Voglio dire che non è che l’Assessore debba rispondere due volte, l’Assessore cerca di dare alcune risposte e di indicare le strade che l’Amministrazione intende percorrere all’interno della politica della casa. Quello che invece riguarda il secondo momento, quello collegato agli emendamenti, è il Consiglio comunale che deve rispondere, è la sovranità che va riconosciuta al Consiglio comunale, questo è il fatto che a me preme.
Io non ho nessuna presunzione di chiudere, ma di cercare di spiegare, come ho fatto in apertura, ma anche adesso, arricchendo l’intervento con una serie di proposte che sono venute da tutti i settori del Consiglio comunale. Va ribadito questo concetto della sovranità che appartiene al Consiglio comunale, io mi accingo a fare delle considerazioni.
Intanto voglio dire subito una cosa, che non si tratta, così come è stata licenziata la proposta di una delibera forfait, non è assolutamente forfetaria, c’è una ragione che è stata spiegata, ci sono delle condizioni sociali che vanno rispettate, c’è un problema di alloggi-parcheggi che non sto qui a ripetere perché l’ho detto in apertura, è una delibera che potrà avere anche dei limiti, che senz’altro li ha, come tutti gli atti deliberativi non è un fatto, un punto di riferimento assoluto, è che nasce dal pensiero di uomini che sono soggetti a sbagliare, e questo è pacifico, noi non siamo infallibili e si sbaglia meno ragionando assieme.
Allora proprio i ragionamenti che sono stati portati alla nostra attenzione ci aiutano.
Io voglio ribadire subito, mi ero riservato di farlo alla fine, ma lo voglio dire già da adesso, ancora per la seconda volta, la disponibilità che è stata ribadita non solo dal sottoscritto ma l’ha fatto, a nome dell’Amministrazione, il Presidente, l’ha fatto come Presidente della Commissione, di affrontare un dibattito approfondito, serio, che veda coinvolti non solo i criteri, le cose che sono state discusse oggi per quanto riguarda l’edilizia economica popolare relativa all’ATER, ma anche per quanto riguarda il discorso degli alloggi-parcheggi che gestiamo come Comune.
Quindi si viene anche a toccare un altro elemento che è stato posto all’attenzione del Consiglio comunale. Io voglio anche fare un’altra considerazione: a me fa piacere che quest’anno per la prima volta si tenti di approfondire un dibattito attorno ad un problema così importante, scottante, perché sappiamo che ogni anno abbiamo circa 400 domande di alloggi per entrare in graduatoria degli alloggi ATER, quindi vedete che la domanda è molto alta, non è cosa di poco conto.
Quindi l’emergenza sociale esiste, va fotografata, cioè tutti quegli elementi di integrazione, elementi conoscitivi che sono chiesti anche da parte di vari Consiglieri, mi pare che possano essere forniti in maniera compiuta, con un po’ di attenzione. La Commissione ha un compito: quello di verificare, così ci siamo lasciati con la Commissione, di elaborare delle proposte, di approfondire e limitare anche le discrezionalità che qui sono state richiamate.
Allora, dicevo che noi una politica della casa l’abbiamo detta in campagna elettorale, ma la campagna elettorale è finita, si tratta solo di ribadire alcuni concetti che sono importanti.
Io penso alle giovani coppie, così come è stato affrontato il problema da Albertino Stocco, ed agli anziani, sono due elementi che entrano a piedi pari all’interno del problema, che non vengono affrontati per 72 la prima volta, perché ne ragioniamo oggi, ma chi è di lungo corso sa che in Comune di Rovigo abbiamo affrontato il problema delle giovani coppie e degli anziani, siamo andati in via Boscolo, siamo andati a Buso, siamo andati a Boara, le case di Boara e di Buso sono lì a dimostrare che c’è stata una politica delle giovani coppie e degli anziani.
Con che cosa abbiamo affrontato quella politica, quegli interventi? Con un fondo, con 2 miliardi di allora, a fondo perduto da parte della Regione. Quel finanziamento aveva un unico torto, oltre che avere comprato una fetta di via Boscolo e avere messo a disposizione delle giovani coppie e degli anziani degli appartamenti a Buso e a Boara, c’era un problema, però, che sono diventate dignitose, abbiamo cominciato a recuperare via Boscolo che era degradata, è stata fatta una politica anche di attenzione alla città.
Ma c’era un difetto ed è ancora oggi in vigore che è quello che si è dovuto mettere sul mercato, il prezzo non era sociale, il canone era prezzo di mercato, cioè le parti deboli, chi inizia un’avventura nella vita, che si sposa, ha il primo figlio, che deve mettere su casa, è debole proprio per tutte le cose a cui è chiamato a rispondere e l’anziano è debole su altri versanti.
Voglio dire che questa politica di attenzione per le giovani coppie e degli anziani è presente, ma noi non possiamo affrontarla così come è stato nel passato da soli, dobbiamo chiamare a raccolta quella che è la funzione della Regione, quello è il ruolo dell’ATER perché questa è la politica, a noi non interessano i colori di chi governa in un posto o in un altro, a noi interessa trovare delle convergenze, delle logicità, delle attenzioni.
Ecco, nei confronti di queste parti deboli e indipendentemente dal colore trovare le risorse e fare anche squadra sotto questo profilo. Quindi mi pare che sia importante ribadire questo concetto: c’è bisogno di un accordo anche sotto il profilo urbanistico, la disponibilità di area per fare la politica della casa, perché non è che si possa fare solo invocando risorse senza poi avere, come è accaduto recentemente che avevamo le risorse e non avevamo le aree su cui costruire le case popolari.
Quindi c’è un problema che comprende il ruolo e la funzione del Comune, dell’ATER, della Regione e questo credo che sia un momento importante. Non c’è una quota parte riservata a queste categorie che dicevo poco fa, chiamiamole deboli, io sono convinto che ci deve essere un’attenzione particolare.
L’unica quota parte degli alloggi nuovi che vengono consegnati ogni anno è la percentuale del 10 per cento delle forze dell’ordine, se non poi guardare alle giovani coppie sposate da un anno o chi si impegna a sposarsi entro un anno, è già compreso questo ragionamento. Ma la politica della casa si estende, si espande ed interessa tutta una serie di momenti istituzionali.
E allora credo proprio che acquisendo tutto in maniera approfondita, senza avere la fretta di raccogliere l’appello, di presentare, diciamo, da parte di chi ne ha bisogno il bando, noi possiamo pensare che per il 2007 la Commissione per tempo, avendo a disposizione tutti gli elementi... per esempio si facevano delle proposte in Commissione che ho visto qua sono state bocciate dal TAR della Lombardia, che non sono percorribili, non spetta a me intervenire su questo ma è giusto che poi in fase di dibattimento degli emendamenti si tenga conto di questi elementi e di queste situazioni.
C’è poi un altro discorso che tocco velocemente. La proposta fatta dal Consigliere Paulon quando parla del fatto, diciamo, per superare le morosità, ma questo è un atto discrezionale che spetta al Consiglio comunale se introdurlo o no, non c’è scritto da nessuna parte che è vietato.
La volontà del Consiglio comunale è sovrana, io credo che sia giusto che venga posto in questi termini, però io sarei sempre dell’opinione di affrontare in maniera compiuta tutto il problema guardando a 360 gradi la politica dell’Amministrazione, del Comune e del Consiglio comunale.
A me preme poi fare una considerazione che è quella relativa alla Commissione Alloggi, degli alloggi-parcheggio, come è venuto fuori prima, non è solo il Consigliere Magaraggia che ha la necessità di avere delle certezze, delle parametrazioni che misurano tutti i cittadini nella stessa maniera, è un’esigenza, e qui me ne può dare atto, io ho detto: “Spendiamo due ore” proprio per cominciare a ragionare, per darci dei criteri.
Vedete, allora, che torna utile ripercorrere, rivedere anche il Regolamento per l’assegnazione degli alloggi comunali, quello che è di nostra competenza, 73 quello che fa parte del nostro patrimonio, gli alloggi-pargheggio, va messo insieme. È un lavoro consistente ed importante. Volevo anche dire che cambiare in corsa è sempre sbagliato.
C’è il caso di Vicenza. Vicenza ha cambiato le regole, è andata al di là interpretando, al di là della legge approvata questa estate dalla Regione e il TAR ha bocciato ma ha collegato questi criteri al bando, quindi è venuto meno il bando. Ecco uno dei motivi di preoccupazione che dobbiamo coltivare e portare con noi.
Io credo che allora sia da riproporre quello spirito che ha unito tutta la Commissione sotto questo profilo di volontà, di approfondimento, di trovare momenti diversi, perché mi pare che affrontare il dibattito proprio adesso in settembre, momento nel quale di solito si pubblica il bando, sia disattendere una serie di richieste, di preoccupazioni di una fascia di cittadini, la parte più debole. Poi c’è anche un discorso che emerge sempre anche in Commissione, che emerge qua ed è emerso in Commissione Alloggi.
“Quello ha il Mercedes e però ha la casa popolare”, ma noi di fronte a questa formazione delle graduatorie, dei diritti alle autocertificazioni, noi non possiamo superare alcuni punti di verifica con le nostre possibilità che non ci sono, che non esistono queste nostre capacità di intervento. E allora, sono anch’io d’accordo che la delibera che è stata presentata oggi non sia da leggere sotto il profilo tecnico e basta, questo profilo tecnico diventa politico.
Noi abbiamo detto che alcune scelte all’interno dei tre punti della casistica, abbiamo voluto privilegiare quegli aspetti che sono stati ricordati di disagio sociale, di permanenza, diciamo non solo sociale, ma anche c’è il discorso di malattia, di malessere che viene certificato non dalla Amministrazione comunale...