Gentili Consiglieri, signor Presidente del Consiglio, questa mozione trova la sua necessità nel fatto che la Regione Veneto, e precisamente il Presidente Zaia, ha depositato, subito dopo le elezioni, immediatamente, una serie di progetti di legge regionale, alcuni dei quali hanno come oggetto il sistema sanitario. Per chi non lo sapesse ricordo i titoli di alcuni di alcuni di questi progetti di legge: governo delle liste di attesa, nuovo regolamento delle Ipab, delle Case di Riposo.
Molto importante è il progetto di Legge Regionale n. 23, che prevede un profondo riordino del sistema sanitario, così com’è concepito oggi, in due punti fondamentali: l’accorpamento delle ULSS, quindi la loro riduzione dalle 21 attuali a 7, con un territorio su base provinciale, le vecchie Province; la creazione di un’azienda nuova, che si chiama Azienda Zero, che avrebbe il compito di centralizzare tutti gli acquisti, per evidentemente ottenere dei risparmi su larga scala.
All’interno di questi due, che sono le cose principali, e naturalmente il progetto di legge io adesso non ve lo sto ad illustrare, perché è una cosa un po’ lunga, però chi è interessato può trovarlo direttamente anche dal sito della Regione, e comunque il progetto di legge da quando ho scritto la mozione, che è circa un mese fa, ad oggi ha subito delle ulteriori modifiche. Perché ho presentato questa mozione?
Perché in realtà la legge proprio prevede che la Quinta Commissione, che è quella che si interessa della sanità, ed il Consiglio Regionale del Veneto, prima di mettere mano nel campo sanitario ha l’obbligo di sentire i Comuni, quindi sono previste delle audizioni che sono anche già avvenute, ha l’obbligo di sentire il discorso della Conferenza dei Sindaci, che voi sapete che è quell’organo che riunisce tutti i Sindaci appartenenti ad una stessa ULSS, e che hanno un compito consuntivo nei confronti del Direttore Generale, della programmazione, eccetera.
Il Comune non ha delle grandi responsabilità in campo sanitario, e soprattutto nel campo socio-sanitario, più che in campo sanitario.
Quello che emerge dalla lettura delle bozze del progetto di legge di revisione del sistema sanitario regionale veneto è che viene a mancare, o comunque viene molto ridotto il compito del cosiddetto Direttore dei servizi sociali, tanto che nella versione che avevo letto e studiato io era una figura che era addirittura abolita, e invece adesso - sentendo le lamentele che ci saranno state a questo proposito - è stata ripristinata questa figura. Quindi il compito della mozione qual è?
Il compito della mozione è quello di stimolare, come Consiglio Comunale, il Sindaco, la Giunta, o chi per esso, io parlo dall’opposizione, io non ho un canale preferenziale che mi possa dire “telefono al Governatore Zaia e gli dico fai questo o fai quello”, quindi la mozione la presento in Consiglio Comunale perché possa essere discussa, spero anche condivisa, e perché contiene.... qui io sono il Capogruppo del Movimento 5 Stelle di Rovigo, però io qui in questo momento vi sto parlando da medico, cioè questa qui è un po’ la mia materia, io la conosco un po’ approfonditamente, quindi mi sento veramente di dare dei consigli che ritengo utili a chi mette mano a questa materia qua, che è molto complessa.
Io condivido l’idea di fondo che c'è nel progetto di legge del Governatore Zaia, ad esempio l’accorpamento delle ULSS è una cosa che (per chi mi conosce lo sa, chi non mi conosce glielo ribadisco) 15 anni fa io dicevo già che bisognava farlo, quindi quando ho letto un progetto di legge finalmente, anche se è della Regione Veneto ed è di un Governatore leghista, io lo condivido, cioè l’idea di fondo è che in sanità ci sono due compiti principali: uno, che è quello vero, la mission che tutti conoscono, erogare servizi per garantire la salute ai cittadini; l’altro, che è una mission che esiste, ma non è mai dichiarata da nessuno, ed è sotterranea, ed è quella che ha creato i grossi problemi di sanità, è quello di creare posti di lavoro.
Nel campo sanitario è ormai evidente da tanti studi che, mentre nella parte medica, infermieristica, eccetera, cominciano ad essere delle carenze negli organici che erogano i servizi ai cittadini, nella parte amministrativa invece ci sono degli esuberi. Bisogna dire la verità: rispetto a quelle che sono le necessità ci sono degli esuberi.
Quindi questa forma è una forma iniziale, perché non si potrà, come nel caso delle Province, lasciare a casa di punto in bianco tutto il personale che lavora nelle ULSS, però ogni ULSS ha un Direttore Generale, una serie di Direttori che sono dirigenti al massimo livello con stipendi molto alti, che sono il Direttore Sanitario, Amministrativo, Direttore dei servizi sociali, e ognuno di questi ha altri dipendenti, uffici, segreterie, eccetera, per cui il risparmio, facendo l’accorpamento, sarà sicuro, certo; non sarà un risparmio che risolverà tutti i problemi, però è un buon inizio.
Io quindi questa idea di fondo la condivido. Il messaggio che però mi sento di mandare è questo: non facciamo le divisioni, gli accorpamenti delle ULSS secondo il criterio vecchio amministrativo provinciale.
Dobbiamo fare le ULSS tarate sui bacini di utenza, quindi, per esempio, l’ospedale di Rovigo, che è riconosciuto come un ospedale Hub, se a noi sta a cuore salvare la sanità polesana, ed è giusto salvare l’ospedale di Rovigo con le sue eccellenze, bisogna che gli diamo un bacino d’utenza, che non è solo il Polesine, ma deve comprendere anche tutta la riviera sinistra dell’Adige, per farci un esempio, perché nel piano socio-sanitario regionale, che è stato approvato dopo 16 anni solo tre anni fa, nel 2012, e che non è stato ancora implementato e messo a regime, questi dati per far funzionare la sanità ci sono.
Io sono del Movimento 5 Stelle, però il piano socio-sanitario che ha approvato la Regione Veneto mi sta benissimo, però vorrei che fosse fatto quello che è stato scritto.
Per quanto riguarda l’Azienda Zero, è giusto centralizzare, però ci sono anche molti studi che dicono che quando si centralizza troppo, oltre una certa misura, si rischia una grande burocratizzazione, e poi, siccome, ricordo a tutti, siamo in Italia, e tra San Remo, Roma, eccetera, sapete che quando è tutto centralizzato basta corrompere una persona, cioè se ci sono dei sistemi di controllo va bene centralizzare, ma se i sistemi di controllo non ci sono è molto pericoloso centralizzare, ed in Veneto abbiamo avuto il Mose, abbiamo avuto scandali nella sanità, nell’aggiudicazione degli appalti, e tante altre cose, per cui mi fiderei poco di una centralizzazione.
In più esiste già anche un centro regionale acquisti sanità, esiste già. Perché non rinforzare quello e creare ex novo tutta un’altra azienda? Quindi il primo messaggio è quello di fare le ULSS non con il territorio amministrativo, ma con il bacino di utenza per salvare la sanità polesana.
Il secondo è che l’Azienda Zero, a differenza di quello che è scritto qua nel progetto di legge, non si curi della programmazione, ma solo degli acquisti, perché se si cura della programmazione viene tolto al Direttore Generale dell’ULSS il compito principale che ha, ed alle Conferenze dei Sindaci che devono discutere queste cose viene tolto ogni potere consultivo in merito a questo.
Quindi il secondo messaggio che io manderei alla Regione è questo qua: l’Azienda Zero non doppione della centrale regionale acquisti, ed in ogni caso che non parli di programmazione, perché altrimenti togli il pane ed il lavoro al Direttore Generale, che allora a quel punto fa un’azienda sola, invece di sette, che è la stessa cosa.
Per quanto riguarda il discorso dei servizi sociali, che è il punto chiave, devo dire che la mozione in un certo senso è un po’ superata, perché è stata ripristinata la figura del Direttore dei servizi sociali, ed in ogni caso però non è ben spiegato nel progetto di legge, è un progetto di legge, quindi è chiaro che deve poi passare in Commissione, andare in Consiglio, ci saranno emendamenti, quindi è un discorso che facciamo preventivamente, quindi può darsi che qualcosa che io dico qui poi venga superato dagli eventi, comunque è fondamentale che venga stabilito un ruolo chiaro dei Comuni, perché rispetto al vecchio sistema delle ULSS, quando sono state aziendalizzate per toglierle dal potere dei partiti, bisogna riconoscere il fatto che questa aziendalizzazione delle ULSS non ha funzionato.
Si diceva sempre che quando il Direttore Generale di un ULSS sfora, va in passivo, va in rosso, salta. Non è mai saltato nessuno, i Direttori sono stati sempre nominati politicamente. E quindi alla fin fine è stata tutta una specie di facciata, di pantomima, ma non è cambiato tanto.
Però è cambiata una cosa certa: il controllo da parte dei cittadini e da parte dei loro eletti su quella che è l’attività delle ULSS. La Conferenza dei Sindaci conta, è importante, viene ascoltata, però, stringi stringi, un Direttore Generale è un organo monocratico che alla fine fa quello che vuole lui, o meglio, quello che gli dicono di fare da parte della Regione.
Quindi bisognerebbe che dal momento che finalmente abbiamo un piano socio-sanitario bellissimo, che è stato fatto da voi, abbiamo finalmente il coraggio di mettere mano alla sanità, avete vinto le elezioni con un margine che vi garantisce da tutti i campanilismi, adesso questo ed il prossimo sono gli anni buoni in cui non vi può succedere niente, finalmente si metta mano alla sanità, però facciamo una roba fatta bene, non creiamo un altro sgorbio, un altro obbrobrio, che dobbiamo vedere il sistema sanitario italiano ridotto in 20 sistemi diversi.
Noi siamo al confine sia con l’Emilia Romagna che con la Lombardia dalla parte di Mantova, sono tre sistemi diversi: la stessa medicina da una parte è prescrivibile con la ricetta, da un’altra parte è rimborsata metà, da un’altra parte te la devi pagare.
D’altro canto il Governo Renzi con la riforma costituzionale sta andando nel senso contrario e sta tentando di centralizzare di nuovo il sistema sanitario, quindi qui bisogna fare le cose in maniera, sì, risparmiosa, ma possibilmente efficientando il sistema, e soprattutto dotandolo di sistemi di controllo, perché l’Azienda Zero nel nostro campo sanitario ospedaliero ha già un soprannome: la chiamano la Mantovanina, nel senso che si sa già chi è il Direttore Generale di questa Azienda Zero, che è l’attuale Direttore Generale della sanità, che diventerà il deus, e farà tutto quanto, però io onestamente avrei dei dubbi che questo possa rappresentare veramente un vantaggio, quindi vorrei che il Comune di Rovigo, che ha la possibilità di parlare in maniera più diretta con chi traffica, lavora, prepara, predispone queste norme, suggerisca, dal momento che sono mosse giuste, però se vanno fatte anche nella giusta direzione.
Grazie.