Tant’è… si è partiti con il Corso del Popolo…Oh! Che bello, ho sentito la voce di... come ti chiami? Ah, Zennaro!
Almeno la voce, a proposito dell'argomento di prima! Quindi adesso serve interrompere. Ah, quando non ci sono!
Perché, guardo verbali non vedo il tuo cognome, non vedo il tuo cognome! Vedi, esserci, ed esserci inutilmente, è meglio esserci un po' meno, ma essere in maniera utile. Ma comunque ho visto, allora, che hai la coda di paglia!
Hai la coda di paglia! Allora, dicevo, se qualcuno… Visto che vengo poche volte, almeno fatemi parlare, no?! Allora, dicevo la questione, è l’esempio anche del Castello dove mi sembra, chi ha dato una mano al progetto, ha ritirato la propria firma, c'era un motivo, no?
Ecco, quindi voglio dire c’è un qualcosa che parte in una maniera, quindi il fatto di dire: “Ma è un pacchetto che anche Avezzù ha confezionato…”, poi arriva come il Castello dove si è limato da una parte, si sono fatte sparire determinate cose interessanti del progetto, si è aggiunto dell'altro, si è eliminato il tulle… Si sono fatte tutta una serie di cose per poi dire: “Beh, ma quello è partito, cosa volete? È anche una vostra creatura”. No, la nostra creatura aveva un altro senso.
Ed è la stessa cosa del discorso del PAT, forse aveva un altro senso, quindi… Ma non c'è nulla di male se, cambiando amministrazioni, cambia anche il modo di vedere le cose, ci mancherebbe altro! Non critico questo, però attenzione, non facciamolo partire dicendo: “Voglio vedere un po' come potete criticare una cosa che è partita, e quindi l'avete confenzionata”. Ovviamente sto rispondendo un po' all'Assessore Osti per quanto riguarda il discorso di ieri.
Ma, la domanda che ci si pone nel momento in cui si tocca un po' il Piano Urbanistico è: “Che città abbiamo, signor Sindaco?” E soprattutto che città vogliamo? Io ho sentito ieri un po' di tecnici, soprattutto quelli che sono venuti qui per parlare un po' del ragionamento generale dell'urbanistica.
Sono gli stessi ragionamenti… Io da ragazzino, che mi è sempre piaciuto partecipare ai Consigli Comunali, e spessissimo non ne perdevo uno, mi sedevo dall'altra parte quando qui c'erano i Romeo, c'era Bonatti e altri, mi divertivo anche a venire ad ascoltare, e però Stocco c'era, perché no?
Onore al merito, c'era anche Stocco, c'era Moschin, però per dire, era anche interessante venire ad ascoltare i Consigli Comunali, si apprendeva molto e soprattutto, però, mi ricordo che le discussioni di allora sulla centralità della città, e di quale città vogliamo, e di qual era il futuro di questa città. Beh, alla fine poi sono gli stessi ragionamenti che si facevano allora, che purtroppo ho ascoltato prima e ho ascoltato ieri pomeriggio.
Cioè, questa città sta subendo una involuzione urbanistica o vuole darsi veramente un’evoluzione urbanistica? Vogliamo una città che sia rappresentante, o il capoluogo di una serie di piccoli centri agricoli o vogliamo che questa città… No? Perché altrimenti non possiamo offenderci se qualcuno dice da Treviso: “Attenzione, se non vi comportate bene fate la fine e vi dobbiamo accodare a quelli di Rovigo e di Belluno”, dopo qualcuno si offende!
Dobbiamo prendere atto che non siamo certo Verona, non siamo certo Vicenza, ma non solo come grandezza della città, ma anche come mentalità di queste città. Allora, se la politica che vogliamo impostare è quella di una politica osservatrice anche urbanistica, ebbene basta dirlo.
Allora, si dà una definizione di conservare l'esistente, si dà una definizione anche di quello che può essere in futuro di questa città, che non cambi, che non muti rispetto a quello che c'è, e allora è una scelta politica, è una scelta del futuro della città. 55 Dall'altra parte c'è una possibilità di poter rendere anche interessante questa città, non solo per i piccoli centri, come dicevo, agricoli di cui noi siamo i rappresentanti, o come città capoluogo ci riteniamo rappresentanti di questi o di essi.
D'altra parte dobbiamo cominciare ad essere in competizione con determinate città. Guardate, non è questione di grandezza o del numero di densità di abitanti o di quanto popolazione c'è, è la mentalità che dobbiamo cominciare.
Allora, se dall'Amministrazione arriva con un PAT marginalmente, ma con quello che può essere il Piano del Sindaco, a livello urbanistico, e altre situazioni qui rappresentate in questo momento come Giunta, allora se diamo degli impulsi interessanti, interessa di più alla città, ma soprattutto diventiamo anche interessanti nei confronti degli altri. Detto questo, dico questo perché c'era la possibilità, e non perché c'eravamo noi, ma c'era la possibilità su determinati argomenti di riprenderli.
Io riguardo un attimo… si potevano modificare, si potevano tagliare, si poteva fare quello che si voleva, però prendere e buttare nel cestino le società di trasformazione urbana, secondo me è stato un grosso errore. È stato un grosso errore anche quello, da una parte non approvare, approvare marginalmente quelli che sono i cosiddetti Piani Integrati, dall'altra parte però creare il “vorrei ma non posso”. Ecco, ‘sto “vorrei ma non posso” della nostra città, insomma, vorrei che una volta per tutte finisse.
Cioè, dobbiamo essere determinati in tutti i settori, l'urbanistica ha bisogno, e abbiamo un Assessore determinato, molto spesso però devo dire che è molto legato a quelle che sono le poche determinazioni della maggioranza che lo sostiene e quindi fortemente vincolato, soprattutto dall'esserci e dal proporre, rispetto a quello che può essere, invece, una volontà della propria maggioranza, di determinarne poi anche il suo convincimento sulle cose.
Non a caso qualche volta ha preso le distanze dicendo: a”Attenzione, io vi porto qua di progetti, dopo però, se me li bocciate non ne faccio una questione politica”, però non è proprio così! La questione, dicevo prima, nel buttare nel cestino… è stato un grosso errore, ma a me interessa, come dicevo prima, cosa vogliamo di queste città, signor Sindaco?
Allora, credo sia interessante, opportuno soprattutto che, con questo involucro di volontà da una parte, a quello che è poi essere il braccio operativo, come dicevo prima, il cosiddetto Piano del Sindaco, quindi il braccio operativo di una volontà che oggi andremo a votare, ebbene, cerchiamo di dare una parvenza a questa città, che vuole un può uscire da questo conservatorismo ormai decennale.
Questo è il messaggio che deve essere lanciato, e non può essere solo, scusatemi, ma non ne faccio la questione politica o altro, poco m'interessa, perché posso essere interessato ad ascoltare e a capire cos’è, ma posso essere ad un certo punto anche un po' disilluso, o non vorrei illudermi troppo sulla questione dell'Urban Labor, dove ieri è stato chiaro il tecnico, che non mi ricordo più... vi prego ricordatemi... Toffano, ecco grazie!
E’ stato chiaro, ha detto: “Io vi do, come Regione, la possibilità di diventare centrali rispetto a un asse”, l'ho già sentito mille volte la centralità dell’IRCCS, abbiamo visto com'è andata a finire. Allora, rispetto ad una grossa illusione, che abbiamo avuto anche nel passato dico: “Sto attento a questa proposta, ma vorrei capire un attimo quant’è la nostra determinazione poi per entrare in questa grossa opportunità”.
Allora, se la Regione, e poi mi preoccupo, nel momento in cui dice: “Io ti creano un attimo una struttura, però poi dopo deve camminare questa struttura con le idee, e soprattutto con le gambe delle istituzioni locali”, lì allora comincio a preoccuparmi. Comincio a preoccuparmi, signor Sindaco, perché in altre occasioni abbiamo avuto, purtroppo… abbiamo potuto verificare che non siamo troppo determinati. E l’Interporto è un esempio,.
L’Interporto è un esempio dove, per tutelare o per non essere troppo antipatici ai cosiddetti comitati, troppo comodo fare i comitati, signor Sindaco, e dopo ascoltarli, io non li ho mai ascoltati, e le spiego perché, perché non l'ho mai ascoltati! C'è qualcuno che può dire il contrario? Non li ho mai ascoltati per un motivo, signor Sindaco, perché spesso i comitati sono fatti da quelli che non riescono a raggiungere l'obiettivo di essere qui in Sala Consiliare e seduti a questi tavoli!
Allora l'alternativa per non essere e per non 56 sparire è quello di crearsi il piccolo comitato, magari di quattro persone, che magari viene ascoltato da qualche giornalista, e sembra chissà cosa ci sia dietro al comitato, non c'è nulla! Altrimenti si abbia il coraggio di proporsi ed essere rappresentante della città e di candidarsi nei confronti di tutta la città.
Allora, preferisco che il Sindaco sia preoccupato di più di quello che dico io, che sono le rappresentante di una parte della città, rispetto ad un Presidente di un comitato che rappresenta il nulla, che non rappresenta il nulla! Altro che! Altrimenti, se lasciamo che la strada venga percorsa da queste persone, almeno non andiamo da nessuna parte.
Ecco la determinazione di prima che dicevo, con l'Interporto da una parte, con l'area industriale di Borsea, un grosso errore mettere insieme quando è stato l'ultimo Piano Regolatore, mettere insieme -ed ha una storia purtroppo- mettere insieme quella che è la residenzialità con quella che è l'attività produttiva o industriale della città. Un grosso errore è stato. Oggi ne stiamo pagando le conseguenze.
Oggi ne stiamo pagando le conseguenze, anche di una politica vincolata anche in determinate scelte urbanistiche del passato. Attenzione, allora dico, attenzione per il futuro! L'asse artigianale e industriale, produttivo meglio ancora, in quale direzione vogliamo cominciare a discutere?
Su quale direzione? Su quella dell’Interporto? Su quella di Via Amendola?
O ad un certo punto abbiamo perso l'occasione, il treno, per cominciare a ragionare assieme ai comuni che ci circondano, e che si sono messi assieme per creare l'opportunità di un'area produttiva? Quindi, noi abbiamo fatto finta che non esistesse fino ad oggi. E oggi ne paghiamo le conseguenze.
Vediamo dalle altre parti cosa sta crescendo, e noi siamo, altro che comune capoluogo! Siamo gregari -lasciatemelo dire- siamo quei gregari che si trovano (altro che capoluogo) in testa ad una gara ciclistica e hanno paura di arrivare al traguardo da soli e stanno lì ad aspettare e si girano per guardare il loro leader della squadra quando arriva. Ecco come siamo!
Attenzione, diventiamo città capoluogo.