Persona · attività documentata

Luigi Osti

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
458
Sedute con interventi
100
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

ConsigliereDal 3 luglio 2006 al 24 gennaio 200843 osservazioni documentali
AssessoreDal 14 febbraio 2008 al 1 aprile 201159 osservazioni documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

21 dicembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 181
Pagine 48–49
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

Leggi intervento

Sì, proprio a proposito della scatola vuota. Allora, sul Progetto Urban Labor insistono già delle realizzazioni. Il fatto che è già presente un laboratorio che si chiama Tesi, che ha appena ottenuto dalla Fondazione della Cassa di Risparmio un finanziamento di quasi € 4 milioni per la realizzazione dei laboratori scientifici, che particolarmente si dedicano a sistemi di gestione dei materiali, di innovazione dei materiali, costruzione di nuovi materiali, con metodi nanotecnologici.

In un secondo luogo è già disponibile un finanziamento di altri € 2 milioni della Fondazione della Cassa di Risparmio, sempre sul progetto Exin, e queste funzioni si collegano con un'altra attività già presente, che è quella dell'università, e il tutto sta dentro ad un sistema che è già quello fieristico che, nell'ambito del master plan, così com’è scritto nella relazione, così com’è scritto nelle norme tecniche, così com’è scritto nel programma regionale, così com’è scritto nella delibera regionale che adotta il programma strategico regionale, si farà carico di un'implementazione ulteriore anche su altri elementi.

Quali? Gli altri elementi sono la riconversione del primo polo industriale di Granzette, che si trova in una situazione di degrado. Oggi su quell'area si concentra l'interesse per lo sviluppo dei brevetti, che dal laboratorio Tesi si stanno emergendo, e servirà come spazio per incubatore d'impresa.

L'altro elemento caratterizzante è quello che è già presente come volumetria, visto che sembrava, sembra che siamo fuori dal mondo! E’ già presente tutta la questione che riguarda l'ex Ospedale psichiatrico, che ha in sé una grande volumetria, che si lavora perché all'interno di quel comparto si diano delle funzioni, che per esempio portino il laboratorio di ricerca dell'Usl, che attualmente è a Trecenta, possa diventare ospitato all'interno del comparto.

Non solo, ma si darà anche una funzione, riguardo anche al sistema socio-sanitario, di cui è storia il manicomio. Per fare tutto questo, è evidente che non, così come diceva l'Architetto Toffano, brillantemente, qui non si tratta di individuare le risorse che deve mettere il Comune, perché con le risorse del Comune si fa questo tipo di investimento!

Qui si tratta di individuare degli strumenti, di lavorare in termini assolutamente trasparenti, attraverso bandi pubblici; ci sono Enti, società, privati, interessati a partecipare a bandi di questa natura.

Altre realtà, come per esempio Treviso, come per esempio San Donà, hanno istituito fondi di investimento proprio per la valorizzazione di comparti di questa natura, nei programmi strategici regionali, che interessano il Piano Territoriale di Coordinamento, tutte le stazioni della metropolitana leggera diventeranno problematiche, come quella dell’Urban Labor. In più che cosa ha questo Urban Labor, come giustamente diceva l'Architetto Toffano?

Che si colloca all'interno di una città e a questa città intende dare respiro, intende dare aria e intende dare qualità. Questo è Urban Labor. 48 Quanto ci impiegherà?

Domani mattina? No, non è così. Non sarà così.

Quanto potrà valere in termini di qualità della vita questo dipende anche da noi, dipende anche delle scelte che facciamo noi, dalla politica come interpreta queste cose. Ma queste cose le aveva dette certamente molto meglio di me l'Architetto Toffano.

Intervento n. 218
Pagina 55
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

Leggi intervento

Allora, per quanto riguarda la documentazione, domani mattina noi risponderemo con quanto richiesto dal Consigliere Maldi.

18 dicembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

6 interventi
Intervento n. 76
Pagina 19
Punto 7

Individuazione zona degradata ai sensi dell’art. 27 L. 457/1978 - Variante parziale al PRG ex art. 50, c. 4, lett. A) L.R. 61/85 - Piano di Recupero in ditta G.D. UNO Via A. Mario, Rovigo. Adozione

Assessore

Leggi intervento

Grazie, signor Presidente. Io chiedo al Consiglio, 5 minuti per poter allestire la proiezione, così come mi era stato richiesto nel Consiglio precedente, e ho invitato anche ad essere presente, e per questo chiedo l'autorizzazione al Consiglio per poter procedere, ho invitato ad illustrare il progetto, assieme a me, il progettista. Il progettista, perché?

Perché per la prima volta in assoluto nel Consiglio Comunale noi valuteremo non solo l'aspetto, come dire, volumetrico, che è pretta competenza del Consiglio, ma valuteremo anche l'aspetto estetico. Perché su questo mi pare che ci sia stato un -come dire- un coinvolgimento molto attivo da parte della Commissione e quindi anche, immagino, del Consiglio. Se il Consiglio ritiene, io chiedo i 5 minuti per poter allestire la proiezione, e poi l'autorizzazione anche a portare in Aula il progettista.

Intervento n. 84
Pagine 20–21
Punto 7

Individuazione zona degradata ai sensi dell’art. 27 L. 457/1978 - Variante parziale al PRG ex art. 50, c. 4, lett. A) L.R. 61/85 - Piano di Recupero in ditta G.D. UNO Via A. Mario, Rovigo. Adozione

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente, Vede, Consigliere Piscopo… Piscopo! No, perché è pur vero che io ho due orecchie, due occhi e posso… Bene! Allora, io condivido la preoccupazione del Consigliere Piscopo, cioè che sui Piani Urbanistici la procedura non è che il Consiglio Comunale si esprima anche sull'aspetto, come dire, estetico.

Non è di sua competenza. Sono d'accordo! Il dibattito però, che si è innestato nella 3^ Commissione Consiliare, è stato molto articolato, e il programma che viene proposto si colloca in una parte della città abbastanza significativa.

E’ un programma, come dire, molto particolare, perché tende a combinare un’innovazione tecnologica molto evidente, con un inserimento all'interno di un centro abitato che è abbastanza intenso. Questo programma, tra l'altro, ha origini molto lontane nel passato: il primo programma di recupero fu presentato quando il sottoscritto era Assessore nella Giunta Baratella.

L’allora programma, presentato da un progettista di fama internazionale, l'Architetto Gae Aulenti, oggi, proprio perché quel programma ha avuto uno stopper, anche derivante dalla proprietà, oggi il programma che ci viene presentato è estremamente diverso da quello e ha una caratterizzazione estetica molto innovativa.

Questa caratterizzazione estetica molto innovativa, che si colloca all'interno del centro abitato della città, nel centro storico della città, secondo il mio modo di vedere, ecco, io parlo da Assessore all'Urbanistica con delle convinzioni, secondo il mio modo di vedere, ha in sé una caratteristica, 20 ripeto, molto innovativa, che può dare alla nostra città un segnale estremamente innovativo e positivo. Io considero il progetto personalmente bello.

Ma è una sfida che i progettisti e il proprietario fanno, rispetto ad un mercato immobiliare che è caratterizzato da una certa tipologia. Allora, questo tipo di progetto, dal punto di vista procedurale, secondo me, va trattato in maniera sui generis, non va trattato come fosse un programma attuativo classico, va trattato con l'attenzione che questo programma porta in sé. Scusi, Presidente, concludo.

Per cui, mi rendo conto che si apre un fronte assolutamente innovativo, ma credo che questo Consiglio Comunale abbia le intelligenze, le sensibilità e le competenze, per poter distinguere i programmi e per poter fare in modo di valutare, di volta in volta, quando si è di fronte a questo tipo di inserimento nell'abitato, si abbia la possibilità di intervenire anche portando le proprie sensibilità estetiche.

Ripeto: secondo me questa procedura nobilita anche il lavoro del Consiglio Comunale, che però non può essere estesa a tutti i programmi attuativi, Consigliere Piscopo, perché non tutti i programmi attuativi hanno questo significato e questo impatto sulla nostra comunità. Per cui, io non direi di costruire il precedente, per cui tutti i prossimi programmi li trattiamo in questo modo. Valutiamo questo programma con questo modo, perché ha queste caratteristiche.

Intervento n. 99
Pagina 24
Punto 7

Individuazione zona degradata ai sensi dell’art. 27 L. 457/1978 - Variante parziale al PRG ex art. 50, c. 4, lett. A) L.R. 61/85 - Piano di Recupero in ditta G.D. UNO Via A. Mario, Rovigo. Adozione

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente, anche del Consigliere. Porto in me questa… è connotata con me questa… mi fa molto piacere. Io non ho problemi di nessuna natura.

Quindi, io colgo la volontà del Consiglio di suddividere il tema in più punti: l'individuazione dell'area degradata, questo è il tema, sostanzialmente. Perché facciamo il Piano di recupero? Perché abbiamo individuato un'area degradata, c'è il Piano di recupero, la proposta.

Questo è un tema oggettivamente di competenza esclusiva dell'Ufficio. Quindi, l'Architetto Ferlin vi dirà tutte le questioni. Avete già avuto modo di vederlo il progetto.

Non è un progetto insignificante. Il fatto di chiedere al Consiglio di sentire anche chi l’ha progettato, potrebbe essere un aiuto. Ma, ripeto, io sto a quanto il Consiglio decide, non ho nessuna difficoltà, sono a vostra disposizione per dare anche le indicazioni su quel progetto, e ritengo che si possa proseguire i lavori con molta serenità, con molta tranquillità, anche senza il bisogno degli Architetti progettisti.

Perché, ripeto, riteniamo che su questa proposta, acclarato che il sito è degradato, il Consiglio Comunale decida. Punto.

Intervento n. 107
Pagine 26–27
Punto 7

Individuazione zona degradata ai sensi dell’art. 27 L. 457/1978 - Variante parziale al PRG ex art. 50, c. 4, lett. A) L.R. 61/85 - Piano di Recupero in ditta G.D. UNO Via A. Mario, Rovigo. Adozione

Assessore

Leggi intervento

Sì. Grazie, Presidente. Mi pare che dal punto di vista, come dire, sostanziale, la delibera sia praticamente già illustrata e sia già a conoscenza del Consiglio.

Trattasi di un Piano di Recupero all'interno di un'area che noi consideriamo degradata, su cui insistono due fabbricati e altri fabbricati, come dire, che avevano una funzione di servizio ad un'attività imprenditoriale. L'area si trova a ridosso di Via Alberto Mario, in città, era sede in parte di… parte dell'area era sede di un'attività artigianale, l'attività artigianale si è conclusa diversi anni or sono.

L'area, oggettivamente collocata all'interno del centro città, ha delle problematiche, perché non è più usata da troppo tempo, da tanto tempo. Abbiamo avuto notevoli segnalazioni dei vicini che segnalano il fatto che nell'area, proprio perché non usata, aveva un livello di degrado abbastanza elevato e, anche dal punto di vista sanitario, esistono dei problemi. Il tema, quindi, della… come dire, della individuazione di quest'area come area degradata, è oggettivamente all’attenzione.

Lo è stato della Commissione, lo è stato abbastanza… è stato un lavoro abbastanza impegnativo. La Commissione non è arrivata ad una conclusione, come dire, finale, tant'è che mi pare che si era deciso di inviare la deliberazione al Consiglio Comunale senza un'espressione di voto complessiva, perché c'era questo dibattito in corso.

Perché probabilmente si è convinti che l'area, per quanto riguarda la sua estensione superficiale e i fabbricati riferentesi all'attività artigianale, sono oggettivamente considerati degradati, mentre restano due, i due manufatti che insistono su Via Alberto Mario che -di proprietà del proponente- che sono ritenuti da alcuni non degradati.

Il progetto, il planivolumetrico complessivo mette in gioco anche queste due realtà che, secondo - ripeto- il nostro modo di vedere, sono considerate anch’esse stesse degradate, di conseguenza c'è una volumetria complessiva che deve essere recuperata. Recuperata come? E qui è stata la questione.

La questione, secondo me, pur non essendo nelle competenze del Consiglio Comunale, riveste comunque un ruolo importante. Perché in fin dei conti i Consiglieri comunali, il Consiglio Comunale, sono cittadini di questa città, mi sembrerebbe poco bello che approvassero dei parallelepipedi. Normalmente, noi, quando approviamo il Piano di Recupero, approviamo dei parallelepipedi, sostanzialmente, dei contenitori di volume.

E oggettivamente questo va bene, non è nelle nostre competenze, e sostanzialmente va tutto bene. Quando, invece, c'è un progetto di questo livello di innovazione, questo livello di innovazione, io ritengo, ecco, ho ritenuto personalmente, forse ho sbagliato, se ho sbagliato faccio ammenda, ho ritenuto che il Consiglio Comunale potesse dare anche un'indicazione per la prima volta, e probabilmente anche forse, mi auguro di no, ma per l'ultima volta, che desse anche una valutazione sull'impatto complessivo.

26 È evidente che sulla... Io concordo con quanto diceva adesso il Consigliere Stocco, che in questa valutazione entrerebbero in gioco gli aspetti soggettivi della bontà o meno del progetto, però se noi non lo avessimo fatto vedere, probabilmente domani qualcuno che si ritrova con un manufatto di quel tipo, potrebbe dire: “Eh, porca miseria, è possibile? Io che sono stato in Consiglio Comunale, non l'avevo visto?”.

Ecco, ho ritenuto doveroso, per informazione, far vedere il progetto. Perché? Perché il progettista e i proprietari si impegnano a fare quel progetto, non si portano a casa un consenso su un planivolumetrico, su una volumetria derivante dal recupero dell'area degradata, no!

Fanno di più! Si impegnano anche a fare quel progetto. Di conseguenza, legare la deliberazione sul piano formalmente di competenza del Consiglio, e cioè individuazione dell'area degradata, legarla anche con la realizzazione del manufatto, a me, personalmente, è sembrata un'idea interessante, nuova, che poteva dare proprio al Consiglio la possibilità di esprimersi compiutamente su come verrà trasformata questa città.

Ripeto: è forse ridondante quello che si chiede al Consiglio Comunale, però mi sembrava una buona iniziativa. Dal punto di vista, quindi, della procedura, io, ripeto, non mi sono impiccato alla decisione del Consiglio Comunale sull'abolizione della Commissione Edilizia, immaginatevi se mi impicco ad un progetto! Sono altre probabilmente le motivazioni che mi fanno lavorare all'interno dell'Assessorato all'Urbanistica.

Per cui mi affido ovviamente alla decisione del Consiglio Comunale perché ritengo che questa proprio sia la sua competenza. Il progetto -ripeto e chiudo- a me piace. È una sfida!

La nostra città, una roba di questa natura, probabilmente non la vedrà mai! A me sembra che una sfida anche per il futuro poteva passare attraverso questo tipo di realizzazione. Però, resto ovviamente alla decisione che il Consiglio Comunale che assume.

Adesso io passerei la parola all'Architetto Ferlin che, per quanto riguarda la procedura di individuazione dell'area degradata, ha le competenze che io non ho.

Intervento n. 142
Pagina 37
Punto 7

Individuazione zona degradata ai sensi dell’art. 27 L. 457/1978 - Variante parziale al PRG ex art. 50, c. 4, lett. A) L.R. 61/85 - Piano di Recupero in ditta G.D. UNO Via A. Mario, Rovigo. Adozione

Assessore

Leggi intervento

Sì. Io ringrazio il Consiglio per il livello della discussione che si è sviluppata attorno a questo argomento. Un argomento oggettivamente, come dicevano i Consiglieri, che si divide in due: l'individuazione dell'area degradata e il progetto stesso.

Allora, sulla questione dell'area degradata, ormai… Scusate, Ingegnere Maldi, la vedo molto agitata, da questo… Allora, l'individuazione dell'area degradata... E’ molto interessato, Ingegnere. Calma!

Calma! Il mondo va avanti anche senza di noi. Sereni!

Sereni! Calma!

Intervento n. 144
Pagine 37–38
Punto 7

Individuazione zona degradata ai sensi dell’art. 27 L. 457/1978 - Variante parziale al PRG ex art. 50, c. 4, lett. A) L.R. 61/85 - Piano di Recupero in ditta G.D. UNO Via A. Mario, Rovigo. Adozione

Assessore

Leggi intervento

Calma! Calma! Io sto ringraziando il dibattito, perché mi pare che sia stato interessante, che si sia analizzato il tema, in maniera approfondita.

Ognuno ha avuto la possibilità di esprimere la sua opinione in libertà assoluta, e io mi auguro che si concluda in libertà assoluta, senza alcun vincolo di appartenenza! Perché qui la questione, ripeto, è abbastanza, come dire, riconducibile alle proprie sensibilità personali. Qui non c'è una questione di appartenenza alle singole realtà politiche, per cui se appartengo alla linea politica dell'Assessore posso condividere, se non appartengo alla linea dell'Assessore vado da un'altra parte.

Ripeto: qui stiamo parlando… Allora, qui stiamo parlando di una questione che secondo me ha una valenza consistente dal punto di vista del recupero sulla nostra città. Allora, sono state dette tante cose, sono stati affrontati tanti argomenti, tutti… ripeto, ottiche tutte condivisibili. Allora, io tento di fare la sintesi.

La questione della metodologia del degrado: io condivido, Consigliere Fiorenzato, che occorrerebbe avere un Piano del degrado, tant'è che quando è stato fatto il Piano Regolatore nel 1989-90, approvato nel ‘90, un insieme di aree degradate fu inserito. C'era! Poi, man mano che si va avanti, e che alcune aree vengono abbandonate, non più utilizzate, è inevitabile che il degrado comincia da quel momento e va avanti.

37 Sono passati anni, l'area, quando è stato approvato il Piano Regolatore, l'area in oggetto era area artigianale, sostanzialmente. Buoso faceva la sua attività professionale, un’attività professionale chiusa subito dopo e che ha lasciato l’ambiente assolutamente non più antropicizzato, non c’andava più nessuno, salvo intoppi e quant'altro. Oggi quell'area… quell'area è sicuramente degradata agli occhi anche degli inesperti!

L'altro argomento: i due fabbricati a latere. Allora, detto che uno già nel 2001 era stato considerato degradato, ma noi tentiamo di ragionare sull'intero complesso edilizio, comprendente anche i due fabbricati esistenti. Allora, la questione dove mettere il volume, dove non mettere il volume, qui, guardate bene che non si tratta di… il progetto si boccia tutto o si approva tutto!

Qui si tratta di capire che molta parte del progetto trova già di per sé la sua approvazione, l’ha già ottenuta. Oggi, ripeto, noi tentiamo di mettere insieme un'area che ha diverse angolature, diversi... e la tentiamo di mettere insieme con un progetto che può, ripeto, suscitare per alcuni orrore, per altri, come me, suscita interesse.

Io non mi metto in relazione alla cortina di Via Alberto Mario, perché se mi metto in relazione alla cortina di Via Alberto Mario, ho delle realtà che sono nettamente fuori dalla linea della cortina! Che sono assolutamente fuori dalla linea e che quindi debbo togliere?! Le potrò togliere!

E’ un altro discorso. Qui non facciamo… non facciamo leggi coercitive. Qui noi diamo indicazioni.

Allora, ripeto, secondo il mio modo di vedere quel progetto ha in sé una quantità di innovazioni talmente interessanti, che può migliorarla la cortina, può dare un senso alla cortina su Via Alberto Mario. Quindi, vedete che le angolature con cui si interpretano gli aspetti architettonici, possono essere variegate. Quello che a me interessa in questo benedetto procedimento, interessa tentare di fare in modo che questa città abbia anche in sé e porti anche in sé qualcosa di innovativo.

Guardate che non è facile costruire sulle pensiline! Non è un progetto che si vede in tutte le città d'Italia! Non è un progetto che… Si vede in alcune realtà dove hanno avuto del coraggio.

E qui ci vuole un po' di coraggio per fare questa operazione. Io ritengo che la nostra città sia sufficientemente matura per ospitare anche questo tipo di architettura, perché non è mica detto che i centri storici dobbiamo recuperarli sempre e solo secondo la tipologia architettonica del Medioevo, a cui quasi tutte le città italiane trovano origine. Ripeto, io non prendo come riferimento Parigi o Barcellona, né porto le Corbusier all’attenzione dei Consiglieri, porto una sensibilità, ecco!

A me sembra che questo progetto in sé abbia questo tipo di innovazione. Io, ripeto, non mi sono impiccato a questo tipo di attività, il Consiglio è autonomo nell'esprimere le sue valutazioni e le sue opinioni. Io penso che le sensibilità debbono essere tutte rispettate.

Se c'è un imprenditore proprietario anche dei due immobili D2, che intende sfidare il mercato immobiliare in questo momento, con una proposta architettonica assolutamente innovativa, beh io penso che da questo punto di vista questo imprenditore vada messo nelle condizioni di esprimere queste sue potenzialità. Il Consiglio decide… Ripeto, io vi prego di non considerare la mia appartenenza politica come vincolo, rispetto al quale, se c'è la proposta, ci deve essere il voto collegato.

Vi prego di non considerare la mia collocazione politica come vincolo alla deliberazione, siete liberi di interpretare qualsiasi espressione.

A me sembra che in questo momento ci sia, come dire, la voglia di accettare la sfida che ci proviene dall'imprenditore privato, ci sia anche l'interesse architettonico ad avere nella nostra città un progetto che, avete visto, ha delle caratteristiche abbastanza innovative, e non credo che con questo progetto l'estetica di Via Alberto Mario peggiori più di quanto in alcuni punti già esiste. Io vi ringrazio e vi lascio ovviamente liberi di decidere come ritenete.

19 novembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 48
Pagina 15
Punto 2

Individuazione zona degradata ai sensi dell’art. 27 L. n. 457/1978 - Variante parziale al PRG ex art. 50, c. 4, lett. a) L.R. n. 61/1985 - Piano di Recupero in Ditta G.D. Uno via Alberto Mario, Rovigo. Adozione

Assessore

Leggi intervento

Sì, io non ho difficoltà ad illustrare il progetto proiettandolo, mi dovete dare però il tempo di organizzare tecnicamente l'avvenimento. Perché, non avendo fatto la richiesta precedentemente, non siamo stati accorti nel predisporre questo elemento. Per cui, chiedo al Presidente di rinviare questo punto all'Ordine del giorno ai tempi tecnici di predisposizione dei materiali, perché ci manca il video proiettore, devo andare a prendere i file, e quindi ho la necessità di fare operazioni tecniche.

Concretamente io penso che in un'ora noi riusciamo a completare tutta la situazione, quindi… Se voi dite però che possiamo rinviare questo argomento al prossimo Consiglio, in modo tale da essere... Decidete voi, per me è indifferente, non è un problema per quanto mi riguarda! Io sto a quanto il Consiglio decide.

Intervento n. 53
Pagina 16
Punto 2

Individuazione zona degradata ai sensi dell’art. 27 L. n. 457/1978 - Variante parziale al PRG ex art. 50, c. 4, lett. a) L.R. n. 61/1985 - Piano di Recupero in Ditta G.D. Uno via Alberto Mario, Rovigo. Adozione

Assessore

Leggi intervento

Allora, io ovviamente non chiedo il ritiro della deliberazione. Io ho dichiarato la disponibilità a ragionarne, appena abbiamo i tempi tecnici di allestire la proiezione, ovvero di parlarne al primo punto del prossimo Consiglio Comunale. Non ho nessuna difficoltà da questo punto di vista.

E quindi non al Consiglio del 30, ma ad un Consiglio subito dopo il 30. Allora, ripeto, il Consiglio decida… a verbale, il Consiglio decida se interrompiamo questa discussione, per il tempo di allestimento della proiezione, ovvero rinviamo questo argomento ad un prossimo Consiglio Comunale, con la proiezione.

Intervento n. 64
Pagina 19
Punto 3

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Il Consigliere Fiorenzato è fortunato che qui c'è l'Architetto Ferlin e quindi la risposta gliela può dare immediatamente l'Architetto Ferlin, visto che è una questione ormai squisitamente amministrativa e non ha questa cosa un risvolto politico, a cui potrei rispondere. Visto che è qui l'Architetto Ferlin, l'Architetto Ferlin è ben felice di risponderle, Consigliere.

Intervento n. 101
Pagina 28
Punto 3

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Quanto segnala il Consigliere Bimbatti, a proposito di Via Ippolito Nievo e degli incroci, è una tipologia di richiesta che può essere allargata a moltissime delle nostre realtà. Noi stiamo costruendo il Bilancio del 2010 che terrà conto in assoluto di queste esigenze, come fatto prioritario. Per cui, con il Bilancio 2010 uno degli elementi prioritari che sarà realizzato, sarà proprio quello di mettere in sicurezza gli incroci che hanno questa tipologia di pericolosità che il Consigliere segnala.

Per quanto riguarda Via Solferino, lei sa che oramai da tempo ci stiamo impegnando sulla soluzione del caso, il caso non è semplice, è abbastanza complicato. Mi pare che qualche passo in avanti si sia fatto con il superamento dell'attività del raccoglitore di cartoni, e quindi ci stiamo approcciando ad una soluzione che si presenta complicata. Per cui stiamo facendo il massimo sforzo per arrivare a conclusione.

Grazie.

Intervento n. 121
Pagina 32
Punto 3

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Velocissimamente, Presidente. Per quanto riguarda lo scalo merci, rinvio al Consigliere Maldi alla lettura del Protocollo d'Intesa, sottoscritta tra l'Amministrazione Comunale e Ferrovie dello Stato. Per quanto riguarda, invece, le due pagine del Carlino di questa mattina, non sono responsabile, non ho parlato con i giornali e credo che sia stata fatta della confusione, confusione che è stata trasferita poi nell'intervento del Consigliere Maldi.

Rinvio il Consigliere Maldi alla lettura del Piano Territoriale della delibera di Giunta Regionale che ha approvato il Piano Territoriale di Coordinamento Regionale, alla relazione, alle pagine 296 e avanti, e ci sono le spiegazioni del progetto di Urban Labor. Grazie.

12 novembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 205
Pagina 59
Punto 2

P.I.R.U.E.A. denominato “Via D. Alighieri - Area ASM - Piano Attuativo n. 25/2005” - Variante - Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente e grazie…

Intervento n. 207
Pagina 59
Punto 2

P.I.R.U.E.A. denominato “Via D. Alighieri - Area ASM - Piano Attuativo n. 25/2005” - Variante - Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Grazie ai Consiglieri che mi permettono di svolgere questa deliberazione. Allora, come voi sapete, è stato deciso, già abbondantemente tempo fa, la vendita della porzione di PIRUEA di proprietà del Comune ad ASM.

La delibera è stata assunta, ha avuto la pubblicazione per i 30 giorni per le osservazioni e le osservazioni non sono arrivate. L'opera che viene eseguita da chi acquista il PIRUEA ASM è la realizzazione di una piazza. Grazie.

Ho finito.

Intervento n. 209
Pagina 59
Punto 2

P.I.R.U.E.A. denominato “Via D. Alighieri - Area ASM - Piano Attuativo n. 25/2005” - Variante - Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Grazie a nome della Giunta. Grazie.

30 ottobre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

10 interventi
Intervento n. 3
Pagine 2–5

Consiglio Comunale del 2009-10-30

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. La mia conclusione ovviamente non può non tener conto del dibattito che è avvenuto ieri, e non posso non dire qual è il pensiero, personale ma anche politico, che accompagna questa deliberazione da parte della Giunta che io rappresento.

Come tutti voi, intervenuti nel dibattito ieri, avete ampiamente sostenuto, non si tratta di una legge urbanistica e/o edilizia, si tratta di un provvedimento di carattere legislativo che intende, in una situazione di crisi molto forte, intende dare le opportunità a un mondo così importante come quello dell'edilizia, per tentare di rimettere in moto l'economia legata al mondo edilizio. E qui, secondo il mio parere, e qui è la sfida.

Una sfida che per essere vinta avrebbe avuto bisogno di un provvedimento legislativo non certamente, non esclusivamente regionale, ma avrebbe avuto bisogno di un provvedimento legislativo di carattere nazionale, che superasse abbondantemente i vincoli che, con questa norma, con questa legge 14, non si possono superare.

Mi riferisco in maniera particolare all’esigenza di mettere in moto… Per mettere in moto il mondo economico legato all’edilizia, si sarebbe dovuto superare, in particolare nel nostro Comune, perché di questo noi ci occupiamo, si sarebbe dovuto superare il limite della distanza tra fabbricati. Io ricordo al Consiglio che il nostro Piano Regolatore prevede che i fabbricati siano tra loro distanti almeno sei metri.

Questo provvedimento, questa legge regionale dà la possibilità di intervenire nel rispetto della legge nazionale urbanistica. La legge nazionale urbanistica prevede che le istanze tra fabbricati siano 10 metri. Questo è un vincolo ed un limite alla gestione delle pratiche edilizie e del volano che dovrebbe, da questa legge, far partire l'economia; è un limite invalicabile, che non può essere travalicato.

E questo limite condiziona pesantissimamente tutte le pratiche che saranno presentate per l'applicazione del Piano Casa. Il fatto che il nuovo, quanto viene aggiunto o il 20 o il 30 o il 40% venga aggiunto, deve essere, deve rispettare una distanza tra fabbricati di 10 metri.

Questo fatto, sostanzialmente, limita per esempio la costruzione in altezza, perché se un fabbricato si trova a distanza l’uno dall'altro di 6 metri, quello che viene costruito non può essere a distanza di 2 6 metri ma da 10, e quindi non starci. Quindi, l'Ufficio non potrà mai dare l'autorizzazione ad eseguire quei lavori. Questo è il primo limite che ha questa norma.

E questo, ripeto, avrebbe avuto bisogno di una deroga nazionale che, seppure tanto affermata, tanto decantata, non è arrivata. Quindi, tutta la discussione che all'inizio... alla fine primavera di quest'anno si era fatta per dare avvio ad una legislazione nazionale che superasse questo limite, non è intervenuta, e la legge regionale ha dovuto… non ha fatto altro che prendere atto che il Governo Berlusconi non aveva fatto alcunché per superare questo limite ed il limite rimane, pertanto, invalicabile.

Questo sostanzialmente porta con sé la conclusione politica: tanto chiacchierare per nulla. Si sta parlando tanto di questo Piano Casa in maniera assolutamente impropria. Questo Piano Casa, cosiddetto Piano Casa, non produrrà assolutamente alcun effetto di trascinamento economico, di volano economico nelle costruzioni.

E allora... e allora ci si domanda: “Perché è stato fatto?” Ovviamente ognuno ha tentato di mettere nella procedura un po' di sé, ma oggettivamente non si riesce a uscirne da questa situazione. Noi, allo stato attuale… Voi sapete che la legge ha due momenti di applicazione, il primo momento è stato subito dopo la sua promulgazione sul Bollettino Ufficiale della Regione e si riferiva alla prima casa.

Cioè, tutti i possessori di prima casa avrebbero già, senza bisogno del voto che noi esprimeremo oggi, avrebbero già la possibilità di intervenire per fare qualcosa. Bene, allo stato attuale noi abbiamo, presso il nostro Comune, la bellezza di otto richieste totali. La bellezza di otto richieste!

Perché? Perché la stragrande maggioranza delle persone che potrebbero essere interessate a questi ampliamenti, non potendo soddisfare l'esigenza della distanza tra fabbricati, è inevitabile che vedono decadere inevitabilmente la loro volontà. E quindi la legge, proprio da questo punto di vista, non coglie il bersaglio che voleva centrare.

Il secondo elemento che ne deriverebbe, è che ovviamente, essendo una legge in deroga rispetto a tutto, è una legge che manda a quel paese tutti i sistemi di pianificazione territoriale, li manda letteralmente a quel paese.

Fortunatamente questo limite, ripeto, di distanza, limita moltissimo quello che si costruirà, per cui molto probabilmente nel nostro territorio comunale il volume complessivo che troverà e scaturirà da questa normativa, non inficerà minimamente tutto il lavoro che è stato fatto, a partire dalla Giunta precedente, quella di Paolo Avezzù, tutto il lavoro di conoscenza del territorio, di definizione del territorio, di pianificazione, di conoscenza del quadro conoscitivo, lavoro immane!

Immane, perché oggi noi nel nostro Comune, con il lavoro prodotto dai tecnici del PAT, siamo in grado di avere a disposizione un quadro conoscitivo straordinariamente preciso. Sappiamo con precisione dove sono i fabbricati, quanti sono i fabbricati, che consistenza hanno i fabbricati e che bisogni, quindi, di conseguenza portano i fabbricati.

Evidentemente... evidentemente la questione del Piano Casa, se avesse avuto quell'impatto così sperato di volano dell'economia, avrebbe mandato a catafascio tutto questo lavoro, eseguito non solo dal nostro Comune, in particolare dal nostro Comune, ma eseguito da tutti i Comuni della regione che sono in fase di adozione di Piani di Assetto del Territorio. Ecco, queste sono due ragioni, sostanzialmente, che indicano la negatività della proposta di legge.

È una legge sostanzialmente che, ribadisco, non centra il bersaglio, ma che è partita da presupposti completamente sbagliati. Ciò nonostante, la nostra Giunta ritiene che, proprio nello spirito della legge, sia opportuno cogliere quel minimo di possibilità per contribuire alla ripartenza del settore. Vi prego -facendo una digressione- vi prego di credere che il settore edilizio è un settore abbondantemente in crisi, ma non tanto perché non ci sono normative o spazi o possibilità di utilizzo.

Il settore dell'edilizia è in crisi perché mancano i soldi. Non c'è... Non ci sono soldi disponibili.

Le banche hanno chiuso i rubinetti in maniera molto consistente e non finanziano più le imprese. 3 Questo elemento non lo si sblocca per legge. Non c'è nessuna legge che può far ripartire l'economia senza… senza i quattrini, senza gli investimenti, senza la possibilità di investimenti.

E anche questo la legge regionale non lo coglie, non arriva a questo bersaglio. Ripeto, noi comunque abbiamo voluto arrivare a questo Consiglio Comunale con una proposta che riteniamo abbastanza significativa, perché vogliamo, da un lato, continuare a gestirlo il nostro territorio. Vogliamo che il territorio abbia un governo e non sia lasciato a se stesso, e vogliamo gestirlo dando, quindi, la possibilità a quei cittadini che ne hanno bisogno di fare qualcosa.

Però abbiamo voluto, contemporaneamente, anche riaffermare la nostra esigenza di controllo e di verifica quotidiana del nostro territorio. È stato detto anche che questa è la legge che sana l'abusivismo. Alcuni di voi l’hanno detto in quest'Aula ieri; molti… molti l’hanno detto sui giornali precedentemente.

Allora, detto che la legge... il cosiddetto Piano Casa non è applicabile ai fabbricati abusivi, quindi se un fabbricato è abusivo il Piano Casa non può essere applicato; c'è comunque... c'è comunque un sospetto -perché di certezze in questo settore non si possono certamente... non si può certamente parlare- c'è il sospetto che qualcuno, come indicava ieri il Consigliere Stocco, qualcuno pensi di utilizzare il Piano Casa per presentare dei progetti su qualcosa che c'è già.

Anche da questo punto di vista io credo che le garanzie che si possono dare; non possano vedere come unico responsabile il Comune, ma -Consigliere Stocco- la nuova normativa sul ruolo dei professionisti è un elemento che, da questo punto di vista, ci dovrebbe aiutare. I professionisti deontologicamente debbono certificare esattamente quello che c'è. Non possono presentare progetti dicendo che sono cose che non ci sono ed in effetti ci sono.

Pena, ovviamente, la segnalazione agli Ordini professionali che debbono… agli Ordini professionali e alla Procura della Repubblica, che debbono indicare che i professionisti hanno dichiarato il falso. Quindi, sicuramente ci sarebbe bisogno, da parte del Comune, di una potenzialità di controllo nettamente superiore a quella che oggi siamo in grado di mettere in campo.

Io lo segnalo solo al Consiglio, ma ovviamente è una responsabilità che porto, so di portare e che segnalerò sempre, continuerò a segnalare sempre alla Giunta in fase di formazione del Bilancio. Il settore dell'Urbanistica ha avuto negli ultimi anni il pensionamento di quattro tecnici che non sono stati sostituiti. Una parte di questi tecnici dovevano controllare i cantieri.

Noi oggi siamo in una situazione dove i cantieri li controlliamo per metà, con molta difficoltà. Io vi prego di ricordare queste cose in fase di redazione di Bilancio, fra pochi mesi, perché oggettivamente questo settore, oltre ad avere bisogno di tecnici che verifichino e velocizzino le concessioni, ha bisogno anche di tecnici che abbiano la forza e il numero sufficiente e il tempo sufficiente per andare a controllare i cantieri. Cosa, ripeto, che non abbiamo.

Abbiamo sentito molti ragionamenti, circa l'opportunità di aumentare gli sconti da applicare a questa deliberazione. C'è anche la presentazione di un emendamento che discuteremo, si discuterà subito dopo la mia conclusione. Ecco, io, proprio perché porta la firma di Paolo Avezzù questo emendamento, io vi prego di valutare come sono le risorse del nostro Comune, come sono le risorse dei Comuni!

E come fare ulteriori sconti, in aggiunta a quelli che già prevede la legge, può diventare per la nostra comunità uno degli elementi di grave, grave pericolo per il conseguimento della funzionalità del Comune. Fare...

Noi siamo in una situazione in cui il Bilancio, lo vedremo in fase di assestamento entro la fine del mese prossimo, lo vedremo in fase di Bilancio per quanto riguarda il 2010, noi siamo in una situazione che sostanzialmente, dopo il blocco dei trasferimenti dovuti all’Ici e dopo le difficoltà oggettive di reperire nuove risorse, noi abbiamo dei bilanci -noi, Comune di Rovigo, ma in generale i Comuni- abbiamo degli Bilanci fondati quasi esclusivamente sulle multe!

E gli oneri di urbanizzazione subiscono... subiscono la crisi economica elevata che c’è nel settore, di conseguenza la capacità d’intervento del Comune sulla sua attività istituzionale, diventa estremamente delicata e difficile. 4 Tagliare del 60% o più del 60% tutti i costi di costruzione, su tutti gli immobili che potranno utilizzare del Piano Casa, ritengo sia un errore politico, sia un errore anche amministrativo, che mette le nostre… metterà, metterebbe la nostra Amministrazione in serissime difficoltà.

E, permettetemi anche un pensiero personale: l'amarezza, perché questo emendamento porta la firma di un Consigliere che fa parte del Direttivo Nazionale dell’Anci e l’Anci, proprio su questo tema, ha avuto parole durissime nei confronti di tutte quelle leggi regionali che hanno dato la possibilità di scontare gli oneri e i costi di costruzione.

Mi dispiace che Paolo Avezzù abbia firmato questo emendamento perché, sia come ex Sindaco di questa città, che come membro dell’Anci, che quindi rappresenta tutte le organizzazioni dei Comuni, probabilmente per fare, per dare ragione alla sua parte politica, dà torto alla sua intelligenza amministrativa!

Concludo: noi pensiamo che la nostra deliberazione abbia in sé, raggiunga in sé un buon risultato di ottima mediazione tra la volontà di gestire il nostro territorio e l’esigenza di mettere a disposizione tutto ciò che è possibile per fare ripartire questa economia, consapevoli che nessuna legge -come dire- che ha a che fare con l’edilizia, può far decollare questo settore, può fare ripartire questo settore se non interviene un combinato disposto con il credito, che possa mettere a disposizione risorse molto più importanti di quelle che oggi sono in campo.

Ho visto che nessuno si è… come dire, ha difeso la scelta che abbiamo fatto di non permettere l'allargamento dei centri commerciali. Mi compiaccio con tutto il Consiglio perché questo è evidentemente una sensibilità che ormai ha pervaso tutta la nostra comunità. Di centri commerciali nella nostra città penso che ce ne siano a iosa, penso che siamo sufficientemente dotati; dare la possibilità ai centri commerciali di ampliarsi ulteriormente, sarebbe stato un gravissimo errore.

È pur vero che la legge in certi versi lo prevede, ma specificarlo a chiare lettere, come abbiamo fatto con la nostra delibera, penso che sia valore aggiunto e, visto che è stato ben accolto dall'intero Consiglio, credo che questo vada a merito di tutti noi. Grazie.

Intervento n. 10
Pagine 6–7

Consiglio Comunale del 2009-10-30

Assessore

Leggi intervento

Per evitare di sviluppare dei ragionamenti che magari portano fuori strada o fanno confusione. Allora, sull'emendamento n. 1, presentato dal Consigliere Turcato, si parla di inserire nella relazione -perché voi sapete che la nostra delibera è formata dalla delibera, con allegata la relazione e l'allegato A)- di inserire nella relazione che si parla limitatamente agli annessi rustici, perché dopo l’art.

2, non si capisce bene. 6 Allora siccome non è un problema, nella relazione, inserire questa dicitura “limitatamente agli annessi rustici”. Allora adesso i tecnici vi spiegano, invece, gli altri emendamenti che sono abbastanza più complicati, ma questo qui sulla relazione, alla voce “agricoltura” della relazione, vengono aggiunti al termine, dopo l'art.

2, “limitatamente agli annessi rustici”. Voi sapete… Noi, nella nostra deliberazione, abbiamo praticamente parlato sempre di strutture agricolo-produttive. Allora, le strutture agricolo-produttive contengono gli annessi rustici.

Noi nell’accezione della nostra deliberazione scriviamo: “strutture funzionali all'attività agricola”. L'annesso rustico è una struttura funzionale all'attività agricola. Per cui è già compreso!

Ma siccome si chiede di specificare “annesso rustico”, non c'è problema e aggiungiamo “annesso rustico”. Punto!

Intervento n. 16
Pagina 8

Consiglio Comunale del 2009-10-30

Assessore

Leggi intervento

Allora, dal punto di vista tecnico… sì l'emendamento dice così: “Proposta di emendamento delibera... Alla voce allegato A), punto 1, al termine, dopo l’art. 26 delle vigenti NTA del PRG, venga aggiunto, precisando, “fatta eccezione dei fabbricati in categoria di ristrutturazione edilizia B2, con grado di protezione 4”.

Questo emendamento è tecnicamente non approvato dai dirigenti, infatti, scrivono: “L'emendamento non può essere accolto, in quanto i fabbricati a cui viene riferito, rientrano nella zona omogenea A, alla quale non è applicabile la Legge Regionale 14”. Quindi, la legge sulla casa non può essere applicata agli edifici, oltre che al centro storico, anche agli edifici di categoria A che non sono all'interno del centro storico, e pertanto, dal punto di vista tecnico, l'emendamento non ha l'avvallo dell'Ufficio.

Intervento n. 22
Pagina 9

Consiglio Comunale del 2009-10-30

Assessore

Leggi intervento

L’emendamento 3, alla voce allegato A), Punto 2, eliminazione di tutto l’articolo con la nuova dicitura, art. 2: “Agli effetti della Legge Regionale 14, per la nozione di edificio esistente, viene fatto espresso rinvio alla circolare 4 del 2009 e del 29.09.2009, di cui alla delibera della Giunta Regionale Veneto n. 2797”.

Dal punto di vista tecnico l'emendamento risulta tecnicamente accoglibile. Resta inteso che l'accoglimento di tale emendamento, va ad ampliare il campo di applicabilità della norma, questa non in linea con i criteri che hanno portato l'Amministrazione a formulare la deliberazione. Vi spiego: per fabbricato esistente, la circolare limita il fatto che ci sia la struttura portante e la copertura.

Sì, la circolare prevede struttura portante e copertura. Noi abbiamo inserito nella deliberazione, invece che, oltre ad esserci la struttura portante e la copertura, ci sia anche il tamponamento, cioè che l'edificio abbia la sua esatta consistenza. Perché nell'altro modo si potrebbe ingenerare molta confusione sull'identificazione di edificio.

Perché basta -tanto per parlarci in termini semplici, per il pubblico che ci ascolta- bastano due paline e un coperto di eternit, per fare un fabbricato, se questo è all'interno di una zona idonea, perché se è in zona agricola è abuso e non se ne parla. Ma se è in zona idonea, in zona residenziale, e ha quattro paline ed un coperto, questo è considerato edificio. Potrebbe essere considerato edificio.

Noi ribadiamo che per identificare un edificio, occorre anche un tamponamento, cioè che ci sia una struttura di edificio. E’ per questo che noi ribadiamo la non accoglibilità dell'emendamento.

Intervento n. 38
Pagina 12

Consiglio Comunale del 2009-10-30

Assessore

Leggi intervento

Allora, l'emendamento, lo spirito con cui il Consigliere Maldi ha fatto l'emendamento è assolutamente condivisibile, perché il Consigliere Maldi ha sempre parlato, nei suoi interventi, di residenza, riferendosi alla prima casa. Chiaro? Allora, per quanto riguarda la prima casa, ritengo che non ci siano problemi di nessuna natura, anzi credo che sia un incentivo ulteriore che mette a disposizione l'Amministrazione Comunale.

Mi limiterei alla prima casa! Perché, così come è stato scritto l'emendamento, c'è la possibilità che diventi una possibilità anche per i costruttori. Allora, siccome poi stiamo qui parlando di cifre che potrebbero essere anche insignificanti, ma comunque sono cifre che si riferiscono a risorse sottratte all'Amministrazione Comunale, proprio nello spirito delle questioni… Eh? (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 39
Pagina 12

Consiglio Comunale del 2009-10-30

Assessore

Leggi intervento

Alla comunità, sì. Nello spirito con cui poi interverrò per dire, per ribadire quanto già detto a proposito dell'emendamento Zangirolami/Avezzù, che discuteremo più tardi. Io direi di accogliere l'emendamento, specificando che si riferisce solo ed esclusivamente alle abitazioni della prima casa.

Intervento n. 58
Pagina 15

Consiglio Comunale del 2009-10-30

Assessore

Leggi intervento

No. No. Va beh, insomma, io chiarisco il mio ragionamento.

Ho capito che non si è colta la differenza che esiste tra la proposta di emendamento del Consigliere Maldi, che riferisce la non monetizzazione all'intera applicazione della norma. Noi proponiamo che la norma venga applicata solo per la prima casa e non per il resto. Vi faccio un esempio: come diceva giustamente il Consigliere Stocco, il Piano Casa si riferisce ai fabbricati esistenti e ai fabbricati in itinere, progetti in itinere che sono stati presentati entro il 31 di marzo, e via.

Bene. Sono progetti autorizzati. Quelli, oggi, che hanno un unico proprietario e quei progetti possono, possono su quei progetti applicarsi… può applicarsi il Piano Casa.

Ammettiamo che un progetto in itinere sia un progetto di 20 appartamenti con 10.000 m³. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 59
Pagine 15–16

Consiglio Comunale del 2009-10-30

Assessore

Leggi intervento

Fermo! Fammi finire il ragionamento. Sì signore!

Sì. Sì. Benissimo, intanto finisco il mio ragionamento, e poi il tecnico dirà.

Allora, stiamo parlando di un progetto in itinere, di un unico proprietario che ha la possibilità di applicare il Piano Casa su un fabbricato dove ci sono, ipotizziamo, un certo quantitativo di metri cubi. 10.000 m³? Ex Gabar?

Tanto per fare nomi e cognomi. 15 Bene. Il Piano Casa aumenta del 20% il volume.

Stiamo parlando di 10.000 m³, si aumenta di 2000 m³ il fabbricato, applicando l'art. 10, anzi l’art. 2.

Il numero di parcheggi, con la proposta Maldi, può rimanere uguale, senza ulteriore pagamento di oneri. Con la proposta nostra, quel costruttore che non ha la prima casa, ma sta facendo una costruzione, monetizza i parcheggi che mancano. Sono risorse che vengono messe a disposizione della comunità per fare parcheggi, magari nel vicinato o in altre zone.

Questo è il significato di differenza tra l'accoglimento dell'emendamento -che io ritengo doveroso e giusto- di Maldi, per quanto riguarda la prima casa, ma non trovo corretto che venga accolto tout- court per l'intero complesso.

Intervento n. 116
Pagina 29

Consiglio Comunale del 2009-10-30

Assessore

Leggi intervento

Nessuna apertura di discussione. Io debbo necessariamente, è per questo che violento probabilmente il Consiglio, volevo necessariamente ringraziare l'Ufficio, il Dirigente, ma in particolare il funzionario Architetto Pugina che, con il lavoro che è stato fatto in questi mesi, ha messo a disposizione, non solo della nostra comunità, ma anche dell'intera comunità Polesana, le sue competenze e le sue capacità. Questo io credo che gli sia dovuto da parte del nostro Consiglio.

Grazie.

29 ottobre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 45
Pagina 13
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Consigliere. Lei segnala un tema, un problema reale e vero. M’impegno a comunicare al Comandante dei Vigili Urbani la cosa, e di provvedere all'aggiornamento della cartellonistica.

Intervento n. 59
Pagina 15
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Allora, Via Dante Gallani è una via che è pericolosa come tutte le vie dove insistono le scuole. E quindi la pericolosità dell'attraversamento è, come dire, segnalata come in tutte le realtà comunali.

Su Via Dante Gallani c'è una storia quei dossi dissuasori di velocità. Firme raccolte per mettere i dossi, altrettante firme raccolte per toglierli.

Il problema, come sempre, è che questa via deve essere interessata, e lo sarà nella primavera prossima, da una manutenzione straordinaria e all'interno della manutenzione straordinaria saranno realizzati i passaggi di attraversamenti pedonali rialzati, quelli che si fanno da tempo e che, già con la loro presenza, diminuiranno consistentemente la velocità di percorrenza della strada. Questo è quanto in programma. È nel programma della manutenzione straordinaria che è prevista lungo le strade, Via Dante Gallani.

Se avessimo avuto le risorse necessarie per sistemare tutte le strade, l’avremmo già fatto. È che le risorse, come voi sapete, le dobbiamo centellinare e diluire di anno in anno. Via Dante Gallani è prevista nella prossima primavera.

Grazie.

Intervento n. 99
Pagine 24–26
Punto 2

Legge Regionale 8 luglio del 2009, 14 (Piano casa) - Adempimenti ai sensi dell'art. 9, c. 5 - Adozione

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente, grazie a tutti voi. Il Dirigente al Settore Urbanistica, Architetto Ferlin, si scusa con il Consiglio, ma è stato chiamato a testimoniare in Tribunale, alle ore 11,00.

Non può essere presente per il tempo che è necessario all'espletamento delle sue funzioni di testimone, per cui mi chiede di scusarsi con il Consiglio, ma abbiamo a nostra disposizione, a disposizione del Consiglio, l'Architetto Federico Pugina, che lo sostituisce, e in particolare sul tema è anche redattore, assieme all'Architetto Ferlin, della deliberazione che noi abbiamo a disposizione, che dobbiamo votare oggi.

Io mi riservo di fare, signor Presidente, delle valutazioni di natura politica, visto che questo è il mio ruolo, nel corso della discussione, perché vorrei dare il massimo dello spazio possibile alla discussione del Consiglio. E quindi mi limiterei ad illustrare la deliberazione che è sottoposta alla decisione del Consiglio, per poi, ripeto, intervenire in chiave politica, o in conclusione del dibattito o durante il dibattito stesso, qualora fosse necessario.

Per quanto riguarda la legge, io do per conosciuta la Legge Regionale 14 del 2009, erroneamente definita Piano Casa.

La legge 14, così com’è specificato anche nelle sue premesse, non è una legge urbanistica, ma sostanzialmente ha un significato di natura finanziaria: è una legge che è stata approvata, con sofferenza ed urgenza, ma è una legge che ha un significato squisitamente economico, più che urbanistico, visto che si ha la convinzione, c'è la certezza, che il 60% del movimento economico, parte attraverso… si articola attorno ai fatti edilizi.

Vista la crisi economica, viste le difficoltà oggettive a salvaguardare posti di lavoro, si è pensato che, attraverso questa norma, fosse possibile rimettere in moto il mondo economico, per dare la possibilità a molte persone di essere presenti in questo settore. Io non so e, ripeto, credo che questa sia una valutazione politica che mi riservo di fare più avanti, nel corso del nostro dibattito. Quello che portiamo noi oggi che cos'è?

E’ una deliberazione che si colloca all'interno della legge, l'art. 9 della Legge Regionale, che è composta, come voi sapete, da 12 articoli, l'art. 9 prevede che il Comune, entro il 30 di ottobre, adotti, approvi una deliberazione in cui adotta il cosiddetto Piano Casa.

Noi, come avete visto, abbiamo fatto tutta una serie di procedure preliminari, in modo tale da arrivare alla decisione del Consiglio Comunale, con il più ampio e il maggiore coinvolgimento possibile, non solo delle forze politiche istituzionali, ma soprattutto con il maggior coinvolgimento possibile dei portatori di interessi.

Noi, prima di dare il consenso in Giunta, quindi prima di assumere la deliberazione, come atto politico della Giunta del Comune di Rovigo, abbiamo voluto parlare con tutti i portatori d'interesse, e l’8 di ottobre abbiamo fatto un incontro pubblico, in cui abbiamo invitato tutti portatori d'interesse sul settore per, come dire, condividere l'esigenza di dare avvio a questa procedura.

Nel corso del dibattito sono intervenuti diversi interlocutori; la deliberazione che scaturisce da tutto questo insieme di dibattiti, trova sostanzialmente due cardini: noi potevamo fare, come hanno fatto alcuni, predisporre la deliberazione, dando delle regolamentazioni su alcuni settori della città, su alcune zone della città, oppure fare la scelta -come abbiamo fatto- che è stata, ripeto, condivisa anche dagli altri portatori d’interesse, di normare secondo le funzioni.

E quindi la città non è stata divisa… Con il metodo della campionatura, si dice la quart’azione, cioè non si è divisa la città per 24 spazi geografici, ma si è diviso il nostro centro d’interessi per funzioni. E quindi la deliberazione è stata, come dire, predisposta, avendo come riferimento il settore commercio, il settore della direzione dei servizi, il settore industriale, il settore agricolo e il settore residenziale. Cioè, tutte le aree sono identiche, in funzione della loro settorialità.

Quindi non è stato fatto, come hanno fatto in alcuni altri Comuni: prendere le zone di interesse e magari dire: “Applichiamo il Piano Casa su questa, a San Bortolo, e non lo applichiamo a San Pio X, lo applichiamo a Roverdicrè e non a Grignano”. Ecco, abbiamo deciso di fare questa operazione, credendo di farne una regolamentazione, il più possibile il più possibile omogenea.

La seconda considerazione è che la deliberazione è formata da due distinti strumenti: uno strumento che abbiamo definito come puntuale definizione di carattere tecnico, e che è quello che si trova nell’allegato A alla deliberazione, e una, invece, relazione che porta alle valutazioni di carattere urbanistico edilizio e paesaggistico.

Ecco, all'interno di queste due… all'interno di questi due allegati alla deliberazione, noi definiamo quello che è necessario specificare, perché nel Comune di Rovigo venga adottato il cosiddetto Piano Casa. Un'altra specificazione, è molto importante e deve essere a conoscenza di tutti, è che la legge è già operativa, per quanto riguarda la prima casa, dal momento in cui è stata promulgata, è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto.

Per cui la deliberazione che noi faremo oggi, non avrà implicazioni sulla definizione… sulla prima casa. Qui apro una parentesi, una parentesi grande, una parentesi quadra, poi dopo dentro ci metteremo anche le parentesi tonde. Prima parentesi quadra: allora la legge è stata promulgata in luglio.

È stato poi necessario -prima parentesi tonda- è stato necessario predisporre una circolare applicativa, la circolare applicativa di questa legge è stata deliberata dalla Giunta Regionale il 22 settembre 2009, all'interno di questa circolare si dava, come dire, praticità a quanto prevede la legge, cioè l’operatività per quanto prevede la legge. Chiusa parentesi tonda. Aperta ancora un'altra parentesi tonda: la questione di definizione di prima casa.

La questione di definizione di prima casa è stata oggetto di una modifica, da parte del Consiglio Regionale, della legge stessa. È anche questa una modifica che è intervenuta dopo il 22 di settembre, per cui noi abbiamo chiuso -e chiusa la parentesi tonda, chiusa la parentesi quadra- abbiamo chiuso il processo di formazione della nostra proposta, ai primi di ottobre.

Ai primi di ottobre abbiamo chiesto alla Comunità di darci ulteriori sollecitazioni, darci valutazioni, darci consigli e poi… dopo di che, abbiamo approvato nella Giunta del 24… No, scusate… nella Giunta del 12 di ottobre, abbiamo approvato la deliberazione che portiamo al consesso odierno.

Quindi, se qualcuno ritiene che il Comune di Rovigo sia in ritardo rispetto a questa procedura, ecco dico subito che noi non ci sentiamo in ritardo, visto che gli strumenti, sia interpretativi che sostanziali della modifica della legge, sono intervenuti molto abbondantemente dopo la promulgazione della legge medesima. Di conseguenza... Ecco, nel frattempo è arrivato l'architetto Ferlin, e quindi cancelliamo quanto ho detto in apertura di questo... del mio intervento.

Ecco chiudo, ripeto, riservandomi, Presidente, di intervenire più avanti sul Piano squisitamente politico. La deliberazione, ovviamente è andata in 3^ Commissione Consiliare. Nella 3^ Commissione Consiliare ha avuto l'analisi che era necessario fare.

Si è… si sono valutati moltissimi degli aspetti che nella deliberazione non sono stati inseriti, in particolare, per quanto riguarda gli annessi rustici, c'è stato un dibattito abbastanza sostenuto, poi magari durante il dibattito di oggi potremo approfondire ulteriormente.

Noi pensiamo che la deliberazione abbia, nel suo insieme, un valore interessante, che salvaguardi sia la possibilità di fare partire o ripartire il sistema economico legato all'edilizia, sia contemporaneamente anche, come dire, le procedure perché vengano salvaguardate 25 tutte le garanzie che necessariamente… di rispetto ambientale e di rispetto, come dire, del buon governo del territorio, siano ampiamente inserite all'interno della norma.

Ovviamente il Consiglio è sovrano nelle sue decisioni, di conseguenza, pur valutando positivamente il lavoro che è stato fatto e la deliberazione che è stata presentata, la Giunta è ovviamente molto disponibile ad integrazioni della deliberazione che migliorino il più possibile lo spirito con cui è stata realizzata. Grazie.

Intervento n. 105
Pagina 28
Punto 2

Legge Regionale 8 luglio del 2009, 14 (Piano casa) - Adempimenti ai sensi dell'art. 9, c. 5 - Adozione

Assessore

Leggi intervento

Sì. Per conoscenza, da parte del Consiglio, è evidente che gli emendamenti scritti necessitano della verifica, dal punto di vista tecnico e normativo. Noi adesso raccogliamo le proposte di emendamento alla deliberazione, i tecnici e l'avvocato che sta arrivando, le valuteranno dal punto di vista tecnico.

Poi, se ammissibili, potranno diventare oggetto di dibattito del Consiglio, se non ammissibili, diventeranno comunque oggetto di dibattito, però con questo vizio di partenza. Comunque, ecco, se avete emendamenti da proporre ulteriormente, vi prego di farli avere in forma scritta, in modo tale che possiamo verificarli dal punto di vista tecnico. Grazie.

23 ottobre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

6 interventi
Intervento n. 113
Pagine 24–25

Consiglio Comunale del 2009-10-23

Assessore

Leggi intervento

Sì. Prendo atto che il Consigliere Guarnieri si fa le domande e poi si dà alle risposte! Io non ho moltissimo da aggiungere.

24 Per quanto riguarda la questione del cosiddetto Piano del traffico, commissionato dalla Giunta Avezzù all'Ingegner De Beaumont nel 2005, il Piano fa riferimento ad una norma legislativa che prevede la fotografia della viabilità esistente e fissa delle regole per la bellezza di due anni.

Il Piano è oggettivamente particolare in questo momento, è stato studiato su presupposti non condivisi dalla precedente opposizione, oggi maggioranza, e su quel Piano, ripeto, scaduto nei termini, essendo valido per al massimo due anni per legge, la soluzione sarà inserita e sarà trovata all'interno del nuovo strumento urbanistico in preparazione, e quanto prima sarà portato all'attenzione del Consiglio.

Intervento n. 189
Pagine 37–38

Consiglio Comunale del 2009-10-23

Assessore

Leggi intervento

37 Il Consigliere Guerrato, a cui io chiedo scusa perché non ho risposto durante la seduta, perché non ero presente, però al Consigliere Guerrato io rispondo con molta amicizia in qualsiasi momento.

Allora, è successo che per un certo periodo, e adesso pare che la questione stia per risolversi, c'è stato un certo numero di cantieri su Via Angeli: moltissimi dei fornitori, in particolare degli arredi, delle manutenzioni, degli impianti, hanno chiesto autorizzazione a sostare in Via Angeli per, come dire, provvedere alla loro attività professionali.

Il Comandante dei Vigili ha autorizzato queste attività, collegate al rifacimento di alcuni palazzi lungo Via Angeli, probabilmente senza avere un coordinamento generale. Ecco, questo probabilmente, se di critica si può parlare. È ovvio che nelle fasi di ristrutturazione, di rifacimento dei palazzi, rifacimento… ci siano inconvenienti.

E’ anche altrettanto ovvio che l'Amministrazione è abbastanza attenta, e quando trovo che anche il Consiglio e i Consiglieri sono attenti nell'osservare il territorio, personalmente trovo che sia un buon modo di collaborare, perché in questo modo, anche a noi, che probabilmente siamo travolti dall'attività quotidiana, probabilmente sfuggono delle cose. Io ringrazio, quindi, il Consigliere Guerrato, di avere fatto questa interrogazione.

Ho fatto le verifiche sull’attività, di conseguenza mi auguro che il Comando della Polizia Municipale, d’ora in avanti dia i permessi strettamente necessari al funzionamento dell'attività, come dire, delle attività, in generale. Grazie.

Intervento n. 250
Pagina 50

Consiglio Comunale del 2009-10-23

Assessore

Leggi intervento

(Parla a microfono spento) Signor Presidente, faccia di me quello che vuole!

Intervento n. 282
Pagina 57

Consiglio Comunale del 2009-10-23

Assessore

Leggi intervento

Da quanto risulta agli Uffici, non esistono zone franche sulle competenze stradali, perché? Perché le competenze stradali sono definite in parte dai confini comunali, in parte dal Compartimento della Provincia di Veneto Strade e dell'Anas. Casi specifici, casi specifici devono essere segnalati e nel momento in cui si segnalano, si capisce con quasi certezza, vorrei dire con certezza, di chi è la proprietà e la competenza.

Voi sapete, per esempio, che la Tangenziale Est è tutta di competenza dell'Anas, adesso nascerà un problema di trasferimento di competenze, perché il Passante… l'inizio del Passante Nord che da Villadose arriva sulla Tangenziale Est, la rotatoria è stata dall'Anas data in competenza a Veneto Strade per i lavori, probabilmente decideranno che la competenza del tratto che sta all'interno del territorio comunale di Rovigo della Statale 16, resterà di competenza di Veneto Strade.

Ma allo stato attuale questo è l'unico problema di, come dire, conflitto di competenze. Altri tratti nel Comune di Rovigo che abbiano questa difficoltà di competenza, non ci sono.

Intervento n. 301
Pagina 62

Consiglio Comunale del 2009-10-23

Assessore

Leggi intervento

Ecco, questo è uno dei temi dell’interrogazione precedente del Consigliere Maldi, a cui peraltro questa mattina si era già data risposta in qualche forma all'interrogazione anche fatta dal Consigliere Turcato. Via Forlanini è una strada di competenza provinciale.

Noi abbiamo sollecitato più volte l'Amministrazione Provinciale in ordine alle richieste che anche il Consigliere Armido Osti ha fatto; sappiamo che, proprio dall'apertura del casello autostradale di Villamarzana, c'è stato un incremento consistente di traffico, e quando c'è l'incremento del traffico si incrementano anche gli indisciplinati, perché è pur vero che sulla strada ci sono ampi margini di strada a 50 all'ora, che molto spesso i nostri automobilisti difficilmente rispettano.

Comunque sia, noi ribadiamo il fatto all'Amministrazione Provinciale, condividiamo le sollecitazioni formulate sia dal Consigliere Armido Osti interrogante, che dal Consigliere Turcato, interrogante pure lui sulla materia. Ci auguriamo che l'Amministrazione Provinciale, che dovremo anche da questo punto di vista di risollecitarla, pensiamo che l'Amministrazione Provinciale sia nella condizione di risolvere, di affrontare e risolvere questo problema. Grazie.

22 ottobre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 152
Pagina 34
Punto 1

Risposta alle Interrogazioni ed Interpellanze come da allegati elenchi (anni 2007/2008/2009)

Assessore

Leggi intervento

(Parla a microfono spento) L’Architetto Ferlin risponde per tutti noi.

Intervento n. 156
Pagina 35
Punto 1

Risposta alle Interrogazioni ed Interpellanze come da allegati elenchi (anni 2007/2008/2009)

Assessore

Leggi intervento

(Parla a microfono spento) No, nessuna integrazione tecnica.

Intervento n. 211
Pagina 45
Punto 1

Risposta alle Interrogazioni ed Interpellanze come da allegati elenchi (anni 2007/2008/2009)

Assessore

Leggi intervento

(Parla a microfono spento) Posso parlare io?

Intervento n. 215
Pagine 45–46
Punto 1

Risposta alle Interrogazioni ed Interpellanze come da allegati elenchi (anni 2007/2008/2009)

Assessore

Leggi intervento

Molto velocemente. Ringrazio il Consigliere Bimbatti di avere ovviamente attualizzato… Non so… ma io posso parlare, mi sento… Va bene. Grazie, Consigliere Bimbatti.

Per quanto riguarda il tema io, come voi sapete e ricorderete, ho già ampiamente descritto la situazione anche recentemente in Consiglio Comunale, a fronte di una richiesta di informativa da parte del Consigliere Maldi.

Ribadisco che al tempo dell’interrogazione gli scenari possibili erano molteplici, riconducibili a tre scenari sostanzialmente: uno molto largo, verso San Martino, uno che saltava in periferia di Boara, per arrivare alla costruenda zona industriale di Boara Pisani, un altro scenario invece era in prolungamento con il cosiddetto Passante Ovest. Da quel tempo molta acqua è passata sotto i ponti, in particolare si è deciso l’opera collaterale alla Nogara Mare.

L'opera collaterale alla Nogara Mare nel tempo era l'allargamento di Via Forlanini, su nostra richiesta abbiamo inserito, ed è stata accolta, una nuova strada a ridosso della ferrovia Arquà - Rovigo, che collegasse la zona del Tredici, per capirci, fino al congiungimento con l'attuale Bretella Gentili. Ovviamente questo era un tema abbastanza, come dire, abbastanza impegnativo. 45 Veneto Strade e la società del Project Financing, le società del Project Financing hanno accettato, quella sarà un'opera.

Di conseguenza ci sarà lo spostamento dell'asse, che attualmente è impegnato sulla Statale 16, da Tangenziale Est/ Boara, lo spostamento verso ovest. Il prolungamento di questa arteria porta necessariamente a fare la scelta sullo scenario più a ovest e non più abbandonare, quindi, i due scenari che erano previsti ad est.

Abbiamo raccolto tutto questo insieme di cose, nella proposta di un tavolo e trasformabilità, che voi avete visto anche recentemente, sarà questa una delle opere che caratterizzeranno la chiusura dell'anello attorno alla città, assieme al proseguimento, ecco, conseguendo il proseguimento da Via del Lavoro fino al ponte di Boara.

Il tema, ripeto, per quanto ci riguarda, è abbastanza ormai definito; bisogna definirlo dove andrà a sbucare questo nuovo ponte, con la provincia di Padova, con il Comune di Vescovana, con il Comune di Boara, questo abbiamo investito Veneto Strade del tema.

Veneto Strade ci ha assicurato che quanto prima, convocherà un incontro tra di noi e la provincia di Padova, che anche questa è… abbiamo dovuto tra l'altro recuperare anche il fatto che sia la Provincia di Rovigo che la Provincia di Padova sono state rinnovate, ci sono nuovi Assessori, abbiamo dovuto recuperare anche l'informazione, adesso comunque le cose sono abbastanza definite, dovremmo provvedere ad un incontro, e in quell'incontro ovviamente ufficializzeremo la proposta. Grazie.

Intervento n. 230
Pagina 49
Punto 1

Risposta alle Interrogazioni ed Interpellanze come da allegati elenchi (anni 2007/2008/2009)

Assessore

Leggi intervento

Non ho problemi a dare risposta su questo tema. Il tema è interessante, e lì da tempo, da tempo del Piano Regolatore, io lo ricordo al giovane Bellinazzi perché già ai tempi del Piano Regolatore, tra gli anni ‘85/90, quando si decise che l'area Tassina era l'unico PEEP di tutto il Comune, si era capito che c'era bisogno di qualcosa.

Evidentemente la situazione è stata, come dire, molto sofferta e tribolata perché, come lei ben sa, Consigliere, si è andati fino al Consiglio di Stato per riuscire a realizzare il PEEP della Tassina, e il tutto è arrivato quando io feci l'Assessore all'Urbanistica per la mia prima volta 1988. Nel 1988 arrivò la risposta del Consiglio di Stato che dava ragione al Comune che poteva fare quegli interventi.

Dal 1998 al 2000 abbiamo governato con la Giunta Barbatella, poi dopo questa Amministrazione… succedette l'Amministrazione di centro-destra che del tema, devo dire onestamente, ecco, al di là delle polemiche o facili... del tema si interessò poco, tant'è che la situazione… No, no, io non voglio fare... si interessò poco e del tema noi ci siamo interessati in campagna elettorale del 2006.

Nella campagna elettorale del 2006 abbiamo detto alla nostra comunità, in particolare alla comunità di Tassina, che in quell'area è necessario completare il PEEP, perché c'è stato un grande insediamento antropico, è necessario completare con un parco urbano, e abbiamo anche indicato la strada per riuscire a fare un parco urbano in zona Tassina, che non può essere l'investimento diretto del Comune per l'esproprio delle aree, perché costerebbe l'Amministrazione cifre inavvicinabili.

Per cui abbiamo detto che la strada per riuscire a portare a compimento il parco, è quella della concertazione urbanistica all'interno dello strumento progettuale del PAT e del piano degli interventi. Ecco, da questo punto di vista noi abbiamo preso anche i contatti con la proprietà dell'area, la proprietà dell'area ha condiviso questo percorso; condividendo questo percorso noi siamo oggi, come dire, nella convinzione che questo è lo strumento più veloce per riuscire a realizzare in Tassina un parco urbano.

Altri strumenti, che potrebbero essere quello dell'esproprio, sarebbero certamente più complicati, primo perché, come lei ben sa, prima di attivare le procedure di esproprio, occorre avere un progetto; secondo: bisogna avere anche il finanziamento già in Bilancio, e queste sono due condizioni che allo stato risultano per l'Amministrazione Comunale estremamente complicate.

La concertazione urbanistica, invece, è un elemento molto più semplice: si può, attraverso la concertazione, arrivare a ottenere gratuitamente il parco in cambio di volumetrie. Da questo punto di vista, ripeto, stiamo lavorando e la proprietà si è già dichiarata disponibile. Per cui io penso che entro la fine della legislatura, noi porteremo a compimento quest'opera.

29 settembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 115
Pagina 40
Punto 5

Piano di lottizzazione denominato “Parco Tigli” - Variante ex art. 50 comma 4 lett. a) L.R. 61/85 - Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Buonasera a tutti. Allora questa è una delibera molto semplice, visto che in data 29 giugno 2009 questo Consiglio Comunale ha già approvato questo Piano di lottizzazione denominato “Parco dei Tigli”.

Era, ricordo al Consiglio, una riperimetrazione con l'inserimento di ulteriori parcheggi rispetto a quelli previsti. L'atto è stato pubblicato per i 30 giorni di norma, non sono arrivate osservazioni, di conseguenza il Consiglio deve ribadire il voto che aveva espresso in data 29 giugno. Grazie.

28 settembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 35
Pagine 12–13
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Grazie al Consigliere Maldi per avere posto ancora una volta, giustamente all'attenzione del Consiglio, i tempi di attuazione di quel protocollo d'intesa con le Ferrovie dello Stato. Allora, ovviamente per quanto riguarda il Comune non c'è nessuna variazione, rispetto agli impegni assunti.

Gli impegni assunti prevedono in questo momento la realizzazione, da parte di Ferrovie dello Stato, dello spostamento dello Scalo merci in zona Interportuale. Il finanziamento per lo spostamento è stato realizzato dalla Regione Veneto, attraverso un contributo all’Interporto. Credo che siano, questi momenti, in itinere le procedure di appalto per la 12 realizzazione dello spostamento dello Scalo merci; siamo abbastanza in ritardo per questa parte rispetto al protocollo sottoscritto.

Le Ferrovie dello Stato dovevano spostare, secondo il protocollo, lo Scalo merci, entro il 31 marzo. La cosa ovviamente non è stata fatta, primo: perché mancavano i finanziamenti, ora ci sono. E secondo: probabilmente perché la procedura d'appalto è più complicata di quanto si potesse prevedere.

Per quanto riguarda il Comune non cambia assolutamente nulla: l'impegno è stato sottoscritto, la prossima tappa che il Comune dovrà rispettare è la procedura di adozione del PAT. Questa è la prossima tappa del Comune, che è in linea con quanto sottoscritto ancora all'interno del protocollo d'Intesa.

Per cui, se ritardi ci sono, i ritardi non sono ascrivibili all'inadempienza da parte del Comune, ma è eventualmente ascrivibile alle procedure farraginose che ha messo in atto Ferrovie dello Stato per lo spostamento dello Scalo merci. Grazie.

Intervento n. 41
Pagina 15
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Sì. Grazie Presidente. La questione dell’O.P.P.: è noto, arcinoto, stranoto, che la proprietà non è del Comune, e quindi quello che può fare il Comune, lo può fare solo ed esclusivamente in termini di pianificazione.

Come tutti i Consiglieri sanno, perché oramai la questione è stata dibattuta da tempo, l'ex O.P.P. è all'interno di un progetto strategico regionale, denominato “Urban Labor”, all'interno del quale proprio quell'area assume un carattere strategico estremamente interessante ed importante. Il recupero, quindi, passa attraverso la realizzazione di questo straordinario programma d’intervento di pianificazione regionale e comunale e, attraverso la volontà della proprietà, di partecipare alla definizione del percorso.

Ora la volontà della proprietà è stata espressa in termini molto, molto, limitati, tant'è che la proprietà, che ricordo al Consiglio Comunale è l'Azienda Sanitaria Locale N. 18, la proprietà l’ha messo a bilancio con un certo valore, considerando quell'area tutta, tutta residenziale; evidentemente sbagliando, perché quell'area è tuttora definita come area destinata ad insediamenti di tipo sanitario, e pertanto non può essere messa a bilancio o non può essere messa a disposizione come area residenziale.

Evidentemente l'Azienda Sanitaria ha fatto i suoi calcoli. Io non entro nel merito delle strategie di bilancio dell'Azienda. Ribadisco che, dal punto di vista della pianificazione, il Comune ha inserito l'area all'interno di un grande progetto regionale, sul quale si sta lavorando, sia a livello comunale -e lo vedremo appena adotteremo il PAT- sia a livello regionale, che già si è visto, perché è stato recepito all'interno del programma straordinario denominato “Urban Labor”.

Di più, oggi, per quanto riguarda il Comune, non è possibile fare. Ci auguriamo, io me lo auguro, ma spero che se lo auguri anche il Consiglio Comunale, che l’Azienda Sanitaria abbia, nei confronti di questo programma strategico regionale, un interesse maggiore di quello che ha dimostrato finora.

18 settembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 97
Pagina 20
Punto 4

Variante al P.R.G. ex art. 50, c. 4), lett. a) L.R. 61/1985. Individuazione zona di degrado di cui all’art. 27 L. n. 457/1978 - Piano di recupero Via Amendola e Via Marco Polo. Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Sì, grazie Presidente. Si tratta della Variante già votata dal Consiglio Comunale, che si riferisce al Piano di Recupero di Via Amendola. È stata votata dal Consiglio Comunale in adozione, è stata pubblicata per 30 giorni; non sono arrivate osservazioni, per cui si tratta di approvare definitivamente la Variante, già adottata dal Consiglio Comunale.

Grazie.

Intervento n. 103
Pagina 21
Punto 5

Inserimento ai sensi dell'art. 2 delle N.T.A. della Variante ex. Art. 4, c. 2 della L.R. n.24/1985, approvata con D.G.R.V. n. 2217/2003 della scheda n. 101, Ditta Stefania Franceschini Nalin

Assessore

Leggi intervento

Io ringrazio i Consiglieri dell'opposizione, ringrazio i Consiglieri dell'opposizione che nella delibera precedente hanno assicurato che la delibera potesse essere votata, visto che non c'erano le condizioni per votarla, sennò mancava il numero. Per quanto riguarda, invece, questa deliberazione, noi l'abbiamo analizzata in Commissione.

In Commissione è stata approvata unanimemente… Non unanimemente, si è astenuto il Consigliere Matteo Zangirolami, si è astenuto non per dissenso, non per dissenso sulla deliberazione, ma per questioni di natura politica.

Sta di fatto, ecco, che si tratta di un insieme di annessi rustici, non più funzionali alla conduzione del fondo agricolo e, così come abbiamo fatto nel passato, a fronte di una richiesta di recupero a fine edilizio dei manufatti, noi riproponiamo anche per questo caso l'autorizzazione che darà il Consiglio Comunale per il recupero.

Dal punto di vista dell'intervento, dal punto di vista tecnico, ovviamente l'Architetto Ferlin è qui con me, a vostra disposizione, qualora il dibattito lo richieda, è a vostra disposizione per il parere e le espressioni di parere tecnico. Grazie.

Intervento n. 106
Pagina 22
Punto 6

Inserimento ai sensi dell'art. 2 delle N.T.A. della Variante ex art. 4 c. 2 L.R. n. 24/1985 approvata con D.G.R.V. n. 2217/2003 della scheda n. 102 - Ditta Zago Gino

Assessore

Leggi intervento

Sì, anche qui, stesso ragionamento della delibera precedente. Qui non si tratta di un insieme di manufatti, ma è di unico manufatto che si trova a Grignano. Anche questo è un vecchio fienile, non più funzionale alla conduzione del fondo agricolo, per cui anche per questo il proprietario ci chiede il cambio di destinazione d'uso, e la cosa è ancora più semplice di quello che abbiamo votato fino adesso, appena adesso.

Grazie.

17 settembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 28
Pagine 11–12
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Io sono molto meno formalista di quanto... Per cui, le cose che sono a mia conoscenza e il lavoro su cui sto operando, non ho nessuna difficoltà ad illustrarlo ai Consiglieri Comunali, al Consiglio Comunale e alla città. Mi piace poco, ecco una cosa sola, farmi intervistare per dire su cosa sto lavorando.

Io generalmente dico quello che ho fatto, più che quello su cui stiamo lavorando. Allora, per dare una risposta al Consigliere Avezzù, in particolare per quanto riguarda il nuovo tracciato del ponte di Boara, come lei sa, Consigliere, ci sono diverse ipotesi sul tappeto, diverse ipotesi formulate da tempo.

Su queste ipotesi che alcune… un’ipotesi prevede un passante molto largo a destra, guardando Boara da Rovigo, un altro è un passante, all'interno del fabbricato di Boara; un altro tracciato, invece, è in mezzo tra il ponte che c'è attualmente sull'autostrada e il ponte della ferrovia.

Su questo abbiamo avuto diversi incontri con Veneto Strade e con l'Assessore Naccarato della Provincia di Padova, perché ovviamente il ponte di Boara si collocherà in attraversamento del Comune di Rovigo e del Comune -o di Vescovana o di Boara- e comunque sia della provincia di Padova. Gli incontri sono stati fatti a Veneto Strade, dove l'Ingegner Vernizzi sovraintendeva, e si è studiato… si sono studiate le tre ipotesi sul campo.

Ovviamente ognuno dei proponenti sostiene che la propria tesi è la migliore; pare di capire che questo ponte possa essere collocato tra il ponte dell'autostrada e il ponte sulla ferrovia. Quindi ad ovest della nostra città, in prosecuzione con il Passante Ovest del Piano Regolatore. Su questo, ovviamente, il ragionamento si è interrotto nel momento in cui l'Amministrazione Provinciale di Padova è andata a rinnovo.

Oggi siamo in una situazione di attesa di un nuovo incontro con Veneto Strade e con l'Amministrazione Provinciale di Padova. E’ andata a rinnovo anche l'Amministrazione Provinciale di Rovigo, per cui dobbiamo ricostruire anche il tavolo Provinciale. Io penso che da questo punto di vista si possono fare dei passi in avanti, dal punto di vista solo ed esclusivamente degli accordi ed eventualmente di ipotesi di tracciato nei prossimi mesi.

Diciamo che, come avete ben visto, nelle tavole che stanno accompagnando il nuovo Piano di Assetto del Territorio, in particolare sulla tavola della trasformabilità, voi avete visto che il tracciato, come dire, possibile, è quel tracciato ad ovest, per quanto riguarda la nostra volontà politica. Però questa nostra volontà politica, si scontra, in questo momento, con il fatto che non ci sono i soldi per fare un'ipotesi concreta.

Quindi, non ci sono soldi né per fare il ponte, e se l'ANAS dovesse avere una scelta definitiva, lo potrà mettere nel decennale delle opere pubbliche che redige ogni anno. 11 Quindi è probabile che il ponte di Boara trovi la sua, come dire, possibilità di realizzazione tra non meno di 4 - 5 anni, perché queste sono le ipotesi.

Allo stato attuale, ripeto, c'è una fase di studio dei tracciati possibili, noi suggeriamo sul tavolo -lo abbiamo già fatto, lo continuiamo a sostenere, che il tracciato, come dire, più rispondente alle esigenze del territorio comunale è quello di collocarsi ad ovest della città, in prosecuzione con il Passante Ovest.

Però, ovviamente, non avendo noi la possibilità di intervento né di definizione di dettaglio, né di imposizione del tracciato ad altre comunità, ma essendo solo una questione che riguarda la progettazione superiore a quella comunale, è evidente che ci sediamo al tavolo per portare la nostra opinione. Per quanto riguarda, invece, il Passante Ovest, è vero che Veneto Strade ha inserito nel suo bilancio € 5 milioni per fare un primo tratto, che collegherebbe Via Forlanini con la zona di San Pio X.

E’ altrettanto vero che il resto, da San Pio X fino a Via Amendola, è un ulteriore tratto da almeno altri € 5 milioni. Il Consigliere Avezzù non ha bisogno delle mie considerazioni, lo sa meglio di me che € 5 milioni per questa comunità sono una cifra impensabile. Per questo nostro Bilancio, mettere a disposizione altri € 5 milioni, per completare il tratto da Via Forlanini a Via Amendola, per quanto ci riguarda è assolutamente impensabile.

Dobbiamo trovare delle forme per finanziare ulteriormente, perché il lavoro deve essere fatto il più possibile, in maniera unitaria. Queste forme si possono trovare con ipotesi varie.

Una delle ipotesi è quella di convincere l’ANAS di intervenire su… assieme a Veneto Strade, per fare un nuovo tracciato della Statale 16, e quindi di arrivare ad inserire nella sua programmazione un percorso che, in prosecuzione con quanto si dovrà fare per le opere collaterali alla Nogara Mare… Le opere collaterali alla Nogara Mare, voi sapete, sono il collegamento della Zona del 13, fino al raggiungimento della nuova arteria, che sarà chiamata Viale Sandro Pertini, così come abbiamo ampiamente annunciato alla stampa.

Da Via Forlanini fino a Via Amendola, € 5 milioni ci sono già disponibili sulla carta, e poi sui fatti bisogna vedere, il resto è… forse sarà disponibile da parte di ANAS. Se in questo contesto riusciamo anche a convincere ANAS, Veneto Strade, Provincia di Padova e i Comuni della provincia di Padova che forse è bene, andando in prosecuzione, collocare lì anche il ponte di Boara, probabilmente il tutto è un nuovo tracciato della Statale 16, ad ovest della città, rispetto alla Statale 16 attualmente presente.

Comunque sia, soldi ovviamente non ce ne sono, non è una novità! Non ce ne sono né da noi, né all'ANAS, né c'è una decisione definitiva. Nel momento in cui ci saranno ulteriori sviluppi, io terrò sempre informati i Consiglieri che me lo chiederanno, sugli sviluppi che ci saranno.

Grazie.

Intervento n. 48
Pagina 17
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Allora, Consigliere Fiorenzato, abbiamo già dato risposta anche pubblica a questo problema che lei segnala e che è oggettivamente un pericolo. Abbiamo chiesto a Veneto Strade di segnalare anche questo problema a monte. Lei sa che si sta spostando un tubo del gas, e che non è possibile in questo momento posizionare il guardrail nella giusta collocazione finale.

Si sta lavorando per lo spostamento del tubo, nel momento in cui il tubo sarà spostato, il guardrail sarà posizionato nella giusta sede, che è quella che ha un angolo di curvatura nettamente migliore che evita gli inconvenienti che lei ha indicato e che sono all'attenzione di noi tutti. Ovviamente, dobbiamo segnalare alla nostra città che bisogna fare quella curva con molta attenzione, come lei già suggeriva.

14 luglio 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 6
Pagine 3–5
Punto 5

Variante parziale al P.R.G. del Comune di Rovigo ex art. 50, c. 4, lett. 1) di modifica degli art. 22, 23, e 24 del Regolamento Edilizio - Commissione integrata. Adozione

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. 4 Buongiorno a tutti. Così come ci eravamo impegnati a fare durante la seduta dell'ultimo Consiglio Comunale, precedente a quello di ieri, presentiamo, abbiamo presentato la proposta di integrazione delle competenze della Commissione integrata che è rimasta dopo aver abolito la Commissione Edilizia.

Così come avevamo… eravamo informati, la Giunta ha predisposto un testo che attribuisce alla Commissione integrata, anche competenze di carattere Urbanistico, per tutte quelle necessità che sono collegate e legate alla deliberazione del Consiglio.

La proposta è stata vista in Giunta, perché la Giunta non ha competenze di modifiche del Regolamento edilizio, visto che è una competenza proprio del Consiglio Comunale, ed è stata però inviata in 3^ Commissione, all'interno della quale si è sviluppato un dibattito molto interessante, molto costruttivo che si è -come dire- si è fermato facendo quattro interrogativi.

Questi quattro interrogativi sono stati sottoposti alla valutazione dell’avvocato civico, all'avvocato Lembo, il quale ha risposto e, in funzione, proprio in seguito a queste risposte, sarà necessario - come dire- portare a conoscenza del Consiglio di quelle che sono le variabili, rispetto al testo che è in discussione oggi.

Uno, ho visto, perché mi è stato presentato proprio in questo momento, un emendamento alla deliberazione già formulata dal Consigliere Zangirolami, che vi è stato -penso- consegnato a tutti, dove si dice di modificare il termine “imporre” nel termine di “propone”. Anche l'Avvocato aveva già valutato questo tipo di variante, e ci aveva proposto di chiedere al Consiglio di fare questa modifica; per cui io direi che l'emendamento che presenta il Consigliere Zangirolami è certamente, certamente accoglibile.

Le quattro richieste che in Commissione sono state fatte all'Avvocato, erano queste, la prima: è possibile allargare le competenze degli esperti dei beni ambientali all'esame degli strumenti urbanistici, la cui approvazione è di competenza del Consiglio Comunale? Questa è stata una delle richieste. La seconda: è possibile aumentare il numero dei componenti dell’istituenda Commissione per l'ambiente e il territorio?

Voi avete visto in delibera, c'è una proposta di Commissione integrata, mentre la Commissione propone che la denominazione di questa istituenda Commissione non sia Commissione integrata, non si sa bene integrata di che cosa, ma che sia la Commissione ambiente e territorio. In modo tale da attribuire a questa Commissione le competenze che derivano dai due membri ambientali -della vecchia Commissione Edilizia- e anche competenze di carattere urbanistico.

Anche da questo punto di vista… questa era stata la seconda domanda che è stata sottoposta all'Avvocato. La terza: è possibile prevedere la revoca dei due componenti, attualmente in carica, prima della fine del mandato conferito con delibera di Consiglio Comunale n. 80 del 2006?

La quarta domanda è stata: è possibile richiedere che i componenti della nuova ed eventuale Commissione per il Territorio Paesaggio non operino sul territorio del Comune di Rovigo, salvo incarichi di opere di natura pubblica? Queste sono state sostanzialmente… questo è il dibattito che si è sviluppato in Commissione. L’Avvocato Lembo si è consultato con il Segretario Generale, e hanno predisposto la risposta a questi quattro quesiti.

Allora, il primo quesito che la Commissione -quesito preliminare- che la Commissione si possa chiamare Ambiente e Territorio, non ci sono problemi. Non sussiste alcun problema ad allargare le competenze degli esperti all'esame degli strumenti urbanistici, la cui approvazione è di competenza del Consiglio Comunale.

Così come avevamo già ampiamente illustrato, anche in fase di discussione del Consiglio Comunale precedente, è possibile attribuire ai residui membri della Commissione integrata, ambientale integrata, è possibile attribuire anche competenze di carattere urbanistico, se il Consiglio lo desidera. La seconda risposta: è possibile anche aumentare il numero dei componenti dell’istituenda Commissione.

Quindi, noi, come avete visto in Commissione, abbiamo lasciato due -che sono il 5 residuo della Commissione Edilizia- i due membri, che per legge dobbiamo tenere fino al 31/12 quanto meno, dobbiamo tenere per valutare gli ambiti ambientali. È possibile ampliare questo numero, purché il Consiglio lo decida. Mentre, invece, non si può procedere con la revoca dei precedenti esperti, giacché vi è comunque una continuazione tra la precedente Commissione integrata e l’istituenda Commissione Ambiente e Territorio.

Cioè, di fatto, cambia il nome, solo il nome, e ne vengono ampliate le competenze. Quindi, i due membri attualmente indicati, nominati dal Consiglio Comunale conservano il loro diritto di essere membri di questa Commissione, a cui allarghiamo le competenze in base alla deliberazione fatta dal Consiglio Comunale, la delibera n. 80 del 2006.

In base a questo, l'Avvocato ritiene che questi due membri non possano essere revocati fin tanto che non scade il loro mandato. Allora, da questo punto di vista, il loro mandato scade con il Consiglio Comunale, salvo la proroga della Legge Urbanistica Regionale che, in tema di Commissione Ambientale, ha prorogato le competenze fino al 31/12/ 2009. Cioè, prima si sapeva che questa Commissione Ambientale doveva essere eliminata, non aveva più la sua ragione di essere all'interno della Legge Urbanistica Regionale.

Sono state prolungate, invece, con un decreto recente della Regione, sono state allargate… è stata allargata la sua esistenza fino al 31/12, per il momento. Quindi non sappiamo che cosa succederà dopo, ma è certo che fino al 31/12, questi due membri non possono essere revocati. Se la Legge Regionale fosse così chiara da dire che non sono più indispensabili, a quel punto il Consiglio Comunale potrà valutare l'ipotesi di sostituirli, di revocarli, e di sostituirli con i due istituendoli.

Ma allo stato attuale, queste due figure non sono revocabili.

L'ultimo quesito… ecco, l'ultimo quesito che era: “se è possibile che i componenti della nuova ed eventuale Commissione per il territorio e paesaggio non operino sul territorio Comunale” anche da questo punto di vista l'Avvocato ritiene che la risposta sia positiva perché è una scelta, è una decisione che assume autonomamente il Consiglio Comunale perché vuole darsi una regola alla quale far sottostare tutte le competenze di questi tre membri della Commissione integrata.

Ecco, da questo punto di vista, quindi, siamo -come dire- in una fase di percorribilità dell'allargamento di quella che era la Commissione integrata; possiamo attribuire a questa Commissione altra -la materia urbanistica che interessa il Consiglio Comunale- possiamo allargarne il numero, non ne possiamo... non ne possiamo rievocare i due residui. Questo è il quadro. Da questo punto di vista, io credo che il Consiglio Comunale abbia per le informazioni tutte necessarie per deliberare con scienza e coscienza.

Vi ringrazio.

Intervento n. 20
Pagine 9–10
Punto 5

Variante parziale al P.R.G. del Comune di Rovigo ex art. 50, c. 4, lett. 1) di modifica degli art. 22, 23, e 24 del Regolamento Edilizio - Commissione integrata. Adozione

Assessore

Leggi intervento

Sì. Grazie Presidente. Allora, a seguito della richiesta formulata dal Consigliere Maldi di valutare un testo che modifichi l’art.

23, così com’è stato depositato, la discussione sostanzialmente ha portato esito favorevole, tant'è che il Consigliere Maldi ha presentato un emendamento, sostanzialmente sostitutivo dell’art. 23, così come era stato proposto in delibera, con un art. 23 che compendia quanto era stato proposto, allargandolo ad altre tematiche.

Allora, con questo art 23, modificata la proposta che fa il Consigliere Maldi, e che è stata oggetto di valutazione anche da parte della maggioranza e che la maggioranza ha fatto proprio e fa proprio, si prende atto che la denominazione della Commissione è la Commissione per l'Ambiente e il Territorio, che i due membri della residua Commissione integrata rimangono in carica fino al termine del loro mandato, che il numero non è due, ma è tre, e che pertanto il Consiglio Comunale dovrà, qualora la modifica del Regolamento Edilizio sia realizzata, dovrà nominare un terzo membro.

Questo terzo membro dovrà essere individuato all'interno delle categorie professionali, che sono: gli ingegneri, gli architetti, gli urbanisti, i geometri e altri esperti in materia di urbanistica 10 ed edilizia, geologi, agronomi, dottori forestali, avvocati, ed altri esperti in materia ambientale, idrogeologica o di beni culturali.

È stato anche indicato che questa professionalità non deve operare direttamente sul territorio comunale, ma deve essere persona che esercita la sua attività fuori dall'ambito comunale, ovvero per materie che non hanno nulla a che vedere con i Piani Urbanistici. Ovvero persone che hanno competenze solo per materie… per opere pubbliche. Ecco, questa è sostanzialmente la modifica dell’art.

23 che viene proposta. Su questa, ripeto, la maggioranza ha trovato ampio accordo, e pertanto chiediamo che il Consiglio Comunale si esprima con questa modifica: sostituendo l'articolo 23, così come era stato proposto in deliberazione, con questa nuova formulazione.

Intervento n. 22
Pagine 10–11
Punto 5

Variante parziale al P.R.G. del Comune di Rovigo ex art. 50, c. 4, lett. 1) di modifica degli art. 22, 23, e 24 del Regolamento Edilizio - Commissione integrata. Adozione

Assessore

Leggi intervento

Scusa. Per quanto riguarda, invece, l'emendamento che aveva proposto Zangirolami, non c'è alcun problema ad accettare la modifica del termine “imporre” con il termine “proporre”per cui, da questo punto di vista non c'è nessun problema. Per quanto riguarda, invece, l'emendamento presentato dal Consigliere Magaraggia, credo che si debbano esprimere gli Uffici, perché non è di competenza politica.

Poi, Presidente, mi prenoto per fare un ragionamento finale, prima del voto finale sulla discussione, perché alcune affermazioni fatte nel dibattito, necessitano di specificazioni anche di natura politica, da farsi ovviamente all'interno di questa seduta. Grazie. Allora, mi dice il Presidente che se devo continuare, continuo adesso, perché poi non posso, in fase di voto, intervenire.

Allora, io credo che si debba dire con molta chiarezza, proprio... e mi piacerebbe che il Consigliere Zangirolami ascoltasse quanto ho da dire.

Mi fa piacere, ma è importante poi che… l'importante è che il Consiglio sappia che la ragione per la quale si è proposta l'eliminazione della Commissione Edilizia non è certamente quella di cambiare i membri, perché ricordo al Consiglio, ma anche al Consigliere Zangirolami, che quella… la Commissione Edilizia così come è esistita per questi tre anni, da quando siamo entrati in Consiglio Comunale nel 2006, l'abbiamo eletta noi!

E rappresentava questo Consiglio Comunale, rappresentava questa articolazione tra maggioranza e opposizione. Supporre che sia stato fatto un cambio, e che sia stata dichiarata non più funzionale, non più obbligatoria… Scusate Consiglieri! Che sia stata considerata non più obbligatoria la Commissione Edilizia, non aveva certamente come obiettivo quello di cambiare le persone, perché non funzionali alla politica.

Ribadisco quello che ho detto nel Consiglio Comunale precedente: la Commissione Edilizia, era una Commissione funzionale alla gestione delle pratiche edilizie, che la legge ha modificato, dando le funzioni e le competenze al solo Dirigente. Quindi si aveva, si era visto,… ecco che l'ulteriore passaggio in Commissione Edilizia per le pratiche edilizie, era un -come dire- un raddoppio di percorso che rischiava di essere un elemento frenante all'attribuzione, alla concessione e al permesso di costruire.

E’ per questo che si è voluto tentare di dare un’accelerata nella produzione di concessioni e di permessi di ricostruire, per fare in modo di avere l'edilizia che funzioni con più celerità, visto che si deve attenere a regole, regolamenti, disegni che sono stati già ampiamente decisi e stabiliti dal consesso comunale. Quindi, rifarle fare il percorso era un elemento -come dire- cacofonico. Arrivare a sospettare che questa Commissione è stata abolita per sostituirne i membri, è anche puerile politicamente!

Perché facciamo una Commissione, sostituiamo una Commissione da nove, 11 con uno! Saremo stati molto poco intelligenti, o molto poco produttivi, se questo fosse l'obiettivo.

Ma a noi di questo obiettivo ovviamente non sentiamo il bisogno, anzi devo dire che qui pubblicamente che personalmente poco, ma gli Uffici ringraziano in maniera straordinaria tutti coloro che hanno, in questi anni, svolto la funzione di commissari della Commissione Edilizia, perché nonostante che le loro competenze fossero abbastanza -come dire- contingentate dalla legge, ciò nonostante sono stati dei bravi professionisti, che hanno collaborato con gli Uffici, che hanno dato il loro contributo alla definizione delle pratiche edilizie nell'interesse generale.

Per cui a loro certamente bisogna esprimere un ringraziamento forte, cosa che non abbiamo fatto nell'altro Consiglio, ma che oggi io mi sento di fare. Ma questo non vuol dire nulla rispetto a quello che si ritiene debba essere il percorso delle nuove pratiche urbanistiche.

Nelle nuove pratiche urbanistiche, che sono oggetto di valutazione del Consiglio Comunale, ho detto già nel precedente Consiglio- l'occhio terzo sulla valutazione dell'oggetto di discussione, è sicuramente un'opportunità e un'occasione per meglio costruire, meglio realizzare, meglio utilizzare il nostro territorio.

Tenete conto poi -e questo forse, sfugge a molti- ma che la nuova metodologia urbanistica, legata alla nuova legge urbanistica, ha cambiato radicalmente gli approcci che si hanno nei confronti della materia urbanistica, e questo cambiamento deriva da uno studio e da una preparazione che viene fatta all'interno del PAT, con un quadro conoscitivo estremamente rigoroso.

I tecnici che hanno predisposto il quadro conoscitivo sono stati nominati tutti dalla passata Amministrazione, e il lavoro che hanno consegnato è un lavoro fondamentale, importante, che non può trovare modifiche da un commissario A) o un commissario B), perché sono fotografie del dato di fatto.

Il quadro conoscitivo che noi abbiamo presentato in sede di VAS e in sede di presentazione della nostra comunità, è un quadro conoscitivo che si regge fortemente su dati certi, sull’assetto idrogeologico, sull'assetto ambientale, sull'aspetto agronomico, sull'aspetto urbanistico. Sono tutti dati certi che faranno, insieme con questa Commissione per l'Ambiente e il Territorio, faranno in modo… e le pratiche urbanistiche che valuterà il Consiglio Comunale, abbiano una forte componente di conoscenza.

Io penso, da questo punto di vista, di respingere completamente le illazioni che sono state fatte dal Consigliere Zangirolami circa la volontà perpetrata da questa maggioranza di volere eliminare i suoi membri, quelli che questa maggioranza ha nominato nel 2006, ma proprio perché le cose si evolvono, e il rispetto delle norme è un dato oramai incontrovertibile, io penso che molto serenamente possiamo percorrere la strada del cambiamento del Regolamento Edilizio. Ho concluso Presidente.

Intervento n. 75
Pagina 21
Punto 5

Variante parziale al P.R.G. del Comune di Rovigo ex art. 50, c. 4, lett. 1) di modifica degli art. 22, 23, e 24 del Regolamento Edilizio - Commissione integrata. Adozione

Assessore

Leggi intervento

Sì, ringrazio tutti i Consiglieri. In particolare ringrazio i Consiglieri dell’opposizione che mi hanno permesso di concludere i lavori abbastanza velocemente, e quindi di potermi assentare dalla città per motivi di carattere familiare. Vi ringrazio ancora una volta, anche se non accettiamo e non accetto i toni e i termini che sono stati usati, ritenendo che questa deliberazione, questa modifica del Regolamento edilizio, sia stato un colpo di mano.

Grazie.

13 luglio 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 48
Pagina 13
Punto 1

Destinazione dell'avanzo di amministrazione derivante dall'approvazione del rendiconto di gestione 2008

Assessore

Leggi intervento

(Parla a microfono spento) Posso parlare anch’io?

29 giugno 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 19
Pagina 8
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Mi permetto di rispondere al Consigliere Carricato, circa la questione che riguarda il cinema Odeon. Non abbiamo, allo stato attuale, alcuna trattativa in corso con la proprietà, anche se la proprietà è stata più volte richiesta di relazionarsi o con l'Assessorato all’Urbanistica, o con l'Assessorato alla Cultura, o con il Sindaco, o con altre associazioni o Enti del Comune di Rovigo. Noi sappiamo, per vie traverse, che stanno valutando l'ipotesi di vendere l'immobile, così com'è, a società immobiliari.

Non c'è nessuna volontà di riaprire il cinema nel breve. Noi ovviamente, quotidianamente, quasi, ma abbastanza di frequente, assumiamo informazioni, ci mettiamo in relazione con persone che dovrebbero fare da intermediarie, però dalla proprietà, dai signori Proto, noi attualmente non abbiamo più nessuna corrispondenza. Per cui, non sono in grado di dire quali sono le loro reali intenzioni, né se hanno intenzione di riaprire.

Ci auguriamo che si facciano vivi. Questo è l'augurio che io faccio a me stesso, ma anche al Consiglio. Spero di riuscire, insistendo, a riaprire un canale di comunicazione.

Intervento n. 92
Pagina 32
Punto 7

Individuazione degli organismi collegiali ritenuti indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali dell’Amministrazione - Anno 2009

Assessore

Leggi intervento

Allora, la delibera sull'individuazione degli organismi resi indispensabili dal Consiglio Comunale non è di competenza all'Assessore all'Urbanistica. Se volete l'Assessore all'Urbanistica parla di uno degli argomenti che stanno dentro quella delibera, che è l’abolizione della Commissione Edilizia. Dopo è ovvio che interverrò nel dibattito, mentre è di mia competenza la prossima delibera.

Intervento n. 124
Pagine 45–47
Punto 7

Individuazione degli organismi collegiali ritenuti indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali dell’Amministrazione - Anno 2009

Assessore

Leggi intervento

Sì, grazie a tutti, bel dibattito, belle richieste.

Probabilmente ci stiamo capendo male, però io credo che il termine finale lo abbiamo chiaro tutti e cioè, il primo dato politico è questo, che è poi la dichiarazione che è stata fatta ai giornali, che è poi la ragione sostanziale con cui si impegna la Giunta, noi riteniamo -la Giunta- riteniamo che la Commissione Edilizia, così come è oggi articolata, che è sostanzialmente con le competenze che derivano da prima della Bassanini, che ha una composizione molto ampia e con una serie di rappresentanze molto articolata, quel tipo di Commissione, proprio in relazione anche alla necessità di dare alle pratiche edilizie una velocità e una, come dire, una risposta alla domanda dei cittadini 46 più immediata e veloce, credo, crediamo che questa Commissione, così com’è articolata e per le competenze si sono attribuite nel tempo, sia… obsoleta?

Certamente non più all'altezza dei bisogni. E’ di oggi, ma abbiamo la rassegna stampa tutti i giorni, quotidiani, di richiesta da parte dei cittadini di avere velocità di risposta da parte dell'Ente Pubblico, in particolare proprio delle questioni edilizie.

Allora, se la concessione edilizia, o il permesso di costruire, secondo il TAR della Calabria, viene rilasciato a seguito di una mera verifica di conformità del progetto al Piano Regolatore Generale o agli altri strumenti urbanistici, e cioè al seguito di un accertamento della legalità della Concessione, che ha la sola finalità di verificare la conformità dell'opera progettata alle norme vigenti, e non già di apprezzare l'opportunità della stessa, stiamo parlando di edilizia, tutta questa competenza Bassanini l'ha trasferita in capo ai Dirigenti, i quali, proprio rispetto ai regolamenti fissati e alle deliberazioni adottate dal Consiglio Comunale -e il Regolamento edilizio è uno degli atti del Consiglio Comunale- bene, proprio in funzione di questo il dirigente ha la responsabilità.

Tant'è che se ci dovesse essere dell’illegittimità dell'atto concessorio, il responsabile di quel procedimento nei confronti di terzi e nei confronti della legge, è il signor Dirigente, non è una Commissione Edilizia che ha svolto, ha dato il suo parere consultivo che il Dirigente può anche non accettare. Questo è quanto è di competenza oggi della Commissione Edilizia.

Questa competenza della Commissione Edilizia, secondo il nostro modo di vedere, ma così come abbiamo detto l'anno scorso lo ribadiamo, noi non ci impicchiamo all'albero della Commissione Edilizia, sia chiaro! Riteniamo che sia tempo sprecato, risposta ritardata, occasioni perdute, conflitto, appesantimento burocratico, risposte che si allontanano nel tempo. Che cosa abbiamo chiesto già l'anno scorso?

Ed io apprezzo molto l'intervento del Consigliere Stocco, dopo aver fatto la proposta la Giunta si attendeva che ci fossero delle interrogazioni, delle richieste, degli approfondimenti, ma in questo anno nessuno ha sentito il bisogno.

Ma è, come dire, è naturale probabilmente, cioè qualcuno l'ha fatto, però il dato è che su questo argomento, anche in fase di bilancio ne abbiamo parlato se vi ricordate, e anche in fase di bilancio avevamo già detto: “Guardate che nel bilancio non mettiamo i soldi della Commissione Edilizia”. Perché? Perchè probabilmente, proprio per dare seguito alle indicazioni che avevamo detto l'anno scorso, probabilmente l‘aboliamo.

E questo oggi è il risultato di un percorso. Oggi, io credo che sia doveroso tentare una strada diversa di quella che abbiamo proposto l'anno scorso. L'anno scorso avevamo proposto un percorso che si è diluito nel tempo e non ha prodotto risultati.

Oggi proponiamo di -e qui vengo a delle risposte alle domande dei Consiglieri- proponiamo di oggi decidere di eliminare quella parte di Commissione Edilizia che fa specifico riferimento alle competenze edilizie. Ci impegniamo, Consigliere Romanin, a esentare sotto forma di proposta, di modifica del Regolamento Edilizio una deliberazione che modifichi, così come l'avevamo indicato l'anno scorso, l'articolo 22 del Regolamento Edilizio.

L'articolo 22 del Regolamenti Edilizio, che detta le norme, che fissa il Consiglio Comunale sulle competenze per una Commissione che abbiamo definito per il territorio e il paesaggio, formata in questo momento -che è questo il momento della proposta, poi vedremo dal punto di vista giuridico quanto percorso riusciamo a fare entro il prossimo Consiglio Comunale- in questo momento è la proposta che avete a disposizione già da giugno dell'anno scorso, in questo momento proponiamo di attribuire, oltre alle materie di natura ambientale, ai due residui obbligatori dell'abolizione della Commissione Edilizia, proponiamo con la prossima modifica del Regolamento Edilizio di attribuire anche competenze sull'ordine di tipo urbanistico.

Competenze di tipo urbanistico che sono le competenze del Consiglio Comunale, non sono le competenze del Dirigente e basta. I Piani urbanistici, mi pare, io forse non lo so, ma mi pare che debbano transitare di qua prima di essere resi esecutivi. Di conseguenza la proposta di modifica del Regolamento Edilizio, all'articolo 22, è una proposta ed è una scelta che farà il Consiglio Comunale.

È una scelta quindi politica. 47 Allora, la... -sì, chiudo Presidente, io lo so che sono un po' prolisso nelle mie questioni- però la questione volevo chiarirla bene ai Consiglieri che ne hanno fatto richiesta… la questione delle garanzie, Paolo: la garanzia è che quei due membri della Commissione Edilizia Integrata che restano in carica li avete votati vuoi!

Anzi siccome c'ero anch'io quando ero nei banchi di Consiglieri, li abbiamo votato proprio noi qua, non li ha nominati il Dirigente, e sono quelli l’espressione della continuità con la volontà politica, quelli li abbiamo votati noi. Quindi, non vedo in una modifica del Regolamento Edilizio che attribuisca ai membri della Commissione Integrata, oltre che le materie specifiche della legge, anche materie che decide il Comune di attribuire, non vedo che tipo di dubbio politico di poca trasparenza possa suscitare.

Ripeto, se il Consiglio Comunale ritiene che ci sia del dubbio politico nella proposta che fa l'Assessore e la Giunta, vi prego di bocciare questa nostra proposta, perché non vogliamo nascondervi nulla, non c'è nulla di nascosto in questa cosa qui. In questa proposta c'è semplificazione dei percorsi, un ritentativo di risposta, di abbreviazione dei tempi alle domande dei nostri concittadini. Questo è quello che ci sta sotto.

Questo è quello che ci chiedono quotidianamente le associazioni di categoria. Questo è quello che bisogna dare oggi, che il 60% del Pil è fermo perché si è fermata l'edilizia e che per dare una concessione edilizia ci mettiamo sei mesi. Questo è quello che dobbiamo fare noi: mettere tutti nelle condizioni di avere una risposta più celere possibile su materie che sono squisitamente tecniche.

La volontà politica è un'altra cosa, la volontà politica si esprime attraverso i regolamenti che facciamo, che fate, che predisponiamo e facciamo insieme qua dentro, e che, con questa modifica, quella che vi è stata consegnata l'anno scorso, che giustamente Albertino, il Consigliere Stocco, chiede quando sarà il caso di emendare e di valutare.

Io credo che si possa fare, che sia garanzia per tutti, che oggi quelli che rimangono, della Commissione Edilizia, sono comunque la garanzia per tutti noi di trasparenza e serietà di interpretazione. E io credo che con questa deliberazione ci diamo anche dei tempi più certi.

Non è rinviamo di un altro anno la discussione, ma ci diamo tempi celeri, sono i tempi della modifica del Regolamento Edilizio che, così come ha detto brillantemente il Dirigente, non richiede la procedura della variante urbanistica quando si parla di…

22 maggio 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 46
Pagina 34
Punto 8

Variazione ex art. 4, 2° comma L.R. n. 24/1985, approvata con D.G.R.V. n. 2217/2003. Inserimento scheda n. 100

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Allora si tratta... l'Architetto Ferlin sta arrivando, perché siete stati troppo veloci nel discutere delle delibere precedenti, per cui sta arrivando. Se ci sono problemi di natura tecnica... (Voci dall’Aula incomprensibili)

Intervento n. 47
Pagina 34
Punto 8

Variazione ex art. 4, 2° comma L.R. n. 24/1985, approvata con D.G.R.V. n. 2217/2003. Inserimento scheda n. 100

Assessore

Leggi intervento

Sì, sì Consigliere Guarnieri, siamo in linea con… siamo in continuità con il suo operato. Allora, si tratta di un annesso rustico non più funzionale all'attività agricola. È un immobile che è collocato sul perimetro finale del Comune di Rovigo, nel confine con Ceregnano.

È un vecchio fienile non più funzionale all'attività agricola, ci chiedono di trasformarlo in attività residenziale e attività commerciale di un -penso facciano un’enoteca- non ci sono problemi dal punto di vista tecnico, perché è un modo per recuperare alla comunità un immobile che altrimenti sarebbe destinato a cadere.

Per cui, in analogia con quanto è stato fatto anche nei Consigli precedenti, quando si tratta di recuperare un patrimonio che… Evidentemente il manufatto va salvaguardato con le caratteristiche che oggi ha, e va solo sanato.

L'argomento è stato portato in 3^ Commissione Consiliare che l’ha visto, c'è stato il voto unanime di quattro Consiglieri, e l'astensione, che è più politica che tecnica, del Consigliere Zangirolami, il quale ovviamente in tutta la 3^… sempre nelle Commissioni lui si astiene! (Vuoto di registrazione)

Intervento n. 51
Pagina 34
Punto 8

Variazione ex art. 4, 2° comma L.R. n. 24/1985, approvata con D.G.R.V. n. 2217/2003. Inserimento scheda n. 100

Assessore

Leggi intervento

Allora, l'immobile è l'ultima casa del Comune di Rovigo, nella strada a destra, nella strada che conduce da Sant’Apollinare a Ceregnano, prima della fine del territorio comunale e l'inizio del territorio Comunale di Ceregnano, sulla destra c'è questo ex fienile che viene chiesto di essere recuperato. È l'ultimo immobile all'interno del comune di Rovigo, Via Risorgimento.

22 aprile 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

13 interventi
Intervento n. 16
Pagina 8
Punto 9

Inserimento ai sensi dell’art. 2 delle N.T.A. della Variante ex art. 4, 2° c. L.R. 24/1985 approvata con D.G.R.V 2217/2003 della scheda 99 Ditta Borgato-Vanzan

Assessore

Leggi intervento

Grazie e buongiorno a tutti. Stiamo parlando dell'inserimento, ai sensi dell’art. 2 delle Norme Tecniche di attuazione della variante ex art.

4, 2° comma della L.R. 24/1985, approvata con decreto della Giunta Regionale Veneta 2217 del 2003, della scheda 99 della Ditta Borgato-Vanzan. Si tratta di un immobile, già immobile a destinazione agricola, non più funzionale alla destinazione agricola.

I proprietari ci chiedono il cambio di destinazione d'uso.

La questione è stata molto approfondita in Commissione, e in Commissione, al di là, ecco, della discussione che è tipica dei lavori della 3^ Commissione, al termine dei lavori si è unanimemente concordato che la trasformazione è un fatto positivo, perché si recupera al patrimonio edilizio un immobile che altrimenti sarebbe destinato al degrado notevole, potrebbe anche cadere; la Commissione è stata favorevole all'unanimità dei cinque presenti, pertanto chiediamo al Consiglio di approvare questo... (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 17
Pagine 8–9
Punto 9

Inserimento ai sensi dell’art. 2 delle N.T.A. della Variante ex art. 4, 2° c. L.R. 24/1985 approvata con D.G.R.V 2217/2003 della scheda 99 Ditta Borgato-Vanzan

Assessore

Leggi intervento

9 Scusate. No, no. Scusate.

C’è stato un astenuto, Zangirolami. Scusate. Stavo guardando il verbale del Punto successivo.

C’è stato Zangirolami che si è astenuto, perché? E’ bene che il Consiglio lo sappia. L’immobile è un vecchio fienile che ha due proprietà.

Ci chiede di intervenire una delle due proprietà. Ovviamente insieme ci chiedono il cambio di destinazione d'uso, però l'intervento lo farebbe una sola delle proprietà. Noi gli abbiamo detto: “Okay, non ci sono problemi al cambio di destinazione d’uso, l’importante è che il disegno finale del progetto sia un disegno unitario”.

Per cui c'è un intervento che avviene su un disegno unitario in tempi diversi. Questo è sostanzialmente il fatto. Ovviamente sono a disposizione per la discussione che è stata ampia, e che ha visto un notevole contributo da parte della Commissione sulla definizione della questione.

Intervento n. 83
Pagine 22–23
Punto 10

Variante al P.R.G. ex art. 50, c. 4 Lett. a) L.R. 61/85 Individuazione zona di degrado di cui all’art.27 della Legge 5/08/78 n. 457 - Piano di Recupero Via Amendola e Via Marco polo - Adozione

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Si tratta di una deliberazione su un piano di recupero che si colloca in Via Amendola, che ha come elemento principale il fatto che si chiede di recuperare un immobile degradato. L'immobile si colloca nell'isola che viene formata dalla viabilità di Via Amendola, Via Cristoforo Colombo, Via Marco Polo.

Il tema è stato ampiamente discusso nella 3^ Commissione. Sono state fatte tre Commissioni per discutere questo argomento, perché diverse sono state -come dire- le attenzioni che si sono sviluppate all'interno di questo Piano di recupero. La prima attenzione è che, perché si parli di Piano di recupero di zona degradata, è bene che sia ufficializzato il fatto che l'area è degradata.

Da questo punto di vista c'è un notevole interesse da parte della Commissione di avere un’omogeneità di trattamento di tutte le aree che all'interno del nostro Comune sono già considerate e da considerare degradate.

In particolare sia il Consigliere Maldi che il Consigliere Fiorenzato, all'interno della Commissione, sollecitano un -come dire- un documento che evidenzi con una precisione, con dettaglio anche, le zone che sono attualmente considerate degradate o che lo sono diventate nei momenti che sono trascorsi tra il momento in cui si era fatto il Piano Regolatore e l'attualità. Ovviamente questo è un ragionamento molto serio che personalmente condivido, ma che condivide anche la Giunta, ne abbiamo parlato.

E’ necessario ed è anche giusto che un tema di questa natura, cioè nella mappatura delle zone di degrado della nostra città, per dare la possibilità che ci siano gli interventi di recupero, sia un elemento -come dire- oggettivo per non creare zone dove ci si esprime in un modo, rispetto ad altre dove ci si esprime in un altro. Quindi, è necessario che l'Amministrazione si doti di un documento di questa natura.

Io penso che il Consiglio Comunale debba dare l'indicazione per la redazione di un documento di questa natura.

Una delle fasi potrebbe essere che già nella fase del Piano degli interventi, che sarà immediatamente successivo all'adozione del Piano di assetto del territorio, ci sia questa indicazione, cioè che sia un'indicazione precisa che all'interno del Piano degli interventi siano indicate quali sono le zone di recupero e quali sono le zone che sono considerate di degrado, su cui… e anche magari dare anche delle indicazioni su come si devono recuperare le zone di degradate.

Stante questa carenza, la discussione è stata ampia, perché si ha la sensazione che le zone vengano trattate in maniera diversa l'una dall'altra. Questo vi prego di considerare che è un problema, ma che l'Ufficio tratta in maniera omogenea. Voi allo stato attuale, e io mi faccio garante di questo anche, non abbiamo ragione di credere che siano state trattate le zone di degrado in maniera diversa le une dalle altre, pur in assenza di questa mappatura.

Però l'Ufficio si è sempre comportato in maniera molto corretta, molto omogenea, secondo il modo di vedere che ho io, non ha mai trattato le cose in maniera diversa. È questo è il primo problema. Il secondo problema, invece, è che quest'area si colloca all'interno di questa isola che è stata perimetrale dalle vie che vi ho citato, con strade che hanno il doppio senso di marcia.

Quindi con 23 entrate e uscite all'area interessata al Piano di recupero che rischiano di confliggere quando si entra o si esce all'interno dell'area interessata.

E anche questo è stato oggetto di discussione, di attenzione, e all'interno della discussione è emersa l'esigenza di predisporre una viabilità che sia coerente con il Piano urbano del traffico, predisposto dall’Ingegner De Beaumont, e che condizioni l'agibilità del fabbricato che si andrà a costruire all’adozione da parte del Consiglio Comunale di uno stralcio della viabilità interessata all'intervento, e cioè la realizzazione di una viabilità circolare a senso unico, cioè in modo tale da far diventare l'isolato una rotatoria, con entrata e uscita sempre in destra da parte di chi andrà ad operare all'interno del manufatto.

Noi abbiamo stralciato dal -non essendo il Piano Urbano del traffico attualmente adottato- l’abbiamo stralciato dalla relazione di De Beaumont la viabilità che ha indicato per quell'area, tant'è che proprio De Beaumont ha indicato questo tipo di viabilità circolatoria a senso unico, con senso da Via Amendola verso Ponte Marabin, da Ponte Marabin verso Via Colombo - Via Marco Polo.

In modo tale che l'ingresso a questo manufatto possa essere a destra, cioè possa anche venire da sinistra, però in una viabilità a senso unico.

Questo documento... questo stralcio di documento fa parte della delibera attuale, c'è stata in Commissione una proposta del Consigliere Zangirolami, che io ho accolto a nome della Giunta e che propongo al Consiglio di accogliere, di condizionare l'agibilità del manufatto, cioè condizionare il fatto che si dia l'autorizzazione a risiedere all'interno del manufatto, all'acquisizione da parte del Consiglio Comunale di questo stralcio di viabilità.

Questo vuol dire che, prima di dare l'agibilità alla residenza e all'utilizzo del manufatto, bisognerà provvedere alla realizzazione della viabilità a senso unico circolatorio, nel senso che ho detto. Per il resto la questione è stata poi discussa, ripeto in tre Commissioni a partire dal mese di novembre. Oggi siamo arrivati nella condizione che permangono sostanzialmente delle considerazioni di dubbio sull’individuazione dell'area come degradata e sull’attualizzazione del senso di circolatorio a senso unico.

Io penso che il Consiglio Comunale, proprio per dare la possibilità agli operatori economici che hanno interesse ad intervenire su quest’area, anche per metterla definitivamente -oggettivamente dimostra un grave stato di degrado l'area- metterla in condizione di poter essere recuperata, io penso che il Consiglio Comunale possa recepire le indicazioni che vengono formulate dalla Commissione, e quindi condizionando ad una mappatura delle aree di degrado all'interno del Piano degli interventi, e alla realizzazione della viabilità a senso unico circolatorio, prima dell'agibilità, io penso che il Consiglio Comunale oggi possa approvare questo Piano di recupero.

Non mi pare di dover aggiungere altro.

Intervento n. 112
Pagina 33
Punto 10

Variante al P.R.G. ex art. 50, c. 4 Lett. a) L.R. 61/85 Individuazione zona di degrado di cui all’art.27 della Legge 5/08/78 n. 457 - Piano di Recupero Via Amendola e Via Marco polo - Adozione

Assessore

Leggi intervento

Scusate, io debbo intervenire a proposito di alcune considerazioni fatte dal Consigliere Ruzzante, che ha messo in relazione il Piano di cui stiamo discutendo con un intervento diretto, già realizzato a margine dell’area di cui parliamo. L'area, dal punto di vista urbanistico, è -tutta l'area- è una B2. Quindi, teoricamente anche questo intervento poteva essere fatto in maniera diretta, proprio si vede con molta chiarezza quello che si sarebbe potuto fare proprio in quell'area.

Intervento diretto quello che ha detto il Consigliere Ruzzante. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 113
Pagine 33–34
Punto 10

Variante al P.R.G. ex art. 50, c. 4 Lett. a) L.R. 61/85 Individuazione zona di degrado di cui all’art.27 della Legge 5/08/78 n. 457 - Piano di Recupero Via Amendola e Via Marco polo - Adozione

Assessore

Leggi intervento

Costi di costruzione. Intervento su Piano di recupero diventa quello di cui stiamo discutendo e di cui ha detto l'Architetto Ferlin. Sono due modalità che intervengono sulla medesima area, uno con intervento diretto, e uno con intervento invece mediato, attraverso il Piano di recupero.

Questa è la questione, perché si sarebbe potuto intervenire anche qui con l'intervento diretto, con il rischio di vedere dei manufatti come quelli che sono venuti fuori. Allora, al di là, Fiorenzato, che la stragrande maggioranza dei Piani di recupero… -ti devo dare del lei?- Come tu ben sai, sono di proposta privata, come diceva l'Architetto Ferlin, anche questo è un progetto di iniziativa privata che il Comune recepisce.

Il dato è che forse con un intervento di questa natura si ha la presunzione, visto che poi anche il dibattito, gli interventi, il miglioramento… io penso che questo progetto, rispetto al novembre da quando l’abbiamo visto per la prima volta in Commissione, sia migliorato durante questa fase, e sia migliorato proprio grazie alle sensibilità, alle attenzioni che ha dimostrato la Commissione Urbanistica del Comune, fatta da noi, da noi Consiglieri Comunali, Assessore, politica.

Io condivido anche l'altra osservazione che diceva sia il Consigliere Ruzzante che il Consigliere Carricato, che molto spesso nella Commissione Edilizia questa sensibilità non c'è, non l’abbiamo vista, che molto spesso nella Commissione Edilizia si guarda di più ad altri aspetti, ed è proprio a quello a cui ho fatto riferimento l'anno scorso e continuerò a farlo anche quest'anno, quando sarete chiamati a decidere quali sono gli organismi indispensabili per il funzionamento dell'organo comunale.

Io, anche quest'anno come l'anno scorso, proporrò l'eliminazione della Commissione Edilizia. Ma la decisione sull’eliminazione della Commissione Edilizia è una decisione che spetta al Consiglio Comunale, il quale Consiglio Comunale ha scelto chi sono i membri della Commissione Edilizia. L’ha scelto il Consiglio Comunale!

Di conseguenza è una decisione che deve venire assunta dal Consiglio Comunale.

Ripeto, personalmente, sia quando ero nei banchi dei Consiglieri e facevo il Capogruppo del Partito dei DS, dei Democratici di Sinistra, sia oggi che ho il ruolo di Assessore, condivido la scelta dell'abolizione, perché proprio anche in questo caso abbiamo visto quanto più operativa, dal punto di vista politico, possa essere la Commissione Urbanistica del Comune, quanto migliore possa essere il lavoro che viene svolto all'interno della Commissione Urbanistica, e meglio ancora se la Commissione Urbanistica potesse avvalersi di tecnici di fiducia, tecnici di rappresentanza, in modo 34 tale che la discussione avesse anche un ulteriore approfondimento tecnico, e non solo quello degli uffici o dell’Assessore.

Deve essere questa la strada che questo Consiglio Comunale intraprende a giugno, quando ci sarà questa scelta. Per cui io invito le forze politiche presenti a rapportarsi a questo tipo di ragionamento, proprio nell'interesse generale. Io credo che voi, i lavori della Commissione abbiano dimostrato molta più maturità politica nel trattare questo argomento, di quello che è avvenuto in Commissione Edilizia.

Ultima questione che riguarda la viabilità, essendo io anche Assessore alla Viabilità, ritengo che il lavoro che ha prodotto De Beaumont, Consigliere Paron, in particolare su questo comparto, abbia tutte le caratteristiche di validità tecnica. Le osservazioni che lei ha sviluppato circa la larghezza, la potenzialità per una circolazione rotatoria nell'intero ambito, il dottor De Beaumont le abbia abbondantemente considerate e abbia fatto questa proposta.

Io, tra l'altro, accetto molto volentieri la sollecitazione che veniva dal Consigliere Bimbatti, oggi in Consiglio, dal Consigliere Zangirolami e dalla Commissione per quanto riguarda la viabilità, e sono disponibile a stralciare dal Piano De Beaumont, che per altri versi ha delle questioni da discutere, ma per l'area, per quell'area di cui stiamo discutendo, sono prontissimo a stralciare la viabilità esistente per adeguarla a quanto indica De Beaumont già da subito.

Io posso assumere l'impegno di portare quanto prima in Consiglio Comunale una proposta di modifica della viabilità dell'area Via Amendola, Via Colombo, Via Marco Polo secondo le indicazioni che vengono formulate da De Beaumont e che sono indispensabili perché questo Piano, il piano di cui stiamo discutendo, possa avere la sua validità. Io, ripeto, non ho nessuna difficoltà a mettermi su questa strada e ad assicurare il Consiglio che quanto prima, su questo aspetto, io arriverò con una proposta.

Per il resto mi pare di avere dato risposte abbastanza chiare sia sul piano politico che sul piano tecnico date dall'architetto Ferlin a tutte le vostre richieste.

Intervento n. 135
Pagina 39
Punto 11

Variante al PRG ex art. 50, c. 4, lett a) L.R. 61/85 - Individuazione zona di degrado di cui all’art. 27 della Legge 457/1978 - Piano di recupero “Corte Albera” - Adozione

Assessore

Leggi intervento

Sì. Anche qui siamo in una zona di recupero che si trova a ridosso dell’Adigetto, in località San Sisto. E’ un insieme di manufatti molto degradati, in parte sono caduti, e le proprietà sono diverse.

Una delle proprietà ci chiede di intervenire su uno dei manufatti. Il manufatto è un manufatto degli anni ’60, circa, e ha una prospettiva abbastanza fuori dall’architettura al luogo. Ci chiedono di fare e ci presentano un progetto con un bellissimo skyline.

Io invito, i Consiglieri che non l'hanno fatto, a visionare il disegno progettuale, perché probabilmente può essere preso proprio come riferimento di come si dovrebbero recuperare degli immobili degradati.

Il manufatto ha una visibilità e una dimensione proprio tipica dei manufatti rurali che si inseriscono molto bene all'interno dell'ambito a cui si riferiscono, e certamente questo è uno degli esempi più intelligenti, interessanti che io ho visto in questi anni di assessorato, e certamente credo che sia da prendere anche come esempio per altri interventi di questa natura.

Intervento n. 144
Pagina 41
Punto 12

Progetto per la costruzione di Tendostruttura per impianti sportivi di Via Parenzo Rovigo - Provincia di Rovigo - Applicazione art. 14 D.P.R. n. 380/2001

Assessore

Leggi intervento

No. Sono tutte mie! Tranquilli!

Allora, è una proposta che ci viene formulata dall'Amministrazione Provinciale per dare risposta all’esigenza di spazi palestra per le scolaresche, in particolare per l'Istituto Magistrale. Istituto Magistrale, ricordo, che è senza palestra. Attualmente l'Istituto Magistrale si innesta nelle due palestre già esistenti in Via Parenzo, si innesta nell'orario dei Geometri e della Ragioneria.

Intervento n. 146
Pagina 41
Punto 12

Progetto per la costruzione di Tendostruttura per impianti sportivi di Via Parenzo Rovigo - Provincia di Rovigo - Applicazione art. 14 D.P.R. n. 380/2001

Assessore

Leggi intervento

L'Amministrazione Provinciale facendo fronte, in parte con fondi propri e in parte con un fondo messo a disposizione della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova Rovigo, fa una proposta di utilizzare l'attuale campetto di basket che si trova tra la palestra nuova di Via Parenzo e la palestra vecchia. La palestra vecchia è quella che di fronte alla scuola media, la palestra nuova è quella di fronte alla Ragioneria, in continuità con l'ex Liceo Paleocapa palestrina, ecco.

In quell’ambito c'è la proposta di costruire una tendostruttura, che ha delle arcate in materiale legnoso, in laminato ligneo e la struttura ha copertura plastica. Diciamo che tutto sommato l'intervento, dal punto di vista estetico, non è un granché di eccezionale, però rispondendo ad un’esigenza di dare funzionalità e dare spazi alla popolazione scolastica, credo che debba essere approvato.

Ricordo che l'attrezzatura è anche apribile e quindi ha delle possibilità, qualora si decida di fare una palestra con criteri migliori e più moderni, la palestra si può smontare con facilità.

Intervento n. 150
Pagina 42
Punto 12

Progetto per la costruzione di Tendostruttura per impianti sportivi di Via Parenzo Rovigo - Provincia di Rovigo - Applicazione art. 14 D.P.R. n. 380/2001

Assessore

Leggi intervento

Sì. I concetti di estetica, lei mi insegna, Consigliere Guarnieri, sono abbastanza soggettivi. Quindi, quello che può essere bello per me, può essere brutto per lei o viceversa.

Allora, dal punto di vista estetico è il progetto che avete visto. Io penso che la nostra città… non l’avete visto, allora? Se avete l'esigenza di vederlo, non l’avete visto.

Il progetto è questo. Qui la questione io… assumo proprio personalmente, io personalmente… Noi mettiamo a disposizione un campetto che oggi è scoperto, su cui i ragazzi fanno ginnastica, su un campetto scoperto mettiamo a disposizione il terreno su cui verrà messa una struttura di legno coperta con una tendostruttura. Questo è il progetto sostanzialmente.

Più o meno. Allora, la questione è… può piacere o non piacere, però la funzionalità che ha questo progetto è certamente superiore alle valenze estetiche. Io mi sento però di dirla ‘sta cosa per onestà intellettuale, perché certamente può essere che quando sarà su, qualcuno dica: “Ma varda che schifezza” -oppure qualcuno dica: “Però che bella roba”.

Ecco, il Consiglio Comunale sappia, ecco, quella di una tendostruttura.

Intervento n. 168
Pagine 46–47
Punto 13

Piano di lottizzazione C2/8 “Città Giardino” - Variante parziale n. 4 - Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Uno dei temi, come dire, interessanti, l'area di cui discutiamo, la Città Giardino, è stato una serie di interventi di residenti che accusavano l'Amministrazione Comunale di non essere attenta nella manutenzione delle aree all'interno di Città Giardino. Faccio appello alla vostra memoria per ricordare una serie di articoli apparsi sulla stampa locale, dove le petizioni varie chiedevano al Comune ragione per la quale il Comune non faceva la manutenzione delle aree.

Noi abbiamo risposto molto velocemente alle richieste dicendo che le aree in oggetto erano ancora a carico dei proprietari, e non erano state ancora cedute al Comune. Nel momento in cui abbiamo fatto, abbiamo dato questa risposta, immediatamente l'erba è stata tagliata, le aree sono state messe in ordine, tutto si è regolarizzato e oggi Città Giardino ha questa fisionomia.

Nella proposta di modifica che viene sottoposta oggi al Consiglio, si è tenuto in particolare conto di questi i fatti, cioè nel momento in cui un relitto o un verde è pubblico, sembra quasi che improvvisamente diventi l'oggetto del desiderio da parte di tutti e che su quel relitto ci sia da scommettere sull'esistenza dell'universo!

Se noi andiamo a guardare con attenzione la lottizzazione chiamata Città Giardino e guardiamo tutte le opere di urbanizzazione, voi vi renderete conto che la pista ciclabile, che è stata inserita all'interno della Città Giardino, nella sua costruzione lascia dei relitti di verde pubblico di circa 1 metro, in particolare nei lotti sud.

Noi abbiamo chiesto alla proprietà, proprio perché ce ne siamo accorti durante questo scambio di opinioni circa la manutenzione da fare a questi relitti di aree verdi, abbiamo chiesto di risolvere il problema. Ci hanno fatto una proposta di allargare i lotti di competenza, fino al raggiungimento della pista ciclabile, in modo tale che la pista ciclabile avesse come perimetro la proprietà privata.

Anche qui è intervenuto l'ottimo lavoro della Commissione, all'interno della quale si è capito l'esigenza che ha l'Amministrazione di avere delle difficoltà a fare la manutenzione costante di quei relitti di 1 metro di area verde lungo la pista ciclabile, e aderendo alla richiesta fatta, formulata dai proprietari di arrivare con la proprietà a ridosso della pista ciclabile, ha indicato come elemento vincolante -e che è la decisione che si dovrà assumere con la deliberazione di oggi- come elemento vincolante il fatto che la recinzione dei lotti non sia a ridosso della pista ciclabile, in modo tale da evitare che, chi percorre la pista ciclabile, abbia la recinzione metallica proprio a ridosso di una sponda.

E la Commissione invita il Consiglio a recepire l'indicazione di spostare la pista ciclabile. Cioè la pista ciclabile, pardon, la recinzione laddove oggi è previsto il confine di proprietà, cioè di un metro.

Dando la possibilità di allineare il lotto alla pista ciclabile, e quindi la proprietà è obbligata a farmi la manutenzione, però la recinzione la deve portare a distanza di 1 metro dal percorso della pista ciclabile, e questa recinzione non deve essere in muratura o in rete metallica, ma deve essere vegetale: una siepe.

In questo modo noi raggiungiamo il duplice obiettivo che è quello di dare risposta favorevole alle richieste del privato, ma raggiungiamo l'obiettivo di non essere più i titolari della manutenzione di quei relitti di verde che sono più funzionali al lotto stesso che alla comunità, e quindi cominciare a sottrarre all'interesse e -come dire- all'impegno dell'Amministrazione, parte di quei relitti che poco 47 hanno a che vedere con la fruizione collettiva, molto spesso questi relitti sono abbastanza legati al lotto stesso.

Ricordo al Consiglio, per concludere, un’approvazione di una delibera simile, che abbiamo fatto nel Consiglio precedente. Vi ricordate che a Sant’Apollinare noi avevamo del verde che era all'interno di una lottizzazione privata, per arrivare al quale si doveva passare per una strada privata, e già in quella determinazione il Consiglio disse che era bene che quell'area fosse ad uso pubblico, ma di proprietà privata, in modo tale che se ne facesse carico il privato nella sua manutenzione.

Ecco, la proposta è sostanzialmente questa, di rendere ad uso pubblico 1 metro di terreno privato, ma che la manutenzione sia a carico dei privati.

Intervento n. 185
Pagina 52
Punto 13

Piano di lottizzazione C2/8 “Città Giardino” - Variante parziale n. 4 - Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Sì, io sarò telegrafico perché non è nello spirito -io mi rivolgo al Consigliere Stocco, ma mi rivolgo anche al Consigliere Zangirolami, io non voglio impiantare una nuova filosofia, per cui la città sarà un condominio dove ognuno dovrà curarsi il suo pezzettino. Anche nel condominio c'è bisogno dell'Amministratore. Io richiamo il Consiglio Comunale a svolgere il suo ruolo di Amministratore, del buon padre di famiglia!

Qui, in questa lottizzazione ci sono degli esempi straordinari di opere che sono di interesse pubblico: il parcheggio. Il grande parcheggio che è all'inizio della lottizzazione è un interesse pubblico del quale noi dovremmo tener conto anche quando penseremo all'utilizzo dei quattro poli di parcheggio polifunzionale. Però bisogna tenere conto anche che i costi di manutenzione delle aree che vengono… è improprio dire: “Cedute all'Amministrazione”!

Perché, quando si dice “scomputo” si dimentica che la parola scomputo ha il suo… ha la sua prosecuzione in acquisto. Il Comune si acquista le opere che vengono computate. Sono soldi che paga la comunità!

Quindi, lo scomputo di opere sono acquisti da parte del Comune. Acquisti sui quali il Comune deve farci la manutenzione perenne, e quindi sono costi continuativi nell'eternità. Allora, rispetto a questo, un buon amministratore deve o no chiedersi se l'opera che viene ceduta al Comune è di utilità pubblica o di utilità esclusivamente privata?

Questa è la domanda. Allora, nella lottizzazione, la grande lottizzazione ci sono delle opere che sono certamente di utilità pubblica, che sono l'interesse pubblico che il Comune è obbligato e deve comprarsi per dare la possibilità a tutti di utilizzarle! Poi sono degli spazi, in particolare dei verdi, e non a caso sono nati i PIRUEA, perché il Comune non ha potuto farsi le sue opere e acquisire a patrimonio quel verde che era a ridosso della città!

Ci sono nelle lottizzazioni dei relitti o delle quantità ridotte di spazi che necessitano di manutenzione continuativa e che se vengono lasciati al privato, lo mettono nelle condizioni di avere un lotto leggermente più ampio, ma di mettere tutti nella condizione anche di non spendere un’assurdità per farci la manutenzione.

Perché in quello spazio lungo la pista ciclabile di 1 metro, primo è difficile andarci con i mezzi per fare la manutenzione, bisogna mandarci un uomo apposta, che la tagli con il ferro o con il decespugliatore, dopo bisogna portare via tutto. Sono dei costi del beneficio del quale il cittadino, tutti noi, tutta la nostra comunità non ne percepisce il bisogno. Mentre ne percepisce certamente il bisogno chi abita lì, perché ha uno spazio di cui il Comune si cura della manutenzione e la utilizza da solo.

Ecco, di questi spazi io, Consigliere Stocco e Consigliere Zangirolami, voglio parlare. Io di questi relitti intendo parlare. Di questa… non è una filosofia per cui tutte le opere pubbliche non vengono lasciate agli altri.

Io intendo parlare di quei relitti. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 186
Pagine 52–53
Punto 13

Piano di lottizzazione C2/8 “Città Giardino” - Variante parziale n. 4 - Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Anche la Commissione Edilizia, vedremo nel prossimo Consiglio, un altro caso di questa natura, molto specifico, con degli spazi verdi e dei parcheggi funzionali solo ed esclusivamente al lotto. Beh, io penso che noi facciamo pubblica amministrazione, facciamo interesse pubblico, quando su questi casi specifici, limitati, noi esercitiamo un dovere anche di non acquisirceli. 53 Grazie.

Intervento n. 208
Pagina 57
Punto 14

Piano di lottizzazione Boara 2002 sito in un Boara Polesine - Variante- Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Sì, è una cosa abbastanza semplice, approvata all'unanimità dalla Commissione. È l'accorpamento del Piano di lottizzazione di Boara. Il Piano di lottizzazione prevedeva 6 lotti, 6 o 7 lotti e i proponenti chiedono l'accorpamento in tre ambiti.

Non si cambia la volumetria, non si cambiano le opere di urbanizzazione, è solo la ricollocazione degli ambiti. Tutto qua. La delibera è stata approvata dalla Giunta, è stata affissa all'Albo per 20 giorni, non sono arrivate osservazioni, per cui non c'è nulla di discussione.

Ecco.

21 aprile 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 6
Pagine 4–6
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente e grazie ai Consiglieri. Io ho alcune risposte ad interrogazioni che sono state fatte nel tempo e alle quali sono state date per il momento risposte, come dire, su organismi non istituzionali, ecco, diciamo così.

La prima risposta che devo è al Consigliere Bedendo che oggi... in questo momento non è presente, e che aveva interrogato l'Assessore alla Viabilità circa la chiusura della pista ciclabile in occasione 5 della Fiera dell'informatica e dell'elettronica, che si è tenuta al Censer sabato 21 e domenica 22 febbraio.

Allora, come voi ben sapete, essendo argomento poi, anche oggi, sulla stampa locale, il Censer non è attualmente diviso dalla pista ciclabile da una recinzione; questo crea dei problemi ogni qualvolta c'è da fare una manifestazione a pagamento.

Gli organizzatori della manifestazione, all'incontro di presentazione della manifestazione, hanno chiesto al Comune la possibilità di chiudere momentaneamente, per i due giorni di manifestazione, il tratto di pista ciclabile che da Ponte sul Ceresolo arriva fino ad incrociare Via Zuccherificio.

A quel tempo la pista ciclabile era stata aperta da 10 giorni, 15 giorni, massimo 15 giorni, ed è una pista ciclabile che è stata realizzata ed è attualmente utilizzata quasi esclusivamente per raggiungere la sede universitaria, utilizzata dagli studenti.

Noi abbiamo ritenuto che la questione dell'operatore economico in quel momento fosse preminente, rispetto alla chiusura di un tratto di pista ciclabile, che oggettivamente avrebbe influito negativamente sul -come dire- beneficio economico che gli organizzatori dovevano ottenere dalla manifestazione. Per cui abbiamo invitato gli organizzatori a farsi carico della deviazione degli utilizzatori della pista ciclabile, deviarli, così come si faceva 15 giorni prima.

Sono nate alcune questioni, dovute al fatto che non tutti gli operatori messi a disposizione dell'organizzazione hanno rispettato il mandato ricevuto, che era quello di essere tolleranti e di saper individuare quali erano le situazioni, come dire, di utilizzatori portoghesi della manifestazione, e quali invece erano gli utilizzatori della pista ciclabile.

Proprio il sabato mattina si sono verificati abbastanza… diversi casi di scolaresche intere che, per non pagare il biglietto, si erano presentati sulla pista ciclabile per entrare all'interno della manifestazione fieristica. È stato questo il caso che ci ha fatto propendere per la chiusura momentanea della pista ciclabile, invitando coloro i quali avrebbero dovuto far rispettare il divieto, di essere tolleranti con le persone che invece si trovavano a transitare con la famiglia, con il cane o quant'altro.

So che le cose non sono avvenute poi così come avevamo programmato, per cui ci siamo resi conto, al termine della manifestazione, che probabilmente questo non è il metodo. E quindi per il futuro, al di là di sollecitare la società Censer a provvedere alla recinzione della sua proprietà, ma qui aprendo una parentesi s’innesta il meccanismo delle polemiche anche quotidiane, anche di oggi, circa le carenze della società fieristica.

Nel futuro noi pensiamo che, per far rispettare il diritto che hanno le società economiche di utilizzare gli spazi attraverso il pagamento del biglietto, e invece il diritto che hanno ai cittadini di transitare sulla pista ciclabile, debba essere garantito non certo da un'organizzazione -come dire- privata, che è quella dell'organizzazione dell'evento, ma che debba essere garantito da forze di Polizia Municipale, che in quel momento non erano state… non era stata pensata, fidandosi sul fatto che la buona volontà degli operatori e il rispetto dei cittadini ad una manifestazione di quel tipo, potessero combinarsi.

La cosa è avvenuta, come dire, in maniera episodica. Speriamo che il fatto sia… resti tale. Noi per le prossime occasioni ci attiveremo in termini abbastanza diversi da come abbiamo operato in questo momento.

Poi devo dare anche altre risposte che sono quelle che sono state formulate sia dal Consigliere Avezzù che dal Consigliere Nonnato, a proposito della -come dire- dell'utilizzazione dell'area ex Vigili del Fuoco, Vicolo Donatoni. Allora, noi abbiamo partecipato ad un bando per l'attribuzione di fondi per opere di urbanizzazione all'interno dell'area, per fare che cosa? Per avere a disposizione delle risorse, per mettere in sicurezza e per mettere in ordine un luogo che è certamente degradato.

Il luogo di cui parliamo è uno degli esempi del degrado della nostra realtà. Devo dire che pensavamo di avere diritto ad un contributo nettamente superiore a quello che c'è stato attribuito. C'è stato attribuito un contributo di € 99.000 per quell'area lì, da restituire… è un fondo di rotazione da restituire in 10 anni.

Ora, con € 99.000 non è possibile pensare di mettere in piedi un programma di riqualificazione significativo all'interno dell'area, per cui siamo nella condizione di dover rinunciare all'utilizzo di 6 questi Fondi perché tra l'altro non siamo stati tuttora in grado di mettere -come dire- in cantiere un programma generale di riqualificazione dell'intera area.

È uno degli obiettivi che ci siamo posti per quest'anno, quello di individuare delle forme di finanziamento per il disegno… per un disegno -come dire- progettuale per il recupero dell'area nel suo insieme. Voi sapete che abbiamo appena passato quattro giorni in Consiglio Comunale per l'approvazione del Bilancio, voi sapete che per quanto riguarda il settore dell'Assessorato che rappresento, risorse per fare un programma di questa natura non ci sono.

Noi ci auguriamo che nel corso dell'anno ci siano... ci sia la possibilità, e in fase di consuntivo e in fase di assestamento, di avere a disposizione un po' di risorse, per fare un progetto generale di riqualificazione dell'area, visto anche che l’area si colloca in una prospettiva abbastanza più ampia, che è la prospettiva dello spostamento della Questura in altra area della città e, lasciando dal centro storico il manufatto attualmente occupato dalla Questura, è necessario prevedere un piano ampio di riqualificazione.

Per cui, ecco, io mi auguro che il Consiglio Comunale sappia cogliere questa urgenza, e nelle prossime fasi di Consuntivo, di Bilancio Consuntivo, e nella fase di eventuale assestamento di Bilancio, abbia l’accortezza di attribuire una parte di fondi, per poter studiare l’area e fare in modo di avere a disposizione un progetto generale che ci possa, magari anche in fasi a step, portare alla messa a disposizione di un progetto generale di riqualificazione.

Per quanto riguarda le interrogazioni e le interpellanze che avevo... che erano state indirizzate a me, sia in modo scritto che in forma orale in Consiglio Comunale, penso di avere completato le risposte. Se invece qualcun altro ha, oggi, altre richieste, siamo a vostra disposizione, anche con il Dirigente, per mettere a conoscenza del Consiglio, il nostro operato. Grazie.

Intervento n. 12
Pagina 7
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Sì. Ecco, quello… mi è sfuggita la questione che riguarda l'ex Ospedale Civile, Via Badaloni per intenderci. Ecco, voi sapete che il Piano di recupero dell'ex Ospedale di Via Badaloni è in parte concluso, in parte non ancora concluso.

È di questi giorni l'avvio del cantiere, di un cantiere su Via Badaloni, rimane ancora in campo un altro cantiere, sempre Ater, che questa volta si posizionerebbe in Via Mure Ospedale, e è in fase di acquisizione a patrimonio comunale del parcheggio del giardino del Parco e dell'ex Ortopedia, che è una delle opere che deve cedere la vecchia proprietà al Comune per completare il Piano di Recupero, l'accordo che si era… che era stato sottoscritto.

È di questi giorni la richiesta di andare a formalizzare dal Notaio l'acquisizione del patrimonio comunale di queste aree, credo che è una questione ormai imminente: la proprietà, così com'era concordato nella convenzione, metterà a disposizione del Comune le aree di cui vi dicevo.

È di questi giorni anche la comunicazione definitiva, e qui sarebbe... -l'Assessore Azzalin ha più informazioni di me, ma molte delle cose le conosco anch'io- è di questi giorni la comunicazione che l'ex area Ater su Via Mure, che è diventata di proprietà della società Coidirep, sarà messa a disposizione della città per realizzare un parcheggio temporaneo in relazione ai lavori del Corso del Popolo.

Noi abbiamo già la conferma ufficiale che la società gratuitamente metterà a disposizione l'area, l'area però necessita di… come dire, di essere spianata, di essere sistemata in qualche modo, si deve portare un po' di stabilizzato. Da questo punto di vista abbiamo qualche problema di tipo economico, perché allo stato attuale, ci dice l'Assessore Azzalin, non si sono risorse per portare un bilico di stabilizzato all'interno dell'area. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 13
Pagina 7
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Benissimo. Benissimo. No io non voglio rubare il ruolo a nessuno.

Non voglio rubare il posto a nessuno. Il parcheggio che verrà realizzato, ripeto, un parcheggio temporaneo messo a disposizione dalla proprietà attuale, che è la società Coidirep, che potrà ospitare circa una settantina di vetture, di auto. Ripeto, è una questione ormai imminente.

Appena troveremo le risorse per portare questo stabilizzato per sistemare il piano, si metterà a disposizione della città questo spazio. Resta in piedi, per concludere la risposta al Consigliere Fiorenzato, resta tutta in piedi la questione che riguarda l'assetto complessivo dell'area, che oggettivamente dovrà trovare risorse molto più consistenti all'interno del Bilancio comunale, per sistemare l'intera... completare la sistemazione dell'intera area.

Intervento n. 23
Pagine 8–9
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

9 Allora, il Consigliere Stocco conosce bene la vicenda. Conosce anche però che nel computo complessivo del Piano di recupero c'è la messa a disposizione, io ricordo di avere dato avvio alla convenzione, però di non averla poi portata a compimento, perché a quel tempo poi la Giunta Baratella fini tragicamente il suo percorso e venne, penso, sottoscritta dal Commissario la Convenzione.

Però, ecco, ricordo che uno dei temi fu che nel Computo generale la proprietà privata metteva a disposizione un fabbricato, questo fabbricato è l'Ortopedia. Ed era con le risorse della vendita del fabbricato di Ortopedia che si sarebbe trovato ritorno per il completamento dell'area, in parte. Perché l'altra parte del completamento dell'area è a carico del manufatto che dovrà essere costruito sull'area attualmente Coidirep.

Lì verrà costruita la piazza, verrà sistemata l'area; è un manufatto e tuttora non è partito. La società Coidirep, ripeto, è stata disponibile e ha ammesso a disposizione l’area per farne questo parcheggio temporaneo.

Quando chiederà la concezione e sarà dato avvio ai lavori di costruzione del manufatto, che mi pare essere di circa 9000 m³, nella realizzazione di quell'opera ci sarà anche la sistemazione dell'area interna con la piazza, i marciapiedi, e il parcheggio, che attualmente è utilizzato dall'Unione... in parte dall'Unione Italiana Ciechi.

Ecco, la cosa, quindi, è non completa, parte delle opere di urbanizzazione dovranno trovare il loro soddisfacimento in parte dalla vendita del manufatto dell'ex ortopedia, e in parte dalla realizzazione da parte dell’Ater… di Ater? Di Coidirep del manufatto.

Intervento n. 64
Pagine 17–18
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Sì. Io ringrazio il Consigliere Avezzù che già con un’e-mail mi aveva comunicato che avrebbe praticamente condensato, nella richiesta che poi ha appena testé fatto, tutto il pregresso, visto che il rapporto di condivisione delle questioni sollevate c'è stato in quest'anno di mio Assessorato. Per quanto riguarda lo stato attuale del PAT: allora, noi abbiamo ricevuto la Valutazione Ambientale Strategica, che era andata in Commissione Regionale il 28 gennaio, l'abbiamo ricevuta un mese fa.

La VAS ha un decalogo di prescrizioni che necessitano di aggiornamento delle Tavole e -come dire- delle risposte. In questo momento siamo nella condizione di aver confezionato praticamente tutte le risposte che ci erano state chieste dalla Commissione VAS. Io penso che nel giro di un mese e mezzo, due mesi noi saremo in grado di venire in Consiglio Comunale con una proposta di PAT da adottare.

Mi riservo di dare delle precise indicazioni sui tempi, appena avrò la conclusione effettiva del confezionamento delle risposte al decalogo di richieste VAS.

Stiamo in questo momento anche sormontando tutte le Tavole -così, come vi avevo illustrato nei tre giorni di discussione- stiamo sormontando le Tavole dei vincoli, delle invarianti, della trasformabilità, per cui stiamo completando, soprattutto dal punto di vista informatico, perché dobbiamo mettere il tutto su carta tecnica regionale, in modo tale che il Piano sia informaticamente corretto.

È una questione di tempi tecnici, ecco di operatività, visto che il nostro Ufficio -e oggi è la giornata delle mie lamentele- visto che l'Ufficio non è attrezzato in maniera consistente per dare delle 18 risposte con la tempistica che il Consiglio chiede. Noi abbiamo un unico operatore, e con quello dobbiamo fare. Ecco, mi pare, Paolo, di avere completato la nostra interlocuzione.

Grazie.

31 marzo 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 3
Pagina 3
Punto 8

Conferma, per l'anno 2009, dell'aliquota dell'addizionale comunale

Assessore

Leggi intervento

Lo sto chiamando. E’ impegnato giù in Ufficio.

30 marzo 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 190
Pagina 46
Punto 3

Verifica e determinazione prezzo aree e fabbricati da cedere in proprietà o in diritto di superficie. Anno 2009

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Mi avete preso alla sprovvista. Si tratta di una delibera che abbiamo già approvato prima del Bilancio 2008 e dobbiamo riapprovarla anche quest'anno, perché nel corso del 2008 l'area che si deve dare all’Ater non è stata acquistata nel corso del 2008.

C'è l'impegno da parte di Ater di acquistarla nel 2009 ai prezzi che avevamo previsto già nel 2008. Di conseguenza l'area, che è quella di Boara, là dove c'è il PEP di Boara, è già stato ampiamente terminato, però la proprietà della superficie è ancora in capo al Comune. Ci sono stati dei problemi di condivisione del prezzo tra il Comune e Ater; adesso abbiamo raggiunto finalmente l'accordo, di conseguenza portiamo la deliberazione prodromica all'approvazione del Bilancio.

Scusate, dimenticavo che la delibera è stata vista già in 3^ Commissione e che la Commissione ha già dato l'ok all'approvazione di questo atto.

12 marzo 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

8 interventi
Intervento n. 123
Pagine 47–48
Punto 7

Individuazione perimetro Piano di Lottizzazione in ditta Tenan Florio S. Apollinare variante parziale al P.R.G. ex articolo 50 comma 4 - lettera a) Legge Regionale 61/85 - adozione

Assessore

Leggi intervento

Sì, grazie Presidente. 48 La questione sollevata dal Consigliere Maldi è una questione che è stata molto discussa in Commissione e sulla quale è opportuno nel caso specifico -abbiamo dato già un orientamento nella deliberazione- nel generale è opportuno approfondire e ragionare con un cambio o una modifica del Regolamento Edilizio, anche in ragione di quanto potrà avvenire con le nuove norme edilizie.

Allora, nel caso specifico noi siamo in una lottizzazione parziale, in un lotto abbastanza piccolo, che ha come unico accesso una strada privata. Questa strada privata verrà data in uso pubblico e all'interno della lottizzazione ci sono del verde e dei parcheggi che teoricamente noi, il Comune, dovrebbe acquisire a patrimonio. Sono quantità estremamente ridotte, che non hanno un interesse generale.

Noi dovremmo… soprattutto per la localizzazione. Allora, la questione del caso specifico è che noi avremo una strada privata con una servitù pubblica, che dà accesso alla lottizzazione parziale, e il verde e i parcheggi saranno a carico… di manutenzione perenne a carico del Comune. Noi abbiamo parlato con i titolari e proponiamo che questo parcheggio e questo verde resti di proprietà privata e venga concesso l'uso pubblico, in modo tale che il Comune non dovrà farne la manutenzione da qui all'eternità.

Questo è un tema che approfondiremo in tavolo Anci il 19 di marzo a Roma. Siamo stati invitati, molti Assessori all'Urbanistica d'Italia, a ragionare attorno agli scomputi. Noi crediamo che ci sia da fare dei grandi passi avanti, da parte delle leggi urbanistiche, perché molta parte del patrimonio che noi acquisiamo a valore pubblico, non sono perfettamente patrimoni di uso pubblico.

Faccio un esempio semplicissimo, ma che forse può rendere l'idea di quello che intendo dire: intendo fare riferimento ai parcheggi dei Centri Commerciali. Il parcheggio del Centro Commerciale, voi sapete che deve avere una quantità di superficie identica alla quantità del supermercato.

Il parcheggio del supermercato, con le leggi attuali, viene scomputato dagli oneri di urbanizzazione, e quindi il Comune praticamente se lo compra, e ci farà la manutenzione perenne, pagherà l'illuminazione perenne di quel parcheggio che è funzionale all'esercizio dell'attività commerciale. Ora, io penso… la legge prevede questo! E noi fino adesso, applichiamo la norma.

Però, è bene che questa norma quanto meno venga discussa. Io andrò a questo tavolo Anci per dire queste cose, per verificare se è possibile modificare la norma, in modo tale che alcune realtà come queste, non debbono essere prese in carico perennemente, fatta la manutenzione, pagata la luce, pagato lo spazzamento, pagata la raccolta, per servizi che sono chiaramente legati ad un'attività particolare e che non è giusto che paghi l’intera comunità.

Per cui, ecco, il tema è di carattere generale e andrà approfondito; nello specifico di questa determinazione, di questa deliberazione, invece, c'è un verde molto limitato, che è più funzionale alle singole abitazioni che all'interesse pubblico, ci sono tre parcheggi che sono lo standard di lottizzazione, che sono funzionali alla residenza che nascerà in quella lottizzazione, noi proponiamo che questi parcheggi e verde vengano sì scomputati dagli oneri, ma che la manutenzione perenne di quel verde e di quei parcheggi resti a carico del privato.

Questo è sostanzialmente quello che c'è scritto nella deliberazione e che farà parte della deliberazione del Consiglio Comunale, se lo vorrà.

Intervento n. 135
Pagine 51–52
Punto 8

P.I.R.U.E.A. deonominato “Area sita in Via I. Bandiera

Assessore

Leggi intervento

Sì, Consigliere Montagnolo. Si tratta di un P.I.R.U.E.A. che insiste sull'area a ridosso della Tangenziale Est. La posizione di alcuni Consiglieri presenti oggi in maggioranza, ieri in minoranza, è stata di contrarietà a questo tipo di strumento.

Perché è stata di contrarietà? Non di tutti per la verità, eh! È stata di contrarietà perché si ritiene che questo tipo di intervento andasse a modificare radicalmente le scelte di fondo che avevano caratterizzato il Piano Regolatore.

Piano Regolatore che, se vi ricordate, collocava attorno alla Tangenziale Est una fascia di rispetto verde che avrebbe dovuto proteggere la città. Con lo strumento dei P.I.R.U.E.A. voi sapete che sono state fatte delle Varianti, perché? Perché il Comune non ha potuto, con le sue risorse, dare compimento a quanto programmato nel Piano Regolatore.

Di conseguenza erano caduti tutti i vincoli urbanistici, erano stati reiterati i vincoli urbanistici, e ricaduti. La legge dava la possibilità, nel momento in cui si passava dalla vecchia legge urbanistica alla nuova legge urbanistica, dava la possibilità di perfezionare una parte di queste realtà attraverso la concertazione urbanistica.

Ecco allora la risposta al Consigliere Maldi: la concertazione urbanistica è stata quella di realizzare gli spogliatoi di San Pio X con il plusvalore che veniva fatto, veniva ottenuto dall'area. Adesso non abbiamo qui le carte per dare i numeri esatti, però sappiamo con dettaglio che il plusvalore è stato impiegato, sarà impiegato, nella realizzazione degli spogliatoi di San Pio X.

Però il dato a cui è chiamato il Consiglio oggi è un altro, la ragione per la quale si viene oggi in Consiglio Comunale, è perché c'è una variante adottata dalla Giunta, perché si modifica la posizione di un cul de sac, come diceva l’Architetto Ferlin prima, viabilistico, cioè una rotatoria che era prevista con il suo sviluppo, sul lato sinistro, viene ruotata, e il suo sviluppo, adesso, nella Variante, va nel campo destro, occupando una parte del verde che si sarebbe dovuto cedere al Comune, essendo questa parte di verde molto più ampia di quella che è dovuta alla lottizzazione, l'operazione si può fare.

Il Consiglio Comunale deve anche dare conto di un'osservazione, che è stata formulata nel periodo di pubblicazione della Variante adottata in Giunta e in questo periodo, fuori dai termini previsti dalla norma -che sono 30 giorni, come ben sapete- è arrivata un'osservazione che dice che con le prescrizioni che prevede l'art. 12 delle NTA, l’altezza massima è di 7,50 m, però dà la possibilità di utilizzo del sottotetto, cioè i fabbricati devono essere di due piani, con l'utilizzo del sottotetto come vani tecnici.

52 Ora, se si tiene conto della situazione reale, i 7,50 m non sono sufficienti per dare la possibilità di utilizzare i sottotetti come vani tecnici, in quanto i sottotetti come vani tecnici devono avere un'altezza media di 2,40 m. Con questo, 2,40 m non è possibile fare in due piani! Allora, portando, invece, il tutto a 8,50 m, la realizzazione del sottotetto è possibile ed è possibile che sia anche utilizzata dal costruttore.

Il volume complessivo utile è di 5500 m³ e non si modifica, c’è la possibilità, però, di utilizzare il sottotetto in maniera corretta, costruendo fino ad un'altezza media di 2,40 m, e quindi, ovviamente, non sono spazi che possono essere utilizzati per la residenza. Ecco, questo è sostanzialmente la ricostruzione del P.I.R.U.E.A.

Ripeto, il compito del Consiglio Comunale non è certamente quello di rifarsi allo stato autorizzatorio del P.I.R.U.E.A., perché il P.I.R.U.E.A. è stato autorizzato dalla Regione, è Variante a tutti gli effetti, e non c'è problema da nessun punto di vista. Ovviamente i Consiglieri Comunali sono tenuti ad una continuità di comportamento che la loro coscienza detterà.

Però, ecco, dal punto di vista tecnico e anche, se volete, dal punto di vista politico, oggi, visto che il P.I.R.U.E.A. è stato approvato e che ha la sua azione, beh, insomma io ritengo che sia accoglibile la richiesta che formula l'osservante, per dare la possibilità di uso del volume che gli è stato autorizzato.

Intervento n. 143
Pagina 53
Punto 8

P.I.R.U.E.A. deonominato “Area sita in Via I. Bandiera

Assessore

Leggi intervento

Sì, il Consigliere Montagnolo, è comprensibilissima la sua posizione. Però, ecco, la questione è questa: oggi, come siamo oggi? Se il Consiglio Comunale non dovesse accogliere l’osservazione - perché questo è il tema- farebbe esattamente quello che si può fare in questo momento!

Tranquillizzo il Consigliere Montagnolo, da un punto di vista, il P.I.R.U.E.A. è stato -come dire- obbligato dalla Regione Veneto a fare il terrapieno. E’ quel… (Forse il Consigliere Montagnolo risponde a microfono spento: l’avevo proposto io!)

Intervento n. 144
Pagina 53
Punto 8

P.I.R.U.E.A. deonominato “Area sita in Via I. Bandiera

Assessore

Leggi intervento

Bravo! (Forse il Consigliere Montagnolo risponde a microfono spento: ero l’ultimo della ruota, io che sono profano!)

Intervento n. 145
Pagine 53–54
Punto 8

P.I.R.U.E.A. deonominato “Area sita in Via I. Bandiera

Assessore

Leggi intervento

54 Sta di fatto che il Consiglio Comunale di allora, con i Consiglieri che, oggi di minoranza, sono assenti e non possono smentirmi, ma allora il Consigliere Montagnolo chiese che ci fossero i terrapieni e le barriere fonoassorbenti, a quel tempo si decise di andare avanti lo stesso senza barriere fonoassorbenti.

In effetti la Regione, nel momento in cui ha approvato il P.I.R.U.E.A., ha prescritto che il P.I.R.U.E.A. avesse una barriera fonoassorbente, non solo, ma avesse anche tutta una serie di garanzie che sono state realizzate, per la verità, che sono realizzate! Oggi siamo in una situazione dove è rispettabilissima la posizione del Consigliere Montagnolo, che è in continuità con il suo ragionamento fatto per contrarietà al P.I.R.U.E.A, nel carattere generale e nello specifico su questo, comprensibile la sua posizione.

Il dato, però, di fatto, è che se il Consiglio Comunale, per assurdo, dovesse bocciare questa osservazione, non è che si boccia il P.I.R.U.E.A.! Il P.I.R.U.E.A. va fatto esattamente com'era stato previsto, e cioè con le barriere fonoassorbenti, con la realizzazione dei manufatti e con l'altezza di 7,50 m. Qui, oggi, noi siamo sostanzialmente a dare l'autorizzazione ad utilizzare quell’altezza di 8 m 50, così come richiesto dall'osservazione.

Intervento n. 153
Pagina 55
Punto 8

P.I.R.U.E.A. deonominato “Area sita in Via I. Bandiera

Assessore

Leggi intervento

Non ho alcun chiarimento da fare. L’Architetto Ferlin è stato perfetto!

Intervento n. 156
Pagina 56
Punto 9

Approvazione Variante al Piano Regolatore Generale del Comune di Rovigo ai sensi del comma 9, art. 50, L. R. n. 61/1985 in conformità al parere del Dirigente Regionale Direzione Urbanistica e BB. AA

Assessore

Leggi intervento

Sì, la Delibera è semplicissima, si tratta dell'adozione definitiva dell'allargamento della zona industriale a nord, per abbreviare è l'area Imer. La decisione di allargare l'area industriale era stata assunta dal Consiglio Comunale precedente… dalla Consigliatura precedente. L’iter procedurale è stato abbastanza ampio, è stato approvato nel 2004, è stato abbastanza lungo.

Adesso, dobbiamo adeguare la nostra deliberazione al dettato della Regione. La Regione ci indica che questo lotto di allargamento deve avere due uscite: una è all'interno dell'attuale Imer, e il secondo lato di uscita è su via Amendola. Noi, sostanzialmente, dobbiamo adeguare la nostra decisione alla decisione del Dirigente Regionale che ha approvato la deliberazione.

Allora, un ingresso rimane su via Grandi, il secondo ingresso è su via Amendola, dà l'autorizzazione ad uscire su via Amendola. Entrata ed uscita su via Amendola.

Intervento n. 158
Pagina 56
Punto 9

Approvazione Variante al Piano Regolatore Generale del Comune di Rovigo ai sensi del comma 9, art. 50, L. R. n. 61/1985 in conformità al parere del Dirigente Regionale Direzione Urbanistica e BB. AA

Assessore

Leggi intervento

Sì, ecco, guardate che ha fatto bene l’Architetto Ferlin a specificarlo, guardate questa è una decisione che riguarda l’Urbanistica. Per quanto riguarda poi l’esecuzione reale dei lavori, si dovrà acquisire il parere del Consiglio Provinciale per avere l’autorizzazione ad entrare e uscire.

28 gennaio 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 122
Pagina 34
Punto 5

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie signor Presidente. Io ovviamente rispondo per quanto di mia competenza al Consigliere Maldi. In particolare credo che il Consigliere Maldi per quanto riguarda lo scalo merci, faccia riferimento ad un articolo apparso sui giornali, dove il Consigliere Matteo Zangirolami invitava la Giunta Comunale a portare via la Stazione delle Autocorriere, attualmente presente in Piazza Cervi, per metterla lungo Viale Marconi.

Credo si riferisse a questo. Vedo che con il capo mi sta facendo cenno di no. (Il Consigliere Maldi replica a microfono spento - incomprensibile)

Intervento n. 123
Pagine 34–35
Punto 5

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Sullo stato di attuazione degli accordi, invece, dell'accordo di programma, non si è modificato nulla rispetto a quanto già a conoscenza del Consiglio Comunale, che ha visto l'accordo, il protocollo d'intesa, sottoscritto dal Sindaco, per sua vece dal Vicesindaco, e dall’Ingegnere Di Vito delle Ferrovie dello Stato. Non è cambiato nulla.

Quel protocollo prevedeva l'avvio della procedura di accordo di programma, da inserire nell'ambito del Piano di assetto del territorio, quella procedura doveva essere avviata entro 30 giorni dalla sottoscrizione del protocollo d'intesa, si è dato avvio, non entro i 30 giorni stabiliti, ma un po’ più tardi, si è dato avvio alla procedura.

Però voglio cogliere anche l'occasione, quindi non è cambiato niente, tranquillizzo, è apparso sui giornali che in quell'occasione avremmo anche concesso più volumi di quelli che sono scritti sull’accordo di programma. Confermo che non è vero: non abbiamo mai parlato di aumento dei volumi, in funzione delle questioni che riguardano l'accordo di programma con le Ferrovie dello Stato.

Quell'incontro è stato occasione, visto che partecipava anche l'Amministrazione Provinciale, è stato occasione per ribadire che il progetto della Stazione delle Corriere, da collocare nello Scalo Merci, è un progetto che deve essere comprensivo del terminal per il trasporto urbano e il trasporto extra urbano, e che quindi il progetto complessivo dovrà tener conto della movimentazione generale delle corriere che arriveranno in quel sito.

La Provincia ci ha detto: “Guardate che le corriere su cui bisogna fare i conti, sono 33 tra le ore 13,25 e le ore 13,45, per cui una stazione delle corriere che si deve fare, deve saper ospitare 33 pullman. Con il disegno che c'è in questo momento, ci sembra impossibile che le corriere ci stiano”.

Abbiamo tranquillizzato che se le corriere che in questo momento stanno ruotando attorno a Piazza Cervi, su una superficie che è circa un terzo della superficie generale dell'oggetto dell'accordo di programma, noi organizzeremo il progetto, in questo ci saranno i tecnici che produrranno questo progetto, in modo tale che le corriere, le 33 corriere ci stiano tutte. 35 Le Ferrovie dello Stato in quell'occasione si sono dichiarate anche disponibili a concedere ulteriore area, pur di risolvere la questione.

Per cui da questo punto di vista la questione è stata dibattuta, approfondita, e ci sarà anche spazio per sistemare la vicenda in fase di progetto. Finisco dando risposta pubblica anche a delle affermazioni fatte sui giornali da parte della minoranza. La minoranza non è presente, però è bene, se leggerà i verbali, che lo sappia.

La minoranza per riferimento allo spostamento da Piazza Cervi su via Marconi.

Bene, su via Marconi ci sono… queste sono quattro lettere dell'Amministrazione Provinciale, di Garbellini, di Sita e del Comune, in cui si dice -una delle quali è anche prodotta dall'Ingegnere De Beaumont- nella quale si dice che le corriere, se vengono via da Piazza Cervi, non possono stare in Viale Marconi, e l'ingegner De Beaumont con queste tavole indica dove devono andare le corriere, e le corriere vanno all'attuale piazza delle corriere, davanti alla Stazione e non certamente in Viale Marconi.

Per cui, i colleghi della minoranza, prima di fare affermazioni perentorie, secondo le quali noi dovremmo adattarci a delle indicazioni già fornite, beh, sappiano che neanche i loro consulenti davano loro ragione. Grazie.

Intervento n. 126
Pagina 35
Punto 5

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Per quanto riguarda il Piano di Assetto del Territorio, noi siamo in una fase in cui stiamo ridimensionando le aree complessive, perché dobbiamo rientrare nelle indicazioni che vengono date dalla SAU, la Superficie Agricola Utilizzabile. Allora, così come ho ampiamente detto durante la tre giorni della Commissione IIII e della Commissione IV, noi non possiamo trasformare più di un certo quantitativo di superficie.

Nella Tavola della trasformabilità che è circolata, c'è una quantità superficie nettamente superiore a quella che in effetti si può trasformare. Stiamo, in questa fase, ridisegnando l'area della trasformabilità per riportarci all'interno della SAU.

Alcuni territorio che potranno essere trasformati, di valenza intercomunale, provinciale e regionale, chiederemo alla Regione e alla Provincia, secondo quanto indicato dalla Finanziaria 2007 regionale, di stralciare le aree perché partecipano al completamento di interessi di carattere provinciale e regionale. Questo è lo stato attuale. Seconda considerazione, per quanto riguarda la tavola della trasformabilità.

Per quanto riguarda invece la VAS, la VAS doveva andare in Commissione per l'approvazione domani; in effetti la Commissione è stato già annunciato che è differita di una settimana, perché i Commissari della Commissione VAS regionale non possono essere presenti domani. Quindi la settimana prossima ci sarà la Commissione VAS che, c’è già stato anticipato, è stato prodotto il parere con esito positivo.

Quindi, la relazione VAS che abbiamo presentato, avrà parere positivo, secondo quanto indicato dalla prolusione fatta dall'Architetto Pisani.

Intervento n. 129
Pagina 36
Punto 5

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Quel giorno, Consigliere Maldi, è stata indicata la metodologia di calcolo.

Intervento n. 131
Pagina 36
Punto 5

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Non si preoccupi Consigliere Maldi, stiamo lavorando anche da questo punto di vista.

18 dicembre 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 15
Pagina 7
Punto 20

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie. No, non voglio rispondere ma voglio capire per poi confezionare una risposta dettagliata, così come richiede il Consigliere. Il Consigliere chiede di evitare di fare cambi di destinazione d'uso attorno alla Fonderia.

La Fonderia, Consigliere, è la Fonderia Infunfor? Il Consigliere Magaraggia con il capo fa ampi cenni di assenso, quindi stiamo parlando dell’area Zona Industriale di Borsea, okay? Bene.

Il Consigliere, per capirci, quando parla delle polveri, parla delle polveri, quelle pesanti che si depositano quasi tutte intorno al camino della Fonderia o dell'ambito della Fonderia? Ovvero parla delle polveri sottili denominate PM10, ovvero parla delle polveri della PM2,5? Questa è la domanda che faccio io per capire, perché in funzione di questo, la richiesta di interpellanza assume un significato completamente diverso.

Grazie Consigliere.

Intervento n. 19
Pagine 7–8
Punto 20

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Molto brevemente. 8 Allora, si deve sapere che le questioni che riguardano le polveri -diciamo così- di lavorazione pesanti, sono questioni molto delicate e limitate nello spazio della Fonderia.

Per quanto riguarda le PM10 e il PM 2,5 invece, il tema è estremamente più complicato, perché trattasi di particelle che restano sospese in atmosfera e di conseguenza i livelli di caduta non possono essere riferibili ad un unico punto sulla carta topografica, ma bisogna allora fare un ragionamento molto più ampio riferendosi non solo al territorio comunale, ma anche all’insieme dello spazio della Pianura Padana. Per cui, da questo punto di vista, il tema è abbastanza più ampio e lo valuteremo.

Comunque, mi riservo di darle una risposta formalmente diversa, adesso che ho capito qual è la sua domanda. Grazie.

Intervento n. 39
Pagine 16–17
Punto 20

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Rispondo in maniera informale, ma impegnandomi ad approfondire il ragionamento all'interrogazione del Consigliere Bedendo. Il traffico sul ponte di Boara è un traffico generato dalla ristrettezza del ponte e dalla convergenza sul punto, in territorio comunale, della viabilità della Statale 16 con la nostra viabilità di Viale Porta Adige.

17 I flussi di traffico che sono stati controllati, come segnala giustamente il Consigliere Bedendo, hanno due punte estremamente elevate: al mattino, a ridosso dell'orario scolastico, e alla sera, al rientro dei lavoratori. Il problema è generato esclusivamente dalla possibilità che hanno i mezzi di svoltare a sinistra, sia sulla Statale 16, sia in territorio del Comune di Rovigo, sia in territorio del Comune di Boara Pisani.

La cosa è stata ampiamente segnalata all'Anas, perché la competenza sulla svolta a sinistra è una competenza derivante dalla proprietà della Statale 16. L’Anas, da quell'elefante burocratico che è, ci aveva assicurato che avrebbe fatto il possibile per mettere dei segnali di divieto di svolta a sinistra. Gli automobilisti non sono un problema generalmente, perché se indirizzati, possono passare per il sottopassaggio a Boara Pisani.

Il problema nasce per i mezzi pesanti. Quando i mezzi pesanti debbono girare a sinistra, non possono passare per il sottopasso, non ce la fanno, quindi l'Anas è in questo momento in difficoltà, e ci spinge per individuare il tracciato del nuovo ponte di Boara. Però, non si risponderà a breve all'interrogazione del Consigliere Bedendo.

Per cui, noi abbiamo molto presente questo problema. Stiamo tentando di affrontarlo con la dovuta urgenza che è segnalata. Però, ripeto, fin tanto che non si riesce ad avere una viabilità diversa su tutto il tratto, diventa difficile riuscire a risolvere le questioni.

Per quanto riguarda le autovetture, il problema è abbastanza risolvibile. Per quanto riguarda i mezzi pesanti, invece, il problema c’è, e sono quelli che creano il grande intasamento.

Intervento n. 153
Pagine 52–53
Punto 8

Approvazione Piano Comunale Protezione Civile

Assessore

Leggi intervento

Il Presidente della III Commissione ha ampiamente espresso il concetto che volevo ribadire. Le Tavole che accompagnano il nuovo Piano di Assetto del Territorio diventeranno documento ufficiale dell'Amministrazione, nel momento in cui il Piano 53 sarà approvato.

Le Tavole sono comunque elaborati sostanzialmente tecnici, di cui è bene tener conto, anche perché le Tavole che noi oggi abbiamo a disposizione sono state consegnate in maniera ufficiale dai progettisti, in particolare quella del rischio idraulico, redatta dall'ingegnere Zoppellaro, è stata consegnata ufficialmente all'Amministrazione e, come tale, è stata anche consegnata ai redattori del Piano della Protezione Civile.

Io credo sia cosa giusta che la Tavola del rischio idraulico, essendo una fotografia del rischio idraulico di questa città, non possa essere acquisita in fase successiva al Piano attuale, ma con un volere di questo Consiglio Comunale, che non può essere un volere del singolo o un'opportunità, ma con un atto deliberativo di questo Consiglio Comunale di oggi, si possa indicare al progettista del Piano della Protezione Civile, di aggiornare le carte attuali, prima di consegnarle alla Regione, con la Carta del Rischio Idraulico che, indipendentemente dalla sua ufficializzazione all'interno della documentazione del PAT, è comunque un documento che fotografa la situazione reale, e che porta la firma di un professionista incaricato, che questo Consiglio Comunale ha indicato ed ha approvato, e che è bene diventi strumento anche di analisi del Piano della Protezione Civile.

Di conseguenza, io invito il Consiglio ad indicare quanto suggerisco al Piano, e di approvarlo con questa indicazione: la Tavola del Rischio Idraulico sia Tavola ufficiale che va ad accompagnare il Piano, e quindi il Piano debba essere aggiornato a questa Tavola, che non è una questione del tutto marginale. Grazie.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.