Persona · attività documentata

Giancarlo Moschin

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
102
Sedute con interventi
36
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

AssessoreDal 28 settembre 2006 al 8 marzo 201136 osservazioni documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

8 marzo 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 70
Pagina 28
Punto 5

Integrazione allo Statuto del Comune di Rovigo per inserimento della figura del garante dei diritti delle persone private della libertà personale

Assessore

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Successivamente, perché adesso stiamo entrando nel merito della modifica del Regolamento.

Intervento n. 74
Pagine 28–29
Punto 5

Integrazione allo Statuto del Comune di Rovigo per inserimento della figura del garante dei diritti delle persone private della libertà personale

Assessore

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Grazie a lei. Noi prendiamo le mosse, con questa delibera, da una lettera del Presidente dell'Anci Nazionale Chiamparino, il quale invita i Comuni, che hanno la presenza di istituti di pena sul territorio, di dar vita alla figura del garante dei detenuti e, qualora ci fosse, diciamo, questa figura, di inserire all'interno questa figura del garante dello Statuto del Comune, al fine di rafforzare il raccordo fra sistema carcerario e Comune.

Quindi allora noi ci siamo mossi in questo senso: noi andiamo ad integrare, oggi con la presente deliberazione, il nostro Regolamento con questa figura, che si tratta di, diciamo, di dare… di renderla efficace fino in fondo, perché noi già il garante lo abbiamo, però si tratta di inserire all'interno di questo nostro articolato, di questo Statuto la figura del garante, di diritti delle persone private di libertà. All'interno di questa delibera si ravvisa, si rappresenta il discorso dell'art.

41 della nomina, della durata, che è di cinque anni, e opera in regime di prorogatio secondo le norme legislative in materia, i compiti del garante, che promuove l'esercizio di diritti, delle opportunità e di partecipazione alla vita civile, e alla partecipazione dei servizi comunali delle persone, comunque, private di libertà personale. Del punto B) promuove le iniziative in momenti di sensibilizzazione pubblica sul tema dei diritti umani.

C) Promuove le iniziative congiunte e coordinate con altri soggetti pubblici, in particolare con Difensore Civico Comunale. D) Di esaminare e predisporre iniziative rispetto a segnalazioni che riguardano violazioni dei diritti e prerogative di persone private delle libertà personali, ricercando ulteriori informazioni presso le Autorità competenti.

Il punto E) informare e confrontarsi con le Autorità competenti riguardo le condizioni di luoghi di reclusione, con particolare attenzione all’esercizio dei diritti riconosciuti, ma non adeguatamente tutelati. 29 F) Promuovere con le Pubbliche Amministrazioni interessate dei Protocolli d’intesa utili per poter espletare le sue funzioni anche attraverso visite al luogo di detenzione; G) promuovere rapporti con le Associazioni interessate ai problemi penitenziari. C’è l’art.

44 che rappresenta i rapporti con il Comune di Rovigo e le Associazioni; l’art. 45 che sottolinea l’indennità di funzione che è puramente simbolica; e art. 46 nella logistica…va beh.

Ecco questo è l’elemento che va ad integrare, diciamo, lo Statuto attualmente in vigore con questa figura importante, e secondo me misura un grado di civiltà. Grazie Presidente, io ho finito.

Intervento n. 85
Pagina 31
Punto 6

Relazione del Garante dei diritti delle persone private della libertà…

Assessore

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Avevo una carissima persona che si chiamava Angelo, e che non c'è più, e quindi a me fa solo che piacere! Volevo dire che noi abbiamo già, dal 2008, provveduto alla nomina del Garante dei detenuti, delle persone private della libertà personale, ed è proprio con piacere che abbiamo appreso, adesso, nota del voto che è stato raggiunto dall'Aula, ecco, che inserisce all'interno dello Statuto questa figura.

Ed è un piacere avere tra di noi il Garante dei detenuti, dottor Livio Ferrari, che ci illustrerà, attraverso una relazione, quella che è la sua attività all'interno di questo mondo, che per molti è un qualcosa di lontano, non è conosciuto. Ed è giusto che cominci questo rapporto, questa sinergia tra le due città: la città dei liberi e la città dei non liberi.

Ecco, questo mi pare che sia un aspetto importante: conoscere per poter essere… E volevo ringraziare anche a proposito anche quello che ha detto poco fa il Consigliere Avezzù, in qualità di rappresentante dell’Anci, all'interno di questo Consiglio Comunale. Quindi io non ho altro da aggiungere. Avrei molte cose da dire, però preferisco che sia il Garante a parlare.

Noi siamo orgogliosi di avere messo in piedi questa modifica dello Statuto, e di avere a nostra disposizione, avere funzionante il Garante dei detenuti, perché sempre di persone parliamo, e di problematiche che stanno di fronte a noi da affrontare. Grazie.

Intervento n. 103
Pagine 40–41
Punto 6

Relazione del Garante dei diritti delle persone private della libertà…

Assessore

Leggi intervento

Beh, poco fa il Garante ha parlato, diciamo, di quello che è l'impegno dell'Amministrazione Comunale all'interno di iniziative, diciamo, e di inserimento nella vita civile di chi sta scontando la prigione adesso. Chiaramente € 4.000 sono pochi, però dobbiamo misurarci sempre con l'eterno discorso che le risorse sono carenti. Io sono già contento di avere trovato la maniera di mettere da parte € 4.000 nella marea, diciamo, di tagli, di avere messo a disposizione anche per quest'anno queste risorse, 41 questi soldi.

Che sono importantissimi proprio per le finalità che si propongono: quello dell'inserimento, di far camminare qualcuno per… Cioè, pensare al dopo, e certamente pensare all'interno, e su questo dobbiamo, ecco, richiamare in causa, com'è stato detto poco fa in termini positivi, il volontariato.

Il volontariato ha una funzione importantissima, come dappertutto, d'altra parte sta supportando le carenze dell'Ente pubblico, dello Stato, dell'Ente locale, perché proprio dove mancano queste figure istituzionali c'è sempre, comunque sempre il volontariato che opera nei vari disagi, nei momenti di disagio. Questo è un momento di disagio.

E quando si parlava di cooperazione del sociale poco fa tipo B, c'è già un 30% degli iscritti che per legge deve essere rappresentato all'interno della cooperativa stessa; e il disagio è rappresentato da persone che hanno certamente delle problematiche di carattere fisico, ma che hanno anche un passato, che hanno un percorso di vita che è stato di droga, che è stato di carcere, che è stato di alcolismo… Sono questi...

Vedete, non si tratta di inventare qualcosa di nuovo con quella delibera del 2008, perché la delibera è completa, perché riprende tutte le normative di carattere europeo, le leggi nazionali e regionali. Perché la Regione ha legiferato in materia, ha dato delle indicazioni, degli indirizzi che noi abbiamo fatto nostri, anzi abbiamo anticipato la Regione sulle linee di indirizzo. Quindi non si tratta di inventare niente, di modificare niente.

Si tratta di volere credere, di voler credere alle cooperative sociali di tipo B, che hanno la loro funzione non solamente per chi sta all'interno del carcere, ma anche per la nostra città, per quanto riguarda tutta una serie di interventi che potrebbero fare le cooperative sociali di Rovigo. Basta crederci! E dico di più: qua non si tratta mica di pensare con una mente di un'appartenenza politica, si tratta di avere una mente aperta, intelligente, che stia attenta a queste cose.

Io mi fermo perché altrimenti mi faccio prendere... Le cooperative sociali non hanno avuto grande fortuna nel nostro Comune, ne abbiamo messe in piedi una, con i servizi sociali, l’Informa handicap, che è una cooperativa sociale di tipo B. Questo è stato… che siamo in rete qua, e abbiamo corso il rischio di doverla chiudere quest'anno, e abbiamo fatto i salti mortali per tenerla in piedi, stiamo facendo i salti mortali per tenerla in piedi.

Pensate quanto importante sarebbero per tutta una serie di lavori, di manutenzione fare nella nostra città una cooperativa sociale di tipo B! Quanta dignità e diritto darebbero queste cooperative alle persone. Quindi, ecco qua il discorso.

C’è poi il Tavolo carceri, dove si ritrovano in vari momenti di associazionismo, di volontariato. Anche qui non è che si faccia molto, anzi si è fatto poco direi, ma è limitato sempre per quel motivo che si diceva poco fa, che è il discorso delle risorse, dei rapporti e delle attenzioni, delle sensibilità, che non è che capiti a tutti!

Noi, come Comune, abbiamo dato vita, assieme al Gruppo francescano di Ascolto, ogni anno, ed è bello questo: ritrovarsi le due città, fin dove è possibile, al di là così della manifestazione che si fa a luglio ogni anno, in città, che il Gruppo Francescano fa, e porta a conoscere i cittadini.

Abbiamo fatto delle realtà, diciamo, all’interno del carcere per far parlare di queste cose, e abbiamo fatto dei concerti in carcere; abbiamo fatto dei concerti che sono stati partecipatissimi, la voglia di vivere, di essere, di rapportarsi con la gente che sta all’esterno, e chi viene dall’esterno di conoscere come stanno le cose è grandissima.

Abbiamo pensato di introdurre anche un altro elemento, ma le cose sono poche cose… cosa poca però, anche di spendere € 500,00 per i panettoni, per dare un senso più delle festività. Sono cose poche, queste qua… con il rischio di essere capite come assistenzialismo. Non è questo che si deve fare per le persone che, diciamo, stanno all’interno di un carcere.

E anche per noi stessi che viviamo dal di fuori, bisogna fare un salto di qualità. Cominciamo allora a dire a chi, indipendentemente dal colore e dell’appartenenza, che la politica delle cooperazioni sociali di tipo B, è fatta volutamente per creare dignità alla persona. E fra queste persone, alle quali bisogna ridare dignità, sono quelle che sono private della libertà.

1 marzo 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 22
Pagina 5

Consiglio Comunale del 2011-03-01

Assessore

Leggi intervento

Ma io penso di impiegare anche molto meno tempo.

La discussione, diciamo, che è ruotata attorno ai due emendamenti verteva sul superamento del Regolamento 2004 e rivisitato nel 2005 per i trasporti per disabili, necessitava e necessita fissare dei parametri relativi all’invalidità, all’età; per esempio nel 2005 è stata introdotta, diciamo, l’esenzione, l’agevolazione per gli over 65, credo che questa sia una cosa che va superata, perché se uno sta bene in salute può benissimo camminare, andare in bicicletta, andare in tram, in macchina e fare quello che vuole, però non può gravare sulle spese di questo servizio.

Il numero delle corse, il discorso reddituale va ripensato anche al servizio in funzione delle risorse, perché non è un fatto certamente secondario, ha fatto parte -diciamo- di tutti gli interventi questo tema. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 23
Pagina 5

Consiglio Comunale del 2011-03-01

Assessore

Leggi intervento

Cioè, non si sente… mica parlo mae al microfon! (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 24
Pagine 5–6

Consiglio Comunale del 2011-03-01

Assessore

Leggi intervento

Ecco adesso va bene? Perché prima si sentiva meglio, lo sentivo di ritorno, adesso facevo fatica a sentire me stesso.

6 Dicevo appunto che… lo ripeto allora un attimo, che c’era la necessità e c’è la necessità di superare l’attuale Regolamento che è stato prodotto nel 2004 e, diciamo, integrato nel 2005, con l’inserimento delle figure, degli over 65 come utilizzatori del servizio stesso; in questo momento il Regolamento esclude, diciamo, questa parte, perché se uno è sano cammina, fa le cose che deve fare e non ha problemi di alcun tipo!

C’era bisogno, quindi, di fissare questi parametri anche relativi all’invalidità, al numero delle corse, perché non può essere un numero di corse indefinito chiaramente. C’è un discorso anche di… reddituale e va tenuto presente, e ripensare al servizio significa ripensare anche alla situazione economica, non dico prima di tutto! Prima di tutto bisognava pensare ad un servizio per!

Ma è chiaro che l’aspetto economico non può prescindere, e poi ha fatto parte di tutti gli interventi questo tema, e quindi ognuno che è intervenuto ha toccato, ha puntato il dito sulla necessità, diciamo, di limitare queste spese che stanno al sunto delle proporzioni macroscopiche. E poi per parlare di alcune cose che non sono state affrontate, diciamo, come interrogazione, nel momento nel quale sono stati fatti gli interventi, è l’ASM.

L’ASM è vero che nello Statuto ha la possibilità di svolgere il servizio di trasporto, ma in questo momento il Comune non può affidare a trattativa privata all’azienda stessa il servizio. E quindi l’ASM potrà partecipare eventualmente ad una gara. Abbiamo bisogno di regolare diversamente il servizio, razionalizzando, salvaguardare chi ha diritto e cioè… sono i portatori di vero disagio, questo è l’obiettivo che si propone che è una parte del come affrontare, diciamo, il problema nel suo insieme di questi trasporti.

Affidare il servizio, diciamo… E’ stato anche toccato l’argomento affidare servizio ad una cooperativa, in attesa di. Sì, è un momento provvisorio, diciamo, come per superare la situazione di stallo nella quale ci troviamo, anche approfittando di questo e vedendo un pochettino da più vicino la questione di questo momento di servizio con… cercando di limare alcune imperfezioni che esistono, e sussistono negli orari.

E questo si potrà metterlo appunto, diciamo, man mano che il tempo ci aiuterà a sistemare le cose, vedendo anche di avere dei mezzi diversi e più disposizione. Mi pare che sia anche giusto, e questo è accaduto però, ecco… l’affidamento alla cooperativa è nelle more del nuovo Regolamento e di quello che sta venendo avanti, diciamo, in questo tempo e del bando, è stato affidato il servizio alla cooperativa.

Mi pare che sia giusto dire, da parte della Giunta, perché il Presidente mi chiedeva questo, di esprimere la posizione dell’Amministrazione Comunale circa i due emendamenti. L’emendamento al quale noi facciamo riferimento, come Giunta municipale, è quello presentato dal Consigliere Ruzzante, ricordando ha anche una cosa: che il parere tecnico che è stato espresso in questa Sede, rimane tale, esula dall’aspetto economico della proposta, che è tutta da verificare nel tempo che sarà opportuno.

Ecco, accompagnarla man mano che ci si sposterà in avanti. E’ chiaro che c’è un parere positivo che è tecnico, e però l’aspetto economico si verificherà, e anche di funzionamento, si verificherà nel tempo che verrà successivo. Quindi l’Amministrazione accoglie l’emendamento proposto dal Consigliere Ruzzante.

11 febbraio 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 45
Pagina 11
Punto 11

Approvazione del “Regolamento del Servizio di Trasporto Disabili

Assessore

Leggi intervento

Sì, ecco, volevo così usare poche parole per parlare di questo nuovo Regolamento del trasporto disabili, dicendo che noi stiamo utilizzando ancora in questo momento un Regolamento che proviene da un atto deliberativo del Consiglio Comunale del giugno del 2004, e successivamente aggiornato da una modifica consiliare del luglio del 2005. Una modifica che è stata inserita a suo tempo, che comprendeva e allargava la platea degli utenti agli ultrasessantacinquenni.

Già in quell'occasione -però, ecco, allargando questa disponibilità al servizio- ci si preoccupò, e qualcuno si preoccupò, anche il Sindaco di allora, Avezzù, si preoccupò di dire che andava seguita questa evoluzione per questo inserimento di richiesta del servizio, inserimento degli ultrasessantacinquenni, perché bisognava… allora in questo caso, se ci fosse stata un'evoluzione esponenziale, provvedere.

Intervento n. 47
Pagine 11–13
Punto 11

Approvazione del “Regolamento del Servizio di Trasporto Disabili

Assessore

Leggi intervento

Allora posso andare avanti, dicendo appunto che c'era una preoccupazione, un monitoraggio doveva essere eseguito dopo l'inserimento degli ultrasessantacinquenni, perché questo poteva anche portare, diciamo, delle sorprese di carattere economico di spesa. Ed è un fatto che si è verificato puntualmente. Noi andiamo, così, a valutare quello che è accaduto da quel momento in avanti, c'è stato un aumento graduale di questa spesa, e per diventare esponenziale nell’ultimo anno 2010.

Quando noi parliamo di queste spese, dobbiamo tenere conto di quella che è la necessità del servizio; ecco alcune cose poi andranno dette con la nuova proposta del Regolamento, si metteranno dei paletti. Vanno dette queste cose perché ci devono richiamare alla realtà dei fatti, e sia per la spesa, ma anche per le risorse, per le entrate che non ci sono; hanno una carenza, diciamo, cronica queste entrate, che saranno verificate poi con l'approvazione del Bilancio, durante l'approvazione del Bilancio.

A meno che non accada qualcosa di taumaturgico, di magico: noi dobbiamo constatare che c'è una riduzione di disponibilità. Ma noi non facciamo questo ragionamento solo ed esclusivamente per questo fatto! E’ perché vogliamo regolamentare in maniera diversa anche l'uso dei mezzi e l'uso del servizio.

L’uso dei mezzi e l’uso del servizio, che attualmente si svolge senza fare riferimento a quelle che sono le risorse di una famiglia, perché credo che sia importante anche questo: il discorso dell’Isee, il discorso delle corse… un altro argomento, e l’invalidità.

12 Noi inseriamo, all’interno del nuovo Regolamento, alcuni parametri che vanno a misurare le figure che possono accedere a questo servizio, proprio per cercare di renderlo più razionale, ma anche di tenere d’occhio, perché credo che sia obbligatorio, sarebbe insensato e senza criterio non tenere conto delle risorse. Una famiglia, quando spende, deve sempre avere presente quelle che sono le entrate mensili.

Noi, questa famiglia che si chiama Comune, deve tenere d’occhio e avere presente quelle che sono le risorse disponibili. Sappiamo tutti che questo servizio è un servizio importante per la comunità, per le persone portatrici di handicap, e però non ci impediscono, questi elementi, di fare le valutazioni che dicevo poco fa: inserire all'interno del nuovo Regolamento questi elementi di misurazione, diciamo di accesso al servizio, è importante.

Questo non vuol dire escludere, questo non vuol dire precludere il servizio. Qui si tratta di fare un'opera di nettezza, di… utile ed importante, diciamo, per evitare che all'interno di queste maglie così larghe si possano inserire momenti di richiesta di servizio che non sono sempre plausibili. E questo è un qualcosa che abbiamo potuto toccare con mano, e verificare anche in questi mesi di monitoraggio.

Allora, diciamo, appunto, che si parte nel considerare l'utente da un grado di invalidità del 75%, dal discorso del numero delle corse, dell’Isee, e i collegati all’Isee, che poi danno vita, diciamo, ad una proposta che si suddivide in quattro scaglioni, che poi fanno parte della proposta della delibera stessa. Io credo che sia giusto fare un riferimento, anche, come dicevo poco fa, alle condizioni; non considerare le condizioni economiche del Comune sarebbe un conto sbagliato.

La mancanza di risorse porta dritti alla soppressione del servizio, perché è impossibile mantenere lo stesso con le attuali domande e i costi che -voglio ricordarlo- si aggirano attorno ai € 330.000. Questo non è un servizio obbligatorio del Comune. E’ un atto di, tra virgolette, di gravità, di sensibilità, di attenzione verso questo mondo, ma non fa parte delle spese obbligatorie all’interno del Bilancio.

Questo noi dobbiamo sempre averlo presente! Siamo all’interno di un atteggiamento, di una sensibilità che ha fatto importante il Comune di Rovigo. Ed io voglio dirlo, perché mi pare che sia giusto ricordarlo.

Ed io resto della volontà che il servizio va mantenuto, e cioè è possibile solo definendo nuovi criteri che concorrono a contenere i costi troppo elevati. L’alternativa, come dicevo poco fa, non tenendo conto di queste cose, vuol dire chiudere, perché io credo che nessuno si auguri la chiusura di un servizio di questo genere.

E però, ecco, l'appello che faccio in questo momento è rivolto all'approvazione del Regolamento, ma è un appello che va avanti e cammina e si accompagna a quella che è l’evoluzione per la costituzione del nuovo Bilancio.

Se all’interno del nuovo Bilancio troviamo delle risorse sufficienti, allora avremo la possibilità di approvare un Regolamento, e questo Regolamento si accompagnerà a delle risorse vere ed effettive, altrimenti questo Regolamento corre il rischio di rimanere un fatto burocratico e diventare quasi lettera morta. Quindi, la strada della chiusura non è auspicabile da parte mia, da parte dell'Amministrazione. E quindi vanno fissati questi Regolamenti approvando questo Regolamento, è l'unica strada percorribile.

Voglio dire anche che -così, un momento di supporto, diciamo, del nostro ragionamento, di quella che è stata la ricerca in questi mesi, guardandoci attorno, ai Comuni capoluogo- come svolgono questo servizio? I Comuni capoluogo hanno una loro… ognuno ha una propria sensibilità, e però a me preme, ecco, prendere a prestito quella che è la situazione che cade nel Comune vicino a noi, a Padova, per dire che non tutti i Comuni hanno un impegno economico importante, come ce l’ha il Comune di Rovigo.

A Padova, per esempio, sono ammessi ai servizi le persone che hanno il 100% di invalidità; non si possono fare più 15 corse di andata e di ritorno, il che vuol dire 30 corse in un anno. 13 E sono questi elementi che, diciamo, hanno un costo proposto, da parte del Comune di Padova, di € 2,50 per tratta, andata e ritorno, quindi diventano € 5,00.

Cioè, tutto un insieme di elementi che concorrono così a portarci davanti a noi, a portare davanti a noi questa situazione di servizio, che si estende certamente sul territorio regionale, ma che ha delle situazioni alterne, anche di gestioni minimali, rispetto a quello che è l'esborso e lo sforzo economico e organizzativo del Comune.

Quindi, ecco a me interessava evidenziare altri elementi che concorrono ancora a dar vita a questo servizio nel Comune di Padova, per esempio delle dichiarazioni delle prescrizioni al Servizio Sanità Nazionale, relativo alle prestazioni per le quali si richiede il trasporto. E l’impossibilità anche è un altro elemento che interviene all'interno di questo Regolamento a raggiungere il centro sanitario per mancanza di mezzo proprio, o funzione di supporto.

Vedete che poi la discussione, come già ha anticipato il Presidente, si animerà, nel senso che troveranno spazio nella discussione anche una serie di emendamenti che sono stati presentati, e quindi interesseranno l’Aula.

A me, però, preme raccomandare un fatto, supponendo che interessi un pochino anche l'Aula questo che sto dicendo, di arrivare, proprio perché c’è necessità di chiudere questo passaggio, questo capitolo, di approvare questo Regolamento, perché il primo passaggio che ci pone, diciamo, non dico in posizione di garanzia e di sicurezza -perché non è vero- però ci permette di ragionare in termini diversi, avere un peso per cui misurare il servizio ed i parametri per misurare l’accesso a questo servizio.

Poi ci sono le considerazioni che emergono leggendo il nuovo Regolamento proposto, e che io penso sia indispensabile oggi approvare. Vi ringrazio.

Intervento n. 70
Pagine 25–26
Punto 11

Approvazione del “Regolamento del Servizio di Trasporto Disabili

Assessore

Leggi intervento

Sì, ci sono alcune considerazioni che nascono dagli interventi svolti questa mattina, che non hanno un’organicità, ma sono presi così, al volo, perché è giusto dire che non stiamo a guardare gli aventi che precipitano, infatti troviamo di fronte ad una situazione di difficoltà. Quando poco fa ho invitato il Consiglio Comunale a valutare attentamente quelle che saranno le proposte di bilancio, aveva motivo di essere questo ragionamento.

Perché noi facciamo un Regolamento oggi, se viene votato, così come viene proposto anche con degli emendamenti e vedremo quali potranno essere, che, lasciato a sé stante, non ha nessun significato! Noi dobbiamo dirlo, oppure ha un significato di principio che va collegato a quello che è il discorso economico. Altrimenti noi possiamo fare dei gran bei discorsi, però alla fine non ne ricaviamo nulla.

Un discorso che è stato fatto, diciamo, di rivolgersi alle cooperative sociali, eccetera… Ma noi già stiamo facendo questa ricerca ed è per questo momento, in questo istante, un fatto integrativo, non è un fatto sostitutivo, perché il fatto sostitutivo dovrà nascere dal bando di cui parlava poco fa l’Ingegnere. Vediamo quali potranno essere i limiti, oltre il discorso del costo, che magari poteva essere favorevole, e io credo sia favorevole, anche qual è il limite temporale del servizio.

Cioè, dobbiamo vederla tutta questa tematica qua. Io credo che vada fatta, ecco, vada perseguito e poi tiriamo le conclusioni, perché in questi giorni qua stiamo verificando anche questo passaggio.

Diceva nel suo intervento il Presidente della 2^ Commissione Consiliare, dice: “Le nuove tariffe andranno a toccare le ultime due fasce”, ed è vero che andranno a toccare le ultime due fasce, non vanno toccare le fasce… la maggioranza ricade nella fascia più bassa, diciamo, non è che vadano a toccare… Quindi, anche sotto questo profilo qua si è avuta l’attenzione che… e cioè è un atto dovuto, insomma, nel rispetto delle persone e della loro situazione ma anche un discorso di risorse.

Se è vero che io poco fa ho osato di liberalità da parte dell’Amministrazione, l’avevo detto tra virgolette, un atto di liberalità, cercando di distinguere quello che è un servizio diciamo obbligatorio da un servizio anche questo a domanda individuale. Perché questo è l’aspetto che viene avanti e che si deve valutare con attenzione. Quindi, non è un discorso di liberalità nel senso puro e semplice della parola e dico: “Io ti concedo”!

No, non sta così! Io non mi sono neppure di dire una cosa di questo genere! E allora, se vogliamo anche estremizzare poi un’altra considerazione, che quella di garantire, dice la legge, chiama in causa il Comune e deve garantire.

Se le lasciamo in maniera così, pura e semplice, senza badare a quello che è il discorso delle risorse e dell’economia di un’Amministrazione pubblica, potrebbe essere vero che lo garantisce a prezzo pieno. Non è la volontà dell’Amministrazione di fare questo, perché se cerchiamo di introdurre dei parametri, vuol dire che abbiamo necessità di leggerla attentamente questa situazione.

Quindi ecco, allora come si può… Diciamo c’è sempre… la medaglia ha sempre due letture, due facce, e si possono interpretare e leggere in questa maniera. Quindi a me preme, diciamo, pensare anche alle cose che sono state dette, per esempio l’ultima fascia, se sarà oggetto di una valutazione collegiale dei Gruppi Consiliari ben venga, vedere come… L’ultima fascia, la parte che attualmente nella proposta verrebbe lasciata fuori dal servizio.

Se si trova una soluzione per farla partecipare, io credo che sia importante anche questo e vada fatto aveva detto. Ecco sono… però io ci tengo a ripetere che una serie di parametri, di paletti che sono, così, presentati con questa proposta, devono rimanere, perché sono la prima scrematura, lasciatemi usare questo termine, perché è così che deve essere letto, di chi può accedere, che ha diritto di accedere a un servizio.

Altrimenti se lo lasciamo così, in maniera molto fluida, nascono le esponenzialità di cui si parlava poco fa, che non possiamo più permetterci. 26 Io mi fermo qui, perché poi se c’è bisogno di riparlarne ancora dopo l’interruzione, sono a disposizione.

Intervento n. 91
Pagina 30
Punto 11

Approvazione del “Regolamento del Servizio di Trasporto Disabili

Assessore

Leggi intervento

Ma io, Presidente, devo fare solo una dichiarazione molto stringata poi. Riconosco che la sovranità appartiene al Consiglio Comunale, ma nello stesso tempo credo che la proposta che viene fatta… mi permetto di dire la mia contrarietà, e di esprimere la mia contrarietà al rinvio per quel motivo che… Proprio per la delicatezza del problema, della situazione, così com’è stata illustrata questa mattina, emerge nella sua interezza.

Perché con le varie sfaccettature messe assieme si fa un puzzle completo: la difficoltà di proseguire una strada che porti al conseguimento del servizio. Quindi io, detto questo, il Consiglio Comunale può esprimersi nella sua sovranità, però avevo l’obbligo morale di dire la mia opinione.

10 febbraio 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 191
Pagina 52
Punto 6

Approvazione bando speciale assegnazione di n. 2 alloggi

Assessore

Leggi intervento

Ma sì! Pensi, Presidente che sto aspettando da tutto il pomeriggio! No, volevo dire solamente che già anticipato leggendo l’ordine del giorno, l’oggetto della delibera diciamo il contenuto…

Intervento n. 194
Pagina 52
Punto 6

Approvazione bando speciale assegnazione di n. 2 alloggi

Assessore

Leggi intervento

Sì, allora dicevo, già è stato… Volevo dire che questo è un bando speciale, appunto per le assegnazioni di due alloggi ERP. Volevo anche fare, dire due parole solamente, per dire che questo, quando è stato approvato come finanziamento da parte della Regione come progetto, allora è stato il primo progetto di Comune capoluogo di Provincia.

Sono due alloggi che vanno collocati nell’edilizia residenziale pubblica di Buso per, appunto, questi portatori di handicap che hanno problematiche di movimento e di vivere in un’abitazione civile comune. Volevo dire che bisogna, chiedo l’approvazione appunto del Consiglio Comunale perché necessita poi mandare questo bando speciale, che è fatto con la legge 10 del 1996, di portarlo alla Regione e dopo farlo tornare e applicarlo quando tornerà dalla Regione in Comune a Rovigo. Ho chiuso, vi ringrazio della pazienza.

29 dicembre 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

6 interventi
Intervento n. 28
Pagina 9
Punto 2

Art. 11 L.R. N. 10/1996: riserva degli alloggi per situazioni di emergenza abitativa e riserva a favore delle Forze dell’Ordine anno 2011

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Noi facciamo parte dei Comuni ad alta tensione abitativa dal 18 febbraio 2004, da quando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale questo inserimento del Comune di Rovigo. Chiediamo l'applicazione, come ogni anno, dell'art.

11 per la rilevazione della quota di riserva, appunto per l'emergenza abitativa, dal 15% al 25%, e per far fronte ad una situazione che si sta sempre più aggravando, e perché all'interno di questo atto trova posto anche la quota di riserva delle Forze dell'Ordine del 10%. È un atto deliberativo che ogni anno, a fine anno, per l’anno venturo, si procede alla votazione, sperando di avere un po' più di fortuna!

Perché l'anno scorso abbiamo votato il 22 dicembre ed il 1º di dicembre dell'anno dopo abbiamo avuto la risposta da parte della Regione. Voglio dire è che un atto dovuto, ecco, anche di rispetto alle situazioni che si stanno profilando e si sono già verificate, di estrema emergenza abitativa, di gente che perde il posto di lavoro, che perde… diciamo, la possibilità, la facoltà e la possibilità di pagare gli affitti, di pagare i mutui. Quindi c'è una situazione davvero oltre modo preoccupante.

Quindi, ecco, questo è l'atto da votare, diciamo, proposto all'attenzione della Sala Consiliare. Grazie.

Intervento n. 36
Pagine 11–12
Punto 2

Art. 11 L.R. N. 10/1996: riserva degli alloggi per situazioni di emergenza abitativa e riserva a favore delle Forze dell’Ordine anno 2011

Assessore

Leggi intervento

Volevo dire che, per quanto riguarda le osservazioni fatte dal Consigliere Bedendo, questa scorciatoia sarebbe meglio non praticarla, nel senso che se non ci fossero le situazioni di emergenza non ci sarebbe la necessità, appunto, di arrivare a questo sistema, che peraltro è previsto dalla legge 10.

Quest’anno noi non abbiamo potuto usufruire, di fatto, del 25%, perché la delibera, approvata il 22 dicembre dello scorso anno, è arrivata a noi in dicembre, quindi a quando l’Ater non ha consegnato più alloggi di fatto. Quindi abbiamo avuto anche questo problema. Bisogna avere quell'attenzione che ricordava poco fa il Consigliere, nei confronti di chi, diciamo, sta attendendo da anni in graduatoria.

E’ difficile contemperare le situazioni, perché proprio sono queste le emergenze che ti capitano improvvisamente, in maniera traumatica, e non si riesce a trovare altra soluzione! E quindi è un problema reale che esiste, e va visto da vicino, ecco, il più possibile. 12 A me interessa anche fare un'altra considerazione, che è quella relativa alle Forze dell'Ordine.

Che cosa si intende per Forze dell'Ordine? Io ho cercato di andare a verificare un attimino, ma non ho trovato un'elencazione precisa nell'ambito della legge. D’altra parte non spetta al Comune formulare un bando per le Forze dell'Ordine, spetta alla Prefettura.

E però voglio anche aggiungere che l'Esercito gode di una situazione particolare. Se voi avete presente in Piazza D’Armi ci sono degli alloggi a disposizione dei dipendenti dell'Esercito; a suo tempo sono state costruite, messe a disposizione di chi operava all'interno dell'Esercito. E’ l'unico diciamo settore, se vogliamo chiamarlo della pubblica sicurezza, io dico che l'Esercito svolge la sua funzione, che ha disposizione alloggi propri.

Nessun altro! Né i Carabinieri né tutte le altre Armi, hanno a disposizione alloggi propri. E però -ripeto- oggi non possiamo stare qui a disquisire!

Ripeto, la Prefettura ha il compito di bandire, ci ha già mandato tutto il carteggio anche per quest'anno, e produrrà il bando apposito. Un compito interpretativo, io avevo cercato di leggere meglio ancora l’art. 11 della legge 10 del ’96, e non ho trovato questo distinguo, questo elenco di Forze dell'Ordine iscritte, diciamo, all'interno dell'articolo stesso.

Quindi, ecco, il discorso… L’anno scorso c'è stata una domanda sola. Per quanto riguarda le Forze dell’Ordine, c’è stata una sola domanda, non c'è stato un rincorrersi di richieste. Anche perché, come diceva giustamente il Consigliere Bedendo, se questi operano, lavorano, non hanno le situazioni che sono previste dall'articolo stesso.

Io ho finito, Presidente. Grazie.

Intervento n. 67
Pagina 20
Punto 4

Riconoscimento legittimità debito fuori Bilancio parte della fattura CAAF Servizi e Lavoro SRL (CGIL) di Rovigo per servizio di compilazione certificazione ISE ed ISEE

Assessore

Leggi intervento

Devo dire che, già i Consiglieri lo sanno…

Intervento n. 69
Pagina 20
Punto 4

Riconoscimento legittimità debito fuori Bilancio parte della fattura CAAF Servizi e Lavoro SRL (CGIL) di Rovigo per servizio di compilazione certificazione ISE ed ISEE

Assessore

Leggi intervento

Sì, Presidente, grazie. Dicevo, appunto, che c'è un debito fuori Bilancio di € 153,44, è una maggiore spesa che si può leggere in questo senso: nel 2009 è stato il primo anno nel quale si sono applicate le certificazioni ISEE ed ISE per il bonus energia, e quindi c'è stato un esubero di domande, e per questo si è... E siccome si può fare la liquidazione solo a consuntivo, a cosa è avvenuta, a consuntivo si è constatato che ci sono € 153,44 in più a favore del CAAF Cgil per le pratiche svolte.

Intervento n. 72
Pagina 22
Punto 5

Riconoscimento debiti fuori Bilancio per costituzione in giudizio ed incarico ad un legale nel ricorso promosso dal Sig. Costa Roberto innanzi al TAR del Veneto, avverso la determina dirigenziale n. 403/2001

Assessore

Leggi intervento

Ecco, per via della politica degli anziani, relaziono sul fatto che è relativo ad un progetto rifugiati. Allora diciamo che, come diceva il Presidente poco fa, c'è stata una determina dirigenziale, la 541 del 28.11.2001 del Comune di Rovigo, il quale si costituiva in giudizio ed incaricava l'avvocato Pavarin del Foro di Rovigo nel ricorso promosso dalla Sig. Costa Roberto, innanzi al Tar del Veneto.

Nell'ambito delle proprie competenze, diciamo, di diritti maturati dall'Avvocato, c’è stata, da parte dell'avvocato Pavarin, ha presentato l’avviso di deposito del decreto dichiarativo di perenzione, e trasmetteva la parcella a saldo, relativa a delle spese e competenze pari a € 9000… -vediamo se sta scritto nell'ambito dell'atto deliberativo- sì, nove mila e rotti euro, (9 mila e rotti euro non si può dire) € 9.848, titolava a copertura per la somma di 3.098,64, con impegno assunto col Capitolo, eccetera; mentre euro € 6.749 quello provvedeva di impegnare la somma.

E qui siamo arrivati, appunto, a questo debito fuori Bilancio, che ha origine antica, e ci perviene dal 2001, come è stato ricordato, con la determina dirigenziale, per permettere al Comune di Rovigo di difendersi a livello di Tar, nei confronti del signor Costa Roberto, che aveva portato in giudizio il Comune stesso. Io ho finito, Presidente.

Intervento n. 75
Pagina 23
Punto 6

Riconoscimento legittimità debito fuori Bilancio per l’effettuazione del servizio fornitura pasti a domicilio, periodo 1/08, 24/08/2010

Assessore

Leggi intervento

Qui si tratta di riconoscere, di fatto, un’indicizzazione Istat alla ditta Serenissima che fornisce i pasti a domicilio dell'anno… per 12 mesi. La data esatta adesso la cerco, che va dal… praticamente è l'aumento di € 1,3, tariffa individuale 777, Iva al 10% compresa. Si tratta, appunto, di un'annualità che va dal mese di giugno 2009 al mese di giugno 2010.

È il riconoscimento dell'indicizzazione Istat che viene richiesto dalla ditta Serenissima che fornisce i pasti a domicilio; di fatto, senza stare lì ad entrare nel dettaglio, in sostanza è questa, e al Comune non rimane altro che riconoscere questo dato e provvedere al pagamento. Anche perché il servizio è stato mantenuto, diciamo è proseguito, non c'è stato un contenzioso, diciamo a livello verbale prima e poi per iscritto!

Ma comunque si è continuato il servizio, e però, ecco, si è maturata questa richiesta pari all'importo che ho detto poco fa, da parte della ditta Serenissima, per l’indicizzazione Istat del servizio reso.

15 dicembre 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 160
Pagina 66
Punto 6

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale N. 170 del 29.10.2010 ad oggetto: “Variazione al Bilancio di previsione esercizio finanziario 2010, al bilancio pluriennale 2010/2012 e alla relativa Relazione Previsionale e Programmatica

Assessore

Leggi intervento

Sì, io non ho molto da dire. Voglio solo ricordare che questa è una conseguenza della Convenzione firmata con la FISM, per gli anni scolastici, fra Comune e FISM, per gli anni scolastici 2009/2010, 2010/2011, che è stata deliberata il 29 marzo di quest’anno e ha validità, appunto, di due anni scolastici.

All’interno della Convenzione si prevede la costituzione di una Commissione Paritetica, che è formata da 7 persone, di cui 3 nominate dal Consiglio Comunale, che sono 2 Consiglieri di maggioranza e 1 di opposizione, in più c’è anche il Sindaco o l’Assessore di riferimento che la presiede. La delibera dice, e lo ricordo, con voto limitato ad uno, al fine di garantire la nomina della minoranza.

Poi c’è un aspetto che è importante: noi abbiamo bisogno di questa Commissione per poter provvedere all’erogazione, diciamo, delle parti restanti del contributo previsto dalla Convenzione fra le parti, e poi la valutazione che si accompagna ad una valutazione dei progetti, sull’ammissibilità degli stessi, ed esaminare i Bilanci consuntivi.

Sono elementi questi importanti, perché garantiscono quello che è stato sottoscritto dalle parti, e soprattutto garantiscono il Comune che ha convenuto e ha ceduto a questa convenzione. Credo che sia giusto che il Consiglio Comunale indichi i nominativi, Presidente, e dopo non tocca a me fare la proposta, ma la proposta viene lasciata al Consiglio Comunale che si assume questo impegno, che può espletare subito. Grazie.

Intervento n. 170
Pagine 68–69
Punto 9

Regolamento del Sistema dei Servizi alla Prima infanzia. Modifiche ed integrazioni

Assessore

Leggi intervento

Sì, ecco, si tratta di aggiornare il Regolamento, approvato il 12 aprile del 2006; è un Regolamento abbastanza recente, però va aggiornato in funzione di quelli che sono gli elementi normativi di legge che sono intervenuti nel frattempo, e anche si tratta di codificare quello che già, di fatto, accade all'interno delle strutture degli asili, asili nidi e nidi integrati.

E mi pare che sia una questione diciamo importante, perché si va anche, con questo nuovo Regolamento, a recepire alcune considerazioni che sono nate dai Comitati di gestione, che sono nate -diciamo anche- da Consiglieri Comunali che hanno partecipato agli incontri. Io credo che sia importante ricordare, prima di passare alle eventuali modifiche ed inserimenti che sono stati fatti, a quella che è la finalità, diciamo, del Regolamento, rivolto a questa parte importante dell'umanità e dell'infanzia.

Dice appunto l'art. 3: “Finalità verso il bambino e la famiglia. I servizi di cui l'art.

1 sono volti ad accogliere i bambini senza distinzione di sesso, razza, etnia, lingua, religione, condizioni psicofisiche e socio/economiche; a favorire il benessere favorevole, condizioni di sviluppo psicofisico dei bambini ed affiancare le famiglie nei loro compiti educativi; a prevenire e rimuovere condizioni di svantaggio e discriminazione, valorizzando la cultura della solidarietà e dell'inclusione, a sostenere l'accesso e la permanenza dei genitori, ed in particolar modo delle madri, nel mondo del lavoro”.

Ecco, io credo che questa parte, diciamo, del Regolamento, sia una parte importante e fondante, proprio per il rispetto che dobbiamo all’infanzia, alla famiglia, alla madre e a chi fa famiglia, forma famiglia. Ci sono alcuni elementi, non ho nessuna intenzione di toccarli, perché anche il Presidente è stato partecipe e attivo, con tutti i Commissari, nella formulazione di queste modifiche. Mi preme però indicare una cosa, partire dal disagio.

Ecco, all'interno di questo articolo, relativo ai bambini di disagio, art. 21, è stata inserita una parte che già si veniva attuata, praticata, ma è stata codificata, inserita all'interno di questo art. 21.

C'è questa parte importante, diciamo, che ha un occhio di attenzione, la particolarità di attenzione verso questi bambini meno fortunati. Mi pare che sia un elemento non di secondaria importanza, ma sia primario, e mi pare che sia un elemento che è stato toccato un po' da tutti, diciamo, i genitori, quelli che fanno parte del Comitato, ma anche dai Consiglieri Comunali che hanno partecipato alla discussione.

Mi pare che sia giusto anche evidenziare un altro aspetto: è stato superato per l'ammissione dei bambini il discorso del sorteggio, dell’ammissione per sorteggio in alcuni casi, e non è certamente uno sfizio, una volontà, diciamo, perversa da parte di qualcuno; è stato a suo tempo convenuto, ed è stato portato avanti, così come fatto, diciamo, provvisorio, di verifica, e di vedere quali risultati poteva portare questo modo di ammettere i bambini all'interno della struttura. È superato, nel senso, così l'art.

19, con l'ultimo comma, che permette di superare il sorteggio del coso... Potrei anche leggervi, se volete l'art. 19, l'ultimo comma.

Scusate, eccolo qua: “In casi di parità di punteggio, il criterio discriminante sarà dato dal minor numero di giorni intercorrenti tra la data di nascita e quella di presentazione della domanda, e successivamente, in caso di ulteriore parità, dall'ordine cronologico, data ed ora, certificato dell'Ufficio ricevente o dal rettore di presentazione della domanda”. 69 Questa è una richiesta che è venuta avanti in più occasioni.

Ripeto, era stato fatto, diciamo così, di verifica, di tentativo di dare una risposta; è stato superato in questi termini, e mi pare con la condivisione di tutti. Mi pare poi che sia data la possibilità di inserimento -anche questo è un altro elemento che interviene all'interno dell'art. 24- che è stato codificato in termini precisi, la possibilità di inserimento di questi bambini.

Cioè, sono stati messi tutti nelle stesse condizioni, senza - diciamo- nessuna differenza, che mi pare sia importante anche questo. A me piacerebbe andare oltre e parlare di questo Regolamento, però mi pare che le cose più importanti siano state toccate, erano due particolarmente, queste, e io credo che sia quelle che ho ricordato poco fa. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 171
Pagina 69
Punto 9

Regolamento del Sistema dei Servizi alla Prima infanzia. Modifiche ed integrazioni

Assessore

Leggi intervento

La ringrazio molto perché lei ha una sensibilità straordinaria, allora ho avuto occasione di apprezzarla anche durante i dibattiti alla Buonarroti. Quindi, sentito questo apprezzamento, non posso altro che dirvi che vi ringrazio, e mi siedo, perché aspetto il voto a favore. Grazie.

Intervento n. 175
Pagina 70
Punto 9

Regolamento del Sistema dei Servizi alla Prima infanzia. Modifiche ed integrazioni

Assessore

Leggi intervento

Sì, pensiamo che sia utile, diciamo, portare questa modifica, portando ai 12 mesi anziché i 18 previsti. E’ una risposta più favorevole ad eventuali richieste della famiglia e anche alle esigenze organizzative. Ma, se permette Presidente, già che ho la parola, volevo ringraziare -anche per il lavoro fattivo- la dottoressa Corniani, che è qua presente; la signora Rossi, che è la coordinatrice psico/pedologica degli asili comunali, e mi pare che sia più che dovuto questo ringraziamento.

Quindi per noi… io sono per accettare la proposta dell’emendamento fatto dal… e anche sentito il parere dei Consiglieri, preso al volo, insomma. Vi ringrazio.

29 luglio 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 67
Pagina 26
Punto 1

Interrogazioni e Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Più che parlare della dislocazione degli Uffici, io volevo rassicurare e dire che quel tavolino, diciamo, che si frappone fra le persone che accedono ai Servizi e gli Uffici, ha uno scopo che è quello di distribuzione delle richieste di appuntamento e di compilazione delle richieste stesse di assistenza e di aiuto.

Posso assicurare, proprio per quanto riguarda il discorso della privacy e del rapporto corretto con i cittadini, che ogni Assistente Sociale gode di un ufficio per conto proprio, e solo i cittadini interessati sono ricevuti all'interno di ogni Ufficio, in funzione dell'età, in funzione dell'esigenza. Ogni Assistente Sociale ha le sue così caratteristiche di servizio, le sue… diciamo il suo spazio, la sua fetta di rapporto con le persone.

Non voglio dire che la soluzione del tavolino sia la migliore, però questa funziona ha questo scopo, che penso e spero che sia abbastanza temporaneo. Non sono in grado di dire fino in fondo -perché non ho competenze in materia- dipende non dall'Ufficio, dal sottoscritto che vi parla, ma da un altro settore specifico. Comunque, ecco, la privacy, il rispetto della persona è garantito, perché ognuna viene ricevuta in ogni ufficio, in maniera distinta e con molta discrezione.

29 giugno 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 100
Pagine 31–32
Punto 4

Mozione “Immediata applicazione dell’art. 6 - comma 4, legge n. 328 del 2000

Assessore

Leggi intervento

Per fare alcune considerazioni, che non hanno, diciamo, la pretesa di essere il Vangelo, però sono alcune considerazioni che tornano e che vanno riproposte all'interno del Consiglio Comunale. Io volevo leggere, mi pare che sia giusto partire da questa nota interpretativa a cura del Dipartimento dei Servizi Sociali dell’Anci… No, se devo dire la mia, Presidente, io vorrei essere posto nelle condizioni di parlare!

Dove dice ad un certo momento: “Le associazioni di tutela dei diritti delle persone, con disabilità e le loro famiglie tendono ad accreditare l'interpretazione del succitato art. 3 -che è quello della legge chiamata in causa 109 del ‘98 - comma 2- nel senso che si debba sempre e comunque fare esclusivo riferimento al reddito del solo assistito.

Dice, sempre l’Anci: “A parere dell’Anci tale interpretazione non trova fondamento normativo per le seguenti motivazioni” cioè manca un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che è quello che dà, diciamo, l’input.

Però fa anche un passaggio, non intendo assolutamente leggervi tutto ciò che dice l’Anci, perché ho anche altre cose che chiamare in causa, dice ad un certo momento, la nota, “Ciò -per eseguire quella richiesta, per dare ascolto a quella richiesta- ciò può generare anche rischio di responsabilità contabili e non solo, in capo agli Amministratori locali, per avere dato luogo a spese non dovute, ovvero a minori entrate per compartecipazione alle spese non riscosse”.

E fanno riferimento alla mancanza di questo decreto. Allora io volevo passare anche senza star lì, diciamo, intervenire ancora e leggere fino in fondo questa nota dell’Anci, io volevo anche prendere in considerazione quella che è la legge del Regolamento Regionale, la legge Regionale approvata, diciamo a novembre, a dicembre dell'anno scorso. E’ una legge compiuta, che fa una disanima delle varie situazioni, e però alla fine noi dobbiamo anche considerare un fatto, c'è l'art.

7 che parla di dotazione del fondo. Noi la invitiamo a fare una bella legge, però quando si tratta di entrare nel merito della dotazione di fondo, non abbiamo più, perché si dice art.

7 Punto C, perché prima al Punto A) ci sono gli stanziamenti previsti nel bilancio della Regione Veneto, per interventi, eccetera, B) assegnazione dello Stato finalizzata agli interventi per prestazioni di carattere sociale e socio-sanitario, e C) contributi degli Enti locali comprensivi della quota per le prestazioni sociali delle quali sono titolari, secondo gli indirizzi stabiliti dalla Giunta Regionale.

Volevo far presente che la Regione non ha ancora emanato l'atto di indirizzo, che è quello che è importante e che va a sostenere, diciamo, l'atto legislativo. Se noi non troviamo una copertura, o comunque degli atti di indirizzo per dire qual è la quota di compartecipazione anche degli Enti locali, noi non siamo in grado di andare oltre.

A me pareva però anche giusto… Ecco, ho voluto dire che non c'è una specificità, diciamo, nell'ambito delle normative delle leggi in vigore, dove non si obbliga, diciamo, l'Ente locale a pagare l'esclusiva, non sta scritto da nessuna parte.

Voglio anche ricordare che il Comune di Rovigo, lo sapete benissimo, perché siamo reduci dell'approvazione dell'utilizzo del Bilancio… del Consuntivo del Bilancio dello scorso anno, ecco, già attuiamo un’integrazione, che si aggira, sono scritti € 400.000, però possono variare in funzione delle richieste delle figure che ne fanno richiesta.

Allora dicendo, appunto, che è c'è un aspetto che non è obbligatorio, seconde le norme che abbiamo letto e le leggi che ci sono in materia, possiamo dire anche un'altra cosa: che personalmente, ma 31 anche la Giunta, non ha nulla in contrario ad intervenire a favore di queste figure, perché veramente è un discorso che ci sta di fronte, e io lo vivo tutti i giorni.

Però c'è un però, e proprio perché abbiamo appena approvato un Bilancio, che è quello che tutti voi conoscete, dobbiamo dire che si può dire sì a condizione che. Le condizioni sono quelle nell'ordine delle risorse.

Se andiamo a vedere, e poi il Consiglio Comunale è sovrano, può decidere come gli pare sia più opportuno, che cosa sta scritto all'interno delle cifre del Bilancio, io credo che non riusciamo a dare soddisfazione, se non a fare un atto di, diciamo, di disponibilità, di sensibilità, di attenzione, e dobbiamo, però -ripeto- fare i conti con quello che non esiste e cioè le risorse.

12 novembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 90
Pagina 17
Punto 4

Accettazione donazione immobile sito in Rovigo, Via Forlanini n. 14 (ex via Pestrina Busa n. 14) di proprietà della Signora Veronese Ada

Assessore

Leggi intervento

Sì. E’ chiaro che la signora ha fatto una scelta che è quella di andare in una struttura. Lei non è sposata, non ha figli, ha una certa età, è del ’27, e la cosa è durata parecchio tempo.

Perché voi sapete -non posso dirvi di più, perché siamo in seduta pubblica- come sono le cose con le famiglie, i parenti, e quant'altro- Però la sua volontà è sempre stata quella di andare in una struttura. Per questo è stato fatto un iter, un percorso abbastanza lungo, ampio, diciamo, approfondito, ed è emerso questo, quello che è stato scritto poi anche con atto proprio della signora.

È una politica questa, che noi, come Amministrazione Comunale, quando dico noi, non parlo di questa Giunta, parlo delle Giunte che si sono succedute nel tempo, da 30 - 40 anni a questa parte, di fare questi atti, diciamo, creare questi rapporti con l'Amministrazione Comunale, per far l’integrazione retta, dando in disponibilità le proprie… e i propri possedimenti, i propri beni, diciamo. È successo, anche recentemente, facevo l'esempio del maestro Casetta, ha fatto la stessa cosa.

È chiaro che se mi chiedete quanto campa una persona, è il gioco delle probabilità della vita! Noi non possiamo ipotizzare e ipotecare la vita, il percorso della vita, quanto potrà vivere uno. Io gli auguro 125 anni, come dice il Presidente del Consiglio, 120 anni.

Ma non lo possiamo sapere. Siamo tutti pro tempore. Ecco, io vi ringrazio.

Intervento n. 95
Pagina 18
Punto 4

Accettazione donazione immobile sito in Rovigo, Via Forlanini n. 14 (ex via Pestrina Busa n. 14) di proprietà della Signora Veronese Ada

Assessore

Leggi intervento

Posso Intervenire?

Intervento n. 97
Pagina 18
Punto 4

Accettazione donazione immobile sito in Rovigo, Via Forlanini n. 14 (ex via Pestrina Busa n. 14) di proprietà della Signora Veronese Ada

Assessore

Leggi intervento

No. Vuole sapere se è in carico ai Servizi Sociali. La signora non è in carico ai Servizi Sociali. (Voci incomprensibili dall’Aula)

18 settembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 109
Pagina 23
Punto 7

Adesione Progetto “Rete Provinciale Informaimmigrati” - Anno 2009 - Approvazione Convenzione e Protocollo operativo di concertazione tra il Comune di Rovigo, la Provincia di Rovigo ed altri Comuni

Assessore

Leggi intervento

Sì, grazie. Allora, io porto questa delibera a nome e per conto dell’Assessore Pineda che è in ferie. Si tratta di una delibera che definisce un Progetto, diciamo Rete Provinciale, l'adesione ad un Progetto, la Rete Provinciale immigrati, per l'anno 2009, perché non è il primo anno che, ecco, c'è questa adesione, si ripete da molto tempo.

L’adesione alla Rete Provinciale risale al 2003 e l'approvazione della Commissione al protocollo operativo, di concertazione tra i Comuni di Rovigo e la Provincia di Rovigo ed altri Comuni.

C'è un aspetto che io volevo anche considerare, che il Comune di Rovigo con questa adesione alla Rete Provinciale potrà usufruire di 13 ore settimanali di operatori e direttori linguistico/culturali, presso i propri sportelli Informaimmigrati, per le lingue di cultura e cultura araba e il resto d’Europa, Asia, Africa subsahariana. Il costo a carico del Comune di Rovigo ed è di € 8.112. Voglio far presente che l'atto è stato visto in Commissione ed ha ricevuto voto unanime della Commissione stessa.

Ecco, quindi io credo che, così succintamente dette alcune cose, se c'è bisogno di un approfondimento di carattere tecnico che vanno oltre, al di là di queste poche notizie, abbiamo anche a disposizione il Dirigente. Però, ecco, io voglio sottolineare che c'è questo precedente voto unanime della Commissione. Grazie.

16 giugno 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 30
Pagina 12

Consiglio Comunale del 2009-06-16

Assessore

Leggi intervento

Interpreto un pochino lo spirito, diciamo, non è che conosca fino in fondo quello che è stato detto in quest'Aula. Ma di fatto non stavo nascondendomi, stavo ad un convegno del decimo anniversario, per il decimo anniversario del Pianeta Handicap, stavo, diciamo, assistendo a dei lavori che ritenevo importanti. Perché parlare del disagio non significa toccare una sola categoria.

Purtroppo il disagio si estrinseca attorno, diciamo, ad una situazione molto complessa, sfaccettata, importante, difficile da poter, diciamo, calare fino in fondo nella realtà e anche nel mondo delle risorse a disposizione dell’Ente Pubblico. E si tratta di valutare fino in fondo qual è il rapporto, io credo... sto per un attimo al tema, diciamo, che è stato affrontato, che si sta per affrontare, ho abbandonato l'incontro, si tratta di portare fino in fondo il rapporto fra pubblico e il volontariato.

Credo che sia un aspetto importante. Noi non possiamo valutare e toccare il problema del disagio solo a pezzettini, un pezzo alla volta si parla del disagio. Noi dobbiamo visitare a tutto tondo il disagio, e non dimenticarci mai che il nostro vicino ha delle problematiche che vanno assunte, e vanno affrontate.

Perché se altrimenti noi facciamo la politica dell'orto, di una parte, di una fetta, di quello che sta succedendo nel mondo delle disabilità, nel mondo delle problematiche fisiche, noi -e non solo fisiche- noi sbagliamo. Abbiamo sbagliato tutto, perché dobbiamo fare quella lettura completa e complessiva di quello che è ‘sto pianeta, diciamo, del disagio.

Se parliamo, ripeto, così, noi pensiamo che sia legittimo e opportuno pensare di investire solo ed esclusivamente in un settore, quando noi abbiamo di fronte a noi la difficoltà della scelta, di affrontare questi problemi. E non possiamo sempre e comunque affidarci al privato, affidarci al volontariato, perché altrimenti verrebbe meno quello che è la funzione e il ruolo dell'Ente pubblico del Comune.

Non so che cosa abbiano chiesto i Consiglieri, però ho sentito la parte del Consigliere Pavarin, che adesso ha ripreso, ha ripreso…un attimo…

Intervento n. 32
Pagine 12–13

Consiglio Comunale del 2009-06-16

Assessore

Leggi intervento

13 Ecco, io volevo dire prima di tutto che nelle mozioni che sono state presentate, che sono in elenco, che vengono inviate regolarmente a tutti gli Assessori, non c'è punto di domanda, non c'è una mancata risposta da parte mia, nei confronti di nessuno. Né da parte mia, né da parte del Dirigente. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 33
Pagine 13–14

Consiglio Comunale del 2009-06-16

Assessore

Leggi intervento

Va bene! Non ho mica voglio di perdere il mio tempo a polemizzare, voglio solamente dire che il problema c'è, esiste, non è che sia un qualche cosa si voglia nascondere. E non è neanche vero che ci sia una posizione della certezza delle cose.

Io so solo che esiste il problema, e il problema va affrontato, e va, diciamo non… va affrontato non trascurando quella che può essere la lettura che parte, che investe l'Ente locale, in prima persona il Comune, ma che va alla Regione, che va anche più in alto. E non sto parlando di risorse! Sto parlando di normative che devono stabilire quali sono le funzioni, i ruoli delle Amministrazioni e degli altri enti istituzionali.

Quindi eccolo il discorso così come si pone, se noi pensiamo che in questo momento ci sia la possibilità di dire: “Guardate che da domani l’Amministrazione Comunale è in grado di soddisfare le richieste che emergono, diciamo, da questa parte della nostra società”, che è quella dell’integrazione rette per le persone oltre i 65 anni con disagio. Direi una bugia!

Perché il problema è stato affrontato, diciamo, qua, in quest'Aula, si è affrontato un discorso dei servizi sociali; io mi sposto, e tocco gli argomenti che mi interessa evidenziare, per dire quali sono le difficoltà per far fronte ad un ragionamento, che era quello relativo alle risorse per la famiglia, c'è stata una proposta avanzata dall'opposizione e accolta dalla maggioranza, per integrare i capitoli di spesa di € 100.000,00.

Allora, noi… intanto io voglio ringraziare il Comune, il Consiglio Comunale che ha accettato di spostare queste risorse, e si è appena appena coperto quello che veniva a mancare rispetto al passato. Questo è un altro elemento.

Ma se noi vogliamo tornare al discorso dell'integrazione rette, dobbiamo essere sinceri e dire che qui, in questo Consiglio Comunale, ci sono tutte le forze politiche preposte a parlare di questo problema, che sanno benissimo dove… se si vuole parlare di risorse, dove si dovrebbero andarle a prendere, dove si dovrebbero andare a prendere le risorse.

Io ho fatto anche un convegno della SPI CGIL, ho parlato di quello che è lo sforzo economico che sta compiendo il Comune all'integrazione rette, che sono € 500.000 all'anno, che se dovesse essere fatto carico al Comune, ma la legge lo deve dire cosa ha fatto carico al Comune! Deve essere fatto carico al Comune, si triplicano le risorse necessarie per far fronte alle richieste, cioè si passerebbe ad un milione e mezzo di euro.

Domanda, e non è che io non voglia ascoltare, non vogliamo ascoltare, non vogliamo esserci, calarci in questa situazione di difficoltà reale che hanno le famiglie, è che domando come far fronte a questa richiesta con le risorse che le Amministrazioni locali, non il Comune di Rovigo, ma le Amministrazioni Comunali tutte, come fanno a far fronte ad una richiesta di questo tipo? Allora è stata una battuta, tenetela così! Io ve la vendo così!

Ve la dico, la ripeto. Se dovesse essere vero che il Comune di Rovigo è chiamato, i Comuni sono chiamati -ma parlo per Rovigo, certamente- a farsi carico di questi oneri, con un milione e mezzo di euro, io credo -lo dicevo con il Sindaco e lo ripeto anche qua, in quest'Aula- che vanno riconsegnate le chiavi, perché non c'è la possibilità, con questa situazione, con queste risorse, con queste normative, con queste situazioni degli enti locali far fronte ad una domanda, che ripeto è legittima!

Però manca un aspetto normativo di legge. E non è che si stia fermi ad aspettare che piova, oppure che nevichi. Il discorso va affrontato sotto le varie sfaccettature, che è quello di normativa, è quello interpretativo legale, che è quello anche, appunto, delle risorse.

Quindi, la posizione dell'Amministrazione sta in questi termini. 14 Non è che si stia… Non c'è un nemico dall'altra parte, c'è una controparte che è osservata con attenzione, e c'è una situazione dell'Amministrazione locale che si trova a lavorare nelle condizioni che vi ricordava poco fa. Questo è il problema!

Qui non siamo divisi tra coloro i quali sono più sensibili o meno sensibili nei confronti di questo problema. E’ un problema che ci coinvolge tutti, e dobbiamo avere l'onestà intellettuale di dire che la situazione normativa, legislativa in una materia non è compiuta, perché se c'è una cosa diversa, diciamo le cose non vere! E allora, io non dico: tocca alla Regione o tocca al Comune,!

Si completi un discorso di iter normativo e legislativo, si dica quali sono le funzioni e i compiti di ognuno, e poi alla fine faremo una considerazione. Se sarà quella di dire che il Comune di Rovigo si deve fare carico, io dico che, qua, a formulare il bilancio, quando è stato il momento c'eravamo tutti, si poteva dire, alzarsi in piedi e dire: “Caro Assessore, cara Giunta, caro Consiglio Comunale, dobbiamo stanziare un milione e mezzo di euro per far fronte a questi problemi”.

Intervento n. 36
Pagina 14

Consiglio Comunale del 2009-06-16

Assessore

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La mia non è una provocazione, non è niente, è solamente un ragionare a voce alta per dire quali sono le difficoltà oggettive che ci permangono e abbiamo di fronte a noi. Dire un'altra cosa sarebbe stato mentire a me stesso e a voi altri tutti.

Intervento n. 49
Pagine 20–21

Consiglio Comunale del 2009-06-16

Assessore

Leggi intervento

Io voglio dire una cosa, che non è che in questi mesi ci siamo nascosti e non abbiamo seguito l'evolversi della situazione. C'è un tentativo di approfondimento, non da solo, come Comune di Rovigo, guardando anche altre realtà, ed è stato affrontato questo problema, quindi non si tratta di partire da zero, si tratta di vedere com’è possibile ragionare ed interpretare, verificare, ecco, queste normative che esistono e abbiamo a disposizione.

Voglio solamente dire però un'altra cosa, proprio per allargare il discorso così, come deve essere allargato, a me fa piacere sentire di… così, da parte del Consiglio Comunale, tra l'altro il Consiglio Comunale è sovrano, mica posso nascondermi dietro ad un pilastro! Se il Consiglio Comunale ha deciso una certa linea, la porta avanti e la vota. L’Amministrazione che è la parte esecutiva deve adeguarsi, diciamo, alle volontà che vengono espresse.

Però io voglio dire anche una cosa, qui, proprio Italia Oggi, di oggi, dice: “Welfare, le Regioni battono cassa. Il Fondo per la non autossuficienza va rifinanziato per il 2010”.

E’ stato dato un incarico, di fatto, da questa Conferenza al Presidente della Conferenza stessa, Vasco Errani, per chiedere un urgente incontro al Governo, alla convocazione di un tavolo politico che lavori sollecitamente per scongiurare un'ipotesi -ve la leggo tutta perché è importante guardare anche l’altro versante della questione- “che rappresenterebbe diversamente da quanto si crede un danno incommensurabile per lo stesso bilancio nazionale.

Infatti, con il taglio del Fondo Nazionale per la non autosufficienza, oltre a mettere a dura prova il sistema dei servizi delle Regioni, si otterrebbe solamente di fare lievitare in poco tempo, in modo incontrollato, la spesa sanitaria che in questi anni si è cercato di razionalizzare. Non si riuscirebbe più a dare risposta alle famiglie, ai malati, che volessero restare a casa loro, e a salvaguardia anche della loro dignità e restante autonomia”.

Io voglio leggervi anche il discorso, così come va letto sui due versanti, noi dobbiamo tenere presente certamente quello che è lo sforzo delle famiglie che sono chiamate ad affrontare per l'inserimento in struttura, però noi vogliamo anche tenere conto di chi vorrebbe restare sul territorio e dare la possibilità alle famiglie di poter intervenire per dare una risposta anche a questi, che vogliono rimanere a casa loro, che vogliono rimanere accanto ai loro cari. Mi pare che queste cose debbono essere dette.

Dopo, se si dice che si vuole fare riferimento a quello che è, diciamo, lo scritto -io lo definisco così- il parere del Difensore Civico, io intanto ricordo che il Difensore Civico non ha potere legiferante, è una... si sente, diciamo, l'esigenza di parlare con questa figura, ma che non ha quel potere lì d’imporre norme e leggi. Mi pare che anche questo sia un altro aspetto da tenere conto.

E non mi pare neanche che la soluzione sia quella di rivolgersi alla Regione per chiedere le risorse necessarie, perché proprio ho letto volutamente quello che è stata, diciamo, la richiesta che viene fatta dalla Conferenza delle Regioni nei confronti del Governo per parlare di questo problema, e di questa cosa così come va assunta. Per dire che cosa?

Lo ripeto ancora: che il problema non è del Comune di Rovigo, della Provincia di Rovigo, della Regione del Veneto, è nella sua interezza, un problema che riguarda le Regioni e che riguarda il rapporto, diciamo, che esiste fra lo Stato e le Regioni. Il Consiglio Comunale, ripeto, è legittimato a fare tutte le proposte.

Io credo che quella di andare, così, a conferire con l’ANCI per sentire un pochino qual è, e potrebbe essere l'interpretazione, diciamo, più autentica da parte dell’ANCI, che è un organismo al quale riferimento, sia importante, sia giusto anche farlo. Però, ecco, dire che ci siamo persi, abbiamo perso del tempo, e non ci siamo attivati, dico che non è vero, perché a testimonianza di questo esiste tutta una corrispondenza agli atti, che può essere controllata quando si vuole, che tratta di questo argomento.

E lo tratta con attenzione, con delicatezza, con rispetto alle famiglie che hanno l'esigenza che ci dicono… (Voci dall’Aula incomprensibili) 21

Intervento n. 51
Pagina 21

Consiglio Comunale del 2009-06-16

Assessore

Leggi intervento

Nei confronti delle famiglie che hanno quelle necessità che sono state evidenziate, che sono state... e che fanno parte del patrimonio, delle sensibilità di tutte le forze politiche. Qua non c'è un primo della classe che possa dire: io sono migliore di te perché mi preoccupo di queste cose.

C'è un problema, invece, che è quello che è stato ricordato, che lo ricordo anch'io, e che va affrontato nei termini che ho cercato di dire, e che vorrete anche voi, come Consiglio Comunale, definire, ecco, questo percorso, questo atteggiamento del Comune di Rovigo.

Intervento n. 85
Pagine 29–30

Consiglio Comunale del 2009-06-16

Assessore

Leggi intervento

Volevo solo dire, Presidente e signori Consiglieri, che fino ad oggi non c'è stato il voto, non c'è stata trascuratezza. C'è stato un interesse, c'è stato un ragionare continuo con la Regione; quindi a me, diciamo, non colpisce affatto, così, l'impegno che viene proposto da parte del documento dai Consigli Comunali, invitando il Sindaco ad attivarsi presso la Regione, e anche di invitare l'Assessore a… -quello che è stato, detto, non sto qui a ripeterlo.

Voglio dire che non giungo a questo appuntamento così a digiuno, e in assenza di attività svolta a favore di questa... Ripeto per l'ennesima volta, che non ci sta da nessuna parte, chi è più sensibile e dall'altra parte chi è meno sensibile a questo problema che viene sollevato. Tutti -lo sappiamo- siamo attenti a questa situazione che così incontrano… le difficoltà che incontrano le famiglie che hanno queste figure presso di loro.

Quindi, c'è una sensibilità particolare, personale anche, oltre che politica, alla materia. Mi fermo qua. 30 Il Consiglio Comunale è sovrano.

Votate l’Ordine del Giorno, e la Giunta si adegua all’Ordine del Giorno votato.

22 maggio 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 40
Pagina 32
Punto 7

Riconoscimento debito fuori bilancio (art. 194, comma 1…)

Assessore

Leggi intervento

Sì ecco, volevo... è già stata in Commissione, è stata vista appunto… è un debito fuori bilancio. Per quanto riguarda i servizi di assistenza… per quanto riguarda un aumento di ore di assistenza domiciliare è dovuto alla dimissione, diciamo anticipata, da parte dell'USL, di figure che già erano nei servizi di assistenza domiciliare, per questo motivo c’è stato, appunto, questo incremento di ore, e siamo arrivati ad un debito di € 3.920,00. Questo è il motivo per cui siamo arrivati al debito fuori bilancio.

31 marzo 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 177
Pagine 45–46
Punto 9

Criteri per la determinazione tariffe e contribuzioni dei servizi…

Assessore

Leggi intervento

Presidente, volevo dire che non c'è disinteresse per... così... dell'Assessorato ai Servizi all'infanzia, quando si parla di queste cose. E voglio solo ricordare che noi abbiamo mantenuto inalterate le tariffe, c'è stata l'indicizzazione Istat che ha prodotto degli effetti, c'è una richiesta da parte della Serenissima di avere altri 46 incrementi, quindi...

E poi, volevo anche aggiungere che siamo in fase di rinnovo, ad agosto scade il capitolato d’appalto, e quindi dobbiamo aspettarci, purtroppo io penso, perché queste sono le condizioni nelle quali viviamo, un aumento dei costi.

Però anche volevo aggiungere un'altra cosa: non c'è disinteresse che si dice, perché attraverso i Servizi Sociali, pur avendo poche risorse -questa è la verità- noi andiamo a toccare quelle famiglie che sono in difficoltà, per le cose che si dicevano stamattina e si ripetono ancora oggi e si ripeteranno stasera e domani, andiamo a toccare le rette per gli asili, perché vengono esentati, quando qualcuno viene espulso dal processo produttivo che non ha possibilità di pagare più le rette, si pagano le rette!

Sono a carico dell'Ente! Diciamo, se viene esentato, quindi di fatto è un carico che ci assumiamo! E il discorso vale anche per i trasporti, e il discorso vale anche per le mense.

Quindi, se si vuol dire che c'è disattenzione verso queste cose, io dico che è proprio non è! Non stanno così! Avremmo occasione, poi, durante il dibattito generale del bilancio, parlarne in maniera più approfondita.

Ma ho voluto dire queste tre parole, per dire che è seguita. Quando succedono... che le famiglie si sfasciano, che ci sono dei problemi, le prime cose che si guardano sono i bambini, l'infanzia, e viene allora toccato il discorso che dicevo prima: la scuola, la sicurezza, il trasporto, la mensa, togliere dall'ambito famigliare che è disastrato queste figure, che sono le più deboli.

12 marzo 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 169
Pagina 59
Punto 10

Art. 11 L. R. n. 10/96 Riserva alloggi per situazioni di emergenza abitativa anno 2009. Riserva a favore delle F.O

Assessore

Leggi intervento

Succinto. Ogni anno il Consiglio Comunale è chiamato -diciamo- ad affrontare una discussione al voto nell'applicazione dell'art. 11 della Legge 10 Regionale che parla della riserva alloggi per situazioni di emergenza abitativa anno 2009.

Riserva. In più c'è anche un punto dell'atto deliberativo che riguarda la percentuale, sempre delle case dell'Ater, che vengono assegnate al Comune anche per le Forze dell'Ordine. Quindi noi, con questo atto deliberativo, passiamo, perché proprio per un'emergenza abitativa, da un 15% degli alloggi che vengono assegnati dall’Ater al Comune, ad un 25% come in virtù del fatto che esiste questa emergenza abitativa.

E in più, ripeto, c'è questa riserva del 10% per le Forze Armate. Due righe per dire che cos’è: noi chiediamo la richiesta dell’aliquota di riserva del 15% al 25%, ai fini di fronteggiare le situazioni di emergenza abitativa, dovute all’incremento sia del numero di domande di partecipazione al bando Ater, voglio ricordare che sono più di cinquecento le domande del bando Ater annuale, di quest’ultimo anno, di quest’anno 2008, sia del numero di domande di assegnazione di alloggi parcheggi di proprietà comunale.

Sapete che sono legate queste due cose, gli alloggi parcheggio e accesso alle case dell’Ater. Perché chi sta all’interno degli alloggi parcheggio è obbligato a fare domanda annualmente, per entrare in graduatoria.

Diciamo allora che questo costante aumento della situazione di disagio, essendo in maggiore difficoltà, ecco, è il motivo per cui si propone, per l’emergenza abitativa, si propone il passaggio dal 15 al 25% , ed è una richiesta che si formula, come Consiglio Comunale, che si avvia alla Regione per avere l’assenso oppure il diniego della Regione stessa. Grazie. Io volevo dire che se il Presidente della Commissione Consiliare ha qualcosa da aggiungere, sarebbe anche opportuno.

28 gennaio 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 50
Pagine 16–17
Punto 3

Regolamento del servizio di trasporto scolastico. Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Ci sono due emendamenti già inseriti, uno è fuori. Io e l’Assessore Cattozzi siamo come i Carabinieri: uno legge e uno scrive! Siamo stati in Commissione a presentare il progetto di Regolamento, e il Regolamento è stato approvato, salvo l'inserimento di tre emendamenti.

Due di questi emendamenti sono stati già inseriti all'interno dell’atto deliberativo ed un terzo emendamento, invece, rimane fuori, a disposizione del Consiglio Comunale, per una valutazione, per inserirlo oppure no. Questo è il primo Regolamento dell'accesso ai servizi di trasporto degli alunni. C'è la necessità di portarlo a compimento, di portarlo all'attenzione del Consiglio Comunale, di approvarlo per dare delle certezze a delle norme, a delle regole -diciamo- che sono preposte.

Regolamentare l'uso del trasporto e tutto quanto altro è considerato all'interno del Regolamento stesso al rapporto con le famiglie, ai pagamenti, ai percorsi e c'è, se noi abbiamo la voglia di scorrere il Regolamento per gli articoli, leggendo anche solamente il titolo, c'è il discorso delle finalità dei soggetti fruitori, che sono i bambini residenti nei comuni di Rovigo, gli alunni frequentanti i servizi socio-educativi per la prima infanzia, aventi età non inferiore ad un anno.

Sono elementi contenuti, per chi ha avuto occasione di leggerli, come i Commissari e anche i Consiglieri Comunali che hanno avuto a disposizione l'atto, diciamo, di poterli scorrere. Poi ci sono gli alunni frequentanti gli Istituti scolastici presenti sul territorio comunale, scuole dell'infanzia statali e paritarie, quindi c'era proprio una parità, riconosciuta.

Scuole primarie statali e paritarie frequentanti il tempo pieno, i moduli e le attività integrative con orario corrispondente alle attività del rientro pomeridiano, e le scuole secondarie di primo grado statali che, sulla base delle attribuzioni comunali, in tema di organizzazione della rete scolastica, siano ritenute destinatarie di servizi di supporto per la regolamentazione dei flussi scolastici.

Quindi, questi elementi sono considerati come finalità e all'interno di queste finalità sono compresi i soggetti fruitori. Io potrei leggere così di corsa le organizzazioni e i destinatari, l'accesso al servizio e all'iscrizione, la rinuncia o variazione di abitazione della via dove si abita, della residenza, modalità di contribuzione, riduzione ed esonero, il tipo di gestione, la modalità del servizio di trasporto scolastico, e le modalità di raccolta e di consegna, e con l’art.

9 sospensione del servizio in caso di non regolare svolgimento delle lezioni. Il comportamento a bordo degli scuolabus, e l'art. 11 modalità del servizio integrativo.

Sono questi gli elementi che si vuole considerare in questo Regolamento, queste novità, sono compresi e operano a tutto tondo. La… ma potrebbe dirlo anche il Presidente, se fosse presente, della Commissione, la Commissione ha avanzato delle proposte -diciamo- che sono già integrate all'interno, due di queste proposte, avanzate dalla Commissione, sono già dentro al Regolamento, ed una è la modifica dell'art. 3 che è l'accesso ai servizi e all'iscrizione.

Qui c'è stata una presa di posizione unanime, mi pare, della Commissione, che ha stabilito, adesso vi dico, L’art 3 dice: “Hanno diritto d'accesso ai servizi tutti i bambini iscritti negli Istituti dei servizi di cui all'art. 1, le cui famiglie abbiano presentato l'apposito modulo di iscrizione, regolarmente sottoscritto e compilato. 17 L'accettazione delle domande è subordinata alla compatibilità della richiesta del tragitto: scuola, casa, scuola, con delimitazioni parametrate al successivo art.

7 - 3° capoverso. In alternativa possono essere proposti i punti di raccolta all'interno dei tragitti predisposti. Però, ecco!

E qui subentra l'emendamento, dice, continuando: “entro la data fissata annualmente per l'organizzazione del servizio e indicata nell'avviso di apertura dell'iscrizione di norme individuate nel 30 giugno di ogni anno”. Questo è. Il Testo è stato riformulato secondo l'emendamento e veniva approvato nella V Commissione.

Il secondo è una modifica dell'art. 7, però è solamente un fatto di sintassi che si è aggiunto, per i quali -diciamo- all'interno dell’art. 7 quando si dice: “a ridosso del territorio stesso -si è aggiunto- per i quali la collocazione dei punti di raccolta, entro i confini comunali, può essere derogata per le residenze poste nei comuni limitrofi e situate entro un raggio chilometrico limitato, variabile dai confini stessi”.

Noi possiamo fare questo servizio anche ai Comuni limitrofi, già si parla adesso di un raggio chilometrico limitato, già lo si fa, attualmente è limitato ad 1 chilometro oltre il confine dei Comuni che stanno attorno alla città di Rovigo.

Però, non si è andati a definire in maniera compiuta quello che potrebbe essere la distanza chilometrica, il raggio chilometrico, perché fa parte, questo elemento, fa parte del capitolato d'appalto, che quantifica le distanze, nel momento stesso nel quale si fa il capitolato, subentra nel capitolato una normativa, una regola precisa. Queste sono le cose che già troviamo all'interno dell'atto. Però, c'è un terzo emendamento che dovrebbe essere letto dal Sindaco…ve lo leggo io?

Ecco, l’emendamento dell’art. 3 dice: “Quando si parla dell'accettazione delle domande subordinata alla compatibilità delle richieste del tragitto scuola/casa/scuola, con limitazioni parametrate ai sensi dell'art.

7 - Capoverso 3, in alternativa possono essere proposti i punti di raccolta all'interno dei tragitti predisposti -dice l'emendamento- fermo restando che la domanda tardiva potrebbe non trovare accoglimento per quanto specificato al precedente capoverso; la presentazione della domanda di iscrizione, oltre il termine, potrebbe comportare la mancata applicazione delle agevolazioni tariffarie, secondo gli indirizzi annualmente stabiliti dal Consiglio Comunale”.

E’ stata una richiesta formulata all'interno della Commissione, per obbligare a delle regole le famiglie che intendono usufruire di un strumento di questo tipo, del trasporto per i bambini. Quindi le altre due integrazioni già ci sono all'interno della cosa, mentre questo emendamento andrebbe fatto proprio dal Consiglio Comunale, nel caso lo condivida e votato.

Mi pare che questa proposta, se andiamo a vedere i verbali della Commissione, è stata suggerita all’unanimità dalla Commissione, ecco per cui i motivi che dicevo poco fa, di scoraggiare - diciamo- i tempi, i ritardi e la non correttezza dell'organizzazione dei servizi, perché se qualcuno si sogna di dire quando più gli fa comodo, ecco, questo sarebbe lo strumento adatto, idoneo, secondo la Commissione, per scoraggiare questi comportamenti.

Io direi che, se c'è bisogno ma senz'altro c'è bisogno, di integrare il ragionamento fatto in Commissione, che ha una sua valenza politica, amministrativa, con eventuali integrazioni da parte del funzionario del settore, la dottoressa Corniani è a disposizione per dare integrazioni utili a domande che possono essere rivolte, prima di votare, all'Assessorato, ma anche alla Giunta, prima di passare al voto del provvedimento. Grazie.

Intervento n. 58
Pagina 18
Punto 3

Regolamento del servizio di trasporto scolastico. Approvazione

Assessore

Leggi intervento

L’emendamento all’art. 3 che è stato proposto dalla Commissione di aggiungere il seguente passaggio. fra il secondo e il terzo capoverso si aggiunga dell'art. 3: “fermo restando che la domanda tardiva potrebbe non trovare accoglimento, per quanto specificato al precedente capoverso, la presentazione della domanda di iscrizione oltre il termine, potrebbe comportare la mancata applicazione delle agevolazioni tariffarie, secondo gli indirizzi annualmente stabiliti dal Consiglio Comunale”.

La Commissione ritiene che sia importante stabilire delle regole di comportamento, e anche di non rispetto del comportamento, mancanza di agevolazioni, proprio perché impedisce una programmazione dei servizi completa.

18 dicembre 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 108
Pagina 39
Punto 6

Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi

Assessore

Leggi intervento

E’ un debito fuori bilancio per un ricovero di un minore. Come sapete, i minori non accompagnati vengono ricoverati in struttura, c'è stato un percorso abbastanza accidentato, quindi noi andiamo a pagare un debito fuori Bilancio per questo ricovero, in una struttura che è la Comunità La Gabbianella di Este, per un importo di spesa complessiva di € 6.344. Questo è di fatto il costo che andiamo a sostenere e per il ricovero di questo minore non accompagnato.

Intervento n. 134
Pagina 45
Punto 6

Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi

Assessore

Leggi intervento

A seguito del decesso di due anziani ricoverati presso la Casa Albergo di Lendinara, il Comune, proprio perché contribuiva al pagamento della retta, ha provveduto ad una verifica, attraverso il Tribunale, a nome di un legale, per l'accertamento -diciamo- di beni a disposizione di queste figure.

È già stato incaricato dal Tribunale proprio un legale, il quale, dopo un accertamento, ha verificato che c'è stato un introito di € 1.682,63 a carico di un deceduto -diciamo- abbiamo introiettato, mentre a carico dell’altro è risultato zero. Questa è la parcella, di fatto, del legale incaricato dal Tribunale, dal Giudice, che ha imposto al Comune di pagare la parcella. Quindi si tratta di pagare € 1.538,00 al legale incaricato a tal proposito.

Intervento n. 137
Pagina 46
Punto 7

Riconoscimento debito fuori bil. Soc.Serenissima

Assessore

Leggi intervento

Registrazione Istat rispetto al servizio reso, la ditta Serenissima, per contratto è previsto per l'anno 2006-2007, scolastico.

18 novembre 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 81
Pagina 32
Punto 1

Riconoscimento del debito fuori bilancio ai sensi dell’Art. 194, comma 1, lett. e), decreto lgs n. 267 del 18.08.2000, per modifica impegno di spesa ed impegno di spesa retta di ricovero ed affido familiare minore straniero non accompagnato L.M

Assessore

Leggi intervento

Noi arriviamo a proporre questo riconoscimento di debiti fuori bilancio perché c'è stata una modifica di impegno di spesa per retta di ricovero… (Voci confuse dall'Aula - incomprensibili)

Intervento n. 83
Pagina 32
Punto 1

Riconoscimento del debito fuori bilancio ai sensi dell’Art. 194, comma 1, lett. e), decreto lgs n. 267 del 18.08.2000, per modifica impegno di spesa ed impegno di spesa retta di ricovero ed affido familiare minore straniero non accompagnato L.M

Assessore

Leggi intervento

Dicevo, appunto, per modifica impegno di spesa per retta di ricovero e di affido familiare minore straniero non accompagnato. Potrei leggervi tutta la vicenda…. (Voci confuse dall'Aula - incomprensibili)

Intervento n. 84
Pagine 32–33
Punto 1

Riconoscimento del debito fuori bilancio ai sensi dell’Art. 194, comma 1, lett. e), decreto lgs n. 267 del 18.08.2000, per modifica impegno di spesa ed impegno di spesa retta di ricovero ed affido familiare minore straniero non accompagnato L.M

Assessore

Leggi intervento

Vorrei dire, come sapete, è un atto dovuto da parte dell'Amministrazione collocare… Ma posso anche mangiarlo il microfono, c'è un chiasso! 33 (Voci confuse dall'Aula - incomprensibili)

Intervento n. 85
Pagina 33
Punto 1

Riconoscimento del debito fuori bilancio ai sensi dell’Art. 194, comma 1, lett. e), decreto lgs n. 267 del 18.08.2000, per modifica impegno di spesa ed impegno di spesa retta di ricovero ed affido familiare minore straniero non accompagnato L.M

Assessore

Leggi intervento

Stavo dicendo, appunto, che c'è da riconoscere un servizio reso, perché è un minore non accompagnato, quindi è obbligatorio collocare questa figura ed è stata, diciamo, collocata in due strutture per poi finire in affido. C'è stato un contrattempo nelle comunicazioni fra… (Voci confuse dall'Aula - incomprensibili)

Intervento n. 89
Pagine 33–34
Punto 1

Riconoscimento del debito fuori bilancio ai sensi dell’Art. 194, comma 1, lett. e), decreto lgs n. 267 del 18.08.2000, per modifica impegno di spesa ed impegno di spesa retta di ricovero ed affido familiare minore straniero non accompagnato L.M

Assessore

Leggi intervento

Presidente, io do per lettera la relazione che accompagna la delibera per il debito fuori bilancio, legata a questa figura di minore non accompagnato, e dicevo, appunto prima, e cercavo di dire che ci sono state le comunicazioni pervenute in ritardo ai Servizi Comunali che hanno prodotto questa necessità di sanare la situazione pregressa per questo minore che è stato spostato in due strutture, minore straniero non accompagnato, per poi finire in affido.

Questa mancata relazione stretta fra, diciamo, l'Azienda USL e i Servizi, hanno prodotto questo debito fuori bilancio che ammonta ad una spesa complessiva di € 2.918.00, poi c'è la distinta di € 2.603.32 per retta di ricovero presso Fondazione Pirani di Cremona, con sede legale in Via Museo, 23 a Bassano del Grappa, e di € 314,38, quale quota affido per il periodo 04.07/25.07.2008, a favore dello zio signor “Paziz Icam”, residente ad Adria, Rovigo, del minore in parola.

Quindi, se non si capisce, questa è stata una vicenda travagliata, ci sono state delle mancate comunicazioni che hanno prodotto… diciamo che prima di tutto c'è l'obbligo di collocare in strutture e affidare questo minore non accompagnato, ma queste mancate comunicazioni immediate hanno prodotto la mancata copertura e adesso provvediamo alla sanatoria. 34 Io più di così…

23 settembre 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 4
Pagine 3–4

Consiglio Comunale del 2008-09-23

Assessore

Leggi intervento

Volevo portarvi via poco tempo e spendere due parole mi pare che sia il caso di farlo, per una figura pubblica che è passata all'interno di queste Aule e ha dato il suo contributo all'Amministrazione della città. Voglio ricordare Silvio Barucchello, come diceva poco fa il Presidente, come antifascista in giovanissima età, fu arrestato in classe, al quarto anno delle magistrali, dalla polizia politica e portato al confino.

Quindi conobbe certamente l'emarginazione, il travaglio, la vita -diciamo- dell'antifascista fino dalla tenera età, dalla prima giovinezza. Fu partigiano. Io credo che questi elementi, questi passaggi della sua vita siano importanti e che, se noi oggi siamo qua a parlare liberamente, lo possiamo fare anche in virtù del fatto che qualcuno ha sacrificato, lavorato, operato per darci questa possibilità oggi.

E’ vero, è morto il 7 agosto del 1980, morì dopo una lunga malattia, fu Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Rovigo, i Giardini del Castello portano la sua firma. Io credo che questo, ecco, sia un aspetto che non va dimenticato; anche il primo Piano Regolatore che porta la sua firma del 1958. Il primo Piano Regolatore fu di Silvio Barucchello, firmato da Silvio Barucchello che poi divenne esecutivo mi pare dopo tre o quattro anni con decreto Presidenziale; il secondo, l'ho fatto io… non centra niente!

Comunque mi pare che sia giusto ricordare una vita -diciamo- morigerata. Fu un personaggio battagliero, fiero delle sue idee, difensore della democrazia e della libertà e del più debole. 4 A me preme anche ricordare una cosa: morì in povertà.

Così com'era vissuto in povertà, morì in povertà. Questo è, così per sommi tratti, il personaggio che noi oggi vogliamo ricordare: la figura proprio di Silvio Barucchello che fu appunto di Amministratore e a cui va il nostro grato riconoscimento e ricordo.

Queste poche parole le spendo volentieri, perché le ritengo un omaggio dovuto alla famiglia, alla moglie in particolare, perché io credo che sia giusto, Presidente e signori Consiglieri, avere ricordato oggi questa figura che è passata ed ha lasciato la sua impronta, all'interno della vita politica e amministrativa della nostra città. Io avrei finito, Presidente. Se vogliamo ricordarlo con in un attimo di silenzio.

Io farei un minuto di silenzio, per ricordare questa figura così importante e bellissima. In Aula viene osservato un minuto di raccoglimento.

Intervento n. 64
Pagine 28–29
Punto 5

Appr. Regolamento Garante sui diritti delle persone

Assessore

Leggi intervento

Io sono molto contento oggi di presentare al Consiglio Comunale la proposta dell'Assessorato che è già transitata, chiaramente, in Giunta, in Commissione Consiliare, dove sono stati apprezzati gli interventi, le preoccupazioni, le attenzioni, e si è sottolineato l'alto valore civile di questa iniziativa nei confronti di chi ha perso la libertà ma non ha perso il diritti. Si tratta di dare voce al diritto della persona che rimane.

Noi dobbiamo operare nel senso che sono persone che hanno sbagliato all'interno degli istituti di pena, ma non è un luogo di castigo solamente, ma un luogo dove si può recuperare una dignità ed una prospettiva di vita civile. Io credo che questo elemento sia importante e che vada sottolineato. Abbiamo fatto una Commissione Consiliare ed è stata approvata all'unanimità con alcuni suggerimenti che sono stati raccolti sotto altra forma, ma il cui contenuto è lo stesso.

Abbiamo fatto un Tavolo-Carceri in carcere, con i delegati dei carcerati e abbiamo ascoltato molto, perché si impara sempre ad ascoltare, e ci siamo riservati di risentirci. È stato accolto in maniera molto interessata questa figura.

Sapete benissimo, proprio perché questo Regolamento non è così ampio, però è sintetico e riassume quelli che sono i rapporti che deve tenere con l'Amministrazione Comunale, con il Consiglio Comunale e con le istituzioni del settore, con quello che deve essere il rapporto interno, diciamo, di verifica e di controllo. Perché c'è bisogno di tornare a rivedere queste strutture che si erano svuotate subito dopo l'indulto, non completamente ma della metà; adesso è tornato ad esserci un sovraffollamento.

Quindi c'è bisogno di parlare di queste situazioni, c'è bisogno di portare all'interno, così come si sta facendo con il Tavolo-Carceri, iniziative che sono non solo culturali, ma di prospettive di lavoro e sono, diciamo, di un'importanza unica. Credo sia giusto parlare all'interno di queste strutture, così come prevede un progetto che sta nascendo adesso, di diritti, di doveri, della Costituzione, della conoscenza degli elementi della vita civile e quant'altro.

29 Ecco, si tratta di imparare a scrivere ed a leggere per gli immigrati, che sono parecchi, e si tratta di rapportarsi con questa società e l'immissione -una volta terminato e pagato il conto con la società- l'immissione nel mondo del lavoro, se possibile nel migliore dei modi, per evitare poi di trovarsi in situazioni che già conosciamo. Ecco, questo è un primo passaggio importante.

Io credo che, una volta approvata, poi c'è la verifica di ricerca delle persone qualificate che possono ricoprire questo ruolo, che hanno le carte in regola, che conoscono le situazioni, che parlano della pena, che parlano non solo delle carceri come luogo di pena, ma anche di riscatto e di recupero attivo nella nostra società.

Io ho voluto dire queste poche parole perché, a livello di Commissione, e poi non solo a livello di Commissione Consiliare, ma anche parlando con persone che sono addette al settore che l’hanno definito un salto di civiltà. Credo che questo sia davvero un salto di civiltà e noi dobbiamo portarlo avanti. A me fa piacere proprio che in Commissione Consiliare ci sia stata l'unanimità su questo punto.

Quindi, Presidente, io ho finito e vi ringrazio.

Intervento n. 72
Pagina 31
Punto 5

Appr. Regolamento Garante sui diritti delle persone

Assessore

Leggi intervento

Voglio subito iniziare dal termine temporale di cinque anni. È vero, si è un po’ tentato di farlo coincidere con il mandato del Sindaco, ma non è strettamente legato - come diceva giustamente poco fa il Consigliere Stocco- e un'opportunità che sia intravista. Abbiamo preso anche lo spunto da altre esperienze di altri comuni molto più importante del nostro, quindi si è voluto non cantare fuori dal coro, ma proprio raccogliendo l'invito di guardare oltre il Po e l’Adige, per vedere cosa accade in altre situazioni.

So anch'io della situazione di Padova, so della situazione di Ferrara, si sta mobilitando, sta venendo avanti un discorso molto importante, diciamo. E se qualcosa e qualcuno ha delle cose da aggiungere ci sono delle novità importanti, che si fanno anche copiare, diciamo in termini positivi, le esperienze degli altri, noi lo facciamo. Così si inquadra il progetto nostro di regolamento di questa figura che ritengo importante.

Voi sapete che il mandato può essere revocato anche, per motivi che sono riscontrabili all'interno del Regolamento; così come viene dato, può essere anche revocato per gravi motivi, chiaramente. Però, ecco, questa continuità dei cinque anni direi che vola un po' più in alto della politica, è un discorso che si rapporto con il mondo della politica e delle istituzioni, ma non è la politica.

28 luglio 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 25
Pagine 13–14

Consiglio Comunale del 2008-07-28

Assessore

Leggi intervento

Sì, volevo rispondere all’Interrogazione fatta dal Consigliere Turcato per quanto concerne l'asilo nido integrato. Il Consigliere Comunale sa quanto ci stia a cuore portare quella struttura all'interno di quello che già esiste nel settore della prima infanzia in Tassina e abbiamo già spiegato ancora il perché della Tassina.

Perché s'è fatta un'indagine -diciamo- statistica di incremento della popolazione, delle coppie che sono in grado di proliferare, dei bambini nati nell'ultimo triennio e quant'altro, e sono sostenute - diciamo- da elementi utili a valutare l'opportunità d’immettere all'interno dell'esistente fra la scuola materna e la scuola elementare una struttura per la prima infanzia: l'asilo nido integrato.

Noi abbiamo fatto, tra le altre cose, anche una richiesta oltre che alla Fondazione, alla Regione che ha fatto un bando entro i termini temporali previsti dalla Regione, abbiamo fatto la richiesta alla Regione.

C'è una parte anche d’intervento prevista, di copertura d’intervento prevista dal Piano triennale ma non per il 2008, nel 2009, la Regione Veneto ha accolto la nostra domanda ed ha vincolato -diciamo- l'erogazione… ah volevo dire che abbiamo fatto una richiesta per 32 bambini, è il massimo previsto dalle normative di legge in materia, che si va dai 12 ai 32 bambini al massimo, visto e considerato il grosso incremento demografico e incremento delle nascite non solo in Tassina, ma anche a Grignano, che è sullo stesso asse viario in via Vittorio Veneto, abbiamo fatto questa domanda, abbiamo chiesto di essere messi al finanziamento.

Dico subito che la Regione ha risposto il giorno 16, il 15 luglio il timbro d'arrivo presso il Comune di Rovigo, ed ha posto delle condizioni, la Giunta… leggo un estratto di quello che dice la Giunta Regionale del Veneto: ha comunicato l'approvazione della domanda presentata e richiede, pena l'esclusione dal contributo, invio dei seguenti documenti: “progetto psicopedagogico, progetto strutturale, planimetria del servizio con localizzazione degli spazi interni e indicate le metrature; preventivo di spesa analitico con la suddivisione tra spese per lavori strutturali e per arredi, iva, esclusa, unitamente all'indicazione delle metrature dell'area esterna”.

Il termine utile è il 6 di settembre. 14 Io sto leggendo questa -diciamo- richiesta della Regione, dal riferimento che ho portato in Giunta il giorno 18, quindi il tempo è proprio perché arrivato, timbrato il protocollo e portato in Giunta. C’è anche una richiesta di produrre, appunto entro il 6 di settembre, che è la data stabilita dalla Regione per essere ammessi al finanziamento.

Credo che sia importante seguire questa fase di progettazione, perché bisogna verificare se le risorse messe a disposizione dalla Regione, dalla Fondazione, da quelle messe a disposizione dal Comune, ci stiamo o non ci stiamo.

In fase di -diciamo- di costruzione del progetto, bisogna fare una verifica, quindi bisogna vedere se c'è la capacità di far fronte a questa domanda fatta, di costruire un progetto e vedere se siamo in grado di rispettare le coperture che abbiamo fino adesso messe da parte, che sono circa € 500.000.

La mia opinione è che sono da verificare queste cose, allora man mano che si fa il progetto, ci siamo rivolti all'Assessorato ai Lavori Pubblici, ai Tecnici dell'Assessorato, per produrre in tempo il progetto, ma anche per verificare il progetto in costruzione, quali sono le necessità economiche di copertura di un progetto così importante.

Ecco io ho dato… ho portato a conoscenza di questi dati al Consigliere che mi ha fatto richiesta e sto seguendo, attraverso il rapporto costante e continuo dell'Assessore ai Lavori Pubblici e anche dell’Assessore al Bilancio, che ha un ruolo non secondario. Grazie.

19 giugno 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 103
Pagine 61–63
Punto 2

Analisi problematiche correlate alle politiche

Assessore

Leggi intervento

Beh, dopo l’illustrazione fatta -diciamo- di quella che è la struttura presentata da reti, presentata dal Dirigente e dal Funzionario, possiamo aggiungere una considerazione, io voglio farlo perché mi pare che sia giusto, quando si parlava del rapporto che esiste tra Comune, Provincia e Regione è sempre stato una caratteristica importante che va al di là, travalica l’aspetto delle appartenenze -diciamo- che questa politica di attenzione, coinvolge questo momento istituzionale fino alla Regione, ed è questo un aspetto importante che io volevo evidenziare.

La disponibilità dimostrata dalla Regione è soprattutto importante e va sottolineata, quindi ecco il momento stesso nel quale si afferma questo superamento delle appartenenze, credo sia importante sottolinearlo. E’ un momento istituzionale che va verificato, che va confrontato e che va costruito insieme quotidianamente.

Volevo aggiungere anche un’altra cosa, importante, perché anche questa entra nell’ambito di questa politica dell’attenzione alla persona, al disagio della persona, al disagio di chi viene da lontano, ed è il mondo del volontariato. Il mondo del volontariato che va riconosciuto, apprezzato, portato sul palmo della mano, perché altrimenti in alcune situazioni di difficoltà ci saremmo trovati sen’altro, anche questo è un aspetto che non deve essere sottaciuto ma che va proprio sottolineato, in maniera positiva.

Mi pare proprio che all’interno di questi due mondi, che ho cercato di definire con poche parole, ecco si tessi la rete di attenzione verso la persona, la persona con disagio che viene da lontano. Chiaramente poi, leggendo alcuni numeri, ci si accorgerà com’è sbilanciato il rapporto a favore di chi non è nato nella nostra città, che viene da lontano, che pur rappresentando una parte minoritaria della nostra città, rappresenta uno sforzo non trascurabile di risorse.

Questo va detto, altrimenti se non viene evidenziato qualcuno potrebbe pensare che si vuole sottacere questo elemento. Io mi limito a questo punto, perché poi il dibattito aspetta all’Aula, l’approfondimento; quello che io sono in grado di dare lo farò senz’altro, come lo farà la Giovanna prima di me ancora, ma anche il Dirigente e la Funzionaria la Dottoressa Nicolé. Ecco, noi quest’anno ci fermiamo per l’assistenza economica.

Voi sapete che c’è la Commissione con la rappresentanza anche del… di vari momenti ecco… anche delle varie Associazioni e si riunisce una volta alla settimana di norma, e vediamo che al 15 maggio di quest’anno ci sono stati trecentoventidue interventi. Questi non sono - diciamo- singoli, singole persone, sono interventi effettuati anche a volte più volte sulla stessa persona. Come si suddividono questi trecentoventidue interventi?

Sono duecentoventinove comunitari e non comunitari sono novantatre, vedete che c’è un 71% - 71,10% a favore di comunitari e 28,90% dei non comunitari.

Poi passiamo ai nuclei assistiti, che sono quelli la testa, diciamo quella che viene… può essere ripetibile, come dicevo poco fa, nella prima scheda ecco che… sono assistiti, sono centoquarantacinque comunitari e sessantadue non comunitari, per un 62 totale di duecentosette, abbiamo grosso modo il ripetersi delle percentuali, 70% per i comunitari, 30% dei non comunitari.

Poi c’è il costo degli interventi, il costo degli interventi per i comunitari è fino ad oggi, perché poi viene fuori anche il dato speso, impegnato fino ad oggi, delle nostre risorse, i comunitari abbiamo €. 37.634 per i comunitari, equivalente a 74,80% e non comunitari la spesa è di €.12.629 pari a 25,20%. Se fate caso, c’è un decremento rispetto alle percentuali di nuclei assistiti e anche dagli interventi di assistenza in generale, abbiamo speso sino a quella data del 15 maggio 2008, €.

50.263. Mi pare che poi sia giusto fare anche un’altra considerazione, c’è un incremento rispetto allo scorso anno di risorse, di spese, potremmo dirlo con più precisione, solo a consuntivo, perché ci sono degli andamenti che vanno su e giù, cioè dipende anche dai mesi, dipende da tanti fattori, ma questo è il dato letto oggi, senza fare un ulteriore commento più approfondito. Alla fine poi si farà il consuntivo come si è sempre fatto.

E poi ci sono degli altri interventi: le esenzioni di pagamento delle rette asilo, trasporti, mensa, proprio per agevolare -diciamo- questo inserimento sia dei nostri bambini, sia dei bambini di chi viene, come dicevo appunto prima, da lontano. Sono per l’esattezza otto comunitari a tutt’oggi al 15 maggio e ventitre non comunitari.

E’ evidente il motivo per cui c’è questo sbilanciamento a favore -diciamo- di non comunitari, per tutta una serie di motivi che sono stati elencati poco fa, il tentativo di metterli all’interno della nostra società, della nostra struttura, di aiutare l’inserimento, di facilitarlo, di far sì, parlavo in questo momento di rette di asilo, di far acquisire anche una proprietà di linguaggio, attraverso tutta una serie di elementi che sono importanti, la funzione importante quando si parla di queste cose anche dei mediatori eccetera.

Però, ecco, è importante che il bambino sappia esprimersi in maniera corretta, quando approderà alle scuole elementari, perché altrimenti… ecco se poi sono -diciamo- c’è questo percorso, agevola chi si troverà ad insegnare nelle scuole elementari, subito. Poi c’è un intervento per la lavanderia, un prestito d’onore di un comunitario e uno per un non comunitario.

L’altro elemento, il reddito di ultima istanza che lo scorso anno, la Regione ha voluto completare una triennalità -diciamo- erogando al Comune di Rovigo €. 100.000 come quota parte. Il Comune di Rovigo ha integrato la sua quota parte, con partecipazione di €.

33.000. Anche questo è un altro elemento che riguardava poco fa di rapporto costante e continuo. Il reddito di ultima istanza per aiutare nell’inserimento, per tutti gli altri elementi che possono servire, lavorativo e non, di difficoltà, ecco abbiamo un reddito di ultima istanza dei comunitari sono ventotto e sono €.

33.187, i non comunitari sono sei e sono €. 5.688. Lo scorso anno, questo è completo come 2007, chiaramente i comunitari erano trentasette con €.

69.896 di interventi, i non comunitari erano cinque nell’arco dell’anno, e questo è quello che dicevo poco fa, siamo a questa data del 15 di maggio. 63 Ecco non è che con questo si voglia esaurire una politica, diciamo, di accoglienza e di attenzione, perché chiaramente i soldi hanno la loro importanza, eccome se ce l’hanno!

Però, quelle cose che sono state ricordate, che io non voglio ripetere, rivestono un’importanza capitale come si organizza una città come la nostra, come vuole essere protagonista dell’accoglienza, come vuole essere capace d’integrare queste figure che vengono ad abitare con noi, che non possono essere considerate un’altra città, ma sono la stessa città che camminando si integra, cammina, produce, lievita. Ecco perché, anche questo è importante ricordarlo.

Basta ricordare quello che può essere di solito se vogliamo per un attimo entrare, poi mi ritiro subito, qual è la funzione, il ruolo che di solito si rivolge per le persone anziane, quando si parla delle badanti o di altre cose similari, molte vengono dall’estero, vengono da fuori della nostra città, del nostro paese. Queste sono alcune considerazioni per quanto mi è possibile, se c’è la richiesta… ma è un aspetto di lettura e poi anche di numeri che diventa anche un fatto politico.

Io ho cercato in poche parole di rappresentare questi elementi che mi pare siano, così, come approccio. Posso anche sedermi e ringraziare per avermi ascoltato.

9 maggio 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 87
Pagina 45
Punto 6

Servizio fornitura pasti a domicilio: int. Regolamento

Assessore

Leggi intervento

Sì, ecco… la Variazione -diciamo- dell'art. 1 del 1° comma dell’art. 3 è stata portata all'attenzione della Commissione, si tratta di andare al di là, al di sotto delle persone che hanno 65 anni, e che sono inserite nei servizi di assistenza domiciliare, per toccare delle figure, degli utenti che hanno delle problematiche sociali rilevanti.

Ecco, questa è la novità all'integrazione dell'articolo, diciamo dell'art. 3 è questa, ed alle persone di età inferiore ai 65 anni con problematiche sociali rilevanti. Sono questi… è questa la modifica -diciamo- non ce n'è altra.

Va bene. Se volete che vi dica qualche altro dato… ma penso che…Guardandomi attorno non vedo tanto interesse, comunque a me premeva portarla, perché ci sono delle richieste e vanno soddisfatte, diciamo; il disagio deve essere sempre tenuto presente. Grazie.

28 marzo 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 252
Pagine 106–108
Punto 6

Approvazione Bilancio 2008 e pluriennale 2008/2010

Assessore

Leggi intervento

Gli interventi sono già sufficienti per poter dire alcune cose -diciamo- perché i requisiti sono stati posti all'attenzione del Consiglio Comunale. 107 Voglio dire subito che -e non è una novità ma va ribadita- che i servizi sociali sono importanti, che devono avere un attimo di attenzione, che segnano, un po', ecco, misurano le difficoltà che esistono di finanziamenti, in generale -diciamo- per quanto riguarda tutta la situazione -diciamo- nella quale si è costruito il Bilancio.

Non sto scoprendo nulla di nuovo, è già stato detto, sia da parte della Giunta e da parte del Consiglio Comunale, delle difficoltà di far fronte, di dare delle risposte -diciamo- adeguate, ecco, in termini di spessore, di quantità, di risorse di economie. Detto questo, però, non è che si possa dire che tutto è negativo, che tutto non si fa, perché mi sembra esagerato.

Io credo che non bisogna togliere assolutamente la parola sociale all'interno del nostro vocabolario, delle nostre -diciamo- attività del Comune di Rovigo, della Giunta Comunale di Rovigo.

Credo che invece vada ingrandita un attimo, e quindi ci sia bisogno di un'attenzione che va mirata, e credo che l'Amministrazione si muove in questo senso, intende muoversi in questo senso, se non è nell'immediato, c'è un discorso che va verificato e portato avanti, e riscoperto, questa attenzione -diciamo- che è dovuta certamente a una situazione contingente, ma che dovrà essere rivisitata, ripensata, ricollocata.

Volevo anche dire un'altra cosa, se mi è concesso, per quanto riguarda quello che diceva poco fa, questa mattina, oggi il Consigliere Bimbatti diceva: “Dei servizi sociali non c'è nessuna iniziativa”. Io credo proprio che sia in errore -diciamo- Consigliere quando fa queste affermazioni. Che cosa vuol dire nessuna iniziativa?

Vuol dire che si è -diciamo- dismesso anche quello che si era messo in moto a suo tempo con l’altra Amministrazione? Con il precedente Assessore? No, non lo può dire, perché tantissime parti di quel pensiero, di quell'opera continuano, perché sono considerati attendibili, valide e danno delle risposte anche -diciamo- in questo momento, in questo contingente di carattere politico-amministrativo.

E quindi, continua lo sforzo economico di ricerca e di risorse, e non c'è nulla da - diciamo- da scandalizzarsi se si ricorre al rapporto con la Regione, al rapporto con altri momenti istituzionali, alla Fondazione stessa.

Io credo che sia una cosa importante questa -diciamo- nel momento stesso nel quale l'Ente Locale ha delle difficoltà di carattere economico, è legittimato a ricercare risorse, a ricercare rapporti, indipendentemente dal colore politico di appartenenza, perché il disagio, perché l'aspetto sociale prescinde da questo aspetto.

Io credo sia veramente importante sottolineare il bisogno, l'esigenza, il disagio, ecco non hanno colore, come sostengo sempre, e dico che non hanno colore questi aumenti di disagio, di richiesta, di aiuto in un momento nel quale stiamo vivendo, e nella società che sta proponendoci, purtroppo, delle difficoltà che sono collegate ad un disagio economico, la discussione del processo corruttivo e di altre cose che noi conosciamo. Volevo dire anche di un'altra cosa che è stato detto: alloggi parcheggio insufficienti.

Sì, gli alloggi parcheggio, il Comune ne ha 104, e però, ecco, c'è una lista di attesa fuori dagli alloggi occupati -diciamo- abitati di 40 famiglie, di nuclei familiari. Se poi si vuole andare a guardare da vicino chi sono questi che sono in attesa, se sono di 108 pelle bianca, di pelle scura o di altra pelle, io credo che sia un dato sbagliato. Non è da qui che si parte per fare la politica dell'immigrazione.

Noi dobbiamo registrare all'interno della nostra città delle richieste, delle necessità, delle esigenze, del disagio, dell'emarginazione, dello sfruttamento, perché queste cose vanno dette. Me fermo un fià, me fermo un poco perché a me pare de essere in piazzetta Annonaria…

Intervento n. 254
Pagine 108–110
Punto 6

Approvazione Bilancio 2008 e pluriennale 2008/2010

Assessore

Leggi intervento

Mi sono fermato, perché non riesco a parlare... Stavo dicendo che c'è questo momento di disagio che la società esprime, per le sue contraddizioni che sono chiarissime a noi tutti, e coinvolgono non solamente quelle figure che vengono da lontano, così come si è cercato di dire, che è vero esistono, ma coinvolgono anche una gran parte della nostra popolazione che viene così a conoscere quelle necessità.

Quel disagio dovuto alla mancanza del posto di lavoro, l'aumento dei prezzi, al discorso della quarta settimana, e al discorso che viene fatto così quotidianamente ma che viene guardato un pochino da lontano, e che -diciamo- deve essere affrontato, deve essere affrontato in maniera più ravvicinata.

Volevo anche smentire un'altra considerazione che è stata fatta stamattina, oggi dal Consigliere Bimbatti, stamattina, quando diceva, quando diceva: “Guardate, nel mondo della prima infanzia, nelle scuole paritarie, non si è dato quello che si doveva dare, o comunque non si è riconosciuto lo sforzo che le scuole paritarie svolgono nel rendere un servizio che è istituzionale”, e diventa più istituzionale ancora quando c'è una convenzione che regola -diciamo- il rapporto fra Comune e la Federazione Italiana delle Scuole Materne.

Noi passiamo dai € 182.000 di previsione del Bilancio 2006, passiamo ai 200.000 in approvazione del Bilancio 2007, passiamo ai 230.000 con il riequilibrio di Bilancio dello scorso anno, passiamo ai 250.000 con il Bilancio di Previsione di quest'anno.

Quindi, vedete che un incremento di attenzione -diciamo- di risorse per l'attenzione dovuta a queste strutture, che affiancano il Comune, che non sarebbe in grado, che non è in grado di dare delle risposte alle richieste che vengono, che provengono dalle famiglie, dalla prima infanzia, dalla donna che lavora, dalle famiglie soprattutto.

Voglio dire che a questo proposito, proprio perché mi pare giusto agganciarci a quello che faceva -ed è la richiesta fatta dal Consigliere Montagnolo- siamo in grado noi di dare delle risposte alle famiglie come struttura pubblica? Perché anche qui dobbiamo porci il problema, la domanda è vera e legittima, e va affrontata.

Io credo che debba essere fatto uno sforzo, così come si sta cercando di fare, con le risorse che ci ritroviamo ad avere, con una progettazione per quanto riguarda un asilo nido integrato, con tutte le sue contraddizioni, che sono di carattere burocratico, economico e quant'altro, ma un progetto sta andando avanti e sta approdando al tavolo, è già approdato al tavolo di rappresentanza dei Comuni, e va -la prossima 109 settimana- in Assemblea dei Sindaci, e viene approvato nel Piano di Zona, viene fatta la domanda alla Regione, e inserito nell'ambito nel bando -diciamo- che scade a fine aprile.

Quindi, io credo che sia.. queste non sono tutte rose, sono difficoltà, sono però letture che vanno fatte, quindi è ingiusto fare delle considerazioni che diceva poco fa, questa mattina il Consigliere Bimbatti. Io ho voluto dare le risposte in particolar modo per quanto riguardavano le scuole - diciamo- della prima infanzia. Però, ecco, io credo che sia giusto fare altre considerazioni, che cosa vuol dire non fare nulla?

L'ho detto prima, era distratto lei Assessore, Consigliere, era distratto... Io dico che la continuità è un costo, è un impegno, è non disattendere ciò che di positivo si è fatto nel passato e che va ripreso e portato avanti con convinzione.

E faccio un esempio: in questo momento il Presidente dell’Ater, qui il Consigliere Borgato, sa benissimo che stiamo portando avanti un progetto che ci colloca all'interno di, diciamo in maniera positiva, come unico Comune capoluogo della Regione Veneto, dove c'è stato un finanziamento di domotica, e in collaborazione con l’ASM, con l’Ater e con il Comune la prossima settimana firmeremo una convenzione che ci porrà nelle condizioni di intervenire su delle case dell’Ater per studiare l'abitazione, in funzione del disagio dovuto all'età, ma anche a traumi che uno può subire, eccetera.

Questo è un aspetto positivo, è un progetto pilota che va ad interessare anche i Comuni, perché è stato approvato nei Piani di Zona e nell'Assemblea dei Sindaci. Poi c'è stato un altro elemento, che non è costato molto, però è stato un altro passo in avanti rispetto al disagio, e si è concluso l'altro sabato, l'amministratore di sostegno.

L'amministratore di sostegno, che sostituisce il tutore per le persone che hanno disagio, è stato qualche cosa che -anche questo nel Piano di Zona- che è stato portato avanti dal Comune, voluto, interessato alla Regione, c'è stata una ricaduta all'interno della Regione in termini economici molto poco, però come iniziativa è stato positivo. Si prevedeva una partecipazione di volontari, e di altre persone, familiari di 35 persone, siamo andati ad 85 persone.

Questo sta a dimostrare qual è il significato di questa iniziativa, qual è l'attenzione e la fame -diciamo- di risposte in questo settore. Mi pare che sia importante evidenziarlo anche questo. E poi, e c'è un...

Io non voglio dimenticare il SAD, noi abbiamo -diciamo- ripreso il servizio, i Servizi di Assistenza Domiciliare, come Comune di Rovigo, da luglio dello scorso anno. L'abbiamo fatto non per questioni ideologiche, come qualcuno sosteneva, qualcuno è male informato: la Regione ha già superato questo concetto dell'affido attraverso l’Usl di questi servizi, sta sciogliendo queste riserve, sono dati ai Comuni, ne erano rimaste quattro, tolto Rovigo rimangono tre, quest'anno non c'è più neanche uno.

Voglio dire che il Servizio di Assistenza Domiciliare è il primo passo che viene svolto di attenzione alla persona sul territorio, che andrà a collegarsi al discorso della struttura, che dovrà collegarsi ai Comuni che stanno attorno, attorno alla città di Rovigo, perché questo è il segreto: mettere assieme le strutture, il territorio e fare consorzio e fare forza, anche nel momento stesso, come erogazione del tipo di servizio, ma anche fare forza quando c'è il discorso degli appalti, delle cose che mi pare siano un passaggio molto importante.

110 C'è poi anche un'altra cosa, una novità, che è passata un po' sotto silenzio, che non abbiamo enfatizzato più di tanto, ma che è importante: c’è la creazione della rete degli Informahandicap, che è diventata una realtà. E questa è una cosa importante, è una novità che guarda al disagio. Dimenticavo poco fa di dire un'altra cosa.

Nell'ambito delle strutture della prima infanzia, abbiamo portato a casa una finanziamento per i servizi primavera, che è un fatto nuovo, che viene rinnovato quest'anno attraverso una circolare del Ministero che è arrivata in questi giorni. Anche per il 2008 ci sarà questa copertura finanziaria, quella dovuta dalla parte dello Stato, poi c'è l'intervento di chi gode di questi servizi.

Voglio dirlo perché questo porta utilità ancora per le famiglie, la donna che lavora e anche l'assunzione di personale, di personale qualificato. Dicevo poco fa, quando si parlava della ricerca di risorse per quanto riguarda.. e che il Comune dovrà fare la sua parte, per quanto riguarda l'asilo nido integrato nella Tassina.

Noi, dobbiamo approfittarne, attraverso i Piani di Zona, di presentare domanda alla Regione, perché c'era un accordo Stato/Regione e ANCI che mette a disposizione delle risorse di cui noi non possiamo fare a meno. Dobbiamo anzi esserci nel momento stesso, nel quale verranno erogati. Cosa significa questo?

Superare le liste di attesa? Soddisfare -parlo sempre dell'asilo nido, significa, diciamo, soddisfare le richieste della città? Io credo di no.

Sommando questa -ho finito- sommando questa, diciamo-, offerta da parte, che viene avanzata da parte del Comune, e da parte delle scuole paritarie, noi diamo delle risposte sì, ma non sono complete. E se andiamo a vedere un attimino gli atti che accompagnano il progetto dell'asilo nido integrato della Tassina, vediamo qual è il significato della crescita abitativa per quella parte della città, e dell’esigenza di dare risposte che camminano in questo senso. Ci sarebbe anche da fare una considerazione...

Intervento n. 256
Pagina 110
Punto 6

Approvazione Bilancio 2008 e pluriennale 2008/2010

Assessore

Leggi intervento

Sì, sì ho finito... Bene, io ho fatto la mia parte, e chiudo senza chiudere, ma non è una forma di protesta, è perché. nei confronti della Presidenza! E’ perché quando parla qualcun altro c'è bisogno di ascoltare in silenzio religioso, quando invece c'è qualcun altro che parla, che così è sopportato, si fa fatica a parlare, perché vedete alzare la voce, forse è il mio timbro di voce che si alza mano a mano che uno parla, siamo capaci tutti...

Però qui c'è un atteggiamento da Consiglio.. da bivacco, se mi permetterete...

Intervento n. 260
Pagina 111
Punto 6

Approvazione Bilancio 2008 e pluriennale 2008/2010

Assessore

Leggi intervento

No, lei non ha ascoltato quello che ho detto io, Presidente...

Intervento n. 262
Pagina 111
Punto 6

Approvazione Bilancio 2008 e pluriennale 2008/2010

Assessore

Leggi intervento

No, non ha capito quello che ho detto. Questo è un Consiglio Comunale che è da bivacco...

31 gennaio 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 204
Pagine 72–73
Punto 2

Surrogazione dei Consiglieri Comunali

Assessore

Leggi intervento

L'ordine del giorno è stato presentato alla Conferenza dei Sindaci, è stato prodotto, diciamo, alla Conferenza dei Sindaci in due momenti successivi: ad ottobre e a novembre.

È stato necessario ripassare all'interno della Conferenza perché sono state apportate delle modifiche, e comunque l'oggetto dell'ordine del giorno riguarda quella che è la prospettiva dell'Ospedale San Luca, quelli che sono gli elementi che possono intervenire per la sua qualificazione, per il servizio che è chiamato a svolgere nell'ambito della Provincia, soprattutto per quanto riguarda la parte dell'Alto Polesine.

C'è stata una presa di posizione di vari Comuni, il capofila -chiamiamolo così- Trecenta, tra i Comuni dell'Alto Polesine. Come vedete, agli atti sono allegati due documenti approvati. Quello che noi siamo chiamati ad approvare oggi è stato approvato, diciamo, dalla Conferenza a fine novembre; si è dovuto reintervenire sul documento, proprio perché si era portato in campo anche la situazione paragonando quella di Trecenta con Adria.

Ed è stato un passo incauto che avevo anche sconsigliato di fare, assieme al Sindaco di Badia, proprio perché chiamava in causa gli adriesi. È stato un errore, l'avevo detto, e poi alla fine, per non cantare fuori dal coro, ho votato... abbiamo votato anche noi quel primo documento, però si è verificato quello che avevamo detto: che Adria ha preso posizione. Voi avete letto certamente il documento che è stato votato all'unanimità.

C'è stata una fase preparatoria del primo per arrivare al secondo, diciamo quello definitivo, con la presenza degli Assessori Regionali e anche con il Consigliere Azzi, cioè c'è stato un tentativo di mettere insieme i vari elementi che compongono poi il documento stesso, di vedere di farlo pervenire, come dice la lettera del Presidente della Conferenza, di farlo pervenire alla Giunta Regionale.

Io credo che sia giusto, senza modificare o togliere nulla alla Conferenza dei Sindaci, di inviare anche questo documento -l'anticipo un attimo- anche al Direttore Generale dell’USL 18, perché mi pare che sia opportuno e giusto portare a conoscenza ufficialmente.. un Comune decide di portare alla conoscenza di queste cose, con un documento approvato anche all'attenzione del Direttore Generale. Io credo che non ci sia bisogno di andare a leggere nel dettaglio, l'avrete letto senz'altro tutti.

Ecco, ci sono delle indicazioni, delle considerazioni di carattere generale, di opportunità di servizio e ci sono delle indicazioni...

Sono i tre punti: 73 a) istituire presso il Presidio Ospedaliero di Trecenta almeno due Dipartimenti strutturali, autonomi, di cui uno medico multidisciplinare e uno chirurgico e delle urgenze; b) prevedere nei Dipartimenti, oltre alle attuali SOC SOSDPT, un numero adeguato di SDPT che garantisca una rete autonoma clinica e gestionale, soprattutto nelle branche specialistiche medico-chirurgiche; c) acquisire le SOC di Pronto Soccorso e di radiologia con le relative apicalità.

Come vedete, c'è un discorso di servizi, c'è un discorso quindi di figure professionali che sono di una specializzazione alta, che vengono reclamati dalla Conferenza dei Sindaci, che ha fatto proprie, diciamo, le osservazioni avanzate da quei Comuni dell'Alto Polesine, che già nel passato avevano avuto, diciamo, un taglio di presenza e di strutture. Basta che ci ricordiamo di Badia o altre cose.

Ripeto, è stato approvato all'unanimità, con l'aiuto anche di queste figure a livello regionale; mi pare anche che sia emerso, così parlando anche con i Consiglieri, un'altra necessità, oltre che inviare il documento al Direttore Generale, perché per la conoscenza che è un dato ufficiale del Consiglio Comunale, di invitare, così come è già stato fatto nel passato, parlare tra di noi il Direttore Generale, per poter approfondire alcune tematiche.

Faremo un Consiglio a data da destinarsi, sentiti i Capigruppo, visto un attimo la programmazione del Consiglio, di invitare il Direttore Generale a parlare di alcune tematiche, una di queste potrebbe proprio essere in futuro la prospettiva dell'Ospedale Sant’Anna di San Luca di Trecenta. Io avrei finito perché proprio più di così credo di non dover dire. Grazie.

PICCININNO VITO: Presidente del Consiglio: Grazie all'Assessore Moschin. Chiede di intervenire il Consigliere Maldi, poi il Consigliere Borgato, il Consigliere Dante Buson, Avezzù. Prego Consigliere Maldi.

Intervento n. 209
Pagina 77
Punto 2

Surrogazione dei Consiglieri Comunali

Assessore

Leggi intervento

(Intervento a microfono spento) Quelle successive, perché ha subìto le modifiche.

Intervento n. 219
Pagine 83–84
Punto 2

Surrogazione dei Consiglieri Comunali

Assessore

Leggi intervento

Ecco, io volevo cominciare proprio dall'ultimo intervento fatto dal Consigliere Stocco, credo che proprio un gruppo politico, un'associazione abbia l'opportunità e la possibilità di esprimersi anche attraverso questi convegni che sono importanti, per mettere attorno allo stesso tavolo, diciamo, le figure che sono state ricordate poco fa.

Credo che questo sia un arricchimento, un dibattito necessario e che vada fatto, però, ecco, e quindi è un dato positivo e lo leggo in questi termini, e volevo ritornare però ai lavori a livello istituzionale, a livello di Consiglio Comunale e dell'approvazione del documento certamente, ma di tutte le considerazioni che sono state espresse, così, che sono emerse questa sera.

Mi sono preso ben nota di quello che è stato detto, ma questo lo considero come un preambolo o quello che potrà essere una discussione da fare in Aula con le figure che sono state ricordate poco fa. A me preme che ci sia in particolar modo presente il Direttore certamente Generale, e anche da rappresentanze, come è stato auspicato da parte di più di qualcuno, dalle rappresentanze dei Comuni.

Sono problematiche che stanno alla nostra attenzione, che vengono prima fate passare, come è stato detto, ma non da adesso, già da tempo in Commissione; la Commissione aveva la possibilità di approfondire e di vedere da vicino quali possono essere gli elementi e gli argomenti che possono coinvolgerci in un dibattito più ampio per poi farli transitare con i capigruppo e approvarli finalmente in Consiglio Comunale. Credo che questo sia il tragitto, l'iter da percorrere.

C'è necessità proprio di arrivare, perché se andiamo...

Io penso anche un'altra cosa, sarà impossibile mettere tutto sul tappeto, diciamo, altrimenti noi faremo un ragionamento troppo ampio, come ci sarà una possibilità di analisi, di verifica degli elementi da sottoporre all'attenzione del Consiglio Comunale in Commissione per poi sbarcare, attraverso il passaggio dei Capigruppo, in Consiglio Comunale, e quindi affrontare qui in questa sede, con la presenza delle figure istituzionali che sono state ricordate, proprio per dare una risposta o porre delle domande per avere delle risposte, dei quesiti, porre degli obiettivi e vedere quali possono essere i rapporti che 84 esistono anche fra servizio pubblico, servizio privato e le cose che sono state ricordate che io non voglio risollevare.

Ripeto, questo è stato solo un avvio a un discorso, un preludio per qualcosa di più ampio che va affrontato, appunto in questa sede, con quelle figure che ricordavo poco fa. Quindi l'impegno rimane tutto, diciamo, di intervenire e camminare in questo senso che è stato suggerito dal Consiglio Comunale. Grazie.

10 dicembre 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 29
Pagine 41–43
Punto 1

59° Anniversario della dichiarazione dei diritti dell'uomo, contro la miseria e per gli obiettivi di sviluppo del millennio. (Proponente Assessore Giovanna Pineda)

Assessore

Leggi intervento

Io sono un altro “corno” (parola non certa) della fiamma antica! Condivido assieme all'Assessore Pineda questo momento del disagio che viene letto tutto tondo stamattina. E volevo prendere le mosse da quello che è stato detto poco fa dal Consigliere Avezzù, e quello che è l'interesse che dobbiamo avere nei confronti dei paesi cosiddetti in via di sviluppo, ma che non sono affatto in via di sviluppo!

Mi pare che sia giusto sottolineare le responsabilità del mondo occidentale. Quando noi andiamo ad erogare, nei contesti internazionali, le risorse ad alcuni paesi, non le diamo direttamente ai paesi che chiedono sviluppo, che chiedono progresso, le diamo a questi dittatori, a queste forme, diciamo, di pressione organizzata sul territorio e sulle popolazioni, e non diamo i soldi per il riscatto di quei territori, ma le diamo a queste figure, a questi personaggi che sono stati anche ricordati poco fa.

Voglio dire che l'Italia, partecipando a questi testi internazionali, non è estranea a questa politica, se la porta a casa la propria responsabilità! Ma io non voglio tediarvi più di tanto su questo, sono alcune considerazioni che mi permetto di fare anch'io e proprio perché sono stata e introdotti nell'ambito della discussione, per poi arrivare a parlare di elementi che dobbiamo toccare con mano, siamo stati invitati a parlare di problemi e di cose che ci toccano come comunità locale.

Però prima lasciatemi dire anche che nessuno di noi qua è estraneo alla politica, diciamo, della vita, ad esistere dell'uomo, ad esistere, alla pace! E chiamando in causa la pace chiamiamo in causa anche il discorso della guerra, di conseguenza, perché se si invoca la pace vuol dire che esiste la guerra. Vuol dire che esistono situazioni di degrado.

Vuol dire che esistono bambini che fanno i guerriglieri, che vengono richiamati sotto minaccia, diciamo, a svolgere una funzione e un ruolo che non è proprio dell'infanzia. Dobbiamo chiamare in causa il 12 milioni di bambini che muoiono all'anno di fame e di sete. Sono tutti questi elementi che si mettono assieme l'uno accanto all'altro!

La desertificazione, l'ambiente, richiamandoci poi al discorso dei soldi che si danno ai governi chiamati in causa poco fa. A me piace anche dire un'altra cosa: il disagio.

Si parla di disagio, noi abbiamo questo disagio che è vasto, ne abbiamo parlato moltissimo stamattina, quello dei senza fissa dimora; parliamo del disagio, dobbiamo parlare in quest'Aula di più ancora del disagio che abbiamo anche qui noi, presente, che tentiamo come società ad ignorare, a guardare un pochino da lontano, che va visto invece da vicino, che va vissuto, che va condiviso, che va rispettato, diciamo, questo mondo. La società nostra, diciamo, tende a ignorare questo aspetto.

E io credo che proprio sia un problema di carattere culturale, come è stato detto poco fa, di apertura mentale, di lasciarsi coinvolgere, di essere partecipi, di dare.

Io credo che ci sia un elemento -e proprio voglio chiuderla così, in maniera.. che il tempo è tiranno, mi hanno detto di usare tre minuti o quattro- mi piace ricordare, quando si parla di libertà, citare una grandissima figura del cristianesimo, ed è l’Abè Pierre, che è morto quest'anno a 95 anni l'Abé Pierre, l'abate Pietro, francese, 95 anni spesi per vincere il bisogno, praticare la politica del riscatto e del diritto, delle libertà delle persone.

Ecco, vi invito a questo proposito a leggervi un piccolo libretto scritto da l’Abè Pierre: “Mio Dio perché” e troverete moltissime cose, vi darete risposte esaurienti e importanti, domande che sono state poste in quest'Aula oggi. Ma siccome, ripeto, si è parlato di problemi, di tradurre, diciamo, tutti questi elementi nobilissimi, alti, che sono stati citati questa mattina, di portarci al nostro livello, al nostro livello locale.

E allora vediamo un po' chi o cosa possono fare agli enti locali, il Comune di Rovigo, ma non solo il Comune di Rovigo. Vi voglio dire che venerdì, facendo la conferenza stampa con le associazioni di volontariato presso il CSV, è stato avanzato un documento da parte della San Vincenzo De Paoli, che parla chiaramente anche per le altre associazioni, penso, sotto questo profilo, un invito, ecco un invito dove si dice: “Benissimo, noi siamo qua, facciamo la nostra parte, ma dov'è l'ente locale?

Dove sono gli enti locali?” Noi non sappiamo se il prossimo anno esisterà ancora la Rete dei senza fissa dimora, perché l'ente locale non può appoggiarsi esclusivamente o quasi sulle risorse che provengono dal volontariato. E’ chiaro che il Comune in questo campo ci mette qualcosa ma non è sufficiente.

Allora è emerso un altro discorso, della contribuzione non solo del Comune di Rovigo ma dei Comuni della provincia, perché la politica dei senza fissa dimora è sostenuta da quel famoso 0,11% che è stato erogato dai Comuni che hanno aderito al Tavolo di senza fissa dimora dai sindaci e dalle Usl. E’ uno 0,11%.

Si è detto, ed io lo ripeto, che non c'è bisogno di andare oltre questo 0,11%, però voglio anche dire la fatica che è stata impiegata per avere questi contributi e sottoscritti, diciamo, non solo verbalmente ma anche per iscritto, appunto, da parte di alcuni Comuni all'appello. Questo è l'altro elemento che io voglio ricordare. E c'è bisogno di andare oltre, allora, mettendo assieme questi elementi che sono stati ricordati poco fa negli interventi anche dell'associazionismo, di vedere cosa è possibile fare.

Io credo ci sia bisogno di impegnarci ulteriormente a livello economico, in fase di bilancio, ma non solo per questo disagio, ma per i disagi in termini più ampi, di servizi e di servizi sociali, bisogna ancora cercare di sforzarci, di rintracciare risorse per dare risposte ai disagi che sono di varia natura. Noi oggi ne abbiamo toccato in particolar modo uno e voglio restare all'interno del discorso dei senza fissa dimora.

E allora si parlava anche poco fa di un altro elemento e sono state introdotte tante cose stamattina, l'Osservatorio, è stato detto poco fa che sarebbe uno strumento importantissimo per fotografare e verificare le cose da vicino, è stata richiamata in causa la legge 398 del 2000, benissimo, io dico solo che ha un difetto questa legge è una legge non quadro, è una cornice! Il quadro dentro ci manca e deve essere costruito! Non c'è!

E non si può pensare che l'ente locale, e qui viene chiamato in causa qualcun altro che sta al di sopra dell'ente locale, si possa sobbarcare una politica così importante come questa.

Bisogna avere la possibilità, tornando quindi anche le nostre considerazioni, di andare al di là del progetto annuale, di estenderlo, di farlo diventare qualche cosa che cammina nel tempo, che trova risorse, che trova adesioni, che coinvolge certamente il volontariato, ma per primo viene l'ente locale che rappresenta tutta la comunità!

Queste cose non vanno dimenticate, guardate che si ripresenteranno puntualmente, e non solo per questo, che tutte le esigenze della nostra società.. questa è un'esigenza della nostra società e altre parti di questa società disgraziata che vede penalizzate giovani coppie, ragazzi che… (parole incomprensibili), giovani che si avvicinano al lavoro che non possono entrare nel lavoro e che si rivolgono ai servizi sociali e i servizi sociali non possono dare risposte perché non hanno struttura, le capacità normative, le capacità economiche!

E quindi, eccolo qua il problema posto in maniera concreta! Pensiamoci allora a queste cose, si ripresenteranno puntualmente al momento della formulazione del bilancio. E io ho fatto una proposta che è quella di pensare di andare al di là dello 0,11%, di presentarci, così come Comune capofila, all'interno del Tavolo dei Sindaci, nell'assemblea dei sindaci, per proporre anche altri comuni che hanno bisogno di questa struttura, di questo momento organizzato dei senza fissa dimora, ma che...

Qui mi hanno già detto di no, hanno detto di no al Tavolo di primavera, altri hanno detto di sì ai contributi. Quindi, ecco, siamo qui per dire queste poche cose, diciamo una cosa stamattina che è questa: le altre cose verranno in fase di formazione di bilancio bisognerà che qualcuno guardi con più attenzione a questo mondo articolato del disagio, perché esiste ed è inutile tentare di nascondere le cose che esistono! Fanno parte della società, le abbiamo create noi!

Le ha create la ricchezza, la ricerca di ricchezza assoluta, diciamo, che è insita nell'uomo, ed è la ricchezza assoluta che provoca a livello planetario le guerre che sono state ricordate prima, per la quale adesso, ma per tutte le ricchezze, a scapito, diciamo della maggioranza degli abitanti di questo nostro pianeta. Ecco, e torno al pianeta Rovigo per dirvi che questi sono gli elementi che ci stanno di fronte e che dobbiamo affrontarli puntualmente senza ritornarci oltre.

18 ottobre 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 5
Pagina 4
Punto 1

Accettazione e finanziamento Regione Veneto per intervento su Casa Serena

Assessore

Leggi intervento

Vorrei Presidente leggere un ordine del giorno da proporre al Consiglio Comunale e questo ordine del giorno dice: “Premesso che l’Amministrazione ritiene importante la politica nei confronti degli Anziani che si sostanzia anche nel miglioramento della qualità dei Servizi nelle strutture residenziali, preso atto della necessità di adeguare l’immobile al fine di offrire una migliore qualità dei Servizi, il Consiglio Comunale vista la difficile situazione finanziaria degli Istituti, le necessità derivanti dalle vicende legate alla gestione del Personale, impegna la Giunta Municipale a farsi carico a partire dal 2010 della restituzione delle Fondo di Rotazione regionale previa revisione della concessione - contratto.

Ritiene di impegnare la Giunta Comunale a concedere a decorrere dall’esercizio 2008 un contributo che dovrà essere quantificato in collaborazione con il Cda dell’Iras che dovrà rivedere il proprio Piano aziendale in accordo con il Comune pur nel rispetto delle singole autonomie in modo da migliorare l’offerta dei Servizi resi dagli istituti e contribuire così a stabilizzare la situazione finanziaria e a praticare una politica di contenimento delle rette”.

Questo è il documento che io presento all’assemblea e chiederei di fare una copia...

Intervento n. 7
Pagina 4
Punto 1

Accettazione e finanziamento Regione Veneto per intervento su Casa Serena

Assessore

Leggi intervento

Se c’è qualcuno che lo distribuisce meglio.

Intervento n. 9
Pagine 4–5
Punto 1

Accettazione e finanziamento Regione Veneto per intervento su Casa Serena

Assessore

Leggi intervento

Vorrei aggiungere due parole che poi tentano di ripercorrere quello che è lo spirito del documento, a noi interessa come Amministrazione Comunale tutta - e penso anche il Consiglio Comunale, anzi sono certo - che deve essere praticata quella politica di attenzione verso gli anziani alle strutture, al servizio sul territorio che sono momenti alternativi, c’è un momento alternativo rispetto alla residenza del territorio sono queste le politiche che sono applicate, utilizzate per dare risposte alla Terza Età.

Ecco sono articolazioni e forme diverse, alternative con la permanenza sul territorio che poi significa mantenere l’anziano nell’ambito del vissuto, questo è un atto di rispetto che è dovuto. Atto dovuto di rispetto, dicevo, nei confronti di chi ha speso una vita dedicato alla famiglia, ai figli, alla crescita sociale, economica, morale e politica della nostra città, dobbiamo consentire quindi ai nostri concittadini, nati prima di noi, una vecchiaia più possibile e serena.

Questa politica si concretizza con azioni, atti di volontà politica che all’interno di questo documento noi rintracciamo questi elementi, si parte dal discorso della struttura, delle risorse dell’Ente, della politica di attenzione dell’anziano, di politica di attenzione nei confronti dei lavoratori che è un altro elemento di 4 importanza primaria.

Credo proprio che questi elementi messi assieme tra di loro, contribuiscono u creare un clima di vivere in pace, dovuto a chi ha già lavorato e chi ha dato tanto alla nostra società e nello stesso tempo c’è quell’attenzione che è primaria certamente nei confronti degli anziani e alle famiglie degli anziani per quanto riguarda il costo che viene sopportato dagli stessi e dalle famiglie, quindi il Comune, l’Amministrazione Comunale è invitata a farsi carico di questi elementi e nello stesso tempo c’è un ribadire pur nella diversità dei ruoli, un rapporto stretto che è definito all’interno del documento, quando si dice: “Di impegnare la Giunta Comunale a concedere, a decorrere dall’esercizio 2008, un contributo che dovrà essere quantificato in collaborazione con il Cda dell’Iras che dovrà rivedere il proprio Piano Aziendale in accordo con il Comune pur nel rispetto delle singole autonomie in modo da migliorare l’offerta dei Servizi resi agli Istituti e contribuire così alla stabilizzazione finanziaria e quant’altro”.

Io credo che questi ruoli vadano evidenziati, questo elemento di costruzione di un servizio, di un’attendibilità del Servizio, di rispetto volto al rispetto di chi ha vissuto e chi ha lavorato e gli anziani che chiedono un Servizio dignitoso. Io credo che proprio all’interno di questo documento ci spiano raggruppati questi elementi che penso trovino la concordia, la convergenza dei gruppi consiliari.

Questo è l’ordine del giorno che viene proposto al Consiglio Comunale, a essere sottoposto all'esame, alla valutazione e ci rimettiamo alle decisioni dell’Aula. Grazie.

Intervento n. 13
Pagine 5–6
Punto 1

Accettazione e finanziamento Regione Veneto per intervento su Casa Serena

Assessore

Leggi intervento

Volevo aspettare altre osservazioni, però diciamo che è implicito, quando si impegna la Giunta a farsi carico a partire dal 2010, della restituzione di fondi di Rotazione regionale, previa la revisione della concessione contratto, è evidente che riferisce a Casa Serena, però se facciamo un salto prima ancora, all’indietro, noi ci preoccupiamo, o se volete andare anche più avanti lo trovate anche nelle conclusioni, ci facciamo carico della situazione contingente, di difficoltà, di precarietà anche economica degli istituti, sono due gli elementi che noi introduciamo.

Non aspettiamo il 2010 per parlare delle difficoltà degli istituti e delle ricadute che sono conseguenti partiamo dal 2008 e lo portiamo assieme quantificandolo congiuntamente in un rapporto tra Comune e Consiglio di Amministrazione dell’Iras, quindi c’è già una volontà di andare incontro a queste difficoltà, che intendono superare quel momento di conflitto, di vivacità all’interno dell’azienda che è relativo in particolare modo all’organizzazione del Personale pregresso e accumulato, cose di cui dobbiamo 5 portare la responsabilità tutti, non è che si possa dire: “Solo questi portano le responsabilità” c’è un discorso che viene da lontano, sono almeno 15 anni e quindi siamo chiamati a dare queste risposte.

Ripeto allora quando si parla di arrivare al 2010 in quelle condizioni lì che la Giunta deve reperire, etc., si fa riferimento esplicitamente a quello che è il Mutuo a Rotazione che è stato concesso da parte della Regione.

Intervento n. 37
Pagine 11–12
Punto 1

Accettazione e finanziamento Regione Veneto per intervento su Casa Serena

Assessore

Leggi intervento

Molto di quello che si doveva dire è già stato detto da parte del Sindaco e è stato richiesto in maniera reiterata l’autentica interpretazione di questo documento e quello che non sarà uno dei migliori italiani ma quello è scritto è scritto nel senso che ci sono degli impegni che vanno dal contributo delle motivazioni che sono state espresse poco fa e sono scritte nel documento e c’è a decorrere dal 2010 s’impegna la Giunta a farsi carico della restituzione del Fondo Rotazione regionale, previa la revisione della concessione - contratto.

È chiaro che la sovranità appartiene al Consiglio Comunale, non è che si possa modificare con i poteri del Consiglio un contratto di quel genere e poi c’è anche un rapporto bilaterale tra Comune e azienda, quindi sono questi gli elementi che caratterizzano le volontà, ci deve essere appunto un incontro, una volontà espressa e deve esserci anche un momento di reciprocità.

Io volevo anche parlare della richiesta fatta dal Consigliere Avezzù per quanto riguarda il discorso dell’accettazione del finanziamento del Comune da parte del Comune e dell’Iras, noi stiamo attuando adesso, adottando adesso questo provvedimento e non è che l’abbiamo già adottato e 11 abbiamo già comunicato all’Azienda, queste sono volontà che vanno espresse nel Consiglio Comunale e non da altri momenti istituzionali. E poi c’è il discorso relativo all’aumento delle rette di 1,050 euro al giorno.

In data, mi pare il 9 ottobre del 2008 il Presidente ad affermare questo, cioè c’è un Piano di Risanamento - chiamiamolo come volete - all’interno di questo è prefigurato un incremento delle rette, quindi loro partono da questo Piano, per incrementare approvando quel Piano Aziendale, approvano l’aumento delle rette. Nel 2008 di 1,50, nel 2009 un altro 1,50 nel 2010 di 1,20. Questo è l’intendimento e la volontà dell’Amministrazione che ha ripetuto in più sedi, in più occasioni.

E l’approvazione di quell’atto deliberativo se il Piano Aziendale è stato approvato, comporta queste cose. Noi vogliamo intervenire e ragionare attraverso il contributo, vedere se è possibile e se c’è la volontà, di momenti collaborativi di incontro attraverso il contributo di superare questa tendenza di aumentare queste rette.

Cioè l’intervento che va al di là della restituzione del Fondo di Rotazione, ha questo significato, parlare di politica delle rette che deve essere un qualcosa che va convenuta o comunque ognuno rispettando la propria sovranità, è detta bene nel documento, di intervenire perché noi interveniamo con queste risorse che sono risorse di tutti e che hanno una finalizzazione che è quella di contenere o comunque di vedere se è possibile, non aumentare le rette, perché sappiamo benissimo che c’è una prima ricaduta sulle famiglie, sugli interessati, ma c’è anche una ricaduta che è un momento di inversione a “U” torna anche sulle spalle del Comune il quale deve farsi carico.

Sa benissimo chi ha fatto l’amministratore, ha fatto il Sindaco che abbiamo 500 mila euro, abbiamo un miliardo e 100 milioni di vecchie lire per far fronte all’integrazione rette, voi capite che c’è una chiamata in causa di un’onerosità ulteriore oltre che una messa in difficoltà delle famiglie e dei cittadini che devono usufruire di questa struttura.

Questo è lo stato di fatto delle cose, così come è scritto nel documento io penso che ci debbano essere interpretazione autentiche, la lettura è questa, è piana, semplice in maniera che non ci siano equivoci di sorta, quindi ecco e per quanto riguarda la contribuzione e per quanto riguarda la restituzione e per quanto riguarda la politica di intervento a favore della non crescita, non lievitazione delle rette se non per quell’aspetto che ricordava poco fa il Consigliere Mazzo che è legato a un momento di indicizzazione Istat.

Noi non abbiamo la presunzione bloccare quella che è la dinamica nel nostro paese, queste sono alcune considerazioni che volevo fare. Presidente io volevo fare un’altra considerazione, se poi ci sono le dichiarazioni di voto o c’è il discorso degli emendamenti prima di poter andare oltre, mi riservo di farlo dopo alla fine, eventualmente se c’è un intervento da fare, se sono stato esaustivo bene, altrimenti mi si dica dove non sono stato esaustivo.

Voglio anche scusarmi con chi ha parlato poco fa, perché sono stato preso dalla ricerca di un atto deliberativo, quindi sono stato anche poco attento, ma non per mancanza di rispetto a chi è intervenuto. Mi pare comunque che il Sindaco abbia dato delle risposte esaurienti circa le varie richieste fatte e i chiarimenti avanzati dai vari Consiglieri.

27 settembre 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 88
Pagine 55–56
Punto 2

Ricognizione stato di attuazione dei programmi 2007, variazione al programma triennale dei Lavori Pubblici 2007/2009, variazione al Bilancio di previsione 2007, al Bilancio pluriennale 2007/2009 e relativa relazione previsionale e Programmatica

Assessore

Leggi intervento

Io volevo dire tre cose proprio di numero, però mi premeva soprattutto la prima: è stato sollevato da più parti il problema della Sicurezza Sociale, quindi dell’attenzione alle fasce in difficoltà, deboli che hanno delle problematiche, l’attenzione verso l’Infanzia, l’Adolescenza, il Mondo della Droga che può entrare nella vita delle famiglie e di questi ragazzi.

Diceva poco fa il Consigliere Capogruppo di Alleanza Nazionale che sono progetti che continuano che sono stati trovati, io direi che sarebbe da stolti, mettere da parte un progetto solo perché l’hanno fatto degli altri, un progetto ha una sua validità, se è condiviso va difeso, portato avanti, ampliato.

Io proprio colgo l’occasione perché in fase di dibattimento qui in questa sera, si è parlato tanto di risorse e si guarda a questa fascia di debole dell’adolescenza delle problematiche che accompagnano la vita di un essere che è in transizione, di riservare attenzione maggiore, diciamo attraverso le risorse che si possono recuperare e delle varie iniziative del Comune.

È una cosa che mi trova sensibile, anch’io condivido chiaramente, perché vanno rinforzate e vanno anche ampliati questi sforzi, voglio anche dire che ci sono delle altre cose che sono state fatte.

Per esempio poco fa e qui passo a un altro settore, ho detto che sono veloce, riguardo ai Senza Fissa Dimora, ci sono tutte progettazioni in piedi, che continuano, che sono anche nuove, il rapporto con la Regione, Finanziamenti del Comune ma c’è un qualcosa che è nata proprio qua in Comune e è quella che citava questa mattina l’Assessore Casonato e è stato ripreso dal dottor Mazzo, la messa del Buon Samaritano.

Questa è la scoperta, è l’uovo di colombo, noi non spendiamo niente, sono soldi che sarebbero stati spesi comunque, diamo ristoro a chi è senza fissa dimora, a chi ha bisogno davvero. È questo l’elemento che io volevo evidenziare, è un costo zero che non era stato progettato, calendarizzato, ma è nato proprio dall’esperienza del vivere, del sapere che ci sono delle risorse che potrebbero essere utilizzate per chi non ha nulla. Ecco queste cose vanno sottolineate.

C’è un altro aspetto e riguarda l’Infanzia. Io da più di un anno, sto cercando di portare avanti un discorso del progetto, assieme chiaramente alla Giunta, il progetto dell’Asilo Nido integrato. Leggo volentieri, me lo faceva vedere il Consigliere Turcato, domani mattina mi attivo subito, c’è stato in questi giorni l’accordo tra Stato, Regioni e Anci, per quanto riguarda gli Asili Nido.

Bene noi lunedì abbiamo il progetto preliminare che è pronto, noi siamo in grado di portare il progetto preliminare a livello regionale, a livello nazionale per chiedere i contributi, per essere ammessi, siamo pronti con il progetto già da lunedì. Quindi anche questo è un altro elemento che io volevo portare all’attenzione e alla conoscenza del Consiglio comunale.

È chiaro quando avremo ordinato un po’ le idee, tutte le cose, previo il passaggio in Giunta, io sono disponibile per venirne a parlare in Commissione Consiliare e poi anche le sedi competenti che è questo del Consiglio comunale.

Certamente io citavo non a caso il discorso dell’accordo Stato - Regioni e Anci, perché qui vengono fuori 700 milioni che non sono molti, però se qualcuno ha il progetto già pronto, ne parlavo poco fa con il Sindaco, non deve fare altro che mettersi in attesa e andare anzi incontro a questo elemento di novità. Mi pare che sia un problema importante. L’ultima cosa, sollevava il Consigliere Stucco poco fa il discorso delle insegnanti e dell’aggiornamento degli Asili Nido, etc..

È vero io cercherò, assieme a tutte le altre cose che ho cercato di toccare in questo momento e non solo in questo momento di vedere se c’è qualcosa di 55 più, qualche risorsa di più per parlare veramente in termini compiuti degli aggiornamenti del personale insegnante degli Asili Nido. Ho finito, grazie.

13 settembre 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 179
Pagine 58–59
Punto 7

Integrazione e deliberazione di Consiglio Comunale n. 40: criteri per la determinazione delle tariffe e contribuzione dei servizi a domanda individuale e relativi tassi di copertura per l’anno 2007”;

Assessore

Leggi intervento

Mi pare giusto, andare al di là di quello che può essere una integrazione di un Regolamento per l’applicazione dei servizi a domanda individuale, per poter parlare che è l’oggetto sul quale siamo chiamati a deliberare e il Consiglio è chiamato a deliberare, si tratta di un nuovo servizio per l’infanzia, per i bambini dai 2 anni ai 3 anni e è un’occasione che abbiamo colto che proviene dalla Finanziaria del 2007 che prevede un’attenzione particolare dei servizi della Prima Infanzia.

Voglio dire che questa previsione di Finanziaria, ha fatto seguito anche un accordo, un protocollo di intesa con le Regioni, tra Governo e Regioni e le Province autonome, le Province, i Comuni, quindi noi abbiamo messo assieme, voluto realizzare e cogliere questa opportunità di finanziamento messo a disposizione da parte dello Stato, finanziamento che a noi, secondo il nostro progetto che è allegato all’atto deliberativo, può dare una risposta a 15 bambini, cioè a 15 famiglie.

Questo è un servizio non a tempo pieno, sono 5 ore, non comprende questo servizio la messa, il riposino pomeridiano e però è rivolto alle famiglie, alle figure, alle donne che fanno il part - time e cioè dalle 7 e mezzo a mezzogiorno e mezzo e questo è un elemento importante che poi si può collegare, ma lo vedremo in un momento successivo o anche in un’altra occasione, ma lo posso anticipare già da adesso, c’è un discorso di integrazione con il servizio pomeridiano dello spazio giochi che coinvolge le famiglie, queste maestre verrebbero anche coinvolte perché ci sono due maestre che vengono assunte per dare la risposta.

Siamo all’interno di quella che è la norma prevista dalla Regione, sono maestre che sono già state assunte, c’è stato tutto un passaggio fatto di corsa per non rimanere fuori ai finanziamenti per poterci attivare e arrivare e iniziare l’anno scolastico in tempo utile.

Quindi è stata fatta la delibera di Giunta, è andata in Commissione, viene in Consiglio Comunale e nel frattempo noi abbiamo provveduto con atto dirigenziale a bandire una selezione per le maestre per l’assunzione delle maestre, di due maestre e per poi anche rendere adotta la cittadinanza di questo nuovo servizio che interessa quando saremo a regime, 15 bambini.

Volevo anche dire che c’è un altro aspetto che va sottolineato e mi pare che sia importante: con queste figure noi andremo anche a prospettare un nuovo servizio per i bambini che vanno dai 15 ai 24 mesi e è utilizzare queste figure, queste persone e comincerà a gennaio questo servizio. Quindi vedete che riorganizzando la struttura all’interno dell’asilo nido Buonarroti, perché si va a insincere all’interno di questo asilo, a dare risposta a 25 bambini i bambini dai 2 ai 3 anni e dai 15 ai 24 mesi.

Non l’abbiamo utilizzata solo noi questa opportunità, l’hanno utilizzata anche le suole della Fism, mi pare che sia un aspetto importante che proprio è una risposta alla maternità, alla donna, alla società e alla famiglia che mi pare che sia questa una cosa che andava detta.

Poi noi andiamo a verificare quelle che sono le tariffe che sono state applicate e vanno a inserirsi all’interno del Regolamento e vanno a inserire un qualcosa che è un servizio nuovo e per questo abbiamo dovuto integrare la delibera del 29 marzo del 2007.

La sezione Primavera, sono tre le fasce, si parte da una retta di 67,58 euro la più bassa che fa riferimento a un reddito Pro capite di 4131,66 euro per arrivare alla seconda fascia sono 81 euro, nella fascia da 4131,67 a 5691,03 pro capite per arrivare al massimo e sono le fasce che fanno riferimento a un reddito di 5681,03 anni pro capite e sono 101,52 euro.

Dico che è un servizio importante che non è costoso, se bisogna paragonare, è qualcosa che si mette a disposizione come struttura pubblica e non solo pubblica a quello che potrebbe costare per una famiglia che opera e lavora, i 101 mila che è la fascia massima. Poi c’è un discorso di carattere educativo che non è 58 secondario e c’è questo collegamento, questo inserimento in una struttura anche dello spazio giochi come si diceva poco fa.

Sono elementi che vanno a mettere a regime, questi, parlo almeno per quanto riguarda il Buonarroti per quanto riguarda la struttura pubblica in questo caso, mettere a regime la struttura stessa. Noi dobbiamo porci sul mercato e da oggi in avanti dobbiamo pensare che sarà questa la logica alla quale andiamo incontro, c’è la concorrenziale che vanno sì le donne a spendere dove vorranno, così le famiglie vanno a spendere il loro assegno, il loro contributo dove vorranno.

Quindi la struttura pubblica deve essere all’altezza, competitiva con le strutture che stanno sul mercato che vengono offerte alla famiglia e alla donna che lavora. Ecco questo è l’elemento che fa da contorno alle tariffe che sono state evidenziate e sono state elencate. Mi pare che se c’è qualcosa altro, si può chiedere.

Intervento n. 185
Pagine 60–61
Punto 7

Integrazione e deliberazione di Consiglio Comunale n. 40: criteri per la determinazione delle tariffe e contribuzione dei servizi a domanda individuale e relativi tassi di copertura per l’anno 2007”;

Assessore

Leggi intervento

Sono molto breve. Diciamo che noi abbiamo fatto un conteggio rispetto a quelle che sono le ipotesi che sono state avanzate da parte del Ministero per il finanziamento, si va fino a un massimo di 30 mila euro, noi non abbiamo ancora una notizia precisa, abbiamo lavorato sulla fascia minore di ricorse messe a disposizione e su questo abbiamo calcolato le fasce di reddito e quindi anche le rette da applicare.

La nostra è un’attenzione particolare, abbiamo notizia che si sta arrivando attorno ai 25 mila euro, quindi saranno delle risorse ulteriori che andranno a essere utilizzate per il servizio di Prima Infanzia quindi dovremo anche ragionare come utilizzare queste risorse e quindi andare incontro alle esigenze delle famiglie che hanno un reddito più basso, mi pare che comunque queste siano, come è già stato detto rette molto contenute che danno risposte e soddisfazione alle famiglie e vedremo anche di migliorare.

Per quanto riguarda invece l’altro aspetto del rapporto tra le scuole pubbliche e le scuole paritarie, noi a fine giugno, abbiamo firmato la nuova convenzione con le scuole paritarie, siamo impegnati a reperire delle risorse che sono state dette qua dal Sindaco al Consiglio Comunale, in fase di approvazione del Bilancio quindi è questa ricerca di andare incontro a queste 15 scuole paritarie che svolgono una funzione pubblica e sono sussidiarie, vanno a surrogare quella che è la carenza diciamo del per cento, ma svolgono una funzione pubblica, quindi sotto questo profilo non ci piove.

60 Volevo solo dire una cosa: la nostra volontà di far presto e bene, fare i bandi per le assunzioni delle maestre, per i bambini per l’iscrizione, etc., il 10 settembre abbiamo iniziato regolarmente la Sezione Primavera, è cominciata l’emissione graduale dei bambini perché così si fa, abbiamo finora 10 domande avanzate e c’è una possibilità di arrivare fino al 31 gennaio del 2008 e abbiamo dato la possibilità di essere riconosciuti questi elementi e saranno senz’altro apprezzati.

Come dicevo prima, già anche le maestre sono in servizio, hanno già preso servizio, quindi c’è già questo inserimento graduale di bambini. Ho notizia che anche le scuole paritarie e le Sezioni Primavera già anche loro si sono attivate, quelle che hanno presentato il progetto, si sono attivate e stanno camminando.

Ripeto quello che ho detto prima, lo spazio giochi è un altro elemento importante che l’Amministrazione si porta appresso da esperienze che vengono dal passato e che è giusto riproporre perché coinvolgono i bambini, il corpo insegnante, le famiglie, quello è importante, il triangolo che noi dobbiamo avere sempre presente.

E poi riprenderemo il discorso quando parleremo dei 10 posti per i bambini che vanno dai 15 ai 24 mesi che inizieremo facendo, d’accordo con il sindacato, riutilizzando il personale che abbiamo, dall’inizio dell’anno, potremo avere altri 10 posti, quindi andremo attorno ai 25 bambini da famiglie e quindi andremo forse anche a assottigliare molto la lista di attesa. Mi pare di aver detto quello che dovevo dire, la proposta è fatta al Consiglio e il Consiglio deve votare. Grazie.

24 luglio 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 79
Pagina 18

Consiglio Comunale del 2007-07-24

Assessore

Leggi intervento

Noi arriviamo a votare oggi, a completare la convenzione con le scuole materne paritarie, dando vita alla Commissione Paritetica, così come è previsto dalla delibera adottata il 31 maggio del 2007. Volevo ricordare che sono 7 i componenti, di cui 3 designati dal Consiglio comunale, ma, 2 - 3 righe leggo, per quello ho insistito nel volerla portare, per sottolineare l’importanza di questa Commissione Paritetica.

Dice: “Ha il compito di approvare termini e modalità di presentazione e rendicontazione dei progetti di cui alle lettere, etc., della Commissione stessa decidere sull’accoglimento di tali progetti e sull’ammissibilità degli stessi a contributo, esaminare i bilanci consuntivi e di previsione delle scuole e verificare i rendiconti presentati da ciascuna scuola sull’utilizzo delle quote assegnate per l’anno precedente, verificare l’applicazione della presente convenzione a formulare eventuali proposte di modifica, relazionare annualmente se richiesto alla Giunta comunale e definire le proposte di riparto del saldo del contributo ordinario”.

Vale per tre anni scolastici, dal 2006 - 2007 al 2008 - 2009. Io ho finito sono stato succinto al massimo. Grazie.

31 maggio 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 28
Pagine 11–12
Punto 1

Approvazione Convenzione F.I.S.M. per gli anni scolastici 2006/2007, 2007/2008, 2008/2009;

Assessore

Leggi intervento

Volevo fosse chiamata la dottoressa Corniani. Io posso cominciare parlando di questo importante atto che sancisce il rinnovo di una convenzione tra Amministrazione Comunale e F.I.S.M. le scuole Materne Paritarie e scaduto da parecchi mesi, non è che ci si sia accorti adesso della questione, della cosa, è da fine febbraio che si sta ragionando, convenendo, contrattando, verificando le cose che debbono essere inserite, se accettarle o meno.

C’è stato un rapporto dialettico tra Amministrazione Comunale e la F.I.S.M. alla fine poi è prevalso, diciamo l’interesse generale di tutti e credo che questo sia un aspetto positivo, si è convenuto di chiudere questa partita, io ho voluto anche a suo tempo, andando a parlarne in Giunta e in Commissione consiliare, portarmi appresso la mail che ho chiesto al Presidente Zanforlin di inviarmi e dice: “Desidero darmi il mio okay, il teste della Convenzione tra il Comune di Rovigo e le 15 scuole dell’infanzia paritarie operanti nel territorio Comunale”.

Questo mi pare che sia un aspetto importante: io voglio dire e c’è scritto proprio nella relazione che questo accordo, questa convenzione convenuta tra le parti, raccoglie moltissimo raccoglie l’intero protocollo di intesa tra l’Anci regionale e la F.I.S.M. regionale ancora, quindi pare che sia un aspetto non di secondaria importanza. Poi io voglio entrare a fare alcune considerazioni.

Dobbiamo sapere, e lo sappiamo tutti, comunque che queste scuole che sopperiscono alle assenze, alle carenze del momento pubblico, erogano un servizio pubblico, seppure gestito all’interno di una struttura che è privata e la convenzione contiene al suo interno, quelli che sono gli elementi di percorso che le scuole paritarie debbono così percorrere fino in fondo, scusate il bisticcio di parole. Io credo sia da sottolineare tutta una serie di elementi positivi.

Lo considero proprio per questo aspetto un passo importante, lo considero un servizio che andiamo ad erogare ancora e naturalmente alla famiglia alla donna che lavora, andiamo così a riconoscere una funzione sociale non di secondaria importanza. Io credo che sia giusto, sottolineare questi aspetti l’infanzia, la donna che lavora e la famiglia.

Questo concetto lo riprenderemo ancora all’interno delle delibere che verranno portate alla vostra attenzione più avanti con la nomina dei Comitati di gestione e non solo anche per altre motivazioni saranno chiamati a parlarne ulteriormente, perché non finisce qui il rapporto che deve esistere, tra la società, l’Amministrazione pubblica e la donna che lavora che ha diritto di lavorare, che deve contribuire alle risorse per vivere dignitosamente e tenere conto di quali sono gli elementi di difficoltà che una famiglia deve affrontare e perché è giusto che la donna sia liberata da alcuni vincoli che ancora non sono questi aspetti raggiunti totalmente.

E noi dobbiamo percorrere questa strada fino in fondo e volevo sottolineare alcune cose. Prima di tutto c’è un aspetto che mi preme sottolineare e è l’approvazione unanime della Commissione che è stata chiamata a approvare questa convenzione.

Abbiamo voluto inserire all’interno della stessa un contributo, diciamo, un acconto del contributo pari al 70 per cento, all’inizio prima dell’anno scolastico per dare la possibilità alle scuole di attivarsi, di attrezzarsi, di programmarsi e questo mi pare che sia un aspetto importante. All’interno di questo 70 per cento di acconto che parte prima dell’inizio dell’anno, si colloca una parte importante che è il 20 per cento di quota fissa uguale per tutte le scuole.

Un 30 per cento in base al numero delle sezioni e poi c’è una parte importante che è relativa al personale laico e religioso, impiegato, docente e ausiliario.

Noi su questi aspetti, per quanto riguarda le risorse da destinare a queste figure, abbiamo convenuto con la F.I.S.M. di andare 11 a questa quota del 10 per cento del totale, superando di fatto quella che era stata la proposta fatta dalla F.I.S.M. e vi abbiamo convenuto poi alla fine che era giusto tenere presente il ruolo fondamentale di queste figure, del Personale docente e non.

C’è poi un altro aspetto che è stato richiamato ancora in Consiglio Comunale che io voglio riproporre qui con questa convenzione e è il 20 per cento delle risorse in fase di acconto alle scuole periferiche che sono quelle che hanno più difficoltà delle altre a organizzarsi, a dare delle risposte.

Mi pare che questi elementi che sono contenuti all’interno di una scaletta, così che ha preparato l’ufficio ma che sento io, perché ne abbiamo parlato e approfondite, le ha poi condivise anche il rappresentante della F.I.S.M. io credo che poi sia importante all’interno della parte del saldo, del 30 per cento che si va a erogare a fine gestione, sia importante valutare un elemento che abbiamo tentato di spostare in avanti degli obiettivi che poi rientrano all’interno poi di quel documento che citavo, firmato a livello regionale dall’Anci e dalla F.I.S.M. stessa e che c’è una parte delle risorse che è il 6 per cento ma è scritto nell’atto deliberativo di Animazione estiva in concorso con il Comune di Rovigo e poi i progetti di rinnovazione al contenuto didattico, strutturale e organizzativo, ecco che anche questo è un altro elemento che caratterizza, diciamo questa scuola della prima infanzia.

Ecco e c’è poi un altro elemento che non deve sfuggirci e è il contenuto per quanto riguarda l’integrazione degli alunni, portatori di handicap, purtroppo abbiamo anche questa situazione e noi dobbiamo tenerne conto e lo sottolineo in maniera estremamente favorevole. E c’è poi anche un altro contributo del 6 per cento per percorsi di aggiornamento e formazione del Personale scolastico e mi pare anche questo che sia un altro elemento di non secondaria importanza.

Poi c’è una parte finale, diciamo, dell’atto deliberativo, c’è un’attenzione per le scuole, per l’attivazione dei servizi di primavera, all’interno delle stesse scuole dell’infanzia che possono validamente trovare uno specifico contributo in quanto progetti di innovazione a contenuto didattico, strutturale e organizzativo.

C’è poi un altro fatto ancora importante, già succede questo rapporto con l’U.L.S.S. che deve fissare le tabelle dietetiche per i bambini che va verificato ogni tre settimane, mi pare..., ogni quattro settimane viene rinnovato, verificato e controllato. Questo è un altro elemento di garanzia, di garanzia che vale per le scuole stesse, per il Comune e soprattutto per i fruitori che sono i bambini.

A me piace proprio sottolineare questi aspetti, io ho chiesto di invertire e non voglio tediarvi più di tanto, perché mi pare che poi ci possa essere un contributo, Presidente se lo può fare, lo possono fare tutti coloro vogliono, ma all’interno della Commissione, si è sviluppato, si sono fatte delle osservazioni, delle richieste, sono state esaustive a mio modo di vedere, ma l’ho chiesto perché c’è di mezzo tutta un’organizzazione di queste scuole, anche in funzione dell’estate che sta avanzando, siamo in ritardo di 4 - 5 mesi e quindi bisogna dare subito questa risposta.

Accanto a queste poi ci sono le nomine da fare nell’ambito delle scuole materne statali per la parte relativa ai comitati di gestione degli asili delle scuole materne, asili nido pubblici. Anche questi sono scaduti, noi abbiamo l'obbligo di rinominare queste Commissioni perché ci pare debba essere fatto e è giusto che sia così. Io mi fermo e vi ringrazio.

Intervento n. 40
Pagina 16
Punto 1

Approvazione Convenzione F.I.S.M. per gli anni scolastici 2006/2007, 2007/2008, 2008/2009;

Assessore

Leggi intervento

Io volevo dire poche parole, prima di tutto partire dal punto 3) dell’atto deliberativo, è stato volutamente inserito per mantenere quell’impegno qui affermato in Aula consiliare dal Sindaco a nome dell’Amministrazione. E c’è poi un altro elemento, portatori di handicap, immigrati e quant’altro che sono stati sollevati dal Consigliere Stocco.

Per quanto riguarda gli immigrati, dice che se non c’è un mediatore culturale non serve a niente, ma proprio per questo abbiamo cercato di incentivare la voglia di progettare e di mettere all’interno di un progetto anche questi fattori che sono valutati anche in termini economici di sforzo di presentazione.

Non si dà in maniera differenziata il contributo, alla fine quello che potrà rimanere, ma all’inizio per fotografare le situazioni c’è questa attenzione, quindi l’immigrato non è lasciato là a se stante, c’è qualcosa che si accompagna con un progetto e mi pare che sia importante questo aspetto, così come i portatori di handicap. E poi c’è un’altra parte che mi interessava anche sottolineare e è quella del contributo regionale.

La Regione ha già erogato il 2006, ha deliberato in questi giorni il contributo 2007, noi come Comune cosa facciamo, qual è la nostra funzione? È quella di intervenire per abbattere il costo delle rette degli asili nido e dobbiamo però nobilitarlo con quella convenzione che è stato detto poco fa con gli obiettivi che sono quelli ricordati e non torno qui a ripetere.

Io credo che sia giusto, dire anche un'altra cosa: all’interno dell’atto deliberativo è stata richiamata la Commissione Paritetica, nel prossimo Consiglio Comunale, noi dovremo portare, porteremo la delibera che prevede la costituzione della Commissione Paritetica. È importante che questa Commissione funzioni, che ci sia la presenza del Consiglio Comunale e che non deve entrare nel merito, deve verificare solamente se viene rispettata la convenzione, questa è la funzione di questa Commissione.

Volevo dirvi un’altra cosa: ci torneremo - ripeto - a parlare dell’infanzia e io credo che sia giusto parlarne quella parte più delicata, importante, preziosa, pregiata della nostra società e questo va sottolineato, questa nostra società, così fragile disattenta, diciamo, al lavoro della donna e all’infanzia, questa società a volte, permettetemi lo dico, perché proprio in questi giorni, abbiamo sofferto tutti, assassina che vede uccidere la donna che va a lavorare, la donna che porta in grembo una creatura e è su come una punta di iceberg il malessere di questa società.

Io volevo chiudere per non aprire nessun dibattito, ma mi pare giusto questa attenzione che andiamo a esprimere attraverso queste iniziative e attraverso le iniziative che dobbiamo affrontare e portare avanti.

Intervento n. 46
Pagina 18
Punto 2

Nomina del Comitato di gestione dell’asilo nido Buonarroti;

Assessore

Leggi intervento

Si, faccio prestissimo, voglio dire che è composito il Comitato di gestione c’è la presenza del Sindacato, la presenza dei genitori dei bambini frequentanti l’asilo nido e i rappresentanti del Personale educativo, i rappresentanti delle Associazioni sociali e poi ci sono i rappresentanti del Comuni. Sono tre i Consiglieri da nominare, due di maggioranza e uno di opposizione, il voto è da esprimersi con un voto singolo, quindi una preferenza solamente.

Questo vale per l’asilo nido Buonarroti, Bramante, mentre per Sant’Antonio sarà solo un nome che verrà votato perché è molto più ristretto come dimensioni. Io ho finito, se il Segretario vuole aggiungere qualcosa.

Intervento n. 51
Pagina 20
Punto 4

Nomina del Comitato di gestione dell’asilo nido integrato S. Antonio;

Assessore

Leggi intervento

Volevo ringraziare gli uffici che hanno collaborato, volevo ringraziare la dottoressa Granata, volevo ringraziare gli uffici la dottoressa Corniani, il dottor Volinia, la dottoressa Granata della F.I.S.M. che adesso in Africa per una scuola di volontariato, ringrazio tutto il Consiglio e la Commissione. Ho chiuso.

8 marzo 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 39
Pagina 12
Punto 3

Art. 11 L.R. n. 10/96. Riserva alloggi per situazioni di emergenza abitativa anno 2007. Riserva a favore F.O

Assessore

Leggi intervento

Si tratta di applicare l’articolo 11 della Legge 10 del 1996, che disciplina l’assegnazione per la fissazione dei canoni degli alloggi e di edilizia residenziale pubblica.

Dice la relazione che accompagna l’atto deliberativo che viene riproposta annualmente, che considerato che l’articolo 11 della predetta Legge Regionale, prescrive a favore dei Comuni la facoltà di riservare una quota annua pari al 15 per cento degli alloggi da assegnare annualmente per far fronte sia a specifiche e documentate situazioni di emergenza abitative, quali pubbliche calamità, sfratti esecutivi, sgombero di unità abitative da recuperare e sia per provvedere a particolari categorie sociali con priorità come richiesto dalla Commissione Consultiva Alloggi agli inquilini comunali occupanti alloggi parcheggi in grave situazione di disagio economico e i destinatari di sostegno economico da parte dei Servizi Sociali per il pagamento del canone di locazione.

Ecco questa è una parte della relazione che poi viene riproposta all’interno dell’atto deliberativo e prosegue dicendo: “Osservato che l’articolo 11 comma primo Legge Regionale n. 10/96 dà facoltà ai Comuni ad alta tensione abitativa di elevare previa autorizzazione della Giunta Regionale la sopraindicata quota al 25 per cento”.

“E visto che la Legge 61 dell’89 recante misure urgenti per fronteggiare l’eccezionale carenza di disponibilità abitative, è considerato che Comune di Rovigo risulta inserito nell’elenco dei Comuni ad alta pressione abitativa, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, n. 40 del 18 febbraio del 2004. Ritenuto stante il perdurare della situazione di emergenza abitativa, di elevare previa autorizzazione della Giunta Regionale a 25 per cento la quota annua da assegnare per i sopraindicati casi di emergenza abitativa”.

E c’è poi anche un altro passaggio che è importante. “Avuto presente che l’articolo 1 della Legge Regionale n. 8, del 25 febbraio del 2005 che modifica l’articolo 11 quarto comma della Legge Regionale 10/96 dispone di riservare per le assegnazioni annuali a favore delle Forze dell’Ordine un'aliquota pari al 10 per cento”.

Quindi l’atto deliberativo, considera l’emergenza abitativa, c’è una richiesta che viene fatta di portare oltre il 15 per cento la quota da assegnare al Comune per arrivare al 25 per cento degli alloggi consegnati dall’ATER annualmente, perché abbiamo una situazione di emergenza abitativa. E poi c’è l’altro argomento che ho appena finito di leggere l’altro elemento che interviene ed è previsto per Legge anche questo, di riservare una quota parte degli alloggi del 10 per cento alle Forze dell’Ordine.

Questa è la delibera che annualmente si propone in Consiglio comunale è passata in Commissione, la Commissione ha espresso parere favorevole all’unanimità. Grazie.

Intervento n. 43
Pagina 13
Punto 3

Art. 11 L.R. n. 10/96. Riserva alloggi per situazioni di emergenza abitativa anno 2007. Riserva a favore F.O

Assessore

Leggi intervento

Noi in questo momento applichiamo la Legge, questo 15 per cento estensibile previo parere della Regione al 25 per cento per questa emergenza abitativa, non è che andiamo a prefigurare delle categorie e questo è il quantum che è previsto dalla Legge così come è previsto il discorso del 10 per cento delle Forze dell’Ordine. E all’interno poi dei momenti di graduatoria o altro che si prefigurano queste figure a cui lei faceva riferimento.

Intanto noi avanziamo questa richiesta, aspettiamo la risposta della Regione e della Giunta Regionale per aumentarla dal 15 al 25 proprio per via dell’emergenza abitativa e alla fine c’è una graduatoria che va applicata e che comunque comprende già degli elementi che camminano in quel senso, cui diceva lei poco fa.

Intervento n. 48
Pagina 13
Punto 3

Art. 11 L.R. n. 10/96. Riserva alloggi per situazioni di emergenza abitativa anno 2007. Riserva a favore F.O

Assessore

Leggi intervento

Lo faccio volentieri, però già adesso posso dire che quando si formulano le graduatorie c’è ed è previsto un’attribuzione di punteggi specifici, ma comunque mi riservo di rispondere in maniera più dettagliata, grazie.

Intervento n. 51
Pagine 14–16
Punto 4

Cooperative sociali di tipo B (L.381/1991) e loro consorzi: atto di indirizzo

Assessore

Leggi intervento

Io volevo partire, inquadrare questo atto di indirizzi della cooperazione sociale di tipo B, partendo da quello che accade quotidianamente nell’ambito degli Uffici dei Servizi Sociali, lo dico però facendo una considerazione specifica per prendere un attimo quella che è la situazione più ampia e che non riguarda solo i Servizi Sociali che riguarda l’interezza della vita amministrativa l’attenzione che deve essere rivolta a una certa categoria, sempre che sono elementi che intervengono quotidianamente.

Volevo dire che appunto che ieri, proprio ieri è venuto da me un signore, attorno ai 40 anni, 4 figli che ha perso il posto di lavoro, di una dignità unica, mi chiedeva l’assistenza, chiedeva lavoro. Queste cose si propongono quotidianamente, noi assistiamo sempre di più alla richiesta non di assistenza, ma di lavoro. Quello che mi ha colpito è stata la dignità con la quale si è proposto, quasi non volesse dire per pudore.

Ecco allora ogni giorno quando parlo con la gente che chiede appuntamento, si propone sempre di più questa situazione e cioè richiesta di lavoro.

Allora noi come amministrazione, come Assessorato abbiamo pensato di tentare di dare una risposta alla domanda che proviene, diciamo, da questa situazione, di questo paese, di questa comunità, dove la povertà è in aumento, si assiste sempre di più all’esclusione dal processo produttivo, le famiglie si trovano senza risorse a affrontare i problemi del quotidiano, l’affitto, il mutuo, i figli, sono cose che colpiscono.

Noi non possiamo più continuare come Amministrazione pubblica a dire che non siamo competenti in materia di collocamento di queste figure.

Si tratta di parlare anche di quelle situazioni che si vengono e si presentano nel quotidiano, si tratta di affrontare un altro problema che è legato così al momento sociale, ancora più vero, di coloro i quali hanno avuto un percorso e chi esce o sta uscendo dall’aver scontato una pena di quello che ha commesso, coloro i quali stanno uscendo da un percorso della droga, un riscatto dalla droga, un riscatto dall’alcolismo e cioè tutte queste figure di disagio che si presentano quotidianamente al Comune e ai Servizi Sociali.

Voi sapete che come Amministrazione pubblica, come Comune, come servizi di base, si continuano a erogare dei contributi, contributi che sono sostanziosi nell’arco di un anno e che appunto incidono pesantemente ma che comunque vengono erogati questi contributi, sono contributi che non sono finalizzati o solo in parte si tratta di sostenere delle emergenze in qualche occasione, queste emergenze possono essere superate e però rimane sempre il discorso di quelle categorie dei deboli che non trovano risposta nell’ambito del Mondo del Lavoro.

Quindi noi dobbiamo farci una domanda e dire che cosa possiamo fare come Comune di fronte a una situazione di emergenza di questo tipo, continuare a investire risorse, a utilizzare risorse per far fronte a queste situazioni che si ripresentano oppure vedere di finalizzare queste risorse, di fare delle scelte come Amministrazione comunale, di vedere se è possibile aprire un ragionamento, un discorso, attorno a questo pianeta della immaginazione e non sempre della immaginazione e comunque un pianeta di difficoltà.

Sapete meglio di me che l’inserimento lavorativo è difficile per queste figure, quando si presenta qualcuno a chiedere lavoro si chiede sempre che cosa è stato, che cosa ha fatto, sono elementi che si inseriscono di prepotenza all’interno di questa richiesta e si sa come di solito va a finire.

Allora ho chiesto alla Giunta, chiedo al Consiglio comunale di tentare di percorrere una strada, una strada nuova che non è facile, è difficile, è in salita, è una scommessa, questo è un progetto che è ambizioso e bisogna tentare di percorrere questa strada per dare delle risposte che si incamminano, si inquadrano all’interno di un percorso lavorativo che non è come la borsa del lavoro che poi finisce, ma di inserimento all’interno di una cooperativa per dare possibilità all’individuo di trovare 14 un momento di realizzazione, di risorse e di percorso diverso e alternativo a quello vissuto fino a poco tempo prima.

Allora io voglio fare un’altra considerazione, non siamo chiamati sono oggi a parlare di questo problema. Volevo dire che il Comune deve fare delle scelte che sono atti di indirizzo, noi stabiliamo degli atti di indirizzo contenuti nella delibera che voi avete potuto leggere che è stata vista all’interno della Commissione Seconda.

Spostando un attimo il vostro ragionamento da quello che sono gli atti che può compiere il Consiglio comunale, scegliendo questi indirizzi, possiamo dire che ci siamo anche attivati nei confronti del Mondo della Cooperazione nel senso più ampio, i contatti con le Associazioni industriali, i contatti con le cooperative, con il centro dei Servizi, per vedere se c’era una sensibilità, una disponibilità a ragionare o a verificare questi intenti.

Ritornando al nostro problema, al nostro atto deliberativo odierno, si tratta di percorrere anche lì per nostro conto questa parte di percorso per poi ecco di raccordarci ulteriormente con questo Mondo che ci sta attorno. Ora volevo dire che c’è proprio qui all’interno di questo atto deliberativo, una volontà forte di dare delle risposte a questa fetta di questa nostra società.

È ripeto una scommessa, è un tentativo di uscire dall’assistenzialismo puro e semplice per tentare di incanalare, di dare delle risposte diverse. Allora voglio anche dire un’altra cosa, noi tentiamo di allargare il nostro orizzonte di questi nostri intendi e di queste nostre volontà, interessando anche altri Comuni che potrebbero fare lo stesso percorso e allora al Tavolo dei Sindaci dei Piani di Zona, si potrebbe benissimo fare un ragionamento anche di questo.

Anzi è giusto farlo, perché non può essere un esperimento, un qualcosa, una volontà che viene riservata solo a un Comune. Volevo dire che l’atto deliberativo, si rifà alle normative europee in materia, si rifà alla Legge regionale, si rifà anche alla Circolare del Presidente della Regione.

Volevo leggere solo lo schema di delibera perché do per scontato che si sia già letto il tutto, dice la delibera di promuovere il ricorso alle cooperative sociali di tipo B e loro consorzi, iscritti all’Albo regionale, quale strumento volto a favorire la formazione umana e l’integrazione sociale delle persone svantaggiare nell’interesse generale della comunità utilizzando l’affidamento diretto con stipula di convenzioni per le forniture di beni e servizi diversi da quelli socio - sanitari e educativi, il cui importo è stimato al netto dell’IVA, sia inferiore agli importi stabiliti dalle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici.

Per le forniture il cui importo stimato al netto dell’IVA, sia pari o superiore agli importi stabiliti dalle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici la possibilità di inserire nei bandi di gara di appalto o nei capitolati d’onere tra le condizioni di esecuzione l'obbligo di eseguire il contratto con l’impiego di persone svantaggiate e con l’adozione di specifici programmi di recupero e di inserimento lavorativo. Questo è l’altro elemento importante.

Il secondo punto dice: “Di stabilire che per l’affidamento diretto alle cooperative sociali di tipo B e loro consorzi si tenga conto anche delle seguenti caratteristiche: l’alta incidenza di forza lavoro impiegata, le mansioni o caratteristiche da lavoro adatte a alcune tipologie di persone svantaggiate anche sotto il profilo della possibilità, della qualificazione o riqualificazione professionale”. C): “L’esperienza nell’esecuzione delle prestazioni oggetto della convenzione”.

D): “Capacità amministrativa e organizzativa per gli adempimenti contabili logistici, di turn over del Personale ove sia affidata la fornitura che richiede prestazioni continue o di reperibilità, dotazione di mezzi e strumenti per lo spostamento di persone e cose”.

E): “Di stabilire che nei casi di affidamento diretto a cooperative sociali di tipo B e loro consorzi si applichi il limite di spesa come definito dalle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici in deroga alla disciplina in materia di contratti per la pubblica Amministrazione e alla vigente regolamentazione in materia dell’Ente”. Questi sono gli elementi che intervengono all’interno di questa delibera di indirizzi, di fatto, che io sottopongo all’attenzione del Consiglio comunale.

Volevo anche aggiungere che in Commissione consiliare, come avete visto dagli atti depositati, l’atto deliberativo è transitato e c’è stato un voto di approvazione con una parte di astensione della Commissione perché verrà affrontato un tema che penso venga riproposto oggi in Aula e quindi siamo a disposizione per questi elementi che sono 15 stati sollevati durante il dibattito che sono qua tutti presenti. Siamo qua per dare delle risposte, c’è l’aspetto tecnico amministrativo che verrà evidenziato e trattato.

Intervento n. 92
Pagina 24
Punto 4

Cooperative sociali di tipo B (L.381/1991) e loro consorzi: atto di indirizzo

Assessore

Leggi intervento

Non è una replica sono delle considerazioni che faccio e che poco fa tentando di illustrare la delibera che c’era questa particolare situazione dovuta all’ingresso dei dipendenti, ma anche a una disattenzione dell’Aula, forse si collegavano strettamente, io avevo tentato di dire che questa è una scommessa, chiudo proprio nel dire che noi siamo chiamati a percorrere questa strada che è innovativa rispetto al passato per tentare di spostarci da quello che è la forma di assistenzialismo che è fine a se stessa e tentiamo di dare delle risposte a queste figure che sono state elencate poche fa anche dal dottor Casonato.

Sono questi gli elementi questa è una sfida alla quale siamo chiamati a rispondere come Amministrazione comunale, non solo come Servizi Sociali, ma come Amministrazione comunale nel suo insieme, nella sua interezza, dobbiamo tenerlo presente, queste sono linee di indirizzo e poi dovremo trovare anche la maniera di trovare i passaggi e percorsi che saranno necessari per fare il successivo passo che è importante questo atteggiamento anche se rimaniamo - e era giusto farlo - all’interno di queste linee di indirizzo, alla Giunta, all’Amministrazione al Consiglio comunale, intravedere quali sono i percorsi, quali i servizi, cioè attivarci in questo senso.

Intanto noi abbiamo fissato questi indirizzi che sono estremamente importanti, questa è la novità è una scommessa, non è facile, bisogna fare di necessità virtù e fare l’unione fa la forza. Io volevo solo fare queste considerazioni brevissime.

21 febbraio 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 41
Pagine 11–12
Punto 4

Interrogazioni e interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Tra pochi giorni, anche perché la prossima settimana in Giunta si discuterà del rinnovo della convenzione con le Scuole Materne Paritarie, avremo l’occasione di approfondire la questione e subito dopo è previsto anche un incremento di risorse in questo senso che sono accompagnate a un innalzamento di obiettivi, diciamo, che guardano un po’ avanti della gestione, chiamiamola, “ordinaria”.

E comunque subito dopo la Giunta in Commissione si porterà tutto il progetto, il pacchetto della nuova convenzione, previo il passaggio con il Presidente della Federazione delle Scuole Materne Paritarie. Avremo quindi occasione di approfondire, però c’è già un’attenzione di carattere generale nei confronti di queste scuole che surrogano in moltissime situazioni la assenza, la carenza dell’Amministrazione Pubblica. Quindi è un’attenzione che abbiamo presente, diciamo che viene anche tradotta in termini economici.

Allora: Giunta, incontro con il Presidente della Associazione e poi ogni Consigliere aveva la possibilità di vedere da vicino queste problematiche. Non c’è solo quella scuola lì che ha questo problema, è per questo che ho cercato di accelerare il più possibile la pratica, rivedendo tutto il Regolamento, le modalità di pagamento, l’incremento anche delle risorse da destinare a queste scuole.

Quindi si tratta di passare per passaggi che ho detto poco fa, per poi approdare in 11 Commissione e vedere se queste cose indicate sono chiare e sufficienti. Certo che il rapporto, l’attenzione anche del singolo caso non manca, se c’è bisogno io sono già stato informato, ma se la situazione dovesse avere un’accelerazione in termini negativa, è giusto e opportuno che la cosa si conosca, vediamo in quel contesto, come poter agire e come muoverci.

Comunque rientra all’interno di quel pacchetto che dicevo poco fa, del rinnovo anche delle Commissioni Paritetiche delle gestioni delle scuole, degli asili nido, perché questo è importante. Anche la presenza del Consigliere comunale, che avrei indicato a lavorare all’interno della Commissione stessa, è importante, perché può trasmettere, verificare e toccare con mano e trasmettere all’Amministrazione e al Consiglio Comunale le situazioni di difficoltà.

Quindi si accompagna il rinnovo della convenzione con la messa in piedi della Commissione Paritetica. Mi pare che questa sia la strada che si è intrapresa e vogliamo percorrerla anche in fretta.

Intervento n. 90
Pagine 22–23
Punto 1

Servizi di assistenza domiciliare - scelta modalità di gestione;

Assessore

Leggi intervento

Devo dire alcune cose per quanto riguarda l’oggetto n. 1 sull’assistenza domiciliare e modalità gestionali. Inquadrare meglio il problema dei servizi di assistenza domiciliare è il ruolo che Rovigo ha voluto in questo settore e in questo campo dobbiamo fare un passo indietro di più di 30 anni, 35.

Dico questo perché questo servizio è nato proprio dalla sensibilità degli amministratori, dei Consiglieri comunali di allora, di occuparsi di un settore che così non era trattato in maniera adeguata, non era seguito. E all’inizio degli anni Settanta si diede vita a questa prima forma di assistenza domiciliare. Cosa voglio dire con questo?

Voglio dire che la sensibilità dell’Amministrazione Comunale che opera sul territorio, che è accanto ai suoi cittadini è legittimata a seguire nella fase terminale della vita questi suoi amministrati. C’è stata questa sensibilità che è cresciuta è stata così nel tempo, si è evoluta, nel frattempo sono intervenute normative di carattere legislativo nazionale e regionale e quindi da questo primo passo si arriva ai nostri giorni con incremento di attenzione, di risorse, di servizi rivolti a questa terza età.

Credo sia giusto fare questo riferimento nel momento stesso nel quale noi andiamo a richiedere, come Consiglio Comunale, di ritornare in gestione diretta del servizio, lo facciamo perché abbiamo tutte le caratteristiche per farle, sono quelle che ho ricordato poco fa e quindi affrontiamo in questo modo, in questa maniera, fermandoci solo a questo servizio, così formulato, ma io credo che sia giusto ed è un ragionamento che è stato fatto anche in Seconda Commissione, sia giusto guardare più da vicino questa attenzione a cui facevo riferimento poco fa, pensando al ruolo dell’Amministrazione Comunale, del Consiglio Comunale nei confronti della terza età.

C’è bisogno di fare un ragionamento, abbiamo avuto occasione di parlarne anche in Consiglio Comunale quando abbiamo ricevuto il rappresentante dell’IRAS, di parlare di integrazione, di elementi che potevano supportare meglio e di più l’anziano e dare la possibilità - si è detto allora - di scegliere - ma non solo allora - tra in collocazione e scelta della residenza, o scelta sul territorio, cioè permettere all’anziano di rimanere a casa propria.

Per svolgere questa politica fino in fondo occorre una maniera di ragionare, di alzare l’attenzione e ragionare come Comune di Rovigo che si prospetta e si propone agli istituti di assistenza sociale.

Credo sia importante questo, ci siano delle convergenze, dello studio delle risorse umane e delle risorse economiche mettendo assieme, appunto, sinergia, mettendo assieme quello che è lo sforzo economico della Amministrazione Comunale, quello che può essere di individuare scelte e percorsi assieme all’IRAS e quindi dare la possibilità di dare a tutto tondo una risposta e sul territorio occorre una struttura protetta.

Mi pare che questo sia l’elemento che emerge subito in maniera prepotente, ma di più, voglio dire ancora che proprio per quella sensibilità che hanno gli Enti locali indipendentemente dalla loro collocazione politica, perché qui non si tratta di fare una scelta ideologica, si tratta di fare una scelta di opportunità di camminare, di guardare a questo nostro territorio, andare al di là del nostro territorio, co-interessare i Comuni - e questo sarà un passo successivo - che stanno attorno al Comune di Rovigo, così come hanno fatto quelli delle altre località della Provincia.

Mi pare che si sono consorziati, che hanno dato vita a questo mettere insieme di risorse umane e economiche. 22 Quindi ecco come si può prospettare il percorso che abbiamo immaginato, abbiamo pensato, abbiamo detto anche in Commissione consiliare, io credo che sia importante anche l’espressione che è stata assunta dalla Commissione Seconda e cioè all’unanimità è stato prefigurato questo percorso, questi contatti, questo mettere insieme risorse, energie umane e volontà politiche.

E quindi vedete bene che si tratta di mettere assieme non un dato omogeneo e politico di parte, ma un dato omogeneo di volontà di attenzione rispetto alle esigenze che vengono rappresentate da questa parte della nostra società. Mi pare poi, ma lo poteva anche dire meglio di me il Presidente della Commissione, però una cosa mi preme dire, poiché è stata detta in Commissione e la voglio riprendere e portare alla vostra attenzione. Qualcuno diceva come sarà questa gestione, quali saranno le linee di indirizzo.

Bene, le linee di indirizzo verranno certamente portate all’attenzione della Amministrazione Comunale perché sarà compito del dirigente formularle, portarle all’attenzione dell’Assessore il quale si farà carico di portarle in Giunta e poi intervenire all’interno della Seconda Commissione consiliare per raccogliere i suggerimenti, quindi delle forze rappresentanti dell’unitarietà del Consiglio Comunale.

Mi pare che questo sia un fatto positivo di coinvolgimento, di apertura e di democrazia e non di supponenza e di arroccamento e sarebbe sbagliato, perché è una politica che va condivisa questa, ognuno può portare delle ricchezze e aggiungere delle idee e produrre effetti positivi. Ecco, a noi sta a cuore proprio questo aspetto.

Vogliamo dire allora, lo dico ancora prima che si apra la discussione, che c’è questo impegno assunto, lo riconfermo qui in questa Aula, da parte della Giunta di portare all’attenzione della Commissione le scelte di modalità gestionale del servizio stesso, quindi perché ci sia un concorso, prima o poi di passare la palla definitivamente nelle mani del dirigente il quale formulerà gli atti conseguenti che ci dovranno portare alla gestione diretta che dovrebbe partire dal primo luglio.

Io ho voluto fare alcune considerazioni che si riallacciano, non fanno la storia fino in fondo e l’analisi dettagliata di come ci troviamo oggi, perché sfuggono da quello che è l’oggetto specifico che è quello appunto di scelte di modalità gestionali.

L’Amministrazione, il Consiglio Comunale, la Commissione con il parere unanime dice: “Sì, è giusto e opportuno fare questa scelta per le cose che sono state dette”, è stata una riunione ricca di spunti, di attenzioni che sono emerse da parte di tutti i commissari presenti all’interno della Seconda Commissione. Io ho voluto, ripeto, fare alcune dichiarazioni, ne faccio un’altra e poi chiudo. Ma cosa accadrà quando passeremo alla gestione diretta?

Io dico solo una cosa: noi le buone intenzioni le abbiamo tutte, ma potremo verificarle proprio nel momento stesso nel quale andremo ad elencare le modalità di gestione che saranno sottoposte all’attenzione anche della Commissione e però c’è una garanzia che è questa che cammin facendo, se dovessimo riscontrare che alcuni elementi sono da correggere, abbiamo la possibilità, la capacità e la forza di modificare in corso d’opera alcuni atteggiamenti per essere più vicini ai Consiglieri e sbagliare il meno possibile.

Perché guardate che lo dico già da adesso, come si sbaglia per qualsiasi tipo di gestione, si potrebbe sbagliare anche per questa nell’attuare queste volontà.

Allora dico che ci sarà la capacità e la volontà, poiché c’è una Commissione, c’è un Consiglio Comunale che può verificare, può toccare con mano quelle che possono essere le correzioni da apportare lungo questo percorso questa nuova esperienza che ritorna all’antico, che ritorna alle sue origini che nasce appunto dall’Ente locale che deve gestire e deve dare quelle risposte di cui abbisognano questi cittadini. Grazie.

Intervento n. 121
Pagine 35–36
Punto 1

Servizi di assistenza domiciliare - scelta modalità di gestione;

Assessore

Leggi intervento

Ci sono stati una serie di interventi che meritano attenzione perché c’è la volontà di guardare avanti, di guardare oltre e si è ragionato cercando di verificare le difficoltà, le problematiche che ci vengono incontro.

Voglio dire solo che nessuno ha mai parlato di gestione in economia, costo minore, noi stiamo parlando di una gestione che dovrà essere verificata e la verificheremo nell’ambito della formulazione di quelle linee guida che sono state tanto richiamate in quest’Aula e che sono state oggetto di attenzione della Commissione questi elementi non sono di secondaria importanza perché l’Amministrazione quando si pone a disposizione, una volta che ha sentito il dirigente, una volta che la Giunta ha dato il proprio apporto, c’è un passaggio in Commissione, c’è la volontà di ragionare e di ricercare delle soluzioni che possono essere ottimali, lo dico e lo ripeto, non ho nessun problema, queste cose non è che si possono verificare a priori.

Giustamente il Consigliere Guarnieri lo diceva, io posso giudicare quello che è passato, che cosa si può dire in questa fase? In questa fase si può dire che vogliamo percorrere, cioè porci quella strada che abbiamo cercato di individuare. E a questo proposito noi abbiamo parlato, non solo da adesso, di gestione che potrebbe essere in prospettiva collegata con il territorio di quella struttura, è una vocazione, una volontà.

Guardate che non bisogna confondere se ci fermiamo alle questioni contingenti con la struttura e con le figure, noi abbiamo in animo di ragionare e questo fa parte di un percorso che dobbiamo fare assieme, dobbiamo costruire assieme. C’è poi un’altra preoccupazione che è quella di vedere le ricadute sugli altri Comuni.

Vi voglio informare, questa è una informazione che si può leggere dovunque, che si stanno servendo del servizio attivo all’U.L.S.S., rimangono tre Comuni, Arquà, Villamarzana e Frassinelle, quindi noi non stiamo facendo quell’opera di disintegrazione che è stato detto poco fa, ma a me premeva proprio parlare attorno a delle prospettive, al discorso della crisi del territorio, ma quando avverranno queste cose le studieremo e le verificheremo assieme perché sono passi successivi che andranno compiuti, non si possono prefigurare disegnando per aria le cose, vanno costruiti assieme.

E voglio anche dire una cosa che questa non è una scelta di parte, perché se all’interno della Commissione c’è stata un’espressione di unanimità, avrà pure un significato, avrà pure un valore, un voto espresso, c’è un percorso che è condiviso, io l’interpreto così, almeno dai verbali, da quello che è stato detto per chi era presente.

C’è poi stata la possibilità di vivere, si parlava prima del vivere a casa della scelta alternativa rispetto alla collocazione in struttura, certo che va perseguita questa politica, va perseguita quell’unica struttura che abbiamo sul territorio del Comune di Rovigo, va guardato oltre il territorio del Comune di Rovigo, si devono guardare i Comuni che stanno accanto al Comune di Rovigo, c’è un problema di risorse, dicevo, di figure di intelligenze e di economie e di strutture esistenti sul territorio, di volontà che vanno perseguite.

Ecco io non sto facendo il ragionamento di difendere la posizione per le posizioni, c’è un discorso di efficienza certamente che va ricercato. E l’efficienza la potremo raggiungere nel momento stesso nel quale andremo a fare quella gara a cui si faceva riferimento poco fa, quando intenderemo mettere in piedi le linee guida. Sono contenute all’interno delle linee guida che sono oggetto di discussione e di confronto ancora in Commissione, mi pare che questa sia una volontà di aprirci e di non chiuderci.

Quindi che cosa vuol dire scelta economica? Vuol dire che da una parte non si spende e dall’altra parte si butta? No, c’è un ragionamento da fare che a volte si deve privilegiare la qualità che anche magari può costare qualche sacrificio in più e a scapito della qualità del costo, ma sono tutte cose queste che vanno verificate proprio nel momento stesso in cui si mettono assieme le linee di indirizzo del SAD e poi passano attraverso la gara e la Commissione prima ancora.

Quindi a me piace fare queste considerazioni a voce alta e non mi pare che sia sbagliato, l’ideale è il momento di democrazia, siamo gli eletti dei cittadini e mi pare che sia giusto parlarne qua in questo ambito. Diceva poco fa il Consigliere Avezzù “a volte ritornano”.

Io dico una cosa, guardate che sono cambiate, sono maturate le condizioni, diverse rispetto al passato, guardiamolo da vicino, quella sensibilità a cui facevo riferimento e a cui ci siamo proposti, si sono proposti, perché è tanto che sono in Consiglio, ma non c’ero ancora in quel momento, ancora 35 anni fa, che sono state mosse 35 da buona volontà di umanità, di attenzione, di rispetto all’anziano che ha dato e che vuol vivere nella propria abitazione dove è nato, dove ha vissuto, dove ha cresciuto i figli, dove ha dato alla società.

Io dico che sono cambiate le condizioni, allora è un fatto pionieristico, adesso siamo definiti da normative, da leggi regionali, nazionali, sono tutte questi serie di elementi scelti dalla Regione, quando si parla della..., c’è questo aspetto che deve essere sottolineato.

Io chiudo però devo dire alcune cose che mi preme dire e una cosa la dico al Consigliere Avezzù: le cooperative B, di cui abbiamo occasione di parlare in Commissione e poi in Consiglio Comunale, che determineranno le linee di tendenza del Consiglio, sono limitate con un tetto e poi non fanno parte dei miei pensieri, non fa parte dei miei pensieri pensare a chi si dovrà dare, vincerà chi farà un’offerta che contiene le qualità, le professionalità, sono tutte cose che sono state ricordate poco fa.

Non nasce da un capriccio, da una voglia di qualcuno di far vincere, io questo lo respingo nella maniera più assoluta. Allora noi abbiamo anche l’umiltà di dire che quando si tira via qualcosa, bisogna sempre pensare a degli elementi di aggiustamento quando si parte, perché se ci sono delle cose che si dimostrano limitate, c’è qualcosa che deve essere verificato, ci siamo.

Io chiudo dicendo che è tutta integra la volontà di lavorare con quegli accorgimenti che abbiamo detto poco fa che non sono riconducibili al fatto ideologico, che sono riconducibili ad un senso del rispetto della persona che sono riconducibili a normative di natura legislativa nazionale e regionale e anche di volontà nostre locali che sono volontà di raccordarci a quella che è la rappresentanza del Consiglio Comunale che è la Commissione, sono qua sul tappeto, non si fa nulla di nascosto, se c’è bisogno di lavorare e di modificare degli indirizzi si fanno e non si deve aver paura di sbagliare.

L’ultima cosa, Presidente.

Io ho sempre avuto molto rispetto, Consigliere Avezzù, dell’Assessore Saccardin, l’ho sempre detto, da quei banchi l’ho sempre detto, non mi piace essere confrontato con Saccardin, apparteniamo a due scuole diverse politicamente parlando però nel sentimento, nel sapere rappresentare l’esigenza, l’emarginazione, il dolore di qualcuno che ha del vissuto come chi vi sta parlando, ci accomuna, ci avvicina e lasciate il tempo materiale di maturare anche a questo Assessore che da sette mesi e mezzo sta qua, se è capace, se durerà, perché è fatica stare all’interno di una struttura di questo genere.

Sarà il tempo che giudicherà il mio operato, sarà il tempo che dirà se sono riuscito a parlare con la gente e ci parlo già e non ho bisogno di sbandierare dati e elementi di conoscenza da portare in Consiglio Comunale. La mia umiltà, la mia conoscenza, il mio conosciuto del dolore mi porta a percorrere questa strada. Grazie.

6 febbraio 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 149
Pagine 68–69
Punto 1

Valutazioni problema IRAS di Rovigo

Assessore

Leggi intervento

Io volevo dire che quest’oggi noi non abbiamo tenuto un Consiglio Comunale inutile, io credo sia stato un Consiglio Comunale utile, facciamo salvi, diciamo gli ultimi passaggi che hanno visto riprendere, riassumere una funzione del ruolo di opposizione da parte del Consigliere Zangirolami, forse stimolato, anche io vorrei salvaguardare invece quelli che sono stati tutti gli interventi di oggi fatti dai Consiglieri comunali, indipendentemente dalla loro collocazione politica, perché avevano un obiettivo ed è stato raggiunto, secondo me, quindi è stato un Consiglio Comunale utile, spetta a noi non farlo e trasformarlo in un teatrino, come è stato detto, è stato utile e importante che si è parlato fuori dagli schemi.

Abbiamo una politica del sociale che è rivolta in questo settore specifico agli anziani, c’è una struttura, ringraziamo i rappresentanti dell’IRAS, direttore compreso, il direttore Romeo, che hanno illustrato quella che è la situazione, diciamo, con la loro relazione, all’interno degli istituti e però dopo attorno a questo si è sviluppato un dibattito che è incentrato particolarmente sulla attenzione dovuta all’anziano, a quello che è stato il ragionamento così fatto da tantissima parte dei Consiglieri comunali, l’attenzione anche di quello che è il ruolo, la funzione del personale.

Non ho bisogno di aggiungere altro, è stato già detto molto bene che in un ambiente sereno si lavora serenamente, si rende di più e quindi si dà di più a chi ha bisogno di essere servito.

A me preme sottolineare una cosa: l’attenzione all’IRAS e anche però l’attenzione al territorio ed è stato affrontato, è stato toccato questo tema ed è utile e opportuno riprenderlo, fa parte di un’ipotesi, di un disegno che si vuole costruire passo dopo passo e lo dico chiaramente anche al Consigliere Avezzù che in 6-7 mesi non si cambia il mondo.

Se uno avesse proposto, non so, in 7 mesi, sarebbe un supponente, un arrogante e un ignorante, perché così sarebbe giudicato uno che avesse la presunzione di cambiare il mondo in 7 mesi. Le cose verranno, ci sarà l’opportunità di verificare la continuità di una politica rivolta alla persona e la possibilità di verificare la discontinuità di una politica rivolta alla persona, queste cose vanno dette.

Allora abbiate pazienza, io sono modesto, umile e ho apprezzato, la Giunta ha apprezzato quello che è stato il lavoro fatto dall’ex Assessore ai Servizi Sociali, soprattutto nella parte condivisa che non abbiamo mai mancato di sottolineare, anche facendo parte dell’opposizione a suo tempo, questo è un aspetto che non va dimenticato e non si tratta di tagliare nastri, di continuare sulla falsariga di quello che è già stato fatto, no, si tratta di attuare la politica condivisa, e un’altra cosa, se è condivisa la si porta avanti con maggior passione e con intensità.

Verrà il momento della discontinuità, io credo che sia giusto dirlo, anticiparlo c’è e non è dovuto ad un fatto di vendetta, è solamente divisione, è percorsi.

Allora, la collocazione dell’anziano in struttura sul territorio, noi dobbiamo pensare a quello che è stato detto poco fa, che è stato richiamato, è stato detto ed è contenuto all’interno dello Statuto, del nuovo Statuto che è dentro nella nuova Legge Regionale, anche attorno al discorso del servizio agli anziani, l’anziano non deve essere per forza di cosa collocato in struttura, deve per sua scelta, scegliere o stare a casa propria o servirsi di questa struttura, deve essere rispettato per il suo passato e quello che ha dato.

Questa mattina il Consigliere Maldi faceva delle considerazioni, forse prendendo lo spunto da quello che è contenuto del nuovo Statuto, ma anche da tutti i ragionamenti che si fanno e quella che è l’esperienza degli altri che stanno fuori provincia, fuori regione. Noi non dobbiamo vergognarci di dire che vogliamo imparare, apprendere, anche perché gli altri ci sovrastano, sono più avanti di noi e tutto ciò che è utile per fare un politica sana, attenta e intelligente, va fatto e va seguito.

Mi pare che c’è una cultura, una cultura che ci appartiene ed è quella della attenzione alla terza età, è quella dell’attenzione al lavoro in un ambiente pacifico e sereno e ci accomuna tutti. Ho visto e abbiamo sentito, maggioranza e opposizione, i Consiglieri comunali sono accomunati tutti da questo spirito ed è importante saper superare questi steccati in questo momento nel quale ci si chiama a raccolta tutti, a svolgere una propria mansione e una propria funzione.

Volevo anche fare un passaggio su quella che è la possibilità di sviluppare un ruolo e una funzione, perché questa mattina nella relazione il dottor Romeo l’ha citato, più sarà intenso il rapporto tra Comune e IRAS, 68 attraverso il Consiglio Comunale, la Commissione e quant’altro si è voluto dire questa sera, più sarà forte la posizione all’interno di quello strumento che è deputato a governare queste politiche.

Io credo che sia importante, allora dobbiamo parlarci, ragionare, decidere insieme, mettere insieme le risorse, le sinergie, mettere in sinergia queste risorse, sono questi gli elementi che ci accompagnano, che ci debbono accomunare, che ci debbono tenere vigili.

Ed è giusto il richiamo che è stato fatto poco fa, quello di vedere, di verificare tra non molto quello che è il passaggio che è stato compiuto in Consiglio Comunale oggi, se non vogliamo che le parole dette qui in questa sera, questa mattina, siano solo teatrino, io non credo che lo siano, c’è un salto di qualità ed è importante e va tenuto presente.

Io sono di parola, Presidente, le cose che dovrei dire sarebbero tante altre, ma sono già state dette, io sono pronto a collaborare, così come ho collaborato con la Commissione, così facendo da interfaccia con Giunta, Consiglio Comunale, e Commissione quindi avrei voluto aggiungere altre mie considerazioni di carattere politico e personale ma a me preme che sia avvenuto questo dibattito così intenso.

Questa mattina quando ha cominciato a parlare il Consigliere Bedendo è stato il primo, non l’unico, il primo che ha dato il “la” a una maniera di porsi costruttiva, attenta da Consigliere Comunale, da persona chiamata a governare la cosa pubblica, si governa anche stando all’opposizione, l’abbiamo sempre detto e lo ripetiamo, e ha dato un esempio altissimo ed è stata una fortuna, è stato veramente un lato positivo che tutta una serie di altri interventi si siano collegati e abbiano seguito la stessa strada, lo stesso percorso che ha indicato questa mattina il Consigliere Bedendo perché onestamente è stato il primo che in termini molto pacati ha illustrato la sua posizione, si è immedesimato nella condizione del primo cittadino di Rovigo, quando ha fatto delle ipotesi di servizio alle persone della terza età.

Io vorrei concludere ancora ribadendo quello che è il mio atteggiamento costruttivo di collaborazione estrema che va al di là del rapporto tra noi, Giunta, Assessore, Sindaco e Commissione, va al di là per arrivare ad avere un rapporto costante e continuo con il Consiglio di Amministrazione dell’IRAS, perché credo che parlandoci, solo parlandoci, solo confrontandoci, solo ragionando assieme si possono evitare degli errori, si capisce, si lavora assieme e si fanno tutte quelle cose che sono state ricordate qua questa sera da voi tutti, grazie.

15 dicembre 2006

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 130
Pagina 29
Punto 4

Modifica e approvazione nuovo Regolamento: Disciplina per l’assegnazione e la gestione degli alloggi parcheggio di proprietà comunale

Assessore

Leggi intervento

Sì volevo dire Presidente che come ci eravamo impegnati di portare questa rivisitazione del Regolamento in Commissione, questo è avvenuto e poi magari il Presidente dirà alcuni risvolti della questione, però è stato esaminato il Regolamento approvato nel marzo dell’altro anno e dopo un attento esame all’unanimità, è stato espresso un voto. L’unica modifica è stata sul reddito di accesso delle figure, delle persone.

Guardate che stiamo parlando del Regolamento per gli alloggi parcheggio, quelli di proprietà del Comune che hanno una determinata caratteristica. Alla fine della discussione c’è stato un voto, poi è stato anche riportato per maggiore garanzia e a supporto ulteriore per evitare che ci siano dei fraintendimenti ancora un’ulteriore approvazione, mi pare che ci sia stato un momento di cautela opportuna proprio per evitare di far apparire quella cosa che passa sulla testa dei Commissari e del Consiglio comunale.

Il Regolamento rimane integro così - eccezion fatta - dicevo per il reddito familiare complessivo che viene aggiornato con i dati Istat. Questa è la novità che viene introdotta all’interno di questo Regolamento, il reddito familiare passa per i nuclei di prima persona, a 8800 euro, i nuclei di due persone a 11.000 euro..., c’è stato un adeguamento con i dati Istat, di fatto e vi evito di leggere..., ma se volete sono altri due passaggi. Nuclei di 3 persone di 13.200 euro e nuclei di 4 persone di 16.500 euro.

Se noi li andiamo a verificare rispetto alla delibera precedente del marzo del 2003, passiamo dall’allora approvata delibera dagli 8000, dai 10000 ai 12.000 ai 15.000 con i dati che un poco fa illustrato. Questa è la novità, io penso che sia stato opportuno fare questo passaggio proprio per evitare delle letture, diciamo, non benevole di un Regolamento che poteva anche segnare il tempo della sua approvazione.

Mi pare che questo non sia avvenuto, c’è stata una decisione unanime della Commissione e quindi si passa oltre, adesso dobbiamo ragionare, perché manteniamo l’impegno ancora di verificare l’altra parte del discorso abitativo che è quello relativo all’applicazione della Legge regionale approvata recentemente in agosto dalla Giunta regionale.

È un impegno che rimane in piedi tutto, alla Commissione sarà dato il più possibile fornirci gli elementi conoscitivi, ma anche i Commissari sono benissimo in grado di ricercare elementi, nel dibattito così, come è avvenuto ieri sera come per altre cose, c’è stata una ricerca di dare un contributo di crescita, anche di atti che il Comune ha già proposto all’interno di un territorio più ampio, però il ruolo e la funzione della Commissione è stato fatto, è tutto in piedi e è salvo, mi pare che non ci sia bisogno di difesa d’ufficio.

Comunque la delibera è qua è a disposizione e è già stata approvata dalla Commissione all’unanimità e l’unico modificato come ripeto, è stato quello ricordato poco fa. Grazie.

Intervento n. 136
Pagina 30
Punto 4

Modifica e approvazione nuovo Regolamento: Disciplina per l’assegnazione e la gestione degli alloggi parcheggio di proprietà comunale

Assessore

Leggi intervento

No, non è per chiarire, è per rafforzare quello che è stato detto.

L’impegno di discutere a cui faceva riferimento poco fa nell’ambito della Commissione consiliare, sono elementi diciamo sollevati durante il dibattito vanno rafforzati quando avrò elementi e il mandato della Giunta per poter prospettare delle soluzioni sarò ben disponibile a parlare di quello che aveva detto poco fa il Presidente, di quello che ha detto poco fa il Consigliere Pavarin ma penso che ci sia appunto una attività anche autonoma di proposizione della Commissione che va, diciamo, tenuta presente e è importante.

Volevo solo dire questo.

28 novembre 2006

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 57
Pagina 22
Punto 6

Servizio “fornitura pasti a domicilio”: parere per attivazione permanente del servizio

Assessore

Leggi intervento

Volevo ricordare che questa è la riproposizione della fornitura pasti a domicilio... (Voci dall’aula)

Intervento n. 62
Pagine 22–23
Punto 6

Servizio “fornitura pasti a domicilio”: parere per attivazione permanente del servizio

Assessore

Leggi intervento

Con questa delibera è un parere per l’attivazione di un servizio permanente dei pasti a domicilio, cioè si passa dalla fase sperimentale a un dato consolidato che è stato apprezzato nelle sue forme, diciamo come momento di attenzione, ai nostri concittadini che usufruiscono anche del servizio Sad.

Questo servizio prende le mosse il 4 luglio del 2005, che doveva protrarsi poi fino al 31 dicembre del 2005, ma poi con una serie di provvedimenti successivi della Giunta precedente, è stato prorogato fino a metà di quest’anno. C’è poi stato un intervento da parte dell’Amministrazione precedente di incremento del costo di 6 euro per pasto, fino a un incremento di 6 e 30 euro per pasto. I 0,30 euro rimangono a carico dell’Amministrazione comunale.

Noi abbiamo visto con l’andamento dell’utenza, si attesta attorno ai 30 - 33 - 35, a seconda dei periodi dell’anno, con parte estiva dell’anno c’è un calo mentre c’è un momento di utenza durante il periodo invernale. Siamo attorno alle 30 figure diciamo servite da questo importante servizio.

Ritengo che sia il caso, così come si è espressa la Commissione consiliare, di dare un parere favorevole, proprio perché si inquadra questo ragionamento in un discorso di servizio alla persona che va oltre allo specifico dei pasti a domicilio che si integra in un ragionamento molto più ampio ma che avremo occasione di affrontare nel dibattito più completo in una prossima seduta, quando andremo a affrontare altri servizi più completi e più comprensivi, diciamo, di servizio alla persona stessa.

Quindi si tratta con questa votazione di dare un parere di attivazione permanente del servizio.

Ecco, questo in poche parole - in sintesi - faccio così un piacere anche al Consiglio comunale che certamente ha già letto questa relazione e quindi attendo così, come ci attendiamo come è stato votato all’unanimità in Commissione consiliare, venga apprezzato e approvato anche perché questo è un altro passaggio di testimone della precedente Amministrazione con questa nuova Amministrazione che intende dare questa stabilità al servizio stesso. Grazie Presidente. 22

Intervento n. 78
Pagine 25–26
Punto 6

Servizio “fornitura pasti a domicilio”: parere per attivazione permanente del servizio

Assessore

Leggi intervento

È vero che un argomento di questo tipo meriterebbe una maggiore attenzione perché illustrare una delibera, io trovo anche se limitata, diciamo, come quantità per adesso, ma come momento di intenzione, di volontà politiche che non appartengono e l’ho già detto in apertura, a uno schieramento ma fanno parte di una sensibilità, fanno parte di un’attenzione all’essere umano e sono al servizio queste attenzioni di chi ha già dato a questa nostra società nella quale noi ci troviamo a vivere anche grazie al sacrificio e al lavoro di queste persone che hanno vissuto prima di noi, hanno prodotto le opportunità di cui noi possiamo usufruire.

Dicevo appunto che noi 25 prendiamo questo testimone e lo vogliamo trasformare questo tratto così precario di sperimentazione in fatto stabile. Questa è una sottolineatura, e che cosa devo dire? Che siamo arrivati?

Stiamo partendo, stiamo verificando, stiamo cercando di mappare, vedere quali sono ancora le necessità della città. Io credo che sia giusto, ma l’avevo detto anche in apertura che avrei avuto piacere di sottolineare alcuni aspetti del servizio della persona in un ragionamento più completo. Quindi il Consiglio comunale è la sede adatta alla Commissione, il Consiglio comunale è la sede adatta per poter ragionare della politica della persona.

Io vorrei in questo momento, ricordandomi che sono anche Assessore alla prima infanzia, che la politica della persona inizia proprio anche parlando di quelle cose che riguardano i nostri bambini, i nostri nipotini di chi ha la mia età.

E comunque il servizio alla persona per quelle cose che diceva Albertino Stocco, vanno verificate puntualmente, vanno portate in discussione, ragionate, perché su queste cose non ci deve essere una contrapposizione come oggi non c’è stata, non c’è stata neppure un’altra volta, nell’altro voto consiliare per la istituzione di questo servizio. Quindi c’è la volontà tutta piena di portare a soddisfare una richiesta di questo tipo e quindi ecco la disponibilità dell’amministrazione.

Io devo anche dire in più una cosa, che bisogna che il Consiglio comunale, come ho visto su questa cosa e altre volte su altre deliberazioni importanti sempre per il servizio della persona, continua a svolgere questa funzione, questo ruolo, questa politica condivisa di sostegno dei servizi alla persona, di sostegno dei servizi sociali.

Ripeto, non appartiene, ideologicamente e politicamente a una parte, appartiene a uno spirito che è di servizio a coloro i quali hanno lavorato per noi per costruire questa nostra società nella quale ci ritroviamo a vivere. Quindi c’è la massima disponibilità. Io mi auguro che ci sia un confronto ancora di voto unanime attorno a delle proposte, a dei servizi che andremo a arginare e a estendere e ampliare o di istituire perché avremo anche delle cose nuove da dire e le diremo.

Quindi io concludo dicendo che c’è la piena disponibilità a ragionare attorno a questo mondo importante che molto spesso viene un po’ da lontano. Anch’io sono preoccupato per le cose che stanno avanzando sul versante diciamo dei servizi, su quello che è il discorso dello stato.

Ma noi vedremo come è stato fatto nel passato di fare di necessità virtù, di sapere coinvolgere senza rinunciare a quel ruolo del Comune che è propositore, ecco anche a tutto un rapporto con il mondo del volontariato e con quant’altri sono interessati a produrre un miglioramento, a dare dei diritti e delle certezze maggiori e ulteriori ai nostri concittadini che stanno avvedendosi, speriamo nella salute e noi faremo di tutto l’ultimo passaggio di questa nostra vita. Grazie.

9 novembre 2006

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 75
Pagine 23–24
Punto 4

Piano particolareggiato centro rurale Ca’ Bianca, variante - Approvazione;

Assessore

Leggi intervento

Sì, riprendo un disegnino che viene da lontano, in questo momento una storia consolidata ed è un qualcosa che noi raccogliamo come Amministrazione e dobbiamo proseguire adottare questo protocollo d’intesa che viene proposto oggi, protocollo che nasce così dal caso come dicevo poco fa, un protocollo che è stato proposto a suo tempo all’inizio di quest’anno al tavolo dei Sindaci dell’A.S.L.

18, è stato approvato dai presenti, da 24 presenti, c’è la necessità appunto di approvare una delibera, poi dirò qualcosa, perché abbiamo discusso in Commissione, è stato visto da tempo questa proposta, questa delibera, c’era la necessità proprio perché non siamo da soli come Comune di Rovigo ad affrontare un problema della povertà, dei senza fissa dimora, degli elementi che sono richiamati proprio nella delibera, delle parti deboli della società, siamo in compagnia dell’Amministrazione provinciale, della Regione, ci attendiamo un intervento consistente anche quest’anno, ma nutriamo dei dubbi.

Io ripeto quello che mi sono sentito dire e che ho anche letto dalle relazioni ed è per questo che si dà vita a un rapporto intercomunale per affrontare queste necessità. Necessità dicevo di far presto, di portare la delibera che noi oggi andremo ad adottare all’attenzione di altri 40 Comuni perché proprio questi 40 Comuni che fanno parte di questo progetto debbono adottare la stessa medesima delibera.

E siccome l’attenzione nostra è rivolta soprattutto e in particolare all’emergenza “freddo” e a tutte le conseguenze che sono collegate, c’è bisogno appunto di muoverci, di approvare, fare immediatamente esecutiva, spedirla agli altri Comuni che sono in attesa di avere questo schema di delibera.

Mi pare che sia una cosa importante, è un Piano Triennale che intende affrontare, dicendo, facendo di questo rapporto che è intercomunale, un punto di forza ed è un punto di riferimento, diciamo, questa scelta che va verso il ruolo e la funzione, esalta la funzione del Comune capoluogo, il Comune di Rovigo è capofila di questa proposta. Sono elementi che vanno considerati, vanno toccati.

Ho voluto dire della Amministrazione provinciale e della sua adesione e così una completezza oltre che il discorso fatto con la Regione Veneto di cui non sappiamo, ipotizziamo quanto possa essere il contributo. E comunque c’è un progetto che riguarda questa struttura, questa volontà, che supporta questa volontà che si aggira attorno agli 80 mila euro. E non lo sforzo di poco conto, però vale la pena di perseguirlo, di portarlo avanti per dare risposte alle fasce più deboli della nostra società.

A me premeva fare alcune considerazioni e dire chi ha costruito questa proposta che poi diventa anche rete territoriale che poi diventa struttura organizzativa e è giusto fare riferimento allora alle figure che troviamo proprio sul frontespizio del progetto. Quindi noi abbiamo a disposizione e hanno collaborato e noi dobbiamo sempre ringraziare le associazioni No Profit, il volontariato in particolar modo che non chiede nulla.

L’ente locale, se dovesse affrontare un problema così vasto da solo non avrebbe né le risorse umane e anche economiche. E quindi c’è questo atteggiamento positivo, c’è un atteggiamento positivo nei confronti dei Comuni che hanno aderito a questo progetto, con uno 0,11 per cento per ogni abitante sull’ammontare complessivo della spesa. Si fa un ragionamento: ogni Comune ha un coefficiente di 0,11 che va moltiplicato per il numero degli abitanti e questo produce l’intervento di ogni singolo Comune.

Noi oggi presentiamo una delibera che è stata modificata, diciamo, almeno nelle volontà all’interno della Commissione consiliare e perché ci si è accorti e dopo l’illustrerà il Presidente, non lo voglio fare io, c’è un punto che è un di più, è un qualcosa che si presenta così come un interrogativo e pensiamo di soffermarci a quello che è nel nostro atto deliberativo a quello che è l’esborso a cui deve far fronte il Comune di Rovigo. Che cosa voglio dire con questo?

Che poi il punto successivo viene tolto e si dirà come viene trasformato l’atto deliberativo e perché ogni Comune poi dovrà adottare in particolar modo il primo punto dello 23 schema di delibera. Polesella adotterà per Polesella, Canaro per Canaro, c’è un’elencazione con i Comuni e la rispettiva somma che dovranno sborsare e ognuno farà la sua parte.

Voglio anche dire un’altra cosa: abbiamo l’esigenza di far partire subito, e non è che i Comuni non siano stati attivati in questo senso, c’è già, sono stati allertati dei documenti come il protocollo di Intesa.... che stiamo per procedere come Comune di Rovigo e poi rinvieremo gli atti deliberativi. Questo è importante, si smuova di concerto con coloro i quali si sono attivati e si attivano per dare vita a questa forma, a questo finanziamento, a questa forma organizzativa di accoglienza.

A me piaceva fare, ma molto succintamente perché poi credo che si sia già a conoscenza di questi elementi e dei servizi offerti, non è che il primo che capita viene qua e si mette a riparo o si dà ristoro o altro, c’è una struttura organizzativa, c’è un Centro di ascolto orientamento ai servizi territoriali, c’è un’equipe specialistica, c’è una pronta accoglienza notturna, c’è la seconda accoglienza residenziale, c’è l’inserimento abitativo, i servizi di sollievo e di animazione di strada.

Io ho letto solamente i titoli per dire quanto è complessa, diciamo, presente e attiva e voglio ripetere che non si tratta di inventare qualcosa di nuovo, si tratta di riconfermare ciò che già esiste, se si tratta di dare un respiro maggiore nel tempo perché il Piano Triennale, per affrontare - ripeto - queste situazioni di emergenza.

Mi pare che sia chiaro che c’è un ambito territoriale sovra comunale e l’obiettivo principale è quello del contrasto delle problematiche estreme a sostegno delle persone senza dimora attraverso l’offerta di servizi di ascolto, accoglienza residenziale e istituzione dei generi di prima necessità. Mi pare, del fronte di finanziamento ne abbiamo appena finito di parlare, abbiamo già parlato dei soggetti che intervengono nel finanziamento, ecco le fasi e i tempi.

Si parte dal primo gennaio e poi abbiamo già qualcosa che è innato, in essere, che rivolge l’attenzione a questo mondo particolare, ma cessa la sua efficacia, la sua attività per progetto ma anche per risorse il 31 dicembre di quest’anno. Quindi il primo gennaio noi dovremo essere pronti con tutti gli atti, con tutte le cose che si devono mettere in piedi e che sono di organizzazione e sono di risorse con il primo di gennaio partire. Ecco la necessità di affrontare il problema così come viene posto.

Io ho cercato di riassumerlo in maniera molto succinta, dando per scontato che è stato letto e quindi comunque ho cercato di riassumere i punti di riferimento essenziali. Allegato al nostro atto deliberativo c’è il protocollo d’intesa che richiama i soggetti che hanno dato vita a questo progetto che intendono percorrere la strada fino in fondo e dare delle risposte che la comunità che non è che interessi la comunità solo nostra, comunale di Rovigo, intercomunale e fa riferimento a tutti i Comuni dell’A.S.L. 18.

Io mi fermerei qui, perché credo di avere succintamente ma abbastanza diciamo spiegato un po’ la natura, l’oggetto dell’atto deliberativo. Grazie.

Intervento n. 95
Pagine 29–31
Punto 4

Piano particolareggiato centro rurale Ca’ Bianca, variante - Approvazione;

Assessore

Leggi intervento

Credo che gli interventi siano stati puntuali e moltissimo di quello che è stato detto io lo condivido. Condivido le sottolineature svolte dal Consigliere Stocco quando si parla di assistenza che diventa un momento educativo per uscire da quel circolo “vizioso”, chiamiamolo, per il quale ci rivolgiamo ai soggetti ai quali ci rivolgiamo.

A me premeva proprio sottolineare, questo aspetto ha proprio questa finalità che è anche educativa oltre che di intervento nell’immediato, le esigenze che sono 29 state sottolineate.

C’è un’emergenza nel nostro paese e più giorni passano e più la notiamo e la tocchiamo e più ci viene incontro ed è l’emergenza occupazionale, l’espulsione dal momento produttivo che interessa questa emergenza coloro i quali sono attorno anche ai 40 - 50 anni che con difficoltà si trovano con difficoltà grosse, si trovano a affrontare il problema di quello che è il problema del vivere, del mantenere la famiglia, del pagare l’affitto, un mutuo, dell’inserimento lavorativo.

Sono questi elementi dai quali dobbiamo partire e questi sono i soggetti ai quali noi ci rivolgiamo. Se questo non è da sottolineare e è passato inosservato nel mio intervento iniziale che volutamente ha voluto essere non estensivo, ma è passato, così, inavvertitamente attraverso i discorsi che sono stati ripresi poi in quest’aula e in particolar modo dal Consigliere Stocco, io sono qua a ribadire che l’elemento fondante, dal quale si parte è questo, non è rivolto a altre cose.

E poi c’è un atteggiamento di attenzione del volontariato che è stato ribadito, ma sono d’accordo anch’io che non deve essere alternativo al ruolo dell’ente locale. D’altra parte se noi andiamo a guardare lo schema di delibera, noi oggi ci impegniamo per circa 16 mila euro, quindi svolgiamo un nostro ruolo, una nostra funzione.

Quando poco fa ringraziavo il mondo del volontariato, lo facevo proprio perché è un’esigenza, un obbligo morale per dire che noi non rinunciamo alla nostra funzione e però ci troviamo in difficoltà di carattere economico per poter svolgere questo dare delle risposte alla nostra società. A noi solamente, lo ripeto ancora, è stato ripetuto, ma va sempre ribadito alla nostra federazione del nostro territorio ma è intercomunale e è senz’altro vero che c’è questa intuizione importante.

A me preme anche dire una cosa, il costo: ma il costo è stato, era descritto in maniera puntuale negli allegati della delibera e cosa volete che vi possa dire se si ritira un soggetto?

Questo è un Bilancio di previsione, tutti i bilanci di previsione hanno delle incognite, si tratta di sbagliare il meno possibile, di andare il più vicino possibile al dato reale che è di costo del servizio, ma ripeto, ogni bilancio di previsione ha dei punti di domanda, delle incognite alle quali saremo chiamati in caso che queste incognite prendessero corpo, dovessero prendere corpo, di affrontare, di dare delle risposte.

Se poi vogliamo dire un’altra cosa, guardate che io non ho mai pensato che il mondo sia nato con il giugno del 2006, l’ho detto per 5 anni stando all’opposizione, l’ho detto da sempre, perché la mia vita è passata qua tra questi banchi del Consiglio comunale di Rovigo, all’opposizione, alla maggioranza, in Giunta, nessuno crea dal nulla, c’è uno solo che lo può e l’ha fatto, noi dobbiamo pensare che ci sia un passaggio di testimone, ci sono delle cose giuste che vanno riprese e portate avanti e sviluppate e elaborate ulteriormente.

Quindi il riconoscimento di chi è venuto prima del sottoscritto è stato già da parte mia detto in apertura. Io ho dato atto, ci sono delle cose che non condivido della vita amministrativa della Giunta passata, ma ci sono cose che condividiamo e che meritano di essere riprese, sviluppate, applicate e portate avanti. E questo mi pare che sia importante.

Io non ho avuto bisogno di sollecitazioni per dire queste cose, fa parte del mio costume, della mia etica politica, morale e personale. E se volete che vi dica che condivido il discorso dello 0,11, che è poco ma è un inizio, è un ragionamento perché siamo chiamati a affrontare questa emergenza, queste cose, che sono state dichiarate poco fa in maniera più solida perché ci sarà un ritiro da parte della Regione che molto probabilmente taglierà ancora i trasferimenti agli enti locali.

Sì, è poco, lo dicevo proprio l’altra sera che sono stato a una riunione di maggioranza e dicevo: “Guardate un po’ come è strana la vita, 0,5 ai privati, 0,9 per i cani e 0,11 per gli esseri umani”. Bene, su queste cose non c’è bisogno che ci diciamo di più, abbiamo capito e bisogna camminare e vedere come risolvere la questione che ci sta davanti.

E quindi non mi pare, noi abbiamo un’emergenza che ci sta venendo incontro che non sto qui a ripetere che sta ascritta, che è stata detta, ci stiamo muovendo per tempo in maniera che verrà a scadere il progetto che attualmente è in vigore a fine dicembre, a gennaio, ci sia questo progetto finanziato per far fronte alle emergenze che sono state richiamate poco fa.

E i soggetti che rientrano all’interno dell’emergenza sono descritti puntualmente nell’ambito del protocollo, nell’ambito della delibera, nell’ambito del progetto. Quindi credo che sia opportuno che il Consiglio comunale, così come è avvenuto nell’ambito della Commissione, voti all’unanimità perché fa onore a tutti, a chi ha passato il testimone e chi lo riceve e intende proseguire e portare avanti questa battaglia. Grazie.

30

28 settembre 2006

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 204
Pagine 51–53
Punto 1

L.R. 10 agosto 2006 n. 18, modifica alla L.R. 2 aprile 1996 n. 10 e successive modifiche” avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all.a

Assessore

Leggi intervento

Come già abbiamo avuto occasione di dire in Commissione consiliare, noi oggi siamo chiamati a modificare la formulazione del bando per la graduatoria ATER per coloro i quali chiedono di essere inseriti in graduatoria per accedere a un bene come la casa. La Giunta Regionale il 10 agosto del 2006 con la delibera n.

18 ha modificato le disposizioni contenute all’interno della Legge 10, che chiaramente non va a modificare solo questo aspetto che volevo sottolineare, cioè la modifica dei punteggi da attribuire a coloro i quali chiedono di entrare in graduatoria, chiedono di accedere alle case dell’ATER, ma ci sono tante altre cose: è stato modificato, per esempio, il tetto massimo per l’accesso a queste graduatorie e però noi ci soffermiamo, perché proprio siamo chiamati a ragionare in questi termini, sul punteggio dell’attribuzione di nuovi punti.

L’Amministrazione ha fatto una proposta, l’ha presentata alla Commissione e avremo necessità di portare a compimento questa modifica voluta dalla Legge Regionale 18 di quest’anno perché, al di là poi dell’attribuzione dei punteggi che sono stati individuati dall’Amministrazione, credo sia opportuno procedere con un bando senza perdere ulteriormente tempo, perché sapete che ogni anno, a settembre, si pubblicava il bando e di conseguenza i cittadini erano chiamati a presentare domanda.

Sappiamo la fame di case che caratterizza la nostra situazione come Comune di Rovigo, ma non solo come Comune di Rovigo. E quindi, ciò che ho detto già in Commissione e lo ripeto giustamente qui in Consiglio comunale, c’è questa necessità di procedere, sempre che il Consiglio sia d’accordo, all’approvazione di questa nuova attribuzione di punteggi a coloro i quali hanno i requisiti per inoltrare domanda per l’assegnazione di questi alloggi.

C’è una considerazione da fare, parlandone magari lo relazionerà meglio ancora il Presidente della Commissione; abbiamo ritenuto, perché sono state avanzate delle proposte da parte dell’opposizione circa la modifica o comunque l’invio dell’approvazione di questa delibera, la riapprovazione o comunque lasciare così il bando con i punteggi degli scorsi anni.

L’Amministrazione ha già avuto occasione di dire in Commissione che è interessata a ragionare, a verificare le considerazioni che sono state avanzate dai Commissari dell’opposizione che poi appartengono un po’ a tutto lo schieramento presente, non solo una parte, la necessità di approfondire e di capire, di esaminare e di verificare quale è la politica della casa, quale è il rapporto con il territorio, quale è il nostro rapporto con l’ATER e quant’altro e la Regione e i finanziamenti conseguenti.

Quindi c’è una necessità di percorrere questa strada, di vedere se è possibile, così come è stato detto alcuni altri Comuni hanno fatto, cioè sono andati al di là di quello che era lo stretto dettato della legge e hanno avanzato, diciamo, delle ipotesi per formulare questa graduatoria.

Noi non vogliamo sottrarci a questo confronto, siamo coscienti che necessita approfondire perché poi, cammin facendo, ragionando, si è aggiunta anche la necessità di verificare, meglio, di esplorare se era possibile andare al di là di questa Legge n. 18, anche di riverificare il Regolamento per l’attribuzione delle case di parcheggio di proprietà comunale.

Io mi riservo eventualmente, ma siccome farà parte del dibattito, il Presidente integrerà, di dire alcune cose, magari poi se c’è la condivisione per la proposta che viene dalla Commissione, di fare alcune considerazioni, però ho voluto mettere le mani avanti, non per il bisogno di difenderci o di difendermi, ma perché voglio dire che c’è l’apertura a ragionare di queste cose che ho appena sottolineato e però senza correre il rischio di penalizzare qualche cosa, come quello che è il bando, che è atteso dalla popolazione, dalla gente che ha necessità.

51 Avete visto la delibera, i punti che ci interessano, che poi vanno inseriti nel bando, che vanno a modificare il bando per quegli aspetti su cui siamo chiamati a ragionare, sono tre, i tre punti che mantengono la stessa dicitura, diciamo, del vecchio bando e cambia solamente l’attribuzione del punteggio proprio perché la Regione con la sua legge ha dato, diciamo, un gioco maggiore di attribuzione di punteggio.

Il primo caso è: richiedente con contratto, cioè il cittadino richiedente con contratto di locazione registrato relativo all’alloggio occupato il cui canone incida in misura superiore al 40 per cento del reddito annuo pro capite, quale risulta dall’ultima dichiarazione fiscale, ed eravamo a punti 3. La Legge 10 di allora prevedeva di attribuire a questa figura specifica da 1 a 4 punti, allora si scelse di dare 3 punti.

Il punto secondo: richiedente assegnatario di alloggio comunale ottenuto a seguito di provvedimento esecutivo, di sfratto o ordinanza di sgombero o senza casa o per grave situazione di anti-igienicità, si prevedeva al massimo punti 4, allora il Consiglio comunale decise di attribuire il massimo punto 4, quindi dare da 1 a 4 punti.

La terza figura è: persona con problematiche di tipo psico-sociale documentate dal Servizio Sociale comunale o dall’A.S.L., ma comunque in grado di impegnarsi per il proprio reinserimento sociale e per la quale l’alloggio è condizione indispensabile per la sua realizzazione, e si attribuì allora punti 4, la legge diceva da 1 a 4.

Adesso, sempre in ordine progressivo, così come le ho ricordate, la legge prefigura che si possa dare per il primo caso da punti 1 a 8, nel secondo caso punti sempre da 1 a 8, terzo caso punti da 1 a 8. Il primo oggetto, il primo elemento, la prima sottolineatura che va fatta è al richiedente che ha quel canone che incide in misura superiore al 40 per cento del reddito e si attribuiscono 6 punti. Ricordo che si poteva dare da 1 a 8.

Il richiedente assegnatario dell’alloggio comunale, quello che segue, quello che ho letto poco fa, sia dato massimo punteggio 8 punti. La terza figura, anche questa persona con problematiche di tipo psico-sociale documentate dal Servizio Sociale comunale e dall’A.S.L., vanno da punti 1 a 8, si è dato 8. Perché per i due casi ultimi l’Amministrazione si è attestata sul massimo dei punteggi?

Si è attestata sul massimo dei punteggi perché abbiamo pensato che era giusto privilegiare, diciamo, l’aspetto sociale della cosa per una parte e anche di un'altra che è quella relativa alle problematiche di tipo psico-sociale. Che cosa succede?

Se noi andiamo ad attribuire il massimo del punteggio a coloro i quali stanno in alloggio parcheggio perché ci sono queste caratteristiche, oltre che riconoscere un qualcosa che sta nell’ambito del sociale, che ha quelle caratteristiche diciamo di sgombero o di sfratto etc., che sono proprio i cittadini tipici che utilizzano gli alloggi-parcheggio, abbiamo pensato che sarebbe giusto creare una mobilità all’interno degli alloggi-parcheggio che sono - come sapete - di proprietà comunale ma non abbiamo molto da offrire in questo momento perché questi alloggi-parcheggio sono completamente utilizzati.

E c’è l’altro aspetto, sono due elementi che intervengono e producono questi effetti, per creare questa mobilità, per guardare con attenzione le fasce anche più deboli e questo io credo sia compito di una Amministrazione, di un Consiglio comunale guardare con attenzione a queste due fasce che sono comprese all’interno dei tre punti che ricordavo poco fa.

Allora noi siamo andati in Commissione consiliare, si è sviluppato un dibattito, io adesso non sto qui a riepilogarlo perché è giusto che lo faccia chi presiede la Commissione, i commissari tutti hanno apportato un contributo fattivo e alla fine poi è stata licenziata questa proposta che non è un aspetto, come tengo a sottolineare, di carattere squisitamente tecnico; è tecnico, se vogliamo, perché si parla di numeri, ma ha una forte valenza di carattere politico-sociale e io credo - ripeto e dopo chiudo - che queste cose non ci debbono sfuggire, dobbiamo averle presenti, con quell’impegno che dicevo poco fa, nessuno si vuol sottrarre ad un confronto vero che porta senza rigidità di tempo e senza obbligare i cittadini ad aspettare per accedere a questo bene della casa, comunque entrare in una graduatoria, che si fa attraverso un bando che dovrebbe essere già pubblicato ma che ancora, proprio in virtù di questa nuova legge approvata il 14 agosto di quest’anno, non è stato possibile varare, perché c’è l’obbligatorietà di passaggio in Commissione, cosa che ho chiesto subito al Presidente appena licenziata dalla Giunta questa proposta, ma allora i Consiglieri non c’erano e quindi si è arrivati a questi giorni per questa serie di motivi di carattere tecnico-politico e di ragionamento che deve 52 essere fatto nel momento decentrato del Consiglio comunale e poi nell’ambito della sovranità del Consiglio comunale stesso.

Io mi fermerei qui e sono a disposizione, per quanto mi riguarda ed è possibile, per alcuni chiarimenti e poi alla fine ragionare assieme.

Intervento n. 215
Pagine 57–58
Punto 1

L.R. 10 agosto 2006 n. 18, modifica alla L.R. 2 aprile 1996 n. 10 e successive modifiche” avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all.a

Assessore

Leggi intervento

Sì, è per chiarire una questione che è stata posta dal Consigliere Paulon. Fa testo quello che è scritto nell’ambito della delibera, quindi c’è un refuso all’interno della copia allegata, noi approviamo oggi la delibera e abbiamo occasione per dire che sia stato un refuso, un errore di trascrizione, però la delibera è compiuta, completa su questo si è ragionato e credo sia giusto dirlo, fa testo questo insomma. “Non morosità”.

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Intervento n. 264
Pagine 72–74
Punto 1

L.R. 10 agosto 2006 n. 18, modifica alla L.R. 2 aprile 1996 n. 10 e successive modifiche” avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all.a

Assessore

Leggi intervento

Voglio dire che non è che l’Assessore debba rispondere due volte, l’Assessore cerca di dare alcune risposte e di indicare le strade che l’Amministrazione intende percorrere all’interno della politica della casa. Quello che invece riguarda il secondo momento, quello collegato agli emendamenti, è il Consiglio comunale che deve rispondere, è la sovranità che va riconosciuta al Consiglio comunale, questo è il fatto che a me preme.

Io non ho nessuna presunzione di chiudere, ma di cercare di spiegare, come ho fatto in apertura, ma anche adesso, arricchendo l’intervento con una serie di proposte che sono venute da tutti i settori del Consiglio comunale. Va ribadito questo concetto della sovranità che appartiene al Consiglio comunale, io mi accingo a fare delle considerazioni.

Intanto voglio dire subito una cosa, che non si tratta, così come è stata licenziata la proposta di una delibera forfait, non è assolutamente forfetaria, c’è una ragione che è stata spiegata, ci sono delle condizioni sociali che vanno rispettate, c’è un problema di alloggi-parcheggi che non sto qui a ripetere perché l’ho detto in apertura, è una delibera che potrà avere anche dei limiti, che senz’altro li ha, come tutti gli atti deliberativi non è un fatto, un punto di riferimento assoluto, è che nasce dal pensiero di uomini che sono soggetti a sbagliare, e questo è pacifico, noi non siamo infallibili e si sbaglia meno ragionando assieme.

Allora proprio i ragionamenti che sono stati portati alla nostra attenzione ci aiutano.

Io voglio ribadire subito, mi ero riservato di farlo alla fine, ma lo voglio dire già da adesso, ancora per la seconda volta, la disponibilità che è stata ribadita non solo dal sottoscritto ma l’ha fatto, a nome dell’Amministrazione, il Presidente, l’ha fatto come Presidente della Commissione, di affrontare un dibattito approfondito, serio, che veda coinvolti non solo i criteri, le cose che sono state discusse oggi per quanto riguarda l’edilizia economica popolare relativa all’ATER, ma anche per quanto riguarda il discorso degli alloggi-parcheggi che gestiamo come Comune.

Quindi si viene anche a toccare un altro elemento che è stato posto all’attenzione del Consiglio comunale. Io voglio anche fare un’altra considerazione: a me fa piacere che quest’anno per la prima volta si tenti di approfondire un dibattito attorno ad un problema così importante, scottante, perché sappiamo che ogni anno abbiamo circa 400 domande di alloggi per entrare in graduatoria degli alloggi ATER, quindi vedete che la domanda è molto alta, non è cosa di poco conto.

Quindi l’emergenza sociale esiste, va fotografata, cioè tutti quegli elementi di integrazione, elementi conoscitivi che sono chiesti anche da parte di vari Consiglieri, mi pare che possano essere forniti in maniera compiuta, con un po’ di attenzione. La Commissione ha un compito: quello di verificare, così ci siamo lasciati con la Commissione, di elaborare delle proposte, di approfondire e limitare anche le discrezionalità che qui sono state richiamate.

Allora, dicevo che noi una politica della casa l’abbiamo detta in campagna elettorale, ma la campagna elettorale è finita, si tratta solo di ribadire alcuni concetti che sono importanti.

Io penso alle giovani coppie, così come è stato affrontato il problema da Albertino Stocco, ed agli anziani, sono due elementi che entrano a piedi pari all’interno del problema, che non vengono affrontati per 72 la prima volta, perché ne ragioniamo oggi, ma chi è di lungo corso sa che in Comune di Rovigo abbiamo affrontato il problema delle giovani coppie e degli anziani, siamo andati in via Boscolo, siamo andati a Buso, siamo andati a Boara, le case di Boara e di Buso sono lì a dimostrare che c’è stata una politica delle giovani coppie e degli anziani.

Con che cosa abbiamo affrontato quella politica, quegli interventi? Con un fondo, con 2 miliardi di allora, a fondo perduto da parte della Regione. Quel finanziamento aveva un unico torto, oltre che avere comprato una fetta di via Boscolo e avere messo a disposizione delle giovani coppie e degli anziani degli appartamenti a Buso e a Boara, c’era un problema, però, che sono diventate dignitose, abbiamo cominciato a recuperare via Boscolo che era degradata, è stata fatta una politica anche di attenzione alla città.

Ma c’era un difetto ed è ancora oggi in vigore che è quello che si è dovuto mettere sul mercato, il prezzo non era sociale, il canone era prezzo di mercato, cioè le parti deboli, chi inizia un’avventura nella vita, che si sposa, ha il primo figlio, che deve mettere su casa, è debole proprio per tutte le cose a cui è chiamato a rispondere e l’anziano è debole su altri versanti.

Voglio dire che questa politica di attenzione per le giovani coppie e degli anziani è presente, ma noi non possiamo affrontarla così come è stato nel passato da soli, dobbiamo chiamare a raccolta quella che è la funzione della Regione, quello è il ruolo dell’ATER perché questa è la politica, a noi non interessano i colori di chi governa in un posto o in un altro, a noi interessa trovare delle convergenze, delle logicità, delle attenzioni.

Ecco, nei confronti di queste parti deboli e indipendentemente dal colore trovare le risorse e fare anche squadra sotto questo profilo. Quindi mi pare che sia importante ribadire questo concetto: c’è bisogno di un accordo anche sotto il profilo urbanistico, la disponibilità di area per fare la politica della casa, perché non è che si possa fare solo invocando risorse senza poi avere, come è accaduto recentemente che avevamo le risorse e non avevamo le aree su cui costruire le case popolari.

Quindi c’è un problema che comprende il ruolo e la funzione del Comune, dell’ATER, della Regione e questo credo che sia un momento importante. Non c’è una quota parte riservata a queste categorie che dicevo poco fa, chiamiamole deboli, io sono convinto che ci deve essere un’attenzione particolare.

L’unica quota parte degli alloggi nuovi che vengono consegnati ogni anno è la percentuale del 10 per cento delle forze dell’ordine, se non poi guardare alle giovani coppie sposate da un anno o chi si impegna a sposarsi entro un anno, è già compreso questo ragionamento. Ma la politica della casa si estende, si espande ed interessa tutta una serie di momenti istituzionali.

E allora credo proprio che acquisendo tutto in maniera approfondita, senza avere la fretta di raccogliere l’appello, di presentare, diciamo, da parte di chi ne ha bisogno il bando, noi possiamo pensare che per il 2007 la Commissione per tempo, avendo a disposizione tutti gli elementi... per esempio si facevano delle proposte in Commissione che ho visto qua sono state bocciate dal TAR della Lombardia, che non sono percorribili, non spetta a me intervenire su questo ma è giusto che poi in fase di dibattimento degli emendamenti si tenga conto di questi elementi e di queste situazioni.

C’è poi un altro discorso che tocco velocemente. La proposta fatta dal Consigliere Paulon quando parla del fatto, diciamo, per superare le morosità, ma questo è un atto discrezionale che spetta al Consiglio comunale se introdurlo o no, non c’è scritto da nessuna parte che è vietato.

La volontà del Consiglio comunale è sovrana, io credo che sia giusto che venga posto in questi termini, però io sarei sempre dell’opinione di affrontare in maniera compiuta tutto il problema guardando a 360 gradi la politica dell’Amministrazione, del Comune e del Consiglio comunale.

A me preme poi fare una considerazione che è quella relativa alla Commissione Alloggi, degli alloggi-parcheggio, come è venuto fuori prima, non è solo il Consigliere Magaraggia che ha la necessità di avere delle certezze, delle parametrazioni che misurano tutti i cittadini nella stessa maniera, è un’esigenza, e qui me ne può dare atto, io ho detto: “Spendiamo due ore” proprio per cominciare a ragionare, per darci dei criteri.

Vedete, allora, che torna utile ripercorrere, rivedere anche il Regolamento per l’assegnazione degli alloggi comunali, quello che è di nostra competenza, 73 quello che fa parte del nostro patrimonio, gli alloggi-pargheggio, va messo insieme. È un lavoro consistente ed importante. Volevo anche dire che cambiare in corsa è sempre sbagliato.

C’è il caso di Vicenza. Vicenza ha cambiato le regole, è andata al di là interpretando, al di là della legge approvata questa estate dalla Regione e il TAR ha bocciato ma ha collegato questi criteri al bando, quindi è venuto meno il bando. Ecco uno dei motivi di preoccupazione che dobbiamo coltivare e portare con noi.

Io credo che allora sia da riproporre quello spirito che ha unito tutta la Commissione sotto questo profilo di volontà, di approfondimento, di trovare momenti diversi, perché mi pare che affrontare il dibattito proprio adesso in settembre, momento nel quale di solito si pubblica il bando, sia disattendere una serie di richieste, di preoccupazioni di una fascia di cittadini, la parte più debole. Poi c’è anche un discorso che emerge sempre anche in Commissione, che emerge qua ed è emerso in Commissione Alloggi.

“Quello ha il Mercedes e però ha la casa popolare”, ma noi di fronte a questa formazione delle graduatorie, dei diritti alle autocertificazioni, noi non possiamo superare alcuni punti di verifica con le nostre possibilità che non ci sono, che non esistono queste nostre capacità di intervento. E allora, sono anch’io d’accordo che la delibera che è stata presentata oggi non sia da leggere sotto il profilo tecnico e basta, questo profilo tecnico diventa politico.

Noi abbiamo detto che alcune scelte all’interno dei tre punti della casistica, abbiamo voluto privilegiare quegli aspetti che sono stati ricordati di disagio sociale, di permanenza, diciamo non solo sociale, ma anche c’è il discorso di malattia, di malessere che viene certificato non dalla Amministrazione comunale...

Intervento n. 266
Pagina 74
Punto 1

L.R. 10 agosto 2006 n. 18, modifica alla L.R. 2 aprile 1996 n. 10 e successive modifiche” avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all.a

Assessore

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Sì è la chiusura. Diciamo questi 8 punti che vengono dati, comunque questa attenzione per questi che sono i settori deboli della nostra popolazione, ma in particolare noi guardiamo con attenzione alla poca disponibilità, alle poche risorse di alloggi-parcheggio per avere quella mobilità alla quale si faceva riferimento poco fa.

Quindi qui finisce il compito dell’Amministratore, dell’Assessore, il compito di approvare o meno gli emendamenti spetta al Consiglio comunale, salvo quelli che non possono essere approvati perché stanno al di fuori della legge, la sovranità è del Consiglio comunale. Io ho finito, non devo fare altre repliche di nessun tipo, vi ringrazio.

Intervento n. 426
Pagina 96
Punto 1

L.R. 10 agosto 2006 n. 18, modifica alla L.R. 2 aprile 1996 n. 10 e successive modifiche” avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all.a

Assessore

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Vorrei che fosse letto il passaggio che ci interessa, quello relativo appunto al Bando e la discussione che è in corso e quindi darei la parola al dottor Casonato in merito. DOTTOR CASONATO: Devo dire che mi sento un po’ imbarazzato, questo ve lo dico subito, forse anch’io dovrò andare a lavorare da Guarnieri, assieme a Zangirolami...

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.