Comunque i ringraziamenti sono registrati e quindi valgono sempre e anche voi tutti Consiglieri comunali perché il sottoscritto ha un grandissimo rispetto per il Consiglio comunale e per i Consiglieri comunali, quindi, perché siete, e l’ho detto anche forse in quelle quattro righe che vi ho spedito, perché siete eletti dal popolo e che, si voglia o no, io ho un grandissimo rispetto per il popolo e le persone che sceglie di rappresentarlo.
Se vogliamo essere, anzi, io voglio essere come sono io, bisogna anche fare una piccola sottolineatura, che non va male, e non è neanche una mancanza di rispetto in assoluto verso le persone che ci sono qua e anche quelle che non ci sono, dicevo che i voti, essere votati è una cosa molto importante per una democrazia, però bisogna dire anche altrettanto chiaramente e io lo dico senza se e ma che prendere un voto, diecimila voti, centomila voti non equivale a trasformare uno stupido in persona intelligente e neanche un mascalzone in un galantuomo, che sia molto chiaro.
Per Pag. 46 di cui de rerum natura, diceva Lucrezio, la natura degli uomini è quella che è, ma il sottoscritto, in ogni caso, nella vita privata, quando ormai me lo posso permettere, dalla anzianità che ho, quando mi capita di incrociare un deficiente, e ce ne sono in giro, cerco di fare come succede per l’AIDS: se lo conosci, lo eviti, sennò ti uccide, cerco di evitarlo. Nella vita, in generale, io avendo il più alto rispetto dell’elezione e del voto popolare, ho il massimo rispetto per tutti e in qualsiasi modo.
Questo volevo dire che va per tutti gli eletti fino al Presidente della Repubblica, questo che ho detto adesso, ma soprattutto anche per gli eletti, tipo il sottoscritto che è un eletto e dei Consiglieri che mi accompagnano e via, via per le società che hanno dieci dipendenti da quelle che ne hanno un milione. Questo per essere molto chiaro.
Adesso direi che passo anche a un discorso, oltre che di educazione, di informazione, vi ringrazio, però devo sempre dirlo, mi sarebbe piaciuto che fossero invitati anche a questa importante assemblea il mio braccio destro e il mio braccio sinistro.
Il braccio destro è la leghista Luciana Giocondo e il braccio sinistro è Emanuele Ulisse, che sono le due persone che mi aiutano molto nel ruolo che cerco di fare al meglio, anche se si può fare sempre di meglio, di più ancora e che ci hanno visto in questi anni... tra poco concluderemo anche... per quello dico che arriverò qua, concluderemo anche il nostro mandato ed è giusto che ci sia anche il rinnovamento, e che ci hanno sempre visto deliberare in maniera, diciamo così, unitaria, così come lo è stato anche con i precedenti, parlo di Diegoli e di Vareggi.
Cosa volevo dire?
Volevo semplicemente dire, e non vorrei portarvi via con tantissime altre cose, che ho pensato anche ad una forma, forse, spero di no, ma a quanto mi risulta è così, di grande rispetto verso il vostro ruolo, difatti quindici giorni fa mi sono premurato di fare avere ad ognuno di voi di un bel plico di informazioni sulla vostra società partecipata, voi come Comune di Rovigo siete la più importante casella per quanto riguarda il finanziamento, anche se non in termini di quote perché vi ha superato un Comune che ha investito di più, che è Occhiobello, però diciamo che metà o un terzo più del Bilancio si basa sui profitti.
D’altronde, come tutti sapete, è nata qui AS2, e certamente dovete dirmelo perché lo penso e ne sono profondamente convinto, la società che è nata dalla Legge Bersani, costola di ASM, che voi avete come Comune di Rovigo prodotta e fatta nascere, secondo il Presidente di AS2 è l’intuito più bello che ha avuto il Polesine, scusate tanto, ma non me ne frega niente se qualcuno... anzi, è giusto che la pensino anche diversamente tantissimi, ma è stata una intuizione intelligentissima, soprattutto per guardare avanti e non per guardare indietro.
L’AS2 è una delle società... prima ho sentito un po’, ma i giornali li leggo perché voi lo sapete che ho un po’ questo vizio di leggere i giornali, di vedere, di capire, eccetera, ma AS2 tra le partecipate del Comune di Rovigo è l’azienda purtroppo migliore, è migliore a tutti i suoi parametri perfetti, ha i costi più bassi, le spese generali più basse, i costi del personale più bassi di tutti gli altri Enti, e queste cose qua, le chiacchiere non possono sminuire la realtà.
Ci sono dei fatti e delle chiacchiere, i fatti sono fatti, le chiacchiere sono chiacchiere e anche delle volte maligne. Però quando uno ha dei fatti da portare avanti, come si dice nel liberalismo: “Li dica, siamo qua apposta”. Cosa succede?
Che effettivamente questa società, e qui mi prendo le responsabilità in primis, aveva e ha una grandissima possibilità di suscettibilità, potrebbe essere la società, in altri tempi e probabilmente con Presidenti molto, molto più bravi del sottoscritto ad avere anche fino a cento dipendenti, poteva benissimo fare tutte quelle funzioni che sono quasi diventate obbligatorie: ricerca evasione, TARI, T.A.S.I., bollettazione, Polizia locale, eccetera, che si fanno oggi senza prendere i treni e andare a Padova per prendersi i plichi e portarli a Rovigo, poi leggere tutto, eccetera, o andare a Verona o a andare a Belluno o a andare a Palermo, perché oggi, voi vedete, il mondo funziona con questi strumenti che si chiamano palmare, cellulari, eccetera, quindi basa solitamente che il Comune di Caltanissetta decida di fare vedere chi non paga le tasse e mandi e invia a tutte le banche dati, i dipendenti di AS2, che hanno già un’esperienza pluriennale, li lavorano, come si dice, gli mandano la busta a casa di chi non paga.
Quindi stiamo parlando di un’azienda unica nel Veneto, unica, ce n’è una a Schio, che sono andato a visitare, con dei bravi professionisti, ingegneri, eccetera, ma non fa neanche il 30 - 40% delle cose che facciamo noi. Pag. 47 di Anche noi ne facciamo troppe di cose perché non è che veniamo qui a raccontarvi la favola dell’orso.
Se ci fosse stata una attenzione anche da parte... io ho sempre detto: “Bisogna soprattutto iniziare a fare il famoso baco da seta”, il baco da seta prima si sviluppa nel proprio bozzolo e poi diventa farfalla. Quando sono entrato e ho avuto l’onore, soprattutto con i voti del Comune di Rovigo, che è importantissimo, ho avuto l’onore di presiedere questa società, erano circa venti i soci, mi pare, adesso siamo arrivati a 63 soci, perché?
Perché è naturale cercare di guardarci prima attorno e poi di fare la farfalla e casomai di andare alla ricerca e abbiamo cercato tramite due Comuni di fare soci quasi tutti i Comuni della Provincia di Rovigo, oltre agli enti. Cosa non mi è riuscito?
Non mi è riuscito veramente, e qui mi prendo le responsabilità per primo perché non c’è tanto da girarci attorno, di fare capire, di tirare per la giacca no, ma di dire a tutte le varie realtà locali: “Guardate che avete la possibilità non solo di avere della gente che sa fare il proprio lavoro, ma avete la possibilità anche di portare economie di scala a quelli che sono i vostri costi” perché un discorso è se AS2 ha dieci utenti e fa un vestito per dieci utenti tutto uguale, un altro discorso è se ha dieci utenti e deve fare dieci vestiti uno diverso dall’altro, un altro discorso è se ha cento utenti e fa un unico vestito.
È chiaro che i costi automaticamente si abbassano, come è successo, mutatis mutandis, per quei famosi scandali che poi vi diremo e accettiamo tutto, però siamo qua per dire le cose come sono, dei famosi velox: “Uno è partito da ottomila e sono arrivati a duemila”, certo, che sono arrivati da ottomila a duemila, quando avevi tre clienti costatavano così, io ho avuto il primo Start Tac, non so se vi ricordate perché qua siete tutti giovani, l’ho pagato 3 milioni di lire, faceva dieci cose, adesso con 30 euro compro un cellulare che fa 250 cose, la tecnologia, ogni giorno che passa, si abbassa.
Questo me l’hanno passato i miei figli, mi pare che costasse 3 - 400 euro, adesso, se glielo dai ad uno, te lo tira in testa.
Questa è la tecnologia e, se alla tecnologia, aggiungiamo quel discorso, che vi dicevo prima, delle economie di scala, cioè se noi facciamo una gara per dieci autovelox per due Comuni o facciamo la gara per cento autovelox per quaranta Comuni, è chiaro che... ah, noi facciamo le gare, eh, non è che ci chiudiamo nella bottega e diciamo... no, noi non andiamo da nessuna parte, lì è anche un mio grande handicap, è il Comune che dice: “caro mio socio, mi fai questa gara, visto che tu sai fare le gare, hai la gente che è capace di fare i capitolati, mi fai per piacere questa gara e poi io prendo da te questo servizio che tu mi puoi dare?”, allora noi prendiamo, facciamo i capitolati, invitiamo alle gare pubbliche, facciamo le cose pubbliche e poi, dopodiché, chi vince e dice: “Io ti do tre postazioni”, adesso vado alla carlona, “ti do tre postazioni e vinco perché ti faccio 50 euro all’anno per tre anni”, non è che dopo mezz’ora, visto che nel frattempo probabilmente, mutatis mutandis, le tecnologie, eccetera, eccetera, dopo sette mesi: “No, adesso ti do...
Costa meno”, no, tu devi mantenere le cose con serietà, se uno ha vinto la gara e va avanti tre anni, è chiaro che sappiamo già, perché è dimostrato da quello che ho detto prima, che le tecnologie, l’aumento delle richieste abbasseranno subito dopo i prezzi, questa è la dinamica di una società.
Ci sono delle persone, qua io non ho nessuna volontà di fare l’ipocrita, c’è della gente, parlo delle Amministrazioni, con tutto il rispetto, che si fanno socie, comprano un pezzo di AS2, la loro società la comprano sul mercato, negli aumenti di capitale che abbiamo fatto, porca miseria la comprano e poi non si fanno neanche più vedere e comprano dei servizi che noi diamo senza essere andati nella loro società a dire: “Sentiti, giovincelli, io voglio comprare questo telefono che è il 223436, a quanto me lo dai?
Tu sei la mia società”, uno viene lì e dice: “Senti, io te lo do a 50 euro”, dice: “Me lo dai con la carica già dentro o senza carica già dentro?”, “Te lo do con la carica già dentro”, “Ah, e me lo porti fino a Badia perché io lo voglio a Badia”, “Sì, te lo porto fino a Badia. No, non te lo porto fino a Badia”, questo è il minimo che fa un buon amministratore, va a casa sua, chiede, si informa e dopo decide.
Dicevo che quell’imprinting, che volevo dire, adesso lo recupero, che io ho pensato di rispettarvi al massimo, mandandovi quindici giorni prima tutta la documentazione possibile e immaginabile affinché voi, se avete la voglia, la volontà o anche di ricoprire l’importantissimo ruolo che avete di leggervi tutto, di capire, di criticare, ma prima di aver letto: conoscere per deliberare, diceva uno che si chiamava Einaudi, non sparare “cazzate” a casaccio oppure cose per sentito dire.
Cioè si viene qua e si dice le cose come si deve per ognuno che vuole fare gli interessi di una comunità, le cose a caso non vanno bene per un buon Pag.
48 di amministratore, le cose che, invece, un buon amministratore deve fare è, come abbiamo fatto noi, mandare tutte le relazioni ai Consiglieri regionali, ai parlamentari, ai Sindaci, a C.G.I.L., C.I.S.L. e U.I.L. provinciale per dire: “Signori, questa è la cosuccia che facciamo noi, sicuramente potrebbe essere fatta cento volte meglio, su questo non c’è ombra di dubbio.
Però, se avete delle cose da dirci, se ci aiutate a fare meglio, eccoci qua, prego, accomodatevi”, ma non di non capire un tubo e di criticare senza sapere niente, questo non va bene e non lo accetto! Questa è la mia volontà in chiaro. Però adesso c’è da dire anche che c’è, ripeto, una società che... scusate, anche qui, guardate che io voglio bene a tutti perché ormai sto diventando un vecchiotto, sapete quando uno diventa anzianotto che comincia a diventare quasi più tollerante?
Certe cose di gioventù, certe arrabbiature, perché poi la vita passa, tutto finisce, divento veramente un filosofo e per cui, tutto sommato, c’è veramente il rammarico, ve lo dico con tutta onestà perché io tra sei mesi non ci sono più lì, ritornerò qua, ad un certo momento, mi dispiace perché c’è veramente... lo dicevo anche a chi ha anticipato il Sindaco Bergamin, che si chiamava Piva, che andava al Caffè del triangolo Verona - Vicenza, Verona, quadrante Europa, Vincenza, dagli industriali più grossi del Veneto e dico: “Cazzo, scusa - scusate il termine -, cosa ci vai a fare lì?
Porta questa cavolo di brochure qua e gli dici: senti, voi avete industriali, voi avete il quadrante Europa, avete “gli schei”, avete gli orafi, avete... noi, però, tutto sommato abbiamo la Mesopotamia, l’Adige, abbiamo questa aziendina qua che potrebbe andarvi bene, perché funziona, ha sei anni, ha fatto degli utili e, se tu vuoi, invece di fare Solori a Verona, dove si paga il triplo di qua, si prende il triplo quello di Solori, hanno tre, quattro dipendenti, una roba del genere, e prende 240.000 euro l’anno, noi 90 - 80”. (Voci incomprensibili dall’Aula) Chiedo scusa, dicevo: “Digli a Tosi, che si trovavano a bere il caffè, gli dici: guarda, Tosi, abbiamo già un’aziendina che potrebbe fare quello che tu vuoi mettere in piedi, Solori, eccetera, che ho visto che paga 240.000 euro il dirigente.
Basta solo che ci mandi con dei bottoni i flussi là e noi ti mandiamo le lettere a casa dei tuoi veronesi. Diglielo, no! Prova, siccome non credo siano stupidi, anzi, sono persone intelligentissime e così fai con Vincenza, con Variati, spendila questa carta se ce l’hai”, le carte sono rimaste sempre lì sul tavolo dell’ex Sindaco, non sono mai arrivate da nessuna parte.
Per dire che cosa? Per dire che, se abbiamo delle carte da giocare, basta mettersi in testa e giocarle, e io non mi stancherò, ripeto, di dire che questa, tra tutte le società partecipate, è quella che è più in regola di tutti, cioè ha tutto a posto. Vi ho letto delle cose prima, vi ho detto esattamente tutti i parametri, è stata... come si chiamava quello che è andato a visionare le società partecipate che avevamo paura?
Come si chiama? Cotarelli, tutto a posto. Chiaramente ne abbiamo sofferto perché in questa legislazione... vi chiedo scusa se sono andato in quella, però il senso è questo, e poi risponderò a tutto quello che volete, poi lui farà una carrellata.
Cosa succede?
Che ad un certo momento però, io non mi stancherò mai di dire le cose, perché voglio bene all’azienda e la capisco e capisco le potenzialità che ha, e anche i limiti che ha, che io stesso non sono riuscito a scavalcare e a superare per portare avanti, perché questa è la verità mia e il rammarico mio e quindi, voglio dire, quando ad un certo momento si parla di società in giro, quando parlavo di lungimiranza che è mancata nella classe politica polesana, non è mica un’offesa, non è assolutamente un’offesa, è un dato di fatto che manca la politica lungimirante che c’era anni fa.
Non a caso, è da dieci, quindici anni che si parlava di multiutily: “E se avessimo fatto la multiutily allora, probabilmente quelle società, che sono allo mezzo sfascio”, e non sto qui ad elencarle, le conoscete meglio di noi, che fanno debiti, che vengono tappati i buchi, che vanno adesso chiuse, eccetera, non sarebbero nella situazione probabilmente che sono, perché?
Perché il lungimirante è quello che vede cosa accadrà dopo, non che poi va a mettere a posto... dicevo che, volenti o nolenti, non è come qualcuno probabilmente spiritosamente ha detto, ha detto: “Arrangiatevi voi”, no!
È una cosa che stamattina basta che leggiate i giornali, lo stesso Finozzi, Zaia questa mattina dice: “Siamo obbligati dalla legge Madia, obbligati a fare le cose”, adesso è stato spostato il paletto a giugno, dovete voi, che siete il futuro, dire che cavolo fanno queste società, se ci sono dei doppioni, se ci sono delle società Pag. 49 di che vale la pena di chiudere, se ci sono società che hanno troppa gente, che spendono troppo, se altri mangiano o non mangiano, chi la deve fare la cosa? Io no certamente.
Il futuro è nelle vostre mani, voglio dire. Certo che vi trovate ad essere obbligati perché vi dice: “A giugno, signori miei, delle società partecipate ci dovete dire che piano avete... se avete qualcosa nella testa, lo dovete dire, sennò ci arrangiamo noi, chiudiamo là, chiudiamo qua”, è chiaro che se uno ad un certo momento non arriva, arrivano degli altri a fare quello che dovevamo fare. Questa è una forma di rispetto.
La forma di rispetto io la reputo così: parlare e dire in faccia alla gente quello che si pensa, anche sbagliando perché, se una persona è normalmente intelligente, quando sbaglia, gli dice: “Guarda che tu mi hai detto che adesso sono le otto e mezza di marzo” e io dico: “No, invece sono le sette e sette del 23 febbraio”. Ad un certo momento, se uno non è uno scemo, dice: “Sì, guarda, hai ragione, ti chiedo scusa, mi sono proprio perso”.
Allora, adesso scusate, sono andato forse un po’ troppo... adesso se siete d’accordo, lui fa una carrellata e poi siamo qua a vostra disposizione. Grazie e scusate.