Grazie Presidente. Questo qua per me che siedo in questi banchi da sette anni è un evento, perché in sette anni è la seconda volta che posso parlare e dire la mia rispetto a quella che è la mia Azienda, in pratica. E devo essere grato a ‘sto punto a Guarnieri e all'opposizione che hanno fatto sì che quest'oggi il mio Presidente e il dottor Stefanoni potessero venire qua a rendere conto ai Soci.
E chiedo, a ‘sto punto qua e mi è parso di capire che anche noi politici dobbiamo rendere conto ai nostri soci, i nostri soci sono naturalmente cittadini. Cittadini che forse non apprezzano appieno il tentativo finora riuscito di tenere l'azienda in capo al soggetto pubblico, perché purtroppo sono altre le considerazioni che chi deve fare i conti con i bilanci familiari, deve valutare alla fine del mese.
Comunque io sono stato sollecitato l'altra volta da una casualità, che era quella di aver saputo della volontà di eliminare all'epoca, nel 2001, le concessioni degli sgravi per le rotture degli impianti interni. Ho presentato una mozione, l’ho illustrata e non ho partecipato al voto, come faccio sempre quando si tratta di Polesine Servizi.
Adesso c'è un'altra opportunità e mi viene data da una nota proprio interna che ho visto pubblicata nella nostra bacheca, dove l'Azienda, avendo necessità di ascoltare continuamente tutti gli attori interni ed esterni all'organizzazione, di fatto prende atto della situazione esistente in Azienda e ci chiede se è possibile tentare di migliorarla.
Allora, siccome mi trovo nella situazione, un po' singolare, di essere dipendente e utente, rappresentante della proprietà, rappresentante tra poco anche del controllore, perché, quando a giugno passerò come competenze in Provincia, sono anche Consigliere in Provincia, mi sento in obbligo-mi sono fatto qualche appunto-di dire la mia rispetto a quella che la situazione in Polesine Servizi. Qualche appunto che leggo, altrimenti non riuscirei a dire tutto.
“A più di un anno dalla seduta del Consiglio Comunale di questa città, che ha voluto dare fiducia a un CdA, quello di Polesine Servizi, che si è assunto l'onere pesantissimo di risanamento del Bilancio, partendo dai due fattori che rappresentano la vera risorsa dell'azienda: l'affidamento diretto del servizio per vent'anni e una tariffa al limite della sostenibilità.
Personalmente ritengo di dovermi complimentare, in primis con il Presidente Ferraccioli, perché di sicuro dovuto fare i conti con fortissime pressioni, anche politiche, che avrebbero potuto fargli perdere la determinazione nella recuperare quella credibilità che l'azienda stava inesorabilmente perdendo per i soci, oltre che tra 87 i numerosi creditori.
Poi con il dottor Stefanoni, che invece i conti li deve tener tutti i giorni sotto controllo, se vuole che la mission e l'equilibrio economico dell'azienda possa essere conseguito effettivamente e definitivamente.
Infine, se permettete, vorrei complimentarmi con i miei colleghi ed il personale tutto di Polesine Servizi, perché in quell'Azienda è dal ‘92, all'epoca delle autobotti, per ricordare.. e dell'emergenza idrica, che si lavora sotto pressione e costantemente in prima pagina per colpe, mancanze o interessi di certo non riconducibili alla nostra responsabilità.
Quel personale in tutti questi anni ha garantito e continua a farlo, un servizio dignitoso, spesso subendo in silenzio contumelie e offese, da parte di utenti esasperati che non afferrando l'importanza del mantenimento pubblico di un servizio essenziale, come quello della distribuzione dell'acqua, comprensibilmente ritengono non giustificato il continuo aumento delle tariffe, che specie dopo l'ultimo adeguamento di ottobre 2006, ripropongono in maniera non più eludibile la riconsiderazione su quale oggi sia la vera fascia debole sociale, vista l'incongruenza di quello che viene a costare 1 m³ d'acqua al nucleo familiare di un componente, magari anche un manager d'impresa, e quello che è il costo per il nucleo di cinque o sei componenti o anche più.
Teniamo conto che i nuclei da un componente in Polesine sono 25.000. I nuclei da cinque o sei componenti in su sono esigui, proprio un numero esiguo: 1323. Per cui, un minimo di attenzione sarebbe dovuta rispetto a queste situazioni di limite.
In tal senso ricordo che a breve saremo chiamati a discutere una mozione presentata dal collega Turcato, che proprio fa riferimento ai disagi di queste famiglie numerose, e che magari hanno anche portatori di handicap. Fanno bene i nostri dirigenti, comunque i dirigenti di Polesine Servizi, ad essere orgogliosamente soddisfatti delle risposte che si riescono a dare in termini di servizi, perché a loro viene chiesto di farsi bastare quel poco che continua a rimanere a disposizione.
In pratica devono fare di necessità virtù! E abbiamo sentito prima che il numero di dipendenti è diminuito di una quindicina di unità negli ultimi anni, i servizi sono aumentati e di fatto ci facciamo carico anche per quelli che adesso non ci sono più.
Il personale, ecco, vedete, per anni si è favoleggiato di esuberi di personale, se ne parlava molto ai tempi della Presidenza Dall’Ara, quella, per intenderci, che aveva assunto la responsabilità di accorpare i cinque acquedotti polesani esistenti e si è sentita anche autorizzata ad assumere decine di dipendenti che non andavano quasi mai a ricoprire vuoti in pianta organica, ma a creare doppioni di figure già esistenti. Queste assunzioni sono state fatte dopo l'accorpamento.
In seguito, con la Presidenza Bendin, si arrivò addirittura a dare i numeri di questi esuberi, si diceva a volte 20 a volte 30 unità. Una volta avvicendato il CdA sul discorso della storia di Polesine Acque e Polesine Servizi, si arrivò a vociferare di un più equilibrato -ed è quello che succede anche adesso- esubero di una quindicina di persone, adesso si parla però di sbilanciamento di questa entità, tra il personale di vari settori.
Siamo in difetto fra il personale tecnico, specialmente quello di rete, e in esubero tra gli amministrativi. 88 Beh, è logico che se si continui a dare all'esterno e servizi, l'esubero esisterà sempre, anzi andrà ad aumentare. Poi mi sembra di ricordare che c'era la volontà di tagliare le sedi periferiche, a ‘sto punto anche i dipendenti che lavorano, e sono tutti amministrativi, nelle sedi periferiche, risulterebbero essere degli esuberi.
Altrettanto logico è la logica di chi all'epoca aveva congeniato il tutto, che se dovessimo ora di prenderci certi servizi che non aspettiamo più da anni, non saremo più in grado di soddisfarli al meglio, non riusciremo mai a sostituire tutte le squadre private, gli interventi che da anni fanno praticamente tutto in rete, e tra qualche anno andranno in quiescenza degli ultimi operai che erano a conoscenza diretta di quella che le reti di distribuzione, specialmente quella qua della città. Qualche esempio?
Ad agosto è andato in pensione l'operaio che da solo garantiva chiusure, riaperture e il recupero crediti per la zona di Rovigo e i comuni limitrofi, più parte di quella ex Adria per aperture e morosità. Adesso, in questo momento, stiamo garantendo lo stesso servizio, aperture e chiusure, ovviando con il resto di quello che è rimasto in rete, mentre per il recupero crediti delle utenze attive, come per quello delle utenze già cessate, ci si avvale di Equitalia Polis, la Gestline in pratica.
E questo per il Comune di Rovigo che è proprietario di circa 100 appartamenti parcheggio, per cui situazioni di emergenza abitativa, è un problema. Non facendo più chiusure per morosità, l'inquilino potrebbe, nel frattempo, cambiare alloggio, perché Equitalia lascia anche i tempi per poter assolvere al pagamento del debito.
La presa però risulterebbe morosa e i proprietari, cioè noi, Comune di Rovigo, saremmo chiamati a corrispondere attualmente € 156, fino ad un anno fa erano € 258 solo per il ripristino, perché chi subentra certo non può rispondere, sono persone in qualche maniera svantaggiate e non possono certo rispondere per quella cifra lì, allora se ne deve far carico il Comune di Rovigo.
Qualche settimana fa siamo stati chiamati a riprendere in mano un servizio che abbiamo da tempo esternalizzato del tutto, stampare e imbustare 5000 fatture per la zona, per intenderci la new entry di Cavarzere.
A parte l'errore umano, che già ci può stare, di aver imbustato qualche fattura doppia in una sola busta, e il cliente che ha ricevuto le due fatture ha mandato una e-mail, anche ironica, dove diceva certe cose, il dato vero che emerge in quell'occasione è che noi da anni non facciamo più questo tipo di operazione; abbiamo dovuto precettare sette o otto dipendenti per due giorni, per fare una cosa che se avessimo tenuto il macchinario che era arrivato da Adria, una cinquantina di milioni, invece di venderlo -sempre epoca Bendin- avrebbe potuto fare il tutto in qualche ora!
Allora, che cosa può fare il gestore per riguadagnarsi la fiducia dei clienti? Cominciamo col dire che compito del gestore unico non è quello di decidere la tariffa del servizio, che spetta invece all’ATO, ma di sicuro l'obiettivo del progressivo e continuo miglioramento della qualità del servizio, adottando soluzioni tecnologiche, organizzative, procedurali e (parola incomprensibile) allo scopo. Questo è quello che c'è scritto nella carta dei servizi, attualmente ancora valevole, e sono i principi fondamentali.
Si parla ora di controllo analogo. L'ingegner Favaretto, già nel suo parere di novembre 2006, nel ribadire i pareri rispetto alla ricapitalizzazione di Polesine 89 Servizi, si raccomandava addirittura che il controllo fosse analogo e stringente, quale garanzia per riuscire a risanare l'azienda.
Ma in quel parere dell'11 ottobre 2006, fatto circolare per tutti i Consigli Comunali e che ha avuto il consenso da parte di tutti i Consigli Comunali, si parlava anche, si indicava anche come via per risanare al più presto l'Azienda, il riacquisire in proprio, in house, tutti quei servizi che erano stati dati all'esterno. Stessa raccomandazione, lo sapete, arriva anche dal dottor Ferrata, il tecnico incaricato dall’ATO, e da più o meno la stessa medicina.
Questo perché si ridurrebbero sicuramente i costi e si limiterebbero al massimo tutti quei disservizi dovuti all'impossibilità di operare un vero controllo rispetto ai servizi resi da terzi. Perché vale la pena ricordarli, negli ultimi 5 - 6 mesi ci sono stati dei disservizi, perché non siamo in grado di avere un vero controllo rispetto a chi gestisce servizi minori, però importanti.
Allora, cinque, sei mesi fa escono per errore due fatture identiche a circa 6, 7 mila utenti; la ditta che le stampa le consegna alle Poste Italiane incaricate al recapito, e poi, visto che l'Amministrazione di Polesine Servizi ha deciso di rivolgersi per risparmiare a una ditta privata, anche la ditta privata: stessa fattura, consegnato due volte in una decina di giorni.
Ma la ditta privata ha bisogno di tempo per capire come muoversi per le zone, e allora ci riporta indietro le fatture, ci troviamo dei pacchi di fatture che poi noi siamo obbligati a mandare note in carta semplice e raccomandata per invitare l'utente a passare, perché risulta esserci un credito o un debito, con costi a carico naturalmente.
Per rimediare si pensa a provvedere spedendo a tutto il giro di bollettazione precedente, cioè quello che aveva ricevuto le due fatture, una nota, solo che non sappiamo quali erano quelli che l'avevano ricevuta e quali che invece erano rimasti, praticamente. Unico risultato il panico. La gente non capiva cosa fosse questa nota, continuava a telefonare e veniva da noi a chiedere ragione.
Poi il modulo assicurativo, il modulo assicurativo che veniva proposto agli utenti che non avevano ancora aderito, per errore viene spedito a tutto un gruppo di bollettazione, compresi quelli che l'avevano già sottoscritto. Risultato: tanti pensavano di doverlo rinnovare di anno in anno e si sono presentati agli sportelli. Tanti l'hanno risottoscritto, per cui ci siamo trovati anche un attimo inguaiati, perché avevamo due sottoscrizioni.
Infine il modulo non è stato più riproposto a nessuno. Risultato: ci sono 60.000 utenti che non hanno la possibilità, perché ormai non hanno più il modulo, di ripensarci e aderire all'assicurazione. L'altro ieri è venuta una signora: € 7.000 di bolletta perché le si era rotto un tubo.
I preavvisi di rimborso che dovevano uscire allegati alle sole fatture cessate, escono invece per tutta l'intera bollettazione, 6000 utenti se li ritrovano insieme al foglio che spiega il recupero retroattivo, nell'ultimo aumento tariffario approvato, credendo sia stata revocata loro la fornitura, danno l'assalto ai centralini. Parolacce... Tutto questo a riprova del fatto che si continua ad arrivare in ritardo nel fare quel che serve.
E oggi più che mai, con il continuo lievitare delle tariffe, che tra l'altro penalizzano sempre di più le famiglie numerose, salvo di sicuro riconciliarsi con il 90 cittadino-cliente, che ha ragione da vendere quando protesta, perché paga sempre di più per avere praticamente sempre un po' di meno. Proposte, questo dovrebbe essere il luogo del Consigliere Comunale, cioè se c'è qualcosa che non va, c’è se qualche anomalia fare delle proposte che possono in qualche maniera essere tenute in considerazione.
Allora, una proposta che mi sento di fare, perché l’ho fatta un anno fa al Presidente Ferraccioli, e poi anche a qualche dirigente, che però mi rendo conto, i tempi della politica sono lunghi.. i tempi delle aziende probabilmente anche! Allora, cominciare come diceva l'ingegner Favaretto a riprendere in house quei servizi dati all'esterno, cominciando dai minori e razionalizzandoli.
L'anno scorso, ho fatto un esempio al Presidente, partendo dei costi, non so se fossero 3 e 400.000 € all'anno per i servizi esterni di lettura dei contatori. Ora con la stessa cifra si potrebbe pensare di assumere un certo numero di addetti, magari gli stessi che lavorano per la ditta specializzata, perché conoscono già il giro, il mestiere e sanno cosa si deve fare.
Invece di far fare loro, come succede adesso, dalla ditta, tre letture all'anno, si potrebbero farne due, fate bene però, non di corsa, perché a noi capita spesso di renderci conto che le letture sbagliate, e sono 1 o 2 su 10, sono sbagliate perché effettivamente c'è anche difficoltà a leggere contatori vecchi, sporchi...
Si potrebbe utilizzare quel terzo di orario che resterebbe scoperto, cioè in più, visto che avremo meno lavoro da fare, per fare altre cose, altri servizi in rete e possiamo risolvere problemi veri, seri, come quello che dicevo prima; cioè, non è pensabile che per le utenze attive si ricorra a Equitalia, anche perché noi, se facessimo noi il recupero crediti, potremmo avere gli stessi benefici che ha Equitalia, cioè quel qualcosa in più, e mi ricordo perché l'ho fatto per 15 anni, so quanto potrebbe ritornare in più alle casse dell'azienda.
Si potrebbe obiettare che con il consumo di due letture si avrebbero bollette più pesanti, non è così! Perché potremmo adottare lo stesso sistema che ha adottato ASM da anni, cioè praticamente spedire due fatture con acconto e saldo assieme. Avremo meno spese di lettura, meno spese di benzina per chi deve andare a fare le letture, meno spese di stampa, meno spese di spedizione, meno spese, e avremmo la possibilità di suddividere in quattro quello che adesso l'utente paga in tre.
Cioè praticamente daremmo la possibilità agli utenti che hanno fatture pesanti di poterle pagare con, non dico con più tranquillità, perché pagano lo stesso, però dilazionandole.
Poi bisognerebbe ricominciare a promozionare le assicurazioni sulle perdite occulte, riproponendo il modulo allegato alle fatture, come minimo quello, perché non è possibile che 60 mila persone siano all'oscuro che c'è la possibilità di aderire all'assicurazione, e se succede un guaio vengono da noi piangendo e ti mettono anche difficoltà a livello umano, perché quando uno arriva lì con 3 o 4 mila euro e gli devi dire: “Guarda, l'unica cosa possiamo fare è rateizzarla”, cioè, sempre 3 o 4 mila euro da pagare sono!
Ripensando alle modalità di adesione e magari rivedendo il regolamento vigente, perché così com'è proposto è congeniale solo a speculare sui sinistri degli utenti non assicurati, visto che l'assicurazione si sostituisce all'utente nel pagamento della franchigia, scusate, dello sgravio. 91 Cosa succede, in pratica, nel 2005? L'allora Amministrazione Bendin, fa quattro conti e vede che per le rotture l'Azienda, fra virgolette, che mette € 1 milioni all'anno, perché?
Perché concediamo lo sgravio facendo pagare praticamente una franchigia pari a tre volte il consumo medio e la differenza la graviamo, per cui noi ci rimettiamo la tariffa intera. Allora...