto pubblico locale urbano in extraurbano a servizio delle frazioni, tranne che per gli orari in cui è previsto il trasporto da e verso le scuole”.

Questo deve essere oggetto necessariamente di un piano economico finanziario prospettico che l’Ente di governo deve predisporre prima dell'emanazione del bando, e quindi anche su questo stiamo ragionando, perché sarà necessario, data la complessità e la tecnicità del tema, dotarsi di una figura di natura consulenziale su cui, insieme alla Provincia, stiamo facendo ragionamenti. Grazie.

Intervento n. 39
Pagine 15–16
Punto 1

Interrogazioni e interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Grazie per l'interrogazione. Ovviamente siamo molto felici che ci sia questa opportunità, un WTA 125 se non sbaglio. E’ sicuramente un'occasione importante, è uno dei tornei satellite in preparazione di Wimbledon.

Il calendario è stato definito con le wild card in questi giorni. Devo dire che noi siamo stati contattati dagli organizzatori poche settimane fa, quando avevamo già un calendario degli eventi definito da almeno tre mesi; in quei giorni ricordo che Rovigo sarà interessata da uno dei principali Festival di teatro sperimentale sul territorio nazionale, che è il Festival Opera Prima.

Siamo stati coinvolti con una richiesta che prevedeva tra l'altro un esborso da parte dell’Amministrazione di circa 5.000 euro per un evento che doveva durare 30 minuti, e cioè l'estrazione del tabellone; non eravamo nelle condizioni in quel momento di coinvolgere. Sono previsti una serie di eventi accessori, tra l'altro un evento sicuramente in collaborazione con il Tennis Club Rovigo, che è un avvicinamento al tennis per i bambini, che verrà svolto in Piazza Garibaldi.

Io mi auguro che questo evento ovviamente rappresenti la prima puntata di un numero molto elevato di altre potenziali puntate che si succederanno nel corso degli anni, con l'auspicio sincero che ci sia un maggiore coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale nei tempi che l’Amministrazione Comunale si sta dando per la programmazione degli eventi in città e, lo ripeto, noi ci stiamo fregiando o piccando a seconda degli atteggiamenti, degli angoli e dei punti di vista da cui si guarda alle cose, di dare una programmazione alle attività degli eventi culturali in questa città, avendo un calendario di massima al massimo entro il mese di marzo, perché altrimenti non è serio pensare di avere una programmazione all'altezza con quello che noi vogliamo diventi la nostra città con un calendario che esce più tardi.

L'abbiamo fatto quest'anno, l'abbiamo segnalato a tutti i nostri potenziali partner. 15.000 persone sono un numero molto importante, non gigantesco. Come giustamente veniva ricordato “Rovigo racconta” ne fa 50.000 in tre giorni; circa 60.000 sono gli spettatori che stanno passando in queste settimane per le sale del Roverella.

Quindi sono numeri sicuramente importanti, ma sono numeri che per la città di Rovigo rappresentano una parte rilevante ma non sicuramente fondamentale della programmazione. Sicuramente nei prossimi anni ci sarà maggiore collaborazione.

Questo io sono sicuro che succederà, lo auspico fortemente, così come auspico fortemente che ci sia anche un maggiore coinvolgimento nella gestione dei flussi di sponsorizzazione che sono stati gestiti in quest'anno in un certo modo, mettendo tra l'altro in seria difficoltà alcuni degli eventi che non per fortuna, ma perché ci abbiamo creduto fino in fondo, durante anche l'ultimo fine settimana è stato possibile fare quando fino a un mese fa non esisteva ancora la certezza sul fatto che il budget potesse essere completata.

Grazie.

Intervento n. 94
Pagine 26–28
Punto 3

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 131 del 15.04.2022

Sindaco

Leggi intervento

Sì, ma le due cose si sposano. Tenendo conto anche dei limiti di tempo che ovviamente abbiamo, credo che dagli incontri precedenti anche fatti in sede di Commissione Consiliare, sia emerso in maniera abbastanza chiara che il piano che era stato predisposto tre anni fa non era percorribile da parte dell’Amministrazione Comunale. Non c'erano le condizioni giuscontabili per portare a termine quell'operazione.

Così come credo sia abbastanza chiaro che l'unico titolo che ha il Comune per intervenire su un soggetto che non è controllato dall’Amministrazione Comunale, senza incorrere nel pericolo di soccorso finanziario di Ente in pre dissesto, che è impedito dalle norme, è quello di prevedere una retrocessione totale o parziale dell'immobile Casa Serena, che apre una serie di scenari che vanno analizzati nel dettaglio, perché il fatto che si tratti di una situazione estremamente complicata, credo sia sufficientemente chiaro a tutti, perché c'è una questione debitoria molto importante da parte di un soggetto che sta cercando di trovare una soluzione andando a recuperare delle risorse in parte anche dall’Amministrazione Comunale, che originariamente non era assolutamente titolata a metterle a disposizione perché appunto, ripeto, non fa parte del perimetro delle controllate dall’Amministrazione Comunale.

Ci sono stati una serie di incontri, tra cui anche alcuni incontri in Regione; la posizione della Regione, lo posso dire, è una posizione abbastanza tranchant: la Regione dice “Secondo noi, quello che dovrebbe accadere è che IRAS restituisce totalmente Casa Serena. E’ evidente che per noi Ragione è un interlocutore, ma è un interlocutore che non è necessariamente allineato nei suoi interessi con quelli dell’Amministrazione Comunale”.

Io, insieme a tutti i colleghi, abbiamo il dovere di difendere gli interessi dell’Amministrazione Comunale, e tra gli interessi dell’Amministrazione Comunale ci sono quelli di verificare nel continuo il rispetto degli obblighi contrattuali che legano l’Amministrazione Comunale e IRAS, perché c'è un contratto di concessione.

Inoltre il compito che ci dobbiamo dare è quello di garantire la tenuta dei livelli occupazionali, il fatto che non ci sia un solo ospite che venga poi costretto a lasciare l’azienda IRAS come fornitrice di servizi alla persona e alla famiglia, la tenuta dei livelli di qualità del servizio; il fatto che IRAS, non appena verrà chiusa l'operazione di messa in sicurezza patrimoniale finanziaria, passatemi il termine, dia delle garanzie concrete di sostenibilità di medio e lungo periodo, perché non possiamo sicuramente correre il rischio di mettere sul tavolo la cifra che verrà individuata e rischiare un anno dopo di essere nella medesima condizione in cui ci troviamo in questo momento, quindi abbiamo bisogno di rassicurazioni concrete sulla tenuta del piano industriale, che non è compito nostro fare, ma è compito di IRAS.

Tutto questo ovviamente deve tenere conto della regia della Regione, che è il soggetto che controlla, che è l’Autorità di controllo; la Regione, lo posso dire in maniera abbastanza diretta, propende per una restituzione totale.

IRAS stessa fa un ragionamento un po’ diverso, perché dice “La restituzione totale per noi significherebbe anche una necessità di gestione del servizio non ottimale”, e quindi in questo momento si sta cercando di dirimere dal punto di vista tecnico, non politico, qual è la soluzione migliore nella gestione dell'utilizzo di spazi che sono sicuramente in parte di proprietà di IRAS - Sto parlando di San Bortolo - ma anche di quanta porzione di Casa Serena IRAS può pensare di tenere a propria disposizione per la fornitura del servizio.

E noi abbiamo l'ulteriore compito di trovare delle soluzioni per la porzione di Casa Serena che ci viene restituita, perché è evidente che noi non possiamo di pensare di acquisire una porzione di immobile che in questo momento viene gestita da un soggetto terzo, portarla in capo al Comune di Rovigo, e non avere nessuna soluzione disponibile sugli utilizzi, oltre che sulla necessità di recuperare delle risorse di natura finanziaria per la messa in sicurezza di quell’immobile, perché è inutile che ci giriamo intorno: è un immobile che ha avuto dei livelli di manutenzioni molto bassi, e la manutenzione non spettava al Comune di Rovigo, spettava a un altro soggetto, anche quella straordinaria da contratto, però in questo momento ha bisogno di una manutenzione massiccia; motivo per cui ovviamente non siamo rimasti fermi neanche per quanto riguarda la possibilità di reperire fondi di finanziamento aggiuntive.

Sto facendo riferimento chiaramente al PNRR, missione 5.1.2: noi abbiamo avanzato la candidatura per riuscire ad acquisire circa due milioni e mezzo di euro da investire potenzialmente su Casa Serena nell'ambito della proposta che viene avanzata dall’Ambito Sanitario Territoriale, che è il soggetto che è sovrapponibile al Distretto 1 della Conferenza dei Sindaci dell’USL, che è il soggetto titolare a fare la domanda per i finanziamenti del Ministero della Salute che vengono veicolati tramite la Regione.

Quindi stiamo cercando di non lasciare assolutamente nulla di intentato.

E’ evidente che - è inutile che ce lo nascondiamo - il tema è estremamente complicato, perché non ha una soluzione facile, perché se la soluzione fosse stata facile, l'avremmo già trovata anni fa; non è così, bisogna esserne consapevoli, e quindi noi stiamo cercando di trovare la miglior soluzione possibile nella difesa totale degli interessi dell’Amministrazione Comunale, delle persone che ci lavorano e delle persone che sono ospitate all'interno dell’IRAS. Grazie.

Intervento n. 217
Pagine 44–45
Punto 6

D.L. 112/2008 convertito in L. 133/2008: integrazione programma

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente. L’argomento è già stato in parte affrontato in un punto precedente di questo ordine del giorno. La richiesta che viene avanzata a questo Consiglio è quella di integrare il programma delle consulenze per assegnare un'attività di consulenza da parte del Dirigente protempore ai servizi ambientali, finalizzata all’individuazione di una figura tecnico professionale che affianchi il lavoro dell’Amministrazione Comunale al famoso tavolo tecnico DRAXTON di cui abbiamo parlato in precedenza.

Questo momento mi dà anche l’occasione per provare a definire il contesto all’interno del quale ci stiamo muovendo. Come è noto, DRAXTON è una Società che opera all’interno del Comune di Rovigo in un’area che è stata definita dal PAT 2012 come attività incongrua per la presenza all’interno di un’area di natura industriale, commerciale, artigianale. L'azienda ha a più riprese chiesto lo stralcio di questa classificazione di incongruità.

Ovviamente, per procedere in questa direzione, è necessario un duplice step, partendo da una considerazione di fondo: che l’azienda aveva proposto un ricorso al TAR, contrario alla presa d'atto del Consiglio, alla decisione del Consiglio Comunale di definizione di incongruità di questo insediamento produttivo; ricorso che è arrivato al suo naturale termine, che ha visto soccombente l'azienda e il Comune di Rovigo ha visto riconoscere, su tutti e quattro i punti che erano stati sollevati dall'azienda, le proprie ragioni, che non sono aspetti di natura tecnica, perché quello di cui stiamo discutendo in questo momento è il tema dell’incongruità, che quindi è un concetto di natura urbanistica perché l'azienda, essendo un'azienda che opera in un settore ben specifico, per poter operare deve ottenere e deve rispettare un'autorizzazione, che non viene rilasciata dal Comune di Rovigo, ma viene rilasciata dalla Provincia, cioè è una valutazione di impatto ambientale.

L'azienda in questo momento dispone di tutte le autorizzazioni. Ciò nonostante è definita incongrua e, ripeto, il TAR di fatto ha riconosciuto le ragioni dell’Amministrazione Comunale nel definire questa azienda come incongrua; d'altro canto dobbiamo assumerci la responsabilità di contemperare esigenze diverse.

Essendo noi Pubblica Amministrazione, abbiamo la necessità di definire nel dettaglio quali sono gli interessi dei vari stakeholder e provare a trovare una mediazione che sia finalizzata alla salvaguardia e alla massimizzazione del bene pubblico.

Sicuramente ci sono interessi collegati all'azienda, legittimi; gli interessi collegati all'azienda sono quelli dati dal fatto che la definizione di incongruità impedisce all'azienda stessa di effettuare qualsiasi tipo di incremento dei livelli produttivi; ci sono interessi collegati al mantenimento dei livelli occupazionali; ci sono però anche interessi delle persone che abitano nelle immediate vicinanze di questa azienda e ci sono degli interessi complessivi della collettività, tenendo conto che l'azienda comunque è un'azienda che produce quelle che in gergo tecnico vengono chiamate delle esternalità, cioè degli effetti che non sono necessariamente evoluti, ma che ricadono - in questo caso si parla di esternalità negative - che ricadono necessariamente sulla collettività nel suo complesso.

Si tratta quindi di una valutazione che dal punto di vista dell’Amministrazione deve avere due momenti precisi: il primo è quello di definire nel dettaglio, cioè di valutare ciò che l'azienda sostiene, e cioè di avere non solo adempiuto alle indicazioni VIA, ma di avere nel corso degli anni fatto una serie di attività di investimento che hanno ambientalizzato l'azienda e quindi l'hanno trasformata in un'azienda che ha un impatto sulla collettività e sul territorio circostante notevolmente inferiore rispetto a quello che succedeva anni fa, in linea con le previsioni VIA.

E’ opportuno ricordare che per fare una valutazione di questo tipo servono delle competenze specialistiche importanti. Noi stiamo dichiarando in questo momento che non ci sono competenze di questo genere interne all’Amministrazione Comunale.

Ricordo semplicemente che in questo momento il Dirigente titolare del settore ambiente è assente per quiescenza, siamo nella fase di sostituzione del Dirigente, e il Funzionario del settore ambiente si è trasferito presso altra Amministrazione ormai mesi fa, e anche in questo caso stiamo cercando di procedere alle sostituzioni.

Quindi è acclarato il fatto che in questo momento all'interno dell’Amministrazione Comunale non sono presenti le competenze che riteniamo debbano essere messe a disposizione per una valutazione tecnica sui dati che l'azienda mette a disposizione. Il tavolo sarà composto dalle controparti, da tecnici delle rappresentanze sindacali, da tecnici dell’ARPAV e da tecnici dell’USL. Questo tavolo farà una valutazione, lo ripeto per l'ennesima volta, tecnica.

I dati da analizzare sono particolari, richiedono competenze particolari; il Dirigente individuerà la persona che ritiene abbia queste competenze, e la richiesta che facciamo è di un incarico per sei mesi per complessivi 10.000 euro.

A valle di questo tipo di indagine, dovrebbe scattare la seconda fase, e cioè siccome qui stiamo discutendo della congruità o non congruità dell'impianto, quello che noi dovremmo poi discutere - e questa sarà sì una decisione politica - sarà: dato per assodato che l'azienda non produce in alcun modo danni all'ambiente o alla salute circostante, e questa è la fase tecnica, quindi stabilito in maniera scientifica che l'azienda non produce danni né all'ambiente, né alla comunità circostante, dovremo valutare insieme se l'azienda conferisce un valore aggiunto con la sua presenza in quel luogo per la collettività nel suo complesso, perché questo significa definire congrua l'azienda in un'area che il TAR stesso stabilisce non essere più a vocazione prettamente industriale o industriale pesante, ma è a vocazione commerciale artigianale, per il portato storico degli insediamenti che si sono succeduti nel frattempo.

Questa sarà la valutazione politica, che non è però affidata al tavolo tecnico. E la consulenza che noi chiediamo di poter attivare fa riferimento esclusivamente al tavolo tecnico e rimanderà ai lavori del Consiglio Comunale qualsiasi valutazione successiva sulla congruità o non congruità dell'impianto. Però, lo ripeto, assodato con scientificità il fatto che non ci sia alcun pericolo né per la salute, né per l'ambiente.

Quindi questo è il l’oggetto dell'estensione dell'incarico che chiediamo e vi ringrazio per l'attenzione bene.

Intervento n. 228
Pagine 50–51
Punto 6

D.L. 112/2008 convertito in L. 133/2008: integrazione programma

Sindaco

Leggi intervento

Io mi aggiungo alle considerazioni che ha fatto adesso l’Assessore. Credo che il Consigliere Osti abbia centrato il tema: noi stiamo cercando di avviare un percorso virtuoso di assunzione di responsabilità informata nei confronti dell'intera collettività, cioè sia dei portatori di interesse legittimi collegati a una presenza di natura industriale, sia ai cittadini.

Nessuno discute il fatto che ci sia un'autorizzazione VIA in questo momento in corso, così come però non possiamo non tenere conto delle sollecitazioni che riceviamo dai cittadini che ci segnalano che comunque la mattina devono spazzare i balconi.

Quindi è evidente che noi dobbiamo in qualche maniera acquisire delle informazioni di natura tecnica, che ci consentono poi di completare il quadro istruttorio, se non altro per un motivo, e cioè che tutto il motivo del contendere e il motivo della richiesta di eliminare la definizione di incongruità, è collegato ad un'esigenza aziendale che si può leggere in due maniere: la prima è una motivazione di natura strettamente economico patrimoniale, e cioè l'azienda ha un problema perché in questo momento questa multinazionale messicana ha nel proprio stato patrimoniale un impianto che, a causa della presenza di questa incongruità, ha un valore prossimo allo zero.

E nel momento in cui dovesse decidere di valorizzarlo, si troverebbe con un problema: se dovesse decidere di venderlo o valorizzarlo in altro modo, non sarebbe in grado di ottenere ovviamente un ritorno in linea con gli investimenti che sono stati fatti. Quindi è un tema di stretta convenienza di un portatore di interessi legittimo.

L’altro modo di leggere la questione, che è quello che ci è stato posto effettivamente sul tavolo, è la necessità da parte dell'azienda di ampliare la scala di produzione, ma nel momento in cui viene ampliata la scala di produzione in un'area che in questo momento il PAT definisce come incongrua e che diventerebbe congrua in seguito ad una acquisizione di decisione da parte dell’Organo politico di questa Amministrazione, a fronte di una decisione del TAR che va in una certa direzione, ci rendiamo conto che non possiamo prendere una decisione di questo genere a cuor leggero, demandandola esclusivamente a soggetti terzi, ma abbiamo la necessità di essere parte attiva di questo processo di acquisizione di informazioni e di presa di decisione consapevole.

Questa è l'assunzione di responsabilità da parte di un Ente che dal mio punto di vista agisce in maniera responsabile.

Quello che stiamo dicendo è: partiamo da considerazioni di natura scientifica, cerchiamo di analizzare nel dettaglio dal punto di vista scientifico e tecnologico che cosa l'azienda sta facendo in questo momento; ci sono anche dei temi, questa cosa la possiamo dire perché è emersa nel tavolo tecnico, ci sono dei temi che attengono non solo ai fumi, ma anche ai rumori, che è altra cosa nota, che riguardano anche delle modalità di organizzazione aziendale, per esempio è stato riconosciuto il fatto che il rumore, nonostante la presenza di barriere antirumore, dipende anche da dei comportamenti interni all'interno dell'azienda che, invece di appoggiare il materiale ferroso sul terreno, lo faccia cadere in maniera rumorosa.

Cioè ci sono tutta una serie di temi che un tavolo tecnico deve affrontare nel suo complesso.

Richiede delle competenze specialistiche e questo è il motivo per cui, proprio perché pensiamo di doverci assumere una responsabilità in prima persona su una decisione che poi dovrà essere sì o no dicotomica, sia necessario che ci siano tutte le informazioni, che questa Amministrazione disponga di tutte le informazioni per mettere il Consiglio Comunale che, lo ripeto, la decisione finale sarà del Consiglio Comunale, nelle condizioni di prendere una decisione nel miglior modo possibile.

Intervento n. 246
Pagina 55
Punto 6

D.L. 112/2008 convertito in L. 133/2008: integrazione programma

Sindaco

Leggi intervento

La prima che hai detto, nel senso che il tavolo tecnico è stato formalmente richiesto tra gli altri dall'azienda, che è il soggetto che è interessato ad ottenere dall’Amministrazione Comunale l'eliminazione della definizione di incongruità. Essendo questo un tavolo dove si discuterà di dati, non c'è un tema di non fiducia di ARPAV. ARPAV è perfettamente a bordo, noi parliamo tutte le settimane con ARPAV.

ARPAV stessa è perfettamente in linea sull'idea che tutti i soggetti che si presenteranno al tavolo, non si presenteranno in quel tavolo lì nella loro veste politico istituzionale, ma strettamente tecnica.

ARPAV lo fa di mestiere, il Comune no, e quindi ha bisogno, non avendo più al proprio interno una figura di riferimento che si occupa di questi aspetti dal punto di vista tecnico, di avere qualcuno che guarda i dati e li discute, ma la stessa cosa faranno anche le organizzazioni sindacali: non si presenteranno i Segretari confederali, ma hanno dato anche loro incarico a un loro tecnico di fiducia e l'azienda stessa non si presenterà all’Amministratore Delegato dell'azienda, ma si presenterà a un Ingegnere che credo l'azienda abbia già incaricato di portare i dati e di discuterli insieme agli altri tecnici sul tavolo.

In definitiva l'azienda dice “Questi sono i dati”. Noi diciamo “Per leggere quei dati lì e capire esattamente se quei dati lì corrispondono poi a delle affermazioni di principio di natura generale, servono delle competenze tecniche, non abbiamo le competenze tecniche perché nel corso di quest'ultimo anno quella parte della nostra Amministrazione è stata sguarnita perché ci sono state delle uscite; abbiamo bisogno di avere quelle competenze e questa è la richiesta”.

29 aprile 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

14 interventi
Intervento n. 45
Pagine 12–13
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Rispondo in merito, accogliendo ovviamente la segnalazione. Se posso, mi prendo 30 secondi per illustrare qual è normalmente la procedura che avviene in questi casi. La piattaforma su cui viaggia il sito internet del Comune di Rovigo è al cosiddetto MyPortal 3, che è l'evoluzione alla versione 3 di una piattaforma della Regione, che la Regione cede in uso gratuito a tutti gli Enti Locali che insistono sulla Regione che la vogliono utilizzare.

Poi la piattaforma può essere ovviamente personalizzata in termini di colori, di loghi, di contenuti, ma non nel suo frame generale e non nella costruzione ad albero del sito. Per la personalizzazione noi ci siamo appoggiati ai servizi di AS2 e abbiamo poi alcune nostre persone che operano nell'ambito del CED e dell'URP, che gestiscono i contenuti, ma non l'architettura ad albero. Quindi faremo una verifica puntuale su questo tipo di inconveniente e cercheremo di trovare la soluzione.

Ne approfitto anche per relazionare in maniera velocissima sull'incidente informatico che c'è stato un paio di giorni fa, un giorno e mezzo fa.

Come avrete visto, il sito internet del Comune di Rovigo era - come viene detto in gergo tecnico - giù, è stato giù per 12 ore circa, dalla prima serata fino alla mattina successiva; il motivo è legato al fatto che ogni sito Internet dispone di un certificato che viene chiamato PER, che certifica il fatto che quel sito è sicuro, e quindi i browser possono entrare senza correre il rischio di incappare in incidenti informatici particolari.

Quel certificato ha una naturale scadenza: era scaduto il 27 alle 11.30 del mattino e nel momento in cui era scaduto e non è stato aggiornato, è evidente che i principali browser non riuscivano ad entrare perché non avevano la possibilità di intercettare un sito riconosciuto sicuro perché il certificato era in ordine. Il certificato non lo gestiamo noi, lo gestisce direttamente la Regione. Ogni sito che viaggia su MyPortal 2 o 3, ha un suo certificato con una sua scadenza.

Abbiamo ovviamente fatto tutte le segnalazioni del caso. E’ stato aggiornato il certificato. Cercheremo anche in questo caso di tenere costantemente monitorato il processo per evitare che incidenti di questo genere si verifichino ancora.

Grazie.

Intervento n. 52
Pagine 14–15
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Se mi consentite, prima vorrei pubblicamente ringraziare l’Assessore Merlo, perché la sera di Pasqua era avvenuto l'incidente, lei era sul posto, dalle 8.30 alle 23.30 circa, ed eravamo in costante contatto telefonico. Io nel frattempo stavo cercando di fare un po’ da cabina di regia tra Vigili del Fuoco, Polizia Locale e altre Forze dell’Ordine. Quindi grazie mille per l'impegno.

Per quanto riguarda la domanda del Consigliere Aretusini, quel tratto di strada è ormai da tempo inserito all'interno del piano triennale delle opere pubbliche, è oggetto di discussione in questo momento in sede di 3^ Commissione, stanno facendo una serie di valutazioni, sarà il Consiglio Comunale ovviamente sovrano nel decidere se poi questa strada sarà effettivamente fatta oppure no, ci sono posizioni a favore, ci sono posizioni contrarie, anche da parte di alcune Associazioni che operano sul territorio.

Per quanto riguarda le fonti di finanziamento, è previsto che quell'opera venga finanziata con priorità sul piano delle alienazioni.

Sul piano delle alienazioni sapete che abbiamo un asset che è in fase di cessione con un bando di gara che è attualmente aperto in sede di primo ribasso, che è la vendita dell'immobile dell'area su cui insiste la sede di Acquevenete, e quindi stiamo procedendo anche alla messa in dismissione di quella parte di patrimonio che serve a finanziare anche questo potenziale intervento, e quindi stiamo continuando a lavorare, cercando di trovare una soluzione nei tempi consentiti dalle procedure. Grazie.

Intervento n. 58
Pagina 16
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Mi sono espresso male io. Non è che la 3^ Commissione si esprime sul contenuto del piano delle opere pubbliche che è una proposta dell’Assessore e quindi della Giunta. Si esprime sulla variante urbanistica.

Su questo il Consiglio Comunale è sovrano. Quindi non è che sia una decisione politica del Sindaco che ha già deciso insieme all’Assessore che quell'opera lì nel piano c'è. Ripeto, è un tema di discussione di Consiglio Comunale preliminare all'esecuzione della strada, la variante urbanistica, che è condizione sine qua non per poter effettuare l'investimento. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 65
Pagina 17
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Intanto grazie per le interrogazioni. Sul primo punto, io ovviamente non sono responsabile di quello che viene riportato dalla stampa se questo non è virgolettato; non c'è in questo momento un'interlocuzione con il Demanio militare, non con il Ministero, perché le tre palazzine sono di proprietà del Demanio. In questo momento sono tre gli appartamenti che sono attualmente occupati all'interno delle palazzine, conosco bene come è fatta in questo momento la situazione. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 66
Pagine 17–18
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

C’erano tre famiglie fino a poche settimane fa. Gli appartamenti hanno bisogno comunque di manutenzioni importanti. Altre Amministrazioni dello Stato avevano fatto una verifica.

So questa informazione perché mi è stata riferita, ma non ho una comunicazione ufficiale, quindi vi chiedo anche di non farmi dire di più, però la valutazione che è stata fatta è che il costo per le manutenzioni fosse effettivamente troppo elevato anche per queste altre Amministrazioni.

Devo dire che noi come Amministrazione stiamo puntando ad una riqualificazione del nostro patrimonio immobiliare; prova ne sia che il bando PINQuA è tutto centrato sulla sistemazione, riadattamento e aumento delle volumetrie dell'edilizia popolare di proprietà comunale.

Ovviamente procederemo in questo tipo di attività anche nelle altre aree della città in cui insistono delle proprietà comunali, sapendo che comunque siamo in costante contatto e collaborazione con ATER, che è l'altro soggetto sul territorio, che si occupa dal punto di vista della missione aziendale di questi aspetti, quindi è il combinato disposto delle due attività che vediamo come la modalità di fornire la risposta delle esigenze di abitazione per le famiglie che si trovano in difficoltà.

Stiamo lavorando in questa direzione, quindi c'è la massima attenzione. Con il permesso della Presidente, ne approfitto per dare una risposta anche all'altro punto, sulla questione delle impalcature a protezione dei passanti dell'ex Celio. La ditta è già stata incaricata, quindi d'appalto in realtà ha già terminato la sua parte di affidamento dei lavori.

E’ in fase di valutazione tecnica da parte della ditta sulla modalità concreta di esercizio della messa in sicurezza. Il problema non è il mosaico. Il problema è la palladiana, perché la palladiana è molto pericolosa nel caso si staccasse.

Quindi stanno in questo momento facendo una valutazione tecnica sul tipo di resine da utilizzare per la messa in sicurezza complessiva. Ho parlato con la responsabile, l’incaricato, l’Ingegnere Modonesi. Entro giugno dovremmo essere in grado di partire con i lavori.

Questo è quello che mi è stato assicurato. Grazie.

Intervento n. 172
Pagine 39–40
Punto 3

Presa d'atto del piano economico finanziario PEF

Sindaco

Leggi intervento

Mi innesto anch'io sul dibattito per avanzare alcune considerazioni di natura del tutto generale, tenendo conto che siamo in una fase di presa d'atto e non di approvazione. Condivido l'approccio in base al quale noi non possiamo pensare di fermarci, dobbiamo costantemente migliorare. Sono anch'io dell'idea che ci siano margini di miglioramento, almeno per quanto riguarda la città che amministriamo noi.

Adesso io mi occupo di questo aspetto. Ci sono alcune situazioni che vanno sistemate. Sicuramente il tema della pulizia delle strade è una di queste.

Ovviamente abbiamo già fatto le opportune segnalazioni a chi gestisce Ecoambiente, ne abbiamo parlato, stiamo facendo un piano straordinario e anche da questo punto di vista cercheremo di proporre i miglioramenti. Ci tengo però a fare una precisare un tema e mi riallaccio alle considerazioni che ha fatto il Consigliere Azzalin, che mi ha preceduto. Qualcuno potrebbe sostenere che la reinternalizzazione del servizio possa essere la soluzione di fronte alla situazione attuale.

Credo ci siano alcuni problemi nel provare ad impostare la questione in questo modo. Cerco di declinarli in maniera molto semplice. Da un lato è opportuno sottolineare che la normativa sta andando in direzione totalmente opposta.

Il DL concorrenza è ancora all'attenzione delle Camere, ma è indubbio che dovrà essere approvato perché tra l'altro contiene alcuni aspetti che verranno valutati dalla Commissione Europea tra i benchmark di valutazione nell'ambito della Next Generation UE, e quindi di tutto il processo che porta poi allo sblocco delle famose tranche per il PNRR; dentro c'è per esempio il tema della concessione per le spiagge, ci sono tutta una serie di questioni.

Tra queste c'è anche la definizione puntuale del principio in base al quale, nell'ambito dei servizi locali, e quindi anche dei rifiuti, si ragiona in termini di ambito, non di singolo Comune. Quindi la Regione Veneto è già assolutamente in linea con quell'impostazione, non è l'unica ma sicuramente è già in linea con quell'impostazione. Quindi il servizio dovrà essere a livello di ambito e non a livello di singolo Comune.

Questo vale per gli acquedotti. Il tema è soprattutto centrato su alcune Regioni nel Meridione d'Italia, dove gli acquedotti sono ancora fortemente centralizzati sui singoli Comuni e non sugli Ambiti Territoriali. Noi addirittura abbiamo un singolo acquedotto, una singola Società che lavora su più Ambiti Territoriali, quindi siamo andati ancora oltre a questo tipo di approccio, però è evidente che la legislazione sta andando in quella direzione.

L'altra cosa è che bisogna tenere conto del fatto che quando si ragiona di rifiuti, si ragiona in termini di ciclo integrato di rifiuti, cioè dal momento in cui un rifiuto viene prodotto al momento o ritorna a nuova vita, oppure arriva a fine vita, ma la fine vita è una discarica. Allora per un’Azienda che non possiede una propria discarica, i prezzi in cui si viaggia in questo momento per conferimento per l'urbano sono circa 150 euro a tonnellata.

Se un'azienda non dispone di una propria discarica e l'internalizzazione significa che la nuova Società dovrebbe attivare un contratto con qualcuno che possiede una discarica e andare a mercato, i prezzi in questo momento sono di circa 150 euro a tonnellata.

Quello che viene caricato nel PEF di Ecoambiente, che possiede una sua discarica ed è in grado di modularla con l'intervento di un'altra azienda che si occupa di rifiuti speciali, significa che il conferimento in discarica dei rifiuti urbani che noi produciamo viaggia sui 75-76 euro a tonnellata.

Queste sono considerazioni che saranno sicuramente tecniche, ma che vanno affrontate anche dal punto di vista tecnico, cioè quando noi facciamo ragionamenti di un certo tipo, o abbiamo il quadro completo della situazione, o rischiamo di non essere precisi nelle affermazioni che facciamo.

Quindi io credo che Ecoambiente stia lavorando bene, che il PEF debba necessariamente essere sottoposto a valutazione, perché è nella normalità delle cose che avvenga questo; stiamo parlando di un PEF che ha portato ad un affidamento in house di una Società per trent'anni, quindi è evidente che sarà necessario costantemente una manutenzione di quei dati per verificare quanto sono in linea con la realtà oppure no, e modificarli in maniera congrua ovviamente.

Però è anche indubbio che, notizia che è già stata data anche con una conferenza stampa, Ecoambiente per l'attivazione del proprio piano industriale ha ottenuto un finanziamento a mercato per 10 anni da un pool di banche rilevante, l'ordine di grandezza è di circa 25-24 milioni di euro, a tassi di interesse sicuramente molto competitivi; il ché significa una cosa, che da chi è abituato a fare valutazione di merito creditizio, perché è il suo mestiere, il piano è ritenuto bancabile.

Quindi è evidente che da clienti noi abbiamo l'obbligo e il dovere di chiedere un servizio di alta qualità. L’Azienda deve impegnarsi a farlo; da Soci dobbiamo anche essere in grado di riconoscere che l’Azienda sta lavorando e spetta a noi dire se bene o male. Io credo che l'azienda stia lavorando sufficientemente bene.

Sui numeri il Consiglio di Bacino li ha approvati, sono quelli che sono già stati discussi anche in Commissione, i famosi 10 milioni e mezzo sono un aumento che è nei range stabiliti da ARERA per gli aumenti complessivi anno su anno; il calcolo che è stato prima illustrato dall’Assessore Pavanello è particolarmente interessante, cioè una volta che noi abbiamo preso questa cifra, l'abbiamo depurata dalla capacità che la nostra Amministrazione - nostra intendo di tutti noi - è in grado di recuperare attraverso la lotta all'evasione, chiamiamola evasione fiscale anche se tecnicamente non è proprio così, però per capirci, consente di abbattere la tariffa complessiva, l’anno scorso addirittura siamo riusciti a fare un'operazione straordinaria, quest'anno abbattiamo per 1.300.000 sui 10 milioni e mezzo di prima.

Il ché significa che la tariffa che viene pagata mediamente quest'anno da una famiglia di tre persone che abitano in una abitazione di 100 metri quadrati, risulta inferiore rispetto alla tariffa del 2019.

Se noi calcoliamo l'incremento della tariffa rispetto al 2021 su base normalizzata, cioè tirando via il bonus, il regalo di avere due annualità in detrazione, ma utilizzando la regola che solo una annualità va in detrazione, l'incremento anno su anno tra il 2021 al 2022 è del 5,02%, che è inferiore al tasso di inflazione. Ora la domanda è: di tutti i servizi a domanda individuale che le nostre famiglie stanno pagando, qual è quello che ha avuto un incremento anno su anno tra il 2021 a il 2022 del 5,02%.

L’energia elettrica? Il gas? Quelli che non hanno avuto questi incrementi sono quelli che sono stati erogati da delle aziende di proprietà dei Comuni, cioè il ciclo integrato delle acque e il ciclo integrato dei rifiuti, che hanno costruito dalle tariffe tenendo conto delle esigenze di natura industriale e del fatto che i singoli Soci sono Amministrazioni Comunali, e quindi il loro PEF è un bilanciamento di questi due aspetti e ha consentito in questo momento di tenere sotto controllo l'evoluzione dei costi.

Questa è la considerazione che mi sento di fare. Sulle considerazioni che faceva il Consigliere Salvaggio, non entro, non ho la capacità di entrare in questo tipo di aspetti. Prendo atto del fatto che c'è un dibattito in corso, che probabilmente ha una sua storia che è già definita.

E’ il Consiglio di Bacino che si occupa di derimere questa questione. Come Amministrazione noi abbiamo seguito l'indicazione che proveniva nell'ambito degli incontri del Consiglio di Bacino. Staremo a vedere se questo tipo di impostazione verrà confermata oppure no, sulla base dei ricorsi che sono presenti e pendenti in questo momento presso le sedi giudiziarie.

Grazie mille.

Intervento n. 200
Pagine 47–49
Punto 4

Approvazione tariffe della tassa sui rifiuti (TARI) per l'anno

Sindaco

Leggi intervento

Giusto per precisare. La delibera in oggetto si occupa di suddividere, tra le varie categorie di cittadini un ammontare complessivo che è già stato deciso prima. Quindi non c'è in questo momento una decisione sulle tariffe, se non una decisione su come suddividere il montante complessivo.

Ci tengo a precisare questa cosa perché quello è già stato deciso con la presa d’atto della delibera precedente. Comunque al di là di questa precisazione, rispondo in qualche maniera alle osservazioni che sono state fatte. Io sono perfettamente consapevole che quando si avvia un processo che prevede delle novità ci sia in maniera legittima anche una preoccupazione su come questo dovrà necessariamente prevedere degli adattamenti nei comportamenti o altre cose di questo genere.

Ribadisco un aspetto, cioè questo Consiglio Comunale è composto da... in questo momento siamo 28. Di questi 28, o che ci abitano adesso, o che sono nati e quindi hanno ancora i genitori in frazione, siamo in 11, vi ho contatti. Circa il 40%.

Questa cosa significa che questo Consiglio Comunale in questo momento è grosso modo lo specchio di come è fatta la nostra città. Oltre il 40% dei nostri concittadini, la raccolta porta a porta la fa già dal 2018. Quando siamo partiti eravamo tutti un po’ spaventati.

Devo dire che non è successo assolutamente nulla di sconvolgente e vi posso assicurare che anche nelle frazioni ci sono le strade strette, le strade bianche, le strade senza marciapiedi, complessi residenziali importanti. Provate a pensare un attimo a una frazione come Borsea dove ci sono i condomini per esempio. Tutti questi aspetti sono stati affrontati e risolti.

Ecoambiente opera, come abbiamo già detto, su un bacino di 235.000 abitanti; di questi 235.000 abitanti il gruppo delle persone che non fa in questo momento la raccolta porta a porta è il centro della città di Rovigo, cioè circa 30.000 abitanti. Tutti gli altri, anziani, giovani, fanno la raccolta porta a porta. Quindi credo che sia ragionevole pensare che le modalità di adattamento verranno trovate.

Vi posso assicurare che sono già state prese in considerazione nell'ambito di un piano di sviluppo molte casistiche possibili.

E’ evidente che non tutte le casistiche possono essere prese in considerazione ex ante; c'è la massima disponibilità da parte dell'azienda che, ricordiamolo ogni tanto, è un'azienda partecipata per il 51% dal Comune di Rovigo e, nonostante io senta spesso lamentele, ha al proprio interno anche persone competenti, perché forse ogni tanto bisognerà ricordarla questa cosa, che chi lavora per gli Enti Locali e per le aziende comunali non sempre è una persona scansafatiche; ci sono delle potenzialità e delle competenze importanti dentro a queste aziende.

Ci sono persone, non sto facendo un riferimento personale, è in generale, assolutamente, ci sono persone che stanno studiando da tempo questi aspetti; hanno già identificato soluzioni possibili per una casistica molto ampia; non tutte possono essere analizzate ex ante. C’è la massima disponibilità a trovare la soluzione di natura personalizzata, non appena verrà identificato il problema.

Sui condomini ad esempio è già stata fatta una prima distinzione tra quelli sopra o sotto le sette unità abitative, e già qui è prevista una differenziazione del servizio; sopra o sotto le sette unità abitative è previsto un lavoro di accompagnamento da parte di tecnici che, su appuntamento, si presenteranno presso il condominio e cominceranno ad analizzare la modalità in cui i bidoni potranno essere depositati all'interno degli spazi condominiali, il modo in cui questi bidoni devono essere portati all'operatore perché questo li possa svuotare.

Insomma tutta una serie di aspetti che sicuramente dovranno essere messi in atto. E’ una rivoluzione che comunque siamo in grado di vincere. Una città che ha delle dimensioni leggermente superiori alle nostre, Treviso, ha un servizio analogo a quello che noi stiamo cercando di portare all'interno della nostra città da qualche anno e il servizio funziona.

Abbiamo già, perché siamo consapevoli che un centro storico ha delle caratteristiche particolari, abbiamo già chiesto ed ottenuto al Consiglio di Bacino un Regolamento che consenta margini di flessibilità per i cosiddetti quartieri complessi, dove è prevista la possibilità che ci siano delle isole ecologiche caratterizzate dalle cosiddette calotte intelligenti. L’abbiamo già previsto.

Questa cosa viene dichiarata, viene discussa durante le serate che stiamo facendo; non riguarderà i quartieri da cui partiamo, perché hanno delle caratteristiche che non necessitano necessariamente di questo tipo di interventi.

Tra l'altro nell'ambito del PNRR abbiamo espressamente chiesto all’Autorità di bacino, che è la cosiddetta EGATO, Ente di Gestione dell’Ambito Territoriale Ottimale, che era il soggetto che era autorizzato a fare le domande per il PNRR in collaborazione con l’Azienda, che forse ha inserito una progettualità per delle isole a scomparsa ecologiche per il centro della città, in maniera tale da garantire anche nelle aree a maggiore intensità dal punto di vista architettonico e urbanistico la possibilità di intervenire con delle isole a scomparsa, che non sono ovviamente economiche da gestire, anche questo è bene saperlo, perché anche il servizio personalizzato ad hoc per aree urbanisticamente importanti ha una serie di costi aggiuntivi chiaramente.

Su tutto questo stiamo già lavorando. Speriamo, ovviamente incrociamo le dita, mi dicono che le richieste per il PNRR su queste linee è quattro volte superiore rispetto agli stanziamenti, vedremo se siamo stati bravi a sufficienza, però ci abbiamo provato.

E’ stato fatto un lavoro importante da parte dell’Azienda e del Consiglio di Bacino per rispettare i tempi di presentazione dei bandi al PNRR e i bandi complessivamente coprono domande di finanziamento per 35 milioni di euro sull'intero bacino di intervento di Ecoambiente. Quindi c'è uno sforzo importante dal punto di vista dell’Azienda, dell’Autorità di controllo analogo, di regolamentazione locale che è il Consiglio di Bacino, per cercare di aumentare la qualità dei servizi. Abbiamo degli obiettivi.

In questo momento l’Azienda sta lavorando su base media fuori dal Comune di Rovigo, su una media di raccolta differenziata tra il 75 e l’80%. Noi nel Comune di Rovigo abbiamo una media del 77-78% nelle frazioni, ma del 53% nel centro della città perché, nonostante la raccolta differenziata sia una prassi operativa consolidata, tutti noi facciamo la raccolta differenziata, sia che abitiamo nelle frazioni, sia che abitiamo nel centro della città.

Purtroppo il meccanismo di separazione presso i cassonetti che sono lungo le strade, implicano che necessariamente la qualità della raccolta differenziata è inferiore. Sono i dati che lo dimostrano, è l'evidenza empirica che lo dimostra: nel centro della città si arriva a malapena al 55%. Il combinato disposto di frazioni e centro, implica che per l'intero territorio del Comune di Rovigo in questo momento la nostra percentuale di raccolta differenziata è il 65%.

Abbiamo un obbligo di arrivare all’80% entro la fine del 2023. In una città che sta adottando questa tipologia, uso Treviso perché abbiamo dei rapporti abbastanza stretti in termini di Consigli di Bacino, tra il Consiglio di Bacino di Rovigo e il Consiglio di Bacino di Treviso, perché c'è una collaborazione anche in termini di progettazione, sono abbondantemente al di sopra dell’88%. Queste sono le percentuali.

Quindi è necessario fare tutto lo sforzo possibile per riuscire ad accompagnare le persone in un processo. E’ necessario trovare quei margini di adattamento che consentano di rispondere alle esigenze. E’ necessario però anche guidare questo processo assumendoci delle responsabilità nei confronti nostri, nei confronti della generazione futura, e nei confronti della collettività nel suo complesso.

Credo che questa decisione sia stata presa con coscienza. Sappiamo che tutto è perfettibile, però posso dire che stiamo andando, almeno a mio avviso, lungo una strada corretta e cercheremo di percorrerla nel miglior modo possibile. Grazie.

Intervento n. 205
Pagina 50
Punto 4

Approvazione tariffe della tassa sui rifiuti (TARI) per l'anno

Sindaco

Leggi intervento

Dieci 10 secondi. Il PEF di Ecoambiente, nonostante preveda investimenti per i primi dieci anni superiori ai 30 milioni di euro, prevede che al netto di un leggerissimo incremento, stiamo parlando quest'anno del 7,3%, a livello di Bacino per noi è inferiore, il limite costituito da ARERA è il 7,7%, quindi Ecoambiente è leggermente sotto; poi c'è una stabilizzazione, non è previsto un aumento.

Quindi c'è una stabilizzazione perché c'è un bilanciamento fra la possibilità di recuperare marginalità dall'utilizzo della frazione riciclabile, che ovviamente viene rivenduta, e la gestione in discarica della parte che invece non si riesce a recuperare. Il combinato disposto di questi aspetti implica che nei conti del piano la tariffa si stabilizza, non tende ad aumentare, però è una sfida importante, sono assolutamente d'accordo.

Intervento n. 312
Pagine 64–65
Punto 6

Determinazione agevolazioni sociali sulla tassa sui rifiuti

Sindaco

Leggi intervento

Presento io tecnicamente l'emendamento ma vorrei ringraziare i Capigruppo che hanno lavorato assiduamente per trovare una soluzione. Ci eravamo presi un impegno reciproco dal punto di vista politico a margine della Commissione per cercare di trovare una risposta concreta ai cittadini che si trovano in condizioni di marginalità e di fragilità. Credo che quello che è uscito è un buon risultato, e quindi volevo ringraziare tutti per il lavoro che è stato svolto.

Sono già stati presentati i punti principali della proposta emendativa alla delibera. Li riassumo per completezza informativa.

Quello che viene proposto è che l’agevolazione al 100% della TARI riguardi una platea composta da cittadini che hanno un ISEE compreso fra zero e 11.000 euro, e non 9.000 euro; che sia previsto uno sconto del 55%, o meglio fino a, e poi se mi consentite farò anche un ulteriore passaggio fra due secondi, comunque il 55% di sconto per i nuclei familiari che presentino un ISEE compreso fra 11.001 euro e 15.000 euro, e non i 13.000 che erano previsti precedentemente; un'agevolazione pari al 100% della TARI per i nuclei familiari che abbiano al proprio interno una persona che ha una disabilità pari o superiore al 66% e che presentino un ISEE inferiore a 13.000 euro e non più a 11.000 euro.

Questo è il contenuto. Segnalo, sempre per completezza, che il “fino a”, di cui avevo fatto riferimento prima, è legato a questo aspetto. In questo momento la capienza del fondo è di circa 180.000 euro.

Noi non sappiamo se saranno sufficienti. Testimonio però in maniera formale la volontà politica da parte dell’Amministrazione, che auspico sia anche una volontà politica da parte dell'intero Consiglio Comunale, di procedere all'integrazione di questo fondo per fare in modo che l'intera platea ammissibile a questo tipo di agevolazioni possa trovare soddisfazione durante l'anno 2022.

Stiamo già facendo una prima sommaria simulazione per cercare di capire quale è l'integrazione alla prossima manovra di assestamento che preveda l'utilizzo dell'avanzo di bilancio; troverete la proposta alla vostra attenzione per l'integrazione del fondo a cui stiamo facendo riferimento a copertura delle richieste che nel frattempo mi auspico saranno arrivate in maniera completa. Questo è l'emendamento e la considerazione che mi sentivo di fare. Grazie.

Intervento n. 322
Pagina 68
Punto 6

Determinazione agevolazioni sociali sulla tassa sui rifiuti

Sindaco

Leggi intervento

Confermo. Stavamo ragionando sull’avanzo libero, cioè quello di cui stavamo discutendo prima. Quindi c'è una capienza che sicuramente ci consente di fare un ragionamento di estensione dell'attuale disponibilità del fondo a copertura integrale per l'accoglimento di tutte le richieste che dovessero venire dalla platea dei beneficiari.

Intervento n. 352
Pagina 72
Punto 8

Presa d’atto in merito alle deliberazioni di variazione di

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente. La prima è una variazione delle dotazioni di cassa dove, per effetto delle variazioni intervenute nel frattempo, viene modificato il fondo di cassa previsto al 31.12.2022 che, per effetto delle suddette variazioni, viene adeguato a 14.496.000 euro.

La seconda variazione, questa qua ad opera della Giunta, è connessa alla richiesta del settore di risorse umane, con la quale si chiede di stanziare la somma di 11.350 euro per il finanziamento delle spese di personale in somministrazione al settore risorse umane, prelevando l'importo relativo al costo del personale di ruolo.

Ulteriore nota del settore politiche giovanili, con le quali si chiede di ridurre di 5.000 euro lo stanziamento della spesa per trasferimenti ad Amministrazioni Locali, destinando tale somma a servizi per il finanziamento di spese connessi alla gestione delle attività rivolte al Consiglio Comunale dei Ragazzi. Presidente a lei.

Intervento n. 355
Pagina 73
Punto 9

Decreto Legge 112/2008 convertito in legge 133/2008:

Sindaco

Leggi intervento

Grazie. La richiesta in oggetto verte su due richieste puntuali. La prima è un’integrazione di un incarico che era già stato affidato dall’Amministrazione, che era stato ovviamente autorizzato dal Consiglio Comunale, relativamente ad attività in questo caso collegate a supporto consulenziale per la redazione dell'accordo di programma e gli aspetti collegati alla gestione giuridica della convenzione con IRAS.

Se poi dovessero essere necessarie delle ulteriori considerazioni, con il permesso della Presidente daremo la parola al Segretario. La cifra, per un periodo di quattro mesi, è di 30.000 euro. Avete già conosciuto i consulenti, che erano presenti almeno in due occasioni presso questa Amministrazione.

La seconda richiesta riguarda un incarico per cinque mesi, per una spesa complessiva di 5.000 euro, a valere su attività collegate all’ufficio Museo dei Grandi Fiumi, nell'ambito di un progetto finanziato con fondi della Comunità Europea denominato “Consulenza per progetti Italia-Croazia”, credo faccio riferimento a un progetto storico, e quindi è necessario, nell'ambito degli impegni che il progetto prevede debbono essere portati a termine nelle tempistiche utili per la rendicontazione, è necessario attivare una consulenza per attività specifiche di percorsi formativi sui temi della riorganizzazione, gestione e fruizione delle collezioni conservate nei depositi museali.

Quindi questa è la proposta che porto all’attenzione Consiglio. Grazie.

Intervento n. 367
Pagine 75–76
Punto 9

Decreto Legge 112/2008 convertito in legge 133/2008:

Sindaco

Leggi intervento

Mi attengo alle indicazioni della Presidente: non è l’IRAS in discussione. Dico però che stiamo continuando a lavorare. Credo 20 giorni fa eravamo in Regione, a un incontro con l’Assessore Lanzarin, con il Dirigente Spano, alla presenza anche di Zanon; con Zanon ci siamo visti due giorni fa, abbiamo un altro appuntamento martedì.

Quindi praticamente ci vediamo almeno due volte alla settimana e l'idea è quella di chiudere molto velocemente. I tempi tecnici non li sappiamo esattamente in questo momento. Credo che un orizzonte temporale per avere un quadro abbastanza completo del modo in cui arrivare alla soluzione della questione sia a giugno.

Dopodiché ci saranno dei passaggi tecnici che prenderanno anche molto più tempo. Quindi questa cosa qui bisogna saperla, però almeno avere tutti i paletti in ordine con le bozze che ci consentono di capire esattamente come la partita vada gestita nel corso dei mesi successivi, l’idea è quella di arrivare per giugno, comunque entro l'inizio delle vacanze estive.

17 marzo 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

10 interventi
Intervento n. 4
Pagine 3–5

Consiglio Comunale del 2022-03-17

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente. Come è noto l’organizzazione, a partire dal 4 marzo, è stata affidata a livello nazionale al sistema della Protezione Civile con i punti a livello locale di coordinamento affidati alle Prefetture.

Il soggetto attuatore con una struttura commissariale contemporaneamente è la Regione, quindi la piramide è costruita partendo da Protezione Civile, Regioni con struttura commissariale, Prefettura avente la funzione di cabina di regia a livello locale, e i singoli Comuni che entrano all'interno di questa iniziativa. Noi ovviamente siamo protagonisti della cabina di regia a livello provinciale. Le informazioni di base su quello che sta accadendo in questo momento sono le seguenti.

Ad oggi, a questa mattina, alle ore 9 viene quotidianamente fatto il punto della situazione a livello regionale con un collegamento video, e poi ogni due giorni c'è la cabina di regia a livello provinciale. Sul territorio provinciale ci sono 400 persone, praticamente tutti nuclei monofamiliari, donne e bambini, in alcuni casi abbiamo bambini non accompagnati, ma i numeri in questo momento sono ancora gestibili, non ci segnalano situazioni particolari.

Non abbiamo il numero ufficiale di presenze nel Comune di Rovigo. Da una nostra ricognizione, le presenze all'interno del nostro Comune, però ripeto non sono numeri ufficiali di Prefettura, né di Questura, è di 150 persone. I residenti della comunità ucraina già presenti all'interno del nostro territorio sono 396.

Quindi questo consente anche di provare a costruire alcune proiezioni su quello che potrebbe essere il sistema di accoglienza da mettere in campo a regime nel malaugurato caso che tutto quello che sta succedendo in Ucraina in questo momento dovesse continuare. La struttura dell'accoglienza si basa su alcuni principi.

La Regione ha ricevuto il compito dal coordinamento nazionale di preoccuparsi di definire i cosiddetti hub sono delle strutture residenziali di medio-grande accoglienza; la Regione ha intenzione di aprirne fino a dieci sulla base della programmazione attuale; sono di fatto ex strutture ospedaliere. I primi giorni siamo partiti con tre hub presenti per le Province di Padova, Rovigo e Venezia, l’hub di riferimento era l'ex ospedale di Noale; da ieri è stato attivato anche l'ex ospedale di Monselice.

Per quanto riguarda il territorio di Rovigo, possiamo fare anche riferimento all'hub di Asiago. Ciascuno di questi hub ha una capacità di accoglienza di circa 100 persone. A cosa servono?

Servono per le emergenze. Quindi nel caso in cui ci dovessero essere degli arrivi che non sono già inseriti o inseribili all'interno della struttura di accoglienza diffusa, fatta generalmente di fatto da persone già presenti sul nostro territorio o da famiglie che comunque hanno dei contatti con queste persone, è possibile fare riferimento a queste strutture gestite direttamente dalla Regione, però per tempo molto limitato.

C'è una procedura che è stata messa a punto, che noi abbiamo contribuito a definire, che deve essere seguita, che prevede la necessità di entrare in contatto, non appena si entra all'interno del territorio nazionale e in particolare si arriva nel nostro territorio, con il Sistema Sanitario, perché è necessario procedere ad un primo screening che riguarda di fatto la verifica della potenziale positività al COVID, e una serie ulteriore di attività di controllo.

Il territorio di provenienza di queste persone è caratterizzato da alcuni fenomeni: in particolare tassi di vaccinazione COVID abbastanza bassi, siamo nell'ordine del 35%, ed è un territorio in cui durante gli anni scorsi ci sono state anche alcune situazioni abbastanza preoccupanti con l'epidemia di tubercolosi o altra situazione di questo genere.

Quindi questo significa una particolare attenzione soprattutto per quanto riguarda i bambini in età scolare che, è bene ricordarlo, per la legislazione nazionale è necessario, è obbligatorio inserire all'interno delle scuole, perché c'è l'obbligo di partecipare al processo di istruzione. Su tutto il tema dell'inserimento scolastico, poi se mi consente Presidente, possiamo dare la parola all’Assessore Tovo che, insieme ai Dirigenti dei quattro Comprensivi e al Provveditore, sta seguendo tutta questa partita.

Entro otto giorni dalla presenza sul territorio poi è necessario attivare tutte le iniziative di riconoscimento presso la Questura. A quel punto si entra all'interno di un percorso che è predefinito e parte la tradizionale accoglienza. E’ previsto - notizia di oggi - un ulteriore allargamento del sistema CAS-SAI.

Questo significa riuscire ad avere anche delle risorse per eventualmente aiutare le famiglie che si mettono a disposizione per l'ospitalità; sono previsti 3.500 posti aggiuntivi sul sistema SAI a livello nazionale.

Ovviamente il soggetto che è in questo momento titolare dell'accoglienza CAS-SAI, che è la Cooperativa di Porto Alegre, è assolutamente a bordo e presente costantemente all’interno della cabina di regia insieme ad altre realtà come Caritas Diocesana e a tutto il mondo del volontariato, CSV è normalmente presente alla cabina di regia.

Quindi si sta lavorando in maniera molto coordinata, perché non possiamo permetterci buchi in una situazione di questo genere, quindi tutto deve essere gestito in maniera professionale. Quindi questa è un po’ la situazione attuale. L'invito che faccio è quello di ricordare a tutti, ovviamente la generosità individuale è la chiave di tutto questo sistema di accoglienza, ma il tutto deve svolgersi all'interno di una struttura organizzata.

Ci sono delle realtà che sono già state individuate dalla cabina di regia, come delle realtà a cui fare affidamento ad esempio per la raccolta di generi no food; per la raccolta di generi food ci è già stato detto che è inutile farlo in questo momento.

Ci sono delle realtà che sono già state identificate per la raccolta farmaci, che è un altro tema particolarmente delicato su cui è necessario che ci sia un controllo continuo di tutta la filiera, perché è chiaro che altrimenti rischiamo di fare più danni di quelli che già abbiamo in questo momento.

Sulle modalità di accoglienza, anzi di accompagnamento dei profughi, le famose corriere che partono, anche qui è bene che - chiedo anche il vostro aiuto, dato che siete comunque colleghi che hanno tutta una rete di contatti e che quindi magari ci possono aiutare a diffondere l'informazione - è bene che ci sia un'organizzazione molto capillare e stretta su questi aspetti.

Quando parte una corriera è necessario che ci siano alcuni prerequisiti fondamentali: assicurarsi che ci sia personale sanitario a bordo, assicurarsi che il viaggio abbia la possibilità di avere sistemi di protezione individuali adeguati per l'intero viaggio, che dura anche tra i cinque e i sei giorni, e che chi parte sia dotato anche di un certo numero di tamponi perché, prima di far entrare le persone all'interno della corriera, è necessario che ci sia uno primo screening. Perché questo?

Perché se malauguratamente nel momento in cui si entra e si fa lo screening con i tamponi presso il punto tamponi la sera o la mattina successiva, e anche uno solo è positivo, tutti gli altri della corriera automaticamente sono contatti stretti. E quindi è necessario organizzare un sistema di vigilanza presso domicili ben particolari, con un aumento della complessità in alcuni casi veramente elevato. Quindi è necessario che tutto sia organizzato in maniera appropriata.

Vi posso garantire che c'è il massimo sforzo da parte di tutti quelli che partecipano a questa catena. Noi abbiamo istituito un numero unico di contatto. C’è un numero di telefono a cui fare riferimento.

Abbiamo anche in questo caso un certo numero di volontari che ci sta aiutando, come sta succedendo ormai da due anni, da quando è partita la pandemia, che si è messo a disposizione per fornire tutte le informazioni. Abbiamo un numero di telefono, come dicevo; abbiamo un indirizzo e--mail dedicato. Chi non dovesse riuscire a trovare le informazioni qui, può comunque fare riferimento al numero unico della Prefettura.

Questo è un po’ il quadro della situazione. Ovviamente, se ci dovessero essere ulteriori richieste, siamo a disposizione. Presidente, le cedo la parola e poi magari ci possiamo sentire l’Assessore.

Intervento n. 11
Pagine 8–9
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Cerco di fornire delle risposte veloci poi, se sono necessari ulteriori valutazioni, troveremo la modalità corretta. Poi chiedo anche eventualmente i colleghi di Giunta se vogliono aggiungere qualcosa, con il permesso del signor Presidente. Sul bando del commercio giustamente è stato ricordato che stiamo arrivando alla fine.

E’ ovvio che l'obiettivo dell'azione amministrativa è quello di migliorare continuamente. Se sono stati commessi degli errori nei bandi precedenti, sicuramente ne faremo tesoro e cercheremo di non ripeterli al massimo delle nostre possibilità. I motivi per i rallentamenti sono già stati abbondantemente spiegati anche in una serie di risposte ad interrogazioni provenienti anche da questo Consiglio Comunale.

Mi risulta ad esempio che per un certo numero di pratiche stiamo pagando direttamente l’INPS, perché in alcuni casi i DURC non erano regolari, è stata chiesto la regolarizzazione alle ditte, le ditte non hanno proceduto alla regolarizzazione, e quindi la norma prevede che a questo punto per contributi come quelli che noi stiamo erogando sia necessario pagare direttamente INPS, e quindi questo stiamo facendo, quindi stiamo regolarizzando tutto quello che doveva essere regolarizzato.

Stiamo chiudendo le procedure utilizzando tutta la normativa, e questo è quanto. Ovviamente l'idea è quella di migliorare continuamente e cercheremo di fare il nostro meglio. Sui PIRUEA, non è assolutamente vero che noi non ci siamo mossi.

Ricordo per esempio che la prima richiesta di informazioni proveniente dall'allora Assessore all'urbanistica Giuseppe Favaretto è datata credo settembre 2019, quindi abbiamo da subito cominciato a mettere mano alla ricognizione. Mi sbaglio Consigliere Rossini.

Intervento n. 14
Pagine 9–10
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Quindi noi abbiamo da subito cominciato a monitorare la situazione; situazione che adesso, senza volere qui innestare processi perché questa non è la sede, non è il momento, sicuramente possiamo definirla complicata e frutto di una serie di incrostazioni che si sono succedute nel corso del tempo.

In alcuni casi abbiamo scoperto che c'erano dei vulnus importanti; in alcuni casi era stato non più pagata la polizza fideiussoria da periodi molto risalenti nel tempo; in altri casi le compagnie assicurative che avevano rilasciato alla polizia fideiussoria erano fallite. Insomma, una situazione da ricostruire completamente. Gli uffici hanno cominciato a lavorare a spron battuto.

Siamo riusciti a rimettere in fila, su credo 14 PIRUEA molto complicati, ne abbiamo rimessi in fila 8 o 9, poi magari se se ci sono ulteriori informazioni, non so se anche il Segretario, che era stato prima chiamato in causa, se vuole intervenire, quindi stiamo lavorando. E’ chiaro che la Guardia di Finanza sta facendo il suo lavoro; noi stiamo lavorando insieme alla Guardia di Finanza.

Quindi quando sarà il momento che la Magistratura contabile chiuderà tutta la procedura, leggeremo il verbale, e poi prenderemo ovviamente le azioni del caso. Per quanto riguarda le considerazioni relative al Dirigente Scalabrin, provo a interpretare. Credo che si faccia riferimento alla posizione organizzativa che è stata individuata da Scalabrin.

Io ovviamente faccio il Sindaco e faccio l’Assessore; interpreto il mio ruolo di natura politica, non entro nelle decisioni di natura amministrativa perché non mi compete, altrimenti si corre anche il rischio di fare azione di abuso d'ufficio. Verifichiamo ovviamente dal punto di vista politico questi aspetti. Più di questo non sono in grado di dire in questo momento.

Sul tema plateatici. La situazione qui è bene chiarirla. Il 31 marzo 2022 è una data che segna alcune novità note: 1) fine dell'emergenza pandemica, significa che è il termine ufficiale per consentire la gratuità dell'utilizzo di suolo pubblico per esercizi, per esercenti, per i bar, ristoranti, eccetera, eccetera.

Questo è un tema distinto rispetto alle autorizzazioni, cioè alle concessioni di natura amministrativa all’utilizzo del suolo, che devono comunque essere regolarizzate perché il 31 segna anche il termine della deroga alle regolarizzazioni. Quindi sono due temi distinti: un conto è il titolo per occupare il suolo pubblico, un conto è il pagamento per occupare quel suolo pubblico. Sono due cose distinte.

Sul titolo, il Decreto Milleproroghe è chiaro nello stabilire due principi: il primo, che vedremo successivamente, dal 1° aprile non è più possibile concedere l'utilizzo gratuito. Tornando al primo aspetto, cioè a quello della concessione, l’articolo non mi ricordo più del Milleproroghe stabilisce questo, cioè è prevista la possibilità fino al 30 giugno 2022 di consentire per le nuove autorizzazioni di utilizzo suolo pubblico in via provvisoria - provvisoria - di utilizzare ancora procedure semplificate.

Cosa significa procedura semplificata? Significa che la procedura tradizionale prevede una domanda fatta al SUAP con un progetto che deve essere presentato da un tecnico abilitato e tutta una serie di iter procedurale che poi parte in quella direzione. La procedura semplificata era quella che avevamo messo a punto a suo tempo per quella che avevamo chiamato “Operazione plateatici”, che consentiva in meno di 24 ore di dare una concessione.

All'epoca non era necessario stabilire la distinzione tra provvisoria e permanente, perché eravamo in totale deroga. Ora non più. Nel frattempo il 31.12.2021 sono scadute un certo numero, non piccolo, di concessioni permanenti.

Quindi abbiamo una situazione che è abbastanza diversificata in città in questo momento: un certo numero di concessioni permanenti scadute, molte, diciamo nell'ordine di una trentina; un certo numero di concessioni che erano state rilasciate, che prima non esistevano, che erano state rilasciate in fase COVID, cioè in totale assenza di qualsiasi procedura certificata, ma in una procedura semplificata; alcune posizioni in cui c'è una concessione permanente ancora in vigore, alcune scadono alla fine di quest'anno, due o tre scadono alla fine del 2023, con ampliamenti concessi durante il periodo COVID; ed infine alcune concessioni permanenti non ancora scadute senza ampliamenti.

Questo è il quadro. Solo nel caso in cui venga richiesta una concessione temporanea è possibile procedere da norma ad un protocollo semplificato, altrimenti c'è la procedura normale. Qual è il problema?

Il problema è che - e questa cosa qui noi l'abbiamo traslata dal Regolamento TOSAP e Regolamento COSAP che abbiamo approvato in Consiglio - c'è una differenza fondamentale in termini di costo dell'occupazione temporanea rispetto all'occupazione permanente, nel senso che è un'occupazione permanente costa, a bocce ferme, 3,10 euro al metro quadro al mese; un'occupazione temporanea costa circa dieci volte tanto. Quindi è evidente che ad un esercente conviene chiedere la permanente e non la temporanea.

L’altra cosa che stabilisce il Decreto Milleproroghe è che, se si chiede una permanente, non è più possibile procedere a delle procedure semplificate in deroga ai Regolamenti.

Quindi il quadro che abbiamo di fronte è questo: l'abbiamo espresso e spiegato in maniera chiara, spero, ai diretti interessati, li abbiamo convocati con anticipo; abbiamo spiegato loro che cosa stiamo facendo; abbiamo attivato un team di lavoro, abbiamo attivato una mail dedicata con la predisposizione di una serie di appuntamenti per chi lo desidera, con questo team di lavoro, quindi ci viene prima richiesto l'appuntamento, noi tiriamo fuori tutta la documentazione, ci presentiamo all'appuntamento con la documentazione corretta; i Comuni che hanno abbassato la COSAP, non è proprio così, nel senso che io credo che si faccia riferimento al Comune di Vicenza, che aveva fatto un'operazione diversa, sicuramente lungimirante, perché erano intervenuti a dicembre 2021, quindi nel bilancio del 2022 avevano già abbassato con una quota quella roba lì.

Nessuno di noi ha mai escluso la possibilità non di intervenire sulle tariffe, quelle non le possiamo toccare per legge, se no bisogna toccare i Regolamenti.

Si può intervenire con un contributo, ma è evidente che il contributo è opportuno tararlo nel momento in cui sappiamo quante sono le richieste permanenti e quante sono le richieste temporanee, perché altrimenti rischiamo di avere lì dei soldi che poi alla fine non spendiamo, perché stabiliamo una percentuale di un certo tipo, e giustamente poi ci viene detto che siamo inefficienti.

Quindi questo è un po’ il quadro della situazione: un quadro estremamente complesso che stiamo cercando di gestire nel miglior modo possibile. Ci rendiamo conto che la situazione è complicata, però d'altro canto siamo in uscita da una pandemia, una cosa che non era mai successa prima; ci siamo attrezzati con un certo anticipo per riuscire a gestire questa cosa, e cerchiamo di arrivare nel miglior modo possibile. Grazie.

Intervento n. 26
Pagina 12
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Sono velocissimo. Consigliere Aretusini, sono d'accordo con te, Michele: sul bando dehor lavoriamo con velocità. Però prima vorremmo avere il quadro completo di quali sono le richieste per cercare di capire un attimo anche quali sono le esigenze in termini monetari.

Intervento n. 31
Pagine 13–14
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Velocissimo. Grazie della segnalazione. Faccio fare immediatamente un controllo per cercare di capire cosa sta succedendo ed eventualmente intervenire.

Grazie.

Intervento n. 45
Pagina 16
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Ringrazio la Consigliera Nale. Dato che la tematica è strettamente inerente all’Assessore Merlo, che oggi per motivi di salute non può essere presente, forniremo una risposta scritta quanto più completa possibile. Grazie.

Intervento n. 104
Pagina 28
Punto 5

Variazione al bilancio di previsione 2022/2024, adeguamento

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente. Per chiarire perché ci sono state un po’ di interpretazioni che forse vale la pena mettere a fuoco. La norma è perentoria, tassativa, quindi è previsto a regime nel 2024 che i compensi siano collegati al compenso del Presidente di Regione, per classi dimensionali e importanza del Comune di riferimento.

Non è usata l'espressione “può” ma è usata l'espressione “i compensi sono”, quindi è un atto di legge. Esisteva già nel 2022 una possibilità, che era quella di anticipare l'entrata in vigore dell'intero importo, perché la norma stabiliva questo, che di default nel 2022 l'adeguamento doveva essere al 45% del compenso finale - stiamo facendo riferimento al complesso del Sindaco - nel 2023 la percentuale di copertura arriverà al 65%; nel 2024 arriverà al 100%.

Se non si ricorre ad anticipare quello che è previsto per il 2022, non c'è nessun atto di Giunta, c’è una determina dirigenziale che recepisce la normativa, che è esattamente quello che è stato fatto da questo Comune. Era possibile eventualmente con un atto di Giunta anticipare al 2022 l'entrata in vigore complessiva, e quindi arrivare direttamente al 70% del compenso del Presidente di Regione, ma noi non abbiamo utilizzato questo tipo di approccio. Quindi ci siamo attenuti in maniera rigorosa al dettato normativo.

Rispetteremo la scaletta che è stabilita dalla norma.

Intervento n. 200
Pagina 39
Punto 7

Approvazione del piano finanziario e degli interventi proposti

Sindaco

Leggi intervento

Non è un intervento tanto sulla delibera, quanto a completamento. E’ evidente che ci sono delle realtà che nella lista che è stata predisposta per questa delibera mancano. Siamo perfettamente consapevoli di dover chiudere velocemente l'operazione sul cimitero di Concadirame, così come sappiamo che c'è anche un'esigenza importante sul cimitero di Sarzano.

Queste situazioni ovviamente sono al centro della nostra azione amministrativa. Non era possibile, magari chiediamo anche, o all’Assessore o al Presidente Traniello, di spiegare il motivo per cui è stata fatta la scelta che è contenuta all'interno di questa delibera, con l'impegno ovviamente di continuare il lavoro amministrativo e fornire una risposta anche alle altre comunità presenti all'interno del Comune di Rovigo. Grazie.

Intervento n. 288
Pagine 53–54
Punto 8

Approvazione piano industriale 2022-2024 della Società in house...” Pag. 49 2

Sindaco

Leggi intervento

Io non entro nei dettagli operativi che sono stati chiesti, poi il Presidente avrà modo di illustrare. Faccio un ragionamento di natura generale. Quando affrontiamo temi come questi, dato che comunque stiamo parlando di attività di natura produttiva, il ragionamento che si fa in termini strategici è la differenza tra il make or buy.

Noi pensiamo, io penso, noi pensiamo che sia necessario stabilire con chiarezza qual è la linea e fare in modo che i servizi vengano forniti con il massimo dell'efficienza possibile nel minore tempo possibile.

Credo che per fare questo, avere a disposizione un'azienda, un'azienda, è bene chiamarla con questo nome, partecipata al 100%, che quindi gode della definizione di azienda in house, e questo consente di avere un controllo analogo che la rende di fatto una parte integrante dell'attività amministrativa di questo Ente, pur mantenendo l’indipendenza dal punto di vista gestionale, collegata al fatto che è un'azienda, è un asset straordinario e che va valorizzato nel miglior modo possibile.

L'azienda di cui stiamo parlando in questo momento viene da un periodo storico chiamiamolo complicato in cui, per motivi diversi che si sono accumulati tra di loro, presenta una situazione molto strana, cioè pur essendo un'azienda che ha delle competenze strettamente operative, presenta una EBITDA negativo tra il 13 e il 15%. A parità di altre condizioni la scelta che si deve fare a questo punto è tra la chiusura e il rilancio.

Noi pensiamo che sia necessario puntare al rilancio con convinzione, con un piano industriale che deve essere sicuramente ambizioso ma anche fattibile; partendo dalla situazione attuale è evidente che bisogna anche avere consapevolezza del tempo necessario per riuscire a mettere in atto una serie di azioni amministrative e di azioni manageriali che consentano un recupero notevole, durante il piano industriale stiamo parlando del recupero di ben 11 punti di EBITDA.

L'azienda, come è noto, in questo momento, oltre ad avere un EBITDA negativo sulla parte della gestione caratteristica che questo piano industriale tende a rivoltare in termini di risultato finale, presenta un bilancio positivo perché è un portafoglio finanziario, è una holding finanziaria.

Noi pensiamo che questo tema sia un tema che è strategico per l’Amministrazione Comunale, perché è evidente che poi alla fine i profitti collegati alle partecipazioni finanziarie di cui dispone ASM SpA alla fine danno delle disponibilità anche all’Amministrazione Comunale, ma è ovvio che è il peso relativo che va cambiato e la gestione del portafoglio finanziario deve diventare accessoria sulla tenuta della capacità di fornire servizi dal punto di vista industriale da parte dell'azienda.

Noi pensiamo che questo ragionamento valga per tutte le partecipazioni del Comune di Rovigo in cui bisogna fare una scelta tra make or buy; è una scelta che noi rivendichiamo con forza per l'azienda che noi deteniamo al 100%, che non solo vogliamo che sia in grado di fornire il servizio ai nostri cittadini in maniera efficiente e puntuale su tutte le linee che già vengono sviluppate in questo momento, e ci sono chiaramente dei margini di efficienza da recuperare importanti, dei contratti da rivedere.

Stiamo lavorando insieme ai vertici dell'azienda in questa direzione. Il lavoro da fare è tanto, lo sappiamo, ma d'altro canto i numeri parlano da soli, e quindi siamo perfettamente consapevoli che bisogna fare un percorso importante da questo punto di vista, ed è lo stesso ragionamento che facciamo per tutte le altre aziende.

Quando si parla di make or buy, se noi ragioniamo in termini di cura del territorio, se noi ragioniamo in termini di manutenzione dei servizi cimiteriali, se noi ragioniamo in termini di gestione dei sistemi informativi, non cambia assolutamente nulla. Quindi se la scelta è make, allora l'idea dovrebbe essere quella di internalizzare qualsiasi tipo di attività che in questo momento viene svolta per conto del Comune di Rovigo da parte di aziende che lavorano in house.

Crediamo che questa non sia una scelta corretta perché avere delle aziende che lavorano con noi, per noi, sotto il nostro controllo, che è un controllo che è pervasivo, proprio perché la stessa definizione di Società in house lo consente, pur mantenendo l’interessante, utile flessibilità di natura gestionale e manageriale, che il fatto di essere una SpA in questo caso, o una Srl in altri casi, rappresenta il modo corretto di far lavorare tra di loro l'interesse pubblico e la velocità di esecuzione di un'azienda.

E’ una sfida, ci rendiamo conto, che noi abbiamo deciso di mettere sul tavolo, abbiamo deciso di raccoglierla insieme all'azienda, abbiamo deciso di portarla a casa. Questo piano industriale non è il termine di un percorso. E’ l'avvio di un percorso.

E’ un percorso che dovrà durare non un singolo piano industriale, ma ovviamente noi vogliamo puntare ad avere un EBITDA positivo alla fine di questo percorso. Tre anni ci consentono di fatto di arrivare al pareggio più o meno sostanziale.

Siamo più ambiziosi, non so chi ci sarà al termine di questo piano industriale che siede al mio posto, ma non ha importanza perché, una volta che viene avviato un percorso di questo genere, per il bene comune questo percorso deve essere portato comunque a termine per il bene comune.

Quindi io sono profondamente convinto del fatto che la scelta buy in questo caso sia la scelta corretta, perché questi servizi possono essere erogati in maniera molto più efficiente da una struttura aziendale che ha il dovere di farlo in maniera efficiente. Grazie.

1 marzo 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

13 interventi
Intervento n. 4
Pagine 3–4

Consiglio Comunale del 2022-03-01

Sindaco

Leggi intervento

Io ovviamente mi unisco alle parole della Presidente del Consiglio Comunale nell'esprimere tutta la mia vicinanza al popolo ucraino per la barbara aggressione da parte del Governo russo. Quello che sta succedendo è sotto gli occhi di tutti, le informazioni che abbiamo noi sulla situazione sul campo sono le stesse che in questo momento sono trasmesse da tutti i principali canali di comunicazione.

Segnalo quello che sta accadendo nella nostra città, poi magari se Mirella vuole aggiungere qualche informazione che abbiamo ricevuto nella giornata odierna. A ieri, le richieste pervenute presso la Questura di Rovigo per la regolarizzazione sono 101 di persone provenienti dall'Ucraina, che stanno cercando di ottenere un rifugio presso parenti che vivono nel nostro territorio.

Il Ministero dell'Interno ha attivato un canale preferenziale per l'erogazione dello status di rifugiato che, come sapete, normalmente prevede il ritiro del passaporto; procedura che tende a scoraggiare la richiesta da parte di persone che ovviamente anelano di tornare nelle loro case non appena la situazione potesse diventare leggermente più normale di quello che è in questo momento; motivo per cui il timore era che le domande di richiesta di asilo fossero inferiori rispetto alla potenzialità.

Quindi è stata attivata questa procedura, che è una procedura che è stata prevista direttamente dal Ministero dell'Interno. Le Prefetture si stanno attivando per un coordinamento sotto la regia del Prefetto di Venezia.

Noi abbiamo preso contatti con il soggetto gestore del CAS, che è Cooperativa Porto Alegre, e una serie di altre realtà del territorio, quindi sia cooperative sociali che associazioni di volontariato, tra cui sicuramente la Caritas che, come avete visto, ha già attivato anche un conto corrente per la raccolta fondi, Comunità di Sant'Egidio, la CGIL ha attivato uno sportello per dare le prime informazioni di supporto alle persone che ne avessero bisogno. Quindi la rete si sta costituendo in queste ore.

Noi ovviamente come Amministrazione cerchiamo di dare tutto l'apporto possibile e fare anche da cabina di regia. Non so se Mirella vuole aggiungere qualche informazione aggiuntiva, grazie.

Intervento n. 63
Pagina 12
Punto 4

Interrogazioni e interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Sugli altri due aspetti che venivano ricordati adesso, per quanto riguarda le agevolazioni fiscali, farò una verifica sulla norma. Segnalo che per certo, quando è stato sottoscritto il contratto per l'installazione del rigassificatore, sono state previste anche delle cifre a compensazione per il territorio dell'ordine credo di 4-5 milioni di euro, che sono state gestite da CONSVIPO e le compensazioni sono state devolute in maniera esclusiva ai Comuni della zona costiera del Polesine.

Quindi questo è lo stato dell'arte. Faremo una verifica ovviamente per capire questa cosa. Per quanto riguarda invece il sistema di accoglienza, segnalo che già per quanto riguarda la crisi afghana si era proceduto in questo modo, e il modello che adesso illustro dovrebbe essere replicato anche per la crisi ucraina.

Le richieste di asilo saranno gestite nell'ambito del sistema CAS. Il sistema CAS prevede un finanziamento direttamente da parte del Ministero, che passa tramite le Prefetture e, come per la crisi afghana, i Comuni vengono interessati per fare l'attività di coordinamento nel reperire potenziali alloggi privati, che saranno oggetto di un regolare contratto di locazione che verrà pagato dal soggetto attuatore del servizio CAS.

Per la Provincia di Rovigo, in particolare per il Comune di Rovigo, Cooperativa Porto Alegre, che ha già una convenzione con la Prefettura. Quindi il meccanismo è questo. Non è previsto in questo caso che la collettività, con la fiscalità generale del bilancio del Comune di Rovigo, intervenga a supporto perché c'è una fonte di finanziamento che passa attraverso il sistema CAS, cioè quello di accoglienza a livello nazionale.

Intervento n. 103
Pagina 20
Punto 4

Interrogazioni e interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Confermo che sarà mia cura fare tutte le verifiche del caso e fornire una risposta. Grazie.

Intervento n. 405
Pagine 57–65
Punto 6

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco

Sindaco

Leggi intervento

Io mi soffermerò sulle linee guida che sono state alla base della redazione del piano degli interventi e, prima di farlo, mi corre l'obbligo ovviamente di ringraziare per il lavoro che è stato svolto l’Assessore, gli uffici, il Dirigente Scalabrin e tutte le persone che collaborano con lui, e lo Studio Tombolan che ha lavorato attivamente insieme a noi per riuscire ad arrivare in tempi rapidi all'individuazione di una linea, di un percorso, che consentirà di ottenere dei risultati che adesso proverò ad illustrare.

Le linee guida sono finalizzate a definire gli obiettivi e gli indirizzi per la formazione della prima variante generale al piano degli interventi del Comune di Rovigo e sono state redatte anche sulla base delle linee programmatiche di governo 2019-2024 dell'attuale Amministrazione.

Il Comune di Rovigo infatti, pur essendo dotato del piano di assetto del territorio, dall'entrata in vigore dello stesso avvenuto nel 2012, non ha mai redatto una variante generale al piano degli interventi, che di fatto ad oggi coincide con il vecchio PRG per le parti conformi al PAT, secondo quanto disposto dall'articolo 48 del comma 5-bis della Legge Regionale 11/2004.

L’adozione del piano degli interventi coinciderà e procederà parallelamente ad una programmazione di strategie e azioni funzionali alle politiche di sviluppo sostenibile, da realizzare nell'ambito della strategia regionale dello sviluppo sostenibile e degli impegni nazionali e comunitari che ne sono alla base, nonché ai sustainable development goals.

Queste linee guida traducono nel piano degli interventi le linee programmatiche dell’Amministrazione che sono qui riportate, evidenziandone il diretto collegamento con gli SDG.

Le azioni del P.I. dovranno essere coordinate con le strategie del PAESC, comprenderne gli obiettivi e le tematiche, promuovendo le azioni in relazione alla riduzione dei consumi energetici, dei livelli di assorbimento di CO2 e le relative strategie per la mitigazione e l'adattamento agli eventi estremi e ai cambiamenti climatici, compreso il rischio idraulico.

Il principio della sostenibilità è una delle principali finalità da perseguire in tutti gli ambiti di intervento: dall’insediamento produttivo, coinvolgendo l'impegno di azioni coordinate tra pubblico e privato, con l'obiettivo comune di tutelare le risorse naturali e di realizzare processi di razionalizzazione ed efficientamento. In particolare sarà prioritario operare scelte di recupero urbano e rigenerazione attraverso una ripianificazione, integrando scelte coerenti di mobilità sostenibile.

Un ruolo centrale a questo riguardo assumerà la pianificazione del verde del territorio agricolo, da valutare in termini di azioni mirate, alla medicazione climatica, alla valorizzazione delle funzioni produttive ed ecosistemiche connesse.

La Legge Regionale 14/ 2017, che detta disposizioni sul contenimento del consumo di suolo in base all'obiettivo definito dall'Unione Europea di azzerarne il consumo entro il 2050, pone in campo una serie di strumenti per perseguire la finalità comunitaria con i quali il piano dovrà necessariamente confrontarsi.

Il P.I. avrà come obiettivo quello di limitare la nuova edificazione, concentrandosi sull’esistente, ponendo particolare attenzione alle risorse naturali, e collocando al centro dell'azione pianificatoria la rigenerazione, intesa sia come rigenerazione edilizia di tessuti urbani degradati e degli ambiti abbandonati, sia come rigenerazione sociale ed economica.

Un ruolo centrale a questo riguardo assumerà la pianificazione del verde del territorio agricolo, da valutare in termini di azioni mirate alla medicazione climatica e alla valorizzazione delle funzioni produttive ed ecosistemiche connesse. Il nuovo P.I. guarda ad una città in sintonia tra conservazione e innovazione, ed è centrato sui principi della circolarità che trovano attuazione in azioni che riguardano molteplici caratteri della città.

Il primo è quello di ridurre l'utilizzo di risorse naturali e non, attraverso l'uso efficiente delle risorse, sia naturali che energetiche, la tutela della qualità dei suoli, la complementarietà di spazi, verde urbano, agricoltura periurbana, la ridefinizione di zone urbanizzate per favorire l'applicazione di incentivi volti all'efficientamento energetico, la promozione di sistemi energetici resilienti rinnovabili localizzati e distribuiti, l'organizzazione della gestione dei rifiuti volta all'abbattimento della spesa e quindi della produzione del rifiuto stesso.

In secondo luogo, l’obiettivo è quello di riutilizzare spazi e volumi attraverso la tutela e la valorizzazione del patrimonio architettonico e culturale, la mappatura dei vuoti urbani, sia edificati che non, l'individuazione di una loro conversione funzionale, la razionalizzazione dei posti auto, la promozione della progettazione e della costruzione di edifici condivisi flessibili e modulari.

Il terzo punto è quello di riciclare, attraverso il controllo del consumo di suolo, applicando un nuovo modo di costruire, lo sviluppo di un sistema di mobilità urbana accessibile, efficace, multimodale, integrando trasporto pubblico, mobilità lenta e trasporto privato all'ultimo miglio. La transizione ad un sistema di città circolare si basa quindi su un approccio olistico, in grado di garantire la vittoria complessiva in termini di posizionamento dei fattori economici, sociali e ambientali.

La vision della città prevede che Rovigo recuperi un ruolo di guida e capofila nell'ambito del Polesine, ma non solo; attraverso progettualità di area vasta, collaborazioni e accordi sovra comunali, affinché si affermi una consapevolezza dei bisogni specifici del territorio per sostenere le scelte comuni opportune in sede di programmazione regionale e nazionale.

Rovigo e il suo territorio urbano devono essere in grado di offrire da un lato una rete di protezione efficiente, solidale, a chi vive un periodo difficile; dall'altro di valorizzare e supportare progetti di innovazione e di rigenerazione urbana, promuovendo nuove forme di collaborazione tra soggetti pubblici e tra soggetti privati, volti ad attrarre nuovi residenti e nuove attività. L'immagine è quella di una città che guarda al futuro in una modalità smart, senza però dimenticare le proprie radici.

Una città aperta ai contesti europei di sviluppo urbano, pronta a confrontarsi con le migliori esperienze nazionali ed internazionali, che si caratterizza come città dell’equità e dell'inclusione, della sostenibilità ambientale e sociale, dell'innovazione e della cultura, della responsabilità e della partecipazione. Il principio e la base dell'idea nuova di città si basano sulla consapevolezza di dover intervenire con una pianificazione non più basata sulla quantità, bensì sulla qualità..

E’ un tema su cui poi l’Architetto Tombolan entrerà nel dettaglio con alcuni approfondimenti. In primo luogo ambientale e urbano: in questo senso è necessario individuare forme di ricucitura del territorio atte a riqualificare i bordi e promuovendo nuove modalità di connessione tra il centro e le frazioni, che privilegino le caratteristiche locali, incentivando nuove opportunità anche di sviluppo economico.

Il contesto di riferimento da cui questa Amministrazione muove i passi verso il primo piano degli interventi è già scenario di azioni propulsive del cambiamento che si vuole promuovere. Molte sono le iniziative già avviate che nei prossimi anni disegneranno una nuova identità di città, e tra queste vale la pena segnalare: il recupero di vuoti urbani situati in importanti aree del centro di quartiere, la loro rifunzionalizzazione con un'attenzione anche verso fruitori esterni dal territorio cittadino.

Sicuramente fra questi è necessario citare la riqualificazione dell'ex Liceo Celio, ora sede dell'Urban Digital Center e del nuovo Corso di Laurea Magistrale dell'Università di Padova; il recupero dell'ex sede del CUR, che ospiterà a breve i servizi sociali e di Polizia Locale; la futura riqualificazione dell'ex che Caserma Gattinara che, grazie ad una coprogettazione con l’Agenzia del Demanio, porterà alla realizzazione della nuova sede del Palazzo di Giustizia, che consentirà di migliorare l'esercizio di una funzione di area vasta che coinvolge anche i Comuni della bassa padovana; la futura riqualificazione dell'ex Caserma Silvestri dove, sempre grazie ad una coprogettazione con l’Agenzia del Demanio, troveranno spazi e funzioni statali contestualmente una nuova area parcheggio in un punto della città critico, e una nuova area verde urbana; l’'imminente riqualificazione dell'ex comparto Maddalena, che contribuirà a completare una nuova identità di quartiere in cui sono concentrati un polo scolastico ed uno sportivo, in cui saranno allocati servizi comunali; il recupero, sempre in coprogettazione, con l'Accademia dei Concordi questa volta, di Palazzo Bosi, che da un lato consentirà un restyling importante della principale piazza cittadina, dall'altro l'esercizio di una più ampia offerta di servizi culturali; ed infine la riqualificazione del Quartiere San Bortolo, dove una nuova Cittadella dedicata alle arti performative sarà affiancata da nuovi parchi urbani e primi interventi di social housing, luoghi in cui ora trovano spazio immobili e aree da recuperare; la definizione di nuove caratteristiche attrattive della città, a partire dal recupero e la riqualificazione di nuovi spazi del centro storico, in un'ottica di City branding dedicati all'innovazione culturale, come è noto stiamo lavorando attivamente alla ridefinizione degli spazi relativi all'ex Caserma dei Vigili del Fuoco, all'ex sede dei Vigili urbani di Piazza Garibaldi, la Piazza Annonaria; il ripensamento dei luoghi di aggregazione in un sistema integrato di strutture sportive e parchi quali luoghi attivi, inclusivi e di ritrovo per differenti fasce d'età; il coordinamento con funzione di capofila di una aggregazione di Comuni, 13 per l'esattezza, per elevare il territorio al grado di autorità urbana nelle politiche di coesione 2021-2027, identificandoci come territorio in grado di avere un'autorità urbana nell'ambito dei progetti di sviluppo urbano sostenibile.

A quanto già esposto, si aggiungono altre idee che nello strumento del piano degli interventi potranno trovare soluzione di miglioramento della qualità della vita di chi abita e di chi vive la città e le sue funzioni, attraverso una definitiva soluzione del critico nodo di accesso tramite mezzi pubblici, in particolare il TPL, con lo spostamento definitivo della stazione dei bus presso l'ex scalo merci ferroviario; il ridisegno di spazi pubblici quali luoghi di aggregazione sociale e culturale, Piazza Fratelli Cervi, Piazza Duomo, Piazza San Bortolo a cui va aggiunta anche Piazza Jerry Masslo, come avete avuto modo di vedere recentemente; una nuova pianificazione del sistema della mobilità che guarda alla sostenibilità ampliando la ZTL e sviluppando una rete ciclabile che favorisca gli spostamenti carbon free.

Queste azioni muovono verso l'idea di un sistema di città aperto e pulsante, inserito in un'area vasta a geometria variabile, in cui Rovigo assume una nuova centralità. Il percorso di pianificazione avviato quindi deve avvenire nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli, attraverso forme di partecipazione democratica e modalità di confronto costruttivo con tutte le rappresentanze, con i cittadini e con le forze politiche presenti in Consiglio Comunale.

Per quanto riguarda la metodologia che è stata seguita per la redazione di queste linee guida, il piano urbanistico della città di Rovigo guarda alla città stessa come ad un ecosistema urbano, con un proprio metabolismo all'interno del quale vi sono scambi di materia e di energia. Identificare il metabolismo urbano significa mappare le reti e le relazioni delle componenti della città, nonché appunto i flussi di materia e di energia.

Il territorio verrà quindi letto in chiave di servizi ecosistemici; così facendo sarà possibile valutare quali scelte portano ad una perdita e quali ad una rigenerazione in termini di rinaturalizzazione e fertilità dei suoli. Questo è possibile solo attraverso un approccio integrato e sistemico.

Il lavoro che si tende affrontare pertanto prevede la mappatura dell'ecosistema urbano attuale, riconoscendo nodi e relazioni della rete urbana, evidenziando criticità e le opportunità, comprendendone i processi ed evidenziando l'interdipendenza dei fattori. Il piano degli interventi sarà chiamato a definire, nel rispetto degli obiettivi e della disciplina dettata dalla normativa urbanistica regionale, le linee indicate dall’Amministrazione.

A livello generale il P.I. persegue l'obiettivo di costruire scenari di sviluppo di una città resiliente e sostenibile, declinabili nei seguenti obiettivi specifici: rigenerazione dello spazio costruito e naturaliriforme a partire dal centro storico; contenimento del consumo di suolo; promozione di una mobilità sostenibile; promozione dello sviluppo economico; miglioramento della qualità del verde; azioni di mitigazione ambientale e adattamento climatico; ottimizzazione dei servizi; creazioni di nuovi spazi di comunità e l'inclusione sociale; definizione di strumenti di attuazione del piano innovativi, flessibili e compartecipativi.

Nello specifico, dalla necessità di innovare ed integrare gli obiettivi del PAT, dagli indirizzi generali delle linee programmatiche di governo di questa Amministrazione e dal documento unico di programmazione, emergono i seguenti obiettivi specifici per la pianificazione: in primo luogo quello di sviluppare la rigenerazione urbana a partire dal centro storico, che deve tornare ad essere vivace, dinamico e attrattivo, ma anche nelle frazioni, che non devono più essere ai margini della vita urbana, ma identità valorizzate e pienamente inserite nel contesto della città in un unico sistema policentrico; recuperare e ricollocare in un sistema organico gli spazi urbani vuoti ed inutilizzati, cercando soluzioni efficienti e condivise ai numerosi nodi irrisolti che caratterizzano il tessuto urbano di Rovigo; realizzare un piano del commercio e del piccolo artigianato urbano, finalizzato alla rigenerazione economica della città e, in coerenza alle linee programmatiche fornite dalla Regione Veneto, attuare il Distretto del commercio già in fase di programmazione, per elaborare un piano del commercio che trasformi la città in un vero e proprio centro commerciale a cielo aperto; favorire lo sviluppo economico introducendo misure atte a sostenere e sviluppare l'imprenditoria in tutti gli ambiti economici, valorizzando le potenzialità del territorio, le infrastrutture, lo sviluppo di reti formative qualificate e specialistiche; favorire una crescita socio economica sostenibile per una città attenta all'ambiente, alle buone pratiche, alla gestione dell'acqua, al tema dei cambiamenti climatici, realizzando una cintura verde attorno al centro abitato, tutelando i terreni in funzione del loro valore di fertilità ed ecosistemico; realizzare una rete di parchi urbani, sia fra quelli attualmente esistenti, che attraverso progetti di messa a dimora di nuovi alberi, puntando alla costituzione di una piattaforma di boschi urbani diffusi nell'intero territorio comunale; dare continuità ecologica e sistematicità alle aree verdi urbane al territorio agricolo periurbano quale sistema di compensazione della CO2, trattenimento delle polveri, raffrescamento dell'isola di calore urbano e riduzione del rischio idraulico; potenziare l'agricoltura periurbana, agriturismi, fattorie didattiche e orti comunitari e valorizzare gli ambiti agricoli periurbani, incrementando le valenze produttive, paesaggistiche, ecosistemiche e la fruibilità complessiva; dare priorità alla riqualificazione architettonica, ristrutturazione energetica e all’eliminazione delle barriere architettoniche, nell'ottica del perseguimento degli obiettivi di sostenibilità di Agenda 2030, con particolare riferimento al contenimento del consumo di suolo, alla riduzione delle emissioni di CO2 e a rendere la città più sicura ed inclusiva; promuovere processi di rigenerazione urbana sostenibile, fornire indicazioni progettuali e adeguati incentivi legati alla pubblica utilità in riferimento alla necessaria normativa regionale di riferimento, all'attuazione del sistema di crediti edilizi; realizzare percorsi compiuti di mobilità sostenibile all'interno di un organico piano del traffico attraverso il completamento e l'integrazione delle piste ciclabili e dei percorsi pedonali che congiungono il centro della città con i quartieri periferici e le frazioni, puntando alla mitigazione dei carichi inquinanti legati al traffico veicolare e alla valorizzazione della mobilità lenta; promuovere lo sviluppo di Rovigo come città attrattiva attraverso forma di comunità urbana, in grado di promuovere coesione ed inclusione sociale, valorizzando le forme di aggregazione sociale a livello di quartiere e frazione, che mantengano l'identità dei luoghi; adottare lo spazio dell'Urban Center Innovation Lab come spazio di riferimento dell’ufficio di piano, ove realizzare momenti di confronto e consultazione dei materiali in fasi successive di avanzamento, dotando la città di archivi digitali e di uno spazio collettivo di ricerca e di urbanistica partecipata.

La partecipazione democratica e lo sviluppo del piano degli interventi è fissata con specifiche fasi e prescrizioni dalla legge urbanistica regionale. Ove, chiarito che gli obiettivi che devono essere perseguite attraverso un corretto governo del territorio, prevedono - e cito - il coinvolgimento dei cittadini, delle rappresentanze economico sociali e delle Associazioni.

I cittadini portatori di interesse degli interventi nel territorio devono partecipare alla consultazione e alla formazione delle decisioni di piano, e la partecipazione diventa uno strumento di condivisione ma anche uno strumento per ascoltare, mettere a frutto i saperi e le competenze presenti nella città.

Il percorso di partecipazione che viene iniziato in questa fase di avvio del P.I., con una modalità non contemplata dal piano, è una fase di preconsultazione finalizzata ad un capillare confronto con le diverse forme di rappresentanza della città distinta per gruppi omogenei di interessi e competenze.

Successivamente il coinvolgimento dei portatori di interesse locale continuerà secondo quanto previsto dalla norma, coinvolgendo negli incontri gli altri Enti Pubblici territoriali, le altre Amministrazioni preposte alla cura degli interessi pubblici, le Associazioni economiche e sociali portatrici di rilevanti interessi diffusi sul territorio, nonché i gestori di servizi pubblici e di uso pubblico, invitandoli a partecipare alla definizione degli obiettivi e delle scelte strategiche individuate dagli strumenti di pianificazione.

La realizzazione di una pianificazione urbanistica partecipata prevede la creazione di uno spazio presso Urban Center Innovation Lab dove individuare l’ufficio di piano, all'interno del quale realizzare momenti di confronto e di discussione, realizzare una pagina web dedicata, consultare documenti in formato digitale, organizzare incontri e dibattiti anche tramite videoconferenze.

A partire dalla Legge Regionale 11/2004 e con l'attuazione del piano degli interventi è inoltre consentita la realizzazione di progetti ed iniziative di rilevante interesse pubblico presentate da soggetti privati.

Questi strumenti rendono possibili interventi che, per complessità di impegno, difficilmente sarebbero realizzabili dalle sole Amministrazioni Comunali attraverso la sottoscrizione di accordi tra pubblico e privato, che coinvolgano nuovi soggetti sia in fase di pianificazione con la presentazione di proposte progettuali, sia in fase di attuazione con l'apporto di risorse finanziarie.

Tali proposte devono essere presentate nell'ambito di procedure competitive finalizzate a mettere a confronto più offerte atte a garantire la realizzazione dei progetti maggiormente meritevoli nel rispetto della Legge Regionale 14/2017.

Con DCC 98 del 29 dicembre 2020 sono stati approvati i criteri generali da applicare per la determinazione del contributo straordinario di cui all'articolo 16, comma 4, del DPR 380/2001, e per la definizione degli accordi pubblico privato in attuazione dell'articolo 6 della Legge Regionale 11/2004, che potranno essere oggetto di revisione con il piano degli interventi. Alcuni sono temi in particolare che devono essere oggetto di attenzione nell'ambito della programmazione urbanistica.

Il primo è quello dell'insediamento urbano.

In effetti tra gli obiettivi del P.I., come già ricordato, al centro della pianificazione sarà posta la rigenerazione urbana, realizzata in un processo sistemico, partendo dalle condizioni da mettere in campo per il suo avvio, alle nuove relazioni che devono essere costruite, considerando l'impatto sull'ambiente edificato, economico e sociale; dovrà essere uno strumento flessibile, in grado di recepire in tempi rapidi le proposte concrete di trasformazione ed avere attenzione verso i nuovi bisogni della comunità.

Gli obiettivi di questo strumento di tutela saranno da intendersi non come congelamento del presente, in particolare nelle aree del centro storico, ma come riqualificazione e valorizzazione degli insediamenti edificati, potenziando e creando diverse centralità in un'idea di città policentrica che mantenga i valori identitari delle aree urbane e delle frazioni, coniugati ad un'idea di città proiettata allo sviluppo dei servizi nel futuro.

Per quanto riguarda il sistema produttivo, l'obiettivo centrale del piano sarà quello di intervenire per creare un contesto di regole che consentano di mantenere e sviluppare le attività produttive esistenti, favorendo le opportunità di crescita, generando azioni attrattive e propulsive, che agevolino l'inserimento di strutture innovative che nel contempo contribuiscono allo sviluppo del territorio.

In quest'ambito le azioni principali saranno volte a migliorare la qualità urbana utilizzando lo strumento del credito edilizio per recuperare aree dismesse, per delocalizzare le attività produttive in zona impropria, ad incentivare le nuove imprenditorialità, privilegiando in particolare la creazione di spazi per le stesse, a migliorare l'integrazione con la città anche attraverso il sistema della viabilità.

Tali azioni dovranno utilizzare preferibilmente gli strumenti della perequazione urbanistica, del credito edilizio, della compensazione, che dovranno fissare i capisaldi finalizzati a consentire scenari urbani diversi e flessibili, attuabili nel tempo anche per parti.

Inoltre il piano degli interventi relativo alla tematica del commercio, nell'adeguare lo strumento urbanistico vigente alla Legge Regionale 50/2012, politiche per lo sviluppo del sistema commerciale nella Regione del Veneto, cercando la corretta integrazione tra la pianificazione urbanistica e gli indirizzi in materia di insediamenti commerciali, si pone l'obiettivo di supportare le attività commerciali attraverso l'innovazione, l'integrazione e la valorizzazione delle risorse di cui dispone il territorio, contenendo le grandi strutture di vendita, favorendo il commercio di prossimità.

Fermo restando la necessità di verificare la reale situazione delle dotazioni di servizi, distinguendo quelli attuati da quelli no, l'obiettivo sarà quello di ripensare alle dotazioni territoriali come specifici servizi ed attrezzature, che la collettività locale nel tempo riconosca come essenziali e basilari per l'adeguata strutturazione del territorio, e che possono portare ad un miglioramento della qualità della vita individuale e sociale della comunità.

La pianificazione degli standard orientata alla definizione di servizi concretamente fruibili dovrà pertanto essere strettamente legata agli altri temi, stabilendone i livelli di prestazioni in funzione degli obiettivi di piano e programmando l'attuazione, unitamente alle risorse individuate nel P.I., dai programmi delle opere pubbliche, ai meccanismi perequativi, anche attraverso il confronto delle esigenze della collettività con gli operatori che hanno la capacità e le risorse per trasformare il territorio.

Il P.I. metterà al centro la comunità, pertanto rivedrà il sistema dei servizi per favorire l'inclusione di tutta la cittadinanza e contrastando ogni forma di barriera d'accesso, attraverso l'individuazione delle aree di distribuzione delle persone più deboli, distribuzione della rete dei servizi pubblici in città, funzionale a raggiungere massivamente i target di popolazione destinatari. L’impostazioni dovrà essere tesa a superare la logica numerica del Decreto interministeriale 2 aprile 68 n.

1444, limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali produttivi e spazi pubblici o riservato alle attività collettive, verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini dell’affermazione dei nuovi strumenti urbanistici e della revisione di quelli esistenti, e quella monofunzionale dello zoning, creando la qualità necessaria per favorire la fluidità delle interrelazioni urbane proprie della città contemporanea.

Il piano dovrà saper cogliere e trasformare in opportunità trainanti la riqualificazione delle aree urbane non utilizzate, in particolare l'ex scalo merci, l'ex Genio Civile, l'ex Catasto, l'ex Banca d'Italia, ex Gabar, che è già oggetto di intervento del PINQuA che sarà realizzato entro il 2026 con fondi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; l’ex ospedale Maddalena, oggetto di riqualificazione grazie al Bando Periferie, la cui realizzazione è prevista entro l'anno 2024; ex ospedale psichiatrico, ex Caserma Silvestri.

L'obiettivo di elevare la qualità architettonica si pone come complementare a quello del mantenimento del consumo di suolo, tanto che la stessa legge regionale 14/2017 recita “La qualità architettonica si persegue mediante una progettazione che, recependo le esigenze di carattere funzionale, formale, paesaggistico, ambientale e sociale, poste alla base dell'ideazione e della realizzazione dell'opera, garantisca l'armonico inserimento dell’intervento nel contesto urbano ed extraurbano, contribuendo al miglioramento dei livelli di vivibilità, fruibilità, sicurezza, decoro, e garantendone il mantenimento nel tempo.

Sarà pertanto valutata l'opportunità di elaborare dei criteri progettuali di indirizzo per la costruzione del paesaggio urbano e rurale, fondati su un'attenta analisi dei caratteri morfologici del tessuto insediativo storico e sulle invarianti naturalistiche e culturali, in grado di creare le basi per una nuova edilizia che utilizzi un linguaggio contemporaneo e tecniche attuali, al fine di rinsaldare il legame architettura e urbanistica, quale componente della stessa cultura di riqualificazione e rigenerazione del territorio.

Tra gli obiettivi del P.I. vi è la realizzazione di una cintura verde attorno al centro del capoluogo, oltre alla pianificazione di possibili interventi volti ad aumentare la resilienza urbana e i rischi legati ai cambiamenti climatici; il sistema del verde si dovrà articolare a partire dalle aree verdi naturali e naturaliformi di ampie dimensioni, includendo aree e nucleo di nuova costituzione, in continuità ecologica con il territorio agricolo e periurbano, e con la rete ecologica dei corsi d'acqua; la rete ecologica si deve sviluppare in un sistema di continuità attraverso la formazione di infrastrutture verdi di collegamento, favorendo il recupero di aree marginali o da rinaturalizzazione.

Il disegno del territorio agricolo, ma anche urbano, deve prevedere un'adeguata capacità di assorbimento e raccolta delle acque meteoriche, predisponendo invasi di raccolta e sistemi di canalizzazione delle acque meteoriche, riducendo l'impermeabilizzazione del suolo. L'obiettivo di realizzare una riqualificazione e potenziamento del verde urbano è centrale nella redazione del piano degli interventi, e rientra in un progetto complessivo di rigenerazione urbana.

La valorizzazione delle aree verdi in ambiti naturali e la progettazione di nuove formazioni boschive in contesti di bosco urbano rappresenta l'occasione per conservare le identità storico ambientali del territorio e per riqualificare e dare funzionalità a contesti che attualmente ne sono privi.

Nella logica della valorizzazione delle aree verdi e dei terreni rispetto al mantenimento dei servizi economici, il P.I. dovrà individuare il sistema della continuità delle aree verdi, in modo da assicurare la massima funzionalità ecosistemica e promuovere il rafforzamento del collegamento della rete ecologica alle aree collegate al territorio, assegnare eventuali crediti edilizi a compensazione degli interventi privati convenzionati con l’Amministrazione Comunale, fissare le modalità di applicazione degli strumenti della perequazione per la realizzazione di interventi a valenza ambientale.

Il paesaggio del territorio rurale comunale negli ambiti di maggiore conservazione e pregio si caratterizza per una sua specificità, sia nella struttura fondiaria, che nelle forme di edilizia rurale, e rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo sostenibile, attraverso la valorizzazione dell'integrità delle aree agricole ad elevato valore produttivo.

Salto alcuni passi della relazione per arrivare, data l’ora, alla lettura dei punti relativi agli aspetti tecnici delle linee guida, cioè agli strumenti attuativi, il primo dei quali su cui vale la pena soffermarsi è quello della perequazione.

L'articolo 35 della Legge Regionale 11/2004 definisce la perequazione urbanistica come l'equa distribuzione tra i proprietari degli immobili interessati dagli interventi, dei diritti edificatori riconosciuti dalla pianificazione urbanistica, degli oneri derivanti dalla realizzazione delle dotazioni territoriali.

In realtà la perequazione può essere intesa anche in senso più ampio, cioè facendo ricadere una parte dell’utilità che un privato acquisisce per effetto della trasformazione urbanistica della sua area sulla collettività.

Questo prevede che una quota parte del vantaggio economico detraibile dal proprietario delle aree dopo la trasformazione urbanistica debba in qualche modo ritornare sottoforma di aree, immobili, opere o denaro all’Amministrazione che ha compiuto la scelta urbanistica da cui si è generato il vantaggio medesimo.

In questo modo gli ulteriori proprietari delle aree che si trovano nel contesto in cui ricade l'intervento verranno, proprio mediante quel plusvalore, a beneficiare indirettamente e gratuitamente degli effetti della valorizzazione immobiliare.

Tale principio è stato recepito a livello nazionale mediante il DL 133/2014 “Sblocca Italia”, che ha introdotto, nell'ambito della disciplina sul contributo di costruzione contenuto nel Testo Unico Edilizia, una nuova ulteriore modalità di calcolo degli oneri di urbanizzazione.

All'articolo 16 del DPR 380/2001, in specie al comma 4 della stessa previsione, è stata infatti aggiunta la lettera d-ter, in cui si è espressamente previsto che nella definizione delle tabelle parametriche valevoli a stabilire gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, siano determinati questi valori anche in relazione alla valutazione del maggior valore generato da interventi su aree o immobili in variante urbanistica, in deroga o con cambio di destinazione d'uso.

Tale maggior valore, calcolato dall’Amministrazione Comunale, è suddiviso in misura non inferiore al 50% tra il Comune e la parte privata, ed è erogato da quest'ultima al Comune sottoforma di contributo straordinario, che attesta l'interesse pubblico in versamento finanziario vincolato a specifico centro di costo, per la realizzazione di opere pubbliche e servizi da realizzare nel contesto in cui ricade l'intervento, cessione di area o immobili da destinare a servizi di pubblica utilità, edilizia residenziale sociale od opere pubbliche.

Il contributo straordinario si configura quindi, più che come criterio di calcolo degli oneri di urbanizzazione ordinari, come un ulteriore onere rapportato all'aumento di valore che le aree o gli immobili avranno per effetto di varianti urbanistiche, deroghe o mutamenti di destinazione d'uso. Il contributo straordinario è dovuto nei soli casi in cui, a seguito di una variante urbanistica, di una deroga o di un cambio di destinazione d'uso, si abbia una maggior valorizzazione dell'area e dell'immobile. Con DCC n.

98 del 29.12.2020, già citato, sono stati approvati i criteri generali da applicare per la determinazione del contributo straordinario di cui all'articolo 16, comma 4, del DPR 380/2001, e per la definizione degli accordi pubblico privato in attuazione dell'articolo 6 della Legge Regionale 11/2004, che potranno essere oggetto di revisione con P.I.. Credito edilizio.

La recente normativa regionale ha posto al centro della strumentazione per perseguire gli obiettivi di rigenerazione e riqualificazione, sia urbana che ambientale, il credito edilizio. Il piano dovrà sviluppare tale tema, approfondendo e cercando di mettere in atto le metodologie più efficaci per poterlo rendere un effettivo strumento di intervento sul territorio, attraverso lo studio di idonei meccanismi che lo rendano effettivamente utilizzabile ed appetibile per gli operatori economici.

Da tale finalità dovranno essere affrontati anche gli aspetti economico finanziari di tale istituto, nell'ottica della sua corretta applicazione. In coerenza con le leggi e le deliberazioni regionali in materia, dovranno essere stabilite le regole e le misure applicative ed organizzative per la determinazione, registrazione e circolazione dei crediti edilizi: da riqualificazione, da demolizione o da rinaturalizzazione.

Contestualmente dovrà essere creato il registro comunale elettronico dei crediti edilizi e fissate le modalità applicative e i termini da osservarsi per l'iscrizione dei crediti nello stesso. Grazie mille.

Intervento n. 449
Pagine 76–77
Punto 6

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente, grazie soprattutto ai Consiglieri che hanno partecipato a questo avvio di dibattito. Questa sera, è già stato ricordato, è un momento importante, in cui avviamo un percorso.

Quello che ho provato a delineare nell'ambito della lettura delle linee guida è un'idea di città che provo in qualche maniera a tracciare in questo momento per flash, partendo ovviamente dalla complessità di una definizione complessiva degli strumenti che noi dobbiamo utilizzare, di come vorremmo sia la nostra città nel corso dei prossimi 15-20-30 anni. Le cose che ricordava prima il Consigliere Azzalin sono al centro delle nostre preoccupazioni.

Siamo un territorio che ha bisogno di mettere a fuoco una serie di obiettivi che vadano a ribaltare una situazione di partenza che è stata illustrata, che è una situazione di partenza particolarmente penalizzante. Io vorrei fare un ragionamento di questo genere, senza portare via ulteriore tempo. Se c'è un tema su cui noi dobbiamo assolutamente intervenire è quello di ribaltare una deriva di natura demografica che ci sta vedendo necessariamente perdenti.

La stragrande maggioranza degli altri centri capoluogo di Provincia non sta perdendo abitanti, anche se c'è una sorta di diminuzione complessiva a livello nazionale, c’è una dinamica che vede flussi che vanno verso i principali centri abitati perché ci sono delle economie di agglomerazione che fanno sì che questa sia una dinamica naturale, una tendenza naturale.

Noi siamo particolarmente penalizzati da questo punto di vista, perché siamo una città capoluogo che ha una serie di servizi che deve avere una città capoluogo, ma che devono essere ulteriormente valorizzati in un'ottica di area vasta.

Quindi dobbiamo diventare un polo attrattivo, un polo in cui sia possibile costruire un percorso di vita, e questo significa una cosa molto semplice: che, al di là della necessaria attenzione per tutte le fasce demografiche, perché il tema della coesione e della condivisione è un mantra assoluto che noi vogliamo perseguire, ci sono alcuni obiettivi che noi vogliamo mettere a fuoco.

Il primo in assoluto è quello di rendere la nostra città attraente per quella fascia generazionale che si trova nella parte della propria vita in cui si costruiscono i percorsi successivi, e quindi quello che ha a che vedere con l'affermazione fondamentalmente di natura terziaria, quindi sto parlando di Università ma non solo, su questo abbiamo già cominciato a fare un po’ di strada, però non vogliamo assolutamente fermarci, abbiamo la necessità di continuare in questa direzione; sto parlando per esempio di altre attività di natura terziaria, di attività di educazione di natura terziaria come gli ITS, costruendo quindi un mercato del lavoro che punti a quelli che vengono chiamati in gergo buoni lavori, good jobs, cioè la possibilità di avere delle opportunità lavorativa, delle opportunità di carriera di natura lavorativa con redditi in linea con le aspettative di persone che hanno un bagaglio di preparazione acquisito nell'ambito di una formazione terziaria, e abbiamo la necessità di fare un ragionamento tutti insieme per riuscire a far diventare la nostra città un luogo dove sia favorevole impostare un percorso di vita per chi si trova nella parte immediatamente successiva del proprio percorso di vita, quindi chi si trova nel momento in cui deve formarsi una famiglia.

Questo significa essere in grado sicuramente, come dicevo prima, di avere un mercato del lavoro che sia attrattivo, sapendo che il COVID in qualche maniera ha modificato alcune di queste dinamiche, favorendo le città di piccole e medie dimensioni in cui la qualità della vita è tendenzialmente più elevata rispetto a quella delle grandi metropoli.

Questo però significa anche essere in grado di avere delle modalità di trasporto che consentano velocemente di arrivare alle principali città che ci stanno intorno; questo significa essere una città in cui l'attività di natura culturale, quelle che vengono chiamate le amenities, sia in grado di rendere attraente la nostra città per chi ci abita ma anche per chi la vuole venire a visitare da fuori, e quindi anche per chi desidera in qualche maniera provare a costruire un proprio percorso di vita all'interno della città di Rovigo.

Questa è la città che io voglio, questa è la città che questa maggioranza vuole, questa è la città su cui secondo me vale la pena cominciare a fare un ragionamento tutti insieme.

Il fatto di essere partiti oggi in questo dibattito è assolutamente fondamentale, perché anch'io sono convinto che questo sia il luogo in cui è necessario trovare quei punti di sintesi che consentiranno di costruire poi nel concreto gli strumenti attuativi per riuscire a raggiungere questi obiettivi, aprendoci però un percorso di condivisione, come è già stato abbondantemente ricordato, con tutti gli stakeholder della città; un percorso di condivisione che in parte è già stato codificato nell'ambito delle norme, ma che noi vogliamo sfruttare fino in fondo.

Questo è il motivo per cui abbiamo anche già identificato una serie di step, quindi la predisposizione di un ufficio di piano, ma anche tutta una serie di attività di coinvolgimento degli stakeholder della città, e dovrà diventare il 2022 l'anno in cui si costruisce la Rovigo del 2042. Questo è il tema.

Quindi io sono sicuro che avremo la possibilità tutti insieme di fare un lavoro importante per noi, ma soprattutto per le generazioni che verranno dopo di noi, e questa è la grande sfida che dobbiamo raccogliere, soprattutto vincere insieme. Vi ringrazio ancora per l'attenzione che avete dedicato alla discussione di questo argomento.

Intervento n. 632
Pagina 107
Punto 11

Mozione: Aiutiamo le famiglie a fronteggiare il caro bollette

Sindaco

Leggi intervento

Anche perché sono stato chiamato in causa e quindi mi sembra doveroso aggiungere alcune considerazioni alle cose che sono state dette. E’ sicuramente un dibattito molto interessante. Sulle questioni di funzionamento del mercato delle fonti di energia, gli aspetti che sono stati ricordati corrispondono a una parte di verità.

La cosa ancora più complessa è in realtà il prezzo che viene utilizzato in questo momento da parte di chi fornisce il servizio di vendita del gas, non è lo spot, viene calcolato su contratti, che hanno una dinamica completamente diversa rispetto a quella che vediamo, cioè la cosa è molto più complicata di così, però rimane fermo il punto che alcune delle considerazioni che sono state fatte sono corrette.

Credo che come Amministrazione abbiamo dato prova del fatto che siamo vicini ai cittadini di Rovigo; le cifre che sono state ricordate in precedenza sono corrette, sono approssimate per difetto: due milioni e mezzo di euro che sono stati erogati alle famiglie che si trovano in condizioni di difficoltà, continueremo ovviamente, questa Amministrazione non si è mai tirata indietro, faremo quello che è nelle nostre possibilità fare; bisognerà studiare con attenzione quali sono le modalità di erogazione che abbiamo a disposizione per sapere se effettivamente i fondi COVID possono essere utilizzati anche per interventi di questo genere.

Bisogna tenere conto in combinato disposto di quello che abbiamo a disposizione noi con - notizia di oggi - è stato bollinato il Decreto Energia, quindi ci sono sei miliardi di euro a livello nazionale, ci sono delle linee di intervento per esempio per quanto riguarda l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette dell'energia elettrica, tre miliardi messi a disposizione dal Governo; è stata abbassata al 5% l'IVA sulle bollette del gas, altri 250 milioni di euro; è stato dato un mandato ad ARERA di rafforzamento del bonus sociale sulle bollette del gas, altri 400 milioni di euro; un intervento sugli autotrasportatori.

Insomma il Governo ha messo in campo oggi, poi ci sarà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, una serie di interventi. Sicuramente non basteranno. Queste sono le cifre che ci sono sul tavolo, non le ho decise io.

Dopodiché bisognerà capire che cosa succederà anche nel corso dei prossimi mesi e dovremo capire anche noi come Amministrazione come cambierà la bolletta. Posso dare già una stima: le previsioni che i nostri uffici hanno fatto sulla variazione di costo relativo ai consumi energetici per noi è di circa un milione e mezzo di euro rispetto all’anno scorso. Quindi l'ordine di grandezza grosso modo è questo.

Quindi il Comune di Rovigo in questo momento sta prevedendo di spendere a prezzi in questo momento invariati rispetto a quello che succederà durante il resto di quest'anno, circa un milione e mezzo di euro in più rispetto a quello che ha speso l'anno scorso. Quindi queste sono un po’ le cifre sul tavolo e noi ovviamente faremo la nostra parte. Quindi queste mozioni sono uno stimolo corretto.

Io nel frattempo, partendo proprio dalla raccolta firme che è anche alla base della mozione che verrà discussa successivamente, avevo già fatto una parte di un percorso segnalando la necessità di intervento forte da parte di tutte le Amministrazioni Comunali in sede ANCI; cosa che poi è stata effettivamente raccolta come voce da parte del Governo, che ha inserito questi aspetti nell'ambito del Decreto Energia. Quindi questa è un po’ la posizione dell’Amministrazione. Grazie.

Intervento n. 681
Pagine 120–121
Punto 12

Mozione: Rincari luce e gas

Sindaco

Leggi intervento

Molto velocemente per fare una dichiarazione di voto. Io dico che voterò a favore di questa mozione perché, come giustamente ricordava il Consigliere Chendi, l’'impegno che viene richiesto al Sindaco è del tutto condivisibile. Sugli altri aspetti potremmo discutere a fondo, l’ora è molto tarda, un paio di considerazioni velocissime.

L’ammontare complessivo di riserve stimate di gas presente sul territorio italiano è compreso tra i 70 e i 90 miliardi di metri cubi; la potenzialità di estrazione all'anno è tra i 5 e i 7 miliardi di metri cubi, rappresentano meno del 10% di quanto viene consumato normalmente in Italia durante un anno. Questo significa che non sposterebbe il prezzo del gas.

Inoltre bisogna ricordare che ci vogliono almeno 12 mesi per ottenere un'autorizzazione, altri 18 mesi per la valutazione di impatto ambientale, più altri due anni per riuscire a estrarre il gas, quindi ci vorrebbero almeno quattro anni, quattro anni e mezzo, per riuscire ad aprire un nuovo pozzo. Quindi è inutile fare un ragionamento in questo momento su quella roba lì.

Per quanto riguarda il nucleare, ve lo dice uno che la prima volta che ha votato in vita sua è stato il referendum al nucleare e ha votato a favore del nucleare, non ho nessun problema a seguire l'evoluzione di natura tecnologica. Segnalo sommessamente che siamo un paese in cui non abbiamo ancora capito dove andare a mettere le scorie nucleari delle quattro centrali nucleari che sono state chiuse 35 anni fa.

Quindi pensare di puntare sul nucleare in Italia, in una nazione come l'Italia, credo che sia assolutamente velleitario. Vanno fatti dei ragionamenti importanti sulla diversificazione con le fonti di energia rinnovabile, vanno fatti una serie di ragionamenti su diversificazione delle fonti di approvvigionamento a livello mondiale; la TAP non porta gas russo, il arriva dall'Azerbaigian per esempio.

Quindi sono tutta una serie di considerazioni che andrebbero fatte, ma che in quest’aula secondo me possiamo fare sicuramente, però tenendo conto di tutta una serie di considerazioni che poi meriterebbero molto approfondimento. Quindi io voterò a favore della mozione per le cose che giustamente ricordava il Consigliere Chendi. L’impegno che mi viene richiesto è assolutamente condivisibile, quindi condivido la mozione.

Grazie.

Intervento n. 718
Pagina 128
Punto 13

Mozione: Favorire iniziative di cura e tutela dell’ambiente”. Pag. 125 2

Sindaco

Leggi intervento

Anche in questo caso faccio una dichiarazione di voto. Io sono favorevole alla mozione. Aggiungo alcune considerazioni.

Le cose che diceva prima l’Assessore in realtà sono corrette. Io non lo so gli altri Comuni come lavorano. So come lavoriamo noi.

Il tema c’è, nel senso che il patrocinio che viene richiesto normalmente da tutte le Associazioni, e qui mi sento di dire che non è che noi non lavoriamo con il mondo del volontariato e non ci mettiamo a disposizione con il mondo del volontariato; durante le “Domeniche ecologiche” ad esempio collaboriamo con numerosissime organizzazioni che si occupano di volontariato nel mondo della tutela ambientale, e non solo durante le “Domeniche ecologiche”. Con Plastic Free ovviamente c'è la stessa volontà di collaborazione.

Ci sono una serie di oneri che non si vedono ma che devono essere calcolati per poter costruire la delibera. Chiunque ha un minimo di esperienza di natura amministrativa lo sa. E’ chiaro che a essere in grado di programmare questa cosa, tenendo conto della ricchezza di eventi e di Associazioni presenti sul Comune di Rovigo, contrariamente a quello che accade in molti altri Comuni un po’ più piccoli del nostro, è un vantaggio che possiamo tranquillamente superare.

Ricordo che Plastic Free, disponibile anche sul suo sito, propone due modalità diverse di convenzione: la prima è gratuita, fino a un certo punto, perché nell'ambito della convenzione tra l'altro Plastic Free chiede che venga appunto concessa la gratuità anche dell'occupazione del suolo pubblico per gazebo che Plastic Free si riserva di proporre alla cittadinanza a sua discrezione, quindi il numero complessivo durante l'anno di oneri che l’Amministrazione deve calcolare comunque non sarebbe definito, ma superiamo anche questo, non è un problema.

La seconda modalità di convenzione è una convenzione a pagamento, perché la definizione di “Comune Plastic Free” prevede una quota di abbonamento annuale che, per i Comuni al di sopra dei 15.000 abitanti, corrisponde a 3.000 euro, che altre Associazioni non chiedono per esempio. Quindi massima disponibilità a collaborare. Non facciamo ovviamente differenze nei confronti di nessuno.

Si tratta di un'attività assolutamente benemerita, tra le moltissime altre che questa Amministrazione valorizza nella nostra città, e quindi il mondo del volontariato è per noi una risorsa preziosissima con cui collaborare.

Studieremo insieme a Plastic Free qual è la modalità migliore di definizione del protocollo, chiedendo eventualmente anche alla nostra - passatemi il termine - controparte la capacità di avere quel minimo di flessibilità rispetto alla loro convenzione standard che propongono a tutti i Comuni, per cercare di venire incontro anche alle nostre esigenze, che sono esigenze di programmazione e anche esigenze per riuscire a calcolare effettivamente durante un anno quali possono essere gli oneri che poi dobbiamo calcolare a sistema.

Quindi questa è la mia posizione. Grazie.

Intervento n. 737
Pagina 132
Punto 13

Mozione: Favorire iniziative di cura e tutela dell’ambiente”. Pag. 125 2

Sindaco

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Aggiungo che c'è un ulteriore problema sul tema dell'ordinanza, e cioè che il Consiglio di Stato ha ritenuto illegittima un'ordinanza in questo caso del Sindaco di Teramo, che aveva emesso un'ordinanza di divieto della vendita della plastica monouso all'interno del Comune; la sentenza del Consiglio di Stato è del giugno 2021, e il riferimento alla Direttiva europea è comunque un riferimento, cioè la Direttiva europea stabilisce che l'abbandono dell'utilizzo della plastica deve avvenire su un certo orizzonte temporale con gradualità.

Quindi la modulazione del contenuto dell'ordinanza andrebbe tarata, al di là dei problemi che segnalava Cavallaro, per tenere conto del dettato normativo proveniente dall'Europa.

Intervento n. 743
Pagina 133
Punto 13

Mozione: Favorire iniziative di cura e tutela dell’ambiente”. Pag. 125 2

Sindaco

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Ha capito bene, Consigliere, però il tema è che, come giustamente ricordava con il Dirigente Cavallaro, è lo strumento dell'ordinanza che implica necessariamente che se il Sindaco interviene, deve intervenire per un motivo contingente ed urgente. Quindi l'unica soluzione possibile è di impedire la vendita della plastica. Non può essere che un'ordinanza stabilisce un processo progressivo, perché lo strumento non è adatto.

17 febbraio 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 11
Pagine 9–11
Punto 1

Situazione IRAS - Discussione” Pag. 03 2

Sindaco

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Buongiorno a tutti anche da parte mia e grazie per essere qui oggi, per provare ad affrontare tutti insieme un tema che, da quando è partita questa avventura amministrativa, ci ha visto coinvolti praticamente tutti i giorni. Questo è sicuramente uno dei grandi dossier che siamo stati chiamati ad affrontare e a provare a risolvere. Posso garantire che l'impegno non è mancato e non mancherà.

Credo che non ci sia una considerazione di natura politica o partitica sottostante.

Credo che su questo tema tutti i Consiglieri comunali siano concordi nel sapere che IRAS è un soggetto pubblico che deve essere messo in salvaguardia, che sono stati compiuti degli errori nel passato e che questo non è il momento in cui accertare le responsabilità, perché ci sarà un tempo e un luogo per poterlo fare, e lo faremo, e lo faremo, che è necessario provare a scardinare i problemi che hanno generato la crisi di IRAS, quindi non possiamo pensare o permetterci di avere una soluzione posticcia, perche sarebbe il peggiore dei mondi possibili, e tutti sono consapevoli che sono in gioco degli interessi alti.

Gli interessi sono quelli innanzitutto degli ospiti e delle famiglie degli ospiti, dei lavoratori e l'interesse pubblico generale, dato che stiamo parlando comunque, tutti i soggetti coinvolti, di soggetti pubblici e che quindi devono perseguire un interesse collettivo più alto. Questo ovviamente implica delle scelte e implica anche dei paletti.

Quando io ho provato a descrivere questi problemi come problemi tecnici e non politici, facevo riferimento a questo concetto, e cioè non credo che esista un singolo Consigliere comunale appartenente in questo momento alla compagine che amministra la nostra città, che pensi che sia necessario mandare in fallimento IRAS. Non ce ne uno solo che lo pensa, non c'è un solo Consigliere che non sia convinto che bisogna fare tutto quello che è in nostro potere per riuscire a gestire la situazione.

Tutto quello che è il nostro potere, sapendo che ci sono, come stavo dicendo in precedenza, dei vincoli, che IRAS è un Ente Pubblico dotato di autonomia patrimoniale, che l’Amministrazione Comunale non è Socio di IRAS, e che quindi ha delle responsabilità che non sono sovrapponibili a quelle di una Società partecipata, e quindi non è in grado di esercitare quello che viene chiamato “controllo della Società”; che esistono dei soggetti dal punto di vista istituzionale che hanno ruoli diversi.

Questo significa che tutti insieme, come soggetti istituzionali, dobbiamo essere chiamati a risolvere il problema. C'è un tema che è stato affrontato in precedenza. Io credo che quella sia la chiave di volta.

La lettura che è stata data dalle organizzazioni sindacali è lucidissima. Mi consentite però di citare un passaggio in particolare che è quello di Cristiano Pavarin: il tema vero è che IRAS si trova in queste condizioni perché è stata fatta una scelta nel 2004 di un certo tipo. Se noi non andiamo al nocciolo di quella scelta è evidente che non saremo in grado di trovare una soluzione definitiva e duratura per la crisi dell’IRAS.

Noi dobbiamo partire da lì. Dobbiamo partire sapendo che ciò che ci lega in questo momento a IRAS, io non voglio essere tecnico, ma è un contratto, e quindi la chiave di volta è necessariamente all'interno di questo contratto, ferma restando la volontà politica di arrivare alla soluzione del problema, che io non voglia neanche per un attimo mettere in discussione da parte di nessuno, indipendentemente dagli schieramenti con cui si sono presentati alle elezioni.

La chiave di volta è all'interno del rapporto di natura contrattuale che costituisce l'architrave all'interno del quale noi come Amministrazione Pubblica, per il perseguimento di un interesse pubblico superiore ai nostri destini personali, dobbiamo necessariamente possedere. Questo attiene ai rapporti fra Comune e IRAS, ma non può limitarsi a questo, perché altrimenti la soluzione sarebbe comunque una soluzione di breve periodo.

Quando io parlavo della necessità di avere tutti i soggetti istituzionali del territorio coinvolti per una soluzione che sia una soluzione duratura, io sto pensando al fatto che è necessario avere questa consapevolezza, e cioè che l'interesse pubblico superiore deve essere quello di fare in modo che il patrimonio pubblico sia valorizzato e messo a disposizione della nostra collettività nel miglior modo possibile, da un lato; e che l'ammontare complessivo dei servizi che viene messo a disposizione dei nostri cittadini non venga diminuito, ma venga aumentato.

Questo è possibile se noi come Comune faremo la nostra parte, se IRAS come Ente Pubblico autonomo farà la sua parte, se la Regione farà la sua parte, se il braccio operativo della Regione, che in questo caso è l’Unità Sanitaria Locale, farà la sua parte, all'interno di un percorso condiviso in cui tutti i soggetti contemporaneamente trovano una soluzione. Io credo che la soluzione sia possibile trovarla. I dettagli tecnici devono essere messi a punto.

Quello che è stato verificato durante le numerosissime riunioni che sono state fatte, sia tra le controparti, sia in presenza del Prefetto, sia con le rappresentanze sindacali, sia con gli altri soggetti coinvolti, segnala che la soluzione è possibile trovarla, che non è una soluzione semplice, perché la situazione purtroppo, bisogna riconoscerlo, debitoria dell’Ente è molto grave.

Abbiamo la necessità di interagire anche con dei soggetti che perseguono legittimamente interessi che non sono identificabili come interessi pubblici a 360 gradi, e di questo occorre necessariamente tenere conto.

Credo che la soluzione sia identificabile lungo le direttrici che ho citato prima: la possibilità di trovare la miglior soluzione possibile di utilizzo degli spazi che in questo momento sono disponibili all'interno della nostra città, tra ciò che è patrimonio di IRAS e ciò che è patrimonio del Comune; a come gestire il contratto che abbiamo a disposizione per fare in modo che non ci sia la possibilità che questa operazione venga smontata da una giustizia giuscontabile nel giro di qualche tempo, perché altrimenti ci troveremmo nel peggiore dei mondi possibili, cioè quello di avere provocato un danno all'intera collettività e non avere risolto il problema di IRAS, questo sarebbe il peggiore dei mondi possibili, facendo in modo che l'ammontare complessivo dei servizi sul nostro territorio, che sono servizi di natura socio assistenziale, ma non solo, servizi anche di natura socio sanitaria a 360 gradi, possa essere effettivamente implementata perché abbiamo le strutture per poterlo fare e abbiamo soprattutto la necessità di lavorare in questa direzione, perché siamo una popolazione che ha necessità di avere questo tipo di servizi, in una zona in cui molti di questi servizi non sono presenti.

Possiamo fare alcuni velocissimi accenni alla necessità per esempio di avere a disposizione strutture pubbliche che siano in grado di gestire problemi collegati a malattie o comunque a stati di natura permanente come Alzheimer o altre situazioni fortemente debilitanti. Tutto questo sul nostro territorio, sul nostro territorio in questo momento è carente e possiamo lavorare in questa direzione tutti insieme. Abbiamo la necessità di farlo e abbiamo il dovere di farlo.

Ho già detto, la soluzione dal punto di vista tecnico deve essere messa a punto su un tavolo che veda tutti coinvolti, i soggetti che sono presenti qui, alcuni soggetti che non sono presenti qui con noi oggi, ma che comunque sono stati coinvolti e che continueranno ad essere coinvolti. Ovviamente rimango e rimaniamo a disposizione per discutere insieme possibili idee da mettere in campo lungo un percorso che io ritengo sia necessariamente il percorso che ho provato a delineare. Vi ringrazio molto per l'attenzione.

Grazie.

28 dicembre 2021

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 31
Pagina 8
Punto 1

Interrogazioni e interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Fornisco una risposta io di carattere generale su sollecitazione........................ abbiamo fatto una valutazione con i vertici di ASM SpA per verificare qual è la possibilità concreta di effettuare un servizio di questo genere, tenendo conto delle risorse che abbiamo a disposizione. Noi abbiamo utilizzato in molti casi il servizio di Croce Rossa Italiana, che già durante le fasi precedenti di pandemia ha fatto questo tipo di attività; cercheremo di capire come potenziare ulteriormente il servizio.

Intervento n. 49
Pagine 14–15
Punto 1

Interrogazioni e interpellanze

Sindaco

Leggi intervento

Grazie, buongiorno di nuovo, un saluto anche così al Consigliere Maniezzo, che ha modo di partecipare ai lavori di oggi. Questione signor Giacomo Pessa. Qui è bene secondo me chiarire alcuni aspetti.

Il signor Giacomo Pessa non è mai stato un dipendente, neanche a tempo definito, del Comune di Rovigo; è stato incaricato in qualità di manager del Distretto, con fondi provenienti dalla Regione del Veneto, e l'incarico è stato dato da uno dei partner, era già stato individuato chi dovesse fare che cosa nell'ambito della progettualità, che poi è stata sottoposta a bando; è stato individuato e contrattualizzato da uno dei partner del Distretto che in questo preciso caso era Confesercenti.

Ha svolto il suo lavoro; tutta l'attività è già stata rendicontata, sia in Regione, sia è stata riportata in risposta a varie interrogazioni che sono intervenute nel frattempo da parte di alcuni Consiglieri comunali; tutto il materiale ovviamente è disponibile.

Il suo incarico è ufficialmente terminato nel settembre del 2021; ha continuato a collaborare con noi per alcune settimane, fino a quando questa cosa è stata possibile per l'organizzazione preliminare di tutte le attività collegate al Natale nell'ambito del tavolo del Distretto, e da qualche settimana a questa parte, come è corretto che sia, essendo il suo incarico terminato, lui non è più parte delle attività che vengono svolte, né dall’Assessorato perché, ripeto, il signor Giacomo Pessa non è mai stato un dipendente del Comune di Rovigo, né del tavolo, perché lui non ha più competenza da questo punto di vista.

Per quanto riguarda il documento di ALI, confermo di avere sottoscritto quel documento per un motivo molto semplice: al di là delle considerazioni di natura politica, che sono ovviamente opinabili, credo che ci siano delle considerazioni di natura statistica e scientifica, su cui non so se ci sia la possibilità di attivare un dibattito completo all'interno del Consiglio Comunale.

Credo che ci siano delle esperienze significative di applicazione di strumenti che consentano di tenere aperte le scuole; uno di questi è stato fatto per esempio in tutte le Università italiane, che da subito hanno introdotto il tema della certificazione vaccinale come unica modalità di accesso agli spazi e ha garantito praticamente in tutto il sistema universitario nazionale di continuare a fare l’attività in presenza anche durante la recrudescenza della quarta fase della pandemia.

La differenza fra numero di classi in quarantena tra gli Istituti superiori e le scuole medie e le scuole elementari, sta ulteriormente a significare che l'introduzione di misure come queste, o comunque di misure collegate alla vaccinazione, ha comportato una significativa, dal punto di vista statistico, riduzione delle possibilità di contagio.

Credo che il nostro obiettivo principale sia quello di tenere le scuole aperte quanto più possibile, ovviamente senza mettere a repentaglio la salute di nessuno, che è il nostro primo obiettivo; l'obiettivo immediatamente successivo è quello di tenere aperte le scuole in tutti i modi possibili, ovviamente a norma di legge. Credo che studiare ulteriori soluzioni per garantire questo risultato sia uno degli obiettivi si dovrebbe porre la politica. Grazie.

Intervento n. 102
Pagine 22–23
Punto 2

Approvazione piano delle alienazioni - DUP - Bilancio previsionale

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente. Mi aggancio alla cosa che ha appena detto adesso l’Assessore Favaretto, è bene dire le cose come stanno, è necessario lavorare sodo per riuscire a dare un valore congruo a questo tipo di valutazioni e fare le aste, questo è in dubbio, è inutile girarci attorno.

Ci sono alcune situazioni in cui il lavoro che noi abbiamo fatto quest'anno è stato un lavoro secondo me importante; ricordo, ma non come giustificazione, ma semplicemente come dato di fatto, che essere riusciti ad arrivare a bando per la vendita dell'immobile, sede attualmente di Acquevenete, ha implicato anche la necessità di sollecitare gli altri otto Comuni che sono comproprietari con noi, per portare anche nei loro atti in Consiglio Comunale la loro porzione di immobile nel piano delle alienazioni.

In quattro casi questa cosa non era stata fatta; l'ultimo Comune ci ha inviato le delibere che servivano per chiudere l'operazione e poter andare a bando praticamente a inizio novembre, e quindi anche in questo caso siamo riusciti ad accelerare in maniera importante la procedura per riuscire entro l'anno a emettere il bando di gara. Vedremo come andrà la gara.

Auspico anch'io che il 2022 sia il momento in cui sarà possibile effettivamente procedere all’alienazione di questo immobile e per quanto riguarda le priorità, il piano delle opere pubbliche è già stato definito; si tratterà di fare una serie di valutazioni insieme a Giunta e Consiglio Comunale su quali caselline riteniamo debbano essere necessariamente riempite con questi proventi; sicuramente ci sono due o tre interventi su cui possiamo già dire che c'è un interesse particolare, perché comunque abbiamo già cominciato a ragionare con altre fonti di finanziamento per gli stralci iniziali delle attività, in particolare faccio riferimento a interventi su piste ciclabili ma non solo, e quindi cerchiamo di portare a casa la cifra e poi, quando ce l'avremo effettivamente in mano, faremo le valutazioni che servono per riuscire a dare anche senso e sostanza al piano delle alienazioni, facendo in modo che poi i soldi effettivamente arrivo.

Intervento n. 293
Pagina 47
Punto 5

Approvazione modifiche delle tabelle dei coefficienti di valutazione

Sindaco

Leggi intervento

Grazie. Per ricordare una cosa, anzi ricordare due cose.

La prima è che questa delibera ovviamente riguarda le concessioni di utilizzo del suolo pubblico per i mercati organizzati, quindi non per le attività collegate agli esercizi commerciali, per i plateatici, che ricordo fino al 31 marzo continueranno ad essere gratuite, perché c'è stata l'estensione della dichiarazione di emergenza pandemica, e quindi noi in questo momento stiamo comunque assorbendo, perché il contributo da parte dello Stato non è in grado di coprire interamente il mancato introito, quindi stiamo assorbendo con la fiscalità generale, come è giusto che sia, il mancato introito collegato a quel tipo di attività e a quel tipo di estensione degli spazi di somministrazione di vendita a invarianza di tariffa base.

Ricordo tuttavia che già questa Amministrazione al suo primo anno di insediamento aveva proceduto su base permanente ad una diminuzione delle tariffe base, quella che all'epoca si chiamava TOSAP; tariffe che poi sono state confermate in sede di conversione già l'anno scorso, con il passaggio da TOSAP a COSAP.

Quindi c'è già stata un’operazione di riduzione delle tariffe base che vengono chieste da parte dell’Amministrazione Comunale per l'utilizzo del suolo pubblico; se ci dovessero essere ulteriori margini di manovra su base sostenibile, e quindi stabile, sarà nostra cura quella di cercare di trovare la soluzione migliore, però è giusto ricordare che l'operazione di diminuzione complessiva del carico fiscale, che è partita appunto con l'operazione sulla TOSAP di due anni fa e che è proceduta l'anno scorso con l'espansione della franchigia per la no tax zone sull’addizionale IRPEF, che poi in sede però di applicazione una tantum abbiamo ulteriormente potenziato l'anno scorso, anzi quest'anno con l'abbattimento del 20% della TARI, è una delle chiavi di lettura delle azioni di questa Amministrazione.

Volevo solamente ricordarlo per completezza informativa.

Intervento n. 296
Pagina 47
Punto 5

Approvazione modifiche delle tabelle dei coefficienti di valutazione

Sindaco

Leggi intervento

Chiedo scusa, Presidente, posso rispondere?

Intervento n. 298
Pagina 48
Punto 5

Approvazione modifiche delle tabelle dei coefficienti di valutazione

Sindaco

Leggi intervento

E’ chiaro che la risposta non deve essere data dalla Dottoressa Beccati, che ringrazio per il lavoro che ha svolto, ma deve essere data dall’Amministrazione. Ho già credo fornito una risposta ricordando che abbiamo già proceduto ad un abbassamento delle tariffe base, che poi vengono moltiplicate nel calcolo delle tariffe agevolative, tenendo conto del fatto che per determinate tipologie di attività c'è una diminuzione del 50%, e quindi questa cosa fa un effetto moltiplicatore.

Stiamo parlando quindi di una manovra che è già stata fatta due anni fa.

E’ chiaro che quando noi ragioniamo in termini di abbattimento o abbassamento del carico fiscale, le considerazioni che dobbiamo fare sono di due tipi, alternative, oppure combinandole insieme: la prima è quella di trovare altre fonti di finanziamento a parità di uscite, e quindi spostare il carico fiscale da un’attuale imposizione verso un’imposizione diversa; oppure a parità di altri carichi fiscali su altre tipologie di imposta, prevedere la riduzione del carico fiscale a fronte di una diminuzione dell'offerta di servizi.

Questo tipo di valutazione era già stata fatta due anni fa. perché c'era la possibilità di ottenere un risparmio che in quel caso era collegato ad una rimodulazione di mutui con Cassa Depositi e Prestiti, non quella che è stata fatta in periodo COVID ma una precedente, che ha consentito di liberare delle risorse che sono state destinate per un abbattimento del carico fiscale, perché vi ricordo che qui dobbiamo sempre ragionare sul pluriennale, non sul bilancio annuale e basta.

Quest'anno non c'erano queste condizioni, non eravamo in grado di prevedere sicuramente diminuzioni dei servizi, e quindi diminuzione delle spese perché, come giustamente è stato ricordato da più voci in questo Consiglio, la situazione attuale non consente di diminuire sicuramente la quantità e la qualità dei servizi che questa Amministrazione fornisce, e non eravamo nelle condizioni di prevedere spostamenti di carico fiscale da altre voci a vantaggio di questa voce.

Quindi abbiamo confermato in toto il carico fiscale complessivo, quindi il gettito fiscale complessivo di questa tipologia di canone di concessione, e questa è la proposta che abbiamo portato all’attenzione del Consiglio.

Intervento n. 482
Pagine 69–70
Punto 7

Criteri per la determinazione delle tariffe e contribuzioni dei servizi

Sindaco

Leggi intervento

Grazie Presidente. Solo per aggiungere alcune considerazioni alle cose che sono già state dette dai colleghi Consiglieri, in particolare quella relativa alle tariffe orarie per i parcheggi. Io mi ero divertito qualche tempo fa a raccogliere i dati comparabili con i costi per gli utenti delle altre città capoluogo di Provincia al di sotto dei 60.000 abitanti, cioè quelle comparabili con la nostra città, perché non possiamo certo compararci con città che hanno dimensioni completamente diverse rispetto alla nostra.

Il costo che da noi va, come è già stato abbondantemente ricordato, da 1,30 euro nelle aree di pregio, fino a 0,50 euro in particolari condizioni delle aree un pochino più periferiche, non è sicuramente tra i più alti in termini comparativi. Ci sono città in cui si paga di più, qualche città in cui si paga di meno. Diciamo che siamo più o meno a metà.

Si può fare di meglio? Sì, probabilmente sì, anzi sicuramente si può fare di meglio.

Bisognerà capire nel corso dei prossimi mesi come, una volta che verrà definitivamente licenziato il piano del traffico e rimesso in funzione collegato all’intervento sul Tribunale il parcheggio del centro commerciale Le Torri che, ricordo, non è di disponibilità immediata dell’Amministrazione Comunale, perché non è di proprietà comunale, tra l'altro c'è una partita molto delicata collegata a un fallimento collegato a quello spazio, come sarà possibile ripensare completamente al sistema della sosta in città.

D’altro canto è bene ribadire che, a fronte di 1,30 euro, va ricordato che gli abbonamenti per i residenti costano 250 euro e, per la modalità con cui questi vengono utilizzati, anche qui ci possono essere dei miglioramenti, con 250 euro in alcuni casi è di fatto possibile comprarsi un pezzo di suolo pubblico perché le auto rimangono parcheggiate settimane e settimane di fila e non vengono mai movimentate, tra l'altro in zone che sono di particolare pregio e che, se utilizzate con una rotazione maggiore, consentirebbero sicuramente una fruizione molto più efficiente.

Quindi il tema è un tema sicuramente molto complicato, che va affrontato per stadi, cercando di rendere un pochino più efficiente l'utilizzo complessivo della modalità della sosta nella nostra città. In termini assoluti le tariffe sono in linea con quelle di altre città.

In questo momento c'è in discussione, e sarà oggetto di attenzione da parte del Consiglio Comunale a brevissimo anche il piano industriale di ASM SpA, all'interno del quale una delle principali voci è quella collegata alle attività di gestione della sosta, e di conseguenza sarà possibile fare ulteriori ragionamenti anche a valle della discussione sul piano industriale di ASM SpA.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.