Grazie Presidente, grazie Consiglieri colleghi per l’attenzione che avete rivolto finora a un argomento importante come quello che stiamo discutendo oggi. Io vorrei subito tranquillizzare il Consigliere Scaramozzino: non voglio assolutamente che mi vengano attribuiti meriti che non ho, il lavoro è stato fatto dalla Commissione e io mi sono soltanto preso l’onere di riferirlo e di inquadrare un po’ le questioni.
Ringrazio il Consigliere Borgato per le buone parole che ha avuto nei miei riguardi, queste mi fanno sicuramente piacere, ma non voglio prendermi meriti che probabilmente non ho, però un merito voglio prendermi, ma più che merito è un modello, un modo di operare che spero diventi prassi nei prossimi anni.
Io credo che il ruolo delle Commissioni sia proprio questo, quello di andare a valutare in maniera approfondita le questioni, cercando di lasciare un po’ da parte i nostri abiti mentali e qualche volta anche le nostre appartenenze per serenamente..., mi piace sempre usare questo avverbio, serenamente ragionare e lavorare con i colleghi di Commissione per cercare di inquadrare un problema e poi portarlo all’attenzione del Consiglio.
Ecco, io mi sono sforzato perché questo potesse avvenire, non ho fatto niente di più e credo che questo sia il metodo giusto, penso che le Commissioni debbano lavorare così e poi sta al Consiglio cogliere le provocazioni o cogliere le occasioni che la Commissione porta, o sta al Consiglio decidere che va bene lo stesso e andare avanti per un’altra strada.
Devo dire che ho apprezzato molto anche l’atteggiamento che c’è stato oggi da parte di tutti i Consiglieri, io oggi mi sono sentito molto meglio di tante altre volte, mi sono sentito molto meglio perché il clima era diverso e siccome le persone poi sono sempre le stesse, credo che però sia diverso, perché abbiamo toccato una questione che probabilmente ci sta molto più a cuore di tante altre, dove abbiamo tutti un po’ dovuto fare la nostra parte.
La giornata di oggi dal punto di vista emotivo mi impegna abbastanza, ha ragione il Consigliere Borgato che è riuscito a cogliere, con la lucida razionalità che lo contraddistingue, il profondo imbarazzo emotivo che io ho avuto come Presidente di Commissione e che ho anche oggi, perché la questione dell’IRAS la sento veramente come una questione importante per la nostra città e da quello che io ho potuto vedere, facendo politica da molto poco, facendola probabilmente male, ma da cittadino, da professionista della salute anche, mettiamola da questo punto di vista, io ho colto degli aspetti che sono caratterizzati da preoccupanti contraddizioni e questa cosa mi preoccupa un po’.
E tutto quello che ho letto in questi giorni sui giornali e se poi uno va a farsi anche una ricerca non tanto approfondita e si va a leggere quello che è stato scritto nei mesi scorsi, vengono fuori dei toni così polemici, di rissa, dei toni di 59 contrapposizione che non fanno bene, che non fanno bene alla città di Rovigo, che non fanno bene ai rodigini, che non fanno bene all’IRAS, che non fanno bene agli ospiti, che non fanno bene ai parenti degli ospiti e che non fanno bene neanche ai lavoratori, perché io non voglio fare del patetico paternalismo che caratterizza qualcuno di noi, io sono anche preoccupato per le condizioni di questi lavoratori, sono preoccupato perché per il tipo di lavoro che faccio io, che adesso inquadrano nelle helping profession, che sarebbero le professioni di aiuto, io so che cosa vuol dire lavorare in un clima ostile.
Dottor Avanzi, io so che cosa vuol dire lavorare in un clima in cui non c’è la collaborazione, io so che cosa vuol dire lavorare in un clima in cui il sospetto regna sovrano.
E allora questi lavoratori che non hanno fatto coreografia oggi, ma che hanno portato la loro testimonianza di lavoratori che non sono qua a protestare o a richiedere 50 o 100 euro di più al mese, sono qua anche per tutelare i nostri vecchi, perché l’ha detto prima credo il Consigliere Scaramozzino, loro hanno sulle loro spalle il rispetto dei nostri anziani e le culture che non rispettano gli anziani sono culture da poco e noi dobbiamo avere rispetto di questi lavoratori.
Questi lavoratori potranno anche essere all’interno degli standard regionali, io non me ne intendo, ma se noi mettiamo questi lavoratori che dal punto di vista aritmetico sono perfetti, li mettiamo in un ambiente poco collaborante e ostile saranno sempre in difficoltà e se sono in difficoltà loro sono in difficoltà i nostri anziani.
Allora io ho preso atto che per gravi carenze organizzative e strutturali - scusate se leggo, ma io non ho la vis oratoria del collega Guarnieri e quindi devo leggere -, anche se abbiamo appreso che gravi carenze strutturali e organizzative hanno pregiudicato l’assegnazione dei 21 posti, io devo dire che probabilmente anche quel clima di diffidenza e di sospetto del CdA ha contribuito al non accreditamento, non sono solo carenze strutturali e organizzative, è un clima che dobbiamo superare.
Io non ho nessuna soluzione in tasca e non riesco a proporre niente che possa andare bene per tutti, ma dico: “Dobbiamo superare questo clima difficile per tutti” e dobbiamo superarlo con le forze che abbiamo e le forze che abbiamo sono un forte impegno che questo Consiglio Comunale, che la nostra Amministrazione deve prendersi per garantire che qualcosa cambi all’interno - mi permetto di rivolgermi al dottor Romeo - di quel CdA, perché lei stesso, dottor Romeo, ha definito il clima del CdA come il clima umano torbido; non è possibile che i nostri anziani siano in qualche maniera coordinati da un CdA in cui il clima umano torbido prevalga.
Le chiedo, a nome di questo Consiglio e a nome della maggioranza che rappresento in questo momento, di attivarsi perché questo venga superato presto, perché così è difficile andare avanti, è difficile pensare di collocare, di portare i nostri parenti all’IRAS.
E io non vorrei che succedesse, che forse è successo, che qualcuno, per tutto quello che si è sentito dire, per tutte le polemiche che sono state portate avanti in questi mesi, abbia pensato che non era quello il luogo adatto per assicurare ricovero ai propri cari.
Io spero che questo non sia capitato, perché se è capitato, beh, abbiamo delle responsabilità gravi, abbiamo delle responsabilità gravi come amministratori e allora come amministratori le chiediamo, le chiedo di attivarsi perché questo clima torbido venga meno al più presto, perché si riporti la serenità all’interno del CdA, perché si riporti la serenità tra i lavoratori, perché si riporti la serenità nei parenti e perché si riporti l’IRAS a situazioni simili a quelle di altri istituti per anziani, perché il problema che ha l’IRAS di Rovigo è come quello che ha l’istituto di anziani di Bassano, di Vicenza, di Treviso, di Canicattì e di Bolzano, le carenze di personale, sono carenze croniche che si registrano in tutti gli Enti.
Ma allora a queste carenze croniche di personale noi dobbiamo far fronte con scelte serie dell’Amministrazione condivise dai lavoratori e dagli ospiti, o meglio, dai familiari degli ospiti. Questo le chiediamo dottor Romeo, le chiediamo di rendersi garante che questo accadrà, perché questo non è accaduto, questo non è accaduto.
Io mi scuso se ho alzato un po’ il tono della voce, ma vi assicuro che alcuni Consiglieri di minoranza o di opposizione, ma alcuni Consiglieri lo sanno, perché ci siamo sentiti per telefono, anche se non apparteniamo allo stesso gruppo politico, sanno quanto mi stia a cuore questa questione, quanto sento responsabilità nella questione che in questi giorni mi ha impegnato, la questione dell’IRAS, che non è la questione del CdA, è la questione dell’IRAS nella sua globalità, è la questione dei lavoratori, è la questione degli ospiti, dei parenti degli ospiti, perché anche i parenti 60 degli ospiti devono essere rassicurati.
Non possiamo più ricevere lettere come quella che è stata protocollata ieri in cui ci si lamenta di situazioni gravissime, non possiamo più riceverle, abbiamo l’obbligo morale di non riceverle più.
E allora io credo che la politica con la “P” maiuscola, come diceva prima il Consigliere Stocco... voglio chiedere di far politica con la “P” maiuscola, perché se ho deciso di venire a spendere il mio tempo anche qua, piuttosto che stare con la mia famiglia o andare a fare le cose che mi piacciono di più, è perché credo che un impegno sociale è un impegno politico e in qualche maniera elevi l’essere umano.
Allora le chiedo, dottor Romeo, di farsi garante che la politica con la “P” maiuscola, possa realizzare quanto le ho chiesto. Le chiedo che il CdA si prenda responsabilità di attuare le politiche per l’anziano serie che devono essere concordate con l’Amministrazione e che devono trovare verifica in questa Aula, le chiedo, da persona di onore quale è, di impegnarsi da subito perché il clima all’interno dell’IRAS cambi, perché se cambia il clima all’interno del CdA, cambia il clima all’interno dell’IRAS.
Grazie e scusate per la foga.