Interrogazioni e interpellanze
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
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Comunque la seconda è un'interpellanza legata al problema West Nile.
Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.
Come indicati nelle fonti acquisite.
Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Comunque la seconda è un'interpellanza legata al problema West Nile.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Innanzitutto io lo chiederei proprio a lei, Presidente, di vigilare perché è spiacevole, non c'è nessuna strumentalizzazione nella mia interpellanza. Nessuno di noi è contrario ad aumentare i controlli.
I controlli sono la base, una intensificazione dei controlli è fondamentale, però quello che io ho voluto sottolineare è che c'è già anche un disagio sociale; parola che in tutta questa vicenda non sussiste, non ci sono risposte su quel campo e non è possibile pensare che tutto si possa risolvere con una mera militarizzazione del territorio.
E non sono io ragazzi o i giovani che arrivano con i progetti di integrazione che creano i problemi, ma teniamo ben presente che c'è una presenza occulta che deriva dalle esigenze del mondo del lavoro, che è quella che rimane in un'area grigia che voi fate finta di non vedere. Questo è il problema e qui si creano i problemi e qui si crea il disagio sociale.
O lo vogliamo capire o lo vogliamo vedere, altrimenti se vogliamo fare una battaglia politica, destra e sinistra, questi problemi ci sono in tutte le città, ma vanno affrontati con strumenti adeguati.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Io ritornerei un po’ al passato ma recente. Noi qui siamo chiamati a votare su un accordo stragiudiziale fra Comune, Regione e IRAS. Dagli atti e dai pareri risulta che non sono venuti meno i motivi del ricorso.
Primo punto. Non esistono motivi perché IRAS possa reclamare i 3,2 milioni, come ha appena ricordato il Consigliere, che erano stati accantonati solo in via precauzionale. Non sono giustificate tecnicamente le motivazioni per un esborso del Comune di 1.800.000 euro, mancando un preciso riferimento tecnico ed economico alle manutenzioni straordinarie relative a Casa Serena.
La probabilità del 45% di un'eventuale soccombenza nel ricorso risulta solo un'ipotesi, come appena confermato anche dal collega. Nell'accordo vi è un impegno generico al cambio di destinazione d'uso da parte della Regione, che peraltro la Regione si trova alla vigilia della conclusione del suo mandato e potrebbe non concludere in tempi brevi e certi una richiesta del Comune in questo senso.
Ricordo che analoga richiesta di cambio di destinazione d'uso era stata inoltrata dall’Amministrazione Gaffeo durante i tentativi di composizione della vicenda, ma era stata negata nel 2023 dalla Regione. Se l’Amministrazione Gaffeo non avesse presentato il ricorso alla delibera della Commissaria Stella, oggi non si sarebbe neppure arrivati a questa proposta di transazione.
Il Comune avrebbe avuto un doppio danno, avrebbe già pagato una cifra non dovuta e acquisito Casa Serena, pur con il diniego della Regione di cambiare la destinazione d'uso. Tuttavia le proposte di accordo che venivano presentate dall'ex Sindaco Gaffeo avevano sempre una visione complessiva, che considerava la tutela legale e il mantenimento dei servizi del Comune una soluzione vantaggiosa per Casa Serena e un piano di risanamento sostenibile e durevole per IRAS, che qui non c'è.
La Regione sembra avere modificato il suo atteggiamento verso le richieste del Comune di Rovigo, e qui riprendo la battuta della nostra Sindaca che parlava di motivazioni politiche nell'atteggiamento della Regione.
Ricordo che siamo arrivati due volte ad un progetto con tutti i pareri positivi dei dirigenti: uno a fine 2022 e uno nel quale poi la Regione ha risposto con la delibera Stella, che è quella sulla quale abbiamo poi opposto ricorso, quindi a un piano e a un progetto completamente orchestrato, la Regione ci ha risposto con la richiesta di un ritiro unilaterale da Casa Serena.
Nella primavera 2023, ad un'altra proposta complessiva di accordo, la Regione ha risposto innalzando unilateralmente di un milione di euro le cifre proposte, e questo ha fatto sballare e sbalzare i conti del Comune.
Quindi è evidente che c'è stato anche un atteggiamento politico in questi mancati accordi che oggi, nei confronti della nuova Amministrazione, evidentemente sono cambiati, ma non risulta da nessuna parte che la Regione abbia preso un impegno concreto a contribuire economicamente alla risoluzione della crisi finanziaria di IRAS dopo nove anni di gestione commissariale; neppure è stato presentato all'attenzione del Consiglio Comunale un piano complessivo di risanamento economico finanziario di IRAS rispetto al corposo debito accumulato che garantisca una sostenibilità futura dell'Istituto, sia per quanto riguarda i servizi, che per la stabilità dei lavoratori.
Su questo per ora abbiamo solo narrazioni giornalistiche. Io mi sarei aspettata che l’Amministrazione si fosse presentata con un piano organico e completo, che comprendesse non solo la transazione, ma anche quello che sarà il futuro di IRAS e tutta la sua stabilità nel tempo, e anche il futuro di Casa Serena.
L’Amministrazione Cittadin è qui invece a proporci di accettare un accordo con IRAS e Regione che non produce alcun vantaggio per il Comune, che implica la rinuncia alla tutela dei propri legittimi interessi, compreso il ricorso ancora in essere e la rinuncia a qualsiasi pretesa futura sui propri diritti sugli oneri per mancate manutenzioni derivanti dalla restituzione dell'immobile di Casa Serena.
L’Amministrazione Cittadin dichiara che Casa Serena versa in uno stato di degrado e che, essendo tuttora la destinazione d'uso non modificata, rappresenta un immobile senza valore commerciale. A proposito della vantaggiosità di questo accordo.
Le responsabilità di tale situazione vanno cercate negli amministratori che si sono succeduti in IRAS e qui confermo e appoggio la richiesta di una Commissione di indagine su IRAS; le responsabilità ancora sono nella mancata o inadeguata vigilanza della Regione, che è sfociata in un commissariamento durato nove anni. Tuttavia l’Amministrazione Cittadina accetta e qui presenta un accordo che non propone alcuna ipotesi concreta per il riutilizzo di Casa Serena.
Tale accordo transattivo non è condivisibile per carenza di motivazioni di pubblica utilità e potrebbe non essere esente da rilievi della Magistratura contabile a causa degli oneri futuri da esso derivanti al Comune.
In conclusione, l'accordo non costituisce una soluzione che consenta di dimostrare un vantaggio per il Comune, non gli consente di esercitare i propri diritti legali presenti e futuri sui beni in oggetto, determina l'acquisizione di un bene, Casa Serena, dichiarato in stato di degrado, economicamente non ristrutturabile e commercialmente fuori mercato.
Non si può certo dichiarare che questo atto, inoltre, rappresenti un passo per la salvezza di IRAS, in quanto non contiene alcuna indicazione sul risanamento del debito di IRAS, manca qualsiasi garanzia sulla sostenibilità economica futura dell'Istituto, non vi sono certezze quindi per la continuità del servizio e per la stabilità dei lavoratori. Entrambi problemi per i quali esprimiamo preoccupazione e riteniamo indispensabile invece una soluzione definitiva con l'impegno preciso della Regione.
Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
A proposito di quei fondi che sono stati richiamati destinati al giardini Due Torri, nella risposta all’interpellanza precedente si è fatto riferimento a una risposta scritta, ma qui dobbiamo decidere la destinazione di fondi. Quindi abbiamo bisogno di sapere quali lavori vengono fatti e che tipo, perché evidentemente se si è fatta una richiesta di Soprintendenza, si è fatta attraverso una progettualità, quindi esiste una richiesta?
Chiedo poi anche perché viene continuamente fatto ricorso a fondi supplementari, quando si parla di interventi sul verde, quando esiste un contratto complessivo che ha anche un valore forfettario.
Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Dichiarazione di voto. Intanto faccio osservare all’Assessore Rizzato che il contratto sul verde è stato rifatto nel 2023, quindi non è un contratto datato. E’ stato ricalibrato e sono stati fatti degli incrementi dell'ordine di 150.000-200.000 euro rispetto alla precedente.
A parte questo, non ho avuto risposta nei termini di che tipo di lavori saranno fatti ai giardini Due Torri e comunque, visto che ci sono anche altre iniziative, quindi la mia dichiarazione di voto è di astensione perché ci sono anche altri lavori che invece meritano anche un'attenzione.
Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Anch'io esprimo favore verso questa iniziativa, verso questo auspicio che nasce oggi e che poi si dovrà tradurre in una applicazione che dipende anche dai paletti che sono stati posti. Però vorrei sottolineare anche quello che diceva prima Elena Rossi, cioè non è solo un fatto di tipo linguistico, ma quando si mettono dei ragazzi insieme, credo che bisogna anche evitare che si creino delle differenze ulteriori.
Quindi se questo serve a far partecipare all'animazione estiva più persone in condizioni ottimali e anche economicamente accettabili, va benissimo; non va bene differenziare i ragazzi perché questo potrebbe anche essere percepito negativamente dalle famiglie. Questo succede anche a scuola e spesso ragazzi non vengono classificati BES perché questo non è considerato accettato.
Perciò, poiché siamo in un contesto anche di animazione, quindi in un contesto anche di inserimento sociale, credo che questa cosa debba essere utilizzata per favorire la massima partecipazione dei bambini e dei ragazzi all'animazione.
Aggiungo solo, nel rimarcare il voto positivo, che dovremmo anche da questo prendere spunto per iniziative future sulla povertà educativa e di supporto anche ai ragazzi e ai bambini durante la fase scolastica, perché esiste tutta una problematica che ha bisogno anche dell'intervento del Comune.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Nessuno è contrario al Giro d'Italia, tant’è vero che il Giro d'Italia è passato da Rovigo altre volte, anche nella scorsa Amministrazione abbiamo avuto un passaggio del Giro d'Italia, quindi non è in sé il problema. Però cifre di questo genere non sono mai state prese in considerazione. Quindi il fatto di avere una programmazione e una previsione, perché io sono abbastanza sicura che esiste una previsione dettagliata di quelli che sono i costi che saranno fatti, però non sono emersi in maniera chiara e precisa.
C’è stato un flop delle sponsorizzazioni, questo mi pare sotto gli occhi di tutti, anche perché non è che le sponsorizzazioni arrivano dopo il Giro, e non abbiamo una visione complessiva. Se vogliamo fare anche sullo sport degli eventi programmati, dobbiamo mettere in rete il rugby, il softball, il pattinaggio, eccetera eccetera, quindi non solo il Giro d'Italia, ma anche tutta una serie di altri eventi.
Però io richiamo alla proporzionalità delle cifre, alla misuratezza, perché siamo in una città che ha molte esigenze e i cittadini hanno molti bisogni, e credo che potrà essere programmata anche in maniera molto più contenuta, e si potevano avere dei risultati uguali, analoghi, ma soprattutto credo che quello che spaventa di più sia questa ostentata tendenza a enfatizzare questi eventi così miracolosi, il Natale, il Giro d'Italia; eventi miracolosi costosi sulle spalle dei cittadini che, se permettete, se diventano anche un'abitudine, sono anche poco comuni.
Quindi il voto che io esprimo, che è il voto del Forum dei Cittadini, sarà contrario.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Grazie, buongiorno a tutti. La mia interpellanza è rivolta al signor Sindaco e agli Assessori all'ambiente e ai lavori pubblici. Su incarico del Comune di Rovigo è stata realizzata nelle ultime settimane un'indagine per rilevare la presenza di residui di piombo nell'area di Parco Langer.
Questa indagine risulta essere stata limitata ad alcuni punti collocati nell'area boschiva retrostante, molto arretrata e lontana dall'edificio e dalle sue pertinenze ambientali, che sono invece oggetto del progetto di ristrutturazione e riqualificazione, finanziato da Cariparo. Il progetto sostenuto dalla Fondazione si concentra nella palazzina storica che ha un vincolo storico ambientale, nell'ingresso e nell'area davanti alla stessa, fino a circa 20 metri dietro la casa.
Il resto del bosco è sottoposto a progetto di riqualificazione con fondi regionali AURO. L’indagine eseguita è di tipo preliminare e si è focalizzata solo in corrispondenza dei punti di ricaduta delle aree di tiro, riguarda solamente aree boschive integrali da sottoporre al riordino vegetativo, poco accessibili se non attraverso percorsi oggi non esistenti.
Si è svolta quindi una prima indagine preliminare che comprende solo dieci campioni localizzati su muri bersaglio e terrapieno, proprio per questo non rappresentativi né esaustivi per la classificazione dell'intera area. ARPAV prevede in questi casi che ad una indagine preliminare segua un piano di caratterizzazione dell'intera area per acquisire informazioni sull'entità della potenziale contaminazione in termini di aree e volumi di terreno interessati, nonché l'eventuale contaminazione delle acque di falda.
E questo si può rilevare nel procedimento ordinario di bonifica previsto da ARPAV Veneto. Una volta eseguito il piano di caratterizzazione e verificato su tutta l'area se il sito è potenzialmente contaminato, ARPAV prevede un'analisi del rischio sanitario ed ambientale, sito specifico, per valutare il grado di contaminazione e i rischi per la salute umana e per l'ambiente.
Solo nel caso in cui venisse evidenziato un rischio sanitario e/o ambientale non accettabile, il sito potrebbe essere considerato contaminato e si dovrà quindi realizzare la bonifica.
Per la verità anche l'indagine preliminare eseguita sull'area Langer perviene alle stesse conclusioni, cioè alla necessità di implementare l'indagine anche nel resto dell'area è di aumentare il numero di campionamenti e, valutato il piano di caratterizzazione, se si dovessero riscontrare dei superamenti del livello di piombo, eseguire anche analisi delle acque di falda.
E’ evidente quindi che non siamo oggi, sulla base dei riscontri eseguiti, nelle condizioni di poter considerare il sito Langer contaminato e tantomeno di poter considerare o valutare una bonifica dello stesso.
Si chiede pertanto quali sono le intenzioni e i passi successivi che il Comune di Rovigo intende compiere per arrivare a una verifica oggettiva del livello di potenziale inquinamento e rischio in area Langer; il Comune intende eseguire un piano di caratterizzazione dell'intera area e una eventuale analisi del rischio sanitario e ambientale sito specifica, come previsto da procedure ARPAV; a quali valutazioni faceva riferimento il Sindaco Cittadin nello scorso Consiglio Comunale quando parlava di un milione di euro per la bonifica, dato che non è possibile, con le indagini eseguite fino ad oggi, arrivare a conclusioni di sito contaminato e neppure alla necessità di bonifica di quest'area; dal momento che quest'area fa parte integrante del territorio comunale, è inserita in un quartiere urbano molto abitato e risulta essere frequentato, quale tipo di tutela intende proporre il Comune di Rovigo per creare condizioni di sicurezza durature rispetto alla presenza di alberi di alto fusto a rischio caduta e vegetazione che, se non controllata, può essere esca di incendio o di occupazione; si intende proseguire con la progettualità Langer attraverso l'utilizzo dei finanziamenti che sono stati ottenuti proprio per rendere funzionale l'edificio, riqualificare e mettere in sicurezza il bosco, consentendo di avere una gestione partecipata, con la collaborazione delle Associazioni culturali e ambientaliste, con la presenza di un presidio sociale ed ambientale nell'area.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Credo che comunque non siamo nelle condizioni di ritenere necessario in questo momento la bonifica. Sicuramente è opportuno un incontro con Demanio e Fondazione, e all'interno di questo incontro credo proprio che dovrebbe essere valutato un approfondimento dell'indagine per verificare il livello di potenziale inquinamento, che oggi non è accertato.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Io ritorno su questi alberi marcescenti, perché vorrei capire qual è questo importo che è stato destinato a un supplemento dell'affido ad ASM, visto che sto ancora aspettando delucidazioni sui motivi per cui alcuni alberi sono stati abbattuti. Vorrei capire se si tratta di questi o di quali, e in quali aree si è intervenuto con questi fondi.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Buongiorno a tutti. Io volevo riprendere una interrogazione che ho fatto in precedenza e che ha dato luogo ad una risposta molto carente. Mi sono state inviate delle note tecniche in data 14 aprile dal titolo “Considerazioni circa le condizioni di tre esemplari arborei radicati nelle pertinenze della scuola Papa Giovanni in Via Resistenza”, in risposta alla mia interpellanza del 20 marzo in Consiglio Comunale.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Assessore ai lavori pubblici e Assessore all'ambiente, esattamente come la precedente. Dalle note inviatemi si evince che la Società Ares, che nella persona del Dottor Morelli sottoscrive le dichiarazioni, ha ricevuto incarico di procedere con la direzione tecnica delle potature di Via della Resistenza eseguite nell'agosto 2024. Durante le stesse sarebbe fra virgolette “incidentalmente emersa la condizione di grave prostrazione di tre esemplari presenti all'interno del cortile della scuola in questione”.
Sulla base di questa e di altre informazioni fornite nella risposta, si riportano le seguenti dichiarazioni e si chiede di rispondere alle seguenti domande e richieste.
Le note tecniche riportano data 31 marzo, successiva all’interpellanza da me avanzata, per cui si richiede innanzitutto la comunicazione protocollata da voi menzionata, con cui la condizione degli esemplari è stata prontamente segnalata ai tecnici di ASM dal tecnico; una comunicazione rispetto a una simile necessità non può essere trasmessa verbalmente, in quanto ad essa deve seguire un parere tecnico da parte dell'ufficio comunale competente.
La grave prostrazione delle piante risulta comunque essere emersa ad agosto 2024, mentre i lavori di abbattimento sono stati eseguiti il 3 marzo 2025. Se le piante erano pericolose, dovevano essere abbattute prima che gli studenti utilizzassero il cortile per tutta la stagione invernale.
Inoltre la definizione di grave prostrazione vegetativa rappresenta un'affermazione generica dalla quale non si evince la gravità dello stato della pianta e, di conseguenza, il pericolo che essa rappresenta e la necessità di abbattimento, né sono state eseguite successive verifiche sulla stabilità che aiutassero a chiarire questo punto.
Mi risulta che ASM faccia eseguire periodicamente valutazioni sulla stabilità delle piante che presentano criticità, e abbia risorse a disposizione per abbattimenti in via d’urgenza e per la tutela della pubblica incolumità. A maggior ragione trattandosi di un cortile scolastico. Se la situazione derivante da solo esame visivo eseguito incidentalmente era così grave, perché i lavori di abbattimento non sono stati eseguiti subito, ma solo molto dopo?
Nella risposta si richiama la prassi che può essere utilizzata quando la normativa o il Regolamento di riferimento sono ambigui, mentre in questo caso esiste un Regolamento molto chiaro che richiede il previo parere di competenza rilasciato dal Dirigente dell'ufficio comunale competente. Nello specifico a proposito, il Regolamento del verde urbano del Comune di Rovigo prevede quanto segue: articolo 15, interventi sulle pubbliche alberature.
Gli interventi manutentivi sulle alberature pubbliche sono commissionati dall’Amministrazione Comunale a soggetti terzi individuati in conformità alle vigenti normative in materia di affidamenti pubblici di servizi professionalmente adeguati, e dovranno rispettare i principi e le norme inseriti nel Regolamento.
Ogni intervento di abbattimento, potatura o capitozzatura di alberi che insistono su proprietà pubblica, dovranno essere eseguiti previo parere di competenza rilasciati dal Dirigente dell'ufficio comunale in materia di verde pubblico. E’ vietato ogni intervento, attività o azione non autorizzati sulle alberature pubbliche. Perché il Regolamento non viene applicato?
Inoltre, oltre alle richieste precedenti, non risultando da quanto è stato trasmesso, si richiede una dichiarazione da parte di un tecnico abilitato che, in data antecedente a quella dell'intervento di abbattimento, riportasse lo stato di grave sofferenza o morte delle piante e il parere favorevole all'abbattimento rilasciato da parte dei competenti uffici comunali.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Si richiede risposta scritta a quanto sopra indicato e si ricorda che il suddetto Regolamento prevede anche delle sanzioni rispetto ai cittadini che non ottemperano a queste norme, e tali principi imposti ai cittadini devono essere quindi validi a maggior ragione per le azioni dell’Amministrazione che applica le suddette sanzioni e con la sua condotta deve dare l'esempio.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
A questo proposito vorrei ricordare che ci sono parecchie tariffe che sarebbero da aggiornare. Ne ricordo una: trasporto pubblico scolastico, è una tariffa che dovrebbe essere a totale carico dei cittadini. E’ evidente che se noi mettessimo a totale carico dei cittadini questa tariffa, ci sarebbe un aggravio impensabile.
Quindi il Comune ha cercato di intervenire in questi casi. Questo giusto per inquadrare che non stiamo facendo un danno al Comune, stiamo cercando solo di fare una commisurazione fra le esigenze dei cittadini e il rispetto delle leggi. Per quanto riguarda lo specifico di questa norma, intanto vorrei chiedere all’Ingegnere Scalabrin se la monetizzazione degli standard riguarda solo i parcheggi o anche il verde.
Riguarda anche il verde? Perché è evidente che di deroga in deroga, e di deregulation in deregulation, poi alla fine succede che ci ritroviamo senza parcheggi, c’è l'ennesima eterna lamentela che mancano i parcheggi e che soprattutto nell'ambito del centro storico anche le aree verdi hanno un'importanza fondamentale, almeno quelle che ci sono. Per quanto riguarda nel merito di questo aumento, l'aumento è rilevante.
E’ un aumento del 104%. Io capisco che ci sia stato un certo numero di anni alle spalle che non si è operato nessun aggiustamento. Ricordo, perché è una cosa che si dimentica, che noi abbiamo avuto nella precedente amministrazione un periodo che si chiamava Covid, in cui alle persone occorreva dare assistenza più che un aggravio.
Abbiamo un sistema urbanistico molto delicato e andare a impattare con degli oneri di urbanizzazione forti, potrebbe disincentivare insediamenti urbanistici che sono alla base dell'aumento della popolazione che in questo momento nel Comune di Rovigo è in forte calo. Quindi credo che, pur nel rispetto delle leggi, si potesse fare, si sarebbe potuto fare un aumento più graduale e un po’ più nel corso di almeno 2-3 anni, questo per evitare una batosta sulle spalle dei cittadini.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Credo che nei fondi in avanzo ci siano anche i fondi che riguardano la progettualità del Parco Langer, che era a bilancio e non è stata realizzata. Su questo volevo fare una considerazione di carattere generale in questo momento, riservandomi più avanti poi di fare altre interventi più specifici. Questa progettualità è dell'ordine di 1.400.000 euro, completamente coperti finanziariamente, e c'è una progettualità che è pronta da sviluppare.
C'è stata una verifica sulla problematica del piombo, sulla quale spero venga fatta anche una presentazione e si possa anche valutare se la verifica è completa, se ha permesso un'indagine completa, e se ci sono le condizioni in relazione alla destinazione d'uso che deve avere quest'area, che è un'area a bosco, per poter andare avanti. Ricordo che ci sono dei finanziamenti che hanno una scadenza, che quindi richiedono anche tempi certi.
Per esempio esiste un rapporto con Fondazione Cariparo, che è la principale sostenitrice di questo progetto, molto importante, e anche i fondi regionali. Questo lo dico perché il problema Langer non è solo un problema ambientale. E’ anche un problema di carattere sociale e di sicurezza sociale, perché noi ci stiamo preoccupando di Casa Serena che rischia di diventare un'area abbandonata.
Se ci mettiamo insieme i tre ettari di Parco Langer, creiamo un comparto all'interno della città completamente allo sbando. Ora avere dei finanziamenti disponibili e non utilizzarli è veramente uno spreco, per non dire di peggio, e diventa un obbligo morale e amministrativo quello di arrivare a completare questo progetto, proprio anche per garantire la funzionalità di quest'area che si trova a ridosso del Quartiere Commenda, il quartiere più popoloso della città. Mi fermo qui.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Solo una cosa. Avevo ipotizzato che sono i soldi che avete dato alla Curatela, ma li abbiamo dati per l'intero concordato fallimentare, dove dentro c'erano anche degli altri immobili.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Quindi li avete scorporati dagli altri immobili…
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Le risposte vanno date. Anche quella che ha dato l’Assessore è una risposta… mi dice che ha stanziato 90.000 euro per responsabilità: quali? Non si sa.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Questo bilancio è partito sostanzialmente con la precedente Amministrazione, quindi anch'io ero partita per un voto sostanzialmente di astensione. Però, da come si è evoluta la discussione in aula, devo segnalare e devo rilevare, mio malgrado, che il bilancio è stato stravolto. C’è un cambio di baricentro in questa Amministrazione, si ricomincia a sentir parlare di grande viabilità; abbiamo avuto spese stratosferiche su avvenimenti sulle spese di Natale, avremo un altro mastodontico Giro d'Italia.
A proposito delle persone che hanno più bisogno di sostegno sociale, mi pare che sia un po’ uno sfregio. Apprendiamo che vengono messi da parte 90.000 euro per sostenere le situazioni di non si sa bene chi e non si sa bene perché.
Poi devo dire che le affermazioni della Sindaca sono assolutamente inaccettabili sul Parco Langer, perché l’indagine che è stata fatta, sulla quale in questo momento non entro nel dettaglio, ma posso certamente dire che non giustifica quello che lei ha detto, dieci campioni su tre ettari e mezzo non possono giustificare una spesa di un milione di euro di bonifica, cioè queste sparate secondo me nuocciono alla credibilità del Comune, anche nei confronti di quegli Enti che hanno creduto e sostenuto l’Amministrazione, come la Fondazione, fino ad oggi.
Quindi invito ad avere un senso di responsabilità nei confronti dei finanziamenti che ci sono stati assegnati e che sono un impegno, ripeto, da un punto di vista della responsabilità amministrativa, non tanto politica, quanto amministrativa a favore della città. Il mio voto comunque per tutto questo è contrario.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Io vorrei solo ricordare che quando siamo arrivati noi nel 2019 Rovigo era fuori dalla zona logistica speciale. E’ stato solo un intervento e anche un lavoro di coordinamento fatto dall'ex Sindaco Gaffeo, che ha consentito con un'interlocuzione anche con la Regione di riportare Rovigo dentro alla ZLS, zona logistica speciale. E questo secondo me e secondo noi è una cosa molto importante.
Dopodiché sono pienamente d'accordo sullo scenario, sul quadro d'insieme che ha fatto il Consigliere Crivellari sulle opportunità di questa iniziativa. Credo però che il Comune di Rovigo non possa essere rinunciatario, cioè così come Chioggia, Venezia, hanno una loro autonomia pianificatoria all'interno di questa iniziativa, anche Rovigo città capoluogo, fino a prova contraria dovrebbe avere una sua autonomia gestionale e pianificatoria.
Direi di più, poteva anche Rovigo capoluogo diventare il punto di riferimento degli altri Comuni. Lo abbiamo fatto in altre questioni, in AURO per esempio: in AURO ci sono, quanti comuni? 13, 15, non mi ricordo.
Rovigo ha avuto un ruolo trainante nella pianificazione. Una città capoluogo si costruisce anche così. Si costruisce anche con un'iniziativa, con un'iniziativa che poi in questo caso ci porta che cosa?
Insediamenti, insediamenti industriali e quindi un aumento della popolazione. Questa cosa dobbiamo ricordarcela perché la città ha bisogno di crescere. Quindi il mio voto sarà favorevole alla mozione.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Sempre per continuare su questi argomenti, ci sono molti dubbi sull'uso di questa strumentazione; ci sono dubbi dal punto di vista della salute in particolare, e questo pone l'obbligo di avere la massima cautela, tanto è vero che stiamo parlando di una sperimentazione, quindi non siamo ancora nelle condizioni di poterlo usare in maniera tranquilla.
Allora mi chiedo: perché proprio a Rovigo dobbiamo fare la sperimentazione, in cui non abbiamo nessun bisogno di avere strumenti immediati e supplementari per garantire un ordine pubblico che tranquillamente si garantisce?
Perciò credo che le rassicurazioni della ditta costruttrice possono anche essere un pochino di parte, se vogliamo, ma sicuramente il senso di responsabilità di un Consiglio Comunale nei confronti di una cittadinanza dove non ci sono problemi di emergenza di ordine pubblico, possano suggerire di non adottare una sperimentazione in questo momento, o perlomeno fino a quando non ci saranno delle rassicurazioni complete sulla innocuità. Grazie.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Ribadisco la mia perplessità e quindi a nome del Forum annuncio il voto contrario all'avvio della sperimentazione ora a Rovigo, in questo momento in cui non è ancora una strumentazione sicuramente innocua.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Anch’io aspetto il Sindaco.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
La mia interrogazione è diretta al signor Sindaco e all’Assessore alle partecipate. L’interrogazione riguarda le due delibere di Giunta Comunale emanate recentemente e riguardanti la realizzazione dell'impianto di digestione anaerobica previsto dal piano industriale di Ecoambiente. In particolare nella delibera n.
104 del 28 marzo, viene sottoposto il problema della sostenibilità del piano economico finanziario dell'investimento stesso e le conseguenze sulle tariffe agli utenti.
Nell'analisi di questi elementi viene considerata però solo la due diligence Codato-Sinloc, pur essendo il Sindaco a conoscenza dell'incarico assegnato dal Consiglio di Bacino anche ad un'altra Società di professionisti, che hanno consegnato la loro relazione nella stessa data di uscita della delibera comunale; relazione quest'ultima che ha dato pareri molto diversi.
Nel deliberato si trae la conclusione di non proseguire nella realizzazione dell'impianto; conclusione suffragata da motivazioni limitate, parziali e quindi fuorvianti, che costituiscono un precedente non corretto che può inficiare e influenzare le scelte degli Organi competenti. Si chiede per quali motivazioni non si è atteso, per fare un'eventuale delibera, di avere a disposizione un quadro completo ed esaustivo possibile solo con la presentazione di entrambe le due diligence commissionate.
In riferimento alla seconda delibera denominata “Atto di indirizzo” n. 125 del 9 aprile 2025, si rileva che il tema centrale delle contestazioni all'impianto cambia radicalmente nei contenuti. Nella delibera si riprende solo marginalmente questa volta anche la due diligence dello studio Agenia, che ritiene invece conveniente e sostenibile la realizzazione dell'impianto, anche considerando lo scenario improbabile ma più sfavorevole di non acquisizione dei fondi PNRR.
In questa delibera comunale però si omette di richiamare la relazione di controdeduzioni formulata dai tecnici di Ecoambiente che demolisce le premesse e le valutazioni di Sinloc-Codato, sulla base di dati economici e parametri realistici di funzionamento e gestione dell'impianto integrato nel sistema rifiuti.
Tuttavia il tema di contrasto adottato in questa seconda delibera passa dal tema delle tariffe a quello della difformità degli impianti oggetto del PAU, provvedimento autorizzativo unico, rispetto a quanto previsto nel piano industriale di Ecoambiente.
I l progetto relativo all'impianto di digestione anaerobica per la produzione di compost e biometano, approvato con delibera del 9 febbraio 2022 dal Bacino per richiedere l'ammissione a finanziamento da fondi PNRR al Ministero dell’Ambiente, prevede un impianto di 40.000 tonnellate, 25.000 di forsu e 15 di verde e sfalci; progetto approvato e finanziato dal Ministero con decreto dell'ottobre 2023 per un importo di 11.981.000 euro.
Il Consiglio di Bacino, soggetto beneficiario e attuatore degli interventi PNRR, ha individuato come soggetto realizzatore il gestore Ecoambiente. Il Ministero ha anche disposto, con provvedimento del giugno 2024 una anticipazione al Consiglio di Bacino del 10% dell'importo pari a 1.198.000 euro, che nell'agosto 2024 il Bacino ha girato a favore della Società Ecoambiente.
In data 25 marzo 2024 è stato approvato dal CdA di Ecoambiente il progetto da presentare alla Provincia di Rovigo per conseguire l'autorizzazione alla costruzione dell’esercizio dell'impianto.
In riferimento al trattamento della frazione vegetale, rispetto alle previsioni del fabbisogno impiantistico del piano industriale, non si è riscontrata in questi anni, dal 2020 ad oggi, la riduzione della produzione del verde, come invece era previsto nel piano industriale, registrando una quantità raccolta prossima e talvolta superiore alle 25.000 tonnellate rispetto alle 12.700 previste nel piano industriale.
Il gestore ha ritenuto opportuno, al fine di una chiusura completa del ciclo dei rifiuti, di inserire nella richiesta alla Provincia anche una piattaforma per il recupero, anche mediante compostaggio, degli scarti verdi per le quantità in eccesso rispetto ai materiali che possono essere utilizzati nel biodigestore, che rimane a 40.000.
Il progetto inviato alla Provincia contiene quindi in allegato il progetto da 40.000 tonnellate, approvato e finanziato; e uno da 10.000 tonnellate per una piattaforma per il recupero mediante compostaggio degli scarti verdi che risultano in eccesso rispetto alle quantità utilizzabili nel digestore. I riscontri di tali indicazioni si trovano a pagina 3 e 6 del PAU. Inoltre a pagina 4, terza riga del verbale della Commissione VIA, si esplicita che questi progetti sono realizzati per stralci funzionali.
I progetti dei diversi stralci sono presentati uno alla volta, per consentire al soggetto realizzatore di realizzare gli impianti secondo le disponibilità economiche. Uno stralcio funzionale del progetto esecutivo è una porzione del progetto che viene scorporata e sviluppata come unità autonoma, con l'obiettivo di garantire la funzionalità, fruibilità e fattibilità indipendente rispetto al progetto complessivo.
Questo approccio consente di realizzare lavori o interventi specifici senza dover completare l'intera opera prevista dal progetto generale. Questo è altresì indicato nella stessa delibera messa in approvazione dal Consiglio di Bacino l’11 aprile 2025, dove si propone di deliberare: al punto 3, di dare espresso e sollecito mandato al gestore di realizzare tutte le sezioni dell'impiantistica legate all'esecuzione delle opere previste dai finanziamenti PNRR, ossia dell'impianto di trattamento…
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Sì sì, sto finito. Per realizzare il progetto relativo alle 40.000 tonnellate. Al punto 5 della stessa delibera, di approvare la realizzazione della sezione impiantistica di recupero mediante compostaggio degli scarti verdi, a fronte dei quantitativi intercettati.
Quindi la richiesta di autorizzazione alla Provincia riguarda l'impianto di 40.000 tonnellate, ma inserisce anche una richiesta autorizzativa supplementare di un impianto di trattamento di compostaggio indipendente dal primo che, una volta autorizzato dal PAU, potrà essere realizzato solo previa approvazione del Consiglio di Bacino e l'inserimento nel piano industriale.
Quindi quest'ultimo impianto potrà anche non essere realizzato in futuro senza inficiare la funzionalità del biodigestore e l'utilizzo dei finanziamenti PNRR. In riferimento al piano dei rifiuti approvato nel 2020, che prevedeva tre scenari…
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Sì, chiudo. La Giunta quindi delibera di non voler esprimere parere favorevole alla realizzazione dell'impianto, richiamando presunte difformità rispetto al piano industriale; parere che non tiene conto delle considerazioni sopra riportate, che risultano desumibili tutte dagli atti del PAU e dalla delibera proposta in approvazione al Consiglio di Bacino, che peraltro è l'unico soggetto titolato e tecnicamente dotato di strumenti di valutazione complessiva adeguati.
Si richiede perché si sono volute emanare queste due delibere non sufficientemente correttamente motivate, come si evince dai riscontri sopra riportati; delibere che possono impropriamente ostacolare l'acquisizione di circa 12 milioni di fondi PNRR, che rappresentano un'opportunità per i cittadini di Rovigo e del Polesine per facilitare e rendere più conveniente la realizzazione degli impianti del piano industriale e stabilizzare le tariffe, insieme al consolidamento economico finanziario della Società partecipata dei rifiuti Ecoambiente.
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Il Comune di Rovigo, avendo il 51%, ha anche la maggiore responsabilità se vanno persi 12 milioni di euro, perché 11 milioni sono del Comune di Rovigo. Questo impianto è di 40.000 tonnellate e le altre 10.000 si potranno anche non realizzare. Per queste abbiamo solo un'autorizzazione, e questo l'ha scritto anche la delibera del Bacino.
Non possiamo garantire alla zia Maria che le tariffe, anche se non faremo l'impianto, resteranno tali, perché saremo sottoposti al mercato e quindi avremo le oscillazioni che saranno previste. Le Società in house hanno queste regole. E’ vero, il Comune di Rovigo ha più peso, ma non riesce ad esercitarlo.
Abbiamo anche provato nella scorsa legislatura a fare una nuova governance, ma non è stata approvata.
Consigliere Lista Civica per Rovigo Edoardo Gaffeo, Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo, Movimento 5 Stelle 2025
Molto sintetica. Innanzitutto devo ringraziare il Sindaco e tutto il Consiglio per la positiva accoglienza. Questo è doveroso.
La mia interrogazione è all’Assessore ai lavori pubblici e all’Assessore all'ambiente. L'interrogazione riguarda i procedimenti e le autorizzazioni messe in atto relativamente agli abbattimenti di alberi recentemente eseguiti anche su suolo pubblico.
Mi rivolgo all’assessore ai lavori pubblici in quanto responsabile della funzione del verde pubblico e del contratto di affidamento della Società partecipata ASM che svolge l'attività e all’Assessore all'ambiente in quanto responsabile dell'ufficio che valuta le richieste di potature e abbattimenti anche sul suolo pubblico e rilascia le relative autorizzazioni. In riferimento al regolamento per la tutela del verde urbano approvato con delibera del Consiglio Comunale di Rovigo n.
37 del 20 giugno 2017, in particolare agli articoli 8 e 9, per quanto riguarda gli abbattimenti nei giorni scorsi realizzati in particolare in Via della Resistenza sul giardino scolastico e nell'incrocio Via Marchioni-Corso del Popolo, chiedo di voler fornire in forma scritta - l'interrogazione richiede risposta scritta - di voler fornire in forma scritta le indagini, test, prove di stabilità degli alberi, perizie tecniche redatte da tecnico abilitato, dottore agronomo, dottore forestale, perito agrario o titoli equipollenti, che certifichino l'assoluta necessità dell'intervento di abbattimento, anche eventualmente fornite dalla Società partecipata che gestisce il verde urbano per conto del Comune di Rovigo.
Da ripetute segnalazioni che ho ricevuto dai cittadini residenti nelle vicinanze, oltre che da conoscenza diretta, non risultano essere stati abbattuti alberi morti o che fossero di intralcio alla sicurezza.
Ribadisco l'importanza di mantenere il patrimonio arboreo arbustivo anche e soprattutto in città per migliorare il microclima contro le isole di calore e ridurre gli effetti dell'inquinamento da polveri sottili, così come affermato nel Master Plan del verde urbano del Comune di Rovigo, che ho fatto eseguire presentato nel 2023 e recentemente ricordato da ISPRA come buona pratica. Grazie.
Consigliere Lista Civica per Rovigo Edoardo Gaffeo, Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo, Movimento 5 Stelle 2025
Riprendendo un po’ quello che è stato detto finora, io vorrei tornare alla mozione che secondo me ha un intento costruttivo. Innanzitutto la mozione non è in contrasto con la revisione del piano particolareggiato, anzi noi riteniamo che il piano abbia bisogno di essere rivisto, ha bisogno di avere una maggiore organicità e di essere più attualizzato. Però bisogna anche avere degli obiettivi.
Quindi la mozione rilancia l'obiettivo dell’interportualità, perché l'interportualità è effettivamente un obiettivo primario che dà valore a quest'area tanto più, se vogliamo rilanciarla, in un momento in cui si stanno sviluppando le ZLS. Quindi quando mai si potrà avere una situazione in cui dare a questa zona, che ha le caratteristiche di intermodalità, la possibilità di essere il fulcro di uno sviluppo di queste attività delle ZLS? Quindi la mozione vuole anche darsi questo obiettivo.
Inoltre è un piano. E’ un piano complesso e articolato. In tutti i piani complessi e articolati ci vuole una valutazione ambientale, di impatto ambientale, di effetti.
Quindi non è altro che chiedere che nell'ambito della pianificazione di quest'area si vada a considerare anche questo aspetto, così come viene fatto ordinariamente in tutti i piani. Direi anzi che dovrebbe essere normale e obbligato. Il problema qui lo si pone perché?
Perché siamo in un'area in cui ci sono degli insediamenti impattanti, due fonderie, c'è una zona industriale e c'è un insediamento abitativo molto sviluppato, che è Borsea, ma c'è anche Sant’Apollinare e ci sono i paesi limitrofi di Bosaro e Pontecchio. Quindi questo dovrebbe essere un motivo in più per andare a inserire in questo piano anche una valutazione degli effetti ambientali.
Io credo che, visto in un'ottica di questo tipo, non è altro questa mozione che una proposta costruttiva di vedere come arrivare ad una rilancio dell’Interporto.
Assessore
Io credo che questo punto faccia parte della delibera successiva, quindi sia opportuno fare tutto un ragionamento per spiegare che i fondi relativi ai bandi Auro saranno disponibili e contemporaneamente ci dovrà essere un cofinanziamento, che oggi mettiamo a disposizione.
Per avere accesso ai fondi Auro abbiamo bisogno di avere un titolo e poiché, come spiegherò poi con maggiore dovizia di particolari, noi metteremo in atto un accordo di valorizzazione con il Demanio e la Soprintendenza, nelle more di questo accordo, che sarà il passo decisivo per il trasferimento di proprietà, ci sarà comunque una concessione temporanea. che è titolo sufficiente e necessario per aderire ai bandi Auro.
Credo che nel prossimo punto all'ordine del giorno potrò spiegare con maggiore precisione e completezza.
Assessore
Vorrei entrare solo nel merito di una specifica ulteriore della fase 3 e del punto che è stato toccato prima, e leggo il deliberato del punto successivo, perché di fatto quello che il Consigliere Rossini ha riportato è la delibera successiva.
Nella delibera successiva si dice: di approvare il programma di valorizzazione di Parco Langer nelle fasi 1, 2, 4, 5 e 6”, che riguardano un progetto che è completamente finanziato e che vedremo dopo; di dare atto che la fase 3, di importo pari a 400.000 euro, verrà approvata solo a seguito dell'assegnazione dei fondi dell’Autorità urbana di Rovigo relativa alla misura infrastrutture verdi, della strategia Sisus, già approvata con decreto della Direzione programmazione unitaria della Regione Veneto, quindi i fondi sono già assegnati di fatto, noi su questi aspettiamo solo l'emanazione dei bandi per potervi partecipare; l’assegnazione è di un contributo di 360.000 euro, che però oggi non ci sono, e allora la ragioneria ci dice “Questi fondi oggi non ci sono perché il Comune deve partecipare a un bando”, e per partecipare a questo bando abbiamo bisogno di 40.000 euro di cofinanziamento.
Tutto questo avverrà nel momento in cui, approvato questo progetto, c'è già un accordo con l'Agenzia del Demanio di fare una concessione temporanea per concederci, in attesa di fare il passaggio di proprietà complessivo, poterci permettere di partecipare al bando.
Nulla esclude che quando usciranno i bandi, e presumibilmente usciranno fra qualche mese, possiamo già essere nelle condizioni di avere la proprietà del bene, ma come minimo avremo una concessione temporanea perché questo è stato concordato con l'agenzia del Demanio. Ci sono tutti i documenti allegati agli atti.
Assessore
Inizio la presentazione del progetto di valorizzazione Parco Langer, che finora è stato anticipato, ma che ha bisogno di una sua organica presentazione. Il Parco Alexander Langer è un bene demaniale che ha un vincolo storico culturale e ambientale da dieci anni, dal 2014. Questa Amministrazione, appena insediata, ha iniziato un rapporto con l’Agenzia del Demanio facendo una richiesta formale di acquisizione del bene, e il Demanio ci ha proposto come modalità di concessione il federalismo demaniale.
Questa modalità prevede un piano di valorizzazione, ossia un completo recupero del bene, e ci ha indicato delle linee guida ben precise. Si è sviluppato una progettazione da parte sia degli uffici, sia di progettisti, sia di tipo architettonico che forestale, e si è arrivati a un progetto che è stato presentato al tavolo tecnico che si è costituito alla fine del 2022 e che il 2 agosto 2023 ha approvato questo progetto di valorizzazione.
Il progetto di valorizzazione comprende la ristrutturazione completa e rifunzionalizzazione dell'edificio e il recupero delle adiacenze verdi intorno all'edificio. Questo è il progetto che si riferisce alle fasi 1, 2, 4, 5 e 6, e questa cronologia è stata attribuita in agosto, proprio perché in agosto noi non avevamo il finanziamento completo di quest'opera.
Quindi abbiamo indicato un cronoprogramma di realizzazione e di finanziamento che, alla luce degli avvenimenti delle ultime settimane, è superata nel senso che oggi abbiamo il finanziamento completo.
Il progetto di recupero dell'edificio e delle pertinenze verdi, circa 4.000 metri quadri, ammonta a circa 1.025.000 euro ed è ad oggi completamente finanziato grazie al contributo sostanzioso che è arrivato da Fondazione Cariparo il 22 gennaio di quest'anno, con una attribuzione di 700.000 euro, che si aggiungono ad altri 200.000 euro che erano stati precedentemente attribuiti a questo progetto.
Questi fondi derivano da capitoli e da destinazioni che Fondazione dà ad ambiente e paesaggio, ed è frutto anche del fatto che Fondazione ha creduto in questo progetto e lo ha ritenuto un'opportunità per la città. Nel frattempo esisteva anche un'altra quota. Negli anni scorsi sono stati messi da parte alcuni fondi che vanno a completare 1.025.000 euro.
Quindi rispetto al cronoprogramma che ci eravamo dati, noi oggi siamo in grado, nel giro anche di tempi molto più accelerati, di completare la riqualificazione del bene edilizio architettonico. Nel frattempo, e sto parlando nel corso del 2023, si è aperta l'opportunità di avere anche dei fondi per riqualificare il bosco, cioè l'area verde retrostante l'edificio.
Il bosco è di circa tre ettari ed ha una problematica legata al fatto che ci sono piante pericolanti, c'è una riqualificazione vegetativa, un riordino della vegetazione da fare, e questo noi lo abbiamo inserito nel bando della strategia regionale di sviluppo sostenibile Sisus, misura infrastrutture verdi, con una richiesta di 400.000 euro relativa a Parco Langer.
Questa strategia è stata approvata a dicembre 2023 e questo consente quindi di riqualificare completamente tutta l'area con fondi di derivazione diversa, ma tutta l'area è finanziata. Naturalmente i 400.000 euro non sono ancora nella disponibilità del Comune, mentre tutti gli altri sì, e lo saranno quando il Comune parteciperà ai bandi che sono specifici e destinati al Comune stesso con una quota di cofinanziamento del 10%, di cui la delibera precedente.
I bandi di Auro, del Sisus, sono attesi nel secondo semestre 2024 e a questo punto, con il progetto completamente finanziato in tutte le sue parti, siamo arrivati al Consiglio Comunale per una approvazione del progetto, perché dal 2 agosto, quando il tavolo tecnico, Demanio, Soprintendenza e Comune, ci ha approvato il progetto, è partito anche l'iter dell'accordo di valorizzazione.
L'accordo di valorizzazione è un contratto stipulato tra le due parti, Demanio e Comune, che concordano le modalità per il trasferimento della proprietà. L’accordo di valorizzazione, che noi abbiamo già in mano e abbiamo già in gran parte compilato e predisposto, richiede l'approvazione del Consiglio Comunale, cioè richiede che il progetto che viene considerato abbia anche l'approvazione del Consiglio Comunale evidentemente.
Una volta che ci sarà l'approvazione del Consiglio Comunale, si potrà tornare, come diceva prima il Sindaco, al tavolo tecnico, chiudere l’approvazione e completare l'accordo di valorizzazione che, per trasformarsi poi in trasferimento di proprietà, richiede qualche mese. Perché? Perché il Demanio ha bisogno di tutte le sue autorizzazioni nazionali e ci sono dei tempi tecnici.
Nel frattempo noi dovremo aderire, partecipare ai bandi Auro, quindi ci potremmo avvalere di una concessione temporanea per poter partecipare ai bandi. Questo nelle more dell'accordo di valorizzazione, vale a dire sarà in corso l'accordo di valorizzazione per arrivare al trasferimento della proprietà e nel frattempo, per non perdere anche l'opportunità dei fondi Auro, avremo questa concessione anticipata e temporanea. Sono stati anche presi in esame poi i costi legati un po’ alla gestione di quest'area.
La gestione di quest'area, come è previsto nel progetto e come è stato anche ben valutato e valorizzato, prevede che ci sia una gestione partecipata con le Associazioni culturali e ambientali del territorio, che hanno manifestato la loro disponibilità in tal senso.
Quindi la destinazione di questo edificio, e questo ci è stato chiesto anche da Soprintendenza e Demanio, sarà quella di avere uno spazio per incontri, un ecomuseo, una Casa delle Associazioni, dove realizzare attività di educazione ambientale, attività formative in campo ambientale e didattico. Questo dal punto di vista dell'edificio.
Dal punto di vista del bosco, la partecipazione al bando Auro ci ha imposto, ci ha messo nelle condizioni di riaprire un rapporto di collaborazione con Veneto Agricoltura, che è disponibile non solo a intervenire sull'area e quindi a garantire anche una prestazione di tipo qualificato, perché ricordiamo che Veneto Agricoltura negli anni scorsi, negli anni passati, era intervenuto inserendo Parco Langer nei suoi progetti di boschi urbani.
Quindi era abbastanza naturale rivolgersi a quel soggetto che aveva delle caratteristiche, sia di competenza, sia di conoscenza del bene, e con Veneto Agricoltura abbiamo anche ipotizzato che, successivamente al riordino dell'area, perché è evidente che con 400.000 euro nel bosco noi riusciremo a eliminare tutte le piante pericolanti, fare delle sostituzioni e far crescere il bosco sottostante.
Teniamo presente che il bando Auro si articola in tre anni e in questi tre anni si favorisce l'evoluzione vegetativa del bosco. Alla fine Veneto Agricoltura potrebbe essere l’Ente che si occuperà anche di manutenzioni periodiche che sono state stimate nell'ordine di circa 10.000 euro per i prossimi anni, a partire dal 2027, costo medio annuo; oltre 15 perché ci sono anche le utenze - sto parlando solo del bosco - mentre poi c'è anche la parte relativa all'edificio.
Rapidamente vi mostro alcune slide per capirci e per avere qualche indicazione più rappresentativa. Voi conoscete tutti bene Parco Langer, che è un ex Tiro a Segno della fine dell'Ottocento, che ha attualmente, anche grazie ad avere sempre avuto di fatto un vincolo, si è mantenuto ed è diventato un luogo anche di elevato valore ambientale, oltre che storico architettonico. E’ un ambiente molto vario, comprendente habitat di zone boschive, zone umide prative.
Si trova però in questo momento in uno stato di degrado e con non fruibilità da parte della cittadinanza. I problemi principali sono gli alberi pericolanti che vi dicevo e che andranno eliminati, percorsi inagibili, e la vegetazione pericolosa.
Gli obiettivi del programma sono la messa in sicurezza dell'edificio storico e ristrutturazione completa, e la messa in sicurezza e riqualificazione del bosco urbano, con attrezzature e percorsi di visitazione che potranno poi essere gestiti in collaborazione con le Associazioni, attraverso un rapporto dei patti di collaborazione, creando le condizioni per cui l'area possa anche essere fruibile e inclusiva. Questo è uno schema dell'area.
La zona anteriore con il riquadro tratteggiato è quella che ci riferisce alla parte verso la rotatoria, per intenderci, dove abbiamo l'edificio di colore bianco e tutta l'area verde intorno; in particolare gran parte di quest'area è davanti e lì avremo innanzitutto la messa in sicurezza dell’ingresso dal cancello, con la possibilità anche di accesso per i disabili e la riqualificazione della vegetazione sia nella fascia verso il Ceresolo, sia nella fascia sud ai bordi del prato, che rimarrà tale.
Mentre tutto il resto, che è la fascia lunga e stretta retrostante, fanno parte del bosco che sarà oggetto dei fondi Auro. Questo è un particolare dell'area dove vediamo bene l'edificio; vediamo il percorso dell’ingresso del viale alberato, del viale dei tigli che verrà riqualificato anche con percorsi adatti a disabili; e vediamo le fasce di vegetazione che verranno in prima battuta riqualificate anche per consentire i lavori, perché oggi come oggi non è neppure possibile entrare a fare lavori edilizi.
Questo è il viale dei tigli caratteristico e sotto vediamo come il viale potrebbe diventare in un rendering accessibile anche ai disabili. Sotto vediamo l'edificio come si può prospettare in una ristrutturazione completa. Invece la zona boschiva e la zona retrostante sarà oggetto di valorizzazione e riqualificazione per quanto riguarda Auro.
In questa ultima slide si riassume il cronoprogramma e la sostenibilità economica così come appariva il 2 agosto. Il 2 agosto noi avevamo fondi iscritti a bilancio che ci consentivano di coprire la fase 1, che era una fase di messa in sicurezza; avevamo fondi richiesti alla Fondazione Cariparo relativi al 2023 che ci consentivano di coprire la fase 2, che già era una fase di inizio ristrutturazione dell'edificio.
Assessore
Ho finito. La fase 4 era ancora con fondi non coperti, e anche la fase 5 e 6. Per cui il cronoprogramma era spalmato fino al 2028.
I fondi da coprire nelle fasi 4, 5 e 6 sono i 700.000 euro che sono arrivati da Fondazione il 22 gennaio, per cui noi oggi siamo qui a presentare un progetto che ha un importo di 1.025.000 euro, di cui 900.000 euro messi da Fondazione, che è completamente finanziato. Inoltre abbiamo una fase 3, che è quella relativa ai 400.000 euro, di cui 40.000 euro del Comune.
Questa fase sarà successivamente operativa quando il Comune sarà in grado di partecipare ai fondi e di avere l'assegnazione piena a bilancio di questi fondi. Credo di avere detto tutto. La Commissione ha approvato questo progetto con 5 voti favorevoli e 1 astenuto.
E ci sono tutti i pareri tecnici, sia dal punto di vista economico che tecnico.
Assessore
Non abbiamo in questo momento avuto indicazioni in tal senso. E’ chiaro che abbiamo un finanziamento cospicuo, che può consentire anche di fare delle indagini. Quindi in sede di indagini si possono anche valutare, ma allo stato questo non è…
Assessore
I rilievi sull'area non sono ancora stati fatti per arrivare a un progetto definitivo, perché l'area non è agibile. Quindi esiste un piano di valorizzazione che comprende comunque un progetto che ha delle cartografie, che ha un computo metrico, quindi è stata fatta una valutazione complessiva della progettazione, però nei dettagli di tipo tecnico, e le soprattutto i rilievi non sono ancora stati fatti sul luogo.
Quindi in questo senso si rinvia a quando si farà primariamente una riqualificazione dell'area verde intorno alla casa in modo da poter entrare in sicurezza. Quest'area verrà gestita e ci sarà una manutenzione in termini di un bosco, tanto è vero che ci siamo rivolti a Veneto Agricoltura. Veneto Agricoltura ricordo che, come ho già detto prima, fino ad ora era intervenuta su Parco Langer gratuitamente, nel senso che era inserita nel piano delle manutenzioni che loro fanno nei boschi urbani.
Io ho anche chiesto questa cosa, però chiaramente oggi come oggi non me la possono garantire, ma è possibile che questo avvenga, cioè è possibile che il bosco, una volta riportato in condizioni di ordinarietà, venga inserito periodicamente nelle manutenzioni che fa Veneto Agricoltura. Ci potrebbe anche non costare neppure i 10.000 euro. Io mi sono fatta fare comunque una stima orientativa, perché avevo bisogno di fornire un valore medio annuale.
Quindi non stiamo parlando di un bene che viene gestito secondo i criteri della gestione del verde di ASM, perché stiamo parlando di un bosco, ribadisco. Faccio presente che l’acquisizione di Parco Langer con il federalismo demaniale e i lavori che verranno eseguiti in larghissima parte con fondi non comunali, porteranno a patrimonio comunale una cosa come un milione e mezzo. Quindi di fatto questo è un grosso valore anche economico, oltre che ambientale.
E risolviamo un problema. Perché? Perché oggi Parco Langer in queste condizioni è un problema non solo dal punto di vista del degrado vegetativo, ma è anche un problema perché è un'area in abbandono della città.
I tempi. E’ vero che sono due progetti di fatto: uno riguarda l'edificio e le pertinenze verdi circostanti; uno riguarda il bosco retrostante, però i tempi sono abbastanza compatibili. I fondi Auro hanno una realizzazione entro il 2026-2027, quindi saranno certamente esauriti in quell'arco di tempo.
Il finanziamento che prevede il progetto di riqualificazione edilizio architettonica nel cronoprogramma che vi ho fatto vedere prima arriva al 2028 ma, dopo che Fondazione a fine gennaio 2024 ci ha messo a disposizione altri 700.000 euro, noi siamo nelle condizioni di fare molto prima, cioè siamo nelle condizioni di realizzare e di chiudere questi lavori nell'arco di un paio di anni, poco più. Perché siamo arrivati adesso? La prima istanza presentata al Demanio è stata a fine 2021.
Ci sono stati una serie di incontri del tavolo tecnico a livello di Soprintendenza e Demanio, e vi assicuro - e il Sindaco era presente e anche i tecnici - che c'è stata una precisa richiesta di requisiti molto stringenti da parte del Demanio e della Soprintendenza. Quindi la progettazione che abbiamo dovuto fornire è una progettazione che risponde a questi requisiti e alle linee guida indicate. Facciamo una precisazione: Auro prevede degli avvisi per le misure specifiche che sono inserite nella strategia.
Fra questi avvisi, la pista ciclabile e le infrastrutture verdi sono quelli di prioritaria emissione, cioè su indicazione della Regione noi sappiamo che i primi bandi, i primi avvisi a uscire saranno quelli della pista e delle infrastrutture verdi. Questo è anche il motivo per cui si è fatta la delibera precedente. Con i fondi che noi abbiamo messo a disposizione di cofinanziamento, potremmo già iniziare una progettazione perché i fondi Auro consentono anche una copertura precedente.
Per partecipare a questi avvisi, perché noi abbiamo già le linee guida dei bandi, non è richiesta la proprietà del bene, bensì la disponibilità del bene. Quindi è evidente che la concessione temporanea anticipata diventa un titolo di disponibilità che ci consente di partecipare ai bandi. Scusate, faccio un intermezzo.
Consentitemi di essere d'accordo con la Consigliera Biasin sulla soddisfazione, solo perché su questa cosa abbiamo lavorato - e uso il plurale non a caso - abbiamo lavorato Sindaco, Giunta, uffici, e tutte le persone che, anche da parte delle Associazioni, hanno dato dei contributi per anni, non solo in precedenza, ma anche in maniera molto serrata in questi ultimi anni per rispondere alle richieste di Enti che certamente, per salvaguardare il patrimonio pubblico, hanno delle richieste molto importanti, e noi siamo riusciti a rispondere a queste richieste, tanto è vero che lo snodo è stato il 2 agosto 2023, quando siamo riusciti ad avere l'approvazione del piano di valorizzazione.
Adesso chiaramente partirà una progettazione anche più mirata, nel momento in cui però ci sarà l'approvazione del Consiglio, perché è evidente che questo è un passo importantissimo per procedere. Perché siamo arrivati adesso? E secondo me è anche bene che siamo arrivati adesso.
Perché siamo riusciti ad allineare tutta una serie di progettazioni ma anche di coperture finanziarie, perché io vorrei capire cosa avrebbe detto il Consiglio se fossimo venuti con un progetto non finanziato, cioè avremmo potuto venire in Consiglio a presentare un progetto, magari anche molto bello come questo, senza avere le coperture finanziarie? Evidentemente non saremmo forse neanche arrivati in Consiglio perché i nostri Dirigenti non ce lo avrebbero consentito.
Quindi il fatto di aver atteso e di aver avuto anche un ritardo, la comunicazione di Fondazione dei 700.000 euro è del 22 gennaio 2024. Volevo rispondere ancora ad alcune cose velocemente. Quindi la concessione anticipata è una titolarità del bene che però, attenzione, avviene nelle more dell'accordo di valorizzazione, cioè noi dal 2 agosto abbiamo già in mano e stiamo completando l'accordo di valorizzazione; il ché vuol dire che stiamo completando l'accordo con il Demanio.
Abbiamo avuto già una serie di incontri; questo è pronto. Manca solo l'approvazione del Consiglio Comunale. A quel punto l'accordo di valorizzazione è definito, si può ritornare al tavolo tecnico e poi, per arrivare al trasferimento del bene, basterà solo il tempo tecnico che il Demanio nazionale autorizzi la firma.
Perciò la concessione anticipata non è altro che un breve anticipo di quello che poi sarà il trasferimento complessivo della proprietà. Direi che ho risposto un po’ a tutto. Se vuole completare il Sindaco, lo ringrazio.
Assessore
Io faccio una breve premessa e poi passerei a presentarvi alcune slide perché lo studio che si era incaricato di questo lavoro alla fine è andato via perché i tempi si sono protratti troppo a lungo, quindi farò personalmente una breve presentazione. Premetto che questo è uno dei punti fondamentali che questa Amministrazione propone per completare il grosso lavoro che è stato fatto in questi anni.
E’ un piano che risponde al Patto dei Sindaci, quindi a un impegno comunitario che tutti i Sindaci, a partire dal 2008, hanno preso per quanto riguarda le azioni per l'energia sostenibile e il clima.
E’ un piano che ha orizzonte del 2030 ed è stato approvato già da questo Consiglio Comunale nel 2016, ma dopo questa approvazione c'è stato un ulteriore aggiornamento del Patto dei Sindaci a livello comunitario, che ha riportato l'orizzonte di applicazione fino al 2050 L’obiettivo di questo piano è la riduzione delle emissioni di CO2 e un’analisi anche su quelli che sono i fattori di rischio climatico e quindi le azioni che possono andare a ridurre questi problemi. Il nostro PAESC è un PAESC intercomunale.
Quindi Rovigo è capofila di quattro Comuni, gli altri Comuni sono Lusia, Villadose, Ceregnano, quindi alcune azioni che vengono individuate sono azioni di tipo comunale, altre intercomunali. Tengo subito a sottolineare una cosa molto importante per cui questo è un punto essenziale che questa Amministrazione intende portare avanti prima della sua conclusione. E’ un piano che viene richiesto per tutte le programmazioni di fondi comunitari come prescrizione.
Dico abbastanza chiaramente che, se non viene approvato questo piano, noi possiamo rinunciare ai fondi AURO e a tutti i fondi di programmazione comunitaria che avranno luogo da ora in avanti. Questo vi fa capire anche un po’ l’importanza. E’ comunque un piano propositivo ma non impegnativo, nel senso che vengono proposte delle azioni, ma la loro realizzazione innanzitutto è scaglionata nel tempo, cioè entro il 2030-2050, però ogni due anni viene fatta una revisione.
Questa revisione nel piano del 2016 non è mai stata fatta e l'abbiamo fatta in questi anni, proprio anche in virtù della…….
Assessore
Quindi questa revisione non è stata fatta, viene richiesta oggi. Noi l'abbiamo fatta in virtù delle emergenze che si sono verificate in campo energetico e quindi hanno determinato anche un cambio di visione e di prospettiva. Vado rapidamente a vedere alcuni aspetti di questo piano.
Innanzitutto il piano ha previsto una ricognizione di quelli che sono i consumi energetici del Comune di Rovigo e li ha tradotti anche in emissioni di CO2. Quindi è stata fatta una ricognizione complessiva, sia a livello del Comune, quindi edifici comunali, ma anche una stima e una valutazione di tutti i consumi che si realizzano a livello di consumi privati. Quindi c'è una valutazione complessiva.
Il Patto dei Sindaci traguarda il 2030 e risponde a una legge europea sul clima. Noi tutti sappiamo che la previsione dell'Unione Europea è arrivare entro il 2050 alla neutralità climatica. L’impegno che è stato preso è di ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030.
Si prevedono quindi azioni, perché il PAESC è un piano di azioni, azioni di mitigazione e azioni di adattamento climatico. Quindi l'obiettivo è anche quello di contrasto ai cambiamenti climatici. La mitigazione viene valutata attraverso un inventario delle emissioni di CO2; l’adattamento anche attraverso una valutazione dei rischi del territorio e della sua fragilità climatica, che nel nostro caso, per esempio è molto legata al rischio alluvioni, quindi al rischio idrogeologico.
E’ stato fatto quindi un calcolo delle emissioni su tutti gli edifici sia pubblici che privati; sono state fatte quindi delle valutazioni anche in termini di quelli che sono i maggiori contributi a queste emissioni. Vediamo ad esempio che le industrie hanno una buona fetta di emissione, ma anche degli edifici residenziali privati, mentre ad esempio gli edifici pubblici in termini di emissioni hanno un valore molto più basso.
Sono stati fatti poi dei calcoli complessivi e riassuntivi, e questo è l'andamento di riduzione delle emissioni che noi dobbiamo prevedere nell'arco del 2050. Naturalmente rispetto a quanto oggi prevediamo, saranno possibili aggiornamenti biennali. Tendo a sottolineare che alcune azioni di quelle che sono previste nel PAESC, che noi abbiamo già iniziato a realizzarle.
Quindi non solo si è realizzata una pianificazione come questa, che è una pianificazione di sostenibilità, e l'abbiamo fatto parallelamente agli altri atti pianificatori del Comune, cioè al piano degli interventi e al piano del verde. Perché? Perché il piano del verde rientra chiaramente fra le azioni che sono previste; il piano degli interventi è strettamente collegato perché ad esempio il prontuario della qualità architettonica è strettamente collegato con le indicazioni del PAESC.
Quindi sono stati fatti questi piani tutti in parallelo e tutti coerenti. Azioni che noi abbiamo già iniziato a fare.
Vi faccio vedere solo alcuni degli studi, delle indagini che ci sono alla base del PAESC, che sono studi aggiornati, ad esempio sui rischi di isole di calore, qui vediamo ad esempio le zone maggiormente interessate dai rischi di isole di calore; sono stati analizzati anche i rischi di tipo idrogeologico, quindi rischi di alluvione; sono stati visti tutti gli impatti climatici con i vari livelli di rischio; e sono state individuate le azioni. Arrivo al punto che è quello delle azioni.
Le azioni sono suddivise in grosse categorie: una è la mobilità sostenibile. Chiaramente anche qui si prevede la realizzazione del piano generale del traffico e che è in corso di conclusione l'istruttoria per arrivare al completamento; il piano della mobilità sostenibile; il masterplan delle piste ciclabili, e anche questo lo abbiamo realizzato. Quindi come vedete molte di queste azioni sono già in corso o sono in fase di realizzazione.
La redazione del piano spostamento casa-lavoro dei dipendenti è stato realizzato; il mobility manager esiste attualmente; e tutta un'altra serie di fattori, compreso anche l'elettrificazione del trasporto pubblico locale, che è una misura del PAESC che già noi ritroviamo nelle nostre città con alcuni bus e soprattutto abbiamo un finanziamento che prevederà nell'arco di alcuni anni di completamente quasi sostituire tutto il parco pubblico. Il contrasto alla povertà energetica.
Un altro concetto che è stato inserito nel rinnovo del PAESC, e cioè nel riportare il PAESC al 2050, non solo sono stati rivisti i valori di…… (Voce incomprensibile dall’Aula)
Assessore
Sì sì. Povertà energetica mi pareva un tema che fosse da sottolineare, perché è un tema che è stato introdotto dall'Unione Europea, sul quale anche noi stiamo intervenendo.
Ad esempio fra le azioni che sono previste, c’è quella della creazione di Comunità Energetiche; azioni di educazione e sensibilizzazione ambientale, che sono state fatte verso le Associazioni di categoria, in particolare del mondo agricolo, ma che sono previste anche nei confronti delle scuole e di altre categorie; pianificazione funzionale del sistema del verde, come dicevo è appena stato approvato alcune settimane fa ed è un'azione; agricoltura multifunzionale, zootecnia, anche qui è un tema che noi abbiamo trattato in un tavolo con le Associazioni agricole; conoscenza mappatura dei fenomeni connessi al cambiamento climatico; formazione e prevenzione del soccorso dei cittadini nei casi di crisi ambientali.
L’efficientamento degli edifici e degli impianti di proprietà comunale è un altro tema sul quale siamo fortemente già operativi, sul quale comunque sono previsti ulteriori investimenti. E regole per la compatibilità ambientale di interventi. Direi che misure per lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, qui rientrano anche le CER, cioè le Comunità Energetiche, e misure per la mitigazione del rischio idraulico, e lì ci sono stati incontri e confronti anche con il Consorzio di Bonifica.
Io ho direi che ho riassunto in sintesi quelle che sono le azioni previste, già alcune in corso d'opera, alcune che saranno in futuro realizzabili. Vi sottolineo l'importanza di questo piano proprio anche in funzione di quelle che sono le condizioni che vengono poste nelle progettazioni europee e che lo prevedono come fattore imprescindibile. Ho finito.
Assessore
Questo è un argomento che andrebbe un pochino approfondito e visto in una sua visione più completa.
Noi come Amministrazione abbiamo rispettato le indicazioni della Regione Veneto sul consumo di suolo, ma non solo: abbiamo rispettato non solo sul piano formale ma anche sul piano sostanziale, nel senso che qualsiasi intervento che procuri una qualche piccola forma di consumo di suolo, viene compensato attraverso un sistema di calcolo dei servizi ecosistemici, che è un sistema assolutamente innovativo, che non trova riscontro in molte altre Amministrazioni.
Devo ricordare che questo sistema di compensazione prevede il calcolo dei servizi ecosistemici; servizi ecosistemici che sono servizi ai cittadini, perché riguardano l'assorbimento idrico, ma riguardano anche l'assorbimento di CO2, gli aspetti ricreativi e tutti quei principi che noi, come Amministrazione, dobbiamo assolutamente rispettare. Qui non si tratta di questioni di carattere ambientalista in senso stretto.
Qui si tratta di impegni amministrativi e istituzionali a cui oggi le Amministrazioni devono rispondere. E mi riferisco innanzitutto al problema della riduzione della CO2 e al problema della riduzione dell'inquinamento: due problemi sui quali noi abbiamo degli obblighi e questi obblighi li possiamo assolvere solo aumentando il verde a disposizione della città. Come?
Non solo con parchi, non solo con aree fruibili direttamente e attrezzate, ma anche con boschi che hanno una funzione di mitigazione ambientale. Il dicembre l’intero Consiglio Comunale è stato invitato alla presentazione del masterplan del verde, che è una forma di pianificazione parallela alla pianificazione urbanistica, che va proprio a rispondere a queste esigenze. Se noi vogliamo una qualità della vita e una qualità del verde, abbiamo bisogno di aree e di superfici sulle quali fare degli investimenti.
Ribadisco che quando si parla di fare nuove aree verdi, si parla di investimenti e non di costi, e i costi che conseguono a un investimento sul verde sono costi funzionali alla qualità della vita, che non è solo qualità architettonica e non è solo qualità viaria o di altro tipo.
Quindi invito a dare il giusto peso e il giusto valore a quello che è l'investimento che noi dovremmo fare su queste aree; aree che al momento il Comune di Rovigo non ha, in questo momento il Comune di Rovigo non ha più di 5.000 metri quadri da destinare a nessun tipo di investimento nel verde. Quindi ben vengano questi accordi pubblico privati, perché è evidente che è molto più opportuno un accordo pubblico privato piuttosto che un esproprio.
Quindi la strategia che noi abbiamo messo in atto è stata quella non dell'esproprio, ma dell'accordo. Chiaramente questo significa anche regolamentare l'apporto che il privato dà al Comune e, viceversa, quello che il privato riceve.
Se vorremo che questa città scali molte posizioni, come già sta iniziando a fare su molti aspetti di carattere ambientale, dovremmo anche cominciare a parlare di investimenti nel verde e quindi credo che in questo ambito di cui stiamo parlando ci sia una grossa opportunità perché andiamo a fare un'area di mitigazione vicino alla tangenziale, andiamo a completare un polmone verde insieme agli ettari che sono previsti nel progetto PINQuA, e andremo a fare un bosco, che in questo momento non ha ancora una progettazione, ma che avrà una funzione prettamente di mitigazione ambientale.
Credo che questa sia la strada e sia la strada da intraprendere, dove peraltro avremo anche altri tipi di funzionalità del verde che nel masterplan saranno e sono chiaramente descritti.
Assessore
Il calendario sarà distribuito credo nei primi mesi dell'anno, perché parte mi pare da marzo. Comunque è evidente che quest'anno si inizieranno a conteggiare gli svuotamenti dal 1° gennaio, perché l'anno scorso c'è stato un periodo di tre mesi di congelamento, dovuto al fatto che si stava ancora comunicando tutte le norme relative alla tariffa, e quindi si è consentito ai cittadini di avere questo periodo iniziale di non conteggio. Quest'anno invece si prosegue, quindi si partirà dal primo dell'anno.
Per quanto riguarda il costo degli svuotamenti, devo dare anche un'informazione, perché è appena stata approvata nell'Assemblea dei Sindaci del Consiglio di Bacino una modifica straordinaria limitata al 2023, che prevede che ci sarà un abbassamento del costo degli svuotamenti eccedenti, solo per quest'anno. Intanto si è verificato che l’85% degli utenti usufruisce di un numero di svuotamenti regolare, quindi è nella norma; un 5% ha bisogno di uno svuotamento in più; un ulteriore 5% di due svuotamenti in più.
Poi c’è un 5% un po’ anomalo, e lì si faranno anche delle indagini per capire se il motivo è scarsa informazione, poca comprensione del problema, eccetera. Sta di fatto che, essendo il primo anno di avvio del sistema, si è previsto che, anziché 14 euro, siano 9,80 euro, quindi c'è un leggero sconto sugli svuotamenti eccedenti.
Fare una riduzione degli svuotamenti nel caso in cui qualcuno non li usufruisca tutti, è un po’ problematico perché il costo dello svuotamento fa parte della tariffa, quindi è inserito nel costo fisso della tariffa, per cui sarebbe un po’ problematico restituire.
Per quanto riguarda invece la raccolta del verde nel mese di novembre, devo dire che ho già informato Ecoambiente che il mese di novembre è il mese in cui effettivamente c'è un maggior carico di foglie, per cui effettivamente ho chiesto sia ad Ecoambiente che al Consiglio di Bacino che il mese di novembre rimanga con una frequenza ordinaria, quindi settimanale, però chiaramente si partirà dall'anno prossimo, perché quest'anno ormai il mese di novembre è passato.
Comunque sicuramente nel prossimo calendario sarà prevista questa frequenza regolare. Si partirà con la frequenza quindicinale da dicembre.
Assessore
La relazione che è stata mandata, è stata prodotta dall’ufficio. perché evidentemente qui stiamo parlando di un problema che si è verificato nella fase amministrativa. Quindi l’Assessore non è intervenuto sulla relazione evidentemente. Nella relazione si specificano alcuni punti essenziali, che sono tutti certificabili.
La graduatoria è uscita a fine gennaio 2022 e a metà marzo io ho chiesto di istituire due capitoli, uno in entrata e uno in uscita per questi fondi che risultavano a graduatoria. Però nel bando, come sta scritto nella relazione, si precisava che sarebbe arrivata una comunicazione dal Ministero che avrebbe accertato i fondi e anche un acconto. Questa comunicazione l’ufficio ambiente la aspettava.
Nel frattempo però ha istruito tutta la procedura per realizzare questo mangia plastica, cioè collocazione, rapporto con Ecoambiente che doveva svuotare il mangia plastica, tutta la parte burocratica. Sono arrivati i soldi di acconto ma non sono stati accertati nel capitolo, quindi all'ufficio ambiente non è arrivata questa comunicazione. C'è stato un disguido, è evidente, prima cosa.
E premetto che questi disguidi è opportuno che non avvengano, quindi si farà in modo di imparare da questi esempi per non ripeterli.
Però da un punto di vista politico la scelta di partecipare a questo bando sul mangia plastica è stata fatta perché a inizio 2022 si stava riorganizzando il sistema della raccolta differenziata, e questo mangia plastica poteva essere uno degli strumenti per sensibilizzare i cittadini, uno degli strumenti, tanto è vero che poi non noi siamo andati avanti comunque con la riorganizzazione della raccolta dei rifiuti che ha portato, guarda caso, a fine 2022 - dati certificati - dal 63% al 70% di raccolta differenziata.
Nel 2023 noi arriveremo ad avere oltre il 76%, che è l'obiettivo fissato dalla Regione Veneto, e probabilmente arriveremo all’80%, che è l'obiettivo che la Regione Veneto ha fissato per il 2030. Quindi questo mancato finanziamento in termini di obiettivi e di risultati non ha condizionato i risultati dell’Amministrazione in termini di riordino del sistema dei rifiuti. I nostri uffici tutti hanno un grosso carico di lavoro.
L’ufficio ambiente è rimasto un anno e mezzo sotto di due persone. Questo non significa che l’Assessore non lo abbia fatto continuamente presente alla Giunta, al Segretario, a chi di dovere: un pensionamento e una dimissione volontaria, questo è un dato di fatto, ma non giustifica nulla, cioè questo è un dato di fatto che probabilmente c'è anche in altri uffici.
Siamo tutti sotto organico però, nonostante questo, questa Amministrazione e questa struttura ha fatto tutta una serie di richieste di bandi e di finanziamenti, e ne ha ottenuto un numero considerevole.
Quando però si partecipa a un bando, ci possono essere due o tre casi: si vince il bando e si assumono i finanziamenti; può succedere quello che è successo in questo caso, che c'è un disguido, ma sono veramente irrisori; può succedere che non si vince il bando, e questo significa, per esempio noi ne abbiamo avuto qualcuno, i giardini storici o l'ospedale psichiatrico, ma abbiamo avuto una marea di finanziamenti ottenuti da bando. Però vorrei far osservare anche un'altra cosa a proposito dei risultati politici.
Noi in questa Amministrazione abbiamo per la prima volta costituito un’Autorità urbana che aggrega diversi Comuni intorno al capoluogo nell'ambito della strategia dello sviluppo sostenibile della Regione Veneto. Questa Autorità urbana fino ad ora, fino a quando non siamo arrivati noi, a Rovigo non esisteva, mentre esisteva in tutte le altre città capoluogo. Nella programmazione 2014-2020 della strategia urbana integrata dello sviluppo sostenibile Rovigo non c'era e non ha portato a casa milioni di euro.
Questo è un grosso danno, a mio modo di vedere, per questa città. Mentre con l’Autorità urbana Auro noi porteremo a casa un finanziamento molto considerevole. Bisogna osservare gli obiettivi politici, quindi io rispondo a degli obiettivi politici: quelli sui rifiuti e, quando ci sono i bandi si partecipa.
Noi abbiamo partecipato a tutti. Sino a questo momento non era propriamente così e quindi molti venivano un pochino dimenticati. Ribadisco, la relazione è frutto degli uffici, è certificata, e comunque sono dell'idea che vanno migliorate le procedure, anche nell'ambito di un'attività di lavoro della struttura che è molto pressante.
Non me la sento di buttare la croce nei confronti di nessuno, però politicamente rispondo a degli obiettivi che mi sono data e che ho realizzato.
Assessore
La questione è ben nota. Il Comune ha eseguito e ha espletato tutte le possibili procedure a proprio carico sulla base dei riscontri effettuati. La questione è nelle mani dell’Autorità Giudiziaria.
Questa è una questione sulla quale non è che noi possiamo intervenire, cioè noi eventualmente possiamo contribuire, possiamo avere una disponibilità a produrre informazioni e quant'altro, ma è una questione - purtroppo o per fortuna - nelle mani dell’Autorità Giudiziaria pubblica.
Assessore
Non è dato sapere a noi qual è la procedura che l’Autorità Giudiziaria ha in corso, cioè non è che noi possiamo intervenire.
Assessore
La problematica effettivamente esiste, l'abbiamo segnalata più volte alle partecipate che operano in questo campo, che sono due, perché i cestini nelle aree verdi in questo momento sono sotto il controllo e la competenza di ASM, proprio perché essendo su aree verdi; mentre i cestini lungo le strade, lungo le piazze, quindi urbani, sono di Ecoambiente.
Il problema c'è un po’ da tutte e due, forse un po’ di più sulle aree verdi in certi momenti perché magari sono un po’ più defilate, però è una forma di abbandono sulla quale noi adesso ci stiamo organizzando per intervenire con fototrappole. Certamente diventa difficile andare a monitorare il singolo cestino, però se un'area viene ritenuta oggetto di abbandoni, possiamo anche pensare di monitorarla.
In questo momento siamo più concentri su alcune isole ecologiche che hanno qualche problema, però possono essere estesi questi controlli, che presentano abbandoni anche in termini di cestini. Quindi la situazione ce l'abbiamo sotto controllo; siamo continuamente in contatto con le partecipate.
E’ un effetto e aggiungerei anche che sarebbe anche opportuno una forma di controllo sociale, cioè chi fa questo e abbandona le immondizie nel cestino, commette una violazione del Regolamento, cioè non è tollerabile neppure dai concittadini, tanto è vero che in qualche area della città è comparso un cartello che proprio diffida queste persone, un cartello di cittadini onesti che diffidano queste persone che di fatto creano danno anche economico, perché non dimentichiamo che ogni volta che vengono fatti dei passaggi ulteriori di raccolta, sono costi per tutti.
Quindi direi che occorre anche un maggiore controllo da parte dei cittadini stessi e comunque noi abbiamo con le partecipate un contatto continuo e un’indicazione di segnalazione costante.
Assessore
Buongiorno. Per quanto riguarda l'oasi felina innanzitutto esiste una convenzione con il Comune di Rovigo che risale a prima che io acquisissi la delega, che era stata firmata dall'allora Dirigente Cavallaro, che regolamentava i rapporti fra il Comune e l'oasi stessa. Risale a circa tre o quattro anni fa.
In questa convenzione è stabilito che la manutenzione straordinaria è in capo al Comune e la manutenzione ordinaria è in capo all’Associazione. In quella convenzione era anche stato stabilito che ci sarebbe stato un contributo straordinario una tantum di 5.000 euro per l’avvio dell'attività. Questa convenzione è in corso e i 5.000 euro sono stati attribuiti all’Associazione direi l'anno scorso perché c'è stato un ritardo nella presentazione dei documenti, comunque è stato attribuito.
Questi 5.000 euro non sono quelli del Consiglio Comunale dell'anno scorso, ma sono un precedente impegno che il Comune ha assolto proprio in virtù di questa convenzione. Dopodiché tutte le Associazioni, compresa l’Associazione in questione, hanno la possibilità di richiedere annualmente un contributo per l'attività che svolgono e quindi ogni anno viene fatto un bando. Sulla base di questo bando, in base alla documentazione richiesta...
E’ un bando che si riferisce o all'attività dell’Associazione, o a un evento particolare che venga organizzato. Quindi sulla base di questo ogni anno l’Assessorato al benessere animale distribuisce i contributi che vengono richiesti. L’anno scorso il Consiglio Comunale ha istituito una posta di bilancio con questa cifra.
Successivamente si è proceduto a richiedere all’Associazione documentazione a supporto di questa richiesta, perché è una richiesta che va fatta nell'ambito di un Regolamento e nel rispetto della convenzione in essere. A questa richiesta non è stata fino, entro la fine dell'anno scorso, non sono stati riportate le documentazioni richieste.
Questo ha impedito l’erogazione di questa cifra, che non era un contributo, ma che sarebbe potuto diventare un contributo nel momento in cui ci fosse stata una richiesta ai termini di Regolamento. Oggi io non credo di avere ricevuto la lettera del Dottor Zennaro, ma forse l'ha ricevuta il mio collega Favaretto..... (Voce incomprensibile dall’Aula)
Assessore
Comunque per quanto riguarda la manutenzione straordinaria risponde l’Ingegner Favaretto perché si riferisce a un ambito di lavori pubblici. Per quanto riguarda contributi, io faccio presente che l’Assessorato al benessere animale ha aperto un bando per contributi alle Associazioni, che è scaduto il 30 giugno. Nell'ambito di questo bando le associazioni potevano richiedere un finanziamento, o in riferimento all'attività dell’Associazione o a evento ben preciso, a un'attività organizzata.
Questo bando però sarà riaperto quindi alla volta di settembre-ottobre e si chiuderà presumibilmente entro il 31 ottobre, per consentire poi tutti gli adempimenti economici di rendicontazione, ci sarà un nuovo bando. Per cui le Associazioni che non hanno fatto richiesta finora - alcune l'hanno già fatta - potranno farla successivamente. Quindi c'è la possibilità.
Per aderire a questa richiesta, esiste una documentazione che l’Associazione ha, perché l’ufficio gliel'ha già fornita in passato e comunque è disponibile ulteriormente, posso io stessa fornirla, e l’ufficio è anche disponibile ad assistere eventualmente, una volta che questi moduli sono stati compilati, prima della presentazione è disponibile anche un Funzionario ad assistere, in modo da verificare che non ci siano mancanze o incongruenze, in modo che la documentazione poi sia corretta.
Assessore
La raccolta differenziata è stata rivista nel suo insieme nella città e sono stati, a parte i quartieri che qui non sono citati, dove appunto è stato attuato il porta a porta, nel centro storico abbiamo mantenuto i cassonetti stradali, ma con chiusura. Questo ha comportato nel corso del tempo alcune fasi transitorie di passaggio piuttosto critiche, e direi che in questo momento le situazioni dove ci sono isole ecologiche con abbandoni, sono molto limitate.
Una di queste è Via Miani, cioè l'incrocio fra Via Miani e Via Alberto Mario. Ce ne sono forse altre due, però la raccolta dei rifiuti abbandonati è eseguita giornalmente da Ecoambiente, cioè c'è un passaggio giornaliero, al di fuori dello svuotamento dei cassonetti, c'è un passaggio giornaliero.
Bisogna però confrontare la situazione con quella che c'era in precedenza, cioè in precedenza quell’isola ecologica lì, così come molte altre e gran parte di queste ora sono risolte, e se vuole gliele posso anche indicare puntualmente, molte altre avevano una situazione di abbandono oltre ogni limite. Quindi il problema dell'abbandono non è un problema nuovo. E’ un problema che si deve affrontare e che la razionalizzazione della raccolta sta migliorando.
Non è completamente risolto e in quell'area lì, come in altre aree, si valuteranno anche azioni di controllo da parte degli ispettori ambientali per risolvere il problema.
Per quanto riguarda i contatti fra Ecoambiente e le utenze domestiche non domestiche, mi pare di capire, credo che vada assolutamente sollecitato, e mi farò anche parte in causa per sollecitare una maggiore solerzia, faccio presente però che ci sono stati una serie di incontri fra Ecoambiente e le Associazioni di categoria, gli esercenti, su questi temi.
Inoltre, sempre a completamento della trasformazione della raccolta rifiuti, in questi giorni sono arrivate tutte le mascherature che andranno ad accogliere i contenitori carrellati delle utenze non domestiche, che quindi consentiranno di eliminare i carrellati dal centro storico, mentre ogni utenza avrà come riferimento una mascheratura dove poter conferire plastica, vetro e carta. Saranno svuotati anche questi giornalmente, quindi con una frequenza molto superiore a quella attuale.
Per quanto riguarda il problema dei ratti e blatte, innanzitutto di base c'è un servizio in città di disinfestazione e derattizzazione che non si ferma mai, che prosegue tutto l'anno, anche nel periodo invernale. Se ci sono delle situazioni particolari dove si verificano concentrazioni o particolari criticità, se vengono segnalati in modo mirato, queste possono essere oggetto di una ulteriore attenzione, e quindi anche di accentuare questa disinfestazione.
Certamente però stiamo parlando di ambiti pubblici comunali. Non possiamo intervenire in ambiti privati. Quindi se ci sono blatte nei condomini o in altri ambiti, questi sono a carico come disinfestazione degli edifici e quindi in quel senso lì vanno anche sollecitati gli amministratori condominiali.
Per quanto riguarda che questo sia un effetto dell'abbandono di rifiuti, devo dire che è un'attenzione di tutti, anche degli esercenti, che hanno dei grandi spazi di dehor. E’ impegno di tutti anche provvedere ad una pulizia quotidiana, in modo da garantire e contribuire anche all’asportazione dei rifiuti che rimangono. Certamente però in questo momento non mi viene da dire che il cambio della raccolta dei rifiuti significhi avere più abbandoni.
Devo dire che molte isole ecologiche che oggi sono pulite, fino a tre mesi fa erano delle discariche a cielo aperto. Quindi credo che ci sia ancora bisogno di una ulteriore attenzione e anche forse restrizione, ma la necessità che ci sia anche un contributo da parte dei cittadini e degli esercenti nel contribuire ad un'azione di pulizia generale.
Assessore
Io vorrei ringraziare i ragazzi e anche i loro insegnanti e chi li ha seguiti per l'ottimo lavoro e soprattutto per gli spunti. Devo dire che mi trovo sempre molto in sintonia con quello che voi presentate, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti ambientali. Io sono l’Assessore all'ambiente e devo dire che molte delle cose che voi avete citato sono state e sono un'attività che noi stiamo perseguendo.
La progettazione sul Parco Langer è ormai completa, perché noi vogliamo che sia un patrimonio che arriva nella vostra disponibilità. La città si è riempita di rose, abbiamo fatto non solo un progetto sulla carta, ma anche una piantumazione abbastanza diffusa perché questo è un segnale. E anche la riqualificazione dei giardini è un nostro impegno e lo realizzeremo anche attraverso una progettazione complessiva che si chiamerà Masterplan del verde, presenteremo a breve.
La cosa sulla quale voi oggi avete dato un valore aggiunto molto importante è la presenza, la possibilità di studiare, la possibilità di incontrarsi, di vivere i luoghi e gli ambienti verdi come spazi di comunità. Su questo io vi invito a perseguire e anche a collaborare con quelle che potranno essere le nostre iniziative.
Per ultimo vi invito ad andare a visitare uno spazio di benessere animale che è il nostro canile, che non solo è un luogo di rifugio e di protezione per gli animali che non hanno una casa, ma è anche un luogo dove vengono educate le persone all'adozione degli animali e quindi anche un luogo di inserimento, e questo credo e mi sembra che rientri anche nell'ottica che voi avete indicato.
Quindi grazie per la vostra sensibilità e anche per le vostre indicazioni, che sono sicuramente per noi un faro e vorrebbero essere un momento di partecipazione comune.
Assessore
Volevo aggiungere che, riscontrate alcune problematiche soprattutto in alcune zone verdi dove si sono verificate anche probabilmente un aumento del riempimento dei cestini e quindi un sovraccarico anche di rifiuti, è stato messo in atto un rapporto di coordinamento fra le due partecipate, ASM ed Ecoambiente, in modo tale che ci sarà una maggiore presenza anche di Ecoambiente nello svuotamento dei cestini, e quindi una maggiore attenzione nel resto dell'area verde da parte di ASM.
Quindi questo riguarda tutte quelle aree che sono anche un po’ promiscue fra le aree verdi e i viali, o comunque le aree pedonali. Quindi in questo senso è stata proprio sposta l'attenzione sulla necessità di un coordinamento fra le due aziende che si sono già incontrate.
Assessore
A seguito di un incontro avvenuto in quest'Aula un mese e mezzo fa con le Associazioni degli esercenti e dei commercianti ed alcuni associati, è stato preso l'impegno da parte del Comune di realizzare queste schermature, che sono dei contenitori dove andranno alloggiati i bidoncini, i bidoni dei locali, quelli comuni, quelli relativi alle frazioni differenziate, togliendoli quindi dalla piazza e dagli spazi pubblici. Questo è stato concordato.
E’ stato realizzato un piano attraverso una comune ricognizione fatta da Ecoambiente, Polizia Locale, lavori pubblici e dall’Assessore stesso, da me stessa. Il piano è pronto. L’azienda Ecoambiente mi ha assicurato che non oltre un mese saranno disponibili i locali che dovranno alloggiare questi contenitori al loro interno.
Faccio presente che nel frattempo vi è stato un incontro organizzato anche dal Consiglio di Bacino, che andava a illustrare le nuove tariffe che andranno a riguardare anche gli esercenti e le utenze non domestiche a partire dal 1° luglio. Però questo è un tema che va affrontato e va ben conosciuto.
Poiché a questo incontro non si sono presentate le Associazioni e riteniamo, come membri del Consiglio di Bacino, che sia un tema estremamente urgente perché riguarda tutti gli esercenti, credo che il Comune si farà parte attiva a riconvocare un altro incontro su questo tema, in modo che ci sia la possibilità, per chi vorrà partecipare, anche singoli commercianti o esercenti, di essere informato direttamente perché è una questione che interesserà loro stessi e le loro attività produttive nei prossimi mesi. Grazie.
Assessore
Grazie. Il problema pannoloni e pannolini è un problema molto richiesto. E’ già previsto dal contratto di servizio che il ritiro sia settimanale, con un contenitore che non è diverso ma è lo stesso del secco, e che avviene solo previa iscrizione della famiglia con le motivazioni che vanno naturalmente dichiarate.
Quindi è già settimanale ed è previsto indefinitamente. Per quanto riguarda gli esercenti, non più tardi di una settimana fa in questa sala abbiamo incontrato, il Sindaco ed io, insieme ad Ecoambiente, le Associazioni di categoria del commercio, degli esercenti e molti esercenti, che sono venuti personalmente.
E’ stato discusso il servizio, quindi anche le frequenze; le frequenze sono note agli esercenti perché sono stati portati dei fogli che riportano i ritiri settimanali, che sono tre volte alla settimana per l'umido, due volte per la plastica, tutti i giorni per il cartone, e per il vetro sono due volte a settimana che potrebbero diventare tre.
Con gli esercenti si è studiata, perché erano quelli del centro storico, una collocazione di strutture di mascheratura per consentire a chi non ha lo spazio interno di poterli lasciare fuori, ma in uno spazio a loro dedicato e di loro responsabilità. E’ in corso un piano di collocamento e anche di acquisto di questi contenitori, che sarà a carico del Comune, che potrà vedere quindi anche un maggior decoro rispetto a quello che adesso vediamo un po’ in numero un po’ troppo elevato di contenitori carrellati in giro.
L'incontro è stato positivo e fruttuoso. Se c'è qualche altra problematica particolare, invito veramente a contattare Ecoambiente perché siano risolti in maniera puntuale.
Assessore
Io volevo innanzitutto chiedere alcuni chiarimenti.
Io devo semplicemente avere delle informazioni più precise perché ho segnalato ad ARPAV questa cosa, però odori serali in una zona anche così vasta diventa veramente difficile e quindi io inviterei, se ci sono degli odori in un momento ben preciso, di chiamare ARPAV, perché già il fatto di farlo nel momento in cui la situazione è acuta, aiuta loro eventualmente a intervenire e localizzare eventualmente le provenienze, descrivere gli odori, quindi dare anche delle indicazioni che consentano poi di arrivare alla fonte del problema.
Solo questo. Dopodiché io comunque ho già segnalato questa cosa, senza però riuscire a trovare la possibilità di individuarla.
Assessore
Io devo solo puntualizzare alcune cose, perché è importante. Non siamo di fronte ad un anticipo. Questa è la tariffa completa.
Andrà a fare conguaglio solo chi avrà degli svuotamenti eccedenti; cosa che normalmente non avverrà. Seconda cosa: i valori che ha indicato il Consigliere, sono valori che non considerano la detrazione che, come ogni anno, il Comune sarà in grado anche quest'anno di fare sulla base degli accertamenti TARI, quindi sono valori che saranno in riduzione e non sono confrontabili con quelli dell'anno scorso, che erano invece ridotti.
Comunque rispondo che stiamo valutando effettivamente di prendere in considerazione l'opportunità di fare, visto che le utenze domestiche sono quelle che avranno il maggiore impatto con la nuova tariffa, nel senso che sarà applicata fin da subito, mentre le utenze non domestiche avranno un'applicazione molto più graduale e quindi saranno meno impattate, stiamo valutando di utilizzare questi fondi solo sulle utenze domestiche, e quindi la ringrazio per la segnalazione.
Assessore
Questa è una delibera molto importante perché innanzitutto la TARIP è uscita dal bilancio del Comune, però sono rimaste in capo al Comune alcune opportunità.
Un’opportunità sarà quella di mettere in detrazione i fondi vincolati che avremo a disposizione con l'avanzo di bilancio, ma non è il tema di questa sera, mentre questa sera avremo abbiamo le agevolazioni sociali che saranno bandite a partire da domani, con un bando che resterà fuori un mese, sarà importante che venga pubblicizzato al massimo verso la cittadinanza, perché è quello che ci permetterà di attribuire i fondi a bilancio, che sono 200.000 euro, e che andranno a favore delle utenze e dei cittadini in disagio sociale.
Io brevemente vi riassumo quelle che sono le agevolazioni che vengono previste quest'anno. Sono agevolazioni per chi ha un valore ISEE di nucleo familiare inferiore a 11.000 euro, che riguardano il 100% della TARIP; mentre se l’ISEE è fra 11.000 euro e i 15.000 euro, l'agevolazione è del 60%.
Inoltre è previsto anche che chi ha all'interno del nucleo familiare una presenza di persone disabili, con un’invalidità pari o superiore al 66%, e abbia un ISEE inferiore a 13.000 euro, possa avere un'agevolazione pari al 100%, quindi viene riconosciuta anche la disabilità e l'invalidità. Queste sono le proposte di agevolazioni per il 2023. Il bando viene fatto immediatamente perché queste agevolazioni verranno applicate direttamente al calcolo della fattura della bolletta TARIP.
Quindi arriveranno ai cittadini le bollette già scontate praticamente, e non come gli anni scorsi, in cui l’agevolazione veniva recepita nel conguaglio. Questo perché non ci sarà un conguaglio quest'anno, o meglio il conguaglio sarà unicamente su quelli che saranno gli svuotamenti eccedenti. Quindi teoricamente potrebbe non esserci, per chi esegue una raccolta all'interno dei limiti.
Perciò noi abbiamo bisogno di avere il massimo della diffusione di questa informazione, in modo che i cittadini che ne hanno diritto possano presentarsi allo sportello in Via della Resistenza, all'ufficio tributi in Via della Resistenza con il loro ISEE corrente, oppure c’è la possibilità anche, e sarà messo nella comunicazione, di inviare via mail all'ufficio tributi il modulo/domanda allegando l’ISEE. E’ piuttosto semplice la domanda. L’importante è avere l’ISEE aggiornato.
Questo è quanto. Quindi praticamente sono importanti i tempi e quindi la diffusione della comunicazione. Credo che sia importante che tutti ci sentiamo anche impegnati a diffondere questa informazione, perché potrà ridurre la bolletta direttamente che arriverà a casa.
Poi so che c'è un emendamento. Io mi fermo qui, eventualmente per domande sono qua.
Assessore
Innanzitutto abbiamo scritto nel bando e soprattutto nella comunicazione che va fuori, che non riguarderà il conguaglio l’agevolazione; riguarda solo la tariffa ordinaria. Quindi questo dovrà anche responsabilizzare tutti, anche chi ha le agevolazioni sarà responsabilizzato rispetto alla raccolta differenziata.
Il numero è una stima, che è almeno 1.500 persone, forse anche di più, ma non è facile fare una stima precisa, però è scritto in delibera che parte che riguarda il 60%, cioè chi avrà un reddito inferiore a 11.000 euro verrà coperto al 100% certamente; la parte residua, da 11.000 euro a 15.000 euro, ci sarà una copertura in proporzione, se il fondo non è capiente, se i 200.000 non sono sufficienti, oppure presumibilmente potremmo anche integrarli.
Quindi una volta che avremo un'idea della numerosità e della cifra che eventualmente è richiesta, come è successo anche l'anno scorso, mi sembra, potrebbe essere integrata.
Assessore
Buonasera. Sicuramente organizziamo un incontro con Ecoambiente e anche con il Consiglio di Bacino, è possibile. Sarà organizzato anche un ulteriore incontro pubblico e di comunicazione una volta che sarà completato il Regolamento sui rifiuti, e questo avverrà nell'arco di otto giorni, quindi che saranno approvate le ultime norme, però ci sono molte cose che già tu avevi elencato.
Ad esempio è già chiaro che da quest’anno inizia il calcolo della tariffa corrispettiva, che però per i primi tre mesi è stata congelata, quindi arriveremo ad iniziare i conteggi dal 1° aprile. Ci sarà comunque una tariffa che sarà calcolata e che è già prevedibile, nel senso che la parte fissa si basa sul numero di componenti il nucleo familiare, la parte variabile si basa sul numero di svuotamenti che dipendono anche questi, quelli standard, dal numero di componenti del nucleo familiare più due.
Non sono gratuiti ma hanno un valore, quindi anche quelli sono conteggiati. Quindi la tariffa sarà calcolata su un plafond complessivo. Dopodiché ci sarà l'anno prossimo un saldo, una verifica sugli svuotamenti in eccedenza, quindi il conguaglio sarà limitato agli svuotamenti eccedenti ed eventualmente alla tariffa del verde.
Quindi al bidone del verde per chi lo chiede. Quindi sarà anche molto limitato fra virgolette, non sarà calcolato come in precedenza sull’80%. Le date e le rateizzazioni le stanno decidendo in questi giorni, quindi saranno probabilmente note fra 8-10 giorni e comunque sicuramente c'è bisogno di una comunicazione e, per eseguirla in maniera più completa, aspettiamo di avere gli ultimi adempimenti del Consiglio di Bacino, che riguarderanno anche il costo dello svuotamento eccedente.
Volevo solo ricordare che - notizia di questa mattina - il Consiglio di Bacino Rovigo ha avuto un’approvazione di 14 progetti PNRR su 15 presentati, per un totale di 21 milioni di euro, e il nostro Consiglio di Bacino si è piazzato nelle prime posizioni a livello dei Comuni del Nord Italia, acquisendo quindi una forte capacità tecnologica, di ristrutturazione tecnologica sia degli impianti di trasformazione, e lì abbiamo avuto il finanziamento del 50% di un impianto di trattamento dell'umido; il secondo impianto, che è rimasto fuori di molto poco, potrebbe rientrare in un eventuale ricalcolo dovuto a qualche Comune che si ritira, ma quello che è importante è che noi avremo 12 progetti, e alcuni di questi riguarderanno proprio Rovigo.
I progetti che riguardano Rovigo sono: rifacimento dell'ecocentro, che è uno dei 13 ecocentri che verranno rifatti, ma quello di Rovigo; tutta la fase di revisione e digitalizzazione della raccolta, comprendendo anche la geolocalizzazione dei trasporti e tutto il trasferimento delle banche dati; e il finanziamento delle isole ecologiche interrate nel centro storico.
Quindi questo ci permetterà, nell'arco di un anno, un anno e mezzo - perché questi progetti si realizzino occorre anche un tempo congruo - ci permetterà anche di liberare dal centro molte delle isole ecologiche che attualmente ci sono.
Devo dire che questo è un grosso risultato per il nostro bacino e per il nostro gestore, ed è stato dovuto anche, perché è stato riconosciuto il valore del piano d'ambito presentato, quindi il valore e la qualità della pianificazione che è stata fatta però, come ci è stato ricordato oggi dall’Ingegner Tomiato di AVEPA, noi abbiamo anche un grosso impegno, perché la Provincia di Rovigo è quella che ha i livelli di conferimento del secco, di percentuale di raccolta differenziata più bassi, e quindi questo impegno economico che ci viene riservato, questo aiuto economico che ci viene riservato, serve anche a risalire questo valore, quindi a riportarci su una situazione di maggiore qualità del servizio rifiuti.
Assessore
Innanzitutto non è una scelta che prelude ad un pagamento delle frazioni riciclabili. Sgomberiamo il campo da questo timore. Mentre è anche un modo per verificare un po’ l'andamento degli svuotamenti e in qualche caso per verificare se ci sono anche persone ad esempio che non fanno mai svuotamenti, cosa che potrebbe risultare un po’ anomala, e quindi andiamo anche un po’ a registrare quella che è l'ordinarietà del servizio e dello svuotamento.
Questo è anche un deterrente, se vogliamo, perché non ci siano dei comportamenti scorretti, ma non esiste la possibilità che si arrivi al pagamento in base agli svuotamenti anche delle frazioni riciclabili che anzi nel porta a porta dovrebbero acquisire - uso il condizionale, ma di fatto è così - una maggiore qualità, e questo significa anche attribuire un valore a queste frazioni, che poi costituisce un beneficio in termini complessivi.
Assessore
Sicuramente è previsto che, prima di passare il mezzo, c'è il passaggio di chi fa il decoro, cioè della squadra che raccoglie i rifiuti a terra, prima, in modo tale che poi non ci sia anche, passando proprio il mezzo.... Quindi questo è nella norma. Però faccio notare che, per come abbiamo visto procedere l'andamento nei quartieri, quando si comincia a chiudere, le persone continuano a conferire nei cassonetti che rimangono aperti, fino all'ultimo, fino all'ultimo.
Paradossalmente è così. Questo poi però fatto salvo che, quando si chiudono tutti, poi la situazione si risolve in qualche modo. Nei quartieri è così, anche in Commenda è stato così.
Adesso siamo nella fase del centro, che è un pochino più impattante. Su questo io sono reduce da un incontro con Ecoambiente e stiamo lavorando, anche perché nel centro c'è anche il problema delle utenze dei negozi, degli esercenti. Anche questi adesso cominciano e non hanno ancora tutti una loro raccolta autonoma, perché loro avranno una raccolta porta a porta.
Quindi si sta riorganizzando. Sicuramente c'è un'attenzione alla pulizia e al decoro precedente la raccolta. Faccio osservare che Padova non è ancora passata alla tariffa puntuale, non ha livelli di....
Assessore
Non ha livelli di raccolta differenziata molto diversi dai nostri, quindi molto bassi, mentre abbiamo altre realtà in altri contesti dove i livelli di differenziata sono più alti, e che comunque conservano dei livelli di decoro sui quali noi ci stiamo ispirando. Grazie.
Assessore
Si trattava di mascherature. Faccio una premessa. Noi abbiamo i nuovi cassonetti, quelli che sono ormai chiusi, a tessera, che sono ormai un po’ dappertutto, che vengono svuotati con dei compattatori a tre assi piuttosto ingombranti.
Questi si muovono in strade di una certa dimensione, non si muovono bene nel centro storico. In alcuni punti lì si era identificato una posizione in cui, essendo a sinistra, non poteva essere caricato con l'eco compattatore a tre assi, quindi abbiamo provato, perché poi alla fine è stato un esperimento, ma non ben riuscito, a coprire i cassonetti e ad avere comunque l'ingresso da dietro. Sì è vero, è un po’ più alto forse, ma non più di tanto, e questo consentiva di utilizzare all'interno dei cassonetti normali.
Il problema di Piazza Merlin è già stato risolto, nel senso che abbiamo avuto una sorta di interlocuzioni fra Ecoambiente, Polizia Locale, e saranno spostati sulla destra, spostando un parcheggio, e in questo modo potremmo utilizzare quelli più grandi. Quindi credo sia già scomparsa anche la mascheratura, e comunque saranno spostati a destra.
In altre aree del centro storico saranno individuati dei cassonetti più piccoli, chiusi comunque, e che potranno essere raccolti con dei mezzi di dimensioni più piccole, che quindi potranno circolare nel centro storico.
Questo in una fase transitoria perché, come dicevo prima, alla luce delle notizie positive che abbiamo avuto sui bandi PNRR, nel giro di un anno, un anno e mezzo, avremo la possibilità di poter avere, o delle isole a scomparsa, o dei compattatori in zone un pochino dislocate, che permettano di liberare grossomodo il centro dai cassonetti, almeno in gran parte. Quindi stiamo adottando una configurazione temporanea.
Posso aggiungere solo un’informazione importante a proposito di chi ha disabilità o problemi di questo tipo: facendo una richiesta ad Ecoambiente può avere un servizio porta a porta in qualsiasi punto si trovi della città.
Assessore
Buongiorno a tutti. Io ho fatto presente il problema e nell'ambito della riorganizzazione della raccolta e dei servizi che si sta realizzando, che in questo momento riguarda il centro storico, successivamente credo realisticamente l'anno prossimo ci sarà una nuova redistribuzione dei cestini, soprattutto nelle zone dove sono stati eliminati i cassonetti e quindi si creano un po’ dei vuoti.
E’ un passo successivo che verrà realizzato superata questa fase di transizione sulla realizzazione dei nuovi sistemi di raccolta.
Assessore
Intanto volevo dire che il finanziamento sarà riaperto nei prossimi mesi, probabilmente a fine gennaio, quindi la domanda sarà rimodulata. Ha avuto tempi molto brevi, molto stretti, e non è arrivata in tempi opportuni all'ufficio ambiente, quindi c'è stato un disguido all'interno degli uffici comunali. Questo devo segnalare.
Nei tempi stretti in cui era prevista la risposta, poi non è stato più possibile recuperare, però è prevista una riapertura e quindi non è escluso, anzi ci riproporremo con questo impianto, che ha prettamente un valore educativo. Non è che risolva o migliori la raccolta della plastica.
E’ solo un problema educativo, e credo che su questo punto ci sia un grosso lavoro in corso, perché evidentemente la raccolta porta a porta migliora la raccolta della plastica e migliora la qualità della plastica raccolta, così come delle altre frazioni. Quindi su questo punto credo che si stia facendo un lavoro importante.
E’ un lavoro importante anche di tipo educativo, perché anticipo che sarà fatto anche un importante lavoro presso le scuole, quindi un lavoro di informazione e comunicazione anche pubblicitaria per migliorare questo aspetto.
Per quanto riguarda la riduzione del rifiuto, perché noi in questo momento siamo concentrati sul miglioramento della differenziata, ma esiste un grosso problema che è la riduzione del rifiuto, e questo riguarda molto la plastica, e riguarda molto la distribuzione, riguarda molto anche il modo in cui i cittadini si approvvigionano di materiali e la scelta dei materiali.
Quindi anche su questo noi stiamo vedendo da parte anche delle aziende una certa sensibilità, ma ancora maggiore la dovremmo vedere nei prossimi mesi, perché è da una riduzione della quantità totale di rifiuto che si arriva un po’ alla volta a risolvere il problema, perché non dimentichiamo che la Regione Veneto ha stabilito il 2030 come data ultima per il conferimento in discarica, quindi la riduzione del secco non riciclabile dovrà essere drasticamente ridotta e migliorata la frazione che viene riciclata. Grazie.
Assessore
Io il 22 ho ricevuto un sollecito, non della tua interpellanza, però comunque me ne faccio carico perché effettivamente è la seconda volta. La prima volta avevo avuto delle risposte a voce, che poi non ho più ricomposto in una risposta, fra le quali il fatto che il numero verde risponde da Rovigo e non da fuori, però mi riservo di scriverlo e di questo mi scuso. La seconda volta che mi hai ripetuto, ho rifatto una richiesta a Ecoambiente, perché è evidente che la prima volta mi avevano dato dei tempi di risposta.
Essendo passato del tempo, i tempi di risposta potrebbero essere. Non mi è stata sollecitata questa interpellanza, ma altre, comunque la recupero e te la reinvio perché i dati sono stati richiesti. (Voce incomprensibile dall’Aula)
Assessore
Sì, te la invio la risposta perché i dati sono stati richiesti. Quindi mi scuso, però sicuramente, quando ricevo i solleciti, rispondo. Adesso in questo caso probabilmente.... (Voce incomprensibile dall’Aula)
Assessore
Grazie Consigliere Rossini per la fiducia, grazie.
Assessore
Io avevo già avuto modo di interloquire con il Consigliere Montagnolo in Commissione. Comunque in linea generale cambia la modalità di calcolo, innanzitutto per i criteri che diceva adesso l’Assessore Pavanello, cioè si paga in base al numero di persone, non incide più la dimensione dell'abitazione e comunque la tariffa corrispettiva prevede che la bolletta venga costruita con una serie di voci che tengono conto di costi fissi e costi variabili.
Io la paragono un po’ a quella che è la bolletta dell'acqua, dove noi siamo abituati a vedere una serie di voci e siamo abituati anche a riconoscerle. Costi fissi, nel caso della bolletta dei rifiuti, saranno tutta una serie di servizi a favore di tutti, ma anche quei servizi che implicano la raccolta, quindi il passaggio degli automezzi. Costi variabili sono il verde e gli svuotamenti del secco ulteriori.
Premetto che non è detto che lei abbia 35 euro in più, assolutamente, cioè il calcolo del verde fa parte dell'ammontare complessivo che viene separato per quanto riguarda il verde. Attenzione che 35 euro non è il valore del servizio di raccolta del verde, è molto di più. Semplicemente c'è una quota che viene attribuita a chi ha questo servizio perché possa contribuire in maniera diretta.
Ma se dovesse Ecoambiente calcolare il servizio di raccolta del verde, sarebbe molto più alto, ma questo non è stato fatto perché si ritiene anche che il verde abbia un valore generale. Quindi i 35 euro fanno parte della quota variabile, ma non è detto che siano in aggiunta a quello che pagava l'anno scorso, perché il calcolo è completamente diverso.
La quota variabile implica gli svuotamenti del secco che però, attenzione, non partono da zero, cioè ci sarà un numero standard di svuotamenti che dipende dal numero di componenti il nucleo familiare. Quindi in base al numero di componenti il nucleo familiare avremo un certo numero di svuotamenti minimi e poi quelli in più verranno aggiunti. Lì sì si va ad aumentare, per cui il consiglio che io do a tutti è di non mettere fuori il secco quando non è pieno.
Quello è l'unico. In linea generale l’umido va sempre esposto perché è un materiale fermentescibile, ma plastica e carta, possibilmente se sono pieni è meglio perché si facilita il servizio, si fanno fare meno tappe al gestore, ma certamente il secco va messo fuori quando è pieno, perché in quel modo lì si riduce il numero di svuotamenti che comunque parte da un numero minimo.
Quindi diciamo che non è facile calcolare la tariffa sulla base del Regolamento, questo è evidente, però è una modalità che andrà a distribuire sulla base di criteri più oggettivi quello che è il valore del servizio che viene distribuito in tutta la platea usando dei criteri ben precisi, incluse anche le utenze non domestiche, che avranno anche loro una quota variabile in base al tipo di rifiuti che producono, e quindi avranno una quota fissa e una quota variabile.
Non so se sono stata chiara o se ci sono altre domande.
Assessore
Esiste una fase transitoria che sarà il primo anno presumibilmente.
In questa fase gli svuotamenti sono N più due, quindi numero di persone del nucleo familiare più due, vale a dire se c'è una persona solo, sono tre svuotamenti all'anno, intesi come svuotamenti dei bidoni da 120 litri; se sono due persone del nucleo, sono quattro svuotamenti all'anno; tre persone del nucleo, cinque svuotamenti, quindi N più due, Se invece la persona conferisce in cassonetti a tessera, il volume della calotta è di 20 litri, quindi sono sei volte di più, si moltiplica per sei.
Quindi una persona avrebbe tre svuotamenti per sei, quindi 18. Mi sono spiegata? No. (Consigliere non identificato) Moltiplica per sei i componenti familiari?
Assessore
No no. Un bidone da 120 litri corrisponde a sei svuotamenti nella calotta, perciò se noi abbiamo N più due, quando ci riferiamo al contenitore, sarà N più due per sei, quando vai a conferire in calotta. (Consigliere non identificato) Quindi 18?
Assessore
18 per un componente. Questa è la fase transitoria. Poi ci sarà una fase ulteriore che sarà N più uno.
Io devo però fare capire qual è la ratio di questi numeri, perché questi numeri hanno un senso se noi pensiamo che dobbiamo ridurre il secco non riciclabile. Mi permetto di dare alcuni numeri. Noi oggi partiamo dal 65% a Rovigo di raccolta differenziata, che in città è il 50%, nelle frazioni è oltre il 70%.
Dobbiamo arrivare come obiettivo del nostro piano d'ambito all’80% alla fine del 2023, ma già la Regione Veneto ha portato questo limite all’84%, e ci sono delle realtà del Veneto che sono arrivate al 92%. Chiusa la parentesi. Dobbiamo cercare di ridurre al minimo e creare le condizioni perché il secco non riciclabile, che è il materiale più inquinante, più costoso e che crea problemi maggiori, venga ridotto il più possibile.
Quindi è evidente che ci deve essere una abitudine, ci devono essere delle buone pratiche che entrano nella nostra vita quotidiana, che ci portano a separare sempre di più i materiali e a ridurre il secco effettivamente a un minimo veramente residuale, ed è per questo che c'è anche una fase transitoria in cui si cerca di accompagnare fra virgolette le persone in questo processo e anche accompagnarle in termini di comunicazione.
Assessore
Oggi presentiamo un accordo che si è realizzato fra il Comune di Rovigo e l’Azienda Agrovoltaica, che ha presentato negli ultimi mesi, recentissimamente, un progetto nuovo di impianto agrofotovoltaico, incardinato nel tavolo VIA ministeriale. Questo accordo avviene sulla scorta della richiesta anche del tavolo VIA nazionale, che prevede degli interventi di compensazione a favore del territorio.
Fra questi interventi quindi, che sono previsti nell'accordo e sul quale si dà mandato al Sindaco di sottoscrivere, e quindi poi di partecipare a chi andrà anche al tavolo VIA nazionale e al successivo tavolo regionale, questi accordi prevedono un impianto fotovoltaico che sarà realizzato dalla ditta per il Comune, quindi a favore del Comune, che sarà in grado di produrre circa 500 kilowatt, grossomodo l'equivalente del consumo di 10 scuole allo stato attuale.
Inoltre ci sono anche i costi di manutenzione per cinque anni e i costi di allacciamento alla rete del GSE. Poi abbiamo in questo accordo una cessione di una superficie di terreno che delimita l'impianto e che potrebbe costituire - uso il condizionale - potrebbe costituire il sedime di una strada che potrebbe andare a collegare l'impianto che costeggia anche l'impianto ENI BIO, quindi l'impianto confinante, e che andrebbe a ricongiungersi a Via dei Mille.
Questo sedime è in parte ceduto dall'azienda, in parte c'è un valore economico che potrebbe consentire l'esproprio della fetta che va dal confine a Via dei Mille.
Naturalmente il Comune di Rovigo con questo accordo non si assume nessun impegno di costruire la strada, anche perché l’eventuale costruzione della strada prevede tutta una serie di ulteriori valutazioni urbanistiche tecniche, economiche, di fattibilità, che sono rinviate, ma allo stato attuale si apre questa possibilità, che oltretutto è suffragata anche dalla possibilità di discutere un accordo che va nella stessa direzione con l'azienda ENI BIO, che peraltro ha concluso di recente il suo iter burocratico di autorizzazione alla ristrutturazione dell'impianto e anch'essa ci offre l'opportunità di avere delle compensazioni.
Quindi l’impianto fotovoltaico, sedime della strada; poi esiste anche una concessione di circa 100.000 euro con il vincolo che il Comune, in un'area che metterà a disposizione, possa costituire un nuovo parco a favore dei cittadini e dei ragazzi, parco verde. La costruzione di questo accordo è avvenuta con tutti i perfezionamenti e i controlli amministrativi e giuridici all'interno dell’Ente da parte dei Dirigenti e in accordo con l'altra proprietà.
Faccio notare che questa azienda aveva in precedenza presentato un altro progetto, circa un anno e mezzo fa, che è stato poi respinto dal tavolo VIA regionale con una serie di motivazioni, fra cui il fatto che non aveva i requisiti di carattere per garantire una efficace utilizzazione agricola della superficie e per questioni urbanistiche legate alla collocazione nel territorio.
Nel corso di questo anno e mezzo si sono verificati cambiamenti di carattere normativo che hanno riguardato la semplificazione dell'iter di questo tipo di impianti, che vengono ritenuti impianti ad alto valore di pubblica utilità, e quindi hanno un iter semplificativo, tanto è vero che questi sono stati collocati nel tavolo VIA nazionale in prima battuta.
Inoltre sono state emanate delle linee guida nuove, che riguardano proprio la realizzazione degli impianti agrovoltaici e che, rispetto al progetto precedente, prevedono un allargamento delle distanze fra le due file di pannelli, dei sostegni dei pannelli, e anche un innalzamento del loro inserimento praticamente sul montante.
In questo modo si consente la coltivazione di colture agricole tradizionali con mezzi ordinari e questo quindi ha comportato una notevole semplificazione della modalità di coltivazione e anche del fatto che questi rientrano in una tecnica agricola normale.
Faccio presente inoltre che, a seguito della precedente progettazione e dei respingimenti del progetto, la ditta ha aperto prima ricorso e poi un altro, sia contro la Regione che contro il Comune, per essere stata bloccata in questo progetto; ricorso nel quale il Comune di Rovigo si è costituito e ha svolto le sue istruttorie, e in questo momento, con questo accordo, si chiude anche questa partita legale. Credo di avere detto tutto. Sono a disposizione per eventuali chiarimenti.
Assessore
Grazie.
Io intanto vorrei fare una premessa sottolineando ed enfatizzando quello che è il valore di questa produzione energetica, sia in termini di impianto complessivo, che dà un contributo a quella che è la produzione nazionale, perché di fatto in questo anno e mezzo è cambiato il mondo dal punto di vista energetico, quindi noi sappiamo di avere estremamente bisogno di energia e di energia pulita, quindi credo che anche gli aspetti estetici dovranno essere messi da parte, e invece dobbiamo valorizzare quelli che sono gli aspetti ambientali, cioè noi ci troviamo di fronte a impianti che non producono CO2 e non producono polveri.
E di fronte ai problemi che noi come territorio ci troviamo ad affrontare anche in termini di qualità dell'aria, credo che sia estremamente importante. Quindi valore di questa produzione di energia pulita, che può partecipare al conteggio complessivo del PAESC che stiamo facendo, e che ci può quindi aiutare a rispettare quelli che sono i limiti di riduzione delle emissioni che ci vengono determinati a livello comunitario.
Inoltre sottolineo anche l'importanza della viabilità, come è già stato detto, cioè riuscire a costruire una strada, naturalmente con un contributo sostanzioso da parte delle aziende interessate, per arrivare a sgravare la frazione di Boara dal traffico e anche di Mardimago, è estremamente importante perché noi sappiamo quali sono i problemi, e quindi è un problema che noi abbiamo molto a cuore. Apro una breve parentesi.
Vorrei ringraziare l’Ingegner Rizzi, che oggi è qui con noi e che ha partecipato insieme all’Ingegner Scalabrin, ma che ha anche dato la sua firma a questo accordo, per il contributo tecnico molto prezioso e molto preciso, e questa è anche una dimostrazione che quando i nostri tecnici si mettono assieme intorno a un tavolo, e c'è stato il contributo tecnico, urbanistico, legale, insieme naturalmente al coordinamento anche degli Assessori, Sindaco, Segretario, cioè c'è stato un lavoro che ha portato a perfezionare un atto di una certa precisione e di valore, e anche che garantisce il Comune rispetto ai suoi interessi e anche alla possibilità di far valere queste compensazioni.
Entro nel merito di alcune specifiche richieste. Se il ricorso era vincente o perdente. Io non sono un legale però, per quanto ho seguito anche la vicenda precedente e mi sono confrontata con gli aspetti legali, il nostro ricorso non era perdente, cioè poteva essere tranquillamente portato avanti, nel senso che quello che noi abbiamo fatto, l'abbiamo fatto seguendo tutti i criteri di legge e su questo non ci piove.
Però è evidente che, mettendo sui due piatti della bilancia quelle che sono le novità, le necessità e le emergenze in campo energetico che ci portano oggi ad avere anche bisogno di coprire dei fabbisogni energetici, e la possibilità anche di eliminare un contenzioso che tutto sommato comunque è un costo, sicuramente questo è un vantaggio e quindi non è dovuto al fatto di voler chiudere una vicenda sulla quale ci sentivamo comunque perdenti.
Preciso, perché in certi momenti mi sembrava che fosse un po’..., che la compensazione si riferisce all'impianto che viene messo a disposizione del Comune, quindi non riguarda l'impianto privato che viene costruito, ma quello che viene messo a disposizione del Comune. Perché noi adesso facciamo questo accordo?
Perché il tavolo VIA nazionale lo chiede, cioè il tavolo VIA nazionale chiede espressamente la precisazione anche e proprio l'invio di quelli che possono essere gli accordi che vengono sottoscritti fra le parti e che quindi vengono poi considerati nell'ambito anche del tavolo; mentre eventuali prescrizioni dovessero sorgere dal tavolo VIA regionale, noi non abbiamo altre richieste, ma se il tavolo VIA regionale dovesse avanzare altre prescrizioni, noi non siamo tenuti ad accantonarle, perché non è una nostra scelta.
E’ una richiesta del tavolo regionale. Il Consorzio di Bonifica.
E’ vero che il sedime di questa futura strada, sulla quale il Comune non si impegna oggi, e questo noi lo dobbiamo dire chiaramente perché noi possiamo assumere un impegno, né dal punto di vista tecnico, né finanziario, né urbanistico in questo momento, però abbiamo un'estrema volontà di arrivare a questo, e perciò ci impegneremo e faremo tutto il possibile perché avvenga, quindi abbiamo considerato anche il fatto che un pezzo di questo sedime corre lungo lo scolo Pestrina, e questo terrà conto anche di quelle che sono le prescrizioni del Consorzio di Bonifica, che prevederà quindi, infatti sta scritto nell'accordo che i metri della strada sono fatti salvo le richieste poi successive del Consorzio di Bonifica.
L’impianto è previsto a terra. Innanzitutto noi abbiamo dei terreni, pochi, anche in aree produttive. Quindi si tratta eventualmente di andare a collocare questo impianto a terra ma in un'area produttiva, in un'area industriale.
Questo rende estremamente più... Non è ancora stato definito né dove, né come, né quanto, però è estremamente più efficiente dal punto di vista della produzione energetica, però esiste anche l'impegno e un’inazione riguardo alle Comunità Energetiche, che in questo momento sono ancora in una fase prematura, perché mancano delle definizioni di Decreti attuativi a livello nazionale.
Tuttavia noi intendiamo con questo impianto mettere un punto fermo su una parte di produzione energetica che vada a produrre a favore del Comune. Teniamo presente che le bollette energetiche che noi paghiamo vanno in detrazione di quelli che sono i valori che noi possiamo mettere a favore dei cittadini e dei servizi. Quindi avere un impianto che ci mette in una forma di autonomia energetica, anche se parziale, ci aiuta a liberare risorse che possiamo destinare ai servizi e ai cittadini.
Tuttavia dal punto di vista delle Comunità Energetiche stiamo perseguendo una strada molto complessa, però la stiamo organizzando, che è quella di preparare un masterplan dei siti, sugli edifici questi, o su palestre o su scuole, dove si possano fare degli impianti.
Successivamente ci faremo fare anche qualche progetto di fattibilità e l'idea è di arrivare pronti per il completamento della normativa che sarà, speriamo, nei primi mesi dell'anno prossimo. e anche per l'avvio di forme di finanziamento che ci auguriamo sia la Regione, sia altre forme di finanziamento, sia bancario o nazionale, possano intervenire. Quindi noi stiamo preparando anche questa strada, che è certamente la strada delle Comunità Energetiche.
Perciò è un ragionamento che va su più strade in parallelo e dal punto di vista poi dell’utilizzo anche a favore di utenze disagiate, io uso il termine disagiate, poi si tratterà di capire che cosa verrà utilizzato. Nelle Comunità Energetiche, poiché l'aspetto più favorevole è utilizzare al massimo la produzione diretta, dovranno far parte di queste Comunità Energetiche più soggetti. Non solo il Comune quindi, ma anche altri soggetti produttori e altri soggetti consumatori.
Quindi fra i soggetti consumatori noi potremmo decidere, costituendo una Comunità Energetica, anche di destinare una parte della produzione eccedente a utenze popolari, a utenze che hanno problemi di povertà energetica. Su questo c'è stato anche un intervento in un paio di parrocchie, dove ci sono stati degli incontri che hanno messo a fuoco l'opportunità anche di ragionare in questi termini.
Quindi occorre fare in modo di essere innanzitutto pronti a cogliere i finanziamenti appena arriveranno, e secondariamente anche a organizzare queste Comunità Energetiche inserendo tutti i soggetti, anche quelli che possono essere beneficiari in maniera diretta, ma non produttori.
Credo di avere detto tutto, se non che il bonus che ci viene dato per le aree verdi, è stato espressamente richiesto che venga fatto per un'area verde nuova, ma credo che questo sia abbastanza interessante, perché la possibilità di riqualificare quelle esistenti ce l'abbiamo con le nostre risorse. Grazie.
Assessore
Io ho fatto diversi passaggi con gli uffici. Ho messo in contatto l’Associazione con gli uffici e stanno consolidando le modalità attraverso cui viene fatta questa erogazione, perché esiste comunque un rapporto fra questa Associazione e l'oasi felina, quindi l'erogazione deve essere compatibile con la convenzione in atto, e quindi deve riguardare attività o progetti che questa Associazione ha in corso.
Quindi su questo gli uffici sono entrati in contatto con l’Associazione e si stanno parlando, per cui presumo che nel giro di qualche tempo si possa risolvere e venga formalmente definita.
Assessore
Io volevo precisare al Consigliere Aretusini che i 75.000 euro di riduzione dei fondi per i parchi e anche i 15.000 di riduzione per l'area sgambamento sono un sacrificio che abbiamo fatto, sicuramente con estremo dolore, perché noi ci rendiamo conto personalmente, ma anche la Giunta si rende conto della necessità e dell'importanza di avere un miglioramento delle nostre aree verdi, ma in questo momento abbiamo dovuto fare delle scelte difficili che oggi condividiamo con voi e purtroppo nelle buone famiglie, come in tutte le nostre famiglie, si stanno facendo dei tagli.
Assessore
Io mi ricordo di avere richiesto questi dati a Ecoambiente. Sinceramente pensavo di averli inviati. Può esserci stata una mancanza o una dimenticanza involontaria sicuramente, per cui ricordo di avere avuto delle risposte.
Provvederò a farlo e a mettere a conoscenza anche l’Amministratore Delegato.
Assessore
Nelle comunità energetiche stiamo facendo un lavoro in parallelo, per quanto riguarda sia la ricerca di realizzazione di impianti fotovoltaici, anzi di presentazione di progetti e anche di realizzazione di impianti; parallelamente si sta seguendo la normativa per quanto riguarda la realizzazione delle comunità energetiche. E’ una normativa in evoluzione, perché mancano dei Decreti attuativi che dovrebbero modificare il quadro normativo, chiarendolo e semplificandolo.
Quindi la nostra scelta è quella di perseguire la progettazione di impianti alla ricerca anche di finanziamenti per la loro realizzazione da un lato, e predisposizione di progetti di comunità energetiche che possano essere pronti al momento in cui ci saranno i termini della normativa, che saranno maturi, quindi che ci saranno stati i Decreti attuativi che si stanno aspettando.
E’ un tema in evoluzione, ci sono molte richieste, sia da parte delle Associazioni di categoria, sia da parte anche di privati cittadini o parrocchie. Quindi stiamo seguendo questa normativa che naturalmente però deve seguire una normativa nazionale più chiara e definita.
Assessore
Io sono molto veloce. Devo dire che su quel deposito di rifiuti ho dato subito indicazione all'ufficio patrimonio di andare a individuare se ci sono delle responsabilità e se queste possono essere individuate. Mi è stato precisato che è possibile, quindi siamo in questa fase.
Una volta che fosse verificato chi è l'autore di questi abbandoni, potrebbe essere chiamato a portarli via. In caso contrario ci potrebbe essere un intervento in danno del Comune, che però va comunque addebitato a chi ne è la causa.
Solo in ultima istanza, se non si riesce ad accertare la provenienza e l’autore o gli autori, come è probabile, allora si passa ad una rimozione a spese del Comune completamente, ma la procedura prevede sempre che comunque in prima istanza si vada a verificare se c'e una responsabilità e ci stiamo muovendo in questo senso. Mi pareva di averti risposto, mi scuso, mi è sfuggito. Comunque la pratica è già partita.
Assessore
E’ già stato individuato.
Assessore
Io credo che il funzionamento del numero verde sia molto importante per rendere il servizio funzionante al 100%. In questo momento le segnalazioni che arrivano dai cittadini possono pervenire o tramite numero verde o tramite la APP Junker, che ha una sezione segnalazioni, e questa funziona, verificata. Il numero verde.
Io prendo atto e verifico, perché credo proprio che ci sia bisogno anche di uno scambio su queste informazioni. Le informazioni che ho ricevuto io, perché dopo che ci siamo anche sentite, o anzi scritte, ho verificato: i tempi di risposta mi hanno detto sono dell'ordine di massimo 90 secondi, e qualche volta può esserci una sovrapposizione - questi sono i dati che mi sono stati dati - per cui il 92% delle telefonate viene risposta.
Può esserci in qualche orario o in qualche caso una sovrapposizione, per cui qualche telefonata non va a buon fine, e in quel caso andrebbe ripetuta. E’ chiaramente questo un momento in cui molti si rivolgono al numero verde anche per informazioni relative al cambiamento del porta a porta in Commenda, e magari possono verificarsi.
Certamente però l'importanza di far funzionare questo numero è legata al fatto che, appena arriva l'informazione al numero verde, viene immediatamente trasmessa e vista dai Funzionari, che hanno poi l'obbligo di andare a intervenire. Quindi anche se vogliamo fare delle segnalazioni, che poi portano ad una rapida soluzione del problema, è molto più veloce operare tramite il numero verde, che chiaramente deve funzionare.
Fra l'altro ricordo che c'è anche un’indicazione precisa di ARERA su questo campo: ARERA si è posta il problema anche del controllo del servizio rifiuti, e uno dei controlli che viene fatto è che funzioni il numero verde. Perciò io mi faccio carico di verificare, per esempio non sapevo che rispondevano fuori dal territorio, ma magari è anche normale, non lo so. Comunque deve funzionare e deve riportare.
Manteniamo un contatto per capire se le telefonate non vanno a buon fine. Faccio presente che quando le schede non hanno funzionato in certi casi, poi sono state immediatamente sostituite, e anzi nel prossimo avvio del porta a porta in Commenda ci sarà nei primi giorni di funzionamento dei cassonetti a chiusura, ci sarà un tecnico lì che si occuperà proprio di facilitare l'uso delle tessere. Quindi sarà fatto questo lavoro per i primi giorni, in modo da evitare quello che si era verificato magari nei primi tempi.
Faccio notare anche che in prossimità dei cassonetti non si trovano abbandoni, almeno nelle aree in cui il porta a porta è già partito. Comunque il funzionamento del numero verde per le segnalazioni è essenziale per la normalizzazione del servizio. Quindi ti ringrazio.
Assessore
Per quanto riguarda il problema West Nile, credo di aver spedito a tutti voi tutto il materiale che ha avuto un'evoluzione nel corso dell'estate. Credo che si possa verificare dai dati che la situazione a Rovigo non ha avuto risvolti drammatici, anzi, è stata assolutamente sotto controllo.
Questo è certamente dovuto ad una attività di coordinamento che è stata fatta dal Comune con l’ULSS e con tutti gli altri Comuni e che continua anno dopo anno; continua nel senso che finisce ad ottobre la disinfestazione larvicida che inizia a marzo e finisce ad ottobre. Perciò c'è una copertura assoluta anche dei corsi d'acqua, oltre che delle caditoie.
E vi faccio notare che in altre Province del Veneto questo non avviene, per cui l'esplosione che abbiamo avuto in altre Province può essere certamente attribuita al fatto che non si fa, non ci si cura, perché magari non hanno avuto loro le problematiche che abbiamo avuto noi in passato sulla West Nile e dalle quali abbiamo imparato che, essendo una rete di territorio ricca di corsi d'acqua, dobbiamo anche trattare questi. Perciò il problema della prevenzione di lungo termine è un problema che è stato trattato.
E’ stata poi fatta una lunga campagna di distribuzione delle pastiglie che è iniziata a maggio e che prosegue ancora. Quindi c'è stata un'affluenza di persone e la distribuzione è stata assolutamente capillare e su base volontaria naturalmente.
Segnalo anche che ci sono stati dei trattamenti adulticidi, che sono intervenuti una volta che ci sono verificati i primi casi umani, anzi i primi casi di infezione su zanzare che circolavano, perché nel nostro territorio la circolazione delle zanzare infette c'è stata, ma i casi sono stati per fortuna abbastanza contenuti. Io sto parlando del territorio del Comune di Rovigo, potrei estenderlo anche alla Provincia, ma il Comune ancora di più direi. Quindi la situazione è stata sotto controllo.
Il nostro coordinamento è stato continuativo e costante da parte degli uffici, con gli organi sanitari e con gli altri Comuni, e l'informazione sui dati, che è arrivata anche alla cittadinanza, è stata settimanale e puntuale, ed è partita con i primi comunicati stampa ad aprile, quando sono iniziati i primi trattamenti larvicidi.
C'è stato anche un incontro in Prefettura, dove questo è stato tutto riportato, e dove il lavoro del Comune di Rovigo è stato riconosciuto e credo che sia da continuare insieme a tutti gli altri.
Ci sono alcuni aspetti che alla cittadinanza devono forse essere più rimarcati, per esempio la necessità di eliminare i ristagni d'acqua, ma questo fin dai tempi, perché sono molto più gravi i ristagni d'acqua a partire proprio dai primi mesi primaverili ed estivi, perché e lì che si sviluppano le larve e quindi è su questo che bisogna anche fare probabilmente una maggiore campagna di comunicazione, che per altro comunque io ho già settimanalmente contribuito a fare.
Credo di avere risposto a tutto, mi sembra che non ci fosse altro. (Voce incomprensibile dall’Aula)
Assessore
La programmazione degli sfalci intende? La programmazione degli sfalci del verde è di competenza di ASM che ha delle date e un calendario di interventi. Adesso io parlo a nome del collega Favaretto perché, come lei sa, io non ho la competenza sugli sfalci del verde, però può intervenire anche lui.
Assessore
Sono riprese il 20 agosto. Sono state 15 giorni interrotte.
Assessore
Io sono a conoscenza che è stato fatto questo lavoro di pulizia e di riordino della vegetazione nell'area parcheggio che si trova in comproprietà fra il Comune ed altre Società, altri privati. Non sapevo che ci fossero queste transenne, non so il motivo per cui siano rimaste le transenne, e me ne informo, ma soprattutto andremo a verificare se c'è un alveare, anche perché sono questioni che vanno affrontate nell'immediato.
Quindi la ringrazio e, come è successo anche qualche mese fa vicino ai giardini, abbiamo avuto un alveare sul quale poi siamo intervenuti tempestivamente, cercheremo subito domani mattina di andare a far verificare la situazione. Grazie.
Assessore
Rispondo in riferimento all’area sgambamento, che effettivamente in questo caso è stata proposta per la frazione di Buso, e quindi va a rispondere anche a un'esigenza che viene sentita anche nelle frazioni.
Dopodiché è evidente che noi abbiamo bisogno di più aree sgambamento, quindi successivamente non quest'anno, ma magari l'anno prossimo, ci sarà una nuova programmazione di un'altra area che vedremo dove individuare, anche in Commenda potrebbe essere, ma bisogna trovare una localizzazione, visto che nell'area Cibotto non è stata molto ben accolta, e quindi bisogna individuare un'area che sia idonea.
Assessore
Sicuramente è un problema che va implementato e mi pare che la sua richiesta sia principalmente collegata ai cestini specifici per la raccolta delle deiezioni canine. Questo è un aspetto, così come era già stata segnalata anche la necessità di qualche cestino multi frazione da mettere. Noi abbiamo due tipi di servizio: uno nelle aree verdi, che è di ASM, e uno nel resto del territorio che invece è in carico a Ecoambiente.
Quindi mi faccio carico di chiedere l’incremento di questi tipi di cestini, che magari nelle zone centrali sono più vari, nelle aree verdi magari anche qualcuno sulle deiezioni. E’ una problematica, perché il territorio è vasto, e soprattutto in certe zone in questo momento si è voluto evitare che ci potesse essere l'abbandono di rifiuti dentro al cestino che non vanno a finire nel porta a porta.
Ma poiché le cose stanno andando molto bene, direi che potremmo anche esporci e quindi incrementare anche la raccolta dei cestini, in quanto non si verificano abbandoni, non c'è una situazione che dia luogo a fenomeni di questo tipo. Quindi mi sento anche un po’ più tranquilla. Grazie.
Assessore
Ricordo questa interrogazione di Caterina. Il problema dei cestini innanzitutto è suddiviso in due partecipate: i cestini nelle aree verdi sono di competenza di ASM; i cestini nel resto della città, nelle strade, nelle piazze, sono gestiti da Ecoambiente. Quindi questa proposta va fatta in un doppio binario e sicuramente è la prospettiva verso la quale dobbiamo portarci.
In questo momento siamo in una fase piuttosto critica e particolare, che è la fase di passaggio al porta a porta nella maggior parte della città. Questo significa che aggiungere cestini potrebbe essere pericoloso, nel senso che potrebbe incentivare a indurre degli abbandoni.
Quindi la fase che dobbiamo condurre è quella di abituare i cittadini al porta a porta e poi, subito o immediatamente dopo, dotare anche i parchi e le aree più frequentate di cestini più appropriati; cestini più appropriati che da un lato sono quelli che facilitano la differenziata, quindi quelli che hanno gli scomparti; dall'altro possono anche essere i cestini chiusi, perché abbiamo una zona, Piazza Merlin, dove spesso abbiamo gli uccelli che ci rovistano nei cestini creando dei problemi, e quindi in quelle zone lì dovremmo mettere dei cestini chiusi.
Il problema è già stato segnalato ed è stata anche segnalata la necessità nel frattempo di fare degli interventi più frequenti. Sempre nell'ambito dei cestini più appropriati che dovremmo, insieme all’Assessore Favaretto, sottoporre alle due partecipate, c’è anche quello della raccolta delle deiezioni, che è un altro problema che mi è stato sollevato, e della raccolta delle cicche.
Io proprio in questi giorni ho incontrato un referente di Plastic Free, e mi raccontava di quantità incredibili in termini di peso di cicche che si trovano abbandonate.
Questo è un problema di educazione fondamentalmente, che però dovrebbe anche passare attraverso qualche contenitore in più di raccolta cicche, però certamente tutto questo può e deve passare attraverso una campagna capillare di informazione che direi vale la pena, poiché a novembre continueremo, da settembre in poi, a fare gli incontri con la cittadinanza, vale la pena probabilmente anche di inserire nelle serate, in modo che diventi un po’ patrimonio comune e faciliti un po’ i comportamenti positivi da parte dei cittadini.
Questi sono interventi che noi dobbiamo richiedere alle partecipate, in parte li abbiamo già richiesti, dobbiamo collocarli, cercando di accompagnare questo passaggio perché, come tu sai bene, che hai visto nelle nostre zone, ci sono dei momenti e dei punti in cui poi si vanno a concentrare gli abbandoni.
Quindi è un momento che credo facilmente con l'impegno di tutti, dei cittadini e di Ecoambiente che deve passare più frequentemente per raccogliere, si riesca poi ad abituare, a passare la fase diciamo di transizione.
Non so se ho risposto, e mi rivolgo anche alla Consigliera Nale, ma credo che questo sia il passo successivo perché nei prossimi mesi, anzi in questi mesi, stiamo facendo dei percorsi molto accelerati che ci porteranno entro l'anno a riportarci su un livello di raccolta differenziata assolutamente molto più avanzata e molto più in linea con quello delle altre città del Veneto.
Assessore
Grazie. Partirai con il bosco dei nuovi nati che è già stato istituito l'anno scorso con oltre un centinaio di piante. La scelta è stata quella di non andare a piantarne bambino per bambino, ma di fare delle piantumazioni anche più consistenti, a blocchi, e quindi quest'anno continueremo.
Le zanzare. Come ogni anno, come almeno da tre o quattro anni, il Comune di Rovigo contribuisce a un progetto, insieme agli altri Comuni, che porta avanti ULSS 5 tramite una ditta specializzata.
E’ un progetto preventivo che parte in aprile di trattamenti larvicidi, che vengono fatti su tutte le aree pubbliche, che ha lo scopo di prevenire la formazione, quindi di ridurre la carica di questi insetti, anche perché noi siamo un territorio sensibile al virus West Nile, che è un virus piuttosto pericoloso, e che viene portato dalle zanzare. Quindi grazie a questo progetto che è realizzato in quasi tutti i Comuni della Provincia, negli ultimi due o tre anni non abbiamo avuto più casi di questo tipo.
Il Comune di Rovigo da quando siamo arrivati, dal 2019 abbiamo iniziato fin da subito a procurare pastiglie larvicide anche per i privati e anche quest'anno, come gli anni scorsi, sono state messe in distribuzione presso l'ufficio ambiente e, se avete notato, nell'avanzo di bilancio c’erano anche dei fondi per approvvigionarsi di ulteriori pastiglie larvicide.
Questo serve perché si estende il trattamento anche ai territori privati, oltre che quelli pubblici, e questo naturalmente aumenta il potenziale di prevenzione. Naturalmente le pastiglie distribuite sono gratuite e devono essere richieste all'ufficio ambiente in Via Badaloni, e sono ormai da qualche mese in continua distribuzione.
Invece i trattamenti adulticidi, noi per farli dobbiamo essere autorizzati da ULSS, nel senso che ULSS fa anche dei monitoraggi per verificare la presenza di zanzare e del virus di zanzare portatrici del virus a livello provinciale. Nel momento in cui si verifica un primo caso, inizia la possibilità di fare anche trattamenti adulticidi. Quindi fino a quando non si realizza questo, noi non siamo autorizzati a farlo perché questi trattamenti poi sono anche indiscriminati e vanno a danneggiare anche gli insetti utili.
Quindi fino a questo momento non siamo in queste condizioni; più avanti, come ogni anno di solito a un certo punto si arriva anche a quella situazione. E allora nelle zone verdi chiaramente, perché i trattamenti si fanno nelle zone verdi, dove si verificano concentrazioni di persone nel periodo serale, a quel punto sono autorizzati anche gli adulticidi, però direi che la situazione è monitorata e negli ultimi anni ha portato buoni risultati. Grazie.
Assessore
Partendo da una premessa analoga a quella che ha fatto prima il Sindaco, cioè che le valutazioni di carattere ambientale sono svincolate e separate da quella che è la classificazione urbanistica di attività incongrua, quindi sono due problematiche distinte.
Facciamo un crono programma: si sono avviati incontri con la ditta fin dall'inizio della nostra Amministrazione di confronto, ma soprattutto si è aperta nel 2021 una Conferenza dei Servizi, anzi in precedenza c'è stata una verifica ARPAV che ha portato a una revisione dell'autorizzazione integrata ambientale da parte della Provincia, che ha riaperto l'autorizzazione; è stata fatta una Conferenza dei Servizi alla quale anche il Comune ha partecipato.
Il Comune partecipa con competenze che riguardano prevalentemente il rumore, e in quella zona lì c'erano delle problematiche, tant’è vero che poi sono quelle che hanno dato luogo alla sentenza; mentre le problematiche relative alle emissioni sono in capo ad ARPAV. ARPAV aveva fatto una serie di verifiche e una serie di rilievi che hanno portato, in sede di Conferenza dei Servizi verso giugno-luglio 2021, a una serie di prescrizioni.
Queste prescrizioni che l’azienda ha in parte realizzato, in parte ancora no, hanno portato alla volta della settimana scorsa o 15 giorni fa, a una chiusura da parte della Provincia della revisione dell'autorizzazione integrata ambientale in senso positivo. Quindi questa pratica è stata chiusa, anche se alcune prescrizioni sono ancora in atto.
Quindi dal punto di vista di quelle che sono le richieste in termini di autorizzazione ambientale, la ditta ha in questo momento un'autorizzazione tuttora valida ancora per un certo tempo, ma questa riguarda solo questo tipo di richieste. Invece quello che noi dovremmo andare a valutare è se la localizzazione in quell'area lì di quell'azienda, che nel PAT del 2012 è stata ritenuta incongrua, sia ancora incongrua oppure no.
Per fare questo, occorrono un'altra serie di valutazioni, che non sono comunque contenute nell'autorizzazione integrata ambientale, ma che da daranno avvio a un procedimento di carattere urbanistico, perché il tema e la scelta è un tema tecnico; è un tema che deve andare a modificare un atto urbanistico, il PAT. Quindi è su questo che alla fine, dopo avere fatto una serie di valutazioni, arriveremo a dover prendere una decisione.
La sentenza è intervenuta proprio su quelle che erano le competenze del Comune, e ha dato ragione al Comune di fatto, quindi ha confermato quelle che erano state le richieste degli uffici comunali. Perciò su questo non ci sono problemi.
E’ chiaro che adesso noi dovremmo fare un'analisi più ampia e, per fare questo, noi all'interno del Comune non abbiamo competenze di questo tipo, cioè non abbiamo competenze tecniche in grado di valutare a 360 gradi gli impatti ambientali sulle diverse matrici e gli aspetti anche impiantistici, che possono avere dato luogo a una modifica dell'impatto dell'azienda. Inoltre il controllo è in questi casi non è a campione. In questa azienda c'è già un controllo in continuo.
E’ solo che potrebbe anche essere esteso, ma questo rientra nel ragionamento che dovrà fare questo tavolo tecnico e quindi anche su chi poi dovrà analizzare questi dati.
Quindi è chiaro che noi dovremo anche rispondere a quelle che sono le richieste dei cittadini, non solo quelle dell'azienda e dei lavoratori, ma anche dei cittadini che, una volta valutato quelle che sono le risultanze dal punto di vista tecnico scientifico, potrebbero dimostrare - uso il condizionale perché non lo so - potrebbero dimostrare che c'è stato un miglioramento in questi dieci anni, e questo potrebbe dare anche a tutti la motivazione e la percezione che questa azienda ha migliorato la sua prestazione sul piano degli effetti ambientali.
Questo bisogna capire. Per capire questo e per fare delle valutazioni, noi abbiamo bisogno di tecnici esperti, che abbiano delle competenze molto specifiche e direi anche molto settoriali per cui il Comune evidentemente non le ha. Quindi la scelta è una scelta di responsabilità per offrire il massimo della scientificità, della precisione e anche di una valutazione affidabile, su un tema che ha a che vedere con la salute dei cittadini.
Dico un’ultima cosa, per dire che non abbiamo dormito su questo tema, che nella Conferenza dei Servizi del 2021 era presente ULSS, otre ad ARPAV e alla Provincia, e l’ULSS è nel territorio l’Autorità sanitaria. Quindi in quel momento ULSS era l’Autorità che poteva rilevare eventuali problematiche di carattere sanitario.
Perciò il Comune di solito sulle questioni sanitarie agisce di rinvio rispetto a quelle che sono le affermazioni che fanno le Autorità sanitarie o le Autorità ambientali, perciò noi abbiamo seguito e partecipato a tutto il processo, e oggi siamo arrivati al tavolo tecnico per verificare una questione molto più ampia che ha a che vedere con le scelte urbanistiche che questo Comune ha fatto nel 2012.
Ma lo vogliamo fare a ragion veduta e con una piena responsabilità e partecipazione informata anche dei cittadini, oltre che del Consiglio Comunale.
Assessore
Su alcune cose mi devo brevemente ripetere.
Intanto in questo impianto non c'è una VIA, una valutazione d'impatto ambientale, che è un’analisi di tutti gli impatti che riguardano l'impianto su tutte le matrici, suolo, aria, acqua, in senso complessivo e con una partecipazione anche dei cittadini alla consultazione, ma c'è un’AIA, autorizzazione integrata ambientale, cioè un’autorizzazione ambientale semplificata che va semplicemente a rilevare se c'è un rispetto di quella che è la classificazione e la zonizzazione del rumore che ha il Comune di Rovigo, e non era stata rispettata, e infatti il TAR ha dato ragione agli uffici del Comune, e tramite ARPAV viene valutata la ricaduta delle emissioni.
Una volta che vengono verificati questi pochi e semplici parametri, l’AIA viene rilasciata, magari con delle prescrizioni. E questo è il problema che riguarda chi autorizza, cioè la Provincia. Il Comune partecipa alla Conferenza dei Servizi e fa le sue analisi.
Però noi abbiamo un altro problema, che è un problema urbanistico ed è un problema tecnico, che è nato nel 2012, quando questo Consiglio Comunale ha dichiarato quell'area lì incongrua. Allora la domanda che noi ci dobbiamo fare è: siamo nelle condizioni di valutare quell'area lì incongrua oppure può essere annullata questa classificazione? Noi non siamo tenuti a fare una modifica del PAT, non è obbligatorio.
E’ semplicemente un percorso che ci siamo dati, perché richiesto dall'azienda, richiesto dai lavoratori, e perché a questo punto, per arrivare anche a dare delle rassicurazioni ai cittadini, vogliamo vedere un po’ più chiaro su quella che è la situazione ambientale e degli impianti, perché non dimentichiamo che gli impatti che ha l'azienda dipendono dalle tecnologie ambientali che vengono utilizzate soprattutto in fase di emissioni sui camini per intendersi. E queste cose l'azienda ci dichiara di averle modificate.
Allora noi non possiamo a priori credere o non credere. Dobbiamo avere qualcuno che ci valuta questi fatti impiantistici e di valutazione ambientale complessiva, anche basata sui dati del monitoraggio che sono stati rilevati negli ultimi anni. Però la conclusione è una conclusione di tipo tecnico.
La domanda che ci dovremmo fare in quel famoso Consiglio Comunale che faremo sarà: vogliamo modificare la classificazione di incongruità che nel 2012 è stata data dal Consiglio Comunale o dal PAT, che poi è approvato dal Consiglio Comunale? Vogliamo confermarla o vogliamo modificarla? E se la vorremmo modificare, avremo un supporto tecnico che ci consenta di farlo in serenità, in responsabilità, in coscienza?
Questo sarà un problema del Comune, urbanistico, di scelta, che poco ha a che vedere tutto sommato con l’AIA, che è un'autorizzazione ambientale che dura tre anni, poi viene rinnovata, modificata, con delle prescrizioni. Nessuno ci ha chiesto se quell'impianto lì deve stare lì, o non deve stare lì, deve andare via, deve ampliarsi. Noi dobbiamo solo in questa fase decidere, dovremo - non oggi - dovremo avere gli elementi per decidere se la classificazione di incongruità è ancora valida, sostenibile, o no.
Questo è un tema del Comune.
Assessore
Ricordo benissimo la segnalazione, che poi ha avuto una risposta, nel senso che l'ufficio ambiente ha segnalato e ha coinvolto direttamente ARPAV in questi controlli, chiedendo che venissero e che vengano eseguiti dei controlli in momenti diversi su questa situazione, anche per poter eventualmente risalire alle cause di queste emissioni odorifere o anche di materiali.
Quindi io mi riservo di fare un ulteriore controllo e un'ulteriore sollecitazione anche eventualmente ad ARPAV, perché provveda e perché ci dia una risposta su quanto hanno rilevato. Grazie.
Assessore
Io partirei dall'incendio, cioè dalla serata di Pasqua, perché nel tardo pomeriggio del giorno di Pasqua si è verificato un incendio presso l'impianto di Boara. Io ho presenziato nell'impianto a tutta la serata, fino a notte inoltrata, e in costante contatto con il Sindaco ho cercato di verificare quali erano le condizioni per poter segnalare alla cittadinanza eventuali rischi ed eventuali problematiche.
Le cause dell'incendio non sono a noi note ancora, però sono in corso delle indagini e degli accertamenti; erano presenti i Vigili del Fuoco e i Carabinieri, e quindi questa era una materia che riguardava direttamente loro.
La presenza dell’Amministrazione, la mia presenza è stata in costante contatto con ARPAV e con l’ULSS 5 che abbiamo chiamato a partecipare e a dire e ad appoggiare l’Amministrazione nella scelta di dover dare delle informazioni più precise e corrispondenti possibili alla realtà, quindi ho lavorato con ARPAV e con ULSS. Sono state fatte tutte le indagini possibili in punti diversi, sia dell'impianto che della località di Boara, in modo da poter avere il giorno successivo accertamenti precisi.
E’ stata fatta poi una successiva fase di indagine alla fine dell'evento. Questo ha portato anche alla possibilità di avere informazioni abbastanza complete sui rischi che si sono verificati, sui quali non si sono verificate problematiche gravi.
Per quanto riguarda il progetto che è in corso di valutazione, devo fare un passo indietro, perché se il Consigliere Aretusini si riferisce alla viabilità, devo dire che è stato presentato un paio di anni fa un progetto di ristrutturazione completa e ampliamento dell'impianto, che prevedeva effettivamente una viabilità alternativa.
Quel progetto poi non andò a buon fine e successivamente l'azienda, che ancora si chiamava Friel Aprilia, presentò un nuovo progetto di ristrutturazione, che è quello ancora sotto esame da parte della Commissione VIA provinciale; questo nuovo progetto però non prevede l'ampliamento dell'impianto e non prevede una viabilità alternativa.
Questo è un problema che per altro, in un recente incontro con la Società, noi abbiamo anche segnalato, perché è evidente che, anche alla luce delle ultime vicende, una viabilità alternativa sarebbe molto importante. Però l’Azienda ha presentato un progetto esclusivamente di ristrutturazione a parità di quantitativi di lavorazione. Quindi ad oggi questo è un progetto che è in corso di esame e sul quale saremo chiamati a esprimerci.
Assessore
Io ringrazio per questa segnalazione e mi faccio carico di girarla a Ecoambiente. Se avessi anche qualche segnalazione un po’ più precisa, si potrebbe valutare degli interventi per tenere lontani i piccioni, perché bisogna anche apprezzare magari le parti alte in modo che, soprattutto se siamo in centro storico, si possa avere anche una soluzione un po’ più definitiva, al di là della pulizia che comunque va migliorata e regolarizzata .Grazie.
Assessore
Volevo brevemente ricordare che si può fare di più e di meglio certamente, la pulizia della città è un qualcosa che conta molto, è il nostro biglietto da visita. Però volevo ricordare che siamo in un momento particolarmente importante di promozione di una raccolta porta a porta estesa a tutti i quartieri, e poi di un’implementazione del sistema anche nel centro storico che si concluderà entro l'anno.
Per Rovigo questo è un appuntamento strategico ed è importantissimo, perché andrà a ridurre e a migliorare non solo i livelli di differenziata, ma anche a migliorare le condizioni dal punto di vista economico. Quindi è estremamente importante che ci sia una partecipazione comune a questo processo.
Dal punto di vista della qualità del servizio, del controllo della qualità del servizio, ricordo che ARERA stessa, l’Authority di controllo del sistema, ha imposto una serie di controlli di qualità, sia dal punto di vista tecnico, che dal punto di vista amministrativo, nel rapporto con i cittadini. Quindi nei prossimi mesi e nei prossimi anni esiste un obbligo, da parte di chi ha la responsabilità del servizio rifiuti, di avere un controllo complessivo del sistema, pena sanzionamenti.
Quindi su questo noi oggi siamo impegnati e saremo impegnati anche nel prossimo periodo.
Assessore
Io intanto vi invito tutti a venire questa sera; questa sera c'è l'incontro a San Bortolo, però il 3 maggio c'è un'altra diretta streaming che si può seguire comodamente da casa e sulla quale viene presentato tutto. (Voce incomprensibile dall’Aula)
Assessore
Sì sì.
Assessore
Innanzitutto il calcolo della tariffa avviene secondo le modalità che sono previste da una Authority nazionale, quindi tutti i costi vanno inseriti all'interno del calcolo di questa tariffa e non è una scelta del Comune, quindi il Comune non ha nessuna discrezionalità nel determinare le tariffe. Il fatto che ci possa essere un avanzo, un accertamento di evasione, è un motivo che ci porta a ridurre le tariffe.
Quando non ci sarà più, probabilmente vorrà dire che tutti pagheranno la tariffa e allora pagheremo meno, perché evidentemente l'unico modo per pagare meno è che tutti paghino. Finché noi abbiamo degli accertamenti di questa entità significa che c'è qualche problema.
Dal punto di vista tecnico, nelle serate si dice chiaramente che, qualora ci siano problematiche particolari di impossibilità, di non avere spazi di esposizione, si studiano delle soluzioni ad hoc, che possono anche essere delle isole ecologiche automatizzate. Nei condomini ci sono delle soluzioni condominiali e, se ci sono dei problemi di anziani o di persone che hanno difficoltà di movimento, si studiano delle soluzioni: Ecoambiente passa casa per casa e studia soluzioni individualizzate. Questo è il metodo.
Dal punto di vista delle frequenze si è basato il piano industriale, perché poi dopo il piano industriale è stato determinato dal Consiglio di Bacino, si basano su delle esperienze di altre realtà del territorio Veneto, e quindi anche le frequenze hanno una loro taratura, e un minimo di abitudine che ormai le frazioni hanno acquisito insegna che si riesce ad avere un rifiuto, basta sciacquare velocemente i rifiuti e si riescono a mantenere anche per qualche settimana.
Dal punto di vista del verde, il controllo di qualità che ARERA ha imposto, perché l'ultima circolare di ARERA che abbiamo recentemente recepito impone il controllo di qualità, come dicevo prima, significa anche controllo della sicurezza della lavoro. Il problema non l'ho inventato io. Io non sono Presidente, né Vice Presidente di niente.
Sono un membro del Comitato di Bacino a nome del Comune di Rovigo. Il problema della sicurezza e della riduzione del carico del lavoro è un problema che si è posto e che viene risolto con l'automatizzazione del servizio di raccolta del verde.
Quest'anno partirà il 1° gennaio 2023, però è un problema che va affrontato, e anche questo andrà affrontato con buon senso, con responsabilità e con una raccolta anche di dati che adesso viene verificata, per cui quest'anno ci sarà una raccolta di dati che servirà un po’ a tarare il servizio. Il contenitore eventualmente avrà una dimensione tale che consentirà anche di fare una raccolta adeguata.
Queste non sono scelte comunali; sono scelte di Bacino e sono scelte che si basano su un'esperienza pluriennale che hanno portato a quei risultati economici che in molte realtà del Veneto sono oggi sul 90% di raccolta differenziata.
Quindi noi abbiamo un obiettivo importante da raggiungere e teniamo presente che proprio per ridurre le tariffe bisogna ridurre i costi; per ridurre i costi, bisogna migliorare la qualità della raccolta differenziata in termini di qualità della frazione, plastica di buona qualità, carta di buona qualità, e bisognerà razionalizzare il servizio e ridurre l'indifferenziato. Questo è il modo per arrivare ad una riduzione dei costi.
Su questo noi abbiamo un impegno come città, e naturalmente l'impegno è anche quello di mantenere la città pulita, di eseguire dei controlli sugli abbandoni, e su questo l'impegno c'è e ci sono anche delle guardie di ambientali che si stanno muovendo e che in questi ultimi tempi hanno anche ridotto quello che era il grado di abbandoni; grado di abbandoni che per la verità, con il sistema porta a porta, non si amplifica, mentre è molto più facile un abbandono nei cassonetti aperti perché poi naturalmente, quando noi avremo soprattutto in centro storico i cassonetti ad apertura automatizzata, quelli saranno cassonetti chiusi, che si apriranno solo con la tessera individuale.
Nei cassonetti aperti purtroppo si verifica un livello di abbandono e una scarsa differenziazione. Per cui il salto di qualità deve essere questo. Le frazioni lo hanno fatto, hanno raggiunto degli ottimi risultati.
Credo che anche i quartieri siano in grado di farlo e il centro storico velocemente seguirà con una razionalizzazione che prevede anche, attraverso una richiesta di fondi PNRR, prevederà anche delle isole ecologiche a scomparsa per ridurre anche l'impatto dei cassonetti stessi nel centro storico. Questa è un po’ la prospettiva.
Dopodiché vi invito a seguire le serate anche via streaming, perché vi può essere utile avere un'informazione complessiva di quello che è il messaggio che si dà alla cittadinanza, che risponde in maniera partecipata, ordinata, molto interessata con domande specifiche e dettagliate.
Assessore
.......... Possiamo o dobbiamo? La scelta di fare il porta a porta a Rovigo è stata presa nel luglio 2019 dal Consiglio di Bacino in un primo incontro al quale io ho partecipato insieme all’Assessore Pavanello, è stata presa questa decisione.
Dopodiché noi siamo riusciti, perché abbiamo voluto dare una flessibilità al centro storico di Rovigo, siamo riusciti a modificare il piano d'ambito e a inserire questa opportunità. Quindi è una scelta che è stata presa a monte del nostro arrivo, alla quale abbiamo poi partecipato, perché non potevamo esimerci come Comune, ma abbiamo cercato di adattarla alle esigenze del Comune di Rovigo, in particolare a quelle del centro storico, e anche alle esigenze di alcune realtà dei quartieri che abbiano della complessità.
Grazie.
Assessore
In riferimento alle spoglie animali che devono essere raccolte in aree pubbliche, il servizio è stato affidato nell'ambito del contratto di servizio di Ecoambiente ad una ditta specializzata. Questa ditta opera secondo dei tempi che sono previsti, quindi non solo c'è un certo numero di ritiri, ma anche un tempo previsto. Per rivolgersi a questo servizio c'è il numero verde di Ecoambiente; se si trova sulle strade, si può fare anche la segnalazione alla Polizia Locale o all'ufficio ambiente.
Nel caso specifico di dicembre, Consigliera Magon, ho riscontrato perché mi sono occupata direttamente che c'era stata un’interruzione del servizio in quanto viene affidato per un certo numero di interventi; poi c'era stato un breve intervallo e siamo capitati in quel momento lì, però subito era stato riattivato ed è ripartito. Quindi è un servizio che funziona. Invito, se ci sono dei disguidi in termini di tempo, a comunicarmeli, perché io mi faccio cura di fargli presente ad Ecoambiente e al Consiglio di Bacino.
Assessore
Buonasera. Noi abbiamo approvato il 25 novembre la delibera del Consiglio n. 79 con il Regolamento del benessere animale.
In questo Regolamento, all'articolo 9 veniva riportata una frase che si riferiva a quello che succede in caso di smarrimento o rinvenimento di animali sulla strada, o comunque nel territorio. In questo articolo si precisava che “Le attività di pronto soccorso dovranno essere svolte da medici veterinari del servizio pubblico”. Questo era stato messo in un primo momento nell'articolo.
Questo non è correttamente formulato e ci è stato fatto presente alcuni giorni dopo dai veterinari del servizio pubblico, perché effettivamente chi può fare il soccorso agli animali non è solo il veterinario del servizio pubblico, ma qualsiasi veterinario abilitato. Naturalmente non era nostra intenzione limitare la professionalità di nessuno.
E’ stato semplicemente un refuso che è rimasto nel testo; abbiamo provveduto quindi a modificare il Regolamento togliendo la parola “pubblico”, quindi adesso l'articolo recita così “Le attività di pronto soccorso dovranno essere svolte da medici veterinari”. Quindi abbiamo tolto semplicemente questa parola che però di fatto andava a limitare la professionalità e la competenza dei veterinari abilitati ma privati. Tutto qua.
Questa è passata già in 4^ Commissione. Poi per una serie di ritardi siamo arrivati oggi alla presentazione.
Assessore
Premesso che l’Amministrazione condivide tutte le motivazioni e gli obiettivi di carattere ambientale che animano questa Associazione ambientalista, così come ha aperto e continua ad avere un dialogo continuo con tutte le Associazioni ambientaliste e anche non ambientaliste del territorio, faccio presente che con Plastic Free è stato avviato ed è ancora in atto un rapporto continuo.
Io ho avuto un incontro, il primo incontro l'anno scorso con Plastic Free, dopo che mi è stata inviata questa richiesta, che per altro non è neppure stata inviata a me, di protocollo.
Dopo aver sentito gli uffici, ho riscontrato che il protocollo non era in grado di semplificare la questione dell'organizzazione degli eventi in quanto - e qui apro una parentesi - tutte le manifestazione e gli eventi che si realizzano da parte di Associazioni, prevedono delle richieste di patrocinio con oneri a carico del Comune, che riguardano diversi uffici: l'ufficio innanzitutto tributi per mancati introiti, l’ufficio della Polizia Locale per l'occupazione suolo pubblico, e nel caso di Plastic Free anche l'ufficio ambiente, soprattutto per le competenze che riguardano l’intervento di Ecoambiente, che va a raccogliere i rifiuti una volta che vengono confezionati, e questo rappresenta un servizio aggiuntivo, e quindi un onere per il Comune ed è il Comune stesso che deve richiederlo.
Dopo il primo incontro che ho avuto con il Presidente di Plastic Free, ci sono stati un paio di eventi di Plastic Free; ad uno ho anche partecipato personalmente a settembre dell'anno scorso, e ho anche una mail di ringraziamento dell'Associazione per questo evento.
Successivamente, e qui arriviamo all'inizio di quest'anno, è cambiato il Presidente e nuovamente abbiamo avuto un incontro, esattamente il 7 febbraio di quest'anno, cioè 20 giorni fa; un incontro molto cordiale, costruttivo, nel quale abbiamo concordato, anche qui mi è stato ripresentata la richiesta del protocollo, e io ho motivato anche un'altra questione: tutte le Associazioni operano con questa richiesta di patrocinio; se io faccio, io o l’Amministrazione fa un protocollo che semplifica l’autorizzazione di questi eventi, lo deve fare con tutte le Associazioni e queste richieste di patrocinio sono per l’Amministrazione anche un modo per programmare gli eventi in città e per avere un’ordinata e regolare disposizione dell'occupazione degli spazi.
Quindi è evidente che se io avessi tanti protocolli quante sono le Associazioni, e ciascuno fosse automaticamente autorizzato a occupare gli spazi pubblici, non ci sarebbe una possibilità di programmare gli eventi e di regolare le localizzazioni degli spazi. Il Presidente a mio avviso aveva capito benissimo.
Però gli ho anche proposto una modalità di semplificazione, cioè anziché fare una richiesta ad ogni evento, ho proposto che loro facessero una programmazione per due o tre mesi in modo che, se fanno due o tre iniziative, potessero essere richieste in una volta sola, semplificando l'iter. Questa cosa è stata poi concretizzata con l'invio da parte dell'Ufficio dei moduli che loro avrebbero dovuto compilare esattamente come fanno tutte le Associazioni e come anche loro stessi hanno fatto l'anno scorso.
Quindi per concludere, credo che il rapporto sia costruttivo e propositivo, sia avvenuto in tempi assolutamente recenti; li ho addirittura invitati a partecipare a “Domeniche ecologiche”.
Credo però che non ci sia nessun problema a patrocinare tutte le loro iniziative, salvo che il protocollo non mi sembra, e non mi posso impegnare, di poterlo considerare come una modalità e uno strumento di semplificazione delle autorizzazioni, perché questo, esteso a tutte le Associazioni, ci metterebbe in condizioni, soprattutto l'ufficio eventi e la Polizia Locale, di poter non avere un controllo e una ordinata realizzazione di tutte le manifestazioni in città. Questa è in sostanza la questione.
Assessore
Intanto volevo precisare che il Dirigente ha dato parere favorevole con quella precisazione lì alla mozione, non al protocollo. Quindi il protocollo non è stato esaminato dagli uffici ed è per questo che io dico che non sono nelle condizioni di garantire perché, per quanto io mi sono confrontata, ci sono delle problematiche sul protocollo.
Comunque il dialogo è stato portato avanti, tant’è vero che io mi sono incontrata l'ultima volta il 7 febbraio, con una situazione assolutamente tranquilla. (Voce incomprensibile dall’Aula)