Signor Sindaco, mi ricollego a quanto detto dal collega Bello Chendi: i nostri complimenti per il suo matrimonio e tanti auguri! Mi pare sia tanto ovvio, un Sindaco che si sposa e dopo tre giorni viene in Consiglio Comunale credo sia meritevole, perché non credo che nessuno di noi abbia precedenti in tal senso, e quindi, caro Sindaco, complimenti, il suo senso del dovere, è ben sentito ed apprezzato.
Ma io la ringrazio anche perché l'articolo 46 del Decreto Legislativo 267 dice che il Sindaco presenta ai Consiglieri le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato. Io ricordo che nella Commissione Riforma Istituzionali dell’ANCI, forse Paolo Avezzù si ricorda, proprio per valorizzare i Consigli Comunali, avevamo chiesto la correzione “il Consiglio Comunale approva le linee programmatiche”.
Ci è stato stralciato dal leguleio legislatore, perché ha detto che il Sindaco, con le sue linee programmatiche, ha trovato il premio da parte dei concittadini, e quindi non ha senso che il Consiglio Comunale si metta nelle condizioni di valutarle e di approvarle, perché in effetti lui ha presentato il documento con cui si è presentato agli elettori e ha ottenuto il consenso, è quello che conta.
Però la ringrazio perché Lei, oltre a presentarle, consente a noi di discuterle, e la panoramica che abbiamo visto con questi interventi pregevoli, è importante, perché la valorizzazione delle assemblee elettive, ha ragione Vernelli, deve essere basata sul confronto e sulla partecipazione. E’ vero che momenti così importanti, tipo la politica sui rifiuti, eccetera, non vengono discussi. La trasparenza innanzitutto.
Il Consiglio Comunale è sovrano su queste cose, rappresenta tutti i cittadini, quindi ritengo che alcuni aspetti illustrati da Vernelli siano da tenere in giusta considerazione, perché se il Comune non fosse come deve essere, una casa di vetro, non c'è trasparenza, vuol dire svilire la rappresentanza, vuol dire non essere in linea con quanto scritto nel cappello di queste linee programmatiche, che io apprezzo molto “un’Amministrazione che sul dialogo e sul confronto impronterà il suo metodo di lavoro”.
Poi tra l’altro Lei mi parla anche di democrazia partecipativa, e quindi vi dico francamente che a me piace, queste linee programmatiche non sono linee programmatiche di mandato, perché queste sono linee programmatiche fatte da un Sindaco che ha 40 anni, 50 anni, che vede oltre il proprio mandato, perché uno dei problemi grossi delle nostre Amministrazioni è che il mandato del Sindaco ha sempre avuto tempi strettissimi, e quindi la pianificazione, che deve essere fatta in 15-20 anni, non è mai stata attuata.
Faccio un esempio: la Passante Nord perché ha creato tutti questi problemi? Perché ancora agli anni ‘90 nessuno ha pensato di dire “pianifichiamo come deve essere la viabilità sull’anello attorno a Rovigo”. La Giunta Baratella ha pensato di fare un tratto sotto il Ceresolo; facendo questo, voi capite bene che si impegnano stanziamenti su quella determinata soluzioneautomaticamente la strada non è che possa essere inventata da qualsiasi politico che arriva.
Quindi, avendo anticipato, avendo fatto la famosa bretella Gentili sotto il Ceresolo, di per sè diventerebbe spontaneo dire “si continua”, anche se io non sono mai stato d’accordo, perché chi ha pianificato, che sono quelli del PRG negli anni ’80, hanno detto che la Passante va a nord, a nord è più possibile, perché una struttura del genere andrebbe a comprimere quello che era l’eventuale sviluppo della città a nord, perché a sud era problematico, a est c'era la tangenziale, quindi l’unica possibilità di sviluppo era a nord.
Vedete, non c'è stata la pianificazione, ogni Sindaco, ogni mandato ha pensato di fare un “toco”, ma con i “tochi” non si risolve il risultato dell’opera. Adesso siamo qui a ragionare sì o no sul Parco Langer. Mettetevela via!
Il Parco Langer non si tocca, per un motivo molto semplice, non perché lo dice il Sindaco, o perché lo dite voi, o perché lo diciamo noi: perché c'è il vincolo della Sovrintendenza. Non si tocca più il Parco Langer. Quel vincolo che è stato messo sul Parco Langer è lo stesso vincolo che ha il Palazzo Ducale di Venezia: quello non verrà mai più rimosso.
Quindi, per cortesia, non parliamo più della Passante Nord sul Parco Langer. Parliamo invece del Parco Langer perché sia rivitalizzato, sia dato un senso a questo cosiddetto parco, che non è parco. Diamo la possibilità a questi polmoni verdi che abbiamo vicino alla città che siano espressione di giochi, di frequentazione di bimbi, di mamme, eccetera.
Poi la Passante Nord vediamo, vediamo più avanti come andrà a finire, non lo so. Dopo ognuno si inventa un tracciato, ma bisogna anche capire, fare i conti con la compatibilità di bilancio, dei fondi. Io dico una cosa, è brutto dire che una strada debba finire in una rotatoria in mezzo alla campagna, però a questo punto, piuttosto di fare errori, pensiamo che c'è l’altra arteria da Via Amendola alla zona industriale, o meglio in Via delle Industrie, il cui progetto è stato approvato, parzialmente finanziato.
Pensiamole queste cose. La viabilità è importante, ma non è poi essenziale la grande viabilità. Perché dicevo prima che i tempi sono stretti di mandato?
Perché ogni Sindaco si è caratterizzato per una sua firma. La firma di Merchiorri è stato il Corso del Popolo. Io ho sempre espresso la mia posizione contraria.
Il Corso del Popolo è la via di scorrimento attraversante la città, è l’unica via di transito, non esistono alternative e non c’era un piano di viabilità a monte che potesse garantire l’efficacia di una soluzione alternativa, quel mandato deve essere caratterizzato da un’opera importante; opera importante che poi porta le sue conseguenze, perché se adesso non abbiamo neanche la possibilità del ricorso all’indebitamento è perché abbiamo speso quasi 7 milioni sul Corso del Popolo.
E allora io avrei preferito non spendere quei 7 milioni su Corso del Popolo, avrei preferito sistemare i marciapiedi e le strade, e sul Corso del Popolo avrei lasciato quelle meravigliose aiuole con le rose, che appartiene alla nostra storia. Ecco il senso di amministrare, ma non è colpa né di Merchiorri, né di Piva. Ognuno è chiuso all’interno di un mandato, che è strettissimo, e vuole caratterizzarsi.
Allora perché sposo queste linee programmatiche? Perché queste sono linee non di relazione di Governo, sono linee programmatiche a maglie larghe, come per dire che da ora in poi si guarda in prospettiva, anche perché non possiamo giustificarle sotto il piano della compatibilità finanziaria. Si parla addirittura del ponte di Boara.
Grazie Sindaco, complimenti. Sul ponte di Boara, ricordo ai tempi di Bisaglia, Bisaglia ci diceva: “Ricordatevi, tutta la viabilità della Provincia è una viabilità non poi così tanto importante. La cosa più importante è il ponte di Boara, è un tappo.
La Provincia di Rovigo la dovete immaginare come un sacco disteso sul pavimento, dove c'è un tappo, che è il ponte di Boara”. Se non siamo riusciti a sistemare il ponte ai tempi di Bisaglia, io non lo so, però comunque mettiamolo in programma, perché è la vera strozzatura viaria che la Provincia di Rovigo ha. Lei, Sindaco, credo che sia stato votato anche per alcune affinità politiche con la Giunta Regionale.
Perché? Perché noi abbiamo bisogno della Regione, abbiamo assoluto bisogno che il Presidente Zaia abbia un occhio di riguardo sul Comune di Rovigo, e non è favoreggiamento questo, è un occhio di riguardo dovuto, perché, per esempio, sull’emergenza casa, sull’emergenza abitazione sociale a Rovigo - ed è buon testimone Saccardin - la gente che è in graduatoria ha un punteggio di 12-13 punti non trova casa; a Verona e a Vicenza con 7 punti trova casa.
Quindi vuol dire che il Comune di Rovigo ha delle sacche di povertà per cui la Regione non può trattare Verona, Vicenza e Treviso alla stregua di Rovigo. Rovigo deve essere guardato con un occhio di riguardo, perché l’edilizia sociale è l’emergenza delle emergenze. Purtroppo ormai non si fa più amministrazione normale, ormai l'amministrazione si identifica in una prassi: la prassi delle emergenze.
E non è facilmente gestibile. E quindi? E quindi provate a pensare le difficoltà che abbiamo e la necessità che Lei, Sindaco, vada in Regione e ci porti a casa - come faceva sul Corrierino dei Piccoli il signor Bonaventura - il milione, ci porti a casa i sussidi, quello sforzo economico che ci consente di fare qualcosa.
Le opere incompiute. Lei, la sua Amministrazione, noi, ci troviamo di fronte a diversi incompiuti. Bene ha fatto Vernelli a citare lo scheletro di Via Bramante; il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità di spostare la costruzione del terreno dell’ex canile a quell’area di Via Bramante, sulla quale il Comune aveva dato parere favorevole, perché quella era il sito più corretto, più giusto per collocare due pacchetti da 12 di edilizia popolare sovvenzionata.
Perché questo? Perché io ricordo che lo stesso Romanin ed i Verdi avevano posto la questione che sull’area del canile non si potesse costruire ancora, perché si poteva pensare, in raccordo con la ciclabile, di adibire quell’area a parco, perché creare un’ulteriore massificazione edilizia in quel posto era complicato, anche perché non c'era la viabilità che lo consentiva.
Siamo venuti in Consiglio Comunale, ed il Consiglio Comunale all’unanimità ha accolto la proposta di Merchiorri di dire “abbiamo un’area migliore, che è quella vicino al palazzetto dello Sport”. Poi se sotto c'era il sottoservizio principale della condotta idrica, io non credo che il Presidente si debba mettere con il piccone e debba andare a vedere se effettivamente c'era il sottoservizio. Dopo, i lavori sono partiti, e io non so altro, se non le vicende che abbiamo visto dai giornali, eccetera.
Però ricordatevi che quella soluzione là è stata assunta da tutto il Consiglio Comunale, e a conferma di quello che vi ho detto prima che il mandato, purtroppo, è rigorosamente rigido, stretto, lo conferma il fatto che quello che abbiamo detto in Consiglio Comunale non è stato poi mantenuto, perché poi sull’area ex canile si è costruito. E allora vedete che ci vuole la pianificazione, ci vuole la programmazione?
Perché non può essere che ogni cinque anni cambia il Sindaco, cambia il Consiglio Comunale, e ognuno fa quello che vuole. Poi ci sono le incompiute: le incompiute tipo Via Brabante, le incompiute tipo Palazzo Angeli. Mi dite voi se è possibile che Palazzo Angeli, di cui parliamo da una vita, che è uno strumento che può catalizzare studenti e movimento sulla città, è da quattro anni che è il palazzo dei fantasmi!
Allora, caro Sindaco, io ho dato un’occhiatina sulle possibilità di indebitamento: ci sta un milioncino, ma anche 500.000 euro, perché con 500.000 euro del Comune per lo meno rendiamo agibili due piani, e attiviamo quel palazzo. E’ una vergogna che da quattro anni sia in quelle condizioni, perché poi ci sono gli impianti dentro e probabilmente sono anche in condizioni di non manutenzione, eccetera, quindi in stato di abbandono.
Altra incompiuta, consentitemelo di dire, per me era un sogno: portare gli anziani in piazza con il realizzo dell’ex Caserma dei Vigili del Fuoco, di un progetto che io avevo copiato dall’ingegner Gandolfi; un progetto che riguardava mini alloggi per anziani con domotica. Ricordo i salti mortali che abbiamo fatto, complice anche il Consiglio Comunale, perché è importante, se questa assemblea lavora, è quella che porta veramente i risultati alla città. Abbiamo avuto a fondo perduto 800.000 euro per la realizzazione.
Io ricordo che Merchiorri ha messo a bilancio - non so se ci siano - 100.000 euro per le opere di urbanizzazione, per fare una fontana in una piazza, di creare un sito importante vicino al Duomo, soprattutto per anziani. Mi risulta che sia andato tutto... non lo so, mi dicono che è andato perso tutto, anche il finanziamento. Sarà una delle cose, Sindaco, che io le chiederei di informarsi, perché quell’area in quelle condizioni è una cosa veramente vergognosa.
Io vi ho parlato di incompiute, e mi piacerebbe tanto, riprendendo un discorso che a me è caro, che è stato posto da Vernelli, sulla valorizzazione dei Consigli Comunali. Vedete, quando il Consiglio Comunale fatto di Consiglieri, Assessori, il cui il metodo non è quello della contrapposizione, ma il metodo è quello del confronto, la trasparenza, la collaborazione c'è.
Caro Sindaco, quando Lei invoca questa democrazia partecipativa è un auspicio che spero che si realizzi per poter risolvere tutta una serie di situazioni contingenti, che è difficile, molto difficile gestire. So che giorni fa Lei con l’Assessore Di Meo è andato a vedere le case parcheggio del comune; sono 100 alloggi che il Comune non è in grado di mantenere, e non so se ha visto la situazione, è una situazione disastrosa, disastrosa.
Io ricordo che due o tre anni fa avevo posto la questione: se il Comune avesse la possibilità di avere uno stanziamento straordinario, cediamole all’ATER quelle case. Il Comune non è in grado di mantenerle. Parliamo con la Regione.
Il Comune non è in grado, cosa fa? Chiude quelle case che sono lì per mettere al coperto una famiglia, che magari è costretta a stare sotto un ponte? Però, purtroppo, non siamo in grado di gestirle.
Su questo io credo abbiamo due o tre punti fondamentali su cui la Regione non può essere del tutto estranea, anzi, deve avere, come ho detto prima, un occhio di riguardo. Poi un’attenzione particolare alla Rotonda, che è il nostro gioiello turistico. Messa là così com’è non dice niente, è trascurata, è fuori da ogni sistema, da ogni circuito.
Inseriamola in un circuito, anche quello religioso. Io domenica scorsa vedevo delle corriere che arrivavano alla Madonna del Pilastro a Lendinara, corriere di religiosi che visitavano la Vangadizza - Madonna del Pilastrello. Ma perché non inseriamo in questo circuito anche la Rotonda?
Quindi ci vogliono operatori turistici disponibili e all’altezza, protagonisti sul fatto di dire “questa è la Rovigo che noi vogliamo nei prossimi anni, su cui vogliamo credere e su cui ognuno di noi deve fare uno sforzo per essere partecipe”.