Interrogazioni ed interpellanze
Consigliere Forum dei Cittadini con Edoardo Gaffeo
Leggi intervento
Grazie Presidente. Un'interrogazione e una conseguente interpellanza sempre al Sindaco Dottoressa Cittadin e nella prima l'interrogazione anche all’Assessore all'ambiente e alle frazioni Michele Aretusini.
Venerdì 26 giugno, alle ore 15, eravamo entrambi, assieme a pochi intimi, nella sala convegni di Interporto, nel giorno più caldo forse dell'anno, forse del secolo, erano 37-38 gradi; giornata scelta secondo me scientemente da chi doveva espletare un atto obbligatorio che era quello della presentazione del progetto in ZLS della FIR Srl.
Mancanza secondo me di cortesia e volontà di non favorire la partecipazione, perché non è possibile: se guardiamo alle presenze, di Borsea erano presenti tre persone, di cui uno studente universitario e due pensionati, pochi intimi, pochi tecnici, quasi tutti legati alla ditta proponente. Il progetto, che è stato illustrato di massima, perché veniva sempre rimandato poi al sito, al sito, al sito, dava per scontato la bontà del progetto, ma i progetti sono sempre buoni sulla carta, i venditori vendono per quello.
Ma si è glissato, secondo me anche lì scientemente, sul fatto che questo progetto è riuscito in un miracolo: riuscire a mettere d'accordo maggioranza e opposizione in un Consiglio Comunale, quello di Roncà. E fra l'altro questo ha anche generato un’interpellanza in Consiglio Regionale da parte di Consiglieri regionali della Lega. L'area interessata ricade in ZLS.
Ci si chiede cosa avrà a che fare la zona logistica con la produzione di lana di roccia. Mi sono preso degli appunti. Vale la pena ricordare le parole spese in quest'aula nel luglio del 2019, in occasione della discussione sulle linee programmatiche della Giunta Gaffeo, quando l'attuale Assessore con delega alle frazioni e all'ambiente, allora Capogruppo della Lega Nord, rimproverava l’Amministrazione ricordando come nella bassa padovana stessero spuntando come funghi i capannoni per lo smistamento delle merci.
Rovigo, grazie alla sua posizione, dovrebbe avere l'ambizione di diventare punto di riferimento per il trasporto delle merci. Dopo solo sette anni, per quelle aree destinate alla logistica, si pensa a una variante per favorire il progetto della FIR. E adesso leggo l'interrogazione.
L'oggetto è “Nuovo insediamento ZLS”. Premesso che in data 12 dicembre 2025 è stato presentato il progetto relativo al nuovo insediamento produttivo dell'azienda FIR Srl nell'area di Interporto di Rovigo, ricompresa all'interno della zona logistica semplificata; la disciplina della ZLS prevede il rilascio di un'autorizzazione unica quale atto conclusivo del procedimento amministrativo necessario all'insediamento delle attività produttive.
Con deliberazione della Giunta Regionale del Veneto del 22 ottobre 2024 è stato definito l'assetto delle competenze amministrative nell'ambito della ZLS, prevedendo che per il territorio del Comune di Rovigo il soggetto competente al rilascio dell'autorizzazione unica sia la Regione del Veneto, mentre per l'area di Chioggia tale funzione sia attribuita all’Autorità del sistema portuale e per il Comune di Venezia sia esercitata direttamente dal Comune stesso.
Tale scelta determina di fatto che per gli insediamenti produttivi ricadenti nella ZLS del territorio comunale di Rovigo la decisione finale venga assunta dalla Regione Veneto e non dall’Amministrazione Comunale.
Considerato che le aree limitrofe all’Interporto risultano già oggi caratterizzate dalla presenza di attività produttive particolarmente impattanti, tra cui due fonderie, io ci metterei anche qualcos’altro, però due fonderie bastano e avanzano; la medesima area è interessata quotidianamente da un rilevante traffico di mezzi pesanti, con conseguenze in termini di viabilità, emissioni atmosferiche, qualità dell'aria e impatto complessivo sul territorio circostante; l’insediamento di una nuova attività produttiva di rilevanti dimensioni potrebbe determinare un ulteriore incremento dei flussi di traffico pesante e dei fattori di pressione ambientale già presenti nell'area; la valutazione degli effetti cumulativi derivanti dalla presenza delle attività esistenti e di quelle di nuova realizzazione rappresenta un elemento essenziale per una corretta pianificazione di tutela del territorio.
Ricordo che il limite massimo per la salvaguardia della salute pubblica, di sforamenti, è 35 all'anno. Noi siamo intorno ai 70.
Rilevato che, pur non essendo il soggetto competente al rilascio dell’Autorizzazione unica, il Comune di Rovigo è chiamato a partecipare al procedimento mediante la formulazione di osservazioni e attraverso la propria presenza nelle sedi istruttorie e nelle eventuali Conferenze dei Servizi; nessun Ente regionale può possedere la stessa conoscenza puntuale delle caratteristiche del territorio, delle criticità esistenti e delle esigenze delle comunità locali che appartiene invece all’Amministrazione Comunale e ai suoi ordini elettivi; spetta alla politica territoriale il compito di contestualizzare gli interventi proposti, valutandone gli effetti concreti sulla realtà locale e sulla qualità della vita dei cittadini.
Tutto ciò premesso e considerato si chiede se l’Amministrazione Comunale intenda svolgere una valutazione complessiva e approfondita degli effetti che il nuovo insediamento dell'azienda FIR Srl potrebbe determinare sull'area dell’Interporto e sul territorio comunale; se tale valutazione terrà conto non soltanto dell'impatto del singolo progetto, ma anche degli effetti cumulativi derivanti dalla presenza delle attività industriali già esistenti nell'area, con particolare riferimento alla qualità dell'aria, alle emissioni e al rumore e alle alte pressioni ambientali; quali osservazioni il Comune intende presentare nell'ambito del procedimento autorizzativo e quali condizioni o prescrizioni ritenga necessario richiedere a tutela del territorio e dei cittadini, essendo almeno in termini di procedimento VIA, attività che rientra a pieno titolo tra quelli insalubri di prima classe.
Al di là della diatriba, lana di roccia, produzione, è nella prima classe delle attività insalubri, così come prevede il Regio Decreto del 1934.