Grazie signor Presidente. IRAS: due anni che si parla solo e esclusivamente di CdA, prima con la maggioranza di Centro Destra, ora con la maggioranza di Centro Sinistra, ma l’IRAS non è solo il CdA, è soprattutto un ente che deve dare un servizio, un servizio a persone autosufficienti e molto di più alle stesse non autosufficienti.
A novembre del 2005 sulla sedia dove in questo momento era seduto il dottor Romeo c’era il Presidente Moretto, anche allora ho ascoltato con attenzione l’illustrazione della relazione che ho qua, tra quella di allora e quella di questa mattina l’unica differenza era che quella era fotocopiata su carta ecologica, quella di questa mattina è fotocopiata su carta a colori, ma tutto era okay allora, tutto è okay adesso, però sono passati quasi due anni, un anno e mezzo e abbiamo visto, sentito, letto cose che per un Ente che si dichiara al servizio degli anziani non ha niente a che vedere e questo mi ha deluso molto perché non ha portato al bene dell’IRAS stesso.
Avevo diverse domande da fare al direttore, ma molte sono già state fatte e ne faccio un paio tanto per avere un motivo in più per pensare.
Sulla sua relazione, alla pagina dove c’è “Utilizzatori del servizio e prestatori del servizio stesso”, c’è un rapporto che mi sembra sia ancora quello del lontano del 1986 che ha dato la Regione Veneto, non vorrei sbagliarmi, quindi se è ancora quello siamo lontani anni luce dalle prospettive e dalle esigenze attuali degli anziani stessi perché, sempre nella sua documentazione, il grado di soddisfazione era il 90 per cento e ne sono fiero, perché se c’è una soddisfazione al 90 per cento vuol dire che le cose vanno bene, però sotto vedo che si fa fatica a 49 raggiungere il 25 per cento di partecipazione dei rappresentanti, degli ospiti, questo perché?
Forse manca il dialogo? Non lo so, se me lo può dire lei, io dico che se le cose andassero al 90 per cento, ci dovrebbe essere anche un 60-70 per cento di partecipazione a questi organismi. Prima di concludere vorrei, chiedo scusa ai Consiglieri, leggere una lettera, questo per stemperare un pochettino, perché c’è la sigla U.I.L. la sigla C.G.I.L., è stato parlato dalla C.I.S.L., io ho in mano la lettera della C.I.S.L., come iscritto di questa Federazione.
Non voglio parlare a nome di questa Federazione perché non sono in grado, perché non è mia competenza, però è giusto che il Consiglio venga messo al corrente di quello che ha scritto il Segretario generale C.I.S.L. di Rovigo Roveron a seguito di quello che è successo ultimamente, lettera che è stata data anche alla stampa. Chiedo Presidente, se mi concede di leggere.
“Gli articoli di stampa letti la scorsa settimana sulla vicenda IRAS, con particolare riguardo alle modifiche dello Statuto dell’Ente e i dissapori politici che si intrecciano con le responsabilità giuridiche mi hanno lasciato esterrefatto, ma ancora più mi stupiscono i colleghi di C.G.I.L. e U.I.L. e parte dei componenti l’R.S.U. che per l’ennesima volta decidono iniziative dimostrative senza nemmeno interpellare il sottoscritto e condividerne il merito con tutta l’R.S.U..
Sono certo che le difficoltà che da qualche tempo incontriamo per risolvere i problemi che attanagliano l’IRAS, debbono essere affrontate attraverso il confronto e con la formulazione di proposte serie negli ambiti in cui queste sono previste.
Non solo la Giunta, anche con il Sindaco, a seguito dell’incontro tenutosi al termine dell’anno appena trascorso, prevedevano nuovi incontri con la direzione dell’IRAS, con l’obiettivo condiviso che prevedeva di recuperare le molte ferie arretrate non appena vi fosse stato il riconoscimento dei famosi 21 posti letti, non ancora accreditati, e la revisione delle dotazioni organiche con l’applicazione di piani di lavoro concordati.
Queste citate e tutte le altre problematiche che nel quotidiano si presentano abbiamo l’obbligo di risolverle attraverso gli incontri con la direzione dell’IRAS. A tal proposito espliciterò una richiesta di incontro quanto prima, auspicando che i colleghi di C.G.I.L. e U.I.L., possano condividere le motivazioni e le modalità di confronto da me appena descritte.
Per quanto attiene posizioni da assumere a difesa di una parte o l’altra del Consiglio e del Presidente mi sento di dire che l’organizzazione sindacale che io rappresento è abilitata al confronto con la controparte dell’IRAS che nella fattispecie è rappresentata dal direttore e solo se questi non fosse ottemperante delle indicazioni normative contrattuali seguirei altre strade per raggiungere le finalità previste e contenute nelle normative contrattuali.
Sono comunque a disposizione per ulteriori delucidazioni e se gli iscritti ne ravvisino la necessità, si possono prevedere delle assemblee per verificare assieme tutte le problematiche che ritenete debbano essere affrontate. Il Segretario generale C.I.S.L. Roveron Michele”.
Con questo non voglio aprire nessuna polemica ma è stata letta sono per azione costruttiva nei confronti dell’IRAS stesso. Concludo auspicando che questo CdA si impegni a relazionare entro un tempo ragionevolmente accettabile alla Seconda Commissione, visto che la stessa ha cercato il dialogo con il CdA stesso, diamo atto al suo Presidente che in questo mese si è adoperato per trovare delle soluzioni a questi problemi, non per parlare.
Auspico anche che i rapporti si stemperino e si possano raggiungere in tempi brevi una ritrovata chiarezza sia in chi opera e sia in chi riceve i servizi, senza dimenticare che gli anziani non hanno bisogno di politica ma di servizi e solo questi devono essere al centro di ogni discussione all’interno del CdA stesso e al CdA stesso dico: “Fate tutti un passo indietro tutti e mettetevi al servizio per il quale avete avuto e accettato l’incarico”.